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Archivio per la categoria ‘Multisala Gaveli’

La “gogna mediatica” per il magistrato Antonio Clemente.

13 maggio, 2010
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Spina e Ionico: perchè Corona difende il giudice Antonio Clemente ?

La risposta di Gabriele Corona

Comunicato stampa del 13 maggio 2010

Michele Spina e Maurizio Ionico hanno inviato ieri alla stampa l’ennesimo lunghissimo comunicato con il quale continuano a sostenere che io sarei tra i responsabili delle loro disavventure giudiziarie derivanti dal contenzioso instaurato con il proprietario della Multisala Gaveli.

I due imprenditori dopo aver precisato che il Giudice per l’Udienza Preliminare li ha prosciolti da alcuni reati contestati dalla Procura della Repubblica, riconoscono che con la stessa sentenza, sono stati rinviati a giudizio per “tentata estorsione” nei confronti del titolare della sala cinematografica, come richiesto dal dott. Antonio Clemente, il magistrato che ha coordinato l’indagine. Per la precisione, il Sostituto Procuratore e il Giudice per l’Udienza Preliminare, si trovano d’accordo nel ritenere che Spina e Ionico “compivano atti idonei tutti diretti in modo non equivoco a costringere Giannuzzi Luigi a dare o promettere loro denaro” prospettando la chiusura della Multisala anche per “pretesa inagibilità e violazioni urbanistiche, inosservanze in realtà inesistenti e peraltro non ravvisate dallo stesso giudice amministrativo”. (tratto dalla sentenza del Gup del 25/11/2009).

In parole povere, i due magistrati ritengono che le continue iniziative di Spina e Ionico sul Comune di Benevento e segnatamente sul Settore Urbanistica, con la segnalazione di presunte illegittimità del Certificato di Agibilità o sulla esistenza di una presunta Lottizzazione Abusiva, erano in realtà finalizzate a minacciare la chiusura della Multisala al fine di pretendere dei soldi dal suo proprietario. Per questo motivo il processo, che dovrebbe avere inizio il prossimo 6 luglio, coinvolge alcuni dipendenti del Comune, me compreso, come parti offese o come testimoni.

In quella sede, Michele Spina, Maurizio Ionico, la moglie ed il cugino di quest’ultimo, dirigenti del Comune di Benevento, potranno far valere, con tutte le garanzia di legge, le proprie ragioni, ma i due imprenditori continuano ad alimentare la polemica fuori dalle aule del tribunale. Per la verità, l’imprenditore Michele Spina, che assicura di avere fiducia nella magistratura, ha addirittura denunciato al Consiglio Superiore della Magistratura il Sostituto Procuratore, Antonio Clemente, accusandolo di avere svolto l’indagine “a senso unico” con un intento persecutorio nei suoi confronti e di non essersi astenuto dai suoi doveri di ufficio sulle denunce che Spina ha presentato nei confronti dei funzionari della Digos responsabili, secondo lui, di omissioni ed abusi, come molti altri amministratori e funzionari pubblici che lui pure ha denunciato.

Quindi, secondo Spina, i giudici o gli ufficiali di Polizia Giudiziaria, quando vengono denunciati per presunti abusi da un imputato o da un indagato, dovrebbero astenersi dal condurre l’azione penale obbligatoria. Sarebbe questa una novità del codice che di fatto consentirebbe a chi è sottoposto ad accertamenti per presunti illeciti, di scegliersi a piacimento, il giudice e gli investigatori.

Ma perché Spina non attende serenamente le decisioni delle autorità competenti anche su queste denunce? Perché ha inviato alla stampa la copia integrale dell’esposto contro il dott. Antonio Clemente? Non è questa la “gogna mediatica” che egli deplora? E perché lo stesso esposto l’ha inviato anche alla associazione Altrabenevento, di cui sono presidente, se poi si lamenta dei miei commenti?

Gabriele Corona

Notizie collegate.

L’attacco di Spina e Ionico a Gabriele Corona

Grave atto intimidatorio contro il giudice Antonio Clemente

"Città Tranquilla", Criminalità, Multisala Gaveli

Gabriele Corona risponde alle accuse di Michele Spina e Maurizio Ionico.

7 maggio, 2010
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Michele Spina e Maurizio Ionico - da Gazzetta di Benevento

Il Quaderno del 06/05/2010 di R.R.

Spina e Ionico: dietro la vicenda Gaveli questioni molto più consistenti

Nostro servizio – Questa mattina gli imprenditori Michele Spina e Maurizio Ionico hanno tenuto una conferenza stampa presso il Bar Novecento, al Corso Garibaldi di Benevento, sulla vicenda Gaveli, la multisala cinematografica in località Piano Cappelle.

Una storia lunga e intricata che si protrae da quattro anni e per la quale Spina e Ionico sono parte in giudizio civile e imputati con altre 2 persone in un processo. La prima udienza è stata, ieri, rinviata al prossimo 6 luglio, dopo che un primo rinvio c’era già stato a marzo. Entrambi i rinvii sono dovuti a problematiche legate all’astensione degli avvocati della Camera Penale.

La lunga conferenza tenuta dai soci della Sis, società che aveva in fitto alcuni locali nel Gaveli da destinare a bar, pizzeria e sala giochi, è stata aperta da Michele Spina. Ha ricordato tutte le denunce fatte in questi anni nei confronti di persone e istituzioni, precisamente nei riguardi di Luigi Giannuzzi, titolare della multisala Gaveli, con il quale sono insorti dei contrasti che hanno aperto, oltre al giudizio penale, anche un contenzioso amministrativo, dell’Asl Bn1, della Commissione Prefettizia Vigilanza Pubblici Spettacoli, di dirigenti comunali della precedente e attuale Amministrazione Comunale, di Giunta e Consiglio Comunale, di due dirigenti della Digos di Benevento, di un sostituto procuratore della Repubblica di Benevento e di un altro magistrato.

