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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Consultazioni per il Piano Urbanistico, turbativa della campagna elettorale</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2021 13:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cementificazione-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cementificazione-640" title="cementificazione-640" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-13393" title="cementificazione-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cementificazione-640-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" />

<strong>L'amministrazione Mastella ha avviato questa mattina le consultazioni per il Piano Urbanistico Comunale in campagna elettorale.  Altrabenevento segnala il caso al Prefetto.</strong>

Comunicato stampa del 30 agosto 2021

Questa mattina, 30 agosto, presso il Settore Urbanistica del Comune di Benevento è stata avviata la pubblica consultazione sulla Fase preliminare per la variante al Piano Urbanistico Comunale, strumento fondamentale per l'uso dei suoli, la edificazione e i servizi.

<strong>L'associazione Altrabenevento non è stata invitata, nonostante gli interventi effettuati in passato proprio in sede di approvazione del PUC attuale che la rendono soggetto portatore di interesse e di competenze, ma neppure è stato pubblicato sul sito del Comune l'avviso per consentire a tutti i cittadini interessati di partecipare ai processi di pianificazione.</strong>

Poiché la consultazione ha la durata di 30 giorni si concluderà il 30 settembre, pochi giorni prima del voto per la elezione del nuovo sindaco e del Consiglio Comunale e quindi la attuale amministrazione non avrà materialmente neppure il tempo di esaminare i documenti e le osservazioni che saranno presentati.

<strong>Appare evidente, pertanto, che la decisione di avviare proprio adesso le "consultazioni" con i soggetti interessati alle modifiche dello strumento urbanistico è quantomeno inopportuna fino a rappresentare una possibile turbativa, considerati gli interessi in campo.</strong>

<strong>Segnaliamo il caso al Prefetto ma sarebbe interessante sapere come si giustifica l'assessore all'Urbanistica, la Trasparenza e l'Anticorruzione, Raffaele Romano, probabile candidato nelle liste Mastella.</strong>

La presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cementificazione-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cementificazione-640" title="cementificazione-640" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-13393" title="cementificazione-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/cementificazione-640-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" />

<strong>L'amministrazione Mastella ha avviato questa mattina le consultazioni per il Piano Urbanistico Comunale in campagna elettorale.  Altrabenevento segnala il caso al Prefetto.</strong>

Comunicato stampa del 30 agosto 2021

Questa mattina, 30 agosto, presso il Settore Urbanistica del Comune di Benevento è stata avviata la pubblica consultazione sulla Fase preliminare per la variante al Piano Urbanistico Comunale, strumento fondamentale per l'uso dei suoli, la edificazione e i servizi.

<strong>L'associazione Altrabenevento non è stata invitata, nonostante gli interventi effettuati in passato proprio in sede di approvazione del PUC attuale che la rendono soggetto portatore di interesse e di competenze, ma neppure è stato pubblicato sul sito del Comune l'avviso per consentire a tutti i cittadini interessati di partecipare ai processi di pianificazione.</strong>

Poiché la consultazione ha la durata di 30 giorni si concluderà il 30 settembre, pochi giorni prima del voto per la elezione del nuovo sindaco e del Consiglio Comunale e quindi la attuale amministrazione non avrà materialmente neppure il tempo di esaminare i documenti e le osservazioni che saranno presentati.

<strong>Appare evidente, pertanto, che la decisione di avviare proprio adesso le "consultazioni" con i soggetti interessati alle modifiche dello strumento urbanistico è quantomeno inopportuna fino a rappresentare una possibile turbativa, considerati gli interessi in campo.</strong>

<strong>Segnaliamo il caso al Prefetto ma sarebbe interessante sapere come si giustifica l'assessore all'Urbanistica, la Trasparenza e l'Anticorruzione, Raffaele Romano, probabile candidato nelle liste Mastella.</strong>

La presidente Sandra Sandrucci

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		<title>Pericolo Turbogas per colpa di politici ed affaristi viandanti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 15:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

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		<item>
		<title>Sequestro pini, dalla &#8220;leale collaborazione istituzionale&#8221; al ricorso</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2021 15:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[PINI-Atlantici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="512" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="giorgione-toga-640" title="giorgione-toga-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13380" title="giorgione-toga-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Il sindaco Mastella assicura leale collaborazione istituzionale con la magistratura e l'assessore Giorgione annuncia ricorso perché il "provvedimento di sequestro non è regolare"</strong>

Comunicato stampa del 24 luglio 2021

<strong>Su richiesta della Procura della Repubblica il GIP del Tribunale di Benevento ha sequestrato 352 pini di viale Atlantici e Pacevecchia per evitare che il Comune possa tagliarli per presunti pericoli alla pubblica e privata incolumità dichiarata con perizie che i magistrati considerano non idonee.</strong>

A commento della clamorosa notizia, il sindaco Clemente Mastella, ex Ministro della Giustizia, ha assicurato leale collaborazione con i magistrati e quindi il rispetto della decisione della Procura e del Gip.

<strong>Invece, il giorno dopo, in consiglio comunale l'assessore all'ambiente Gerardo Giorgione ha annunciato che l'amministrazione presenterà immediato ricorso perché il "provvedimento è irregolare".</strong>

Giorgione ha spiegato alla stampa che il sequestro non è giustificato perché deciso nell'ambito di una indagine appena chiusa a carico di due funzionari per gli abbattimenti del 2019 e perché la successiva delibera della giunta n. 41/2020 che prevedeva l'abbattimento di tutti gli alberi di viale Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli, non ha avuto seguito.

<strong>Quella delibera però non è mai stata annullata ed ha continuato a produrre effetti.</strong>

Ad esempio è stato affidato ad un tecnico, il dott. Cardiello, l'incarico di effettuare l'ennesima perizia dopo quella del 2018 che aveva stabilito la estrema pericolosità di 4 pini; la relazione dell'agrotecnico comunale del 2019 che ordinò l'abbattimento di 12 alberi; la perizia della ditta che fa la manutenzione del verde che nel 2020 ha certificato la necessità di tagliarne 68; la relazione dell'agronomo della Regione che ha previsto la necessità di tagliarli tutti.

<strong>L'ultima perizia di Cardiello prescrive l'abbattimento di 24 pini per la "propensione al cedimento" e l'assessore Giorgione, dopo averla inviata alla Procura della Repubblica ha scritto al dirigente del servizio Verde Pubblico, Antonio Iadicicco, la lettera prot. 10025 del 29 gennaio 2021con questo testo: "Si comunica per ogni opportuna attività operativa ed esecutiva, circa quanto disposto e relazionato dal Dott. Cardiello. Si invita , pertanto, a mettere in atto ogni opportuna azione ed attività, a tutela della privata e pubblica incolumità"</strong>

A quella lettera hanno fatto seguito altre dichiarazioni di Giorgione per la esecuzione di quanto previsto dalla perizia Cardiello conseguenza della delibera 41/2020 che pertanto è tuttora atto idoneo per abbattimento di almeno 24 pini.

<strong>C'è quindi il pericolo che quegli alberi monumentali, beni pubblici in area tutelata, possano essere abbattuti e ciò giustifica il sequestro anche se non si comprende, dall'esame delle note alla stampa, a quale inchiesta giudiziaria si riferisce.</strong>

Quella a carico dei due funzionari comunali per l'abbattimento di 12 alberi nel 2019 è chiusa, ma allora c'è un altro fascicolo aperto proprio per la delibera 41 del 2020?

