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Emergenza coronavirus, controlli con i tamponi per tutti gli amministratori comunali e i dipendenti che sono stati in contatto con la vice sindaco.

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Anche il Prefetto di Napoli ha chiarito che l’attività all’aria aperta è consentita. Tamponi per la Giunta Comunale di Benevento. (nella foto di Ottopagine)

Comunicato stampa del 15 marzo 2020

Non siamo stati i soli a segnalare ieri le contraddizioni delle ordinanze del presidente della Regione Campania e del sindaco di Benevento rispetto al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri a proposito di emergenza coronavirus.

Illustri giuristi e diverse testate giornalistiche hanno segnalato non solo i problemi di legittimità costituzionale delle disposizioni regionali, ma anche il rincorrersi di notizie ed interpretazioni contorte di tali ordinanze, soprattutto sui divieti per attività all’aria aperta, che creano confusione ed ansia nella popolazione.

Anche a Benevento i cittadini responsabilmente rimangono dentro casa ed osservano le disposizioni dettate dal Presidente Conte con apposito decreto e successivi chiarimenti.

Sul sito del Governo sono pubblicate le risposte ai quesiti che chiaramente indicano il “divieto assoluto di uscire di casa solo per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus”.

Tutti gli altri devono “evitare di uscire di casa”. “Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute o per necessità ovvero per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. … è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana. Inoltre è giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto, consentita purché non in gruppo. Sono sempre vietati gli assembramenti”

Il presidente De Luca, invece, con la ordinanza n. 15 de 13 marzo ha disposto: “Con decorrenza immediata e fino al 25 marzo su tutto il territorio regionale è fatto obbligo a tutti cittadini di rimanere nelle proprie abitazioni. Sono consentiti esclusivamente spostamenti temporanei ed individuali, motivati da comprovate esigenze lavorative e situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Sono considerate situazioni di necessità quelle correlate alle esigenze primarie delle persone, per il tempo strettamente indispensabile, e degli animali da affezione, e comunque in aree contigue alla propria residenza, domicilio o dimora”.

L’ordinanza ha destato molte polemiche e molta apprensione, considerate anche le minacce di pesante sanzioni, ma nella serata del 13 marzo lo staff di De Luca ha chiarito che “Niente uscite se non per motivi di stretta necessità ma resta la possibilità di fare attività sportiva e motoria all’esterno pur rispettando la distanza di un metro”.

Ieri mattina, però, la Regione Campania ha inviato una nota di segno diametralmente opposta: “si precisa che l’attività sportiva, ludica o ricreativa all’aperto in luoghi pubblici o aperti al pubblico non è compatibile con il contenuto dell’Ordinanza (regionale, ndr) n.15 del 13 marzo 2020″.

Si può immaginare quale preoccupazione nei cittadini genera, in aggiunta a quella per il pericolo di contagio da coronavirus, questa confusione, soprattutto per il pericolo di incorrere in pesanti sanzioni per divieti contorti e contraddittori!

A Benevento, il sindaco Mastella ha immediatamente divulgato i divieti della ordinanza di De Luca a mezzo altoparlanti della Polizia Municipale (ma sul sito del Comune di Benevento sono pubblicate le norme e i chiarimenti del governo che dicono il contrario), mentre diversi giuristi hanno segnalato che “De Luca ha emanato una ordinanza da Stato di polizia, si è sostituito agli organi dello Stato disponendo provvedimenti non attuativi, esecutivi o integrativi, ma molto più restrittivi degli atti statali” (Alberto Lucarelli, costituzionalista); “Forse è il caso di ricordare a qualche amministratore regionale che in Italia le competenze in materia di ordine pubblico sono di esclusiva competenza del governo centrale e più precisamente del Ministro degli Interni che la applica mediante le Prefetture della Repubblica. Inoltre in materia sanitaria la legge prevede espressamente che, in caso di epidemia, il coordinamento torni in capo al Ministro della Sanità” (Silvio Lugnano, criminologo).

Ieri sera è quindi intervenuto il Prefetto di Napoli per ribadire che “L’attività motoria all’aperto è consentita, ma non in gruppo”, dopo aver chiarito che il ruolo delle Prefetture è quello di “ricondurre l’insieme delle regole a un quadro unitario”.

Il Prefetto di Benevento non è intervenuto ma il sindaco Mastella, sul suo profilo facebook ha dichiarato che l’attività fisica all’aperto non è vietata, ma continua a ritenere applicabile l’ordinanza di De Luca che invece non la consente.

Intanto, autorevoli studiosi annunciano che il picco di contagio da coronavirus in Campania è previsto per metà aprile ed è chiaro che fino ad allora non si può pensare solo di fare appello al senso di responsabilità dei cittadini ed emettere continue e contraddittorie ordinanze.

La Regione deve potenziare ed allestire almeno mille posti per terapia intensiva e Mastella, anche a seguito della quarantena imposta agli abitanti di Ariano Irpino e quindi anche alla vicesindaco di Benevento, Serluca, deve chiedere che tutti gli amministratori e i dipendenti comunali che hanno frequentato l’assessore alle finanze, siano sottoposti a controlli con i tamponi specifici per accertare la eventuale contaminazione da coronavirus.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

 

 

 

 

 

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