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Archivio per la categoria ‘Tangentopoli telesina’

Chiusa la indagine sulla tangentopoli telesina: 49 le persone coinvolte.

10 febbraio, 2010
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Da Il Sannio Quotidiano del 2 febbraio 2010

Conclusa l’attività investigativa diretta dal pm Clemente e svolta dalla Finanza
Appalti a Telese, inchiesta chiusa. Quarantanove indagati
Coinvolti amministratori, imprenditori, dipendenti e tecnici

Sono quarantanove le persone che compaiono nell’avviso di chiusura delle indagini, dirette dal sostituto procuratore Antonio Clemente e condotte dalla guardia di finanza, sul sistema di aggiudicazione delle gare di appalto del Comune di Telese Terme. Un’inchiesta che, come si ricorderà, era rimbalzata all’onore delle cronache il dodici ottobre dello scorso anno, quando erano stati eseguiti quindici arresti (in carcere e ai domiciliari) e tre misure interdittive.

L’elenco si apre con coloro che all’epoca erano stati destinatari di provvedimenti cautelari successivamente attenuati e, in qualche caso, revocati. Si tratta di Giuseppe D’Occhio, 54 anni, ex sindaco di Telese (ruolo che aveva nuovamente assunto dal maggio 2009 dopo essere stato assessore ai Lavori pubblici del Comune e a lungo primo cittadino); Pasquale Giaquinto, 63 anni, responsabile Servizi demografici dello stesso Ente; Antonio Antonuccio, 59 anni, di Cusano Mutri, responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Telese e responsabile Unico dei procedimenti; Almerico Fasano, 36 anni, legale rappresentante della ‘Coedil Fap srl’; Sergio Fuschini, 39 anni, titolare della ‘Fuschini Costruzioni di Sergio Fuschini’; Quirino Vegliante, 36 anni, legale rappresentante della ‘Vegliante Costruzioni srl’; Pietro Pacelli, 50 anni, legale rappresentante della ‘Pacelli Costruzioni srl’, tutti di Telese; Luigi Vegliante, 69 anni, di Solopaca, legale rappresentante della ‘Vegliante Luigi & c. sas’. ; Alberto Pilla, 53 anni, legale rappresentante della ‘ Ar. Gest. Srl’; Francesco Pilla, 27 anni, legale rappresentante della ‘ Ar. Gest. Srl’; Gaetano Fasano, 34 anni, titolare della omonima ditta individuale; Pasquale Iorio, 60 anni, titolare della ditta individuale ‘Il.Te. di Pasquale Iorio’, tutti di Telese; Paola Biondo, 33 anni, di San Salvatore Telesino, collaboratrice della ‘Coedil Fap srl’; Lucia Cutillo, 63 anni, di Telese, socia della stessa ‘Coedil; Domenico Mazzarella, 32 anni, di Faicchio, già dipendente della ‘Coedil’; Bartolomeo Di Biase, 62 anni; Bartolomeo Velardo, 36 anni, entrambi di Cusano Mutri; Domenico Verrillo, 25 anni, di Telese.

Nessun tipo di misura è stato invece mai adottato per Giovanni Caporaso, 44 anni, ex vicesindaco e assessore di Telese Terme; Michele Casbarre, 60 anni, dipendente del Comune di Telese; Goffredo Umberto Covelli, 48 anni, commercialista, di Telese; Francesco De Carlo, 50 anni, di Castel Campagnano, rappresentante legale di alcune imprese; Giuseppe Di Cerbo, 52 anni, di San Lorenzello, titolare di un ditta edile; Assunto Vincenzo Di Giacomo, 65 anni, di Cusano Mutri, imprenditore; Alessandro Di Matteo, 60 anni, di Ruviano, titolare della ‘Cavit’; Nicola Emilio Di Mezza, 60 anni, dipendente del Comune di Telese; Luigi Fusco, 44 anni, di Gricignano d’Aversa, imprenditore; Vincenzo Fusco, 40 anni, di Gricignano d’Aversa, rappresentante legale della ‘Gv Costruzioni sas di Fusco Vincenzo & C’; Maria Pia Guarino, 61 anni, di Telese, dipendente del Comune di Telese; Alessandro Loffreda, 36 anni, di Telese, dipendente della ‘Coedil Fap’; Luigi Martorelli, 37 anni, di Puglianello, rappresentante legale della ‘Progeco srl’; Paolo Massaro, 35 anni, di Telese, rappresentante legale della ‘Costruzioni edili La.Ma srl’; Domenico Vincenzo Maturo, 49 anni, di San Salvatore Telesino, titolare dell’omonima ditta; Carmine Musella, 32 ani, di Brusciano, titolare della ‘Sider Comit’; Antonio Napolitano, 54 anni, di Airola, titolare dell’omonima ditta; Franco Pacelli, 58 anni, di Telese, ingegnere; Maria Antonietta Pacelli, 58 anni, dipendente del Comune di Telese; Peppino Palumbo, 37 anni, di Telese, ingegnere; Antonio Pandolfo, 48 anni, della provincia di Latina, titolare della ‘Autogari Service 2000′; Nicola Parente, 62 anni, di Cerreto Sannita, titolare dell’omonima ditta; Rosetta Pesce, 58 anni, di Benevento, titolare dell’omonima ditta; Luigi Prevete, 59 anni, dipendente del Comune di Telese Terme; Aniello Rillo, 45 anni, di Torrecuso, rappresentante legale della ‘Siet srl’; Domenico Testa, 68 anni, di Piedimonte Matese, titolare dell’omonima ditta; Eliseo Vecchi, 43 anni, di Telese, architetto; Anna Amalia Villaccio, 55 anni, di Telese, architetto; Antonio Virgilio, 60 anni, dipendente del Comune di Telese; Renzo Vittur, 68 anni, di Benevento, ex amministratore della ‘Gesesa’; Antonella Zoccolillo, 51 anni, di Telese.

