Il complotto contro De Magistris conferma che era corretto il lavoro del giudice beneventano, Gabriella Nuzzi, ingiustamente punita dal CSM.
A conclusione dell’ indagine condotta dai pubblici ministeri di Salerno, Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, giudati dal procuratore capo Franco Roberti, ex coordinatore del pool antimafia della Campania, emerge il sistema affaristico-criminale di alcuni politici, imprenditori e magistrati che hanno impedito a de Magistris di continuare le indagini Poseidone e “Why not”.
Alle stesse conclusioni erano giunti i Pm Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi, di origini beneventane, che per questo motivo sono stati attaccati da buona parte dei vertici della classe politica con le conseguenti sanzioni del Csm benedette dall’Associazione Nazionale Magistrati.
Riportiamo la lettera del giudice Nuzzi alla Associazione Nazionale Magistrati del 25 ottobre 2009
Speranze di un cattivo magistrato.
A pochi giorni dalla sentenza della Sezione Disciplinare del CSM che ha sanzionato me e il collega dott. Verasani con la perdita di anzianità (sei mesi per me e quattro per lui), oltre al trasferimento di sede e funzioni già disposto in via cautelare, vi partecipo di alcune mie riflessioni su questa amara vicenda, che troverete anche pubblicate sul quotidiano IL FATTO di oggi 25 ottobre 2009. Vi ringrazio sempre per il sostegno che mi avete donato in questi mesi. Sotto il testo:
La scena finalmente si chiude, cala il sipario nero. Regista ed attori tirano un respiro di sollievo: ancora un’ottima interpretazione, il pubblico può ritenersi soddisfatto. Giustizia è fatta.Ma la platea è muta, nessuno plaude.
L’epilogo è paradossale, grottesco.
Due magistrati della Procura della Repubblica di Salerno sono stati severamente puniti dalla Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Esautorati delle loro funzioni inquirenti, allontanati dalla sede in cui le esercitano. Cassato un pezzo di vita professionale. Ore, giorni, mesi dedicati, in silenzio, con scrupolo, a studiare carte, leggi, sentenze; a scrivere, indagare, nel tentativo di amministrare giustizia. Una Giustizia eguale per tutti.Tempo sprecato.
I giudici disciplinari, che non avevano mai fatto mistero del proprio convincimento e chiaramente interessati al celere seppellimento della vicenda, possono finalmente veder consacrato il proprio verdetto.
Dunque, ora, non mi resta che prenderne atto: sono ufficialmente inserita nella lista nera dei cattivi magistrati.Perché, nel legittimo esercizio delle mie funzioni istituzionali, ho osato indagare su altri magistrati -quelli del distretto di Catanzaro- per gravi delitti di corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico, omissione in atti d’ufficio, favoreggiamento, calunnia, diffamazione e quant’altro, connessi all’illegale sottrazione al Pubblico Ministero titolare, dott. de Magistris, delle inchieste POSEIDONE e WHY NOT e alla loro successiva disintegrazione. Prosegui la lettura…



















