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	<title>altrabenevento &#187; Incendio Capannone Barletta</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Incendio del capannone Barletta, rinviati a giudizio il titolare della società, l&#8217;ex sindaco di San Giorgio del Sannio ed altri quattro.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2012 05:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 14 ottobre 2012 A seguito delle indagini sull’incendio del capannone Barletta di San Giorgio del Sannio, sollecitate da Altrabenevento, sono stati rinviati a giudizio il proprietario della struttura, l’ex sindaco, due periti e due ufficiali dei Vigili del Fuoco. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Benevento, Maria Di Carlo, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-altro-lato-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4767" title="02-altro-lato-notte" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-altro-lato-notte-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Comunicato stampa del 14 ottobre 2012</p>
<p>A seguito delle indagini sull’incendio del capannone Barletta di San Giorgio del Sannio, sollecitate da Altrabenevento, sono stati rinviati a giudizio il proprietario della struttura, l’ex sindaco, due periti e due ufficiali dei Vigili del Fuoco.</p>
<p>Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Benevento, Maria Di Carlo, a conclusione dell&#8217;indagine sull&#8217;incendio del deposito Barletta di San Giorgio del Sannio, ha rinviato a giudizio per vari reati, Antonio Barletta, amministratore della società proprietaria del capannone, Giandonato Moffa e Carmine Alvino, periti della stessa società, Giorgio Nardone, ex sindaco, Alessandro Crisci e Antonio De Matteo, comandante e ufficiale dei Vigili del Fuoco. Il processo comincerà il 10 gennaio 2013.<span id="more-9758"></span></p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-alimenti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4776" title="11-alimenti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-alimenti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il Capannone pieno di derrate alimentari, detersivi e vari materiali incendiabili, prese fuoco nella notte del 23 maggio 2009 e bruciò ininterrottamente per sessanta ore, producendo un gravissimo inquinamento dell’aria e di tutto l’ambiente circostante. Le fiamme distrussero anche l’auto della famiglia Carpentieri e danneggiarono seriamente la loro casa.</p>
<p>La Procura della Repubblica aprì un’indagine solo per Incendio doloso, che però fu archiviata dopo poche settimane.</p>
<p>A seguito del <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4751">dossier presentato da Altrabenevento</a> ad agosto 2009, il Sostituto Procuratore della Repubblica, Nicoletta Giammarino, incaricò la sezione della Digos sui “reati contro la pubblica amministrazione”, guidata dal sostituto commissario Antonio Zarrillo, di effettuare una nuova indagine che si è conclusa nel 2011 con le richieste di rinvio a giudizio accolte dal Gup, Di Carlo.</p>
<p>Ad Antonio Barletta viene contestato innanzitutto il reato previsto dall’art. 437 del codice penale (Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro), per aver realizzato “ampliamenti abusivi su entrambi i lati del capannone destinato a deposito, distrutto dall’incendio del 23 maggio 2009, inglobando gli idranti posti lungo gli originali perimetri laterali esterni della struttura, rendendoli del tutto inaccessibili e quindi inutilizzabili”.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-auto-carpentieri-21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4842" title="15-auto-carpentieri-21" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/15-auto-carpentieri-21-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>A Barletta ed al perito Giandonato Moffa, il GUP contesta anche il reato di cui all’art. 483 del c.p. (falso ideologico) per aver dichiarato, falsamente, ai Vigili del Fuoco che gli impianti antincendio di quel capannone erano efficienti e funzionanti.</p>
<p>Sempre ad Antonio Barletta, vengono pure contestate diverse violazioni al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 &#8220;Norme in materia ambientale&#8221;, perchè non provvedeva alla bonifica del suolo dopo l’incendio, come previsto per legge, e realizzava uno scarico non autorizzato di acque reflue direttamente nella cunetta stradale.</p>
<p>All’ex sindaco, Giorgio Nardone, si contesta l’Omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) perchè “ometteva di adottare i provvedimenti previsti dall’art. 192 del D.Lvo 152/2006 ed in particolare, non procedeva con l’esecuzione dei lavori di bonifica del sito in danno del soggetto obbligato, nonostante l’assoluta urgenza di provvedere a causa del rischio di inquinamento per l’ambiente derivante dai rifiuti prodotti dall’incendio&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell’indagine, la DIGOS accertava che anche nel capannone confinante con quello bruciato, tenuto in fitto sempre da Barletta come deposito, erano stati realizzati ampliamenti abusivi e non erano funzionanti i sistemi antincendio. Per questa ragione il GUP contesta ad Antonio Barletta il reato di omissione delle cautele gli infortuni sul lavoro, (art. 437 c.p.); a Barletta e al perito Carmine Alvino, il falso ideologico (art. 483 c.p.) per le dichiarazioni contenute nelle dichiarazioni rese ai Vigili del Fuoco; all’ex sindaco il reato di omissione, perchè “non adottava alcun provvedimento per impedire la prosecuzione dell’attività presso il predetto capannone, nonostante la stessa si svolgesse senza alcun accertamento in ordine ai requisiti di sicurezza richiesti dalle norme”; all’ufficiale e al comandante dei Vigili del Fuoco, De Matteo e Crisci, l’abuso di ufficio (art. 323 c.p.) per non aver segnalato al Comune che l’attività di Barletta era in corso senza certificato antincendio.</p>
<p>Dall’esame dei fatti contestati risulta che in gran parte le segnalazioni di Altrabenevento sono state considerate e verificate dalla Procura della Repubblica che però, non ha ritenuto di utilizzare come prova di reato, anche <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4913">l’intercettazione del colloquio telefonico, effettuata dai carabinieri, nel corso della quale il sindaco Nardone, assicurava Barletta </a>che il suo Ipermercato poteva rimanere aperto il giorno festivo (2 giugno 2009), nonostante il divieto imposto a tutti gli altri commercianti. Quell’intercettazione, già resa nota da Altrabenevento, era agli atti del primo fascicolo archiviato senza che fossero contestati reati a Barletta e Nardone, e per questo motivo non può essere utilizzata in altro procedimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>************************************</p>
<p><strong>Decreto di Rinvio a giudizio.</strong></p>
<p>Il Giudice, dott. Maria di Carlo, all’esito della udienza preliminare del 11 ottobre 2012, ha disposto il rinvio a giudizio per<strong> l&#8217;udienza del 10/1/2013</strong> ore 9,00 innanzi a Tribunale di Benevento composizione collegiale- 2° collegio, degli</p>
<p align="center"><strong>IMPUTATI</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">BARLETTA Antonio</span></p>
<p>Per il reato previsto e punito dall&#8217;art. 437 c.p. perché. quale amministratore unico della &#8220;NEW DISTRIBUTION s rl&#8221;, realizzava due <strong>ampliamenti abusivi</strong> sui lati del capannone destinato a deposito della predetta società, distrutto nell&#8217;incendio del 23.5.2009, sito in via Cesine, <strong>ampliamenti che inglobavano gli idranti posti lungo gli originari perimetri laterali esterni della struttura, </strong><strong>rendendoli del tutto inaccessibili e quindi inutilizzabili</strong>;</p>
<p><strong>inoltre, disponeva la parziale chiusura della saracinesca di alimentazione dei due idranti posti sul lato ingresso del Capannone della struttura rendendoli inefficaci. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">BARLETTA Antonio e MOFFA Giandonato</span></p>
<p>Per i reati previsti e puniti  dagli artt. 110, 81 cpv, 483 c.p. perché, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso:</p>
<p>• Barletta nella qualità di amministratore unico della &#8221; NEW  D ISTRIBUTION srl&#8221;, presentava al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento &#8230;  in allegato alla richiesta dì rinnovo del Certificaro Prevenzione Incendi &#8230; la Dichiarazione &#8220;situazione non mutata&#8221; nella quale dichiarava che  <em>&#8220;</em><em>la situazione</em><em> riscontrata da codesto </em><em>comando alla data del rilascio del citato certificato in scadenza non è mutata&#8221;, &#8230;&#8230;&#8230; </em> <strong>laddov</strong><strong>e,</strong><strong> all&#8217;esito dci sopralluog</strong><strong>o effettuato dal Comando dei </strong><strong>Vigili del Fuoco, in data 25.5.2009, emergeva che la situazione </strong><strong>dei luoghi era difforme rispetto al progetto approvato il 09/02/1993</strong>  (che aveva comportato il rilascio del Certificato Prevenzione Incendio  il 13/4/1993), essendo stati realizzati, fin dal 1994 circa, ampliamenti sui due lati del capannone, mai segnalati al comando dei VV.FF., in violazione dell&#8217;art. 5 del DPR n. 37 del 1998;</p>
