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	<title>altrabenevento &#187; Repressione</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Violenze al G8 di Genova: condannati i vertici della Polizia che però rimangono al loro posto.</title>
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		<pubDate>Sat, 22 May 2010 08:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Fatto quotidiano del 21 maggio 2010 Genova: il coraggio della verità Chissà cosa avranno pensato i dannati della scuola Diaz, leggendo le difese aprioristiche dei maggiori quotidiani italiani rispetto ai poliziotti coinvolti nella &#8220;macelleria&#8221;: un atteggiamento pavido e criticabile Chissà cosa avranno pensato ieri leggendo i giornali italiani Mark Covell, Lena Zulkhe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/violenze-alla-diaz.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6842" title="violenze alla diaz" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/violenze-alla-diaz-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Da Il Fatto quotidiano del 21 maggio 2010</p>
<p><strong>Genova: il coraggio della verità</strong></p>
<p>Chissà cosa avranno pensato i dannati della scuola Diaz, leggendo le difese aprioristiche dei maggiori quotidiani italiani rispetto ai poliziotti coinvolti nella &#8220;macelleria&#8221;: un atteggiamento pavido e criticabile</p>
<p>Chissà cosa avranno pensato ieri leggendo i giornali italiani Mark Covell, Lena Zulkhe e Daniel Albercht. Erano arrivati poco più che ventenni a Genova il 21 luglio del 2001 per chiedere ai grandi della Terra un mondo migliore. La Polizia italiana entrò nella scuola nella quale erano accampati insieme con decine di altri ventenni e spezzò i loro sogni e le loro ossa. A Mark, giornalista inglese freelance, i manganelli fratturarono la mano, le costole, la testa e una mezza dozzina di denti. A Daniel, studente di violoncello a Berlino, provocarono una ferita alla testa tanto profonda da generare un’emorragia. La tedesca Zulkhe, fotografata mentre usciva in barella è rimasta il simbolo della notte folle della scuola Diaz. Martedì scorso esultava in aula perché finalmente aveva scoperto la giustizia italiana nei Tribunali.<span id="more-6841"></span></p>
<p>Poi ha letto sui giornali che i condannati resteranno al loro posto, ai vertici della Polizia, e probabilmente le sarà venuto un dubbio. Chi crede ancora che la violenza sia riservata al monopolio della Polizia per difendere i cittadini e non per garantire l’impunità del Principe, chi punta sulla stampa come ultima sentinella contro la menzogne del governo, non può accontentarsi di quello che ieri ha letto sui quotidiani. Gli uomini più potenti della Polizia sono stati condannati per reati gravissimi che inquinano l’essenza della loro missione e cioè l’uso corretto della forza pubblica e la difesa della verità. Eppure il governo ha deciso di lasciarli al loro posto. Il capo della Divisione Anticrimine, Francesco Gratteri, il capo del Servizio Centrale Operativo, Gilberto Caldarozzi, e il capo del dipartimento analisi del Servizio segreto civile interno, Giovanni Luperi sono stati condannati rispettivamente a quattro anni, tre anni e otto mesi e quattro anni per falso. La Corte di appello non ha ritenuto infondate nemmeno le accuse nei loro confronti per calunnia e arresto illegale.</p>
<p>Per questi reati, esattamente come è accaduto per Giulio Andreotti per le accuse di concorso con la mafia fino al 1980, è stata dichiarata solo la prescrizione. Certo, non sono stati ritenuti colpevoli delle lesioni subite da Mark e dai suoi amici, ma della formazione delle false prove che dovevano rappresentare l’alibi per quella violenza: le famose molotov portate su ordine non si sa di chi da due agenti all’interno della scuola. In primo grado i dirigenti erano stati assolti perché secondo il tribunale l’accusa non aveva provato che gli imputati eccellenti fossero a capo dell’operazione e la condanna era stata limitata solo ai loro sottoposti. La notizia che il governo e il capo della Polizia Antonio Manganelli abbiano deciso di lasciare al loro posto il numero due e il numero tre della pubblica sicurezza, è stata riportata in modo &#8220;piatto&#8221;, senza alcun commento, dai maggiori quotidiani italiani. Nessuna richiesta di dimissioni, nessuna critica: &#8220;I condannati del G8 restano al loro posto&#8221;. I più attenti hanno osato ricordare al capo della Polizia Antonio Manganelli la lettera scritta nel 2008 a Repubblica dopo l’assoluzione in primo grado per i suoi dirigenti nella quale prometteva &#8220;spiegazioni su quel che realmente accadde a Genova&#8221; e aggiungeva: &#8220;Abbiamo ai vertici dei reparti investigativi e operativi persone pulite. Io sono il loro garante&#8221;.</p>
<p>Nessuno però ha ricordato che dalla Polizia non c’è stata nessuna verità sulla vergogna della scuola Diaz. Nessuno dei principali collaboratori di Manganelli ha accettato di deporre in tribunale, avvalendosi della facoltà di non rispondere come un Silvio Berlusconi qualsiasi. Manganelli è stato un garante sì, ma della Polizia e non dei cittadini. Gratteri e Caldarozzi sono stati promossi senza tenere in alcun conto il processo pendente. All’indomani della sentenza con quella lettera il Capo si metteva in gioco con tutto il peso della sua carica e della sua storia personale di grande investigatore e servitore dello Stato. Tutti i giornali ieri ricordavano che anche Gratteri e Caldarozzi sono tra i migliori poliziotti italiani. Gratteri ha messo le manette a Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca, ha partecipato alla caccia ai brigatisti che uccisero Biagi e D&#8217;Antona, mentre Caldarozzi era nella squadra che ha preso il boss di Catania, Nitto Santapaola e, soprattutto, è stato il regista dell’arresto del numero uno di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano. Tutte queste medaglie però non possono bastare a coprire la macchia che oggi c’è sulla loro divisa.</p>
<p>Per i cacciatori devono valere le stesse regole delle prede. Anzi, a loro è legittimo chiedere di più. In un paese normale tutti i dirigenti presenti alla scuola Diaz, mentre la Polizia falsificava le prove e massacrava decine di giovani innocenti, non avrebbero dovuto far carriera. Invece sono stati promossi. Ora quella scelta è stata sconfessata da una sentenza. I vertici della Polizia escono indeboliti da quelle condanne che aumentano la loro dipendenza dal potere politico che gli sta offrendo una copertura possente, contro tutti. Il fatto che i migliori giornalisti giudiziari italiani, gli stessi che hanno scritto decine di articoli sui successi investigativi di questi grandi poliziotti, non prendano atto di questa debolezza non rassicura affatto. Anzi, inquieta ancor di più.</p>
