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Archivio per la categoria ‘De Magistris’

Il complotto contro De Magistris conferma che era corretto il lavoro del giudice beneventano, Gabriella Nuzzi, ingiustamente punita dal CSM.

21 aprile, 2010
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A conclusione dell’ indagine condotta dai pubblici ministeri di Salerno, Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, giudati dal procuratore capo Franco Roberti, ex coordinatore del pool antimafia della Campania, emerge il sistema affaristico-criminale di alcuni politici, imprenditori e magistrati che hanno impedito a de Magistris di continuare le indagini Poseidone e “Why not”.

Alle stesse conclusioni erano giunti i Pm Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, di origini beneventane,  che per questo motivo sono stati attaccati da buona parte dei vertici della classe politica con le conseguenti sanzioni del Csm benedette dall’Associazione Nazionale Magistrati.

Riportiamo la lettera del giudice Nuzzi alla Associazione Nazionale Magistrati del 25 ottobre 2009

Speranze di un cattivo magistrato.

A pochi giorni dalla sentenza della Sezione Disciplinare del CSM che ha sanzionato me e il collega dott. Verasani con la perdita di anzianità (sei mesi per me e quattro per lui), oltre al trasferimento di sede e funzioni già disposto in via cautelare, vi partecipo di alcune mie riflessioni su questa amara vicenda, che troverete anche pubblicate sul quotidiano IL FATTO di oggi 25 ottobre 2009. Vi ringrazio sempre per il sostegno che mi avete donato in questi mesi. Sotto il testo:

 La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero. Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.Ma la platea è muta, nessuno plaude.

L’epilogo è paradossale, grottesco.

Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti.Tempo sprecato.

I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.

Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione. Prosegui la lettura…

De Magistris, Giudici e Politici

Complotto contro De Magistris per impedirgli di indagare i “grumi di malaffare”

21 aprile, 2010
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Salerno un anno dopo: Contro de Magistris fu complotto

 Da Antimafia duemila- di Monica Centofante – 19 aprile 2010

Dodici indagati in tutto. Tra cui sette magistrati, un senatore, un sottosegretario al Ministero delle Attività Produttive. Tutti insieme appassionatamente per fermare le indagini dell’allora pm a Catanzaro Luigi de Magistris e salvaguardare i propri interessi.

A poco più di un anno di distanza dal trasferimento disciplinare dei pm Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani e del procuratore capo Apicella (sospeso anche dallo stipendio) a Salerno il tempo sembra essersi fermato. E nell’avviso di conclusione indagini emesso qualche giorno fa dai pm Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, guidati dal procuratore capo Franco Roberti, quel sistema affaristico-criminale che lega a foppio filo politica, imprenditoria e magistratura riemerge così come i primi giudici lo avevano evidenziato. Guadagnandosi gli attacchi di buona parte dei vertici della classe politica e le sanzioni del Csm con la benedizione dell’Associazione Nazionale Magistrati.

La vicenda in questione, si ricorderà, è quella che parte dalle ormai note inchieste Why Not e Poseidone, strappate dalle mani di Luigi de Magistris mentre l’allora magistrato additava le responsabilità di politici e imprenditori impegnati nella distrazione di fondi pubblici, destinati allo sviluppo di quella terra martoriata che è la Calabria, a tutto vantaggio di interessi privati. E alle successive e complesse indagini dei magistrati Nuzzi e Verasani, che dalla procura di Salerno, competente su quella di Catanzaro, avevano scoperto un vero e proprio complotto ordito ai danni dello stesso de Magistris con il preciso intento di fermare il suo lavoro. Prosegui la lettura…

De Magistris, Giudici e Politici

Antonio Ingroia e Luigi De Magistris a Benevento il 9 aprile illustrano le ragioni di contrarietà alla controriforma delle intercettazioni.

8 aprile, 2010
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Altrabenevento – Comunicato stampa del 7 aprile

Al Teatro Comunale di Benevento, Venerdì 9 aprile alle ore 17, Antonio Ingroia, Procuratore Aggiunto a Palermo, presenterà il suo ultimo libro “C’era una volta l’intercettazione”, su invito dell’associazione Altrabenevento.

