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	<title>altrabenevento &#187; Piazza Duomo</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Abbattere il mamozio davanti al Duomo, il Consiglio di Stato ha annullato le delibere di autorizzazione.  Aveva ragione il comitato civico.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 17:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="512" height="385" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano-particolareggiato" title="piano-particolareggiato" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12227" title="piano-particolareggiato" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

<strong>Il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del consiglio comunale del 2004 e del 2005 relative alla approvazione dei progetti per la cementificazione di piazza Duomo. </strong>

Comunicato stampa del 28 febbraio 2020

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1009 del 10 febbraio 2020 ha confermato la sentenza del Tar Campania n. 9974 del 2007 e di conseguenza ha annullato le delibere di consiglio comunale n. 44 del 28 ottobre 2004 e n. 16 del 22 marzo 2005 con le quali era stato approvato il progetto per la realizzazione del museo davanti alla Cattedrale.

Nella sentenza si fa riferimento al Piano Particolareggiato e al Piano Regolatore che prevedevano la costruzione di un piccolo fabbricato, lungo via Pasquali, in modo da consentire la realizzazione di <strong>una piazza pubblica davanti alla Cattedrale</strong> (vedi foto). Gli strumenti urbanistici furono però, stravolti dalla <strong>amministrazione Viespoli</strong> per consentire la cementificazione sull'intera area. Nel 1999, su proposta dell'allora assessore all'urbanistica, <strong>Giuseppe Iadicicco,</strong> fu autorizzata la costruzione del palazzo del Consorzio Cepid sul lato della piazza e poi nel 2004/2005 fu autorizzata la costruzione di un palazzo pubblico, che Iadicicco definì "piazza coperta al posto del vuoto desolante", proprio davanti alla facciata medievale, su suoli privati mai ceduti al Comune.

A seguito della contestazione di violazioni edilizie e di ricorsi presentati dai condomini dell'edificio preesistente (angolo tra Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele), la costruzione dell'edificio privato è stata da tempo interrotta e anche il palazzo pubblico non è stato completato nonostante ingenti finanziamenti regionali.

Contro la cementificazione di Piazza Duomo nei primi anni del 2000 si adoperò un comitato civico coordinato dal compianto avvocato <strong>Francesco (Ciccio) Romano</strong>, di cui facevano parte, tra gli altri, <strong>Gennaro Santamaria</strong>, oggi dirigente del Comune di Benevento, e <strong>Gabriele Corona,</strong> ex presidente di Altrabenevento che per molti anni ha continuato a denunciare la illegittimità di quegli edifici.

Adesso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il <strong>sindaco Mastella</strong>, che qualche volta ha definito mamozio quel palazzo ma poi ha continuato a chiedere soldi alla Regione per completarlo, e gli<strong> assessori Pasquariello e Reale</strong>, convinti sostenitori di quella cementificazione, e il dirigente <strong>Antonio Iadicicco</strong> devono <strong>avviare subito il procedimento amministrativo per abbattere il palazzo Cepid e l'edificio pubblico sui suoli privati per realizzare la piazza davanti alla Cattedrale.</strong>

L'Amministrazione comunale deve infine prendere atto che quando si insiste per realizzare opere per interessi privati in dispregio alle norme e al buonsenso, come vorrebbero fare per il palazzo sul Terminal Bus, si rischia di realizzare mostri che rimarranno incompleti ed abbandonati con conseguente degrado.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="512" height="385" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano-particolareggiato" title="piano-particolareggiato" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12227" title="piano-particolareggiato" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

<strong>Il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del consiglio comunale del 2004 e del 2005 relative alla approvazione dei progetti per la cementificazione di piazza Duomo. </strong>

Comunicato stampa del 28 febbraio 2020

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1009 del 10 febbraio 2020 ha confermato la sentenza del Tar Campania n. 9974 del 2007 e di conseguenza ha annullato le delibere di consiglio comunale n. 44 del 28 ottobre 2004 e n. 16 del 22 marzo 2005 con le quali era stato approvato il progetto per la realizzazione del museo davanti alla Cattedrale.

Nella sentenza si fa riferimento al Piano Particolareggiato e al Piano Regolatore che prevedevano la costruzione di un piccolo fabbricato, lungo via Pasquali, in modo da consentire la realizzazione di <strong>una piazza pubblica davanti alla Cattedrale</strong> (vedi foto). Gli strumenti urbanistici furono però, stravolti dalla <strong>amministrazione Viespoli</strong> per consentire la cementificazione sull'intera area. Nel 1999, su proposta dell'allora assessore all'urbanistica, <strong>Giuseppe Iadicicco,</strong> fu autorizzata la costruzione del palazzo del Consorzio Cepid sul lato della piazza e poi nel 2004/2005 fu autorizzata la costruzione di un palazzo pubblico, che Iadicicco definì "piazza coperta al posto del vuoto desolante", proprio davanti alla facciata medievale, su suoli privati mai ceduti al Comune.

A seguito della contestazione di violazioni edilizie e di ricorsi presentati dai condomini dell'edificio preesistente (angolo tra Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele), la costruzione dell'edificio privato è stata da tempo interrotta e anche il palazzo pubblico non è stato completato nonostante ingenti finanziamenti regionali.

Contro la cementificazione di Piazza Duomo nei primi anni del 2000 si adoperò un comitato civico coordinato dal compianto avvocato <strong>Francesco (Ciccio) Romano</strong>, di cui facevano parte, tra gli altri, <strong>Gennaro Santamaria</strong>, oggi dirigente del Comune di Benevento, e <strong>Gabriele Corona,</strong> ex presidente di Altrabenevento che per molti anni ha continuato a denunciare la illegittimità di quegli edifici.

Adesso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il <strong>sindaco Mastella</strong>, che qualche volta ha definito mamozio quel palazzo ma poi ha continuato a chiedere soldi alla Regione per completarlo, e gli<strong> assessori Pasquariello e Reale</strong>, convinti sostenitori di quella cementificazione, e il dirigente <strong>Antonio Iadicicco</strong> devono <strong>avviare subito il procedimento amministrativo per abbattere il palazzo Cepid e l'edificio pubblico sui suoli privati per realizzare la piazza davanti alla Cattedrale.</strong>

L'Amministrazione comunale deve infine prendere atto che quando si insiste per realizzare opere per interessi privati in dispregio alle norme e al buonsenso, come vorrebbero fare per il palazzo sul Terminal Bus, si rischia di realizzare mostri che rimarranno incompleti ed abbandonati con conseguente degrado.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

