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	<title>altrabenevento &#187; Dossier</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Housing Sociale Capodimonte e utilizzo fondi Riqualificazione Periferie- Conferenza stampa della coalizione ARCO</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13350</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13350#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 07:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Giù-le-Mani-Terminal-Bus]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

*************

<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

*************************

<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

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<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

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<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

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		</item>
		<item>
		<title>Dossier: &#8220;Fondi per la riqualificazione delle periferie, sette milioni di euro ad una società casertana per un palazzo sul Terminal Bus&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=12166</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 17:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="426" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="terminal-2-copia-650" title="terminal-2-copia-650" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12167" title="terminal-2-copia-650" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />

<strong>"Sette milioni di euro dei fondi per la riqualificazione delle periferie, concessi ad una società casertana per un palazzo di cinque piani sul Terminal Bus. Progetti con clamorosi errori"</strong>

Venerdì 7 febbraio 2020- ore 16 - Salone del Consorzio "Sale della terra"- Via San Pasquale, 49-51- Benevento

Intervengono:
- Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione al Comune di Benevento.
- Salvatore Zotti, ingegnere, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Benevento
- Pasquale Basile, fondatore di "Civico 22"
- Sandra Sandrucci e Gabriele Corona di Altrabenevento

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (governo Renzi) con il Bando Pubblicato il 25 maggio 2016 <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-2-DPCM_20160525_testo.pdf">llegato-1-dpcm_2016-05-25)</a></strong> invitava le città metropolitane e i comuni capoluogo di provincia a presentare progetti per la "riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" precisando che "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi. Gli interventi si devono attuare senza ulteriore consumo di suolo"

Con la Determina n. 452 del 28/7/2016 il Comune di Benevento approvò il Bando per le "manifestazioni di interesse" <strong>(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/DETERMINA-DIRIGENZIALE-luglio-2016.pdf">Allegato 2- Bando Comune Benevento</a>)</strong> per eventuali progetti da parte di privati senza però indicare le aree sulle quali prevedere gli interventi di Project Financing.

Con la Delibera n. 121 del 29 agosto 2016 la Giunta Comunale approvò il progetto denominato “La Città di tutti, la Città per tutti” composto da 17 interventi per il costo totale di €.26.582.202,25 con la partecipazione finanziaria di € 8.582.202,25 da parte di privati <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-4-PDF-SCHEDA-DEI-SOG-PUBBL-E-PRIV.pdf">llegato-3-finanziamenti-privati)</a></strong> che ha comportato una "premialità" per la valutazione del progetto (ai sensi dell'art. 7 del bando della PdCM la compartecipazione dei privati oltre il 25% del totale, avrebbe consentito di aggiungere da uno a 25 punti).

Il progetto presentato dal Comune di Benevento risultò ultimo con 25 punti su 100 per qualità del progetto, tempestività, coerenza e partecipazione finanziaria dei privati. <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-5-DPCM_20161206-graduatoria-progetti-periferie.pdf">(Allegato-4- graduatoria-nazionale- progetti-periferie)</a></strong>

Tra i 17 progetti che compongono il Programma degli interventi, quello che fa sicuramente più discutere riguarda la "riqualificazione" di piazza Risorgimento e la costruzione di un palazzo di 5 piani sull'area dell'attuale Terminal Bus di via Pertini, presentato dalla società Lumode srl di Gricignano di Aversa, ai sensi della lettera b, comma 3, dell'art. 4 del Bando ministeriale.: "progetti di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico". Prevede un costo di €.9.404.600,00 ( € 7.000.794 di finanziamenti pubblici e 2.403.815,76 di compartecipazione Lumode) <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Riqualificazione-Risorgimento-Terminal.pdf">(Allegato 5- Progetto Lumode riqualificazione-risorgimento-terminal)</a></strong>

Piazza Risorgimento e il terminal non sono aree periferiche e neppure aree con edifici da riqualificare.

[caption id="attachment_12175" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12175" title="2-piano-ricostruzione-stralcio-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piano Ricostruzione[/caption]

[caption id="attachment_12180" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12180" title="10-anni-60" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piazza Risorgimento da via Perasso[/caption]

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12174" title="Piazza con monumento " src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12176" title="4" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto, non firmato, richiama i piani urbanistici di Piccinato per piazza Risorgimento ma prevede la realizzazione di un porticato che impedirebbe la corretta percezione degli edifici esistenti.<strong> (Allegati 6-7-8-9) </strong>

Sull'area dell'ex Collegio la Salle, oggi Terminal Bus, che Piccinato prevedeva come inedificabile, la Lumode srl vorrebbe costruire un palazzo di 5 piani, due destinati a parcheggio e tre piani per commercio, servizi e residenze.

La Lumode srl, compartecipa con soli 2 milioni di euro, oltre IVA, sul totale di circa 9 milioni e mezzo, ma vuole gestire l'edificio per 30 anni al fine di ricavare, attraverso i fitti e i parcheggi, il capitale investito. Risultano, però, ridicoli soprattutto i prezzi di affitto per i locali commerciali (€ 5 a metro quadrato) e la ridotta utilizzazione dei parcheggi (40% del totale).
Valutando i prezzi di mercato attuali e calcolando la utilizzazione dei posti auto per almeno l'80% e le quote di superfici da cedere subito al Comune per "standard urbanistici", la LUMODE dovrebbe almeno triplicare la sua compartecipazione finanziaria.

Esistono inoltre, due problemi tecnici che non consentono la realizzazione di quell'edificio: la discarica di materiali da demolizioni e la sottostante galleria ferroviaria. <strong>(Allegato 10-11-12) </strong>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12177" title="terminal-attuale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12178" title="13" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12179" title="galleria-sotto-terminal" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I piani urbanistici e della mobilità del Comune di Benevento non hanno mai previsto lo spostamento del terminal bus. Ogni mattina dalle ore 7,30 alle 8,00 arrivano 70 pullman extraurbani con 3.500 pendolari. Di essi, almeno 2.500 vanno nella parte alta della città. Il trasferimento del terminal vicino alla stazione ferroviaria comporta la necessità del trasporto in mezz'ora di 2.500 persone con 25 autobus urbani con costi a carico del Comune di Benevento.

Tra gli interventi previsti dal Programma Periferie di Benevento ve ne sono due della società Geses srl, una piccola società con socio unico, capitale sociale di 40.000 euro pignorato, che però si è impegnata a realizzare con fondi propri, senza finanziamenti pubblici, una piscina coperta e un Ostello della gioventù per un totale di circa 6 milioni di euro.

Senza quei "finanziamenti privati" il programma di interventi del Comune di Benevento non avrebbe avuto neppure il punteggio minimo per essere ammesso a finaziamento.

Altrabenevento invierà questo dossier alla Procura della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere che sia rivista la valutazione dei progetti del Comune di Benevento, sia cancellato totalmente quello relativo alla costruzione del palazzo sul terminal bus di via Pertini e sia consentita la utilizzazione dei 18 milioni di euro dello Stato per interventi di vera riqualificazione delle periferie.

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="426" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="terminal-2-copia-650" title="terminal-2-copia-650" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12167" title="terminal-2-copia-650" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />

<strong>"Sette milioni di euro dei fondi per la riqualificazione delle periferie, concessi ad una società casertana per un palazzo di cinque piani sul Terminal Bus. Progetti con clamorosi errori"</strong>

Venerdì 7 febbraio 2020- ore 16 - Salone del Consorzio "Sale della terra"- Via San Pasquale, 49-51- Benevento

Intervengono:
- Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione al Comune di Benevento.
- Salvatore Zotti, ingegnere, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Benevento
- Pasquale Basile, fondatore di "Civico 22"
- Sandra Sandrucci e Gabriele Corona di Altrabenevento

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (governo Renzi) con il Bando Pubblicato il 25 maggio 2016 <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-2-DPCM_20160525_testo.pdf">llegato-1-dpcm_2016-05-25)</a></strong> invitava le città metropolitane e i comuni capoluogo di provincia a presentare progetti per la "riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" precisando che "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi. Gli interventi si devono attuare senza ulteriore consumo di suolo"

Con la Determina n. 452 del 28/7/2016 il Comune di Benevento approvò il Bando per le "manifestazioni di interesse" <strong>(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/DETERMINA-DIRIGENZIALE-luglio-2016.pdf">Allegato 2- Bando Comune Benevento</a>)</strong> per eventuali progetti da parte di privati senza però indicare le aree sulle quali prevedere gli interventi di Project Financing.

Con la Delibera n. 121 del 29 agosto 2016 la Giunta Comunale approvò il progetto denominato “La Città di tutti, la Città per tutti” composto da 17 interventi per il costo totale di €.26.582.202,25 con la partecipazione finanziaria di € 8.582.202,25 da parte di privati <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-4-PDF-SCHEDA-DEI-SOG-PUBBL-E-PRIV.pdf">llegato-3-finanziamenti-privati)</a></strong> che ha comportato una "premialità" per la valutazione del progetto (ai sensi dell'art. 7 del bando della PdCM la compartecipazione dei privati oltre il 25% del totale, avrebbe consentito di aggiungere da uno a 25 punti).

Il progetto presentato dal Comune di Benevento risultò ultimo con 25 punti su 100 per qualità del progetto, tempestività, coerenza e partecipazione finanziaria dei privati. <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-5-DPCM_20161206-graduatoria-progetti-periferie.pdf">(Allegato-4- graduatoria-nazionale- progetti-periferie)</a></strong>

Tra i 17 progetti che compongono il Programma degli interventi, quello che fa sicuramente più discutere riguarda la "riqualificazione" di piazza Risorgimento e la costruzione di un palazzo di 5 piani sull'area dell'attuale Terminal Bus di via Pertini, presentato dalla società Lumode srl di Gricignano di Aversa, ai sensi della lettera b, comma 3, dell'art. 4 del Bando ministeriale.: "progetti di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico". Prevede un costo di €.9.404.600,00 ( € 7.000.794 di finanziamenti pubblici e 2.403.815,76 di compartecipazione Lumode) <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Riqualificazione-Risorgimento-Terminal.pdf">(Allegato 5- Progetto Lumode riqualificazione-risorgimento-terminal)</a></strong>

Piazza Risorgimento e il terminal non sono aree periferiche e neppure aree con edifici da riqualificare.

[caption id="attachment_12175" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12175" title="2-piano-ricostruzione-stralcio-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piano Ricostruzione[/caption]

[caption id="attachment_12180" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12180" title="10-anni-60" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piazza Risorgimento da via Perasso[/caption]

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12174" title="Piazza con monumento " src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12176" title="4" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto, non firmato, richiama i piani urbanistici di Piccinato per piazza Risorgimento ma prevede la realizzazione di un porticato che impedirebbe la corretta percezione degli edifici esistenti.<strong> (Allegati 6-7-8-9) </strong>

Sull'area dell'ex Collegio la Salle, oggi Terminal Bus, che Piccinato prevedeva come inedificabile, la Lumode srl vorrebbe costruire un palazzo di 5 piani, due destinati a parcheggio e tre piani per commercio, servizi e residenze.

La Lumode srl, compartecipa con soli 2 milioni di euro, oltre IVA, sul totale di circa 9 milioni e mezzo, ma vuole gestire l'edificio per 30 anni al fine di ricavare, attraverso i fitti e i parcheggi, il capitale investito. Risultano, però, ridicoli soprattutto i prezzi di affitto per i locali commerciali (€ 5 a metro quadrato) e la ridotta utilizzazione dei parcheggi (40% del totale).
Valutando i prezzi di mercato attuali e calcolando la utilizzazione dei posti auto per almeno l'80% e le quote di superfici da cedere subito al Comune per "standard urbanistici", la LUMODE dovrebbe almeno triplicare la sua compartecipazione finanziaria.

Esistono inoltre, due problemi tecnici che non consentono la realizzazione di quell'edificio: la discarica di materiali da demolizioni e la sottostante galleria ferroviaria. <strong>(Allegato 10-11-12) </strong>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12177" title="terminal-attuale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12178" title="13" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12179" title="galleria-sotto-terminal" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I piani urbanistici e della mobilità del Comune di Benevento non hanno mai previsto lo spostamento del terminal bus. Ogni mattina dalle ore 7,30 alle 8,00 arrivano 70 pullman extraurbani con 3.500 pendolari. Di essi, almeno 2.500 vanno nella parte alta della città. Il trasferimento del terminal vicino alla stazione ferroviaria comporta la necessità del trasporto in mezz'ora di 2.500 persone con 25 autobus urbani con costi a carico del Comune di Benevento.

Tra gli interventi previsti dal Programma Periferie di Benevento ve ne sono due della società Geses srl, una piccola società con socio unico, capitale sociale di 40.000 euro pignorato, che però si è impegnata a realizzare con fondi propri, senza finanziamenti pubblici, una piscina coperta e un Ostello della gioventù per un totale di circa 6 milioni di euro.

Senza quei "finanziamenti privati" il programma di interventi del Comune di Benevento non avrebbe avuto neppure il punteggio minimo per essere ammesso a finaziamento.

Altrabenevento invierà questo dossier alla Procura della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere che sia rivista la valutazione dei progetti del Comune di Benevento, sia cancellato totalmente quello relativo alla costruzione del palazzo sul terminal bus di via Pertini e sia consentita la utilizzazione dei 18 milioni di euro dello Stato per interventi di vera riqualificazione delle periferie.

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		<title>Dossier  &#8220;La scandalosa riscossione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11859</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 15:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Scandalo SOGET]]></category>
		<category><![CDATA[Riscossione Tributi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pignoramento-soget-rid" title="pignoramento-soget-rid" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11878" title="pignoramento-soget-rid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dossier: "La scand</strong><strong>alosa </strong><strong> riscos</strong><strong>sione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti"</strong>

giovedì 29 marzo alle ore 15,30 al BAR 14/B del viale degli Atlantici

(perché il presidente del Consiglio Comunale, Luigi De Minico non ha concesso la sala di Palazzo Mosti)

<strong>La riscossione dei tributi affidata a società private</strong>

Il servizio di riscossione dei Tributi affidato dal Comune di Benevento a società private dal 2011 ad oggi ha procurato un ammanco di circa 2 milioni di euro per mancati versamenti nelle casse dell'Ente. Infatti, i privati sono autorizzati ad incassare direttamente ICP/PA ( Imposta Comunale Pubblicità/ Pubbliche Affissioni) e poi ad effettuare la riscossione coattiva di ICI/IMU, TARI, TOSAP, Oneri Concessori, Verbali Codice della Strada, ecc. non pagati dai contribuenti alle scadenze previste dagli avvisi emessi dall'Ente.

Le società private incassano tutti i diritti per ICP/PA e versano al Comune un Minino Garantito (più una piccola percentuale se le entrate superano le previsioni); per le altre tasse, i privati trattengono il proprio aggio e versano (o dovrebbero versare) all'Ente la restante parte degli incassi realizzati anche attraverso pignoramenti.

<strong>L'affidamento alla SOGET</strong>

Dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato le società DIGEP e GOSAF, il servizio di riscossione dei tributi del Comune di Benevento è stato affidato da novembre 2015 alla SOGET, una s.p.a. con sede legale a Pescara e sede operativa a Benevento, piazza Guerrazzi, Palazzo De Caro. Il Contratto non è pubblicato sul sito del Comune di Benevento e neppure sono pubblicati gli allegati alle Determine di affidamento e pertanto, nonostante tutti i proclami sulla trasparenza, non è possibile sapere esattamente ed ufficialmente qual è l'ammontare dei tributi che la SOGET dovrebbe incassare e quali sono le condizioni e i patti tra l'Ente e la società. (<strong>Doc. 1  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/detemina-indizione-gara-5-6-2015.pdf">detemina-indizione-gara-5-6-2015</a>, e doc. 2  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Deermina-aggiudicazione-Soget.pdf">determina-aggiudicazione-soget</a></strong>)

Sappiamo però, per certo, che l'incarico doveva durare poco meno di sei mesi (da metà novembre 2015 al 30 aprile del 2016) anche se una postilla prevedeva la proroga fino alla nomina di un nuovo gestore a seguito di gara di appalto bandita agli inizi del 2016 e non ancora conclusa per stranissimi ritardi.