<p>• Moffa , nella qualità di perito, a seguito di conferimento di incarico da  parte di Barletta Antonio, certificava,  nella perizia giurata allegata alla richiesta di rinnovo del Certificato prevenzione incendi, di cui sopra, che  a seguito di sopralluogo tecnico presso l&#8217;attività della &#8220;NEW DlSTRIBUTION srl &#8221; sita in  via Cesine, effettuato il 2.2.2006, per verificare la funzionalità e l&#8217; &#8220;efficienza dci seguenti impianti di protezione antincendio:</p>
<p>l. n. 10 estintori a polvere da 6 Kg</p>
<p>2. n. 5 idranti a cassetta fino 45 mm</p>
<p><strong><em>&#8220;i predetti impia</em></strong><strong><em>n</em></strong><strong><em>ti sono </em></strong><strong><em>efficienti e perfettamente funzionanti&#8221; </em></strong><strong><em>, </em></strong><strong>laddov</strong><strong>e, </strong><strong>all&#8217;esito d</strong><strong>el </strong><strong>sopralluogo effettuato dal Comando dci </strong><strong>Vigili del Fuoc</strong><strong>o,  in </strong><strong>data </strong><strong>25.5.2009</strong><strong>,</strong><strong> emergeva </strong><strong>che </strong><strong>gli idranti posti </strong><strong>lungo </strong><strong>gli originari perimetri laterali esterni della struttura erano stati inglobati </strong><strong>da ampliamenti abusivi realizzati fin dal 1994 circa, che li rendevano del tutto inaccessibili</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">B</span><span style="text-decoration: underline;">A</span><span style="text-decoration: underline;">RLET</span><span style="text-decoration: underline;">TA A</span><span style="text-decoration: underline;">n</span><span style="text-decoration: underline;">t</span><span style="text-decoration: underline;">onio</span></p>
<p>Per il reato previsto e punito dall&#8217;art. 437 c.p. perché, quale amministratore unico della &#8220;NEW DISTRIBUTION srl&#8221;, conduttrice, in virtù del contratto stipulato in data 27.12.1995 con la ditta &#8230;&#8230;,  del capannone industriale sito in via Cesine &#8230; realizzava <strong>due </strong><strong>s</strong><strong>trutture abusive di ampliamento</strong>, una laterale e una posteriore, di mq 415 circa, <strong>con pareti in pannelli di policarbonato, utilizzate per lo stoccaggio di merce, posizionata su numerose pedane in legno, poste su più livelli e in più file, </strong><strong>che inglobavano diverse cassette antincendio, </strong><strong>rendendole </strong><strong>inaccessibili c quindi inutilizzabili; </strong></p>
<p>posizionava le predette pedane in modo da bloccare una porta scorrevole in ferro, presente sul lato posteriore del capannone; infine, collocava del materiale imballato in modo da bloccare una porta scorrevole in ferro posta sul lato destro della struttura.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">NARDONE Giorgio</span></p>
<p>Reato previsto e punito  dall&#8217;art. 328 comma l c.p, perché nella qualità di sindaco del comune di San Giorgio del Sannio, responsabile della struttura presso la quale è istituito lo sportello unico  previsto dall&#8217;art. 24  D.Lvo n. 112/98, <strong>avendo avuto comunicazione dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento</strong>, con nota n, 297/P del 24.1.2004, <strong>che il <em>&#8220;Deposito merce sito in S</em></strong><strong><em>an</em></strong><strong><em> Giorgio</em></strong><strong><em> del Sann</em></strong><strong><em>io </em></strong><strong><em>via</em></strong><strong><em> Cesine, intes</em></strong><strong><em>tato a  New</em></strong><strong><em> Distribution sr</em></strong><strong><em>l -</em></strong><strong><em> amministratore Barletta Gerardo Giacomo..  </em></strong><strong><em>non</em></strong><strong><em> é in possesso del Certificato Prevenzione Incendi e per quunto </em></strong><strong><em>riguarda la </em></strong><strong><em>sicurezza antincendio l&#8217;attivi</em></strong><strong><em>tà</em></strong><strong><em> non pu</em></strong><strong><em>ò</em></strong><strong><em> essere esercitat</em></strong><strong><em>a”</em></strong><strong>, non</strong><strong> </strong><strong>adottava alcun provvedimento per impedire la prosecuzione dell&#8217;attività presso il predetto capannone</strong>, nonostante la stessa si svolgesse senza alcun accertamento in ordine al possesso dei requisiti di sicurezza richiesti dalle norme, fino all&#8217;ordinanza sindacale del 15.6.2009 di <em>&#8220;di</em><em>ffi</em><em>da.. </em><em>a</em><em> continu</em><em>a</em><em>re </em><em>a</em><em>d esercitare </em><em>l</em><em>&#8216;attivi</em><em>tà </em><em> di commercio </em><em>a</em><em>ll&#8217;ingrosso </em>c <em>stocc</em><em>a</em><em>ggio </em><em>di</em><em> g</em><em>eneri alimentari </em><em>&#8230;in q</em><em>uanto</em><em> i locali  </em><em>non </em><em>rispett</em><em>a</em><em>no le norme </em><em>di sicurezza</em><em>,</em><em> come</em><em>&#8230;nota </em><em>del </em><em>Comando </em><em>Provinciale dei </em><em>Vigili del Fuoco n. </em>&#8230;”  e ingiunzione all&#8217;amministratore unico, sig. Antonio Barletta <em>&#8220;&#8230; </em><em>a</em><em> d</em><em>e</em><em>posit</em><em>are</em><em> entro 20 gg </em><em>il </em><em>prescritto ce</em><em>r</em><em>ti</em><em>fi</em><em>cato antincendio.</em><em> In mancanza si provvederà ad emettere ordinanza di chiusura della suddetta attività&#8221;</em><em> </em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">DE MAT</span><span style="text-decoration: underline;">T</span><span style="text-decoration: underline;">EO Antonio, CRISCI Alessandro, BARLETTA Antonio</span></p>
<p>Reato previsto e punito dall&#8217;art. 323 c.p. perché, in concorso tra loro, il primo<strong> </strong>quale responsabile del procedimento &#8211; pratica n. 17410 (come da nota n. 2472-P dci 12.5.2004) &#8211; il secondo quale Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Benevento<strong>, </strong>il terzo quale amministratore unico della società New Distribution, conduttrice del capannone, in data 12.10.2004, <strong>i primi due rilasciavano parere favorevole di</strong><strong> </strong><strong>conformità del progetto presentato il 4.5.2004 dalla New Distribution, pur sapendo che l&#8217;attività era già in corso nonostante il mancato rilascio del Certificato di Prevenzione</strong><strong> </strong><strong>Incendi</strong> &#8230;.. <strong>e omettevano di dare comunicazione al Comune,</strong> in violazione dell&#8217;art. 3, comma 4 del DPR n. 37 del 1998, <strong>che la</strong><strong> </strong><strong>New Distribution aveva avanzato richiesta di parere di</strong><strong> </strong><strong>conformità benché già operasse in via C</strong><strong>e</strong><strong>sine in mancanza dei</strong><strong> </strong><strong>requisiti richiesti</strong>; &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;., <strong>procurando al Barletta</strong><strong> </strong><strong>l&#8217;ingiusto </strong><strong>vantaggio patrimoniale consistente nella possibilità di</strong><strong> </strong><strong>proseguire nell&#8217;esercizio dell&#8217;attività commerciale</strong><strong>.</strong><strong> </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">B</span><span style="text-decoration: underline;">ARLET</span><span style="text-decoration: underline;">T</span><span style="text-decoration: underline;">A Antonio e ALVINO Carmine</span></p>
<p>Reati previsti e punti dagli artt. 11O , 81 cpv, 483 c.p. perché, in concorso tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso:</p>
<p>• Barletta nella qualità di amministratore unico della &#8220;New DISTRIBUTION srl &#8220;, conduttrice del capannone sito in via Cesine, in data 3.7.2009, presentava al Comando dei Vigili del Fuoco di Benevento richiesta di sopralluogo per il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendio <strong>dichiarando di</strong><strong> </strong><strong>aver realizzato le opere </strong><strong>e</strong><strong> gli impianti <em>&#8220;i</em></strong><strong><em>n conformità</em></strong><strong><em> ai progetti approvati dal Comando </em></strong><strong><em>Vigili </em></strong><strong><em>del Fuoco</em></strong><em> </em><em>in data 12/10/2004 prot. n. 5316</em>/ P &#8221; <em>(</em><em>Pratica VVFF 17410</em><em>)&#8221;  </em><strong>l</strong><strong>addove in seguito al</strong><strong> </strong><strong>sopralluogo effettuato il 1.10.2009 dalla Questura di BN emergeva che la struttura era stata ampliata mediante la realizzazione di due volumi abusivi (uno laterale </strong><strong>e</strong><strong> uno posteriore, di mq 415 circa, con pareti di pannelli in policarbonato) che non venivano indicate.</strong></p>
<p>• Alvino, nella qualità di perito a seguito di conferimento di incarico da parte di Barletta Antonio <strong>dichiarava </strong>nella relazione tecnica dell&#8217;eseguito che <em>&#8220;il Comando di Be</em><em>nevento in data 12/10/2004 prot. 5316/P  rilasciava parere di conformità del progetto per il deposito di merci &#8230;<strong>si rileva che il deposito è stato adeguato rispettando rigorosamente il progetto  approvato&#8221; </strong></em><strong>senza indicare l&#8217;avvenuto ampliamento della struttura mediante la realizzazione di due volumi abusivi,</strong> &#8230;.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">A</span><span style="text-decoration: underline;">LVINO Carmine</span></p>