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		<item>
		<title>Piazza Duomo, Altrabenevento rinfresca la memoria all&#8217;ex sindaco Viespoli.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 20:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal quotidiano Ottopagine del 5 maggio 2012 Lettera al direttore. Viespoli: &#8220;Su Piazza Duomo resto orgoglioso di quanto fatto da Sindaco&#8221; Caro direttore, il &#8220;pezzo&#8221; dal titolo &#8220;Settant&#8217;anni di progetti e battaglie legali&#8221;, apparso sul suo giornale il 3 maggio, necessita di una immediata rettifica. Affermare che &#8220;l&#8217;amministrazione guidata da Pasquale Viespoli tra il 19 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9223" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-Zevi-e-Rossi-veduta-prospettica.jpg"><img class="size-medium wp-image-9223" title="Duomo Zevi e Rossi veduta prospettica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-Zevi-e-Rossi-veduta-prospettica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">Piazza Duomo, PPE Zevi e Rossi veduta prospettica</p>
</div>
<dl id="attachment_9223">
<dt>Dal quotidiano Ottopagine del 5 maggio 2012</dt>
</dl>
<p>Lettera al direttore. <strong>Viespoli: &#8220;Su Piazza Duomo resto orgoglioso di quanto fatto da Sindaco&#8221;</strong></p>
<p>Caro direttore, il &#8220;pezzo&#8221; dal titolo <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9212">&#8220;Settant&#8217;anni di progetti e battaglie legali&#8221;,</a> apparso sul suo giornale il 3 maggio, necessita di una immediata rettifica. Affermare che &#8220;l&#8217;amministrazione guidata da Pasquale Viespoli tra il 19</p>
<p>99 e il 2000 autorizzò la costruzione di un edificio privato di 6.000 metri cubi su parte dell&#8217;antistante area la Cattedrale&#8221; è infatti falso e fuorviante, in linea con una costante manipolazione persino della verità amministrativa, cioè documentale e consegnata agli atti pubblici. La giunta da me presieduta, infatti, è intervenuta sul piano-progetto e senza alcuna variazione volumetrica dell&#8217;intervento privato, ne ha &#8220;spostato&#8221; la sagoma a ridosso del palazzo preesistente, al fine di recuperare alla funzione pubblica tutto lo spazio davanti al duomo. La giunta da me presieduta ha poi indetto un concorso di progettazione per un disegno unitario nell&#8217;area nodale Duomo-piazza Orsini; concorso che vide prevalere la proposta di due grandi architetti: Gabetti e d&#8217;Isola. Ero e resto orgoglioso delle sce</p>
<p>lte che ho compiuto come sindaco, tanto quanto rammaricato dal tempo perso dalle successive amministrazioni, che anche a causa di incursioni giudiziarie, improvvide quanto strumentali, come i fatti hanno inequivocabilmente dimostrato, non hanno saputo o voluto chiudere la ferita del dopoguerra con un&#8217;opera di grande qualità architettonica.</p>
<div id="attachment_9222" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-Piani-Particolareggiati-Zevi-Rossi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9222" title="Duomo Piani Particolareggiati Zevi-Rossi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-Piani-Particolareggiati-Zevi-Rossi-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>
<p class="wp-caption-text">Piazza Duomo Piani Particolareggiati Zevi-Rossi</p>
</div>
<p>Aggiungo che basta osservare una cartolina della Benevento anteguerra per verificare che davanti al Duomo non c&#8217;era il vuoto. In tanti, troppi c&#8217;è il &#8220;vuoto&#8221; delle idee e il &#8220;pieno&#8221; del rancore.</p>
<p>Se. Pasquale Viespoli.</p>
<p>*********************************</p>
<p><strong>La risposta del direttore di Ottopagine, Salvatore Biazzo.</strong></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo con piacere la nota del senatore Pasquale Viespoli che ha ritenuto così di partecipare la dibattito su Piazza Duomo. Nell&#8217;occasione auspichiamo un intervento in futuro più articolato in merito alla riqualificazione urbanistica dell&#8217;area nodale Piazza Duomo-Piazza Orsini. Prendiamo atto della puntualizzazione pur restando convinti di aver riportato i fatti in maniera sintetica ma sostanzialmente veritiera.</p>
<p>******************</p>
<div id="attachment_9224" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Preliminare-Viespoli-Pagliara-Piazza-Duomo-coperta.jpg"><img class="size-medium wp-image-9224" title="Preliminare Viespoli Pagliara- Piazza Duomo coperta" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Preliminare-Viespoli-Pagliara-Piazza-Duomo-coperta-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>
<p class="wp-caption-text">Preliminare Viespoli Pagliara- Piazza Duomo coperta</p>
</div>
<p><strong>L&#8217;intervento di Altrabenevento (<span style="color: #ff0000;">in rosso le parti che Ottopagine non ha pubblicato</span>).</strong></p>
<p>Dal quotidiano Ottopagine del 6 maggio 2012</p>
<p><strong>PIAZZA DUOMO/ Corona: &#8220;Viespoli volle il pieno&#8221;</strong></p>
<p>La realizzazione delle volumetrie in Piazza <span style="color: #000000;">Duomo fu decisa dalle</span> amministrazioni guidate da Pasquale Viespoli. E&#8217; la posizione di Gabriele Corona in replica a quanto dichiarato ieri proprio da Viespoli che era intervenuto per rivendicare con orgoglio le scelte effettuate durante la sua gestione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>L’ex sindaco Pasquale Viespoli ha due grandi “nervi scoperti” che lo irritano oltre misura: il fallimento del Programma di Recupero del rione Libertà e la cementificazione di Piazza Duomo.</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>In ambedue i casi ogni volta che qualcuno prova a ricordare come sono andate le cose, egli sobbalza e tira fendenti minacciando querele oppure, come è accaduto ad Ottopagine, accusando i giornalisti di affermazioni false e fuorvianti.</strong></span></p>
<p>Il senatore <span style="color: #ff0000;"><strong>questa volta</strong></span> lamenta il fatto che nell’articolo del 3 maggio, dal titolo “Sessant’anni di progetti e battaglie legali. Dal vuoto di Zevi e Rossi al pieno di Viespoli” si ricorda che fu proprio la sua amministrazione a decidere, tra il 1999 e il 2000 di edificare su tutta l’area antistante la Cattedrale. Questa è la verità sacrosanta, facilmente desumibile anche dagli atti <strong><span style="color: #ff0000;">e pertanto non si comprende perché l’ex sindaco si agiti così tanto.</span></strong></p>
<p>Per l’esattezza occorre premettere che il Piano Particolareggiato del Centro Storico redatto dagli architetti Bruno Zevi e Sara Rossi, prevedeva la costruzione di un edificio di tre piani, cioè 6.000 metri cubi, allineato lungo via Pasquali, lontano dal Duomo in modo da consentire la realizzazione di una grande piazza nell’area antistante il monumento. Quella previsione urbanistica deliberata formalmente dal Consiglio Comunale agli inizi del 1989 a seguito di un lungo dibattito, fu stravolta dalla amministrazione Viespoli prima con la delibera di Giunta Comunale n. 170 del 23 marzo 1999 e poi dalla delibera di Consiglio Comunale n. 26 del 26 giugno 2000.</p>
