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Il gioco delle parti di Pepe e Moschella per coprire la Ristorò

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Comunicato stampa del 20 marzo 2015

Dopo cinque mesi di proteste e polemiche per il servizio di mensa scolastica, il sindaco Fausto Pepe scrive al dirigente Giuseppe Moschella e gli chiede di verificare se la ditta incaricata, la Ristorò ha violato il contratto utilizzando cibi surgelati. Moschella quindi annuncia che per saperlo scriverà alla ditta della famiglia Barretta- Porcelli. Ma questo è un vergognoso ‘gioco delle parti’ perché ambedue, sapendo leggere e scrivere, avrebbero potuto e dovuto accertarlo da tempo!
Infatti, come ripetiamo da alcuni mesi, nel Capitolato Speciale di Appalto allegato al contratto che proprio Moschella ha firmato il 20 giugno 2014 con la Ristorò (allegato), è scritto chiaramente, all’art. 7, paragrafo DIETA, pag. 6, “L’appaltatore si obbliga al pieno rispetto delle qualità previste negli schemi dietetici, di cui agli allegati al presente capitolato speciale di appalto e all’utilizzazione di prodotti freschi, ad esclusione dei prodotti ittici che possono essere surgelati, le cui caratteristiche merceologiche siano tali da caratterizzarli come alimenti di qualità”.
Quindi, solo il prodotti ITTICI possono essere surgelati mentre tutti gli altri devono essere FRESCHI. A questa condizione la Ristorò ha vinto l’appalto e firmato il contratto! Invece, diversi prodotti, tra i quali sicuramente le verdure e il pollo, serviti in mensa, sono surgelati come risulta dalle etichette appiccicate sulle vaschette che gli utenti non possono vedere ma che noi abbiamo più volte fotografato e pubblicato.
Il sindaco e Moschella avrebbero potuto semplicemente alzare il culo, andare al centro cottura, oppure presso le scuole all’ora del pasto e rendersi conto. Invece hanno fatto finta di non capire neppure quando lo abbiamo scritto varie volte e ripetuto pure nell’ultimo consiglio comunale.
Al “primo cittadino” e al colonnello comandante della Polizia Municipale abbiamo però più volte spiegato che ci sono anche altre violazioni contrattuali ancora più gravi. Ad esempio i tempi di cottura, confezionamento e consegna che incidono sulla qualità del pasto. Anche in questo caso siamo costretti a ricordare agli smemorati Moschella e Pepe, che l’art. 10 del Capitolato di Appalto prevede: “Il trasporto dei pasti è a totale carico della ditta aggiudicataria, che deve effettuare la consegna a proprio rischio e spese di qualsiasi natura presso i plessi scolastici, non oltre 20 minuti dal loro CONFEZIONAMENTO”. Poi l’art. 11, precisa: “I pasti dovranno essere consegnati dal lunedì al venerdì nei seguenti orari: scuole materne, dalle ore 11,40 alle ore 12,15; scuole elementari dalle ore 12,00 alle ore 13,00”. Pertanto l’ingegnere Fausto Pepe e il dottore-colonnello Giuseppe Moschella, che sicuramente sanno leggere e contare, di sicuro hanno compreso che il pasto va CONFEZIONATO (cioè cotto e chiuso nelle vaschette) al massimo 40 minuti prima che il bambino lo mangi, cioè alle 12 per le materne e alle 13 per le elementari. Invece le vaschette con i ‘secondi’ sono pronte tra le 9,00 e le 9,30 del mattino, quindi 3-4 ore prima che il bambino mangi. E’ chiaro che arriva freddo!
La Ristorò, per rispettare la norma di contratto, chiara a tutti tranne a Pepe e Moschella, avrebbe dovuto attrezzare due sistemi di cottura e invaschettamento paralleli, cioè preparare i secondi e i primi CONTEMPORANEAMENTE. Ma non lo fa con un indubbio vantaggio economico!
Ancora più gravi le violazioni sulla qualità dei prodotti che pure abbiamo denunciato ma che Pepe e Moschella fanno finta di non capire. Ad esempio, alle mamme che sono andate alla messinscena degli open day la Ristorò ha fatto vedere le confezioni di ‘crocchette di pollo’ prodotti dalla ditta AIA. Sulla confezione era indicato chiaramente che si trattava di Carne di filetto-petto di Pollo al 100% ma i “bocconcini di pollo” serviti ai bambini delle scuole materne ed elementari lunedì scorso, NON SONO QUELLI PRODOTTI da AIA!
La dieta predisposta dalla dott.ssa Ersilia Palombi della ASL prevedeva per quel giorno, 100 grammi di PETTO di POLLO IMPANATO. Secondo il Capitolato, anche il pollo deve essere fresco, ed invece la famiglia Barretta-Porcelli quel giorno ha servito ai bambini “bocconcini di pollo” surgelati, composti per il “39% di carne di petto di pollo” e per il resto “CARNE DI POLLO SEPARATA MECCANICAMENTE”. Così è scritto sull’etichetta della stessa Ristorò che abbiamo già pubblicato! Lo hanno letto anche il sindaco Fausto Pepe, il colonnello-comandante-dirigente Giuseppe Moschella e la nutrizionista della ASL, Ersilia Palombi che però fanno finta di niente.
La carne di pollo separata meccanicamente, come sanno tutti quelli che hanno appena appena provato a capire, è la ‘SPREMITURA DELLE CARCASSE DI POLLO” cioè quella schifosa poltiglia rosa che si ricava schiacciando la pelle, le cartilagini, il grasso e le ossa dei polli.
Questa porcheria hanno dato da mangiare ai bambini di questa civilissima e bellissima città, figli in gran parte di genitori ignavi che per ‘quieto vivere’ sopportano anche le pazzielle di Pepe, Moschella e Palombi.
Gli altri ‘artifici e raggiri’ utilizzati dalla Ristorò per garantirsi il massimo del profitto tra la disattenzione degli addetti ai controlli, li spiegheremo nel corso della conferenza stampa di mercoledì prossimo, 25 marzo, ore 15,30 a Palazzo Mosti.

Per Altrabenevento- Gabriele Corona

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