Archivio

Archivio per la categoria ‘Senza categoria’

Il Fatto Quotidiano è in vendita anche a Benevento.

27 luglio, 2010
Commenti disabilitati

Da questa mattina nelle edicole di Benevento è in vendita anche Il Fatto Quotidiano.

Ecco uno degli articoli leggibile anche sul sito:

Pdl, probiviri e P3 – Il comitato che processa Granata: ombre di massoneria e “nuova cricca”. Il suo legame con il “Maestro” Spinello, quelli del giudice Gallo con i faccendieri

Tutti li chiedono. Tutti li vogliono. Sono loro, i probiviri del Pdl. Ma la commissione è un rebus: un organo che non si è mai riunito, composto da membri messi lì chissà da chi. Probiviri spesso sconosciuti. Ma soprattutto frequentatori, dieci anni fa come oggi, di persone accusate di voler ricostituire una P2. Insomma, forse non si tratta dei probiviri ideali per giudicare Fabio Granata, reo di aver criticato i poteri oscuri nel Pdl.

Vittorio Mathieu, stimato filosofo, è figura di spicco della commissione di probiviri. Ma anche amico di Salvatore Spinello. È il 9 settembre 1999 quando la Dia di Napoli registra un incontro nell’ufficio di un noto commercialista. A parlare è proprio Spinello: nato a Caltanissetta nel 1922, una lunga carriera ai vertici della massoneria. Poi, dal 1980, Gran maestro del Grande Oriente scozzese d’Italia-Comunione di piazza del Gesù, amico di Craxi e di tanti big della Prima Repubblica. “Ritorniamo come prima – esordisce Spinello – e ripartiamo. Dobbiamo tornare ad essere i consulenti aulici del potere costituito. Per arrivare al grande gioco politico non è necessario diventare parlamentare, ma pilotare i parlamentari. Occorre una riscrittura della Costituzione, che è un po’ vecchiotta, delle attribuzioni dei poteri dello Stato”. Prosegui la lettura…

Senza categoria

Rinviata la Conferenza per l’autorizzazione alla Centrale a Turbogas. Colasanto e Martini chiariscano la loro posizione.

22 luglio, 2010
Commenti disabilitati

Luca Colasanto

Altrabenevento – Comunicato stampa del 22 luglio 2010

Il Ministero dell’Ambiente rinvia la Conferenza dei Servizi per la Autorizzazione Integrata Ambientale delle Centrali a Turbogas di Benevento e Flumeri.

Il dott. Antonio Milillo, funzionario del Ministero dell’Ambiente, Responsabile del Procedimento per la Conferenza dei Servizi relativa alla Autorizzazione Integrata Ambientale delle Centrali a Turbogas di Benevento e Flumeri, ha annunciato stamane all’avv. Sandra Sandrucci della associazione Altrabenevento che la riunione prevista per domani 23 luglio è stata rinviata a data da stabilire.

Non si conoscono i motivi della decisione che però appare quanto mai opportuna considerata la preannunciata assenza del sindaco di Benevento chiamato ad esprimere il parere vincolante di carattere sanitario, e il perdurante silenzio del consigliere regionale, Luca Colasanto, presidente della commissione Ambiente ed Energia della Regione Campania, sulla Centrale a Turbogas proposta da Marcello Fasolino, imprenditore napoletano legato al suo partito, il PdL. Il silenzio di Colasanto è tanto più strano se si considera che oggi la Luminosa per il 94% è di proprietà della società svizzera BKW che ha acquistato un terzo delle quote della Holding Fortore Wind, interessata ad installare quelle pale eoliche che egli ha per lungo tempo contrastato.

C’è tempo, inoltre, affinché il gruppo consiliare del PdL al Comune di Benevento si chiarisca le idee, considerato che i consiglieri legati a Pasquale Viespoli si dichiarano contrari all’impianto, mentre il vice capogruppo, Antonio Reale conformemente al parere della sua coordinatrice provinciale, Nunzia de Girolamo, vorrebbe incontrare la Luminosa per farsi spiegare se effettivamente quella centrale è pericolosa oppure se è in grado di creare occupazione.

Reale però allude anche a consiglieri del suo partito che avrebbero avuti incarichi di consulenti dalla Luminosa, con evidente riferimento ad Ettore Martini che ora farebbe bene a dare qualche spiegazione.

