Categorie: Antimafia, Corruzione, Criminalità

Libera a Benevento si occupi di lotta alla corruzione.

23 gennaio, 2012

Benevento, 23 gennaio 2012

A don Luigi Ciotti
Presidente di  “Libera- Associazioni nomi e numeri contro le mafie”
Via   IV Novembre,  98 – 00187 Roma

e      p. c.                    Prof.  Mario De Nicolais
Coordinatore della sezione di Benevento del “Collegamento campano contro le camorre”
SEDE

Le scrivo come presidente di “Altrabenevento, associazione per la città sostenibile contro il malaffare” che da sei anni si occupa soprattutto di lotta alla corruzione nel Sannio. Sul sito www.altrabenevento.org potrà leggere i nostri numerosi dossier sui casi più significati di abusi di varia natura da noi denunciati.
Naturalmente seguiamo con grande attenzione le iniziative di tutti i movimenti anticamorra e soprattutto le attività organizzate da Libera in tutta Italia ed in modo particolare nei territori campani alle quali abbiamo più volte partecipato. L’associazione che lei presiede con grande efficacia da quasi due anni si è costituita anche nel Sannio con l’adesione di diverse associazioni soprattutto di ispirazione cattolica. Il coordinamento è stato affidato  a don Alessandro Grimaldi, della Curia beneventana, attualmente dimissionario, e ad Amleto Frosi della associazione A.L.I.L.A.C.C.O. che è pure responsabile dello Sportello Antiusura del Comune di Benevento.
Finora però Libera a Benevento si è limitata ad organizzare qualche iniziativa per promuovere genericamente la cultura della legalità senza riuscire ancora ad entrare nel vivo della particolare condizione di questa città, considerata a torto “tranquilla”, e che ultimamente sembra diventata il crocevia di diversi casi di malaffare che la cronaca nazionale ha ben descritto (P3, operazione Malta, P4, riciclaggio di denaro sporco, truffe colossali ad opera di noti professionisti locali)
L’ultima manifestazione alla quale Lei ha partecipato, lo scorso 19 gennaio, è stata organizzata dal  “Collegamento campano contro le camorre per la legalità e la non violenza”, una Onlus che aderisce a Libera, la cui sezione beneventana è costituita da volontari ma anche da soggetti presenti nelle istituzioni.
Ci auguriamo che questa particolare formula possa consentire alla associazione che lei presiede di non limitarsi alle iniziative di carattere “educativo” finanziate da Enti pubblici ma di svolgere anche azioni concrete per contrastare la malavita organizzata e il malaffare dilagante, anche quello che vede come protagonisti politici, funzionari pubblici e “colletti bianchi”.
In questo caso, Altrabenevento sarà davvero ben contenta di collaborare fattivamente con la neonata Onlus e con Libera Benevento, accogliendo l’invito che lei ha rivolto affinchè la società civile sia fortemente coesa nel contrastare la malavita organizzata e la corruzione.
Altrabenevento, Il presidente – Gabriele Corona

Sito della Onlus “Collegamento Campano contro le camorre”  www.collegamentocampanocontrolecamorre.org

sezione di Benevento:

Mario De Nicolais – Coordinatore
Francesco Giangregorio – segretario
Anita Biondi
Annalisa Cerrito
Giulio De Cunto
Viviana Di Palma
Immacolata Fiscarelli
Vittorio Giangregorio
Michele Lanna
Maurizio Melisce
Luigi Mottola
Giovanna Palermo
Giovanni Tartaglia Polcini
Antonio Viespoli
Associazione ” I coraggiosi” di Guardia Sanframondi
Associazione Italiana di Conflittuologia
Associazione Culturale “Gianluca Porrazzo” di San Giorgio del Sannio
Istituto d’Istruzione Superiore “Don Peppino Diana” Morcone
O.N.G. Teatri Benevento
Pro Loco Fragneto l’Abate

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Categorie: Amministrazione Pepe bis

Il commissario politico del Comune di Benevento assicura: “non abbiamo preoccupazione per le indagini sugli appalti”.

22 gennaio, 2012

L’ex assessore alla Pubblica Istruzione, poi deputato socialista craxiano, quindi leader di Alleanza Riformista e Margherita insieme, attuale consigliere regionale, ex presidente dell’ Ordine degli avvocati,  dominus del PD e dei rapporti tra tribunale e palazzi della politica, racconta perchè il sindaco e gli assessori devono andare a colloquio ogni settimana.

Da Il Sannio Quotidiano del 22 Gennaio 2012 13:23

«Superare gli affanni di questi mesi. Nessuna preoccupazione per le inchieste della magistratura su passate gestioni»

Dopo gli attriti che hanno segnato le ultime settimane del Pepe bis parla il vice capogruppo Pd in Consiglio regionale, Umberto Del Basso De Caro

BENEVENTO – Algido, come sempre. Politico meticoloso, di carattere difficile. Per la statura e il tratto un tantino altezzoso, si è perfino guadagnato l’appellativo di “re Umberto” di Benevento. Pianificatore e osservatore lucido delle dinamiche politiche, a Del Basso De Caro, vice capogruppo Pd in Consiglio regionale, non sfuggono certo i tormenti delle ultime settimane del Pepe bis.

Onorevole De Caro, il Pepe bis pare non decollare. Non crede sia questo il tempo di mettere all’angolo gli egoismi di parte, la miopia, il piccolo cabotaggio e concentrarsi sui bisogni della città?