<p>Reato previsto e punito dall&#8217;art. 483 c.p. <strong>perché presentava al Comando dei Vigili del</strong><strong> </strong><strong>Fuoco di Benevento </strong>&#8230; <strong>il progetto di</strong><strong> </strong><strong>variante</strong> in relazione alla pratica VVFF n. &#8230;,  committente New Distribution srl, nella cui relazione <strong>affermava falsam</strong><strong>ente</strong> che la <em>&#8220;</em><em>necessità della perizia di variante deriva dall&#8217;esigenza della società New Distribution srl di <strong>costruire due pensile, adiacenti al capannone,</strong> per lo stoccaggio provvisorio della merce&#8230;.sul prospetto posteriore e sul prospetto laterale destro. Le pensile saranno costruite in  struttura metallica e copertura in lamiera zincata&#8221;</em> (evidenziando l&#8217;incidenza che tale ampliamento abusivo aveva sui  presidi per la sicurezza degli ambienti di lavoro, tanto da comportare  la necessità di una serie di modifiche per garantire l&#8217;efficienza delle uscite di sicurezza e l&#8217;accessibilità degli idranti, modifiche mai effettuate, come emergeva dal sopralluouo del 1.10.2009,&#8230;., laddove <strong>, tale ampliamento era già stato realizzato,</strong> come risulta dalla nota del Comando dei VVFF di BN n&#8230;&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">BARLETTA Antonio</span></p>
<ul>
<li>Reato previsto e punti dall&#8217;art. 257 commi 1 e 242 D.Lvo 152/06 perché. nella qualità  di ammnistrarore unico della &#8220;NEW DIS&#8217;I'RIBUTION srl&#8221;, <strong>titolare </strong><strong>del</strong><strong> </strong><strong>capannone destinato a deposito della predetta società, sito in via </strong><strong>Cesine, </strong><strong>andato distrutto nell&#8217;incendio d</strong><strong>el</strong><strong> 23.5.2009, con tale evento </strong><strong>cagionava </strong><strong>l&#8217;inquinamento del suolo</strong> (rap. Prova n. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;)  <strong>con sostanze non pericolose</strong><strong>,</strong><strong> ma non adottava </strong><strong>le </strong><strong>conseguenti misure necessarie di prevenzione</strong><strong>,</strong><strong> non effettuava </strong><strong>la </strong><strong>co</strong><strong>m</strong><strong>unicaziouc di cui all&#8217;art. 242 I comma, non effettuava un&#8217;indagin</strong><strong>e </strong><strong>preliminare sui parametri ogg</strong><strong>etto</strong><strong> dell&#8217;inquinamento, </strong><strong>non presentava tempestivamente un piano di caratterizzazione con i requisiti richiesti dalle norme e, infine, non </strong><strong>non provvedeva alla bonifica del si</strong><strong>t</strong><strong>o.</strong></li>
</ul>
<p>Reati previsti e puniti dagli art. 137 &#8211; 124 &#8211; 125 D. Lvo 152/06  perchè nella qualità di amministratore unico della &#8220;New DISTRIBUTION srl&#8221;, <strong>apriva uno scarico di acque reflue industriali, relativo al capannone sito in San  </strong><strong>Giorgio del Sannio via Cesine (distrutto nell&#8217;incendio d</strong><strong>el</strong><strong> 23.5.2009)</strong><strong>, </strong><strong>senza l&#8217;autorizzazione</strong> prevista dagli artt. 124 e 125 del Decreto,  <strong>s</strong><strong>carico</strong><strong> </strong><strong>consistente in una tubazione in P</strong><strong>V</strong><strong>C posta lungo il muro di ci</strong><strong>nta,</strong><strong> a</strong><strong> </strong><strong>valle </strong><strong>e</strong><strong> contiguo a via Ccsin</strong><strong>e</strong><strong>, che con</strong><strong>f</strong><strong>luiva nella cunet</strong><strong>t</strong><strong>a stradale</strong><strong>.</strong></p>
<p>Reato previsto e punito dall&#8217;art. 255 comma 3 D.Lvo 152/06  perché non ottemperava all&#8217;ordinanza sindacale n. 42/09  del 5.8.2009, emessa ai sensi dell&#8217;art.192 comma 3 stesso decreto, notificata in pari data.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">NARDONE Giorgio</span></p>
<p>Reato previsto e punito dall&#8217; art. 328 c.p. perché &#8211; nonostante l&#8217;amministratore unico della ditta &#8220;N EW DISTRIBUTION s rl&#8221; , proprietaria del capannone sito in via Cesine, distrutto nell&#8217;incendio del 23.5.2009, non avesse effettuato la comunicazione di cui all&#8217;art. 242 D.Lvo 152/06, non avesse avviato in tempi celeri l&#8217;indagine preliminare per stabilire i livelli di inquinamento provocato dall&#8217;incendio, non avesse presentato il piano di caratterizzazione pur essendo stati superati i livelli delle concentrazioni soglia di contaminazione &#8230;, attività che veniva effettuata dal Barletta solo a partire dall&#8217;11.9.2009 con la presentazione di un piano per la messa in sicurezza &#8230;.. <strong>ometteva di </strong><strong>adottare i </strong><strong>provvedimenti di cui agli artt. 192 comma 3 e 250 D.Lvo 152/06 e, in particolare, non procedeva con l&#8217;esecuzione d</strong><strong>e</strong><strong>i lavori di</strong><strong> </strong><strong>bonifica del sito in danno del soggetto obbligato, nonostante l&#8217;assoluta urgenza di provvedere a causa dei rischi di</strong><strong> </strong><strong>inquinam ento per l&#8217;ambiente derivante dai rifiuti prodotti</strong><strong> </strong><strong>dall&#8217;incendio.</strong></p>
<p>**********************</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Altrabenevento non partecipa alle manifestazioni del Premio Marzani.</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=7280#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 12:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 11 settembre 2010 “Altrabenevento- associazione per la città sostenibile contro il malaffare” non parteciperà alle iniziative organizzate oggi e domani a San Giorgio del Sannio per il “Premio giornalistico e letterario Marzani” perché ritiene inopportuni il patrocinio del Comune di San Giorgio del Sannio e la sponsorizzazione di una società interessata alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/nardone-giorgio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4930" title="nardone-giorgio" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/nardone-giorgio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Comunicato stampa del 11 settembre 2010</p>
<p>“Altrabenevento- associazione per la città sostenibile contro il malaffare” non parteciperà alle iniziative organizzate oggi e domani a San Giorgio del Sannio per il “Premio giornalistico e letterario Marzani” perché ritiene inopportuni il patrocinio del Comune di San Giorgio del Sannio e la sponsorizzazione di una società interessata alla realizzazione della centrale a turbogas Luminosa.</p>
<p>Alla presenza di illustri ospiti, tra i quali Marco Travaglio, Sandro Ruotolo e Rosaria Capacchione, si discute per due giorni di lotta alla criminalità e rispetto della legalità, temi sui quali il comportamento degli amministratori comunali di San Giorgio è stato a volte opaco, per esempio nel settore edilizio, e a volte scandaloso, come è accaduto in occasione dell’incendio del deposito della ditta Barletta. E’ sufficiente ricordare, al proposito, il testo da noi diffuso &#8211; nonostante la censura di qualche giornale locale- del colloquio intercettato dai carabinieri tra il sindaco e il titolare dell’Iper Universo, per sottolineare la contraddittorietà del comportamento del primo cittadino a “difesa della legalità”.</p>
<p>Non condividiamo, inoltre, la decisione della associazione Europa Mediterraneo, organizzatrice  del premio giornalistico, di avvalersi della sponsorizzazione della società Soluzioni srl di San Giorgio del Sannio, i cui soci sono decisi sostenitori della centrale a turbogas che la società Luminosa vorrebbe costruire a Benevento. Soluzioni srl è anche interessata alla installazione di altre pale eoliche sui crinali delle colline tra Benevento e Foggia con la società “Fortore Energia spa” che Flavio Carboni, indagato per la P3 e lo scandalo eolico in Sardegna ed impegnato a trattare affari con vari imprenditori, anche tedeschi, definisce “società vuota in cui dentro confluiscono dei soci che vogliamo noi”.</p>
<p>Il presidente- Gabriele Corona</p>
<p>Notizie collegate:<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=7100"> La P3, l&#8217;energia e il sannio</a>.</p>
<p>&#8220;<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4913">Pronto don Giorgio?&#8221;- telefonata intercettata tra il sindaco di San Giorgio del Sannio e l&#8217;imprenditore Barletta<br />
</a></p>
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		<title>Ad un anno dall&#8217;incendio del capannone Barletta: &#8220;i giorni , i luoghi e gli Enti delle diossine&#8230;a San Giorgio del Sannio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 11:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad un anno dal maxi incendio del capannone Barletta in San Giorgio del Sannio (BN), Rosanna Carpentieri abitante della zona, ha inviato un atto di significazione e diffida al Sindaco Giorgio Nardone, all&#8217;A.S.L. e all&#8217;Agenzia Regionale Protezione Ambientale , i tre Enti preposti alla tutela dell&#8217;ambiente e della salute, affinchè si proceda senza più ulteriore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4765" title="01-incendio-capannone-barletta-notte" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Ad un anno dal maxi incendio del capannone Barletta in San Giorgio del Sannio (BN), Rosanna Carpentieri abitante della zona, ha inviato un atto di significazione e diffida al Sindaco Giorgio Nardone, all&#8217;A.S.L. e all&#8217;Agenzia Regionale Protezione Ambientale , i tre Enti preposti alla tutela dell&#8217;ambiente e della salute, affinchè si proceda senza più ulteriore ed illegittimo indugio al sinora omesso monitoraggio delle diossine su tutte le matrici ambientali del sito contaminato dall&#8217;incendio ed in primis sulle matrici biologiche, ovvero sul plasma ematico dei cittadini maggiormente esposti alle esalazioni tossiche in quanto residenti.</p>