Di conseguenza la SOGET incaricata in via di urgenza e per sei mesi, senza gara di appalto (solo con lettera di invito a due ditte) perché l'importo non superava la soglia europea, da due anni e mezzo incassa direttamente diversi milioni di ICP/PA (anche quelli per l'uso di tabelloni abusivi) e in cambio dovrebbe versare al Comune 350.000 euro di minimo garantito all'anno. Inoltre incassa con la riscossione coattiva, ICI/IMU, TARI, TOSAP, Verbali al Codice della Strada, ecc. (per un totale presunto di altri 8 milioni di euro), che deve riversare al Comune dopo aver trattenuto il suo aggio del 10,13%. Con quali garanzie per l'Ente?

<strong>La Cauzione irrisoria</strong>

Innanzitutto il Comune di Benevento si dovrebbe garantire con la Cauzione, cioè la Polizza Fideiussoria che però copre solo il massimale di € 20.998,50, cioè il 12,80% di € 164.050 indicati nel Contratto <strong>(doc. 3  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Contratto-SOGET.pdf">contratto-soget</a>)</strong> pari a circa la metà dei 350.000 euro all'anno per il Minimo Garantito per ICP/TA. Insomma, la SOGET incassa dagli utenti circa 10 milioni di euro ma garantisce solo 21.000 euro (lo 0,2 %). E' vero che l'art. 123 del Codice degli appalti D. Legl. 163/2006 prevede Cauzioni pari al 10% del valore dell'affidamento che però, in questo caso, non può essere la metà del Minimo Garantito. Deve essere il totale dei soldi incassati dagli utenti. (<strong>Vedi anche la Delibera 92/2012 dell'ANAC</strong> link  <strong>https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5240 )  </strong>

<strong></strong><strong>Versamenti tardivi, riscossioni su C/C sconosciuti all'Ente, strane notifiche.</strong>

L'amministrazione comunale non chiarisce se la SOGET ha presentato i rendiconti, ma sappiamo per certo che ha versato in ritardo le rate del Minimo Garantito ICP/PA del 2017 e solo a seguito di sollecito/diffida da parte del settore Finanze che si è accorto del fatto dopo circa una anno.

Sul sito del Comune di Benevento è ancora pubblicato un avviso ai contribuenti (http://www.comune.benevento.it/bn2_allegati/documentivari/UffImpPubbl.php) (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Avviso-conti-correnti-soget.pdf">avviso-conti-correnti-soget</a></strong>)  con il quale si comunica che la SOGET è autorizzata a riscuotere per conto dell'Ente ma i versamenti vanno effettati sui C/C n. 1029616396 e n.  24777633 intestati a SOGET SPA, (ai quali il Comune può accedere per controllare il reale ammontare dei versamenti effettuati dai contribuenti beneventani). La società però, in diversi casi ha chiesto il pagamento sul C/C n. 291740 aperto presso un ufficio postale di Taranto. L'amministrazione comunale ha chiesto recentemente alla società incaricata, spiegazioni in proposito ma al momento non si conosce l'esito di questo riscontro. Segnaliamo però all'amministrazione che la SOGET a seguito di diversi pignoramenti, ha chiesto i pagamenti su un conto corrente del Banco Di Napoli, sede di Taranto, diverso dal conto corrente della Banca dell'Etruria indicato nel contratto.

Agli inizi di febbraio sono stati pubblicati all'albo pretorio online del Comune di Benevento, sette comunicazioni con le quali la Soget dalla sua sede di Taranto annuncia di aver depositato presso la nostra "casa comunale" in un solo giorno, il 6 febbraio, 178 notifiche per contribuenti morosi e irreperibili "attesa l'assenza nel territorio del comune, di una loro abitazione, ufficio o azienda". Negli elenchi pubblicati solo per alcuni giorni all'albo online del Comune, compaiono però, anche un notissimo Hotel cittadino, una Banca, un accorsato negozio di abbigliamento, una dolciaria ed altre attività commerciali note. Possibile mai che i qualificatissimi notificatori della SOGET non hanno trovato la sede di queste aziende che invece tutti conoscono?

<strong>Gli atti SOGET per anni precedenti al dissesto non autorizzati dall'apposita Commissione</strong>

Il Codacos e l'ACU hanno chiesto gli annullamenti degli atti emessi dalla SOGET per tributi relativi agli anni precedenti al dissesto che non risultano autorizzati dalla Commissione di Liquidazione (<strong>vedi doc. 5 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Codacons-istanza-annullamento-atti-SOGET.pdf">Codacons-istanza-annullamento-atti-soget</a>   e 6  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ACU-istanza-annullamento-atti-SOGET1.pdf">ACU-istanza-annullamento-atti-soget</a>)</strong>

<strong>I requisiti della SOGET</strong>

A seguito della pubblicazione sulla stampa di una nota ANAC di settembre 2016 (<strong>Doc. 7 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ANAC-provvedimento-vigilanza-Soget-e-Cerin-1.pdf">anac-provvedimento-vigilanza-soget-e-cerin-</a></strong>) sono emerse le violazioni o i gravi errori commessi da SOGET nella gestione dei contratti (Comune di ORIA) di riscossione dei tributi al punto da determinare la perdita dei requisiti da parte di detta società. L'art. 38 del D.Lgl. 163/2006 prevede che le stazioni appaltanti devono valutare autonomamente la gravità dei fatti, "accertati con qualunque mezzo di prova". Nella seduta del consiglio comunale del 21 marzo, l'assessore alle Finanze, Serluca, rispondendo ad una interrogazione, ha comunicato che la SOGET è ancora regolarmente iscritta all'Albo dei gestori di tributi e che altri accertamenti sui requisiti sono in corso. La iscrizione all'albo, però, non esclude l'obbligo della Stazione Appaltante di effettuare la valutazione che, secondo Selurca, ad oggi, non è stata ancora effettuata, dopo due anni e mezzo di riscossioni da parte di SOGET.

In realtà a maggio 2016 il dirigente del Settore Finanze, dichiarò <strong>(doc. 8 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verifica-requisiti-SOGET-maggio-2016.pdf">verifica-requisiti-soget-maggio-2016</a>)</strong> che la valutazione era stata fatta e che le violazioni commesse dalla SOGET in altri comuni non apparivano gravi perché erano stati dichiarati in sede di gara e soprattutto perché il precedente rapporto contrattuale con il Comune di Oria era terminato con risoluzione consensuale. Questa motivazione è però inaccettabile perché, come ha stabilito il <strong>TAR PUGLIA con la sentenza n. 2057/2011</strong> confermata dal <strong>Consiglio di Stato sentenza 3078/2012</strong>, la rescissione consensuale non poteva negare la gravità dei fatti accaduti a ORIA.

Recentemente alla SOGET sono state contestate altre violazioni in altri comuni (Vedi anche i rinvii a giudizio a Salerno e Pescara) e di tanto l'amministrazione Comunale deve tener conto per la valutazione sul possesso dei requisiti da parte della SOGET, considerando anche i problemi riscontrati a Benevento (rendicontazioni, utilizzo di C/C non autorizzati, notifiche strane, emissione di atti non autorizzati dalla Commissione di Liquidazione a seguito di dissesto)

<strong>Questo è il Dossier che avremmo voluto presentare in anteprima alla Commissione Consiliare alle Finanze ma i consiglieri di maggioranza  non hanno voluto vedere e sapere.</strong>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pignoramento-soget-rid" title="pignoramento-soget-rid" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11878" title="pignoramento-soget-rid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dossier: "La scand</strong><strong>alosa </strong><strong> riscos</strong><strong>sione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti"</strong>

giovedì 29 marzo alle ore 15,30 al BAR 14/B del viale degli Atlantici

(perché il presidente del Consiglio Comunale, Luigi De Minico non ha concesso la sala di Palazzo Mosti)

<strong>La riscossione dei tributi affidata a società private</strong>

Il servizio di riscossione dei Tributi affidato dal Comune di Benevento a società private dal 2011 ad oggi ha procurato un ammanco di circa 2 milioni di euro per mancati versamenti nelle casse dell'Ente. Infatti, i privati sono autorizzati ad incassare direttamente ICP/PA ( Imposta Comunale Pubblicità/ Pubbliche Affissioni) e poi ad effettuare la riscossione coattiva di ICI/IMU, TARI, TOSAP, Oneri Concessori, Verbali Codice della Strada, ecc. non pagati dai contribuenti alle scadenze previste dagli avvisi emessi dall'Ente.

Le società private incassano tutti i diritti per ICP/PA e versano al Comune un Minino Garantito (più una piccola percentuale se le entrate superano le previsioni); per le altre tasse, i privati trattengono il proprio aggio e versano (o dovrebbero versare) all'Ente la restante parte degli incassi realizzati anche attraverso pignoramenti.

<strong>L'affidamento alla SOGET</strong>

Dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato le società DIGEP e GOSAF, il servizio di riscossione dei tributi del Comune di Benevento è stato affidato da novembre 2015 alla SOGET, una s.p.a. con sede legale a Pescara e sede operativa a Benevento, piazza Guerrazzi, Palazzo De Caro. Il Contratto non è pubblicato sul sito del Comune di Benevento e neppure sono pubblicati gli allegati alle Determine di affidamento e pertanto, nonostante tutti i proclami sulla trasparenza, non è possibile sapere esattamente ed ufficialmente qual è l'ammontare dei tributi che la SOGET dovrebbe incassare e quali sono le condizioni e i patti tra l'Ente e la società. (<strong>Doc. 1  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/detemina-indizione-gara-5-6-2015.pdf">detemina-indizione-gara-5-6-2015</a>, e doc. 2  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Deermina-aggiudicazione-Soget.pdf">determina-aggiudicazione-soget</a></strong>)

Sappiamo però, per certo, che l'incarico doveva durare poco meno di sei mesi (da metà novembre 2015 al 30 aprile del 2016) anche se una postilla prevedeva la proroga fino alla nomina di un nuovo gestore a seguito di gara di appalto bandita agli inizi del 2016 e non ancora conclusa per stranissimi ritardi.

Di conseguenza la SOGET incaricata in via di urgenza e per sei mesi, senza gara di appalto (solo con lettera di invito a due ditte) perché l'importo non superava la soglia europea, da due anni e mezzo incassa direttamente diversi milioni di ICP/PA (anche quelli per l'uso di tabelloni abusivi) e in cambio dovrebbe versare al Comune 350.000 euro di minimo garantito all'anno. Inoltre incassa con la riscossione coattiva, ICI/IMU, TARI, TOSAP, Verbali al Codice della Strada, ecc. (per un totale presunto di altri 8 milioni di euro), che deve riversare al Comune dopo aver trattenuto il suo aggio del 10,13%. Con quali garanzie per l'Ente?

<strong>La Cauzione irrisoria</strong>

Innanzitutto il Comune di Benevento si dovrebbe garantire con la Cauzione, cioè la Polizza Fideiussoria che però copre solo il massimale di € 20.998,50, cioè il 12,80% di € 164.050 indicati nel Contratto <strong>(doc. 3  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Contratto-SOGET.pdf">contratto-soget</a>)</strong> pari a circa la metà dei 350.000 euro all'anno per il Minimo Garantito per ICP/TA. Insomma, la SOGET incassa dagli utenti circa 10 milioni di euro ma garantisce solo 21.000 euro (lo 0,2 %). E' vero che l'art. 123 del Codice degli appalti D. Legl. 163/2006 prevede Cauzioni pari al 10% del valore dell'affidamento che però, in questo caso, non può essere la metà del Minimo Garantito. Deve essere il totale dei soldi incassati dagli utenti. (<strong>Vedi anche la Delibera 92/2012 dell'ANAC</strong> link  <strong>https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5240 )  </strong>

<strong></strong><strong>Versamenti tardivi, riscossioni su C/C sconosciuti all'Ente, strane notifiche.</strong>

L'amministrazione comunale non chiarisce se la SOGET ha presentato i rendiconti, ma sappiamo per certo che ha versato in ritardo le rate del Minimo Garantito ICP/PA del 2017 e solo a seguito di sollecito/diffida da parte del settore Finanze che si è accorto del fatto dopo circa una anno.

Sul sito del Comune di Benevento è ancora pubblicato un avviso ai contribuenti (http://www.comune.benevento.it/bn2_allegati/documentivari/UffImpPubbl.php) (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Avviso-conti-correnti-soget.pdf">avviso-conti-correnti-soget</a></strong>)  con il quale si comunica che la SOGET è autorizzata a riscuotere per conto dell'Ente ma i versamenti vanno effettati sui C/C n. 1029616396 e n.  24777633 intestati a SOGET SPA, (ai quali il Comune può accedere per controllare il reale ammontare dei versamenti effettuati dai contribuenti beneventani). La società però, in diversi casi ha chiesto il pagamento sul C/C n. 291740 aperto presso un ufficio postale di Taranto. L'amministrazione comunale ha chiesto recentemente alla società incaricata, spiegazioni in proposito ma al momento non si conosce l'esito di questo riscontro. Segnaliamo però all'amministrazione che la SOGET a seguito di diversi pignoramenti, ha chiesto i pagamenti su un conto corrente del Banco Di Napoli, sede di Taranto, diverso dal conto corrente della Banca dell'Etruria indicato nel contratto.

Agli inizi di febbraio sono stati pubblicati all'albo pretorio online del Comune di Benevento, sette comunicazioni con le quali la Soget dalla sua sede di Taranto annuncia di aver depositato presso la nostra "casa comunale" in un solo giorno, il 6 febbraio, 178 notifiche per contribuenti morosi e irreperibili "attesa l'assenza nel territorio del comune, di una loro abitazione, ufficio o azienda". Negli elenchi pubblicati solo per alcuni giorni all'albo online del Comune, compaiono però, anche un notissimo Hotel cittadino, una Banca, un accorsato negozio di abbigliamento, una dolciaria ed altre attività commerciali note. Possibile mai che i qualificatissimi notificatori della SOGET non hanno trovato la sede di queste aziende che invece tutti conoscono?

<strong>Gli atti SOGET per anni precedenti al dissesto non autorizzati dall'apposita Commissione</strong>

Il Codacos e l'ACU hanno chiesto gli annullamenti degli atti emessi dalla SOGET per tributi relativi agli anni precedenti al dissesto che non risultano autorizzati dalla Commissione di Liquidazione (<strong>vedi doc. 5 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Codacons-istanza-annullamento-atti-SOGET.pdf">Codacons-istanza-annullamento-atti-soget</a>   e 6  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ACU-istanza-annullamento-atti-SOGET1.pdf">ACU-istanza-annullamento-atti-soget</a>)</strong>

<strong>I requisiti della SOGET</strong>

A seguito della pubblicazione sulla stampa di una nota ANAC di settembre 2016 (<strong>Doc. 7 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ANAC-provvedimento-vigilanza-Soget-e-Cerin-1.pdf">anac-provvedimento-vigilanza-soget-e-cerin-</a></strong>) sono emerse le violazioni o i gravi errori commessi da SOGET nella gestione dei contratti (Comune di ORIA) di riscossione dei tributi al punto da determinare la perdita dei requisiti da parte di detta società. L'art. 38 del D.Lgl. 163/2006 prevede che le stazioni appaltanti devono valutare autonomamente la gravità dei fatti, "accertati con qualunque mezzo di prova". Nella seduta del consiglio comunale del 21 marzo, l'assessore alle Finanze, Serluca, rispondendo ad una interrogazione, ha comunicato che la SOGET è ancora regolarmente iscritta all'Albo dei gestori di tributi e che altri accertamenti sui requisiti sono in corso. La iscrizione all'albo, però, non esclude l'obbligo della Stazione Appaltante di effettuare la valutazione che, secondo Selurca, ad oggi, non è stata ancora effettuata, dopo due anni e mezzo di riscossioni da parte di SOGET.

