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	<title>altrabenevento &#187; Amministrazione Pepe</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Caccia alle impronte digitali sulle lettere quasi anonime recapitate anche al presidente di Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 06:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA["Città Tranquilla"]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Lettere quasi anonime]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="1059" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="penna-e-calamaio" title="penna-e-calamaio" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10249" title="penna-e-calamaio" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a>Da Il Sannio quotidiano del 6 giugno 2013

<strong> Lettere anonime, un perito cercherà le impronte di Mosè Principe</strong>
Ieri udienza dinanzi al gip per l’inchiesta aperta sulle missive di stampo estorsivo recapitate a Pepe, Del Basso De Caro, Abbate e Corona
Tutte sono firmate dall’ex assessore della prima giunta Pepe che è l’unico indagato: al momento però si trova a Santo Domingo

E’ una vicenda di giudiziaria ma sa tanto di romanzo giallo condito con qualche piccolo episodio grottesco; la storia è quella del famoso valzer di lettere anonime dentro e fuori Palazzo Mosti. Il contenuto: messaggi estorsivi. I destinatari: per lo più imprenditori, politici locali, amministratori, fatta eccezione per il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona. Una storia che è approdata sulle pagine de Il Sannio Quotidiano la scorsa estate quando proprio Corona denunciò pubblicamente di aver ricevuto la lettera. Un episodio che ha dato il là. Altre persone si sono riconosciute come destinatari di un messaggio dello stesso stampo e hanno consegnato, come già aveva fatto il presidente di Altrabenevento, la missiva incriminata alla polizia. Di lì l’indagine che si è concentrata solo su sei delle tantissime lettere inviate dall’estate dello scorso anno fino ad alcuni mesi fa, una delle quali consegnata da Corona nelle mani della polizia senza essere aperta. Nel fascicolo, di cui si occupa il magistrato Antonio Clemente, c’è una persona iscritta in qualità di indagato, è l’ex assessore ed ex presidente dell’Amts Claudio Mosè Principe, accusato di essere ‘l’autore’ delle lettere e quindi il colpevole della tentata estorsione ai danni del sindaco Fausto Pepe, dell’assessore Gino Abbate e del deputato Pd Umberto Del Basso De Caro. E ovviamente autore anche della lettera inviata a Corona di cui non si conosce il contenuto ma che sarà utilizzata per rilevare eventuali impronte.

In merito, ieri, dinanzi al gip Flavio Cusani, si è svolta un’udienza nel corso della quale si sono costituiti il primo cittadino Fausto Pepe e Gabriele Corona con i rispettivi avvocati Rando e Gagliotti. Non c’era Claudio Mosè Principe che si trova a Santo Domingo. Per lui c’era però il legale di fiducia, l’avvocato Italo Palumbo. Nel corso dell’udienza si è dato incarico ad un agente della polizia scientifica di Roma di cercare eventuali tracce sulla lettera consegnata intonsa in Questura. A tal proposito dovranno essere rilevate anche le impronte dell’indagato che però al momento è a Santo Domingo. Se non dovesse tornare entro un mese si procederà allora a rilevarle direttamente lì ai caraibi per poi confrontarle con quelle che saranno eventualmente rinvenute sulla lettera.

Va ricordato che le missive fanno parte di un giro di spedizioni che si è interrotto solo per qualche mese e che poi era ripreso coinvolgendo tantissime persone e incatenando mittenti e destinatari. Questi ultimi venivano utilizzati come mittenti sulle buste da recapitate agli altri. Un intreccio dal quale sono state tirate fuori le sei missive finite sul tavolo di Clemente e che sono tutte firmate da Claudio Mosè Principe che per questo e per altri elementi ancora non noti è stato iscritto nel registro degli indagati.

***************************

Da Ottopagine del 06-06-2013

<strong>Comune, indagato ex assessore . Lettere anonime contro Pepe e Del Basso De Caro, ipotesi di calunnia per Claudio Mosè Principe</strong>

Benevento – Lui, l’indagato, è attualmente a Santo Domingo. In vacanza. L’ha spiegato il difensore – l’avvocato Italo Palumbo –, assicurando che, se entro un mese non farà ritorno a Benevento, il suo assistito -l’ex assessore comunale Claudio Mosè Principe – si recherà presso l’ambasciata italiana a Santo Domingo per consentire che gli vengano prese le impronte digitali e palmari, che potrebbero poi essere trasmesse. Quelle impronte sono infatti assolutamente indispensabili al perito Luigi Bisogno, ex della Scientifica di Napoli, al quale il gip Flavio Cusani ha affidato l’incarico di verificare se siano o meno tra quelle che rileverà su alcune lettere anonime, di forte stampo denigratorio, spedite al sindaco Fausto Pepe, all’avvocato Umberto Del Basso De Caro, al dottore Gino Abbate e a Gabriele Corona, di Altrabenevento. Missive spedite a mezzo posta tra giugno e novembre del 2012, nelle quali erano presenti contenuti offensivi nei confronti dei destinatari, e non solo, e richieste di denaro (2-300mila euro) che Pepe e Del Basso De Caro avrebbero dovuto sborsare, secondo il ‘corvo’, per evitare chissà quali fantomatiche rivelazioni sul loro conto. Una situazione finita al centro di un’indagine diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dalla Digos, nella quale è stato chiamato in causa Claudio Mosè Principe, ritenuto il presunto autore delle lettere. A suo carico un’ipotesi di reato di calunnia, respinta dall’interessato. Al punto che il suo legale, sicuro di poterne dimostrare la completà estraneità alla vicenda, ha chiesto l’incidente probatorio (è la fase che consente la formazione della prova prima del dibattimento ndr) che si è tenuto ieri mattina dinanzi al giudice Cusani. Un’udienza alla quale hanno preso parte anche gli avvocati Sergio Rando, per Pepe, e Nunzio Gagliotti, per Corona, nel corso della quale il gip ha disposto che i rilievi del perito riguardino sia le lettere che sono state aperte, e dunque toccate da più persone, sia altre due (una indirizzata a Corona, l’altra a Pepe) che non avevano subito la stessa sorte. Due lettere che lo specialista non ha però potuto acquisire perchè allo stato non sono state reperite. Già fissato l’inizio delle operazioni, alle quali potrebbe partecipare un consulente indicato da Principe. Da Santo Domingo o da Benevento?

NOTIZIE COLLEGATE:

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9547">Lettere anonime per diffamare il magistrato Antonio Clemente e intimidire Altrabenevento.</a>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10186">Lettere non tanto anonime per estorcere soldi a politici ed impreditori, diffamando altrabenevento.</a>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10186"> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="1059" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="penna-e-calamaio" title="penna-e-calamaio" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10249" title="penna-e-calamaio" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/penna-e-calamaio-300x264.jpg" alt="" width="300" height="264" /></a>Da Il Sannio quotidiano del 6 giugno 2013

<strong> Lettere anonime, un perito cercherà le impronte di Mosè Principe</strong>
Ieri udienza dinanzi al gip per l’inchiesta aperta sulle missive di stampo estorsivo recapitate a Pepe, Del Basso De Caro, Abbate e Corona
Tutte sono firmate dall’ex assessore della prima giunta Pepe che è l’unico indagato: al momento però si trova a Santo Domingo

E’ una vicenda di giudiziaria ma sa tanto di romanzo giallo condito con qualche piccolo episodio grottesco; la storia è quella del famoso valzer di lettere anonime dentro e fuori Palazzo Mosti. Il contenuto: messaggi estorsivi. I destinatari: per lo più imprenditori, politici locali, amministratori, fatta eccezione per il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona. Una storia che è approdata sulle pagine de Il Sannio Quotidiano la scorsa estate quando proprio Corona denunciò pubblicamente di aver ricevuto la lettera. Un episodio che ha dato il là. Altre persone si sono riconosciute come destinatari di un messaggio dello stesso stampo e hanno consegnato, come già aveva fatto il presidente di Altrabenevento, la missiva incriminata alla polizia. Di lì l’indagine che si è concentrata solo su sei delle tantissime lettere inviate dall’estate dello scorso anno fino ad alcuni mesi fa, una delle quali consegnata da Corona nelle mani della polizia senza essere aperta. Nel fascicolo, di cui si occupa il magistrato Antonio Clemente, c’è una persona iscritta in qualità di indagato, è l’ex assessore ed ex presidente dell’Amts Claudio Mosè Principe, accusato di essere ‘l’autore’ delle lettere e quindi il colpevole della tentata estorsione ai danni del sindaco Fausto Pepe, dell’assessore Gino Abbate e del deputato Pd Umberto Del Basso De Caro. E ovviamente autore anche della lettera inviata a Corona di cui non si conosce il contenuto ma che sarà utilizzata per rilevare eventuali impronte.

In merito, ieri, dinanzi al gip Flavio Cusani, si è svolta un’udienza nel corso della quale si sono costituiti il primo cittadino Fausto Pepe e Gabriele Corona con i rispettivi avvocati Rando e Gagliotti. Non c’era Claudio Mosè Principe che si trova a Santo Domingo. Per lui c’era però il legale di fiducia, l’avvocato Italo Palumbo. Nel corso dell’udienza si è dato incarico ad un agente della polizia scientifica di Roma di cercare eventuali tracce sulla lettera consegnata intonsa in Questura. A tal proposito dovranno essere rilevate anche le impronte dell’indagato che però al momento è a Santo Domingo. Se non dovesse tornare entro un mese si procederà allora a rilevarle direttamente lì ai caraibi per poi confrontarle con quelle che saranno eventualmente rinvenute sulla lettera.

Va ricordato che le missive fanno parte di un giro di spedizioni che si è interrotto solo per qualche mese e che poi era ripreso coinvolgendo tantissime persone e incatenando mittenti e destinatari. Questi ultimi venivano utilizzati come mittenti sulle buste da recapitate agli altri. Un intreccio dal quale sono state tirate fuori le sei missive finite sul tavolo di Clemente e che sono tutte firmate da Claudio Mosè Principe che per questo e per altri elementi ancora non noti è stato iscritto nel registro degli indagati.

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Da Ottopagine del 06-06-2013

<strong>Comune, indagato ex assessore . Lettere anonime contro Pepe e Del Basso De Caro, ipotesi di calunnia per Claudio Mosè Principe</strong>

Benevento – Lui, l’indagato, è attualmente a Santo Domingo. In vacanza. L’ha spiegato il difensore – l’avvocato Italo Palumbo –, assicurando che, se entro un mese non farà ritorno a Benevento, il suo assistito -l’ex assessore comunale Claudio Mosè Principe – si recherà presso l’ambasciata italiana a Santo Domingo per consentire che gli vengano prese le impronte digitali e palmari, che potrebbero poi essere trasmesse. Quelle impronte sono infatti assolutamente indispensabili al perito Luigi Bisogno, ex della Scientifica di Napoli, al quale il gip Flavio Cusani ha affidato l’incarico di verificare se siano o meno tra quelle che rileverà su alcune lettere anonime, di forte stampo denigratorio, spedite al sindaco Fausto Pepe, all’avvocato Umberto Del Basso De Caro, al dottore Gino Abbate e a Gabriele Corona, di Altrabenevento. Missive spedite a mezzo posta tra giugno e novembre del 2012, nelle quali erano presenti contenuti offensivi nei confronti dei destinatari, e non solo, e richieste di denaro (2-300mila euro) che Pepe e Del Basso De Caro avrebbero dovuto sborsare, secondo il ‘corvo’, per evitare chissà quali fantomatiche rivelazioni sul loro conto. Una situazione finita al centro di un’indagine diretta dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotta dalla Digos, nella quale è stato chiamato in causa Claudio Mosè Principe, ritenuto il presunto autore delle lettere. A suo carico un’ipotesi di reato di calunnia, respinta dall’interessato. Al punto che il suo legale, sicuro di poterne dimostrare la completà estraneità alla vicenda, ha chiesto l’incidente probatorio (è la fase che consente la formazione della prova prima del dibattimento ndr) che si è tenuto ieri mattina dinanzi al giudice Cusani. Un’udienza alla quale hanno preso parte anche gli avvocati Sergio Rando, per Pepe, e Nunzio Gagliotti, per Corona, nel corso della quale il gip ha disposto che i rilievi del perito riguardino sia le lettere che sono state aperte, e dunque toccate da più persone, sia altre due (una indirizzata a Corona, l’altra a Pepe) che non avevano subito la stessa sorte. Due lettere che lo specialista non ha però potuto acquisire perchè allo stato non sono state reperite. Già fissato l’inizio delle operazioni, alle quali potrebbe partecipare un consulente indicato da Principe. Da Santo Domingo o da Benevento?