Nel mirino degli inquirenti, l’esistenza di un presunto ‘cartello’ di imprese ed i rapporti che sarebbero intercorsi tra i titolari di alcune ditte e D’Occhio, che avrebbe ricevuto somme di denaro in assegni che sarebbero stati versati anche sul conto corrente di Giaquinto, ritenuto il presunto collettore delle tangenti.

Gli indagati hanno ora venti giorni a disposizione per chiedere di essere ascoltati o per produrre memorie difensive; poi, il pm Clemente deciderà sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Sono impegnati nella difesa, tra gli altri, gli avvocati Franco e Angelo Leone, Giuseppe Maturo, Sergio Rando, Umberto Del Basso De Caro, Monica Del Grosso, Andre De Longis junior, Roberto Di Santo, Paolo Abbate, Ugo Cioffi, Filiberto Franco, Francesco Giuseppe Massarelli, Alfredo Mancini, Aldo Minauro, Giambattista Vignola.

Tangentopoli telesina

I consiglieri di Altrofuturo: il sindaco D’Occhio si deve dimettere.

20 ottobre, 2009
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A docchio_sindaco_leftdistanza ormai di oltre una settimana dalla bufera giudiziaria sulla tangentopoli Telesina, l’opinione pubblica sembra dividersi su due fronti: quello degli innocentisti e quello dei colpevolisti.

Crediamo di non poterci appassionare a questo scontro, che accende solo gli animi e non aiuta a venir fuori dallo smarrimento complessivo.

Solo la Magistratura, al termine del suo iter (che crediamo lungo), potrà certificare la verità: di innocenza o di colpevolezza.

Oggi vale, secondo il nostro ordinamento giuridico, la presunzione di non colpevolezza per tutti coloro che sono accusati di aver commesso reati, seppur così gravi.

E pur stando così le cose, tuttavia, non si può far finta che nulla sia accaduto perché, se è vero che vi è una presunzione di non colpevolezza, è vero anche che coloro che oggi sono accusati potrebbero essere condannati, con la conseguente inibizione, in quest’ultimo caso, di non poter essere più candidabili per il futuro.

Sul punto che viene sollevato, pur omettendo un nostro non autorevole parere, osserviamo però che nelle democrazie più avanzate, politici inquisiti per accuse meno pesanti, che non ne hanno determinato neanche l’arresto, si sono immediatamente dimessi dalle loro funzioni. Prosegui la lettura…

Tangentopoli telesina

Se fosse vero quanto afferma il sindaco D’Occhio, i casalesi sarebbero parte offesa nel procedimento penale per la Tangentopoli telesina.

16 ottobre, 2009
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D'Occhio arrestatoALTRABENEVENTO – Comunicato stampa del 16 ottobre 2009

Il sindaco di Telese Terme, Giuseppe D’Occhio, recentemente arrestato per la Tangentopoli Telesina, si difende sostenendo di aver voluto aiutare le ditte locali ad aggiudicarsi i lavori per impedire la infiltrazione del clan dei casalesi. Insomma, secondo tali argomentazioni, le gare di appalto per opere pubbliche a Telese venivano truccate a fin di bene, cioè con l’obiettivo di tenere lontana la camorra.

Effettivamente le imprese che si sono aggiudicate i lavori a seguito delle gare truccate, secondo la indagine della Guardia di Finanza, sono tutte locali e quindi sembra davvero che il nobile intento del sindaco sia stato raggiunto.

Pertanto i casalesi, essendo vittime del disegno criminoso contestato dalla Procura della Repubblica ad imprenditori, amministratori e funzionari pubblici telesini, potrebbero costituirsi “parte civile” nel processo e chiedere pure il risarcimento per il danno subito in quanto illecitamente esclusi dagli appalti.

E’ probabile, però, che non lo facciano perché da un po’ di tempo si verifica che le ditte locali partecipano ai piccoli appalti per lavori pubblici mentre le ditte colluse con la criminalità organizzata si dedicano alla costruzione di strutture commerciali o parchi residenziali, con fondi privati da riciclare perché derivanti da attività illecite.

Basta indagare sulla attività edilizia privata a Telese negli ultimi otto anni per capire se i casalesi sono stati tenuti fuori dai giochi delle gare di appalto truccate oppure se c’è stato un “autorevole” accordo per spartirsi il territorio.

