Il fallimento pilotato dei Comuni italiani
Gli enti locali non possono più permettersi i servizi pubblici, a causa di minori trasferimenti dallo Stato, del taglio dell’Ici e delle regole di Bruxelles
“Ho fatto cambiare il cartello affisso fuori dal mio ufficio: non più sindaco, ma curatore fallimentare”. Giorgio Dal Negro è sindaco di Negrar, una cittadina da 17mila abitanti in provincia di Verona. Dal Negro è anche presidente dell’associazione dei Comuni veneti (Anci Veneto). “Pensavo di poter amministrare bene, e invece sono nella situazione di veder fallire le mie aziende, senza poter far
nulla”.
Le parole del sindaco di Negrar potrebbero essere messe in bocca alla maggior parte degli oltre 8 mila sindaci italiani, di destra o sinistra che siano.
Perché i Comuni italiani soffrono: non hanno soldi, o non possono spenderne. Cadono sotto i colpi di una politica nazionale demagogica che elimina i tributi locali ma non ne compensa la perdita, di un progressivo accentramento delle decisioni (mascherato di falso federalismo) e di regole europee miopi e controproducenti. Prosegui la lettura…
















