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A sei mesi dall’incendio del caponnone Barletta, dura contestazione di un comitato di cittadini al sindaco di San Giorgio del Sannio.

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nardone-giorgioIl Comitato sangiorgese “Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia” rende noto che da domani 23 novembre, a sei mesi esatti dall’incendio del capannone Barletta del 23 maggio scorso, inizierà la distribuzione a tutta la cittadinanza di volantini informativi sull’intera vicenda che vede coinvolti per gravi omissioni e inadempienze il sindaco, Giorgio Nardone, l’assessore al Commercio, Claudio Ricci, l’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Campania); l’Asl Bn1 e la Ditta New Distribution di Antonio Barletta.

Dopo sei mesi dall’evento inquinante infatti, non sono ancora resi noti i risultati qualitativi e quantitativi delle diossine, non viene ancora certificata l’assenza di pericolo per la salute pubblica e, cosa più inquietante, cittadini che accusano malesseri puntualmente denunciati agli Enti preposti, non sono ancora messi in condizione di sottoporsi ai necessari accertamenti sanitari specialistici, malgrado le loro espresse richieste.

Ecco il testo del volantino.

Il 23 maggio 2009 (foto) un maxi incendio si sviluppava nel capannone dell’Iperstore Barletta di Cesine, coinvolgendo anche un’abitazione limitrofa e durava 3 notti e 2 giorni con la emissione di esalazioni tossiche persistenti per oltre 20 giorni.

L’Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) già il 29 maggio 2009 accertava la presenza di benzene nell’aria (575 mcg/mc) ben 115 volte superiori al valore di riferimento e numerosi altri inquinanti nelle acque di spegnimento disperse nel suolo e nei torrenti, tra i quali ferro, rame, zinco, tensioattivi (di ben 650 volte superiore al valore normale) e alluminio (quest’ultimo di 20 volte superiore al limite massimo).

Ma il Sindaco, in questi sei mesi, non ha mai reso noti i risultati sui dati dell’inquinamento ed in qualità di massima autorità sanitaria, ha omesso di adottare ordinanze precauzionali a tutela della salute pubblica.

Il Sindaco ha ignorato le ripetute istanze dei cittadini residenti nelle vicinanze del sito incendiato ad essere sottoposti agli accertamenti sanitari specifici, con la esplicita denuncia di malesseri fisici.

Il Sindaco non ha preteso dall’imprenditore Barletta, l’applicazione delle disposizioni previste dal Codice dell’Ambiente D. Lgs 152/2006, in particolare la predisposizione del piano di caratterizzazione dei rifiuti per stabilire con apposite analisi la loro natura e come tempestivamente rimuoverli e smaltirli, né ha esercitato i poteri/doveri di sostituirsi al privato Barletta.

Il Sindaco, solo in data 5 agosto 2009 e dopo oltre 2 mesi dall’incendio, convoca una prima Conferenza dei Servizi alla quale non invita la Provincia e la Regione Campania e senza fare riferimento ai dati che dimostravano il forte inquinamento prodotto dall’incendio e le conseguenti necessarie attività per la bonifica, adotta un’ordinanza con cui si limita ad autorizzare lo smantellamento del capannone.

Ad oggi i rifiuti bruciati sono in gran parte ancora sul piazzale, sotto la pioggia e gli inquinanti continuano a disperdersi in zona.

Il Sindaco, però, si preoccupa di “aiutare” Barletta autorizzandolo con una telefonata intercettata dai Carabinieri, a rimanere aperto nel pomeriggio del 2 giugno, Festa della Repubblica, nonostante una Ordinanza dello stesso sindaco, con la quale si vietava l’apertura di tutti gli esercizi commerciali dopo le ore 14.00.

Trascrizione della intercettazione telefonica del 1° giugno 2009, ore 12,42 operata dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio, tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio.

Il sindaco chiama e Barletta risponde.

Nardone Giorgio: Eh… tu resta aperto domani, e tira a campare! Io… poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!

Barletta Antonio: Va bene … grazie!

Nardone Giorgio: Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco! Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l’ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata… scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io!

Barletta Antonio: Va bene … grazie!

Nardone Giorgio: Hai capito, come gli devi dire?

Barletta Antonio: Grazie Don Giorgio!

Il Sindaco con manifesti e dichiarazioni in Consiglio comunale ed alla stampa, ha confermato la telefonata sostenendo che è pronto a rifarla per aiutare l’imprenditore. Poi, però, aggiunge che Barletta è stato sanzionato con una multa, mediante manifesto e firmandosi Amministrazione Comunale !?!?

Ma proprio la multa conferma che un atto illecito è stato commesso ed è stato suggerito dallo stesso Sindaco.

E comunque, ammesso e non concesso che sia stata elevata la sanzione amministrativa e che l’imprenditore abbia effettivamente provveduto al pagamento, è incontestabile che l’importo della stessa è ben poca cosa rispetto al fatturato ottenuto “slealmente”.

Restando in attesa di sapere a quanto ammonta la sanzione, la data di emissione e quella di pagamento, riteniamo che il Sindaco, se avesse voluto attenersi alla legge, avrebbe potuto autorizzare l’apertura a tutti gli altri esercizi commerciali per l’intera giornata del 2 giugno, oppure avrebbe potuto chiedere “una questua collettiva” agli stessi esercenti per alleviare i danni patrimoniali di Barletta o mettere mano al proprio portafoglio!!!!

Di certo in un paese civile, un Sindaco non può autorizzare impunemente abusi e perciò attendiamo che la magistratura ripristini la legalità violata!

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