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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Housing Sociale Capodimonte e utilizzo fondi Riqualificazione Periferie- Conferenza stampa della coalizione ARCO</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 07:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Giù-le-Mani-Terminal-Bus]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

*************

<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

*************************

<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

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<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

*************************

<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

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		</item>
		<item>
		<title>Contro il malaffare per migliorare la qualità della città, Altrabenevento cerca la collaborazione dei cittadini per otto gruppi di lavoro.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 15:54:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[altrabenevento]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="237" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="immagine-altrabenevento-facebook-640" title="immagine-altrabenevento-facebook-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13127" title="immagine-altrabenevento-facebook-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></a>Comunicato stampa del 2 marzo 2021

<strong>L'associazione Altrabenevento cerca la collaborazione dei cittadini per otto gruppi di lavoro sui seguenti temi:</strong>

• Qualità dell'acqua, falde, fiumi, depuratori;

• Qualità dell'aria, verde pubblico e piano della mobilità;

• Piazza Duomo, progetti PICS, centro storico, mercato commestibili, commercio e turismo;

• Riqualificazione delle periferie, espropri milionari, urbanizzazioni non acquisite;

• Sicurezza delle scuole: perizie, progetti, lavori;

• I dirigenti del Comune di Benevento, la macrostruttura organizzativa e le assunzioni;

• Dissesto, contenzioso con le società di riscossione, tasse sbagliate e mancati incassi;

• Gli affari con il Covid19.

Si tratta di questioni che Altrabenevento ha già trattato con diversi dossier e denunce pubbliche ma c'è bisogno di ulteriori collaborazioni da parte dei cittadini che vogliono contrastare la corruzione e il malaffare per migliorare la qualità della città.

<strong>Gli interessati possono inviare una email ad altrabenevento@gmail.org, oppure inviare un messaggio alla pagina facebook di Altrabenevento o telefonare la n. 3930384804.</strong>

Gli incontri cominceranno dalla prossima settimana presso la sede di via Girolamo Vitelli, n. 90- 1° piano (angolo via Nazzareno Cosentino- rione Libertà).

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="237" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="immagine-altrabenevento-facebook-640" title="immagine-altrabenevento-facebook-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13127" title="immagine-altrabenevento-facebook-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Immagine-Altrabenevento-facebook-640-300x111.jpg" alt="" width="300" height="111" /></a>Comunicato stampa del 2 marzo 2021

<strong>L'associazione Altrabenevento cerca la collaborazione dei cittadini per otto gruppi di lavoro sui seguenti temi:</strong>

• Qualità dell'acqua, falde, fiumi, depuratori;

• Qualità dell'aria, verde pubblico e piano della mobilità;

• Piazza Duomo, progetti PICS, centro storico, mercato commestibili, commercio e turismo;

• Riqualificazione delle periferie, espropri milionari, urbanizzazioni non acquisite;

• Sicurezza delle scuole: perizie, progetti, lavori;

• I dirigenti del Comune di Benevento, la macrostruttura organizzativa e le assunzioni;

• Dissesto, contenzioso con le società di riscossione, tasse sbagliate e mancati incassi;

• Gli affari con il Covid19.

Si tratta di questioni che Altrabenevento ha già trattato con diversi dossier e denunce pubbliche ma c'è bisogno di ulteriori collaborazioni da parte dei cittadini che vogliono contrastare la corruzione e il malaffare per migliorare la qualità della città.

<strong>Gli interessati possono inviare una email ad altrabenevento@gmail.org, oppure inviare un messaggio alla pagina facebook di Altrabenevento o telefonare la n. 3930384804.</strong>

Gli incontri cominceranno dalla prossima settimana presso la sede di via Girolamo Vitelli, n. 90- 1° piano (angolo via Nazzareno Cosentino- rione Libertà).

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

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		</item>
		<item>
		<title>Dossier: &#8220;Fondi per la riqualificazione delle periferie, sette milioni di euro ad una società casertana per un palazzo sul Terminal Bus&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=12166</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=12166#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 17:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="426" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="terminal-2-copia-650" title="terminal-2-copia-650" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12167" title="terminal-2-copia-650" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />

<strong>"Sette milioni di euro dei fondi per la riqualificazione delle periferie, concessi ad una società casertana per un palazzo di cinque piani sul Terminal Bus. Progetti con clamorosi errori"</strong>

Venerdì 7 febbraio 2020- ore 16 - Salone del Consorzio "Sale della terra"- Via San Pasquale, 49-51- Benevento

Intervengono:
- Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione al Comune di Benevento.
- Salvatore Zotti, ingegnere, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Benevento
- Pasquale Basile, fondatore di "Civico 22"
- Sandra Sandrucci e Gabriele Corona di Altrabenevento

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (governo Renzi) con il Bando Pubblicato il 25 maggio 2016 <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-2-DPCM_20160525_testo.pdf">llegato-1-dpcm_2016-05-25)</a></strong> invitava le città metropolitane e i comuni capoluogo di provincia a presentare progetti per la "riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" precisando che "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi. Gli interventi si devono attuare senza ulteriore consumo di suolo"

Con la Determina n. 452 del 28/7/2016 il Comune di Benevento approvò il Bando per le "manifestazioni di interesse" <strong>(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/DETERMINA-DIRIGENZIALE-luglio-2016.pdf">Allegato 2- Bando Comune Benevento</a>)</strong> per eventuali progetti da parte di privati senza però indicare le aree sulle quali prevedere gli interventi di Project Financing.

Con la Delibera n. 121 del 29 agosto 2016 la Giunta Comunale approvò il progetto denominato “La Città di tutti, la Città per tutti” composto da 17 interventi per il costo totale di €.26.582.202,25 con la partecipazione finanziaria di € 8.582.202,25 da parte di privati <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-4-PDF-SCHEDA-DEI-SOG-PUBBL-E-PRIV.pdf">llegato-3-finanziamenti-privati)</a></strong> che ha comportato una "premialità" per la valutazione del progetto (ai sensi dell'art. 7 del bando della PdCM la compartecipazione dei privati oltre il 25% del totale, avrebbe consentito di aggiungere da uno a 25 punti).

Il progetto presentato dal Comune di Benevento risultò ultimo con 25 punti su 100 per qualità del progetto, tempestività, coerenza e partecipazione finanziaria dei privati. <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-5-DPCM_20161206-graduatoria-progetti-periferie.pdf">(Allegato-4- graduatoria-nazionale- progetti-periferie)</a></strong>

Tra i 17 progetti che compongono il Programma degli interventi, quello che fa sicuramente più discutere riguarda la "riqualificazione" di piazza Risorgimento e la costruzione di un palazzo di 5 piani sull'area dell'attuale Terminal Bus di via Pertini, presentato dalla società Lumode srl di Gricignano di Aversa, ai sensi della lettera b, comma 3, dell'art. 4 del Bando ministeriale.: "progetti di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico". Prevede un costo di €.9.404.600,00 ( € 7.000.794 di finanziamenti pubblici e 2.403.815,76 di compartecipazione Lumode) <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Riqualificazione-Risorgimento-Terminal.pdf">(Allegato 5- Progetto Lumode riqualificazione-risorgimento-terminal)</a></strong>

Piazza Risorgimento e il terminal non sono aree periferiche e neppure aree con edifici da riqualificare.

[caption id="attachment_12175" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12175" title="2-piano-ricostruzione-stralcio-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piano Ricostruzione[/caption]

[caption id="attachment_12180" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12180" title="10-anni-60" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piazza Risorgimento da via Perasso[/caption]

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12174" title="Piazza con monumento " src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12176" title="4" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto, non firmato, richiama i piani urbanistici di Piccinato per piazza Risorgimento ma prevede la realizzazione di un porticato che impedirebbe la corretta percezione degli edifici esistenti.<strong> (Allegati 6-7-8-9) </strong>

Sull'area dell'ex Collegio la Salle, oggi Terminal Bus, che Piccinato prevedeva come inedificabile, la Lumode srl vorrebbe costruire un palazzo di 5 piani, due destinati a parcheggio e tre piani per commercio, servizi e residenze.

La Lumode srl, compartecipa con soli 2 milioni di euro, oltre IVA, sul totale di circa 9 milioni e mezzo, ma vuole gestire l'edificio per 30 anni al fine di ricavare, attraverso i fitti e i parcheggi, il capitale investito. Risultano, però, ridicoli soprattutto i prezzi di affitto per i locali commerciali (€ 5 a metro quadrato) e la ridotta utilizzazione dei parcheggi (40% del totale).
Valutando i prezzi di mercato attuali e calcolando la utilizzazione dei posti auto per almeno l'80% e le quote di superfici da cedere subito al Comune per "standard urbanistici", la LUMODE dovrebbe almeno triplicare la sua compartecipazione finanziaria.

Esistono inoltre, due problemi tecnici che non consentono la realizzazione di quell'edificio: la discarica di materiali da demolizioni e la sottostante galleria ferroviaria. <strong>(Allegato 10-11-12) </strong>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12177" title="terminal-attuale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12178" title="13" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12179" title="galleria-sotto-terminal" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I piani urbanistici e della mobilità del Comune di Benevento non hanno mai previsto lo spostamento del terminal bus. Ogni mattina dalle ore 7,30 alle 8,00 arrivano 70 pullman extraurbani con 3.500 pendolari. Di essi, almeno 2.500 vanno nella parte alta della città. Il trasferimento del terminal vicino alla stazione ferroviaria comporta la necessità del trasporto in mezz'ora di 2.500 persone con 25 autobus urbani con costi a carico del Comune di Benevento.

Tra gli interventi previsti dal Programma Periferie di Benevento ve ne sono due della società Geses srl, una piccola società con socio unico, capitale sociale di 40.000 euro pignorato, che però si è impegnata a realizzare con fondi propri, senza finanziamenti pubblici, una piscina coperta e un Ostello della gioventù per un totale di circa 6 milioni di euro.

Senza quei "finanziamenti privati" il programma di interventi del Comune di Benevento non avrebbe avuto neppure il punteggio minimo per essere ammesso a finaziamento.

Altrabenevento invierà questo dossier alla Procura della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere che sia rivista la valutazione dei progetti del Comune di Benevento, sia cancellato totalmente quello relativo alla costruzione del palazzo sul terminal bus di via Pertini e sia consentita la utilizzazione dei 18 milioni di euro dello Stato per interventi di vera riqualificazione delle periferie.

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="426" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="terminal-2-copia-650" title="terminal-2-copia-650" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12167" title="terminal-2-copia-650" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-2-Copia-650-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" />

<strong>"Sette milioni di euro dei fondi per la riqualificazione delle periferie, concessi ad una società casertana per un palazzo di cinque piani sul Terminal Bus. Progetti con clamorosi errori"</strong>

Venerdì 7 febbraio 2020- ore 16 - Salone del Consorzio "Sale della terra"- Via San Pasquale, 49-51- Benevento

Intervengono:
- Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione al Comune di Benevento.
- Salvatore Zotti, ingegnere, ex dirigente del settore Urbanistica del Comune di Benevento
- Pasquale Basile, fondatore di "Civico 22"
- Sandra Sandrucci e Gabriele Corona di Altrabenevento

La Presidenza del Consiglio dei Ministri (governo Renzi) con il Bando Pubblicato il 25 maggio 2016 <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-2-DPCM_20160525_testo.pdf">llegato-1-dpcm_2016-05-25)</a></strong> invitava le città metropolitane e i comuni capoluogo di provincia a presentare progetti per la "riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" precisando che "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi. Gli interventi si devono attuare senza ulteriore consumo di suolo"

Con la Determina n. 452 del 28/7/2016 il Comune di Benevento approvò il Bando per le "manifestazioni di interesse" <strong>(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/DETERMINA-DIRIGENZIALE-luglio-2016.pdf">Allegato 2- Bando Comune Benevento</a>)</strong> per eventuali progetti da parte di privati senza però indicare le aree sulle quali prevedere gli interventi di Project Financing.

Con la Delibera n. 121 del 29 agosto 2016 la Giunta Comunale approvò il progetto denominato “La Città di tutti, la Città per tutti” composto da 17 interventi per il costo totale di €.26.582.202,25 con la partecipazione finanziaria di € 8.582.202,25 da parte di privati <strong>(A<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-4-PDF-SCHEDA-DEI-SOG-PUBBL-E-PRIV.pdf">llegato-3-finanziamenti-privati)</a></strong> che ha comportato una "premialità" per la valutazione del progetto (ai sensi dell'art. 7 del bando della PdCM la compartecipazione dei privati oltre il 25% del totale, avrebbe consentito di aggiungere da uno a 25 punti).

Il progetto presentato dal Comune di Benevento risultò ultimo con 25 punti su 100 per qualità del progetto, tempestività, coerenza e partecipazione finanziaria dei privati. <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/allegato-5-DPCM_20161206-graduatoria-progetti-periferie.pdf">(Allegato-4- graduatoria-nazionale- progetti-periferie)</a></strong>

Tra i 17 progetti che compongono il Programma degli interventi, quello che fa sicuramente più discutere riguarda la "riqualificazione" di piazza Risorgimento e la costruzione di un palazzo di 5 piani sull'area dell'attuale Terminal Bus di via Pertini, presentato dalla società Lumode srl di Gricignano di Aversa, ai sensi della lettera b, comma 3, dell'art. 4 del Bando ministeriale.: "progetti di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti, per finalità di interesse pubblico". Prevede un costo di €.9.404.600,00 ( € 7.000.794 di finanziamenti pubblici e 2.403.815,76 di compartecipazione Lumode) <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Riqualificazione-Risorgimento-Terminal.pdf">(Allegato 5- Progetto Lumode riqualificazione-risorgimento-terminal)</a></strong>

Piazza Risorgimento e il terminal non sono aree periferiche e neppure aree con edifici da riqualificare.