<p>Carpentieri ricorda che l&#8217;incendio si sviluppò nel cuore della notte, durò nel suo acme tre notti e due giorni, coinvolse subito la propria abitazione limitrofa, danneggiò il pannello solare posto sul tetto e distrusse completamente i vetrocamera delle finestre e la propria autovettura, ma neppure il controllo costante dei focolai resistenti da parte dei Vigili del Fuoco riuscì ad impedire l&#8217;emissione di esalazioni tossiche per oltre venti giorni dalla notte del 23 maggio 2009.</p>
<p>L&#8217;A.R.P.A.C. già in data 29 maggio , sei giorni dopo l&#8217;incendio e nella persistenza dei fumi, rilevava attraverso l&#8217;esame di un rilevatore passivo apposto per appena 48 ore dinanzi alla propria abitazione, la dispersione nell&#8217;aria di elevatissimi quantitativi di benzene (575 mcg/mg) ben 115 volte superiori al valore di riferimento&#8230; di toluene e di FURANI, ovvero diossine !</p>
<p>Tutte sostanze accomunate dal fatto di portare con sé numerosi atomi di cloro che è una delle sostanze più reattive esistenti, e quando un atomo riesce a reagire con tutto o quasi, il più delle volte crea danni. Se poi è veicolato da sostanze che si stoccano nei grassi (lipofile) e quindi possono legarsi al tessuto adiposo, i danni sono assicurati.</p>
<p>Gli abitanti della zona, però, nonostante specifiche richieste non sono stati sottoposti ad esami specialistici per il dosaggio ematico delle diossine (TCDD, PCDD/F e PoliCloroBenzene) malgrado esplicita denuncia di malesseri e da ultimo, di patologie conclamate di non determinata derivazione.<span id="more-6856"></span></p>
<p>Nonostante il rilievo di tali risultati nella matrice aria , noto già il 29 maggio (e, tralasciando gli elevati quantitativi di altri inquinanti rilevati nelle acque di spegnimento, dichiarate dall&#8217;A.R.P.A.C. NON ACCETTABILI , ma disperse nel suolo e nei torrenti, ed assorbite cutaneamente in toto dalla Carpentieri che nelle stesse vi scivolò la notte del 23 maggio, completamente bagnandosi e contaminandosi ) e, malgrado tali evidenze scientifiche venissero comunicate dall&#8217;A.R.P.A.C. al Sindaco Giorgio Nardone nella sua veste istituzionale di massima autorità sanitaria locale, inspiegabilmente, da una parte il Sindaco nessuna precauzione (quanto meno l&#8217;allontanamento dal sito) adottò a tutela della nostra salute ed incolumità e di quella degli altri residenti in zona, e dall&#8217;altra &#8211; fatto ancor più irragionevole ed illegittimo &#8211; l&#8217;ARPAC addirittura interruppe ex abrupto il monitoraggio dell&#8217;aria, decidendo di non apporre dopo il 25 maggio altri rilevatori passivi di aerodisperso, quanto meno per tutta la durata delle emissioni inquinanti nell&#8217;aria respirata, protratrattasi per quasi un mese.</p>
<p>Ciò è semplicemente criminale !</p>
<p>Ci rendiamo conto che l&#8217;incendio della Baraccopoli &#8211; Arsenale Barletta non fu Seveso o il Vietnam, ma non si può nemmeno archiviare l&#8217;accaduto come un incidente di percorso non prevedibile e soprattutto , non si può minimizzarne a tal punto la portata e le conseguenze indotte anche da parte degli Enti preposti alle tutele.</p>
<p>Portata e conseguenze vanno spiegate nella massima trasparenza possibile perchè certi eventi non possono relegarsi in fretta nel dimenticatoio della coscienza collettiva quando segnano la vita delle persone e il destino di un territorio forse in modo indelebile.</p>
<p>Carpentieri nella sua diffida sottolinea che il Sindaco Nardone non ha neppure MAI reso noti alla cittadinanza in generale, ed a cittadini richiedenti in particolare, (data la rilevanza pubblica dell&#8217;accadimento il cui pubblico interesse non si misura in base ai morti e feriti, (sic !!!) come egli ebbe con cialtroneria a dichiarare alla stampa&#8230;) i risultati sui dati dell&#8217; effettivo inquinamento attraverso opportune forme di comunicazione ai cittadini, nè ha mai adottato alcuna ordinanza precauzionale a tutela della salute pubblica, anzi ha apposto, abusando del proprio potere, un fermo diniego a conferire in merito con Carpentieri alla quale ha di fatto omesso d&#8217;inoltrare ogni doveroso invito a tutte le conferenze di servizio o tavoli interistituzionali, con evidente disparità di trattamento rispetto alla privata Ditta New Distribution s.r.l. ed evidente violazione degli obblighi elementari di trasparenza, uguaglianza ed informazione dovuta.</p>
<p>Rosanna Carpentieri pertanto diffida , dopo le sue denunce-significazioni circa il mancato monitoraggio delle matrici ambientali e biologiche dei prodotti tossici dispersi nell&#8217;aria ed assorbiti dall&#8217;organismo dei cittadini residenti e circa una gestione &#8220;privatistica&#8221; e &#8220;secretata&#8221; dal 23 maggio 2009 sino all&#8217;attualità, della emergenza e dell&#8217;intera vicenda incendio Barletta, gli Enti: Sindaco, A.S.L ed A.R.P.A.C. a non limitarsi ad inconferenti e secretati tavoli interistituzionali che sinora nulla hanno prodotto se non oscure intese alla minimizzazione ed al non facere, da parte di tutti, enti pubblici e privato coinvolti, ma di istituire in collaborazione con il Ministro della Salute e dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità, una Commissione di esperti imparziali e neutri rispetto alla vicenda de quo, per lo studio della situazione igienico-ambientale in relazione al territorio di Cesine, per la individuazione di proposte operative di serio intervento e per la determinazione della TCDD, delle PCDD/F e PCB NELLE MATRICI BIOLOGICHE dei soggetti che condividono la medesima storia di residenza nei luoghi direttamente interessati e/o limitrofi all&#8217;incendio .</p>
<p>E per chiedere, anche a fini scientifici e di progresso della conoscenza umana, un doveroso &#8220;Piano di monitoraggio ambientale ed epidemiologico&#8221; per gli specifici ed ovvii inquinanti associati ad un qualunque fenomeno di combustione, tenendo conto dei materiali (pvc, policarbonati, prodotti chimici etc.) combusti e della durata considerevole della combustione, piano che non può prescindere dalla determinazione (GRATUITA ed a carico del S.S.N.) dei livelli plasmatici di diossine, furani , PCB etc. nei soggetti che hanno condiviso e condividono tuttora la medesima storia di residenza nei luoghi contaminati dall&#8217;incendio e ancora NON BONIFICATI .</p>
<p>Carpentieri chiede infine a chiare lettere anche di conoscere e di far conoscere a tutti i cittadini le determinazioni cui si è pervenuti nel corso della Conferenza dei Servizi-Tavolo interistituzionale del 05 ottobre 2009;le determinazioni cui il SINDACO ed il Consiglio sono pervenuti a seguito della mozione presentata il 20 novembre 2009 dai Consiglieri Di Biase e Mirra, circa l&#8217;adozione di una ordinanza di divieto di utilizzo a scopo alimentare e di commercializzazione per gli stessi fini dei prodotti agricoli coltivati in prossimità dei capannoni Barletta oggetto di incendio, atteso che l&#8217;A.R.P.A.C. di Benevento non è stata e non è ancora in grado di fornire i risultati delle analisi (ove mai eseguite) in merito alla gravità dell&#8217;inquinamento causato dall&#8217;incendio ; le determinazioni cui il SINDACO ed il Consiglio sono pervenuti a seguito della stessa mozione in merito alla costituzione in giudizio del Sindaco, quale rappresentante della nostra comunità, contro il responsabile dell&#8217;inquinamento e del disastro ambientale sul territorio (Ditta New Distribution s.r.l. di Antonio BARLETTA) ed in merito alla necessità di avviare un procedimento penale e civile nei confronti dell&#8217;A.R.P.A.C. per NON aver adempiuto ad un attento controllo del territorio con tutte le minuziose analisi richieste per legge e tese ad accertare lo stato d&#8217;inquinamento delle matrici ambientali.</p>
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		<title>A quasi un anno dall&#8217;incendio Barletta, si sottovaluta l&#8217;emergenza diossine ed ancora il sindaco di San Giorgio del Sannio non dà risposte. Un intervento di Rosanna Carpentieri.</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 11:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[A quasi un anno dall&#8217;incendio Barletta in San Giorgio del Sannio che ha coinvolto pesantemente un&#8217;abitazione dirimpettaia ed una famiglia ivi residente , la conferenza dei servizi del 5 ottobre 2009 ha inaugurato la fase due nella gestione della vicenda incendio e dell&#8217;emergenza diossine, ancora più farsesca, incredibile, grave e sfacciata della prima connotata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4841" title="01-incendio-capannone-barletta-notte3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>A quasi un anno dall&#8217;incendio Barletta in San Giorgio del Sannio  che ha coinvolto pesantemente un&#8217;abitazione dirimpettaia ed una famiglia  ivi residente , la conferenza dei servizi del 5 ottobre 2009 ha  inaugurato la fase due nella gestione della vicenda incendio e  dell&#8217;emergenza diossine, ancora più farsesca, incredibile, grave e  sfacciata della prima connotata da ignavia intenzionale, superficialità  voluta e cialtroneria conclamata di Sindaco, ASL ed Arpac.<br />
