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“Mastella, i Serpenti e i Coniglietti”. 2- l’ex conigliera per migranti.

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Romanzo estivo. Seconda parte 

Comunicato stampa del 19 agosto 2018

[Riassunto della puntata precedente (14 agosto): Il Comune di Benevento vuole chiudere il centro per assistenza ai disabili "E' più bello insieme" con varie ridicole argomentazioni (verbali NAS che dicono altre cose; debiti per fitti non ricalcolati; difficoltà economiche dell'Ente che non consentono anticipazioni nonostante l'incasso di versamenti arretrati della Regione). Gli assessori Picucci (vicesindaco pro-tempore per grazia ricevuta) e Anna Orlando ai Servizi Sociali (ha sostituito Patrizia Maio che cominciava a capire troppo), attaccano violentemente ed incomprensibilmente Angelo Moretti presidente della cooperativa sociale che gestisce il centro per disabili. Mastella annuncia la gara di appalto per affidare la gestione del servizio in trasparenza e nel rispetto della legalità, come è accaduto per lo SPRAR (integrazione rifugiati) assegnato recentemente alla Cooperativa Esculapio di Marano (NA)]

Esculapio è il nome latinizzato del dio greco della medicina ed ha come simbolo il serpente arrotolato su un bastone (secondo alcuni il rettile che cambia pelle ogni anno rappresenta la capacità di ringiovanimento come quei personaggi che non tramontano mai). A Roma in antichità ad Esculapio era dedicato il rito della incubatio che consentiva di guarire anche attraverso i sogni inviati dagli dei.

E sarà stato un sogno ad aver indicato agli amministratori, marito e moglie, della cooperativa sociale di Marano (NA) che prende il nome di Esculapio, appunto, che a Benevento potevano partecipare con successo alla gara di appalto per gestire il servizio SPRAR finanziato dal Ministero dell’interno con un milione di euro, utilizzando una struttura molto contestata.

E’ un edificio costruito in contrada San Chirico negli anni ’80 per allevare e macellare i conigli, poi trasformato sulla carta in palestra ma utilizzata in parte come sede di un’attività commerciale per videogiochi e in parte come abitazione.

A gennaio del 2017 in quella struttura fu spostato un gruppo di migranti da un centro di Vitulano (chiuso per motivi tuttora incompresi), per un’autorizzazione concessa dalla Prefettura in base alla documentazione presentata dal proprietario Mario De Minico che faceva riferimento ad un condono che gli avrebbe consentito di utilizzare l’edificio per civile abitazione. Anche Paolo Di Donato del consorzio Maleventum che gestiva i migranti e il presidente del consiglio comunale di Benevento, Luigi De Minico, fratello del proprietario dell’ex conigliera, dichiarorono al giornalista autore di un servizio video de “Il Fatto Quotidiano” che il condono risultava pagato e concesso. Ma non era così!

Infatti il Permesso di Costruire n. 2866 per condonare gli abusi eseguiti in diversi anni e consentire il cambio di destinazione in abitazione è stato rilasciato il 31 luglio del 2017 (sei mesi dopo il forzato ricovero dei migranti). E comunque non riguarda tutto l’edificio: il piano terra, infatti, è escluso e la metà del primo piano è ancora destinata ad impianto sportivo. Ma su questo torneremo.

A marzo scorso la cooperativa Esculapio nel presentare la domanda di partecipazione alla gara per lo SPRAR bandita dal Settore Servizi Sociali allegava la dichiarazione di Mario De Minico che si impegnava a concedere l’uso dell’edificio di contrada San Chirico, ma precisava che si trattava solo delle parti distinte in catasto Foglio 17, particella 454, subalterni 2 (cantina e piano ammezzato per complessivi 33 metri quadrati), sub 6 e sub 7 (piano primo di 372 metri quadrati e sottotetto di 294 metri quadrati). Si trattava di parti molto limitate sufficienti appena per dormire ed utilizzare servizi igienici. Erano escluse ufficialmente le parti indicate catastalmente con i sub 3 e 4 cioè soggiorno-cucina-lavanderia e deposito tutti al piano terra.

Per le stesse parti della struttura (tutta senza il piano terra e quindi senza cucina-soggiorno-lavanderia) il tecnico incaricato da De Minico presentava il 6 marzo l’autocertificazione per il certificato di agibilità e il dirigente del Settore Servizi al Cittadino il 26 aprile chiedeva al suo collega del Settore Opere Pubbliche l’attestazione d’idoneità igienico sanitaria. Il 4 maggio il servizio SPRAR veniva assegnato temporaneamente alla cooperativa Esculapio che aveva ricevuto dalla commissione di gara il punteggio più alto per qualità ed economicità della offerta.

Ma il 28 maggio con una scrittura privata, la moglie di De Minico, Silvana Quarantiello (anch’essa candidata nella lista Mastella al consiglio comunale e poi nominata dal sindaco nel consiglio di amministrazione del Convitto Nazionale) ha concesso in fitto alla cooperativa Esculapio al costo di 4.500 euro mensili, i locali della struttura catastalmente indicati come sub 2-6-7 (cantina, ammezzato, primo piano e sottotetto) ma ha aggiunto anche il sub 3, cioè la parte del piano terra in origine non prevista, che però è ancora catastalmente indicata come categoria Commerciale.

Questa strana lievitazione di superficie viene confermata dal settore Opere Pubbliche che il 20 luglio, rispondendo alla richiesta di attestazione dei requisiti igienico sanitari per i locali indicati come sub 2-6-7, attesta che sono idonei ed utilizzabili anche quelli del piano terra sub 3 cioè il soggiorno, la cucina e la lavanderia che però non erano indicati negli atti della gara di appalto e si riferiscono ad una parte non condonata.

Non si accorge della “anomalia” il dirigente del settore Servizi al Cittadino che il 23 luglio firma la Determina per l’aggiudicazione definitiva del servizio SPRAR alla cooperativa Esculapio. A seguito di tali atti, dove saranno ospitati in realtà i migranti? Nella cantina e nel piano ammezzato con metà del piano primo e sottotetto, oppure anche nel capiente piano terra commerciale e gli uffici-palestra del piano primo?

(continua)

Il presidente – Gabriele Corona

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