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Archivio per la categoria ‘Massoneria’

Correzione dalla Voce delle Voci dell’articolo su magistrati e massoneria.

27 gennaio, 2010
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Dalla Voce delle Voci in edicola.

C’e’ un caso di omonimia nella nostra inchiesta di gennaio 2010 sui “Magistrati Massoni”. A seguito della lettera che qui di seguito pubblichiamo integralmente, precisiamo che il dottor Guido Romano, attualmente consigliere di Stato e gia’ presidente di sezione al Tar della Calabria, NON E’ l’omonimo magistrato ordinario Guido Romano il cui nome fu ritrovato, insieme a quelli di altri magistrati, fra le carte sequestrate nella villa di Licio Gelli in Uruguay. Il dottor Guido Romano consigliere di Stato, residente a Roma, non ha mai fatto parte della massoneria ne’, come ipotizzavamo nell’articolo, e’ mai passato dai ranghi della magistratura ordinaria a quelli della magistratura amministrativa, dal momento che ha prestato servizio sempre e solo nella magistratura amministrativa. Ce ne scusiamo col diretto interessato, pregando i colleghi dei siti internet che avessero ripreso il nostro articolo di apportare al piu’ presto – come gia’ abbiamo fatto noi – la correzione e la rettifica. Prosegui la lettura…

Massoneria

“Lo Stato è Cosa Nostra” di Ferdinando Imposimato

15 gennaio, 2010
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imposimatoLa Voce delle voci – 8 settembre 2009

Il filo rosso che lega pezzi dello Stato, servizi e mafie, oggi viene alla luce destando clamore con le rivelazioni di Ciancimino, ma parte da lontano. Imposimato, magistrato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, un protagonista di quegli anni della storia italiana, ripercorre le tappe del patto scellerato.

Molti anni fa una giornalista americana, Judith Harris, del Reader’s Digest, mi chiese quale fosse la differenza tra Brigate rosse e mafia. Senza pensarci due volte risposi: le Br sono contro lo Stato, la mafia e’ con lo Stato. E spiegai che la capacita’ della mafia e’ di intessere legami stretti con le istituzioni – politica, magistratura, servizi segreti – a tutti i livelli. Con le buone o le cattive maniere. Chi resiste, come Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, viene eliminato, senza pieta’. Collante tra mafia e Stato e’ da sempre la massoneria. Questo sistema di legami, che risale alla strage di Portella delle Ginestre, non si e’ mai interrotto nel corso degli anni, anzi si e’ rafforzato ed e’ diventato piu’ sofisticato. Ma molti hanno fatto finta che non esistesse. Complice la stampa manovrata da potenti lobbies economiche. Prosegui la lettura…

Criminalità, Difesa della Costituzione, Massoneria, Nuova P2

Cabinda e i massoni beneventani: un articolo su TERRA, quotidiano nazionale ecologista.

14 gennaio, 2010
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SOCCER-TONGO/ATTACK(Terra, quotidiano ecologista – 14 gennaio 2010 – di Eleonora Mastromarino )

Coppa d’Africa:  Una loggia beneventana aveva interessi nell’indipendenza dell’enclave in Angola. Il finanziamento alla guerra avrebbe garantito agli affiliati denaro e potere

Cabinda e il business della massoneria italiana

Confine tra Angola e Congo. L’8 gennaio la squadra nazionale del Togo è vittima di un attentato mentre attraversa la frontiera per recarsi alla coppa d’Africa di calcio. Il pullman che trasporta i giocatori è preso di mira dai separatisti del Fronte di liberazione dell’enclave di Cabinda. Il bilancio finale è di un morto, due feriti, e la squadra del Togo ritirata dal campionato. La Cabinda possiede il 60 per cento delle risorse petrolifere dell’ex colonia portoghese e da sola frutta, in termini di esportazione del petrolio, circa 100.000 dollari l’anno per abitante. Dell’indipendenza di Cabinda in Italia si era già parlato, in particolare a causa di alcune indagini della magistratura che hanno evidenziato una realtà sconcertante e dai risvolti tragicomici.

Benevento, ottobre 2007, Giuseppe Tanga, quarantenne, funzionario Enel, viene arrestato per associazione per delinquere finalizzata al falso, alla corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione. Con lui sono oggetto di provvedimenti restrittivi un suo collega, Maurizio Bellini, e una decina di imprenditori, ai quali Tanga rilasciava la cosiddetta “qualificazione” (riconoscimento propedeutico per accedere alle gare di appalto bandite dall’Enel) in cambio di tangenti, in modo da far ottenere ai privati “controlli e verifiche pilotate per qualificare imprese anche in assenza dei presupposti”.

Tanga è inoltre accusato di aver infranto la legge Anselmi ed aver «promosso un’associazione segreta che, all’interno della massoneria (associazione palese), svolgeva attività diretta a interferire nelle relazioni diplomatiche dello Stato italiano».