La presidente Sandra Sandrucci

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="512" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="giorgione-toga-640" title="giorgione-toga-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13380" title="giorgione-toga-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/giorgione-toga-640-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a>Il sindaco Mastella assicura leale collaborazione istituzionale con la magistratura e l'assessore Giorgione annuncia ricorso perché il "provvedimento di sequestro non è regolare"</strong>

Comunicato stampa del 24 luglio 2021

<strong>Su richiesta della Procura della Repubblica il GIP del Tribunale di Benevento ha sequestrato 352 pini di viale Atlantici e Pacevecchia per evitare che il Comune possa tagliarli per presunti pericoli alla pubblica e privata incolumità dichiarata con perizie che i magistrati considerano non idonee.</strong>

A commento della clamorosa notizia, il sindaco Clemente Mastella, ex Ministro della Giustizia, ha assicurato leale collaborazione con i magistrati e quindi il rispetto della decisione della Procura e del Gip.

<strong>Invece, il giorno dopo, in consiglio comunale l'assessore all'ambiente Gerardo Giorgione ha annunciato che l'amministrazione presenterà immediato ricorso perché il "provvedimento è irregolare".</strong>

Giorgione ha spiegato alla stampa che il sequestro non è giustificato perché deciso nell'ambito di una indagine appena chiusa a carico di due funzionari per gli abbattimenti del 2019 e perché la successiva delibera della giunta n. 41/2020 che prevedeva l'abbattimento di tutti gli alberi di viale Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli, non ha avuto seguito.

<strong>Quella delibera però non è mai stata annullata ed ha continuato a produrre effetti.</strong>

Ad esempio è stato affidato ad un tecnico, il dott. Cardiello, l'incarico di effettuare l'ennesima perizia dopo quella del 2018 che aveva stabilito la estrema pericolosità di 4 pini; la relazione dell'agrotecnico comunale del 2019 che ordinò l'abbattimento di 12 alberi; la perizia della ditta che fa la manutenzione del verde che nel 2020 ha certificato la necessità di tagliarne 68; la relazione dell'agronomo della Regione che ha previsto la necessità di tagliarli tutti.

<strong>L'ultima perizia di Cardiello prescrive l'abbattimento di 24 pini per la "propensione al cedimento" e l'assessore Giorgione, dopo averla inviata alla Procura della Repubblica ha scritto al dirigente del servizio Verde Pubblico, Antonio Iadicicco, la lettera prot. 10025 del 29 gennaio 2021con questo testo: "Si comunica per ogni opportuna attività operativa ed esecutiva, circa quanto disposto e relazionato dal Dott. Cardiello. Si invita , pertanto, a mettere in atto ogni opportuna azione ed attività, a tutela della privata e pubblica incolumità"</strong>

A quella lettera hanno fatto seguito altre dichiarazioni di Giorgione per la esecuzione di quanto previsto dalla perizia Cardiello conseguenza della delibera 41/2020 che pertanto è tuttora atto idoneo per abbattimento di almeno 24 pini.

<strong>C'è quindi il pericolo che quegli alberi monumentali, beni pubblici in area tutelata, possano essere abbattuti e ciò giustifica il sequestro anche se non si comprende, dall'esame delle note alla stampa, a quale inchiesta giudiziaria si riferisce.</strong>

Quella a carico dei due funzionari comunali per l'abbattimento di 12 alberi nel 2019 è chiusa, ma allora c'è un altro fascicolo aperto proprio per la delibera 41 del 2020?

La presidente Sandra Sandrucci

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		<item>
		<title>La Cittadella degli uffici da 50 milioni di euro, Perifano e le 50 anime del PD</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 11:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affari sulle Periferie]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="502" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pepicelli" title="pepicelli" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13376" title="pepicelli" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a> <strong>Luigi Diego Perifano, candidato sindaco della coalizione sostenuta da una parte del PD, liste civiche soprattutto di ex amministratori e forse Movimento 5 Stelle, ha chiesto di rivedere la localizzazione del Federal Building, cioè la Cittadella degli uffici statali, previsto nella ex caserma Pepicelli di viale Atlantici, finanziato dall'Agenzia del Demanio con 50 milioni di euro.</strong>

Comunicato stampa del 22 luglio 2021

<strong>Sono già in corso le gare per i lavori di adeguamento della grande struttura che per molti anni ha ospitato la scuola allievi Carabinieri, ma Perifano ed alcuni dirigenti PD, ritengono che quello non sia il luogo idoneo per ospitare Guardia di Finanze, Ragioneria di Stato, Commissione Tributaria Provinciale, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, Archivio di Stato, Direzione Territoriale del Lavoro perché non ci sono parcheggi sufficienti.</strong>

Perché se ne accorgono adesso?

<strong>Probabilmente Perifano e il mezzo PD che lo sostiene hanno dimenticato che fu l'amministrazione guidata dal sindaco PD Fausto Pepe nel 2015 a firmare l'intesa con il Ministero della Difesa per trasformare quella struttura in "polo logistico con vari uffici della pubblica amministrazione". Oppure hanno rimosso anche questa attività dell'ex sindaco (come il Piano Strategico del 2012) , sempre tenuto ai margini della colazione, contrariamente a molti suoi assessori (De Vecchio, Lepore, Miceli, Principe, Boccalone, Zollo) ancora molto corteggiati da Mastella e da Perifano?</strong>

Fausto Pepe alla riunione a Roma con il Ministro della Difesa fu accompagnato dal sottosegretario del Partito Democratico, Umberto Del Basso De Caro, hanno dimenticato anche questo Perifano e mezzo PD? oppure vogliono affrancarsi anche dal solo parlamentare che hanno?

<strong>Ma stranamente ha dimenticato la paternità di questa mega operazione anche Renato Parente, potentissimo portavoce del sindaco Mastella, che questa volta non ha risposto a Perifano "La colpa è di quelli di prima".</strong>

In verità a Parente e Mastella quell'idea piace assai al punto da aver polemizzato con le parlamentari del Movimento 5 Stelle che a maggio scorso hanno annunciato, con giubilo, che il governo aveva finanziato l'opera. Allora, il sindaco si adirò ricordando che aveva firmato già nel 2018 un accordo con il "suo amico democristiano" presidente dell'Agenzia del Demanio.

<strong>Insomma, la realizzazione del Federal Building in quella struttura piace al "centro sinistra di Mastella", a quel che resta del Movimento 5 Stelle e ad alcune civiche con gli ex assessori per l'Alternativa, ma non piace a mezzo PD di Del Basso e a Perifano.</strong>

Il candidato sindaco cita una lettera dell'ufficio tecnico comunale che il 27 novembre 2019 segnalava la insufficienza di parcheggi interni alla ex caserma ma si concludeva con il "parere favorevole al progetto" e la raccomandazione per "uno studio della mobilità veicolare e nello specifico l'analisi dell'impatto che l'intervento provoca sul traffico e sulla sosta, con proposte risolutive e migliorative".

Non pare che questo possa giustificare il blocco delle gare e dei lavori per 50 milioni di euro e comunque segnaliamo a Perifano che lo stesso ufficio tecnico con un'altra lettera prot. 4761 del _15 gennaio 2021 ha espresso parere favorevole alla realizzazione di un parcheggio interrato in piazza Risorgimento proposto dalla società Lumode, perché "offre un servizio essenziale più prossimo al polo scolastico ma anche al polo giudiziario … e soprattutto al “Federal Building”, il nuovo polo delle Amministrazioni Statali che sarà realizzato presso l’immobile demaniale “Scuola allievi Carabinieri” o “Caserma Pepicelli” al viale Atlantici”.

<strong>A parte la distanza notevole, ci chiediamo come mai una società casertana possa fare e gestire un parcheggio interrato in piazza Risorgimento e non se ne possa realizzare un'altro nell'ex caserma Pepicelli?</strong>

Però Perifano ha ragione, bisogna fare un ragionamento complessivo sulla destinazione delle strutture che attualmente ospitano gli uffici da trasferire nella ex caserma e sul piano mobilità e perciò sarà interessante il confronto con le proposte che da tempo abbiamo elaborato e che ora confluiscono nel <strong>"Manifesto per la città accogliente e sostenibile" presentato ieri dalla coalizione ArCo con Moretti sindaco</strong>.