NOTIZIE COLLEGATE:

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<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10186">Lettere non tanto anonime per estorcere soldi a politici ed impreditori, diffamando altrabenevento.</a>

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10186"> </a>]]></content:encoded>
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		<title>La bufala della &#8220;casa di San Gennaro&#8221;, quanto è costata ai beneventani ?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 17:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[casa di San Gennaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il comunicato di Gigi la Monaca, le smentite di don Mario Iadanza e il commento di Altrabenevento. Il comunicato del presidente di Ekoclub del 19 agosto Correva l’anno 2005 e, sulle inferriate della finestra di una piccola casa, ubicata al Rione Triggio di Benevento (nella foto), figurava un cartello con la scritta vendesi. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/casa-san_gennaro.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-9580" title="casa san_gennaro" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/casa-san_gennaro.bmp" alt="" /></a>Dopo il comunicato di Gigi la Monaca, le smentite di don Mario Iadanza e il commento di Altrabenevento.</p>
<p>Il comunicato del presidente di Ekoclub del 19 agosto</p>
<p>Correva l’anno 2005 e, sulle inferriate della finestra di una piccola casa, ubicata al Rione Triggio di Benevento (nella foto), figurava un cartello con la scritta vendesi. Il Presidente Provinciale di Ekoclub International, <strong>Luigi La Monaca, costatò che la casa in vendita era l’abitazione dove era vissuto San Gennaro e, con molta probabilità, la casa che ha avrebbe dato i natali a uno dei santi più venerati d’Italia.</strong> Immediatamente Ekoclub avvertì il Comune di Benevento di quello che stava per accadere e, l’allora Sindaco D’Alessandro, fece in modo che la casa divenisse proprietà dell’Ente da lui presieduto</p>
<p><strong>San Gennaro nacque a Benevento nel settembre del 305 D. C. fu vescovo e martire, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.</strong></p>
<p>Il nome Gennaro è molto diffuso nel Meridione e risale al latino &#8220;Ianuarius&#8221; che significa &#8220;consacrato al dio Giano&#8221; ed era in genere attribuito ai bambini nati in gennaio (Ianuarius), mese sacro al dio.</p>
<p>In realtà, poiché San Gennaro appartenne alla gens Ianuaria, non era il suo nome, che secondo la tradizione era Procolo, ma il gentilizio corrispondente e cioè il cognome.</p>
<p>San Gennaro, nacque povero da genitori poveri e ancora bambino, rimase orfano di madre. Il padre, passato a seconde nozze a causa della povertà, mandò il figlio, sebbene in tenera età, a fare il guardiano di porci. Il ragazzo conobbe un Eremita e cominciò a frequentarlo, recandosi da lui per essere istruito. A questo punto nella vita del Santo troviamo un vuoto incolmabile, tant’è che, allontanandosi dal luogo natio, lo ritroviamo Vescovo di Benevento e quindi martire a Pozzuoli.</p>
<p>Fatta questa piccola introduzione e biografia del Santo, Ekoclub International si chiede come mai l’abitazione di San Gennaro e la sua vita beneventana non sono prese in considerazione da chi dovrebbe valorizzare i luoghi di culto di Benevento? Con investimenti irrisori l’abitazione, ormai di proprietà del Comune di Benevento, potrebbe essere pulita e resa fruibile al pubblico, arredata con mobili d’epoca con all’interno l’interessante e affascinate storia del Santo descritta con le moderne tecniche informatiche. Negli ultimi tempi, si sono avuti incontri tra amministratori sanniti e, in particolar modo, tra quelli beneventani e di Pietrelcina, per la valorizzazione, anche, del turismo religioso. Luigi la Monaca è certo che, Benevento e la casa di San Gennaro, non hanno nulla da invidiare all&#8217;affascinante storia del santo dalle Stimmate di Pietrelcina. Basterebbe solo un po’ di buona volontà e un investimento minimo, se confrontato a quanto si spende per altre manifestazioni e, quella zona, semi abbandonata della città, potrebbe diventare un luogo di culto religioso e, perché no, anche una fone di sviluppo economico per la città di Benevento.</p>
<p>**********************</p>
<p>Da Ottopagine del 20 agosto 2012</p>
<p><strong>Bufala o scoperta storica eccezionale. L&#8217;infinita disputa sulla casa di san Gennaro.<span id="more-9579"></span></strong></p>
<p>di Cristiano Vella</p>
<p>Miracoli, scoperte epocali o bufale clamorose. Ogni discussione sui santi e sugli elementi che riguardano la loro storia spesso si basa su queste componenti, con le diverse tesi che raggruppano schiere di sostenitori. Non fa differenza il caso dell’origine di San Gennaro, alimentata anche e soprattutto dall’assenza di fonti e di documenti certi, che produce la più classica delle diatribe ‘campanilistiche’, con ognuno che, ovviamente, tira l’acqua al proprio mulino. C’è chi vuole un San Gennaro di nascita napoletana, chi lo vuole calabrese di Caroniti, in provincia di Vibo Valentia, e chi lo vuole nato a Benevento, città in cui fu vescovo. Ovviamente è pressochè impossibile stabilire la verità, poiché, come detto le fonti sono poche, così come i documenti, visto che il terzo o quarto secolo, periodo in cui è vissuto il santo, non sono proprio dietro l’angolo. Tra i sostenitori dei natali sanniti di San Gennaro c’è sicuramente Gigi La Monaca, presidente dell’Ekoclub International di Benevento, che spiega come egli stesso abbia contribuito a sensibilizzare le istituzioni in tal senso: «Correva l’anno 2005 e, sulle inferriate della finestra di una piccola casa, ubicata al Rione Triggio di Benevento (nella foto), figurava un cartello con la scritta vendesi. Il Presidente Provinciale di Ekoclub International, Luigi La Monaca, costatò che la casa in vendita era l’abitazione dove era vissuto San Gennaro e, con molta probabilità, la casa che ha avrebbe dato i natali a uno dei santi più venerati d’Italia. Immediatamente Ekoclub avvertì il Comune di Benevento di quello che stava per accadere e, l’allora Sindaco D’Alessandro, fece in modo che la casa divenisse proprietà dell’Ente da lui presieduto». E in effetti nel periodo in questione, sulla casa di cui parla La Monaca comparve un cartello di un agenzia immobiliare che pubblicizzava l’imperdibile occasione, visto che recitava «Vendesi casa di San Gennaro». Ovviamente i potenziali gli acquirenti furono molti, ma alla fine del maggio 2006 l’immobile fu acquisito a patrimonio comunale, nel periodo in cui era sindaco Sandro D’Alessandro, utilizzando i fondi del progetto integrato “Benevento: il futuro nella Storia”. E allo stato l’immobile è ancora patrimonio comunale, sebbene le condizioni, come peraltro segnalato dallo stesso La Monaca nel suo comunicato, non siano proprio il massimo per una dimora che ha dato i natali a un santo così importante: la zona è alquanto sporca, e, proprio davanti all’abitazione, vera o presunta tale, riposa un clochard su dei cartoni. Ma questo è l’ultimo dei problemi, gli umili nel terzo, quarto o ventunesimo secolo, sarebbero stati di sicuro simpatici a San Gennaro. La questione, in ogni caso, è stata sempre spinosa anche per la chiesa stessa: sembra, ad esempio, che forti furono le pressioni su Papa Orsini, nel 1600 per riconoscere la «beneventanità» di San Gennaro, ma la cosa non appassionò mai Benedetto, e il mistero, e la disputa continuano.</p>
<p>**********************************</p>
<p>Ottopagine del 21 agosto 2012</p>
<p><strong>Don Mario Iadanza: &#8220;Ipotesi senza fondamento. Inutile fare commenti&#8221;</strong></p>
<p><strong>Non appassiona nemmeno la Curia di Benevento la questione della casa di San Gennaro</strong>. Possibilisti, in parte, sulle eventuali origini sannite dal santo, infatti, don Mario Iadanza, direttore dell’Ufficio per la Cultura e i Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Benevento dichiara: «Bisogna studiare, in ogni caso quella delle origini di San Gennaro è una questione dibattuta già da moltissimo tempo. Nel seicento o settecento, ad esempio, ci fu una querelle tra studiosi, ma erano questioni in voga a quei tempi: allora si litigava per le origini dei santi, oggi lo si fa per via del pallone». A meno di clamorose scoperte, però, si rimarrà col dubbio ancora per molto, e forse per sempre, secondo don Mario Iadanza: «Il problema delle origini di San Gennaro è pressoché inestricabile, manca la documentazione e sappiamo davvero pochissimo. Tuttavia, a far propendere per una eventuale origine beneventana di San Gennaro ci sono due elementi: il primo è che la gens Ianuaria era molto diffusa, all’epoca, nella zona, il secondo è che nel III e IV secolo c’era l’uso nella chiesa di scegliere i vescovi, e giacché San Gennaro fu poi vescovo di Benevento potrebbe essere che la sua elezione fosse stata decisa dal clero locale. Questo potrebbe far pendere la bilancia dalla parte delle origini sannite di San Gennaro, ma ripeto, le fonti sono poche, e oltre alle ipotesi non si può andare». <strong>Nessun commento, o quasi, invece, riguardo all’eventualità che la casa in zona Triggio fosse davvero quella in cui è nato San Gennaro: «E’ una questione assolutamente opinabile, quasi totalmente priva di fondamento. Ma non voglio soffermarmi su questo argomento: è un po’ come per le sagre di paese, ci si vanta delle origini di questo o quel prodotto tipico quando magari quella sagra ha avuto origine solo qualche anno prima».</strong></p>
<p>******************</p>
<p>Il commento di Altrabenevento del 22 agosto 2012 a Ottopagine</p>
<p>Il presidente di Ekoclub Benevento, Luigi La Monaca, con una dichiarazione netta e senza tentennamenti, sostiene di avere accertato che San Gennaro è nato sicuramente a Benevento e che la casa dove ha visto la luce o dove ha vissuto è quella acquistata dal Comune di Benevento nel 2006 nel quartiere triggio.</p>
<p>La dichiarazione di La Monaca è davvero sorprendente perché per diverse volte nella storia qualcuno ha provato a sostenere questa tesi ma senza riuscire a dimostrarla. Neppure Papa Orsini pressato dalla curia locale, sostenne che il santo fosse nato a Benevento, pur essendo stato vescovo di questa città. Come ricorda don Mario Iadanza, dalle colonne di Ottopagine, con la onestà intellettuale che lo caratterizza, si potrebbe ipotizzare che San Gennaro fosse beneventano per il suo nome, ma nessuno lo ha mai provato. Di sicuro, sostiene don Mario, non si può neppure ipotizzare lontanamente che la sua casa natale o quella dove ha abitato, sia il rudere acquistato dal Comune nella omonima via sotto i pontili longobardi vicino piazza Cardinale Pacca (piazza Santa Maria).</p>
<p><strong>Infatti, San Gennaro è vissuto tra il 200 e il 300 dopo Cristo, ma le strutture della casa alla quale si riferisce La Monaca, risalgono al secolo XVIII (1700). In quei locali non si trovano neppure i materiali di spoglio, cioè colonne e capitelli romani, che invece sono incastonati nei pontili e nell’atrio dell’abitazione vicina che comunque risalgono a diversi secoli dopo il periodo in cui San Gennaro è vissuto in città. Forse in un solo locale in quella zona, si trova un soffitto che potrebbe far pensare ad una vecchia struttura romana, come si legge in uno studio di Marcello Rotili, ma è ben lontano dalla casa acquistata dal Comune.</strong></p>
<p>Ed invece, Luigi La Monaca con il comunicato inviato alla stampa qualche giorno fa afferma che <strong>“San Gennaro nacque a Benevento nel settembre del 305 D. C. fu vescovo e martire, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica”.</strong></p>
<p><strong>Sostiene pure di avere addirittura individuato nel 2005 la casa dove il santo sarebbe nato e di aver convinto l’ex sindaco Sandro D’Alessandro ad acquistarla.</strong></p>
<p>In verità il primo articolo su questo argomento a firma Gigi La Monaca, risale al 5 aprile del 2004 e fu pubblicato sul sito della sua emittente, Radio Città. Allora egli scriveva: <em>“Molte persone non sono a conoscenza delle origini sannite di San Gennaro; il Santo, famoso per il miracolo della liquefazione del suo sangue, nacque a Benevento intorno al 265 D.C. (e quindi non più nel 305 come adesso afferma) e fu ucciso, durante la persecuzione di Diocleziano, presso la solfatara di Pozzuoli dove gli fu tagliata la testa. Ancora oggi, nel rione Triggio di Benevento, è possibile visionare la casa che ospitò il Santo…. La casa è rimasta in piedi nonostante i tanti terremoti che hanno colpito Benevento e le guerre mondiali che hanno devastato, con innumerevoli bombardamenti, il capoluogo sannita.”</em></p>
