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Archivio per la categoria ‘Rifiuti’

Su Terra e Gli Italiani: la mortificazione di Sant’Arcangelo

8 agosto, 2010
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da Gli Italiani del 8 agosto 2010
di Eleonora Mastromarino

Sant’Arcangelo Trimonte è uno dei più piccoli comuni della provincia di Benevento, con i suoi 600 abitanti, di cui l’80% ha più di 60 anni, ha vissuto di agricoltura fino a pochi anni fa quando si è deciso che Sant’Arcangelo dovesse invece vivere, o morire a seconda delle opinioni, di “monnezza”. Infatti a ridosso del paese nel 2008 è sorta un’enorme discarica da 900.000 metri-cubi, accanto ad un’altra più piccola, comunale realizzata nel 1996 e ad una regionale costruita nel 2001. In quell’occasione il sindaco, di allora e di adesso, Romeo Pisani, acconsentì allo sversamento di rifiuti regionali, spinto dalla possibilità di un lauto “introito” per le casse dell’ente. Prosegui la lettura…

Rifiuti

Il presidente dell’ASIA rifiuta i dati di bilancio che giustificherebbero l’aumento del 72% della Tassa rifiuti.

20 luglio, 2010
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Lucio Lonardo

Se non rappresentasse tragicamente l’ennesimo atto di arroganza e di oltraggio ai cittadini ed alle legittime aspettative di trasparenza dei conti delle aziende pubbliche, la lettera con cui ieri il Presidente Lonardo ci ha motivato il suo rifiuto di esibire il bilancio consuntivo 2009 dell’ASIA, dettagliato per voce, farebbe pensare ad un colpo di calore o ad una barzelletta ben riuscita.

Ad aprile scorso i beneventani hanno ricevuto all’improvviso gli avvisi per il pagamento della Tassa Rifiuti Solidi Urbani per l’anno 2009 senza che l’Amministrazione, sollecita solo nell’attivare ampie campagne di propaganda ora per questo taglio di nastro ora per quell’inversione di senso unico, li avvertisse del salasso deciso un anno prima.

A maggio scorso Palazzo di Città, Altrabenevento, il Condacons e la Flaica-CUB, con un loro dossier, hanno denunciato per la prima volta che l’aumento complessivo reale della TARSU 2009 è pari al 72%, passando da € 10.120.000 a € 17.479.957, e che questo aumento è in larga parte immotivato e mal determinato, al punto che se ne è chiesta una riduzione di circa 5 milioni, in base ad articolate e motivate argomentazioni. Alla conferenza stampa era presente anche il Sindaco, che si impegnò a presentare un “contro dossier” di cui tuttora non c’è traccia, né è stata data spiegazione di come mai nelle previsioni di spesa dell’anno 2009 il costo per lo smaltimento dei rifiuti in discarica a carico del Comune è aumentato in un solo anno del 111 per cento, passando da un milione e novecentomila euro del 2008 a quattro milioni di euro.

Uno dei motivi dello spropositato aumento della TARSU 2009 consiste nella decisione dell’Amministrazione, che neppure il Sindaco ancora si decide a spiegare, di pagare all’ASIA la bellezza di 10milioni e 900mila euro, cioè quasi 4 milioni di euro in più rispetto al 2008, dopo aver già pagato all’ASIA circa 4milioni di euro per ricapitalizzazione e arretrati.

Nel frattempo il CdA ed il Comune hanno approvato il bilancio consuntivo ASIA 2009, che si è chiuso con un cospicuo utile, ovviamente realizzato attraverso il saccheggio delle tasche dei contribuenti, costretti a pagare con la TARSU 2009 ben più dei costi effettivi del servizio.

Il 9 giugno scorso, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo del 2009 da parte del CdA dell’ASIA, abbiamo chiesto una prima volta di poter aver copia del documento e ci è stato risposto che dovevamo aspettare l’approvazione del Comune e la pubblicazione al Registro Imprese. Lo scorso 9 luglio, dopo l’approvazione del Comune, abbiamo ri-chiesto il bilancio, dettagliato per singola voce di costo, ed abbiamo ricevuto dal Presidente Lucio Lonardo una risposta stupefacente. Ci è stato opposto che “nel riscontrare la Sua cortese richiesta in oggetto, Le rappresento che la stessa non può essere esaudita ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2391 ultimo comma del codice civile”.

