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	<title>altrabenevento &#187; Ambiente</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Pericolo Turbogas per colpa di politici ed affaristi viandanti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 15:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

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		<title>Il pericolo Centrale Turbogas non può diventare occasione per velenosi messaggi cifrati tra Mastella e Perifano, ambedue corresponsabili.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 14:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale_termoelettrica_marzocc-640" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13228" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Sul sito altrabenevento.org  130 articoli contro l'impianto proposto dalla società Luminosa.  Le connessioni con la soc. I Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze. </strong>

Comunicato stampa del 25 aprile 2021

La società Luminosa srl insiste per costruire a Benevento una centrale a turbogas da 400 mega watt di potenza nella zona industriale di Ponte Valentino, gli amministratori della Provincia e del Comune di Benevento assicurano di essere contrari all'impianto ma non hanno fatto ancora niente per dimostrarlo.

Intanto, il sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco (non ufficiale) del centro sinistra, Luigi Diego Perifano si sono scambiati accuse velenose e messaggi cifrati sulle reciproche responsabilità senza chiarire, in realtà, come e perché il pericolo turbogas ricompare dopo diversi anni.

Mastella ricorda che la prima assegnazione del lotto di terreno sul quale edificare l'ecomostro alla confluenza dei fiumi Tammaro e Calore, fu rilasciata dal Consorzio ASI nel 2003 ma dimentica di precisare che nel 2006 il commissario dell'ASI, Luigi Abbate, allora segretario cittadino dell'Udeur, avrebbe potuto annullare quella concessione perché intanto erano cambiate le norme sulla tutela ambientale, ma non lo fece.

Anche Perifano dimentica che nel 2012, come presidente del Consorzio ASI, sostenne, anche in polemica con Altrabenevento e con il Comune di Benevento, che nei corridoi ecologi fluviali si poteva costruire, indebolendo di fatto l'opposizione alla Luminosa.

Per chi veramente vuole approfondire la questione, segnaliamo che sul sito Altrabenevento.org sono ancora pubblicati 130 articoli relativi alle decine di comunicati e documenti presentati ai Ministeri e alle autorità competenti per spiegare dettagliatamente perché ci siamo opposti dal 2004 a quell'ecomostro. Si trovano anche i riferimenti alla composizione societaria della Luminosa srl, alla partecipazione finanziaria della società svizzera BKW, alle vicende giudiziarie relative alla P4 e alle interrelazioni con il progetto della società i Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze.

Altrabenevento continuerà ad opporsi coerentemente alla centrale a Turbogas e denuncerà pubblicamente anche le ambiguità di molti politici locali, compresi Mastella e Perifano, che da anni si alternano al governo della città senza un vero progetto alternativo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale_termoelettrica_marzocc-640" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13228" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Sul sito altrabenevento.org  130 articoli contro l'impianto proposto dalla società Luminosa.  Le connessioni con la soc. I Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze. </strong>

Comunicato stampa del 25 aprile 2021

La società Luminosa srl insiste per costruire a Benevento una centrale a turbogas da 400 mega watt di potenza nella zona industriale di Ponte Valentino, gli amministratori della Provincia e del Comune di Benevento assicurano di essere contrari all'impianto ma non hanno fatto ancora niente per dimostrarlo.

Intanto, il sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco (non ufficiale) del centro sinistra, Luigi Diego Perifano si sono scambiati accuse velenose e messaggi cifrati sulle reciproche responsabilità senza chiarire, in realtà, come e perché il pericolo turbogas ricompare dopo diversi anni.

Mastella ricorda che la prima assegnazione del lotto di terreno sul quale edificare l'ecomostro alla confluenza dei fiumi Tammaro e Calore, fu rilasciata dal Consorzio ASI nel 2003 ma dimentica di precisare che nel 2006 il commissario dell'ASI, Luigi Abbate, allora segretario cittadino dell'Udeur, avrebbe potuto annullare quella concessione perché intanto erano cambiate le norme sulla tutela ambientale, ma non lo fece.

Anche Perifano dimentica che nel 2012, come presidente del Consorzio ASI, sostenne, anche in polemica con Altrabenevento e con il Comune di Benevento, che nei corridoi ecologi fluviali si poteva costruire, indebolendo di fatto l'opposizione alla Luminosa.

Per chi veramente vuole approfondire la questione, segnaliamo che sul sito Altrabenevento.org sono ancora pubblicati 130 articoli relativi alle decine di comunicati e documenti presentati ai Ministeri e alle autorità competenti per spiegare dettagliatamente perché ci siamo opposti dal 2004 a quell'ecomostro. Si trovano anche i riferimenti alla composizione societaria della Luminosa srl, alla partecipazione finanziaria della società svizzera BKW, alle vicende giudiziarie relative alla P4 e alle interrelazioni con il progetto della società i Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze.

Altrabenevento continuerà ad opporsi coerentemente alla centrale a Turbogas e denuncerà pubblicamente anche le ambiguità di molti politici locali, compresi Mastella e Perifano, che da anni si alternano al governo della città senza un vero progetto alternativo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<item>
		<title>Depuratore di Benevento, dopo dodici anni torna l&#8217;ipotesi avanzata da Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 12:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depuratori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="580" height="388" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Depuratore zona ASI, Ponte Valentino" title="depuratore-ASI-1" /></p>[caption id="attachment_7547" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7547" title="depuratore-ASI-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Depuratore zona ASI, Ponte Valentino[/caption]

<strong><strong>Dossier del 7 aprile 2009: u</strong>tilizzare il depuratore ASI di Ponte Valentino per i reflui di mezza città </strong>

Comunicato stampa del 11 marzo 2021

Ci sono voluti 12 anni perché gli amministratori comunali, i dirigenti ASI, i tecnici incaricati di risolvere il problema della depurazione delle acque reflue nel Comune di Benevento si accorgessero di un fatto conclamato e divulgato dalla nostra associazione fin dal 6 aprile del 2009 : la città di Benevento il grande depuratore capace di smaltire le acque reflue di almeno la metà degli abitanti l’ha sempre avuto e avrebbe potuto utilizzarlo fin da subito al semplice costo di circa 500.000 euro,dopo semplici opere di manutenzione, peraltro eseguite dall’ASI nel corso di questi 12 anni. Parliamo del depuratore dell’area ASI di Ponte Valentino e del collegamento con il sistema fognario della città, il cui progetto Altrabenevento ha indicato nel dossier presentato alla stampa nel lontano 6 aprile 2009 (http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=2876) che ha ribadito in tutte le occasioni con vari interventi e osservazioni anche al Comune. Il dossier è stato trasmesso da ultimo a luglio del 2017 anche al precedente Commissario Rolle. Il progetto, peraltro, come si legge nel documento, è stato elaborato proprio da GESESA, che però lo ha tenuto nel cassetto in tutti questi anni,lasciando la città priva della depurazione .