“Da diverse settimane, ogni lunedì, il gruppo consiliare al Comune di Benevento, gli assessori, il sindaco, i parlamentari nazionali, il segretario della Federazione e il sottoscritto si riuniscono per approfondire i temi programmatici e amministrativi di maggiore interesse ed attualità. E’ un modo intelligente e democratico per coinvolgere tutti in una discussione franca e leale, senza tatticismi e dietrologia, e soprattutto per superare qualche affanno che ha segnato il cammino. Considero il risultato fin qui raggiunto eccellente perché molte questioni sono state chiarite. Il sindaco e l’amministrazione tutta hanno ricevuto una solidarietà non di facciata, il gruppo consiliare si è sentito, come è doveroso che sia, protagonista di una stagione politica che il corpo elettorale ha determinato in modo netto con il voto del 15 e 16 maggio 2011”.

Le indagini giudiziarie, annunciate nientedimenoche da un assessore di questo esecutivo, hanno messo in allarme il Partito democratico?

“No. Il Pd, in quanto tale, non ha alcuna preoccupazione. La magistratura inquirente, per quanto a mia conoscenza, sta svolgendo indagini su questioni che riguardano le passate gestioni. Non mi sono mai permesso di censurare le iniziative giudiziarie, peraltro obbligatorie per dettato costituzionale, ma credo che il piano amministrativo non debba risentirne avendo il dovere di proseguire, ed auspicabilmente intensificare, l’azione amministrativa connotandola sempre di incisività, obiettività e rispetto per il programma di mandato con il quale ci si è presentato al corpo elettorale”

Sembra, però, che l’esecutivo Pepe soffra di un vuoto creativo che non lascia emergere le potenzialità della Benevento di oggi.

“Quando si valuta l’operato di un’amministrazione è necessario riferirsi a un contesto generale. Il contesto è determinato oggi da una congerie di provvedimenti legislativi intervenuti a partire dal 13 agosto dello scorso anno e il cui termine non è dato conoscere. Siamo in presenza di normative sopravvenute che hanno profondamente modificato gli equilibri di bilancio, i trasferimenti di risorse dello Stato centrale agli enti locali, che hanno tagliato completamente la spesa sociale imponendo a tutti gli enti locali, Comuni e Province, la profonda revisione delle azioni programmatiche già deliberate, se non addirittura intraprese. Credere che tutto questo non incida sull’agire concreto di un’amministrazione, di qualunque segno essa sia, equivale a fare l’esercizio degli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia. Ragioniamo dunque di una congiuntura internazionale e nazionale che impoverisce le famiglie, le preoccupa per il futuro e inibisce ai Comuni, da sempre i più vicini alle istanze del territorio, di poter svolgere interventi utili a sostegno della collettività, delle imprese e, in particolare, dei ceti più bisognosi. In questo quadro di difficoltà, dalle quali non è dato prevedere il tempo di uscita, il Comune di Benevento ha fatto non poco nei primi sette mesi approvando lo strumento urbanistico generale, atteso da 37 anni, approvando parte dell’housing sociale e cercando oggi, finalmente, di regolamentare differentemente gli uffici e i servizi. Tutto, come sempre, è perfettibile, tutto può essere migliorato, emendato e corretto. Occorre una forte coesione dell’amministrazione e un grande senso di responsabilità, che un partito che ha raccolto il 40 per cento dei consensi non può non possedere”.

Anche lei ha l’indice puntato contro il Venerdì di Repubblica? Non crede, piuttosto, che sullo sfondo ci siano delle responsabilità?

“Considero il giudizio del Venerdì di Repubblica alquanto ingeneroso nella misura in cui non ha colto gli sforzi che l’amministrazione comunale ha fatto per definire e rafforzare l’identità culturale della città di Benevento alla quale il riconoscimento dell’Unesco ha conferito più forza. C’è un problema di risorse ma anche la necessità di un più stretto raccordo con la Provincia per l’utilizzazione ottimale dei numerosi e rilevanti spazi culturali della nostra città. Più volte ho espresso l’opinione che le politiche culturali debbano essere coordinate per evitare sovrapposizioni di iniziative, duplicazioni di costi e anche disomogeneità di indirizzo ed al riguardo ho proposto che la Fondazione Città Spettacolo, la cui adesione ho più volte sollecitato alla Provincia, possa essere il contenitore ideale per dare forza a un progetto di “Città delle Culture” che è nel Dna di Benevento. Non è però, questa, l’unica opzione sulla quale puntare. Considero prioritario l’impegno per il lavoro e per lo sviluppo, per l’allargamento della base produttiva e, prima di tutto ciò, per la definizione delle funzioni territoriali della città capoluogo e del sistema-Sannio. Senza questo preliminare impegno anche quello tanto generosamente profuso in campo culturale rischia di diventare sterile perché una città-Museo sarebbe solo da visitare, ma non anche da vivere”

Altro scivolone del Pepe bis: il caso Orlacchio. Per evitare la tarantella dei segretari comunali, si poteva gestire meglio la vicenda professionale e, forse anche umana, di Orlacchio, non crede?

“Forse il tema del trattenimento in servizio dell’attuale segretario generale è stato trattato dall’amministrazione in modo indiretto poiché qualche contraddizione poteva essere evitata e naturalmente l’autorità giudiziaria l’ha colta. Credo che il primato della politica sia innanzitutto rivendicare il ruolo di indirizzo evitando di ingerirsi nella gestione, tipica della funzione dirigente. Ma occorre talvolta evitare che avvenga il contrario e cioè che la gestione occupi spazi impropri”

Al Consorzio Asi si cerca l’uomo giusto al comando. Quale sarebbe il presidente ideale, secondo lei?