La norma è citata del tutto a sproposito da Lonardo perché l’articolo 2391 del codice civile, all’ultimo comma recita “L’amministratore risponde altresì dei danni che siano derivati alla società dalla utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico”. La disposizione, relativa al conflitto di interessi, evidentemente, impone agli amministratori di non usare notizie e dati dell’azienda amministrata per trarne rilevante vantaggio! Ora, mentre non riusciamo ad immaginare quale rilevante vantaggio personale Lonardo possa ritrarre dal rendere pubblici i conti dettagliati dell’ASIA, riusciamo, invece, chiaramente a capire quale vantaggio deriverebbe ai cittadini dal verificare che i costi consuntivi del servizio siano inferiori a quelli pagati dal Comune all’ASIA coi soldi della TARSU, sulla base delle previsioni a firma Lonardo.

E’, dunque, davvero incredibile ed osceno il ricorso a sproposito all’articolo 2391 del codice civile, per giustificare il rifiuto di esibire i conti dell’ASIA, che i cittadini sono chiamati a saldare attraverso il pagamento di una tassa esosa ed ingiustificata.

Rileggendo la lettera a firma del Presidente ASIA, un solo pesantissimo conflitto d’interessi è dato rilevare: quello tra l’ASIA e il diritto dei cittadini a conoscere la verità.

Tutte le comunicazioni sin qui intercorse tra Palazzo di Città e l’Asia, sono state trasmesse per conoscenza al Sindaco ed all’Assessore alla Trasparenza, chiamati in causa anche dal Presidente dell’Asia. Fa specie che entrambi ritengano di tacere ancora.

Antonio Medici – presidente della Associazione Palazzo di città

Amministrazione Pepe, Rifiuti, TARSU

Palazzo di Città, Altrabenevento, Codacons e Flaica-Cub sollecitano il Sindaco a dare risposte al dossier contro l’aumento del 72% della tassa rifiuti

9 giugno, 2010
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COMUNICATO STAMPA del  9 giugno 2010.

Stamane una delegazione dell’associazione Palazzo di Città, anche a nome di Altrabenevento, Codacons e Flaica-Cub, ha incontrato il Sindaco Fausto Pepe per sollecitare, finalmente, la replica alle incongruenze ed agli interrogativi emersi dal dossier TARSU 2009, presentato lo scorso 18 maggio con il quale si è analizzato e contestato l’aumento del 72% della tassa rifiuti solidi urbani. Al Sindaco, che aveva preannunciato la presentazione di un dossier dell’Amministrazione in risposta a quello delle associazioni, la delegazione ha chiesto pure un proprio commento da inserire in un cortometraggio sull’aumento della tassa rifiuti, che Palazzo di Città sta realizzando proprio in questi giorni. In giornata le associazioni hanno chiesto all’ ASIA copia del bilancio 2009, che pur essendo stato approvato dal Consiglio di Amministrazione, come comunicato ufficialmente dall’azienda a mezzo stampa, non è stato ancora reso noto.

Leggi il Dossier

Amministrazione Pepe, Rifiuti

Dossier TARSU 2009- l’aumento del 72% non è giustificabile

19 maggio, 2010
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“L’aumento del 72% della Tassa Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Benevento, anno 2009, non è giustificato dal servizio reso e dai dati contabili.”

Con la delibera n. 102 del 11 maggio 2009 la Giunta Comunale stabilì che il costo del servizio preventivato per l’anno 2009, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti nel comune di Benevento, era pari ad € 15.193.876 da coprire interamente con la riscossione della T.A.R.S.U. (Diapositive 2 – delibera TARSU 2009 – costo del servizio e 2 bis – DELIBERA TARSU 2009 -)

Nel Bilancio di previsione dell’anno 2009, approvato dal Consiglio Comunale il 25 maggio 2009 con la delibera n. 20, si stabilì che la TARSU da riscuotere per lo stesso anno, ammontava ad € 17.472.957, composta dalle seguenti voci: € 15.193.876 costo del servizio preventivato; € 1.519.388 per addizionale destinata al Comune di Benevento, pari al 10% del costo di servizio; € 759.694 addizionale del 5% destinata alla Provincia. (Diapositive 3 – composizione TARSU4 – determinazione tarsu 20094 bis – Consiglio Comunale previsione 2009,   4 ter- tassa da bilancio 2009,   5 – ammontare TARSU 2009)

Risultava, quindi, già chiaro a maggio 2009 che la TARSU da riscuotere nell’anno 2010 sarebbe stata pari a € 17.472.957, con un aumento del 72% rispetto a quella dell’anno 2008, quando ammontava a € 10.120.000. (Diapositive 6 – Delibera TARSU 2008,   6 bis- tassa da bilancio 20087 – costo del servizio 20087 bis – delibera tarsu 2008 , 7 ter – PREVISIONE 2008 , 8 – confronto 2008- 2009).