Sarà interessante discuterlo anche con Perifano sperando che, contrariamente a quanto fatto ieri per il progetto Terminal bus, non si limiti a riproporre solo le nostre critiche e gli esempi di progetti presentati e ripresentati più volte e comunque estranei al piano periferie approvato che si spera di bloccare solo con le iniziative di Altrabenevento.

Gabriele Corona candidato con la lista "Altra Benevento è possibile"

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="502" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pepicelli" title="pepicelli" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13376" title="pepicelli" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepicelli-300x235.jpg" alt="" width="300" height="235" /></a> <strong>Luigi Diego Perifano, candidato sindaco della coalizione sostenuta da una parte del PD, liste civiche soprattutto di ex amministratori e forse Movimento 5 Stelle, ha chiesto di rivedere la localizzazione del Federal Building, cioè la Cittadella degli uffici statali, previsto nella ex caserma Pepicelli di viale Atlantici, finanziato dall'Agenzia del Demanio con 50 milioni di euro.</strong>

Comunicato stampa del 22 luglio 2021

<strong>Sono già in corso le gare per i lavori di adeguamento della grande struttura che per molti anni ha ospitato la scuola allievi Carabinieri, ma Perifano ed alcuni dirigenti PD, ritengono che quello non sia il luogo idoneo per ospitare Guardia di Finanze, Ragioneria di Stato, Commissione Tributaria Provinciale, Agenzia delle Dogane, Agenzia delle Entrate, Archivio di Stato, Direzione Territoriale del Lavoro perché non ci sono parcheggi sufficienti.</strong>

Perché se ne accorgono adesso?

<strong>Probabilmente Perifano e il mezzo PD che lo sostiene hanno dimenticato che fu l'amministrazione guidata dal sindaco PD Fausto Pepe nel 2015 a firmare l'intesa con il Ministero della Difesa per trasformare quella struttura in "polo logistico con vari uffici della pubblica amministrazione". Oppure hanno rimosso anche questa attività dell'ex sindaco (come il Piano Strategico del 2012) , sempre tenuto ai margini della colazione, contrariamente a molti suoi assessori (De Vecchio, Lepore, Miceli, Principe, Boccalone, Zollo) ancora molto corteggiati da Mastella e da Perifano?</strong>

Fausto Pepe alla riunione a Roma con il Ministro della Difesa fu accompagnato dal sottosegretario del Partito Democratico, Umberto Del Basso De Caro, hanno dimenticato anche questo Perifano e mezzo PD? oppure vogliono affrancarsi anche dal solo parlamentare che hanno?

<strong>Ma stranamente ha dimenticato la paternità di questa mega operazione anche Renato Parente, potentissimo portavoce del sindaco Mastella, che questa volta non ha risposto a Perifano "La colpa è di quelli di prima".</strong>

In verità a Parente e Mastella quell'idea piace assai al punto da aver polemizzato con le parlamentari del Movimento 5 Stelle che a maggio scorso hanno annunciato, con giubilo, che il governo aveva finanziato l'opera. Allora, il sindaco si adirò ricordando che aveva firmato già nel 2018 un accordo con il "suo amico democristiano" presidente dell'Agenzia del Demanio.

<strong>Insomma, la realizzazione del Federal Building in quella struttura piace al "centro sinistra di Mastella", a quel che resta del Movimento 5 Stelle e ad alcune civiche con gli ex assessori per l'Alternativa, ma non piace a mezzo PD di Del Basso e a Perifano.</strong>

Il candidato sindaco cita una lettera dell'ufficio tecnico comunale che il 27 novembre 2019 segnalava la insufficienza di parcheggi interni alla ex caserma ma si concludeva con il "parere favorevole al progetto" e la raccomandazione per "uno studio della mobilità veicolare e nello specifico l'analisi dell'impatto che l'intervento provoca sul traffico e sulla sosta, con proposte risolutive e migliorative".

Non pare che questo possa giustificare il blocco delle gare e dei lavori per 50 milioni di euro e comunque segnaliamo a Perifano che lo stesso ufficio tecnico con un'altra lettera prot. 4761 del _15 gennaio 2021 ha espresso parere favorevole alla realizzazione di un parcheggio interrato in piazza Risorgimento proposto dalla società Lumode, perché "offre un servizio essenziale più prossimo al polo scolastico ma anche al polo giudiziario … e soprattutto al “Federal Building”, il nuovo polo delle Amministrazioni Statali che sarà realizzato presso l’immobile demaniale “Scuola allievi Carabinieri” o “Caserma Pepicelli” al viale Atlantici”.

<strong>A parte la distanza notevole, ci chiediamo come mai una società casertana possa fare e gestire un parcheggio interrato in piazza Risorgimento e non se ne possa realizzare un'altro nell'ex caserma Pepicelli?</strong>

Però Perifano ha ragione, bisogna fare un ragionamento complessivo sulla destinazione delle strutture che attualmente ospitano gli uffici da trasferire nella ex caserma e sul piano mobilità e perciò sarà interessante il confronto con le proposte che da tempo abbiamo elaborato e che ora confluiscono nel <strong>"Manifesto per la città accogliente e sostenibile" presentato ieri dalla coalizione ArCo con Moretti sindaco</strong>.

Sarà interessante discuterlo anche con Perifano sperando che, contrariamente a quanto fatto ieri per il progetto Terminal bus, non si limiti a riproporre solo le nostre critiche e gli esempi di progetti presentati e ripresentati più volte e comunque estranei al piano periferie approvato che si spera di bloccare solo con le iniziative di Altrabenevento.

Gabriele Corona candidato con la lista "Altra Benevento è possibile"

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		<title>Sequestro pini monumentali, necessarie le dimissioni di Mastella, Giorgione e Romano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2021 17:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[PINI-Atlantici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="750" height="505" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella_giorgione-640" title="mastella_giorgione-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13370" title="mastella_giorgione-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>La magistratura costretta a sequestrare 352 alberi monumentali, patrimonio pubblico, che l'amministrazione comunale di Benevento voleva abbattere. Si devono dimettere subito il sindaco , l'assessore all'Ambiente e l'assessore alla Trasparenza e Anticorruzione</strong>

Comunicato stampa del 20 luglio 2021

La Guarda di Finanza ha sequestrato 352 pini monumentali di viale Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli, su richiesta della Procura della Repubblica per evitare l'abbattimento da parte del Comune di Benevento che invece dovrebbe tutelare il patrimonio pubblico.

<strong>Il Procuratore Aldo Policastro ha chiarito che sono indagati due funzionari per l'abbattimento immotivato di 12 pini nel 2019 ma il pericolo di ulteriori tagli distruttivi è ancora attuale perché disposto con la delibera della Giunta Comunale n. 41 del 3 marzo 2020, mai revocata.</strong>

Con quell'atto, il sindaco Mastella e gli assessori Antonio Reale, Mario Pasquariello, Oberdan Picucci, Maria Carmela Serluca, Raffaele Romano, Carmela Coppola e Maria Carmela Mignone, su proposta del dirigente Antonio Iadicicco, decisero "la rimozione di tutte le alberature lungo il viale degli Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli" a "tutela della salute pubblica".

