Archivio

Archivio per la categoria ‘Incendio Capannone Barletta’

Ad un anno dall’incendio del capannone Barletta: “i giorni , i luoghi e gli Enti delle diossine…a San Giorgio del Sannio”

28 maggio, 2010
Commenti disabilitati

Ad un anno dal maxi incendio del capannone Barletta in San Giorgio del Sannio (BN), Rosanna Carpentieri abitante della zona, ha inviato un atto di significazione e diffida al Sindaco Giorgio Nardone, all’A.S.L. e all’Agenzia Regionale Protezione Ambientale , i tre Enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute, affinchè si proceda senza più ulteriore ed illegittimo indugio al sinora omesso monitoraggio delle diossine su tutte le matrici ambientali del sito contaminato dall’incendio ed in primis sulle matrici biologiche, ovvero sul plasma ematico dei cittadini maggiormente esposti alle esalazioni tossiche in quanto residenti.

Carpentieri ricorda che l’incendio si sviluppò nel cuore della notte, durò nel suo acme tre notti e due giorni, coinvolse subito la propria abitazione limitrofa, danneggiò il pannello solare posto sul tetto e distrusse completamente i vetrocamera delle finestre e la propria autovettura, ma neppure il controllo costante dei focolai resistenti da parte dei Vigili del Fuoco riuscì ad impedire l’emissione di esalazioni tossiche per oltre venti giorni dalla notte del 23 maggio 2009.

L’A.R.P.A.C. già in data 29 maggio , sei giorni dopo l’incendio e nella persistenza dei fumi, rilevava attraverso l’esame di un rilevatore passivo apposto per appena 48 ore dinanzi alla propria abitazione, la dispersione nell’aria di elevatissimi quantitativi di benzene (575 mcg/mg) ben 115 volte superiori al valore di riferimento… di toluene e di FURANI, ovvero diossine !

Tutte sostanze accomunate dal fatto di portare con sé numerosi atomi di cloro che è una delle sostanze più reattive esistenti, e quando un atomo riesce a reagire con tutto o quasi, il più delle volte crea danni. Se poi è veicolato da sostanze che si stoccano nei grassi (lipofile) e quindi possono legarsi al tessuto adiposo, i danni sono assicurati.

Gli abitanti della zona, però, nonostante specifiche richieste non sono stati sottoposti ad esami specialistici per il dosaggio ematico delle diossine (TCDD, PCDD/F e PoliCloroBenzene) malgrado esplicita denuncia di malesseri e da ultimo, di patologie conclamate di non determinata derivazione. Prosegui la lettura…

Incendio Capannone Barletta

A quasi un anno dall’incendio Barletta, si sottovaluta l’emergenza diossine ed ancora il sindaco di San Giorgio del Sannio non dà risposte. Un intervento di Rosanna Carpentieri.

20 marzo, 2010
Commenti disabilitati

A quasi un anno dall’incendio Barletta in San Giorgio del Sannio che ha coinvolto pesantemente un’abitazione dirimpettaia ed una famiglia ivi residente , la conferenza dei servizi del 5 ottobre 2009 ha inaugurato la fase due nella gestione della vicenda incendio e dell’emergenza diossine, ancora più farsesca, incredibile, grave e sfacciata della prima connotata da ignavia intenzionale, superficialità voluta e cialtroneria conclamata di Sindaco, ASL ed Arpac.
Con la scusa di voler applicare dopo mesi e mesi dall’evento il titolo quinto del Codice dell’Ambiente, sono innumerevoli,quotidiani e sistematici gli atti di omissione, elusione e violazione del dettato della legge cui si fa riferimento con singolare e risibile intempestività, mentre gli organi di controllo hanno dal 23 maggio sino all’attualità davvero poco o nulla controllato.
Nessuno controlla la ditta responsabile dell’inquinamento cui è pervenuto a dicembre un mero invito da parte del Sindaco a predisporre (dopo sette mesi dall’evento) l’indagine preliminare con analisi di tutte le matrici ambientali(acqua, suolo, vegetali) e relativo piano di bonifica.
L’Arpac dal canto suo minaccia la tutela della propria immagine, come se avesse fato tutto il possibile e l’impossibile rientrante nei suoi compiti istituzionali nel monitoraggio ambientale delle diossine, avvertendo di aver sempre riferito al Sindaco quale massima autorità sanitaria locale e di protezione ambientale ed assumendo il codice dell’ambiente quale foglia di fco per ritenersi allo stato esonerata da indagini che competerebbero al privato responsabile dell’inquinamento, la Ditta New Distribution.
Quest’ultima nulla ha fatto e nulla fa.

