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Archivio per la categoria ‘corruzione nel Sannio’

La qualità della sanità e lo sviluppo: il caso Marche e gli scandali a Benevento e Cerreto Sannita.

20 agosto, 2010
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Altrabenevento_ Comunicato stampa del 20 luglio 2010

I nostri politici e gli esperti di economia continuano a disquisire di “sviluppo locale” inventando, periodicamente, la strategia che dovrebbe determinare la grande occasione per lo sviluppo economico del Sannio. Dal dopoguerra ad oggi si è parlato molto di possibili investimenti industriali, infrastrutture e opere pubbliche, grandi strade, aeroporto, piattaforma logistica, turismo, innovazioni tecnologiche, accaparramento di finanziamenti pubblici di ogni tipo, produzione di energia, grandi piani urbanistici per rilanciare l’edilizia, ecc. ecc..

Tranne pochi accenni, non si parla mai, invece, della qualità dei servizi e della sicurezza del territorio intesa nelle forme più ampie, che in altre realtà non molto lontano da noi, stanno favorendo investimenti e crescita della popolazione residente.

E’ il caso delle Marche dove, da alcuni anni diversi professionisti americani si sono trasferiti stabilmente ristrutturando bei casolari e potenziando l’attività di aziende agricole per produrre prodotti tipici. Recentemente una rivista americana con 36 milioni di abbonati, soprattutto pensionati, ha pubblicato un lungo servizio sui “cinque paradisi terrestri” dove trasferirsi stabilmente: Puerto Vallarta in Messico, la regione Linguadoca-Rossiglione in Francia, Boquete a Panama, Cascais in Portogallo e per l’Italia, solo le Marche.

La ragione la spiega il giornalista Barry Golson, autore del servizio: “Le Marche hanno vigneti ridenti, arte, architettura, splendide spiagge, belle montagne nevose, ottima cucina, buon clima, festival e manifestazioni culturali, prezzi abbordabili e un buon sistema sanitario pubblico”.

La provincia di Benevento, tranne il mare, non avrebbe proprio nulla da invidiare alla regione del centro Italia, ma di certo ci penalizza molto la scarsa qualità dei servizi, soprattutto quello sanitario al centro, recentemente di quattro grandi scandali.

I primi tre riguardano le truffe a danno dei disabili, le pensioni per i falsi invalidi e la appropriazione indebita dei fondi destinati all’Ospedale Fatebenefratelli, di cui molti sapevano ma che solo ora emergono ufficialmente grazie alle indagini della Procura della Repubblica. Il quarto scandalo riguarda i soldi pubblici spesi per costruire ospedali che non funzionano o per lauti incarichi ai manager.

Fa discutere, a tal proposito il caso recente dell’Ospedale di Cerreto Sannita, dove sono state chiuse le sale operatorie, non funziona il reparto chirurgia e la attività complessiva è ridotta di molto con conseguente trasferimento di personale. Pare che l’Ospedale sia destinato a chiudere o a ridurre fortemente la sua attività per mancanza di fondi che però, a quanto pare, non mancano per il Manager che percepisce uno stipendio di circa seimila euro al mese. Si tratta del dott. Pasquale Di Guida che è stato confermato nell’incarico di “Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero di Cerreto Sannita” con la Deliberazione n.290 assunta in data 15 luglio scorso dal Commissario Straordinario della ASL, Massimo Lacatena, pochi giorni prima della sua sostituzione. E non si tratta di una proroga dell’incarico per qualche mese in attesa di decidere il futuro e il ruolo dell’Ospedale di Cerreto, perché la nomina vale fino al 30 giugno del 2015, quindi per altri cinque anni, a stipendio intero.

Questo vuol dire che anche l’Ospedale continuerà a funzionare con tutte le prestazioni finora garantite, per altri cinque anni ? Che ne pensa il nuovo Commissario della ASL?

Il presidente- Gabriele Corona

Corruzione, Sanità, corruzione nel Sannio

Vincoli archeologici sui parcheggi di Zamparini. Per fare cosa?

