Da LEFT del 1° aprile 2010
Primo anno di dopoterremoto: ”Le mani sull’Abruzzo interno”
Scritto da Angelo Venti
Le risate degli sciacalli della “cricca”, intercettate dalla Procura di Firenze, danno la misura della sorte che attende l’ormai ex “Isola felice”. Criminalità organizzata e comitati di affari all’assalto di una regione che aveva già dimostrato di essere impreparata a fronteggiare tali fenomeni: ad attirarli è il piatto ricco della ricostruzione, a spianargli la strada è il modello di intervento scelto dal Dipartimento di protezione civile.
Ad un anno dal sisma, per comprendere cosa è successo e cosa succederà, è utile ricordare le tappe principali. All’alba del 6 aprile, la strategia di Bertolaso è stata quella di esautorare gli enti locali dei loro poteri, disarticolare le forze dell’ordine nel loro funzionamento, militarizzare il territorio. Contemporaneamente, metà degli abitanti sono stati trasferiti sulla costa e gli altri, per sette lunghi mesi, tenuti chiusi nelle tendopoli e sottoposti a controlli e divieti, come quelli di assemblee o volantinaggi. Prosegui la lettura…
Terremoto
ALTRABENEVENTO- Comunicato del 22 luglio 2009
La Provincia di Bergamo dichiara che non rientra tra i suoi compiti istituzionale produrre energia e quindi la VOCEM non ha titolo a chiedere la Conferenza dei Servizi per l’inceneritore di San Salvatore Telesino.
Si terrà domani, 23 luglio, la Conferenza dei Servizi per autorizzare la costruzione della Centrale a biomasse di San Salvatore Telesino, osteggiata decisamente dalle popolazioni locali che temono, a ragione, danni per la salute e l’economia della Valle Telesina. I Comitati civici mettono giustamente in evidenza che l’iter autorizzativo attivato dalla società proponente, la Vocem che per il 90% è costituita dalla A.B.M., la società multi servizi di proprietà della Provincia di Bergamo, si riferisce ad un inceneritore per rifiuti e non alla combustione di paglia, arbusti e resti di potature che in provincia di Benevento non sono prodotti in quantità tali da giustificare un impianto di quella grandezza.
Gli amministratori di Bergamo da diversi anni ripetono che l’impianto progettato serve per produrre energia elettrica da cedere all’Enel che in cambio fornirebbe corrente alle industrie bergamasche a prezzi convenienti, e quindi, considerate le finalità sociali e non speculative, si dichiarano disponibili a concordare con i cittadini i sistemi per controllare che non siano inceneriti materiali pericolosi. Ma queste sono “promesse da marinai” perché il Consiglio Provinciale di Bergamo con la delibera n. 25 del 23 marzo 2009, ha deciso di vendere le quote azionarie della Vocem che pertanto passerebbe nelle mani di privati non ancora precisamente identificati.
Nell’atto si chiarisce che A.B.M deve cedere tutto il settore Energia che è costituito dal 60% delle azioni di un parco eolico già costruito dalla Mistral spa al confine tra le province di Benevento e Foggia, e dalle quote della VOCEM , per ricavare 15 milioni di euro che già sono stati iscritti nel bilancio della Provincia per l’anno 2009. Per vendere le azioni del parco eolico, considerato molto redditizio al punto da aver consentito alla ABM di compensare le perdite finora accumulate, è stato già pubblicato il Bando, mentre per le quote della Vocem, in delibera si precisa che “si configurano valutazioni estremamente variabili in considerazione della realizzazione o meno del progetto”.
Ecco, quindi, la necessità di ottenere in fretta la autorizzazione necessaria a realizzare il progetto già destinatario di ingenti contributi pubblici assegnati per investimenti al sud Italia, in modo da venderlo per un buon prezzo a privati. Insomma l’impianto a biomasse di San Salvatore Telesino non serve a produrre energia a basso costo per gli industriali del nord, ma solo a fare cassa.
