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Perché la De Girolamo non è indagata per le “disposizioni” sui servizi sanitari?

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Comunicato stampa del 5 gennaio 2014

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato ieri ampi stralci delle registrazioni di alcuni compromettenti colloqui dell’estate 2012, tra Nunzia De Girolamo, allora deputato del PdL, e i vertici della ASL di Benevento per discutere di incarichi, gare d’appalto da indirizzare, multe da eliminare, pressioni e minacce ai vertici di strutture sanitarie convenzionate e la collocazione di servizi sul territorio provinciale non per rispondere alle esigenze della popolazione, ma in relazione ad interessi elettorali.

Oggi se ne discute dappertutto, anche sulla stampa locale, ma ancora una volta, è stato un giornale nazionale a pubblicare il contenuto e poi i testi dei colloqui. Anche Enzo Spiezia, il cronista di Ottopagine che si vanta di essere il più informato sulle vicende giudiziarie e che ha più volte attaccato i suoi colleghi beneventani perché non gli riconoscono di essere il primo della classe, non ha avuto il coraggio di scrivere nel merito dei colloqui. Spiezia anche oggi sostiene, per l’ennesima volta, di essere stato il primo, a fine settembre scorso, a dare notizia delle registrazioni di quei colloqui con la De Girolamo, effettuate dall’ex direttore amministrativo della Asl, Felice Pisapia. In verità, se proprio bisogna essere precisi, il 13 settembre dello scorso anno, nel corso di una intervista rilasciata a Emilio Spiniello per Elle Tv, ero stato io a raccontare che un dirigente della Asl aveva registrato le conversazioni con un deputato sulla gestione dei servizi sanitari, augurandomi che le indagini giudiziarie in corso avrebbero fatto chiarezza su tali indiscrezioni. Spero di non ritrovarmi indagato per violazione del segreto istruttorio per aver sollecitato chiarezza su questa vicenda.

Dieci giorni dopo la mia intervista, Pisapia ha depositato in Tribunale la trascrizione di una parte di quei colloqui registrati a luglio del 2012 e Spiezia si è limitato a darne notizia.

Perché Pisapia, indagato per aver favorito alcune ditte, ha parlato con il pm Tartaglia Polcini a gennaio 2013, ma si è deciso a presentare quelle trascrizioni solo dopo nove mesi?

Il comportamento dell’ex-direttore amministrativo dell’Asl viene censurato anche dal Gip che, con la recente ordinanza di misure restrittive, sottolinea che Pisapia, anziché difendersi da gravi accuse di reato, ha utilizzato la stampa per proclamarsi vittima di una congiura che avrebbe portato il suo direttore generale, Michele Rossi, a togliergli l’incarico.

In realtà, la notizia delle registrazioni a casa del padre del ministro De Girolamo era arrivata già a maggio 2013 all’orecchio di alcuni giornalisti di quotidiani nazionali, che non si erano accontentati di indiscrezioni, temendo, probabilmente, di essere usati per ricatti e torbide trattative.

Oggi, finalmente, il contenuto di quei colloqui, almeno di quella parte trascritta e depositata in Tribunale è noto ed è possibile quindi soffermarsi su alcuni elementi.

Colpiscono, innanzitutto, il tono e il linguaggio della De Girolamo nel dare ordini e poi la professione di fede e di obbedienza del direttore generale della Asl di Benevento, Michele Rossi. Emerge, però, soprattutto la gravità della discussione in merito alla collocazione sul territorio della provincia di Benevento dei servizi sanitari. Gli ambulatori, la disponibilità delle ambulanze per i malati e gli anziani, i servizi psichiatrici o di riabilitazione non vengono decisi sulla base delle esigenze della popolazione, ma per la simpatia o la fedeltà dei sindaci oppure per premiare o punire gli amministratori locali.

Già in passato Altrabenevento aveva evidenziato le strane vicende relative al servizio di 118 e le spese della Asl per il fitto di strutture sanitarie mentre rimangono inutilizzati immobili di proprietà. Mi auguro che questa volta il Procuratore della Repubblica di Benevento, Giuseppe Maddalena, magistrato equilibrato e sensibile, possa disporre un’indagine anche su questi aspetti e sui contenuti dei colloqui che riguardano il ministro De Girolamo, tenendo naturalmente in considerazione che quando buona parte dei suoi sostituti sono beneventani, sono sempre possibili motivi di incompatibilità.

Per Altrabenevento – Gabriele Corona

 

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