Archivio

Archivio per la categoria ‘Repressione’

Violenze al G8 di Genova: condannati i vertici della Polizia che però rimangono al loro posto.

22 maggio, 2010
Commenti disabilitati

Da Il Fatto quotidiano del 21 maggio 2010

Genova: il coraggio della verità

Chissà cosa avranno pensato i dannati della scuola Diaz, leggendo le difese aprioristiche dei maggiori quotidiani italiani rispetto ai poliziotti coinvolti nella “macelleria”: un atteggiamento pavido e criticabile

Chissà cosa avranno pensato ieri leggendo i giornali italiani Mark Covell, Lena Zulkhe e Daniel Albercht. Erano arrivati poco più che ventenni a Genova il 21 luglio del 2001 per chiedere ai grandi della Terra un mondo migliore. La Polizia italiana entrò nella scuola nella quale erano accampati insieme con decine di altri ventenni e spezzò i loro sogni e le loro ossa. A Mark, giornalista inglese freelance, i manganelli fratturarono la mano, le costole, la testa e una mezza dozzina di denti. A Daniel, studente di violoncello a Berlino, provocarono una ferita alla testa tanto profonda da generare un’emorragia. La tedesca Zulkhe, fotografata mentre usciva in barella è rimasta il simbolo della notte folle della scuola Diaz. Martedì scorso esultava in aula perché finalmente aveva scoperto la giustizia italiana nei Tribunali. Prosegui la lettura…

Repressione

Un provocatore espone uno striscione con una stella e la stampa locale vede fantasmi.

20 aprile, 2010
Commenti disabilitati

Da Il Mattino del 18/04/2010

Il caso: Striscione Br su palazzo Passarelli

«Più giustizia, meno repressione». Uno slogan scritto con spray rosso e nero su un lenzuolo di due metri per uno, con due stelle a cinque punte. Così ieri sera il lenzuolo verso le 18 ha fatto la sua comparsa sull’edificio Passarelli, che è in costruzione al viale degli Atlantici, ed è al centro di una complessa vicenda giudiziaria sia penale che davanti ai tribunali amministrativi. Ad accorgersi della presenza dello striscione una pattuglia della Digos che ha provveduto a sequestrare il lenzuolo, ed a inviare una informativa alla Procura della Repubblica. Sul posto per alcuni rilievi fotografici sono giunti anche gli agenti della polizia scientifica. Il lenzuolo era stato collocato all’altezza del primo piano. Tenuto conto che l’edificio in costruzione è circondato dall’impalcatura, non è stato difficile la collocazione da parte di chi lo ha realizzato. L’edificio in costruzione da parte dell’impresa Passarelli è al centro di un procedimento penale, tuttora in corso, in cui sono state rilevate delle irregolarità circa alcune autorizzazioni. Proprio di recente c’è stata una pronuncia del Consiglio di Stato, che per certi aspetti ha rivisto precedenti verdetti del Tar. Ma questa vicenda in sede giudiziaria ha portato al blocco dei lavori e alla chiusura del cantiere. Blocco che per ora permane e che è ancora al vaglio del Comune. Ma gli inquirenti ritengono, almeno secondo le prime indagini, che la vicenda giudiziaria ed amministrativa dell’edificio non sia collegata con l’esposizione dello striscione. In provincia di Benevento risalgono a qualche anno fa episodi di minacce con scritte firmate con il simbolo delle Br. Nel 2007 le minacce al sindaco di Guardia Sanframondi Falato; l’anno prima al presidente di Federturismo Costanzo Jannotti Pecci.

**********************

Altrabenevento – Comunicato stampa del 19 aprile 2010

L’autore dello striscione su palazzo Passarelli è un provocatore.

Un telo con la scritta “più giustizia meno repressione” è stato ritrovato, sabato pomeriggio dalla DIGOS, sull’impalcatura del palazzo Passarelli al Viale Atlantici. I quotidiani locali hanno dato ampio risalto al fatto, solo perché sullo striscione era disegnata una stella che secondo qualcuno potrebbe rappresentare il simbolo delle Brigate Rosse.

È una teoria ridicola, perché se il gruppo terrorista avesse voluto dimostrare la sua riorganizzazione, certamente avrebbe scelto gesti ben più eclatanti e magari città più significative per il livello di conflitto sociale.

Stento a credere che l’autore sia il solito esibizionista che si diletta ad imbrattare i muri di Benevento. Penso, invece, si tratti di un provocatore, il quale spera di determinare una risposta repressiva delle forze dell’ordine verso i giovani di sinistra o gli ambientalisti, certamente estranei al gesto.

Il Presidente – Gabriele Corona

Repressione

La Polizia sequestra una scritta nella sede di SKY e sospende Genchi dall’incarico di vice questore.

