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	<title>altrabenevento &#187; Asl</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Video-denuncia di Altrabenevento: la Asl impone ai malati psichici i contestati pasti della Ristorò nonostante palesi violazioni contrattuali.</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 12:44:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ASL Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="620" height="334" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ASL-Benevento.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="ASL Benevento" title="ASL Benevento" /></p><p style="text-align: left;" align="center">Comunicato stampa del 27 aprile 2015</p>
Dopo 4 mesi di proteste, il Comune di Benevento ha sospeso il servizio di mensa scolastica affidato alla società Ristorò anche per la mancanza del certificato di agibilità dei locali. Nelle stesse cucine, però, la ditta della famiglia Barretta-Porcelli continua a produrre i pasti per gli anziani e le persone con disagio psichico ospitati nei centri di assistenza di Benevento, Bucciano, Puglianello, Molinara, Morcone e San Bartolomeo in Galdo.  Addirittura la ASL, committente del servizio, a marzo scorso, nonostante le decisioni del Comune capoluogo e le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica, ha prorogato ancora fino alla fine di settembre 2015 l’incarico affidato alla Ristorò nel 2007 senza effettuare neppure il controllo più elementare sul Capitolato di Appalto.

Se i dirigenti della Azienda Sanitaria avessero prestato almeno un po’ di attenzione alle numerose proteste dei degenti, dei loro familiari e dei medici delle strutture assistenziali sulla qualità dei pasti forniti dalla Ristorò, si sarebbero accorti delle diverse violazioni contrattuali che Altrabenevento ha documentato con una video-denuncia pubblicata oggi.

Secondo il Capitolato, infatti, i pasti dovrebbero essere consumati entro trenta minuti dalla loro preparazione ed invece rimangono nelle vaschette per due-tre ore prima di essere mangiati perché la Ristorò effettua le consegne con lo stesso automezzo per più località in orari completamenti diversi da quelli indicati dalla ASL. Nel video di Altrabenevento si vede chiaramente, infatti,  che lo stesso  furgone partito il 24 aprile alle ore 16 dal centro cottura nella zona industriale di Benevento, raggiunge il centro di assistenza per disagiati psichici di Bucciano alle 16,50 per consegnare i pasti per la cena prevista alle ore 19. L’autista-operatore che secondo il Capitolato dovrebbe rimanere in servizio per almeno un’ora in modo da servire i pasti, aspettare la fine della cena, pulire i tavoli e riportarsi i rifiuti, è ripartito dopo 4 (quattro) minuti e alle 17,25 è arrivato a Puglianello. Anche in questo caso, è rimasto solo quattro minuti, il tempo per scaricare i contenitori, e alle 17,29 è ripartito. Questo disservizio è stato documentato da Altrabenevento diverse volte nell’ultimo mese, ma si verifica da anni. Per rispettare il capitolato e consegnare i pasti entro 30 minuti dalla preparazione, la Ristorò dovrebbe utilizzare un furgone con almeno un autista-operatore per ognuna delle località previste, ed invece lo stesso automezzo consegna in più centri di assistenza con indubbio vantaggio economico per la ditta della famiglia Barretta- Porcelli che risparmia  sui costi di lavoro e di trasporto. Di conseguenza, gli anziani e i disagiati psichici  sono costretti a mangiare pasti scotti o maleodoranti, preparati e sballottati a lungo prima del consumo.

In alternativa al servizio di mensa centralizzato per tutti i centri di assistenza della ASL,  che di certo non può assicurare pasti adeguati alle condizioni dei degenti, a Morcone per quasi due anni ha funzionato<a href="http://www.ilenzuolibianchi.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=178:no-al-progetto-cotto-e-mangiato-si-al-maxi-appalto-precotto-e-schifato&amp;catid=116:modulo-1&amp;Itemid=470"> il progetto “Cotto e mangiato” finanziato con fondi CIPE che coinvolgeva gli assistiti del Dipartimento Salute Mentale impegnati per l’acquisto dei prodotti in zona, la preparazione dei pasti e il consumi in locali appositamente attrezzati.</a> Questo servizio umanizzante è stato bloccato, come spiega nella video-denuncia di Altrabenevento, il presidente della “Rete Sociale” la associazione dei familiari delle persone con disagio psichico, Serena Romano, e anche agli assistiti nel centro di Morcone vengono ora imposte le vaschette della Ristorò.