“Il nuovo presidente dovrà trovare la totale condivisione dei tre enti fondatori e non necessariamente dovrà avere profilo politico. Dopo anni di commissariamento, sarebbe auspicabile alla guida del Consorzio Asi un imprenditore capace, competente ed anche indipendente: sarebbe questa la prova che sul terreno dello sviluppo intendiamo giocarci le carte più significative”.

Nell’ultima conferenza stampa del Pd, il deputato Costantino Boffa ha tuonato: “Sulla Regione bisogna alzare un po’ il tiro”. E’ sembrato un monito mirato.

“Sono assolutamente d’accordo con l’onorevole Boffa: il presidente Caldoro va messo davanti alle sue responsabilità e quei pochi impegni ineludibili che egli assunse nel settembre scorso con tutti gli amministratori della provincia di Benevento vanno mantenuti. Nessuno di noi ha mai chiesto la luna nel pozzo, né alcuno di noi si è mai presentato da Caldoro con la lista della spesa. Ma ciò che è ragionevole, ciò che è giusto è che quello che tutti i partiti e le parti sociali hanno definito come urgente e prioritario vada riconosciuto ed assegnato alla nostra provincia”.

Lei ha partecipato alla Conferenza Regionale dei Trasporti, insieme a Boffa, che succederà ora che il Cipe ha stanziato 790 milioni di euro per la Ferrovia Napoli-Bari?

“La decisione del Cipe di destinare alla costruzione della Linea Ferroviaria ad Alta Capacità Napoli-Bari l’ulteriore somma di 790 milioni di euro, per la tratta che raggiungerà Frasso Telesino, è un ulteriore tassello per il completamento di un’infrastruttura che si rivelerà di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’intero Sannio, per portarlo fuori dall’isolamento. La decisione, altresì, rilancia il progetto sulla piattaforma logistica di cui è destinataria Benevento e ne esalta il ruolo di cerniera tra le Regioni del Tirreno e dell’Adriatico Centro-Meridionale”.

 

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Categorie: Antimafia

Don Ciotti a Benevento ancora sulla cultura dell’antimafia.

22 gennaio, 2012

Il Sannio Quotidiano 20 Gennaio 2012

Ieri in città don Luigi Ciotti: «Siate orgogliosi, avete tradotto in insegnamento universitario la lotta alla criminalità. La Costituzione è il primo testo antimafia»

Il presidente nazionale di Libera: «Il più grande male di oggi è il sapere di seconda mano, servono approfondimento e responsabilità»

 «La Costituzione è il primo testo antimafia»

Criminalità, economia e responsabilità sociale sono state le assi portati di un confronto che ieri ha visto al tavolo dei relatori anche il presidente nazionale dell’associazione Libera, Don Luigi Ciotti, non un semplice prete di strada come pure è stato tante volte definito, ma un uomo al servizio dalla gente e in presidio permanente contro l’illegalità.

Un’occasione nata per portare ancora una volta in città un approfondimento sulla questione legalità, ma anche per presentare il libro “Mafie, narcotrafffico e riciclaggio” del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, Giovanni Tartaglia Polcini, e per dare il via, ufficialmente, all’attività della sezione di Benevento del Collegamento Campano contro le camorre per la legalità e la nonviolenza.

A presiedere il dibattito, che si è svolto presso l’ex Convento di Sant’Agostino, è stato Leandro Limoccia, presidente del Collegamento campano contro le camorre. Ad aprire l’incontro è stato il Rettore dell’Università del Sannio, Filippo Bencardino, che ha sottolineato come la lotta alle mafie abbia per l’Ateneo sannita un consistente rilievo. “Non abbiamo bisogno di eroi, ma di persone che sposano il principio del contrasto alla criminalità. Nel diffondere questo messaggio l’Università – ha detto Bencardino – può avere un ruolo importante”.

L’intervento del presidente del Tribunale di Benevento, Rocco Carbone, ha consentito di chiarire che “il Sannio non è più al riparo dall’azione della criminalità. Per chi è chiamato a combatterla – ha poi aggiunto Carbone – fondamentale è il ricordo di quei magistrati che in questa lotta hanno perso la vita”.

Il procuratore capo di Benevento, Giuseppe Maddalena, traendo proprio spunto dal libro di Tartaglia Polcini, ha ricordato di quanto organizzata e articolata sia la criminalità. Di quanto possa essere deleteria per un’economia l’azione di riciclaggio del danaro delle mafie.

Edmondo Cirielli, presidente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ha sottolineato l’importanza della mobilitazione della società come via verso la legalità. Un concetto poi ripreso dal questore di Benevento, Salvatore La Porta: “Spesso accade che si agevoli la mafia senza accorgersene, perché non si ha una vera cultura della legalità. Si ricerca il profitto a tutti i costi e non ci si rende conto che si fa sponda alla criminalità”.

Il professore Giuseppe Marotta del Segis dell’Università del Sannio ha voluto quindi ricordare la sensibilità dell’Ateneo nella lotta alle mafie dimostrata attraverso l’istituzione di uno dei primi master per la gestione dei beni confiscati alla criminalità.

Ha quindi preso la Parola il sindaco, Fausto Pepe, che ha sottolineato la necessità per vincere questa lotta di una classe dirigente forte e autorevole e di un deciso senso di responsabilità.