[caption id="attachment_12175" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12175" title="2-piano-ricostruzione-stralcio-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2-Piano-ricostruzione-Stralcio-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piano Ricostruzione[/caption]

[caption id="attachment_12180" align="alignleft" width="150"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-12180" title="10-anni-60" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/10-Anni-60-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Piazza Risorgimento da via Perasso[/caption]

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12174" title="Piazza con monumento " src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/8-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12176" title="4" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il progetto, non firmato, richiama i piani urbanistici di Piccinato per piazza Risorgimento ma prevede la realizzazione di un porticato che impedirebbe la corretta percezione degli edifici esistenti.<strong> (Allegati 6-7-8-9) </strong>

Sull'area dell'ex Collegio la Salle, oggi Terminal Bus, che Piccinato prevedeva come inedificabile, la Lumode srl vorrebbe costruire un palazzo di 5 piani, due destinati a parcheggio e tre piani per commercio, servizi e residenze.

La Lumode srl, compartecipa con soli 2 milioni di euro, oltre IVA, sul totale di circa 9 milioni e mezzo, ma vuole gestire l'edificio per 30 anni al fine di ricavare, attraverso i fitti e i parcheggi, il capitale investito. Risultano, però, ridicoli soprattutto i prezzi di affitto per i locali commerciali (€ 5 a metro quadrato) e la ridotta utilizzazione dei parcheggi (40% del totale).
Valutando i prezzi di mercato attuali e calcolando la utilizzazione dei posti auto per almeno l'80% e le quote di superfici da cedere subito al Comune per "standard urbanistici", la LUMODE dovrebbe almeno triplicare la sua compartecipazione finanziaria.

Esistono inoltre, due problemi tecnici che non consentono la realizzazione di quell'edificio: la discarica di materiali da demolizioni e la sottostante galleria ferroviaria. <strong>(Allegato 10-11-12) </strong>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12177" title="terminal-attuale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Terminal-attuale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12178" title="13" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12179" title="galleria-sotto-terminal" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Galleria-sotto-terminal-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I piani urbanistici e della mobilità del Comune di Benevento non hanno mai previsto lo spostamento del terminal bus. Ogni mattina dalle ore 7,30 alle 8,00 arrivano 70 pullman extraurbani con 3.500 pendolari. Di essi, almeno 2.500 vanno nella parte alta della città. Il trasferimento del terminal vicino alla stazione ferroviaria comporta la necessità del trasporto in mezz'ora di 2.500 persone con 25 autobus urbani con costi a carico del Comune di Benevento.

Tra gli interventi previsti dal Programma Periferie di Benevento ve ne sono due della società Geses srl, una piccola società con socio unico, capitale sociale di 40.000 euro pignorato, che però si è impegnata a realizzare con fondi propri, senza finanziamenti pubblici, una piscina coperta e un Ostello della gioventù per un totale di circa 6 milioni di euro.

Senza quei "finanziamenti privati" il programma di interventi del Comune di Benevento non avrebbe avuto neppure il punteggio minimo per essere ammesso a finaziamento.

Altrabenevento invierà questo dossier alla Procura della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere che sia rivista la valutazione dei progetti del Comune di Benevento, sia cancellato totalmente quello relativo alla costruzione del palazzo sul terminal bus di via Pertini e sia consentita la utilizzazione dei 18 milioni di euro dello Stato per interventi di vera riqualificazione delle periferie.

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		<item>
		<title>Dossier  &#8220;La scandalosa riscossione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11859</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11859#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2018 15:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Scandalo SOGET]]></category>
		<category><![CDATA[Riscossione Tributi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pignoramento-soget-rid" title="pignoramento-soget-rid" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11878" title="pignoramento-soget-rid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dossier: "La scand</strong><strong>alosa </strong><strong> riscos</strong><strong>sione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti"</strong>

giovedì 29 marzo alle ore 15,30 al BAR 14/B del viale degli Atlantici

(perché il presidente del Consiglio Comunale, Luigi De Minico non ha concesso la sala di Palazzo Mosti)

<strong>La riscossione dei tributi affidata a società private</strong>

Il servizio di riscossione dei Tributi affidato dal Comune di Benevento a società private dal 2011 ad oggi ha procurato un ammanco di circa 2 milioni di euro per mancati versamenti nelle casse dell'Ente. Infatti, i privati sono autorizzati ad incassare direttamente ICP/PA ( Imposta Comunale Pubblicità/ Pubbliche Affissioni) e poi ad effettuare la riscossione coattiva di ICI/IMU, TARI, TOSAP, Oneri Concessori, Verbali Codice della Strada, ecc. non pagati dai contribuenti alle scadenze previste dagli avvisi emessi dall'Ente.

Le società private incassano tutti i diritti per ICP/PA e versano al Comune un Minino Garantito (più una piccola percentuale se le entrate superano le previsioni); per le altre tasse, i privati trattengono il proprio aggio e versano (o dovrebbero versare) all'Ente la restante parte degli incassi realizzati anche attraverso pignoramenti.

<strong>L'affidamento alla SOGET</strong>

Dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato le società DIGEP e GOSAF, il servizio di riscossione dei tributi del Comune di Benevento è stato affidato da novembre 2015 alla SOGET, una s.p.a. con sede legale a Pescara e sede operativa a Benevento, piazza Guerrazzi, Palazzo De Caro. Il Contratto non è pubblicato sul sito del Comune di Benevento e neppure sono pubblicati gli allegati alle Determine di affidamento e pertanto, nonostante tutti i proclami sulla trasparenza, non è possibile sapere esattamente ed ufficialmente qual è l'ammontare dei tributi che la SOGET dovrebbe incassare e quali sono le condizioni e i patti tra l'Ente e la società. (<strong>Doc. 1  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/detemina-indizione-gara-5-6-2015.pdf">detemina-indizione-gara-5-6-2015</a>, e doc. 2  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Deermina-aggiudicazione-Soget.pdf">determina-aggiudicazione-soget</a></strong>)

Sappiamo però, per certo, che l'incarico doveva durare poco meno di sei mesi (da metà novembre 2015 al 30 aprile del 2016) anche se una postilla prevedeva la proroga fino alla nomina di un nuovo gestore a seguito di gara di appalto bandita agli inizi del 2016 e non ancora conclusa per stranissimi ritardi.

Di conseguenza la SOGET incaricata in via di urgenza e per sei mesi, senza gara di appalto (solo con lettera di invito a due ditte) perché l'importo non superava la soglia europea, da due anni e mezzo incassa direttamente diversi milioni di ICP/PA (anche quelli per l'uso di tabelloni abusivi) e in cambio dovrebbe versare al Comune 350.000 euro di minimo garantito all'anno. Inoltre incassa con la riscossione coattiva, ICI/IMU, TARI, TOSAP, Verbali al Codice della Strada, ecc. (per un totale presunto di altri 8 milioni di euro), che deve riversare al Comune dopo aver trattenuto il suo aggio del 10,13%. Con quali garanzie per l'Ente?

<strong>La Cauzione irrisoria</strong>

Innanzitutto il Comune di Benevento si dovrebbe garantire con la Cauzione, cioè la Polizza Fideiussoria che però copre solo il massimale di € 20.998,50, cioè il 12,80% di € 164.050 indicati nel Contratto <strong>(doc. 3  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Contratto-SOGET.pdf">contratto-soget</a>)</strong> pari a circa la metà dei 350.000 euro all'anno per il Minimo Garantito per ICP/TA. Insomma, la SOGET incassa dagli utenti circa 10 milioni di euro ma garantisce solo 21.000 euro (lo 0,2 %). E' vero che l'art. 123 del Codice degli appalti D. Legl. 163/2006 prevede Cauzioni pari al 10% del valore dell'affidamento che però, in questo caso, non può essere la metà del Minimo Garantito. Deve essere il totale dei soldi incassati dagli utenti. (<strong>Vedi anche la Delibera 92/2012 dell'ANAC</strong> link  <strong>https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5240 )  </strong>

<strong></strong><strong>Versamenti tardivi, riscossioni su C/C sconosciuti all'Ente, strane notifiche.</strong>

L'amministrazione comunale non chiarisce se la SOGET ha presentato i rendiconti, ma sappiamo per certo che ha versato in ritardo le rate del Minimo Garantito ICP/PA del 2017 e solo a seguito di sollecito/diffida da parte del settore Finanze che si è accorto del fatto dopo circa una anno.

Sul sito del Comune di Benevento è ancora pubblicato un avviso ai contribuenti (http://www.comune.benevento.it/bn2_allegati/documentivari/UffImpPubbl.php) (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Avviso-conti-correnti-soget.pdf">avviso-conti-correnti-soget</a></strong>)  con il quale si comunica che la SOGET è autorizzata a riscuotere per conto dell'Ente ma i versamenti vanno effettati sui C/C n. 1029616396 e n.  24777633 intestati a SOGET SPA, (ai quali il Comune può accedere per controllare il reale ammontare dei versamenti effettuati dai contribuenti beneventani). La società però, in diversi casi ha chiesto il pagamento sul C/C n. 291740 aperto presso un ufficio postale di Taranto. L'amministrazione comunale ha chiesto recentemente alla società incaricata, spiegazioni in proposito ma al momento non si conosce l'esito di questo riscontro. Segnaliamo però all'amministrazione che la SOGET a seguito di diversi pignoramenti, ha chiesto i pagamenti su un conto corrente del Banco Di Napoli, sede di Taranto, diverso dal conto corrente della Banca dell'Etruria indicato nel contratto.

Agli inizi di febbraio sono stati pubblicati all'albo pretorio online del Comune di Benevento, sette comunicazioni con le quali la Soget dalla sua sede di Taranto annuncia di aver depositato presso la nostra "casa comunale" in un solo giorno, il 6 febbraio, 178 notifiche per contribuenti morosi e irreperibili "attesa l'assenza nel territorio del comune, di una loro abitazione, ufficio o azienda". Negli elenchi pubblicati solo per alcuni giorni all'albo online del Comune, compaiono però, anche un notissimo Hotel cittadino, una Banca, un accorsato negozio di abbigliamento, una dolciaria ed altre attività commerciali note. Possibile mai che i qualificatissimi notificatori della SOGET non hanno trovato la sede di queste aziende che invece tutti conoscono?

<strong>Gli atti SOGET per anni precedenti al dissesto non autorizzati dall'apposita Commissione</strong>

Il Codacos e l'ACU hanno chiesto gli annullamenti degli atti emessi dalla SOGET per tributi relativi agli anni precedenti al dissesto che non risultano autorizzati dalla Commissione di Liquidazione (<strong>vedi doc. 5 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Codacons-istanza-annullamento-atti-SOGET.pdf">Codacons-istanza-annullamento-atti-soget</a>   e 6  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ACU-istanza-annullamento-atti-SOGET1.pdf">ACU-istanza-annullamento-atti-soget</a>)</strong>

<strong>I requisiti della SOGET</strong>

A seguito della pubblicazione sulla stampa di una nota ANAC di settembre 2016 (<strong>Doc. 7 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ANAC-provvedimento-vigilanza-Soget-e-Cerin-1.pdf">anac-provvedimento-vigilanza-soget-e-cerin-</a></strong>) sono emerse le violazioni o i gravi errori commessi da SOGET nella gestione dei contratti (Comune di ORIA) di riscossione dei tributi al punto da determinare la perdita dei requisiti da parte di detta società. L'art. 38 del D.Lgl. 163/2006 prevede che le stazioni appaltanti devono valutare autonomamente la gravità dei fatti, "accertati con qualunque mezzo di prova". Nella seduta del consiglio comunale del 21 marzo, l'assessore alle Finanze, Serluca, rispondendo ad una interrogazione, ha comunicato che la SOGET è ancora regolarmente iscritta all'Albo dei gestori di tributi e che altri accertamenti sui requisiti sono in corso. La iscrizione all'albo, però, non esclude l'obbligo della Stazione Appaltante di effettuare la valutazione che, secondo Selurca, ad oggi, non è stata ancora effettuata, dopo due anni e mezzo di riscossioni da parte di SOGET.

In realtà a maggio 2016 il dirigente del Settore Finanze, dichiarò <strong>(doc. 8 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verifica-requisiti-SOGET-maggio-2016.pdf">verifica-requisiti-soget-maggio-2016</a>)</strong> che la valutazione era stata fatta e che le violazioni commesse dalla SOGET in altri comuni non apparivano gravi perché erano stati dichiarati in sede di gara e soprattutto perché il precedente rapporto contrattuale con il Comune di Oria era terminato con risoluzione consensuale. Questa motivazione è però inaccettabile perché, come ha stabilito il <strong>TAR PUGLIA con la sentenza n. 2057/2011</strong> confermata dal <strong>Consiglio di Stato sentenza 3078/2012</strong>, la rescissione consensuale non poteva negare la gravità dei fatti accaduti a ORIA.

Recentemente alla SOGET sono state contestate altre violazioni in altri comuni (Vedi anche i rinvii a giudizio a Salerno e Pescara) e di tanto l'amministrazione Comunale deve tener conto per la valutazione sul possesso dei requisiti da parte della SOGET, considerando anche i problemi riscontrati a Benevento (rendicontazioni, utilizzo di C/C non autorizzati, notifiche strane, emissione di atti non autorizzati dalla Commissione di Liquidazione a seguito di dissesto)

<strong>Questo è il Dossier che avremmo voluto presentare in anteprima alla Commissione Consiliare alle Finanze ma i consiglieri di maggioranza  non hanno voluto vedere e sapere.</strong>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pignoramento-soget-rid" title="pignoramento-soget-rid" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11878" title="pignoramento-soget-rid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pignoramento-soget-rid1-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" /></a>Dossier: "La scand</strong><strong>alosa </strong><strong> riscos</strong><strong>sione dei tributi affidata alla SOGET e gli struzzi di palazzo Mosti"</strong>

giovedì 29 marzo alle ore 15,30 al BAR 14/B del viale degli Atlantici

(perché il presidente del Consiglio Comunale, Luigi De Minico non ha concesso la sala di Palazzo Mosti)

<strong>La riscossione dei tributi affidata a società private</strong>

Il servizio di riscossione dei Tributi affidato dal Comune di Benevento a società private dal 2011 ad oggi ha procurato un ammanco di circa 2 milioni di euro per mancati versamenti nelle casse dell'Ente. Infatti, i privati sono autorizzati ad incassare direttamente ICP/PA ( Imposta Comunale Pubblicità/ Pubbliche Affissioni) e poi ad effettuare la riscossione coattiva di ICI/IMU, TARI, TOSAP, Oneri Concessori, Verbali Codice della Strada, ecc. non pagati dai contribuenti alle scadenze previste dagli avvisi emessi dall'Ente.