<p align="right">Per Altrabenevento – Gabriele Corona</p>
<iframe src="https://www.youtube.com/embed/s2NxW-0qV-k" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="334" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/ASL-Benevento.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="ASL Benevento" title="ASL Benevento" /></p><p style="text-align: left;" align="center">Comunicato stampa del 27 aprile 2015</p>
Dopo 4 mesi di proteste, il Comune di Benevento ha sospeso il servizio di mensa scolastica affidato alla società Ristorò anche per la mancanza del certificato di agibilità dei locali. Nelle stesse cucine, però, la ditta della famiglia Barretta-Porcelli continua a produrre i pasti per gli anziani e le persone con disagio psichico ospitati nei centri di assistenza di Benevento, Bucciano, Puglianello, Molinara, Morcone e San Bartolomeo in Galdo.  Addirittura la ASL, committente del servizio, a marzo scorso, nonostante le decisioni del Comune capoluogo e le indagini in corso da parte della Procura della Repubblica, ha prorogato ancora fino alla fine di settembre 2015 l’incarico affidato alla Ristorò nel 2007 senza effettuare neppure il controllo più elementare sul Capitolato di Appalto.

Se i dirigenti della Azienda Sanitaria avessero prestato almeno un po’ di attenzione alle numerose proteste dei degenti, dei loro familiari e dei medici delle strutture assistenziali sulla qualità dei pasti forniti dalla Ristorò, si sarebbero accorti delle diverse violazioni contrattuali che Altrabenevento ha documentato con una video-denuncia pubblicata oggi.

Secondo il Capitolato, infatti, i pasti dovrebbero essere consumati entro trenta minuti dalla loro preparazione ed invece rimangono nelle vaschette per due-tre ore prima di essere mangiati perché la Ristorò effettua le consegne con lo stesso automezzo per più località in orari completamenti diversi da quelli indicati dalla ASL. Nel video di Altrabenevento si vede chiaramente, infatti,  che lo stesso  furgone partito il 24 aprile alle ore 16 dal centro cottura nella zona industriale di Benevento, raggiunge il centro di assistenza per disagiati psichici di Bucciano alle 16,50 per consegnare i pasti per la cena prevista alle ore 19. L’autista-operatore che secondo il Capitolato dovrebbe rimanere in servizio per almeno un’ora in modo da servire i pasti, aspettare la fine della cena, pulire i tavoli e riportarsi i rifiuti, è ripartito dopo 4 (quattro) minuti e alle 17,25 è arrivato a Puglianello. Anche in questo caso, è rimasto solo quattro minuti, il tempo per scaricare i contenitori, e alle 17,29 è ripartito. Questo disservizio è stato documentato da Altrabenevento diverse volte nell’ultimo mese, ma si verifica da anni. Per rispettare il capitolato e consegnare i pasti entro 30 minuti dalla preparazione, la Ristorò dovrebbe utilizzare un furgone con almeno un autista-operatore per ognuna delle località previste, ed invece lo stesso automezzo consegna in più centri di assistenza con indubbio vantaggio economico per la ditta della famiglia Barretta- Porcelli che risparmia  sui costi di lavoro e di trasporto. Di conseguenza, gli anziani e i disagiati psichici  sono costretti a mangiare pasti scotti o maleodoranti, preparati e sballottati a lungo prima del consumo.

In alternativa al servizio di mensa centralizzato per tutti i centri di assistenza della ASL,  che di certo non può assicurare pasti adeguati alle condizioni dei degenti, a Morcone per quasi due anni ha funzionato<a href="http://www.ilenzuolibianchi.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=178:no-al-progetto-cotto-e-mangiato-si-al-maxi-appalto-precotto-e-schifato&amp;catid=116:modulo-1&amp;Itemid=470"> il progetto “Cotto e mangiato” finanziato con fondi CIPE che coinvolgeva gli assistiti del Dipartimento Salute Mentale impegnati per l’acquisto dei prodotti in zona, la preparazione dei pasti e il consumi in locali appositamente attrezzati.</a> Questo servizio umanizzante è stato bloccato, come spiega nella video-denuncia di Altrabenevento, il presidente della “Rete Sociale” la associazione dei familiari delle persone con disagio psichico, Serena Romano, e anche agli assistiti nel centro di Morcone vengono ora imposte le vaschette della Ristorò.