<p><strong>Negli stessi giorni l’agenzia Tecnocasa annunciava la vendita di quel rudere, definito “casa di San Gennaro”, per 103.000 euro.</strong></p>
<p>Qualche mese dopo, a luglio, il sindaco<strong> Sandro D’Alessandro</strong> ad una giornalista del Corriere del Mezzogiorno che gli domandava, come Gigi La Monaca, perché mai l’Ente non avesse pensato di acquistarla, così rispondeva<strong><em> “Non ne sapevo nulla. Ci lasci riflettere, ne voglio discutere con la Giunta. Non si può dare una risposta così. Bisogna valutare tante cose: innanzitutto verificare bene se quella di cui stiamo parlando sia veramente la casa natale di San Gennaro o meno. Sinceramente ho delle perplessità. Sono passati secoli e secoli, ammesso che il santo fosse nato lì, sarebbe rimasto ben poco della casa originale”</em></strong></p>
<p>Era giustamente perplesso l’ex sindaco che però, due anni dopo, esattamente il 24 maggio del 2006, nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del suo mandato, annunciò con un comunicato ufficiale che <strong>“Il Comune acquista la casa di san Gennaro. Sarà ristrutturata con i fondi del progetto Benevento: il futuro nella Storia”.</strong></p>
<p>La Monaca sostiene, dopo sei anni, che fu lui a convincere D’Alessandro, ma adesso ci deve dire pure come fece. Come “accertò” che San Gennaro è nato a Benevento? Come e da chi aveva saputo con certezza che proprio quella era la casa del santo? Chi era il proprietario di quel rudere e quanto è costato alle casse comunali il suo acquisto?</p>
<p>Il presidente– Gabriele Corona</p>
<p>Data: 2012-08-19</p>
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		<title>Sul mancato funzionamento della videosorveglianza dell&#8217;Arco di Traiano, breve scambio di battute tra Sanniopress e Altrabenevento.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 21:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comune emette un comunicato stampa per giustificare, con argomenti fantasiosi, il mancato funzionamento del costosissimo sistema di videosorveglianza dell&#8217;Arco di Traiano. Altrabenevento contesta le dichiarazioni dell&#8217;Ente e nella discussione si inserisce Sanniopress. Ecco il botta e risposta tra Billy Nuzzolillo e Gabriele Corona. ******************************* Il commento di Billy Nuzzolillo Ben conosciamo il coraggio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/webcamarco-neve.jpg"><img class="size-medium wp-image-9103 alignleft" title="webcamarco-neve" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/webcamarco-neve-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Comune emette <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9094://">un comunicato stampa per giustificare, con argomenti fantasiosi, il mancato funzionamento del costosissimo sistema di videosorveglianza dell&#8217;Arco di Traiano</a>. Altrabenevento contesta le dichiarazioni dell&#8217;Ente e nella discussione si inserisce Sanniopress. Ecco il botta e risposta tra Billy Nuzzolillo e Gabriele Corona.</p>
<p>*******************************</p>
<p><strong>Il commento di Billy Nuzzolillo</strong></p>
<p>Ben conosciamo il coraggio e la capacità comunicativa del presidente dell’associazione Altrabenevento, Gabriele Corona, di cui non a caso ospitiamo numerosissimi interventi. In questo caso, però, ci permettiamo di fare alcune osservazioni:</p>
<p>- leggendo la sua dichiarazione si ha l’impressione che il progetto riguardi esclusivamente l’Arco di Traiano mentre, come si evince anche dalla precisazione diramata del Comune, il progetto di ricerca finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca nasce ben prima dell’adesione dell’ente e, soprattutto, ha finalità molto più ampie rispetto alla messa in sicurezza di uno dei maggiori monumenti della città;</p>
<p>- aldilà delle eventuali responsabilità del Comune relativamente all’attuazione del protocollo d’intesa, c’è un dato che a nostro avviso merita maggiore attenzione, e cioè il fatto che all’interno della facoltà di Ingegneria dell’Università del Sannio sono nati un progetto e una spin off che hanno destato l’attenzione del ministero dell’Università e della Ricerca e di un’azienda israeliana (paese che, com’è noto, punta moltissimo sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica in materia di sicurezza);</p>
<p>- inoltre, la società spin off Kes – è bene ricordarlo – nel progetto ha investito 450.000,00 euro;</p>
<p>il tutto in un contesto storico in cui si operano drammatici tagli dei fondi destinati alla ricerca e si assiste alla fuga di cervelli all’estero. Non è, quindi, poca cosa e tanto meno si può trascurare questo aspetto solo per mere ragioni di legittima polemica politica, alimentata forse anche da banali gelosie accademiche. (billy nuzzolillo)</p>
<p>*********************************</p>
<p><strong>La risposta di Gabriele Corona</strong></p>
<p>Caro Billy, ti sbagli: la provocazione di Altrabenevento per denunciare la mancata attivazione del servizio di tutela dell’Arco di Traiano non è “alimentata da banali gelosie accademiche”. Nessuno di noi lavora all’Università, né abbiamo ricevuto informazioni da ambienti accademici. Dispiace che proprio tu, che ci conosci bene, utilizzi il vecchio sistema della allusione per adombrare possibili inconfessabili motivazioni, quando si vuole distogliere l’attenzione dal fatto denunciato. Non è da te e contraddice palesemente la tua brillante attività giornalistica alla ricerca della verità.</p>
<p>Colpisce, inoltre, la tua difesa d’ufficio del progetto e della sua gestione da parte del Comune e della società KES con argomenti francamente sorprendenti sui quali torneremo dettagliatamente con una nota specifica. E’ interessante, invece, il tuo richiamo al coinvolgimento dell’Università nel progetto. Se non abbiamo capito male, il rapporto di Spin-off con alcune società prevede che l’Università dovrebbe essere socia di tali aziende e quindi, nel caso specifico dovrebbe partecipare con propri fondi a finanziare una parte di quei 450.000 euro che la KES mette a disposizione per realizzare il complesso sistema di tutela dell’Arco di Traiano.</p>
<p>Tu sicuramente hai più strumenti di noi, ed evidentemente anche informazioni, per comprendere bene il rapporto tra KES e Università ed anche le “banali gelosie accademiche” alle quale ti riferisci e che certamente interessano i lettori di Sanniopress.</p>
<p>Cordialmente. Gabriele Corona</p>
<p>————————————————————-</p>
<p><strong>La controreplica di Billy Nuzzolillo</strong></p>
<p>Caro Gabriele, leggendo la tua nota ho quasi l’impressione che tu non abbia letto bene il mio commento perché non vi sono affatto “difese d’ufficio del progetto e della sua gestione da parte del Comune e della società KES”, essendomi limitato a scrivere al proposito quanto segue: “aldilà delle eventuali responsabilità del Comune relativamente all’attuazione del protocollo d’intesa”.</p>
<p>Quanto poi alle “banali gelosie accademiche” non ho certo alluso che le tue informazioni provengano da quegli ambienti, essendo tali notizie di facile reperimento soprattutto per chi sa accedervi. E tu in questo senso sei un vero maestro, come dimostrano le innumerevoli denunce che hai coraggiosamente prodotto in questi anni, tutte ben documentate. Mi riferivo, invece, a talune voci malevoli che accompagnano l’attività di alcuni professori. Voci che, del resto, conosci anche tu, sempre attento a tutto ciò che accade e si dice in città.</p>
<p>Per quanto riguarda, infine, le notizie che possono interessare i visitatori di Sanniopress lasciaci almeno la possibilità di poterle scegliere. Ti ho dato pubblicamente atto di aver spesso supplito ai vuoti informativi che si registravano su tematiche importanti come quelle relative alla criminalità organizzata. Ma oggi qualcosa è cambiato grazie ad internet: l’offerta informativa si è arricchita, ci sono anche i blog e ognuno di noi decide in perfetta autonomia cosa scrivere o meno. (billy nuzzolillo.)</p>
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		<title>La Corte dei Conti indaga ex amministratori e funzionari per le nomine di alcuni dirigenti. Antonio Medici si difende con un paio di autogol.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 21:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Antonio Medici &#8211; 31 marzo 2012 La Procura Generale della Corte dei Conti accusa il Sindaco, molti tra i suoi Assessori ed ex Assessori (e tra questi anche io) ed alcuni dirigenti del Comune di Benevento, di aver prodotto un danno alle casse Comunali superiore ai due milioni euro, avendo concorso a vario titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/corte-dei-conti2.jpg"><img class="size-medium wp-image-9064 alignleft" title="corte-dei-conti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/corte-dei-conti2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Da Antonio Medici &#8211; 31 marzo 2012</p>
<p><a href="http://www.ilvaglio.it/politica/palazzo-mosti/ecco-chi-per-la-procura-deve-pagare-e-quanto-per-danno-erariale-al-comune/">La Procura Generale della Corte dei Conti accusa il Sindaco, molti tra i suoi Assessori ed ex Assessori (e tra questi anche io) ed alcuni dirigenti del Comune di Benevento, di aver prodotto un danno alle casse Comunali superiore ai due milioni euro, </a>avendo concorso a vario titolo a nomine illegittime di numerosi dirigenti.</p>
<p><strong>Nessun politico, di maggioranza o di opposizione, nessuna forza, politica o sociale,</strong> ha speso una sola riga per entrare nel merito della vicenda e trarne qualche conclusione politica. Si dibatte, in molti casi, per giorni, settimane, mesi su sterili quisquilie ma poi nessuno trova il tempo di approfondire un atto di accusa molto serio emesso dalla Procura della Corte dei Conti.</p>
<p>Io non posso tacere, né sulle accuse che mi riguardano né su quelle che non mi riguardano ma che ho vissuto da vicino essendo, all’epoca, componente della Giunta e, dunque, trovandomi in posizione di osservazione privilegiata.</p>
<p>Iniziamo con i casi che mi riguardano. La Procura della Corte dei Conti mi accusa, insieme ad altri, di aver approvato due delibere di Giunta Comunale che hanno poi consentito al Sindaco Fausto Pepe di conferire incarichi dirigenziali all’avvocato Angelo Mancini ed al dottor Francesco Delvino. A prescindere dall’esito del procedimento giudiziario amministrativo contabile, che potrà condurre, sulla scorta di asserzioni di fatto e di diritto, ad una mia condanna o al riconoscimento del mio esonero da ogni responsabilità, devo osservare, che l’aver in qualche modo concorso, pur inconsapevolmente, a quelle nomine è fonte di rilevante e grave responsabilità politica.</p>
<p>Responsabilità che mi addebito, anzi, come meglio dirò, mi sono già addebitato. Le nomine in parola, sottoscritte dal Sindaco, maturarono sulla esclusiva o prevalente valutazione delle appartenenze e delle sponsorizzazioni politiche. Non voglio entrare nel merito delle capacità o incapacità dei nominati, limitandomi a discutere del metodo che ha condotto alla loro “designazione”. Il sistema del clientelismo partitocratico stabilì arbitrariamente chi tra i propri accoliti doveva esser nominato e le procedure furono studiate per consentire che quelle designazioni divenissero nomine.</p>
<p>Non è mai bello parlare di se stessi, ma in questa circostanza mi sia concessa licenza. Avendo verificato nel corso di circa 18 mesi di lavoro in Giunta che quel sistema non era scalfibile, me ne sono dissociato (e con me Salvatore De Toma), prima dimettendomi, nel gennaio 2008, poi candidandomi in aperta contraddizione ed alternativa a quel sistema. Il paradosso che mi avvilisce in questi giorni sta nel fatto di essere chiamato a risarcire i cittadini per i danni prodotti da un sistema che invece i cittadini stessi hanno ratificato, rieleggendo, nel maggio scorso, al primo turno Fausto Pepe, primo interprete, al di là delle casacche di volta in volta indossate, del sistema di nomine per appartenenza, della gestione del potere con il ristretto sguardo dell’interesse di partito, di fazione, di gruppo. E del resto Angelo Mancini è stato nuovamente nominato e continua a dirigere i sistemi di staff.</p>