Il tempo che ci rimane fino alla prossima Conferenza dei Servizi può servire, soprattutto, per organizzare una grande mobilitazione di tutti i soggetti istituzionali, i rappresentati politici, i movimenti e i cittadini contrari alla Centrale a Turbogas, come hanno fatto con successo quelli di Flumeri.
Il presidente – Gabriele Corona
**********************
Notizie collegate
La nota di Antonio Reale
L’annuncio della querela di Nunzia De Girolamo per Altrabenevento
La risposta di Gabriele Corona
Gli articoli contro la Luminosa

Senza categoria

Antimafia duemila: “Andremo in galera ma non rispetteremo la legge bavaglio”

23 maggio, 2010
Commenti disabilitati

Da Antimafia Duemila del  21 maggio 2010

Andremo in galera  di Giorgio Bongiovanni

- Il ddl sulle intercettazioni, in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato, potrebbe essere approvato da un momento all’altro. E se tutto andrà come il dittatoriello che governa il nostro Paese vorrebbe, per i giornalisti che non accetteranno il bavaglio le pene saranno durissime.

Ieri, dopo una riunione con il ministro della Giustizia Alfano e con il presidente della Consulta Giustizia del Pdl Ghedini, ha dichiarato Roberto Centaro per stemperare le polemiche, si sarebbe “presa la decisione” di ritirare l’emendamento 1.2008. Quello “che prevede un raddoppio delle pene per i giornalisti che pubblicano arbitrariamente atti di un procedimento penale”. E sul punto “ci potrebbe essere un ripensamento della maggioranza”. Decisione che potrebbe essere presa lunedì, “quando riprenderà il dibattito in commissione al Senato”.

Nel frattempo, interviene Italo Bocchino, anche se “vietare di parlare del tutto dell’inchiesta fino alla chiusura delle indagini preliminari” sarebbe “una forzatura”, “vietare la pubblicazione dell’intercettazione fino all’udienza preliminare – sottolinea – è un fatto di grandissima civiltà”.

Opinione condivisa dalla maggior parte degli esponenti politici, presidente del Consiglio in primis, che tra mille stop and go e sotto gli occhi di tutti stanno tentando di colpire in ogni modo la libertà di stampa.

Noi di ANTIMAFIADuemila, cari lettori, vi informiamo che se questa legge infame dovesse alla fine passare al Senato non esiteremo a disubbidire. E se verremo in possesso di intercettazioni telefoniche registrate nell’ambito di inchieste in corso le faremo conoscere, le pubblicheremo e affronteremo, se necessario, i processi e anche il carcere.

Un avvocato dall’aspetto fragile, ma dall’animo potente, diceva che contro i dittatori è necessaria una rivoluzione civile, non violenta.

Quell’uomo si chiamava Gandhi e noi, come lui, quella rivoluzione civile la inizieremo. Senza violenza e senza armi, ma lottando con la penna e con la voce.

Che lo sappia Berlusconi, che lo sappiano Cosa Nostra e i politici corrotti.

Le notizie continueremo a farle conoscere.

Noi disubbidiremo!

Senza categoria

Il disegno di legge sulle intercettazioni favorisce le ecomafie

12 maggio, 2010
Commenti disabilitati

23/04/2010 di Dina Galano Terranews.it

Il ddl sulle intercettazioni, ora all’esame della commissione Giustizia del Senato, penalizzerà anche la lotta alle ecomafie.
La denuncia del procuratore capo di Civitavecchia, Gianfranco Amendola.

<<Così non potremo mai combattere l’ecomafia>>. Pochi strumenti e un solo delitto per la tutela dell’ambiente, quello che punisce il traffico illecito dei rifiuti. Il nuovo regime delle intercettazioni telefoniche e ambientali è ancora fermo in commissione Giustizia al Senato, ma già promette di produrre le sue amare conseguenze anche sulla possibilità di perseguire i crimini ambientali, «anche se ancora non si conoscono i reati per i quali lo strumento delle intercettazioni sarà escluso». A parlare è il procuratore capo di Civitavecchia Gianfranco Amendola, autore di molte inchieste giudiziarie in materia, con all’attivo numerosi libri di legislazione penale ambientale.

Procuratore, quanto inciderà la nuova disciplina delle intercettazioni sulla perseguibilità dei reati ambientali?