<strong>La gravissima decisione fu assunta a seguito di ripetute perizie di "valutazione visiva" assolutamente non idonee a dimostrare l'imminente pericolo, come segnalato più volte dal 2018 dall'associazione Altrabenevento con comunicati e diffide che il Movimento Benevento Città Verde ha allegato ai numerosi esposti alla Procura della Repubblica, insieme a perizie e valutazioni tecniche,</strong>

Nonostante i ripetuti inviti di questo Movimento, di Altrabenevento, di altri Comitati e numerosi cittadini l'amministrazione comunale non ha mai annullato o revocato quella delibera.

Anzi, l'assessore all'Ambiente, Gerardo Giorgione, ha più volte ribadito la necessità di procedere agli abbattimenti, a cominciare dai 24 pini considerati pericolosi da una recente perizia, che però non è condivisa dai consulenti della Procura della Repubblica, costretta ad intervenire con il sequestro per tutelare gli alberi che "appartengono al patrimonio verde e storico di Benevento".

<strong>Il provvedimento dei magistrati, indipendentemente dai rilievi penali, è un atto di censura nettissimo per l'operato della amministrazione comunale guidata dal sindaco Clemente Mastella, ex ministro della Giustizia, che adesso deve rassegnare le sue dimissioni.</strong>

Devono lasciare l'incarico di amministratore pubblico anche l'avvocato Gerardo Giorgione (nella foyo), che tra l'altro risulta legale difensore di uno dei funzionari indagati, e l'assessore Raffaele Romano, generale in pensione della Guarda di Finanza, delegato alla Trasparenza e alla Anticorruzione che proprio per la sua indiscussa esperienza e capacità avrebbe dovuto con maggiore insistenza chiedere la revoca della delibera 41.

Movimento Benevento Città Verde,  Ambner De Iapinis

Altrabenevento, Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="505" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella_giorgione-640" title="mastella_giorgione-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13370" title="mastella_giorgione-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella_giorgione.-640-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>La magistratura costretta a sequestrare 352 alberi monumentali, patrimonio pubblico, che l'amministrazione comunale di Benevento voleva abbattere. Si devono dimettere subito il sindaco , l'assessore all'Ambiente e l'assessore alla Trasparenza e Anticorruzione</strong>

Comunicato stampa del 20 luglio 2021

La Guarda di Finanza ha sequestrato 352 pini monumentali di viale Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli, su richiesta della Procura della Repubblica per evitare l'abbattimento da parte del Comune di Benevento che invece dovrebbe tutelare il patrimonio pubblico.

<strong>Il Procuratore Aldo Policastro ha chiarito che sono indagati due funzionari per l'abbattimento immotivato di 12 pini nel 2019 ma il pericolo di ulteriori tagli distruttivi è ancora attuale perché disposto con la delibera della Giunta Comunale n. 41 del 3 marzo 2020, mai revocata.</strong>

Con quell'atto, il sindaco Mastella e gli assessori Antonio Reale, Mario Pasquariello, Oberdan Picucci, Maria Carmela Serluca, Raffaele Romano, Carmela Coppola e Maria Carmela Mignone, su proposta del dirigente Antonio Iadicicco, decisero "la rimozione di tutte le alberature lungo il viale degli Atlantici, via Pacevecchia e via Rosselli" a "tutela della salute pubblica".

<strong>La gravissima decisione fu assunta a seguito di ripetute perizie di "valutazione visiva" assolutamente non idonee a dimostrare l'imminente pericolo, come segnalato più volte dal 2018 dall'associazione Altrabenevento con comunicati e diffide che il Movimento Benevento Città Verde ha allegato ai numerosi esposti alla Procura della Repubblica, insieme a perizie e valutazioni tecniche,</strong>

Nonostante i ripetuti inviti di questo Movimento, di Altrabenevento, di altri Comitati e numerosi cittadini l'amministrazione comunale non ha mai annullato o revocato quella delibera.

Anzi, l'assessore all'Ambiente, Gerardo Giorgione, ha più volte ribadito la necessità di procedere agli abbattimenti, a cominciare dai 24 pini considerati pericolosi da una recente perizia, che però non è condivisa dai consulenti della Procura della Repubblica, costretta ad intervenire con il sequestro per tutelare gli alberi che "appartengono al patrimonio verde e storico di Benevento".

<strong>Il provvedimento dei magistrati, indipendentemente dai rilievi penali, è un atto di censura nettissimo per l'operato della amministrazione comunale guidata dal sindaco Clemente Mastella, ex ministro della Giustizia, che adesso deve rassegnare le sue dimissioni.</strong>

Devono lasciare l'incarico di amministratore pubblico anche l'avvocato Gerardo Giorgione (nella foyo), che tra l'altro risulta legale difensore di uno dei funzionari indagati, e l'assessore Raffaele Romano, generale in pensione della Guarda di Finanza, delegato alla Trasparenza e alla Anticorruzione che proprio per la sua indiscussa esperienza e capacità avrebbe dovuto con maggiore insistenza chiedere la revoca della delibera 41.

Movimento Benevento Città Verde,  Ambner De Iapinis

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<title>Pini del viale Atlantici abbattuti per &#8220;pericolosità inesistente&#8221;, due soli indagati.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2021 14:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[PINI-Atlantici]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="viale-alberato-pini" title="viale-alberato-pini" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13366" title="viale-alberato-pini" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ipotesi di reato per due funzionari comunali ma il sindaco Mastella, l'ex assessore De Nigris e l'ex Consigliere delegato Feleppa non possono far finta di niente.</strong>

Comunicato stampa del 18 luglio 2021

La Procura della Repubblica di Benevento ha inviato a Giovanni Zollo, agrotecnico del Comune di Benevento e Andrea Lanzalone, ex dirigente dell'Ente, un "avviso di chiusura indagine" per reati relativi all'abbattimento d'urgenza di 12 pini del viale Atlantici che erano stati considerati a marzo 2019 pericolosi per la pubblica incolumità.

I<strong>l Pubblico Ministero ritiene, invece, che la "pericolosità fosse inesistente e mai accertata" ed aspetta eventuali memorie difensive da parte dei due indagati per decidere se chiedere il rinvio a giudizio. Quindi i due funzionari pubblici si difenderanno nelle sedi opportune e spiegheranno perché improvvisamente quei pini erano diventati pericolosi e perché l'incarico di abbatterli era stato affidato alla ditta Barretta Garden di Marano con la quale non era stato ancora firmato il contratto triennale per la manutenzione del verde pubblico.</strong>

Gli amministratori del Comune di Benevento, invece, devono spiegare subito perché si decise l'abbattimento con tanta urgenza.

<strong>In particolare, l'ex assessore all'Ambiente, Luigi De Nigris e il consigliere delegato al verde pubblico, Angelo Feleppa, ricorderanno sicuramente che a febbraio 2019, cioè un mese prima degli atti firmati da Zollo e Lanzalone, dichiararono alla stampa di aver verificato con vari esperti che almeno dieci pini andavano abbattuti immediatamente.</strong>

La gara di appalto per il verde pubblico prevedeva la potatura di quei pini monumentali ed invece ad ottobre 2018 la ditta Barretta Garden presentò una relazione di un proprio tecnico che sulla base di "valutazione visiva" stabilì che almeno 4 pini erano pericolosi e da abbattere: il primo e l'ultimo del filare destro; il primo e l'ultimo del filare sinistro.

<strong>A febbraio 2019, De Nigris e Feleppa a seguito di sopralluoghi e valutazioni "visive" di esperti vari, annunciarono che i pini da sacrificare a tutela della pubblica incolumità erano diventati 10.</strong>

Il mese dopo, per l'agrotecnico Zollo diventano 12 quelli pericolosi e poi ne tagliano 13, sempre in base a valutazioni "visive" che la Procura della Repubblica considera non è idonee a decretare la pericolosità e la morte di un albero.