In realtà a maggio 2016 il dirigente del Settore Finanze, dichiarò <strong>(doc. 8 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verifica-requisiti-SOGET-maggio-2016.pdf">verifica-requisiti-soget-maggio-2016</a>)</strong> che la valutazione era stata fatta e che le violazioni commesse dalla SOGET in altri comuni non apparivano gravi perché erano stati dichiarati in sede di gara e soprattutto perché il precedente rapporto contrattuale con il Comune di Oria era terminato con risoluzione consensuale. Questa motivazione è però inaccettabile perché, come ha stabilito il <strong>TAR PUGLIA con la sentenza n. 2057/2011</strong> confermata dal <strong>Consiglio di Stato sentenza 3078/2012</strong>, la rescissione consensuale non poteva negare la gravità dei fatti accaduti a ORIA.

Recentemente alla SOGET sono state contestate altre violazioni in altri comuni (Vedi anche i rinvii a giudizio a Salerno e Pescara) e di tanto l'amministrazione Comunale deve tener conto per la valutazione sul possesso dei requisiti da parte della SOGET, considerando anche i problemi riscontrati a Benevento (rendicontazioni, utilizzo di C/C non autorizzati, notifiche strane, emissione di atti non autorizzati dalla Commissione di Liquidazione a seguito di dissesto)

<strong>Questo è il Dossier che avremmo voluto presentare in anteprima alla Commissione Consiliare alle Finanze ma i consiglieri di maggioranza  non hanno voluto vedere e sapere.</strong>

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		<title>Ai bambini della mensa nuggets pre-fritti con spremitura di carcasse di polli</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 18:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
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		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/carne-separata-meccanicamente.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="carne separata meccanicamente" title="carne separata meccanicamente" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10941" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="etichettaBocconcinidiPollo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Lettera aperta alla dott.ssa Ersilia Palombi, Medico Nutrizionista della ASL.</strong>

<strong>"Oggi alla mensa scolastica, i bambini invece dei 100 grammi di petto di pollo, hanno mangiato NUGGETS pre-fritti composti in gran parte da scarti e spremitura di carcasse degli animali. Lei se n'è accorta?"</strong>

Dottoressa, il dirigente del Settore Servizi al Cittadino e Comandante della Polizia Municipale del Comune di Benevento, da diversi mesi ogni qualvolta deve rispondere a osservazioni o critiche sul servizio di mensa scolastica, si limita a rispondere, ma solo a mezzo stampa, che "tutto è a posto" perché così gli avrebbero risposto dalla ASL.

Sappiamo che il dirigente/comandante formula vari quesiti, anche per accertamenti di competenza di uffici comunali, ma non conosciamo le risposte della Azienda Sanitaria. Di certo Lei è uno dei suoi interlocutori, considerato il suo ruolo di Responsabile del Servizio Igiene e Nutrizione, e per questo motivo abbiamo pensato di rivolgerle direttamente alcune domande, a partire dal Menù che la Ristorò dovrebbe rispettare.

Le due Tabelle Pasti Mensili per alunni delle Scuole Materne e delle Scuole Elementari, sulle quali è apposto il timbro del suo ufficio, risalgono all'anno scolastico 2010/2011 ma vengono confermate anche per l'anno scolastico in corso con l'apposizione della Sua firma. I Menù che indicano i pasti per ogni giorno per otto settimane, sono pieni di cancellazioni e "correzioni" al punto da risultare incomprensibili in diverse parti.

Non si potevano rifare? Considerato che gli utenti del servizio, cioè i genitori dei bambini, devono leggere queste tabelle affisse alla meglio nei plessi scolastici, Le costava troppo effettuare al computer le correzioni, usare un carattere più grande per facilitare la lettura e stamparle in formato doppio?

Considerato che nonostante i numerosi inviti il Comune non ha voluto pubblicare tali tabelle sul sito dell'Ente, le abbiamo fotografate e rese leggibili su questo sito nella cartella dossier Ristorò (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Men%C3%B9.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">clicca qui</span></a></span> per leggere il menù). Abbiamo verificato che molte volte il pasto servito dalla Ristorò non coincide con le Sue indicazioni dietetiche e quindi vorremmo sapere quali controlli il suo ufficio ha effettuato.

Ad esempio, oggi, lunedì della 'terza settimana' la Sua tabella prevede per 'secondo', 100 grammi di PETTO DI POLLO con il contorno di 100 grammi di piselli. Il Capitolato di appalto indica chiaramente che solo i prodotti ittici possono essere surgelati e quindi sia il pollo che i piselli dovevano essere "freschi" e non precotti. Invece, dalla lettura dell'etichetta affissa sulla vaschetta di oggi, che Lei certamente avrà già esaminato, risulta che sono stati serviti ai bambini "Bocconcini di pollo impanato con piselli" cioè i famigerati NUGGETS, pre-fritti, molto criticati perché non si sa quali parti del pollo contengano. Sempre l'etichetta che Lei ha davanti, dove non vengono indicate le grammature del pasto, spiega che solo il 39% è costituito da “filetti di pollo" il resto è costituito da vari ingredienti, compresi farine per la pastella, agenti acidificanti e lievitanti, olio vegetale non meglio identificato, ma soprattutto 'carni di pollo separate meccanicamente'.

Allora chiedo, ma è sicura che queste crocchette abbiano lo stesso valore nutrizionale dei 100 grammi di petto di pollo che Lei ha indicato nel menù?

Nel corso della trasmissione "Di martedì" condotta da Giovanni Floris, andata in onda il 23 dicembre scorso sull'emittente La 7 (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.la7.it/dimartedi/video/la-carne-di-pollo-24-12-2014-143998" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">qui il video del servizio</span></a></span>), una sua collega, la nutrizionista Anna Maria Pretaroli ha spiegato che la carne separata meccanicamente è una carne che viene separata dall’animale in due modi diversi. Si parla di bassa pressione se la carne viene soltanto raschiata. Nel caso si utilizzi l’alta pressione si spremono le carcasse. “Una volta eliminate le parti migliori del pollo, cioè il petto, le cosce e le ali, rimane la carcassa, che viene messa in una macchina particolare, che spreme la carcassa, e quindi fuoriesce una poltiglia rosa praticamente composta da ossa, pelle e midollo. Si chiama carne separata meccanicamente, ma della carne non ha più nessuna riconoscibilità” ha spiegato la nutrizionista. Lei invece, che ne pensa?

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/carne-separata-meccanicamente.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="carne separata meccanicamente" title="carne separata meccanicamente" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10941" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="etichettaBocconcinidiPollo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Lettera aperta alla dott.ssa Ersilia Palombi, Medico Nutrizionista della ASL.</strong>

<strong>"Oggi alla mensa scolastica, i bambini invece dei 100 grammi di petto di pollo, hanno mangiato NUGGETS pre-fritti composti in gran parte da scarti e spremitura di carcasse degli animali. Lei se n'è accorta?"</strong>

Dottoressa, il dirigente del Settore Servizi al Cittadino e Comandante della Polizia Municipale del Comune di Benevento, da diversi mesi ogni qualvolta deve rispondere a osservazioni o critiche sul servizio di mensa scolastica, si limita a rispondere, ma solo a mezzo stampa, che "tutto è a posto" perché così gli avrebbero risposto dalla ASL.

Sappiamo che il dirigente/comandante formula vari quesiti, anche per accertamenti di competenza di uffici comunali, ma non conosciamo le risposte della Azienda Sanitaria. Di certo Lei è uno dei suoi interlocutori, considerato il suo ruolo di Responsabile del Servizio Igiene e Nutrizione, e per questo motivo abbiamo pensato di rivolgerle direttamente alcune domande, a partire dal Menù che la Ristorò dovrebbe rispettare.

Le due Tabelle Pasti Mensili per alunni delle Scuole Materne e delle Scuole Elementari, sulle quali è apposto il timbro del suo ufficio, risalgono all'anno scolastico 2010/2011 ma vengono confermate anche per l'anno scolastico in corso con l'apposizione della Sua firma. I Menù che indicano i pasti per ogni giorno per otto settimane, sono pieni di cancellazioni e "correzioni" al punto da risultare incomprensibili in diverse parti.

Non si potevano rifare? Considerato che gli utenti del servizio, cioè i genitori dei bambini, devono leggere queste tabelle affisse alla meglio nei plessi scolastici, Le costava troppo effettuare al computer le correzioni, usare un carattere più grande per facilitare la lettura e stamparle in formato doppio?

Considerato che nonostante i numerosi inviti il Comune non ha voluto pubblicare tali tabelle sul sito dell'Ente, le abbiamo fotografate e rese leggibili su questo sito nella cartella dossier Ristorò (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Men%C3%B9.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">clicca qui</span></a></span> per leggere il menù). Abbiamo verificato che molte volte il pasto servito dalla Ristorò non coincide con le Sue indicazioni dietetiche e quindi vorremmo sapere quali controlli il suo ufficio ha effettuato.

Ad esempio, oggi, lunedì della 'terza settimana' la Sua tabella prevede per 'secondo', 100 grammi di PETTO DI POLLO con il contorno di 100 grammi di piselli. Il Capitolato di appalto indica chiaramente che solo i prodotti ittici possono essere surgelati e quindi sia il pollo che i piselli dovevano essere "freschi" e non precotti. Invece, dalla lettura dell'etichetta affissa sulla vaschetta di oggi, che Lei certamente avrà già esaminato, risulta che sono stati serviti ai bambini "Bocconcini di pollo impanato con piselli" cioè i famigerati NUGGETS, pre-fritti, molto criticati perché non si sa quali parti del pollo contengano. Sempre l'etichetta che Lei ha davanti, dove non vengono indicate le grammature del pasto, spiega che solo il 39% è costituito da “filetti di pollo" il resto è costituito da vari ingredienti, compresi farine per la pastella, agenti acidificanti e lievitanti, olio vegetale non meglio identificato, ma soprattutto 'carni di pollo separate meccanicamente'.

Allora chiedo, ma è sicura che queste crocchette abbiano lo stesso valore nutrizionale dei 100 grammi di petto di pollo che Lei ha indicato nel menù?

Nel corso della trasmissione "Di martedì" condotta da Giovanni Floris, andata in onda il 23 dicembre scorso sull'emittente La 7 (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.la7.it/dimartedi/video/la-carne-di-pollo-24-12-2014-143998" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">qui il video del servizio</span></a></span>), una sua collega, la nutrizionista Anna Maria Pretaroli ha spiegato che la carne separata meccanicamente è una carne che viene separata dall’animale in due modi diversi. Si parla di bassa pressione se la carne viene soltanto raschiata. Nel caso si utilizzi l’alta pressione si spremono le carcasse. “Una volta eliminate le parti migliori del pollo, cioè il petto, le cosce e le ali, rimane la carcassa, che viene messa in una macchina particolare, che spreme la carcassa, e quindi fuoriesce una poltiglia rosa praticamente composta da ossa, pelle e midollo. Si chiama carne separata meccanicamente, ma della carne non ha più nessuna riconoscibilità” ha spiegato la nutrizionista. Lei invece, che ne pensa?

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		<title>Servito da Altrabenevento il dosser &#8220;Scarpe e ceci&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 19:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="960" height="1280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto121.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="foto12" title="foto12" /></p>[caption id="attachment_10738" align="alignleft" width="261"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12.jpg"><img class=" wp-image-10738  " style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12-225x300.jpg" alt="" width="261" height="348" /></a> scolapasta utilizzato dalla Ristorò[/caption]
<p style="text-align: left;" align="center"><strong><em>Dossier sul servizio mensa per le scuole elementari della città</em></strong><strong><em> e i centri di igiene mentale della provincia di Benevento.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">(presentato da Altrabenevento nella sala del Consiglio comunale il 16 dicembre 2014)</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Il 10 maggio 2013 bruciava nella zona industriale di ponte Valentino l’edificio dove si producevano surgelati e che ospitava anche il centro di cottura della mensa comunale per asili e scuole elementari.</p>


[caption id="attachment_10733" align="alignright" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2.jpg"><img class="size-medium wp-image-10733 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Il capannone abbandonato dopo l'incendio del 2013[/caption]

La struttura era stata costruita circa 20 anni fa dalla società “Complesso polivalente Rossana” della signora Rossana Porcelli, maritata Barretta. Il servizio di mensa scolastica era stato affidato dal Comune di Benevento alla società Ristorò, che ha sede legale a Pietradefusi provincia di Avellino, amministratore la signora Mariarosaria Favino, proprietari delle quote societarie i fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta, figli della signora Rossana Porcelli.

Dopo l’incendio il centro di cottura della Ristorò fu  trasferito in un altro capannone, sempre a Ponte Valentino costruito dalla società “Immobiliare dodici stelle”, il cui amministratore era sempre la signora Rossana Porcelli.

Il capannone era già stato utilizzato per diverse produzioni industriali. Nel 2005/2006 risultava essere la sede del Polo Calzaturiero, una truffa a danno di 290 giovani, mai assunti nonostante i soldi pubblici spesi per fitti, macchinari e formazione. (vedi dossier di Altrabenevento)

Nel 2008, il Comune rilasciò il certificato di agibilità per le funzioni dichiarate, vale a dire: Polo Calzaturiero con annessi uffici, spogliatoi, centro di cottura e mensa aziendale. A settembre del 2013 la Ristorò chiese al Comune di Benevento, il Permesso di Costruire per modificare ed adeguare una parte di quei locali in modo da attrezzarli per trasferire lì il centro di cottura della mensa scolastica. Il Permesso di Costruire, n. 2448, è stato rilasciato il 3 dicembre del 2013, ma il servizio mensa era già in funzione, quindi senza autorizzazione, dagli inizi di novembre 2013.

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[caption id="attachment_10734" align="aligncenter" width="614"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale.jpg"><img class=" wp-image-10734" title="cartinatotale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale-1024x660.jpg" alt="" width="614" height="396" /></a> Parte superiore: il capannone con l'agibilità del 2008<br />Parte inferiore: il capannone come viene utilizzato da Ristorò, senza agibilità[/caption]

Il certificato di agibilità non è mai stato chiesto e mai rilasciato, nessuno si è quindi accertato che i lavori e gli impianti fossero a norma. Si precisa che il vecchio certificato di agibilità del 2008 solo per alcuni locali prevedeva centro di cottura e mensa.

[caption id="attachment_10732" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71.jpg"><img class="size-medium wp-image-10732  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto7" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a> ingresso Ristorò[/caption]

Attualmente quel capannone è di proprietà in parte della società Ristorò e in parte della I.P.I Finance Spa sempre dei fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta. Al suo interno, al posto degli uffici e degli spogliatoi del Polo Calzaturiero, c’è uno studio tecnico; nei locali destinati alla produzione delle scarpe, è in allestimento il secondo centro di cottura, non autorizzato; al centro c’è un ristorante confinante con le cucine della mensa scolastica.

La mensa confina con una tettoia aperta sotto la quale avveniva la produzione di fitofarmaci da zolfo. Questo spazio oggi viene utilizzato dalla Ristorò come deposito.

A gennaio del 2014 a seguito di bando pubblico, il servizio di mensa scolastica è stato affidato nuovamente alla Ristorò alle condizioni indicate nel capitolato e nel contratto.

[caption id="" align="alignright" width="300"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56.jpg"><img style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> area già utilizzata per la lavorazione dello zolfo[/caption]

Punti salienti:
<div></div>
- art.5 - <strong>il secondo centro di cottura</strong>, per le emergenze, che la Ristorò non aveva quando ha vinto l’appalto e non ha tuttora.

-art.6 -  <strong>la provenien</strong><strong>za degli alimenti</strong> deve essere tracciabile e documentata, ogni modifica va comunicata al committente che deve approvare il cambiamento prima di consentirne l’impiego. <em>Secondo quanto previsto dalle Linee di </em><em>indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, il gestore del servizio deve essere in grado di documentare la rispondenza ai requisiti richiesti attraverso schede tecniche di prodotto in grado di esplicitare tutte le caratteristiche; conseguentemente solo i prodotti definiti, accettati ed accreditati dal committente in quanto rispondenti ai requisiti, dovranno trovare impiego nel servizio. Ogni modifica relativa ai prodotti indicati dovrà essere preventivamente approvata dal committente che ne verificherà la costanza delle caratteristiche prima di consentirne l’impiego.
</em>La Ditta aggiudicataria deve inoltre prelevare giornalmente almeno 2 pasti completi confezionati e conservarli per 72 ore, in modo tale da consentire eventuali analisi in caso di contestazione della fornitura.