A noi la questione interessa poco, perché le intercettazioni oggi sono contemplate soltanto nell’ipotesi di traffico illecito di rifiuti, che è l’unico delitto contro l’ambiente che esiste nel nostro codice penale. Con il testo che stanno discutendo probabilmente non sarà più possibile attivarle neanche per questo delitto. Ma la maggior parte degli illeciti ambientali è punita come contravvenzione per la quale, già allo stato attuale, non è previsto l’utilizzo di questo strumento. Le intercettazioni, certo, svolgono ancora un’azione importantissima per quanto riguarda il traffico illecito dei rifiuti e la lotta all’ecomafia, ma in un Paese in cui c’è in giro di tutto, noi abbiamo pochissime armi con cui combattere.

Che ripercussioni avrà il limite temporale di due mesi fissato nel testo?

Questo aspetto riguarda tutti i reati. Le osservazioni dell’Associazione nazionale magistrati sono convisibili, sia quelle che criticano i tempi sia i requisiti richiesti per autorizzare le intercettazioni ambientali. Si tratta di punti che depotenziano ogni attività di indagine, anche quella che riguarda i reati ambientali.

Come giudica lo stato attuale della normativa in materia d’ambiente?

Tutti i magistrati che si occupano di questo settore, così come gli ambientalisti, ripetono da anni la necessità di prevedere i delitti contro l’ambiente, dall’inquinamento delle acque a quello dell’aria. Dall’Europa sono arrivate ripetute sollecitazioni ma, sia prima con il governo Prodi poi con gli altri governi, nessuno è mai riuscito a farli passare. C’è stato un momento, quando Alfonso Pecoraro Scanio era ministro dell’Ambiente, in cui un testo era riuscito ad arrivare in Consiglio dei ministri per poi, però, non avere alcun seguito.

Cosa si sta facendo in questa legislatura?

Questo governo ha approvato un disegno di legge che ha tolto quel poco di sanzione che era prevista, e quindi non mi sembra che si stia procedendo sulla linea giusta. Attualmente non c’è nessuna novità, le uniche cose fatte sono peggiorative. Hanno perfino eliminato la sanzione penale per il superamento dei limiti delle acque pochi giorni fa. Intendiamoci, per me, queste ipotesi possono essere anche depenalizzate purché siano inseriti veri delitti contro l’ambiente con pene gravi. (Diana Galano, Terra) Prosegui la lettura…

Criminalità, Intercettazioni, Senza categoria

Trasporti: studio dell’Isfort e bella puntata di Report.

10 maggio, 2010
Commenti disabilitati

da Il Manifesto del 9 maggio 2010| di Anna Donati

Meno passeggeri, più automobili

Leggera discesa del numero di passeggeri per chilometro, aumento dell’uso dell’auto (che interessa il 65,3% delle persone che si spostano), nuove motivazioni e antiche richieste. L’istituto di formazione e ricerca per i trasporti (Isfort), ha presentato i risultati dell’Osservatorio Audimob sulle dinamiche della mobilità degli italiani negli ultimi dieci anni, dal 2000 ad oggi. Secondo i risultati dell’indagine gli italiani si muovono di più, ma in modo diverso rispetto al passato. Si allungano i km percorsi ogni giorno e di conseguenza anche il tempo dedicato al trasporto aumenta, cresce anche l’uso dell’automobile, nonostante i tanti proclami per la mobilità sostenibile, ma cambiano anche le motivazioni degli spostamenti e il loro carattere sistematico.

In dieci anni aumentano del 17,8% i passeggeri/km (…). È interessante analizzare la distribuzione degli spostamenti sulla base della lunghezza chilometrica. Gli spostamenti fino a 2 km passano dal 2000 al 2009 dal 37,7% al 31,1%, quelli di corto raggio tra 2 e 10 km restano stabili intorno al 42%, crescono invece in maniera decisa quelli di media distanza tra 10-50 km che passano dal 18,1% al 24%. Infine quelli oltre 50 km hanno un peso molto limitato, il 2,1% nel 2000 diventato il 2,8% nel 2009.