<p>Oltre alle due nomine in questione, ci sono altre nomine di dirigenti per le quali è chiamato a rispondere il Sindaco e qualche altro corresponsabile. Vorrei concentrarmi sulla nomina di dirigenti interni. La Procura della Corte ritiene che siano state illegittime e che abbiano prodotto un danno.</p>
<p>Per quelle nomine, per le quali non sono imputato e cui fui del tutto estraneo come per le due che mi riguardano, furono seguiti due criteri essenziali. Il primo, sovraordinato, fu quello che potrei definire del contrappeso: il dirigente doveva essere di area di un partito (della coalizione) diverso dal partito che esprimeva l’assessore al ramo. Anche, in questo caso, dunque, il criterio prevalente di nomina fu quello delle appartenenze.</p>
<p>Il secondo criterio adottato, però, fu quello del risparmio: sostituire la prassi della nomina dei dirigenti esterni, individuando per i ruoli dirigenziali persone che fossero già dipendenti del Comune. Con questa scelta, dunque, ci sarebbe stato un minor aumento di spesa, limitandosi l’Ente a pagare un aumento di stipendio in luogo di un nuovo intero stipendio dirigenziale. Non dobbiamo dimenticare, tra l’altro, che taluni tra i dirigenti esterni, nominati dall’amministrazione di centro-destra e sostituiti da Fausto Pepe nella sua prima consiliatura, erano stati nominati e avevano operato per la classe politica artefice alcuni dei più grossi scempi della città: il centro commerciale I Sanniti e l’edificazione di palazzo Passerelli al viale Atlantici.</p>
<p>Sarà per questo che i principali esponenti dell’opposizione consiliare, in larga parte proveniente dalle fila di quell’Amministrazione, tacciono sulle accuse della Corte dei Conti. Non sono certo loro, difatti, a poter dare lezioni in tema di danno erariale e responsabilità politiche.</p>
<p>I procedimenti innanzi alla Corte dei Conti potranno avere i più diversi esiti e definire le più diverse responsabilità o assoluzioni, ciò non toglie che la Procura di quella Corte ha affondato il dito in una grande, enorme piaga: quella del molto censurabile sistema di nomina delle figure apicali dell’ente locale, che accomuna centro-destra e centro-sinistra.</p>
<p>************************************</p>
<p><a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/di-moschella-delvino-e-del-sindaco-pepe-le-scottanti-rivelazioni-di-de-lorenzo/">Intervento successivo di Giuseppe De Lorenzo. Il Vaglio </a></p>
<p>************************************</p>
<p>L&#8217;intervento di Gabriele Corona (SLAI COBAS) a Il Vaglio. 3 aprile 2012</p>
<p>A commento delle contestazioni della Corte dei Conti a diversi amministratori e funzionari del Comune di Benevento per le nomine di alcuni dirigenti effettuate dal 2006 in poi, il Vaglio ha pubblicato recentemente due interventi, l’uno di Antonio Medici e l’altro di Giuseppe De Lorenzo, ambedue ex assessori della prima Giunta Pepe, che contengono notizie inedite meritevoli di attenzione.</p>
<p>Medici introduce la sua nota annunciando <em>“Io non posso tacere, né sulle accuse che mi riguardano né su quelle che non mi riguardano ma che ho vissuto da vicino essendo, all’epoca, componente della Giunta e, dunque, trovandomi in posizione di osservazione privilegiata”</em>, ma poi in dettaglio non spiega assolutamente nulla. Il suo intervento, molto condizionato dalla necessità di presentarsi come vittima impotente del sistema politico-clientelare, non entra nel merito delle specifiche contestazioni della Corte dei Conti e trascura la ricostruzione dei fatti. Una frase però, colpisce particolarmente. Medici, infatti, a proposito degli incarichi di Dirigente per Angelo Mancini e Francesco Delvino, scrive: <em>“Le nomine in parola, sottoscritte dal Sindaco, maturarono sulla esclusiva o prevalente valutazione delle appartenenze e delle sponsorizzazioni politiche. Non voglio entrare nel merito delle capacità o incapacità dei nominati, limitandomi a discutere del metodo che ha condotto alla loro “designazione”. Il sistema del clientelismo partitocratico stabilì arbitrariamente chi tra i propri accoliti doveva esser nominato e le procedure furono studiate per consentire che quelle designazioni divenissero nomine”.</em></p>
<p>La frase un po’ sibillina, sembra contenere una sorprendente rivelazione: tutti gli assessori erano ben a conoscenza delle ragioni che portarono non solo alla nomina di Mancini ma anche a quella di Delvino. In verità era ben noto che la prima delibera “incriminata” dalla Corte dei Conti, la n. 116 del 20 giugno 2006, fu adottata per conferire ad Angelo Mancini l’incarico di Capo di Gabinetto del Sindaco- dirigente dei Sistemi di Staff. Il Regolamento Organico già definito dall’amministrazione precedente, consentiva al sindaco di scegliersi direttamente il suo più stretto collaboratore, ma prevedeva per la nomina dei dirigenti, la laurea e l’iscrizione nell’albo professionale da almeno cinque anni. La giunta dopo appena sette giorni dal suo insediamento, apportò la modifica al regolamento prevedendo che tale termine fosse ridotto a tre anni, su proposta del segretario, Antonio Orlacchio e del dirigente al Personale, Umberto Maio, i quali erano convinti della legittimità del provvedimento anche sulla base di alcuni pareri ministeriali.</p>
<p>Ricordo, sempre per amore di verità, che ancor prima della Giunta, ci pronunciammo favorevolmente sulla modifica al regolamento, anche come delegazione sindacale e sempre su proposta di Orlacchio e Maio. La decisione fu quindi assunta coscientemente da tutti gli attori. Se si trattò di un errore lo sapremo solo all’esito delle decisioni della Corte dei Conti.</p>
<p>Molto diverso è invece il caso della nomina di Francesco Delvino che fu censurata da diversi sindacati. La Giunta comunale, il 10 aprile 2007, cioè dopo il rodaggio di dieci mesi, con la delibera n. 55 decise espressamente di “procedere a conferire un incarico esterno, a supporto della direzione dell’ufficio di Gabinetto, in particolare per quanto concerne il PUM (Piano Urbano di Mobilità), la riorganizzazione del Corpo dei Vigili Urbani, le problematiche riferite al traffico e alla mobilità sostenibile, il comando Vigili Urbani”. Tale incarico fu assegnato a Francesco Delvino, presidente della Associazione Nazionale Comandanti della Polizia Municipale, al quale, come tutti ricorderanno, furono addirittura consegnate simbolicamente (per fortuna) le chiavi della città dagli assessori Peppino De Lorenzo e Italo Palumbo che più volte decantarono le sue doti e le sue capacità. Per “legittimare” a posteriori quell’incarico a Delvino, gradito anche alla opposizione, l’assessore Cosimo Lepore elaborò la modifica della Dotazione Organica, avversata decisamente dallo SLAI COBAS, che ha comportato la trasformazione del Settore Polizia Municipale in Unità Operativa interna al Settore Sistemi di Staff. Quella modifica non è mai stata rivista e adesso comporta la nomina di Moschella come Comandante della Polizia Municipale sottoposto ad altro dirigente. Nessuno al momento della approvazione della delibera n. 55 del 2007, fece alcun riferimento alle pressioni fatte da Sandra Lonardo per la nomina dell’esperto Delvino che furono raccontate da De Lorenzo solamente alla fine del 2007, dopo lo scontro tra assessore e dirigente per i Photored (vedi dossier di Altrabenevento). I fatti sono ricostruiti con precisione dai magistrati napoletani negli atti di ottobre 2009 relativi ai provvedimenti restrittivi a carico dei “vertici dell’Udeur” accusati di avere interessi anche nella società incaricata da Delvino di installare i Photored. Nei recenti interventi a Il Vaglio, De Lorenzo riferisce che il sindaco era consapevole che la delibera 55/2007 fosse illegittima e Medici racconta che anche quella nomina fu il risultato del “sistema del clientelismo partitocratico” e che pertanto tutti gli attori erano consapevoli degli accordi, (seppur imposti) di Sandra Lonardo Mastella con il sindaco Fausto Pepe e l’assessore Giuseppe De Lorenzo. Se così fosse, non si comprende perché Antonio Medici si limitò a essere “osservatore privilegiato” votando quella delibera. Avrebbe potuto rifiutarsi, come aveva fatto ad ottobre 2006, con la delibera che autorizzava l’apertura dell’Ipermercato Zamparini.</p>
<p>Gabriele Corona, coordinatore SLAI COBAS.</p>
<p>*********************************</p>
<p>La risposta di Medici- A Il Vaglio &#8211; 3 aprile 2012</p>
<p>&#8220;“Devo ringraziare Gabriele Corona, che mi ha illuminato in merito alla delibera 55/2007. Questa delibera, che lui, come sempre ottimamente informato su tutti gli atti del Comune, cita, dovrebbe essere quella cui si riferisce la Corte dei Conti, quando imputa ai componenti della Giunta Pepe del 2007, l’aver approvato un atto che ha consentito il ricorso alla figura dirigenziale per la copertura del posto di comandante della Polizia Municipale. La Procura della Corte dei Conti, nel proprio atto di accusa,Antonio Medici ha, infatti, omeso gli estremi della delibera in parola ed io nella richiesta di copie di documenti l’ho citata genericamente, senza indicare gli estremi (i lettori posso leggere il testo dell’atto della corte dei conti e la mia richiesta di accesso agli atti sul mio blog antoniomedici.blogspot.it). Ora Gabriele, ripeto, mi ha illuminato e potrò presentare un’integrazione della precedente istanza. Gli ribadisco anche i ringraziamenti, a lui ed a tutti gli iscritti allo Slai Cobas, che egli rappresenta in qualità di coordinatore.</p>
<p>In ordine ai chiarimenti che Gabriele reclama osservo che la sua indubbia abilità nel tentare di attribuire il senso da lui stesso voluto alle mie dichiarazioni lo conduce a chiedermi chiarimenti su questioni che mi sono estranee. E’ possibile che mi sia espresso anche male io, nel qual caso faccio ammenda. Sandra Lonardo o chi per lei non ha mai esercitato alcuna pressione su di me, né sono mai stato coinvolto in alcuna nomina, neanche per averne un parere un’opinione. Certo, e l’ho scritto, ho approvato atti che, pur inconsapevolmente (c’è anche questo inciso nel testo cui Gabriele si riferisce), hanno consentito la concreta applicazione del metodo clientelare-partitocratico.</p>
<p>Me ne è imputata responsabilità amministrativa e me ne sono assunta quella politica, pubblicamente, apertamente e dissociandomi in modo radicale e duraturo da quel modo di amministrare e far politica. Io con Fausto Pepe e gli altri esponenti di quella politica conservo rapporti di cordiale distacco politico nonché di umano affetto (e per quanto mi riguarda non potrebbe essere altrimenti, avendo lavorato gomito a gomito, anche in alcuni cruciali passaggi, per circa un anno e mezzo); non lo frequento, non mi ci confronto, non gli offro privatamente le mie opinioni, non ne sono il consigliere (ascoltato o meno). Se non fosse stato così, credo, conserverei qualche poltrona tecnica da qualche parte”.</p>
<p>**************************</p>
<p>La controreplica di Gabriele Gabriele Corona</p>
<p>“Antonio Medici riconosce di essersi espresso male ed anche in modo frettoloso, senza neppure procurarsi le delibere che di certo non era difficile individuare (tra l’altro basta consultare il sito del Comune). Ci tiene poi a precisare di non avere rapporti di frequentazione con Fausto Pepe come se questo fosse elemento fondamentale per comprendere i fatti oggetto di discussione. Io invece, frequento il sindaco del Comune nel quale lavoro, lo incontro in ufficio, partecipo alle riunioni e ai gruppi di lavoro, parlo e litigo con i funzionari, con gli assessori e anche con il sindaco, in pubblico e in privato.</p>
<p>Questa “frequentazione” a me che non ho chiesto incarichi, non partecipo a società finanziate dal Comune, non ho raccomandato amici e parenti e conservo la stessa qualifica e lo stesso stipendio che avevo prima della vittoria del centrosinistra nel 2006, non mi impedisce di dire in tutte le forme possibili, a viso aperto, che cosa penso dell’azione amministrativa di questa maggioranza. Basta rileggere i numerosi comunicati stampa. Una sola volta sono stato accusato di aver chiesto un favore al sindaco, quando Medici fu nominato assessore, ma naturalmente si trattava degli inciuci delle malelinque, come quelle che preferiscono le allusioni per giustificare scelte politiche incomprensibili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A che serve l&#8217;area enorme della Piattaforma Logistica nel PUC?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 22:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforma logistica]]></category>