A chiudere i saluti è stato Amleto Frosi, referente sannita dell’associazione Libera: “Quando si legifera – ha detto – è importante ricordare come la mafia si alimenta. Solo così possiamo colpirla nel vivo”.

Il primo a prendere la parola tra i relatori seduti al tavolo è stato Franco Roberti, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. “Le organizzazioni criminali – ha spiegato – operano quasi sempre su un livello che è sovranazionale, ma la ricaduta che producono è forte soprattutto sul territorio in cui sono radicate. I numeri delle mafie sono impressionanti e le rendono forti. La corruzione poi – ha aggiunto Roberti – le alimenta. Di fronte a ciò dobbiamo anche noi mettere a punto un sistema il più efficiente possibile.

Lo Stato – si è chiesto in ultimo Roberti – può vincere le mafie? La risposta è sì ma solo se lo vuole veramente”.

Sergio Rando, avvocato penalista del Foro di Benevento, ha richiamato l’attenzione sulla forza della criminalità che deriva soprattutto dall’essere all’avanguardia nell’aggirare le leggi. Ed è per questo – ha detto Rando – che anche il nostro sistema deve adeguarsi tenendo il passo di chi lo minaccia”.

Marilisa Rinaldi, presidente della Sezione penale del Tribunale di Benevento, ha posto la lente d’ingrandimento sui numeri della criminalità. “E’ l’azienda più fiorente del Paese – ha sottolineato – e si avvale in questo momento di quell’ampia disponibilità di capitali che invece è preclusa ad ogni altra impresa. Il riciclaggio produce in tutte le realtà, anche nella nostra, un deterioramento dell’economia fortissimo.

La soluzione però è nello scuotere dal basso la società per farla reagire e in questo un ruolo determinate lo giocano i giovani”.

Prima delle conclusioni di don Ciotti, ha preso la parola Giovanni Tartaglia Polcini che ha chiarito come il libro da lui scritto sia frutto dell’ambiente sereno nel quale ogni giorno qui a Benevento si ritrova a lavorare.

A chiudere, come detto, è stato il presidente nazionale di Libera. “Il più grande peccato da combattere oggi – ha esordito don Luigi Ciotti – è il sapere di seconda mano. Noi abbiamo bisogno di profondità, la stessa che c’è nel libro di Tartaglia Polcini e che offre una foto accurata della criminalità. Don Ciotti ha quindi lanciato un appello affinché vengano aperti gli archivi segreti dell’Onu a Vienna. “Sarebbero di grande aiuto alla lotta alle mafie”.

Poi il presidente di Libera ha ricordato quanto importante sia per il contrasto della criminalità l’azione che si perpetra attraverso l’uso sociale dei beni confiscati alla criminalità. Si dà alle mafie e alla società un messaggio importantissimo: “restituire il mal tolto”.

“E voi qui a Benevento – ha poi aggiunto – dovete essere fieri per avere trasformato in insegnamento universitario la lotta alle mafie attraverso l’istituzione del master che insegna come mettere a frutto questi beni confiscati”.

Don Ciotti ha anche sottolineato l’abuso che spesso viene fatto della parola legalità. “Noi – ha chiarito – abbiamo bisogno di responsabilità, meglio ancora di corresponsabilità”.

Stella polare nel contrasto alla criminalità può e deve essere, secondo don Ciotti, la Costituzione. “E’ questo – ha chiuso il presidente di Libera – il primo grande testo antimafia”.

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Categorie: Giustizia e informazione, Ipermercato Zamparini

Dissequestro quote Zamparini, il Palermo Calcio induce in errore anche l’ANSA.

20 gennaio, 2012
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Comunicato stampa del 19 gennaio 2012

L’ANSA di Palermo, a seguito di un comunicato comparso sul sito del Palermo Calcio e relativo al dissequestro delle quote intestate al presidente Zamparini, ha diffuso la seguente notizia che risulta clamorosamente sbagliata.

“ (ANSA) – PALERMO, 18 GEN – La corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal presidente del Palermo Maurizio Zamparini per l’annullamento del provvedimento di sequestro delle azioni della societa’ calcistica emesso dal Tribunale di Benevento. Lo ha reso noto oggi il club di Viale del Fante con una nota.

Il 12 dicembre dello scorso anno Zamparini e’ stato prosciolto nel processo che lo vedeva imputato di abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva e violazioni urbanistiche ed edilizie per la realizzazione del centro commerciale ”I Sanniti” a Benevento. Adesso le azioni che erano state sequestrare in quell’indagine sono state rimesse nelle disponibilita’ della societa’.(ANSA)”.

Infatti, il sequestro delle quote del Palermo Calcio di proprietà di Maurizio Zamparini non è stato disposto nell’ambito del procedimento penale che ha dato vita al processo recentemente chiuso che lo ha visto imputato, insieme ad altre 4 persone, per i reati di Abuso d’Ufficio, Lottizzazione Edilizia e Violazioni Edilizie contestati in relazione ai fatti commessi tra il 2003 e il 2006 relativi alla costruzione del Centro Commerciale “I Sanniti”. Il processo si è chiuso con la prescrizione di alcuni reati (violazioni edilizie) e l’assoluzione per gli altri con motivazioni ancora non depositate da parte del collegio giudicante.

