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La Camera del Commercio finanzia un convegno dei costruttori invece di sostenere le attività dei giovani che non vogliono emigrare.

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Altrabenevento-Comunicato stampa del 11 novembre 2019

L’associazione nazionale dei costruttori edili ha organizzato per domani, 12 novembre, un convegno dal titolo “Sbloccare il paese per rilanciare il FUTURO”.

L’obiettivo è il solito: presentarsi come imprenditori privati indispensabili per la crescita di tutto il paese ma chiedere altri finanziamenti pubblici per grandi opere.

Questa volta però, colpisce, soprattutto, il manifesto del convegno con l’immagine di un bambino che indica il cielo e la scritta FUTURO. Non c’è dubbio che si tratta di un messaggio provocatorio soprattutto per i tanti giovani che in tutto il mondo cominciano a mobilitarsi contro l’idea dissennata di sviluppo e cementificazione senza il rispetto dei vincoli per la ecosostenibilità.

Della necessità di rivedere le “politiche di sviluppo” e di sfruttamento senza limiti del pianeta, non c’è traccia in questo convegno. Anzi, i costruttori pretendono la sburocratizzazione cioè l’eliminazione anche delle poche regole che qualche volta consentono di contrastare gli abusi del “partito del mattone” o di controllare la qualità delle opere pubbliche.

Colpisce, inoltre, la richiesta di contributo che i costruttori beneventani hanno presentato alla Camera del Commercio per una presunta “attività promozionale” del Sannio attraverso il convegno per la quale prevedono la spesa di 28.426 euro. La richiesta è stata accolta dalla giunta camerale che con la delibera n. 60 del 9 ottobre (pubblicata però l’8 novembre dopo la strigliata ricevuta da Teresa Ferragamo) ha accertato la validità promozionale della manifestazione ed ha concesso un contributo di € 14.213 pari al 50% della spesa presunta.

Considerato che si tratta di un convegno di una sola giornata, con relatori che già godono di rimborso spese ministeriali o sindacali, non si capisce a cosa servono 14.213 euro. Per offrire un pranzo? Per regalare souvenir?

Crediamo che i costruttori edili, soprattutto quando si presentano come soggetti capaci di rilanciare l’economia di tutti i comparti produttivi d’Italia, dovrebbero rinunciare all’obolo della Camera del Commercio per offrire pranzi o regali ai partecipanti ai propri convegni.

Quei soldi potrebbero essere utilizzati per promuovere le attività dei giovani che con grande difficoltà e coraggio decidono di avviare una propria attività per non lasciare questa terra.

Speriamo, infine, che i costruttori beneventani, dopo aver discusso del tema del convegno, trovino un po’ di tempo per spiegare come mai le loro attività private a Benevento sono quasi del tutto ferme mentre un imprenditore avellinese investe 20 milioni di euro.

Il presidente Gabriele Corona

 

 

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