Anche il Sindaco Mastella ha rincorso inutili e improbabili soluzioni, ora evidentemente accantonate, ivi comprese quelle suggerite dall’Autorità di Bacino,piuttosto che dare ascolto ad Altrabenevento.

Più volte è stata annunciata la soluzione del problema depurazione ma oggi apprendiamo che tutto quello che finora è stato conclamato in realtà è stato annullato e si riparte, speriamo, con soluzioni veramente a portata di mano.

Altrabenevento,Sandra Sandrucci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="580" height="388" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Depuratore zona ASI, Ponte Valentino" title="depuratore-ASI-1" /></p>[caption id="attachment_7547" align="alignleft" width="300"]<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7547" title="depuratore-ASI-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/depuratore-ASI-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> Depuratore zona ASI, Ponte Valentino[/caption]

<strong><strong>Dossier del 7 aprile 2009: u</strong>tilizzare il depuratore ASI di Ponte Valentino per i reflui di mezza città </strong>

Comunicato stampa del 11 marzo 2021

Ci sono voluti 12 anni perché gli amministratori comunali, i dirigenti ASI, i tecnici incaricati di risolvere il problema della depurazione delle acque reflue nel Comune di Benevento si accorgessero di un fatto conclamato e divulgato dalla nostra associazione fin dal 6 aprile del 2009 : la città di Benevento il grande depuratore capace di smaltire le acque reflue di almeno la metà degli abitanti l’ha sempre avuto e avrebbe potuto utilizzarlo fin da subito al semplice costo di circa 500.000 euro,dopo semplici opere di manutenzione, peraltro eseguite dall’ASI nel corso di questi 12 anni. Parliamo del depuratore dell’area ASI di Ponte Valentino e del collegamento con il sistema fognario della città, il cui progetto Altrabenevento ha indicato nel dossier presentato alla stampa nel lontano 6 aprile 2009 (http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=2876) che ha ribadito in tutte le occasioni con vari interventi e osservazioni anche al Comune. Il dossier è stato trasmesso da ultimo a luglio del 2017 anche al precedente Commissario Rolle. Il progetto, peraltro, come si legge nel documento, è stato elaborato proprio da GESESA, che però lo ha tenuto nel cassetto in tutti questi anni,lasciando la città priva della depurazione .

Anche il Sindaco Mastella ha rincorso inutili e improbabili soluzioni, ora evidentemente accantonate, ivi comprese quelle suggerite dall’Autorità di Bacino,piuttosto che dare ascolto ad Altrabenevento.

Più volte è stata annunciata la soluzione del problema depurazione ma oggi apprendiamo che tutto quello che finora è stato conclamato in realtà è stato annullato e si riparte, speriamo, con soluzioni veramente a portata di mano.

Altrabenevento,Sandra Sandrucci]]></content:encoded>
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		<title>Pericolo biodigestore-inceneritore di rifiuti, nelle società anche un super prefetto e un generale dei carabinieri</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=12697</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2020 21:58:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="449" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mario-morcone-640" title="mario-morcone-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12698" title="mario-morcone-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Comunicato stampa del 10 settembre 2020

<strong> Il sindaco Mastella è contrario alla localizzazione a Ponte Valentino ma non esclude che si possa fare in altro sito del Comune di Benevento. Tacciono i politici del PD. Bisogna fare chiarezza sugli intrecci societari che coinvolgono imprenditori e tecnici locali.</strong>

Il progetto per il biodigestore-inceneritore di rifiuti umidi che una società di Torino vuole realizzare a Benevento ha fatto discutere per una settimana ma sembra che le polemiche si sono placate dopo che il sindaco Mastella si è limitato a dichiararsi contrario solamente alla localizzazione del mega impianto nella zona industriale di Ponte Valentino.

Si capisce l'imbarazzo dell'ex Ministro della Giustizia che deve barcamenarsi tra Rummo-Minicozzi e Nestlè che non vogliono il biodigestore-inceneritore vicino ai propri stabilimenti (ma pare che convivono bene con altri puzzolenti impianti di trattamento di rifiuti liquidi) e gli industriali molto trasversali politicamente e considerati soprattutto dal Partito Democratico, alleati mastelliani non solo per interessi di De Luca.

E' probabile, quindi, che dopo le elezioni regionali del 20 e 21 settembre, ricominceranno le grandi manovre per fare affari con la monnezza.

In effetti, senza un piano provinciale serio per smaltire i rifiuti, il nostro territorio diventa terra di conquista per collocare mega impianti inquinanti che prevedono l'arrivo di centinaia di tonnellate di materiali di ogni tipo dalla intera regione.

E' necessario, pertanto, pretendere chiarezza sui progetti presentati, il ruolo dei tecnici, degli industriali e dei politici locali.

Un progetto per un impianto di biodigestore e produzione di compost da collocare nella zona industriale San Giovanni (nel comune di San Nicola Manfredi, vicino San Giorgio del Sannio) è stato presentato il 15 ottobre 2019 dalla società Pantar srl di Taranto.