Questi numeri inducono due riflessioni immediate: il 73,3% dei cittadini che si spostano non fa più di 10 km ma la spesa per gli investimenti per soddisfare questa domanda di mobilità urbana non supera il 6% degli investimenti della legge obiettivo, perché vengono privilegiate nuove autostrade che incrementano il traffico motorizzato e nuove tratte ad alta velocità ferroviaria (…). Scelte ponderate alla domanda effettiva degli spostamenti dovrebbe invece privilegiare investimenti sui nodi per ferrovie urbane, metropolitane e tramvie, il cui funzionamento interessa più dei due terzi delle persone. (…)

Lo studio Isfort passa poi ad analizzare i mezzi utilizzati per gli spostamenti che confermano un crescente dominio dell’automobile, la diminuzione percentuale di chi usa bus e tram e metropolitano e di quelli che si spostano a piedi e in bicicletta. Infatti l’auto passa dal 59,3% degli spostamenti nel 2000 al 65,3% del 2009 e di questi ben il 57,7 viaggia solo. Nello stesso periodo chi si sposta a piedi passa dal 21,4% degli spostamenti al 17,3%, chi usa la bicicletta dal 3,8% al 3,7%, chi usa bus/tram/metropolitane passa dal 5,3% al 4% degli spostamenti così come è diminuito chi usa il treno, ma cresce la quota di spostamenti con più mezzi in combinazione, dall’1,8% al 3,6%. È chiaro dai dati che c’è stato negli anni un «travaso» di viaggi dalle singole modalità di trasporto, per la gran parte collettivi, alle combinazioni di mezzi, la cui spina dorsale è rappresentata da un vettore pubblico, e questo è l’unico dato positivo delle tendenze in atto.

Nello studio sono anche visibili significative differenze tra piccole e grandi città, dove l’auto prevale in modo deciso nelle prime, mentre la congestione delle seconde induce un uso maggiore del trasporto pubblico. L’automobile consolida la sua posizione e anche i dati delle emissioni nei trasporti di Co2, nonostante l’efficienza dei veicoli sia migliorata, è cresciuta al 28% mentre nel 1990, anno della sottoscrizione del protocollo di Kyoto, era il 23%, quindi è di tutta evidenza il fallimento delle politiche italiane nel contenimento delle emissioni nei trasporti.

(la versione completa dell’articolo su www.sbilanciamoci.info)

****************

Auto permettendo. Puntata di Report del 9 maggio 2010

Senza categoria

Berlusconi conferma la controriforma delle intercettazioni.

19 aprile, 2010
Commenti disabilitati

INTERCETTAZIONI:SENATO,ANCORA MURO CONTRO MURO.MARTEDI’ VOTO EMENDAMENTI

(ASCA) – Roma, 13 apr – Sfumano, almeno per il momento, le speranze di mediazione sul ddl intercettazioni. Oggi l’ufficio di presidenza della commissione Giustizia del Senato dove e’ all’esame il provvedimento, si e’ limitata a stabilire il calendario dei lavori, cancellando la seduta prevista per il pomeriggio e registrando un nulla di fatto circa le attese di un ”clima sereno e cooperativo” che pure lo stesso presidente Filippo Berselli auspicava ancora poco prima della riunione.

”Sulle intercettazioni continua il muro contro muro con maggioranza e governo” ha sentenziato al termine dell’ufficio di presidenza il vicepresidente del gruppo Pd, Felice Casson. ”Ci saremmo aspettati una linea piu’ morbida dal Pdl dopo la firma del Presidente Napolitano al legittimo impedimento” ammette la senatrice Pd, Silvia Dalla Monica.

”Prosegue la nostra battaglia per evitare danni al nostro sistema giudiziario, la nostra posizione resta quella di garantire le indagini di polizia e magistratura anche per reati gravi, di tutelare la riservatezza delle persone e la liberta’ di stampa, oltre a garantire il diritto alla difesa – incalza Casson -. I nostri emendamenti propongono infatti un sistema equilibrato a tutela dei diritti costituzionali garantiti, mentre il ddl Alfano e’ totalmente fuori equilibrio perche’ mira esclusivamente a impedire le indagini e a bloccare la liberta’ di stampa”.

Non si escludono proposte emendative da parte del governo e della maggioranza, osserva dal canto suo Berselli, ma che certo non vanno nel senso della richiesta di un ritiro del ddl o dello stralcio della parte relativa alla diffusione delle intercettazioni.