3 aprile, 2010
Commenti disabilitati

Tribunale del Riesame: illegittimo il sequestro dello striscione contro la Centrale a Turbogas.

8 marzo, 2010
Commenti disabilitati

 Comunicato stampa dell’ 8 marzo 2010

Centrale Turbogas: il Prefetto di Benevento chiede spiegazioni al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Campania. Il Tribunale del Riesame stabilisce che lo striscione affisso da Altrabenevento non poteva essere sequestrato.

 Con la Ordinanza depositata in cancelleria il 4 marzo, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dall’avv. Nunzio Gagliotti a nome di Altrabenevento, contro il sequestro dello striscione con la scritta “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” affisso il 13 febbraio innanzi alla Villa Comunale.

Dopo il provvedimento del 1° marzo con il quale il Giudice per le Indagini Preliminari, Sergio Pezza, ha deciso che il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, esponendo quel telo non ha commesso il reato di diffamazione, il Tribunale del Riesame costituito dai giudici, Flavio Cusani, Rosario Baglioni e Simonetta Rotili, ha stabilito che il sequestro dello striscione ordinato dal Dirigente della Squadra Mobile, “si appalesa illegittimo e va annullato”.

I tre magistrati hanno motivato la loro decisione con una Ordinanza nella quale si legge: “Nel caso di specie manca del tutto il fumus di reato trattandosi di uno striscione contenente una scritta (Pericolo turbogas per colpa dei politici) che non soltanto non appare oggettivamente lesiva della reputazione di chicchessia, ma costituisce manifestazione dell’esercizio del diritto di critica politica che viene riconosciuto dalla giurisprudenza in misura più ampia rispetto ad altri ambiti della vita sociale stante il preminente interesse generale al libero svolgimento della via democratica. [...] Peraltro, per i fatti in oggetto non è stata proposta alcuna querela nè è ravvisabile alcuna fattispecie penale ulteriore atteso che la manifestazione si svolgeva pacificamente e senza arrecare alcun problema di ordine pubblico …”.”

In attesa che la Questura provveda a restituire lo striscione e chiarisca perché è stato sequestrato, il coordinamento di Altrabenevento ha recentemente incontrato il Prefetto di Benevento il quale si è impegnato ad inviare un proprio documento alla Regione Campania e ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente per sapere perché non sono stati esaminati i numerosi rilievi critici contro la Centrale a turbogas, formulati dalla “associazione per la città sostenibile contro il malaffare.”

Per il coordinamento – Sandra Sandrucci

Leggi:

Ricorso dell’avv. Nunzio Gagliotti - Motivi Riesame 

Striscione_Sentenza_Tribunale del Riesame

Centrale turbogas, Repressione

Dissequestrato lo striscione “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI”. Non costituisce reato.

3 marzo, 2010
Commenti disabilitati

Comunicato stampa  del 3 marzo 2010

Per la esposizione dello striscione contro la Centrale a Turbogas, il presidente di Altrabenevento non ha commesso reati. Il GIP su richiesta del PM ha archiviato l’indagine per la presunta diffamazione ai politici.

Lettera aperta al Dirigente della Squadra Mobile: perché ha fatto sequestrare quel telo?

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha archiviato l’indagine a mio carico per Diffamazione in quanto la esposizione dello striscione “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” da me issato sabato 13 febbraio sui pennoni dinanzi alla Villa Comunale, non “integra reato e l’azione penale non è procedibile per difetto di querela”. Il GIP ha anche disposto la restituzione dello striscione sequestrato di cui Lei aveva chiesto la distruzione.

La richiesta di archiviazione è stata formulata dallo stesso Sostituto Procuratore della Repubblica che il 16 febbraio ha confermato il sequestro dello striscione e mi ha iscritto nel registro degli indagati.

Dagli atti del fascicolo che finalmente abbiamo potuto visionare, risulta senza ombra di dubbio, che è stato proprio Lei ad ordinare la rimozione dello striscione nella notte tra il 13 e il 14 febbraio. Noi lo avevamo immaginato ed anticipato alla stampa, ma Lei ha smentito decisamente mostrandosi addirittura risentito per essere stato chiamato in causa ingiustamente in quanto, a suo dire, il sequestro sarebbe stato operato dalla DIGOS e dalla Volante.

Invece, dai documenti esaminati, risulta che gli Ispettori della DIGOS, intervenuti sul posto nella serata di sabato, non hanno ordinato la rimozione dello striscione e non hanno proceduto a sequestrarlo, limitandosi con la relazione delle ore 22,15 a segnalare che quel telo lungo 12 metri ed alto 6 metri, era stato esposto senza alcun permesso ma evidenziando che “il suddetto striscione non arrecava alcun disagio ai passanti né tantomeno creava intralcio alla circolazione veicolare”.