- art.7 – <strong>La preparazione dei pasti </strong>deve avvenire nello stesso giorno in cui vengono distribuiti.

- art.15 – <strong>I controlli, </strong>il Comune, nella qualità di  committente, può effettuare in ogni momento e senza preavviso controlli  presso il centro di produzione pasti. Inoltre può disporre la presenza di propri incaricati presso la struttura con il compito di verificare la corretta applicazione del capitolato. Non è pertanto corretto sostenere la competenza esclusiva dell'ASL per i controlli. È prevista anche l’istituzione di una <strong>Commissione mensa</strong> composta da: un funzionario del Comune, un genitore ed un rappresentante per ogni istituzione scolastica. Tale commissione non è stata mai istituita.

Solo il giorno prima del nostro annunciato dossier la  Asl ha effettuato verifiche al centro di cottura e l’Arpac ha misurato la qualità dell’aria, mentre una ditta incaricata dalla Ristorò sistemava esche per topi all’interno e all’esterno della struttura.

I controlli finora effettuati sono stati decisamente carenti. È significativo che nessuno si sia accorto, prima della nostre denunce, della mancanza del secondo centro di cottura, previsto per contratto, o della mancanza di un certificato di agibilità, che poteva essere facilmente riscontrata se fosse stata esaminata la Scia sanitaria. Inoltre, la Commissione mensa non è stata istituita e il Comune di Benevento non ha mai effettuato un sopralluogo nelle ore notturne, quando normalmente vengono preparati i secondi piatti.

Emblematico il comportamento della Ristorò e del Comune che continuano a negare l’episodio degli insetti nei ceci del 5 di dicembre. Nessuno si decide a dire da dove provenivano i legumi, come erano conservati e come sono arrivati a Ponte Valentino. Non è vero che i legumi non sono stati serviti per un difetto di cottura, la pasta e ceci era cotta ed erano state confezionate già 700 vaschette. Gli insetti erano evidenti e per questo la pasta e ceci è stata sostituita con pasta in brodo preparata con il dado.

[caption id="attachment_10744" align="alignleft" width="263"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10.jpg"><img class=" wp-image-10744 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto10" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10-225x300.jpg" alt="" width="263" height="350" /></a> pentola utilizzata dalla Ristorò[/caption]

Sono diverse “le anomalie” del servizio di mensa scolastica di cui il Comune di Benevento e la Asl non si sono accorti:

la preparazione della <strong>carne</strong> da cucinare comincia uno o due giorni prima della distribuzione- quasi mai si utilizza l’<strong>abbattitore</strong>, indispensabile per evitare la proliferazione di germi e batteri;- i <strong>formaggi</strong> e i <strong>salumi</strong> vengono in genere affettati il giorno prima;

- il <strong>personale</strong> non è dotato del vestiario e dei sistemi di protezione adeguati;

- alla mensa accedono e lavorano persone che non fanno parte del <strong>personale autorizzato;</strong>

- le condizioni igieniche dei <strong>conte</strong><strong>nitori</strong> per il trasporto dei pasti sono inaccettabili

- le <strong>stoviglie (caldaie, pentoloni e scolapasta)</strong>sono vecchie e in condizioni pietose

Particolarmente grave è anche il comportamento della Asl che avrebbe anch’essa dovuto accertarsi delle condizioni della struttura, considerato che non è solo ente di controllo. La Asl, infatti, ha affidato alla Ristorò l’incarico di preparare i pasti, a pranzo e a cena, per gli utenti dei centri di igiene mentale di Bucciano, Morcone, Molinara e Puglianello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="1280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto121.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="foto12" title="foto12" /></p>[caption id="attachment_10738" align="alignleft" width="261"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12.jpg"><img class=" wp-image-10738  " style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12-225x300.jpg" alt="" width="261" height="348" /></a> scolapasta utilizzato dalla Ristorò[/caption]
<p style="text-align: left;" align="center"><strong><em>Dossier sul servizio mensa per le scuole elementari della città</em></strong><strong><em> e i centri di igiene mentale della provincia di Benevento.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">(presentato da Altrabenevento nella sala del Consiglio comunale il 16 dicembre 2014)</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Il 10 maggio 2013 bruciava nella zona industriale di ponte Valentino l’edificio dove si producevano surgelati e che ospitava anche il centro di cottura della mensa comunale per asili e scuole elementari.</p>


[caption id="attachment_10733" align="alignright" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2.jpg"><img class="size-medium wp-image-10733 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Il capannone abbandonato dopo l'incendio del 2013[/caption]

La struttura era stata costruita circa 20 anni fa dalla società “Complesso polivalente Rossana” della signora Rossana Porcelli, maritata Barretta. Il servizio di mensa scolastica era stato affidato dal Comune di Benevento alla società Ristorò, che ha sede legale a Pietradefusi provincia di Avellino, amministratore la signora Mariarosaria Favino, proprietari delle quote societarie i fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta, figli della signora Rossana Porcelli.

Dopo l’incendio il centro di cottura della Ristorò fu  trasferito in un altro capannone, sempre a Ponte Valentino costruito dalla società “Immobiliare dodici stelle”, il cui amministratore era sempre la signora Rossana Porcelli.

Il capannone era già stato utilizzato per diverse produzioni industriali. Nel 2005/2006 risultava essere la sede del Polo Calzaturiero, una truffa a danno di 290 giovani, mai assunti nonostante i soldi pubblici spesi per fitti, macchinari e formazione. (vedi dossier di Altrabenevento)

Nel 2008, il Comune rilasciò il certificato di agibilità per le funzioni dichiarate, vale a dire: Polo Calzaturiero con annessi uffici, spogliatoi, centro di cottura e mensa aziendale. A settembre del 2013 la Ristorò chiese al Comune di Benevento, il Permesso di Costruire per modificare ed adeguare una parte di quei locali in modo da attrezzarli per trasferire lì il centro di cottura della mensa scolastica. Il Permesso di Costruire, n. 2448, è stato rilasciato il 3 dicembre del 2013, ma il servizio mensa era già in funzione, quindi senza autorizzazione, dagli inizi di novembre 2013.

&nbsp;

[caption id="attachment_10734" align="aligncenter" width="614"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale.jpg"><img class=" wp-image-10734" title="cartinatotale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale-1024x660.jpg" alt="" width="614" height="396" /></a> Parte superiore: il capannone con l'agibilità del 2008<br />Parte inferiore: il capannone come viene utilizzato da Ristorò, senza agibilità[/caption]

Il certificato di agibilità non è mai stato chiesto e mai rilasciato, nessuno si è quindi accertato che i lavori e gli impianti fossero a norma. Si precisa che il vecchio certificato di agibilità del 2008 solo per alcuni locali prevedeva centro di cottura e mensa.

[caption id="attachment_10732" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71.jpg"><img class="size-medium wp-image-10732  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto7" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a> ingresso Ristorò[/caption]

Attualmente quel capannone è di proprietà in parte della società Ristorò e in parte della I.P.I Finance Spa sempre dei fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta. Al suo interno, al posto degli uffici e degli spogliatoi del Polo Calzaturiero, c’è uno studio tecnico; nei locali destinati alla produzione delle scarpe, è in allestimento il secondo centro di cottura, non autorizzato; al centro c’è un ristorante confinante con le cucine della mensa scolastica.

La mensa confina con una tettoia aperta sotto la quale avveniva la produzione di fitofarmaci da zolfo. Questo spazio oggi viene utilizzato dalla Ristorò come deposito.

A gennaio del 2014 a seguito di bando pubblico, il servizio di mensa scolastica è stato affidato nuovamente alla Ristorò alle condizioni indicate nel capitolato e nel contratto.

[caption id="" align="alignright" width="300"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56.jpg"><img style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> area già utilizzata per la lavorazione dello zolfo[/caption]

Punti salienti:
<div></div>
- art.5 - <strong>il secondo centro di cottura</strong>, per le emergenze, che la Ristorò non aveva quando ha vinto l’appalto e non ha tuttora.

-art.6 -  <strong>la provenien</strong><strong>za degli alimenti</strong> deve essere tracciabile e documentata, ogni modifica va comunicata al committente che deve approvare il cambiamento prima di consentirne l’impiego. <em>Secondo quanto previsto dalle Linee di </em><em>indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, il gestore del servizio deve essere in grado di documentare la rispondenza ai requisiti richiesti attraverso schede tecniche di prodotto in grado di esplicitare tutte le caratteristiche; conseguentemente solo i prodotti definiti, accettati ed accreditati dal committente in quanto rispondenti ai requisiti, dovranno trovare impiego nel servizio. Ogni modifica relativa ai prodotti indicati dovrà essere preventivamente approvata dal committente che ne verificherà la costanza delle caratteristiche prima di consentirne l’impiego.
</em>La Ditta aggiudicataria deve inoltre prelevare giornalmente almeno 2 pasti completi confezionati e conservarli per 72 ore, in modo tale da consentire eventuali analisi in caso di contestazione della fornitura.

- art.7 – <strong>La preparazione dei pasti </strong>deve avvenire nello stesso giorno in cui vengono distribuiti.

- art.15 – <strong>I controlli, </strong>il Comune, nella qualità di  committente, può effettuare in ogni momento e senza preavviso controlli  presso il centro di produzione pasti. Inoltre può disporre la presenza di propri incaricati presso la struttura con il compito di verificare la corretta applicazione del capitolato. Non è pertanto corretto sostenere la competenza esclusiva dell'ASL per i controlli. È prevista anche l’istituzione di una <strong>Commissione mensa</strong> composta da: un funzionario del Comune, un genitore ed un rappresentante per ogni istituzione scolastica. Tale commissione non è stata mai istituita.

Solo il giorno prima del nostro annunciato dossier la  Asl ha effettuato verifiche al centro di cottura e l’Arpac ha misurato la qualità dell’aria, mentre una ditta incaricata dalla Ristorò sistemava esche per topi all’interno e all’esterno della struttura.

I controlli finora effettuati sono stati decisamente carenti. È significativo che nessuno si sia accorto, prima della nostre denunce, della mancanza del secondo centro di cottura, previsto per contratto, o della mancanza di un certificato di agibilità, che poteva essere facilmente riscontrata se fosse stata esaminata la Scia sanitaria. Inoltre, la Commissione mensa non è stata istituita e il Comune di Benevento non ha mai effettuato un sopralluogo nelle ore notturne, quando normalmente vengono preparati i secondi piatti.

Emblematico il comportamento della Ristorò e del Comune che continuano a negare l’episodio degli insetti nei ceci del 5 di dicembre. Nessuno si decide a dire da dove provenivano i legumi, come erano conservati e come sono arrivati a Ponte Valentino. Non è vero che i legumi non sono stati serviti per un difetto di cottura, la pasta e ceci era cotta ed erano state confezionate già 700 vaschette. Gli insetti erano evidenti e per questo la pasta e ceci è stata sostituita con pasta in brodo preparata con il dado.

[caption id="attachment_10744" align="alignleft" width="263"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10.jpg"><img class=" wp-image-10744 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto10" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10-225x300.jpg" alt="" width="263" height="350" /></a> pentola utilizzata dalla Ristorò[/caption]

Sono diverse “le anomalie” del servizio di mensa scolastica di cui il Comune di Benevento e la Asl non si sono accorti:

la preparazione della <strong>carne</strong> da cucinare comincia uno o due giorni prima della distribuzione- quasi mai si utilizza l’<strong>abbattitore</strong>, indispensabile per evitare la proliferazione di germi e batteri;- i <strong>formaggi</strong> e i <strong>salumi</strong> vengono in genere affettati il giorno prima;

- il <strong>personale</strong> non è dotato del vestiario e dei sistemi di protezione adeguati;

- alla mensa accedono e lavorano persone che non fanno parte del <strong>personale autorizzato;</strong>

- le condizioni igieniche dei <strong>conte</strong><strong>nitori</strong> per il trasporto dei pasti sono inaccettabili

- le <strong>stoviglie (caldaie, pentoloni e scolapasta)</strong>sono vecchie e in condizioni pietose