16 agosto, 2010
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Altrabenevento – Comunicato stampa del 16 luglio 2010

La Soprintendenza per i Beni Archeologici ha avviato le procedure per la apposizione dei vincoli sulle aree dell’Ipermercato “I Sanniti” e relativi parcheggi, ma non si comprende quali effetti potrebbe sortire questo provvedimento così tardivo.

I lavori per i primi sbancamenti cominciarono nel 2002 sui terreni tra via Valfortore, la ferrovia Benevento-Foggia e il fiume Calore, area non vincolata nonostante nella zona fossero già stati rinvenuti in passato numerosi reperti archeologici.

Nel 2003, durante i lavori per le fondazioni dell’Ipermercato, fu ritrovato ed in parte danneggiato, un tratto di acquedotto romano e solo allora la Soprintendenza si decise ad effettuare una campagna di scavo a conclusione della quale riferì di aver ritrovato, oltre all’acquedotto, strutture di un edificio databile al II secolo dopo Cristo, alcune sepolture tardo-antiche, un acciottolato dell’Età del Ferro ed altre interessanti evidenze riferibili all’Età del Bronzo Antico.

A seguito di tali scoperte la Soprintendenza pretese la modifica del progetto con le seguenti prescrizioni: arretrare di 6 (sei) metri le fondazioni dell’Ipermercato, escludere la costruzione del parcheggio interrato già autorizzato, consentire la realizzazione degli altri parcheggi a raso lasciando a vista alcuni reperti rinvenuti. Con una nota alla stampa del 12 aprile 2006, la Soprintendente dell’epoca, la dott. Giuliano Tocco, spiegò che “Il parere del 29.4.2005 autorizzava la realizzazione del parcheggio a raso, prescrivendo alla Ditta Zamparini che fossero conservate a vista… le strutture più significative rinvenute nell’area, ovvero l’acquedotto e l’edificio in opus reticulatum di epoca imperiale. Per quanto attiene alle evidenze non monumentali …. come quelle risalenti al periodo preistorico e protostorico- continuava la dotta.ssa Tocco- si prescriveva che venissero debitamente preservate e ricoperte secondo le disposizioni della stessa Soprintendenza. Essendo di per sé un parcheggio facilmente reversibile, poteva ritenersi in tal modo assicurata la tutela e la conservazione di tutte le preesistenze archeologiche, non escludendo la possibilità di intervenire successivamente, con finanziamenti ad hoc, con un progetto complessivo mirante alla loro valorizzazione”.

Quindi, secondo la ex Soprintendente, volendo si potrebbero tirare fuori nuovamente le strutture murarie rinvenute e ora ricoperte di cemento ed asfalto, e valorizzarle. A questo scopo la nuova Soprintendente, la dott.ssa Maria Luisa Nava, ha previsto ora di apporre i vincoli archeologici sull’intera area? E perché l’ufficio periferico del Ministero dei Beni Culturali si ricorda solo adesso della importanza di quei reperti “preistorici e protostorici”? E a spese di chi dovrebbero essere eseguiti i lavori? Di Zamparini che è solo l’utilizzatore con contratto di leasing dell’ Ipermercato e delle aree limitrofe, o dei proprietari, cioè le società finanziarie che li hanno acquistati dal 2005 ?

C’è da scommettere che né Zamparini né altri cacceranno un solo euro per valorizzare quei beni collettivi di grande interesse storico che rimarranno seppelliti dai parcheggi.

Del resto, è bene ricordare, che Zamparini non ha ancora provveduto neppure a recuperare la antica masseria per destinarla a museo e centro accoglienza per i visitatori del Parco fluviale che non ha ceduto al Comune. L’imprenditore friulano per complesse relazioni con l’Amministrazione comunale, non ha realizzato a sua cura e spesa il tratto di asse interquartiere dal costo di € 1.700.000, ha risparmiato altri €.200.000 per l’acquisto di terreni necessari ad ampliare via Mura della Caccia, non ha corrisposto altri 800.000 euro per i sottopassi ferroviari e non ha abbattuto i capannoni abusivi, nonostante gli impegni sottoscritti nel 2005 con le amministrazioni di centro destra, e nel 2006 con quella attuale di centrosinistra.