Nessuno però si preoccupò di spiegare ai cittadini le ragioni di tale aumento e l’Amministrazione non fornì chiarimenti neppure al Codacons, associazione dei consumatori, che pure aveva chiesto formalmente spiegazioni. (Diapositive 9 – la lettera del Codacons e 9 bis – Lettera codacons)

Neanche di recente, dopo l’arrivo a casa dei contribuenti delle richieste di pagamento per quella tassa, l’Amministrazione comunale ha fornito chiarimenti ufficiali per consentire a tutti di comprendere le ragioni di tale considerevole aumento.

Per la stesura di questo dossier, pertanto, abbiamo effettuato un lungo e complesso lavoro di analisi dei bilanci del Comune e dei documenti resi disponibili dall’ASIA, dai quali, comunque, ancora non si comprendono le ragioni di talune previsioni di spesa, incluse nel calcolo del costo preventivato del servizio per l’anno 2009.

Tale costo, preventivato in € 15.193.876, comprendeva (Diapositive 10 – costi servizio 2009):

• € 10.918.600 di corrispettivo da pagare all’ASIA per i servizi di spazzamento e raccolta;

• € 4.000.000 per il conferimento in discarica che il Comune paga direttamente;

• € 275.276 di altre spese non meglio definite (interessi, quote al consorzio BN 1, ecc) (Diapositive 11 – costo servizio 2009 da bilancio e 11 bis – Prospetto da bilancio).

Le spese che l’ASIA ha previsto per effettuare il servizio di spazzamento e raccolta dei rifiuti nell’anno 2009, computate nella determinazione del corrispettivo chiesto al Comune, formano oggetto della nota del 13 gennaio 2009, che l’azienda stessa ha trasmesso al Sindaco. Il Comune di Benevento che nel 2008 aveva riconosciuto all’ASIA un costo preventivato del servizio di € 6.900.000, accolse integralmente la previsione dell’ASIA per l’anno 2009 di € 9.926.000, oltre iva, per un totale di € 10.918.600. (Diapositive 12 – la previsione ASIA e  12 bis – lettera asia)

Nella lettera dell’ASIA si comparavano i costi presunti per l’anno 2009 a quelli dell’anno 2008. Si notano sostanziali aumenti per: lavaggio veicoli aziendali, smaltimento pneumatici e frazione umida, sistema informativo, manutenzione e riparazione locali, consulenza addetto stampa, pubblicità e promozione, consulenze tecniche, personale, ammortamenti . (Diapositiva 12 ter – Maggiori variazioni)

Tra i costi previsti per il 2009, si notano però, anche costi per ammortamenti che rappresentano la quota “figurativa” annuale del costo di acquisto di automezzi, macchinari o lavori alle sedi. Tali quote, però, a nostro avviso, non dovrebbero essere inserite nei costi che compongono la TARSU a carico dei cittadini, perché i beni cui si riferiscono sono stati pagati con fondi ad hoc trasferiti all’ASIA dal Comune o da altri enti pubblici. Dai documenti del 2008, infatti, risulta che il Comune di Benevento, in aggiunta ai trasferimenti di danaro per il corrispettivo del costo del servizio pari ad € 6.973.724, da recuperare attraverso la TARSU, ha corrisposto all’ASIA un totale di € 2.099.000, di cui € 1.259.000 per investimenti. (Diapositive 13 – conferimenti da Comune ad ASIA,   14 – conferimenti all’ASIA 2008, 14 bis – variazione bilancio luglio 2008,    14 ter – Variazione bilancio 2008, 15 – gli ammortamenti)

A proposito, poi, del maggior costo del personale va ricordato che l’ASIA ha assunto nel 2008 quattordici lavoratori a seguito dell’acquisto dell’azienda Ecoservice Sannita srl, che effettuava la raccolta di carta, cartone ed altri materiali con un ricavo dichiarato nel bilancio 2006, ultimo depositato al Registro Imprese, di € 628.139. Nella previsione 2009 dell’ASIA, però risultano appena € 376.520 di ricavi derivanti dalla vendita di materiali differenziati. Come si spiega che ora l’ASIA con lo stesso personale non riesce a ricavare lo stesso introito? (Diapositive 16 – ricavi ASIA da materiali differenziati16 bis- conto economico ecoservice,   17 – ricavi ASIA ecoservice)

Per definire il costo complessivo del servizio da coprire con la TARSU, il Comune ha aggiunto al corrispettivo di € 10.918.600, da pagare all’ASIA, € 4.000.000 di spese previste per il conferimento dei rifiuti in discarica, rispetto alla spesa € 1.897.000 dell’anno 2008. (Diapositiva 18 – confronti 2008 – 2009).

