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Benevento in mano al clan degli scissionisti di Scampia.

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Da Sanniopress del 21 dicembre 2012

Un capoclan degli “scissionisti” è ai domiciliari a Benevento

 di Billy Nuzzolillo

Uno degli elementi di spicco del clan degli scissionisti, Vincenzo Pagano, da circa un anno è agli arresti domiciliari a Benevento. A rivelarlo, nel corso della presentazione del libro Il passo sbagliato di Giancristiano Desiderio che si è tenuta ieri sera a Limatola, è stato Gabriele Corona.

Il presidente dell’associazione Altrabenevento ha spiegato che il capoclan di Secondigliano dimora presso l’abitazione di una donna del capoluogo, a cui è da tempo legato sentimentalmente.

Enzino, com’è noto, è il fratello dell’altro capoclan Cesare ed è, soprattutto, il cognato del capo Raffaele Amato, arrestato nel maggio del 2009 in Spagna, dove aveva organizzato un traffico di cocaina verso la Campania.

“Fu scovato negli stessi giorni in cui furono arrestati in Campania altre 100 persone accusate di essere affiliate o, comunque, in rapporti d’affare con gli scissionisti, tra i quali un funzionario di banca di Benevento” chiarì lo stesso Corona in un comunicato del 9 luglio 2010, aggiungendo: “E’ in galera anche il fratello di Cesare Pagano, Vincenzo detto Enzino, che ha stretti rapporti con i clan Spina e Taddeo ambedue attivi nella città di Benevento”.

E, sempre a proposito del legame degli scissionisti con il capoluogo sannita, va ricordato che nel blitz dei Carabinieri del 16 giugno 2011 che sgominò i vertici del clan Nizza venne arrestata anche Patrizia Mattuozzo, moglie del capoclan Cosimo Nizza, ucciso in pieno giorno nell’aprile 2009 con due colpi di pistola alla testa, vicino alla sua abitazione al Rione Libertà.

Ma soprattutto, come ricordò sempre il presidente di Altrabenevento, “Patrizia Mattuozzo è originaria di Secondigliano ed imparentata, secondo la Dia, con esponenti del clan camorristico che controlla il quartiere napoletano”.

L’ultimo filo che lega il capoluogo sannita al clan degli scissionisti di Secondigliano è, infine, l’articolo del giornalista di Panorama, Carlo Puca, che lo scorso settembre raccontò di essersi riuscito ad infiltrare, come autista, nel clan degli scissionisti di Scampia e che qualche mese prima aveva guidato un’auto di scorta ad un’altra utilitaria sulla quale viaggiavano due boss venuti a Benevento per affari. Corona commentò lapidario: “I boss di Scampia sono di casa a Benevento”.

Ora, alla luce della rivelazione del presidente di Altrabenevento di ieri sera, si comprende meglio anche il perché.

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