Una parte di questo “contenzioso” è oggetto di ricorso al TAR da parte del Comune, ma la udienza fissata prima alla fine del 2009 e poi a febbraio del 2010, è stata ancora rinviata.

Non è oggetto di contenzioso, invece, la cessione della strada che porta al Centro commerciale e dovrebbe sbucare a via Valfortore. Zamparini si era impegnato a realizzarla a sue spese per non versare al Comune altri 524.000 euro di oneri di urbanizzazione. Quella strada, però, non è stata mai ceduta al Comune, né sono stati pagati i relativi oneri, e anche nella giornata di ieri, Ferragosto, essa era sbarrata con la conseguente impossibilità per i cittadini di accedere al cosiddetto Parco Fluviale.

Della questione si è occupata anche la Procura della Repubblica con una indagine che ha portato recentemente ad alcune richieste di misure restrittive e sequestri di beni, per imprenditori, tecnici, funzionari ed amministratori comunali, che però non sono state accolte dal Giudice per le Indagini Preliminari.

Ora si attendono le richieste di rinvio a giudizio per conoscere quali sono le specifiche contestazioni di reato.

Il presidente- Gabriele Corona

Corruzione, Ipermercato Zamparini, corruzione nel Sannio

Dopo 7 anni la Soprintendenza impone il vincolo archeologico sulle aree dove è stato costruito l’Ipermercato “I sanniti”

14 agosto, 2010
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Da il Mattino del 14 agosto 2010

La Soprintendenza ci ripensa sull’area dell’Ipermercato.

La Soprintendenza Archeologica ci ripensa e l’acquedotto di età imperiale, le strutture murarie di un edificio databile al II secolo dopo Cristo, un’area risalente all’Età del Ferro e cospicui livelli di frequentazione pertinenti al Bronzo Antico, ridiventano di grande interesse, al punto di avviare le procedure per l’apposizione del vincolo. Quattro anni fa, precisamente a settembre 2006, la Soprintendenza Archeologica autorizzava la realizzazione di due parcheggi per un totale di 8mila metri quadrati, a servizio dell’Ipermercato di Maurizio Zamparini, in via Valfortore, sui reperti archeologi rinvenuti due anni prima; ora lo stesso Ufficio ci ripensa ed avvia la procedura per porre il Vincolo Archeologico su quella area, considerata la importanza delle preesistenze storiche rinvenute. Con una comunicazione ufficiale inviata al Comune di Benevento, alla ditta Becom srl di Maurizio Zamparini, e al Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, la Soprintendente, Maria Luisa Nava, ricorda il valore dei reperti, valore già segnalato con una apposita relazione l’11 agosto del 2005. In quella occasione, la comunicazione fu firmata da Giuliana Tocco, soprintendente in carica fino a giugno 2007, che così scriveva: «Le indagini archeologiche che questa soprintendenza ha appena concluso nell’area interessata alla costruzione del Centro Commerciale “I Sanniti” hanno portato alla luce una complessa stratificazione insediativa databile, senza soluzione di continuità, tra l’Età del Bronzo Antico e l’epoca moderna. Tra i rinvenimenti di particolare rilievo, spiccano un tratto di acquedotto di età imperiale, in buono stato di conservazione, alcune strutture murarie in opus reticulatum pertinenti ad un edificio databile al II secolo dopo Cristo, un’area acciottolata risalente all’Età del Ferro e cospicui livelli di frequentazione pertinenti al Bronzo Antico». Di conseguenza, Giuliana Tocco, preso atto che i reperti archeologici erano stati ritrovati in una zona «destinata a parcheggi, né risulta possibile per il committente rinunciare a tale destinazione, in considerazione dei parametri stabiliti dalla Legge Regionale sulla grande distribuzione commerciale», propose al Comune di modificare il Piano di Lottizzazione al fine di consentire alla ditta Zamparini di utilizzare come parcheggio a servizio del Centro Commerciale, quello previsto nella zona destinata a Parco Fluviale, in modo da evitare la costruzione delle aree di sosta sulle importanti preesistenze storiche da tutelare e valorizzare. L’amministrazione in carica, guidata dal sindaco Sandro D’Alessandro, accolse la proposta ed adottò a maggio 2006, pochi giorni prima delle elezioni amministrative, il nuovo piano di Lottizzazione con la delibera di Giunta n. 84 che fu però annullata dalla giunta guidata da Fausto Pepe, il 31 agosto 2006. La nuova amministrazione, preso atto che Zamparini aveva comunicato la riduzione della superficie di vendita a circa 13.000 metri quadrati, e ciò di conseguenza riduceva anche le aree a parcheggio necessarie a 26.000 mq, tra le quali quella indicata dal progetto sul tetto dell’edificio, calcolò che non fossero più necessari né i parcheggi previsti sui reperti archeologici, né quello previsto nell’area Parco Fluviale. La decisione fu contestata dalla Soprintendenza Archeologica che qualche giorno dopo autorizzò Zamparini a realizzare i parcheggi a raso sui reperti da tutelare comunque, lasciando in evidenza un tratto di acquedotto e i resti della casa gentilizia del II secolo dopo Cristo. Successivamente la soprintendenza archeologica ha imposto prescrizioni anche per il recupero della vecchia masseria in parte edificata su reperti archeologici che però versa ancora in stato di completo abbandono. Alla nota con la quale la nuova soprintendente ha recentemente comunicato l’avvio della procedura per apporre il vincolo su tutta l’area dell’Ipermercato “I Sanniti”, ha risposto il 28 luglio scorso, la Becom srl di Maurizio Zamparini che, senza mezzi termini, scrive: «Il procedimento assume in maniera evidentemente travisatoria, la sussistenza di un interesse archeologico su un compendio di vastissime dimensioni, che travalica nettamente l’ambito di ritrovamento». «Si deve aggiungere – continua la Becom – che la più parte dell’area cui si propone il vincolo costituisce da quasi un lustro, il sedime di un centro commerciale regolarmente edificato e altrettanto regolarmente funzionante». Per questo l’imprenditore insiste affinchè il procedimento venga archiviato ovvero l’area vincolata venga ridimensionata. Ora tocca al Comune pronunciarsi sulla questione in un momento in cui già si registrano diverse tensioni sui provvedimenti in atto da parte della Procura della Repubblica che ha da poco concluso le indagini proprio sulla autorizzazione concessa a Zamparini per aprire il Centro Commerciale, utilizzando anche il parcheggio in area Parco Fluviale, precedentemente escluso.