Che cosa giustificava a maggio 2009 una previsione di aumento del 111% per tale voce di spesa? Da nessun documento contabile vi è risposta a questa domanda; dalle dichiarazioni fornite alla stampa dagli amministratori, sembra che il Comune avesse previsto una spesa consistente per l’anno 2009 per conferire in discarica i rifiuti organici derivanti dalla raccolta differenziata porta a porta. Questa raccolta, però, è stata effettuata solo per due mesi, nel solo quartiere Capodimonte, e ciò non può aver determinato un aumento di spesa del 111%.

In conclusione, considerato che la TARSU 2009 è stata definita sulla base di costi presunti che però non risultano interamente sostenuti, si chiede al Comune di Benevento e all’Asia di rendere noti i dati definitivi delle spese effettivamente sostenute in rapporto alle previsioni e di rideterminare la TARSU. Questa tassa, sulla base dei dati esaminati e delle considerazioni che precedono, non dovrebbe superare l’ammontare di € 12.082.312, che corrisponde ad un aumento del 20% rispetto alla TARSU 2008. (Diapositive 19 – costo servizio aggiornato 2009,  – 20 – correzioni per TARSU 200921 – addizionale provinciale,  – 21 bis- addizionali provinciali)

Antonio Medici – Palazzo di Città

Maurizio Zeoli – Codacons Benevento

Renato Siciliano – Flaica Cub

Gabriele Corona – Altrabenevento

Amministrazione Pepe, Rifiuti

Svelato il mistero della Tassa Rifiuti Solidi Urbani che è aumentata del 70%.

15 maggio, 2010
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Martedì, 18 maggio alle ore 11.00 nella sala consiliare di palazzo Mosti, sarà presentato il Dossier: “L’aumento del 72% della Tassa Rifiuti Solidi Urbani del Comune di Benevento, anno 2009, non  è giustificato dal servizio reso e dai dati contabili.”

Interverranno:

  • Antonio Medici, presidente della associazione ““Palazzo di città”;
  • Maurizio Zeoli, coordinatore del Codacons di Benevento;
  • Renato Siciliano, della segreteria provinciale del sindacato Flaica CUB.
  • Gabriele Corona, presidente di “Altrabenevento-associazione per la città sostenibile contro il malaffare”,

Amministrazione Pepe, Rifiuti

Tassa Rifiuti: Altrabenevento prepara il dossier sui costi del servizio denunciati da un sindacalista al quale hanno bruciato l’auto.

6 aprile, 2010
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6 aprile 2010.

L’Amministrazione comunale ha deciso di inviare agli utenti le cartelle di pagamento con ulteriori insostenibili aumenti, senza alcuna preventiva informazione o giustificazione.

Si tratta di un comportamento ancora più grave se si rammenta che la coalizione di centrosinistra si era impegnata, prima in campagna elettorale e poi con il Programma di Mandato, a consentire il massimo della trasparenza e favorire tutte le possibili forme di partecipazione dei cittadini, anche nella definizione del Bilancio dell’Ente. Invece, dopo qualche ridicola forma di consultazione con i comitati di quartiere e la triplice sindacale di CGIL-CISL e UIL, di Bilancio partecipativo non si è più neppure parlato e i conti del Comune sono tornati ad essere materia per la sola discussione tra i consiglieri comunali. Prosegui la lettura…

"Città Tranquilla", Amministrazione Pepe, Rifiuti

A Benevento la Tassa Rifiuti aumenta del 50%.

5 aprile, 2010
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CUB- Confederazione Unitaria di Base – Comunicato stampa del 2 aprile

“All’indomani delle elezioni regionali insieme ai ringraziamenti degli eletti, stanno arrivando le cartelle per il pagamento della Tassa rifiuti con la ennesima stangata.

L’Amministrazione comunale di centrosinistra dice che la colpa è del governo di centrodestra; i consiglieri comunali di centrodestra dicono che è colpa della Giunta comunale e della Regione; il sindaco dice che tutto dipende dai costi, ma non spiega perché sono lievitati così tanto.

Da diversi anni  abbiamo denunciato le spese pazze effettuate dai diversi consigli di amministrazione, quello nominato dal sindaco Sandro D’Alessandro e anche quello attuale designato dal sindaco Fausto Pepe, ma nessuno ha voluto prestare attenzione e questi sono i risultati.

Ora che tutti si lamentano degli aumenti, qualcuno si decida a spiegare quanto sono costati i cassoni scarrabili acquistati dal Comune e spariti? Quanto sono costati, e costano ancora, le promozioni per alcuni dipendenti politicamente ammanigliati?”