Il progetto che prevede il trattamento di 60.000 tonnellate all'anno di rifiuti organici (più del doppio di quelli prodotti nel Sannio) è stato firmato dal geologo Massimo Romito, ex direttore dell'ASIA e da agosto 2019 direttore dell'ATO rifiuti, e dall'ing. Fiorenzo De Cicco, anch'egli con esperienze maturate nell'azienda trattamento rifiuti del comune di Benevento.

Dopo la netta contrarietà dell'ASI e delle amministrazioni comunali della zona, la società proponente ha chiesto un pò di tempo per riflettere ed eventualmente integrare la documentazione.

Intanto, il 28 maggio scorso, un nuovo progetto di Biodigestore-inceneritore per 110.000 tonnellate di rifiuti da realizzare nella zona industriale di Ponte Valentino, nel comune di Benevento, è stato presentato dalla società Energreen di Torino che ha un solo socio, la Greenenergy con capitale sociale di un milione di euro.

Il presidente del Consiglio di Amministratore della holding è Mario Morcone (nella foto), ex super prefetto, capo di gabinetto del Ministro degli Interni, Marco Minniti del Partito Democratico, candidato sindaco del PD a Napoli, è stato Direttore dell'Agenzia per i Beni Confiscati alla mafia e direttore del Consiglio Italiano Migranti, anche con il ministro Angelino Alfano.

Sfumata la possibilità di fare il Ministro degli Interni con il governo Conte bis, Mario Morcone dal 3 febbraio 2020 si occupa di rifiuti guidando la holding Greenenergy , insieme ad un Generale dei carabineri in pensione, Pasquale Gattellaro e l'amministratore unico di Ambiente spa, Bruno Rossi. Le quote di Greenenergy sono in mano alla società SO.F.Invest dei fratelli Bruscino, noti imprenditori campani del settore rifiuti.

Proprio la So.F.Invest è la proprietaria del suolo sul quale dovrebbe sorgere il biodigestore-inceneritore di Ponte Valentino, acquistato a febbraio 2018 dalla società GSM di Mario De Santis, imprenditore beneventano che da tempo si occupa di smaltimento dei rifiuti.

Quindi, l'idea di realizzare a Benevento un mega impianto per smaltire i rifiuti organici proveniente da tre province della Campania è nata almeno due anni fa, agli inizi del 2018, perché se ne parla solo ora?

I rappresentanti di tutti i partiti devono dire adesso, prima delle elezioni regionali, se sono favorevoli o contrari ai progetti per gli impianti da realizzare a Benevento e San Nicola Manfredi, a cominciare dai politici del Partito Democratico che finora non si sono pronunciati.

La presidente, Sandra Sandrucci

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="449" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mario-morcone-640" title="mario-morcone-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12698" title="mario-morcone-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mario-morcone-640-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Comunicato stampa del 10 settembre 2020

<strong> Il sindaco Mastella è contrario alla localizzazione a Ponte Valentino ma non esclude che si possa fare in altro sito del Comune di Benevento. Tacciono i politici del PD. Bisogna fare chiarezza sugli intrecci societari che coinvolgono imprenditori e tecnici locali.</strong>

Il progetto per il biodigestore-inceneritore di rifiuti umidi che una società di Torino vuole realizzare a Benevento ha fatto discutere per una settimana ma sembra che le polemiche si sono placate dopo che il sindaco Mastella si è limitato a dichiararsi contrario solamente alla localizzazione del mega impianto nella zona industriale di Ponte Valentino.

Si capisce l'imbarazzo dell'ex Ministro della Giustizia che deve barcamenarsi tra Rummo-Minicozzi e Nestlè che non vogliono il biodigestore-inceneritore vicino ai propri stabilimenti (ma pare che convivono bene con altri puzzolenti impianti di trattamento di rifiuti liquidi) e gli industriali molto trasversali politicamente e considerati soprattutto dal Partito Democratico, alleati mastelliani non solo per interessi di De Luca.

E' probabile, quindi, che dopo le elezioni regionali del 20 e 21 settembre, ricominceranno le grandi manovre per fare affari con la monnezza.

In effetti, senza un piano provinciale serio per smaltire i rifiuti, il nostro territorio diventa terra di conquista per collocare mega impianti inquinanti che prevedono l'arrivo di centinaia di tonnellate di materiali di ogni tipo dalla intera regione.

E' necessario, pertanto, pretendere chiarezza sui progetti presentati, il ruolo dei tecnici, degli industriali e dei politici locali.

Un progetto per un impianto di biodigestore e produzione di compost da collocare nella zona industriale San Giovanni (nel comune di San Nicola Manfredi, vicino San Giorgio del Sannio) è stato presentato il 15 ottobre 2019 dalla società Pantar srl di Taranto.

Il progetto che prevede il trattamento di 60.000 tonnellate all'anno di rifiuti organici (più del doppio di quelli prodotti nel Sannio) è stato firmato dal geologo Massimo Romito, ex direttore dell'ASIA e da agosto 2019 direttore dell'ATO rifiuti, e dall'ing. Fiorenzo De Cicco, anch'egli con esperienze maturate nell'azienda trattamento rifiuti del comune di Benevento.

Dopo la netta contrarietà dell'ASI e delle amministrazioni comunali della zona, la società proponente ha chiesto un pò di tempo per riflettere ed eventualmente integrare la documentazione.

Intanto, il 28 maggio scorso, un nuovo progetto di Biodigestore-inceneritore per 110.000 tonnellate di rifiuti da realizzare nella zona industriale di Ponte Valentino, nel comune di Benevento, è stato presentato dalla società Energreen di Torino che ha un solo socio, la Greenenergy con capitale sociale di un milione di euro.

Il presidente del Consiglio di Amministratore della holding è Mario Morcone (nella foto), ex super prefetto, capo di gabinetto del Ministro degli Interni, Marco Minniti del Partito Democratico, candidato sindaco del PD a Napoli, è stato Direttore dell'Agenzia per i Beni Confiscati alla mafia e direttore del Consiglio Italiano Migranti, anche con il ministro Angelino Alfano.