”Non c’e nulla di nuovo” testimonia il capogruppo Udc, Giampiero D’Alia, secondo cui ”ci pare di capire che se proposte dovranno arrivare, giungeranno dal governo”.

Intanto i lavori della commissione inizieranno domani mattina, in settimana si proseguira’ con l’illustrazione degli emendamenti. Martedi’ governo e relatore daranno il loro parere, per procedere quindi con il voto.

*************

Da il Corriere.it del 17 aprile 2010 

[........]

LE RIFORME – Riguardo al capitolo riforme Berlusconi spiega: «Quelle costituzionali non sono le più importanti. La riforma costituzionale è qualcosa a cui vale la pena di lavorare». Poi ha detto che si farà «sentendo tutti» e possibilmente «con l’assenso di una opposizione responsabile, se diventerà responsabile». Servirà a dare allo Stato «un assetto più moderno» permettendo di «prendere decisioni con la necessaria tempestività». Secondo Berlusconi, dopo aver dato la possibilità all’elettorato di votare direttamente il loro sindaco e presidente di Regione, «poter scegliere anche il presidente dell’Italia credo sia un diritto in più per i cittadini». Il sistema delineato dalla Costituzione «risente del fatto che i padri costituzionali l’abbiano fatta dopo venti anni di dittatura ed avevano timore del ritorno di un regime e tutti i poteri sono stati dati all’assemblea parlamentare». La conseguenza, per il premier, è che quello italiano «è l’esecutivo con meno poteri al mondo». Il presidente del Consiglio «è un primus inter pares – ha concluso – vive solo della sua personale autorevolezza e infatti gli altri sono durati 11 mesi».

INTERCETTAZIONI – Poi il premier ha parlato delle nuove norme sulle intercettazioni «Credo che sia una guerra santa che stiamo combattendo». Serviranno solo per reati gravi non «per cercare notizie di reato», ha spiegato, ma nel caso in cui ci siano «già gravi indizi di colpevolezza».

FISCO – «Nel giro di due anni realizzeremo un codice unico in materia fiscale per eliminare le migliaia di leggi che oggi creano troppa confusione». «A causa di questa situazione – ha detto il premier – anche aziende che si fanno assistere da studi fiscali di primo piano si trovano ad essere oggetto delle attenzioni dell’Agenzia delle Entrate e magari a subire un giudizio anche quando erano convinti di non aver commesso reati». Berlusconi ha anche preso l’impegno preciso di ridurre le tasse «appena i conti pubblici saranno a posto». «La prima cosa che faremo – ha detto – sarà pensare alle famiglie numerose e la seconda l’abolizione dell’Irap che io chiamo imposta rapina».

LA BATTUTA – Infine si è rivolto alla platea dei mobilieri: «Io sono venuto qui per il pranzo, ma qualcuna delle hostess la invitate o no?». «Questi – ha proseguito Berlusconi – non sono peccati. Non commettere atti impuri, è scritto. Tutto il resto è permesso». «Vedete – ha proseguito Berlusconi – è questa la differenza tra noi e quegli altri. Il loro problema è che sono sempre arrabbiati, che non hanno autoironia, mentre qualche storiella ti pulisce la mente, ti apre al sorriso».

Intercettazioni, Senza categoria

Auguri ad Antimafia duemila

26 marzo, 2010
Commenti disabilitati

Da antimafiaduemila.com – 25 marzo 2010

L’utopia di continuare. 10° anniversario della nascita di ANTIMAFIADuemila

di Giorgio Bongiovanni

Quando presentammo a Palermo il primo numero di ANTIMAFIADuemila avevamo ben chiaro il cammino che ci si presentava dinnanzi.

Si trattava di un appuntamento rimandato l’indomani delle stragi del ‘92.

Avevamo ancora negli occhi l’orrore di Capaci e di via d’Amelio. E soprattutto sentivamo la responsabilità di aver delegato alla magistratura e alle forze dell’ordine una battaglia di civiltà che in realtà appartiene ad ogni cittadino onesto.

Il 25 marzo del 2000 nasceva così questa nuova realtà editoriale frutto di anni di studio e di ricerca sul fenomeno mafioso. La spinta interiore che animava ed anima questo gruppo di amici e colleghi andava oltre ogni ragionamento logico legato a possibilità e mezzi per realizzare una simile iniziativa. L’aspetto spirituale che ha caratterizzato la nostra decisione ci ha fortificato nei momenti più duri che sarebbero venuti. Si era di fronte ad una scelta. Un dovere morale. E andava fatto.