<div id="attachment_9225" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Piazza-coperta-ovvero-un-pieno-da-8.000-metri-cubi.jpg"><img class="size-medium wp-image-9225" title="Piazza coperta davanti al Duomo, ovvero un pieno da 8.000 metri cubi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Piazza-coperta-ovvero-un-pieno-da-8.000-metri-cubi-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>
<p class="wp-caption-text">Piazza coperta davanti al Duomo, ovvero un pieno da 8.000 metri cubi</p>
</div>
<p>Con il primo atto, fu deliberata la modifica del Piano Particolareggiato, prevedendo la costruzione dell’edificio privato di 6.000 metri cubi sul lato antistante la Cattedrale. Non si trattò di semplice “traslazione della sagoma” non solo perché il nuovo Piano Progetto approvato dal Giunta prevedeva un edificio totalmente diverso, per forma ed ingombro, da quello previsto da Zevi e Rossi, ma soprattutto perché la sua nuova collocazione avrebbe impedito la realizzazione della grande piazza che “con linee ortogonali” avrebbe interessato anche Piazza Orsini. Subito dopo fu avviata la campagna informativa per giustificare la costruzione di un altro palazzo pubblico, da affiancare a quello privato, in modo da occupare tutto lo spazio davanti al Duomo. Ci pensarono l’assessore dell’epoca, arch. Giuseppe Iadicicco e il consulente prof. Nicola Pagliara, ad inventare la necessità della “piazza coperta”, cioè il “pieno” al posto del “vuoto desolante” delle piazze normali, cioè quelle “scoperte” e senza volumetria. Il Consiglio Comunale, pertanto, a giugno 2006, a cose fatte, cioè dopo che era stata già rilasciata al CEPID anche la Concessione Edilizia per costruire il palazzo privato, approvò il progetto preliminare (vedi immagine) per costruire sulla parte rimanente di piazza Duomo, una “piazza coperta” cioè un edificio di circa 8.000 metri cubi (da aggiungere agli altri 6.000 del palazzo privato) per il museo di arte contemporanea. Poi si fece il concorso di Progettazione, vinto dagli architetti Gabetti e Isola, ma solo per decidere l’aspetto architettonico del pieno da 8.000 metri cubi che l’ex sindaco Viespoli e la sua maggioranza hanno voluto regalare alla città.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
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		<title>Speciale del quotidiano Ottopagine sulla cementificazione di Piazza Duomo.</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 20:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ottopagine del 3 maggio 2012 La storia: Settant&#8217;anni di progetti e battaglie legali. Dal vuoto di Zevi e Rossi al pieno di Viespoli di Paolo Bocchino A quasi settant&#8217;anni dai bombardamenti Piazza Duomo non riesce a trovare ancora una sistemazione definitiva. Agli inizi degli anni &#8217;50 il Comune approvò il Piano di fabbricazione ed espropriò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-coperto.jpg"><img title="Duomo coperto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-coperto.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a>Ottopagine del 3 maggio 2012</p>
<p><strong>La storia: Settant&#8217;anni di progetti e battaglie legali. Dal vuoto di Zevi e Rossi al pieno di Viespoli</strong></p>
<p>di Paolo Bocchino</p>
<p>A quasi settant&#8217;anni dai bombardamenti Piazza Duomo non riesce a trovare ancora una sistemazione definitiva. Agli inizi degli anni &#8217;50 il Comune approvò il Piano di fabbricazione ed espropriò parte dei suoli privati per allargare l’area davanti al Duomo e realizzare via Goduti. Lo stesso strumento urbanistico permetteva ai proprietari dei suoli di ricostruire parte della volumetria preesistente, ma i privati non riuscirono a costituire un Consorzio legittimato a edificare. Alcuni si limitarono a ricavare tra le rovine locali commerciali che sono rimasti attivi fino agli anni ’70. Il resto della piazza era in parte occupato da cumuli di macerie e in parte adibito a parcheggio. Per circa due decenni fino agli inizi degli anni ‘90 lo spazio prospiciente il Duomo fu utilizzato come area di sosta. Gli strumenti urbanistici redatti negli anni ‘70 da Bruno Zevi e Sara Rossi sottolinearono l’importanza dell’area circostante il Duomo e la indicarono come cuore della città, “luogo privilegiato delle attività sociali, politiche e religiose della comunità”. Il progetto dei due urbanisti prevedeva la Cattedrale al centro di una grande piazza racchiusa tra due edifici, l’uno lungo via Pasquali, l’altro a ridosso del Palazzo Napolitano in Piazza Orsini. La gran parte delle due aree sarebbe quindi rimasta sgombera da fabbricati e disponibile per attività aggregative. Una impostazione completamente rimodulata sul finire degli anni &#8217;90 dall&#8217;amministrazione guidata da Pasquale Viespoli che tra il 1999 e il 2000 autorizzò la costruzione di un edificio privato di 6.000 metri cubi su parte dell’area antistante la Cattedrale. Si tratta dell&#8217;immobile parzialmente realizzato dal Consorzio Cepid che si vede in Piazza Duomo accanto al Museo in costruzione (nella foto). Il Museo è previsto su due livelli con giardini pensili nella parte superiore e una piazza &#8211; porticato coperta. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?cat=37"><strong>Approfondimenti e documenti sono disponibili al sito www.altrabenevento.org.</strong></a></p>
<p>***************************</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cepid-e-Museo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9214 alignleft" title="Cepid e Museo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cepid-e-Museo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>PIAZZA DUOMO / Palazzo Mosti interpella la Regione. Il Comune chiede fondi per terminare il Museo</p>
<p><strong>Iadanza: “In cassa abbiamo le risorse per la parte esterna. Dieci milioni per il completamento e per acquisire il Cepid”</strong></p>
<p>«Piazza Duomo non sarà un’incompiuta». Non ha dubbi l’assessore comunale alle Opere pubbliche, Pietro Iadanza, che fa il punto sullo stato di realizzazione del progetto per la riqualificazione dell’area. «Dopo qualche momento di interruzione &#8211; spiega il delegato ai lavori pubblici &#8211; dovuta alle rivendicazioni della ditta in materia di pagamenti da parte della Regione, oggi il cantiere è in attività. Contiamo di portare a conclusione in tempi non lunghi tutta la parte esterna dell’opera, compresa la pavimentazione dello spazio prospiciente il Duomo. Per il completamento dell’intero intervento abbiamo chiesto un finanziamento di circa 10 milioni di euro alla Regione Campania che ci consenta di ultimare il Museo con la realizzazione degli interni e di acquisire l’immobile privato adiacente per costituire un unicum di proprietà pubblica». Si tratta dell’immobile del Consorzio Cepid per il quale il Comune già in passato aveva richiesto invano finanziamenti alla Regione. L’acquisizione del fabbricato da sola comporta un esborso vicino ai 4 milioni di euro, sulla scorta della stima effettuata nel 2006 dall’Ufficio tecnico erariale che aveva quantificato in 3,6 milioni di euro il valore dell’immobile. All’epoca, come si ricorderà, era la Provincia a voler acquistare la costruzione in collaborazione con il Comune. Intanto tra residenti e commercianti (vedi servizio a lato) serpeggia sempre più diffuso il timore che Piazza Duomo vada ad aggiungersi al lungo elenco di incompiute cittadine. Ipotesi che Iadanza esclude categorico: «Assumo pubblicamente l’impegno che l’opera sarà completata. Non voglio fare date che potrebbero essere smentite da ritardi tecnici o imprevisti. Ritengo però ragionevole ipotizzare la conclusione dei lavori entro la fine dell’anno. Terminata la parte esterna verranno tolte le recinzioni che, ne siamo consapevoli, comportano disagi per i cittadini residenti e gli esercenti commerciali che operano nella zona». Riferiamo a Iadanza delle estese doglianze dei cittadini in merito alla realizzazione del Museo, opera giudicata eccessivamente ingombrante e di cui non si avvertiva la necessità, e l’assessore non si nega alla risposta: «Comprendo le lagnanze e posso dire che in parte le condivido. Se avessi scelto io cosa realizzare in quel luogo avrei optato senza dubbio per una piazza. Ma tant’è. Purtroppo &#8211; conclude Iadanza &#8211; dobbiamo fare i conti con un programma predefinito che prevede la realizzazione di volumi e non di uno spazio aperto».</p>