<strong>Sulla necessità di abbattere quei pini pericolosissimi per tutelare i "cittadini della sua città, della sua comunità" si è concentrato molto il sindaco Clemente Mastella che naturalmente ha appellato come idioti o imbecilli gli attivisti di Altrabenevento, dei comitati "Benevento città verde" e "Giù le mani dai pini" ed altre centinaia di cittadini che hanno denunciato per due anni la strana urgenza per decretare la morte di quegli alberi sulla base di perizie contraddittorie e non idonee.</strong>

Se fossero stati abbattuti tutti i pini del viale Atlantici la lista degli indagati sarebbe oggi certamente più lunga e quindi qualcuno dovrebbe ringraziare i cittadini civili che hanno salvato gli alberi ed evitato altri provvedimenti penali. <strong>Ci auguriamo adesso che la Procura della Repubblica possa chiarire le ragioni degli illeciti abbattimenti del 2019 e poi verificare se vi sono anche "reati tentati" da parte dei tanti che si sono accaniti contro quegli alberi.</strong>

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="viale-alberato-pini" title="viale-alberato-pini" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13366" title="viale-alberato-pini" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Viale-alberato-pini-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ipotesi di reato per due funzionari comunali ma il sindaco Mastella, l'ex assessore De Nigris e l'ex Consigliere delegato Feleppa non possono far finta di niente.</strong>

Comunicato stampa del 18 luglio 2021

La Procura della Repubblica di Benevento ha inviato a Giovanni Zollo, agrotecnico del Comune di Benevento e Andrea Lanzalone, ex dirigente dell'Ente, un "avviso di chiusura indagine" per reati relativi all'abbattimento d'urgenza di 12 pini del viale Atlantici che erano stati considerati a marzo 2019 pericolosi per la pubblica incolumità.

I<strong>l Pubblico Ministero ritiene, invece, che la "pericolosità fosse inesistente e mai accertata" ed aspetta eventuali memorie difensive da parte dei due indagati per decidere se chiedere il rinvio a giudizio. Quindi i due funzionari pubblici si difenderanno nelle sedi opportune e spiegheranno perché improvvisamente quei pini erano diventati pericolosi e perché l'incarico di abbatterli era stato affidato alla ditta Barretta Garden di Marano con la quale non era stato ancora firmato il contratto triennale per la manutenzione del verde pubblico.</strong>

Gli amministratori del Comune di Benevento, invece, devono spiegare subito perché si decise l'abbattimento con tanta urgenza.

<strong>In particolare, l'ex assessore all'Ambiente, Luigi De Nigris e il consigliere delegato al verde pubblico, Angelo Feleppa, ricorderanno sicuramente che a febbraio 2019, cioè un mese prima degli atti firmati da Zollo e Lanzalone, dichiararono alla stampa di aver verificato con vari esperti che almeno dieci pini andavano abbattuti immediatamente.</strong>

La gara di appalto per il verde pubblico prevedeva la potatura di quei pini monumentali ed invece ad ottobre 2018 la ditta Barretta Garden presentò una relazione di un proprio tecnico che sulla base di "valutazione visiva" stabilì che almeno 4 pini erano pericolosi e da abbattere: il primo e l'ultimo del filare destro; il primo e l'ultimo del filare sinistro.

<strong>A febbraio 2019, De Nigris e Feleppa a seguito di sopralluoghi e valutazioni "visive" di esperti vari, annunciarono che i pini da sacrificare a tutela della pubblica incolumità erano diventati 10.</strong>

Il mese dopo, per l'agrotecnico Zollo diventano 12 quelli pericolosi e poi ne tagliano 13, sempre in base a valutazioni "visive" che la Procura della Repubblica considera non è idonee a decretare la pericolosità e la morte di un albero.

<strong>Sulla necessità di abbattere quei pini pericolosissimi per tutelare i "cittadini della sua città, della sua comunità" si è concentrato molto il sindaco Clemente Mastella che naturalmente ha appellato come idioti o imbecilli gli attivisti di Altrabenevento, dei comitati "Benevento città verde" e "Giù le mani dai pini" ed altre centinaia di cittadini che hanno denunciato per due anni la strana urgenza per decretare la morte di quegli alberi sulla base di perizie contraddittorie e non idonee.</strong>

Se fossero stati abbattuti tutti i pini del viale Atlantici la lista degli indagati sarebbe oggi certamente più lunga e quindi qualcuno dovrebbe ringraziare i cittadini civili che hanno salvato gli alberi ed evitato altri provvedimenti penali. <strong>Ci auguriamo adesso che la Procura della Repubblica possa chiarire le ragioni degli illeciti abbattimenti del 2019 e poi verificare se vi sono anche "reati tentati" da parte dei tanti che si sono accaniti contro quegli alberi.</strong>

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

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		</item>
		<item>
		<title>Acqua del Biferno alla contrada Pezzapiana grazie alle insistenze di Altrabenevento, ma Mastella se lo dimentica.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 17:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="504" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="acquedotto-640" title="acquedotto-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13362" title="acquedotto-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>I<strong>naugurazione elettorale di Mastella per il nuovo collegamento dell'acquedotto del Biferno alla rete idrica cittadina ma solo per gli stabilimenti industriali Pezzapiana e poche famiglie della zona. Agli abitanti di Ferrovia, Rione Libertà e Centro storico, ancora acqua contaminata da Tetracloroetilene.</strong>

Comunicato stampa del 16 luglio 2021

Il sindaco Clemente Mastella questa mattina è stato addirittura capace di inaugurare in via Mura della Caccia (foto di LabTv ) il lavoro di due (2 ) metri per il collegamento tra l'acquedotto del Biferno e la rete idrica che porta l'acqua solo ai capannoni industriali di Pezzapiana e a poche famiglie della zona.

Naturalmente Mastella ha dimenticato di ricordare che è stata Altrabenevento agli inizi di maggio scorso a segnalare nel corso di un lungo incontro con i vertici di Gesesa, che proprio in via Mura della Caccia era possibile collegare la conduttura del Biferno all'acquedotto cittadino ma avevamo proposto di effettuare lavori per circa 250 metri, fino alle pompe di Pezzapiana, per servire l'acqua buonissima delle sorgenti molisane anche agli abitanti della parte bassa della città.

Invece la Gesesa ha effettuato i lavori per fornire l'acqua del Biferno solo ai capannoni industriali e poche centinaia di abitanti, mentre i circa 25.000 abitanti della parte bassa della città continuano a ricevere acqua dei pozzi contaminata da tetracloroetilene miscelata al 30% con acqua del Biferno.

Alla ridicola manifestazione elettorale di questa mattina ha partecipato pure Marcello Palladino, ex presidente del comitato Pezzapiana che non si è mai attivato per risolvere il problema acqua contaminata da tetracloroetilene, il quale sarà tra i prossimi candidati del Partito Democratico a sostegno del sindaco Mastella.

La presidente, Sandra Sandrucci

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="504" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="acquedotto-640" title="acquedotto-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13362" title="acquedotto-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>I<strong>naugurazione elettorale di Mastella per il nuovo collegamento dell'acquedotto del Biferno alla rete idrica cittadina ma solo per gli stabilimenti industriali Pezzapiana e poche famiglie della zona. Agli abitanti di Ferrovia, Rione Libertà e Centro storico, ancora acqua contaminata da Tetracloroetilene.</strong>

Comunicato stampa del 16 luglio 2021

Il sindaco Clemente Mastella questa mattina è stato addirittura capace di inaugurare in via Mura della Caccia (foto di LabTv ) il lavoro di due (2 ) metri per il collegamento tra l'acquedotto del Biferno e la rete idrica che porta l'acqua solo ai capannoni industriali di Pezzapiana e a poche famiglie della zona.