Il sequestro delle quote del Palermo Calcio intestate al suo presidente, in sostituzione delle azioni del Centro Commerciale di Benevento di cui Zamparini non risulta al momento proprietario, è stato disposto nell’ambito di una seconda inchiesta che si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’imprenditore, dei coniugi Clemente e Sandra Mastella e di altre undici persone per i reati di Truffa, Falso, Corruzione ed Abuso di Ufficio. I fatti contestati sono stati commessi dopo il 2006 e sono relativi alle autorizzazioni per l’apertura dell’Ipermercato nonostante palesi violazioni urbanistiche ed edilizie. Il nuovo rinvio a giudizio è stato disposto dal Giudice per l’Udienza Preliminare lo scorso 22 dicembre. Il processo comincerà il prossimo 18 aprile.

La Corte di Cassazione con una precedente sentenza del 2011 ha riconosciuto la esistenza di “gravi indizi“ del reato di truffa ed ha ora deciso di annullare il provvedimento di sequestro disposto l’11 maggio 2011 dal Tribunale del Riesame di Benevento disponendo, per motivi che al momento non sono noti, che sulla questione si pronunci sempre lo stesso Tribunale ma in diversa composizione. Evidentemente la Corte di Cassazione non sconfessa se stessa, conferma la esistenza dei gravi indizi di reato ma discute le modalità e la natura del sequestro.

Il presidente – Gabriele Corona

 

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Categorie: Corruzione

Il sindaco di Montesarchio e la cultura della Legalità

16 gennaio, 2012

altrabenevento – Comunicato stampa del 16 gennaio 2012

Ieri l’altro, 14 gennaio, il quotidiano “Il Mattino” ha dato notizia di un provvedimento di “chiusura indagine” inviato dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Nicoletta Giammarino, al sindaco di Montesarchio, Antonio Izzo, con il quale l’interessato viene avvisato di essere ritenuto responsabile del reato di calunnia per le denunce anonime a danno di Biagio Mataluni, amministratore dell’omonimo oleificio. Non si tratta, per ora, neppure della richiesta di “rinvio a giudizio” e pertanto sorprende l’articolo del quotidiano che finora si è mostrato molto cauto nella pubblicazione di notizie relative a vicende giudiziarie.

Evidentemente fa notizia lo “scontro tra titani” cioè le famiglie degli imprenditori Izzo e Mataluni e soprattutto il fatto che un sindaco ricorre alle lettere anonime per creare danni ed ostacoli alla attività imprenditoriale di un suo avversario politico.

Non è la prima volta che la magistratura deve occuparsi di Antonio Izzo il quale a maggio 2011 era stato, addirittura, arrestato perché ritenuto colluso con la camorra. Il Tribunale del Riesame l’ha scarcerato perché non vi erano i presupposti per la misura restrittiva, ma continua l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia che si avvale di numerose intercettazioni anche ambientali, dalle quali risulta inequivocabilmente il ruolo dei clan nelle elezioni amministrative a Montesarchio.

Antonio Izzo è riuscito, finora, a creare intorno alla sua persona un consenso enorme, espresso addirittura con manifestazioni pubbliche dei suoi concittadini in occasione degli arresti, presentandosi come amministratore rispettoso delle leggi e convinto assertore della necessità di educare i cittadini al rispetto della legalità. Per questo motivo, egli è stato tra i primi a sottoscrivere con la Prefettura di Benevento il Protocollo di Legalità, per controllare la corretta esecuzione degli appalti ed evitare infiltrazioni malavitose nel suo territorio.

Sempre per questi motivi, Antonio Izzo è stato tra i sostenitori più convinti del Centro Studi e Ricerche per la Legalità Costituzionale “Benejus”, partecipando all’inaugurazione della sede di Benevento a maggio 2010, alla presenza di pochi ospiti e tre sindaci di comuni sanniti.

Qualche mese dopo il sindaco di Montesarchio, al termine del convegno sul tema “Legalità e Sviluppo del Territorio Caudino” tenuto nella sua cittadina alla presenza di autorevoli magistrati e rappresentati delle Forze dell’Ordine, consegnò al Benejus un locale del comune per l’apertura al pubblico di uno sportello che avesse il compito di “promuovere la cultura della legalità, per formare cittadini consapevoli e aiutare i giovani a scegliere un percorso di vita ispirato ai valori della solidarietà e della giustizia…”

L’apertura a Montesarchio della sede del “Centro Studi e Ricerche per la Legalità Costituzionale” è tuttora pubblicizzata sul sito www.benejus.org insieme alla delibera n. 227 del 24 luglio 2010 con la quale il Comune di Montesarchio aveva deciso di concedere i locali perchè “l’Amministrazione è sempre stata particolarmente sensibile alle problematiche connesse al rispetto del principio della legalità, valore universalmente condiviso, spesso oggetto di violazioni che generano disagio sociale e inquietudine.”

Adesso, alla luce delle vicende giudiziarie che vedono coinvolto il sindaco Antonio Izzo, non sarebbe il caso che Benejus rinunciasse alla sede di Montesarchio?

Il presidente – Gabriele Corona

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AGGIORNAMENTO del 17 gennaio

Dal sito www.benejus.org è stata cancellata la notizia relativa alla apertura della sede a Montesarchio ed anche la Delibera n. 227 del Comune di Montesarchio che si può scaricare qui in versione PDF

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Categorie: Corruzione, La P3 e il Sannio, Senza categoria

Scaturchio, Pascalucci e il tritacarne dei faccendieri sulla direttrice Napoli- Cervinara- Benevento.