<p>**********************************</p>
<p><strong>Al processo tutti assolti</strong></p>
<p>L’assetto urbanistico di Piazza Duomo è stato oggetto di un’inchiesta giudiziaria culminata nel processo terminato il 21 dicembre 2006 con l’assoluzione dei 31 imputati, tutti ex amministratori della Giunta Viespoli e tecnici componenti la commissione edilizia. Nel mirino degli inquirenti la delibera con cui l’Esecutivo aveva deciso lo spostamento dell’immobile privato e la costruzione del Museo.</p>
<p>********************************</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Scheletri-davanti-alla-cattedrale1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9213 alignleft" title="Scheletri davanti alla cattedrale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Scheletri-davanti-alla-cattedrale1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><strong>La denuncia. I residenti in coro: “Era meglio una piazza”</strong></p>
<p>«In questa zona non avevamo bisogno di un altro palazzone che ci provoca solo disagi e ci nega la splendida vista del Duomo. Con il dubbio, peraltro, che non verrà mai finito». Se il Comune, per bocca del suo delegato alle Opere pubbliche non ha dubbi circa il completamento del Museo, i residenti sono altrettanto decisi nel bocciare l’intervento che ha già causato non pochi fastidi con il suo ingombrante cantiere avviato oltre cinque anni fa. «Non c’era alcuna necessità di un ulteriore museo in città &#8211; commenta Antonio Sorgente, memoria storica del quartiere, scrittore e autore di programmi televisivi &#8211; In quest’area già fortemente urbanizzata era molto più utile un luogo di aggregazione, una piazza con arredi urbani e qualche semplice elemento architettonico che potesse coniugarsi con la bellezza della Cattedrale. L’ideale a mio avviso sarebbe stato installare al centro dello slargo una statua di Padre Pio rivolto verso il Duomo dove, il 14 agosto 1910, fu ordinato sacerdote». Pareri fortemente negativi anche tra i commercianti della zona: “I problemi che ci comporta l&#8217;esistenza di questo cantiere – rileva Marcello Balestrieri, titolare di un negozio di ottica in Via Pasquali &#8211; sono evidenti. Le recinzioni hanno occupato il marciapiedi impedendo il passaggio dei pedoni. Il divieto di sosta e fermata per i veicoli posizionato dal Comune scoraggia ogni proposito di raggiungere le nostre <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Museo-da-via-Goduti.jpg"><img class="size-medium wp-image-9215 alignleft" title="Museo da via Goduti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Museo-da-via-Goduti-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>attività. I pochi temerari che azzardano un parcheggio si vedono puntualmente multati dai vigili o dagli ausiliari del traffico. E la cosa più grave – aggiunge Balestrieri – è che non sappiamo nemmeno per quanto tempo ancora dovremo convivere con questa situazione. E se, come ci risulta, il Comune non ha a disposizione fondi a sufficienza per completare l&#8217;intervento, finiremo per avere qui queste transenne per chissà quanto tempo ancora”. Stessa lunghezza d’onda per Emilio Massa, titolare della rivendita di abbigliamento ‘Tendency’: «Avremmo preferito di gran lunga la realizzazione di un semplice spazio aperto, fruibile e senza tanti fronzoli. A quest’ora il cantiere sarebbe stato abbondamentante completato e noi avremmo una vivibilità decisamente migliore». Orientamento che non cambia se ci si sposta su Via Goduti: «Fatichiamo a capire perchè si sia optato per una cementificazione tanto massiccia quanto inutile &#8211; dichiara il titolare della profumeria Galluccio &#8211; Questa recinzione provoca un restringimento della carreggiata molto pericoloso che viene violato da tutti in entrambi i sensi di marcia, creando gravi rischi alla incolumità dei passanti».</p>
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		<title>Dopo 69 anni dai bombardamenti, il Duomo soffocato da logiche speculative.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 20:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 9 aprile 2012 E’ passata anche la Pasqua del 2012 e Piazza Duomo, il cuore del centro storico della “città dell’Unesco”, dopo 69 anni dai bombardamenti non trova ancora una decorosa sistemazione. Le colonne di cemento armato crescono soffocando la Cattedrale per dare spazio al progetto privato-pubblico approvato tra il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Scheletri-davanti-alla-cattedrale.jpg"><img class="size-medium wp-image-9077 alignleft" title="Scheletri davanti alla cattedrale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Scheletri-davanti-alla-cattedrale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 9 aprile 2012</p>
<p>E’ passata anche la Pasqua del 2012 e Piazza Duomo, il cuore del centro storico della “città dell’Unesco”, dopo 69 anni dai bombardamenti non trova ancora una decorosa sistemazione. Le colonne di cemento armato crescono soffocando la Cattedrale per dare spazio al progetto privato-pubblico approvato tra il 1999 e il 2006 dalle amministrazioni di centrodestra, con l’opposizione del centrosinistra, e ora gestito in modo scandaloso dalla maggioranza di centrosinistra tra la disattenzione colpevole delle opposizioni consiliari.</p>
<p>Dopo la guerra fu approvato il Piano di Fabbricazione che consentì al Comune, agli inizi degli anni ’50, di espropriare parte dei suoli privati per allargare l’area davanti al Duomo e realizzare via Goduti. Lo stesso strumento urbanistico permetteva ai privati di ricostruire buona parte della volumetria preesistente alla guerra, ma essi non riuscirono a costituire un Consorzio legittimato a edificare. Alcuni di loro si limitarono a ricavare tra le rovine degli edifici bombardati, alcuni locali commerciali che sono rimasti attivi fino agli inizi degli anni ’70. Il resto della piazza era in parte occupato da cumuli di macerie e in parte adibito a parcheggio.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo-e-edifici.jpg"><img class="size-medium wp-image-9078 alignleft" title="aree-piazza-duomo e edifici" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo-e-edifici-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Dopo la rimozione di tutti i resti degli edifici bombardati, per circa due decenni fino agli inizi degli anni ‘90, lo spazio antistante al Duomo fu interamente utilizzato come area di sosta. Agli inizi degli anni ’70 gli strumenti urbanistici redatti da Bruno Zevi e Sara Rossi sottolinearono l’importanza dell’area adiacente al Duomo, come cuore della città e quindi “luogo privilegiato delle attività sociali, politiche e religiose della comunità”. Il progetto dei due urbanisti prevedeva la Cattedrale al centro di una grande piazza racchiusa tra due edifici, l’uno lungo via Pasquali e l’altro a ridosso del Palazzo Napolitano in Piazza Orsini. La previsione della grande piazza davanti al Duomo, fu cancellata dall’amministrazione guidata da Pasquale Viespoli che tra il 1999 e il 2000 autorizzò la costruzione di un edificio privato di 6.000 metri cubi su parte dell’area antistante alla Cattredale e poi approvò il progetto di museo per occupare interamente il resto dei suoli in modo da evitare il “vuoto desolante della piazza” come allora sostenne l’assessore all’urbanistica in carica, l’arch. Giuseppe Iadicicco.</p>