Le società private incassano tutti i diritti per ICP/PA e versano al Comune un Minino Garantito (più una piccola percentuale se le entrate superano le previsioni); per le altre tasse, i privati trattengono il proprio aggio e versano (o dovrebbero versare) all'Ente la restante parte degli incassi realizzati anche attraverso pignoramenti.

<strong>L'affidamento alla SOGET</strong>

Dopo le vicende giudiziarie che hanno interessato le società DIGEP e GOSAF, il servizio di riscossione dei tributi del Comune di Benevento è stato affidato da novembre 2015 alla SOGET, una s.p.a. con sede legale a Pescara e sede operativa a Benevento, piazza Guerrazzi, Palazzo De Caro. Il Contratto non è pubblicato sul sito del Comune di Benevento e neppure sono pubblicati gli allegati alle Determine di affidamento e pertanto, nonostante tutti i proclami sulla trasparenza, non è possibile sapere esattamente ed ufficialmente qual è l'ammontare dei tributi che la SOGET dovrebbe incassare e quali sono le condizioni e i patti tra l'Ente e la società. (<strong>Doc. 1  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/detemina-indizione-gara-5-6-2015.pdf">detemina-indizione-gara-5-6-2015</a>, e doc. 2  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Deermina-aggiudicazione-Soget.pdf">determina-aggiudicazione-soget</a></strong>)

Sappiamo però, per certo, che l'incarico doveva durare poco meno di sei mesi (da metà novembre 2015 al 30 aprile del 2016) anche se una postilla prevedeva la proroga fino alla nomina di un nuovo gestore a seguito di gara di appalto bandita agli inizi del 2016 e non ancora conclusa per stranissimi ritardi.

Di conseguenza la SOGET incaricata in via di urgenza e per sei mesi, senza gara di appalto (solo con lettera di invito a due ditte) perché l'importo non superava la soglia europea, da due anni e mezzo incassa direttamente diversi milioni di ICP/PA (anche quelli per l'uso di tabelloni abusivi) e in cambio dovrebbe versare al Comune 350.000 euro di minimo garantito all'anno. Inoltre incassa con la riscossione coattiva, ICI/IMU, TARI, TOSAP, Verbali al Codice della Strada, ecc. (per un totale presunto di altri 8 milioni di euro), che deve riversare al Comune dopo aver trattenuto il suo aggio del 10,13%. Con quali garanzie per l'Ente?

<strong>La Cauzione irrisoria</strong>

Innanzitutto il Comune di Benevento si dovrebbe garantire con la Cauzione, cioè la Polizza Fideiussoria che però copre solo il massimale di € 20.998,50, cioè il 12,80% di € 164.050 indicati nel Contratto <strong>(doc. 3  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Contratto-SOGET.pdf">contratto-soget</a>)</strong> pari a circa la metà dei 350.000 euro all'anno per il Minimo Garantito per ICP/TA. Insomma, la SOGET incassa dagli utenti circa 10 milioni di euro ma garantisce solo 21.000 euro (lo 0,2 %). E' vero che l'art. 123 del Codice degli appalti D. Legl. 163/2006 prevede Cauzioni pari al 10% del valore dell'affidamento che però, in questo caso, non può essere la metà del Minimo Garantito. Deve essere il totale dei soldi incassati dagli utenti. (<strong>Vedi anche la Delibera 92/2012 dell'ANAC</strong> link  <strong>https://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5240 )  </strong>

<strong></strong><strong>Versamenti tardivi, riscossioni su C/C sconosciuti all'Ente, strane notifiche.</strong>

L'amministrazione comunale non chiarisce se la SOGET ha presentato i rendiconti, ma sappiamo per certo che ha versato in ritardo le rate del Minimo Garantito ICP/PA del 2017 e solo a seguito di sollecito/diffida da parte del settore Finanze che si è accorto del fatto dopo circa una anno.

Sul sito del Comune di Benevento è ancora pubblicato un avviso ai contribuenti (http://www.comune.benevento.it/bn2_allegati/documentivari/UffImpPubbl.php) (<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Avviso-conti-correnti-soget.pdf">avviso-conti-correnti-soget</a></strong>)  con il quale si comunica che la SOGET è autorizzata a riscuotere per conto dell'Ente ma i versamenti vanno effettati sui C/C n. 1029616396 e n.  24777633 intestati a SOGET SPA, (ai quali il Comune può accedere per controllare il reale ammontare dei versamenti effettuati dai contribuenti beneventani). La società però, in diversi casi ha chiesto il pagamento sul C/C n. 291740 aperto presso un ufficio postale di Taranto. L'amministrazione comunale ha chiesto recentemente alla società incaricata, spiegazioni in proposito ma al momento non si conosce l'esito di questo riscontro. Segnaliamo però all'amministrazione che la SOGET a seguito di diversi pignoramenti, ha chiesto i pagamenti su un conto corrente del Banco Di Napoli, sede di Taranto, diverso dal conto corrente della Banca dell'Etruria indicato nel contratto.

Agli inizi di febbraio sono stati pubblicati all'albo pretorio online del Comune di Benevento, sette comunicazioni con le quali la Soget dalla sua sede di Taranto annuncia di aver depositato presso la nostra "casa comunale" in un solo giorno, il 6 febbraio, 178 notifiche per contribuenti morosi e irreperibili "attesa l'assenza nel territorio del comune, di una loro abitazione, ufficio o azienda". Negli elenchi pubblicati solo per alcuni giorni all'albo online del Comune, compaiono però, anche un notissimo Hotel cittadino, una Banca, un accorsato negozio di abbigliamento, una dolciaria ed altre attività commerciali note. Possibile mai che i qualificatissimi notificatori della SOGET non hanno trovato la sede di queste aziende che invece tutti conoscono?

<strong>Gli atti SOGET per anni precedenti al dissesto non autorizzati dall'apposita Commissione</strong>

Il Codacos e l'ACU hanno chiesto gli annullamenti degli atti emessi dalla SOGET per tributi relativi agli anni precedenti al dissesto che non risultano autorizzati dalla Commissione di Liquidazione (<strong>vedi doc. 5 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Codacons-istanza-annullamento-atti-SOGET.pdf">Codacons-istanza-annullamento-atti-soget</a>   e 6  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ACU-istanza-annullamento-atti-SOGET1.pdf">ACU-istanza-annullamento-atti-soget</a>)</strong>

<strong>I requisiti della SOGET</strong>

A seguito della pubblicazione sulla stampa di una nota ANAC di settembre 2016 (<strong>Doc. 7 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ANAC-provvedimento-vigilanza-Soget-e-Cerin-1.pdf">anac-provvedimento-vigilanza-soget-e-cerin-</a></strong>) sono emerse le violazioni o i gravi errori commessi da SOGET nella gestione dei contratti (Comune di ORIA) di riscossione dei tributi al punto da determinare la perdita dei requisiti da parte di detta società. L'art. 38 del D.Lgl. 163/2006 prevede che le stazioni appaltanti devono valutare autonomamente la gravità dei fatti, "accertati con qualunque mezzo di prova". Nella seduta del consiglio comunale del 21 marzo, l'assessore alle Finanze, Serluca, rispondendo ad una interrogazione, ha comunicato che la SOGET è ancora regolarmente iscritta all'Albo dei gestori di tributi e che altri accertamenti sui requisiti sono in corso. La iscrizione all'albo, però, non esclude l'obbligo della Stazione Appaltante di effettuare la valutazione che, secondo Selurca, ad oggi, non è stata ancora effettuata, dopo due anni e mezzo di riscossioni da parte di SOGET.

In realtà a maggio 2016 il dirigente del Settore Finanze, dichiarò <strong>(doc. 8 <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Verifica-requisiti-SOGET-maggio-2016.pdf">verifica-requisiti-soget-maggio-2016</a>)</strong> che la valutazione era stata fatta e che le violazioni commesse dalla SOGET in altri comuni non apparivano gravi perché erano stati dichiarati in sede di gara e soprattutto perché il precedente rapporto contrattuale con il Comune di Oria era terminato con risoluzione consensuale. Questa motivazione è però inaccettabile perché, come ha stabilito il <strong>TAR PUGLIA con la sentenza n. 2057/2011</strong> confermata dal <strong>Consiglio di Stato sentenza 3078/2012</strong>, la rescissione consensuale non poteva negare la gravità dei fatti accaduti a ORIA.

Recentemente alla SOGET sono state contestate altre violazioni in altri comuni (Vedi anche i rinvii a giudizio a Salerno e Pescara) e di tanto l'amministrazione Comunale deve tener conto per la valutazione sul possesso dei requisiti da parte della SOGET, considerando anche i problemi riscontrati a Benevento (rendicontazioni, utilizzo di C/C non autorizzati, notifiche strane, emissione di atti non autorizzati dalla Commissione di Liquidazione a seguito di dissesto)

<strong>Questo è il Dossier che avremmo voluto presentare in anteprima alla Commissione Consiliare alle Finanze ma i consiglieri di maggioranza  non hanno voluto vedere e sapere.</strong>

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		<title>Ai bambini della mensa nuggets pre-fritti con spremitura di carcasse di polli</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 18:23:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
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		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/carne-separata-meccanicamente.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="carne separata meccanicamente" title="carne separata meccanicamente" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10941" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="etichettaBocconcinidiPollo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Lettera aperta alla dott.ssa Ersilia Palombi, Medico Nutrizionista della ASL.</strong>

<strong>"Oggi alla mensa scolastica, i bambini invece dei 100 grammi di petto di pollo, hanno mangiato NUGGETS pre-fritti composti in gran parte da scarti e spremitura di carcasse degli animali. Lei se n'è accorta?"</strong>

Dottoressa, il dirigente del Settore Servizi al Cittadino e Comandante della Polizia Municipale del Comune di Benevento, da diversi mesi ogni qualvolta deve rispondere a osservazioni o critiche sul servizio di mensa scolastica, si limita a rispondere, ma solo a mezzo stampa, che "tutto è a posto" perché così gli avrebbero risposto dalla ASL.

Sappiamo che il dirigente/comandante formula vari quesiti, anche per accertamenti di competenza di uffici comunali, ma non conosciamo le risposte della Azienda Sanitaria. Di certo Lei è uno dei suoi interlocutori, considerato il suo ruolo di Responsabile del Servizio Igiene e Nutrizione, e per questo motivo abbiamo pensato di rivolgerle direttamente alcune domande, a partire dal Menù che la Ristorò dovrebbe rispettare.

Le due Tabelle Pasti Mensili per alunni delle Scuole Materne e delle Scuole Elementari, sulle quali è apposto il timbro del suo ufficio, risalgono all'anno scolastico 2010/2011 ma vengono confermate anche per l'anno scolastico in corso con l'apposizione della Sua firma. I Menù che indicano i pasti per ogni giorno per otto settimane, sono pieni di cancellazioni e "correzioni" al punto da risultare incomprensibili in diverse parti.

Non si potevano rifare? Considerato che gli utenti del servizio, cioè i genitori dei bambini, devono leggere queste tabelle affisse alla meglio nei plessi scolastici, Le costava troppo effettuare al computer le correzioni, usare un carattere più grande per facilitare la lettura e stamparle in formato doppio?

Considerato che nonostante i numerosi inviti il Comune non ha voluto pubblicare tali tabelle sul sito dell'Ente, le abbiamo fotografate e rese leggibili su questo sito nella cartella dossier Ristorò (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Men%C3%B9.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">clicca qui</span></a></span> per leggere il menù). Abbiamo verificato che molte volte il pasto servito dalla Ristorò non coincide con le Sue indicazioni dietetiche e quindi vorremmo sapere quali controlli il suo ufficio ha effettuato.

Ad esempio, oggi, lunedì della 'terza settimana' la Sua tabella prevede per 'secondo', 100 grammi di PETTO DI POLLO con il contorno di 100 grammi di piselli. Il Capitolato di appalto indica chiaramente che solo i prodotti ittici possono essere surgelati e quindi sia il pollo che i piselli dovevano essere "freschi" e non precotti. Invece, dalla lettura dell'etichetta affissa sulla vaschetta di oggi, che Lei certamente avrà già esaminato, risulta che sono stati serviti ai bambini "Bocconcini di pollo impanato con piselli" cioè i famigerati NUGGETS, pre-fritti, molto criticati perché non si sa quali parti del pollo contengano. Sempre l'etichetta che Lei ha davanti, dove non vengono indicate le grammature del pasto, spiega che solo il 39% è costituito da “filetti di pollo" il resto è costituito da vari ingredienti, compresi farine per la pastella, agenti acidificanti e lievitanti, olio vegetale non meglio identificato, ma soprattutto 'carni di pollo separate meccanicamente'.

Allora chiedo, ma è sicura che queste crocchette abbiano lo stesso valore nutrizionale dei 100 grammi di petto di pollo che Lei ha indicato nel menù?

Nel corso della trasmissione "Di martedì" condotta da Giovanni Floris, andata in onda il 23 dicembre scorso sull'emittente La 7 (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.la7.it/dimartedi/video/la-carne-di-pollo-24-12-2014-143998" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">qui il video del servizio</span></a></span>), una sua collega, la nutrizionista Anna Maria Pretaroli ha spiegato che la carne separata meccanicamente è una carne che viene separata dall’animale in due modi diversi. Si parla di bassa pressione se la carne viene soltanto raschiata. Nel caso si utilizzi l’alta pressione si spremono le carcasse. “Una volta eliminate le parti migliori del pollo, cioè il petto, le cosce e le ali, rimane la carcassa, che viene messa in una macchina particolare, che spreme la carcassa, e quindi fuoriesce una poltiglia rosa praticamente composta da ossa, pelle e midollo. Si chiama carne separata meccanicamente, ma della carne non ha più nessuna riconoscibilità” ha spiegato la nutrizionista. Lei invece, che ne pensa?