<p>Da il Fatto Quotidiano del 21 maggio</p>
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		<title>Un provocatore espone uno striscione con una stella e la stampa locale vede fantasmi.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 23:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Mattino del 18/04/2010 Il caso: Striscione Br su palazzo Passarelli «Più giustizia, meno repressione». Uno slogan scritto con spray rosso e nero su un lenzuolo di due metri per uno, con due stelle a cinque punte. Così ieri sera il lenzuolo verso le 18 ha fatto la sua comparsa sull’edificio Passarelli, che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-cinque-punte.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6532" title="stella cinque punte" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-cinque-punte.jpg" alt="" width="85" height="86" /></a>Da Il Mattino del 18/04/2010</p>
<p><strong>Il caso: Striscione Br su palazzo Passarelli</strong></p>
<p>«Più giustizia, meno repressione». Uno slogan scritto con spray rosso e nero su un lenzuolo di due metri per uno, con due stelle a cinque punte. Così ieri sera il lenzuolo verso le 18 ha fatto la sua comparsa sull’edificio Passarelli, che è in costruzione al viale degli Atlantici, ed è al <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pendente.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6533" title="pendente" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pendente.jpg" alt="" width="108" height="135" /></a>centro di una complessa vicenda giudiziaria sia penale che davanti ai tribunali amministrativi. Ad accorgersi della presenza dello striscione una pattuglia della Digos che ha provveduto a sequestrare il lenzuolo, ed a inviare una informativa alla Procura della Repubblica. Sul posto per alcuni rilievi fotografici sono giunti anche gli agenti della polizia scientifica. Il lenzuolo era stato collocato all’altezza del primo piano. Tenuto conto che l’edificio in costruzione è circondato dall’impalcatura, non è stato difficile la collocazione da parte di chi lo ha realizzato. L’edificio in costruzione da parte dell’impresa Passarelli è al centro di un procedimento penale, tuttora in corso, in cui sono state <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-uomo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6534" title="stella uomo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-uomo.jpg" alt="" width="116" height="113" /></a>rilevate delle irregolarità circa alcune autorizzazioni. Proprio di recente c’è stata una pronuncia del Consiglio di Stato, che per certi aspetti ha rivisto precedenti verdetti del Tar. Ma questa vicenda in sede giudiziaria ha portato al blocco dei lavori e alla chiusura del cantiere. Blocco che per ora permane e che è ancora al vaglio del Comune. Ma gli inquirenti ritengono, almeno secondo le prime indagini, che la vicenda giudiziaria ed amministrativa dell’edificio non sia collegata con l’esposizione d<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-negroni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6537" title="stella negroni" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-negroni.jpg" alt="" width="96" height="90" /></a>ello striscione. In provincia di Benevento risalgono a qualche anno fa episodi di minacce con scritte firmate con il simbolo delle Br. Nel 2007 le minacce al sindaco di Guardia Sanframondi Falato; l’anno prima al presidente di Federturismo Costanzo Jannotti Pecci.</p>
<p>**********************</p>
<p>Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 19 aprile 2010</p>
<p><strong> L’autore dello striscione su palazzo Passarelli è un provocatore.</strong></p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/repubblica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6535" title="repubblica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/repubblica.jpg" alt="" width="105" height="119" /></a> Un telo con la scritta “più giustizia meno repressione” è stato ritrovato, sabato pomeriggio dalla DIGOS, sull’impalcatura del palazzo Passarelli al Viale Atlantici. I quotidiani locali hanno dato ampio risalto al fatto, solo perché sullo striscione era disegnata una stella che secondo qualcuno potrebbe rappresentare il simbolo delle Brigate Rosse.</p>
<p>È una teoria ridicola, perché se il gruppo terrorista avesse voluto dimostrare la sua riorganizzazione, certamente avrebbe scelto gesti ben più eclatanti e magari città più significative per il livello di conflitto sociale.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-sceriffo.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-6536" title="stella sceriffo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/stella-sceriffo.jpg" alt="" width="96" height="77" /></a>Stento a credere che l’autore sia il solito esibizionista che si diletta ad imbrattare i muri di Benevento. Penso, invece, si tratti di un provocatore, il quale spera di determinare una risposta repressiva delle forze dell’ordine verso i giovani di sinistra o gli ambientalisti, certamente estranei al gesto.</p>
<p>Il Presidente &#8211; Gabriele Corona</p>
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		<title>La Polizia sequestra una scritta nella sede di SKY e sospende Genchi dall&#8217;incarico di vice questore.</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 18:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Caso Genchi]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
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		<title>Tribunale del Riesame: illegittimo il sequestro dello striscione contro la Centrale a Turbogas.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 18:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[ Comunicato stampa dell’ 8 marzo 2010 Centrale Turbogas: il Prefetto di Benevento chiede spiegazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Campania. Il Tribunale del Riesame stabilisce che lo striscione affisso da Altrabenevento non poteva essere sequestrato.  Con la Ordinanza depositata in cancelleria il 4 marzo, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/turbogas_livorno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2432" title="turbogas_livorno" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/turbogas_livorno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> Comunicato stampa dell’ 8 marzo 2010</p>