<p align="right">Per Altrabenevento – Gabriele Corona</p>
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		<title>Per Palombi, pollo fresco a Napoli e surgelato a Benevento</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 14:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="976" height="930" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/guidaCamp.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="guidaCamp" title="guidaCamp" /></p><p align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/eticPolloPata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10983" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="eticPolloPata" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/eticPolloPata-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Seconda lettera aperta alla dottoressa Ersilia Palombi, nutrizionista della Asl di Benevento</p>
<p align="center"><strong>“Perché lei prescrive che la carne di pollo nelle mense di tutta la Campania debba essere fresca e invece a Benevento consente l’utilizzo di quella surgelata?”</strong></p>
Dottoressa Palombi, ci rivolgiamo per la seconda volta a lei, perché come nutrizionista della Asl lei ha stabilito quali devono essere i pasti per i bambini delle scuole materne ed elementari della città di Benevento. In data 16 marzo le abbiamo segnalato che la società Ristorò, incaricata del servizio mensa, ha fatto mangiare ai piccoli studenti bocconcini di pollo surgelati, composti anche da una poltiglia rossastra derivante da spremitura di carcasse. Per quel giorno il suo menù prescriveva 100gr di petto di pollo, mentre il contratto firmato con il comune prevede l’utilizzo di prodotti freschi, tranne quelli ittici. Lei non ha ritenuto di dover chiarire la contraddizione da noi segnalata, come se la tutela della salute dei bambini di questa città non sia questione di interesse pubblico. Oggi la Ristorò, che continuamente vanta di non aver mai ricevuto, da lei e dal dirigente/comandante del Comune Giuseppe Moschella, censure o critiche per il servizio fornito, ha portato nelle scuole “coscia di pollo surgelata con patate surgelate” (vedi foto in allegato).

Per lei è tutto normale? Abbiamo letto il documento <span style="color: #3366ff;"><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/obesita/pdf/LINEE%20GUIDA%20ristorazione.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">“Guida per il miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica”</span></a></span></em></span>, prodotto, nel 2012, per conto della Regione Campania da una lunga serie di medici, professori universitari ed esperti di tutta la regione. A pagina 80 leggiamo che la carne di pollo deve “provenire da allevamenti nazionali e stabilimenti di macellazione nazionali riconosciuti CEE; provenire da animali sani in ottimo stato di nutrizione e conservazione, <strong>macellati da non oltre 3 gg</strong> e conservati a temperatura di refrigerazione (+ 0°/+4°C); <strong>essere rigorosamente fresca, non congelata o surgelata</strong>”.
La prescrizione ci sembra chiara e assolutamente non discutibile!
Lei questo documento lo conosce molto bene, poiché tra gli esperti che lo hanno redatto risulta anche il suo nome, nella qualità di responsabile del SIAN, Servizio igiene ambiente e nutrizione, della Asl di Benevento. Come mai quando firma gli studi sull’argomento è così rigorosa e poi a Benevento consente, o non si accorge, che in mensa scolastica i bambini da 3 a 11 anni mangiano carne di pollo surgelata e in parte derivante da spremitura di carcasse?

Se vuole può dare qualche spiegazione domani, 25 marzo, alla conferenza stampa che abbiamo organizzato alle ore 15.30 a Palazzo Mosti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="976" height="930" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/guidaCamp.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="guidaCamp" title="guidaCamp" /></p><p align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/eticPolloPata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10983" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="eticPolloPata" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/eticPolloPata-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a>Seconda lettera aperta alla dottoressa Ersilia Palombi, nutrizionista della Asl di Benevento</p>
<p align="center"><strong>“Perché lei prescrive che la carne di pollo nelle mense di tutta la Campania debba essere fresca e invece a Benevento consente l’utilizzo di quella surgelata?”</strong></p>
Dottoressa Palombi, ci rivolgiamo per la seconda volta a lei, perché come nutrizionista della Asl lei ha stabilito quali devono essere i pasti per i bambini delle scuole materne ed elementari della città di Benevento. In data 16 marzo le abbiamo segnalato che la società Ristorò, incaricata del servizio mensa, ha fatto mangiare ai piccoli studenti bocconcini di pollo surgelati, composti anche da una poltiglia rossastra derivante da spremitura di carcasse. Per quel giorno il suo menù prescriveva 100gr di petto di pollo, mentre il contratto firmato con il comune prevede l’utilizzo di prodotti freschi, tranne quelli ittici. Lei non ha ritenuto di dover chiarire la contraddizione da noi segnalata, come se la tutela della salute dei bambini di questa città non sia questione di interesse pubblico. Oggi la Ristorò, che continuamente vanta di non aver mai ricevuto, da lei e dal dirigente/comandante del Comune Giuseppe Moschella, censure o critiche per il servizio fornito, ha portato nelle scuole “coscia di pollo surgelata con patate surgelate” (vedi foto in allegato).