Con la scusa di voler applicare dopo mesi e mesi dall&#8217;evento il titolo  quinto del Codice dell&#8217;Ambiente, sono innumerevoli,quotidiani e  sistematici gli atti di omissione, elusione e violazione del dettato  della legge cui si fa riferimento con singolare e risibile  intempestività, mentre gli organi di controllo hanno dal 23 maggio sino  all&#8217;attualità davvero poco o nulla controllato.<br />
Nessuno controlla la ditta responsabile dell&#8217;inquinamento cui è  pervenuto a dicembre un mero invito da parte del Sindaco a predisporre  (dopo sette mesi dall&#8217;evento) l&#8217;indagine preliminare con analisi di  tutte le matrici ambientali(acqua, suolo, vegetali) e relativo piano di  bonifica.<br />
L&#8217;Arpac dal canto suo minaccia la tutela della propria immagine, come se  avesse fato tutto il possibile e l&#8217;impossibile rientrante nei suoi  compiti istituzionali  nel monitoraggio ambientale delle diossine,  avvertendo di aver sempre riferito al Sindaco quale massima autorità  sanitaria locale e di protezione ambientale ed assumendo il codice  dell&#8217;ambiente quale foglia di fco per ritenersi allo stato esonerata da  indagini che competerebbero al privato responsabile dell&#8217;inquinamento,  la Ditta New Distribution.<br />
Quest&#8217;ultima nulla ha fatto e nulla fa.</p>
<p>Intanto , la gente si sta ammalando, nel lassismo degli enti preposti,  nell&#8217;ignavia vergognosa del Primo cittadino che osa abbandonare il  consiglio comunale e defilarsi nell&#8217;ora delle interpellanze e delle  mozioni.<br />
Il primo cittadino in irresponsabile attesa della scadenza del suo  mandato,insensibile ad atti di doverosa responsabilità  politico-istituzionale quali la rassegnazione delle dimissioni, ha di  fatto negato l&#8217;accollo preventivo delle spese necessarie agli abitanti  che sin da subito hanno chiesto di sottoporsi al dosaggio plasmatico  delle diossine.</p>
<p>Di seguito la trascrizione dell&#8217;ultimo atto di diffida a Sindaco, ASL ed  Arpac ed altri enti sulle emergenze patologiche di cui sono vittima i  cittadini tenuti in inerme ostaggio dalla loro ignavia.<span id="more-6284"></span></p>
<p>RACCOMANDATA A/R ANTICIPATA VIA FAX ai numeri:0824337270(Comune), 0824482067 e 0812326225(Arpac),  06.5994.2376(Min.Salute), 082449503 &#8211; 0824330743(ASL), 0824312891  (Procura), 0824374444(Prefettura), 0824316840(Provincia).</p>
<p>Al Sindaco di San Giorgio del Sannio</p>
<p>All&#8217;ASL BN1 &#8211; Distretto Sanitario di San Giorgio<br />
All&#8217; Unità Operativa Medicina Legale;<br />
Al Responsabile dell&#8217;Unità Operativa di Prevenzione collettiva  Dott.Zucaro</p>
<p>All&#8217;A.R.P.A.C. Campania &#8211; Dott. Mataluni</p>
<p>Al Ministro della Salute</p>
<p>Alla Provincia Settore Territorio e Ambiente</p>
<p>Al Prefetto di Benevento Dott. Mazza &#8211; Protezione Civile</p>
<p>Alla Regione Campania Settore Ecologia</p>
<p>Alla Procura della Repubblica presso<br />
il Tribunale di Benevento Dott. Maddalena</p>
<p>Oggetto: Incendio Capannone Barletta del 23 maggio 2009. Omissioni nel  monitoraggio diossine e nella tutela della salute pubblica. Gravi  patologie in atto. Invito-diffida a  garantire prelievi ematici  domiciliari e la sottoposizione al dosaggio ematico delle diossine.<br />
Diffida ad astenersi da false comunicazioni all&#8217;autorità giudiziaria ex  art.361 c.p.</p>
<p>Facendo seguito e con riferimento integrale già alla istanza racc.A/R  del 19.09.2009 pervenuta inesitata , e al Sindaco e al dott.Zucaro il  21.09.2009, oltre che alla New Distribution s.r.l. di Antonio BARLETTA e  alla compagnia assicurativa da questi oralmente dichiarata: INA  Assitalia, di cui manca il minimo riscontro nella fase extragiudiziale  di risarcimento danni,</p>
<p>precisando che a fronte dell&#8217;omesso monitoraggio ambientale delle  diossine da parte dell&#8217;ARPAC dal 23 maggio sino all&#8217;attualità, e delle  persistenti omissioni non perseguite nel benchè minimo atto di bonifica  del sito contaminato da parte della Ditta Responsabile  dell&#8217;inquinamento,<br />
io sottoscritta Rosanna CARPENTIERI, residente in San Giorgio del Sannio  (BN),via Cesine 36,c.a.p. 82018, telef.0824-337062,  a seguito dei  malesseri puntualmente denunciati all&#8217;Asl e alla massima autorità  sanitaria locale (Sindaco), faccio presente di essere stata recentemente  ospedalizzata per giorni 13  per pancreatite acuta di n.d.d. ( da  riferirsi verosimilmente alla immunosoppressione dovuta ad esposizione  ed assorbimento prolungato, cutaneo ed inalatorio di diossine; si cfr.  caso Viktor Juscenko la cui pancreatite acuta fu accompagnata da  intossicazione da sostanze chimiche quali le diossine oltre che da  un&#8217;infezione virale) e di essere attualmente nell&#8217;impossibilità di  recarmi al distretto sanitario per effettuare imprescindibili prelievi  ematici di controllo della patologia in atto,</p>
<p>pertanto, INVITO E DIFFIDO<br />
l&#8217;ASL a consentirmi i prelievi ematici domiciliari da eseguirsi entro  domani;<br />
l&#8217;ASL, il Sindaco, l&#8217;ARPAC , la Ditta New Distribution, a mettermi in  condizione di eseguire i dosaggi ematici  delle diossine, con accollo  preventivo delle spese a tanto necessarie;<br />
la Procura della Repubblica a perseguire, in caso di ulteriore rifiuto e  negligenza entro 24 ore dalla  presente,  le persone-responsabili degli  Enti preposti (SINDACO Giorgio Nardone, Dott.Zucaro dell&#8217;ASL, Direzione   ARPAC in persona del  Dott.Mataluni ed altri ) per persistenti  omissioni di atti d&#8217;ufficio legalmente dovuti, attentato alla salute  pubblica ed omissione di soccorso, e qualunque altro reato ravvisabile  nelle loro condotte omissive, non collimanti con alcun paradigma di  legalità e con gli obblighi istituzionali del loro Ufficio.<br />
Con la presente gli Enti in indirizzo sono diffidati ad astenersi dal  fare false comunicazioni all&#8217;Autorità giudiziaria: si cfr. in proposito ,  Invito a firma congiunta del Sindaco e dell&#8217;Arch.Fusco Prot. Com.  n.23789 del 17.10.2009 indirizzato al Responsabile dell&#8217;Inquinamento,  Risposta a firma congiunta del Sindaco e dell&#8217;Arch.Fusco Prot.Com.  n.24382 del 30.12.2009 in sostituzione e facente veci del Responsabile  dell&#8217;Inquinamento, Rapporto di prova dell&#8217;Arpac R.G.1256 del 31.07.2009,  unico su ben 5 campioni top soil (sic!) prelevati dopo oltre mesi due  dall&#8217;incendio.</p>
<p>Autorizzo il Ministero della Salute al trattamento dei dati personali  sopra riportati per le finalità funzionali alla vostra attività.  Dichiaro inoltre di aver preso visione dell&#8217;informativa ai sensi del  D.Lgs.30/06/2003 n.196.</p>
<p>Preciso che costituisce senz&#8217;altro omissione e rifiuto perseguibile la  mancata risposta in forma scritta entro 24 ore dalla ricezione della  presente da parte dei destinatari.</p>
<p>Con la più ampia riserva.</p>
<p>Rosanna  Carpentieri<br />
San Giorgio del Sannio, lì 17 marzo 2009</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Interpellanza dei consiglieri di opposizione a San Giorgio del Sannio sull&#8217;inquinamento prodotto dall&#8217;incendio del capannone Barletta.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 12:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla cortese attenzione: del Sindaco di San Giorgio del Sannio Giorgio Nardone dell’Assessore all’Agricoltura Pasquale Mauta dell’Assessore all’Ambiente Giuseppe Saccavino OGGETTO: INTERPELLANZA RISCHIO INQUINAMENTO LOCALITA’ CESINE IL SOTTOSCRITTO GIOVINO CARPENELLA, IN QUALITÀ DI CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE DI CODESTO COMUNE, NELL’ESERCIZIO DEL PROPRIO MANDATO ELETTORALE, PREMESSO CHE -UN INCENDIO DI VASTE DIMENSIONI IL 23 MAGGIO SCORSO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4841" title="01-incendio-capannone-barletta-notte3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3-300x199.jpg" alt="01-incendio-capannone-barletta-notte3" width="300" height="199" /></a>Alla cortese attenzione:</p>
<p>del Sindaco   di San Giorgio del Sannio  Giorgio Nardone</p>
<p>dell’Assessore all’Agricoltura Pasquale Mauta</p>
<p>dell’Assessore all’Ambiente Giuseppe Saccavino</p>
<p>OGGETTO: INTERPELLANZA RISCHIO INQUINAMENTO LOCALITA’ CESINE</p>
<p>IL SOTTOSCRITTO GIOVINO CARPENELLA, IN QUALITÀ DI CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE  DI CODESTO COMUNE, NELL’ESERCIZIO DEL PROPRIO MANDATO ELETTORALE,</p>
<p>PREMESSO CHE<span id="more-5260"></span></p>
<p>-UN INCENDIO DI VASTE DIMENSIONI IL 23 MAGGIO SCORSO HA DISTRUTTO IL DEPOSITO DELLA DITTA BARLETTA IN VIA CESINE,</p>
<p>L’ARPAC di Benevento  ha sempre sostenuto che quell’incendio durato 60 ore, non ha prodotto un inquinamento preoccupante.</p>
<p>Ed invece, è stata la stessa ARPAC con il verbale n. 382 emesso il 29 maggio, ad accertare un quantitativo di Benzene pari a 575 microgrammi per metro cubo, cioè 115 volte superiore al valore di riferimento.</p>