<p><strong>Centrale Turbogas: il Prefetto di Benevento chiede spiegazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Campania. Il Tribunale del Riesame stabilisce che lo striscione affisso da Altrabenevento non poteva essere sequestrato.</strong></p>
<p> Con la Ordinanza depositata in cancelleria il 4 marzo, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Nunzio Gagliotti a nome di Altrabenevento, contro il sequestro dello striscione con la scritta “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” affisso il 13 febbraio innanzi alla Villa Comunale.</p>
<p>Dopo il provvedimento del 1° marzo con il quale il Giudice per le Indagini Preliminari, Sergio Pezza, ha deciso che il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, esponendo quel telo non ha commesso il reato di diffamazione, il Tribunale del Riesame costituito dai giudici, Flavio Cusani, Rosario Baglioni e Simonetta Rotili, ha stabilito che il sequestro dello striscione ordinato dal Dirigente della Squadra Mobile, “si appalesa illegittimo e va annullato”.</p>
<p>I tre magistrati hanno motivato la loro decisione con una Ordinanza nella quale si legge: <em><strong>“Nel caso di specie manca del tutto il fumus di reato trattandosi di uno striscione contenente una scritta (Pericolo turbogas per colpa dei politici) che non soltanto non appare oggettivamente lesiva della reputazione di chicchessia, ma costituisce manifestazione dell’esercizio del diritto di critica politica che viene riconosciuto dalla giurisprudenza in misura più ampia rispetto ad altri ambiti della vita sociale stante il preminente interesse generale al libero svolgimento della via democratica.</strong></em> [...]<em><strong> Peraltro, per i fatti in oggetto non è stata proposta alcuna querela nè è ravvisabile alcuna fattispecie penale ulteriore atteso che la manifestazione si svolgeva pacificamente e senza arrecare alcun problema di ordine pubblico &#8230;</strong></em>”.”</p>
<p>In attesa che la Questura provveda a restituire lo striscione e chiarisca perché è stato sequestrato, il coordinamento di Altrabenevento ha recentemente incontrato il Prefetto di Benevento il quale si è impegnato ad inviare un proprio documento alla Regione Campania e ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente per sapere perché non sono stati esaminati i numerosi rilievi critici contro la Centrale a turbogas, formulati dalla “associazione per la città sostenibile contro il malaffare.&#8221;</p>
<p>Per il coordinamento – Sandra Sandrucci</p>
<p>Leggi:</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Corona-Gabriele-956.10-Motivi-Riesame.pdf">Ricorso dell&#8217;avv. Nunzio Gagliotti - Motivi Riesame</a> </p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Striscione_Sentenza_Riesame_72.pdf">Striscione_Sentenza_Tribunale del Riesame</a></p>
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		<title>Dissequestrato lo striscione &#8220;PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI&#8221;. Non costituisce reato.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 13:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa  del 3 marzo 2010 Per la esposizione dello striscione contro la Centrale a Turbogas, il presidente di Altrabenevento non ha commesso reati. Il GIP su richiesta del PM ha archiviato l’indagine per la presunta diffamazione ai politici. Lettera aperta al Dirigente della Squadra Mobile: perché ha fatto sequestrare quel telo? Il Giudice per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/striscione-sequestrato-dalla-squadra-mobile-di-Benevento_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6120" title="striscione-sequestrato-dalla-squadra-mobile-di-Benevento_" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/striscione-sequestrato-dalla-squadra-mobile-di-Benevento_1.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Comunicato stampa  del 3 marzo 2010</p>
<p><strong>Per la esposizione dello striscione contro la Centrale a Turbogas, il presidente di Altrabenevento non ha commesso reati. Il GIP su richiesta del PM ha archiviato l’indagine per la presunta diffamazione ai politici.</strong></p>
<p><strong>Lettera aperta al Dirigente della Squadra Mobile: perché ha fatto sequestrare quel telo?</strong></p>
<p>Il Giudice per le Indagini Preliminari ha archiviato l’indagine a mio carico per Diffamazione in quanto la esposizione dello striscione “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” da me issato sabato 13 febbraio sui pennoni dinanzi alla Villa Comunale, non “integra reato e l’azione penale non è procedibile per difetto di querela”. Il GIP ha anche disposto la restituzione dello striscione sequestrato di cui Lei aveva chiesto la distruzione.</p>
<p>La richiesta di archiviazione è stata formulata dallo stesso Sostituto Procuratore della Repubblica che il 16 febbraio ha confermato il sequestro dello striscione e mi ha iscritto nel registro degli indagati.</p>
<p>Dagli atti del fascicolo che finalmente abbiamo potuto visionare, risulta senza ombra di dubbio, che è stato proprio Lei ad ordinare la rimozione dello striscione nella notte tra il 13 e il 14 febbraio. Noi lo avevamo immaginato ed anticipato alla stampa, ma Lei ha smentito decisamente mostrandosi addirittura risentito per essere stato chiamato in causa ingiustamente in quanto, a suo dire, il sequestro sarebbe stato operato dalla DIGOS e dalla Volante.</p>
<p>Invece, dai documenti esaminati, risulta che gli Ispettori della DIGOS, intervenuti sul posto nella serata di sabato, non hanno ordinato la rimozione dello striscione e non hanno proceduto a sequestrarlo, limitandosi con la relazione delle ore 22,15 a segnalare che quel telo lungo 12 metri ed alto 6 metri, era stato esposto senza alcun permesso ma evidenziando che “il suddetto striscione non arrecava alcun disagio ai passanti né tantomeno creava intralcio alla circolazione veicolare”.</p>
<p>Il verbale di sequestro del telo “costituente corpo di reato”, è stato sottoscritto solo da due agenti della Squadra Volante i quali nella relazione di servizio del 14 febbraio, hanno scritto “Alle ore 1,00 questo equipaggio interveniva in piazza Castello nella immediata vicinanza dell’ingresso principale della villa comunale per rimuovere con l’ausilio dei vigili del fuoco, un grosso manifesto appeso ai pali di ferro porta bandiera. Sul manifesto era scritto: Pericolo turbogas per colpa dei politici. Tale intervento veniva effettuato per ordine del dott. Moschella.”</p>
<p>Mi pare ci sia poco da commentare: lo striscione è stato rimosso e sequestrato per sua disposizione ed ora vogliamo sapere la ragione di tale decisione.</p>