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/carne-separata-meccanicamente.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="carne separata meccanicamente" title="carne separata meccanicamente" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10941" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="etichettaBocconcinidiPollo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/etichettaBocconcinidiPollo-300x237.jpg" alt="" width="300" height="237" /></a>Lettera aperta alla dott.ssa Ersilia Palombi, Medico Nutrizionista della ASL.</strong>

<strong>"Oggi alla mensa scolastica, i bambini invece dei 100 grammi di petto di pollo, hanno mangiato NUGGETS pre-fritti composti in gran parte da scarti e spremitura di carcasse degli animali. Lei se n'è accorta?"</strong>

Dottoressa, il dirigente del Settore Servizi al Cittadino e Comandante della Polizia Municipale del Comune di Benevento, da diversi mesi ogni qualvolta deve rispondere a osservazioni o critiche sul servizio di mensa scolastica, si limita a rispondere, ma solo a mezzo stampa, che "tutto è a posto" perché così gli avrebbero risposto dalla ASL.

Sappiamo che il dirigente/comandante formula vari quesiti, anche per accertamenti di competenza di uffici comunali, ma non conosciamo le risposte della Azienda Sanitaria. Di certo Lei è uno dei suoi interlocutori, considerato il suo ruolo di Responsabile del Servizio Igiene e Nutrizione, e per questo motivo abbiamo pensato di rivolgerle direttamente alcune domande, a partire dal Menù che la Ristorò dovrebbe rispettare.

Le due Tabelle Pasti Mensili per alunni delle Scuole Materne e delle Scuole Elementari, sulle quali è apposto il timbro del suo ufficio, risalgono all'anno scolastico 2010/2011 ma vengono confermate anche per l'anno scolastico in corso con l'apposizione della Sua firma. I Menù che indicano i pasti per ogni giorno per otto settimane, sono pieni di cancellazioni e "correzioni" al punto da risultare incomprensibili in diverse parti.

Non si potevano rifare? Considerato che gli utenti del servizio, cioè i genitori dei bambini, devono leggere queste tabelle affisse alla meglio nei plessi scolastici, Le costava troppo effettuare al computer le correzioni, usare un carattere più grande per facilitare la lettura e stamparle in formato doppio?

Considerato che nonostante i numerosi inviti il Comune non ha voluto pubblicare tali tabelle sul sito dell'Ente, le abbiamo fotografate e rese leggibili su questo sito nella cartella dossier Ristorò (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Men%C3%B9.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">clicca qui</span></a></span> per leggere il menù). Abbiamo verificato che molte volte il pasto servito dalla Ristorò non coincide con le Sue indicazioni dietetiche e quindi vorremmo sapere quali controlli il suo ufficio ha effettuato.

Ad esempio, oggi, lunedì della 'terza settimana' la Sua tabella prevede per 'secondo', 100 grammi di PETTO DI POLLO con il contorno di 100 grammi di piselli. Il Capitolato di appalto indica chiaramente che solo i prodotti ittici possono essere surgelati e quindi sia il pollo che i piselli dovevano essere "freschi" e non precotti. Invece, dalla lettura dell'etichetta affissa sulla vaschetta di oggi, che Lei certamente avrà già esaminato, risulta che sono stati serviti ai bambini "Bocconcini di pollo impanato con piselli" cioè i famigerati NUGGETS, pre-fritti, molto criticati perché non si sa quali parti del pollo contengano. Sempre l'etichetta che Lei ha davanti, dove non vengono indicate le grammature del pasto, spiega che solo il 39% è costituito da “filetti di pollo" il resto è costituito da vari ingredienti, compresi farine per la pastella, agenti acidificanti e lievitanti, olio vegetale non meglio identificato, ma soprattutto 'carni di pollo separate meccanicamente'.

Allora chiedo, ma è sicura che queste crocchette abbiano lo stesso valore nutrizionale dei 100 grammi di petto di pollo che Lei ha indicato nel menù?

Nel corso della trasmissione "Di martedì" condotta da Giovanni Floris, andata in onda il 23 dicembre scorso sull'emittente La 7 (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a href="http://www.la7.it/dimartedi/video/la-carne-di-pollo-24-12-2014-143998" target="_blank"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">qui il video del servizio</span></a></span>), una sua collega, la nutrizionista Anna Maria Pretaroli ha spiegato che la carne separata meccanicamente è una carne che viene separata dall’animale in due modi diversi. Si parla di bassa pressione se la carne viene soltanto raschiata. Nel caso si utilizzi l’alta pressione si spremono le carcasse. “Una volta eliminate le parti migliori del pollo, cioè il petto, le cosce e le ali, rimane la carcassa, che viene messa in una macchina particolare, che spreme la carcassa, e quindi fuoriesce una poltiglia rosa praticamente composta da ossa, pelle e midollo. Si chiama carne separata meccanicamente, ma della carne non ha più nessuna riconoscibilità” ha spiegato la nutrizionista. Lei invece, che ne pensa?

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		<title>Servito da Altrabenevento il dosser &#8220;Scarpe e ceci&#8221;</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10730#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 19:53:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="960" height="1280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto121.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="foto12" title="foto12" /></p>[caption id="attachment_10738" align="alignleft" width="261"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12.jpg"><img class=" wp-image-10738  " style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12-225x300.jpg" alt="" width="261" height="348" /></a> scolapasta utilizzato dalla Ristorò[/caption]
<p style="text-align: left;" align="center"><strong><em>Dossier sul servizio mensa per le scuole elementari della città</em></strong><strong><em> e i centri di igiene mentale della provincia di Benevento.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">(presentato da Altrabenevento nella sala del Consiglio comunale il 16 dicembre 2014)</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Il 10 maggio 2013 bruciava nella zona industriale di ponte Valentino l’edificio dove si producevano surgelati e che ospitava anche il centro di cottura della mensa comunale per asili e scuole elementari.</p>


[caption id="attachment_10733" align="alignright" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2.jpg"><img class="size-medium wp-image-10733 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Il capannone abbandonato dopo l'incendio del 2013[/caption]

La struttura era stata costruita circa 20 anni fa dalla società “Complesso polivalente Rossana” della signora Rossana Porcelli, maritata Barretta. Il servizio di mensa scolastica era stato affidato dal Comune di Benevento alla società Ristorò, che ha sede legale a Pietradefusi provincia di Avellino, amministratore la signora Mariarosaria Favino, proprietari delle quote societarie i fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta, figli della signora Rossana Porcelli.

Dopo l’incendio il centro di cottura della Ristorò fu  trasferito in un altro capannone, sempre a Ponte Valentino costruito dalla società “Immobiliare dodici stelle”, il cui amministratore era sempre la signora Rossana Porcelli.

Il capannone era già stato utilizzato per diverse produzioni industriali. Nel 2005/2006 risultava essere la sede del Polo Calzaturiero, una truffa a danno di 290 giovani, mai assunti nonostante i soldi pubblici spesi per fitti, macchinari e formazione. (vedi dossier di Altrabenevento)

Nel 2008, il Comune rilasciò il certificato di agibilità per le funzioni dichiarate, vale a dire: Polo Calzaturiero con annessi uffici, spogliatoi, centro di cottura e mensa aziendale. A settembre del 2013 la Ristorò chiese al Comune di Benevento, il Permesso di Costruire per modificare ed adeguare una parte di quei locali in modo da attrezzarli per trasferire lì il centro di cottura della mensa scolastica. Il Permesso di Costruire, n. 2448, è stato rilasciato il 3 dicembre del 2013, ma il servizio mensa era già in funzione, quindi senza autorizzazione, dagli inizi di novembre 2013.

&nbsp;

[caption id="attachment_10734" align="aligncenter" width="614"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale.jpg"><img class=" wp-image-10734" title="cartinatotale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale-1024x660.jpg" alt="" width="614" height="396" /></a> Parte superiore: il capannone con l'agibilità del 2008<br />Parte inferiore: il capannone come viene utilizzato da Ristorò, senza agibilità[/caption]

Il certificato di agibilità non è mai stato chiesto e mai rilasciato, nessuno si è quindi accertato che i lavori e gli impianti fossero a norma. Si precisa che il vecchio certificato di agibilità del 2008 solo per alcuni locali prevedeva centro di cottura e mensa.

[caption id="attachment_10732" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71.jpg"><img class="size-medium wp-image-10732  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto7" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a> ingresso Ristorò[/caption]

Attualmente quel capannone è di proprietà in parte della società Ristorò e in parte della I.P.I Finance Spa sempre dei fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta. Al suo interno, al posto degli uffici e degli spogliatoi del Polo Calzaturiero, c’è uno studio tecnico; nei locali destinati alla produzione delle scarpe, è in allestimento il secondo centro di cottura, non autorizzato; al centro c’è un ristorante confinante con le cucine della mensa scolastica.

La mensa confina con una tettoia aperta sotto la quale avveniva la produzione di fitofarmaci da zolfo. Questo spazio oggi viene utilizzato dalla Ristorò come deposito.

A gennaio del 2014 a seguito di bando pubblico, il servizio di mensa scolastica è stato affidato nuovamente alla Ristorò alle condizioni indicate nel capitolato e nel contratto.

[caption id="" align="alignright" width="300"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56.jpg"><img style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> area già utilizzata per la lavorazione dello zolfo[/caption]

Punti salienti:
<div></div>
- art.5 - <strong>il secondo centro di cottura</strong>, per le emergenze, che la Ristorò non aveva quando ha vinto l’appalto e non ha tuttora.

-art.6 -  <strong>la provenien</strong><strong>za degli alimenti</strong> deve essere tracciabile e documentata, ogni modifica va comunicata al committente che deve approvare il cambiamento prima di consentirne l’impiego. <em>Secondo quanto previsto dalle Linee di </em><em>indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, il gestore del servizio deve essere in grado di documentare la rispondenza ai requisiti richiesti attraverso schede tecniche di prodotto in grado di esplicitare tutte le caratteristiche; conseguentemente solo i prodotti definiti, accettati ed accreditati dal committente in quanto rispondenti ai requisiti, dovranno trovare impiego nel servizio. Ogni modifica relativa ai prodotti indicati dovrà essere preventivamente approvata dal committente che ne verificherà la costanza delle caratteristiche prima di consentirne l’impiego.
</em>La Ditta aggiudicataria deve inoltre prelevare giornalmente almeno 2 pasti completi confezionati e conservarli per 72 ore, in modo tale da consentire eventuali analisi in caso di contestazione della fornitura.

- art.7 – <strong>La preparazione dei pasti </strong>deve avvenire nello stesso giorno in cui vengono distribuiti.

- art.15 – <strong>I controlli, </strong>il Comune, nella qualità di  committente, può effettuare in ogni momento e senza preavviso controlli  presso il centro di produzione pasti. Inoltre può disporre la presenza di propri incaricati presso la struttura con il compito di verificare la corretta applicazione del capitolato. Non è pertanto corretto sostenere la competenza esclusiva dell'ASL per i controlli. È prevista anche l’istituzione di una <strong>Commissione mensa</strong> composta da: un funzionario del Comune, un genitore ed un rappresentante per ogni istituzione scolastica. Tale commissione non è stata mai istituita.

Solo il giorno prima del nostro annunciato dossier la  Asl ha effettuato verifiche al centro di cottura e l’Arpac ha misurato la qualità dell’aria, mentre una ditta incaricata dalla Ristorò sistemava esche per topi all’interno e all’esterno della struttura.

I controlli finora effettuati sono stati decisamente carenti. È significativo che nessuno si sia accorto, prima della nostre denunce, della mancanza del secondo centro di cottura, previsto per contratto, o della mancanza di un certificato di agibilità, che poteva essere facilmente riscontrata se fosse stata esaminata la Scia sanitaria. Inoltre, la Commissione mensa non è stata istituita e il Comune di Benevento non ha mai effettuato un sopralluogo nelle ore notturne, quando normalmente vengono preparati i secondi piatti.

Emblematico il comportamento della Ristorò e del Comune che continuano a negare l’episodio degli insetti nei ceci del 5 di dicembre. Nessuno si decide a dire da dove provenivano i legumi, come erano conservati e come sono arrivati a Ponte Valentino. Non è vero che i legumi non sono stati serviti per un difetto di cottura, la pasta e ceci era cotta ed erano state confezionate già 700 vaschette. Gli insetti erano evidenti e per questo la pasta e ceci è stata sostituita con pasta in brodo preparata con il dado.

[caption id="attachment_10744" align="alignleft" width="263"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10.jpg"><img class=" wp-image-10744 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto10" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10-225x300.jpg" alt="" width="263" height="350" /></a> pentola utilizzata dalla Ristorò[/caption]

Sono diverse “le anomalie” del servizio di mensa scolastica di cui il Comune di Benevento e la Asl non si sono accorti:

la preparazione della <strong>carne</strong> da cucinare comincia uno o due giorni prima della distribuzione- quasi mai si utilizza l’<strong>abbattitore</strong>, indispensabile per evitare la proliferazione di germi e batteri;- i <strong>formaggi</strong> e i <strong>salumi</strong> vengono in genere affettati il giorno prima;

- il <strong>personale</strong> non è dotato del vestiario e dei sistemi di protezione adeguati;

- alla mensa accedono e lavorano persone che non fanno parte del <strong>personale autorizzato;</strong>

- le condizioni igieniche dei <strong>conte</strong><strong>nitori</strong> per il trasporto dei pasti sono inaccettabili

- le <strong>stoviglie (caldaie, pentoloni e scolapasta)</strong>sono vecchie e in condizioni pietose

Particolarmente grave è anche il comportamento della Asl che avrebbe anch’essa dovuto accertarsi delle condizioni della struttura, considerato che non è solo ente di controllo. La Asl, infatti, ha affidato alla Ristorò l’incarico di preparare i pasti, a pranzo e a cena, per gli utenti dei centri di igiene mentale di Bucciano, Morcone, Molinara e Puglianello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="1280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto121.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="foto12" title="foto12" /></p>[caption id="attachment_10738" align="alignleft" width="261"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12.jpg"><img class=" wp-image-10738  " style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto12-225x300.jpg" alt="" width="261" height="348" /></a> scolapasta utilizzato dalla Ristorò[/caption]
<p style="text-align: left;" align="center"><strong><em>Dossier sul servizio mensa per le scuole elementari della città</em></strong><strong><em> e i centri di igiene mentale della provincia di Benevento.</em></strong></p>
<p style="text-align: left;" align="center">(presentato da Altrabenevento nella sala del Consiglio comunale il 16 dicembre 2014)</p>
<p style="text-align: left;" align="center">Il 10 maggio 2013 bruciava nella zona industriale di ponte Valentino l’edificio dove si producevano surgelati e che ospitava anche il centro di cottura della mensa comunale per asili e scuole elementari.</p>


[caption id="attachment_10733" align="alignright" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2.jpg"><img class="size-medium wp-image-10733 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Il capannone abbandonato dopo l'incendio del 2013[/caption]

La struttura era stata costruita circa 20 anni fa dalla società “Complesso polivalente Rossana” della signora Rossana Porcelli, maritata Barretta. Il servizio di mensa scolastica era stato affidato dal Comune di Benevento alla società Ristorò, che ha sede legale a Pietradefusi provincia di Avellino, amministratore la signora Mariarosaria Favino, proprietari delle quote societarie i fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta, figli della signora Rossana Porcelli.

