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L’anticorruzione di Mastella/8. Il progetto “esagerato” dell’ingegnere-consigliere Quarantiello che ha voluto il trasferimento di Panella.

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Da Sanniopage del 6 dicembre 2016

“I diciotto appartamenti negati al consigliere Quarantiello che voleva triplicare il numero delle abitazioni”

di Teresa Ferragamo

Diciamo pure che, a scorgere tra le carte, l’Urbanistica non è poi una scienza così esatta. Se un ingegnere arriva a incrementare i calcoli fino a tre volte, un margine di manovra ci deve pur essere, e non può essere tutta colpa di Autocad.

L’ingegnere è il consigliere comunale Giovanni Quarantiello che firma un progetto, per conto di una società immobiliare, per demolire due fabbricati rurali in zona Pacevecchia. Ne vuole abbattere due e ne vuole ricostruire tre, per un totale di diciotto appartamenti.

L’opportunità è sempre offerta dal Piano Casa Regionale che consente a chi vuole ri-costruire di aumentare la volumetria del nuovo fabbricato fino al 35%.

Il permesso a costruire al consigliere Quarantiello viene rilasciato, dopo una relazione favorevole dell’architetto Iadavaia, dal Comune di Benevento.

Il permesso però viene firmato dal dirigente del Settore Urbanistica, ma non dal responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia, Luigi Panella, che aveva manifestato perplessità sull’operazione.

Poi, però, un privato presenta un esposto, perché quel terreno di 25.000 metri quadri fa gola a tanti. E allora scattano le verifiche.

La funzionaria del Settore Ambiente e Territorio Iadevaia, che pure aveva firmato la relazione tecnica preliminare, si reca sul posto e rileva assieme ad un altro tecnico comunale le volumetrie residenziali esistenti.

Si scopre così che la volumetria complessiva abitabile esistente è un terzo di quella dichiarata nel progetto firmato dall’ingegnere Quarantiello.

In sostanza, il consigliere comunale Quarantiello era arrivato a calcolare esattamente il triplo delle volumetrie abitabili: 3.574,81 mc in luogo dei 1.280 mc rilevati dai tecnici del Comune.

Un’espansione eccessiva che fa scattare l’annullamento in autotutela del permesso a costruire, che viene firmato dal dirigente Moccia, dall’architetto Iadevaia e, questa volta, anche dal responsabile SUE, Luigi Panella.

Non solo, ma le carte vengono mandate anche alla Procura della Repubblica.

Se però un cittadino non avesse presentato esposto, su quel terreno sarebbero stati costruiti 18 appartamenti con una forzatura esasperata delle volumetrie, in totale dispregio delle leggi.

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