Il presidente- Gabriele Corona

Corruzione, Tangentopoli telesina

Il sindaco di Telese arrestato si giustifica: “Il mio sistema tiene lontano i Casalesi”

15 ottobre, 2009
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schiavoneRepubblica Napoli del 13 ottobre. -di Antonio Corbo

Prima dell´arresto, la singolare difesa del sindaco D´Occhio. Tangenti versate sui conti della moglie ginecologa. Beni a Positano

TELESE – Due donne al telefono, la madre e la fidanzata di un imprenditore. Sono preoccupate per Almerico Fasano, temono che «se la nave affonda», non saprà salvarsi accusando «il vero cassiere», perché «Almerico è troppo affezionato a Pino D´Occhio». Quel Pino D´Occhio, insinua Lucia Cutillo, la madre di Almerico, «è uno che ha mangiato a sette bocche, che ha mezza Telese». Paola Bondo, la fidanzata, annuisce. Sono tutt´e due ai domiciliari, accusate di aver contribuito a falsificare fatture.

Marzo 2008, a sentirle, c´è un clima già pesante, la Finanza sequestra documenti: politici e imprenditori vanno a consultare gli avvocati, si sa che c´è un´inchiesta aperta in Procura, ma niente cambia. Giuseppe D´Occhio, ingegnere, dirigente dell´Autorità di bacino, è assessore ai lavori pubblici. Manca un anno alla sua nuova elezione a sindaco. Carica ceduta intanto a Gennaro Capasso, uomo suo. Aveva già esaurito i due mandati.

Nel 2009 D´Occhio si ripresenta con la civica “Per Telese, per il Sannio”, centrodestra. Ex Ccd e Udc, solo poco tempo con l´Udeur di Clemente Mastella nominato cittadino onorario di Telese, si ritrova Capasso avversario, con “Per Voi e per Telese”. Scomodo con “Altro Futuro”, vicino a Di Pietro, anche l´altro candidato: Giovanni Liverini, colonnello della Finanza, «solo una coincidenza con l´inchiesta», chiariscono gli stessi amici di D´Occhio. Amici che sono ancora tanti. «È lui il Padreterno», ripete uno dei suoi fedelissimi in un parco deserto di Telese, dove fissa un «incontro che deve rimanere segreto» per «dire la verità finalmente». La verità sua e del sindaco.

D´Occhio, che aderisce al Pdl, domenica a Benevento per ascoltare Berlusconi, ha stravinto anche l´ultima elezione. Con 1800 voti contro i 1280 di Capasso e altrettanti di Liverini. «È lui che ha fatto diventare grande Telese in 25 anni, il centro di tutta la Valle, tutti gli uffici e i negozi sono qui, notte e giorno per acquisti e movida si viene solo qui». La domanda («Ma nessuno si accorgeva di questo monopolio, di queste tangenti?») incrocia una risposta arrogante nella sua fierezza. «Pino D´Occhio lo diceva sempre: devono vincere le nostre imprese sennò arrivano quelle dei Casalesi». E per riuscirvi, bisognava proprio formare un cartello di imprese? Stesso tono, brusco. «Qui anche dopo l´arresto la gente è tutta con Pino».

Oggi alle 10 c´è consiglio: D´Occhio in carcere, 11 la sua maggioranza, 5 l´opposizione. Tema: proprio il piano triennale dei lavori pubblici, delega che anche da sindaco D´Occhio ha tenuto per sé. Il presidente del consiglio, Salvatore Verrillo, «Pdl come il sindaco», funzionario all´Agenzia delle Entrate, forse lo farà saltare. Nessuno vuole sciogliere il consiglio, «aspettiamo le decisioni della prefettura, se ci saranno». E nessuno discute D´Occhio, neanche ora che si diffondono particolari imbarazzanti.

Non solo una Mercedes da 40mila euro. Il sindaco avrebbe riscosso molte tangenti attraverso i conti intestati alla moglie, Antonella Zoccolillo, ginecologa, aiuto primario di ostetricia a Cerreto. A suo nome una casa ai Colli Aminei. I finanzieri scoprono terreni e residenza a Positano. Altri immobili. Tutti gli acquisti risultano dal 2000 in poi. «Era sul libro paga degli imprenditori del cartello», scrivono i magistrati. Riceveva 15mila euro da Almerico Fasano, stessa cifra da Sergio Fuschini, 10mila da Quirino Vegliante. Emergono altri 70 mila in assegni per D´Occhio, altri ancora versati alla moglie da Alberto Pilla (9 mila), da Vegliante (oltre 25mila), altri girati da Pasquale Giaquinto, assessore all´anagrafe. Tutti arrestati.

Tommaso Sodano, da senatore di Rifondazione, aveva presentato interrogazioni «sulla costruzione del liceo e una strana compravendita». E Sinistra e Libertà riappare, adesso. Un comunicato ricorda le reazioni dell´epoca: «Dicevano: “Figuriamoci se possiamo preoccuparci di Vendola”». Era il 2002. D´Occhio non se n´è preoccupato fino a ieri mattina. Per sette anni.

(a. c.)

(13 ottobre 2009)

Corruzione, Tangentopoli telesina