Spina sostiene di essere stato oggetto, nell’ambito delle indagini scaturite a seguito di una denuncia presentata nel 2006 da Giannuzzi, di “un’attività persecutoria” e che non ci sia stata imparzialità nel valutare le due parti in causa. “Alle denunce da noi fatte – ha detto – sono seguite attività d’indagine tese a coprire e mascherare quanto avevamo esposto. Dietro questa vicenda ci sono interessi per milioni di euro ed ecco perché ci siamo trovati tanti personaggi contro”.

La denuncia di Giannuzzi sarebbe partita, ha aggiunto Spina, dopo che, in precedenza, la Sis aveva presentato una denuncia alla Guardia di Finanza su altre attività riconducibili a Giannuzzi, riguardanti apparecchiature per video poker e slot machine. “Ho fatto anche altre denunce – ha aggiunto -: in tutto ne sono 14. Ho prefigurato reati gravissimi: truffa, peculato, corruzione. Che indagini sono state fatte? Non sono mai stato ascoltato”. Spina ha quindi rimarcato il modo in cui, invece, a suo dire, siano state svolte le indagini a suo carico, successive alla denuncia presentata da Giannuzzi. “Possibile – ha detto – che fatti insussistenti rilevati dal Gup Cusani nell’udienza del novembre 2009 non fossero stati allo stesso modo rilevati da chi aveva condotto le indagini?”. Più volte, nel corso della conferenza, a tal proposito, ha fatto riferimento alle informative della Digos sulla vicenda, da cui è scaturita una successiva denuncia di Spina. In tali informative, Spina ha detto che numerose volte compare il nome di Gabriele Corona, presidente dell’associazione ambientalista contro il malaffare Altrabenevento, per informazioni fornite dallo stesso Corona. Qui Spina, ironicamente, si è chiesto, a proposito di Corona e mostrando ai giornalisti un’informativa della Digos: “E’ un dipendente del Comune di Benevento o un ufficiale di Polizia Giudiziaria, o un magistrato? In questa informativa compare il suo nome per 97 volte”.

Successivamente è intervenuto Maurizio Ionico che ha fatto alcune considerazioni sulla vicenda, spiegando in maniera più approfondita alcuni aspetti. Ha ricostruito brevemente la storia fin dall’inizio, ricordando come si sia arrivati al contenzioso legale e alla risoluzione del contratto di locazione. Poi ha fatto riferimento a quanto aveva affermato già in precedenza lo stesso Spina, ovvero a una denuncia fatta dalla Sis su un’altra attività legata a Giannuzzi, riguardante il mondo dei videopoker e delle slot machine.

“Per tale vicenda – ha sostenuto Ionico – la dinamica degli atti conseguenti in capo agli organi di controllo coordinati dalla Magistratura, ha ancora una volta eluso il merito di quello che raccontavano i fatti al punto tale che ci siamo visti costretti, nostro malgrado, a dover denunciare finanche un magistrato”.

“Il processo che sta per iniziare – ha concluso – non può essere semplicisticamente ricondotto alla ‘lite’ tra la Sis srl e la Gruppo Giannuzzi srl, ma necessariamente vedrà il coinvolgimento di tanti personaggi che sono stati a loro modo protagonisti, anche passivi. Una volta eliminato il ‘falso bersaglio’, siamo convinti che alla fine questo processo porterà alla luce la vera e scottante questione che non è la paventata ipotesi di tentata estorsione (di cui Spina e Ionico sono accusati NDR) o la lottizzazione abusiva (di cui accusano Giannuzzi NDR), ma i rilevanti interessi economici che ruotano intorno al mondo dei videogiochi. Speriamo che non intervengano altri fattori che impediscano l’avvio di questo processo, perché sono desideroso di capire perché qualcuno ha voluto che io e gli altri coindagati portassimo per oltre quattro anni la ‘targa di estorsore’ senza peraltro avvertire mai, in questo lungo lasso di tempo, il bisogno di ascoltare le ragioni degli indagati”.

L’inchiesta sul caso Gaveli è stata portata avanti dalla Procura della Repubblica di Benevento a seguito della denuncia presentata nell’autunno del 2006 dal titolare del Gaveli. La causa penale ha avuto alterne vicende che hanno anche portato all’emissione di provvedimenti di custodia cautelare domiciliare per Ionico e Spina (marzo 2008), poi revocati dal Tribunale del Riesame il successivo 6 maggio. Mercoledì 25 novembre 2009, presso il Tribunale di Benevento, si è tenuta l’udienza preliminare che, unitamente ad altri imputati, vedeva coinvolti Spina e Ionico. Il giudice Flavio Cusani aveva pronunciato sentenza di non luogo a procedere per cinque dei sei capi di imputazione a carico di Spina, disponendo il rinvio a giudizio per lo stesso Spina e Ionico, per i fatti originariamente denunciati da Luigi Giannuzzi.

In sede amministrativa il Comune dapprima ha negato l’agibilità al Gaveli, poi l’ ha concessa, nel luglio 2008, provvedendo, in esecuzione delle decisioni assunte dal Tar Campania, a ritirare i provvedimenti emessi nei confronti del Gruppo Giannuzzi (e già sospesi dal Tar). Prosegui la lettura…

Multisala Gaveli

Giuseppe De Lorenzo condivide l’attacco di Michele Spina ad Antonio Clemente, il magistrato più impegnato contro corruzione e malaffare.