Intanto , la gente si sta ammalando, nel lassismo degli enti preposti, nell’ignavia vergognosa del Primo cittadino che osa abbandonare il consiglio comunale e defilarsi nell’ora delle interpellanze e delle mozioni.
Il primo cittadino in irresponsabile attesa della scadenza del suo mandato,insensibile ad atti di doverosa responsabilità politico-istituzionale quali la rassegnazione delle dimissioni, ha di fatto negato l’accollo preventivo delle spese necessarie agli abitanti che sin da subito hanno chiesto di sottoporsi al dosaggio plasmatico delle diossine.

Di seguito la trascrizione dell’ultimo atto di diffida a Sindaco, ASL ed Arpac ed altri enti sulle emergenze patologiche di cui sono vittima i cittadini tenuti in inerme ostaggio dalla loro ignavia. Prosegui la lettura…

Incendio Capannone Barletta

Interpellanza dei consiglieri di opposizione a San Giorgio del Sannio sull’inquinamento prodotto dall’incendio del capannone Barletta.

23 novembre, 2009
Commenti disabilitati

01-incendio-capannone-barletta-notte3Alla cortese attenzione:

del Sindaco di San Giorgio del Sannio Giorgio Nardone

dell’Assessore all’Agricoltura Pasquale Mauta

dell’Assessore all’Ambiente Giuseppe Saccavino

OGGETTO: INTERPELLANZA RISCHIO INQUINAMENTO LOCALITA’ CESINE

IL SOTTOSCRITTO GIOVINO CARPENELLA, IN QUALITÀ DI CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE DI CODESTO COMUNE, NELL’ESERCIZIO DEL PROPRIO MANDATO ELETTORALE,

PREMESSO CHE Prosegui la lettura…

Incendio Capannone Barletta

A sei mesi dall’incendio del caponnone Barletta, dura contestazione di un comitato di cittadini al sindaco di San Giorgio del Sannio.

22 novembre, 2009
Commenti disabilitati

nardone-giorgioIl Comitato sangiorgese “Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia” rende noto che da domani 23 novembre, a sei mesi esatti dall’incendio del capannone Barletta del 23 maggio scorso, inizierà la distribuzione a tutta la cittadinanza di volantini informativi sull’intera vicenda che vede coinvolti per gravi omissioni e inadempienze il sindaco, Giorgio Nardone, l’assessore al Commercio, Claudio Ricci, l’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Campania); l’Asl Bn1 e la Ditta New Distribution di Antonio Barletta.

Dopo sei mesi dall’evento inquinante infatti, non sono ancora resi noti i risultati qualitativi e quantitativi delle diossine, non viene ancora certificata l’assenza di pericolo per la salute pubblica e, cosa più inquietante, cittadini che accusano malesseri puntualmente denunciati agli Enti preposti, non sono ancora messi in condizione di sottoporsi ai necessari accertamenti sanitari specialistici, malgrado le loro espresse richieste.

Ecco il testo del volantino.

Il 23 maggio 2009 (foto) un maxi incendio si sviluppava nel capannone dell’Iperstore Barletta di Cesine, coinvolgendo anche un’abitazione limitrofa e durava 3 notti e 2 giorni con la emissione di esalazioni tossiche persistenti per oltre 20 giorni.

L’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) già il 29 maggio 2009 accertava la presenza di benzene nell’aria (575 mcg/mc) ben 115 volte superiori al valore di riferimento e numerosi altri inquinanti nelle acque di spegnimento disperse nel suolo e nei torrenti, tra i quali ferro, rame, zinco, tensioattivi (di ben 650 volte superiore al valore normale) e alluminio (quest’ultimo di 20 volte superiore al limite massimo).

Ma il Sindaco, in questi sei mesi, non ha mai reso noti i risultati sui dati dell’inquinamento ed in qualità di massima autorità sanitaria, ha omesso di adottare ordinanze precauzionali a tutela della salute pubblica.

