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Archivio per la categoria ‘Truffa Fatebenefratelli’

De Lorenzo confessa: “ho attaccato un giudice per un altro”.

28 luglio, 2010
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Da Gazzetta di Benevento, 28-07-2010 08:51

Peppino De Lorenzo alza l’indice accusatore contro quei giudici che non lo ascoltarono e che oggi non sono più sugli altari

Mi rivolgerò al Consiglio Superiore della Magistratura che dovrà far luce su quanto accaduto nel passato

Giuseppe De Lorenzo, ex assessore alla Mobilità del Comune di Benevento e responsabile del Servizio di Psichiatria dell’Asl presso l’Ospedale Rummo, prendendo spunto dalla recente inchiesta che ha visto coinvolti tre noti avvocati accusati di appropriazione indebita e riciclaggio, è intervenuto per alzare l’indice accusatorio contro quei giudici della Procura di Benevento, due ne ha individuati, che, a suo dire, in passato non lo ascoltarono, archiviando le sue denunce, nell’ambito delle indagini sulla vicenda Arpac/Udeur.

Lo stesso ha poi annunciato che si rivolgerà al Consiglio Superiore della Magistratura per chiedere di far luce su quanto accaduto.

Ecco ora la lunga nota di De Lorenzo. Prosegui la lettura…

Truffa Fatebenefratelli

Fatebenefratelli: Itro, Cocilovo e Di Monaco non conoscevano la provenienza dei soldi finiti sui loro conti correnti. Come Scajola per la casa regalata.

28 luglio, 2010
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Da Il Mattino del 26 luglio 2010

“Avvocati arrestati, al setaccio i conti correnti”

Saranno interrogati oggi Mauro Di Monaco, Mario Itro e Marco Cocilovo, i tre avvocati arrestati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul riciclaggio di circa 10 milioni di euro, frutto, secondo l’accusa, di una appropriazione indebita effettuata a danno dell’ospedale Fatebenefratelli. I tre hanno trascorso due notti nelle celle del carcere di Contrada Capodimonte. Dovranno dare spiegazione sui movimenti finanziari, scovati dalle Fiamme Gialle, che avevano come unico scopo, come sostiene il Pm Tartaglia Polcini, di far perdere le tracce dei soldi che Mauro Di Monaco aveva tenuto per sè invece che versarli all’Ospedale. Queste operazioni sarebbero state fatte materialmente dai tre avvocati che utilizzavano dei conti correnti aperti a nome delle proprie anziane madri con l’assenso dell’ex direttore della filiale della Bnl Giuseppe Lamparelli. Le operazioni sotto la lente di ingrandimento dei magistrati e della Guardia di Finanza riguardano investimenti e disinvestimenti di forti cifre, operate a nome delle madri dei tre arrestati che risulterebbe, quindi, semplici prestanome. Il tutto per occultare, secondo gli investigatori, la provenienza del denaro. In molti casi, sostiene il magistrato inquirente, viene posta in essere una frammentazione scientifica delle operazioni, classica del riciclaggio, volta a spezzare la traccia documentale dei trasferimenti in modo da non far risultare congiunte diverse operazioni. E le richieste di custodia cautelare del Pm ed accolte dal Gip vengono motivate, oltre che per evitare il pericolo di inquinamento delle prove, anche dalla condotta dei tre avvocati che «non usano armi o condotte violente, si affidano invece a funzionari di banca compiacenti, conti correnti, distinte di versamento, prestanome improbabili per conseguire risultati molto più consistenti».Nel corso dell’interrogatorio odierno, i tre arrestati dovranno dimostrare il contrario e, cioè, che si tratta di operazioni del tutto indipendenti ed estranee alla vicenda del Fatebenefratelli. Determinante, quindi, appare il ruolo di Giuseppe Lamparelli che, a quanto sembra, starebbe collaborando con gli investigatori e nel corso di alcuni interrogatori avrebbe spiegato alcuni delicati passaggi della vicenda. Peraltro la richiesta di applicazione di una misura cautelare (obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) nei suoi confronti non è stata accolta in quanto l’ex direttore di banca avrebbe fornito «un buon contributo» all’inchiesta.

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Da Il Mattino del 27 luglio 2010 Prosegui la lettura…

Truffa Fatebenefratelli

Avvocati rampanti !

28 luglio, 2010
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da Il Quaderno del 26/07/2010

Altri tre avvocati in carcere: riciclaggio di 11 milioni. Implicati ex direttore BNL e un frate

Iniziano a conoscersi i dettagli dell’operazione investigativa, condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Benevento, diretto dal sostituto procuratore della Repubblica Giovanni Tartaglia Polcini. Ha portato all’arresto dei tre avvocati: Mauro Di Monaco (42 anni), originario di Santa Maria Capua Vetere, Marco Cocilovo (49) anni e Mario Itro (54) entrambi beneventani. Nel carcere di Capodimonte, dove si trovano dalla serata di venerdì 23 luglio, saranno interrogati, nella mattinata di oggi, lunedì 26 luglio, da Sergio Pezza, Giudice per le indagini preliminari, lo stesso che ha disposto le misure cautelari richieste dal sostituto Tartaglia Polcini.

Si sta procedendo per un’ipotesi di reato di riciclaggio e fraudolento trasferimento di valori, scaturita da un’iniziale ipotizzata appropriazione indebita di 11 milioni di euro, dei 15 in totale spettanti all’ospedale Fatebenefratelli del capoluogo sannita, come crediti vantati nei confronti dell’USL 5 di Benevento (ente sanitario locale poi trasformato dalla Regione Campania nell’attuale ASL). Lunedì alle 9.30 l’interrogatorio di garanzia per gli indagati difesi dagli avvocati Guido Principe, Vincenzo Regardi, Raffaele Tibaldi, Gerardo Orlando e Mario Rossino.

Torna in causa l’ex direttore di Filiale

La vicenda parte dal 2002 ma, prima di addentrarci, bisogna fare riferimento ad altre due persone, una delle quali deceduta che, nella ricostruzione dei magistrati inquirenti, avrebbero svolto un ruolo importante. La prima è Giuseppe Lamparelli, lo stesso 55enne, ex direttore della Filiale della BNL di Benevento coinvolto, e anche arrestato, nell’altra ipotizzata truffa ai disabili sanniti, con annesso riciclaggio, assieme ad altri tre avvocati e funzionari di banca, nella denominata ‘Operazione Camaleonte’, esplosa il 4 marzo scorso con l’esecuzione dei provvedimenti cautelari (l’ammontare di quella presunta truffa era di 2,2 milioni di euro ai danni di 54 diasabili gravi: a condurre anche quell’inchiesta Tartaglia Polcini).

Il ruolo del frate del Fatebenefratelli Prosegui la lettura…

Truffa Fatebenefratelli