Dopo l’incendio il centro di cottura della Ristorò fu  trasferito in un altro capannone, sempre a Ponte Valentino costruito dalla società “Immobiliare dodici stelle”, il cui amministratore era sempre la signora Rossana Porcelli.

Il capannone era già stato utilizzato per diverse produzioni industriali. Nel 2005/2006 risultava essere la sede del Polo Calzaturiero, una truffa a danno di 290 giovani, mai assunti nonostante i soldi pubblici spesi per fitti, macchinari e formazione. (vedi dossier di Altrabenevento)

Nel 2008, il Comune rilasciò il certificato di agibilità per le funzioni dichiarate, vale a dire: Polo Calzaturiero con annessi uffici, spogliatoi, centro di cottura e mensa aziendale. A settembre del 2013 la Ristorò chiese al Comune di Benevento, il Permesso di Costruire per modificare ed adeguare una parte di quei locali in modo da attrezzarli per trasferire lì il centro di cottura della mensa scolastica. Il Permesso di Costruire, n. 2448, è stato rilasciato il 3 dicembre del 2013, ma il servizio mensa era già in funzione, quindi senza autorizzazione, dagli inizi di novembre 2013.

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[caption id="attachment_10734" align="aligncenter" width="614"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale.jpg"><img class=" wp-image-10734" title="cartinatotale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cartinatotale-1024x660.jpg" alt="" width="614" height="396" /></a> Parte superiore: il capannone con l'agibilità del 2008<br />Parte inferiore: il capannone come viene utilizzato da Ristorò, senza agibilità[/caption]

Il certificato di agibilità non è mai stato chiesto e mai rilasciato, nessuno si è quindi accertato che i lavori e gli impianti fossero a norma. Si precisa che il vecchio certificato di agibilità del 2008 solo per alcuni locali prevedeva centro di cottura e mensa.

[caption id="attachment_10732" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71.jpg"><img class="size-medium wp-image-10732  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto7" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto71-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a> ingresso Ristorò[/caption]

Attualmente quel capannone è di proprietà in parte della società Ristorò e in parte della I.P.I Finance Spa sempre dei fratelli Adiutrice e Gianluigi Barretta. Al suo interno, al posto degli uffici e degli spogliatoi del Polo Calzaturiero, c’è uno studio tecnico; nei locali destinati alla produzione delle scarpe, è in allestimento il secondo centro di cottura, non autorizzato; al centro c’è un ristorante confinante con le cucine della mensa scolastica.

La mensa confina con una tettoia aperta sotto la quale avveniva la produzione di fitofarmaci da zolfo. Questo spazio oggi viene utilizzato dalla Ristorò come deposito.

A gennaio del 2014 a seguito di bando pubblico, il servizio di mensa scolastica è stato affidato nuovamente alla Ristorò alle condizioni indicate nel capitolato e nel contratto.

[caption id="" align="alignright" width="300"]<a style="text-align: center; background-color: #f3f3f3;" href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56.jpg"><img style="border-style: none; margin: 0px 5px; padding: 0px; -webkit-user-drag: none;" title="foto12" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/2014-12-16-09.50.56-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> area già utilizzata per la lavorazione dello zolfo[/caption]

Punti salienti:
<div></div>
- art.5 - <strong>il secondo centro di cottura</strong>, per le emergenze, che la Ristorò non aveva quando ha vinto l’appalto e non ha tuttora.

-art.6 -  <strong>la provenien</strong><strong>za degli alimenti</strong> deve essere tracciabile e documentata, ogni modifica va comunicata al committente che deve approvare il cambiamento prima di consentirne l’impiego. <em>Secondo quanto previsto dalle Linee di </em><em>indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica, il gestore del servizio deve essere in grado di documentare la rispondenza ai requisiti richiesti attraverso schede tecniche di prodotto in grado di esplicitare tutte le caratteristiche; conseguentemente solo i prodotti definiti, accettati ed accreditati dal committente in quanto rispondenti ai requisiti, dovranno trovare impiego nel servizio. Ogni modifica relativa ai prodotti indicati dovrà essere preventivamente approvata dal committente che ne verificherà la costanza delle caratteristiche prima di consentirne l’impiego.
</em>La Ditta aggiudicataria deve inoltre prelevare giornalmente almeno 2 pasti completi confezionati e conservarli per 72 ore, in modo tale da consentire eventuali analisi in caso di contestazione della fornitura.

- art.7 – <strong>La preparazione dei pasti </strong>deve avvenire nello stesso giorno in cui vengono distribuiti.

- art.15 – <strong>I controlli, </strong>il Comune, nella qualità di  committente, può effettuare in ogni momento e senza preavviso controlli  presso il centro di produzione pasti. Inoltre può disporre la presenza di propri incaricati presso la struttura con il compito di verificare la corretta applicazione del capitolato. Non è pertanto corretto sostenere la competenza esclusiva dell'ASL per i controlli. È prevista anche l’istituzione di una <strong>Commissione mensa</strong> composta da: un funzionario del Comune, un genitore ed un rappresentante per ogni istituzione scolastica. Tale commissione non è stata mai istituita.

Solo il giorno prima del nostro annunciato dossier la  Asl ha effettuato verifiche al centro di cottura e l’Arpac ha misurato la qualità dell’aria, mentre una ditta incaricata dalla Ristorò sistemava esche per topi all’interno e all’esterno della struttura.

I controlli finora effettuati sono stati decisamente carenti. È significativo che nessuno si sia accorto, prima della nostre denunce, della mancanza del secondo centro di cottura, previsto per contratto, o della mancanza di un certificato di agibilità, che poteva essere facilmente riscontrata se fosse stata esaminata la Scia sanitaria. Inoltre, la Commissione mensa non è stata istituita e il Comune di Benevento non ha mai effettuato un sopralluogo nelle ore notturne, quando normalmente vengono preparati i secondi piatti.

Emblematico il comportamento della Ristorò e del Comune che continuano a negare l’episodio degli insetti nei ceci del 5 di dicembre. Nessuno si decide a dire da dove provenivano i legumi, come erano conservati e come sono arrivati a Ponte Valentino. Non è vero che i legumi non sono stati serviti per un difetto di cottura, la pasta e ceci era cotta ed erano state confezionate già 700 vaschette. Gli insetti erano evidenti e per questo la pasta e ceci è stata sostituita con pasta in brodo preparata con il dado.

[caption id="attachment_10744" align="alignleft" width="263"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10.jpg"><img class=" wp-image-10744 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="foto10" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/foto10-225x300.jpg" alt="" width="263" height="350" /></a> pentola utilizzata dalla Ristorò[/caption]

Sono diverse “le anomalie” del servizio di mensa scolastica di cui il Comune di Benevento e la Asl non si sono accorti:

la preparazione della <strong>carne</strong> da cucinare comincia uno o due giorni prima della distribuzione- quasi mai si utilizza l’<strong>abbattitore</strong>, indispensabile per evitare la proliferazione di germi e batteri;- i <strong>formaggi</strong> e i <strong>salumi</strong> vengono in genere affettati il giorno prima;

- il <strong>personale</strong> non è dotato del vestiario e dei sistemi di protezione adeguati;

- alla mensa accedono e lavorano persone che non fanno parte del <strong>personale autorizzato;</strong>

- le condizioni igieniche dei <strong>conte</strong><strong>nitori</strong> per il trasporto dei pasti sono inaccettabili

- le <strong>stoviglie (caldaie, pentoloni e scolapasta)</strong>sono vecchie e in condizioni pietose

Particolarmente grave è anche il comportamento della Asl che avrebbe anch’essa dovuto accertarsi delle condizioni della struttura, considerato che non è solo ente di controllo. La Asl, infatti, ha affidato alla Ristorò l’incarico di preparare i pasti, a pranzo e a cena, per gli utenti dei centri di igiene mentale di Bucciano, Morcone, Molinara e Puglianello.]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corona, Sandrucci e Fioretti: &#8220;Al Comune di Benevento sono saltate le regole, sciogliere il Consiglio Comunale&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10099</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10099#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2013 21:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[altrabenevento]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti al Comune di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione nel Sannio]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="720" height="479" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/parcocellarulo2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parco Celarulo allagato. Foto di beneventomanera" title="parcocellarulo2" /></p>Si è tenuta ieri la Conferenza stampa di Altrabenevento nella sala consiliare di Palazzo Mosti alla presenza del sindaco, alcuni assessori, consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Secondo il Sannio Quotidiano è stata una <strong>"conferenza stampa con la forza di un uragano"</strong>;  secondo Gazzetta di Benevento : <strong>"Gabriele Corona, conosciuto per le sue battaglie in difesa per la verità, non ha deluso, anche questa volta, le aspettative di chi immaginava sussulti e tumulti a riguardo"</strong>; per il Vaglio: <strong>"conferenza dai toni pacati"</strong>.

<strong>Questa la rassegna stampa del 18 gennaio:</strong>

Da Il Sannio Quotidiano

di Teresa Ferragamo

Ieri la conferenza stampa di Altrabenevento. Dalla “grande bufala” della Casa di San Gennaro, alla 'confusione' su Parco Cellarulo, fino all'inchiesta Mani sulla Città, l'ex presidente accusa maggioranza e opposizione

<strong> Corona tuona: “Tutti a casa”</strong>

“Troppa corruzione, è mancato il controllo. L'amministrazione è a un punto di non ritorno, la parola ai cittadini”

“Il sindaco avrebbe dovuto dimettersi anche se non fosse stato destinatario di un provvedimento restrittivo della libertà”, tuona così Gabriele Corona in piena conferenza stampa. Alla sua sinistra, il sindaco Fausto Pepe - che non si è schiodato dall'aula per tutta la durata di una conferenza che ha sfiorato le due ore – era come impietrito,visibilmente teso nella sua fissità. Quando il fiume di parole e a tratti di accuse si è arrestato, si è perfino avvicinato all'ormai ex presidente di Altrabenevento per stringergli la mano, mentre Corona sibilava: “Fausto, ti do atto di aver saputo incassare anche questi colpi”. Perché di colpi il sindaco 'ritornato' dall'esilio a San Giorgio del Sannio, con l'obbligo quotidiano di firma in questura, ne ha dovuti subire molti, dalla casa di San Gennaro e quelle responsabilità che sono balzate come una palla di gomma dal centrodestra di D'Alessandro al primo Pepe, al parco Cellarulo, a piazza Duomo, al Puc e all'housing sociale, fino all'inchiesta Mani sulla Città del pm Antonio Clemente.

Il tridente di Altrabenevento, l'associazione contro il malaffare più movimentista del Sannio, quella che ha dato la stura a molte inchieste e perfino ad alcuni processi ancora in corso (come quello Zamparini, per esempio), Gabriele Corona, Sandra Sandrucci e Fioretti, ha fatto incursione nella tana del lupo, nell'aula consiliare di Palazzo Mosti, nel tempio della politica azzoppata dall'inchiesta della Procura, per riportare a galla alcune vecchie questioni e per richiamare Pepe e la sua amministrazione, ma anche l'opposizione, alle proprie responsabilità.

L'esordio è solo un assaggio nel menu ricco che Altrabenevento sta per proporre ai giornalisti, mentre in aula arrivano assessori come Nicola De Luca e Cosimo Lepore, e consiglieri di minoranza, da De Minico, a De Nigris, a Picucci, a Orlando. “Non commenteremo i fatti dell'inchiesta Mani sulla città – esordisce Sandra Sandrucci, alla guida di Altrabenevento dopo le recentissime dimissioni di Corona -, per due ordini di ragioni: anzitutto, perché c'è già stato il commento autorevole del procuratore capo Maddalena, poi perché non crediamo che compito di Altrabenevento sia quello di commentare i fatti di questo Palazzo”. Quei fatti, d'altronde, l'associazione li denunciò, come sottolinea la Sandrucci, 'in presa diretta' già nel 2009, poi ancora nel 2010, “senza che qualcuno cogliesse l'occasione per ascoltare la voce dei cittadini”.

<strong> La Casa di San Gennaro</strong>

Corona alza una volta per tutto il velo su “quella grande bufala” che è la casa beneventana di San Gennaro. Un rudere nel centro storico della città che già nel 1986 Zevi-Rossi, nel piano regolatore, definirono la “casa detta di San Gennaro” che un privato acquistò per 20mila euro, che poi nel 2004 un'agenzia immobiliare annunciò in pompa magna di voler vendere a 105mila euro, e che il sindaco D'Alessandro, poco prima di lasciare lo scranno di Palazzo Mosti, comprò all'improvviso per 247mila euro. Un'operazione di speculazione immobiliare, nella visione di Corona, condotta però con soldi pubblici. Nella requisitoria di Corona finisce Fernando Petrucciano e quegli amministratori di centrodestra che guidarono il Comune fino al 2006: “Petrucciano – tuona Corona - si è difeso dicendo 'ma quella casa valeva molto di più', ma siccome quell'immobile sgarrupato, costruito 1400 anni dopo la nascita di San Gennaro avvenuta nel 300, non è stato acquistato con i suoi soldi, ma con quelli del Comune, dovrebbe quantomeno spiegare le ragioni di quella lievitazione di prezzo”. Fin qui le responsabilità del centrodestra, ma nella farragine di accuse rimane incastrato anche Fausto Pepe con l'appalto del consorzio Archè per lavori che gli ex An definirono “non corrispondenti al progetto”, con il coinvolgimento di Antonio Cavaliere, cognato di Cosentino, finito nelle maglie dell'inchiesta Mani sulla Città.