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		<description><![CDATA[ Da Il Mattino del 18 luglio 2011  «La maggioranza di centrosinistra in consiglio comunale ha apportato alcune modifiche al Puc che fino a qualche settimana fa veniva presentato come &#8220;blindato&#8221;. Evidentemente le notizie su una probabile indagine della magistratura anche sul Piano Urbanistico hanno ammorbidito le posizioni di qualche amministratore ed hanno consentito ai tecnici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mappa-ikea.bmp"><img class="size-full wp-image-8240 aligncenter" title="mappa ikea" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mappa-ikea.bmp" alt="" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/altreconomia-ikea1.jpg"></a>Da Il Mattino del 18 luglio 2011</p>
<p> «La maggioranza di centrosinistra in consiglio comunale ha apportato alcune modifiche al Puc che fino a qualche settimana fa veniva presentato come &#8220;blindato&#8221;. Evidentemente le notizie su una probabile indagine della magistratura anche sul Piano Urbanistico hanno ammorbidito le posizioni di qualche amministratore ed hanno consentito ai tecnici dell&#8217;ufficio di piano di apportare alcune correzioni, ancora molto parziali». L’intervento di Altrabenevento giunge contestuale alla penultima seduta di consiglio comunale, fissata per stamattina a partire dalle 9,30. Il presidente di tale associazione ricorda che sono stati eliminati i 18 comparti edificatori nelle aree agricole, con la conseguente riduzione di mille vani che saranno però realizzati con il cosidetto Piano Casa nelle aree libere interne al perimetro urbano. Il consiglio comunale, inoltre, ha modificato la destinazione della &#8220;Rotonda delle scienze&#8221;. Il Prg tuttora in vigore prevede l&#8217;esproprio di quei terreni ex proprietà De Santis, per realizzare servizi pubblici. «Nel 2006 l&#8217;amministrazione di centrosinistra aveva destinato quell&#8217;area a &#8220;Terminal Bus&#8221; ma l&#8217;anno dopo l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica, Aldo Damiano, firmò un impegno con la società &#8220;I Normanni&#8221; del notaio Vito Antonio Sangiulo e di Marcello Fasolino per inserire la Rotonda delle Scienze nel nuovo PUC come area edificabile. Ed, infatti, a febbraio 2009, la Giunta Comunale ha approvato la proposta di Piano Urbanistico classificando quell&#8217;area come zona F4, cioè destinata alla costruzione di appartamenti, negozi e servizi. In attesa che il PUC concludesse il suo iter, &#8220;I Normanni&#8221; hanno presentato alla Regione Campania un progetto di housing sociale per realizzare nella rotonda estesa 20.000 metri quadrati, circa 200 alloggi, negozi e servizi per un totale di 34.000 metri cubi di cemento pari all&#8217;indice 1,7 metri cubi per ogni metro quadrato. Ora però il consiglio comunale ha deciso di classificare quell&#8217;area come zona F6, destinata alla realizzazione di impianti sportivi con un indice edificatorio di 0,6 metri cubi a metro quadro che consente comunque la costruzione di 12.000 metri cubi di cemento che certamente non saranno solo spogliatoi e bar. Di certo però gli alloggi in quella Rotonda non si possono più fare e quindi il Comune nei prossimi giorni dovrà esprimere parere negativo al progetto per la netta incompatibilità urbanistica dell&#8217;area. Lo stesso dovrebbe accadere per il progetto presentato dal prof. Pietro Perlingieri che prevede la costruzione di altri 178 alloggi, negozi e servizi nell&#8217;area attigua alla Rotonda dei Pentri che il PUC classifica come F5 cioè destinata solo alla realizzazione di Servizi ed attrezzature speciali con una indicazione esplicita per l&#8217;area fiera». Quindi, dove saranno costruiti gli 800 alloggi di housing sociale che il sindaco nel suo programma elettorale indicava come prioritari?, si domanda Corona. «Dando per scontati i 55 appartamenti del Comune sull’area ex scuola Sannio e i 160 alloggi dello Iacp a Capodimonte su un’area destinata, rimangono da individuare gli altri 585 da scegliere tra i rimanenti tre progetti presentati da privati. Il primo, quello della società Giustino Costruzioni che fa capo al presidente nazionale del Banco di Napoli, prevede 426 alloggi a Santa Clementina che però il Puc classifica come zona E destinata a verde e quindi assolutamente incompatibile. Rimangono quindi i 417 alloggi proposti dal Consorzio Etruria Costruzioni e il 129 appartamenti della ditta Barretta, da realizzare a Capodimonte su terreni che il Puc classifica come CP quindi edificabili e destinati appunto a residenze. Rimane da accertare se il Consorzio Etruria sia ancora in grado di portare avanti il programma edificatorio a Benevento che oltre agli alloggi prevedeva la Piattaforma Logistica con capannoni, attrezzature ed urbanizzazioni su un&#8217;area di circa 380 ettari in contrada Olivola da aggiungere alla esistente zona industriale in gran parte abbandonata. Si sa invece che il Consorzio Etruria è in grave crisi. Ha messo in cassa integrazione i suoi 300 dipendenti e gli altri 700 delle aziende collegate fanno la stessa fine. Non è riuscito a costruire la tranvia di Firenze nonostante i finanziamenti assegnati ed ora è indagato insieme ad altre imprese dalla Procura della Repubblica di Firenze per il finanziamento di 29 milioni di euro destinato alla realizzazione della bretella Prato-Lastra a Signa, i cui lavori non sono mai cominciati. In queste condizioni, perché l&#8217;on. Boffa e la giunta del sindaco Pepe (nella foto) insistono per la Piattaforma e il Consiglio per tale illusione ha confermato nel PUC un’area estesa come quella destinata all&#8217;EXPO Internazionale di Milano?».</p>
<p> *************************</p>
<p><strong>Le scelte del Comune. Il Puc è imperniato sulla Piattaforma Logistica ma si attendono le decisioni del colosso svedese.</strong></p>
<p>di Gianni De Blasio.</p>
<p> Per la Piattaforma Logistica il Puc prevede un’area estesa come quella destinata all&#8217;Expo Internazionale di Milano: per capannoni, attrezzature ed urbanizzazioni sono destinati circa 380 ettari in contrada Olivola. È fuor di dubbio che attorno alla Logistica è stato elaborato il nuovo piano urbanistico che il consiglio comunale si appresta ad adottare in settimana, probabilmente venerdì. Altrettanto scontato è che una risposta alla realizzabilità del progetto è attesa proprio in questi giorni, poiché è entro luglio 2011 che l’Ikea fissò la data per una sua decisione definitiva. Il colosso svedese, che doveva fungere da attrattore di altri operatori privati in grado di investire 1 miliardo di euro, da tempo non dà notizie. Due anni fa, esattamente di questi tempi, chiese una pausa di riflessione, probabilmente non solo per farsi conti più accurati, ma anche per conoscere con quale amministrazione trattare dopo le elezioni amministrative. Il centrosinistra è stato confermato, luglio è arrivato ma Ikea ancora non scioglie la riserva. Si ricorderà che i continui successi in terra italica avevano convinto i vertici dell&#8217;azienda a puntare con ancora maggiore decisione sull&#8217;espansione della catena. La formula «Tante soluzioni di arredo per tutti» aveva trovato terreno fertile, per cui vennero pianificate ben 21 aperture in lungo e in largo per lo stivale per oltre 1,5 miliardi di euro di investimento. Ovviamente, come terreno d&#8217;elezione di questa espansione fu individuato il Sud, in particolare Puglia, Sicilia e Campania che, oltre ai negozi di Agfragola e Baronissi, sembrò destinata ad ospitare anche un polo logistico del retailer svedese, proprio a Benevento. Un piano ambizioso, sicuramente alla portata dell&#8217;azienda ma che lasciò un pò perplessi alcuni circa i bacini di attrazione. Ikea si proiettava su strutture sempre più grandi destinate ad attirare un numero piuttosto elevato di clienti da bacini piuttosto ampi. Il piano definitivo prevedeva 34 store sul territorio nazionale. Inevitabile che se alcuni non sarebbero stati correttamente dimensionati, avrebbero potuto avere problemi di equilibrio (dimensione/bacino d&#8217;utenza) e conseguentemente di redditività. Le strategie di Ikea, comunque, accusarono un rallentamento, come detto, nel 2009, allorquando l’azienda spedìe una lettera ai presidenti della Regione Campania e della Provincia di Benevento, e naturalmente al sindaco Fausto Pepe, nella quale, dopo aver rimarcato di aver da tempo pianificato nel piano di sviluppo ed investimenti la realizzazione a Benevento di una Piattaforma Logistica a servizio delle unità di vendita del Centro-Sud Italia ed i Paesi del Mediterraneo, aggiunge: «Tuttavia, le recenti difficoltà che hanno investito l’economia mondiale e la contrazione della domanda internazionale, hanno portato ad una redifinizione dei piani di sviluppo di Ikea nei Paesi che si affacciano sul fianco est del Mediterraneo e nei Balcani. In conseguenza di tale redifinizione, l’esigenza di realizzare una Piattaforma Logistica a Benevento non risulta ad oggi programmabile». Ikea concludeva rinviando la decisione definitiva a luglio 2011 allorquando sarebbe scaduto il contratto di opzione stipulato con il Consorzio Toscano Cooperative-CTC Soc. Coop, promotore del complesso di logistica a Benevento. Entra tale data, riportava la missiva, «Ikea si riserva la facoltà di confermare il proprio interessamento alla realizzazione dell’investimento relativo alla Piattaforma Logistica, mediante la sottoscrizione di un contratto preliminare di compravendita di terreno condizionato all’ottenimento dei permessi e delle autorizzazioni necessarie». Evidente che se la risposta di Ikea dovesse essere negativa, il Comune si ritroverebbe con un Puc imperniato su un castello di sabbia, anche perché, visti i tempi, sarebbe difficile immaginare un eventuale ”sostituto” del colosso svedese.</p>