2 marzo, 2010
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Dopo  l’intervento di Altrabenevento a commento dell’esposto presentato da Michele Spina, amministratore della S.I.S. srl  contro il giudice Antonio Clemente che lo avrebbe “perseguitato e vessato”, è intervenuto con il seguente articolo pubblicato su Gazzetta di Benevento online, Giuseppe De Lorenzo, dirigente  del reparto psichiatrico dell’ospedale Rummo e assessore al traffico del Comune di Benevento.

Pubblichiamo integralmente anche la risposta di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, inviata al portale www.gazzettadibenevento.it .

Giuseppe De LORENZO torna sulla recente denuncia fatta nei confronti di un sostituto procuratore della Repubblica. L’invito al procuratore è di andare fino in fondo

Da Gazzetta di Benevento del 27 febbraio 2010

Da Giuseppe De LORENZO assessore alla Mobilità al Comune di Benevento, nonché responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell’Asl Bn1, riceviamo e pubblichiamo.

“Nei giorni scorsi abbiamo appreso di una denuncia gravissima mossa nei confronti di un sostituto procuratore della Repubblica di Benevento. A quest’ultima, poi, ha fatto seguito una doverosa e giusta presa di posizione da parte del presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona.
Non è mia intenzione difendere alcuno, nè schierarmi a favore dell’estensore della denuncia e di quanti, alcuni dipendenti del Comune di Benevento, sono coinvolti nella vicenda.
Ritengo, però, giusto soffermare, volutamente, l’attenzione su quanto afferma il denunciante, per esperienza personale, ne condivido appieno l’asserito. Molte cose, è ormai incarnato nel credo popolare della nostra terra, non vanno presso la Procura di Benevento ove operano anche magistrati degni di rispetto e fiducia.
Ci sono alcuni, però, anche se si tratta di una sparuta minoranza, nei confronti dei quali il Consiglio Superiore della Magistratura, verso il quale anch’io mi rivolgerò, deve operare delle indilazionabili verifiche.
L’attuale procuratore della Repubblica, è uomo d’indiscussa preparazione e di moralità ineccepibile, però, qui, a Benevento, malgrado gli sforzi da lui tesi ad operare un cambiamento, sembra essere un ineccepibile direttore di orchestra che, però, in ultimo, non raggiunge l’optimum nell’esecuzione dell’opera, perchè si imbatte nel violinista che non rispetta i tempi.
Anche se mi ero chiuso in un religioso silenzio dopo le note vicende dei mesi scorsi, ancora oggi, malgrado la schiacciante realtà che, anche con l’ausilio delle intercettazioni, ha smantellato un’intera Asl, qui, a Benevento, come se nulla fosse accaduto, si continua ad archiviare e qualcuno viene protetto solo per essere amico o medico del sostituto di turno.
Un magistrato, mesi fa, non si è degnato neanche di sfogliare il fascicolo e si è dilettato, prima del verdetto partorito per divina illuminazione, ho le dovute testimonianze, solo a criticare la stampa locale. Siamo a tanto! Parliamone! Discutiamone!
No, il Procuratore deve andare sino in fondo anche perchè io, e con me tanti professionisti, attendo di sapere perchè la mia città abbia taciuto ed io sono stato costretto, fortunatamente, ad essere difeso da un’altra Procura. E’ questa la lotta, fors’anche l’ultima della mia vita, che, dinanzi al comportamento di queste ultime ore della Magistratura sannita, io porterò avanti con tutte le mie forze.
Ecco perchè, ieri mattina, mi sono rifiutato di rispondere in Procura ad una informativa del Procuratore della Repubblica. Indagare sino in fondo, senza perdite di tempo, costituirebbe per quei magistrati che lavorano con abnegazione, qui a Benevento, un riscatto dopo la figuraccia faccia con quanto è accaduto a Napoli.
Ed, allora, non mi resta che associarmi alla denuncia. Sì, è vero, anch’io ho verificato la procedura a senso unico di quel sostituto e di qualche altro magistrato.
Procuratore, lei è un magistrato oltremodo eccelso che ha operato a gomito a gomito con quei colleghi partenopei che mi hanno salvato e, quindi, sediamoci ed andiamo sino in fondo.
Non si lasci travolgere in una realtà che non le appartiene. Se fosse stato per la Procura della mia città, dopo una vita professionale dalle mani pulite, oggi, io sarei stato licenziato solo perchè qualcuno intendeva difendere chi, per una vita intera, ha tenuto le mani intrise di marmellata. Le sembra giusto tutto questo? Io, da parte mia, non mi fermerò qui e denuncerò, qualora ancora inascoltato, a gran voce, le ingiustizie subite.”

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Da Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento al Direttore di Gazzetta di Benevento.

Benevento, 2 marzo 2010

Rientrato in città dopo alcun giorni di assenza, ho letto sul suo portale l’intervento integrale di Giuseppe De Lorenzo a commento di una recente denuncia presentata dall’amministratore della S.I.S. srl, Michele Spina contro il Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, il dott. Antonio Clemente.

De Lorenzo nel suo articolo ricorda un mio intervento sullo stesso argomento che egli definisce “doverosa e giusta presa di posizione” ma le sue conclusioni sono diametralmente opposte alle mie. Evidentemente un chiarimento si impone per evitare ulteriori equivoci.

Come presidente della associazione Altrabenevento, ho ricevuto la copia dell’esposto con il quale l’amministratore della S.I.S. srl ha denunciato al CSM il comportamento del magistrato che lo avrebbe “perseguitato e vessato” insieme ad altre tre persone che con lui sono state rinviate a giudizio per tentata estorsione a danno dell’amministratore della Multisala Gaveli. Ho rilevato, però, che con il predetto esposto, Spina si limita a lamentarsi, ancora una volta, per indagini che sarebbero state condotte “a senso unico”, ma non prova affatto le gravi accuse rivolte al dott. Clemente.

