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Acquistato l’edificio ex Banca D’Italia, un altro investimento rischioso

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Un imprenditore casertano acquista la ex sede della Banca D’Italia in piazza Risorgimento ma gli manca il parcheggio commerciale. Farà un accordo con la Lumode o rimarrà bloccato come la Carbet?

Comunicato stampa del 10 giugno 2021

Su il Mattino del 8 giugno, è stato pubblicato l’interessante articolo dal titolo “Ex sede Bankitalia, arriva la svolta dopo 12 anni dalla chiusura” a firma di Antonio Martone, che merita alcune considerazioni.

Si legge di un pre-contratto firmato da un imprenditore casertano, o forse di Limatola, interessato ad acquistare per il costo, certamente molto conveniente, di circa 3 milioni di euro la sede della ex banca da destinare ad attività commerciali (abbigliamento di un catena spagnola ) con annessi piani interrati, appartamenti e impianti sportivi.

Sarà quindi necessaria una variante urbanistica per il cambio di destinazione che sicuramente sarà stata già ipotizzata e ritenuta possibile dall’amministrazione comunale, ma si dovrà risolvere anche il problema parcheggi, diverse centinaia di metri quadrati, per i clienti del nuovo negozio che l’imprenditore dovrà realizzare a sue spese.

Non si esclude un accordo con la società Lumode di Gricignano d’Aversa, che dovrebbe realizzare il parcheggio interrato in piazza Risorgimento, ma questo progetto è attualmente fermo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha autorizzato a gennaio scorso la modifica della proposta inserita nel 2016 nel programma “riqualificazione delle periferie” ma finora la Lumode non ha presentato il progetto rimodulato che la giunta dovrà approvare per indire la gara di appalto necessaria ad individuare il soggetto attuatore.

Come fa l’imprenditore casertano (o di Limatola) ad acquistare adesso la sede della ex Banca D’Italia se non può neppure sapere con chi dovrà concordare o definire l’uso esclusivo di una parte del parcheggio di Piazza Risorgimento?

E quindi, anche questo grosso investimento immobiliare potrebbe avere tempi lunghi, come accade anche per il palazzo ex Inps, anch’esso destinato ad attività commerciali, residenze e servizi, che è stato abbattuto in tutta fretta l’anno scorso ma che non è stato più ricostruito dalla società avellinese Carbet.

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

 

 

 

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