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		<title>1° maggio: lavoro e malaffare a Benevento.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 08:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Concorsi AMTS]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Gli Italiani del 1° maggio 2011 di Gabriele Corona Benevento è il capoluogo dell’entroterra campano che si vanta di essere isola felice assolutamente estranea a quella criminosa gestione della amministrazione pubblica che ha rovinato gran parte della regione. Di certo però, il capoluogo sannita non può nascondere uno dei tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/CONSORZI-RIFIUTI-17.2.11-61.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8055" title="CONSORZI RIFIUTI 17.2.11 6" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/CONSORZI-RIFIUTI-17.2.11-61-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Da Gli Italiani del 1° maggio 2011</p>
<p>di Gabriele Corona</p>
<p>Benevento è il capoluogo dell’entroterra campano che si vanta di essere isola felice assolutamente estranea a quella criminosa gestione della amministrazione pubblica che ha rovinato gran parte della regione. Di certo però, il capoluogo sannita non può nascondere uno dei tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, più alto d’Italia e contestualmente una ferrea e scientifica gestione politico-clientelare dei pochi posti di lavoro disponibili nel settore pubblico o creati grazie a vari contributi regionali o europei. Ed ora, a poche settimane dal voto per il rinnovo del consiglio comunale, tornano alla mente episodi che sembravano oramai dimenticati, ma che i diretti interessati ricordano eccome. Non hanno perso la memoria, ad esempio, i 290 giovani che proprio durante l’ultima campagna elettorale del maggio 2006, furono chiamati dagli amministratori del centrodestra a firmare i contratti per essere inseriti in uno dei più grandi progetti che il Comune era stato capace di promuovere: il polo calzaturiero beneventano.</p>
<p>Per quel progetto elaborato nell’ambito del PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbano e Sviluppo Sostenibile del Territorio), vanto dell’ex sindaco di AN, ora senatore nella galassia della maggioranza berlusconiana, Pasquale Viespoli, la Regione Campania aveva concesso un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la formazione e la successiva assunzione a tempo indeterminato dei giovani. I promotori locali dell’idea, tutti legati ad AN, avevano trovato le aziende marchigiane accredidate nella produzione di scarpe di qualità ed assicuravano anche di aver già individuato i partner americani disposti a vendere le nuove scarpe che avrebbero reso famosa Benevento oltre oceano.</p>
<p>Ed invece, dopo aver avviato la prima attività di formazione, le imprese marchigiane lasciarono il posto ad altre ditte che dopo aver incassato due milioni e mezzo di contributi regionali, hanno chiuso i battenti senza neanche finire di pagare le spettanze dei 290 lavoratori, rimasti senza occupazione e senza ammortizzatori sociali. Insomma, la solita truffa consumata grazie alla copertura degli amministratori locali desiderosi di promettere posti di lavoro in campagna elettorale.</p>
<p>Naturalmente l’amministrazione di centrosinistra che nel 2006 aveva vinto le elezioni, dopo lo scandalo del polo calzaturiero ha assicurato netta discontinuità con le precedenti politiche occupazionali. Ed in effetti, più che inventare altri progetti per l’insediamento di attività imprenditoriali assistite da corposi finanziamenti pubblici, la giunta comunale guidata dal sindaco Fausto Pepe, allora fedelissimo mastelliano, ha puntato decisamente a creare nuova occupazione incentivando le attività nel settore edile e gestendo i posti di lavoro nel Comune e nelle sue aziende partecipate. I risultati non sono meno disastrosi di quelli ottenuti dai predecessori che “hanno fatto le scarpe” ai 290 disoccupati.</p>
<p>Per il suo primo grande progetto di sviluppo, il sindaco Fausto Pepe nel 2007 ha fatto un accordo con due grandi imprese edili della Lega delle Cooperative che a Benevento si era spesa non poco per l’apertura dell’ipermercato di Maurizio Zamparini ora in grave crisi e al centro di pesanti vicende giudiziarie. I consorzi Toscano Costruzioni ed Etruria Costruzioni nel 2007 assicuravano di avere rapporti con diversi soggetti privati, tra i quali il colosso svedese IKEA, interessati ad investire un miliardo di euro per una piattaforma logistica da realizzare alla periferia della città, lungo la superstrada che collega la A1 da Caianello alla Napoli Bari. Naturalmente a fronte di un investimento privato di tale entità la Regione avrebbe dovuto sborsare 250 milioni di euro per urbanizzazioni, obiettivo non facile ma possibile grazie all’accordo UDEUR e DS che all’epoca occupavano posti di rilievo nei governi regionale e nazionale. In più i due consorzi rossi si mostravano tanto determinati a realizzare il progetto che per convincere anche i più scettici amministratori e funzionari comunali, pagarono di tasca propria lo Studio di fattibilità curato dal Comune stesso con la collaborazione di giovani tecnici ingaggiati per l’occasione.</p>
<p>Poi nel 2008 il terremoto giudiziario che ha investito l’UDEUR ha fatto saltare gli accordi per i finanziamenti regionali e così è apparso a tutti evidente che la Piattaforma Logistica beneventana era un bluff perché a nessuno sarebbe venuto in mente di fare investimenti per lo stoccaggio delle proprie merci lungo una strada a due corsie in un area senza collegamento ferroviario.</p>
<p>I consorzi toscani però non vogliono tornare a casa a mani vuote ed ora puntano agli appalti per opere pubbliche e alla edilizia residenziale. Sono questi i due nuovi cavalli di battaglia del sindaco Fausto Pepe che però è stato sfiduciato proprio mentre stava per raggiungere, senza troppo clamore, un risultato clamoroso: concedere le autorizzazioni per la costruzione di 2000 alloggi, pari a quasi tutta la volumetria prevista dal nuovo PUC che ancora non è stato approvato. I due strumenti amministrativi da utilizzare per raggiungere l’ambizioso risultato che naturalmente viene giustificato con il nobile obiettivo di creare posti di lavoro, hanno nomi suggestivi: Piano Casa e Programma per l’edilizia sociale. Si tratta di disposizioni regionali che l’amministrazione comunale ha immeditamente sfruttato e in parte adeguato per rendere possibile la costruzione di alloggi e servizi commerciali anche in deroga agli strumenti urbanistici, in aree di grande pregio ambientale e di interesse storico o destinate ad esproprio. Il prematuro scioglimento del consiglio comunale, però, non ha consentito il rilascio delle necessarie concessioni edilizie.</p>
<p>Neppure per la occupazione dei posti nella pubblica amministrazione e le aziende partecipate, l’amministrazione uscente è stata più fortunata. Infatti, tranne gli incarichi di consulenza lottizzati grazie alla oscura gestione delle short list, il sindaco Pepe e i suoi assessori hanno prodotto non pochi danni per due concorsi pubblici oggetto di contenziosi e denunce in sede penale. Il primo riguarda l’assunzione di 13 impiegati presso la AMTS, l’azienda dei trasporti cittadini, vinto dal figlio del segretario generale del Comune, dalla figlia del direttore dell’azienda, dalla moglie del portavoce del sindaco, dalla sorella del dirigente alle finanze dell’Ente e dai figli dei sindacalisti confederali. Dopo le numerose proteste e le denunce, il concorso è stato annullato ma il contenzioso che già ha procurato danni alle casse pubbliche è destinato a durare. Il secondo concorso era riservato alla progressione di carriera per 41 dipendenti del Comune, anch’esso espletato ma sul quale pendono numerosi ricorsi al TAR ed una indagine della Procura della Repubblica.</p>
<p>Ma il caso recente più significativo per descrivere quali risultati produce la gestione corrotta del lavoro pubblico, è quello dei lavoratori dei Consorzi Rifiuti senza stipendio da molti mesi. Per legge devono essere utilizzati per la raccolta differenziata ma i comuni consorziati hanno affidato il servizio a ditte private. Anche l’ASIA , l’azienda del Comune di Benevento che raccoglie i rifiuti, ha utilizzato i lavoratori interinali ma non ha voluto adoperare quelli dei consorzi per i quali pure ha dovuto corrispondere il 52% degli stipendi pagati fino a luglio 2010. Ad agosto scorso, CGIL, CISL e UIL che mai hanno insistito per la utilizzazione di quei lavoratori per la raccolta differenziata dei rifiuti, hanno richiesto per loro la Cassa Integrazione pur trattandosi di dipendenti pubblici. A tale decisione si sono opposti tre lavoratori della FLAICA CUB che hanno vinto il ricorso dinanzi al giudice del lavoro e pertanto devono essere riassunti. Gli altri 124 sperano che i sindacati confederali decidano, magari oggi 1° maggio, di aprire una vertenza con la Provincia per la loro naturale utilizzazione.</p>
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		<title>Indagine Zamparini, Mastella annuncia la querela al presidente di Altrabenevento il quale risponde &#8220;non mi faccio intimidire&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 21:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Ipermercato Zamparini]]></category>

