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Le lacrime di coccodrillo dei politici e dei sindacalisti locali per la chiusura di Ipercoop

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Altrabenevento – comunicato stampa del 28 marzo 2011

La chiusura di Ipercoop all’interno dell’ipermercato “I Sanniti”, alcuni mesi dopo l’abbandono di “Mandi”, certifica il clamoroso fallimento del progetto presentato da Maurizio Zamparini che a Benevento fu accolto come un magnate da politici di varia estrazione, giornalisti, imprenditori locali, sindalisti e persino alcune associazioni dei consumatori.

I dirigenti della UNICOOP sostengono che sono ora costretti a chiudere il punto vendita per la scarsa organizzazione del Centro Commerciale “I Sanniti” e soprattutto per il fitto esoso dei locali da pagare a Zamparini. Ma questa non è una novità essendo già stato calcolato, nell’ambito di una tesi di laurea presentata 3 anni fa, che l’imprenditore friulano incassa per il fitto delle superfici di vendita più di quanto egli paghi per la rata annuale di leasing a due società finanziarie. Perché Ipercoop se lo ricorda solo ora?

Sono, invece, una novità i toni che Ipercoop usa per attribuire a Zamparini il fallimento della sua iniziativa, considerando che proprio la Lega delle Cooperative è stato il suo partner privilegiato anche per l’apertura del Centro Commerciale di Afragola e per gli Ipermercati nella ex Iugoslavia.

Sta di fatto che Zamparini e Ipercoop, dopo aver promesso innovazione commerciale, prezzi calmierati e 500 nuovi posti di lavoro per i giovani beneventani, in soli quattro anni hanno contribuito in modo massiccio alla grave crisi del nostro commercio cittadino e alla disoccupazione. Dove sono ora i numerosi sostenitori dell’imprenditore del nord trapiantato a Palermo con l’occhio rivolto alla Arabia Saudita, che “abbagliati” dalla promessa dei posti di lavoro giustificarono le innumerevoli illegittimità compiute dalle Amministrazioni di Centrodestra e Centrosinistra per autorizzare la costruzione, in un’ansa del Fiume Calore di particolare pregio fluviale ed ambientale, di un capannone commerciale di ben 16.000 mq.?

Ricordiamo che solo Altrabenevento e pochi altri, come gli ex assessori De Toma e Medici, hanno contrastato fermamente quell’insediamento commerciale autorizzato dalle amministrazioni Viespoli, D’Alessandro e Pepe-Damiano, con la insistenza dell’ex ministro Clemente Mastella e l’accondiscendenza dell’ex presidente della Provincia, Carmine Nardone.

Ora gli stessi politici responsabili di questo disastro ed incapaci di assumere le proprie responsabilità, si affannano ad esprimere solidarietà ai lavoratori disoccupati, ma è chiaro che sono addolorati come i coccodrilli quando piangono per ammorbidire la preda e magari per chiedere ancora il voto in cambio di altre clientele.

Per Altrabenevento – Vincenzo Fioretti

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