Per lei è tutto normale? Abbiamo letto il documento <span style="color: #3366ff;"><em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.epicentro.iss.it/problemi/obesita/pdf/LINEE%20GUIDA%20ristorazione.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">“Guida per il miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica”</span></a></span></em></span>, prodotto, nel 2012, per conto della Regione Campania da una lunga serie di medici, professori universitari ed esperti di tutta la regione. A pagina 80 leggiamo che la carne di pollo deve “provenire da allevamenti nazionali e stabilimenti di macellazione nazionali riconosciuti CEE; provenire da animali sani in ottimo stato di nutrizione e conservazione, <strong>macellati da non oltre 3 gg</strong> e conservati a temperatura di refrigerazione (+ 0°/+4°C); <strong>essere rigorosamente fresca, non congelata o surgelata</strong>”.
La prescrizione ci sembra chiara e assolutamente non discutibile!
Lei questo documento lo conosce molto bene, poiché tra gli esperti che lo hanno redatto risulta anche il suo nome, nella qualità di responsabile del SIAN, Servizio igiene ambiente e nutrizione, della Asl di Benevento. Come mai quando firma gli studi sull’argomento è così rigorosa e poi a Benevento consente, o non si accorge, che in mensa scolastica i bambini da 3 a 11 anni mangiano carne di pollo surgelata e in parte derivante da spremitura di carcasse?

Se vuole può dare qualche spiegazione domani, 25 marzo, alla conferenza stampa che abbiamo organizzato alle ore 15.30 a Palazzo Mosti.]]></content:encoded>
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		<title>Cassintegrato di lusso nella mensa che lesina sui bastoncini</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 15:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="800" height="343" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menubastoncinidettaglio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="menubastoncinidettaglio" title="menubastoncinidettaglio" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menuBastonciniIntero2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10787" title="menuBastonciniIntero" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menuBastonciniIntero2-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a><strong>La Ristorò non rispetta il contratto neppure per i bastoncini di pesce, ma Comune, ASL, Insegnanti e Comitati di Genitori non se ne accorgono.  </strong>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ditta non riconosce al personale gli aumenti salariali, mette tutti in Cassa Integrazione al 50% mentre paga uno stipendio di 92.000 euro al figlio della direttrice, ma CGIL, CISL e UIL tacciono. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La società Ristorò dopo le denunce di Altrabenevento ancora non riesce a sanare le varie irregolarità accertate sui locali della mensa, di cui non si erano accorti Comune e ASL, e lancia la campagna “è tutto a posto”. Intanto sospende dal servizio la dipendente sospettata di avere scattato le foto alle pentole indecenti, che <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=77629&amp;vcercaCom=ristor%F2&amp;vTorna=elencoc.php" target="_blank">secondo la direttrice Rossana Porcelli</a></span></em> sarebbero state introdotte furtivamente in azienda. Una giustificazione ridicola, la enorme pentolaccia fotografata era ancorata a terra con il suo bruciatore alimentato da un tubo del gas che fuoriusciva dal pavimento. La caldaia vecchia e indecente non si poteva muovere e per questo l’acqua residua di cottura veniva eliminata con un apposito rubinetto, mentre la pasta veniva prelevata con apposito colapasta, anch’esso fotografato. Come ha fatto la dipendente a trasportare furtivamente la pentolaccia, fotografarla e poi riportarsela senza dare nell’occhio?</p>
<p style="text-align: justify;">La Direttrice della Ristorò assicura che gli insetti nei ceci non ci sono mai stati perché "ci sono le zanzariere alle finestre", mentre tutti sanno che le larve non arrivano dall'esterno; smentisce il provvedimento emesso dal Tribunale per i capelli nel cibo, ma la multa disposta dalla Procura della Repubblica esiste veramente; sostiene che gli alimenti sono ottimi e a "chilometro zero" però non ci spiega che il prosciutto arriva dall'Olanda.