Naturalmente Mastella ha dimenticato di ricordare che è stata Altrabenevento agli inizi di maggio scorso a segnalare nel corso di un lungo incontro con i vertici di Gesesa, che proprio in via Mura della Caccia era possibile collegare la conduttura del Biferno all'acquedotto cittadino ma avevamo proposto di effettuare lavori per circa 250 metri, fino alle pompe di Pezzapiana, per servire l'acqua buonissima delle sorgenti molisane anche agli abitanti della parte bassa della città.

Invece la Gesesa ha effettuato i lavori per fornire l'acqua del Biferno solo ai capannoni industriali e poche centinaia di abitanti, mentre i circa 25.000 abitanti della parte bassa della città continuano a ricevere acqua dei pozzi contaminata da tetracloroetilene miscelata al 30% con acqua del Biferno.

Alla ridicola manifestazione elettorale di questa mattina ha partecipato pure Marcello Palladino, ex presidente del comitato Pezzapiana che non si è mai attivato per risolvere il problema acqua contaminata da tetracloroetilene, il quale sarà tra i prossimi candidati del Partito Democratico a sostegno del sindaco Mastella.

La presidente, Sandra Sandrucci

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		<item>
		<title>Housing Sociale Capodimonte e utilizzo fondi Riqualificazione Periferie- Conferenza stampa della coalizione ARCO</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13350</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13350#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 07:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Giù-le-Mani-Terminal-Bus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13350</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

*************

<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

*************************

<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="conferenza-arco-hosuing-sociale640" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13355" title="conferenza-arco-hosuing-sociale640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-arco-hosuing-sociale640-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Coalizione Arco - Angelo Moretti sindaco (Civico 22, Altra Benevento è possibile, Verdi, PER) -

Conferenza Stampa Lunedì 12 luglio 2021

• <strong>Cosa è successo davvero per l'Housing Sociale di Capodimonte? E cosa fare adesso ?</strong>
<strong>• Come utilizzare i finanziamenti per la riqualificazione delle periferie, dopo la decisione dell’ANAC ?</strong>
<strong>• Cosa fare per garantire informazioni certe e trasparenza ?</strong>

Scheda di sintesi alla stampa

La Regione Campania ha revocato il finanziamento per la costruzione di 160 alloggi e servizi a Capodimonte ma la notizia non è stata fornita dal Comune; alcune testate giornalistiche hanno pubblicato il Decreto Dirigenziale e l'amministrazione Mastella si è limitata ad attribuire le responsabilità all'amministrazione precedente senza fornire documenti e senza chiarire come intende riparare.

L'ANAC ha bloccato il project financing della società Lumode per la cementificazione dell'ex Campo La Salle con i soldi destinati alle Periferie, ma la notizia e il documento sono stati forniti da Altrabenevento; l'amministrazione replica negando lo stop al progetto che invece è stato confermato dal tecnico Responsabile del Procedimento.

<strong>Occorre, quindi, ricostruire i fatti ed indicare alcune possibili soluzioni per il quartiere Capodimonte e l'utilizzo dei fondi per la riqualificazione delle Periferie. Ma c'è anche la necessità di affrontare il tema "infomazioni/comunicazioni/trasparenza" per contrastare corruzione e malaffare.</strong>

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<strong>Housing Sociale di Capodimonte</strong>

La Regione Campania con il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dd-66_02.07.2021-2.pdf">Decreto Dirigenziale n. 66_02-07-2021 </a></strong></span> <strong>(allegato 1)</strong> ha revocato il finanziamento di € 11.847.725,76 concesso al Comune di Benevento per il progetto denominato Housing Sociale di Capodimonte che prevedeva la costruzione di 132 nuovi alloggi, rendere abitabili 28 sottotetti, realizzare servizi pubblici per tutto il quartiere (locali commerciali, piazza attrezzata, impianti sportivi, verde attrezzato, orti urbani). Il costo complessivo inizialmente previsto era di 37.846.368 (€ 9.779.560 come contributo Stato/Regione in conto capitale, € 9.143.404 contributo Stato/Regione in conto interessi, 15.404.801 a carico del costruttore privato).

<strong>La notizia della revoca è stata data da alcune testate giornalistiche (che hanno pubblicato anche il Decreto Dirigenziale) e non dal comune di Benevento che si è limitato ad una lettera del dirigente del settore Urbanistica, Antonio Iadicicco il quale, al termine di un ricostruzione parziale dei fatti, ha concluso "Queste sono state le cause che hanno generato la revoca parziale del finanziamento e sono tutte ascrivibili alla precedente Amministrazione"Iadicicco non ha fornito documenti.</strong>

Ovviamente gli ex amministratori hanno risposto, <strong>ma a noi preme, oltre la polemica, di dover ricostruire i fatti anche per ribadire la necessità di corretta informazione e trasparenza, ed insistere perché non si perda la possibilità di riqualificare il quartiere Capodimonte.</strong>

Il 13 novembre 2012 fu firmata la <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convenzione-Regione.pdf"><strong>Convenzione</strong> </a></span> <strong>(allegato 2)</strong> tra Regione Campania, Comune di Benevento e IACP (proprietario di sottotetti e una parte di suoli a Capodimonte) per il Programma di housing sociale finalizzato alla realizzazione di nuovi alloggi e servizi integrati all’abitare e, come tale, corrispondente al fabbisogno di edilizia residenziale pubblica e sociale, obiettivo del Piano Nazionale di Edilizia Abitativa.

La Regione approvò solo tre progetti (Avellino, Atripalda, Benevento). Il progetto di Benevento prevedeva di insediare circa 400 abitanti con: 160 alloggi dei quali 28 alloggi di ERP da cedere al Comune, n. 41 alloggi di ERS da locare a canone sostenibile per 10 anni a soggetti in possesso dei requisiti che sarebbero stati individuati dal Comune con apposito bando e n. 91 alloggi da cedere a prezzo convenzionato; locali polifunzionali e commerciali da cedere al Comune, circa mq.500; locali commerciali da cedere o fittare di circa mq 800, piazza dei servizi e parcheggi, campi da gioco polivalenti e percorso vita.

<strong><a href="https://vimeo.com/50611910?from=outro-embed"> <span style="text-decoration: underline;">(Video del Progetto)</span></a></strong>

Ad agosto 2015 l'incarico per la realizzazione del progetto fu affidato dallo IACP alla ATI (Associazione Temporanea di Impresa) Pessina di Milano-.- Rillo di Benevento. Aprile 2016 la Regione confermò finanziamento.

A settembre 2016 l'amministrazione Mastella revocò l'incarico all'IACP per ritardi nella procedura (contestati dallo IACP).

A ottobre del 2018 la Regione ha modificato il finanziamento (aumento del contributo in conto capitale ed eliminazione di quello in conto interessi); il Comune di Benevento e la ditta Pessina, accettarono ma il  contratto con la ditta non fu firmato.

Ad ottobre 2019 Pessina rinuncia per i ritardi nella firma del contratto ed anche per problemi relativi ad una procedura fallimentare.

A gennaio 2020 il <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Com-a-Regione-gen-2020.pdf"><strong>Settore Urbanistica scrive alla Regione</strong> </a></span>, annunciando la necessità di una nuova gara <strong>(allegato 3).</strong>

A marzo 2029 il <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Housing-Iadicicco-x-STAT.pdf">Dirigente Iadicicco comunica alla Regione </a></strong></span> <strong>(allegato 4)</strong> diverse criticità che rendevano praticamente impossibile la realizzazione del progetto di Housing Sociale di Capodimonte e chiedeva l'autorizzazione per trasferire i fondi stato/regione alla società STAT di Napoli con la quale il Comune aveva in corso un "dialogo competitivo" per abbattere e ricostruire scuole e case popolari.