Corruzione, Ipermercato Zamparini, Parco Cellarulo, corruzione nel Sannio

Billy Nuzzolillo ipotizza che potrebbe essere proprio Zamparini uno dei destinatari delle richieste di arresto del PM respinte dal GIP

13 agosto, 2010
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Da Sanniopress del 13 agosto 2010

Anche nel Sannio la Rete spezza il “silenzio” dei media tradizionali

di Billy Nuzzolillo

Lo scorso 18 luglio il presidente di Altrabenevento ha affermato che “da oltre un mese in città si rincorrono le voci di imminenti arresti di amministratori ed uomini politici per ordine dei magistrati beneventani a conclusione della inchiesta relativa all’Ipermercato di Maurizio Zamparini”.

Lo stesso Corona, in un successivo comunicato stampa, ha spiegato che l’11 agosto il Tribunale del Riesame di Napoli avrebbe discusso “due ricorsi presentati dalla Procura della Repubblica di Benevento contro le decisioni dei giudici per le indagini preliminari di Benevento, che hanno respinto le richieste di arresto relative a due procedimenti penali in corso”. Si è, poi, saputo che la decisione del Tribunale del Riesame di Napol è slittata in autunno.

Sempre a metà luglio è finito dietro alle sbarre del carcere di contrada Capodimonte il giornalista sannita Gianluigi Guarino per il cumulo di diverse condanne comminategli per il reato di diffamazione a mezzo stampa e di omesso controllo in qualità di direttore responsabile.

Le due vicende sono state accomunate dal prevalente atteggiamento silente tenuto dal sistema tradizionale dei media locali. Eppure, si tratta di episodi che hanno un valore giornalistico che travalica i confini provinciali. Nel nostro Paese, infatti, oltre a Guarino, finora era toccato di finire in carcere solo ai giornalisti Giovanni Guareschi e Stefano Surace. Lino Jannuzzi, invece, lo evitò perché graziato dal presidente Ciampi. Il caso di Guarino è pprodato sulla prima pagina di Libero ed è intervenuta anche la Fnsi.