<p>Dott. Moschella, come funzionario pubblico della Polizia di Stato che dovrebbe essere vicina ai cittadini, deve spiegare qual’era il reato da Lei ipotizzato al punto da ordinare il sequestro di un telo che per la sua esposizione in zona di affissione vietata meriterebbe, al massimo, una multa al pari di tutti i manifesti elettorali affissi fuori spazio.</p>
<p>Ci vuole dire perché non vengono sequestrati i tabelloni con i faccioni dei candidati apposti lungo le strade pubbliche e perché, al contrario, Lei ha chiesto alla Procura della Repubblica, con la relazione del 15 febbraio, addirittura la DISTRUZIONE DELLO STRISCIONE ?</p>
<p>il presidente &#8211; Gabriele Corona</p>
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		<title>&#8220;Una centrale poco Luminosa&#8221; : articolo su Terra-quotidiano ecologista</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 14:08:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[da &#8221; Terra &#8211; quotidiano ecologista&#8221; del 26 febbraio 2010 di Eleonora Mastromarino Ai cittadini di Benevento era stato promesso un luminoso futuro basato sulla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e soprattutto sulla qualità dei prodotti tipici. E invece di luminoso è rimasto solo il nome della società che ha intenzione di costruire, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/corpodelreato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6129" title="corpodelreato" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/corpodelreato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>da &#8221; Terra &#8211; quotidiano ecologista&#8221; del 26 febbraio 2010</p>
<p>di Eleonora Mastromarino</p>
<p>Ai cittadini di Benevento era stato promesso un luminoso futuro basato sulla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e soprattutto sulla qualità dei prodotti tipici. E invece di luminoso è rimasto solo il nome della società che ha intenzione di costruire, a ridosso della città, una mega centrale a turbogas da 385 MW.</p>
<p>La Luminosa Srl, nata a Napoli, è ora per il 94% della società BKW, multinazionale che realizza impianti eolici, solari ma anche nucleari in Europa. L’impianto di Benevento dovrebbe sorgere alla confluenza di due fiumi, a pochi metri da un ponte romano e in una zona umida con conseguente stagnazione degli inquinanti. Inoltre il progetto prevede la realizzazione di un gasdotto di 4,8 km per fornire il metano alla centrale e di un elettrodotto di 10 km per trasferire in altre province l’energia prodotta.</p>
<p>Nel 2006 il consorzio ASI, che a nome del Comune, della Provincia e dalla Camera di Commercio di Benevento gestisce la zona industriale, assegna l’area in questione alla Luminosa senza tener conto che quella zona è considerata dalla Regione Campania un “corridoio ecologico” e dunque non è edificabile. Inoltre, sempre la Regione, prevedeva per le aree campane interne una sola centrale a turbogas, quella di Flumeri, in provincia di Avellino.</p>
<p>Interviene anche la Commissione ministeriale di Valutazione d’Impatto Ambientale che da parere favorevole a condizione che la Luminosa fornisca il calore prodotto alle aziende già presenti nell’area, le quali, rinunciando ai propri impianti di riscaldamento, ridurrebbero le emissioni nocive nella zona.</p>
<p>Eppure nel progetto della centrale la rete per la diffusione del calore non era prevista e le aziende locali si dichiararono fin da principio indisponibili a rinunciare ai propri impianti.</p>
<p>Quando nel 2008 arriva anche il decreto ambientale del governo, che ratifica la relazione VIA, cominciano le proteste degli ambientalisti beneventani che costringono Comune e Provincia a dare parere negativo alla centrale. I Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, però, ignorano sia le proteste che le delibere. Tutto dipende ora dalla Regione Campania, il cui Consiglio ha votato contro l’impianto, ma i cui funzionari hanno inviato al ministero un parere favorevole. La giunta regionale dovrà fare chiarezza, e i politici locali dovranno fare le pressioni necessarie affinché la Luminosa venga definitivamente allontanata dalla città.</p>
<p>Per questo motivo nel pomeriggio del 13 febbraio scorso l’associazione Altrabenevento ha esposto un enorme striscione con la scritta: “pericolo turbogas per colpa dei politici”. La libera espressione di dissenso è censurata durante la notte, quando il capo della squadra mobile di Benevento ha fatto sequestrare lo striscione. Il magistrato di turno convalida il sequestro, ma non potendolo giustificare per “affissione vietata”, che prevede solo una multa, si inventa una presunta diffamazione.</p>
<p>Non c’è nessuna denuncia di parte ma c’è un indagato, Gabriele Corona di Altrabenevento,  che dovrà attendere 90 giorni per una eventuale querela.</p>
<p>Proprio nei prossimi 90 giorni, mentre cioè gli ambientalisti dovranno stare attenti a possibili denunce per diffamazione, regione e ministero decideranno se concedere o meno le autorizzazioni definitive.</p>
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		<title>Finalmente l&#8217;assessore regionale, Marone ci spiegherà perchè non ha preparato la delibera contro la Centrale turbogas.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comunicato del 24 febbraio 2010 Venerdì 26 febbraio, parteciperemo al convegno “Ponte Valentino: verso l&#8217;area Produttiva Ecologicamente Attrezzata” per capire come abbia fatto il Consorzio ASI a concedere un lotto per una Centrale a Turbogas fortemente inquinante e a fittare un altro impianto che deve bruciare biomasse, mentre teorizza la tutela dell’ambiente. Sarà l’occasione anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Sede-ASI-Ponte-Valentino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6180" title="Sede ASI Ponte Valentino" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Sede-ASI-Ponte-Valentino-300x100.jpg" alt="" width="300" height="100" /></a>Comunicato del 24 febbraio 2010</p>
<p>Venerdì 26 febbraio, parteciperemo al convegno “Ponte Valentino: verso l&#8217;area Produttiva Ecologicamente Attrezzata” per capire come abbia fatto il Consorzio ASI a concedere un lotto per una Centrale a Turbogas fortemente inquinante e a fittare un altro impianto che deve bruciare biomasse, mentre teorizza la tutela dell’ambiente.</p>
<p>Sarà l’occasione anche per sapere come mai il commissariamento di quel Consorzio che doveva durare sei mesi, continua ininterrottamente da tre anni con il tacito avallo dei soci, cioè Comune di Benevento, Provincia e Camera di Commercio.</p>