La Regione non ha autorizzato. Il Comune non ha avviato la nuova gara, preannunciata a gennaio 2020, ha trattato l'affidamento alla ditta Rillo che prima ha accettato e poi rinunciato.

Pertanto, la Regione a luglio ha revocato il finanziamento con il Decreto 66 che preannuncia un nuovo possibile finanziamento, promesso anche dall'assessore regionale Discepolo, per rendere abitabili una parte dei sottotetti IACP di Capodimonte.

<strong>Noi consideriamo insufficiente questa soluzione. Progetteremo con alcuni tecnici e soprattutto con la popolazione del quartiere un nuovo programma di edilizia sociale e servizi.</strong>

[ N.B. Altrabenevento ha ricostruito l<span style="text-decoration: underline;"><strong>'<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Elenco-ricostruito-Atti-Housing-Sociale-Capodimonte.pdf">elenco degli atti, qui pubblicato</a> (allegato 5)</strong></span>]

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<strong>Progetto "riqualificazione delle periferie".</strong>

[Altrabenevento ha già prodotto diversi documenti sull'argomento <strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=250">consultabili qui</a> </strong>

L'ANAC ha bloccato il progetto Lumode, la società che vorrebbe costruire, con un project financing, un palazzo sull'ex Campo La Salle attualmente utilizzato come terminal bus extraurbani con parcheggio interrato in piazza Risorgimento dal costo di circa 9 milioni e mezzo dei quali 7 a carico del ministero. Chiederemo alla Presidenza del consiglio dei Ministri di consentire l'utilizzo dei 7 milioni di euro per la riqualificazione di "aree urbane" come previsto dal Bando del 2016, periferiche, tra quartieri popolari ed alcune contrade, da individuare insieme ai cittadini.

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		</item>
		<item>
		<title>Progetto Lumode bloccato dall&#8217;ANAC, gli strafalcioni di Iadicicco, Pasquariello e Romano.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13345</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13345#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2021 03:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giù-le-Mani-Terminal-Bus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13345</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="raffaele-romano-640" title="raffaele-romano-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13346" title="raffaele-romano-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Comunicato stampa del 9 luglio 2021

L'Autorità Nazionale Anticorruzione il 15 giugno, a seguito di esposto di Altrabenevento ha bloccato il project financing della società Lumode che vorrebbe costruire sull'area ex collegio La Salle con un finanziamento ministeriale del 75% assolutamente non conforme al Codice degli Appalti che prevede contributi pubblici per un massimo del 49%.

<strong>Dopo 20 giorni di studio, il dirigente all'Urbanistica, Antonio Iadicicco ha continuato a ripetere che il progetto Lumode va avanti perché la società casertana ha presentato un nuovo piano economico conforme alla legge e che anche in altre città sono stati approvati Project Financing con partecipazione pubblica del 75%.</strong>

Ovviamente, il dirigente dimenticando che "la pubblica amministrazione parla per atti" fa dichiarazioni a mezzo stampa ma, come al solito, non esibisce documenti, progetti, pareri o circolari per giustificare le proprie affermazioni.

<strong>Sta di fatto che mentre Iadicicco assicurava che i problemi per quel progetto sono tutti superati, il tecnico Responsabile del Procedimento è stato costretto a bocciare con un atto pubblicato dalla stampa, l'ultimo Piano Economico Finanziario della Lumode perché non rispetta le percentuali del 51% di intervento privato e 49% di intervento pubblico.</strong>

Per tentare di nascondere l'ennesima figuraccia, l'assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello ha comunicato che anche in altre città, tipo Piacenza, è stato autorizzato un project financing con intervento pubblico del 75% ma non cita atti specifici e comunque sbaglia clamorosamente: a Piacenza i progetti finanziati con i fondi per la riqualificazione delle periferie sono stati suddivisi in modo da non superare questa percentuale e comunque l'eventuale errore di una altra amministrazione non può cambiare la legge e quindi il pronunciamento dell'ANAC.

Abbiamo quindi invocato un intervento dell'assessore Raffaele Romano, delegato all'urbanistica trasparenza e anticorruzione, stranamente in silenzio sulla revoca dei finanziamenti per Housing Sociale di Capodimonte e il programma Periferie.

<strong>Oggi Romano (nella foto) è intervenuto a mezzo stampa ma non ha commentato il fallimento del progetto per alloggi e servizi a Capodimonte e neppure la decisione ANAC per il progetto della società Lumode. Incredibilmente l'assessore, generale della Guardia di Finanze in pensione si limita a comunicare di essersi accorto che il Bando Nazionale per la riqualificazione delle Periferie del 2016 non consentiva interventi nelle contrade.</strong>

In verità il suddetto Bando prevedeva "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi" ma se Romano avesse presente anche gli strumenti urbanistici di Benevento si accorgerebbero che tra le "aree urbane" delle periferie ce ne sono molte che formalmente sono Contrade.

<strong>Ma visto che finalmente l'assessore Romano ha deciso di rompere il silenzio, gli rinnoviamo l'invito ad occuparsi di questioni rilevanti piuttosto che aggrapparsi a questioni terminologiche.</strong>

<strong>Potrebbe dirci, ad esempio, che ne pensa delle decisioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione tanto indigesta al suo collega Pasquariello e perché l'amministrazione Mastella pensa di spendere altri soldi dei contribuenti per un parere del solito legale esterno che dovrebbe indicare come fare ad interpretare diversamente il Codice degli Appalti .</strong>

La presidente, Sandra Sandrucci

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="360" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="raffaele-romano-640" title="raffaele-romano-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13346" title="raffaele-romano-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Raffaele-Romano-640-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Comunicato stampa del 9 luglio 2021

L'Autorità Nazionale Anticorruzione il 15 giugno, a seguito di esposto di Altrabenevento ha bloccato il project financing della società Lumode che vorrebbe costruire sull'area ex collegio La Salle con un finanziamento ministeriale del 75% assolutamente non conforme al Codice degli Appalti che prevede contributi pubblici per un massimo del 49%.

<strong>Dopo 20 giorni di studio, il dirigente all'Urbanistica, Antonio Iadicicco ha continuato a ripetere che il progetto Lumode va avanti perché la società casertana ha presentato un nuovo piano economico conforme alla legge e che anche in altre città sono stati approvati Project Financing con partecipazione pubblica del 75%.</strong>

Ovviamente, il dirigente dimenticando che "la pubblica amministrazione parla per atti" fa dichiarazioni a mezzo stampa ma, come al solito, non esibisce documenti, progetti, pareri o circolari per giustificare le proprie affermazioni.

<strong>Sta di fatto che mentre Iadicicco assicurava che i problemi per quel progetto sono tutti superati, il tecnico Responsabile del Procedimento è stato costretto a bocciare con un atto pubblicato dalla stampa, l'ultimo Piano Economico Finanziario della Lumode perché non rispetta le percentuali del 51% di intervento privato e 49% di intervento pubblico.</strong>

Per tentare di nascondere l'ennesima figuraccia, l'assessore alle Opere Pubbliche, Mario Pasquariello ha comunicato che anche in altre città, tipo Piacenza, è stato autorizzato un project financing con intervento pubblico del 75% ma non cita atti specifici e comunque sbaglia clamorosamente: a Piacenza i progetti finanziati con i fondi per la riqualificazione delle periferie sono stati suddivisi in modo da non superare questa percentuale e comunque l'eventuale errore di una altra amministrazione non può cambiare la legge e quindi il pronunciamento dell'ANAC.