<strong> Parco Cellarulo</strong>

Parco Cellarulo è il vero calice amaro dal quale si sarebbe abbeverato l'amministrazione Pepe. Un caos, un intreccio di opere che si sovrappongono, discutibili nella cadenza temporale che per la Procura sono costati “in modo esorbitante”. Un'operazione complicata rispetto alla quale il procuratore Maddalena ha usato parole di fuoco come “corruzione” e intrecci di interessi. “Per fare quella progettazione confusa – ha tuonato Corona - ci sono stati tecnici comunali che hanno beneficiato di incentivi che vanno dai 20mila ai 30mila euro”. E allora, è il monito diretto al sindaco “che l'amministrazione almeno si preoccupi di recuperare quei soldi”.

<strong> Mani sulla Città e le responsabilità politiche</strong>

C'è un interrogativo che irrompe nella conferenza stampa con la forza di un uragano, mentre il sindaco Pepe se ne sta seduto basito in aula: “Tutti corrotti o tutti collusi?”, scandisce Gabriele Corona. Un dilemma che il deus ex machina di Altrabenevento affronta così: “Delle due l'una: o questo Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, non è stato in grado di arginare un sistema di corruttela o ne è stato artefice. Ma in ogni caso - è l'amaro responso – il risultato non cambia”. Segue come un atto dovuto l'esclamazione: tutti a casa! Perché le responsabilità politiche sono diffuse e maggioranza e opposizione finiscono per essere le due facce di una stessa medaglia. La vecchia storia tutta italiana dei controllori e dei controllati, del corto circuito dei pesi e contrappesi. “Credo che quest'amministrazione tutta sia finita – tuona ancora una volta Corona -. La politica è diventata l'arte dell'interesse particolare. E' passata la regola che non ci sono regole nel sistema di governo, sono mancate le competenze su certe deleghe, sul Puc e sull'housing troppe assenze in Consiglio, la minoranza ha eluso i controlli e alla fine con un andazzo così può capitare di trovarsi di fronte a funzionari e amministratori corrotti”. E il sindaco? Nessuno sconto, neppure per lui: “la vicenda Pepe è la meno grave dell'impianto accusatorio dell'inchiesta, ma la responsabilità politica è altra cosa. Doveva controllare e metterci le mani. Questa città – conclude Corona – è arrivata a un punto che è molto vicino a quello di non ritorno. La parola ora passi ai cittadini”.

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Ottopagine

<strong>Corona: "Il sindaco si dimetta".</strong>

Il Sindaco dovrebbe dimettersi e porre fine all’attuale esperienza amministrativa. E’ questa la richesta di Gabriele Corona e dell’associazione Altrabenevento, espressa ieri durante la conferenza stampa che si è tenuta nell’aula consiliare di Palazzo Mosti, dov’era presente anche il primo cittadino e altri esponenti dell’amministrazione e dell’opposizione. I componenti di Altrabenevento, Corona, Sandrucci e Fioretti, hanno fatto il punto su alcuni argomenti a loro dire testimonianza della corruttela che ha portato alle indagini della Procura.

In particolare, quella che è stata identificata come la casa di San Gennaro e i lavori di Parco Cellarulo.

In mezzo la considerazione: nessun commento sui fatti, il commento già è arrivato dalla Procura, nessuna solidarietà nè agli indagati nè a magistrati e poliziotti, ma solo ai cittadini che sono stati vittime della situazione. Ripercorsa tutta la storia della casa di San Gennaro: un rudere del centro storico «comprato per ventimila euro, probabilmente successivo di cinquecento anni alla morte di San Gennaro. Qualche anno dopo si genera una campagna di stampa e il rudere viene messo in vendita da un’agenzia immobiliare per 105 mila euro, e più tardi viene acquistato dal Comune di Benevento per 247mila euro.

L’ex assessore Petrucciano dice che vale molto di più, ma si dovrebbe spiegare perché viene comprato con soldi pubblici un rudere “sgarrupato”, che, non era stato ristrutturato e non aveva subito modifiche rispetto a quando era stato venduto per ventimila euro. In ogni caso, il rudere poi avrebbe dovuto essere risistemato, recuperato dal consorzio Arché, lo stesso che aveva presentato un project financing per un terminal bus e che si era interessato ai photored , gare poi annullate». Ripercorse poi anche altre vicende del consorzio a cui è legata la figura di Cavaliere, coinvolto nelle indagini.Fioretti ha invece fatto il punto sui lavori a Parco Cellarulo, sui quali è intervenuto anche lo stesso Corona: «Sono partiti prima i lavori per il parco e poi quelli per la difesa da alluvioni. Per questa ragione, cosa strana, è stata fatta una variante in diminuzione. Parte consistente del progetto riguardava il recupero della Masseria Torre, che però non è mai partito, e la variante in diminuzione toglie questa parte del progetto. Un anno dopo si fa una variante in aumento, tutti si aspettavano il recupero del pogetto e inece no, viene fatta la gabionatura. Dopo che il parco era stato aperto in pratica viene messo a gara un progetto già fatto. Per queste operazioni sono stati dati incentivi fino a 30 - 40 mila euro per l’incentivazione: noi chiediamo all’amministrazione che vengano recuperati questi soldi».

Di qui l’analisi di Corona: «Crediamo che allo stato attuale le amministrazioni non siuano più in grado di tamponare la corruttela esistente. Per quanto attiene a questa amministrazione crediamo che l’esperienza sia finita, visto che la politica non è più in grado di garantire regole e responsabilità. E’ evidente che se un funzionario fa il bello e il cattivo tempo non c’è un adeguarto sistema di contrappesi».

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Il Mattino

<strong>Altrabenevento: "Esperienza finita, non si è in grado di garantire le regole".</strong>

"L'attuale esperienza amministrativa è finita, le indagini della magistratura al di la delle responsabilità penali, hanno sancito che non si è in grado di garantire le regole". Così Gabriele Corona ieri sera nel corso della conferenza stampa a palazzo Mosti unitamente ad altri esponenti di Altrabenevento, Sandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti.

Una Conferenza stampa che ha visto anche la presenza del sindaco Fausto Pepe, degli assessori Lepore e De luca e di alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Gabriele Corona ha ribadito che Altrabenevento non vuole speculare sui recenti provvedimenti giudiziari e unitamente a Sandrucci e Fioretti ha ricostruito le varie fasi di due vicende sconcertanti. La cosidetta "casa di San Gennaro" "acquistata per ventimila euro, poi posta in vendita da una agenzia per 105.000 euro e poi comprata a maggio 2006 dal comune, sindaco D'Alessandro, per 247.000 euro. Poi l0'amministrazione di Fausto Pepe ha inserito il restauro nell'ambito di lavori affidati al consorzio Archè, finito nelle recenti indagini. Per il Parco di Cellarulo c'erano due progetti. Uno per la realizzazione del parco e un altro per opere idrogeologiche, nonostante una serie una serie di varianti in diminuzione e in aggiunta. Per Corona si è verificato un autentico caos. Un parco tra l'altro finito anch'esso al vaglio dei giudici. Corona ha sostenuto che per alcuni di questi progetti il comune ha versato ai tecnici consistenti compensi. Ora è venuto fuori che questa attività non è stata svolta, pertanto si deve procedere al recupero delle somme. Corona ha rivelato che vi sono bel otto indagini che riguardano l'attività del Comune.

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<a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/altrabenevento-al-consiglio-e-al-sindaco-dimettetevi-per-mancanze-politiche-e-non-per-le-misure-cautelari/">Il Vaglio: "Altrabenevento a Consiglio e Sindaco: dimettetevi per mancanze politiche e non per le misure cautelari"</a>

<a href="http://www.ilquaderno.it/altrabenevento-giunta-pepe-deve-dimettersi-responsabilta-politiche-81019.html">Il Quaderno: "Altrabenevento: 'Giunta Pepe deve dimettersi per responsabiltà politiche'</a>

<a href="Gabriele Corona: “Questa esperienza amministrativa è finita. Manca la capacità di garantire le regole&quot;">NTR24: "Gabriele Corona: “Questa esperienza amministrativa è finita. Manca la capacità di garantire le regole"</a>

<a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=53961">Gazzetta di Benevento: "Questa città è sul punto di non ritorno! Vige l'anarchia della prepotenza e c'è da vergognarsi così come per le tante collusioni con la camorra!"</a>

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="479" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/parcocellarulo2.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parco Celarulo allagato. Foto di beneventomanera" title="parcocellarulo2" /></p>Si è tenuta ieri la Conferenza stampa di Altrabenevento nella sala consiliare di Palazzo Mosti alla presenza del sindaco, alcuni assessori, consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Secondo il Sannio Quotidiano è stata una <strong>"conferenza stampa con la forza di un uragano"</strong>;  secondo Gazzetta di Benevento : <strong>"Gabriele Corona, conosciuto per le sue battaglie in difesa per la verità, non ha deluso, anche questa volta, le aspettative di chi immaginava sussulti e tumulti a riguardo"</strong>; per il Vaglio: <strong>"conferenza dai toni pacati"</strong>.

<strong>Questa la rassegna stampa del 18 gennaio:</strong>

Da Il Sannio Quotidiano

di Teresa Ferragamo

Ieri la conferenza stampa di Altrabenevento. Dalla “grande bufala” della Casa di San Gennaro, alla 'confusione' su Parco Cellarulo, fino all'inchiesta Mani sulla Città, l'ex presidente accusa maggioranza e opposizione

<strong> Corona tuona: “Tutti a casa”</strong>

“Troppa corruzione, è mancato il controllo. L'amministrazione è a un punto di non ritorno, la parola ai cittadini”

“Il sindaco avrebbe dovuto dimettersi anche se non fosse stato destinatario di un provvedimento restrittivo della libertà”, tuona così Gabriele Corona in piena conferenza stampa. Alla sua sinistra, il sindaco Fausto Pepe - che non si è schiodato dall'aula per tutta la durata di una conferenza che ha sfiorato le due ore – era come impietrito,visibilmente teso nella sua fissità. Quando il fiume di parole e a tratti di accuse si è arrestato, si è perfino avvicinato all'ormai ex presidente di Altrabenevento per stringergli la mano, mentre Corona sibilava: “Fausto, ti do atto di aver saputo incassare anche questi colpi”. Perché di colpi il sindaco 'ritornato' dall'esilio a San Giorgio del Sannio, con l'obbligo quotidiano di firma in questura, ne ha dovuti subire molti, dalla casa di San Gennaro e quelle responsabilità che sono balzate come una palla di gomma dal centrodestra di D'Alessandro al primo Pepe, al parco Cellarulo, a piazza Duomo, al Puc e all'housing sociale, fino all'inchiesta Mani sulla Città del pm Antonio Clemente.

Il tridente di Altrabenevento, l'associazione contro il malaffare più movimentista del Sannio, quella che ha dato la stura a molte inchieste e perfino ad alcuni processi ancora in corso (come quello Zamparini, per esempio), Gabriele Corona, Sandra Sandrucci e Fioretti, ha fatto incursione nella tana del lupo, nell'aula consiliare di Palazzo Mosti, nel tempio della politica azzoppata dall'inchiesta della Procura, per riportare a galla alcune vecchie questioni e per richiamare Pepe e la sua amministrazione, ma anche l'opposizione, alle proprie responsabilità.

L'esordio è solo un assaggio nel menu ricco che Altrabenevento sta per proporre ai giornalisti, mentre in aula arrivano assessori come Nicola De Luca e Cosimo Lepore, e consiglieri di minoranza, da De Minico, a De Nigris, a Picucci, a Orlando. “Non commenteremo i fatti dell'inchiesta Mani sulla città – esordisce Sandra Sandrucci, alla guida di Altrabenevento dopo le recentissime dimissioni di Corona -, per due ordini di ragioni: anzitutto, perché c'è già stato il commento autorevole del procuratore capo Maddalena, poi perché non crediamo che compito di Altrabenevento sia quello di commentare i fatti di questo Palazzo”. Quei fatti, d'altronde, l'associazione li denunciò, come sottolinea la Sandrucci, 'in presa diretta' già nel 2009, poi ancora nel 2010, “senza che qualcuno cogliesse l'occasione per ascoltare la voce dei cittadini”.

<strong> La Casa di San Gennaro</strong>

Corona alza una volta per tutto il velo su “quella grande bufala” che è la casa beneventana di San Gennaro. Un rudere nel centro storico della città che già nel 1986 Zevi-Rossi, nel piano regolatore, definirono la “casa detta di San Gennaro” che un privato acquistò per 20mila euro, che poi nel 2004 un'agenzia immobiliare annunciò in pompa magna di voler vendere a 105mila euro, e che il sindaco D'Alessandro, poco prima di lasciare lo scranno di Palazzo Mosti, comprò all'improvviso per 247mila euro. Un'operazione di speculazione immobiliare, nella visione di Corona, condotta però con soldi pubblici. Nella requisitoria di Corona finisce Fernando Petrucciano e quegli amministratori di centrodestra che guidarono il Comune fino al 2006: “Petrucciano – tuona Corona - si è difeso dicendo 'ma quella casa valeva molto di più', ma siccome quell'immobile sgarrupato, costruito 1400 anni dopo la nascita di San Gennaro avvenuta nel 300, non è stato acquistato con i suoi soldi, ma con quelli del Comune, dovrebbe quantomeno spiegare le ragioni di quella lievitazione di prezzo”. Fin qui le responsabilità del centrodestra, ma nella farragine di accuse rimane incastrato anche Fausto Pepe con l'appalto del consorzio Archè per lavori che gli ex An definirono “non corrispondenti al progetto”, con il coinvolgimento di Antonio Cavaliere, cognato di Cosentino, finito nelle maglie dell'inchiesta Mani sulla Città.