Renato Siciliano- segretario aziendale ASIA

Marcelo Amendola – segretario regionale Flaica-CUB

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La giustificazione del presidente dell’ASIA

La conferenza stampa del sindaco

La replica di Nicola Boccalone

La protesta della Confesercenti

Amministrazione Pepe, Rifiuti

Un esempio di giornalismo di inchiesta: il Sannio Quotidiano documenta il disastro ambientale della discarica di Piano Borea

18 marzo, 2010
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Da il Sannio Quotidiano del 14 marzo 2010.

(Paolo Bocchino). Se non ci fossero gli impianti di captazione del biogas non sembrerebbe, a prima vista, neanche una discarica. Due collinette dal profilo dolce, non la solita montagna piramidale. Sullo sfondo la città di Benevento si staglia in tutta la sua estensione, rendendo persino panoramico un sito destinato per cinque anni ad accogliere immondizia proveniente da quasi tutta la provincia.

La storia. La discarica di Piano Borea ha operato dal 5 febbraio 1996 al marzo del 2001 ospitando i rifiuti solidi urbani dei 38 comuni aderenti al Consorzio Bn1 e di altri 13 centri della provincia. Si stima che nei cinque anni il sito, suddiviso in due vasche, abbia ricevuto circa 300mila tonnellate di rifiuti. Un quantitativo notevole se si considera che la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte, impianto utilizzato dall’intera regione, ha una capienza progettuale di 800mila tonnellate.

Nel 2002 è stata avviata la bonifica parziale dell’impianto con la realizzazione di una rete di captazione del gas naturale sprigionato dalla decomposizione dei rifiuti. Il prelievo del biogas è attualmente fermo.

Un impianto al centro delle polemiche. Piano Borea ha vissuto un destino paradossale. La discarica ha provocato più polemiche dopo la sua chiusura che nella fase di esercizio. Nel 2004, a soli tre anni dalla chiusura, l’allora sindaco Sandro D’Alessandro prese in esame la possibilità di allestire a Piano Borea un’area di stoccaggio provvisoria per tamponare una delle fasi più acute della infinita emergenza rifiuti campana. La sola ipotesi, poi non attuata, scatenò la reazione di alcuni settori della stessa maggioranza di D’Alessandro. A distanza di tre anni l’emergenza tornò a farsi sentire duramente. I cassonetti della città traboccanti di rifiuti indussero il sindaco Fausto Pepe a rompere gli indugi e autorizzare la realizzazione a Piano Borea di una vasca di stoccaggio temporaneo nelle adiacenze della vecchia discarica. Immediata scoppiò la polemica. Pasquale Viespoli, primo cittadino per un decennio, criticò aspramente la “rottura del patto” stipulato negli anni precedenti con i residenti. Pepe in replica ricordò al Sottosegretario che l’evenienza era stata considerata anche dal suo successore e collega di partito, D’Alessandro.

Discarica poco bonificata. Basta un rapido sopralluogo per appurare che l’impianto di Piano Borea non ha esaurito il suo potenziale inquinante. In più punti si presentano evidenti perdite di liquido nero con reazione schiumosa a contatto con l’acqua piovana presente nelle caditoie. In una parola il temibile ‘percolato’ che fuoriesce alla base di una delle due collinette di immondizia. A spiegare l’origine del fenomeno sono due ex operatori del Consorzio che hanno lavorato per anni presso la discarica: “Il percolato veniva raccolto da appositi pozzi dai quali periodicamente il liquido era prelevato e stivato in una vasca, in attesa dell’arrivo delle cisterne per il trasporto definitivo. Se i pozzi non vengono svuotati con regolarità il percolato in eccesso si riversa a valle e finisce nei canali di scolo e dunque nell’ambiente circostante”.

Le lamentele dei vicini. Un problema che ben conoscono gli abitanti di Piano Borea. Due famiglie in particolare lamentano da tempo gli effetti indesiderati della vicinanza allo sversatoio cui da qualche anno si è aggiunta una vasca di stoccaggio temporaneo gestita dall’Asia. “Questa discarica è stata la nostra rovina – commenta con amarezza Francesco Pastizzo, una vita passata tra i campi prima della amara sorpresa – Chi ha pensato di realizzarla a pochi metri dalle abitazioni ha commesso un abuso grave. Come se non bastasse ci hanno “regalato” anche una nuova minidiscarica utilizzata per il carico e scarico dei rifiuti. Il risultato di queste operazioni è che non possiamo più utilizzare le acque dei nostri pozzi. Le usavamo per bere, oggi non possiamo più neanche lavarci la faccia”.

Rifiuti