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Scippata l’acqua del Biferno, Gino Abbate, nominato in GESESA per difendere gli interessi dei beneventani, deve spiegare perchè.

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L’amministratore delegato di GESESA conferma che Benevento sarà privata dell’acqua buonissima del Biferno ma sostiene che la colpa va attribuita alla Regione Campania. Gino Abbate, gli amministratori comunali e i politici locali (compresi quelli del PD stranamente muti su questo argomento), devono chiarire come si conciliano gli interessi di ACEA con quelli dei cittadini.

Altrabenevento- Comunicato stampa del 11 ottobre 2019

Con un comunicato stampa di ieri, 10 ottobre, l’amministratore delegato della GESESA, Vittorio Cuciniello, funzionario ACEA, ha confermato che la fornitura di acqua dai pozzi di San Salvatore Telesino a Benevento sostituirà progressivamente quella del Biferno ma precisa che la decisione è stata assunta dalla Regione Campania.

La notizia fa sobbalzare i consiglieri comunali, gli amministratori e i rappresentanti politici che finora avevano capito che la fornitura di acqua dai pozzi della valle telesina sarebbe stata “integrativa” e non “sostitutiva” di quella proveniente dalle sorgenti molisane.

Evidentemente chi finora non ha mai voluto credere che la nostra città sarebbe stata privata anche dell’acqua del Biferno, come più volte segnalato da Altrabenevento, ricordava solo che il progetto originario per l’attivazione dei pozzi di San Salvatore Telesino prevedeva la miscelazione nel partitore di Auduni, frazione di Gioia Sannitica (CE), dell’acqua emunta (300 litri al secondo) con quella del Biferno (2.700 litri/secondo) e la successiva distribuzione verso Caserta-Napoli e verso Benevento.

Secondo quel progetto, nella nostra città sarebbe arrivata acqua del Biferno con l’aggiunta di una piccola percentuale, circa il 10%, di acqua “dura” da San Salvatore.

Qualche anno fa, però, è stato realizzato un collegamento diretto tra i pozzi di San Salvatore e l’acquedotto proveniente da Gioia Sannitica per trasferire tutta l’acqua telesina solo verso Benevento in sostituzione di quella del Biferno.

Insomma, noi dovremmo avere per la parte alta della città, solo acqua “dura” telesina mentre Caserta-Napoli avranno il cento per cento di acqua buonissima del Biferno.

A febbraio del 2017 la Regione ha trasferito i pozzi di San Salvatore proprio alla GESESA che è ben contenta di tale decisione che le consente di poter gestire anche il tratto di acquedotto oggi usato per fornire acqua del Biferno e di aumentare in tal modo il numero dei comuni serviti, anche per raggiungere la percentuale di utenti necessaria per diventare Gestore Unico del servizio idrico delle province di Benevento e Avellino.

Possibile che il presidente di GESESA, Gino Abbate, non sappia niente di questo grande progetto di “sviluppo” aziendale al punto da dichiarare più volte che lui si opporrà decisamente alla sostituzione di acqua buonissima delle sorgenti del Biferno con quella “dura” dei pozzi di San Salvatore Telesino?

Qualche giorno fa, Abbate ha annunciato la chiusura dei pozzi contaminati di Pezzapiana e invece Cuciniello, amministratore delegato di GESESA, dice che non si possono chiudere.

Possibile che i due amministratori non si parlino? E’ vero che non mancano tra loro diversità di vedute sulla gestione dell’azienda (incarichi e utilizzazione del personale, schede prepagate per spese aziendali, uso delle auto di servizio, pagamento di consulenze e spese legali, convocazioni delle riunioni e argomenti da discutere, ecc) ma dovrebbero quantomeno decidere con una formale delibera del Consiglio di Amministrazione, come servire acqua agli utenti che pagano salate bollette.

Intanto, il consiglio comunale e le forze politiche potrebbero chiedere alla Regione Campania dove, come, quando e con chi ha deciso di ridurre progressivamente l’acqua del Biferno alla nostra città.

Anche i dirigenti del PD, compresi i consiglieri comunali finora muti su questo argomento e i talentosi attivisti cittadini preoccupati solo di smentire Altrabenevento, potrebbero spiegare come si conciliano gli interessi di ACEA con quelli dei cittadini.

Il presidente Gabriele Corona

Nella foto: Luigi Abbate quando era nel PD prima di tornare mastelliano.

 

 

 

 

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