Particolarmente grave è anche il comportamento della Asl che avrebbe anch’essa dovuto accertarsi delle condizioni della struttura, considerato che non è solo ente di controllo. La Asl, infatti, ha affidato alla Ristorò l’incarico di preparare i pasti, a pranzo e a cena, per gli utenti dei centri di igiene mentale di Bucciano, Morcone, Molinara e Puglianello.]]></content:encoded>
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		<title>Il Dossier di Altrabenevento: “La scandalosa selezione di Operatori Qualificati di Ufficio da parte dell’AMTS”</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=7313#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 11:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi AMTS]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato a Palazzo Mosti il 22 settembre 2010. Il 6 agosto scorso è stata pubblicata sul sito della AMTS la graduatoria finale dei 50 partecipanti alla selezione per “operatori qualificati d’ufficio” che sono risultati idonei a seguito delle prove curate dalla soc. Studio Staff di Napoli. (allegato 1 - Graduatoria finale AMTS per &#8220;Operatori qualificati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/amts.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7316" title="amts" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/amts.jpg" alt="" width="570" height="333" /></a>Presentato a Palazzo Mosti il 22 settembre 2010. <span id="more-7313"></span></strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 6 agosto scorso è stata pubblicata sul sito della AMTS la graduatoria finale dei 50 partecipanti alla selezione per “operatori qualificati d’ufficio” che sono risultati idonei a seguito delle prove curate dalla soc. Studio Staff di Napoli. (<strong>allegato 1 -</strong><a href="../wp-content/uploads/Graduatoria_finale.pdf"> </a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Graduatoria_finale.pdf">Graduatoria finale  AMTS per &#8220;Operatori qualificati d&#8217;ufficio&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La domenica successiva, l’8 agosto, il Sannio Quotidiano pubblicava un primo articolo che faceva riferimento alla presenza nei primi posti della graduatoria di molti nomi noti. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=7195#more-7195">Per l’esattezza</a>, tra i primi 13 idonei, quelli per i quali la AMTS ha chiesto l’assunzione, figurano 7 familiari di funzionari e dipendenti dell’AMTS e del Comune, la figlia di un ex amministratore dell’AMTS e il componente della segretaria provinciale di Italia dei Valori, partito che anche su questa questione si è caratterizzato per una vivace polemica interna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco e il presidente dell’AMTS sono intervenuti a metà agosto per difendere il concorso ed annunciare querele nei confronti dei contestatori. Poi Claudio Principe ha chiesto un parere ad un noto avvocato sulla legittimità degli atti, mentre il sindaco ha chiesto l’annullamento del concorso per motivi di opportunità, precisando di non avere elementi per sospettare illegittimità.</p>
<p style="text-align: justify;">Della questione ha discusso il consiglio comunale il 16 settembre  in una seduta durata 5 ore che si è conclusa senza l’approvazione di alcun documento e quindi senza alcuna decisione amministrativa. Tutti i consiglieri intervenuti hanno premesso che il consiglio si pronuncia solo su aspetti di “carattere politico” dimenticando che invece si tratta di un organo amministrativo. Il consiglio avrebbe dovuto cioè entrare nel merito del concorso e del modo con il quale è stato gestito, perché si tratta di una società, la AMTS, di cui il Comune è socio unico. Insomma si tratta di una società che rende un sevizio pubblico con i soldi dei cittadini e sottoposta al “controllo analogo”. Del resto, i consiglieri avendo a diposizione gli atti non potevano limitarsi solo a generici discorsi sulla legalità e sul bisogno di occupazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrabenevento ha chiesto all’AMTS i documenti, li ha anche pubblicati sul suo sito e poi ne ha tratto delle considerazioni che oggi presentiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno 17 Marzo del 2010 il consiglio di amministrazione dell’AMTS, composto da Claudio Principe (presidente), Antonio Formichella e Severino Coluccio, alla presenza del collegio sindacale comporto da Domenico Capobianco, Vincenzo La Brocca e Fabio Solano, con il verbale n. 92 <strong>(allegato 2- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10_gara_selezione_personale.pdf"> Cda AMTS 17/03/10 )</a></strong> incarica il direttore generale dell’Azienda, l’ing. Francesco Volpe, di preparare una bozza di lettera da inviare a ditte specializzate per invitarle a far pervenire offerte relative alle procedure necessarie per la selezione di personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 13 di aprile il direttore Volpe inviava al dirigente del Settore Finanze del Comune la lettera protocollo n. 651 <strong>(allegato 3 - <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01Spesa_assunzioni_130410-1.pdf"> Richiesta al Comune per spese personale 2010</a> &#8211; allegato 3 bis- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/scansione0002.jpg2_.pdf"> Programmazione personale AMTS 2010</a>)</strong> per comunicare le esigenze del personale tra le quali prevedeva anche 6 “operatori di ufficio-parametro 130”da assumere part-time nel corso del 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso giorno il direttore dell’AMTS inviava a sei ditte specializzate una lettera <strong>(allegato 4 -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Affid_Incarico_0410.pdf"> Lettera alle ditte del 13 aprile.</a>)</strong> con l’invito a presentare offerte per effettuare le selezioni sulla base di un capitolato speciale che veniva allegato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 di aprile con la delibera n. 93 <strong>(allegato 5 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verbale93_160410.pdf">Cda AMTS 16/04/10</a>)</strong>, il CdA approvava la bozza di regolamento <strong>“criteri e modalità per la selezione del personale”</strong> <strong>(allegato <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Criteri_reclutamento.pdf">6- Regolamento per reclutamento del personale &#8211; Aprile 2010</a>)</strong> e la bozza di lettera con l’elenco delle ditte a cui inviarle, che però erano già state spedite tre giorni prima. Si noti che la selezione richiesta alle ditte riguarda personale con la qualifica di <strong>“operatore qualificato di ufficio &#8211; parametro 140”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Attenzione:</strong> il contratto nazionale di lavoro per il personale dei trasporti <strong>(allegato 7 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato7.pdf">Area operativa 3 ˆ profili e parametri</a>)</strong> precisa che <strong>“operatore di ufficio–parametro 130”</strong> è un lavoratore che espleta compiti di natura tecnica e amministrativa che richiede la conoscenza di procedure operative definite. Nel prospetto relativo alla necessità di personale, inviato dall’AMTS al Comune, si precisa che per le assunzioni di questo personale è previsto solo il titolo di studio di “ragioniere”. Invece, l’ <strong>“operatore qualificato di ufficio – parametro 140”</strong> è una sorta di super impiegato ed infatti il contratto dei trasporti prevede che sia un lavoratore che svolge funzione di concetto anche complesse. Per questo tipo di lavoratori la AMTS richiederà il titolo di ragioniere oppure in sostituzione la laurea in scienze economiche o giuridiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si capisce la differenza: alla selezione per impiegato semplice possono partecipare solo i ragionieri, al concorso per operatori qualificati può partecipare chiunque abbia un titolo di studio di scuola media superiore purché abbia anche una laurea in scienze economiche o giuridiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il regolamento, “Criteri e modalità per il reclutamento del personale” approvato dal CdA dell’AMTS, all’articolo 4 prevede che per le attività di reclutamento svolte all’interno, cioè dall’Azienda, il direttore nomina e presiede una commissione di valutazione; quando invece le selezioni sono affidate all’esterno, la commissione non viene nominata.</p>
<p style="text-align: justify;">È questo uno degli elementi più controversi della questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il decreto legislativo 165 del 2001, <strong>(allegato 8 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato8.pdf">decreto legislativo 165 del 2001</a></strong><strong>)</strong> all’articolo 35 lettera c, prevede che le amministrazioni pubbliche per reclutare il personale debbano tener conto di 5 pricipi:</p>
<p style="text-align: justify;">a)	adeguata pubblicità</p>
<p style="text-align: justify;">b)	sistemi di selezione oggettivi</p>
<p style="text-align: justify;">c)	pari opportunità</p>
<p style="text-align: justify;">d)	decentramento delle procedure di reclutamento</p>
<p style="text-align: justify;">e)	nomina della commissione di esperti senza amministratori e sindacalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 18 della legge 133 del 2008 <strong>(allegato 9 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato9.pdf">legge 133 del 2008</a></strong><strong>) </strong>precisa che “le società che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica adottano, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale e per il conferimento degli incarichi nel rispetto dei principi di cui al comma 3 dell’articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n.165”.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, anche per le selezioni effettuate dalle società tipo l’AMTS occorre la nomina di una commissione che, secondo il regolamento approvato dal CdA dell’Azienda, doveva essere presieduta dal direttore generale. Invece la selezione degli “operatori qualificati di ufficio” è avvenuta solo alla presenza del personale della società esterna, incaricata delle selezioni, la Studio Staff di Napoli, senza commissione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 4 maggio, quindi dopo che sono state inviate le lettere alle ditte per effettuare le selezioni per “operatore qualificato di ufficio”, il dirigente del Settore Finanze del Comune, Andrea Lanzalone, risponde <strong>(allegato 10 -</strong><strong><a href="../wp-content/uploads/02spesa_assunzioni_040510.pdf">Risposta del Comune all&#8217;AMTS per spese personale</a></strong><strong>)</strong> alla nota con la quale gli era stata comunicata la programmazione del personale dell’AMTS 2010, tra i quali i 6 “operatori di ufficio- parametro130” da assumere part-time. Lanzarone comunica che: <em>“le assunzioni ipotizzate per il 2010 non sembrerebbero compatibili nei tempi indicati con la programmazione di spese per il personale dell’ente. Per tanto si chiede di fornire il dettaglio dei tempi di effettuazione delle stesse…”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi la AMTS aveva avviato le procedure per selezionare gli operatori qualificati di ufficio senza avere avuto alcuna autorizzazione dal Comune. Neppure dopo la comunicazione di Lanzalone la procedura si blocca.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti il giorno dopo, il 5 maggio, il Cda <strong>(allegato 11 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/verbale94_050510.pdf">- Cda AMTS 05/05/10 &#8211; approvazione bando di selezione</a>- </strong><strong>) </strong>affida alla società Studio Staff di Napoli l’incarico di procedere alla selezione del personale, ed approva anche l’ <strong>“Avviso si selezione pubblica di una graduatoria con validità triennale da utilizzare per assunzioni a tempo indeterminato part-time nella categoria autoferrotranvieri, profilo “Operatore Qualificato di Ufficio- parametro 140, presso l’AMTS spa di Benevento.”</strong> <strong>(allegato 12 -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/verbale94_050510.pdf">Bando Pubblico</a></strong><strong>)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 12 maggio il direttore della AMTS risponde al dirigente Lanzalone <strong>(allegato 13- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/03spesa_assunzioni_120510-1.pdf">AMTS comunica al Comune le selezioni avviate</a></strong>) per comunicare che il Cda ha deciso di procedere alla selezione per una graduatoria con validità triennale per successive assunzioni sulla base dell’effettivo fabbisogno e compatibilmente con la disponibilità economica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il Comune sapeva che la AMTS stava procedendo per un concorso a posti zero, o meglio per una graduatoria dalla quale attingere appena le disponibilità economiche lo avrebbero consentito, ma non risultano agli atti risposte da parte dell’amministrazione comunale per bloccare tali selezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la verità la selezione era solo formalmente “a posti zero” perché in realtà vi era la previsione di assunzioni per 6 impiegati che il Comune non aveva bocciato, limitandosi a chiedere di prorogare le assunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 27 maggio sul quotidiano La Repubblica compare un annuncio<strong> (allegato 14 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/AnnuncioQuotidiani.pdf">Annuncio Studio Staff  per i quotidiani</a>) </strong>con il quale la società Studio Staff si limitava a comunicare che per conto di una sua società cliente, “operante nel settore del trasporto locale nel beneventano”, avrebbe effettuato la selezione per “operatori qualificati di ufficio-parametro140”. Il titolo di studi richiesto era quello di ragioniere o in alternativa la laurea in scienze economiche o giuridiche. Da nessuna parte in questo annuncio, pubblicato a pagamento anche su Il Sannio Quotidiano e sul sito www.catapulta.it, si faceva riferimento alla AMTS.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma i disoccupati interessati non dovevano sapere che la selezione si svolgeva per conto di una azienda dei trasporti di fatto pubblica, perché l’avviso pubblicato poteva far riferimento a qualunque azienda di trasporti privata della provincia di Benevento, magari con una sede lontana un’ora dalla città capoluogo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’annuncio è stato pubblicato anche sul sito Sportello Alfa del Comune di Benevento dove l’hanno visto si e no 150 persone e che comunque rinviava al sito di Studio Staff senza alcun riferimento all’AMTS. <strong>(allegato 15 -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Avviso_sportelloAlfa.pdf">Avviso pubblicato su Sportello Alfa</a>)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di pubblicità per le selezioni, l’articolo 5 dei “criteri per il reclutamento del personale” (allegato 6) approvato dal CdA dell’AMTS ad aprile scorso, prevede: <em>“tutte le volte che dovesse emergere la necessità di inserire nel proprio organico nuove risorse, al fine di garantire la massimo pubblicità e trasparenza, la AMTS dovrà provvedere a rendere pubblica tale necessità evidenziando posizione ricercata e requisiti richiesti. Ciò al fine di permettere a tutti gli interessati di partecipare al processo di selezione. La pubblicazione della ricerca dovrà avvenire sia attraverso la pubblicazione di un messaggio di reclutamento sulle pagine di uno o più quotidiani di rilevanza nazionale/regionale/locale o in qualsiasi altra modalità che soddisfi la pubblicità e la trasparenza del processo così come previsto dalla normativa nazionale e regionale. In ossequio al principio di economicità sopra evidenziato, tutte le votle che in termini di reclutamento verrà ritenuto sufficiente si considera adempiuto all’obbligo di pubblicità la pubblicazione della ricerca sul proprio sito aziendale.”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Queste sono le regole per la pubblicità stabilite dal regolamento per il reclutamento di personale approvato dall’AMTS che però per le selezioni di “operatore qualificato di ufficio” non sono state rispettate. Infatti  l’annuncio delle selezioni non è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale nè sul sito del Comune di Benevento o sul sito dell’AMTS e neppure l’azienda o l’ente hanno fatto comunicati stampa per annunciare la selezione.</strong><br />
<strong> </strong>L’annuncio è stato ripreso da uno dei siti più frequentati dai disoccupati, cioè SelezionaLavoro.it con il titolo “Studio Staff seleziona ragionieri per Benevento”, <strong>(allegato 16 </strong>-<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/SelezioneLavoro.pdf">Annuncio su Selezionelavoro.it</a></strong>) con un evidente pubblicità distorta perché, come si ripete, potevano partecipare anche altri diplomati purché in possesso delle lauree in economia o in giurisprudenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il bando di concorso<strong> (allegato 12)</strong> , quello dove si precisava che l’AMTS aveva deciso di avviare la selezione per gli “operatori qualificati di ufficio-parametro 140”, non è mai stato pubblicato sul sito dell’AMTS nè sul sito del Comune nè sul sito di Sportello Alfa.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato invece inviato ai sindacati CGIL, CISL, UIL, UGL, CISAL, <strong>(allegati 17-18-19-20-21 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato17-18-19-20-21.pdf">Lettere AMTS ai sindacati</a>)</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Insomma, solo alcuni sapevano che la selezione si svolgeva per conto dell’azienda dei trasporti della città di Benevento, di fatto pubblica, e nella realtà non era a posti zero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La AMTS sostiene che la pubblicità sarebbe stata adeguata perché si sono candidati per la selezione 989 persone, ma tra gli atti messi a disposizione non compare l’elenco di questi candidati. La società che ha effettuato le selezioni ha inviato l’elenco di 670 ammessi avendone scartati 319 per mancanza di requisiti, ma non spiega quali e perché. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/StudioStaff_report.pdf">( Relazione di Studio Staff su selezioni effettuate</a>)  &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel documento distribuito ai presenti alla prima prova, il 6 luglio, definito Vademecum, <strong>(allegato 22-<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Vademecum_evidenziato.pdf">Vademecum_evidenziato</a> )</strong>, parte III, si legge che <em>“Alla prima prova  di selezione sono stati ammessi tutti i candidati che, in fase di candidatura on line, hanno dichiarato di possedere i requisiti oggettivi richiesti dal bando. A salvaguardia dell’intera procedura di selezione, sono stati, altresì, ammessi coloro che in fase di candidatura on line hanno evidenziato contraddizioni, ambiguità e/o incongruenze tra le informazioni dichiarate nel form/curriculum e le risposte fornite alle domande poste al termine del form. Tutti i candidati sono stati comunque ammessi con riserva”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, perché sono stati esclusi dalla prima prova 319 candidati?</p>