De Lorenzo approfitta dell’occasione per ribadire le critiche mosse alla Procura della Repubblica di Benevento già ad ottobre scorso, allorquando commentando con un articolo pubblicato dal portale di Gazzetta di Benevento i provvedimenti della Procura di Napoli contro il coniugi Mastella e i vertici della locale ASL, si era lamentato del comportamento di un Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, di cui però non fa il nome, il quale non avrebbe preso in considerazione le sue dichiarazioni sull’argomento poi, invece, considerate importanti dai magistrati di Napoli.

De Lorenzo in quella occasione ha ricordato anche che sulle stesse questioni, “anni fa, un magistrato, una donna per la precisione, non si astenne quando, per ragioni personali, avrebbe dovuto farlo”, ma anche in questo caso non fa nomi.

Agli inizi di febbraio, il dirigente del reparto di psichiatria dell’Ospedale Rummo, intervenendo a commento di un articolo del presidente della Camera Penale, così scrive su Gazzetta di Benevento online: “L’ultima vicenda, che ha interessato la stampa nazionale, che mi ha visto protagonista, senza verun dubbio, dimostra che se non fosse intervenuta un’altra Procura, con l’ausilio dell’Arma dei Carabinieri, sempre di altra sede, io avrei pagato per colpe non commesse. Il che è gravissimo. Credo che sia giunto il momento di sollecitare l’attenzione del Csm, come anche il guardasigilli, sulla opportunità di evitare che magistrati, senza, è ovvio, nulla eccepire sulla preparazione di ognuno di loro, continuino a svolgere la propria attività nella stessa città ove sono vissuti, hanno studiato, mantengono rapporti di amicizia e così via”.

Con l’ultimo intervento di due giorni orsono, De Lorenzo afferma “Anche se mi ero chiuso in un religioso silenzio dopo le note vicende dei mesi scorsi, ancora oggi, malgrado la schiacciante realtà che, anche con l’ausilio delle intercettazioni, ha smantellato un’intera Asl, qui, a Benevento, come se nulla fosse accaduto, si continua ad archiviare e qualcuno viene protetto solo per essere amico o medico del sostituto di turno. Un magistrato, mesi fa, non si è degnato neanche di sfogliare il fascicolo e si è dilettato, prima del verdetto partorito per divina illuminazione, ho le dovute testimonianze, solo a criticare la stampa locale.”

Poi l’assessore conclude associandosi alla denuncia di Spina per “aver verificato la procedura a senso unico di quel sostituto e di qualche altro magistrato” nella conduzione delle indagini.

Si tratta di accuse pesanti che necessitano di un chiarimento. Peppino De Lorenzo ha già dimostrato di non avere peli sulla lingua e certamente è consapevole che ora occorre fare i nomi dei Sostituti Procuratori più volte chiamati in causa in questi mesi per le mancate indagini sui vertici della ASL e soprattutto chiarire perché ritiene che il dott. Clemente, abbia effettivamente abusato delle sue funzioni per “perseguitare e vessare” un indagato. Ritengo che un chiarimento si impone innanzitutto perché si tratta di un magistrato tra i più attivi nella lotta alla corruzione e al malaffare, come auspica De Lorenzo, e per questo particolarmente esposto ad attacchi e tentativi di delegittimazione.

Articoli collegati:

Peppino De Lorenzo chiede al procuratore Maddalena di trattare con celerità le denunce da lui presentate da Gazzetta di Benevento del 29/10/2009

De Lorenzo: ho fatto bene a credere nella magistratura da Gazzetta di Benevento del 15/11/2009

De Lorenzo denuncia per mobbing De Stafano, Luciano e Falato.  da Gazzetta di Benevento del 19/11/2009

Giuseppe De Lorenzo risponde alla “Rete sociale” e la dffida a gettare fango sul servizio psichiatrico. da Gazzetta di Benevento del 19/12/2009

Peppino De Lorenzo: mio malgrado ho dovuto denunciare un giornale da Gazzetta di Benevento del 22/12/2009

De Lorenzo: sulla questione giustizia qui a Benevento è ora di sollecitare il CSM da Gazzetta di Benevento del 2/02/2010

Corruzione, Criminalità, Giudici e Politici, Multisala Gaveli

Multisala Gaveli: rinviati a giudizio per tentata estorsione, Michele Spina, Maurizio Ionico, Annamaria Villanacci e Luigi Giuliano.

26 novembre, 2009
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(Il Quaderno.it del 25/11/2009)

Benevento, vicenda Gaveli: 2 imprenditori e 2 dirigenti comunali rinviati a giudiziogaveli1

Il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, ha disposto il rinvio a giudizio degli imprenditori Maurizio Ionico e Michele Spina nonché dei dirigenti comunali Luigi Giuliano e Annamaria Villanacci per il procedimento Gaveli. Nella stessa circostanza, il magistrato ha stabilito il non luogo a procedere per il sindaco di Benevento Fausto Pepe nonché per l’ex assessore all’Urbanistica Aldo Damiano, il segretario generale del Comune Antonio Orlacchio, l’ex dirigente all’Urbanistica Mario De Lorenzo, il consulente legale del Comune Felice Casucci, il coredattore dei provvedimenti amministrativi Aniello Mele e il tenente dei vigili urbani Giovanni Fantasia.

L’inchiesta è stata portata avanti dalla Procura della Repubblica attraverso il pubblico ministero Antonio Clemente e chiusa il 2 febbraio scorso. Sono state avviate a seguito della denuncia presentata nell’autunno del 2006 dal titolare del Gaveli. La causa penale ha avuto alterne vicende che hanno anche portato all’emissione di provvedimenti di custodia cautelare domiciliare per Ionico e Spina, disposti dal Gip Marilisa Rinaldi, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente, poi revocati dal Tribunale del Riesame. In sede amministrativa il Comune dapprima ha negato l’agibilità al Gaveli, poi gliela ha concessa, nel luglio 2008, provvedendo, in esecuzione delle decisioni assunte dal Tar Campania, a ritirare i provvedimenti emessi nei confronti del Gruppo GIannuzzi (e già sospesi dal Tar).

