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Composti chimici cancerogeni in un pozzo privato vicino a quello della GESESA

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Gli esami Arpac su due pozzi privati al rione Ferrovia confermano la presenza di Tetracloroetilene nella falda oltre la soglia di Contaminazione e attestano la presenza anche di altri due composti chimici cancerogeni.

Comunicato stampa del 12 settembre 2019

L’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania, servizio di Benevento, ha trovato nei campioni di acqua profonda prelevati in due pozzi privati del rione Ferrovia, concentrazioni di tetracloroetilene fino a tre volte la Soglia di Contaminazione.

Sono quindi nove i pozzi (tre utilizzati da GESESA, quattro scavati da ARTEA srl e due privati) distanti tra loro fino a 800 metri, nei quali è stata trovata la presenza del pericoloso inquinante a conferma che la Contaminazione riguarda la intera falda dalla quale viene prelevata l’acqua servita agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico.

Questi ultimi esami confermano anche che nella stessa falda sono presenti altri pericolosi inquinanti. Infatti, l’ARPAC che nei pozzi utilizzati dalla GESESA aveva già trovato Cloroformio e Bromodiclorometano, ha trovato nel pozzo privato posto a poche decine di metri da quello di Campo Mazzoni, la presenza di due composti Alifatici Alogenati Cancerogeni, precisamente il Bromoformio con concentrazioni pari a 22 volte la Soglia di Contaminazione e il Clorodibromometano con concentrazioni pari a 4 volte la Soglia di Contaminazione.

Dinanzi a questi preoccupanti risultati che confermano la necessità di chiudere i pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana e di fornire a tutta la città l’acqua buona del Biferno, l’amministrazione Mastella, che finora ha sempre negato la gravità della situazione, prepara il terzo provvedimento disciplinare per il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, dipendente dell’ente ma libero cittadino che a nome dell’associazione civica chiede acqua di buona qualità per tutta la città.

Naturalmente anche questo tentativo di chiuderci la bocca non avrà successo. Non abbiamo alcuna intenzione di tacere come fa il Consiglio comunale che finora ha dimostrato di non essere capace neppure di leggere i risultati degli esami ufficiali dell’ARPAC o dei laboratori privati del Comune e della GESESA.

Invece si mobilitano i cittadini che stanno sottoscrivendo le richieste di riduzione della tariffa GESESA per gli utenti della parte bassa della città in attesa della chiusura dei pozzi contaminati e la fornitura di acqua dal Biferno.

Speriamo che la Procura della Repubblica concluda l’indagine in corso sulla contaminazione della falda, sugli esami di Gesesa che non ha mai trovato tetracloroetilene fino alle nostre denunce, sull’utilizzo della maggiore fornitura di acqua dal Biferno e l’appalto per i pozzi di S. Salvatore Telesino. Speriamo che anche il Prefetto esprima una sua valutazione sui risultati delle varie riunioni tenute sull’argomento con il Comune di Benevento, la GESESA, la Provincia, la Regione, l’Ente Idrico Campano, l’ARPAC e la ASL.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

 

 

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