<p>Soprattutto andremmo al convegno pubblico per incontrare l’assessore regionale alle Attività Produttive, Riccardo Marone, il quale non ha ancora preparato la Delibera con la quale la Giunta regionale deve dare il parere contrario alla costruzione della Centrale Elettrica in ottemperanza alla decisione del Consiglio Regionale assunta all’unanimità.</p>
<p>Il sindaco di Benevento e il presidente della Provincia si erano impegnati a rappresentare efficacemente alla Regione i motivi di contrarietà alla Centrale a Turbogas, ma sostengono di non essere riusciti in tre mesi a fissare un appuntamento con Marone. L&#8217;assessore regionale invece ha incontrato i comitati civici e gli amministratori della provincia di Avellino, decidendo di escludere dalla programmazione regionale un impianto previsto a Flumeri simile a quello che la Luminosa vuole costruire a Benevento.</p>
<p>il presidente &#8211; Gabriele Corona</p>
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		<title>AAA Denunciante cercasi per striscione contro Centrale Turbogas, diffamante per politici ignavi.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 18:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ALTRABEVENTO &#8211; Comunicato del 23 febbraio 2010 Lo striscione con la scritta “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” è stato sequestrato perché costituisce reato di DIFFAMAZIONE, ma nessuno ha ancora presentato la querela. Dopo le dichiarazioni dell’amministratore della Luminosa, Altrabenevento presenta una nuova diffida alla Regione e un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tavolo-istituzionale-contro-la-Luminosa1.jpg"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/turbogas_livorno.jpg"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/no-turbogas.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1732" title="no-turbogas" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/no-turbogas.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>ALTRABEVENTO &#8211; Comunicato del 23 febbraio 2010</p>
<p><strong>Lo striscione con la scritta “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” è stato sequestrato perché costituisce reato di DIFFAMAZIONE, ma nessuno ha ancora presentato la querela.</strong><br />
<strong>Dopo le dichiarazioni dell’amministratore della Luminosa, Altrabenevento presenta una nuova diffida alla Regione e un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.</strong></p>
<p>Nella notte tra Sabato 13 e Domenica 14 febbraio, il funzionario di turno della Questura di Benevento ha impegnato una Volante e una squadra dei Vigili del Fuoco per rimuovere e sequestrare lo striscione con la scritta “Pericolo Turbogas per colpa dei politici” issato innanzi alla Villa Comunale perché “non autorizzato e apposto in zona di affissione vietata”.<br />
Con tale motivazione, però, non si giustifica affatto il sequestro probatorio che richiede la constatazione di un reato penale, e la “affissione vietata” non lo è di certo.<br />
La Procura della Repubblica, infatti, pur di convalidare il sequestro, ha ipotizzato il reato di DIFFAMAZIONE per il quale si procede solo su querela di parte, ma intanto ha iscritto nel registro degli indagati il presidente di Altrabenevento.<br />
Ora sappiamo con certezza che né prima né dopo la apposizione dello striscione è stata presentata alcuna denuncia. E’ certo, che nessun politico si è sentito diffamato e quindi non si comprende perché lo striscione è stato sequestrato.<br />
Ma siccome le querele si possono presentare entro 90 giorni, Gabriele Corona rimane indagato per un reato che non c’è e per questo motivo lo striscione non viene restituito.<br />
Intanto l’amministratore della soc. Luminosa contraddice gli Amministratori del Comune di Benevento che avevano annunciato una fantomatica opposizione al Decreto Ambientale già concesso, e dichiara a mezzo stampa di essere certo del parere favorevole dei funzionari e della Giunta Regionale pur in presenza del voto contrario del Consiglio regionale.<br />
Nonostante la gravità della affermazione, nessun amministratore ha commentato alcunché. Solo il Consigliere Nicola Boccalone, che continua a non voler parlare chiaro, si è limitato al solito intervento allusivo ed incomprensibile mostrando di avere più a cuore le polemiche interne al suo partito che non la opposizione seria alla Centrale a Turbogas.<br />
Altrabenevento invierà domattina una nuova diffida alla Regione Campania ed un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.</p>
<p>Per Altrabenevento – Sandra Sandrucci</p>
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		<title>L&#8217;amministratore della Luminosa è sicuro che la Giunta Regionale gli darà parere favorevole nonostante il voto contrario del Consiglio.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 18:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Il Sannio Quotidiano del 22 febbraio 2010 &#8220;Rivedere il parere VIA? Assurdo.&#8221; L&#8217;amministratore delegato di &#8220;Luminosa&#8221;, Marco Ortu, boccia l&#8217;idea del Comune. &#8220;Non si mette in dubbio un atto ministeriale, peraltro recente. La Giunta regionale ratifiche il parere dei tecnici&#8221; “E&#8217; assurdo immaginare che possa esserci una revisione del Via, in quanto si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/turbogas_livorno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2432" title="turbogas_livorno" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/turbogas_livorno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 22 febbraio 2010<br />
<strong>&#8220;Rivedere il parere VIA? Assurdo.&#8221;<br />
L&#8217;amministratore delegato di &#8220;Luminosa&#8221;, Marco Ortu, boccia l&#8217;idea del Comune. &#8220;Non si mette in dubbio un atto ministeriale, peraltro recente. La Giunta regionale ratifiche il parere dei tecnici&#8221;</strong><br />
“E&#8217; assurdo immaginare che possa esserci una revisione del Via, in quanto si tratta di un parere dettagliato e recente”.<br />