Il verbale di sequestro del telo “costituente corpo di reato”, è stato sottoscritto solo da due agenti della Squadra Volante i quali nella relazione di servizio del 14 febbraio, hanno scritto “Alle ore 1,00 questo equipaggio interveniva in piazza Castello nella immediata vicinanza dell’ingresso principale della villa comunale per rimuovere con l’ausilio dei vigili del fuoco, un grosso manifesto appeso ai pali di ferro porta bandiera. Sul manifesto era scritto: Pericolo turbogas per colpa dei politici. Tale intervento veniva effettuato per ordine del dott. Moschella.”

Mi pare ci sia poco da commentare: lo striscione è stato rimosso e sequestrato per sua disposizione ed ora vogliamo sapere la ragione di tale decisione.

Dott. Moschella, come funzionario pubblico della Polizia di Stato che dovrebbe essere vicina ai cittadini, deve spiegare qual’era il reato da Lei ipotizzato al punto da ordinare il sequestro di un telo che per la sua esposizione in zona di affissione vietata meriterebbe, al massimo, una multa al pari di tutti i manifesti elettorali affissi fuori spazio.

Ci vuole dire perché non vengono sequestrati i tabelloni con i faccioni dei candidati apposti lungo le strade pubbliche e perché, al contrario, Lei ha chiesto alla Procura della Repubblica, con la relazione del 15 febbraio, addirittura la DISTRUZIONE DELLO STRISCIONE ?

il presidente – Gabriele Corona

Centrale turbogas, Repressione

“Una centrale poco Luminosa” : articolo su Terra-quotidiano ecologista

26 febbraio, 2010
Commenti disabilitati

da ” Terra – quotidiano ecologista” del 26 febbraio 2010

di Eleonora Mastromarino

Ai cittadini di Benevento era stato promesso un luminoso futuro basato sulla valorizzazione dei beni culturali ed ambientali e soprattutto sulla qualità dei prodotti tipici. E invece di luminoso è rimasto solo il nome della società che ha intenzione di costruire, a ridosso della città, una mega centrale a turbogas da 385 MW.

La Luminosa Srl, nata a Napoli, è ora per il 94% della società BKW, multinazionale che realizza impianti eolici, solari ma anche nucleari in Europa. L’impianto di Benevento dovrebbe sorgere alla confluenza di due fiumi, a pochi metri da un ponte romano e in una zona umida con conseguente stagnazione degli inquinanti. Inoltre il progetto prevede la realizzazione di un gasdotto di 4,8 km per fornire il metano alla centrale e di un elettrodotto di 10 km per trasferire in altre province l’energia prodotta.

Nel 2006 il consorzio ASI, che a nome del Comune, della Provincia e dalla Camera di Commercio di Benevento gestisce la zona industriale, assegna l’area in questione alla Luminosa senza tener conto che quella zona è considerata dalla Regione Campania un “corridoio ecologico” e dunque non è edificabile. Inoltre, sempre la Regione, prevedeva per le aree campane interne una sola centrale a turbogas, quella di Flumeri, in provincia di Avellino.

Interviene anche la Commissione ministeriale di Valutazione d’Impatto Ambientale che da parere favorevole a condizione che la Luminosa fornisca il calore prodotto alle aziende già presenti nell’area, le quali, rinunciando ai propri impianti di riscaldamento, ridurrebbero le emissioni nocive nella zona.

Eppure nel progetto della centrale la rete per la diffusione del calore non era prevista e le aziende locali si dichiararono fin da principio indisponibili a rinunciare ai propri impianti.

Quando nel 2008 arriva anche il decreto ambientale del governo, che ratifica la relazione VIA, cominciano le proteste degli ambientalisti beneventani che costringono Comune e Provincia a dare parere negativo alla centrale. I Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, però, ignorano sia le proteste che le delibere. Tutto dipende ora dalla Regione Campania, il cui Consiglio ha votato contro l’impianto, ma i cui funzionari hanno inviato al ministero un parere favorevole. La giunta regionale dovrà fare chiarezza, e i politici locali dovranno fare le pressioni necessarie affinché la Luminosa venga definitivamente allontanata dalla città.

Per questo motivo nel pomeriggio del 13 febbraio scorso l’associazione Altrabenevento ha esposto un enorme striscione con la scritta: “pericolo turbogas per colpa dei politici”. La libera espressione di dissenso è censurata durante la notte, quando il capo della squadra mobile di Benevento ha fatto sequestrare lo striscione. Il magistrato di turno convalida il sequestro, ma non potendolo giustificare per “affissione vietata”, che prevede solo una multa, si inventa una presunta diffamazione.

Non c’è nessuna denuncia di parte ma c’è un indagato, Gabriele Corona di Altrabenevento, che dovrà attendere 90 giorni per una eventuale querela.