Aveva infatti fondato una loggia massonica, la “Colonna Traiana”, che tra le altre cose sosteneva la liberazione di Cabinda, per la quale raccoglieva fondi tramite la Onlus “Freedom for Cabinda”.

È questo il filone delle indagini che rivela delle inaspettate cospirazioni internazionali tra i ribelli del Cabinda ed i massoni di una piccola realtà di provincia. Infatti, durante una delle numerose perquisizioni disposte dal pm Antonio Clemente della Procura di Benevento, viene ritrovato un falso passaporto diplomatico dell’inesistente stato di Cabinda. Inoltre, è sequestrata una pre-fattura di 150 mila euro, emessa dal titolare di una società di guardie personali che, incontratosi a Milano con gli indagati, aveva pattuito per quella cifra la formazione di un gruppo di mercenari destinati alla guerra di liberazione di Cabinda. Al momento non ci sarebbero prove per dimostrare l’ingaggio dei mercenari, si sa per certo, però, che ne furono richiesti trenta. Il finanziamento dei massoni beneventani alla guerra di liberazione avrebbe garantito loro incarichi nel futuro governo locale e corsie preferenziali come partner commerciali del nuovo Stato.

La Procura aveva previsto degli arresti per queste vicende che non divennero mai operativi, per via di un conflitto di competenze con la Procura di Milano, alla quale è stata in seguito trasferita l’inchiesta. Infatti la Cassazione, chiamata a esprimersi sulle competenze, informò d’ufficio gli indagati dei procedimenti a loro carico, vanificando l’utilità delle misure cautelari. Tanga non sarebbe l’unico ambasciatore del non-Stato di Cabinda, ci sarebbe anche un certo Gennaro Ruggiero, noto faccendiere, presidente di organizzazioni, associazioni, giornali online, una banca e perfino due partiti politici di cui uno in conflitto con Forza Italia per il simbolo, che si fa vanto di rappresentare il governo in esilio di Cabinda presso la Repubblica di San Marino; onorificenza conferitagli, a suo dire, direttamente dagli esiliati.

Massoneria

Massoneria – I magistrati dalla A alla Z

14 gennaio, 2010
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Massone_-_Mason(La Voce delle voci) di Rita Pennarola [ 07/01/2010]

Puo’ un magistrato venir meno al vincolo di fedelta’ giurato, pena la morte, per entrare in massoneria? E quali prove possono addurre quei giudici o pm che affermano di esserne usciti? Qui sentiamo alcuni esperti e passiamo in rassegna le carriere di tante toghe che sicuramente quel patto di sangue lo avevano sottoscritto. Molti sono ancora in servizio. E rivestono ruoli apicali.

Gli italiani lo hanno capito da tempo, a reggere davvero le sorti del Paese non sono ne’ le banche ne’ le istituzioni democratiche e nemmeno la magistratura: sono i massoni – regolari o, quasi sempre, appartenenti a logge coperte – che proprio in quei tre ambiti sono capillarmente infiltrati. A confermare questa consapevolezza arriva, da ultimo, il sondaggio lanciato sul sito della Voce, al quale hanno partecipato 466 lettori: un piccolo ma significativo campione, secondo il quale (56,8%) sono sempre loro, i confratelli, a detenere saldamente le leve del potere. E tutto attraverso quel vincolo di segretezza che, dopo l’iniziazione, si puo’ cancellare solo con la morte.

Lo dicono, chiaro e tondo, le parole stesse del giuramento: «prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno cio’ che mi verra’ svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la superficie della terra». Prosegui la lettura…

Massoneria

Massoneria – delitti e castighi.

14 gennaio, 2010
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massoneria(La Voce delle voci) di Furio Lo Forte [ 07/01/2010]

Dai tribunali massonici “ordinari” fino alle regole inconoscibili delle Logge coperte o non riconosciute. Con una serie di misteri non ancora svelati.

Che il giuramento massonico non sia scherzo, ma un impegno tremendamente serio, lo confermano tanto i diversi testi “sacri” conservati nelle Logge, quanto i massimi studiosi delle regole muratorie, e non solo in Italia. Qual e’, allora, la punizione per chi viene meno?

Stando alle regole ufficiali, esistono tribunali massonici che partendo dal livello regionale, in tre gradi di giudizio, emettono la sentenza. Il peggio che puo’ capitare ad un affiliato di livello medio-basso e’ il provvedimento di espulsione. E’ il caso, ad esempio, delle infinite beghe all’interno del Grande Oriente d’Italia sede napoletana, con tanto di accuse reciproche di furti, appropriazioni indebite, truffe.