Marco Ortu, amministratore delegato di &#8216;Luminosa srl&#8217;, replica così al Comune di Benevento che attraverso l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, Enrico Castiello, ha recentemente affermato la opportunità di procedere alla riapertura della Valutazione di Impatto Ambientale rilasciata nel 2008 con decreto dai ministeri Ambiente e Beni culturali. Comune e Provincia hanno ripresentato i propri rilievi in merito alla realizzazione della centrale nel corso della seduta svoltasi giovedì scorso all&#8217;Ispra nell&#8217;ambito della procedura per il rilascio dell&#8217;Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia), iter parallelo al via libera per l&#8217;entrata in esercizio dell&#8217;impianto. Al termine dell&#8217;incontro romano, il Comune ha preannunciato che chiederà la riapertura della procedura Via in quanto si tratterebbe di un parere superato da elementi nuovi, come l&#8217;elevata concentrazione di inquinanti nell&#8217;atmosfera beneventana che ha portato il capoluogo sannita a superare i limiti di legge nel 2008, nel 2009, e nei primi mesi del 2010.</p>
<p>Ma &#8216;Luminosa&#8217; esclude in maniera categorica che una simile proposta possa trovare accoglimento presso il Ministero. “Sarebbe davvero assurdo – dichiara l&#8217;amministratore della società, Marco Ortu – se un ministero espressosi in maniera dettagliata e completa riaprisse oggi la procedura. Trovo veramente singolare che una amministrazione pubblica chieda di stracciare un provvedimento emesso da due ministeri. Il parere Via ha tenuto conto di tutti gli aspetti. Non è necessario alcun approfondimento, anche perchè si tratta di un parere emesso con decreto datato 1 agosto 2008 e dunque assolutamente attuale”.</p>
<p>Ortu spiega inoltre le ragioni che hanno spinto &#8216;Luminosa&#8217; a impugnare presso il Tar Lazio la determina del commissario Asi, Filippo Diasco: “Nell&#8217;atto emesso il 16 dicembre 2009 dal commissario straordinario dell&#8217;Area di Sviluppo Industriale di Benevento non si chiariscono i motivi della &#8216;Dichiarazione di inefficacia dell&#8217;assegnazione dei suoli&#8217;. Si parla di atti che non sarebbero più “produttivi di effetto”, ma non si spiega il perchè. Noi al contrario siamo convinti che l&#8217;assegnazione dei suoli è perfettamente valida a tutt&#8217;oggi. Abbiamo impugnato la determina nei tempi consentiti dalla legge, ma se l&#8217;Asi vorrà spiegarci le ragioni del proprio provvedimento noi siamo disponibili a un incontro e, se sarà il caso, a ritirare il ricorso”.</p>
<p>Il rappresentante di &#8216;Luminosa&#8217; auspica infine che l&#8217;iter autorizzativo in corso presso il ministero Sviluppo economico si concluda quanto prima, e considera ormai cosa fatta il parere favorevole da parte della Regione Campania: “Il &#8216;nulla osta&#8217; assunto agli atti della Conferenza dei servizi del 16 dicembre 2009 è inoppugnabile. Si tratta di un parere tecnico che non potrà che essere avallato da una mera ratifica da parte della Giunta regionale. Non vedo ragioni che possano ribaltare una dettagliata relazione tecnica redatta dai massimi funzionari regionali di settore. Ci auguriamo – conclude Ortu &#8211; che la procedura finalmente si completi. La Regione Campania, indipendentemente dalla ormai prossima scadenza elettorale, ha la possibilità di esprimersi in tempi rapidi. Auspichiamo che ciò avvenga. Abbiamo atteso fin troppo”.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Centrale Luminosa: ecco il documento accolto dai politici e gli amministratori locali con gli impegni che si erano assunti e che sono stati disattesi.</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 17:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Repressione]]></category>

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		<description><![CDATA[ ALTRABENEVENTO &#8211; associazione per la città sostenibile contro il malaffare  Al Presidente della Regione Campania &#8211;  Napoli  All’Assessore all’Ambiente  della Regione Campania &#8211;  Napoli  All’Assessore alle attività Produttive della Regione Campania &#8211;  Napoli  Al Ministero dello Sviluppo Economico- Dipartimento per l’Energia Direzione Generale per l’Energia Nucleare,le Energie Rinnovabili,l’Efficienza Energetica, Via Molise 2 &#8211; Roma  Al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tavolo-istituzionale-contro-la-Luminosa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6159" title="tavolo istituzionale contro la Luminosa" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tavolo-istituzionale-contro-la-Luminosa-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> <strong>ALTRABENEVENTO &#8211; associazione per la città sostenibile contro il malaffare</strong></p>
<p> Al Presidente della Regione Campania &#8211;  Napoli</p>
<p> All’Assessore all’Ambiente  della Regione Campania &#8211;  Napoli</p>
<p> All’Assessore alle attività Produttive della Regione Campania &#8211;  Napoli</p>
<p> Al Ministero dello Sviluppo Economico- Dipartimento per l’Energia</p>
<p>Direzione Generale per l’Energia Nucleare,le Energie Rinnovabili,l’Efficienza Energetica, Via Molise 2 &#8211; Roma</p>
<p> Al Ministero dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare-</p>
<p>Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale, Via Cristoforo Colombo n.44 &#8211; Roma</p>
<p> Alla Commissione Istruttoria per  l’Autorizzazione Integrata Ambientale –IPPC c/o ISPRA &#8211; Via Curtatone 3 &#8211; Roma</p>
<p><strong>Al Sindaco  del  Comune di  Benevento</strong></p>
<p><strong> All’Assessore all’Ambiente del Comune di Benevento</strong></p>
<p><strong> Al Presidente  della Provincia di Benevento</strong></p>
<p><strong> All’Assessore all’Ambiente della Provincia di  Benevento</strong></p>
<p><strong>Al Senatore  Pasquale Viespoli &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> Al Senatore  Cosimo Izzo &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le  Mario Pepe &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le Costantino Boffa &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le Nunzia De Girolamo &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le  Nicola Formichella &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le Luca Colasanto &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> All’On.le Mario Ascierto Della Ratta &#8211; Benevento</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Autorizzazione Legge n.55/02 e Legge n.59/05  per la realizzazione di presunta Centrale Termoelettrica a turbogas a ciclo combinato nell’area ASI di Ponte  Valentino – Benevento -  società Luminosa s.r.l.</strong></p>
<p>P R E M E S S O<span id="more-6158"></span></p>
<p>(omissis)</p>
<p>OSSERVAZIONI</p>
<p> <strong>A)  </strong><strong>INCOMPATIBILITA’ DEL PROGETTO CON LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE PROVINCIALE E REGIONALE. </strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>(omissis)</p>
<p><strong>B)  L’IMPIANTO DELLA LUMINOSA E’ ESCLUSO DALLA PROGRAMMAZIONE ENERGETICA REGIONALE E PROVINCIALE.</strong></p>