Con l’autore interverranno Pietro Orsatti, giornalista di “Antimafia duemila” e fondatore de “Gli Italiani”, Luigi De Magistris, ex magistrato ed ora Deputato al Parlamento Europeo e Giovanni Tartaglia Polcini, Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, per animare il dibattito, coordinato da Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, sulla riforma della legge sulle intercettazioni in discussione nelle commissioni del Senato proprio in questi giorni.

Una prima bozza della legge è già stata approvata alla Camera l’11 giugno scorso, ma ora il governo vuole accelerare l’iter per l’approvazione definitiva, anche a seguito delle recenti indagini pugliesi che hanno coinvolto il Presidente del Consiglio.

È dunque particolarmente interessante l’opinione di chi di intercettazioni e di giustizia se ne intende. Antonio Ingoia, allievo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, si occupa da quasi vent’anni di importanti processi di mafia, dall’omicidio De Mauro all’indagine sulla “trattativa Stato-mafia” del ‘92-‘93, e ci aiuterà a riportare alla luce i fatti oscurati troppo spesso dalle tante “bufale” mediatiche che sull’argomento sono state diffuse.

Sarà inoltre possibile seguire in streaming l’intero dibattito sul sito di Altrabenevento (www.altrabenevento.org), Gli Italiani (www.gliitaliani.it), Antimafia Duemila (www.antimafiaduemila.com), AgoraVox (www.agoravox.it),  Dazebao News (all’indirizzo www. dazebao.org) e Sanniopress (www.campaniapress.com).

Ufficio Stampa Altrabenevento -  Eleonora Mastromarino -  tel. 328 8973474

Prefazione di Travaglio

Antonio Ingroia, De Magistris, Intercettazioni

Mastella non accetta il confronto proposto da Genchi. Attacca De Magistris ed annuncia la sua candidatura a sindaco di Benevento.

28 gennaio, 2010
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Sabato 23 gennaio, la emittente televisiva TV7 ha trasmesso una lunga intervista a Clemente Mastella che fa sconpisciare dalle risate. Naturalmente attacca la magistratura di Santa Maria Capua Vetere, quella di Napoli, De Magistris  e Genchi che lo aveva invitato ad un confronto pubblico a Benevento.

Non dice nulla, però, della scheda telefonica della Camera dei Deputati a lui intestata ma utilizzata dal figlio Pellegrino, di cui ha parlato Genchi a Benevento il 9 gennaio scorso, nel corso della presentazione del suo libro.

Guardate la intervista a Mastella su TV7 e poi il video che segue.

Watch live streaming video from olachannel at livestream.com

Arresti UDEUR, Corruzione, De Magistris, Il Caso Genchi

De Magistris: la magistratura immobile.

8 gennaio, 2010
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demagistris-2(Da antimafiaduemila.it )

La magistratura immobile e complice e il senso dello Stato

di Luigi de Magistris – 8 gennaio 2010

Sono passati circa due anni da quando, quale magistrato in servizio alla Procura di Catanzaro, mi sono state sottratte illegalmente indagini che avevano ad oggetto gravi reati commessi da politici, persone ricoprenti ruoli apicali   all’interno delle Istituzioni, imprenditori, professionisti vari.

Le attività investigative riguardavano – nell’ambito della gestione illegale del denaro pubblico in Calabria – i rapporti tra massonerie deviate e politica, tra crimine organizzato e istituzioni. Il grumo di potere che soffoca nel crimine una Regione del Sud. Prosegui la lettura…

De Magistris, Il Caso Genchi

Il Pubblico Ministero di Crotone, come de Magistris. Strappato il fascicolo sulla Security Wind

7 gennaio, 2010
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genchidi Monica Centofante – 7 gennaio 2010 da Antimafiaduemila.it

La notizia richiama i tempi passati, quelli delle vecchie indagini dell’allora pubblico ministero Luigi de Magistris. Forse per quelle dinamiche, che sono sempre le stesse, forse per i personaggi coinvolti, non molto diversi neppure loro.

