In carcere non finisce il malaffare ma Cosimino muore per disperazione
Il Comunicato di DEPISTAGGIO sulla morte in carcere di Cosimino
COSIMINO E’ MORTO: SUICIDIO IN CARCERE? NO, ASSASSINIO DI STATO
Domenica 30 ottobre, ore 15, allo stadio Santa Colomba il Benevento gioca col Sassuolo, l’arbitro fischia l’inizio della partita, centinaia di ultras assiepati nella curva sud accendono i fumogeni, urlano e cantano a squarciagola.
A quell’ora, tutte le domeniche, da ormai più di dieci anni, Cosimino babygol è su quelle gradinate. Ma questa volta non c’è.
In quello stesso momento Cosimino è vicino alla finestra, con la testa penzolante, soffocato dai lacci delle scarpe legati alle sbarre della cella d’isolamento del carcere di Capodimonte. Cosimino è morto, è morto impiccato.
Si è trattato di una tragedia, dicono i responsabili del carcere.
Un suicidio, scriverà laconico il magistrato di turno.
L’autopsia non potrà che confermare. Il caso è archiviato. Punto e a capo.
MA NOI NON CI STIAMO…