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ristorò dopo aver giurato a mezzo stampa di rispettare il contratto, venerdì scorso ha servito ai bambini delle scuole elementari 3 (tre) bastoncini di pesce, invece dei 4 (quattro) chiaramente indicati nel menù firmato dalla ASL nel 2010 e confermato tuttora, che è affisso in tutte le scuole (vedi foto allegata). Una mamma-dipendente della ditta ci aveva segnalato il caso un anno fa, ma non ci aspettavamo di doverlo ancora riscontrare proprio nei giorni in cui la Ristorò vorrebbe dimostrare che il servizio è ottimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Possibile che anche di questa "anomalia" non si sono accorti il Comune di Benevento e la ASL? Nessuno si accorge che le uniche vaschette con 4 (quattro) bastoncini che arrivano nelle scuole sono quelle destinate agli insegnanti? Neppure i rappresentati dei comitati dei genitori, che finora si sono preoccupati solo di non inimicarsi gli amministratori comunali, hanno notato che c'è una palese difformità tra le prescrizioni scritte sul menù e la composizione dei pasti?</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto i dipendenti che conservano la propria coscienza subiscono le ritorsioni della ditta e dei rappresentanti sindacali che pur di difendere la società utilizzano falsi nomi.</p>
<p style="text-align: justify;">CGIL, CISL e UIL rimangono in silenzio, anche dinanzi ai salari da fame che i lavoratori hanno ricevuto in ritardo e senza né i conguagli né gli aumenti contrattuali scattati un anno fa. Ci sono dipendenti che per un mese di lavoro hanno percepito meno di 200 euro, a cui se ne aggiungono altrettanti di cassa integrazione al 50%, erogata dalla Regione Campania e chiesta dalla Ristorò ad aprile 2014, solo pochi mesi dopo l'aggiudicazione della gara indetta dal Comune. Al tempo non c'era stato ancora l'aumento del buono mensa, deciso ad agosto, che secondo la Ristorò avrebbe comportato la riduzione dei pasti, e quindi come si giustificava la crisi aziendale?</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa ditta in crisi, però, nel 2013 ha pagato al figlio della direttrice uno stipendio annuale intero e a tempo pieno di 92.336 euro (novantaduemilatretentotrentasei) lordi, vale a dire più di 7.000 euro (settemila) al mese anche durante la chiusura della mensa e quando gli altri dipendenti erano in cassa integrazione per l'incendio del vecchio capannone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i primi undici mesi del 2014 la ditta della famiglia Barretta ha pagato a quel dipendente, finora conosciuto come libero ed accreditato professionista, 61.040 (sessantunomilaquaranta) euro ed altri 13.613,64 (tredicimilaseicentotredici/64) glieli ha dati la Regione Campania per la Cassa Integrazione. Il cassintegrato, che possiede il 50% delle quote della Ristorò e delle varie società proprietarie dei locali, cosa fa per ricevere stipendi tanto consistenti da parte di un'azienda in crisi che vive dei compensi che il Comune e la ASL pagano per i pasti ai bambini delle scuole e ai malati di mente?</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="343" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menubastoncinidettaglio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="menubastoncinidettaglio" title="menubastoncinidettaglio" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menuBastonciniIntero2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10787" title="menuBastonciniIntero" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/menuBastonciniIntero2-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a><strong>La Ristorò non rispetta il contratto neppure per i bastoncini di pesce, ma Comune, ASL, Insegnanti e Comitati di Genitori non se ne accorgono.  </strong>
<p style="text-align: justify;"><strong>La ditta non riconosce al personale gli aumenti salariali, mette tutti in Cassa Integrazione al 50% mentre paga uno stipendio di 92.000 euro al figlio della direttrice, ma CGIL, CISL e UIL tacciono. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La società Ristorò dopo le denunce di Altrabenevento ancora non riesce a sanare le varie irregolarità accertate sui locali della mensa, di cui non si erano accorti Comune e ASL, e lancia la campagna “è tutto a posto”. Intanto sospende dal servizio la dipendente sospettata di avere scattato le foto alle pentole indecenti, che <em><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=77629&amp;vcercaCom=ristor%F2&amp;vTorna=elencoc.php" target="_blank">secondo la direttrice Rossana Porcelli</a></span></em> sarebbero state introdotte furtivamente in azienda. Una giustificazione ridicola, la enorme pentolaccia fotografata era ancorata a terra con il suo bruciatore alimentato da un tubo del gas che fuoriusciva dal pavimento. La caldaia vecchia e indecente non si poteva muovere e per questo l’acqua residua di cottura veniva eliminata con un apposito rubinetto, mentre la pasta veniva prelevata con apposito colapasta, anch’esso fotografato. Come ha fatto la dipendente a trasportare furtivamente la pentolaccia, fotografarla e poi riportarsela senza dare nell’occhio?</p>