Sfumata la possibilità di fare il Ministro degli Interni con il governo Conte bis, Mario Morcone dal 3 febbraio 2020 si occupa di rifiuti guidando la holding Greenenergy , insieme ad un Generale dei carabineri in pensione, Pasquale Gattellaro e l'amministratore unico di Ambiente spa, Bruno Rossi. Le quote di Greenenergy sono in mano alla società SO.F.Invest dei fratelli Bruscino, noti imprenditori campani del settore rifiuti.

Proprio la So.F.Invest è la proprietaria del suolo sul quale dovrebbe sorgere il biodigestore-inceneritore di Ponte Valentino, acquistato a febbraio 2018 dalla società GSM di Mario De Santis, imprenditore beneventano che da tempo si occupa di smaltimento dei rifiuti.

Quindi, l'idea di realizzare a Benevento un mega impianto per smaltire i rifiuti organici proveniente da tre province della Campania è nata almeno due anni fa, agli inizi del 2018, perché se ne parla solo ora?

I rappresentanti di tutti i partiti devono dire adesso, prima delle elezioni regionali, se sono favorevoli o contrari ai progetti per gli impianti da realizzare a Benevento e San Nicola Manfredi, a cominciare dai politici del Partito Democratico che finora non si sono pronunciati.

La presidente, Sandra Sandrucci

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		<title>Abbattere il mamozio davanti al Duomo, il Consiglio di Stato ha annullato le delibere di autorizzazione.  Aveva ragione il comitato civico.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Feb 2020 17:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="512" height="385" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano-particolareggiato" title="piano-particolareggiato" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12227" title="piano-particolareggiato" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

<strong>Il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del consiglio comunale del 2004 e del 2005 relative alla approvazione dei progetti per la cementificazione di piazza Duomo. </strong>

Comunicato stampa del 28 febbraio 2020

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1009 del 10 febbraio 2020 ha confermato la sentenza del Tar Campania n. 9974 del 2007 e di conseguenza ha annullato le delibere di consiglio comunale n. 44 del 28 ottobre 2004 e n. 16 del 22 marzo 2005 con le quali era stato approvato il progetto per la realizzazione del museo davanti alla Cattedrale.

Nella sentenza si fa riferimento al Piano Particolareggiato e al Piano Regolatore che prevedevano la costruzione di un piccolo fabbricato, lungo via Pasquali, in modo da consentire la realizzazione di <strong>una piazza pubblica davanti alla Cattedrale</strong> (vedi foto). Gli strumenti urbanistici furono però, stravolti dalla <strong>amministrazione Viespoli</strong> per consentire la cementificazione sull'intera area. Nel 1999, su proposta dell'allora assessore all'urbanistica, <strong>Giuseppe Iadicicco,</strong> fu autorizzata la costruzione del palazzo del Consorzio Cepid sul lato della piazza e poi nel 2004/2005 fu autorizzata la costruzione di un palazzo pubblico, che Iadicicco definì "piazza coperta al posto del vuoto desolante", proprio davanti alla facciata medievale, su suoli privati mai ceduti al Comune.

A seguito della contestazione di violazioni edilizie e di ricorsi presentati dai condomini dell'edificio preesistente (angolo tra Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele), la costruzione dell'edificio privato è stata da tempo interrotta e anche il palazzo pubblico non è stato completato nonostante ingenti finanziamenti regionali.

Contro la cementificazione di Piazza Duomo nei primi anni del 2000 si adoperò un comitato civico coordinato dal compianto avvocato <strong>Francesco (Ciccio) Romano</strong>, di cui facevano parte, tra gli altri, <strong>Gennaro Santamaria</strong>, oggi dirigente del Comune di Benevento, e <strong>Gabriele Corona,</strong> ex presidente di Altrabenevento che per molti anni ha continuato a denunciare la illegittimità di quegli edifici.

Adesso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il <strong>sindaco Mastella</strong>, che qualche volta ha definito mamozio quel palazzo ma poi ha continuato a chiedere soldi alla Regione per completarlo, e gli<strong> assessori Pasquariello e Reale</strong>, convinti sostenitori di quella cementificazione, e il dirigente <strong>Antonio Iadicicco</strong> devono <strong>avviare subito il procedimento amministrativo per abbattere il palazzo Cepid e l'edificio pubblico sui suoli privati per realizzare la piazza davanti alla Cattedrale.</strong>

L'Amministrazione comunale deve infine prendere atto che quando si insiste per realizzare opere per interessi privati in dispregio alle norme e al buonsenso, come vorrebbero fare per il palazzo sul Terminal Bus, si rischia di realizzare mostri che rimarranno incompleti ed abbandonati con conseguente degrado.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="512" height="385" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piano-particolareggiato" title="piano-particolareggiato" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12227" title="piano-particolareggiato" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piano-particolareggiato-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

<strong>Il Consiglio di Stato ha annullato le delibere del consiglio comunale del 2004 e del 2005 relative alla approvazione dei progetti per la cementificazione di piazza Duomo. </strong>

Comunicato stampa del 28 febbraio 2020

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 1009 del 10 febbraio 2020 ha confermato la sentenza del Tar Campania n. 9974 del 2007 e di conseguenza ha annullato le delibere di consiglio comunale n. 44 del 28 ottobre 2004 e n. 16 del 22 marzo 2005 con le quali era stato approvato il progetto per la realizzazione del museo davanti alla Cattedrale.

Nella sentenza si fa riferimento al Piano Particolareggiato e al Piano Regolatore che prevedevano la costruzione di un piccolo fabbricato, lungo via Pasquali, in modo da consentire la realizzazione di <strong>una piazza pubblica davanti alla Cattedrale</strong> (vedi foto). Gli strumenti urbanistici furono però, stravolti dalla <strong>amministrazione Viespoli</strong> per consentire la cementificazione sull'intera area. Nel 1999, su proposta dell'allora assessore all'urbanistica, <strong>Giuseppe Iadicicco,</strong> fu autorizzata la costruzione del palazzo del Consorzio Cepid sul lato della piazza e poi nel 2004/2005 fu autorizzata la costruzione di un palazzo pubblico, che Iadicicco definì "piazza coperta al posto del vuoto desolante", proprio davanti alla facciata medievale, su suoli privati mai ceduti al Comune.