14 gennaio, 2012

La stampa locale ha dato risalto alla notizia dei provvedimenti restrittivi a carico di tre imprenditori di cui uno beneventano, per la bancarotta fraudolenta della pasticceria Scaturchio, ma anche in questa occasione nessun giornalista si è sforzato di approfondire i fatti. Solo Sanniopress, che non è una “testata” come precisa sempre il suo direttore, Billy Nuzzolillo, ha ricordato che a maggio scorso Altrabenevento aveva già segnalato, al mensile la “Voce delle voci- Voce della Campania”, che il caso Scaturchio era finito nella indagine della Procura della Repubblica di Napoli, denominata “Operazione Malta”.

Per diversi reati tra i quali la truffa e la associazione per delinquere, a dicembre 2010 erano finiti in carcere, tra gli altri, Paolo Viscione, da Cervinara, già noto per il coinvolgimento in varie truffe assicurative, il figlio Vincenzo, socio della Istituto Vendite Giudiziarie con sede a San Nicola Manfredi insieme al figlio di Pasqualino Lombardi della P3, e il commercialista beneventano Fabio Solano, tuttora nel collegio sindacale della Azienda dei Trasporti del Comune di Benevento.

L’inchiesta dei magistrati napoletani era partita dalla attività di due compagnie assicuratrici estere, una di Malta e l’altra del Regno Unito, che hanno rilasciato polizze inefficaci accumulando ingenti risorse con le quali sono state finanziate 15 società tutte di fatto ispirate e controllate da Paolo Viscione, tra le quali: Istituto Vendite Giudiziarie di Benevento, Arte Invest Corporation dello stato del Delaware (USA), B&S Broker di Montesarchio, Genealth srl di Firenze, DVS di Roma e San Domenico di Benevento.

Con la ordinanza di arresto i magistrati napoletani precisavano che la San Domenico srl era “destinata a reinvestire somme provenienti dalla NOVOSAD (società inglese di assicurazioni n.d.r.) nell’acquisto e nella attività della impresa di pasticceria ‘Scaturchio’ di Napoli” e che, secondo il curatore fallimentare del prestigioso marchio napoletano, dietro tale società vi erano “il notaio Sangiuolo e tale Viscione da Cervinara”. Il notaio Vito Antonio Sangiuolo, di Benevento, ascoltato dal Pubblico Ministero napoletano titolare della inchiesta, come persona informata dei fatti il 9 settembre 2010, dichiarava:“con riferimento alla somma di 25.000 euro che risulta corrisposta alla mia persona da parte della società Novosad si tratta del versamento dei decimi del capitale di centomila euro della costituita San Domenico srl con sede in via Marmorale 32, avente ad oggetto attività di pasticceria e gelateria. I soci sono Solano Fabio e Solano Massimo…”

Alla San Domenico srl si è affiancata nella operazione Scaturchio, la società “Turistiche alberghiere srl” di Pasquale Ucci, destinatario del provvedimento di interdizione dalla attività disposta dalla magistratura napoletana che intanto prosegue gli accertamenti giudiziari sugli intrecci affaristici della “Operazione Malta” e dei diversi personaggi coinvolti. Il dominus di tutta la ragnatela di relazioni che la procura partenopea ritiene illecite, rimane Paolo Viscione che è anche il grande accusatore di Marco Milanese, parlamentare del PdL, anche lui di Cervinara, per il quale i magistrati di Napoli avevano chiesto l’arresto.

Il parlamento ha graziato anche lui, come ha fatto con Cosentino, e Milanese ha denunciato a sua volta Viscione per calunnia perché lo avrebbe ingiustamente accusato di essere intervenuto per “aggiustare” una indagine della Guardia di Finanza di Benevento a suo carico.

Anche l’esame di quest’ultima vicenda giudiziaria serve a chi non vuole far finta di ignorare, per comprendere il perverso intreccio affaristico-politico già descritto nelle inchieste P3, P4 ed “Operazione Malta” che a Benevento trovano una pericolosa sintesi capace di strozzare anche prestigiose e storiche attività imprenditoriali.

Altrabenevento, il presidente – Gabriele Corona

 

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Categorie: Centrale turbogas

Centrale Luminosa, l’assessore Abbate chiarisce ma Gazzetta di Benevento non capisce.

12 gennaio, 2012

Con il comunicato di ieri, 11 gennaio, Altrabenevento sollecitava l’assessore all’ambiente del Comune di Benevento, Luigi Abbate a chiarire i motivi dell’incontro con le ditte di Ponte Valentino, riportati in modo confuso da Gazzetta di Benevento

Ecco il Comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Benevento. Giovedì 12-01-2012 12:55

Luminosa, l’assessore Abbate ha incontrato Asi e aziende dell’area. “Ho chiarito i motivi della contrarietà del Comune alla costruzione della centrale”

L’assessore all’Ambiente del Comune di Benevento, Luigi Abbate, ha rilasciato stamani la seguente dichiarazione:

“Si precisa che quello di ieri è stato il primo di una serie di incontri avviati dal Comune di Benevento, nello specifico dall’assessorato all’Energia e all’Ambiente, con il Consorzio ASI e le aziende dell’area industriale di Ponte Valentino in merito alla questione della realizzazione della centrale a turbogas da 385 MW da parte della società Luminosa s.r.l.

ggetto dell’incontro è stato il chiarimento dei motivi di contrarietà del Comune al progetto. Contrarietà, peraltro, già espressa in numerosi incontri pubblici con cittadini ed associazioni ed attraverso una istanza di ricorso recentemente accolta dal Consiglio di Stato con ordinanza n° 5024/2011.

lle aziende è stato richiesto di sapere il loro livello di interesse all’eventuale acquisizione di calore/vapore dalla centrale in oggetto, condizione che il Ministero dello Sviluppo Economico, ha posto come necessaria per la realizzazione del progetto stesso.

tal proposito le aziende presenti si sono dimostrate in gran parte non interessate a tale fornitura di calore/vapore ed hanno anche chiarito che fino ad ora non sono mai state contattate dalla società Luminosa, che non ha quindi dettagliato i termini dell’eventuale contratto di fornitura.