<p style="text-align: justify;">Dei 670 ammessi, 364 non si sono presentati alla prima prova.  (<strong><a href="../wp-content/uploads/elenco_assenti.pdf">Elenco candidati assenti</a></strong>). Di essi 97 (circa il 25%) sono di Benevento. La Prima prova, consistita in una batteria di quiz a risposta multipla, si è tenuta  stranamente a Napoli e non a Benevento come esplicitamente previsto dall’articolo 4 del bando pubblico, art. 4, e vi hanno partecipato 306 candidati.</p>
<p style="text-align: justify;">La Studio Staff, come precisa nel Report consegnato alla AMTS, ha stilato la graduatoria dei primi 81 selezionati, sommando i punteggi delle tre prove previste (quiz a risposta multipla, questionario e colloquio). L’art. 4 del Bando pubblico, invece, prevedeva che la graduatoria sarebbe stata stilata sommando solo i punteggi della seconda e della terza prova, cioè il questionario e il colloquio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Cda il 22 luglio con la delibera n. 97, <strong>(allegato 23- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verbale97_220710.pdf"> Cda AMTS 22/07/10</a>)</strong> prende atto della graduatoria dei primi 78 selezionati, di cui 50 idonei. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Graduatoria_finale.pdf"><strong>Graduatoria finale  AMTS</strong> </a>(Si nota che nei primi 25, ben 23 sono beneventani; nei successivi 25, solo 5 beneventani; nei rimanenti 29,   sono ancora 5 della provincia di Benevento.)</p>
<p style="text-align: justify;">Il Consiglio di Amministrazione dell’AMTS, sempre con la delibera n. 97, delibera di chiedere al Comune di Benevento l’autorizzazione per la assunzione di 8 “operatori qualificati di ufficio-parametro 140” dal 1° settembre ed altri 5 dal 15 ottobre.<a href="../wp-content/uploads/Graduatoria_finale-evidenziata.pdf"> </a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Graduatoria_finale-evidenziata.pdf">Graduatoria_finale evidenziata</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nota bene: ad aprile l’AMTS chiedeva l’assunzione di 6 “Operatori di ufficio- parametro 130” poi a luglio, dopo l’approvazione della graduatoria, chiede al comune di assumerne 13 con una qualifica addirittura superiore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La decisione del Cda del 22 di luglio viene trasmessa dal direttore dell’Azienda al Comune di Benevento il 9 di agosto,<strong> (allegato 24- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/spesa_assunzioni_100810.pdf"> AMTS comunica la graduatoria e l&#8217;assunzione di 13 unità</a>)</strong> dopo 18 giorni dalla riunione, dopo la pubblicazione della graduatoria sul sito dell’AMTS, avvenuta il 6 agosto, e dopo che è esplosa la polemica l’8 agosto su Il Sannio Quotidiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre giorni dopo, il 12 agosto, i dirigenti comunali alle Finanze e al Personale,  comunicano <strong>(allegato 25 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato25.pdf">Lettera dei dirig. Sett. Finanze e Personale a  AMTS</a>)</strong> al direttore dell’AMTS che è necessaria una verifica contabile sulla spesa preventivata per queste assunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 di agosto l’assessore al personale Cosimo Lepore <strong>(allegato 26 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato26.pdf">Lettera dell&#8217;Ass. Lepore al dirig. Sett. Finanze Lanzalone</a>) </strong>scrive al dirigente del Settore Finanze, Lanzalone, lamentando di non aver saputo nulla delle selezioni e lo invita a “soprassedere alla richiesta di assunzioni” dell’AMTS.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso giorno il dirigente Lanzalone <strong>(allegato 27 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato27.pdf">Lettera del dirig. Sett.Finanze Lanzalone all&#8217;Ass. Lepore</a></strong><strong>)</strong> scrive all’assessore al Personale e al sindaco e, dopo aver ricordato le precedenti comunicazioni con il direttore dell’AMTS, comunica: “le confermo che la sua richiesta di soprassedere in esito alle assunzioni da parte dell’AMTS trova, negli atti già posti in essere da questo Comune piena attuazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto è storia nota. Sia il Comune che il presidente dell’AMTS hanno annunciato che il concorso contestato sarà annullato e rifatto, ma non hanno chiarito con quali regole. Altrabenevento ritiene che deve essere modificato il regolamento per i criteri di selezioni, prevedendo la nomina di una commissione di esperti nominati da Enti pubblici con il controllo di un rappresentate di un comitato di disoccupati; la pubblicità deve fare riferimento alle assunzioni presso la AMTS da stabilire preventivamente; il contenuto delle prove e la attribuzione dei punteggi devono essere noti a tutti i possibili candidati; nessuno dei soggetti coinvolti nella gestione del concorso contestato devono occuparsi del nuovo concorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre a tal proposito segnalare anche il comportamento del Comune su tutta la vicenda. L’AMTS è sottoposto al “controllo analogo” ma nessun Dirigente e nessun amministratore si è preoccupato di controllare gli atti prodotti dall’AMTS per la selezione in questione. Addirittura l’assessore Scarinzi, al quale il sindaco ha attribuito la delega per il controllo sulle società partecipate, ha comunicato che l’ufficio  competente ai controlli, non è mai stato costituito.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tutto ciò avrebbe dovuto discutere il Consiglio Comunale che invece si è fatto condizionare da tatticismi esasperati tra maggiorane ed opposizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente- Gabriele Corona</p>
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		<title>Dossier TARSU 2009- l&#8217;aumento del 72% non è giustificabile</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 09:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[TARSU 2009 - Ti diffido]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’aumento del 72% della Tassa Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Benevento, anno 2009, non è giustificato dal servizio reso e dai dati contabili.” Con la delibera n. 102 del 11 maggio 2009 la Giunta Comunale stabilì che il costo del servizio preventivato per l’anno 2009, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dossier-tarsu.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6802" title="dossier tarsu" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dossier-tarsu.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>“L’aumento del 72% della Tassa Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Benevento, anno 2009, non è giustificato dal servizio reso e dai dati contabili.”</strong></p>
<p>Con la delibera n. 102 del 11 maggio 2009 la Giunta Comunale stabilì che il costo del servizio preventivato per l’anno 2009, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel comune di Benevento, era pari ad € 15.193.876 da coprire interamente con la riscossione della T.A.R.S.U. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-delibera-TARSU-2009-costo-del-servizio.pdf">2 &#8211; delibera TARSU 2009 &#8211; costo del servizio</a> e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-bis-DELIBERA-TARSU-2009-.pdf">2 bis &#8211; DELIBERA TARSU 2009 -</a>)</p>
<p>Nel Bilancio di previsione dell’anno 2009, approvato dal Consiglio Comunale il 25 maggio 2009 con la delibera n. 20, si stabilì che la TARSU da riscuotere per lo stesso anno, ammontava ad € 17.472.957, composta dalle seguenti voci: € 15.193.876 costo del servizio preventivato; € 1.519.388 per addizionale destinata al Comune di Benevento, pari al 10% del costo di servizio; € 759.694 addizionale del 5% destinata alla Provincia. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/3-composizione-TARSU.pdf">3 &#8211; composizione TARSU</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-determinazione-tarsu-2009.pdf">4 &#8211; determinazione tarsu 2009</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-bis-Consiglio-Comunale-previsione-2009.pdf">4 bis &#8211; Consiglio Comunale previsione 2009</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-ter-tassa-da-bilancio-2009.pdf">4 ter- tassa da bilancio 2009</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/5-ammontare-TARSU-2009.pdf">5 &#8211; ammontare TARSU 2009</a>)</p>
<p>Risultava, quindi, già chiaro a maggio 2009 che la TARSU da riscuotere nell’anno 2010 sarebbe stata pari a € 17.472.957, con un aumento del 72% rispetto a quella dell’anno 2008, quando ammontava a € 10.120.000. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/6-Delibera-TARSU-2008.pdf">6 &#8211; Delibera TARSU 2008</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/6-bis-tassa-da-bilancio-2008.pdf">6 bis- tassa da bilancio 2008</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/7-costo-del-servizio-2008.pdf">7 &#8211; costo del servizio 2008</a> ,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/7-bis-delibera-tarsu-2008.pdf">7 bis &#8211; delibera tarsu 2008</a> , <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/7-ter-PREVISIONE-2008.pdf">7 ter &#8211; PREVISIONE 2008</a> , <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8-confronto-2008-2009.pdf">8 &#8211; confronto 2008- 2009</a>).</p>
<p>Nessuno però si preoccupò di spiegare ai cittadini le ragioni di tale aumento e l’Amministrazione non fornì chiarimenti neppure al Codacons, associazione dei consumatori, che pure aveva chiesto formalmente spiegazioni. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/9-la-lettera-del-Codacons.pdf">9 &#8211; la lettera del Codacons</a> e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/9-bis-Lettera-codacons.pdf">9 bis &#8211; Lettera codacons</a>)</p>
<p>Neanche di recente, dopo l’arrivo a casa dei contribuenti delle richieste di pagamento per quella tassa, l’Amministrazione comunale ha fornito chiarimenti ufficiali per consentire a tutti di comprendere le ragioni di tale considerevole aumento.</p>
<p>Per la stesura di questo dossier, pertanto, abbiamo effettuato un lungo e complesso lavoro di analisi dei bilanci del Comune e dei documenti resi disponibili dall’ASIA, dai quali, comunque, ancora non si comprendono le ragioni di talune previsioni di spesa, incluse nel calcolo del costo preventivato del servizio per l’anno 2009.</p>
<p>Tale costo, preventivato in € 15.193.876, comprendeva (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-costi-servizio-2009.pdf">10 &#8211; costi servizio 2009</a>):</p>
<p>• € 10.918.600 di corrispettivo da pagare all’ASIA per i servizi di spazzamento e raccolta;</p>
<p>• € 4.000.000 per il conferimento in discarica che il Comune paga direttamente;</p>
<p>• € 275.276 di altre spese non meglio definite (interessi, quote al consorzio BN 1, ecc) (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-costo-servizio-2009-da-bilancio.pdf">11 &#8211; costo servizio 2009 da bilancio</a> e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-bis-Prospetto-da-bilancio.pdf">11 bis &#8211; Prospetto da bilancio</a>).</p>
<p>Le spese che l’ASIA ha previsto per effettuare il servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti nell’anno 2009, computate nella determinazione del corrispettivo chiesto al Comune, formano oggetto della nota del 13 gennaio 2009, che l’azienda stessa ha trasmesso al Sindaco. Il Comune di Benevento che nel 2008 aveva riconosciuto all’ASIA un costo preventivato del servizio di € 6.900.000, accolse integralmente la previsione dell’ASIA per l’anno 2009 di € 9.926.000, oltre iva, per un totale di € 10.918.600. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-la-previsione-ASIA.pdf">12 &#8211; la previsione ASIA</a> e  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-bis-lettera-asia.pdf">12 bis &#8211; lettera asia</a>)</p>
<p>Nella lettera dell’ASIA si comparavano i costi presunti per l’anno 2009 a quelli dell’anno 2008. Si notano sostanziali aumenti per: lavaggio veicoli aziendali, smaltimento pneumatici e frazione umida, sistema informativo, manutenzione e riparazione locali, consulenza addetto stampa, pubblicità e promozione, consulenze tecniche, personale, ammortamenti . (Diapositiva <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-ter-Maggiori-variazioni.pdf">12 ter &#8211; Maggiori variazioni</a>)</p>
<p>Tra i costi previsti per il 2009, si notano però, anche costi per ammortamenti che rappresentano la quota “figurativa” annuale del costo di acquisto di automezzi, macchinari o lavori alle sedi. Tali quote, però, a nostro avviso, non dovrebbero essere inserite nei costi che compongono la TARSU a carico dei cittadini, perché i beni cui si riferiscono sono stati pagati con fondi ad hoc trasferiti all’ASIA dal Comune o da altri enti pubblici. Dai documenti del 2008, infatti, risulta che il Comune di Benevento, in aggiunta ai trasferimenti di danaro per il corrispettivo del costo del servizio pari ad € 6.973.724, da recuperare attraverso la TARSU, ha corrisposto all’ASIA un totale di € 2.099.000, di cui € 1.259.000 per investimenti. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-conferimenti-da-Comune-ad-ASIA.pdf">13 &#8211; conferimenti da Comune ad ASIA</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-conferimenti-allASIA-2008.pdf">14 &#8211; conferimenti all&#8217;ASIA 2008</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-bis-variazione-bilancio-luglio-2008.pdf">14 bis &#8211; variazione bilancio luglio 2008</a>,    <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-gli-ammortamenti.pdf"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-ter-Variazione-bilancio-2008.pdf"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-ter-Variazione-bilancio-20081.pdf">14 ter &#8211; Variazione bilancio 2008</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-gli-ammortamenti1.pdf">15 &#8211; gli ammortamenti</a>)</p>
<p>A proposito, poi, del maggior costo del personale va ricordato che l’ASIA ha assunto nel 2008 quattordici lavoratori a seguito dell’acquisto dell’azienda Ecoservice Sannita srl, che effettuava la raccolta di carta, cartone ed altri materiali con un ricavo dichiarato nel bilancio 2006, ultimo depositato al Registro Imprese, di € 628.139. Nella previsione 2009 dell’ASIA, però risultano appena € 376.520 di ricavi derivanti dalla vendita di materiali differenziati. Come si spiega che ora l’ASIA con lo stesso personale non riesce a ricavare lo stesso introito? (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-ricavi-ASIA-da-materiali-differenziati.pdf">16 &#8211; ricavi ASIA da materiali differenziati</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-bis-conto-economico-ecoservice.pdf">16 bis- conto economico ecoservice</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-ricavi-ASIA-ecoservice.pdf">17 &#8211; ricavi ASIA ecoservice</a>)</p>
<p>Per definire il costo complessivo del servizio da coprire con la TARSU, il Comune ha aggiunto al corrispettivo di € 10.918.600, da pagare all’ASIA, € 4.000.000 di spese previste per il conferimento dei rifiuti in discarica, rispetto alla spesa € 1.897.000 dell’anno 2008. (Diapositiva <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-confronti-2008-2009.pdf">18 &#8211; confronti 2008 &#8211; 2009</a>).</p>
<p>Che cosa giustificava a maggio 2009 una previsione di aumento del 111% per tale voce di spesa? Da nessun documento contabile vi è risposta a questa domanda; dalle dichiarazioni fornite alla stampa dagli amministratori, sembra che il Comune avesse previsto una spesa consistente per l’anno 2009 per conferire in discarica i rifiuti organici derivanti dalla raccolta differenziata porta a porta. Questa raccolta, però, è stata effettuata solo per due mesi, nel solo quartiere Capodimonte, e ciò non può aver determinato un aumento di spesa del 111%.</p>
<p>In conclusione, considerato che la TARSU 2009 è stata definita sulla base di costi presunti che però non risultano interamente sostenuti, si chiede al Comune di Benevento e all’Asia di rendere noti i dati definitivi delle spese effettivamente sostenute in rapporto alle previsioni e di rideterminare la TARSU. Questa tassa, sulla base dei dati esaminati e delle considerazioni che precedono, non dovrebbe superare l’ammontare di € 12.082.312, che corrisponde ad un aumento del 20% rispetto alla TARSU 2008. (Diapositive <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/19-costo-servizio-aggiornato-2009.pdf">19 &#8211; costo servizio aggiornato 2009</a>,  &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-correzioni-per-TARSU-2009.pdf">20 &#8211; correzioni per TARSU 2009</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-addizionale-provinciale.pdf">21 &#8211; addizionale provinciale</a>,  &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-bis-addizionali-provinciali.pdf">21 bis- addizionali provinciali</a>)</p>
<p>Antonio Medici – Palazzo di Città</p>
<p>Maurizio Zeoli – Codacons Benevento</p>
<p>Renato Siciliano – Flaica Cub</p>
<p>Gabriele Corona &#8211; Altrabenevento</p>
<p><a href="http://www.palazzodicitta.org/?page_id=608">ISTRUZIONI PER LA DIFFIDA AL COMUNE</a></p>
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		<title>Sequestri di beni per la truffa del polo calzaturiero.</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Sanniopress.it del 27 novembre 2009 Truffa nel settore della formazione: sequestrati conti e immobili a due aziende del calzaturiero. Un anno fa la denuncia di Altrabenevento Una truffa perpetrata da due società marchigiane nell’ambito di un progetto di Accordo di inserimento formativo per l’assunzione (A.I.F.A.) è stata scoperta nell’ambito di un’indagine condotta dal Nucleo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ladro1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5294" title="ladro" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ladro1.jpg" alt="ladro" width="300" height="288" /></a>Da Sanniopress.it del 27 novembre 2009</p>