<p>Il 18 giugno sempre l’ARPAC ha emesso il verbale n. 380 relativo all’esame delle acque di spegnimento giudicate “NON ACCETTABILI, per il superamento dei parametri Alluminio, Ferro, Rame, Tensioattivi totali e Zinco.” In modo particolare l’Alluminio riscontrato è stato di venti volte superiore al limite massimo consentito e i Tensioattivi addirittura sono risultati pari a 650 volte i valori normali.</p>
<p>Nell’incendio del 23 maggio le acque piene di metalli ed altri materiali inquinanti sono finite nella cunetta non impermeabilizzata con conseguenti infiltrazioni nel terreno e nelle falde, oppure sono finite nella fogna che dopo alcune centinaia di metri sversa a cielo aperto, senza alcuna forma di depurazione, in un canale utilizzato anche per irrigare gli orti.</p>
<p>Nessuna comunicazione, però è stata fornita ai cittadini per avvisarli del pericolo derivante dall’inquinamento della zona e neppure sono stati analizzati i pozzi delle abitazioni circostanti o sottoposti ad analisi gli abitanti della zona. Tutti hanno voluto minimizzare gli effetti dell’incendio, ma neppure durante la ultima Conferenza dei Servizi tenuta il 5 ottobre presso il Comune di San Giorgio del Sannio, è stata certificata “l’assenza di pericolo” per la salute pubblica e l’ambiente.</p>
<p>INTERPELLA   IL SINDACO, L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA E L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE PER SAPERE:</p>
<p>•	quali sono i documenti ufficiali che attestano l’assenza di sostanze inquinanti e quali altre sostanze indagate, che avrebbero potuto sprigionarsi dall’incendio, sono state ricercate e quali sono i dati relativi ad esse; se non si è fatto, cosa si aspetta a ricercarle;</p>
<p>•	 se sono state fatte determinazioni di diossina sui prodotti di non immediato consumo, nei quali la sostanza tossica potrebbe accumularsi ed essere successivamente distribuita nella catena alimentare : ( foraggi, grano, uva,  olive etc..); Infatti solo se si potrà ufficialmente dichiarare l’assenza della sostanza tossica nella catena alimentare sarà possibile  commercializzare i prodotti, garantendo così  la salute di chi li consuma, oltre che la legittima remunerazione di chi li ha prodotti;</p>
<p>Chiediamo che ci sia una sola voce a parlare, oltre la dialettica politica e le discussioni che avvengono anche nelle sedi istituzionali e che essa lo faccia non solo attraverso atti formali, deliberazioni, ordinanze e quant’altro ma chiediamo anche il rispetto del diritto dei cittadini ad essere informati, ascoltati e chiamati a concorrere alle decisioni secondo le modalità previste dalla legge e dal buon senso della partecipazione democratica attiva.</p>
<p>Ove i livelli misurati superino quelli che sono stati già individuati come valori pericolosi, dovranno esser presi provvedimenti radicali di bonifica.</p>
<p>Come si vede, la situazione non è semplice né tranquilla e richiede non tranquillanti affermazioni bensì ulteriori interventi precisi, approfonditi, come del resto la legge prevede. E soprattutto chiarezza ed informazione certa. A nostro avviso, le autorità competenti dovrebbero costituire a fianco del Sindaco una sorta di gruppo, un comitato, un&#8217;unità di crisi che definisca a breve e sottoponga in tutte le sedi opportune un piano di intervento dettagliato e circostanziato, a medio e lungo termine, evidenziando le priorità, le responsabilità, i costi e le provvidenze che dovranno essere adottate nei confronti della popolazione locale, sia per quello che riguarda la salute che  gli aspetti economici in termini di danno emergente e di lucro cessante.</p>
<p>Questo e solo questo potrà evitare confusione, inutile allarmismo, speculazioni di vario genere e servirà a rendere più tranquilla, perchè maggiormente consapevole, la popolazione.</p>
<p>CHIEDE</p>
<p>Che la presente interpellanza sia inserita all’Ordine del Giorno del consiglio comunale a farsi.</p>
<p>San Giorgio del Sannio , Li 19.09.2009</p>
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		<title>A sei mesi dall&#8217;incendio del caponnone Barletta, dura contestazione di un comitato di cittadini al sindaco di San Giorgio del Sannio.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 22:13:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comitato sangiorgese &#8220;Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia&#8221; rende noto che da domani 23 novembre, a sei mesi esatti dall&#8217;incendio del capannone Barletta del 23 maggio scorso, inizierà la distribuzione a tutta la cittadinanza di volantini informativi sull&#8217;intera vicenda che vede coinvolti per gravi omissioni e inadempienze il sindaco, Giorgio Nardone, l&#8217;assessore al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/nardone-giorgio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4930" title="nardone-giorgio" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/nardone-giorgio-300x225.jpg" alt="nardone-giorgio" width="300" height="225" /></a>Il Comitato sangiorgese &#8220;Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia&#8221; rende noto che da domani 23 novembre, a sei mesi esatti dall&#8217;incendio del capannone Barletta del 23 maggio scorso, inizierà la distribuzione a tutta la cittadinanza di volantini informativi sull&#8217;intera vicenda che vede coinvolti per gravi omissioni  e inadempienze il sindaco, Giorgio Nardone, l&#8217;assessore al Commercio, Claudio Ricci, l&#8217;Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambiente Campania); l&#8217;Asl Bn1 e la Ditta New Distribution di Antonio Barletta.</p>
<p>Dopo sei mesi dall&#8217;evento inquinante infatti, non sono ancora resi noti i risultati qualitativi e quantitativi delle diossine, non viene ancora certificata l&#8217;assenza di pericolo per la salute pubblica e, cosa più inquietante, cittadini che accusano malesseri puntualmente denunciati agli Enti preposti, non sono ancora messi in condizione di sottoporsi ai necessari accertamenti sanitari specialistici, malgrado le loro espresse richieste.</p>
<p>Ecco il testo del volantino.</p>
<p><strong>Il 23 maggio 2009 (foto) un maxi incendio si sviluppava nel capannone dell&#8217;Iperstore Barletta di Cesine, coinvolgendo anche un&#8217;abitazione limitrofa e durava 3 notti e 2 giorni con la emissione di esalazioni tossiche persistenti per oltre 20 giorni.</strong></p>
<p>L&#8217;Arpac (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Campania) già il 29 maggio 2009 accertava la presenza di benzene nell&#8217;aria (575 mcg/mc) ben 115 volte superiori al valore di riferimento e numerosi altri inquinanti nelle acque di spegnimento disperse nel suolo e nei torrenti, tra i quali ferro, rame, zinco, tensioattivi (di ben 650 volte superiore al valore normale) e alluminio (quest&#8217;ultimo di 20 volte superiore al limite massimo).</p>
<p>Ma il Sindaco, in questi sei mesi, non ha mai reso noti i risultati sui dati dell&#8217;inquinamento ed in qualità di massima autorità sanitaria, ha omesso di adottare ordinanze precauzionali a tutela della salute pubblica.</p>
<p>Il Sindaco ha ignorato le ripetute istanze dei cittadini residenti nelle vicinanze del sito incendiato ad essere sottoposti agli accertamenti sanitari specifici, con la esplicita denuncia di malesseri fisici.</p>
<p>Il Sindaco non ha preteso dall&#8217;imprenditore Barletta, l&#8217;applicazione delle disposizioni previste dal Codice dell&#8217;Ambiente D. Lgs 152/2006, in particolare la predisposizione del piano di caratterizzazione dei rifiuti per stabilire con apposite analisi la loro natura e come tempestivamente rimuoverli e smaltirli, né ha esercitato i poteri/doveri di sostituirsi al privato Barletta.</p>
<p>Il Sindaco, solo in data 5 agosto 2009 e dopo oltre 2 mesi dall&#8217;incendio, convoca una prima Conferenza dei Servizi alla quale non invita la Provincia e la Regione Campania e senza fare riferimento ai dati che dimostravano il forte inquinamento prodotto dall&#8217;incendio e le conseguenti necessarie attività per la bonifica, adotta un&#8217;ordinanza con cui si limita ad autorizzare lo smantellamento del capannone.</p>
<p>Ad oggi i rifiuti bruciati sono in gran parte ancora sul piazzale, sotto la pioggia e gli inquinanti continuano a disperdersi in zona.</p>
<p>Il Sindaco, però, si preoccupa di &#8220;aiutare&#8221; Barletta autorizzandolo con una telefonata intercettata dai Carabinieri, a rimanere aperto nel pomeriggio del 2 giugno, Festa della Repubblica, nonostante una Ordinanza dello stesso sindaco, con la quale si vietava l&#8217;apertura di tutti gli esercizi commerciali dopo le ore 14.00.</p>
<p><strong>Trascrizione della intercettazione telefonica del 1° giugno 2009, ore 12,42 operata dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio, tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio.</strong></p>
<p>Il sindaco chiama e Barletta risponde.</p>
<p>Nardone Giorgio: <em>Eh… tu resta aperto domani, e tira a campare! Io&#8230; poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!</em></p>
<p><em> </em>Barletta Antonio: <em>Va bene … grazie!</em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em>Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco! Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l&#8217;ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata… scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io!</em></p>