In quanto alle prime non c’è in verità molto da dire: quando un’inchiesta diventa troppo “scottante”, e il magistrato che la segue sembra essere uno determinato a portarla avanti, accade che il fascicolo su cui sta indagando venga trasferito in altre mani. Magari più “ragionevoli”.

Per i secondi, invece, la situazione appare più complessa.

La vicenda in questione è quella di Pierpaolo Bruni, pubblico ministero a Crotone. Il magistrato che tempo fa aveva ereditato una parte dell’inchiesta Why Not, sottratta a de Magistris e spezzettata in tanti diversi tronconi distribuiti qua e là. E che in eredità ha ricevuto anche la sua stessa sorte, vedendosi sottrarre un caso giudiziario che avrebbe avuto conseguenze imprevedibili. Prosegui la lettura…

De Magistris, Il Caso Genchi

Toghe Lucane: i documenti smembrati della piu’ delicata inchiesta della storia d’Italia

7 gennaio, 2010
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de-magistris-al-csmDa toghelucane.blogspot.com di Filippo de Lubac – 5 gennaio 2010

Molti parlano senza conoscere nulla di ciò su cui pontificano. Avrete certamente letto delle “inchieste flop” condotte dal Dr. Luigi de Magistris” oppure del “fallito de Magistris”.

Si tratta di termini sprezzanti per definire l’operato di un servo dello Stato che, se davvero avesse lavorato con tanta sciatteria meriterebbe ben altro che il seggio di parlamentare europeo su cui oggi siede. La verità è diversa, e lo è di molto.

Per giudicare il suo lavoro, forse il termine è un po’ forte giacché noi cittadini comuni non abbiamo le conoscenze del caso e quindi diremo per farci un’idea del suo lavoro, è opportuno leggere qualcosa delle indagini svolte dal PM Luigi de Magistris e firmate da decine di collaboratori di polizia giudiziaria che hanno lavorato con lui e per lo Stato. Cominciamo con delle immagini, per tutti coloro che non hanno tempo per leggere: quelle dei cento e passa faldoni dell’inchiesta “Toghe Lucane” così come erano il 27 agosto 2008, prima che de Magistris fosse trasferito ad altro ufficio ed altro incarico. Oggi di questi faldoni non è possibile reperire nemmeno i contenitori. Sono stati “sfaldati”, frantumati, spezzettati e riassemblati dal PM Vincenzo Capomolla “applicato” da Crotone a Catanzaro per la bisogna. Adesso l’inchiesta è suddivisa in mille rivoli ed in nessuno di essi si trovano “atti idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Tranne che in uno stralcio che ha una storia ancora più allucinante e di cui si parla altrove.

http://toghelucane.blogspot.com/2009/12/marinagri-la-sentenza-di-assoluzione-e.html

Sfortunatamente per coloro che hanno inteso far “scomparire” una delle inchieste più complete e preoccupanti sul sistema di corruttela e sopruso che infesta l’Italia (ed il Mezzogiorno in particolare), qualcuno aveva avuto accesso (legittimamente) a quegli atti e ne ha conservato ampie documentazioni. Prosegui la lettura…

Corruzione, De Magistris, Giudici e Politici

Archivio Genchi: che c’entra l’ex capo di gabinetto dell’ ex Ministro Ferrero oggi segretario di Rifondazione Comunista ?