Ho, inoltre, comunicato che il Comune di Benevento ha affidato a Marco Cervino, ricercatore del CNR di Bologna, uno studio ad hoc sugli aspetti legati alle emissioni in atmosfera derivanti dalla messa in funzione della centrale a turbogas. Cervino, inoltre, assisterà l’Amministrazione nelle ulteriori iniziative innanzi al Tribunale Amministrativo.

L’incontro è stato, infine, l’occasione per avviare un tavolo di discussione sullo stato dell’Area Industriale e sulla sua riqualificazione nel rispetto dell’ambiente e dei beni culturali presenti in zona. Nei prossimi giorni incontrerò, infine, le rimanenti aziende che operano nell’area”.

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Gazzetta di Benevento riporta il Comunicato del Comune e titola: “Luigi Abbate rilascia una sua dichiarazione sull’incontro svoltosi ieri all’Asi sulla vicenda Luminosa. E non c’è nulla di diverso da quanto scritto da “Gazzetta”.

Poi commenta così: “A chi nella giornata di ieri ha infangato il nome della nostra testata, diffamando il nostro operato, presentantoci ai lettori come persone che non sanno quello che scrivono perché agiremmo con l’unico scopo di arrivare primi sulla notizia, chiediamo ci siano rivolte pubbliche scuse. Noi non abbiamo scritto nulla di diverso rispetto a quanto innanzi riportato dall’assessore Abbate, protagonista dell’incontro. Se proprio vogliamo andare per il sottile, possiamo solo dire che Abbate ha usato il termine “calore/vapore” quando parla di fornitura resa da Luminosa e noi quello più generico di “energia”. E si aggredisce e si diffama una testata giornalistica per questo?”

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Questa la risposta di Altrabenevento con il Comunicato stampa del 12 gennaio 2012

Con un comunicato stampa ufficiale del Comune di Benevento, l’assessore all’ambiente, Luigi Abbate ha chiarito quali sono state le ragioni e i risultati dell’incontro tenuto ieri con le aziende di Ponte Valentino. Il delegato del sindaco, dopo aver ribadito la contrarietà dell’Ente alla centrale alimentata a gas metano, ha ricordato che il Ministero dello Sviluppo Economico ha imposto come condizione per la costruzione dell’impianto la fornitura di acqua calda e vapore, attraverso una apposita rete di tubi di acqua, ad almeno la metà delle aziende collocate nella zona industriale in modo da consentire a tali industrie di dismettere i propri impianti per la produzione di riscaldamento al fine di ridurre l’inquinamento dell’aria.

Proprio per verificare se tale condizione possa essere garantita, il Comune, su sollecitazione del “Forum Permanente contro la Centrale turbogas”, vuole sapere se effettivamente le industrie della zona sono interessate a tale fornitura. Abbate ha accertato che gran parte degli industriali finora interpellati non vuole il calore/vapore della Luminosa ed ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà gli amministratori delle altre società ubicate nell’area ASI.

Accogliamo con soddisfazione le notizie fornite dall’assessore Abbate sui motivi degli incontri con gli industriali di Ponte Valentino che ieri erano stati riportati in modo assolutamente diverso, confuso e contraddittorio sul portale Gazzetta di Benevento. La testata giornalistica, invece di riconoscere l’errore, oggi commenta il comunicato del Comune sostenendo, incredibilmente, che in esso “non c’è nulla di diverso da quanto scritto da Gazzetta” Poi la redazione aggiunge “Noi non abbiamo scritto nulla di diverso rispetto a quanto innanzi riportato dall’assessore Abbate, protagonista dell’incontro. Se proprio vogliamo andare per il sottile, possiamo solo dire che Abbate ha usato il termine “calore/vapore” quando parla di fornitura resa da Luminosa e noi quello più generico di “energia”.

E vi sembra poco? Pensavamo che Gazzetta avesse fatto confusione per la fretta, ma ora ci accorgiamo che alla redazione di quella testata sfuggono alcuni particolari fondamentali, tra i quali la netta differenza tra l’ENERGIA ELETTRICA, per la potenza di 385 mega watt da fornire all’elettrodotto nazionale, e la ENERGIA TERMICA, cioè il CALORE/VAPORE, da cedere alle aziende e agli Enti pubblici. Se chi scrive non spiega che l’impianto proposto dalla Luminosa è un impianto di Cogenerazione (cioè capace di generare contemporaneamente corrente elettrica e calore) e non si tengono presente le condizioni poste dal Ministero, si finisce per non capire perché il Comune ha deciso di interpellare le ditte.

E’ successo esattamente così a Gazzetta di Benevento che non ha capito nulla di quanto ha scritto, riportando in modo strampalato anche le parti di una discussione sul rapporto tra tutela ambientale e sviluppo economico, fatta a margine di quell’incontro tra l’assessore e le ditte, raccolte come indiscrezioni.