<p>Barletta Antonio: <em>Va bene … grazie!</em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em>Hai capito, come gli devi dire?</em></p>
<p>Barletta Antonio: <em>Grazie Don Giorgio!</em></p>
<p>Il Sindaco con manifesti e dichiarazioni in Consiglio comunale ed alla stampa, ha confermato la telefonata sostenendo che è pronto a rifarla per aiutare l&#8217;imprenditore. Poi, però, aggiunge che Barletta è stato sanzionato con una multa, mediante manifesto e firmandosi Amministrazione Comunale !?!?</p>
<p>Ma proprio la multa conferma che un atto illecito è stato commesso ed è stato suggerito dallo stesso Sindaco.</p>
<p>E comunque, ammesso e non concesso che sia stata elevata la sanzione amministrativa e che l&#8217;imprenditore abbia effettivamente provveduto al pagamento, è incontestabile che l&#8217;importo della stessa è ben poca cosa rispetto al fatturato ottenuto &#8220;slealmente&#8221;.</p>
<p>Restando in attesa di sapere a quanto ammonta la sanzione, la data di emissione e quella di pagamento, riteniamo che il Sindaco, se avesse voluto attenersi alla legge, avrebbe potuto autorizzare l&#8217;apertura a tutti gli altri esercizi commerciali per l&#8217;intera giornata del 2 giugno, oppure avrebbe potuto chiedere &#8220;una questua collettiva&#8221; agli stessi esercenti per alleviare i danni patrimoniali di Barletta o mettere mano al proprio portafoglio!!!!</p>
<p><strong>Di certo in un paese civile, un Sindaco non può autorizzare impunemente abusi e perciò attendiamo che la magistratura ripristini la legalità violata!</strong></p>
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		<item>
		<title>Ecco i documenti che dimostrano il forte inquinamento determinato a San Giorgio del Sannio dall’incendio del capannone Barletta.ARPAC ed altri Enti hanno colpevolmente minimizzato.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 21:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 23 ottobre 2009 Il 23 maggio scorso, prendeva fuoco il deposito Barletta in contrada Cesine di San Giorgio del Sannio, e sul sito rimangono ancora, dopo cinque mesi, gran parte dei materiali bruciati che dopo le esalazioni dovute al caldo estivo ora sono sotto la pioggia con conseguente dispersione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-4841" title="01-incendio-capannone-barletta-notte3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/01-incendio-capannone-barletta-notte3-300x199.jpg" alt="01-incendio-capannone-barletta-notte3" width="300" height="199" />Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 23 ottobre 2009</p>
<p>Il 23 maggio scorso, prendeva fuoco il deposito Barletta in contrada Cesine di San Giorgio del Sannio,  e  sul sito rimangono ancora, dopo cinque mesi, gran parte dei materiali bruciati che dopo le esalazioni dovute al caldo estivo ora sono sotto la pioggia con conseguente dispersione di altri inquinanti nella zona.</p>
<p>Come disposto dal Codice per l’Ambiente, la ditta proprietaria del capannone avrebbe dovuto, sotto il controllo del Comune, dell’ARPAC e della ASL, tempestivamente “caratterizzare” i rifiuti, cioè stabilire con apposite analisi la loro natura per decidere come rimuoverli e smaltirli.  Ed invece, la prima conferenza dei servizi si è tenuta il 5 agosto, dopo oltre due mesi, ma solo per decidere di smantellare in tutta fretta il capannone danneggiato dal fuoco senza rendere noti i risultati delle analisi dell’aria, del suolo, delle acque e dei rifiuti prodotti dalla combustione.</p>
<p>L’ARAPC di Benevento che in occasione dell’incendio di un altro capannone  in provincia ha tempestivamente attivato tutte le procedure di legge per “caratterizzare”  i rifiuti e bonificare l’aria, nel caso di San Giorgio del Sannio  ha sempre sostenuto che quell’incendio durato 60 ore, non ha prodotto un inquinamento preoccupante.</p>
<p>Ed invece, è stata la stessa ARPAC con il verbale n. 382 emesso il 29 maggio, ad accertare un quantitativo di Benzene pari a 575 microgrammi per metro cubo, cioè 115  volte superiore al valore di riferimento.</p>
<p>E non basta!  Il 18 giugno sempre l’ARPAC ha emesso il verbale n. 380 relativo all’esame delle acque di spegnimento giudicate “NON ACCETTABILI, per il superamento dei parametri Alluminio, Ferro, Rame, Tensioattivi totali e Zinco.”</p>
<p>In modo particolare l’Alluminio riscontrato è stato di venti volte superiore al limite massimo consentito e i Tensioattivi  addirittura sono risultati pari a 650 volte i valori normali.</p>
<p>Quando la scorsa estate si bruciò un capannone di Atripalda, le autorità preposte alla tutela ambientale ed i Vigili del Fuoco riuscirono a raccogliere e disinquinare le acque di spegnimento prima della immissione in fogna, nel caso di San Giorgio del Sannio, invece, le acque piene di metalli ed altri materiali inquinanti sono finite nella cunetta non impermeabilizzata con conseguenti infiltrazioni nel terreno e nelle falde, oppure sono finite nella fogna che dopo alcune centinaia di metri sversa a cielo aperto, senza alcuna forma di depurazione, in una canale utilizzato anche per irrigare gli orti.</p>
<p>Nessuna comunicazione, però è stata fornita ai cittadini per avvisarli del pericolo derivante dall’inquinamento della zona e neppure sono stati analizzati i pozzi delle abitazioni circostanti o sottoposti ad analisi gli abitanti della zona. Tutti hanno voluto minimizzare gli effetti dell’incendio, ma neppure durante la ultima Conferenza dei Servizi tenuta il 5 ottobre presso il Comune di San Giorgio del Sannio, è stata certificata la “assenza di pericolo per la salute pubblica e l’ambiente”.</p>
<p>Si tratta di comportamenti estremamente gravi che segnaliamo alla Procura della Repubblica sperando, ancora una volta, che almeno la Magistratura accerti le responsabilità degli  amministratori e dei pubblici funzionari che sempre più spesso dimenticano i compiti istituzionali cui sono preposti.</p>
<p>Il presidente- Gabriele Corona</p>
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		<item>
		<title>Tre consiglieri del PdL denunciano il sindaco di San Giorgio del Sannio.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 21:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[(Foto: Il vice Sindaco, Claudio Ricci) Alla Procura della Repubblica Presso il Tribunale di Benevento Via De Caro 82100 Benevento Racc.a/r. San Giorgio del Sannio, 15.10.2009 ATTO DI DENUNCIA &#8211; QUERELA A seguito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per il presunto reato di “Estorsione” connesso all’incendio del deposito della ditta New Distribution di contrada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right"><img class="alignleft size-full wp-image-4835" title="63-claudio-ricci" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/63-claudio-ricci.jpg" alt="63-claudio-ricci" width="250" height="882" /></p>
<p align="right">(Foto: Il vice Sindaco, Claudio Ricci)</p>
<p align="right">
<p align="right">Alla Procura della Repubblica</p>
<p align="right">Presso il Tribunale di Benevento</p>
<p align="right">Via De Caro</p>
<p align="right">82100 Benevento</p>
<p align="right">
<p>Racc.a/r.</p>
<p>San Giorgio del Sannio, 15.10.2009</p>
<p align="center">ATTO DI DENUNCIA &#8211; QUERELA</p>
<p>A seguito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per il presunto reato di “Estorsione” connesso all’incendio del deposito della ditta New Distribution di contrada Cesine a San Giorgio del Sannio, sono state rese note le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche tra le quali compare anche quella relativa al colloquio intercorso il 1° giugno tra il Sindaco di San Giorgio del Sannio Dott. Giorgio Nardone ed il titolare dell’Iperstore Barletta di San Giorgio del Sannio, sig. Antonio Barletta.</p>
<p>Dal testo del colloquio, trascritto dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio e che di seguito si riporta integralmente, risulta che il Sindaco di San Giorgio del Sannio, Dott. Giorgio Nardone, ha autorizzato ed incitato l’imprenditore sig. Antonio Barletta a non rispettare l’Ordinanza Comunale che imponeva la chiusura di tutti gli esercizi commerciali di San Giorgio del Sannio nel pomeriggio del 2 giugno c.a., assicurandogli, senza mezzi termini, che avrebbe provveduto personalmente a garantire ogni impunità.</p>
<p>Di seguito si riporta la trascrizione <strong>operata dai Carabinieri di San Giorgio del Sannio</strong> della intercettazione telefonica avvenuta il <strong>1° giugno 2009, ore 12,42, tra Barletta Antonio e Nardone Giorgio, Sindaco di San Giorgio del Sannio.</strong></p>
<p><strong>Trascrizione della intercettazione telefonica </strong><strong> </strong></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Pronto ?</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em><strong>Antonio ?</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Pronto … pronto?</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em><strong>Pronto, … Antonio, sono il Sindaco!</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio: <em><strong>Uè, don Giorgio, buongiorno … ditemi !</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em><strong>Eh … tu resta aperto domani, e tira a campare! Io …. poi, non ti mando a nessuno.  Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Va bene … grazie!</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em><strong>Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però … tu non dire che è stato il sindaco!  Gli devi dire: stò aperto … non abbiamo letto l’ ordinanza, pensavo che potevo stare aperto tutta la giornata … scusate, se viene qualcuno, poi me la piango io!</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Va bene … grazie!</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio<em><strong>:  Hai capito, come gli devi dire?</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Grazie “Don Giorgio”!</strong></em></p>