Il primo editoriale titolava “Non è utopia”. Racchiudeva l’essenza della decisione di fare la nostra parte. Ma soprattutto sintetizzava la futura linea editoriale del giornale: la denuncia e la memoria. La denuncia delle collusioni della politica, dell’alta finanza, di pezzi delle istituzioni con Cosa Nostra. Ma anche la memoria di tutto quello che ha rappresentato e rappresenta la mafia con le sue connessioni criminali da oltre 200 anni. E di chi la mafia l’aveva combattuta in tutti questi anni arrivando fino all’estremo sacrificio.

Fin dal primo numero abbiamo chiarito che il nostro intento era ed è quello di contribuire al raggiungimento della verità sulle stragi del biennio ‘92/’93. Solo facendo luce sui “mandanti esterni” a Cosa Nostra nelle cosiddette “stragi di Stato” potremo risorgere dalle ceneri di una seconda Repubblica fondata sul sangue di Falcone e Borsellino. E solamente arrivando a queste verità scomode potremo auspicare ad una vera democrazia libera dall’oppressione mafiosa.

Un’utopia?

Non per noi. E nemmeno per tutti coloro che continuano a credere che oltre l’imbarbarimento della razza umana sia possibile scorgere una rinascita. Per i credenti l’unica via di salvezza è rappresentata dal Cristo e dalla promessa del suo ritorno. Per i non credenti la possibilità che una parte della civiltà possa comunque risalire dal fondo nel quale è precipitata non è mai utopistica.

Scienziati e ricercatori definiscono il nostro pianeta “al collasso”, privato sempre di più delle sue energie vitali a causa dell’abuso dei suoi abitanti, ma “l’utopia” di riuscire a invertire questa escalation si fa faticosamente spazio in quella parte di umanità che non intende arrendersi al peggio.

Al di là di delle teorie che per secoli hanno diviso l’uomo sono sempre i fatti quelli che qualificano l’integrità di un essere umano. L’esempio di uomini e donne che in questa battaglia contro la mafia hanno sacrificato la propria vita nella consapevolezza dei rischi che correvano resta uno dei nostri punti di riferimento. Ed è anche per un dovere morale nei loro confronti che proseguiremo il nostro lavoro.

Questi primi 10 anni di ANTIMAFIADuemila sono stati segnati da vittorie straordinarie delle forze dell’ordine e della magistratura sul versante dell’arresto di pericolosissimi latitanti. Anni di importanti sentenze di condanna per quei politici collusi con Cosa Nostra. Ma anche anni di vergognose assoluzioni cariche di elementi infamanti per il politico di turno. Assoluzioni strumentalizzate ad arte da molti media. Quegli stessi asserviti ad un Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, su cui pesa il macigno della contiguità all’ala stragista di Cosa Nostra attraverso il suo braccio destro, il senatore Marcello Dell’Utri, già condannato in I° grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Un Premier che nei suoi deliri di onnipotenza ha sfornato un’infinità di leggi ad personam per sfuggire alla giustizia. Che si è gettato a testa bassa contro i magistrati riportando pericolosamente le lancette indietro di 18 anni.

Di fronte a questo scempio della democrazia e della giustizia non è più consentito restare inermi.

In virtù di un sistema di informazione che, salvo rare eccezioni, è il peggior complice di una parte consistente della società indifferente e colpevole, non resta quindi che continuare.

Continuare a lottare e a resistere, così come grida da anni Salvatore Borsellino.

Continuare a sostenere quei magistrati che al di là dei vergognosi attacchi che ricevono si ostinano a cercare la verità per rendere giustizia a coloro che sono morti nel nome di una “trattativa” tra Stato e mafia.

Continuare a sostenere la richiesta di giustizia di tutti i familiari delle vittime delle mafie.

Continuare ognuno con il proprio impegno per migliorare questa società e per restituire un futuro alle nuove generazioni.

Da parte nostra proseguiremo a fare il nostro dovere attraverso il giornale cartaceo e attraverso il quotidiano on line del nostro sito Internet.

Continueremo con la stessa identica determinazione, serietà e passione di 10 anni fa. Ma con una maggiore coscienza e consapevolezza del nostro lavoro e della sua funzione all’interno di una richiesta di verità e giustizia che appartiene a ogni società in via di evoluzione.