Altrettanto importante è, poi, lo scontro giudiziario relativo all’inchiesta sull’apertura dell’ipermercato “I Sanniti”, considerando che tra i potenziali destinatari delle richieste di arresto potrebbe addirittura esserci l’imprenditore Maurizio Zamparini (peraltro sicuramente indagato). O amministratori e dirigenti comunali, sospettati comunque di aver in qualche misura “agevolato” la realizzazione dell’investimento del presidente del Palermo a Benevento.

Negli stessi giorni, a fronte del quasi assoluto “disinteresse” da parte del sistema tradizionale dei media, si è registrato invece l’importante ruolo svolto dalla Rete. Ruolo, peraltro, premiato dalla straordinaria impennata di visite che hanno fatto registrare i siti che hanno dato spazio alle due vicende, compreso Sanniopress e nonostante il fisiologico calo che solitamente si registra a cavallo di Ferragosto. Senza dimenticare, poi, le numerosissime discussioni sull’argomento che si sono sviluppate attraverso Facebook.

Tutto ciò, in definitiva, testimonia che ormai anche nel Sannio il “silenzio” dei media tradizionali finisce inevitabilmente per essere spezzato dalla Rete.

Corruzione, Ipermercato Zamparini, corruzione nel Sannio

Anche De lorenzo commenta il comunicato di Altrabenevento sugli arresti negati.

12 agosto, 2010
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Con il comunicato del 10 agosto scorso, Altrabenevento a proposito delle richieste di arresto per false attestazioni di invalidità, aveva scritto: “……. Il secondo ricorso è stato presentato ancora da Clemente e dal sostituto procuratore, Giovanni Tartaglia Polcini, contro la decisione del GIP, dott. Flavio Cusani che ha respinto le richieste di arresto per alcuni avvocati e medici, tra i quali anche consulenti e periti del tribunale, per una presunta truffa connessa alle attestazioni di invalidità…..”. Ecco il commento di Giuseppe De Lorenzo.

Da Gazzetta di Benevento del 12 agosto 2010

Giuseppe De Lorenzo: Il lavoro dei magistrati appare appannato da atteggiamenti contraddittori come quello di nominare consulenti degli inquisiti. Non permettete che accada. Allontanate da voi chi sta cercando di patteggiare la pena e chi nel corso di una perquisizione ha fatto trovare in casa prove inconfutabili… Prosegui la lettura…

Corruzione, Ipermercato Zamparini, corruzione nel Sannio

Dopo i comunicati di Altrabenevento sugli arresti annunciati, fioccano le polemiche.

12 agosto, 2010
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Da Il Quaderno.it del 12/08/2010

Frontale attacco di Capezzone al Sindaco Pepe: ‘Questione morale al Comune’. Tirate in ballo la graduatoria AMTS e l’inchiesta giudiziaria.

Nostro servizio – In questi caldi giorni d’agosto, s’abbatte con una forza d’urto notevole sul Sindaco e sulla Giunta Comunale di Benevento una nota del Vicecoordinatore Vicario (e consigliere comunale di opposizione) del PDL, Roberto Capezzone. In essa la gravissima accusa: “Al Comune di Benevento esiste una questione morale dai risvolti inquietanti“! In particolare, si chiede conto a Fausto Pepe innanzitutto di dire la sua sulla selezione e sulla successiva graduatoria, appena resa nota, fatta realizzare dall’AMTS (la società del Comune che gestisce i trasporti urbani) dato che, sostiene Capezzone, “tra i primi 10 collocati in graduatoria vi siano figli, mogli e parenti stretti di funzionari e politici dell’Amministrazione Comunale“. Prosegui la lettura…

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Zamparini e false attestazioni di invalidità: GIP contro PM.

