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Veleni in zona ASI, serve impegno ambientalista e l’attenzione della Procura della Repubblica

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Nella zona ASI di Ponte Valentino pericolosi progetti per la Centrale Turbogas, il mega Biodigestore dei rifiuti e un Burrificio, tra veleni e veti politici incrociati. 

Comunicato stampa del 2 settembre 2020

La società napoletana Luminosa srl ha ottenuto un’autorizzazione ministeriale per riavviare il procedimento amministrativo, iniziato più di dieci anni fa, relativo alla costruzione di una centrale elettrica alimentata a metano nella zona industriale di Ponte Valentino di Benevento, avversato soprattutto dalla associazione Altrabenevento.

Immediatamente è intervenuta la senatrice Lonardo-Mastella per segnalare strumentalmente il pericolo di inquinamento ambientale senza ricordare, però, che l’imprenditore Lorenzo Fasolino, interessato al progetto, ha ripreso da alcuni anni le attività avviate dal padre per realizzare a Benevento anche un mega progetto edificatorio sulla Rotonda delle Scienze ed ha già ottenuto la prima autorizzazione dall’amministrazione Mastella.

La Lonardo segnala il pericolo turbogas ma non fa alcun riferimento al progetto per la costruzione di un mega impianto per il trattamento dei rifiuti, di grosso impatto ambientale, nella stessa zona industriale ASI di Ponte Valentino.

La società proponente è molto considerata in ambienti politici vicini al PD e al presidente della Regione, De Luca, e probabilmente proprio per questo motivo il sindaco Mastella non si pronuncia sul progetto che prevede il trattamento di 110 tonnellate di rifiuti organici da convogliare a Benevento da altre province.

Per prendere tempo in modo che l’autorizzazione regionale non sia concessa prima del voto per le Regionali e quindi per evitare imbarazzi elettorali a Mastella, il presidente dell’ASI, Luigi Barone vuole affidare all’Università del Sannio uno studio sull’impatto ambientale dell’opera assolutamente inutile e non ammissibile nel procedimento autorizzatorio.

Protesta l’amministratore del pastificio Rummo che ritiene, giustamente, incompatibile la presenza del “digestore” dei rifiuti vicino agli stabilimenti per produzioni alimentari, ma non abbiamo mai sentito alcuna sua critica per l’impianto di trattamento dei rifiuti liquidi da tempo attivo e che emana, soprattutto a fine settimana, esalazioni puzzolenti che l’ARPAC non riesce a bloccare.

Contro il mega progetto per il trattamento dei rifiuti protestano anche i rappresentanti locali di Forza Italia dimenticando che il parere dell’ASI con la richiesta di studio da parte dell’università è stato deliberato anche da Nascenzio Iannace prima che fosse sostituito dal sindaco Mastella alla vigilia di ferragosto.

Si oppone adesso al biodigestore dei rifiuti, proposto alla fine di maggio, anche Antonio Reale, sempre di FI, che però non ha fatto niente quando era assessore all’Ambiente fino alla rottura con Mastella del 31 luglio.

Reale non dice nulla neppure dei lavori in corso per la costruzione di un Burrificio, sempre in zona ASI di Ponte Valentino (oggetto anche di una lettera anonima che lo chiamava in causa per presunte assunzioni). Neppure l’ufficio tecnico ha effettuato alcun sopralluogo dopo le nostre segnalazioni del 13 luglio e tace anche l’assessore all’Urbanistica e alla Legalità, Raffaele  Romano, al quale pure abbiamo segnalato il caso ufficialmente.

Insomma, appare chiaro che nella zona ASI di Ponte Valentino sono in corso grandi manovre tra veti incrociati e polemiche politiche velenose, per realizzare impianti “industriali” capaci di incidere pesantemente sull’ambiente e la salute dei cittadini. Altrabenevento farà la sua parte per tutelare l’ambiente ma i fatti segnalati meritano sicuramente anche l’attenzione di altre autorità e della Procura della Repubblica.

La presidente, Sandra Sandrucci

 

 

 

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