Il nostro più profondo ringraziamento va a tutti coloro che fin da subito hanno creduto in noi e a tutti i lettori che con il loro entusiasmo ci sostengono. Le difficoltà che abbiamo affrontato e che affrontiamo giorno dopo giorno non ci hanno fermato e non ci fermeranno.

In tempi bui come quelli che viviamo il ruolo dell’informazione libera sarà sempre più fondamentale per raccontare i fatti, per smascherare la menzogna, per dire sempre e comunque la verità. A qualunque costo.

Ed è quello che faremo.

Giorgio Bongiovanni – Direttore ANTIMAFIADuemila

Senza categoria

Acqua nostra e democrazia

20 marzo, 2010
Commenti disabilitati

- di Luigi de Magistris -

Si scrive acqua ma si legge democrazia. Lo si scrive oggi, ma lo si leggerà soprattutto nel futuro, perché il controllo dell’acqua rischia di essere la nuova frontiera di scontro tra i popoli, oltre che una ferita che potrebbe aprirsi nel nostro tessuto sociale. Il nesso acqua-democrazia è alla base della manifestazione che sabato si terrà a Roma in sostegno della giornata nazionale che lancia il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, promossa dal Forum italiano dei movimenti e che vede coinvolti partiti politici, amministrazioni locali e associazioni. L’acqua è un diritto fondamentale che non deve essere barattato e che non deve esser considerato una merce, rischiando di trasformarsi di conseguenza in un privilegio da concedere al migliore offerente. Purtroppo il destino dell’ “oro blu” sembra segnato dalle scelte del Governo, le cui azioni vanno proprio in direzione di una sua privatizzazione e di una sua riduzione a merce, esposta all’attenzione rapace delle lobby e delle società. Per questo è necessaria una mobilitazione pacifica ma convinta verso questa sottrazione indebita di un bene comune, che vede un diritto -come è stato appunto sancito dall’Onu e dall’Ue- svenduto agli interessi speculativi, figli di un intreccio ingiusto tra alcune amministrazioni politiche e multi utility, che non esclude il ruolo delle mafie. Un legame a doppio filo, fatto di concessioni rilasciate in cambio di posti di lavoro da gestire a proprio vantaggio per pilotare bacini di voto e controllare il territorio. L’acqua significa oggi appalti da miliardi di euro che sono, soprattutto nel Sud, al centro dell’interesse criminale nella potabilizzazione e depurazione, nella realizzazione delle reti idriche, nelle convenzioni con le multinazionali predatorie. Smarrito l’obiettivo del bene comune, è stata inoltre abbracciata la logica predatoria del profitto e le municipalizzate sono diventate Spa sotto dittatura delle leggi del mercato. Speculare sull’acqua, distruggere il principio che la vuole di tutti e che la indica come diritto fondamentale, è una manovra che neanche il liberismo più accecato e selvaggio ha potuto compiere a volto scoperto. Non potevano infatti dirci che avrebbero privatizzato l’acqua, così ci hanno raccontato che ne avrebbero “solo” ceduto la gestione ai privati, regalando lo status di monopolio de facto alle aziende. Il decreto legge, con cui a novembre il Governo ha emanato una riforma dei servizi pubblici locali in merito alla gestione dell’acqua, dell’energia e dei rifiuti urbani, consente in maniera più massiccia la partecipazione dei privati nell’erogazione di questi servizi. Approvato con l’ennesimo blitz della fiducia, si pone fine alla proprietà collettiva dell’acqua e la gestione della sua distribuzione è sottratta alle mani del servizio pubblico, dando a questo bene una rilevanza economica che appunto lo espone alla speculazione e alla rapacità privata. Importantissima sarà allora la raccolta di firme per il referendum contro le norme che stanno portando alla privatizzazione e che vogliono ridurre l’acqua a “cosa” per pochi e da pochi gestita, distruggendo un diritto e un bene che è nostro. Nessuno escluso. Appuntamento in piazza della Repubblica, a Roma, alle ore 14.

Manifestazione nazionale a Roma Per la ripubblicizzazione dell’acqua, per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa

Comitato promotore: Forum italiano dei movimenti per l’acqua – www.acquabenecomune.org

Senza categoria