<strong> Parco Cellarulo</strong>

Parco Cellarulo è il vero calice amaro dal quale si sarebbe abbeverato l'amministrazione Pepe. Un caos, un intreccio di opere che si sovrappongono, discutibili nella cadenza temporale che per la Procura sono costati “in modo esorbitante”. Un'operazione complicata rispetto alla quale il procuratore Maddalena ha usato parole di fuoco come “corruzione” e intrecci di interessi. “Per fare quella progettazione confusa – ha tuonato Corona - ci sono stati tecnici comunali che hanno beneficiato di incentivi che vanno dai 20mila ai 30mila euro”. E allora, è il monito diretto al sindaco “che l'amministrazione almeno si preoccupi di recuperare quei soldi”.

<strong> Mani sulla Città e le responsabilità politiche</strong>

C'è un interrogativo che irrompe nella conferenza stampa con la forza di un uragano, mentre il sindaco Pepe se ne sta seduto basito in aula: “Tutti corrotti o tutti collusi?”, scandisce Gabriele Corona. Un dilemma che il deus ex machina di Altrabenevento affronta così: “Delle due l'una: o questo Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, non è stato in grado di arginare un sistema di corruttela o ne è stato artefice. Ma in ogni caso - è l'amaro responso – il risultato non cambia”. Segue come un atto dovuto l'esclamazione: tutti a casa! Perché le responsabilità politiche sono diffuse e maggioranza e opposizione finiscono per essere le due facce di una stessa medaglia. La vecchia storia tutta italiana dei controllori e dei controllati, del corto circuito dei pesi e contrappesi. “Credo che quest'amministrazione tutta sia finita – tuona ancora una volta Corona -. La politica è diventata l'arte dell'interesse particolare. E' passata la regola che non ci sono regole nel sistema di governo, sono mancate le competenze su certe deleghe, sul Puc e sull'housing troppe assenze in Consiglio, la minoranza ha eluso i controlli e alla fine con un andazzo così può capitare di trovarsi di fronte a funzionari e amministratori corrotti”. E il sindaco? Nessuno sconto, neppure per lui: “la vicenda Pepe è la meno grave dell'impianto accusatorio dell'inchiesta, ma la responsabilità politica è altra cosa. Doveva controllare e metterci le mani. Questa città – conclude Corona – è arrivata a un punto che è molto vicino a quello di non ritorno. La parola ora passi ai cittadini”.

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Ottopagine

<strong>Corona: "Il sindaco si dimetta".</strong>

Il Sindaco dovrebbe dimettersi e porre fine all’attuale esperienza amministrativa. E’ questa la richesta di Gabriele Corona e dell’associazione Altrabenevento, espressa ieri durante la conferenza stampa che si è tenuta nell’aula consiliare di Palazzo Mosti, dov’era presente anche il primo cittadino e altri esponenti dell’amministrazione e dell’opposizione. I componenti di Altrabenevento, Corona, Sandrucci e Fioretti, hanno fatto il punto su alcuni argomenti a loro dire testimonianza della corruttela che ha portato alle indagini della Procura.

In particolare, quella che è stata identificata come la casa di San Gennaro e i lavori di Parco Cellarulo.

In mezzo la considerazione: nessun commento sui fatti, il commento già è arrivato dalla Procura, nessuna solidarietà nè agli indagati nè a magistrati e poliziotti, ma solo ai cittadini che sono stati vittime della situazione. Ripercorsa tutta la storia della casa di San Gennaro: un rudere del centro storico «comprato per ventimila euro, probabilmente successivo di cinquecento anni alla morte di San Gennaro. Qualche anno dopo si genera una campagna di stampa e il rudere viene messo in vendita da un’agenzia immobiliare per 105 mila euro, e più tardi viene acquistato dal Comune di Benevento per 247mila euro.

L’ex assessore Petrucciano dice che vale molto di più, ma si dovrebbe spiegare perché viene comprato con soldi pubblici un rudere “sgarrupato”, che, non era stato ristrutturato e non aveva subito modifiche rispetto a quando era stato venduto per ventimila euro. In ogni caso, il rudere poi avrebbe dovuto essere risistemato, recuperato dal consorzio Arché, lo stesso che aveva presentato un project financing per un terminal bus e che si era interessato ai photored , gare poi annullate». Ripercorse poi anche altre vicende del consorzio a cui è legata la figura di Cavaliere, coinvolto nelle indagini.Fioretti ha invece fatto il punto sui lavori a Parco Cellarulo, sui quali è intervenuto anche lo stesso Corona: «Sono partiti prima i lavori per il parco e poi quelli per la difesa da alluvioni. Per questa ragione, cosa strana, è stata fatta una variante in diminuzione. Parte consistente del progetto riguardava il recupero della Masseria Torre, che però non è mai partito, e la variante in diminuzione toglie questa parte del progetto. Un anno dopo si fa una variante in aumento, tutti si aspettavano il recupero del pogetto e inece no, viene fatta la gabionatura. Dopo che il parco era stato aperto in pratica viene messo a gara un progetto già fatto. Per queste operazioni sono stati dati incentivi fino a 30 - 40 mila euro per l’incentivazione: noi chiediamo all’amministrazione che vengano recuperati questi soldi».

Di qui l’analisi di Corona: «Crediamo che allo stato attuale le amministrazioni non siuano più in grado di tamponare la corruttela esistente. Per quanto attiene a questa amministrazione crediamo che l’esperienza sia finita, visto che la politica non è più in grado di garantire regole e responsabilità. E’ evidente che se un funzionario fa il bello e il cattivo tempo non c’è un adeguarto sistema di contrappesi».

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Il Mattino

<strong>Altrabenevento: "Esperienza finita, non si è in grado di garantire le regole".</strong>

"L'attuale esperienza amministrativa è finita, le indagini della magistratura al di la delle responsabilità penali, hanno sancito che non si è in grado di garantire le regole". Così Gabriele Corona ieri sera nel corso della conferenza stampa a palazzo Mosti unitamente ad altri esponenti di Altrabenevento, Sandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti.

Una Conferenza stampa che ha visto anche la presenza del sindaco Fausto Pepe, degli assessori Lepore e De luca e di alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione.

Gabriele Corona ha ribadito che Altrabenevento non vuole speculare sui recenti provvedimenti giudiziari e unitamente a Sandrucci e Fioretti ha ricostruito le varie fasi di due vicende sconcertanti. La cosidetta "casa di San Gennaro" "acquistata per ventimila euro, poi posta in vendita da una agenzia per 105.000 euro e poi comprata a maggio 2006 dal comune, sindaco D'Alessandro, per 247.000 euro. Poi l0'amministrazione di Fausto Pepe ha inserito il restauro nell'ambito di lavori affidati al consorzio Archè, finito nelle recenti indagini. Per il Parco di Cellarulo c'erano due progetti. Uno per la realizzazione del parco e un altro per opere idrogeologiche, nonostante una serie una serie di varianti in diminuzione e in aggiunta. Per Corona si è verificato un autentico caos. Un parco tra l'altro finito anch'esso al vaglio dei giudici. Corona ha sostenuto che per alcuni di questi progetti il comune ha versato ai tecnici consistenti compensi. Ora è venuto fuori che questa attività non è stata svolta, pertanto si deve procedere al recupero delle somme. Corona ha rivelato che vi sono bel otto indagini che riguardano l'attività del Comune.

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<a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/altrabenevento-al-consiglio-e-al-sindaco-dimettetevi-per-mancanze-politiche-e-non-per-le-misure-cautelari/">Il Vaglio: "Altrabenevento a Consiglio e Sindaco: dimettetevi per mancanze politiche e non per le misure cautelari"</a>

<a href="http://www.ilquaderno.it/altrabenevento-giunta-pepe-deve-dimettersi-responsabilta-politiche-81019.html">Il Quaderno: "Altrabenevento: 'Giunta Pepe deve dimettersi per responsabiltà politiche'</a>

<a href="Gabriele Corona: “Questa esperienza amministrativa è finita. Manca la capacità di garantire le regole&quot;">NTR24: "Gabriele Corona: “Questa esperienza amministrativa è finita. Manca la capacità di garantire le regole"</a>

<a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=53961">Gazzetta di Benevento: "Questa città è sul punto di non ritorno! Vige l'anarchia della prepotenza e c'è da vergognarsi così come per le tante collusioni con la camorra!"</a>

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		<title>&#8220;Corruzione al Comune di Benevento, dal &#8216;miracolo di San Gennaro&#8217; al parco di Cellarulo&#8221;. Conferenza stampa di Altrabenevento. giovedì 17 gennaio.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10086</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10086#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 10:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[altrabenevento]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti al Comune di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione nel Sannio]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Petrucciano_fernando.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrucciano_fernando" title="Petrucciano_fernando" /></p>Giovedì 17 gennaio, alle ore 16,30 a palazzo Mosti, via Annunziata- Benevento, Conferenza stampa di "Altrabenevento- associazione per la ciittà sostenibile contro il malaffare" sul tema <strong>"Corruzione al Comune di Benevento dal 'miracolo di San Gennaro' al parco di Cellarulo"</strong>. Interverranno Sandra Sandrucci, coordinatrice di Altrabenevento, Vincenzo Fioretti e Gabriele Corona.

Sulla trudella presunta casa di San Gennaro, botta e risposta tra l'ex assessore Petrucciano e Gabriele Corona.

<a href="http://www.ilquaderno.it/corona-rivoluzione-civile-mani-sulla-citta-citta-corrotta-fa-finta-vedere-scarica-podcast-80740.html"> Intervista di Corona a Radio Città del 10 gennaio 2013</a>

Da Il Quaderno del 14 gennaio 2013

<strong>Casa di S.Gennaro e 'Mani sulla città'. Petrucciano replica a Corona</strong>

"Vorremmo innanzitutto capire e trovare giustificazioni all’ira del sommo Corona Gabriele che infastidito dagli indirizzi presi dalle vicende di cronaca nera che hanno interessato la città negli ultimi giorni, oltre a pretendere chiarimenti sulle fonti di informazione utilizzate dai giudici che si sono permessi, forse, di discostarsi dalle sue indicazioni, o almeno da quelle da lui ipotizzate, cerca affannosamente di rimestare le cose per diluire responsabilità politiche e, nobile tentativo, dare aiuto ai suoi amici di sempre". La reazione al vetriolo è a firma di Fernando Petrucciano, l'ex assessore comunale all'Urbanistica della Giunta D'Alessandro, ora con Mezzogiorno Nazionale. A Petrucciano non sono andate giù le dichiarazioni di Corona rilasciate alla trasmissione "Benevento Reporter" lo scorso giovedì, riguardo un immobile acquistato dalla giunta di centrodestra nel maggio del 2006, la "Casa di S.Gennaro". Petrucciano spiega così quel passaggio: " Nel 2004 era divenuto argomento di interventi, a livelli diversi, che il luogo di riferimento sarebbe stata la casa natìa di San Gennaro. La stampa, sia locale che nazionale, aveva posto sotto i riflettori di un interesse storico-religioso la ipotesi che il tutto potesse essere verosimile e, tra le righe, accusava l’ente Comune di non intervenire, e quindi di non salvaguardare interessi non soltanto civici, ma anche spirituali, quali potevano essere quelli che promanavano dalla figura di San Gennaro, la cui natività veniva, come viene, contesa tra il capoluogo del Sannio Benevento e il capoluogo di regione Napoli. Le condizioni di contesto che si determinarono indussero l’allora amministrazione comunale, per il tramite del suo dirigente ing. Capone, a provvedere all’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale, ed esaltarne la specificità attraverso l’utilizzo dello stesso per la realizzazione di un museo del Santo, inserito nel contesto di valorizzazione dell’intera area che comprendeva questo sito, l’arco del sacramento (progetto Viespoli – realizzazione D’Alessandro), le cui aree ed immobili furono acquistati con l’utilizzo degli stessi parametri di valutazione, oltre all’area antistante e retrostante il teatro Romano, Piazza Duomo, museo diocesano e Piazza Orsini. L’immobile di circa 500 metri quadrati, tra residenze e pertinenze, veniva acquistato, dopo una lunga trattativa, a meno di 500 euro al metro quadrato con una spesa di gran lunga inferiore agli allora prezzi di mercato. Oggi la sola “casa di San Gennaro”, purtroppo non adibita più a museo, agli attuali prezzi di mercato assume un valore venale di circa 500mila euro".

**********************************

La replica di Gabriele Corona

Comunicato stampa del 15 gennaio 2013

Ho letto, divertito, le dichiarazioni dell’ex assessore Fernando Petrucciano il quale, dopo aver spiegato che l’amministrazione guidata da D’Alessandro fece bene ad acquistare la casa di San Gennaro, ritiene che io sia adirato e imbarazzato per i provvedimenti giudiziari che hanno riguardato amministratori e tecnici del Comune di Benevento oltre che imprenditori.

Non so come abbia fatto il mio ex assessore a farsi tale convinzione, ma approfitterò della Conferenza Stampa di Altrabenevento convocata a palazzo Mosti per giovedì 17 gennaio ore 16,30, il giorno di “Sant’ Antuono maschere e suoni”, per spiegare il ‘miracolo di San Gennaro a Benevento”, il ruolo di Petrucciano e per fare alcune considerazioni sulla corruzione e le responsabilità delle amministrazioni comunali dal 2004 ad oggi.

Gabriele Corona

Notizia collegata: <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9579">La bufala della "casa" di San Gennaro</a>

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Petrucciano_fernando.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Petrucciano_fernando" title="Petrucciano_fernando" /></p>Giovedì 17 gennaio, alle ore 16,30 a palazzo Mosti, via Annunziata- Benevento, Conferenza stampa di "Altrabenevento- associazione per la ciittà sostenibile contro il malaffare" sul tema <strong>"Corruzione al Comune di Benevento dal 'miracolo di San Gennaro' al parco di Cellarulo"</strong>. Interverranno Sandra Sandrucci, coordinatrice di Altrabenevento, Vincenzo Fioretti e Gabriele Corona.