<p>(omissis)</p>
<p><strong> </strong><strong>C)   LA REGIONE CAMPANIA CON LA DELIBERA n.469 del 25 marzo 2004 HA GIA’ ESCLUSO IL PROGETTO LUMINOSA DALLA PROGRAMMAZIONE ENERGETICA REGIONALE.</strong></p>
<p>(omissis)</p>
<p><strong> </strong><strong>D) L’INQUINAMENTO PRODOTTO DALLA CENTRALE LUMINOSA NON VIENE COMPENSATO CON LA PRESUNTA FORNITURA DI CALORE  ALLE AZIENDE PER L’ ASSENZA DI COGENERAZIONE.</strong></p>
<p>(omissis)</p>
<p><strong>1) </strong>L’impianto della società Luminosa è stato progettato e viene definito <em>a ciclo combinato</em> ossia in grado di generare in un unico processo energia elettrica e calore, da utilizzare dalle aziende presenti nell’area ASI di Ponte Valentino. Ed infatti la Commissione VIA ha valutato il progetto in quanto <strong>destinato alla</strong> <strong>cogenerazione</strong> imponendo precise <strong>prescrizioni </strong>finalizzate a limitare le emissioni dannose prodotte dalle industrie presenti nell’area ASI che invece risulterebbero aggravate da quelle notevolmente superiori prodotte dall’impianto Luminosa.</p>
<p>Ma la Commissione VIA non si è resa conto che la fornitura di calore/vapore non è neppure prevista dal progetto dell’impianto  <strong>perché manca la rete di distribuzione</strong>, né la fornitura è stata mai sottoposta alle aziende che dovrebbero usufruirne e che hanno dichiarato di non essere interessate  in quanto già autonome.</p>
<p><strong>L’obiettivo della Commissione VIA, pertanto, è  viziato fin dall’origine così che le prescrizioni destinate alla limitazione delle emissioni in atmosfera risultano di fatto impossibili da realizzare</strong> con le prevedibili conseguenze dell’aggravamento dell’inquinamento già esistente non solo a Ponte Valentino ma su tutta la città e la Provincia  in quanto le emissioni della Centrale si andrebbero ad aggiungere a quelle già prodotte senza l’impianto.</p>
<p>L’impossibilità di tale adeguamento condiziona e muta in maniera incisiva il rapporto con l’ecosistema dell’area interessata sotto il profilo della variazione qualitativa e/o quantitativa dello scarico o dell’aumento significativo delle emissioni atmosferiche. L’autorizzazione all’impianto senza la possibilità di attuazione della cogenerazione comporta di fatto una variazione sostanziale dell’opera tale da richiedere la riedizione del procedimento VIA.</p>
<p><strong>2) </strong>La Luminosa neppure in sede di integrazione della documentazione richiesta dalla Commissione AIA<strong> </strong>ha presentato ipotesi progettuali relative agli impianti di distribuzione per la fornitura di calore che al pari di qualunque altro impianto doveva necessariamente essere sottoposto alla valutazione della Commissione. Anche il Ministero per i Beni Culturali a margine dell’ultima Conferenza di Servizi presso il Ministero dello Sviluppo economico ha recentemente segnalato che nessun progetto relativo a tali impianti è stato sottoposto alla Soprintendenza ai Beni Ambientali competente a valutare l’impatto sull’ambiente fluviale e sul paesaggio.</p>
<p><strong>Si fa presente che il lotto Z4 assegnato è circondato per due lati dai Fiumi Calore e Tammaro poiché posto alla confluenza, per un lato dalla ferrovia e per il quarto da lotti al di fuori del perimetro della zona A.S.I.. Conseguentemente, con <span style="text-decoration: underline;">qualunque soluzione progettuale</span>, la rete di  distribuzione dovrebbe necessariamente attraversare i due fiumi.</strong></p>
<p>Si evidenzia che la mancata presentazione in sede di procedimento di una progettazione sia pur di massima della rete di distribuzione del calore/vapore non soddisfa i criteri cui è ispirato il procedimento A.I.A. che è rivolto alla applicazione delle migliori tecnologie e al raggiungimento della maggiore efficienza energetica con il minore inquinamento possibile. Tutte le progettazioni relative all’impianto e alle soluzioni tecnologiche prescelte devono fare parte integrante della proposta e quindi essere soggette a valutazione.<strong> </strong></p>
<p><strong>3) </strong>La stessa Commissione ha presente che tutto il territorio della Comune di Benevento è stato identificato quale “area da risanare” dal Piano di Risanamento Regionale della qualità dell’aria, approvato con delibera  di Giunta Regionale n.167/2006. L’ introduzione delle emissioni prodotte dall’impianto annullerebbe quanto previsto dal suddetto Piano, come si evince dallo schema seguente ove  sono quantificate nella colonna  <strong>E) </strong> le emissioni della Centrale e nella colonna <strong>F) </strong> le emissioni degli impianti presenti nell’area ASI:</p>
<p>A temperatura ambiente di 15°C</p>
<p>I dati sono tratti dallo Studio di Impatto Ambientale (SIA) della Luminosa del 2003 e dallo “studio delle emissioni evitate dal consorzio industriale con la centrale Luminosa in assetto cogenerativo” del 2009 presentate in sede A.I.A. dalla società Luminosa.</p>
<table border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="632" align="left">
<tbody>
<tr>
<td width="121" valign="top">A</td>
<td width="74" valign="top">B</td>
<td valign="top">C</td>
<td width="111" valign="top">D</td>
<td width="119" valign="top">E</td>
<td width="106" valign="top">F</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Portata totale di fumi @ 12,6 % O<sub>2</sub></td>
<td width="74" valign="top">2.280 t/h</td>
<td valign="top">1.800.000 Nm<sup>3</sup>/h</td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Portata totale di fumi @ 15% O<sub>2</sub> secco</td>
<td width="74" valign="top"> </td>
<td valign="top">2.050.000 Nm<sup>3</sup>/h</td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Temperatura fumi al camino</td>
<td width="74" valign="top">80 °C</td>
<td valign="top"> </td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Emissione CO<sub>2</sub>  @ 15% O<sub>2</sub> secco</td>
<td width="74" valign="top"> </td>
<td valign="top">140.000 kg/h</td>
<td width="111" valign="top">Totale  emissioni CO<sub>2</sub> x 8000h</td>
<td width="119" valign="top">1.120.000  T</td>
<td width="106" valign="top"> 4.327 T/anno</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Emissione NO<sub>x</sub> @ 15% O<sub>2</sub> secco</td>
<td width="74" valign="top">50 mg/Nm<sup>3</sup></td>
<td valign="top">105 kg/h</td>
<td width="111" valign="top">Totale  emissioni NO<sub>2</sub> x 8000h</td>
<td width="119" valign="top">840 T</td>
<td width="106" valign="top">   3,90 T/anno</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Emissione CO @ 15% O<sub>2</sub> secco</td>
<td width="74" valign="top">30 mg/Nm<sup>3</sup></td>