<p>I proprietari dei terreni riuniti nel Consorzio Cepid, firmarono nel 1999 una convenzione urbanistica con la quale si impegnavano a cedere al Comune gratuitamente i suoli necessari per la costruzione dell’opera pubblica, ma questo passaggio di proprietà non c’è mai stato. Invece le aree pubbliche, rappresentate dalle strade esistenti prima dei bombardamenti, (via Tommaselli, vico Bilotta e vico Acciaro), estese complessivamente 740 mq, sono state utilizzate dal Consorzio Cepid per calcolare la volumetria del palazzo privato che, per almeno un terzo, è di proprietà del Comune. L’amministrazione guidata da Fausto Pepe, non ha rivendicato tale diritto e addirittura ha adottato il Piano Urbanistico Comunale classificando tutta l’area antistante al Duomo come zona F4 cioè “area privata sulla quale si possono costruire residenze servizi e negozi”. Allo stato, pertanto, il Museo pubblico viene costruito in gran parte su terreni privati, mai espropriati e mai ceduti al Comune. E questo rafforza la posizione dei proprietari del Consorzio Cepid i quali hanno già fatto sapere che cederanno i suoli solamente quando il Comune acquisterà lo scheletro del loro palazzo, adesso già intimamente connesso all’opera pubblica in costruzione. Il Comune dove troverà i soldi? E’ facile immaginare che questa confusione di ruoli creerà altre complicazioni all’ex Piazza Duomo il “cuore del centro storico di Benevento” che continuerà a essere sacrificata a logiche speculative .</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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		<title>Il PUC ufficializza che la cementificazione di Piazza Duomo è stata fatta nell&#8217;interesse dei privati.</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 21:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 10 agosto 2011 Gli amministratori comunali continuano ad esprimere soddisfazione per la adozione del nuovo PUC che però si conferma come strumento contradditorio ed incapace persino di risolvere vecchie questioni. Il caso più significativo è quello di Piazza Duomo oggetto di contenzioso dai bombardamenti del 1943 ad oggi. Il Piano di Fabbricazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pallazzo-Cepid-e-Museo-in-Piazza-Duomo.jpg"></a></p>
<div id="attachment_8298" class="wp-caption alignleft" style="width: 610px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pallazzo-Cepid-e-Museo-in-Piazza-Duomo1.jpg"><img class="size-full wp-image-8298" title="Pallazzo Cepid e Museo in Piazza Duomo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pallazzo-Cepid-e-Museo-in-Piazza-Duomo1.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a>
<p class="wp-caption-text">La cementificazione di Piazza Duomo: a sinistra il palazzo Cepid ora intimamente connesso al Museo in costruzione</p>
</div>
<p>Comunicato stampa del 10 agosto 2011</p>
<p>Gli amministratori comunali continuano ad esprimere soddisfazione per la adozione del nuovo PUC che però si conferma come strumento contradditorio ed incapace persino di risolvere vecchie questioni. Il caso più significativo è quello di Piazza Duomo oggetto di contenzioso dai bombardamenti del 1943 ad oggi. Il Piano di Fabbricazione del 1953 offriva ai proprietari dei suoli la possibilità di ricostruire gran parte della volumetria esistente prima della guerra ma il Consorzio CEPID (Consorzio Edilizio Piazza Duomo) si costituitì solo nel 1968 e comunque non riuscì, soprattutto per contrasti interni, a presentare un progetto che tenesse conto delle nuove norme urbanistiche e delle mutate esigenze di nuove strade e nuove piazze. Agli inizi degli anni ’70 gli strumenti urbanistici redatti da Bruno Zevi e Sara Rossi sottolineavano l’importanza dell’area Piazza Duomo- Piazza Orsini, come cuore della città e quindi luogo privilegiato delle attività sociali, politiche e religiose della comunità. Il progetto dei due urbanisti prevedeva il Duomo al centro di una grande piazza racchiusa tra due edifici, l’uno lungo via Pasquali e l’altro a ridosso del Palazzo Napolitano in Piazza Orsini. L’area antistante il Duomo fu classificata come F4, cioè area privata per alloggi e servizi, che consentiva al Consorzio Cepid di edificare lontano dalla Cattedrale un palazzo di tre piani di circa 6.000 metri cubi sfruttando tutta la volumetria derivante dalla superfice della piazza, cedendo contestualmente al Comune i suoli non occupati dal palazzo per creare la piazza. Neppure questa soluzione, decisa dal Consiglio Comunale, piaceva ai proprietari dei suoli che volevano costruire 21.000 metri cubi e cioè occupare tutta la piazza Duomo.</p>
<p>La decisione di cancellare la prevista Piazza Duomo disegnata da Zevi e Rossi, fu assunta a marzo del 1999 con una semplice delibera della giunta guidata da Pasquale Viespoli che modificò il Piano Particolareggiato del Centro Storico e decise di autorizzare il Consorzio Cepid a costruire l’edificio di 6.000 metri cubi sul lato dell’area antistante la Cattredale per far posto ad un museo, cioè il “pieno” al posto del “vuoto desolante della piazza” come allora sostenne l’assessore all’urbanistica in carica, l’arch. Giuseppe Iadicicco.</p>
<p>Con la convenzione urbanistica firmata a dicembre 2009, il presidente del CEPID in cambio della Concessione Edilizia, si impegnava a cedere al Comune gratuitamente i suoli necessari per la costruzione dell’opera pubblica, ma questo passaggio di proprietà non è mai stato formalizzato. Il Consiglio comunale nel 2000, dando per scontata la proprietà di quell’area approvò il progetto di museo davanti al Duomo classificando l’area dal punto di vista urbanistico come F1t, cioè area pubblica (o da espropriare) per la costruzione di opera pubblica.<br />
La mancata cessione di quei suoli fu denunciata più volte non solo dal compianto avv. Francesco (Ciccio) Romano ma anche dai consiglieri allora all’opposizione, Fausto Pepe, Cosimo Lepore e Raffaele Del Vecchio che però, arrivati ad aministrare la città, si sono dimenticati del piccolo particolare.<br />
A febbraio 2009 la giunta guidata da Fausto Pepe ha approvato la proposta di PUC classificando tutta l’area antistante il Duomo come F1t, quindi area pubblica o da espropriare per realizzare l’opera pubblica, ma contro questa decisione hanno presentato opposizione i privati del Consorzio Cepid.<br />