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		<description><![CDATA[I fatti. Clemente Mastella annuncia di aver ricevuto una comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento con la quale gli viene contestato il reato di corruzione perchè si sarebbe adoperato per far aprire il Centro Commerciale di Zamparini in cambio di una tangente. L&#8217;ex ministro non cita i fatti contestati e si limita a dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-zero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-453" title="mastella-zero" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-zero-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>I fatti.</p>
<p>Clemente Mastella annuncia di aver ricevuto una comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento con la quale gli viene contestato il reato di corruzione perchè si sarebbe adoperato per far aprire il Centro Commerciale di Zamparini in cambio di una tangente. L&#8217;ex ministro non cita i fatti contestati e si limita a dire che egli non ha mai incontrato personalmente l&#8217;imprenditore attaccando il magistrato che lo ha indagato.</p>
<p>Il presidente di Altrabenevento lo invita a rendere noti i fatti, non sostiene che Mastella e Zamparini si sono incontrati ma ricorda che l&#8217;imprenditore  il 13 settembre 2006, andò alla villa di Ceppaloni.</p>
<p>Mastella ora annuncia la querela sostenendo che non ha mai incontrato l&#8217;imprenditore come possono testimoniare gli uomini della sua scorta. Corona conferma: Zamparini è andato a casa Mastella come sostiene la scorta della moglie del parlamentare europeo Sandra Lonardo.</p>
<p>*********************</p>
<p>Gazzetta di Benevento, 15-04-2011</p>
<p><strong>Clemente MASTELLA: Sono esterrefatto per essere stato coinvolto dalla Procura, assieme a mia moglie, nella vicenda Zamparini</strong></p>
<p>Non siamo mai intervenuti per sollecitare l’apertura del centro commerciale in assenza e/o in violazione delle condizioni previste dalle leggi! I 50mila euro elargiti ad Iside Nova era una liberalità per l’attuazione dei fini statutari</p>
<p>In merito alla notifica, in data odierna, degli atti di conclusione delle indagini preliminari da parte del Pm della Procura di Benevento, Antonio Clemente, nell’ambito del procedimento che ha per oggetto la vicenda relativa alla realizzazione e successiva apertura della struttura commerciale “I Sanniti”, il leader dei Popolari per il Sud/Udeur, Clemente MASTELLA (foto), ha inviato una nota in cui si è detto “esterrefatto” per il coinvolgimento suo e di sua moglie, nell’ambito di uno dei capi contestati, in una ipotesi di presunta corruzione in concorso con Maurizio Zamparini ed Aldo Damano.</p>
<p>“Né io né mia moglie – ha spiegato MASTELLA – siamo mai intervenuti sul sindaco e su altri funzionari pubblici per sollecitare l’apertura del centro commerciale in assenza e/o in violazione delle condizioni previste dalla legge! L’imprenditore Maurizio Zamparini in data 4 giugno 2007 ha elargito una somma di euro 50mila a favore dell’Associazione Iside Nova quale liberalità per l’attuazione di fini statutari.</p>
<p>La somma veniva utilizzata come contributo per la realizzazione della manifestazione “Quattro Notti e più di Luna Piena”, edizione 2007, della quale usufruiva tutta la cittadinanza beneventana, unitamente ad altre migliaia di visitatori esterni alla città.</p>
<p>La somma veniva trasferita a mezzo bonifico bancario e regolarmente riportata nella contabilità dell’Associazione!</p>
<p>Per tale elargizione effettuata, in proporzione alla proprie possibilità, dall’imprenditore Zamparini alla cittadinanza di Benevento, evidentemente per fini pubblicitari, l’Associazione ringraziava lo stesso pubblicamente”.</p>
<p>“In casi come questi – ha continuato MASTELLA – a ridosso delle elezioni (in cui peraltro sono candidato), altri, con malizia, avrebbero certamente evidenziato la coincidenza della notifica come non casuale.</p>
<p>Ma da ex ministro della Giustizia ho il dovere, istituzionale, di scacciare anche solo il pensiero di una possibile voluta tempestività dell’atto di notifica, sorridendo di fronte a chi vorrebbe farmi giudicare con sospetto la coincidenza e la temporalità dell’avvenimento.</p>
<p>Come pure, da ex ministro della Giustizia, ritengo di non dover collegare l’atto alla circostanza che è stato prodotto dallo stesso Pm verso cui, da tempo, ho presentato un esposto documentato e circostanziato agli organi giurisdizionali.</p>
<p>Da ex ministro della Giustizia ho il dovere di non collegare l’avvenimento odierno alla circostanza che a suo tempo ho avanzato una richiesta di risarcimento danni nei confronti di strettissimi familiari del mio pubblico accusatore.</p>
<p>Tornando al fatto in sé, ancora una volta, mi recherò spontaneamente davanti al giudice naturale e dimostrerò la mia piena e completa estraneità ai fatti.</p>
<p>Verrà fuori in maniera evidente, ad esempio, che io non ho mai incontrato l’imprenditore Zamparini.</p>
<p>Mai, né ad agosto, né a settembre.</p>
<p>Si chiarirà che la presunta delibera illegittima fu assunta dal sindaco e dagli assessori, rappresentanti di diverse forze politiche, e che la stessa delibera fu un atto collegiale, non monocratico”.</p>
<p>“Resta – ha concluso – comunque l’amarezza per questo ennesimo ingiusto coinvolgimento. E’ davvero incredibile. Non mi spiego le ragioni. O forse dovrei comprenderle benissimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Comunque, mi sforzo di scacciare ogni sospetto e continuo ad avere fiducia nel giudice competente che, alla prima verifica, potrà di sicuro accertare la vera verità”.</p>
<p>**************************************</p>
<p>Comunicato di Altrabenevento del 17 aprile, 2011</p>
<p><strong>Caso Zamparini: Mastella come Berlusconi attacca il PM che lo indaga, ma a Benevento nessuno difende il magistrato.</strong></p>
<p>L’ex assessore Aldo Damiano e il segretario dei Popolari per il sud- Udeur, Clemente Mastella si sono affrettati a commentare il recente provvedimento di chiusura dell’indagine giudiziaria sul caso Zamparini, senza spiegare quali reati vengono loro contestati dalla Procura della Repubblica. Si tratta di un comportamento consolidato da parte di indagati o imputati che diffondono a mezzo stampa giudizi su fatti che però non vengono resi noti e sui quali, quindi, i cittadini ricevono una distorta informazione.</p>
<p>Nel caso specifico, Damiano non spiega di cosa il Pubblico Ministero lo ritiene responsabile e si limita a dire che gli stessi fatti sarebbero “oggetto di diverse decisioni da parte della Magistratura preposta che ha verificato la correttezza del mio operato statuendo sulla inesistenza di ogni addebito nei miei riguardi”.</p>
<p>E’ necessario, pertanto, ricordare che per la apertura dell’Ipermercato Zamparini all’ex assessore vengono contestati il reato di Truffa ai danni di ente pubblicio (art. 640 codice penale), Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 e 321 c.p.) ed Abuso di ufficio (art. 323 c.p.). Le ragioni di tali contestazioni sono indicate nell’atto “chiusura indagini” che Damiano ha ricevuto e che potrebbe rendere pubblico per consentire a tutti di comprendere la gravità dei comportamenti oggetto di censura.</p>
<p>Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente aveva chiesto l’arresto per l’ex assessore ma il Giudice per le Indagini Preliminari e il Tribunale del Riesame hanno ritenuto che non ci fossero gli estremi per la misura restrittiva perché non si ravvisavano gravi indizi di colpevolezza. Però non lo hanno affatto scagionato dalle contestazioni formulate. Di recente la Cassazione Penale ha stabilito , invece, che nei fatti sommariamente esposti dal Pubblico Ministero si ravvisano gli estremi della Truffa che ora viene formalmente contestata a Damiano con il provvedimento che egli ha ricevuto ieri l’altro.</p>
<p>Clemente Mastella è stato invece più sbrigativo e imitando Berlusconi, ha subito attaccato il Pubblico Ministero che lo ritiene responsabile, insieme alla moglie Sandra Lonardo, del reato di Corruzione (art. 319 c.p.) perché si sarebbe adoperato per fare aprire il Centro Commerciale in cambio di tangenti. L’ex Ministro della Giustizia si limita a riferire sdegnato di non aver mai personalmente incontrato Zamparini neppure quando l’imprenditore friulano il 13 settembre del 2006, cioè proprio quando le pressioni per l’apertura dell’Ipermercato diventarono più pesanti, si recò alla villa dei Mastella a Ceppaloni, di buon ora.</p>
<p>Come abbiamo scritto più volte, le vicende torbide ed inquietanti connesse alla costruzione e l’apertura del Centro Commerciale di Zamparini hanno condizionato la vita politico-amministrativa degli ultimi 10 anni e per questo motivo riteniamo si debba fare piena luce anche sui fatti contestati dal Pubblico Ministero che non a caso è oggetto di attacchi ed insinuazioni gravi, al pari dei magistrati di Milano. Il Procuratore della Repubblica del capoluogo lombardo, però, difende i suoi collaboratori mentre nessuno al Tribunale di Benevento interviene per rispondere agli insulti rivolti al Sostituto Antonio Clemente.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>*************************************</p>
<p>Da tvsette.net del 18 aprile 2011</p>
<p><strong>Clemente Mastella annuncia querela nei confronti Gabriele Corona</strong></p>
<p>Il segretario nazionale dei Popolari per il Sud &#8211; Udeur Clemente Mastella preannuncia querela in sede penale e azione in sede civile nei confronti del presidente di “Altrabenevento” Gabriele Corona per le dichiarazioni lesive della sua immagine e dignità a proposito della vicenda-Zamparini.</p>
<p>Mastella al riguardo ribadisce di non aver mai incontrato l’imprenditore Maurizio Zamparini, anche perché all’epoca, in qualità di Ministro della Giustizia, era più che scortato. Se davvero così fosse stato ci sarebbero decine e decine di testimoni, tutti appartenenti alle Forze dell’Ordine, pronti a testimoniare in merito all’incontro con un personaggio notissimo quale Zamparini che tutti saprebbero riconoscere. Allo stesso tempo, Mastella sottolinea di non aver mai esercitato alcuna indebita pressione sull’apertura del Centro Commerciale, sugli sviluppi della cui vicenda spiegherà ogni dettaglio di sua conoscenza dinanzi al giudice competente. Mastella sostiene di aver parlato della questione solo ed esclusivamente con il Sindaco, ma senza perpetrare alcuna ingerenza e men che mai ha interessato della faccenda l’allora assessore all’Urbanistica Damiano. L’ex Ministro della Giustizia precisa di non aver mai preso un centesimo e che con Zamparini non c’è stato alcuno scambio di favori. Corona, con una nota ispirata e si capisce anche da chi, chiede solidarietà rispetto al Pm che contesta quegli addebiti a Mastella e alla moglie, chiamando in causa addirittura il procuratore della Repubblica di Milano Bruti Liberati, nei confronti del quale nei giorni scorsi ci sono stati ingiustificati attacchi. Mastella quando è stato Ministro della Giustizia si è fatto di sicuro qualche nemico tra i magistrati ma con la maggior parte della categoria ha sempre intrattenuto rapporti cordiali e rispettosi. E proprio a Bruti Liberati Mastella nei giorni scorsi ha espresso solidarietà, essendo legato al procuratore meneghino da un reciproco rapporto di stima, che, come molti sanno, dura oramai da tempo, legame di cui Mastella è fortemente onorato.</p>
<p>********************************</p>
<p>Altrabenevento, comunicato del 18 aprile 2011.</p>
<p><strong>La minacciata querela di Mastella non mi preoccupa. Confermo che Zamparini è stato alla villa di Ceppaloni il 13 settembre 2006.</strong></p>
