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“Senz’agl e fravagl a Fattur quagl”. Le maledizioni sul Mercato dei Commestibili. Prima parte

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La prima delle tre maledizioni: “I mancati collaudi”

Comunicato stampa del 11 febbraio 2021

Agli inizi del ’900 i banchi per la vendita dei prodotti alimentari furono spostati da piazza Orsini al nuovo Mercato dei Commestibili costruito appena fuori le mura di fronte la Porta Rufina.

Dopo novant’anni il Comune decise di trasformarlo in Centro Commerciale con parcheggio interrato ma il progetto non fu realizzato perché la ditta incaricata, la Lodigiani, fu coinvolta nelle vicende giudiziarie di Tangentopoli.

L’amministrazione guidata da Pasquale Viepoli acquistò il progetto per alcune centinaia di milioni di lire (regolarmente fatturati), lo modificò ed appaltò i lavori ad una Associazione Temporanea di Imprese. L’opera però non fu realizzata a causa di un lungo contenzioso tra le ditte e l’Ufficio Tecnico comunale che definì “perverso il comportamento dell’appaltatore che prima contesta il progetto, assumendo che vi è un errore nel calcolo del ferro, ottiene il pagamento delle nuove opere in cemento armato, poi contesta il suo progetto di variante perché non si è tenuto conto dei maggiori oneri conseguenti”.

Furono allora sperperati sei miliardi di lire (tutti fatturati) tra lavori contestati, perizie e transazioni ma il Mercato dei Commestibili non fu restituito alla città.

Anzi, addirittura crollò una parte del tetto, appena realizzato ma non collaudato.

Nel 2005 l’amministrazione D’Alessandro firmò una convenzione per un Project Financing con una società casertana che avrebbe dovuto completare i lavori per una spesa a suo carico di 2 milioni e mezzo di euro e gestire il Mercato dei Commestibili per 29 anni.

Nel 2007 la Galleria Commerciale, denominata MALIES (il primo nome della città inciso su antiche monete) fu inaugurata dall’amministrazione Pepe ma non del tutto riqualificata; dopo qualche anno i pochi locali commerciali aperti furono chiusi e la galleria abbandonata.

Il Comune ha rescisso il contratto con la società Malies srl (stesso nome della galleria sempre ispirato alle monete) che però pretende alcuni milioni di euro perché sostiene di non aver potuto gestire il bene a causa del mancato collaudo da parte dell’ing. Adriano Reale tecnico incaricato dal Comune che, naturalmente, respinge ogni addebito.

Al complicato contenzioso tra Malies srl, Palazzo Mosti e l’ing. Reale si è aggiunto il Monte Paschi di Siena che rivuole i soldi elargiti alla società casertana con un mutuo sottoscritto anche da un Dirigente comunale per conto dell’Ente.

Bisognerà attendere la fine di maggio di quest’anno per sapere come finirà la lite e se il Comune, già dissestato, dovrà pagare la Banca e risarcire la società Malies. La Corte dei Conti ha aperto una indagine.

Ma intanto l’amministrazione Mastella nel 2018 ha chiesto ed ottenuto dalla Regione Campania il finanziamento di un milione di euro perché ha fretta di riqualificare il Mercato dei Commestibili per “esposizione e vendita dei prodotti agricoli delle contrade di Benevento”.

A settembre 2019 un architetto esterno appositamente incaricato ha presentato il Progetto Definitivo e subito dopo l’Ufficio Tecnico ha chiesto all’ing. Adriano Reale, di completare e presentare il collaudo, necessario per elaborare il progetto Esecutivo.

Ma Reale il 4 novembre 2019 ha rinunciato definitivamente all’incarico (ricevuto a giugno 2016), ricordando, tra l’altro, di essere diventato nel 2017 consigliere comunale e per questo incompatibile.

Quindi, niente collaudo ma ciò nonostante il progetto esecutivo per la ristrutturazione della Galleria Malies- Mercato dei Commestibili è stato redatto, approvato a fine 2019 e pagato (su presentazione di regolari fatture).

Evidentemente l’amministrazione comunale era convinta che il “collaudo” fosse una formalità scontata ed infatti il 12 gennaio 2020 l’assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello dichiara all’amico giornalista de Il Mattino “Malies, si parte: dopo otto anni il collaudo”.

Si trattava di un auspicio, evidentemente.

Erano tanto convinti gli amministratori e i tecnici comunali di poter acquisire in fretta quel documento fondamentale che addirittura bandiscono la gara per effettuare i lavori secondo il progetto che però non indica con precisione se i pilastri, il tetto e le altre strutture portanti sono idonee.

Il 26 giugno 2020 sono pervenute le offerte di sette ditte ma le buste non sono state ancora aperte perché il collaudo della struttura da riqualificare ancora non c’è.

Infatti, l’ingegnere esterno nominato dal Comune dopo il rifiuto di Adriano Reale, ha chiesto approfondire indagini geotecniche che sono state eseguite, fatturate e pagate, ma a dicembre 2020 ha concluso l’incarico comunicando che la struttura NON è COLLAUDABILE.

E non basta!

L’ufficio tecnico ha deciso che sono necessari anche una nuova perizia geologica e un nuovo progetto di adeguamento sismico, che certamente sarebbe stato meglio acquisire prima del progetto esecutivo approvato un anno fa.

Ma l’assessore Pasquariello non demorde e l’8 febbraio ha annunciato, sempre dalle colonne amiche de Il Mattino, che “E’ in corso una procedura di gara che dovrebbe concludersi proprio in questi giorni con la quale aggiudicheremo i lavori di ristrutturazione del Malies. Nel giro di qualche mese speriamo di poterlo riaprire”.

Le offerte delle ditte sono relative al progetto approvato alla fine del 2019 per riqualificare le strutture mai collaudate e che non tiene conto neppure dello studio per il necessario adeguamento sismico ancora non concluso.

Sorgeranno altri milionari contenziosi ?

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

 

 

 

 

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