A seguito della contestazione di violazioni edilizie e di ricorsi presentati dai condomini dell'edificio preesistente (angolo tra Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele), la costruzione dell'edificio privato è stata da tempo interrotta e anche il palazzo pubblico non è stato completato nonostante ingenti finanziamenti regionali.

Contro la cementificazione di Piazza Duomo nei primi anni del 2000 si adoperò un comitato civico coordinato dal compianto avvocato <strong>Francesco (Ciccio) Romano</strong>, di cui facevano parte, tra gli altri, <strong>Gennaro Santamaria</strong>, oggi dirigente del Comune di Benevento, e <strong>Gabriele Corona,</strong> ex presidente di Altrabenevento che per molti anni ha continuato a denunciare la illegittimità di quegli edifici.

Adesso, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il <strong>sindaco Mastella</strong>, che qualche volta ha definito mamozio quel palazzo ma poi ha continuato a chiedere soldi alla Regione per completarlo, e gli<strong> assessori Pasquariello e Reale</strong>, convinti sostenitori di quella cementificazione, e il dirigente <strong>Antonio Iadicicco</strong> devono <strong>avviare subito il procedimento amministrativo per abbattere il palazzo Cepid e l'edificio pubblico sui suoli privati per realizzare la piazza davanti alla Cattedrale.</strong>

L'Amministrazione comunale deve infine prendere atto che quando si insiste per realizzare opere per interessi privati in dispregio alle norme e al buonsenso, come vorrebbero fare per il palazzo sul Terminal Bus, si rischia di realizzare mostri che rimarranno incompleti ed abbandonati con conseguente degrado.

Per Altrabenevento, Sandra Sandrucci

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		<title>Il sito scelto dal Comune di Benevento per il depuratore è frutto di &#8220;forzati errori&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 19:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depuratori]]></category>
		<category><![CDATA[Clemente Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Comune]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="880" height="440" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="marziotto" title="marziotto" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11758" title="marziotto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Scheda- Conferenza stampa del 7 aprile 2017</strong>

L'Amministrazione Comunale di Benevento non ha voluto effettuare alcuno studio per la scelta del sistema più idoneo di depurazione delle acque reflue. Ha deciso che il depuratore deve essere unico e quindi da realizzare sul fiume Calore a valle dell'abitato cittadino.

La Giunta comunale con la delibera n. 54 del 30 marzo 2017 ha scelto per la localizzazione dell'Impianto, l'area di Masseria Marziotto sulla sponda sinistra del fiume Calore, adottando così la seconda scelta indicata nello <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/resoconto-autorità-di-bacino-sul-depuratore1.pdf">Studio dell'Autorita-di-bacino</a> che invece privilegiava l'area di Masseria Sciabacca sulla sponda opposta.

L'AdB ammette di aver dovuto effettuare il suo "studio" secondo le condizioni imposte dal Comune cioè, ricercare nell'area ovest del territorio comunale il sito più idoneo "proprio in considerazione delle opere programmate, progettate ed in parte già realizzate dell’impianto fognario, che rappresentano comunque un vincolo per il quale non è possibile allontanarsi più di tanto dall’ambito territoriale in precedenza individuato dal comune" ( <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-1.jpg">Figura 1</a>).

<strong>L’ASSETTO IDROGEOLOGICO</strong>

Nello studio, a pag. 26, 27 e 28, si legge chiaramente che in località Masseria Marziotto sia la Provincia con il PTCP che il Comune di Benevento, con il PUC, hanno censito la presenza di frane (vedi immagini <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-3.jpg">figura 2</a> - <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-31.jpg">figura 3</a>), ma, incredibilmente, l'Autorità di Bacino ritiene che tali fenomeni sono da ritenersi "quiescenti". Afferma L'AdB: “Si ritiene, infatti, alla luce dei dati bibliografici acquisiti e verificati, dai dati in possesso di questa Autorità di Bacino e dai sopralluoghi effettuati che le morfologie da frana indicate con le frecce nella Figura 19 non rispecchiano l’effettive condizioni di pericolosità idrogeologica.”.

Poi, però, alla pag. 62 dello stesso Studio, si legge che "dalla disamina della carta di pericolosità geomorfologica ed idraulica del PUC il solo sito A (Marziotto) evidenzia la presenza di fenomeni franosi ...." e anche per questo motivo la AdB propone il sito B, quello di Sciabbacca come area più idonea per costruire il depuratore.

L'area di Sciabbacca, però, deve essere scartata a causa della presenza degli elettrodotti di Terna, come Altrabenevento aveva già fatto rilevare ai tecnici della Autorità di Bacino il 27 gennaio scorso quando fu presentato lo studio, che si rivela quindi lacunoso in quanto non aveva adeguatamente valutato che tale impianti elettrici impongono per legge fasce di rispetto e di servitù da 70 a 50 metri.

Di conseguenza la Giunta Comunale ha scelto Masseria Marziotto che però, si ribadisce, è interessata dalla presenza di frane accertate dalla Provincia e dal Comune.

Nella Carta di pericolosità geomorfologica del PUC di Benevento l'area individuata per la localizzazione del depuratore è direttamente interessata da fenomeni franosi da scivolamento che possono essere innescati da eventi sismici. Nelle carte prodotte è infatti evidente che in tutta la zona è presente una presunta faglia.

<strong> LE EVIDENZE DELL'ALLUVIONE DEL 15 OTTOBRE 2015</strong>

Numerosi documenti (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-4.jpg">foto satellitari fig. A</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-foto-5.jpg">studi dell'università fig. B</a>) attestano che proprio la zona prescelta dalla Giunta è stata invasa dall'ondata di piena delle acque del fiume Calore, che ha lasciato segni visibili ancora oggi.