L’indagine penale ebbe un sussulto lo scorso 28 marzo 2008 con la notifica d’un provvedimento di arresti domiciliari a Maurizio Ionico, con l’accusa di tentata estorsione, in concorso con Michele Spina. Il 6 maggio, però, tale ordinanza fu annullata dal Tribunale del Riesame. Per gli inquirenti che, nel marzo 2008 chiesero e ottennero gli ordini di custodia cautelare, sarebbe stato acclarato che con motivi pretestuosi e infondati, gli arrestati, Ionico e Spina, avevano posto in essere, oltre a specifiche ed esose richieste di denaro a titolo di risarcimento, un’attività volta a perseguire il loro disegno, coinvolgendo funzionari della pubblica amministrazione e mettendo in atto minacce nei confronti di chiunque non si allineava.

Multisala Gaveli

Maurizio Ionico della S.I.S. srl si risente con lo Slai Cobas che non sostiene la sua accusa di “lottizzazione abusiva” per la Multisala Gaveli.

9 luglio, 2009
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maurizio-ionicoIl comunicato dello Slai Cobas sul processo all’assessore Aldo Damiano per la diffamazione a Luigi Panella, responsabile del Servizio di Vigilanza Edilizia, diventa un’altra occasione per Maurizio Ionico della S.I.S. srl per sostenere ossessivamente che vi sarebbe Lottizzazione Abusiva a carico dei titolari della Multisala Gaveli.  Pronta la risposta del Sindacato.

Il Quaderno 08/07/2009 :: 11:10:29
Gaveli, Ionico contesta lo Slai Cobas sull’esistenza della lottizzazione abusiva

Si torna a parlare dell’intricata vicenda urbanistica e giudiziaria relativa al Gaveli, la multisala cinematografica di Piano Cappelle alle porte di Benevento. A sollevare nuovamente il caso è stato l’intervento di ieri di Massimo Morone, dirigente dello Slai Cobas, a proposito del processo per diffamazione a carico dell’assessore comunale Aldo Damiano che prenderà avvio domani. Nella nota, il sindacalista si è soffermato a parlare anche del caso Gaveli, a proposito dell’ipotizzata e denunciata lottizzazione abusiva. L’intervento dello Slai è contestato oggi dalla società S.I.S. srl, con una nota firmata da Maurizio Ionico, che, insieme a Michele Spina, è stata concessionaria di alcune attività all’interno della struttura di Pianno Cappelle di Luigi Giannuzzi.

“Sono costretto a constatare che ogni occasione è buona per fornire all’opinionista di turno lo spunto per esprimere gratuite opinioni su questioni di estrema rilevanza attinente il caso Gaveli – scrive Ionico -. In particolare Massimo Morone, qualificatosi coordinatore dello Slai Cobas del Comune di Benevento, nel riportare l’episodio che vede interessati il dottore Luigi Panella (responsabile dell’Ufficio di Vigilanza Edilizia del Comune, NDR) e l’assessore Aldo Damiano sulla questione Gaveli, nel sintetizzare il fatto oggetto della imputazione, si permette di esprimere, tra parentesi, anche una propria opinione su questioni prettamente di natura urbanistica, affermando che la lottizzazione abusiva, denunciata dalla S.I.S. Srl, in realtà non è stata realizzata”.

“Viene quindi spontaneo chiedersi – prosegue l’imprenditore – a che titolo il signor Morone esprime giudizi tecnici in materia urbanistica? E’ improvvisamente diventato anche lui un urbanista di acclarata e rinomata fama? Se è così, ci dicesse in base a quali elementi tecnici si permette di dichiarare che la lottizzazione abusiva non è stata realizzata, atteso che la S.I.S. Srl e quindi lo scrivente, sulla scorta di consulenti e perizie tecniche elaborate da tecnici di sicura affidabilità e competenza, nonché su relazioni di tecnici comunali, tra cui anche quello dello stesso dottor Panella, hanno potuto affermare categoricamente e senza ombra di dubbio che per l’intervento Gaveli si è in presenza di un eclatante e palese caso di lottizzazione abusiva”.

“Cosa strana è che, nonostante le segnalazioni fatte dalla S.I.S. Srl, a tutt’oggi, né l’autorità giudiziaria, né il Comune di Benevento hanno adottato provvedimenti in merito. Sarebbe corretto – conclude Ionico – che, fino alla pronuncia della magistratura, gli opinionisti di turno evitassero di esprimere gratuite opinioni in merito, specie se non competenti in materia”.

Il 26 ottobre, ricordiamo, si svolgerà la prima udienza preliminare a carico di amministratori, dirigenti e docenti universitari indagati a seguito della denuncia presentata nell’autunno del 2006 dal titolare del Gaveli Lui Giannuzzi. Il gup dovrà decidere se mandare a giudizio il sindaco Fausto Pepe, l’ex assessore all’Urbanistica Aldo Damiano, il segretario generale del Comune Antonio Orlacchio, i dirigenti Annamaria Villanacci, Luigi Giuliano e Mario De Lorenzo, quest’ultimo ora non più in carica all’Urbanistica.

Sono indagati anche, insieme agli imprenditori Michele Spina e Maurizio Ionico, il consulente legale del Comune Felice Casucci, il correttore dei provvedimenti amministrativi Aniello Mele e il tenente dei vigili urbani Giovanni Fantasia. Oltre a questa vicenda in atto in sede penale, la prima multisala aperta in città è stata oggetto di un contenzioso amministrativo, relativo all’agibilità. La causa penale, invece, è legata alla gestione di alcune attività all’interno della struttura.