Il tribunale massonico e’ peraltro venuto alla luce nel corso dei diversi procedimenti penali (quelli della magistratura ordinaria, naturalmente) che hanno visto massoni coinvolti, come nel caso della Loggia Spinello. Prosegui la lettura…

Massoneria

Sfida ai massoni coperti in gran parte dell’Italia. E a Benevento?

11 settembre, 2009
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massoni-la-vocedi Rita Pennarola
(La Voce delle Voci -  09/09/2009)

Portare alla luce gli elenchi dei massoni coperti significa far saltare gli equilibri occulti di potere che reggono il Paese. La Voce parla per la prima volta con l’investigatore che ci e’ andato vicinissimo. La cui storia spiega anche perche’ i magistrati che erano arrivati a un passo da quei santuari sono stati “fulminati” dalle loro scoperte.
E’ un uomo in fuga, il “colonnello”. Lo chiameremo cosi’, anche se a quel grado, forse, non era ancora arrivato prima di interrompere bruscamente la sua carriera al fianco dei pochi magistrati coraggio che non avevano esitato a scandagliare dentro i templi massonici per cercare il segreto piu’ oscuro e nascosto: gli elenchi degli affiliati “coperti”. Incrociamo il “colonnello” – da qualche mese passato a tutt’altre mansioni, ma sempre al servizio dello Stato – dopo averne a lungo seguito le tracce. Un uomo che e’ gia’ ora un archivio storico in carne ed ossa custodito per buona parte nella mente, alcuni files nella pen drive, un faldone di scartafacci da qualche parte, forse a casa. Il luogo e’ una fra le regioni italiane che, da nord a sud passando per il centro, risultano epicentri assoluti del fenomeno a livello europeo.
«I nomi, le circostanze, ma anche la descrizione complessiva della massoneria coperta – ci dice subito, tanto per chiarire il quadro dentro cui ci stiamo nuovendo – rappresentano oggi per me una ‘polizza assicurativa’ sulla vita. Per questo ancora oggi posso continuare, sia pure in maniera ormai autonoma, a cercare indizi, riscontri, coincidenze che diventano prove». Le indagini alle quali il colonnello aveva prestato la sua opera per anni, oggi risultano ferme, bloccate, alcune per ‘mano di legge’. Ma quelle consistenti tracce, le prime rose di nomi, restano. E pesano.
Stiamo entrando nel regno incontrastato dei massoni coperti. E siamo faccia a faccia con l’uomo che forse piu’ di tutti si e’ avvicinato frontalmente a questo moloch, autentico dark side del potere politico-economico e militare nel Paese.
«Non esistono – spiega per prima cosa il colonnello – elenchi unici dei massoni coperti, cosi’ come accade invece per gli iscritti ‘ufficiali’. Dai tempi della P2 (con la scoperta delle liste di Castiglion Fibocchi, cui peraltro mancavano i primi cinquecento nomi, mai portati alla luce) si sono fatti furbi. Cosi’ ora all’interno di ogni Loggia esistono tre tipi di faldoni. Quello ‘trasparente’, che e’ obbligatorio depositare in prefettura, lo trovi subito. Poi, ben custoditi in una sorta di sancta sanctorum, ce ne sono altri due: uno riguarda i confratelli ‘in sonno’ (ufficialmente sono coloro che per ragioni diverse non prendono parte ai riti attivi, ndr), ma l’altro contiene i nomi coperti da assoluto segreto. Si tratta generalmente di vip della politica, della sanita’ e anche della magistratura, oltre che dell’imprenditoria e del mondo accademico».
Sui primi trenta nomi di massoni coperti individuati dal colonnello nella citta’ italiana in cui ha lavorato per piu’ tempo, due sono magistrati in servizio. E gli altri, per almeno due terzi, sono collegati al potere in camice bianco: medici, professori o titolari d’imprese che gestiscono appalti nel settore grazie alla compiacenza di politici del ramo.
Per mesi, prima di entrare su mandato della magistratura nel loro tempio, il colonnello li ha pedinati, annotando la targa di tutte le auto che arrivavano a frotte dentro i ristoranti prescelti per le riunioni ‘fuori programma’. Poi ha eseguito i riscontri. Trovando fra i ‘coperti’ di quella Loggia molti dei vip accorsi alle cene organizzate dal gran maestro appositamente per loro. «Di sicuro – chiarisce il colonnello – la segretezza e’ prima di tutto interna all’organizzazione, nel senso che gli iscritti negli elenchi ufficiali non conoscono i nomi dei coperti. Questi ultimi, invece, interloquiscono direttamente coi gran maestri e, attraverso di loro, con le liste ‘riservate’ delle altre Logge. In buona sostanza, ben diversamente da quanto accadeva ai tempi di Licio Gelli, oggi il gran maestro e’ un personaggio di carattere prevalentemente rappresentativo, l’uomo super-fidato che tiene i collegamenti fra i diversi poteri esistenti all’interno delle Logge coperte». Prosegui la lettura…

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