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Il “mistero dei pozzi”. Perchè la GESESA vuole rinunciare all’ottima acqua delle sorgenti del Biferno?

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Svelare il “mistero dei pozzi di San Salvatore Telesino” che la GESESA ha preso in gestione per fornire alla valle telesina e alla città di Benevento acqua pessima in sostituzione di quella ottima del Biferno.

Altrabenevento - Comunicato stampa del 31 luglio 2017

Tre membri del Consiglio di Amministrazione della GESESA, Gino Abbate, Antonio Orafo e Alessandra Itro, hanno inviato alla stampa una lunghissima nota con la quale, dopo aver inutilmente tentato di intorbidire la discussione con vari giri di parole e dati tecnici contraddittori ed inconcludenti, hanno finalmente ammesso di aver preso in gestione dalla Regione Campania (attraverso l’ATO) i pozzi di San Salvatore Telesino per alimentare Benevento e i comuni della valle telesina.

Precisano i tre nominati dal sindaco Clemente Mastella, che l’acqua di quei pozzi è di buona qualità (lo avrebbe accertato l’Università di Napoli) e che sarà utilizzata solo in caso di necessità, cioè nel caso non fosse più disponibile quella ottima del Biferno per accordi tra le Regioni Campania e Molise.

Questa dichiarazione è gravissima perché di fatto rappresenta una resa alle manovre dei molisani che da almeno dieci anni tentano di ridurre la fornitura di quell’acqua verso la Campania, e degli amministratori campani che tentano di dirottare a Napoli la parte che rimane. L’operazione finora non è riuscita perché i beneventani non si sono accontentati dell’acqua dei pozzi di San Salvatore Telesino che è sempre risultata particolarmente “dura” cioè piena di minerali al punto da determinare il pericolo di calcoli ai reni e altre patologie.

Nei giorni scorsi l’ex sindaco di Benevento, Fausto Pepe, ha dichiarato che durante la sua gestione il Comune e la GESESA si sono sempre opposti all’uso dell’acqua dei Pozzi di San Salvatore Telesino perché era pessima. Questa dichiarazione deve essere accompagnata da idonei documenti da parte di Fausto Pepe o eventuali smentite da parte di Gino Abbate e Antonio Orafo, che negli ani scorsi sono stati, rispettivamente, assessore all’ambiente e portavoce di Fausto Pepe.

Come mai quell’acqua, alcuni anni fa era pessima e adesso è diventata buona?

E’ evidente che se GESESA la considera adeguata qualitativamente, i pozzi di San Salvatore saranno collegati all’acquedotto Campano che, non potrà, contemporaneamente, fornire anche l’acqua del Biferno. Di conseguenza la Regione Molise avrà un motivo in più per ridurre quella fornitura e riservarla a Napoli, considerato che i 19 comuni sanniti avranno trovato una alimentazione alternativa.

C’è poi da considerare che l’acqua dei pozzi di San Salvatore costerà di più di quella molisana perché ha bisogno di pompaggio per essere immessa in rete.E allora, perché GESESA e l’amministrazione Mastella insistono per gestire quei pozzi? La città perderebbe l’acqua ottima di sorgente che costa poco, in cambio di acqua pessima di pozzi più costosa, ma che ci guadagnano GESESA e ACEA?

Questo “mistero dei pozzi di San Salvatore” costruiti trent’anni fa e mai usati perché l’acqua è durissima, aggiustati più volte ma sempre abbandonati, deve essere necessariamente svelato!

Noi ci proveremo, ma GESESA ha tra gli amministratori e i dipendenti, non solo persone informate dei fatti ma anche fior di giornalisti e pure la figlia di un noto magistrato che sicuramente sapranno fornire agli utenti le informazioni dovute. Anche la stampa locale potrebbe approfondire e non limitarsi a pubblicare comunicati (qualche volta censurando quelli di Altrabenevento) o aspettare la pubblicità della GESESA.

Il presidente – Gabriele Corona

 

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