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La Risposta dello SLAI COBAS

Maurizio Ionico, socio della S.I.S. srl, interviene per lamentarsi di un comunicato dello SLAI COBAS che non lo riguarda, attribuendo a questo sindacato la responsabilità di aver sostenuto che nel caso della Multisala Gaveli vi sarebbe la lottizzazione abusiva adombrata dalla sua società. Il comunicato in questione riguardava la Udienza dibattimentale del processo a carico di Aldo Damiano accusato di aver diffamato un dipendente del Comune, il dott. Luigi Panella, responsabile del servizio di Vigilanza Edilizia per tre fatti specifici: due dichiarazioni nel corso del Consiglio Comunale del 30 maggio 2007 e una lettera del 25/6/2007.
Nel dare la notizia, questo sindacato ha indicato i fatti contestati, riportati tra virgolette, ripresi precisamente dalla “Richiesta di fissazione di udienza dibattimentale e Decreto di citazione a giudizio” del Tribunale di Benevento, datato 11 aprile 2009.
Relativamente al contenuto della lettera datata 25/6/2007 con la quale Damiano ha espresso giudizi che il PM ha ritenuto diffamatori nei confronti di Panella, il comunicato SLAI COBAS ha ricordato che si tratta di un documento relativo allo scontro tra imprenditori per la Multisala Gaveli, già esaminato da un altro PM il quale nella sua richiesta di rinvio a giudizio per Spina, Ionico ed altri 9, ha testualmente scritto a pag. 9, primo capoverso: “il DAMIANO quale assessore all’urbanistica, disponeva di procedere ad un ulteriore sopralluogo presso la struttura GAVELI, al fine di accertare la sussistenza di quanto denunciato dallo SPINA (lottizzazione abusiva, in realtà non realizzata), in violazione del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Benevento ,approvato ……., in quanto nonostante organo politico, impartiva indebite disposizioni all’Ufficio di Vigilanza Edilizia, prevaricando le funzioni del Dirigente”.
Con questa motivazione al Damiano viene contestata la Calunnia sempre a danno di Panella, ma è chiaro che la frase “lottizzazione abusiva, in realtà non realizzata”, non gradita da Ionico, non è una considerazione di questo sindacato, ma semplicemente una parte della contestazione del Sostituto Procuratore della Repubblica contenuta nella “Richiesta di Rinvio a Giudizio del 6 aprile 2009 per Spina Michele ed altri 10″ che Ionico conosce bene perchè anche a lui notificata come indagato. Se egli ritiene che la lottizzazione abusiva c’era, ne deve discutere in Tribunale e non certo con noi a mezzo stampa.

Il coordinatore- Massimo Morone

Corruzione, Criminalità, Multisala Gaveli

Gaveli: Ionico definisce “fumisticherie giustizialiste” per “adombrare foschi scenari di vita civile” le iniziative di Altrabenevento contro la corruzione e il malaffare.

8 aprile, 2009
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(Da Il Quaderno.it del 03/04/2009 ore 8:56:36)
Polemica sul caso Gaveli, Ionico: Corona dovrebbe dirci se ha cambiato idea

All’intervento di Gabriele Corona, presidente dell’associazione Altrabenevento, segue quello conclusivo della Sis Srl sugli ultimi sviluppi del caso Gaveli, la multisala cinematografica al centro di varie controversie amministrative e giudiziarie. A parlare nuovamente è Maurizio Ionico che ieri aveva chiesto a Corona di esprimere un parere tecnico sulla vicenda lasciando da parte le questioni di carattere penale. Corona ha replicato dicendo che sarà la Procura della Repubblica a pronunciarsi sull’ipotesi di lottizzazione abusiva quando deciderà se chiedere il rinvio a giudizio degli attuali indagati.

Una risposta che Ionico non ha gradito: “Per esprimere un giudizio tecnico sulla vicenda Gaveli – scrive Ionico nella nota – non c’è necessità di consultare atti giudiziari coperti da segreto istruttorio. Peraltro, il signor Gabriele Corona per fornire tale risposta non ha bisogno di consultare gli atti tecnici inerenti la questione, atteso che gli stessi sono a sua conoscenza da tempo immemore”. A questo punto Ionico ricorda un intervento di Corona apparso sul Quaderno.it il 28 giugno 2008 in cui si parlava di un’area, che eccedendo i 10mila metri quadri, doveva essere sottoposta a piano di lottizzazione.

“Se il signor Corona – prosegue Ionico -, nel frattempo, per un qualsiasi altro motivo, avesse cambiato idea in merito alla vicenda urbanistica Gaveli, per correttezza professionale dovrebbe avere cura di comunicarlo esplicitamente, se non altro per una forma di rispetto verso i lettori”. Ionico continua affermando che si associa “alla speranza del signor Corona affinché, in tempi brevi e senza intralci alla Giustizia, si possa giungere a fare completa chiarezza su questa ‘torbida’ vicenda e che si arrivi serenamente all’attribuzione delle responsabilità nei confronti di coloro che hanno effettivamente commesso illeciti penali.

Ricordo al signor Corona che il Tribunale del Riesame di Napoli ha dissentito totalmente dall’impostazione accusatoria e ha annullato il provvedimento del Tribunale di Benevento emesso nei miei confronti nonché del signor Michele Spina (amministratore della Sis, NDR). Già questo dovrebbe suggerire al signor Corona maggiore cautela nell’esprimere, per il futuro, giudizi sulle persone coinvolte in questa vicenda che potrebbero risultare affrettati, inopportuni oltre che non rispondenti al vero e di attendere pazientemente l’esito del giudizio finale della Magistratura che è l’unico organo deputato a tanto”.