<p style="text-align: justify;">La Direttrice della Ristorò assicura che gli insetti nei ceci non ci sono mai stati perché "ci sono le zanzariere alle finestre", mentre tutti sanno che le larve non arrivano dall'esterno; smentisce il provvedimento emesso dal Tribunale per i capelli nel cibo, ma la multa disposta dalla Procura della Repubblica esiste veramente; sostiene che gli alimenti sono ottimi e a "chilometro zero" però non ci spiega che il prosciutto arriva dall'Olanda.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ristorò dopo aver giurato a mezzo stampa di rispettare il contratto, venerdì scorso ha servito ai bambini delle scuole elementari 3 (tre) bastoncini di pesce, invece dei 4 (quattro) chiaramente indicati nel menù firmato dalla ASL nel 2010 e confermato tuttora, che è affisso in tutte le scuole (vedi foto allegata). Una mamma-dipendente della ditta ci aveva segnalato il caso un anno fa, ma non ci aspettavamo di doverlo ancora riscontrare proprio nei giorni in cui la Ristorò vorrebbe dimostrare che il servizio è ottimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Possibile che anche di questa "anomalia" non si sono accorti il Comune di Benevento e la ASL? Nessuno si accorge che le uniche vaschette con 4 (quattro) bastoncini che arrivano nelle scuole sono quelle destinate agli insegnanti? Neppure i rappresentati dei comitati dei genitori, che finora si sono preoccupati solo di non inimicarsi gli amministratori comunali, hanno notato che c'è una palese difformità tra le prescrizioni scritte sul menù e la composizione dei pasti?</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto i dipendenti che conservano la propria coscienza subiscono le ritorsioni della ditta e dei rappresentanti sindacali che pur di difendere la società utilizzano falsi nomi.</p>
<p style="text-align: justify;">CGIL, CISL e UIL rimangono in silenzio, anche dinanzi ai salari da fame che i lavoratori hanno ricevuto in ritardo e senza né i conguagli né gli aumenti contrattuali scattati un anno fa. Ci sono dipendenti che per un mese di lavoro hanno percepito meno di 200 euro, a cui se ne aggiungono altrettanti di cassa integrazione al 50%, erogata dalla Regione Campania e chiesta dalla Ristorò ad aprile 2014, solo pochi mesi dopo l'aggiudicazione della gara indetta dal Comune. Al tempo non c'era stato ancora l'aumento del buono mensa, deciso ad agosto, che secondo la Ristorò avrebbe comportato la riduzione dei pasti, e quindi come si giustificava la crisi aziendale?</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa ditta in crisi, però, nel 2013 ha pagato al figlio della direttrice uno stipendio annuale intero e a tempo pieno di 92.336 euro (novantaduemilatretentotrentasei) lordi, vale a dire più di 7.000 euro (settemila) al mese anche durante la chiusura della mensa e quando gli altri dipendenti erano in cassa integrazione per l'incendio del vecchio capannone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i primi undici mesi del 2014 la ditta della famiglia Barretta ha pagato a quel dipendente, finora conosciuto come libero ed accreditato professionista, 61.040 (sessantunomilaquaranta) euro ed altri 13.613,64 (tredicimilaseicentotredici/64) glieli ha dati la Regione Campania per la Cassa Integrazione. Il cassintegrato, che possiede il 50% delle quote della Ristorò e delle varie società proprietarie dei locali, cosa fa per ricevere stipendi tanto consistenti da parte di un'azienda in crisi che vive dei compensi che il Comune e la ASL pagano per i pasti ai bambini delle scuole e ai malati di mente?</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mensa scolastica: pasta e ceci con insetti</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 13:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[ASL Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[Asl]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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		<category><![CDATA[Mensa]]></category>