Ma vi è un altro elemento di estremo interesse da segnalare. Nella citata delibera votata all’unanimità dai consiglieri provinciali di Bergamo si chiarisce che “l’attività delle società appartenenti al gruppo ABM ed operanti nel Settore Energia (Bergamo Energia spa, Mistral Spa e VOCEM spa) … – trattandosi di produzione e vendita di energia – non è pienamente in linea con le finalità istituzionali attribuite alla Provincia di Bergamo”
Dunque non rientra nei compiti della Provincia e delle sue società, entrare in partecipazioni con privati per produrre energia, e allora con quale legittimità la VOCEM ha preteso la conferenza dei Servizi per costruire l’impianto a San Salvaotore Telesino?
E come fanno le Comunità Montate e i Comuni a partecipare alle società che creano parchi eolici ovunque ?
Benevento, 22 luglio 2009
Il presidente – Gabriele Corona
Leggi Delibera-Provincia-Bergamo-cessione-quote-energia
Rifiuti, Terremoto
Da Terra di Angelo Venti
ASPETTANDO IL G8 – Già nel primo cantiere appaiono forti dubbi su una delle aziende coinvolte nella ricostruzione. Le domande
sono: chi controlla chi? E l’autocertificazione può bastare? -
Aperti i cantieri per la realizzazione delle new town sbandierate da Berlusconi e temute dagli aquilani. Nei pressi di Bazzano e Sant’Elia, lungo la statale 17 che da L’Aquila porta a Onna, la frazione che è diventata il simbolo del terremoto del 6 aprile, si lavora giorno e notte per poter dimostrare ai grandi, che durante il G8 percorreranno questa strada, che la ricostruzione è finalmente partita.
Ma è proprio il cartello per i “Lavori relativi agli scavi e ai movimenti di terra lotto TS”, esposto in bella mostra all’ingresso del cantiere, che fa sorgere i primi dubbi sui controlli di trasparenza da parte della Protezione civile nell’assegnazione degli appalti e sui rischi che possono derivare dalla fretta e dall’emergenza. Questo appalto è stato aggiudicato a diverse imprese marsicane riunite in Ati. Prosegui la lettura…
Terremoto
Sono Pina Lauria e sono residente a L’Aquila; attualmente “abito” presso la tendopoli ITALTEL 1, perché alla mia casa, che devo ancora finire di pagare, è stata assegnata la lettera E, che in questo drammatico alfabeto significa “danni gravissimi”. Scrivo per illustrarvi alcune considerazioni, di carattere generale e, più in particolare, relative alla qualità della vita nei campi.
Intanto, evidenzio la grande confusione che c’è nella città: a quasi due mesi dal terremoto, viviamo ancora uno stato di emergenza. Uno dei grandi nemici di questi giorni, e dei prossimi, è il caldo: arriveranno i condizionatori ma risolveranno ben poco perché, come sicuramente sapete, il condizionatore funziona in una casa, con le pareti di cemento e con le finestre chiuse, non in una tenda, dove il sole batte a picco e da dove si esce e si entra….inoltre, la tenda non è che si chiude ermeticamente! Prosegui la lettura…
Terremoto
di Pietro Orsatti – 13 giugno 2009
Definiamoli “dotati di faccia tosta”, e saremmo stati pietosi. Lo show di Silvio Berlusconi, il califfo della Certosa, al convegno dei giovani di Confindustria, a Santa Margherita Ligure in provincia di Genova, ha raggiunto il grottesco quando ha iniziato a parlare del prossimo G8 de L’Aquila di luglio. Ecco le sue dichiarazioni a proposito.
