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Archivio per la categoria ‘Beni Culturali’

L’area Archeologica di Cellarulo è stata salvata 19 anni fa dal Comitato “Giù le mani”.

16 luglio, 2010
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Ciccio Romano

ALTRABENEVENTO -Comunicato stampa del 15 luglio 2010

E’ stato inaugurato ieri il Parco Urbano di Cellarulo e subito la maggioranza e l’opposizione al Comune di Benevento si contendono il merito del progetto e dell’opera realizzata.

E’ il caso di ricordare, però, che quel parco è nato innanzitutto per la decisa iniziativa del Comitato “Giu le mani” che nel 1991 si adoperò per salvare l’area archeologica alla confluenza dei fiumi Calore e Sabato dove l’Amministrazione comunale dell’epoca, guidata dal sindaco Antonio Pietrantonio, voleva realizzare a tutti i costi un asse interquartiere tra il Rione libertà e il Rione Ferrovia nonostante la Fondazione Lerici, con appositi carotaggi, avesse già accertato la presenza di importanti reperti. Ed infatti, durante i lavori furono rivenuti un villaggio dell’artigianato prima sannita e poi romano, per la lavorazione di ceramiche e tegole con fornaci risalenti al IV secolo avanti Cristo; le mura di difesa del primo nucleo urbano in grandi blocchi di tufo; un tratto lastricato della via Latina vicino al Pons Maior; una tomba con i resti di un guerriero sannita; una bottega per la lavorazione della pietra e poi monete e oggetti di grande interesse artistico.

A denunciare l’importanza dei reperti fu il professore Gianni Dell’Aquila, appassionato e divulgatore di storia locale subito sostenuto dall’avv. Ciccio Romano, ideatore e fondatore del Comitato “Giù le mani” al quale aderirono tra gli altri Vincenzo Fioretti, Enzo Gravina, Antonio Bruno Romano, Franco Bove, Nando Paribello, Paola Caruso, Giuseppe Lamparelli, Marcello Stefanucci, Carmine Cantelmo, Marino Raffio ed io.

Da settembre del 1991, per oltre un anno, le iniziative di “Giù le mani” contro il Comune e la Soprintendenza Archeologica che volevano continuare i lavori della strada con la distruzione completa dei reperti ritrovati, furono incessanti e tutte sostenute dai 9.880 cittadini che firmarono una petizione consegnata al Presidente del Consiglio in carica, Giulio Andreotti in visita a Benevento.

A stabilire che quell’area doveva essere salvata a tutti i costi fu un gruppo di autorevoli esperti del Settore Archeologia presso il Ministero dei Beni Culturali, riunito nel 1992 su ricorso di “Giù le mani”. Subito dopo Massimo Maietta, elaborò il primo progetto di Parco Verde, Archeologico e Fluviale di Contrada Cellarulo che presentò come tesi per la sua Laurea in architettura. Anche le scuole si mobilitarono e il Liceo Scientifico diede alle stampe una pubblicazione che contribuì fortemente a divulgare la conoscenza sulla importanza dei reperti rinvenuti.

Ma neppure questo servì a scongiurare definitivamente il pericolo di distruzione dell’area archeologica che si ripresentò nel 1996 quando l’amministrazione Viespoli, preoccupata per la paventata restituzione dei finanziamenti ricevuti dal Comune per la costruzione della strada, pensò di completare l’opera con una “variante turistica”. Anche allora si mobilitarono diverse associazioni e il progetto fu modificato nel corso degli anni fino alla definizione del Parco attuale, ancora poco “archeologico” se si pensa che non è stata ancora scavata la vasta area lungo il crinale della collina dove si nascondono importanti reperti fino ad una profondità di circa 4 metri.

Sulle caratteristiche dei lavori effettuati ritorneremo prossimamente. Per ora mi premeva ricordare la esperienza di “Giù le mani” per segnalare che quando i cittadini si mobilitano con decisione per difendere un interesse pubblico, riescono spesso ad ottenere risultati concreti anche in contrapposizione alle amministrazioni e alla stragrande maggioranza dei politici che sostengono interessi particolari.