		<category><![CDATA[Moschella]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorò]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1765" height="1471" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mensa-scolastica" title="mensa-scolastica" /></p><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica.jpg"><img class="size-medium wp-image-10693 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="mensa-scolastica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mensa scolastica- comunicato n.1</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la società Ristorò della famiglia Barretta che gestisce la mensa delle scuole elementari di Benevento, ha dovuto cambiare il menù che prevedeva “pasta e ceci”. Alle scuole è infatti arrivata con molto ritardo una improvvisata “pasta in brodo” e di conseguenza, diversi genitori si sono allarmati  per questo ennesimo disservizio. Hanno poi scoperto che il cambio di pietanza si è reso necessario perché il cuoco si è accorto che nei ceci appena cotti vi erano diversi insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Domani mattina alle 10,30 un gruppo di genitori dei bambini che utilizzano il servizio, effettuerà un sopralluogo alla mensa che ha sede nella zona industriale di Ponte Valentino e, naturalmente, la troverà ripulita e passata a nuovo com’è accaduto in occasione delle attese visite della ASL.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali controlli effettua invece il Comune di Benevento che finanzia il servizio con oltre 2 milioni di euro? Quali verifiche ha fatto il Dirigente del Settore Servizi Sociali, il dott. Moschella, che, da comandante dei Vigili Urbani con una passata esperienza di capo della squadra mobile, ha sicuramente più strumenti dei genitori per accertare che la ditta rispetti il contratto sottoscritto con l’Ente?</p>
&nbsp;

<strong>La smentita dell'amministratore delegato di Ristorò, Mariarosaria Favino</strong>
<p style="text-align: justify;">"Con riferimento alla notizia pubblicata a pagina 8 de "Il Sannio Quotidiano" edizione del 4 dicembre 2014, nonché sul sito web della "Gazzetta di Benevento", la Ristorò, nello smentire categoricamente quanto riportato dagli organi di stampa, teso unicamente a screditare l'immagine e la comprovata credibilità dell'azienda in quanto fuorviante e non veritiero, la scrivente "a riguardo" precisa di essere una società che opera nel settore della ristorazione collettiva da svariati anni e di avere sempre erogato tutti i propri servizi di ristorazione con la massima efficienza e qualità dei prodotti somministrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si evidenzia, infatti, che la stessa è sottoposta al continuo controllo delle autorità sanitarie, Asl di Benevento, Nucleo Operativo Antisofisticazione dei Carabinieri e mai ha avuto contestazioni oppure rilievi negativi circa la qualità, la genuinità e l'utilizzo delle materie prime, per la preparazione dei pasti.</p>
<p style="text-align: justify;">In prima analisi, si intende chiarire, in modo preciso e puntuale, cosa è accaduto ieri, mercoledì 3 dicembre, nel Centro cottura della Ristorò durante la preparazione dei pasti destinati alle scuole dell'Infanzia e Primarie di Benevento.</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina del 3 dicembre, come sempre, erano stati messi i ceci in cottura in una brasiera, mentre in una seconda brasiera era in cottura il brodo necessario per completare la preparazione della minestra dei ceci con la pasta. Durante la cottura dei ceci, il cuoco si è accorto che la brasiera non era perfettamente funzionante, ma era accesa solo per metà, e che i ceci non risultavano ancora cotti al momento del confezionamento dei pasti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, per poter distribuire il pasto nelle scuole ha dovuto immediatamente decidere per un cambio di menù improvviso, utilizzando il brodo della seconda brasiera per preparare la "pasta in brodo". Ciò ha comunque determinato un ritardo nella consegna dei pasti dovuto alla riorganizzazione della preparazione e confezionamento dei pasti. Oltre tutto è stato immediatamente contattato il manutentore addetto, che, al termine delle fasi di produzione e lavorazione, ha controllato la brasiera rilevando un guasto nella scheda della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, nel pomeriggio stesso ha riparato il guasto sostituendo la scheda danneggiata e rimettendo in funzione la macchina. Naturalmente, il cuoco ha proceduto a dismettere nel residuo umido la preparazione di ceci non utilizzata per la distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle pretestuose illazioni circa la pulizia e l'igiene del Centro cottura, si precisa