<p><strong>Truffa nel settore della formazione: sequestrati conti e immobili a due aziende del calzaturiero. Un anno fa la denuncia di Altrabenevento</strong></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Una truffa perpetrata da due società marchigiane nell’ambito di un progetto di Accordo di inserimento formativo per l’assunzione (A.I.F.A.) è stata scoperta nell’ambito di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Benevento, sotto la direzione della Procura della Repubblica.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">“Il comportamento fraudolento – si legge in una nota della Procura – è consistito: nel produrre false dichiarazioni di conformità alle norme di sicurezza sul lavoro dell’infrastruttura utilizzata in Benevento per la formazione degli allievi; nel ridurre artificiosamente del 50% i costi inerenti l’insegnamento utilizzando le medesime attrezzature, gli insegnanti e gli ambienti di lavoro per entrambe le società  beneficiarie dei finanziamenti regionali; nell’omettere la segnalazione alla Regione del licenziamento di 27 allievi e la mancata assunzione di altri 14 per ottenere ulteriori finanziamenti; nel distrarre denaro dai conti correnti dedicati alla formazione per pagare spese non finanziabili nonché rilevanti quantitativi di scarpe prodotte dagli stagisti per rivenderli in centri commerciali e soprattutto nel disattendere gli obblighi di assunzione e di mantenimento dei 290 posti di lavoro lasciando i corsisti dipendenti senza occupazione e retribuzione”.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Su richiesta della Procura della Repubblica, il Gip presso il Tribunale di Benevento ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo volto a sottrarre agli amministratori della Eurocalzature srl e della Trancerai Tomaificio Cps Srl, entrambe con sedi in provincia di Ascoli Piceno, beni costituenti il profitto del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato e malversazione. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Benevento, pertanto, hanno proceduto al sequestro di unità immobiliari e di conti correnti bancari intestati ai presunti responsabili per un valore equivalente ai circa 2 milioni e mezzo di euro indebitamente percepiti e malversati.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffffff;">Va ricordato che lo scandalo venuto alla luce in queste ore era stato denunciato esattamente un anno fa dall’associazione Altrabenevento (vedi la notizia di Sanniopress) nel corso di una conferenza stampa nell’ambito della quale intervenne anche l’ex assessore alla Formazione del Comune di Benevento, Antonio Medici.</span></p>
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		<title>Dossier : &#8220;L&#8217;incendio del capannone Barletta ed il comportamento delle autorità preposte alla tutela dell&#8217;ambiente e della salute&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 09:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo distribuito nel corso della Conferenza stampa del 22 agosto nella sala Consiliare del Comune di San Giorgio del Sannio Dossier : &#8220;L&#8217;incendio del capannone Barletta ed il comportamento delle autorità preposte alla tutela dell&#8217;ambiente e della salute&#8221; Il 23 maggio scorso a San Giorgio del Sannio, il deposito del supermercato Barletta in via Cesine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-altro-lato-notte.jpg"><img class="size-full wp-image-4767 aligncenter" title="02-altro-lato-notte" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-altro-lato-notte.jpg" alt="02-altro-lato-notte" width="512" height="341" /></a>Testo distribuito nel corso della Conferenza stampa del 22 agosto nella sala Consiliare del Comune di San Giorgio del Sannio</p>
<p><strong>Dossier : &#8220;L&#8217;incendio del capannone Barletta<br />
ed il comportamento delle autorità preposte alla tutela dell&#8217;ambiente e della salute&#8221;</strong><br />
Il 23 maggio scorso a San Giorgio del Sannio, il deposito del supermercato Barletta in via Cesine che conteneva alimentari, detergenti e varie sostanze chimiche, prendeva fuoco bruciando ininterrottamente per tre notti e due giorni e producendo un gravissimo inquinamento dell&#8217;aria e di tutto l&#8217;ambiente circostante dove vivono diverse famiglie.<br />
[<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3.jpg">Doc.1</a> &#8211;  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-altro-lato-notte.jpg">Doc.2</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/03-capannone-in-fiamme.jpg">Doc.3</a> &#8211;  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/04-incendio-persiste.jpg">Doc.4</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/05-inquinanti-schiume-sullasfalto-di-via-cesine.jpg">Doc.5</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/06-inquinanti-schiuma-dopo-la-pioggianon-cerano-detergenti.jpg">Doc.6</a> &#8211;  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/07-retro.jpg">Doc.7</a>-  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/08-celle-fumanti.jpg">Doc.8</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/09-celle-per-alimenti.jpg">Doc.9</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-fotogallery-il-quaderno.jpg">Doc.10</a> -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-alimenti.jpg"> Doc.11</a> -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-copia-di-provoloni-e-salumi5001.jpg"> Doc.12</a> ]  (altre immagini su <a href="http://www.ilquaderno.it/index-fotogallery.php?multimedia=317&amp;">fotogallery de Il Quaderno </a> )<br />
<a href="http://www.ilquaderno.it/incendio-barletta-s-giorgio-prima-ipotesi-corto-circuito-celle-frigofere-35385.html">L&#8217;incendio dalle tettoie aggiunte al capannone</a> sotto le quali erano conservati materiali incendiabili ed alimentari, si è propagato alla abitazione della famiglia Carpentieri, bruciando la loro auto parcheggiata oltre la strada e procurando seri danni a tutta la struttura. Le tre signore che abitano la casa sono state svegliate di soprassalto dallo scoppio dei vetri delle camere da letto ed hanno respirato a lungo tutti gli inquinanti sprigionati dall&#8217;incendio. Nessuna autorità si è però preoccupata neppure di esprimere solidarietà e sostegno morale alle tre malcapitate. [ <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-tettoia-e-carpentieri.jpg">Doc.13 </a>-  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-casa-carpentieri.jpg">Doc.14</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-auto-carpentieri-2.jpg">Doc.15</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-auto-carpentieri.jpg">Doc.16</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-ulivi-carpentieri.jpg">Doc.17</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-carpentieri.jpg">Doc.18 </a>- Doc.19 &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-carpentieri-e-laterale.jpg">Doc.20</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-tendoni-da-circo-prima-del-pvc2.jpg">Doc.21</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/22-tettoia-teli.jpg">Doc.22</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/23-pannelli-in-pvc-del-capannone.jpg">Doc.23</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/23-pannelli-in-pvc-del-capannone.jpg">Doc.24</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/25-tettoia-plastica-fusa.jpg">Doc.25</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/26-tettoia-lato1.jpg">Doc.26</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/27-lato-tettoieincendio.jpg">Doc.27</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/28-tettoia-altri-materiali.jpg">Doc.28</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/29-tettoia-materiali.jpg">Doc.29</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/30-sotto-tettoia.jpg">Doc.30</a> -   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/31-scheda-normativa-attivita-commerciale-allingrosso2.pdf">31-scheda-normativa-attivita-commerciale-allingrosso2</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/32-articolo-de-il-quaderno.jpg">Doc.32</a>-  <a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=3704&amp;vcercaCom=barletta&amp;vTorna=elenco.php">Doc. 33- Gazzetta di Benevento </a>]<br />
Il 24 luglio, dopo due mesi da quella terribile notte, nessun provvedimento era stato ancora assunto per stabilire il livello di inquinamento prodotto, il danno alla salute degli abitanti della zona e dei lavoratori delle attività confinanti e non erano stati ancora rimossi i materiali bruciati e quelli in decomposizione, attaccati da insetti ed animali vari. Le autorità preposte alla tutela della salute e dell&#8217;ambiente sostenevano che era impossibile  intervenire perché il sito risultava sottoposto a sequestro giudiziario, ed invece il 2 luglio il magistrato aveva già dissequestrato. [<a href="http://www.ilsannioquotidiano.it/print.php?sid=49909">doc. 34-lettera aperta al sindaco</a> &#8211;   doc.35<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/35-cronologia-eventi.pdf">cronologia-eventi</a> ]<br />
Il 7 agosto a seguito di Ordinanza del sindaco di San Giorgio del Sannio, cominciavano i lavori di abbattimento del capannone, senza i dovuti sistemi di sicurezza e quindi con spargimento di polvere di cemento e cenere contenente metallo e plastica, senza rimuovere neppure gli alimentari in putrefazione che continuano ancora oggi ad infestare l&#8217;aria con una puzza insopportabile. [doc.<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-ordinanza-del-sindaco.pdf">36-ordinanza-del-sindaco</a>-   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/37-abbattimento-capannone.jpg">doc. 37</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/38-lavori-materiali-organici-e-demolizione2.jpg">doc. 38 </a>- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/39-lavori-materiali-organici-e-demolizione7.jpg">doc. 39</a> -  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/40-lavori-pannello-cemento-pannelli-in-cemento-del-capannone.jpg">doc. 40</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/41-ferro-celle-frigorifere-e-alimentari.jpg">doc. 41</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/42-alimentari-esterni-si-potevano-rimuovere.jpg">doc. 42</a> &#8211; d<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/43-inizio-lavori.jpg">oc. 43</a> ]  l<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4405"><br />
</a> Solo a seguito delle <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4405">proteste di Altrabenevento</a> (doc.44) e dell&#8217;intervento della DIGOS, (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/45-inizio-lavori.jpg">Doc.45</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/46-dopo-digos.jpg">doc.46</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/47-dopo-digos-scarico.jpg">doc.47</a> ).venivano adottati alcuni accorgimenti per ridurre l&#8217;ulteriore diffusione di  inquinanti e si scopriva che quel modo &#8220;barbaro&#8221; di effettuare i lavori era stato concordato con la Conferenza dei Servizi del 5 agosto, tra Sindaco, ARPAC, ditta proprietaria del capannone e ditta incaricata  della &#8220;bonifica&#8221;, senza invitare la Regione e la Provincia,  ambedue competenti in materia. [doc. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/48-trascrizione-conf.pdf">48-trascrizione-conferenza servizi</a> ]<br />
Gli accertamenti successivi di Altrabenevento hanno consentito di accertare che le autorità preposte non hanno rispettato le norme relative alla bonifica dei suoli inquinati. [doc.<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/49-procedure-di-legge-per-i-siti-inquinati1.pdf">49-procedure-di-legge-per-i-siti-inquinati</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/50-schema_esemplificativo1-copia.jpg">doc. 50]</a><br />
Infatti, la Legge ambientale (d.lgs.n.152/06, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/51-art-242-comma-1.jpg">Doc.51</a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/52-art.pdf">Art.242</a> ) prevede che la procedura di bonifica dei siti contaminati deve essere applicata non appena si verifica un evento che sia anche solo potenzialmente in grado di contaminare il sito: quindi tutta la zona del capannone Barletta a Cesine, adibito a deposito di merce varia per il rifornimento dei supermercati, bruciato per 60 ore, e le aree adiacenti  devono essere sottoposti alle procedure ed ai controlli previsti dalla legge e dai protocolli fissati dall&#8217;Istituto Superiore di Sanità e dall&#8217;ISPRA, Istituto per la protezione e la ricerca ambientale.<br />
Le fasi da rispettare , in breve, sono le seguenti:<br />
1 &#8211; Entro le 24 ore dall&#8217;evento il responsabile dell&#8217;immobile deve mettere in atto le misure di prevenzione e darne comunicazione agli enti preposti: Comune, Provincia, Regione, Arpac e Prefetto.<br />
2- Indagine preliminare : il responsabile del sito deve  effettuare analisi ed accertamenti per stabilire se si è verificata contaminazione del terreno, dell&#8217;aria e dell&#8217;acqua ossia se sono stati superati i parametri stabiliti per legge: è bene sapere che anche le modalità e le tecniche dei prelievi sono rigorosamente stabilite dalle norme e dai protocolli.<br />
Se anche uno solo dei parametri risulta superato deve essere effettuato entro trenta giorni il Piano di &#8220;caratterizzazione dei rifiuti&#8221;.<br />
La Conferenza di servizi viene convocata dalla Regione (quindi Arpac e/o Settore Ecologia) e non dal Comune, che autorizza il piano di caratterizzazione.<br />
3 &#8211; Successivamente, al sito è applicata la procedura di analisi del rischio specifica per la determinazione delle contaminazioni.<br />
Se i valori risultanti dall&#8217;analisi di rischio superano i valori di legge, deve essere effettuato il progetto di bonifica.<br />
Ogni intervento è sottoposto al controllo ed alla autorizzazione degli enti preposti, Provincia ed Arpac: il Comune e la Regione sono obbligati ad intervenire e a sostituirsi al responsabile ove questi non provveda e ad applicare le sanzioni amministrative per la mancata attività di prevenzione,analisi e bonifica.<br />
La mancata attuazione anche di una sola delle fasi della procedura è sanzionata penalmente.<br />
Nel caso dell&#8217;incendio del capannone Barletta e delle aree confinanti, non è stata effettuata nessuna delle attività previste  e non sono stati effettuati gli interventi ed i controlli previsti per legge.<br />
L&#8217;Arpac ha effettuato i campionamenti per le diossine in data 29 luglio e i risultati non sono ancora pronti, ma si sa che sono stati rilevati nell&#8217;aria tracce consistenti di Benzene ed altri inquinanti dovuti alla combustione della plastica.</p>
<p>Risulta inoltre che il Piano previsto dalla Conferenza di Servizi del 5 agosto e consegnato dalla ditta incarica della &#8220;bonifica&#8221; non contiene gli elementi fondamentali previsti per legge. [ <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/52-pianobarletta1.jpg">doc.52</a> -  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/53-pianobarletta2.jpg">doc. 53</a> ]</p>
<p>L&#8217;importanza del rispetto delle procedure di bonifica dei siti interessati da eventi di possibile contaminazione è stata invece recepita da altre amministrazioni comunali e provinciali, (<a href="http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?tasstipo=C&amp;tassidpadre=4&amp;tassid=10&amp;id=12378">Padova</a>,  <a href="http://www.artaabruzzo.it/index.php">Abruzzo</a>,  <a href="http://www.orvietonews.it/index.php?page=notizie&amp;id=21299&amp;data=1246391280">Orvieto</a>,  <a href="http://www.provincia.fe.it/sito?nav=297">Ferrara</a>,  <a href="http://castelvolturno.electribe.com/l-r-nb0-4-2007-norme-in-materia-di-gestione-trasformazione-riutilizzo-dei-rifiuti-bonifica-dei-siti-inquinati">Castelvoturno,</a> <a href="http://www.provincia.fi.it/rifiuti/bonifica-dei-siti-inquinati/">Firenze</a>)</p>
<p>Dovunque, pertanto, massima attenzione ed allerta per la possibile contaminazione dei siti interessati da incendi: a San Giorgio del Sannio, invece, gli Enti preposti sono assenti. Comune   ed Arpac non hanno neppure vigilato sui lavori di abbattimento del capannone, né hanno espresso osservazioni critiche al Piano di &#8220;bonifica&#8221;; la ASL si è limitata  a mandare qualche lettera, non ha partecipato alla Conferenza dei Servizi, ha redatto un <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/59-verbale-dispezione-asl-in-data-20-agosto-2009.jpg">verbale di sopralluogo</a> dopo circa tre mesi ed a seguito di un sollecito della Prefettura e non ha ancora sottoposto le persone residenti ed i lavoratori a controlli sanitari. La Provincia che pure ha ricevuto le note Arpac ed il presunto Piano di bonifica non è ancora intervenuta, dopo 90 giorni, pur avendo competenze specifiche. [<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/60-sindacojpg.jpe"> </a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/60-sindacojpg.jpe">il Sindaco, Giorgio Nardone </a>-   I<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/61-mario-pepe.jpg">l deputato Mario Pepe </a>-   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/62-gianluca-aceto.jpg">L&#8217;assessore all&#8217;ambiente della Provincia, Gianluca Aceto</a> -  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/63-claudio-ricci.jpg"> il vice sindaco di San Giorgio e consigliere provinciale, Claudio Ricci</a> )</p>
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		<title>I carabinieri sequestrano il progetto del depuratore che il Comune vorrebbe costruire lungo la Pista ciclabile. Il Dossier di Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 09:35:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depuratori]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Mattino del 5 maggio 2009. I carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno acquisito nei giorni scorsi documenti riguardanti il progetto e la gara d&#8217;appalto riguardanti la realizzazione del depuratore in località Pantano. Un dossier molto voluminoso che non ha consentito ai carabinieri di poter immediatamente acquisire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2978" title="copia-di-36-progetto-depuratore" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-36-progetto-depuratore.jpg" alt="copia-di-36-progetto-depuratore" width="500" height="282" />Da Il Mattino del 5 maggio 2009.</p>
<p>I carabinieri, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno acquisito nei giorni scorsi documenti riguardanti il progetto e la gara d&#8217;appalto riguardanti la realizzazione del depuratore in località Pantano. Un dossier molto voluminoso che non ha consentito ai carabinieri di poter immediatamente acquisire tutta la documentazione. Pertanto, vari faldoni sono stati posti sotto custodia, per poi in un secondo tempo poter fotocopiare la documentazione. L&#8217;intera acquisizione di documenti riguardanti il depuratore era giacente presso gli uffici del settore lavori pubblici.</p>
<p>****************************</p>
<p>Da Il Quaderno.it dell&#8217;8 maggio 2009</p>