Il Sindaco ha ignorato le ripetute istanze dei cittadini residenti nelle vicinanze del sito incendiato ad essere sottoposti agli accertamenti sanitari specifici, con la esplicita denuncia di malesseri fisici.

Il Sindaco non ha preteso dall’imprenditore Barletta, l’applicazione delle disposizioni previste dal Codice dell’Ambiente D. Lgs 152/2006, in particolare la predisposizione del piano di caratterizzazione dei rifiuti per stabilire con apposite analisi la loro natura e come tempestivamente rimuoverli e smaltirli, né ha esercitato i poteri/doveri di sostituirsi al privato Barletta.

Il Sindaco, solo in data 5 agosto 2009 e dopo oltre 2 mesi dall’incendio, convoca una prima Conferenza dei Servizi alla quale non invita la Provincia e la Regione Campania e senza fare riferimento ai dati che dimostravano il forte inquinamento prodotto dall’incendio e le conseguenti necessarie attività per la bonifica, adotta un’ordinanza con cui si limita ad autorizzare lo smantellamento del capannone.

Ad oggi i rifiuti bruciati sono in gran parte ancora sul piazzale, sotto la pioggia e gli inquinanti continuano a disperdersi in zona.

Il Sindaco, però, si preoccupa di “aiutare” Barletta autorizzandolo con una telefonata intercettata dai Carabinieri, a rimanere aperto nel pomeriggio del 2 giugno, Festa della Repubblica, nonostante una Ordinanza dello stesso sindaco, con la quale si vietava l’apertura di tutti gli esercizi commerciali dopo le ore 14.00.

Trascrizione della intercettazione telefonica del 1° giugno 2009, ore 12,42 operata dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio, tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio.

Il sindaco chiama e Barletta risponde.

Nardone Giorgio: Eh… tu resta aperto domani, e tira a campare! Io… poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!

Barletta Antonio: Va bene … grazie!

Nardone Giorgio: Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco! Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l’ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata… scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io!

Barletta Antonio: Va bene … grazie!

Nardone Giorgio: Hai capito, come gli devi dire?

Barletta Antonio: Grazie Don Giorgio!

Il Sindaco con manifesti e dichiarazioni in Consiglio comunale ed alla stampa, ha confermato la telefonata sostenendo che è pronto a rifarla per aiutare l’imprenditore. Poi, però, aggiunge che Barletta è stato sanzionato con una multa, mediante manifesto e firmandosi Amministrazione Comunale !?!?

Ma proprio la multa conferma che un atto illecito è stato commesso ed è stato suggerito dallo stesso Sindaco.

E comunque, ammesso e non concesso che sia stata elevata la sanzione amministrativa e che l’imprenditore abbia effettivamente provveduto al pagamento, è incontestabile che l’importo della stessa è ben poca cosa rispetto al fatturato ottenuto “slealmente”.

Restando in attesa di sapere a quanto ammonta la sanzione, la data di emissione e quella di pagamento, riteniamo che il Sindaco, se avesse voluto attenersi alla legge, avrebbe potuto autorizzare l’apertura a tutti gli altri esercizi commerciali per l’intera giornata del 2 giugno, oppure avrebbe potuto chiedere “una questua collettiva” agli stessi esercenti per alleviare i danni patrimoniali di Barletta o mettere mano al proprio portafoglio!!!!

Di certo in un paese civile, un Sindaco non può autorizzare impunemente abusi e perciò attendiamo che la magistratura ripristini la legalità violata!

Incendio Capannone Barletta

Ecco i documenti che dimostrano il forte inquinamento determinato a San Giorgio del Sannio dall’incendio del capannone Barletta.ARPAC ed altri Enti hanno colpevolmente minimizzato.

23 ottobre, 2009
Commenti disabilitati

01-incendio-capannone-barletta-notte3Altrabenevento – Comunicato stampa del 23 ottobre 2009

Il 23 maggio scorso, prendeva fuoco il deposito Barletta in contrada Cesine di San Giorgio del Sannio, e sul sito rimangono ancora, dopo cinque mesi, gran parte dei materiali bruciati che dopo le esalazioni dovute al caldo estivo ora sono sotto la pioggia con conseguente dispersione di altri inquinanti nella zona.