Il presidente – Gabriele Corona

Amministrazione Pepe, Beni Culturali, Città Sostenibile, Parco Cellarulo

Quel crollo misterioso negli scavi di Pompei

26 gennaio, 2010
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Da la Repubblica, 26 gennaio 2010 (m.p.g.)

Autore: Erbani, Francesco

Oltre al danno per il nostro patrimonio culturale, anche una cortina di omertà pericolosa.

Si addensa la nebbia sugli scavi di Pompei. Solo ieri sera, dopo una settimana di silenzi, fra voci che si rincorrevano e inviti perentori a star zitti, arrivano i primi sprazzi di una versione ufficiale sul crollo avvenuto lunedì della scorsa settimana nei pressi della Casa dei Casti Amanti, che si affaccia su via dell’Abbondanza. In mattinata il direttore generale dei beni archeologici del Ministero, Stefano De Caro, tenuto all’oscuro della vicenda, ha chiesto alla Soprintendenza di Napoli e Pompei una dettagliata relazione. Un secco fax con una richiesta di chiarimenti a chi per legge ha il compito di tutelare gli scavi. Ma intanto nel tardo pomeriggio il commissario all’area archeologica, Marcello Fiori, e il direttore del sito, Antonio Varone, hanno fornito una versione di quanto accaduto. Poche righe in un lungo comunicato che esalta le meraviglie della Casa, di cui si annuncia l’apertura in febbraio. Grazie ai lavori nel cantiere in cui sarebbe avvenuto l’incidente. Prosegui la lettura…

Beni Culturali

Il Consorzio Archè non ha il certificato Antimafia ma il Comune di Benevento non rescinde il contratto. Che dice Nicola Boccalone?

1 agosto, 2009
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cantiere-sabarianiIl presidente della associazione culturale “L’obelisco”, Ottavio Pietrantonio, per l’ennesima volta richiama giustamente l’attenzione sui reperti archeologici rinvenuti in piazzetta Sabariani e abbandonati per l’incuria della Amministrazione comunale.
Si tratta di una cripta medievale con affreschi di grande importanza, oggetto di visita anche da parte dell’ispettore dell’Unesco, che l’assessore comunale ai Lavori Pubblici ha promesso di recuperare e valorizzare da diverso tempo e che invece sono oggi ricettacolo di immondizia.
Dal cartello apposto sulla recinzione del cantiere si legge che la ditta scelta per i lavori è il Consorzio Archè , lo stesso che ha effettuato la pavimentazione della piazza Arco di Traiano e di Piazza Roma al quale però la Prefettura di Caserta ha revocato il certificato antimafia.
Il provvedimento risale a maggio del 2008 ed allora, tempestivamente, il Comune di Lecce revocò l’incarico assegnato a tale Consorzio per la costruzione dell’edificio polifunzionale da adibire a sede di uffici comunali. Recentemente anche il Comune di Caserta, prendendo atto seppure in ritardo della “interdittiva antimafia” ha revocato alla stessa ditta l’incarico quinquennale di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade cittadine.
cripta-con-affeschi-coperti-da-carta-di-risoscavo-criptaPerché il Comune di Benevento, che si è vantato di aver sottoscritto il Protocollo di Legalità con la Prefettura per il controllo sui cantieri, non ha mai revocato il contratto sottoscritto con tale Consorzio a dicembre del 2006 continuando a pagare fino a poche settimane fa gli stati di avanzamento dei lavori effettuati in Piazza Roma ?
Non sarebbe il caso di affidare ad altra ditta l’incarico di recuperare le importanti preesistenze storiche di Piazzetta Sabariani ? Nicola Boccalone, coordinatore della PDL, ha qualcosa da spiegare ?
Il presidente- Gabriele Corona

Notizia correlata: “Lo scandalo dei Photored in tutta Italia e anche a Benevento”

Beni Culturali, Criminalità