Il presidente – Gabriele Corona

 

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Categorie: Centrale turbogas

Quando la corsa di Gazzetta di Benevento per arrivare primi sulla notizia, crea confusione e disinformazione.

12 gennaio, 2012

Da Gazzetta di Benevento del 11 gennaio 2012.

Luigi Abbate convoca le aziende dell’Area industriale di Ponte Valentino per sapere chi usufruirà dell’energia prodotta da Luminosa.

Luigi Abbate, assessore comunale all’Ambiente, ha convocato presso il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale (Asi) di Benevento, Ente di cui il Comune è socio fondatore assieme alla Camera di Commercio ed alla Provincia, le imprese dell’area per parlare del progetto di Luminosa, quello che prevede la realizzazione di una mega centrale a turbo gas avversata con atti giudiziari anche da Comune e Provincia.

All’invito hanno risposto le seguenti aziende (oltre l’Asi, ovviamente, rappresentato dal direttore generale Giuseppe Rillo): Rummo, Imeva, Liderlat, Imec, Global Rea, Eurofer, Presac, Kat Edizioni ed Agusta.

In pratica il discorso affrontato è: Chi usufruirà eventualmente di questa energia prodotta dalla centrale?

Ci sono gli utenti?

Le risposte a queste domande sono state per certi versi sconvolgenti visto che nessuno, sinora, si sarebbe preoccupato di contattare le aziende dell’area per sapere le loro eventuali richieste.

In linea di massima, una richiesta di energia, non unanime, grosso modo c’era nei tempi trascorsi, ma ora la fotografia della situazione in pratica è: a) nessuna azienda è stata mai contattata formalmente né è stata ovviamente contrattualizzata, nemmeno con qualche preliminare; b) qualcuno, come dicevamo innanzi, un interesse lo avrebbe ma per quantitativi molto modesti e certamente insignificanti rispetto all’energia prodotta dalla centrale; c) analizzare i valori ambientali e patrimoniali.

L’esempio portato, per il segmento patrimoniale è stato: Valgono di più o di meno i terreni e gli impianti ubicati nei pressi della discarica rifiuti di Piano Borea?

E da un punto di vista ambientale: E se anche chi la vuole, questa energia, non riesce ad assorbirla tutta, vale la pena pagare gli scotti di una realizzazione di tal genere di centrale senza averne beneficio?

Queste, grosso modo le risultanze, dell’incontro svoltosi all’Asi auspice l’assessore all’Ambiente Luigi Abbate.

Della riunione sarà ora stilato un verbale per lasciare peraltro traccia di quanto detto.

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La risposta di Altrabenevento – Comunicato stampa del 11 gennaio 2012

Che cosa è andato a fare Abbate a Ponte Valentino?

Sul portale Gazzetta di Benevento è stato pubblicato alle ore 16,31 di oggi, l’articolo dal titolo “Luigi Abbate convoca le aziende dell’Area industriale di Ponte Valentino per sapere chi usufruirà dell’energia prodotta dalla Luminosa” con il quale si da notizia di una riunione tenuta questa mattina nella sede ASI tra l’assessore all’Ambiente del Comune e i rappresentanti di nove imprese collocate nell’area industriale. Dalla lettura dell’articolo si comprende che l’incontro sarebbe servito per sapere quali ditte sono interessate alla fornitura della “energia prodotta dalla centrale” senza altri chiarimenti. L’autore del servizio giornalistico sostiene che alcune ditte avrebbero confermato un interesse per quantitativi modesti di energia, ma non si capisce di cosa si sia effettivamente parlato. Si legge inoltre che si sarebbe parlato di “analizzare i valori ambientali e patrimoniali. L’esempio portato, per il segmento patrimoniale è stato: Valgono di più o di meno i terreni e gli impianti ubicati nei pressi della discarica rifiuti di Piano Borea?”

Francamente confessiamo di non aver capito assolutamente niente!

Lo scorso 22 novembre i rappresentanti del “Forum permanente contro la Centrale Turbogas”, al quale aderisce anche Altrabenevento, hanno chiesto agli amministratori del Comune di Benevento, nel corso di un apposito incontro a palazzo Mosti, di verificare se le aziende di Ponte Valentino sono interessate alla fornitura di ACQUA CALDA, attraverso una apposita rete di tubazioni, da parte della prevista centrale elettrica che la società Luminosa vorrebbe realizzare a Ponte Valentino.

In quella sede fu spiegato che il Ministero dello Sviluppo Economico ha rilasciato la autorizzazione alla costruzione di quella centrale a condizione che sia fornito calore/vapore ad almeno la metà delle aziende collocate nella zona industriale in modo da consentire a tali industrie di dismettere i propri impianti per la produzione di riscaldamento ed acqua calda al fine di ridurre l’inquinamento dell’aria. E’ evidente, pertanto, che le aziende di Ponte Valentino non devono spiegare qual è il loro interesse per l’energia elettrica o tutte le generiche fonti di energia, ma dovrebbero chiarire solamente se vogliono la fornitura di CALORE.

E’ probabile che la estrema confusione delle informazioni contenute nell’articolo di Gazzetta di Benevento sia nata dalla fretta con la quale è stato scritto l’articolo, magari per arrivare primi sulla notizia, e per questo chiediamo all’assessore all’Ambiente di chiarire attraverso una nota ufficiale alla stampa quali sono stati effettivamente i risultati dell’incontro di questa mattina che potrebbero essere decisivi per la battaglia che da tempo conduciamo per impedire la costruzione della Centrale Luminosa.

Il presidente – Gabriele Corona

 

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