<td valign="top">62 kg/h</td>
<td width="111" valign="top">Totale  emissioni CO<sub>2</sub>  x 8000h</td>
<td width="119" valign="top">496 T</td>
<td width="106" valign="top">   1,95 T/anno</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Emissione SO<sub>2</sub></td>
<td width="74" valign="top">tracce</td>
<td valign="top">trascurabili</td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">Emissioni polveri</td>
<td width="74" valign="top">tracce</td>
<td valign="top">trascurabili</td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">PM<sub>10</sub></td>
<td width="74" valign="top"> </td>
<td valign="top"> </td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top">O,52 T/anno</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">COV</td>
<td width="74" valign="top"> </td>
<td valign="top"> </td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top">0,39 T/anno</td>
</tr>
<tr>
<td width="121" valign="top">N<sub>2</sub>O</td>
<td width="74" valign="top"> </td>
<td valign="top"> </td>
<td width="111" valign="top"> </td>
<td width="119" valign="top"> </td>
<td width="106" valign="top">0,23 T/anno</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p><strong>Si evidenzia che se le aziende di Ponte Valentino dovessero dismettere i propri impianti termici la CO<sub>2</sub> (anidride carbonica) si ridurrebbe di 4.327 tonnellate all’anno ma la Centrale Luminosa ne produrrebbe 1.120.000 tonnellate all’anno. Se, invece, si costruisse la Centrale, considerata l’ indisponibilità delle aziende a dismettere tali impianti e la impossibilità della Luminosa a erogare il calore per mancanza di impianti autorizzati, i due dati si sommerebbero e la produzione totale di CO<sub>2</sub> aumenterebbe di 300 volte. </strong><strong>Si segnala che dai dati ARPAC risulta lo sforamento dei limiti delle polveri PM10 per 100 giorni nell’anno 2008 e per 58 volte nell’anno 2009 fino al 20 novembre per il territorio beneventano.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>E) L’IMPIANTO LUMINOSA NON E’ A COGENERAZIONE E NON HA LA RICHIESTA EFFICIENZA ENERGETICA.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la Centrale Elettrica proposta da Luminosa il bilancio energetico senza cessione di calore/vapore è pari al <strong>55</strong>% mentre il bilancio energetico con cessione di calore/vapore  lo porterebbe ad un rendimento complessivo del <strong>60</strong>%.</p>
<p>Invece nella produzione combinata di impianti a cogenerazione si può incrementare l’efficienza di utilizzo del combustibile fossile fino ad oltre l’<strong>80</strong>%.  A ciò corrispondono minori costi e minori emissioni di inquinanti e di gas ad effetto serra, rispetto alla produzione separata di elettricità e di calore.  Il vantaggio della cogenerazione ad alto rendimento è quello di accorpare due fasi altrimenti distinte: da un lato la produzione di energia elettrica e dall&#8217;altro la produzione di calore in una caldaia tradizionale, accrescendo il rendimento complessivo e assicurando un risparmio energetico. In un solo processo l&#8217;energia contenuta dal combustibile viene maggiormente sfruttata e questo fatto comporta, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità di energia elettrica e calore, un risparmio in termini economici, energetici, riduzione di combustibile da utilizzare, che va dal 30 al 40%, per produrre energia elettrica e termica, e di emissioni in atmosfera.</p>
<p>Nel caso in specie nel progetto presentato da Luminosa la cogenerazione è, di fatto, solo prevista ma sostanzialmente inattuabile perché nessuna delle industrie presenti nell’area A.S.I. di Ponte Valentino, una volta interpellate dall’Amministrazione Provinciale si è dichiarata interessata alla fornitura di calore/vapore. Comunque, la Centrale Elettrica proposta dalla Luminosa per la tecnologia utilizzata e la tipologia impiantistica rimarrebbe in ogni caso, seppure fosse di cogenerazione rimarrebbe ben al di sotto dei rendimenti termici oggi tecnologicamente disponibili non corrispondendo di fatto alla tipologia  per la quale è stata richiesta l’autorizzazione.</p>
<p> <strong>F) LA LUMINOSA HA PRESENTATO IN SEDE DI PROCEDIMENTO A.I.A. 57 DOCUMENTI INUTILI E CONTRADDITTORI E NON RISPONDENTI ALLO STATO DEI LUOGHI.</strong></p>
<p>(omossis)</p>
<p><strong>G)L’IMPIANTO LUMINOSA E’ INCOMPATIBILE CON I DATI ATTUALI DI CONSUMO E CON LE PREVISIONI DI DOMANDA ELETTRICA IN ENERGIA.</strong></p>
<p> (omossis)</p>
<p> Tutto ciò premesso ed esposto la scrivente Associazione</p>
<p> <strong>C H I E D E</strong></p>
<p> <strong>Al Comune ed alla Provincia di Benevento</strong>  di vigilare affinchè il Consorzio ASI concluda efficacemente il procedimento per la revoca del lotto assegnato alla Luminosa;</p>
<p> <strong>Al Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare</strong>  di annullare in autotutela il parere della Commissione VIA n.825 del 28/09/2006 e il successivo decreto di compatibilità ambientale 1/08/2008 ;</p>
<p> <strong>Alla Commissione A.I.A. presso il Ministero Ambiente </strong> di prendere atto delle gravi carenze progettuali e di non concedere il parere favorevole;</p>
<p> <strong>Al Ministero dello Sviluppo Economico</strong> di revocare la procedura avviata per la concessione dell’autorizzazione ex L. n.55/02 alla società Luminosa in quanto :</p>
<p> 1)il parere VIA è stato rilasciato su falsi presupposti;  2) il lotto individuato per la realizzazione dell’impianto Luminosa non è edificabile;  3)  non si tratta di impianto a cogenerazione e  non rispetta i parametri di coefficienza energetica;  4) l’impianto  non risponde alle attuali necessità di produzione energetica quali risultanti dalle previsioni della Terna spa e dell’Enea;</p>
<p> <strong>Alla Regione Campania </strong>di esprimere parere negativo all’intesa di cui alla L. n.55/02  in quanto la Centrale della società Luminosa  è incompatibile con la pianificazione e la programmazione regionale e provinciale ed il lotto ricade nel corridoio ecologico trasversale individuato dalla L. R. n.13/2008;</p>
<p> <strong>Ai Parlamentari ed ai Consiglieri Regionali del Sannio </strong>di rappresentare presso gli Enti competenti le ragioni di netta contrarietà alla realizzazione della Centrale prevista dalla Luminosa espressa all’unanimità dai Consigli  Comunali di Benevento, Pietrelcina e Paduli, dal Consiglio Provinciale e dalle Comunità locali.</p>
<p> Benevento  7 dicembre 2009</p>
<p> Associazione Altrabenevento - Gabriele Corona,  Alessandra Sandrucci,  Vincenzo Fioretti</p>
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