<p>Su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, i carabinieri stanno acquisendo il fascicolo relativo al progetto del nuovo depuratore cittadino di Benevento. Da due giorni, gli uomini dell&#8217;Arma si stanno recando presso la struttura comunale di Via del Pomerio negli uffici al secondo piano dove si trova il Settore Opere Pubbliche. L&#8217;operazione si è resa necessaria per l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta dei magistrati casertani sulla quale, però, c&#8217;è il massimo riserbo. Secondo autorevoli fonti, i carabinieri hanno messo a verbale gli atti amministrativi tra il 1991 e il 1993. C&#8217;è da aggiungere che sulla lunga storia del depuratore, l&#8217;associazione &#8220;Altrabenevento&#8221;, guidata da Gabriele Corona, ha presentato un dossier alla Procura.</p>
<p>*************************</p>
<p><strong>Il Dossier presentato da Altrabenevento del 07/04/2009</strong></p>
<p style="text-align: center;">La storia in-finita del depuratore di Benevento è iniziata nel lontano ottobre del 1977 allorchè fu approvato il progetto dalla Cassa del Mezzogiorno, ma ancora oggi, ad aprile del 2009, siamo al punto di partenza ed infatti la città è compresa tra i cinque comuni capoluogo di provincia in tutta Italia che depurano meno del 50% delle acque reflue. Nonostante tale situazione di criticità per la salute dei cittadini e per la tutela dell&#8217;ambiente, dal 1977 ad oggi nessuna Amministrazione comunale è stata capace di realizzare il sistema di depurazione delle acque reflue. Oggi l&#8217;impianto progettato e finanziato da oltre 20 anni, è sicuramente obsoleto e ad alto costo, ma soprattutto è inutile in quanto sono possibili altre soluzioni a costi ridotti e ad impatto ambientale più basso che consentono soprattutto la effettiva rivitalizzazione del Fiume Calore in tutto il tratto urbano. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-powerpoint_p03.jpg">(<strong>doc.1</strong>)</a><br />
<strong>La storia dell&#8217;impianto</strong></p>
<p>1)La progettazione del depuratore nel 1989 viene affidata ad un gruppo di società e già allora il Consiglio Comunale decise di cambiare il sito previsto dal PRG in località Pantano spostando l&#8217;opera in località Marziotto &#8211; Serretelle;<span id="more-2876"></span><br />
2) tale scelta venne confermata anche successivamente dalla Giunta Comunale con la delibera n°866 del 14/03/91; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-delibera-866.jpg">(<strong>doc. 2</strong> <strong style="display: none;"></strong></a><strong style="display: none;"><a href="http://www.popandpolitics.com/wp-content/uploads/2009/05/beyonce-halo.html">halo by beyonce</a></strong> )<br />
3) la Giunta comunale nel 1997 deliberava di procedere all&#8217;appalto concorso per la costruzione dell&#8217;impianto di depurazione, e la gara fu indetta nell&#8217;ottobre del 1998 ma solo nell&#8217;ottobre 2001 la commissione aggiudicatrice individuava la Ditta IMPEC srl con sede a Pozzuoli (NA) quale migliore offerente;<br />
4) l&#8217;aggiudicazione (provvisoria) fu effettuata invece il 15 luglio 2004, come risulta dal comunicato ASCOBEN n°64, con le dichiarazioni dell&#8217;allora assessore De Minico; <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/03-ascoben-storia-depuratore1.pdf">(03-ascoben-storia-depuratore )</a></strong><br />
5) successivamente nel 2005 venne indetta dal Comune una Conferenza dei Servizi per l&#8217;approvazione del progetto di costruzione dell&#8217;impianto di depurazione che non venne approvato in quanto il sito individuato, Marziotto &#8211; Serretelle, era in zona di alveo del Fiume Calore soggetta a rischio alluvioni e pertanto inedificabile. Per tale motivo anche l&#8217;ASL e l&#8217;ARPAC esprimevano parere negativo. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/04-conferenza.jpg">(<strong>doc. 4</strong>)</a></p>
<p><strong>L&#8217;ubicazione dell&#8217;impianto</strong></p>
<p>Una volta escluso il sito di Marziotto &#8211; Serretelle, il Sindaco Pepe nel 2007 incaricava il Prof. Ing. Domenico Pianese di proporre un ulteriore sito ove collocare l&#8217;impianto di depurazione della IMPEC vincitrice provvisoria dell&#8217;appalto. L&#8217;Ing. Pianese era stato membro della Commissione che aveva aggiudicato la gara di appalto dell&#8217;impianto e con la relazione del 7/03/2004 riportava l&#8217;impianto a Contrada Pantano secondo la collocazione già prevista nel P.R.G. (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/05-consulenza-pianese.jpg">doc.5</a></strong> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/06-consulenza-pianese.jpg"><strong>doc.6</strong> </a>-<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/07-conspianese.jpg"> <strong>doc.7</strong></a> -  <strong> <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/08_dsc01615.jpg">doc.8</a></strong>-   <strong> </strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/09_inverno-010.jpg"><strong>doc.9</strong> </a>)<br />
L&#8217;Amministrazione Comunale prendeva atto della &#8221; nuova &#8221; proposta e approvava lo spostamento dell&#8217;impianto in località Pantano con la delibera n.99 del 23/05/2007 (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-delibera99.jpg">doc.10</a> </strong> -  <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-delibera99-001.jpg">doc.11</a></strong>) (v.comunicato Ascoben n.2262, <strong>(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-ascoben-20071.pdf">12-ascoben-2007</a></strong>) e con la successiva delibera n. 261 del 20/11/2007 veniva approvato il nuovo progetto preliminare del depuratore, che la Società IMPEC aveva dovuto adeguare al nuovo sito.<br />
Esattamente un anno dopo la decisione di spostare il depuratore da Serretelle a Pantano, il Sindaco Pepe e l&#8217;Assessore ai LL.PP. Damiano, unitamente ad alcuni cittadini riuniti in un non meglio identificato Comitato Pantano, in data 28/04/08 decidevano di aprire un tavolo tecnico sulla localizzazione dell&#8217;impianto di depurazione di Benevento .<br />
Le riunioni di questo &#8220;tavolo tecnico&#8221; si sono svolte tra il 9 giugno e 15 luglio del 2008 con l&#8217;intervento dei seguenti partecipanti: Sindaco di Benevento Ing. Fausto Pepe, Ass.LL.PP. sig.Damiano, Dirigente Settore LL.PP. Ing. La Peccerella, Ing Domenico Pianese consulente del Comune, Geol. Ciro de Cristofaro consulente del Comune, Ing. Pino D&#8217;Occhio presidente commissione di collaudo del depuratore (già segretario dell&#8217;Autorità di Bacino), Ing. Brancaccio dirigente Impec ditta aggiudicataria, Arch. Marcello Stefanucci e Ing. Giuseppe Ricciardi della LIPU &#8211; Associazione per la conservazione della Natura, Ing. Catalano (Comitato di cittadini Pantano e/o Ferrovia), Geol. Francesco Ucci consulente del Comitato, Ing. Luigi Sabatini.<br />
Nel corso di tali riunioni il rappresentante di un Comitato di cittadini (Ing. Fabio Catalano) proponeva un&#8217;ulteriore nuova localizzazione dell&#8217;impianto in &#8220;località Monte Sant&#8217;Angelo in contrada Pantano&#8221;.<br />
Tale nuovo sito veniva sottoposto ad un nuovo studio idraulico, sempre da parte del Prof. Ing. Domenico Pianese. (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-ii-conspianese.jpg">doc.13</a></strong> -  <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/14-conspianese.jpg">doc.14</a></strong> -  <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-conspianese.jpg">doc.15</a></strong> -  <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-powerpoint_p04.jpg">doc.16</a></strong>)<br />
E&#8217; veramente singolare sia la composizione del tavolo tecnico, al quale non furono invitati altri soggetti o associazioni; sia l&#8217;intervento di tecnici esperti del settore, quali l&#8217;ex segretario della Autorità di Bacino Ing. D&#8217;Occhio, attualmente presidente della Commissione di collaudo per la realizzazione dell&#8217;impianto di depurazione, il già citato Prof. Pianese che per due volte si esprime a favore del sito di Pantano e successivamente approva l&#8217;attuale sito e l&#8217;Ing. Ricciardi, consulente della LIPU.<br />
Infatti, nella seduta conclusiva del 15 luglio 2008 il &#8220;tavolo tecnico&#8221; esprimeva &#8220;una positiva valutazione sulla localizzazione in località Monte Sant&#8217;Angelo dell&#8217;impianto di depurazione della Città di Benevento (&#8230;) preso atto che l&#8217;area individuata in località Monte Sant&#8217;Angelo è posta al di fuori della fascia classificata dall&#8217;Autorità di Bacino&#8221;, come dichiarato nel verbale conclusivo sottoscritto sia dal Dirigente che dall&#8217;Assessore ai LL.PP. (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-tavolotecnicoint.jpg">doc.17</a></strong>-   <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-tavolotecnico.jpg">doc.18</a></strong> ).<br />
Ciò è vero se riferito al &#8220;Monte Sant&#8217;Angelo&#8221; ma è falso se riferito all&#8217;area ove effettivamente viene collocato l&#8217;impianto sia dal Tavolo Tecnico,sia dall&#8217;Ing. Pianese e sia dal progetto della Società IMPEC. Infatti l&#8217;area dell&#8217;impianto non è Monte Sant&#8217;Angelo ma Sant&#8217;Angelo a Piesco, che si trova tutta compresa dentro la fascia B3 classificata dall&#8217;Autorità di Bacino, dove è espressamente vietata la costruzione di depuratori!<br />
A seguito della conclusione dei lavori la Giunta Comunale con atto n°150 del 4 settembre 2008 deliberava di: &#8220;dare avvio alle procedure dello spostamento dell&#8217;area su cui dovrà essere realizzato l&#8217;impianto di depurazione, individuando il nuovo sito dell&#8217;area di contrada Pantano località Monte Sant&#8217;Angelo.<br />
<strong>Il nuovo sito di Monte Sant&#8217;Angelo è il più inadeguato dei siti finora </strong>individuati per tutti i seguenti motivi:</p>
<p>1) si trova in fascia inondabile dove è vietata la costruzione dei depuratori ai sensi del P.S.D.A dell&#8217;Autorità di Bacino; (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/19-psda.jpg">doc.19</a></strong> &#8211; <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-powerpoint_p11.jpg">doc.20</a>)</strong><br />
2) si trova in zona di alveo e comunque all&#8217;interno dei 500 mt. di fascia inedificabile stabilita dal Piano Territoriale Regionale (PTR) e dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in quanto il Fiume Calore è Corridoio Ecologico Regionale; (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-powerpoint_p12.jpg"><strong>doc.21</strong></a> -<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/22-powerpoint_p13.jpg"> <strong>doc.22</strong></a> -  <strong> <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/23-ptcp.jpg">doc.23</a></strong> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-ptcp-particolare.jpg"><strong>doc.24</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/25-ptcp-partcolare-p11.jpg"><strong>doc.25</strong></a>- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/26-dsc01627.jpg"><strong>doc.26</strong> </a>- <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/26bis-dsc01639.jpg">doc.26bis</a> </strong>)<br />
3) l&#8217;area individuata ricade nell&#8217;Oasi di Protezione Faunistico Venatoria istituita dalla Provincia di Benevento con la delibera n°141/07 ai sensi della L.157/92 (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/27-delibera-oasi.jpg"><strong>doc.27</strong></a> -  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/28-oasi1.jpg"><strong>doc. 28</strong></a>);<br />
4) il sito di Monte Sant&#8217;Angelo è classificato dal punto di vista paesaggistico area protetta ai sensi della L. 1497/39, sulla quale vige il divieto assoluto di edificazione; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/29-monte-sanangelo-1.jpg"><strong>(doc.29</strong></a> -  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/30-santangelo.jpg"><strong>doc. 30</strong></a>)<br />
5) l&#8217;area prescelta confina con un tratto di pista ciclabile, opera pubblica che verrebbe stravolta e resa impraticabile dalla presenza dell&#8217;impianto; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/31-pista-ciclabile-sotto-santangelo.jpg"><strong>(doc.31</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/32-pista-ciclabile1.jpg"><strong>doc.32</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/33-pista-ciclabile2.jpg"><strong>doc. 33</strong></a>-  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/34-pista-ciclabile3.jpg"><strong>doc. 34</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/35-mappa-pista-ciclabile-e-depuratore.jpg"><strong>doc.35</strong></a>- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore.jpg"><strong>doc.36</strong></a>)<br />
6) è lontano oltre 3 Km. da contrada Pantano, per cui si rende necessario il prolungamento della rete fognante per colmare tale distanza;<br />
7) la depurazione delle acque reflue avviene a valle della città, con la conseguente sottrazione di un enorme quantitativo di acqua proprio nel tratto urbano del fiume Calore, che rimarrebbe privo del flusso minimo vitale ;<br />
8) il rilascio delle acque depurate avviene in un punto critico del corso del fiume, con il pericolo di inondazioni nel tratto successivo, verso la valle telesina; (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/37-localizzazione-depuratore-puc.jpg"><strong>doc.37</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/38-powerpoint_p04.jpg"><strong>doc.38</strong></a>)</p>
<p>A settembre dello scorso anno l&#8217;Ing. Vittur (ex dirigente Gesesa) aveva denunciato l&#8217;assoluta inadeguatezza del sito scelto dal tavolo tecnico (v. articolo &#8220;Il Sannio&#8221;) criticando la scelta dell&#8217;Amministrazione. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/39-monte-s_angelo-scelta-errata.pdf"><strong>doc.39</strong></a>).</p>
<p>A seguito di tale ulteriore spostamento del sito, la Società IMPEC revisionava il progetto preliminare che veniva nuovamente approvato con delibera del 30/10/08 n°221. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/40-delibera221.jpg"><strong>doc.40</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/41-delibera221.jpg"><strong>doc.41</strong></a>)<br />
<strong>I costi dell&#8217;impianto</strong><br />
La società IMPEC ha vinto l&#8217;appalto offrendo la somma di € 4.609.914,10 per la sola costruzione e 313.734,11 per la gestione per un anno.<br />
Attualmente con la delibera n.221/08 il costo del depuratore di Monte Sant&#8217;Angelo è salito ad € 8.119.472,08 di cui 704.250 per la gestione annuale ai quali vanno aggiunti € 1.929.446,20 per spese di espropri, spese tecniche ed indagini archeologiche per un totale di € 10.048.918,28.<br />
A tali importi devono essere aggiunti anche i costi per il prolungamento delle fognature di oltre 3 km e cioè per coprire il tratto aggiuntivo che va da contrada Pantano a Monte Sant&#8217;Angelo.<br />
<strong>La possibile soluzione alternativa.</strong></p>
<p>L&#8217;Amministrazione Comunale con la delibera n.261 del 20/11/07 (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/42-deliberagesesa.jpg"><strong>doc. 42</strong></a> -   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/43-delibera-gesesa.jpg"><strong>doc.43</strong></a>) aveva invitato la società GESESA a valutare la possibilità di convogliare parte del sistema fognario cittadino presso alcuni impianti di depurazione esistenti. In esecuzione di tale incarico la GESESA in data 26/02/08 trasmetteva al Comune di Benevento lo studio di fattibilità che prevede il collegamento di parte della rete fognaria cittadina all&#8217;impianto di depurazione sito in località Ponte Valentino nella zona A.S.I.. Tale impianto, sia pur realizzato da anni, non è mai entrato in funzione ma ha la capacità di trattare le acque reflue per circa 60.000 abitanti/equivalenti tanti quanti sono gli abitanti di Benevento <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/44-progettogesesa1.jpg"><strong>(doc.44</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/45-progettogesesa.jpg"><strong>doc.45</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/46-studio-gesesa.jpg"><strong>doc.46</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/47-_dsc_752.jpg"><strong>doc.47</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/48-_dsc01892.jpg"><strong>doc.48</strong></a>- <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/49_powerpoint_p16.jpg"><strong>doc.49</strong></a> &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/50_powerpoint_p17.jpg"><strong>doc. 50</strong></a>).<br />
La GESESA ha previsto : 1) l&#8217;allacciamento degli scarichi fognari presenti alla confluenza tra il Torrente San Nicola ed il Fiume Calore con un tratto di fognatura da Ponticelli fino all&#8217;area industriale di Ponte Valentino; 2) la ristrutturazione completa dell&#8217;impianto ASI ; 3) la realizzazione di un impianto di sollevamento dei liquami in quanto il depuratore di Ponte Valentino è posto ad una quota altimetrica più alta rispetto agli scarichi collegabili. Il tutto al costo di € 1.720.483!! (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/51-progettogesesa.jpg"><strong>doc.51</strong></a>).<br />
Una parte di tale impianto coprirebbe il fabbisogno di circa 30.000 abitanti, in pratica verrebbe servita tutta la zona alta ed il Centro della Città. Pertanto, considerando le zone già servite di Pace Vecchia, Capodimonte e Ponte Corvo dove sono presenti tre piccoli depuratori, rimarrebbero da servire solamente i quartiere Ferrovia e Rione Libertà (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/52-pianta-collettori.jpg"><strong>doc.52</strong></a>).<br />
A questo punto il previsto depuratore centrale non ha più ragione di essere realizzato evitando soprattutto lo sconvolgimento di uno dei migliori paesaggi fluviali della Città, la realizzazione di un opera pubblica in un sito vietato ed un considerevole esborso di risorse finanziarie che invece possono essere dirottate più efficacemente per la realizzazione di impianti di depurazione con tecniche alternative consentendo anche il riutilizzo locale delle acque depurate a tutto vantaggio del contenimento del consumo della risorsa idrica.<br />
Il progetto GESESA ha il vantaggio di essere fruibile in brevi tempi consentendo a Benevento di uscire subito dalla cerchia ristretta delle città maglia nera per la depurazione e di rimontare parecchie posizioni per quanto riguarda la qualità della vita e dell&#8217;ambiente.<br />
Ci chiediamo, ora, perché l&#8217;Amministrazione Pepe ha completamente ignorato lo studio di fattibilità della GESESA!<br />
Benevento 7 aprile 2009</p>
<p>Per seguire gli aggiornamenti: <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=46">Depuratore</a></p>
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