<p>Nardone Giorgio:  <em><strong>Eh, ciao … buone cose!</strong></em></p>
<p>Barletta Antonio:  <em><strong>Arrivederci!</strong></em></p>
<p>Alla luce di quanto esposto e dedotto, i sottoscritti Giovino Carpenella , Quirino Mauta e  Luca Tinessa, in qualità di Consiglieri Comunali del Comune di San Giorgio del Sannio</p>
<p align="center">sporgono</p>
<p>formale querela nei confronti dei Sigg.ri Giorgio Nardone, attuale Sindaco del Comune di San Giorgio del Sannio e Antonio Barletta, titolare dell’Iperstore Barletta di via Cesine a San Giorgio del Sannio, e pertanto chiedono che l’Autorità compia le indagini per l’accertamento dei fatti sopra descritti e chiedono la punizione dei predetti Sigg.ri, Nardone e Barletta, nonché di tutte le persone ritenute colpevoli per i reati che la S.V. Ill.ma vorrà ravvisare nei fatti esposti.</p>
<p>Chiedono di essere avvisati della richiesta di archiviazione, nonché dell’eventuale richiesta di proroga dell’indagini preliminari.</p>
<p>A tal fine, eleggono domicilio in San Giorgio del Sannio alla via T Rossi, presso la residenza di Giovino Carpenella.</p>
<p>Con Osservanza.</p>
<p>Giovino Carpenella           Quirino Mauta      Luca TinessaTe</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo scandalo di San Giorgio del Sannio in formato gigante.</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 20:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina 06 settembre a San Giorgio del Sannio, in occasione del mercato cittadino, su apposito automezzo pubblicitario itinerante, è stato affisso un messaggio informativo relativo all&#8217;incendio Barletta del 23 maggio scorso ed alla intercettazione del 1° giugno. Ecco il testo: IL PAESE DEI FIORI E DELLA &#8220;CORTESIA&#8221; è oggi IL PAESE DELL&#8217;ARROGANZA E DEI &#8220;FAVORI&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4999" title="vela-3x6" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/vela-3x6.jpg" alt="vela-3x6" width="550" height="413" />Stamattina 06 settembre a San Giorgio del Sannio, in occasione del mercato cittadino,  su apposito automezzo pubblicitario itinerante, è stato affisso un messaggio informativo relativo  all&#8217;incendio Barletta del 23 maggio scorso ed alla intercettazione del 1° giugno. Ecco il testo:</p>
<p><strong>IL PAESE DEI FIORI E DELLA &#8220;CORTESIA&#8221; è oggi IL PAESE DELL&#8217;ARROGANZA E DEI &#8220;FAVORI&#8221;</strong><br />
Oltre al danno alla salute e all&#8217;ambiente causato dall&#8217;incendio Barletta e, dopo tutte le OMISSIONI in materia di rispetto del Codice dell&#8217;Ambiente e della normativa a tutela della salute pubblica, a San Giorgio del Sannio è accaduto anche questo:<br />
iI pomeriggio del 2 giugno tutti i negozi di San Giorgio del Sannio sono rimasti chiusi come deciso dal sindaco Nardone con una propria Ordinanza, tranne l&#8217;Iperstore Barletta &#8220;autorizzato&#8221; dal Sindaco con questa telefonata intercettata dai carabinieri.</p>
<p>Nardone Giorgio: <em>Pronto, &#8230; Antonio, sono il Sindaco!</em><br />
Barletta Antonio: <em>Uè, don Giorgio, buongiorno &#8230; ditemi!</em></p>
<p>Nardone Giorgio: <em>Eh &#8230; tu resta aperto domani, e tira a campare! Io &#8230;. poi, non ti mando a nessuno. Se viene qualcuno, ti cancello tutto, non ti preoccupare! Perché qua, se devo fare una ordinanza viene la guerra civile!</em><br />
Barletta Antonio: <em>Va bene &#8230; grazie!</em><br />
Nardone Giorgio: <em>Tu resta aperto e tira a campare! Poi me la vedo io, me la piango io, mi impegno io! Però&#8230; TU NON DIRE CHE È STATO IL SINDACO! GLI DEVI DIRE: STÒ APERTO &#8230; NON ABBIAMO LETTO L&#8217; ORDINANZA, PENSAVO CHE POTEVO STARE APERTO TUTTA LA GIORNATA &#8230; SCUSATE, SE VIENE QUALCUNO, POI ME LA PIANGO IO!</em><br />
Barletta Antonio: <em>Va bene &#8230; grazie!</em><br />
Nardone Giorgio: <em>HAI CAPITO, COME GLI DEVI DIRE?</em><br />
Barletta Antonio: <em>Grazie &#8220;DON GIORGIO&#8221;!</em></p>
<p>Secondo la COSTITUZIONE della Repubblica Italiana l&#8217;attività della pubblica Amministrazione deve essere imparziale ed è vietata qualsiasi forma di favoritismo ma il Sindaco dichiara alla stampa: &#8220;Non mi pento, rifarei tutto&#8221; , &#8220;Non mi dimetto &#8220;.<br />
Per &#8211; tanto,<br />
<strong>ORA TOCCA AL PREFETTO RISTABILIRE LA LEGALITA&#8217; VIOLATA E TUTELARE LE TRADIZIONI CIVILI DI QUESTO PAESE.</strong></p>
<p><strong>F.to Comitato cittadini per la trasparenza e la democrazia<br />
</strong></p>
<p> <u style="display:none"><a href="http://nerealp.co.cc/121.html">голова болит секс</a></u> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Sindaco di San Giorgio del Sannio conferma di aver favorito Barletta, ma la Procura della Repubblica non ha ancora assunto alcun provvedimento.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4993</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4993#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 22:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio Capannone Barletta]]></category>

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		<description><![CDATA[ALTRABENEVENTO &#8211; Comunicato stampa del 3 ottobre 2009 Il Sindaco di San Giorgio del Sannio ed il suo vice, l&#8217;assessore al commercio, hanno confermato durante l&#8217;ultimo consiglio comunale di aver &#8220;aiutato&#8221; l&#8217;Ipermercato Barletta autorizzando l&#8217;apertura dell&#8217;attività in un giorno festivo in dispregio ad una ordinanza del Comune che si richiama a norme regionali e nazionali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ALTRABENEVENTO &#8211; <img class="alignleft size-full wp-image-4994" title="tribunale-di-benevento" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-di-benevento.jpg" alt="tribunale-di-benevento" width="320" height="240" />Comunicato stampa del 3 ottobre 2009</p>
<p>Il Sindaco di San Giorgio del Sannio ed il suo vice, l&#8217;assessore al commercio, hanno confermato durante l&#8217;ultimo consiglio comunale di aver &#8220;aiutato&#8221; l&#8217;Ipermercato Barletta autorizzando l&#8217;apertura dell&#8217;attività in un giorno festivo in dispregio ad una ordinanza del Comune che si richiama a norme regionali e nazionali. Sindaco e vice sindaco continuano ad affermare, spavaldamente, di non essere pentiti e che rifarebbero esattamente ciò che hanno fatto per sostenere il povero imprenditore danneggiato dall&#8217;incendio di un deposito. Non avendo però cambiato l&#8217;ordinanza, risulta evidente che l&#8217;imprenditore è stato &#8220;aiutato&#8221; a danno degli altri commercianti che invece hanno dovuto rispettare la legge rimanendo chiusi il pomeriggio del 2 giugno.<br />
Sindaco e Vicesindaco precisano che l&#8217;imprenditore è stato multato ma in questo modo ammettono che c&#8217;è stata una violazione di legge e che loro stessi l&#8217;hanno autorizzata. E&#8217; evidente, comunque, che la multa è davvero poca cosa rispetto a quanto l&#8217;Ipermercato ha incassato rimanendo aperto, contro legge, dalle 14 alle 21 di un giorno festivo con gli altri esercizi commerciali obbligati a rimanere chiusi. Insomma quell&#8217;imprenditore è stato davvero &#8220;aiutato&#8221;, anzi è stato proprio favorito, ma il Sindaco comunica, gongolando, che per questi fatti, documentati anche con l&#8217;intercettazione telefonica dei Carabinieri, non vi sono stati procedimenti adottati dalla Procura della Repubblica.<br />
In effetti, l&#8217;indagine per una ipotesi di estorsione connessa all&#8217;incendio, è stata archiviata su proposta del P.M. del 15/07/2009 senza alcuno stralcio per la parte relativa all&#8217;intercettazione stranamente sfuggita all&#8217;attenzione del magistrato. Certamente queste procedure per l&#8217;accertamento dei reati penali a carico di pubblici amministratori sono complesse ma ciò dovrebbe indurre il Tribunale di Benevento a potenziare il pool di magistrati che si occupano di reati della Pubblica Amministrazione. Ed invece dal 1° ottobre proprio uno dei magistrati assegnati a questa sezione da qualche mese, la Dott.ssa Giammarino,  titolare  di importanti inchieste tra le quali anche la seconda relativa all&#8217;incendio dell&#8217;Ipermercato Barletta, è stata distaccata alla Procura della Repubblica di Avellino.<br />
E così a Benevento, dove tutti ammettono che vi è un pericoloso aumento di corruzione e malaffare, rimangono solo due magistrati e tre poliziotti della Digos ad occuparsi di indagini a carico di amministratori e funzionari pubblici. Evidentemente è ancor più necessario che la società civile faccia sentire la propria voce e la stampa dedichi a questi temi maggiore attenzione.<br />
Altrabenevento continuerà, naturalmente, a fare la propria parte.</p>
<p>Il Presidente-Gabriele Corona</p>
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