Come disposto dal Codice per l’Ambiente, la ditta proprietaria del capannone avrebbe dovuto, sotto il controllo del Comune, dell’ARPAC e della ASL, tempestivamente “caratterizzare” i rifiuti, cioè stabilire con apposite analisi la loro natura per decidere come rimuoverli e smaltirli. Ed invece, la prima conferenza dei servizi si è tenuta il 5 agosto, dopo oltre due mesi, ma solo per decidere di smantellare in tutta fretta il capannone danneggiato dal fuoco senza rendere noti i risultati delle analisi dell’aria, del suolo, delle acque e dei rifiuti prodotti dalla combustione.

L’ARAPC di Benevento che in occasione dell’incendio di un altro capannone in provincia ha tempestivamente attivato tutte le procedure di legge per “caratterizzare” i rifiuti e bonificare l’aria, nel caso di San Giorgio del Sannio ha sempre sostenuto che quell’incendio durato 60 ore, non ha prodotto un inquinamento preoccupante.

Ed invece, è stata la stessa ARPAC con il verbale n. 382 emesso il 29 maggio, ad accertare un quantitativo di Benzene pari a 575 microgrammi per metro cubo, cioè 115 volte superiore al valore di riferimento.

E non basta! Il 18 giugno sempre l’ARPAC ha emesso il verbale n. 380 relativo all’esame delle acque di spegnimento giudicate “NON ACCETTABILI, per il superamento dei parametri Alluminio, Ferro, Rame, Tensioattivi totali e Zinco.”

In modo particolare l’Alluminio riscontrato è stato di venti volte superiore al limite massimo consentito e i Tensioattivi addirittura sono risultati pari a 650 volte i valori normali.

Quando la scorsa estate si bruciò un capannone di Atripalda, le autorità preposte alla tutela ambientale ed i Vigili del Fuoco riuscirono a raccogliere e disinquinare le acque di spegnimento prima della immissione in fogna, nel caso di San Giorgio del Sannio, invece, le acque piene di metalli ed altri materiali inquinanti sono finite nella cunetta non impermeabilizzata con conseguenti infiltrazioni nel terreno e nelle falde, oppure sono finite nella fogna che dopo alcune centinaia di metri sversa a cielo aperto, senza alcuna forma di depurazione, in una canale utilizzato anche per irrigare gli orti.

Nessuna comunicazione, però è stata fornita ai cittadini per avvisarli del pericolo derivante dall’inquinamento della zona e neppure sono stati analizzati i pozzi delle abitazioni circostanti o sottoposti ad analisi gli abitanti della zona. Tutti hanno voluto minimizzare gli effetti dell’incendio, ma neppure durante la ultima Conferenza dei Servizi tenuta il 5 ottobre presso il Comune di San Giorgio del Sannio, è stata certificata la “assenza di pericolo per la salute pubblica e l’ambiente”.

Si tratta di comportamenti estremamente gravi che segnaliamo alla Procura della Repubblica sperando, ancora una volta, che almeno la Magistratura accerti le responsabilità degli amministratori e dei pubblici funzionari che sempre più spesso dimenticano i compiti istituzionali cui sono preposti.

Il presidente- Gabriele Corona

Incendio Capannone Barletta

Tre consiglieri del PdL denunciano il sindaco di San Giorgio del Sannio.

18 ottobre, 2009
Commenti disabilitati

63-claudio-ricci

(Foto: Il vice Sindaco, Claudio Ricci)

Alla Procura della Repubblica

Presso il Tribunale di Benevento

Via De Caro

82100 Benevento

Racc.a/r.

San Giorgio del Sannio, 15.10.2009

ATTO DI DENUNCIA – QUERELA

A seguito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per il presunto reato di “Estorsione” connesso all’incendio del deposito della ditta New Distribution di contrada Cesine a San Giorgio del Sannio, sono state rese note le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche tra le quali compare anche quella relativa al colloquio intercorso il 1° giugno tra il Sindaco di San Giorgio del Sannio Dott. Giorgio Nardone ed il titolare dell’Iperstore Barletta di San Giorgio del Sannio, sig. Antonio Barletta.