Sulla trudella presunta casa di San Gennaro, botta e risposta tra l'ex assessore Petrucciano e Gabriele Corona.

<a href="http://www.ilquaderno.it/corona-rivoluzione-civile-mani-sulla-citta-citta-corrotta-fa-finta-vedere-scarica-podcast-80740.html"> Intervista di Corona a Radio Città del 10 gennaio 2013</a>

Da Il Quaderno del 14 gennaio 2013

<strong>Casa di S.Gennaro e 'Mani sulla città'. Petrucciano replica a Corona</strong>

"Vorremmo innanzitutto capire e trovare giustificazioni all’ira del sommo Corona Gabriele che infastidito dagli indirizzi presi dalle vicende di cronaca nera che hanno interessato la città negli ultimi giorni, oltre a pretendere chiarimenti sulle fonti di informazione utilizzate dai giudici che si sono permessi, forse, di discostarsi dalle sue indicazioni, o almeno da quelle da lui ipotizzate, cerca affannosamente di rimestare le cose per diluire responsabilità politiche e, nobile tentativo, dare aiuto ai suoi amici di sempre". La reazione al vetriolo è a firma di Fernando Petrucciano, l'ex assessore comunale all'Urbanistica della Giunta D'Alessandro, ora con Mezzogiorno Nazionale. A Petrucciano non sono andate giù le dichiarazioni di Corona rilasciate alla trasmissione "Benevento Reporter" lo scorso giovedì, riguardo un immobile acquistato dalla giunta di centrodestra nel maggio del 2006, la "Casa di S.Gennaro". Petrucciano spiega così quel passaggio: " Nel 2004 era divenuto argomento di interventi, a livelli diversi, che il luogo di riferimento sarebbe stata la casa natìa di San Gennaro. La stampa, sia locale che nazionale, aveva posto sotto i riflettori di un interesse storico-religioso la ipotesi che il tutto potesse essere verosimile e, tra le righe, accusava l’ente Comune di non intervenire, e quindi di non salvaguardare interessi non soltanto civici, ma anche spirituali, quali potevano essere quelli che promanavano dalla figura di San Gennaro, la cui natività veniva, come viene, contesa tra il capoluogo del Sannio Benevento e il capoluogo di regione Napoli. Le condizioni di contesto che si determinarono indussero l’allora amministrazione comunale, per il tramite del suo dirigente ing. Capone, a provvedere all’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale, ed esaltarne la specificità attraverso l’utilizzo dello stesso per la realizzazione di un museo del Santo, inserito nel contesto di valorizzazione dell’intera area che comprendeva questo sito, l’arco del sacramento (progetto Viespoli – realizzazione D’Alessandro), le cui aree ed immobili furono acquistati con l’utilizzo degli stessi parametri di valutazione, oltre all’area antistante e retrostante il teatro Romano, Piazza Duomo, museo diocesano e Piazza Orsini. L’immobile di circa 500 metri quadrati, tra residenze e pertinenze, veniva acquistato, dopo una lunga trattativa, a meno di 500 euro al metro quadrato con una spesa di gran lunga inferiore agli allora prezzi di mercato. Oggi la sola “casa di San Gennaro”, purtroppo non adibita più a museo, agli attuali prezzi di mercato assume un valore venale di circa 500mila euro".

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La replica di Gabriele Corona

Comunicato stampa del 15 gennaio 2013

Ho letto, divertito, le dichiarazioni dell’ex assessore Fernando Petrucciano il quale, dopo aver spiegato che l’amministrazione guidata da D’Alessandro fece bene ad acquistare la casa di San Gennaro, ritiene che io sia adirato e imbarazzato per i provvedimenti giudiziari che hanno riguardato amministratori e tecnici del Comune di Benevento oltre che imprenditori.

Non so come abbia fatto il mio ex assessore a farsi tale convinzione, ma approfitterò della Conferenza Stampa di Altrabenevento convocata a palazzo Mosti per giovedì 17 gennaio ore 16,30, il giorno di “Sant’ Antuono maschere e suoni”, per spiegare il ‘miracolo di San Gennaro a Benevento”, il ruolo di Petrucciano e per fare alcune considerazioni sulla corruzione e le responsabilità delle amministrazioni comunali dal 2004 ad oggi.

Gabriele Corona

Notizia collegata: <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9579">La bufala della "casa" di San Gennaro</a>

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		<title>La legalità per crescere. Dibattito a San Nicola Manfredi il 19 maggio.</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Associazione Làbos &#8211; San Nicola Manfredi Comunicato stampa dell&#8217;11 maggio 2012 “Le(g)ali per crescere” e’ il titolo attribuito alla manifestazione organizzata dall’associazione sannicolese “Làbos” per il 19 maggio, alle 17, presso la Scuola Media di San Nicola Manfredi. Si parlerà di legalità e dell’incidenza dei suo aspetti culturali e giuridici sullo sviluppo del tessuto sociale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Le-ali-per-crescrere.jpg"><img class="size-full wp-image-9267 alignleft" title="Le ali per crescrere" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Le-ali-per-crescrere.jpg" alt="" width="180" height="265" /></a>Associazione Làbos &#8211; San Nicola Manfredi</p>
<p>Comunicato stampa dell&#8217;11 maggio 2012</p>
<p><strong>“Le(g)ali per crescere”</strong> e’ il titolo attribuito alla manifestazione organizzata dall’associazione sannicolese “Làbos” per il <strong>19 maggio, alle 17,</strong> presso la <strong>Scuola Media di San Nicola Manfredi</strong>. Si parlerà di legalità e dell’incidenza dei suo aspetti culturali e giuridici sullo sviluppo del tessuto sociale. Interverranno. <strong>Antonio Clemente, (Sost. Proc. della Repubblica presso il Tribunale di Benevento)</strong>, il <strong>Col. T. SFP Cesare Maragoni (Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento)</strong>, <strong>Nicola Sguera (docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico Statale Rummo di Benevento)</strong> e <strong>Gabriele Corona ( presidente dell’associazione “Altrabenevento”)</strong>. La moderazione del dibattito è stata affidata al giornalista <strong>Carlo Panella</strong>. I lavori saranno aperti dal presidente di Làbos Erica Marino e ci sarà un intervento del socio promotore dell’iniziativa, Mirco Garzone. Il clou della manifestazione sarà quando gli ospiti saranno chiamati a rispondere alle domande del pubblico, che potrà, così, partecipare attivamente ai lavori. Una manifestazione fortemente voluta ed ottenuta, grazie alla collaborazione di tutti i soci, sia fondatori che sostenitori, ed in particolare grazie all’impegno di Gianfranco Barricella ed Antonio Forni, che hanno curato i contatti con gli ospiti che interverranno. In una nota stampa Làbos fa sapere che questa manifestazione è stata voluta per favorire un processo di riflessione sulla necessità del rispetto delle regole e quindi della legge per creare i presupposti dello sviluppo sociale ed economico del nostro paese. “Non è con le formule economiche o con interventi riparatori che si possono innescare i processi di crescita, ma sono necessari, invece, interventi radicali sul nostro tessuto culturale ed educativo. Il rispetto della legalità, non come mera ed obbligata osservanza delle norme, ma come rispetto della “res pubblica”, è , appunto, uno degli elementi essenziali che costituiscono le fondamenta del processo di rinascita”. Continua, la nota stampa, con l’auspicarsi l’intervento alla manifestazione delle associazioni del territorio e non poichè, considerati i risvolti culturali e sociali della tematica in argomento e l’incidenza degli stessi sullo sviluppo dell’ ambito territoriale, a cui tutte le associazioni guardano con interesse e dedizione, potrebbe essere l’occasione per individuare gli elementi indispensabili per avviare una proficua azione sinergica tra le associazioni stesse, facendo confluire, per il futuro, le rispettive iniziative in un percorso condiviso di crescita.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9153"><strong>Intervista del Sannio Quotidiano al magistrato Antonio Clemente</strong> </a></p>
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		<title>Alla prima udienza del processo a Zamparini- Mastella, finisce sotto accusa Altrabenevento, l&#8217;associazione denunciante.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 20:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Ipermercato Zamparini]]></category>

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		<description><![CDATA[altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 7 maggio 2012 Questa mattina, finalmente, è cominciato il processo per i fatti connessi alla costruzione e all’apertura del Centro Commerciale “I Sanniti” Questi sono i reati contestati e gli imputati.  Truffa Aggravata: Zamparini Maurizio (promotore dell’Ipermercato), De Santis Rosa (progettista), Cassano Francesco (dirigente Settore Urbanistica fino a maggio 2006), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/zamparini-indice.jpg"><img class="size-full wp-image-8722 alignleft" title="zamparini indice" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/zamparini-indice.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 7 maggio 2012</p>
<p>Questa mattina, finalmente, è cominciato il processo per i fatti connessi alla costruzione e all’apertura del Centro Commerciale “I Sanniti”</p>
<p>Questi sono i reati contestati e gli imputati.<br />
 <strong>Truffa Aggravata:</strong> Zamparini Maurizio (promotore dell’Ipermercato), De Santis Rosa (progettista), Cassano Francesco (dirigente Settore Urbanistica fino a maggio 2006), De Lorenzo Mario (dirigente Settore Urbanistica da maggio 2006 a marzo 2008), Iadicicco Giuseppe (progettista parco fluviale), Giuliano Luigi (dirigente settore Legale), Zagarese Vincenzo (collaudatore), D’Arco Paolo (amministratore soc. Reti e Sviluppo che per conto di Zamparini aveva chiesto le autorizzazioni e avviato i lavori), Damiano Aldo (ex assessore all’Urbanistica);<br />
<strong>Falso</strong>: Zamparini Maurizio, De Lorenzo Mario, Luigi Giuliano, Orlacchio Antonio (segretario generale del Comune di Benevento);<br />
<strong>Corruzione</strong>: Zamparini Maurizio, Mastella Mario Clemente, Lonardo Alessandrina, Damiano Aldo;<br />
<strong>Istigazione alla corruzione</strong>: Zamparini Maurizio e Rosenwirth Herbert (braccio destro di Zamparini);<br />
<strong>Abuso d’Ufficio</strong>: Zamparini Maurizio, Damiano Aldo, De Lorenzo Mario, Cassano Francesco, Giuliano Luigi, Damiano Aldo, Mirabella Giovanni (geometra del Settore Urbanistica).</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/zamparini-esulta-sala-consiglio-rid.jpg"><img class="size-full wp-image-9249 alignleft" title="zamparini-esulta-sala-consiglio rid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/zamparini-esulta-sala-consiglio-rid.jpg" alt="" width="251" height="181" /></a>Il collegio giudicante, dopo la rinuncia di alcuni magistrati, è ora formato da Roberto Melone, Daniela Fallarino e Francesca Telaro. Il Pubblico Ministero è il Sostituto Procuratore della Repubblica,  Nicoletta Giammarino che ha sostituito il suo collega, Antonio Clemente per decisione del Procuratore capo, Giuseppe Maddalena.</p>
<p>L’udienza di questa mattina è stata interamente dedicata alle dichiarazioni degli avvocati difensori sulle richieste di costituzione di parte civile presentate dal Comune di Benevento, dall’associazione Altrabenevento, dal liquidatore della “Società Reti e Sviluppo” e dall’associazione Assiconsumo. E’ stato l’avv. Roberto Prozzo ad argomentare, anche a nome degli altri difensori, le ragioni di netta opposizione a tali richieste. Per quelle del Comune, di “Reti e Sviluppo” e Assiconsumo le eccezioni si limitano a difetti di legittimità o carenza degli atti di delega agli avvocati. L’avvocato Prozzo ha invece dedicato gran parte del suo lungo intervento ad Altrabenevento per sostenere, tra l’altro, che essa “non è un’associazione ambientalista, anzi non è affatto un’associazione perchè il suo statuto è carta straccia”. Secondo il noto penalista, avvocato difensore di molti imputati nei processi nati da esposti di Altrabenevento, tale associazione si occupa di troppe cose e però non è “radicata sul territorio”. Nel mirino di Prozzo è finito poi, esplicitamente, il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, che nella qualità di dipendente comunale avrebbe prima redatto (nel 2008) la relazione per conto del Settore Urbanistica sullo stato degli accordi tra il Comune e Zamoarini, e poi costituito un’associazione per denunciare i fatti. Gli altri avvocati difensori degli imputati hanno condiviso le argomentazioni di Prozzo mentre l’avv. Domenico Russo, difensore dei coniugi Mastella accusati di corruzione, ha aggiunto che Altrabenevento tenta di costituirsi Parte Civile per “fare business” attraverso il riconoscimento dei danni.</p>
<p>La “difesa” di Altrabenevento è stata sostenuta dall’avv. Nunzio Gagliotti il quale ha ricordato che l’associazione ha presentato il primo dossier sull’Ipermercato Zamparini a dicembre 2005, poi a settembre 2006 ha presentato l’esposto alla Procura della Repubblica dal quale è nata l’indagine che ha portato al processo odierno e solo successivamente, nel 2008, Corona ha scritto la relazione per il Settore Urbanistica, quale atto dovuto essendo dipendente dell’Ente.</p>
<p>Gagliotti ha respinto con decisione le accuse di Prozzo ricordando che Altrabenevento è una associazione nota e radicata sul territorio, come documentato dagli atti prodotti, che svolge le sue attività “per la città sostenibile contro il malaffare” da diversi anni senza percepire compensi o contributi pubblici ed è diventata punto di riferimento di molti cittadini che contrastano la dilagante corruzione nella pubblica amministrazione.</p>
<p>Il collegio giudicante si è riservato di decidere sull’ammissione di tutte le parti civili ed ha rinviato il processo al 24 maggio.</p>
<p>Per Altrabenevento – Sandra Sandrucci</p>
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