Coinvolgendo “i migliori mobilieri italiani”, all’Aquila per il G8 “abbiamo completato 30 appartamenti secondo richieste dei singoli capi di governo. Sono venute le delegazioni ed hanno fatto richieste anche molto particolari”. “Abbiamo fatto tutto e saranno accolti in modo eccellente”, ha aggiunto: “Poi li porteremo in giro per i luoghi del terremoto”. Ecco spiegato perché è stato bloccato l’accesso all’area di Onna (il set preferito del nostro premier) sia ai giornalisti sia a molti lavoratori che stavano lavorando a piccoli cantieri privati. Che nessuno veda il set creato per i Grandi. Che nessuno si stupisca se comparirà un inizio di presunta ricostruzione in carta pesta, e mentre lui coinvolge i migliori mobilieri italiani perché non pensa all’accelerazione delle morti di anziani costretti nelle tende da un decreto confuso, che non prende atto della situazione confondendo emergenza con ricostruzione, come denunciato da un’inchiesta del mensile “Liberetà” che apre uno squarcio sconcertante sulla condizione della popolazione anziana abruzzese, colpita dal terremoto del 6 Aprile scorso e ancora accampata nelle tendopoli allestite dalla Protezione Civile. Caro premier, pensi meno agli stucchi e ai controsoffitti e faccia i conti con la sua scelta di tenere decine di migliaia di persone per mesi all’interno di tende, non tenendo conto di molti fattori ambientali, della composizione anagrafica dei senza casa. Le istituzioni sanitarie, quel poco che è stato messo in piedi dopo il sisma, stanno facendo fronte ad emergenze inattese con scarsità di personale, mezzi e dotazioni sanitarie. Prosegui la lettura…
Terremoto
di Pietro Orsatti su Terra – 8 giugno 2009
Nasce a L’Aquila il presidio di Libera. L’isola felice Abruzzo obiettivo dei clan e degli speculatori. Il primo allarme era scattato attorno a Pasqua con la rimozione e distruzione, affrettata e poi bloccata, delle macerie nei siti più “discussi” dei crolli avvenuti con la scossa del 6 aprile. Poi la creazione del pool di magistrati della Direzione nazionale antimafia.
E ancora gli allarmi delle strane effrazioni negli uffici della Procura e in particolare del tentativo di scasso della cassaforte del Procuratore capo de L’Aquila Rossini. E ancora, le segnalazioni negli anni e nei mesi precedenti al terremoto di infiltrazioni e inquinamenti mafiosi nel tessuto economico e sociale abruzzese, partendo dall’ormai famosissimo caso di Tagliacozzo con gli investimenti illeciti di Ciancimino jr, per poi arrivare fino alla costa con i dati, ben oltre la media nazionale, sull’usura e gli inquietanti intrecci emersi lo scorso anno in traffici di auto, armi, droga sempre nel pescarese. Da alcuni anni “l’isola felice” Abruzzo è stata penetrata da infiltrazioni di camorra, ‘ndrangheta, dei Casamonica e di operazioni di “riciclaggio e investimento” da parte delle famiglie di Cosa nostra. Oggi l’allarme diventa quasi ossessivo. Per ovvie ragioni. Prosegui la lettura…
Terremoto
Da www.liberainformazione.org 16.04.2009
di Alessio Magro
1. L’isola che non c’è
Dossier Abruzzo. Un lavoro da tempo studiato che riteniamo opportuno pubblicare proprio ora che la ricostruzione nell’aquilano, dopo il forte sisma che ha colpito la zona, aprirà sicuramente importanti sbocchi per le infiltrazioni mafiose negli appalti. La criminalità organizzata, da anni ormai attiva sia nella Marsica che sulle coste abruzzesi, è sicuramente interessata a non perdere una fonte sicura di guadagno. Il dossier di Libera Informazione descrive una infiltrazione silenziosa ma profonda, in un tessuto divenuto crocevia del riciclaggio e del reinvestimento dei proventi illeciti, ed è un monito per non sottovalutare la pervasività delle mafie, soprattutto in questo lacerante frangente storico. Prosegui la lettura…
Criminalità, Terremoto