In buona sostanza i ricorrenti hanno precisato di essere tuttora proprietari dell’edificio addossato al palazzo De Caro e anche dei suoli sui quali si sta costruendo il Museo che non possono essere considerati tra quelli da espriare perché sono da tempo al centro di una trattativa per la permuta.<br />
Dopo una incomprensibile e contraddittoria decisione in Commissione Urbanistica, il Consiglio Comunale il mese scorso, nella disattenzione generale, ha deciso di accogliere parzialmente le osservazioni del CEPID classificando tutta l’area dinanzi al Duomo come zona F4, cioè area privata destinata a residenze e servizi con un indice di edificabilità sostanzialmente pari a quello precedente che è stato interamente utilizzato per il palazzo privato.<br />
Questa decisione è sorprendente ed assurda perché volendo tener conto dell’interesse del CEPID, il Comune conferma che sta costruendo il Museo, opera pubblica su suoli privati con una volumetria assolutamente non prevista dallo strumento urbanistico.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-coperto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8297" title="Duomo coperto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Duomo-coperto.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
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		<title>Il PUC cambiato tre volte, non risolve i problemi di Piazza Duomo.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 22:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Sannio Quotidiano del 7 agosto 2011 COMUNE / Tornano le tensioni sull&#8217;area nodale a pochi giorni dall&#8217;approvazione del Piano. Denunciato un caso di abusivismo Piazza Duomo, il Puc non risolve i conflitti. Cambiata tre volte la classificazione. La ditta che costruisce il museo potrebbe comprare il palazzo Cepid di Paolo Bocchino Il Puc [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo1.jpg"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo.jpg"></a></p>
<div id="attachment_4864" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg"><img class="size-medium wp-image-4864" title="copia-di-piazza-duomo-cepid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">Il palazzo del CEPID</p>
</div>
<p>Da Il Sannio Quotidiano del 7 agosto 2011</p>
<p>COMUNE / Tornano le tensioni sull&#8217;area nodale a pochi giorni dall&#8217;approvazione del Piano. Denunciato un caso di abusivismo<br />
<strong>Piazza Duomo, il Puc non risolve i conflitti. </strong><br />
<em>Cambiata tre volte la classificazione. La ditta che costruisce il museo potrebbe comprare il palazzo Cepid</em></p>
<p>di Paolo Bocchino</p>
<p>Il Puc sbroglierà pure tante questioni irrisolte, come annunciato dall&#8217;amministrazione comunale all&#8217;atto dell&#8217;approvazione, ma non sembra aver risolto granchè per quanto riguarda Piazza Duomo.</p>
<p>Il lungo iter partito il 26 febbraio 2009 con l&#8217;approvazione della Giunta comunale e culminato nei giorni scorsi con il via libera del Consiglio non ha sbrogliato la matassa: l&#8217;area che fronteggia la Cattedrale, area nodale per antonomasia, continua a essere causa di tensioni. La destinazione data dal Puc (&#8216;F4&#8242; &#8211; “Aree private finalizzate alla realizzazione di attrezzature d&#8217;interesse pubblico) stride con l&#8217;edificio museale in corso di costruzione da parte del Comune, che sta sorgendo di fatto su aree mai trasferite dai privati. E non soddisfa nemmeno le esigenze del Consorzio &#8216;Cepid&#8217;, titolare dell&#8217;immobile da anni in corso di edificazione nell&#8217;area, perchè non risolve la querelle giudiziaria con il confinante condominio De Caro.</p>
<p>Facciamo un passo indietro per ricapitolare le tappe della paradossale vicenda. Come detto, nel febbraio 2009 la Giunta Pepe licenziava lo schema di Piano urbanistico. La proposta di Puc da sottoporre al vaglio della commissione Urbanistica, e quindi al Consiglio, assegnava all&#8217;area una classificazione &#8216;F1t&#8217;, vale a dire “Zona soggetta ad esproprio destinata alla realizzazione di attrezzature e servizi pubblici d&#8217;interesse territoriale”. Sistemazione non condivisa dal &#8216;Cepid&#8217;. Quattordici componenti del consorzio guidato da Giovanni Nazzaro presentavano nel maggio dello stesso anno una osservazione con la quale si chiedeva, testualmente, “una disciplina urbanistica della zona che tenga conto degli accordi e pattuizioni in essere con l&#8217;Amministrazione considerando il sacrificio già sofferto dalla parte privata per la realizzazione dell&#8217;opera pubblica (museo)”.</p>
<p>Il Cepid lamentava la incongruenza tra la destinazione data all&#8217;area, divenuta soggetta ad esproprio, e quanto pattuito nel dicembre 2004 da Comune e Consorzio per la permuta dei suoli sui quali sono stati realizzati l&#8217;immobile privato e il museo. Permuta mai perfezionatasi, così come non è andata in porto l&#8217;acquisizione da parte del Comune dell&#8217;immobile del Cepid, trattativa ancora in corso al momento del deposito dell&#8217;osservazione.</p>
<p>La commissione consiliare Urbanistica, su parere del progettista del Puc, Pasquale Palmieri, e del consulente comunale, Vincenzo Carbone, accoglieva l&#8217;osservazione cambiando parzialmente la destinazione d&#8217;uso. La zona veniva divisa in due: l&#8217;area del Museo veniva confermata &#8216;F1t&#8217; mentre il Cepid si vedeva assegnare una destinazione &#8216;A2&#8242; (Centro storico).</p>
<p>La soluzione sembrava aver contemperato gli interessi delle parti ma dal cilindro del Consiglio comunale ecco uscire la terza versione: nel Piano urbanistico approvato dalla civica assise tutta l&#8217;area è classificata &#8216;F4&#8242; (“Aree private finalizzate alla realizzazione di attrezzature direzionali e sociali d&#8217;interesse pubblico”). La stessa che vigeva con il vecchio Piano regolatore e che aveva determinato molti conflitti. Si pensava dunque che il nuovo Puc potesse sciogliere il nodo&#8230; dell&#8217;area nodale, ma le prime avvisaglie vanno in direzione opposta. Appresa la virata di rotta del Comune, il Cepid ha presentato nei giorni scorsi una missiva con la quale si segnala la vecchia questione della aperture illegittime del confinante palazzo De Caro, chiedendo a Palazzo Mosti di intervenire. Le finestre sarebbero abusive secondo quanto previsto dalla convenzione siglata nel lontano 1953 dal Comune con i proprietari dell&#8217;area sulla quale è sorto il condominio De Caro.</p>
<p>E non è escluso che la vicenda possa riservare un ulteriore colpo di scena. Pare infatti che la ditta esecutrice dei lavori di realizzazione del Museo, la &#8216;Sicci Sud&#8217; di Casalnuovo, sia interessata all&#8217;acquisto dell&#8217;immobile Cepid. Un&#8217;ipotesi da riscontrare concretamente subito dopo la pausa estiva.</p>