29 giugno, 2009
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genchiDa Antimafia duemila

Archivio Genchi: La giustizia dei capi di Gabinetto
di Monica Centofante – 29 giugno 2009

Qualche tempo fa, quando il gip Maria Teresa Belmonte aveva archiviato alcune indagini sull’allora pubblico ministero Luigi de Magistris, si era gridato allo scandalo.
Perché per ragioni di opportunità quel giudice, che era nientepopodimenoche la moglie del fratello di Michele Santoro (colpevole di essersi occupato di de Magistris nel corso di alcune puntate di Annozero), avrebbe dovuto astenersi dall’incarico poiché per qualche imprecisato motivo non avrebbe potuto prendere una decisione serena e imparziale.
Giovedì e venerdì scorsi la Corte di Cassazione si è espressa su due ricorsi presentati dalla Procura di Roma contro la decisione del Tribunale del Riesame che l’8 aprile aveva ordinato di restituire l’archivio sottratto dalla stessa procura a Gioacchino Genchi, già consulente di de Magistris. Con accuse anche fantasiose, come quella di violazione del segreto di Stato nell’acquisizione dei dati di traffico di utenze in uso a 007: reato che nel codice non esiste, quindi inventato.
Nel primo giorno di udienza la quinta sezione della Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità in radice del ricorso, il che avrebbe dovuto avere, come naturale conseguenza, quella di vedere confermato il dissequestro anche nel corso dell’udienza di venerdì.
Ma le cose sono andate diversamente.
Perché il procuratore generale si è sorprendentemente dichiarato in disaccordo con l’orientamento assunto dal suo stesso ufficio il giorno precedente e ha chiesto alla Corte di dare ragione ai pubblici ministeri di Roma Achille Toro e Nello Rossi. Che sono quelli che avevano eseguito il sequestro, ma sono anche quelli che appaiono in atti di indagini per le quali il dottor Genchi aveva ricevuto incarichi dall’Autorità Giudiziaria. In parole povere: anche loro parte di quell’archivio.
Nello specifico, ci aveva spiegato l’avvocato Fabio Repici, legale del consulente, vi sarebbero tra l’altro conversazioni del dottor Toro che nel “maggio 2006 concordava con altra persona, con insospettabili capacità profetiche, gli incarichi al ministero della Giustizia presso l’appena nominato ministro Mastella e presso altri ministeri, riferendo anche gli incarichi graditi da altri magistrati romani, ivi compreso il dr. Nello Rossi”.
In quello stesso periodo – mentre era in corso l’indagine Why Not – Toro diventava capo di Gabinetto del Ministro Bianchi nel governo Prodi, mentre il ministro Ferrero, nello stesso governo, sceglieva per quell’incarico il dott. Franco Ippolito. Che, guarda il destino, ritroviamo venerdì come relatore all’udienza che si è tenuta davanti alla sesta sezione penale della Cassazione. La quale era chiamata a decidere proprio sulla parte del ricorso che riguardava i tabulati di utenze telefoniche riferite, tra gli altri, a Clemente Mastella e Romano Prodi perché entrambi indagati in Why Not (il primo ora archiviato).
Alla fine la Suprema Corte decide di confermare il dissequestro di copia dell’archivio riguardante i tabulati che si riferiscono a utenze dei servizi segreti. Ma dà ragione alla Procura capitolina nella parte del ricorso con il quale si chiedeva il ripristino del sequestro di copia dell’archivio con riferimento ai tabulati delle utenze telefoniche di parlamentari: e quindi proprio a Romano Prodi, Clemente Mastella e altri, per i quali annulla senza rinvio, chiudendo definitivamente la questione.
Nella sicura soddisfazione di indagati ed ex indagati nonché di Achille Toro e Nello Rossi. Quest’ultimo, tra l’altro, fino a due anni fa impiegato proprio alla sesta sezione penale della Corte di Cassazione, quindi un ex-collega.
Lo scenario lascia spazio a qualche dubbio o perplessità, ma nessuno, questa volta, ha pensato di gridare allo scandalo. Così come non era accaduto neppure quando la Procura di Roma, nonostante la decisione del Tribunale del Riesame, si era arbitrariamente e illegalmente rifiutata di restituire l’archivio al suo legittimo proprietario.
In quell’occasione l’avv. Repici si era chiesto: “Cosa assicura ai magistrati romani l’impunità davanti al Csm ed al ministro della giustizia?”.
La risposta, forse, è arrivata oggi.

De Magistris