12 agosto, 2010
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Da Il Quaderno.it 12/08/2010

Inchieste su apertura centro commerciale e invalidità: Napoli non decide sugli arresti e rinvia tutto all’autunno

Si è risolta, ieri, in un nulla di fatto la seduta del Tribunale del Riesame di Napoli per decidere sul prosieguo di due importanti inchieste giudiziarie. Esse sono state avviate dalla Procura della Repubblica di Benevento e si sono imbattute nei pareri discordi, sulle misure cautelari e di interdizione da prendere a carico degli indagati, di due diversi Giudici delle indagini preliminari, del medesimo Foro sannita. A causa la delicatezza della questione e del periodo ferragostano, il giudice partenopeo ha rinviato a nuovo ruolo l’udienza in merito che si terrà all’inizio dell’autunno prossimo.

Le inchieste sono due. La prima riguarda la tormentata apertura, avvenuta nel 2006, del centro commerciale “I Sanniti”, nato su impulso dell’imprenditore Maurizio Zamparini. La seconda è un’ipotizzata truffa per la concessione delle invalidità civili.

Nel primo caso il sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, aveva proposto al Gip, Maria Di Carlo, otto misure interdittive dall’esercizio della professione, un obbligo di dimora e due ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, oltre al sequestro dei beni, a carico di tecnici, imprenditori e amministratori. Gravi le ipotesi accusatorie: corruzione, istigazione alla corruzione, truffa e abuso di ufficio da qui la richiesta di adozione dei provvedimenti restrittivi o impeditivi, ma la Di Carlo non è stata dello stesso avviso e Clemente ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame.

Nell’altro caso, lo stesso Clemente e l’altro sostituto procuratore beneventano, Giovanni Tartaglia Polcini, sono stati ancora più severi, chiedendo otto ordinanze di custodia cautelare, sei ai domiciliari e due in carcere, per i reati connessi a delle presunte false attestazioni di invalidità civili, prima respinte e poi accettate, contestati a vari medici specialistici, nell’ambito di un’indagine che comunque vede altre persone coinvolte. Anche in questo caso però il Gip, stavolta Flavio Cusani, non ha condiviso le esigenze cautelari alla base delle misure propostegli. Ricordiamo che alle misure restrittive si può far ricorso se ricorre, almeno, una delle seguenti tre ipotesi: pericolo di fuga, d’inquinamento delle prove e di reiterazione del reato da parte de chi è indagato.

A rendere nota l’esistenza di queste inchieste e della contestuale decisione sul prosieguo delle stesse che si sarebbe dovuta avere, ieri a Napoli, è stato il presidente dell’associazione ambientalista e contro il malaffare “Altrabenevento” Gabriele Corona con una sua nota, lo scorso 10 agosto. In essa Corona, tra l’altro, ha scritto che: “Nel caso dell’inchiesta sull’apertura del centro commerciale, tali richieste di arresto, a seguito di una strana fuga di notizie, avevano procurato molta agitazione nel modo politico beneventano”. Corona ha pure precisato che “gli indagati hanno la facoltà di difendersi innanzi al Tribunale del Riesame e quindi possono conoscere gli atti che, invece, sono ancora coperti da segreto per i denuncianti, le parti offese e i cittadini. Solo gli avvocati difensori degli imputati hanno la libertà di fornire notizie ai giornalisti”.

I nomi dei difensori, resi noti dalla stampa, dei legali in questione sono quelli di Umberto Del Basso De Caro, Mariella Cari e Grazia Luongo per l’inchiesta sul centro commerciale, Antonio Leone, Andrea De Longis jr, Vincenzo Regardi e Luca Russo per quella sulle concessioni delle invalidità.

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La farsa degli arresti annunciati.

11 agosto, 2010
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Da Gazzetta di Benevento del 11 agosto 2010

l Tribunale del Riesame, nella seduta di stamattina, chiamato a pronunciarsi in merito alla decisione del Gip di Benevento di non concedere misure interdittive della libertà riguardo alcune persone coinvolte nella cosiddetta vicenda Zamparini ed anche riguardo quella che per facilità viene definita sulle false invalidità, ha stabilito che ad occuparsene debba essere il Tribunale del Riesame in sessione ordinaria e non in sessione feriale.

Pertanto, tutto il carteggio è stato trasmesso alla VIII sezione. Prosegui la lettura…

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