Abbiamo quindi invocato un intervento dell'assessore Raffaele Romano, delegato all'urbanistica trasparenza e anticorruzione, stranamente in silenzio sulla revoca dei finanziamenti per Housing Sociale di Capodimonte e il programma Periferie.

<strong>Oggi Romano (nella foto) è intervenuto a mezzo stampa ma non ha commentato il fallimento del progetto per alloggi e servizi a Capodimonte e neppure la decisione ANAC per il progetto della società Lumode. Incredibilmente l'assessore, generale della Guardia di Finanze in pensione si limita a comunicare di essersi accorto che il Bando Nazionale per la riqualificazione delle Periferie del 2016 non consentiva interventi nelle contrade.</strong>

In verità il suddetto Bando prevedeva "si considerano periferie le aree urbane caratterizzate da situazioni di marginalità economica e sociale, degrado edilizio e carenza di servizi" ma se Romano avesse presente anche gli strumenti urbanistici di Benevento si accorgerebbero che tra le "aree urbane" delle periferie ce ne sono molte che formalmente sono Contrade.

<strong>Ma visto che finalmente l'assessore Romano ha deciso di rompere il silenzio, gli rinnoviamo l'invito ad occuparsi di questioni rilevanti piuttosto che aggrapparsi a questioni terminologiche.</strong>

<strong>Potrebbe dirci, ad esempio, che ne pensa delle decisioni dell'Autorità Nazionale Anticorruzione tanto indigesta al suo collega Pasquariello e perché l'amministrazione Mastella pensa di spendere altri soldi dei contribuenti per un parere del solito legale esterno che dovrebbe indicare come fare ad interpretare diversamente il Codice degli Appalti .</strong>

La presidente, Sandra Sandrucci

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		</item>
		<item>
		<title>Moretti e Corona per la Coalizione ArCo: compromesso il progetto Lumode per la cementificazione del Terminal Bus- piazza Risorgimento</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13343</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13343#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giù-le-Mani-Terminal-Bus]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13343</guid>
		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="441" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-alto-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="terminal-alto-640" title="terminal-alto-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-alto-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13252" title="terminal-alto-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/terminal-alto-640-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>Avevamo ragione noi. Vince l’azione di informazione e di denuncia a tutela degli interessi dei cittadini di Benevento portata avanti dalla “Associazione Altrabenevento”, dal Comitato “Giù le mani dal terminal bus” e dalla società civile che si è indignata. L’intervento dell’Autorità Anticorruzione blocca il progetto della costruzione nel Terminal bus.</strong>

Benevento, 8 luglio 2021 –

<strong>Il sindaco uscente, Clemente Mastella, e la sua Amministrazione comunale devono rinunciare alla decisione di consentire alla società Lumode di cementificare l'area nodale del centro storico con i soldi che avrebbero dovuto utilizzare per riqualificare i servizi nei quartieri popolari e nelle contrade.</strong>

Nel programma cosiddetto di "riqualificazione delle periferie" del Comune di Benevento, infatti, finanziato con 18 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, era stato inserito anche il progetto presentato dalla società Lumode di Gricignano d'Aversa per la costruzione di un palazzo sull'ex Campo La Salle, oggi utilizzato come terminal dei bus extraurbani, per alloggi, servizi e locali commerciali con parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

<strong>Si tratta di un Project Financing dal costo di oltre 9 milioni e mezzo di euro dei quali 7 milioni, pari al 75% a carico di fondi ministeriali e la restante parte, 2 milioni e mezzo, pari al 25% a carico del privato che però vorrebbe incassare per 29 anni tutti i fitti dei locali e i tiket per parcheggio.</strong>

Contro il progetto si sono mobilitate da tempo il Comitato "Giù le mani dal terminal bus" e l'associazione Altrabenevento che ha prodotto, tra l'altro, a marzo scorso un esposto alla Autorità Nazionale Anticorruzione per segnalare anche le violazioni alle norme previste dal Codice degli Appalti che per i project financing impongono la partecipazione di capitali pubblici per una quota non superiore al 49%.

<strong>L'Autorità Nazionale Anti Corruzione ha confermato la tesi di Altrabenevento e di conseguenza il 15 giugno scorso ha chiesto al Comune di Benevento di rimodulare la proposta concordata con la Lumode per ridurre la partecipazione finanziaria pubblica dal 75 al 49% e aumentare quella privata dal 25 al 51%.</strong>

<strong>Per 20 giorni l'ufficio tecnico ha esaminato l'ultima proposta della società casertana che è stata respinta il 6 luglio perché prevede ancora il 75% di capitale pubblico. Formalmente la Lumode potrebbe rivedere per l'ennesima volta il progetto e il quadro economico, ma di fatto questo ennesimo stop produce un ritardo insanabile rispetto al cronoprogramma concordato dal Comune con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e pertanto non ci sono più neppure i tempi per la approvazione della proposta da parte del Consiglio Comunale.</strong>

<strong>Proporremo che il Progetto Lumode sia stralciato dal Piano Periferie e che i 7 milioni di euro siano destinati agli interventi di riqualificazione delle contrade di Benevento.</strong>

Angelo Moretti e Gabriele Corona per Coalizione ArCo

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Benevento, 8 luglio 2021 –

<strong>Il sindaco uscente, Clemente Mastella, e la sua Amministrazione comunale devono rinunciare alla decisione di consentire alla società Lumode di cementificare l'area nodale del centro storico con i soldi che avrebbero dovuto utilizzare per riqualificare i servizi nei quartieri popolari e nelle contrade.</strong>

Nel programma cosiddetto di "riqualificazione delle periferie" del Comune di Benevento, infatti, finanziato con 18 milioni di euro dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, era stato inserito anche il progetto presentato dalla società Lumode di Gricignano d'Aversa per la costruzione di un palazzo sull'ex Campo La Salle, oggi utilizzato come terminal dei bus extraurbani, per alloggi, servizi e locali commerciali con parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

<strong>Si tratta di un Project Financing dal costo di oltre 9 milioni e mezzo di euro dei quali 7 milioni, pari al 75% a carico di fondi ministeriali e la restante parte, 2 milioni e mezzo, pari al 25% a carico del privato che però vorrebbe incassare per 29 anni tutti i fitti dei locali e i tiket per parcheggio.</strong>

Contro il progetto si sono mobilitate da tempo il Comitato "Giù le mani dal terminal bus" e l'associazione Altrabenevento che ha prodotto, tra l'altro, a marzo scorso un esposto alla Autorità Nazionale Anticorruzione per segnalare anche le violazioni alle norme previste dal Codice degli Appalti che per i project financing impongono la partecipazione di capitali pubblici per una quota non superiore al 49%.

<strong>L'Autorità Nazionale Anti Corruzione ha confermato la tesi di Altrabenevento e di conseguenza il 15 giugno scorso ha chiesto al Comune di Benevento di rimodulare la proposta concordata con la Lumode per ridurre la partecipazione finanziaria pubblica dal 75 al 49% e aumentare quella privata dal 25 al 51%.</strong>

<strong>Per 20 giorni l'ufficio tecnico ha esaminato l'ultima proposta della società casertana che è stata respinta il 6 luglio perché prevede ancora il 75% di capitale pubblico. Formalmente la Lumode potrebbe rivedere per l'ennesima volta il progetto e il quadro economico, ma di fatto questo ennesimo stop produce un ritardo insanabile rispetto al cronoprogramma concordato dal Comune con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e pertanto non ci sono più neppure i tempi per la approvazione della proposta da parte del Consiglio Comunale.</strong>

<strong>Proporremo che il Progetto Lumode sia stralciato dal Piano Periferie e che i 7 milioni di euro siano destinati agli interventi di riqualificazione delle contrade di Benevento.</strong>

Angelo Moretti e Gabriele Corona per Coalizione ArCo

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