Proprio nei prossimi 90 giorni, mentre cioè gli ambientalisti dovranno stare attenti a possibili denunce per diffamazione, regione e ministero decideranno se concedere o meno le autorizzazioni definitive.

Centrale turbogas, Repressione

Finalmente l’assessore regionale, Marone ci spiegherà perchè non ha preparato la delibera contro la Centrale turbogas.

24 febbraio, 2010
Commenti disabilitati

Comunicato del 24 febbraio 2010

Venerdì 26 febbraio, parteciperemo al convegno “Ponte Valentino: verso l’area Produttiva Ecologicamente Attrezzata” per capire come abbia fatto il Consorzio ASI a concedere un lotto per una Centrale a Turbogas fortemente inquinante e a fittare un altro impianto che deve bruciare biomasse, mentre teorizza la tutela dell’ambiente.

Sarà l’occasione anche per sapere come mai il commissariamento di quel Consorzio che doveva durare sei mesi, continua ininterrottamente da tre anni con il tacito avallo dei soci, cioè Comune di Benevento, Provincia e Camera di Commercio.

Soprattutto andremmo al convegno pubblico per incontrare l’assessore regionale alle Attività Produttive, Riccardo Marone, il quale non ha ancora preparato la Delibera con la quale la Giunta regionale deve dare il parere contrario alla costruzione della Centrale Elettrica in ottemperanza alla decisione del Consiglio Regionale assunta all’unanimità.

Il sindaco di Benevento e il presidente della Provincia si erano impegnati a rappresentare efficacemente alla Regione i motivi di contrarietà alla Centrale a Turbogas, ma sostengono di non essere riusciti in tre mesi a fissare un appuntamento con Marone. L’assessore regionale invece ha incontrato i comitati civici e gli amministratori della provincia di Avellino, decidendo di escludere dalla programmazione regionale un impianto previsto a Flumeri simile a quello che la Luminosa vuole costruire a Benevento.

il presidente – Gabriele Corona

Centrale turbogas, Repressione

AAA Denunciante cercasi per striscione contro Centrale Turbogas, diffamante per politici ignavi.

23 febbraio, 2010
Commenti disabilitati

ALTRABEVENTO – Comunicato del 23 febbraio 2010

Lo striscione con la scritta “PERICOLO TURBOGAS PER COLPA DEI POLITICI” è stato sequestrato perché costituisce reato di DIFFAMAZIONE, ma nessuno ha ancora presentato la querela.
Dopo le dichiarazioni dell’amministratore della Luminosa, Altrabenevento presenta una nuova diffida alla Regione e un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.

Nella notte tra Sabato 13 e Domenica 14 febbraio, il funzionario di turno della Questura di Benevento ha impegnato una Volante e una squadra dei Vigili del Fuoco per rimuovere e sequestrare lo striscione con la scritta “Pericolo Turbogas per colpa dei politici” issato innanzi alla Villa Comunale perché “non autorizzato e apposto in zona di affissione vietata”.
Con tale motivazione, però, non si giustifica affatto il sequestro probatorio che richiede la constatazione di un reato penale, e la “affissione vietata” non lo è di certo.
La Procura della Repubblica, infatti, pur di convalidare il sequestro, ha ipotizzato il reato di DIFFAMAZIONE per il quale si procede solo su querela di parte, ma intanto ha iscritto nel registro degli indagati il presidente di Altrabenevento.
Ora sappiamo con certezza che né prima né dopo la apposizione dello striscione è stata presentata alcuna denuncia. E’ certo, che nessun politico si è sentito diffamato e quindi non si comprende perché lo striscione è stato sequestrato.
Ma siccome le querele si possono presentare entro 90 giorni, Gabriele Corona rimane indagato per un reato che non c’è e per questo motivo lo striscione non viene restituito.
Intanto l’amministratore della soc. Luminosa contraddice gli Amministratori del Comune di Benevento che avevano annunciato una fantomatica opposizione al Decreto Ambientale già concesso, e dichiara a mezzo stampa di essere certo del parere favorevole dei funzionari e della Giunta Regionale pur in presenza del voto contrario del Consiglio regionale.
Nonostante la gravità della affermazione, nessun amministratore ha commentato alcunché. Solo il Consigliere Nicola Boccalone, che continua a non voler parlare chiaro, si è limitato al solito intervento allusivo ed incomprensibile mostrando di avere più a cuore le polemiche interne al suo partito che non la opposizione seria alla Centrale a Turbogas.
Altrabenevento invierà domattina una nuova diffida alla Regione Campania ed un nuovo esposto alla Procura della Repubblica.

Per Altrabenevento – Sandra Sandrucci

Centrale turbogas, Repressione