Dal testo del colloquio, trascritto dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio e che di seguito si riporta integralmente, risulta che il Sindaco di San Giorgio del Sannio, Dott. Giorgio Nardone, ha autorizzato ed incitato l’imprenditore sig. Antonio Barletta a non rispettare l’Ordinanza Comunale che imponeva la chiusura di tutti gli esercizi commerciali di San Giorgio del Sannio nel pomeriggio del 2 giugno c.a., assicurandogli, senza mezzi termini, che avrebbe provveduto personalmente a garantire ogni impunità.

Di seguito si riporta la trascrizione operata dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio della intercettazione telefonica avvenuta il 1° giugno 2009, ore 12,42, tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio.

Trascrizione della intercettazione telefonica

Barletta Antonio:  Pronto ?

Nardone Giorgio: Antonio ?

Barletta Antonio:  Pronto … pronto?

Nardone Giorgio: Pronto, … Antonio, sono il Sindaco!

Barletta Antonio: Uè, don Giorgio, buongiorno … ditemi !

Nardone Giorgio: Eh … tu resta aperto domani, e tira a campare! Io …. poi, non ti mando a nessuno.  Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!

Barletta Antonio:  Va bene … grazie!

Nardone Giorgio: Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco!  Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l’ ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata … scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io!

Barletta Antonio:  Va bene … grazie!

Nardone Giorgio:  Hai capito, come gli devi dire?

Barletta Antonio:  Grazie “Don Giorgio”!

Nardone Giorgio:  Eh, ciao … buone cose!

Barletta Antonio:  Arrivederci!

Alla luce di quanto esposto e dedotto, i sottoscritti Giovino Carpenella , Quirino Mauta e  Luca Tinessa, in qualità di Consiglieri Comunali del Comune di San Giorgio del Sannio

sporgono

formale querela nei confronti dei Sigg.ri Giorgio Nardone, attuale Sindaco del Comune di San Giorgio del Sannio e Antonio Barletta, titolare dell’Iperstore Barletta di via Cesine a San Giorgio del Sannio, e pertanto chiedono che l’Autorità compia le indagini per l’accertamento dei fatti sopra descritti e chiedono la punizione dei predetti Sigg.ri, Nardone e Barletta, nonché di tutte le persone ritenute colpevoli per i reati che la S.V. Ill.ma vorrà ravvisare nei fatti esposti.

Chiedono di essere avvisati della richiesta di archiviazione, nonché dell’eventuale richiesta di proroga dell’indagini preliminari.

A tal fine, eleggono domicilio in San Giorgio del Sannio alla via T Rossi, presso la residenza di Giovino Carpenella.

Con Osservanza.

Giovino Carpenella           Quirino Mauta      Luca TinessaTe

Corruzione, Incendio Capannone Barletta

Lo scandalo di San Giorgio del Sannio in formato gigante.

6 ottobre, 2009

vela-3x6Stamattina 06 settembre a San Giorgio del Sannio, in occasione del mercato cittadino, su apposito automezzo pubblicitario itinerante, è stato affisso un messaggio informativo relativo all’incendio Barletta del 23 maggio scorso ed alla intercettazione del 1° giugno. Ecco il testo:

IL PAESE DEI FIORI E DELLA “CORTESIA” è oggi IL PAESE DELL’ARROGANZA E DEI “FAVORI”
Oltre al danno alla salute e all’ambiente causato dall’incendio Barletta e, dopo tutte le OMISSIONI in materia di rispetto del Codice dell’Ambiente e della normativa a tutela della salute pubblica, a San Giorgio del Sannio è accaduto anche questo:
iI pomeriggio del 2 giugno tutti i negozi di San Giorgio del Sannio sono rimasti chiusi come deciso dal sindaco Nardone con una propria Ordinanza, tranne l’Iperstore Barletta “autorizzato” dal Sindaco con questa telefonata intercettata dai carabinieri.

Nardone Giorgio: Pronto, … Antonio, sono il Sindaco!
Barletta Antonio: Uè, don Giorgio, buongiorno … ditemi!