Anche in questo caso, però, lo studio dell'AdB differisce dalle risultanze sia della cartografia elaborata e pubblicata dall'Università del Sannio che dalle immagini di Google risalenti al 4/11/2015. I segni di piena evidenziati dall'AdB nello studio (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-foto-6.jpg">Figura 13</a>) sono attestati ad un livello inferiore, appena al di fuori del perimetro necessario all'occupazione dell'impianto di depurazione e non ricalcano l'impronta effettiva lasciata dal livello della piena. Invece i segni lasciati dalle acque e che delimitano l'area alluvionabile nello studio dell'Università interessano anche la parte di terreno che dovrebbe essere occupata dall'impianto, come si può evincere dall'esame delle quote di livello. Sempre nella carta geomorfologica del PUC (v. figura 19) l’area di Masseria Marziotto è inserita tra le aree a pericolosità idraulica elevata in cui sono presenti movimenti di massa in atto nonché processi di rapida erosione ed alluvionamento.

Di conseguenza, nella malaugurata ipotesi della realizzazione dell'impianto a Marziotto, il deflusso delle acque sarebbe ostacolato proprio dalla costruzione dell'opera in un punto tra i più critici per la sicurezza idraulica per l’abitato di Benevento.

<strong> GLI ULTERIORI VINCOLI SULLA ZONA DI MARZIOTTO.</strong>

Il 6 aprile del 2009 Altrabenevento presentava un dossier sul depuratore, rintracciabile sul sito dell'Associazione. Già allora, ed anche prima, sono stati evidenziati i vincoli derivanti dalla pianificazione regionale e provinciale che, collegate alla normativa nazionale, vietano in modo assoluto l'edificazione a distanza minore di quella stabilita dalle discipline vigenti.

Poiché con tutta evidenza tali distanze non possono essere rispettate sul sito di Masseria Marziotto, la decisione della Giunta Comunale è del tutto illegittima e contraria alle norme vigenti.

Benevento 7 aprile 2017

Gabriele Corona, Alessandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="880" height="440" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="marziotto" title="marziotto" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11758" title="marziotto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/marziotto-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" /></a>Scheda- Conferenza stampa del 7 aprile 2017</strong>

L'Amministrazione Comunale di Benevento non ha voluto effettuare alcuno studio per la scelta del sistema più idoneo di depurazione delle acque reflue. Ha deciso che il depuratore deve essere unico e quindi da realizzare sul fiume Calore a valle dell'abitato cittadino.

La Giunta comunale con la delibera n. 54 del 30 marzo 2017 ha scelto per la localizzazione dell'Impianto, l'area di Masseria Marziotto sulla sponda sinistra del fiume Calore, adottando così la seconda scelta indicata nello <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/resoconto-autorità-di-bacino-sul-depuratore1.pdf">Studio dell'Autorita-di-bacino</a> che invece privilegiava l'area di Masseria Sciabacca sulla sponda opposta.

L'AdB ammette di aver dovuto effettuare il suo "studio" secondo le condizioni imposte dal Comune cioè, ricercare nell'area ovest del territorio comunale il sito più idoneo "proprio in considerazione delle opere programmate, progettate ed in parte già realizzate dell’impianto fognario, che rappresentano comunque un vincolo per il quale non è possibile allontanarsi più di tanto dall’ambito territoriale in precedenza individuato dal comune" ( <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-1.jpg">Figura 1</a>).

<strong>L’ASSETTO IDROGEOLOGICO</strong>

Nello studio, a pag. 26, 27 e 28, si legge chiaramente che in località Masseria Marziotto sia la Provincia con il PTCP che il Comune di Benevento, con il PUC, hanno censito la presenza di frane (vedi immagini <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-3.jpg">figura 2</a> - <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-31.jpg">figura 3</a>), ma, incredibilmente, l'Autorità di Bacino ritiene che tali fenomeni sono da ritenersi "quiescenti". Afferma L'AdB: “Si ritiene, infatti, alla luce dei dati bibliografici acquisiti e verificati, dai dati in possesso di questa Autorità di Bacino e dai sopralluoghi effettuati che le morfologie da frana indicate con le frecce nella Figura 19 non rispecchiano l’effettive condizioni di pericolosità idrogeologica.”.

Poi, però, alla pag. 62 dello stesso Studio, si legge che "dalla disamina della carta di pericolosità geomorfologica ed idraulica del PUC il solo sito A (Marziotto) evidenzia la presenza di fenomeni franosi ...." e anche per questo motivo la AdB propone il sito B, quello di Sciabbacca come area più idonea per costruire il depuratore.

L'area di Sciabbacca, però, deve essere scartata a causa della presenza degli elettrodotti di Terna, come Altrabenevento aveva già fatto rilevare ai tecnici della Autorità di Bacino il 27 gennaio scorso quando fu presentato lo studio, che si rivela quindi lacunoso in quanto non aveva adeguatamente valutato che tale impianti elettrici impongono per legge fasce di rispetto e di servitù da 70 a 50 metri.

Di conseguenza la Giunta Comunale ha scelto Masseria Marziotto che però, si ribadisce, è interessata dalla presenza di frane accertate dalla Provincia e dal Comune.

Nella Carta di pericolosità geomorfologica del PUC di Benevento l'area individuata per la localizzazione del depuratore è direttamente interessata da fenomeni franosi da scivolamento che possono essere innescati da eventi sismici. Nelle carte prodotte è infatti evidente che in tutta la zona è presente una presunta faglia.

<strong> LE EVIDENZE DELL'ALLUVIONE DEL 15 OTTOBRE 2015</strong>

Numerosi documenti (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-Foto-4.jpg">foto satellitari fig. A</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-foto-5.jpg">studi dell'università fig. B</a>) attestano che proprio la zona prescelta dalla Giunta è stata invasa dall'ondata di piena delle acque del fiume Calore, che ha lasciato segni visibili ancora oggi.