“Ciò detto – conclude Ionico – sono fiducioso che il signor Corona, per il futuro, interverrà sulla questione solo per esporre problematiche tecnico – urbanistiche, e non di certo giudiziarie, che peraltro esonerano dalla sua competenza. Dopo tali precisazioni la vicenda può ritenersi chiusa, almeno per il momento”. La polemica sul caso Gaveli è riaffiorata lunedì dopo la denuncia della Digos fatta da Michele Spina. Corona aveva ipotizzato che le critiche possano anche sostanziarsi una manovra dilatoria da parte di Spina e Ionico, indagati nel giudizio penale. Nulla di tutto ciò ha spiegato la Sis che attende di giungere al più presto al giudizio sulla vicenda. Ionico e Spina, poi, hanno chiesto a Corona un pronunciamento tecnico sul caso Gaveli a partire dalla questione della lottizzazione abusiva.

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L’ultimo intervento di Corona parzialmente pubblicato da Il Quaderno.it

Benevento, 3 aprile

Alla Redazione de Il Quaderno.it
Mi dispiace dover tediare ancora i lettori, ma il nuovo intervento di Ionico sulla polemica per il caso Gaveli che avevo già considerata chiusa, mi impone una doverosa smentita. L’imprenditore della S.I.S., infatti sostiene che io avrei affermato, addirittura a mezzo stampa, che la Multisala sarebbe stata oggetto di Lottizzazione abusiva perchè realizzata su un lotto superiore ai 10.000 metri quadrati. Questo non è affatto vero. Ho sempre sostenuto che la S.I.S. la quale aveva attivato un contenzioso con il proprietario della Multisala per il fitto del Bar a causa della presunta mancanza del certificato di agibilità, non poteva limitarsi ad adombrare la ipotesi di Lottizzazione abusiva. La ditta, avendone gli elementi, avrebbe dovuto denunciare il caso alla autorità giudiziaria e lo stesso avrebbero dovuto fare l’assessore e il dirigente competente.
Il Comune ha provveduto ad affidare ad un tecnico esterno una misurazione satellitare del lotto che è risultato inferiore a 10.000 metri quadrati, mentre la Procura della Repubblica ha avviato le verifiche di competenza di cui non posso conoscere i risultati perchè ancora coperti da segreto istruttorio.
Voglio anche precisare a Ionico che non ritengo di dover chiedere il permesso ad alcuno per commentare le vicende giudiziarie quando gli atti sono pubblici o comunque pubblicizzati a mezzo stampa come è successo per la recente denuncia della S.I.S. nei confronti degli ispettori della DIGOS. In tal caso ho ricordato che quei poliziotti hanno condotto le indagini da poco concluse con ipotesi di reato per tentata estorsione, abuso d’ufficio, falso materiale ed ideologico, calunnia e minacce, a carico dei due imprenditori della S.I.S., cinque funzionari comunali, due amministratori e due consulenti legali, ma non ho espresso giudizi sugli indagati per i quali la Procura della Repubblica non ha ancora deciso se chiedere il rinvio a giudizio.

Il presidente- Gabriele Corona

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(Da Il Quaderno.it del 06/04/2009 ore 10:51:32)

Caso Gaveli, Ionico: non voglio più polemizzare con Corona e con altri

Nuova replica di Maurizio Ionico all’ultimo intervento di Gabriele Corona di Altrabenevento sul caso Gaveli, di venerdi 3 aprile. Anche il socio della S.I.S. dice, come aveva fatto Corona, nel suo penultimo intervento, di voler precisare una volta e per sempre la questione, relativa ai contenziosi penali e amministrativi legati all’apertura della multisala di Piano Cappelle.

Maurizio Ionico ricorda di essere protagonista della vicenda penale e non “un’opinionista che con facile giustizialismo può alimentare l’ineusaribile sorgente delle fumisterie e della caccia alle streghe. Per questo, del ‘rilievo satellitare’ inerente la misurazione del lotto, nonché delle verifiche di competenza avviate dalla Procura della Repubblica a cui il signor Corona fa cenno, ritengo di rinviare la discussione a tempo debito nella competente sede che non è certamente questa… Lascio pazientemente, malgrado i ritardi e gli appesantimenti procedurali che l’azione dei magistrati – ai vari livelli – possa e debba fare il suo corso”.

“Nel dichiararmi non più disponibile ad alimentare polemiche altre – continua Maurizio Ionico – con chicchessia men che meno con il signor Corona, mi accorgo molto onestamente di essere stanco nel dover sopportare i contenziosi che si sono aperti a seguito della ‘torbida vicenda Gaveli’, pur con le forti motivazioni che hanno animato e animano le mie irrinunciabili scelte, questo per concedermi la libertà di chiedermi e chiedere a Corona il motivo di tale ‘travaglio esistenziale’ nell’adombrare foschi scenari di vita civile, fino al punto di dare il tempo, se non bacchettare, le istituzioni di competenza in gioco. E quale forza lo sostiene o lo anima nel contravvenire alle sue stesse opinioni rilasciate precedentemente in tempi e modi certi.

Mi rendo conto che mi è capitato che, a seguito di quella che immaginavo una semplice lite giudiziaria per la risoluzione di un contratto e conseguente azione di risarcimento danni, mi rendo conto di aver inconsapevolmente attivato la deflagrazione di una santabarbara inestimabile

Multisala Gaveli

Gaveli: Spina e Ionico denunciano gli ispettori della DIGOS e la Magistratura. Il commento di Altrabenevento.