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		<title>Racket in piazza Duomo.</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 19:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella notte tra il 2 e il 3 aprile, è stato dato alle fiamme un escavatore della ditta &#8220;Sicci Sud&#8221;, che sta realizzando un edificio dinanzi alla Cattedrale su incarico del Comune di Benevento. Si tratta di un&#8217;opera pubblica molto controversa appaltata su suoli che i proprietari non hanno mai formalmente ceduto all&#8217;Ente mentre vorrebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg"><img class="alignleft size-full  wp-image-4864" title="copia-di-piazza-duomo-cepid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg" alt="" width="550" height="413" /></a>Nella notte tra il 2 e il 3 aprile, è stato dato alle fiamme un escavatore della ditta &#8220;Sicci Sud&#8221;, che sta realizzando un edificio dinanzi alla Cattedrale su incarico del Comune di Benevento. Si tratta di un&#8217;opera pubblica molto controversa appaltata su suoli che i proprietari non hanno mai formalmente ceduto all&#8217;Ente mentre vorrebbero vendere l&#8217;edificio consortile non completato per un lungo contenzioso con i condomini dell&#8217;edificio confinante.</p>
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		<title>Maggioranza ed opposizione si insultano ma nessuno dice che il Cepid deve cedere i suoli di piazza Duomo  &#8220;senza se e senza ma&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[ALTRABENEVENTO- Comunicato stampa del 9 settembre 2009 - E&#8217; diventato davvero insopportabile il comportamento degli assessori e dei consiglieri di maggioranza ed opposizione al Comune di Benevento che su ogni questione si scambiano accuse ed insulti a ripetizione senza mai entrare nel merito dei fatti. In questi giorni, dopo le rivelazioni di Altrabenevento sul tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1912" title="aree-piazza-duomo3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aree-piazza-duomo3.jpg" alt="aree-piazza-duomo3" width="450" height="279" /></a>ALTRABENEVENTO- Comunicato stampa del 9 settembre 2009 -</p>
<p>E&#8217; diventato davvero insopportabile il comportamento degli assessori e dei consiglieri di maggioranza ed opposizione al Comune di Benevento che su ogni questione si scambiano accuse ed insulti a ripetizione senza mai entrare nel merito dei fatti.<br />
In questi giorni, dopo le rivelazioni di Altrabenevento sul tentativo del Comune di acquistare lo scheletro di cemento dei privati in Piazza Duomo, si azzuffano per attribuirsi reciprocamente la responsabilità della mancata riqualificazione dell&#8217;area antistante la Cattedrale, ma nessuno vuole svelare il mistero dell&#8217;opera pubblica, cioè il Museo, che si sta costruendo su suoli privati.<br />
La questione è chiara: nel 1999 l&#8217;Amministrazione guidata da Pasquale Viespoli si impegnò con apposita convenzione, a cedere gratuitamente al Consorzio dei proprietari dei suoli di piazza Duomo, il CEPID, le aree di proprietà pubblica (ex vie Tomaselli, Acciaro e Bilotta esistenti prima dei bombardamenti del ‘43) per consentire la costruzione su un lato della piazza, di un edificio privato di tre piani per un totale di 6.000 metri cubi. In cambio il Cepid si impegnò a cedere gratuitamente al Comune i suoli privati ubicati innanzi alla Cattedrale per realizzare la piazza che poi è diventata Museo-piazza coperta per altri 8.000 metri cubi.<br />
Nel 2000 il Comune ha rilasciato la Concessione edilizia per la costruzione del palazzo, i cui lavori non sono stati completati, ma non ebbe in cambio i suoli dei privati. A maggio 2006 l&#8217;Amministrazione D&#8217;Alessandro affidò i lavori e pose la prima pietra del museo pubblico, ma non si preoccupò di acquisire al patrimonio pubblico i suoli promessi dai privati. A marzo scorso, dopo ripetute denunce di Altrabenevento, il Cepid ha confermato la &#8220;promessa&#8221; di cessione ma a condizione che il Comune acquisti lo scheletro del palazzo non completato ed oggetto di diversi contenziosi giudiziari. Già allora l&#8217;Ente pubblico, quindi tutti gli amministratori e i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, avrebbero dovuto rigettare le assurde pretese del Consorzio CEPID e chiedere la immediata sottoscrizione dell&#8217;atto notarile per la acquisizione dei suoli nel rispetto della convenzione del 1999, ed invece nessuno lo ha fatto e quindi ancora oggi continuano i lavori per la costruzione dell&#8217;opera pubblica su suoli di privati che potrebbero anche rivendicare diritti ulteriori.<br />
Perché l&#8217;assessore al Patrimonio, Cosimo Lepore, memore delle battaglie fatte quando era consigliere di opposizione e nel rispetto delle sue attuali competenze istituzionali di assessore al Patrimonio, non si decide a convocare il Cepid dal notaio e pretendere la firma dell&#8217;atto di cessione dei suoli, &#8220;senza se e senza ma&#8221; ?<br />
Il presidente- Gabriele Corona</p>
<p>Notizie correlate: 1) &#8211; <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=4863">L&#8217;articolo di Altrabenevento sul Sannio Quotidiano dell&#8217;8 settembre </a>.                  <a href="http://www.ilquaderno.it/interpellanza-boccalone-pdl-piazza-duomo-38422.html"><br />
2 )-Nicola Boccalone  annuncio di interrogazione</a>.<br />
<a href="http://www.ilquaderno.it/polemiche-piazza-duomo-molinaro-boccalone-tenta-mistificare-realta-38457.html">3 )-La risposta del consigliere Molinaro</a></p>
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		<title>Piazza Duomo: fallito il tentativo di utilizzare i fondi dell&#8217;incubatore d&#8217;mpresa per acquistare lo scheletro di cemento dei privati. Ma Damiano non si rassegna.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 22:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mattino 08/09/2009 La Regione: l&#8217;«Incubatore d&#8217;impresa« non può essere realizzato nell&#8217;edificio di piazza Duomo. Il Comune, almeno per il momento, non ha i soldi per acquistare l&#8217;immobile di proprietà del Consorzio Cepid in Piazza Duomo. I 7 milioni, infatti, che gli amministratori avrebbero voluto destinare per entrare in possesso dell&#8217;edificio in costruzione, su una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4864" title="copia-di-piazza-duomo-cepid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid-300x225.jpg" alt="copia-di-piazza-duomo-cepid" width="300" height="225" /></a>Il Mattino 08/09/2009</p>
<p><strong>La Regione: l&#8217;«Incubatore d&#8217;impresa« non può essere realizzato nell&#8217;edificio di piazza Duomo.</strong></p>
<p>Il Comune, almeno per il momento, non ha i soldi per acquistare l&#8217;immobile di proprietà del Consorzio Cepid in Piazza Duomo. I 7 milioni, infatti, che gli amministratori avrebbero voluto destinare per entrare in possesso dell&#8217;edificio in costruzione, su una delle aree modali della città, non sono utilizzabili: in quell&#8217;edificio, l&#8217;ente avrebbe voluto localizzarvi l&#8217;Incubatore d&#8217;impresa, ma dalla Regione è pervenuto parere contrario al trasferimento. «L&#8217;Incubatore d&#8217;impresa &#8211; spiega l&#8217;assessore ai Lavori pubblici, Aldo Damiano &#8211; è una struttura nella quale realizzare una serie di servizi a beneficio delle imprese, garantendo adeguato supporto alle loro attività imprenditoriali. In un primo momento, lo avevamo previsto all&#8217;interno del Piano degli insediamenti produttivi di località Roseto che, è evidente, costituisce il naturale prolungamento dell&#8217;adiacente area industriale di contrada Olivola, completandone la organizzazione funzionale ed infrastrutturale». <span id="more-4886"></span>Inserito all&#8217;interno del Parco progetti della Regione, l&#8217;ipotesi progettuale del Comune di Benevento fu confortata da un finanziamento ammontante a 7 milioni di