Anche in questo caso, però, lo studio dell'AdB differisce dalle risultanze sia della cartografia elaborata e pubblicata dall'Università del Sannio che dalle immagini di Google risalenti al 4/11/2015. I segni di piena evidenziati dall'AdB nello studio (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Depuratore-foto-6.jpg">Figura 13</a>) sono attestati ad un livello inferiore, appena al di fuori del perimetro necessario all'occupazione dell'impianto di depurazione e non ricalcano l'impronta effettiva lasciata dal livello della piena. Invece i segni lasciati dalle acque e che delimitano l'area alluvionabile nello studio dell'Università interessano anche la parte di terreno che dovrebbe essere occupata dall'impianto, come si può evincere dall'esame delle quote di livello. Sempre nella carta geomorfologica del PUC (v. figura 19) l’area di Masseria Marziotto è inserita tra le aree a pericolosità idraulica elevata in cui sono presenti movimenti di massa in atto nonché processi di rapida erosione ed alluvionamento.

Di conseguenza, nella malaugurata ipotesi della realizzazione dell'impianto a Marziotto, il deflusso delle acque sarebbe ostacolato proprio dalla costruzione dell'opera in un punto tra i più critici per la sicurezza idraulica per l’abitato di Benevento.

<strong> GLI ULTERIORI VINCOLI SULLA ZONA DI MARZIOTTO.</strong>

Il 6 aprile del 2009 Altrabenevento presentava un dossier sul depuratore, rintracciabile sul sito dell'Associazione. Già allora, ed anche prima, sono stati evidenziati i vincoli derivanti dalla pianificazione regionale e provinciale che, collegate alla normativa nazionale, vietano in modo assoluto l'edificazione a distanza minore di quella stabilita dalle discipline vigenti.

Poiché con tutta evidenza tali distanze non possono essere rispettate sul sito di Masseria Marziotto, la decisione della Giunta Comunale è del tutto illegittima e contraria alle norme vigenti.

Benevento 7 aprile 2017

Gabriele Corona, Alessandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti

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		<title>Depurazione a Benevento, servono più impianti.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11570</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 09:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Depuratori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="843" height="475" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="36-progetto-depuratore" title="36-progetto-depuratore" /></p>Altrabenevento - Comunicato stampa<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2955" title="36-progetto-depuratore" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a> del 20 ottobre 2016

<strong>Interessante i</strong><strong>l confronto con le commissioni consiliari Ambiente e Opere Pubbliche sul sistema di depurazione delle acque reflue. L’argomento è particolarmente importante e quindi non si possono tollerare cronache gionalistiche che si confondono con inciuci di palazzo.</strong>

Siamo stati invitati ieri dalle commissioni congiunte Ambiente e Lavori Pubblici ad esprimere un parere rispetto al sistema di depurazione delle acque reflue del comune di Benevento. Abbiamo innanzitutto consegnato copia del <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=2876">dossier del 2009 per ricordare che Altrabenevento</a> si è sempre opposta al progetto di depuratore a Sant’Angelo a Piesco per lo stesso motivo, cioè il rischio di disastro ambientale in caso di allagamento della zona, . che ha indotto ieri l’altro l’Autorità di Bacino ad esprimere il suo netto parere contrario,

Abbiamo però ribadito di essere contrari alla ipotesi di un solo depuratore, qualunque fosse il sito, per trattare tutti i reflui fognari di 50.000 abitanti, delle attività commerciali e produttive e anche delle acque piovane. Peraltro, attualmente le diverse fogne della città, a causa della particolare caratteristica del territorio, si riversano in almeno quindici diversi punti in vari corsi d’acqua (Tammaro, Calore, San Nicola, Sabato e Serretelle) impossibili da collegare efficacemente ad un solo grande depuratore. E’ meglio pensare a 4-5 impianti di depurazione più piccoli anche con tecniche e principi diversi.

I consiglieri presenti hanno ascoltato con attenzione e senza pregiudizi impegnandosi a valutare la possibilità di effettuare insieme anche ad altre associazioni ambientaliste, l’ipotesi di Altrabenevento. Solo il consigliere Quarantiello, con il quale abbiamo avuto uno scambio di idee che però <a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=96065&amp;vcercaCom=depuratore&amp;vTorna=elencoc.php">Gazzetta di Benevento riporta in modo distorto</a>, esprime la convinzione che si debba puntare su un solo depuratore anche per non variare il progetto dei collettori fognari già appaltato.

Il confronto è stato comunque molto interessante e Altrabenevento spera che si possa discutere del problema senza paraocchi e senza irrigidimenti per rimettere in discussione, se necessario, progetti ed appalti al fine di trattare efficacemente i reflui fognari per difendere la salute dei cittadini e valorizzare i nostri fiumi.

La questione è molto seria e speriamo che anche gli organi di informazioni possano dedicare attenzione e approfondimenti evitando, come fanno alcune testate, di spacciare per notizie le chiacchiere e i pettegolezzi di palazzo pur di arrivare ‘primi’ a tutti i costi.

Il coordinamento (Gabriele Corona, Alessandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="843" height="475" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="36-progetto-depuratore" title="36-progetto-depuratore" /></p>Altrabenevento - Comunicato stampa<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2955" title="36-progetto-depuratore" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/36-progetto-depuratore-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a> del 20 ottobre 2016

<strong>Interessante i</strong><strong>l confronto con le commissioni consiliari Ambiente e Opere Pubbliche sul sistema di depurazione delle acque reflue. L’argomento è particolarmente importante e quindi non si possono tollerare cronache gionalistiche che si confondono con inciuci di palazzo.</strong>

Siamo stati invitati ieri dalle commissioni congiunte Ambiente e Lavori Pubblici ad esprimere un parere rispetto al sistema di depurazione delle acque reflue del comune di Benevento. Abbiamo innanzitutto consegnato copia del <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=2876">dossier del 2009 per ricordare che Altrabenevento</a> si è sempre opposta al progetto di depuratore a Sant’Angelo a Piesco per lo stesso motivo, cioè il rischio di disastro ambientale in caso di allagamento della zona, . che ha indotto ieri l’altro l’Autorità di Bacino ad esprimere il suo netto parere contrario,

Abbiamo però ribadito di essere contrari alla ipotesi di un solo depuratore, qualunque fosse il sito, per trattare tutti i reflui fognari di 50.000 abitanti, delle attività commerciali e produttive e anche delle acque piovane. Peraltro, attualmente le diverse fogne della città, a causa della particolare caratteristica del territorio, si riversano in almeno quindici diversi punti in vari corsi d’acqua (Tammaro, Calore, San Nicola, Sabato e Serretelle) impossibili da collegare efficacemente ad un solo grande depuratore. E’ meglio pensare a 4-5 impianti di depurazione più piccoli anche con tecniche e principi diversi.