Nardone Giorgio: Eh … tu resta aperto domani, e tira a campare! Io …. poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!
Barletta Antonio: Va bene … grazie!
Nardone Giorgio: Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però… TU NON DIRE CHE È STATO IL SINDACO! GLI DEVI DIRE: STÒ APERTO … NON ABBIAMO LETTO L’ ORDINANZA, PENSAVO CHE POTEVO STARE APERTO TUTTA LA GIORNATA … SCUSATE, SE VIENE QUALCUNO, POI ME LA PIANGO IO!
Barletta Antonio: Va bene … grazie!
Nardone Giorgio: HAI CAPITO, COME GLI DEVI DIRE?
Barletta Antonio: Grazie “DON GIORGIO”!

Secondo la COSTITUZIONE della Repubblica Italiana l’attività della pubblica Amministrazione deve essere imparziale ed è vietata qualsiasi forma di favoritismo ma il Sindaco dichiara alla stampa: “Non mi pento, rifarei tutto” , “Non mi dimetto “.
Per – tanto,
ORA TOCCA AL PREFETTO RISTABILIRE LA LEGALITA’ VIOLATA E TUTELARE LE TRADIZIONI CIVILI DI QUESTO PAESE.

F.to Comitato cittadini per la trasparenza e la democrazia

голова болит секс

Corruzione, Incendio Capannone Barletta

Il Sindaco di San Giorgio del Sannio conferma di aver favorito Barletta, ma la Procura della Repubblica non ha ancora assunto alcun provvedimento.

3 ottobre, 2009
Commenti disabilitati

ALTRABENEVENTO – tribunale-di-beneventoComunicato stampa del 3 ottobre 2009

Il Sindaco di San Giorgio del Sannio ed il suo vice, l’assessore al commercio, hanno confermato durante l’ultimo consiglio comunale di aver “aiutato” l’Ipermercato Barletta autorizzando l’apertura dell’attività in un giorno festivo in dispregio ad una ordinanza del Comune che si richiama a norme regionali e nazionali. Sindaco e vice sindaco continuano ad affermare, spavaldamente, di non essere pentiti e che rifarebbero esattamente ciò che hanno fatto per sostenere il povero imprenditore danneggiato dall’incendio di un deposito. Non avendo però cambiato l’ordinanza, risulta evidente che l’imprenditore è stato “aiutato” a danno degli altri commercianti che invece hanno dovuto rispettare la legge rimanendo chiusi il pomeriggio del 2 giugno.
Sindaco e Vicesindaco precisano che l’imprenditore è stato multato ma in questo modo ammettono che c’è stata una violazione di legge e che loro stessi l’hanno autorizzata. E’ evidente, comunque, che la multa è davvero poca cosa rispetto a quanto l’Ipermercato ha incassato rimanendo aperto, contro legge, dalle 14 alle 21 di un giorno festivo con gli altri esercizi commerciali obbligati a rimanere chiusi. Insomma quell’imprenditore è stato davvero “aiutato”, anzi è stato proprio favorito, ma il Sindaco comunica, gongolando, che per questi fatti, documentati anche con l’intercettazione telefonica dei Carabinieri, non vi sono stati procedimenti adottati dalla Procura della Repubblica.
In effetti, l’indagine per una ipotesi di estorsione connessa all’incendio, è stata archiviata su proposta del P.M. del 15/07/2009 senza alcuno stralcio per la parte relativa all’intercettazione stranamente sfuggita all’attenzione del magistrato. Certamente queste procedure per l’accertamento dei reati penali a carico di pubblici amministratori sono complesse ma ciò dovrebbe indurre il Tribunale di Benevento a potenziare il pool di magistrati che si occupano di reati della Pubblica Amministrazione. Ed invece dal 1° ottobre proprio uno dei magistrati assegnati a questa sezione da qualche mese, la Dott.ssa Giammarino, titolare di importanti inchieste tra le quali anche la seconda relativa all’incendio dell’Ipermercato Barletta, è stata distaccata alla Procura della Repubblica di Avellino.
E così a Benevento, dove tutti ammettono che vi è un pericoloso aumento di corruzione e malaffare, rimangono solo due magistrati e tre poliziotti della Digos ad occuparsi di indagini a carico di amministratori e funzionari pubblici. Evidentemente è ancor più necessario che la società civile faccia sentire la propria voce e la stampa dedichi a questi temi maggiore attenzione.
Altrabenevento continuerà, naturalmente, a fare la propria parte.

Il Presidente-Gabriele Corona

Corruzione, Giudici e Politici, Incendio Capannone Barletta