euro. Somma che indusse il sindaco Fausto Pepe e la sua amministrazione ad immaginare di prendere i classici due piccioni con una sola fava, realizzando comunque l&#8217;Incubatore d&#8217;impresa, ma nel contempo acquistare l&#8217;edificio Cepid, obiettivo che, però, la Regione ha vanificato. «C&#8217;è da ricordare &#8211; prosegue l&#8217;assessore Damiano &#8211; che l&#8217;idea della localizzazione a Piazza Duomo dell&#8217;Incubatore tendeva ad evitare di determinare l&#8217;incompletezza dell&#8217;intervento in quell&#8217;area centrale di Benevento. Dopo il concorso di idee con appalto del primo lotto per realizzarvi il Museo d&#8217;arte contemporanea, effettuato dalla precedente amministrazione, noi siamo riusciti ad ottenere ulteriori 7 milioni necessari a completare l&#8217;opera. Sembrava ovvio cercare di realizzare il Museo accanto all&#8217;immobile Cepid incompleto. Per tale motivo abbiamo intrapreso la strada dell&#8217;acquisizione». Ma, nella mattinata di ieri, l&#8217;assessore è stato costretto a convocare il presidente del Cepid, Almerigo Angrisani, comunicandogli quanto appreso dalla Regione, ossia che l&#8217;Incubatore d&#8217;impresa va realizzato ex novo, in area industriale, per cui l&#8217;intervento va fatto laddove previsto dal progetto finanziato, ossia contrada Roseto. Pur tuttavia, il Comune non molla, è sempre intenzionato ad acquisire l&#8217;edificio: «Ci attiveremo diversamente per reperire un&#8217;alternativa &#8211; dice Aldo Damiano -, nel senso che puntiamo sempre ad entrare in possesso dell&#8217;immobile Cepid, i fondi riuscuremo comunque a trovarli». Volontà di acquisizione, peraltro, sancita pure nel Puc, che ha classificato l&#8217;immobile e l&#8217;area come area di utilizzo ad uso pubblico. Classificazione, però, che il Cepid ha contestato mediante apposita osservazione: il Comune non può modificare la destinazione d&#8217;uso di un&#8217;area sulla quale è stata rilasciata una concessione edilizia, in scadenza sì a novembre, ma tuttora vigente. Oltretutto, sostengono i soci del Cepid, questo fa venir meno pure l&#8217;accordo stipulato, ossia i privati non sarebbero più disponibili a cedere l&#8217;immobile.</p>
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		<title>Non si possono usare i soldi destinati alle imprese e alla occupazione per acquistare una speculazione privata non riuscita.</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 21:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;8 maggio scorso, Il Sannio Quotidiano pubblicava parte della lettera con la quale il Consorzio Cepid dettava al Comune di Benevento le sue condizioni per la cessione delle aree private di Piazza Duomo sulle quali si sta già edificando un edificio pubblico. La questione è nota: dieci anni fa l&#8217;Amministrazione guidata da Pasquale Viespoli cedette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4864" title="copia-di-piazza-duomo-cepid" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/copia-di-piazza-duomo-cepid.jpg" alt="copia-di-piazza-duomo-cepid" width="550" height="413" /></a>L&#8217;8 maggio scorso, Il Sannio Quotidiano pubblicava parte della lettera con la quale il Consorzio Cepid dettava al Comune di Benevento le sue condizioni per la cessione delle aree private di Piazza Duomo sulle quali si sta già edificando un edificio pubblico. La questione è nota: dieci anni fa l&#8217;Amministrazione guidata da Pasquale Viespoli cedette a tale consorzio le aree pubbliche, cioè ex strade esistenti prima dei bombardamenti del &#8217;43 dinanzi alla Cattedrale, per consentire la costruzione di un edificio privato ed in cambio il CEPID prometteva di cedere gratuitamente al Comune i suoli privati sui quali realizzare una piazza.<br />
Le aree pubbliche sono state effettivamente occupate dal CEPID che ha avviato nel 2000 la costruzione di un palazzo i cui lavori sono fermi da tempo, ma i suoli privati dopo 10 anni, non sono mai stati trasferiti al Comune che ha urgenza di sanare la questione perché non può continuare a costruire il Museo pubblico e poi ritrovarsi con i privati che potrebbero accampare diritti.<span id="more-4863"></span><br />
Con la lettera pubblicata da Il Sannio Quotidiano, il Consorzio CEPID si dichiarava disposto a cedere le aree al Comune ma in cambio voleva che l&#8217;Ente pubblico acquistasse per il costo di € 3.612.000 euro, lo scheletro di cemento del palazzo privato non completato a causa di diverse vicende giudiziarie  tuttora in corso. Il Cepid stabiliva pure che tali passaggi di proprietà dovevano essere completati entro il 30 giugno 2009. Si tratta di pretese assurde perché il CEPID per rispettare un impegno assunto nel 1999, cioè la cessione delle aree per le quali ha già ha ricevuto in contropartita altri terreni, non può porre oggi altre condizioni.<br />
L&#8217;attuale Amministrazione Comunale di centrosinistra che dai banchi dell&#8217;opposizione aveva denunciato anche alla magistratura la &#8220;speculazione&#8221; di Piazza Duomo, non ha ritenuto di chiarire ai cittadini il proprio orientamento dimenticando che non si tratta di una questione privata bensì di spiegare perché non sono stati acquisiti al patrimonio pubblico i suoli promessi e per quale motivo si dovrebbero spendere altri soldi pubblici per acquistare un edificio già contestato in varie sedi.<br />
Il termine del 30 giugno, posto dal CEPID per il contratto è scaduto e nel bilancio di previsione approvato dal Consiglio Comunale a maggio scorso non vi è traccia di fondi per acquistare quel palazzo.<br />
Ma a quanto pare le trattative non si sono interrotte affatto. Se è vera la indiscrezione che circola a Palazzo Mosti, l&#8217;Amministrazione comunale vorrebbe pagare il CEPID utilizzando i finanziamenti recentemente concessi dalla Regione Campania per servizi alle imprese e il sostegno a nuova occupazione.<br />
Si tratta del progetto &#8220;Incubatore d&#8217;impresa&#8221; da collocare nell&#8217;area PIP di contrada Roseto e finanziato con 7 milioni di euro del &#8220;parco progetti&#8221; per &#8220;dare organica sistemazione urbanistica all&#8217;area interessata prevedendo infrastrutture e servizi necessari alla forte domanda di suoli per la localizzazione di microimprese e artigiani, frutto di una politica di rilancio del settore perseguita dall&#8217;amministrazione e favorita dai programmi nazionali d&#8217;investimento nelle aree svantaggiate del mezzogiorno&#8221;.<br />
Che cosa c&#8217;entra Piazza Duomo? Perché i fondi destinati alla crescita delle aziende produttive e alla occupazione dovrebbero essere utilizzati per acquistare lo scheletro di cemento già vecchio di 10 anni e frutto di una operazione privata mal riuscita ?<br />
Una doverosa risposta dovrebbero darla il Sindaco- Fausto Pepe e gli assessori competenti: Raffaele Del Vecchio- beni culturali; Luigi Boccalone- finanze; Aldo Damiano- opere pubbliche;  Pietro Iadanza- attività Produttive; Cosimo Lepore- patrimonio e Giovanni D&#8217;Aronzo- trasparenza. Ma pure Nicola Boccalone, ex assessore della Giunta Viespoli, poi Direttore Generale di D&#8217;Alessandro e ora capo dell&#8217;opposizione, dovrebbe finirla con il suo imbarazzato silenzio sull&#8217;argomento.</p>
<p>Il presidente &#8211; Gabriele Corona.</p>
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