I consiglieri presenti hanno ascoltato con attenzione e senza pregiudizi impegnandosi a valutare la possibilità di effettuare insieme anche ad altre associazioni ambientaliste, l’ipotesi di Altrabenevento. Solo il consigliere Quarantiello, con il quale abbiamo avuto uno scambio di idee che però <a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=96065&amp;vcercaCom=depuratore&amp;vTorna=elencoc.php">Gazzetta di Benevento riporta in modo distorto</a>, esprime la convinzione che si debba puntare su un solo depuratore anche per non variare il progetto dei collettori fognari già appaltato.

Il confronto è stato comunque molto interessante e Altrabenevento spera che si possa discutere del problema senza paraocchi e senza irrigidimenti per rimettere in discussione, se necessario, progetti ed appalti al fine di trattare efficacemente i reflui fognari per difendere la salute dei cittadini e valorizzare i nostri fiumi.

La questione è molto seria e speriamo che anche gli organi di informazioni possano dedicare attenzione e approfondimenti evitando, come fanno alcune testate, di spacciare per notizie le chiacchiere e i pettegolezzi di palazzo pur di arrivare ‘primi’ a tutti i costi.

Il coordinamento (Gabriele Corona, Alessandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti).]]></content:encoded>
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		<title>Bombe d&#8217;acqua, alluvione, zone industriali. Dopo un anno Rummo insiste per ampliare il pastificio in zona a rischio.</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 09:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/alluvione-rummo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="alluvione rummo" title="alluvione rummo" /></p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/djzs1ZSKjD0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/alluvione-rummo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="alluvione rummo" title="alluvione rummo" /></p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/djzs1ZSKjD0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>]]></content:encoded>
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		<title>Un anno dall&#8217;alluvione che la Protezione Civile si aspettava.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2016 09:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alluvione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="3264" height="1836" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ponte-ostruito1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="ponte-ostruito" title="ponte-ostruito" /></p>Servizio giornalistico dello scorso anno.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="3264" height="1836" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ponte-ostruito1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="ponte-ostruito" title="ponte-ostruito" /></p>Servizio giornalistico dello scorso anno.
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		<title>Post alluvione, salvare il Pastificio Rummo. Da chi?</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 15:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/sisalvi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="sisalvi" title="sisalvi" /></p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/djzs1ZSKjD0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>

Comunicato stampa del 12 marzo 2016

<strong>Le autorità si decidono a discutere di prevenzione dalle alluvioni dopo 5 mesi dall’ultimo tragico evento. Una video inchiesta affronta la strana collocazione del pastificio Rummo nella zona industriale di Benevento.</strong>

Si terrà lunedì 14 marzo, presso la Camera del Commercio un interessante convegno per discutere, finalmente, degli interventi necessari per affrontare l’emergenza idrogeologica nel beneventano dopo l’alluvione.

Tutte le autorità competenti, dal Commissario straordinario al Sindaco, dal Presidente della Provincia all’Autorità di Bacino, dalla Protezione Civile all’Università, dagli amministratori pubblici agli ordini professionali, dovrebbero iniziare a discutere non solo di finanziamenti ma anche di tutela del territorio.

Interessante a tal proposito è la video inchiesta <strong>“Si salvi chi Rummo”</strong> della giornalista Eleonora Mastromarino, che ha documentato soprattutto le cause dell’alluvione che ha colpito la zona industriale di Benevento attraverso interviste con esperti e amministratori. Il video (link: https://youtu.be/djzs1ZSKjD0 ) tratta infine il caso del pastificio Rummo, diventato simbolo dell’alluvione a Benevento. Non si comprende perché sia stato costruito sulla sponda del fiume Tammaro, dove vuole rimanere, addirittura ampliando l’attività, nonostante l’evidente rischio di essere nuovamente sommerso dal fango.

Per Altrabenevento- Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/sisalvi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="sisalvi" title="sisalvi" /></p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/djzs1ZSKjD0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>

Comunicato stampa del 12 marzo 2016

<strong>Le autorità si decidono a discutere di prevenzione dalle alluvioni dopo 5 mesi dall’ultimo tragico evento. Una video inchiesta affronta la strana collocazione del pastificio Rummo nella zona industriale di Benevento.</strong>

Si terrà lunedì 14 marzo, presso la Camera del Commercio un interessante convegno per discutere, finalmente, degli interventi necessari per affrontare l’emergenza idrogeologica nel beneventano dopo l’alluvione.

Tutte le autorità competenti, dal Commissario straordinario al Sindaco, dal Presidente della Provincia all’Autorità di Bacino, dalla Protezione Civile all’Università, dagli amministratori pubblici agli ordini professionali, dovrebbero iniziare a discutere non solo di finanziamenti ma anche di tutela del territorio.

Interessante a tal proposito è la video inchiesta <strong>“Si salvi chi Rummo”</strong> della giornalista Eleonora Mastromarino, che ha documentato soprattutto le cause dell’alluvione che ha colpito la zona industriale di Benevento attraverso interviste con esperti e amministratori. Il video (link: https://youtu.be/djzs1ZSKjD0 ) tratta infine il caso del pastificio Rummo, diventato simbolo dell’alluvione a Benevento. Non si comprende perché sia stato costruito sulla sponda del fiume Tammaro, dove vuole rimanere, addirittura ampliando l’attività, nonostante l’evidente rischio di essere nuovamente sommerso dal fango.

Per Altrabenevento- Gabriele Corona

&nbsp;]]></content:encoded>
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