<p>L’on. Clemente Mastella ha ricevuto una Comunicazione della Procura della Repubblica di Benevento con la quale gli viene contestato il reato di Corruzione perché avrebbe  fatto pressione sulla amministrazione comunale di Benevento affinché fosse concessa l’autorizzazione alla apertura dell’Ipermercato di via Valfortore in cambio di tangenti. L’ex Ministro della Giustizia si è preoccupato solamente di riferire alla stampa di NON AVER MAI INCONTRATO PERSONALMENTE ZAMPARINI, ed ha annunciato di avere intenzione di querelarmi perché  io avrei sostenuto il contrario.</p>
<p>Evidentemente  l’ex Ministro della Giustizia non ha letto con attenzione la mia nota riportata correttamente da alcuni organi di informazione. Ho sostenuto, infatti, e confermo che Maurizio Zamparini il 13 settembre 2006, quando si adoperava per convincere la giunta guidata da Fausto Pepe a concedergli l’autorizzazione per aprire il Centro Commerciale, fu ricevuto a villa Mastella a Ceppaloni, alle ore 8 del mattino come riferisce la  scorta della signora Sandra Lonardo Mastella.</p>
<p>Devo dire che la reazione scomposta di Mastella non mi meraviglia ma certamente non mi intimidisce. Ritengo, di contro, che nel comunicato diffuso dai Popolari Udeur vi siano affermazioni offensive nei miei confronti quando si fa riferimento a presunti personaggi che avrebbero ispirato la mia nota stampa. Io non sono abituato ad annunciare querele, ma i mastelliani ora devono fare il nome del mio presunto suggeritore.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Antonio Medici della lista &#8220;ORA&#8221;: perchè sul caso Zamparini, Fausto Pepe e Carmine Nardone non commentano le dichiarazioni di Damiano e Mastella?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 19:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Gazzetta di Benevento, 18-04-2011 Antonio medici torna sulla vicenda Zamparini e dice: Quell&#8217;ipermercato ha prodotto drammi e devastazioni. Centinaia i giovani illusi dalla speranza di una occupazione stabile con un territorio oltraggiato da costruzioni e parcheggi in area parco. Il candidato sindaco della lista Ora (Occorre Reagire Adesso), Antonio Medici (foto), ha inviato una nota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_493" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/medici-manifestazione-contro-i-casalesi.jpg"><img class="size-medium wp-image-493" title="medici-manifestazione-contro-i-casalesi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/medici-manifestazione-contro-i-casalesi-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>
<p class="wp-caption-text">A. Medici alla manifestazione contro i casalesi.</p>
</div>
<p>Gazzetta di Benevento, 18-04-2011</p>
<p><strong>Antonio medici torna sulla vicenda Zamparini e dice: Quell&#8217;ipermercato ha prodotto drammi e devastazioni. Centinaia i giovani illusi dalla speranza di una occupazione stabile con un territorio oltraggiato da costruzioni e parcheggi in area parco.</strong></p>
<p>Il candidato sindaco della lista Ora (Occorre Reagire Adesso), Antonio Medici (foto), ha inviato una nota in merito alle recenti vicende giudiziarie che hanno riguardato il centro commerciale &#8220;I Sanniti&#8221;.</p>
<p>&#8220;Qualche giorno fa &#8211; scrive &#8211; a seguito della notifica di atti giudiziari, si è appreso che tecnici comunali, amministratori ed esponenti politici risultano indagati per reati connessi alla costruzione ed all&#8217;apertura dell&#8217;ipermercato Zamparini; tra gli indagati ci sono anche Aldo Damiano, assessore uscente della Giunta Pepe e candidato a suo sostegno nella lista Lealtà per Benevento, Clemente Mastella e sua moglie Sandra Lonardo, sostenitori della candidatura a sindaco di Carmine Nardone.</p>
<p>L&#8217;assessore Damiano ha prontamente minimizzato, lasciando falsamente intendere (questo secondo l&#8217;estensore di questa nota, Antonio Medici ndr) di essere già stato scagionato da altri tribunali; Mastella ha attaccato personalmente il Pubblico Ministero inquirente, come già fatto con Gioacchino Genchi, Luigi De Magistris, i Pm di Napoli ed il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, tutti, poi, usciti limpidamente dai procedimenti innescati dalla accuse dell’ex ministro di Giustizia&#8221;.</p>
<p>&#8220;La vicenda Zamparini, come ho già avuto modo di affermare, assume &#8211; aggiunge &#8211; un rilievo non solo giudiziario per la città: quell&#8217;ipermercato ha prodotto drammi e devastazioni.</p>
<p>Centinaia di giovani illusi dalla speranza di un&#8217;occupazione stabile, i commercianti lì trasferitisi sono stati vessati, i commerciati della città, già in difficoltà per la crisi economica, hanno subito i danni di una concorrenza insostenibile, il territorio è stato oltraggiato da costruzioni e parcheggi in area parco, i reperti archeologici sono stati abbandonati.</p>
<p>Quel centro commerciale, in sostanza, è servito ad alimentare clientele e corruttele con disprezzo degli interessi della città.</p>
<p>Occupazione, ambiente ed archeologia sono stati utilizzati come pretesti per realizzare politiche di malaffare.</p>
<p>In relazione e tanto, dunque, risulta davvero assordante il silenzio di Pepe, Nardone e Tibaldi sulla vicenda, mentre non perdono occasione per tuonare un contro l&#8217;altro sulle alchimie delle coalizioni e delle alleanze tutti insieme, invece, tacciono su una questione così rilevante per la città, dimostrando che nessuno di loro si trova nella condizione di poter dare lezioni di moralità.</p>
<p>Sarebbe il caso, invece, che Fausto Pepe spiegasse, ad esempio, come è possibile che Aldo Damiano, indagato per truffa, corruzione e abuso d’ufficio, e già condannato qualche settimana fa per aver diffamato un dipendente comunale, per fatti sempre connessi alla vicenda Zamparini, sia candidato nelle liste che lo sostengono.</p>
<p>Che fine ha fatto il codice etico, di cui Sel ed Idv si riempiono la bocca, e che prevedeva la non candidabilità di persone indagate o condannate?</p>
<p>Nardone, poi, dovrebbe almeno spiegarci come si concilia il suo proclamato concetto di legalità con gli attacchi ai magistrati, in puro stile berlusconiano, del suo alleato e sostenitore Clemente Mastella&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ora &#8211; conclude &#8211; è il momento di far prevalere gli interessi dei giovani, dei piccoli commercianti e dell&#8217;ambiente sulle logiche affaristiche e speculative&#8221;.</p>
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		<title>SETTE E MEZZO e poi l&#8217;amministrazione SBALLA.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 21:57:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 5 aprile 2011 Una amministrazione da 7 e mezzo. Il sindaco Fausto Pepe, dopo aver preso atto con superficialità che altri cinque consiglieri del centrosinistra lo hanno abbandonato lasciandolo senza maggioranza, ora perde anche l’assessore Giovanni D’Aronzo, il settimo a lasciare la giunta. Cambiare in cinque anni più della metà degli assessori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe_Fausto231.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7275" title="Pepe_Fausto231" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe_Fausto231-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a></strong>Comunicato stampa del 5 aprile 2011</p>
<p><strong> Una amministrazione da 7 e mezzo.</strong></p>
<p>Il sindaco Fausto Pepe, dopo aver preso atto con superficialità che altri cinque consiglieri del centrosinistra lo hanno abbandonato lasciandolo senza maggioranza, ora perde anche l’assessore Giovanni D’Aronzo, il settimo a lasciare la giunta.</p>
<p>Cambiare in cinque anni più della metà degli assessori è un record assoluto di questa amministrazione che vale la pena di segnalare.</p>
<p>Il primo a lasciare nel 2006 fu Salvatore De Toma, defenestrato dal sindaco e dal segretario dei Comunisti Italiani, Italo Palumbo, ora presidente di SEL, perché non volle firmare la delibera che autorizzava l’apertura dell’Ipermercato Zamparini. Poi nel 2007 fu esonerato Claudio Principe per ragioni che sono rimaste un segreto, come se la nomina e la rimozione di un assessore fosse un affare privato. Nel 2008 abbandonò la giunta, volontariamente, Antonio Medici, in quota Rifondazione Comunista, il quale aveva constatato che il mastellismo imperava nel centro sinistra anche senza Mastella.</p>
<p>Nel 2009 è toccato a Italo Palumbo abbandonare il posto di assessore per far posto a Giovanni D’Aronzo eletto con i DS ma diventato assessore per Italia dei Valori. Nel 2010 si è dimesso Giuseppe De Lorenzo per scontri con il sindaco non del tutto chiariti, mentre nel 2011 ha dovuto lasciare il posto in giunta, Renato Lisi che per diventare assessore si era inventato la “costituente verde”, sacrificato dal Fausto Pepe per ottenere da IdV la riconferma come candidato sindaco.</p>
<p>Ora se ne va D’Aronzo intanto diventato socialista, il quale sostiene la candidatura di Carmine Nardone.</p>
<p>Ed infine bisogna ricordare che Aldo Damiano è tuttora assessore  senza deleghe, quindi dimezzato.</p>
<p>Insomma gli assessori cambiati per varie ragioni sono 7 e mezzo e come sanno i giocatori di carte, dopo questo punteggio massimo, si SBALLA. E questa amministrazione si appresta a farlo.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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		<title>ORA BASTA &#8211; riprendiamoci la città.</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 12:54:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni comunali 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[ORA, acronimo di Occorre Reagire Adesso è il nome della lista civica, promossa da cittadini, associazioni e movimenti, che si presenterà alle elezioni amministrative del prossimo maggio, con candidato Sindaco Antonio Medici e capolista Sandra Sandrucci. La lista rappresenta l’epilogo di un percorso avviatosi a metà gennaio con un appello degli esponenti delle associazioni Altrabenevento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ora-basta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7968" title="ora-basta" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ora-basta.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>ORA</strong>, acronimo di <strong>Occorre Reagire Adesso</strong> è il nome della lista civica,  promossa da cittadini, associazioni e movimenti, che si presenterà alle  elezioni amministrative del prossimo maggio, con candidato Sindaco  Antonio Medici e capolista Sandra Sandrucci.<br />
La lista rappresenta l’epilogo di un percorso avviatosi a metà gennaio  con un appello degli esponenti delle associazioni Altrabenevento  (Gabriele Corona), Codacons (Maurizio Zeoli), Movimento 5 stelle Beppe  Grillo (Francesca Maio), Palazzo di Città (Antonio Medici) e Slai Cobas  (Alberto Zollo). A quell’appello ha fatto seguito una discussione  aperta, trasparente, libera e molto partecipata sviluppatasi nel corso  di tre assemblee pubbliche e, per impulso di Nicola Sguera, sul social  network Facebook, mentre i partiti di tutti gli schieramenti si  avvitavano in inconfessabili trattative e tatticismi esasperati.<br />
Un’esperienza straordinaria, dunque, per coinvolgimento e  partecipazione, che vede coinvolti attivisti dell’associazionismo  ambientalista, come Camillo Campolongo, e singoli cittadini, espressione  della società civile che avverte l’urgenza di contrapporre ORA una  proposta credibile e alternativa al sistema dei partiti degradati a  comitati d’affari.<br />
ORA è il momento di dire basta e reagire ad un sistema politico che  sacrifica ogni bene comune sull’altare del malaffare, delle clientele e  dei familismi. ORA è il momento di reagire con il voto per portare in  Consiglio Comunale una rappresentanza civile che sia al contempo vigile  su ogni atto contrario agli interessi ed ai bisogni della comunità e  megafono delle istanze di moralità dell’azione amministrativa, difesa  del territorio, partecipazione e trasparenza.<br />
A metà della prossima settimana, nel corso di una conferenza stampa, saranno presentati il simbolo della lista e i candidati.</p>
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