8 aprile, 2009

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Nella Foto, Maurizio Ionico

(Da Il Quaderno.it  del 30/03/2009  ore 21:47:9)

Sulle indagini per il caso Gaveli, Spina denuncia la Digos di Benevento

Oggi pomeriggio, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, Michele Spina, legale rappresentante della ditta Sis Srl, ha presentato una denuncia querela contro la Digos della Questura di Benevento. Spina denuncia di aver subito delle ingiustizie relativamente alle indagini condotte dalla Digos sul caso Gaveli, multisala cinematografica sita in Contrada Piano Cappelle alla periferia di Benevento. La querela consta di un corposo fascicolo di 15 allegati che ripercorrono la vicenda sottolineando le presunte mancanze della Digos nel procedimento penale instauratosi dopo la denuncia, fatta ai danni di Spina e del suo socio Maurizio Ionico, dal gruppo Giannuzzi Srl, proprietario della multisala.

La Sis aveva in fitto alcuni locali nel Gaveli da destinare a bar – pizzeria e sala giochi. Poi sono insorti dei contrasti che hanno aperto, oltre al giudizio penale, anche un contenzioso amministrativo. Spina e Ionico, dopo la denuncia di Luigi Giannuzzi, rappresentante della proprietà del Gaveli, sono stati posti agli arresti domiciliari dal Gip di Benevento il 28 marzo 2008. Il 16 aprile successivo, però, il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato tale misura. E da questo provvedimento Spina parte per denunciare i presunti torti da lui subiti nella conduzione delle indagini.

Spina sostiene che essendo Giannuzzi in contenzioso con lui le sue accuse meritavano riscontri diversi da quelli forniti dalla Digos al magistrato inquirente. Anche perché, aggiunge Spina, il 23 maggio 2008 il Tribunale di Benevento ha condannato Giannuzzi a 8 mesi di reclusione e al risarcimento della parte civile, per aver falsificato il contratto che regolamentava i suoi rapporti con la Sis di Spina. Per il denunciante questa circostanza sarebbe stata ignorata dalla Digos. Spina asserisce anche che la Digos solo dopo 9 mesi che era stata emessa l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Spina e Ionico si sarebbe fatta carico di riferire dei precedenti penali e giudiziari di Giannuzzi, omettendo (sempre secondo Spina) la condanna a 8 mesi di cui si è detto, nonostante fosse relativa a fatti strettamente connessi ai rapporti tra Giannuzzi e Spina.

Poi Spina entra nel merito della natura delle indagini svolte dalla Digos che a suo avviso avrebbe tentato di accreditare l’ipotesi che il caso Gaveli riguardasse vicenda di natura sanitaria e non urbanistica. Spina poi sostiene, nella denuncia ai Carabinieri, che Giannuzzi davanti al pubblico ministero avrebbe fatto delle dichiarazioni, poi dimostratesi non vere, ma che tutto ciò sarebbe stato omesso nell’informativa conclusiva della Digos del 2 dicembre 2008 (allegato 7 del voluminoso dossier presentato oggi ai Carabinieri). Tanto la Digos sarebbe stata morbida verso Giannuzzi tanto, per Spina, sarebbe stata severa verso Annamaria Villanacci, dirigente del Settore Igiene e Sanità del Comune di Benevento e moglie del citato socio della Sis Maurizio Ionico.

Ad esempio Spina fa riferimento sempre alla citata informativa del 2 dicembre 2008 in cui vi sarebbero dei rilievi erronei sul comportamento adottato dalla Villanacci per la revoca di un’autorizzazione nella vicenda Gaveli. Spina poi riferisce altri dettagli e scrive nella denuncia presentata ai Carabinieri che su altri episodi si riserva di riferire a voce agli inquirenti. La denuncia di Spina per conoscenza è stata inviata anche al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, al Ministro dell’Interno e al Ministro della Giustizia. Prosegui la lettura…

Multisala Gaveli

Indagini Gaveli: il Sindaco conferma la fiducia nei suoi collaboratori. Lo SLAI COBAS lo critica.

5 febbraio, 2009
Commenti disabilitati

conffineannoIl Sindaco Fausto Pepe, preoccupato per il risalto dato dalla stampa alla notizia delle Indagini concluse sulla Multisala Gaveli con ipotesi di reati a suo carico e di altri 10 imprenditori, funzionari pubblici e consulenti, emette un comunicato con il quale conferma la fiducia nei “suoi collaboratori”.

Lo SLAI COBAS gli ricorda che il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica non può essere considerato come una condanna a priori, ma di certo non è una assoluzione. Le responsabilità penali sono individuali e pertanto occorre attendere l’eventuale Rinvio a Giudizio ed il Processo, ma intanto non servono le difese di ufficio.

82cento: il comunicato del Sindaco

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

Comunicato stampa del 4 febbraio 2009

La stampa locale, ha dato, con gran rilievo, la notizia di un provvedimento di chiusura delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica sui fatti connessi al rilascio del Certificato di Agibilità per la Multisala Gaveli, con la relativa contestazione ad undici persone (imprenditori, amministratori, funzionari pubblici e consulenti) di diverse ipotesi di reato, tra i quali la tentata estorsione, il falso, le minacce, la calunnia e l’abuso d’ufficio.
Il provvedimento, è bene ripeterlo, non è una condanna e neppure una richiesta di rinvio a giudizio, ma ha destato l’attenzione della stampa soprattutto perchè tra gli indagati figura anche il Sindaco, seppure in modo marginale.
Infatti, recentemente, vi sono stati altri provvedimenti di chiusura indagini per altri casi di abusi edilizi ed abuso di ufficio, a carico di costruttori, tecnici, funzionari pubblici ed un attuale Deputato della Repubblica, ma nessuno si è precipitato a cercare documenti presso il Tribunale per darne notizia. Prosegui la lettura…

Multisala Gaveli