che un Centro cottura grande come quello della Ristorò non può essere sanificato e "ripulito" velocemente in poco tempo in occasione delle visite "impreviste" ed "improvvise" dell'Asl o di qualsiasi organo competente, così come dichiarato negli articoli pubblicati, e ancor di più, sicuramente non si può rifornire di quantità di merce di tipo industriale riempiendo i magazzini in breve tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tutto quanto innanzi, le autorità competenti, nella specie il Comune di Benevento e le scuole, sono stati prontamente avvertiti del disguido tecnico verificatosi e della consequenziale sostituzione del primo piatto.L'azienda sottolinea che tutto quanto innanzi risulta documentato e verificabile e ciò evidenzia la non veridicità e strumentalità delle notizie diffuse.</p>
<p style="text-align: justify;">Si preavvisa pertanto che qualsivoglia ulteriore notizia non veritiera troverà la più ferma opposizione dell'azienda, la quale fin d'ora si riserva di tutelare le proprie ragioni e diritti".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La replica di Altrabenevento- comunicato n.2
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La società Ristorò, che gestisce il servizio di mensa scolastica per le scuole elementari e materne di Benevento, ha inviato un comunicato per tentare di smentire la notizia che ho diffuso ieri relativa alla presenza di insetti nei ceci che ha comportato un cambio di menù.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ristorò, nota società della famiglia Barretta, sostiene di non aver potuto fornire la pasta e ceci, come previsto, a causa di un guasto alla brasiera che ha ritardato la cottura dei legumi. Per questo motivo è stata in tutta fretta preparata una pasta in brodo fornita alle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti sono andati diversamente, i ceci erano cotti ed erano già state preparate le vaschette per la consegna nelle scuole. I pasti sono stati buttati per la presenza di insetti. Confermo quindi il comunicato inviato ieri. La Ristorò ha, ovviamente, il diritto di avviare azioni di tutela sul piano legale e i cittadini hanno invece il diritto di pretendere le dovute verifiche da parte del Comune e della Procura della Repubblica. Per questo motivo, Altrabenevento presenterà la prossima settimana un dossier sul servizio di mensa che il Comune di Benevento paga lautamente.</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1765" height="1471" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mensa-scolastica" title="mensa-scolastica" /></p><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica.jpg"><img class="size-medium wp-image-10693 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="mensa-scolastica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mensa-scolastica-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mensa scolastica- comunicato n.1</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la società Ristorò della famiglia Barretta che gestisce la mensa delle scuole elementari di Benevento, ha dovuto cambiare il menù che prevedeva “pasta e ceci”. Alle scuole è infatti arrivata con molto ritardo una improvvisata “pasta in brodo” e di conseguenza, diversi genitori si sono allarmati  per questo ennesimo disservizio. Hanno poi scoperto che il cambio di pietanza si è reso necessario perché il cuoco si è accorto che nei ceci appena cotti vi erano diversi insetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Domani mattina alle 10,30 un gruppo di genitori dei bambini che utilizzano il servizio, effettuerà un sopralluogo alla mensa che ha sede nella zona industriale di Ponte Valentino e, naturalmente, la troverà ripulita e passata a nuovo com’è accaduto in occasione delle attese visite della ASL.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali controlli effettua invece il Comune di Benevento che finanzia il servizio con oltre 2 milioni di euro? Quali verifiche ha fatto il Dirigente del Settore Servizi Sociali, il dott. Moschella, che, da comandante dei Vigili Urbani con una passata esperienza di capo della squadra mobile, ha sicuramente più strumenti dei genitori per accertare che la ditta rispetti il contratto sottoscritto con l’Ente?</p>
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<strong>La smentita dell'amministratore delegato di Ristorò, Mariarosaria Favino</strong>
<p style="text-align: justify;">"Con riferimento alla notizia pubblicata a pagina 8 de "Il Sannio Quotidiano" edizione del 4 dicembre 2014, nonché sul sito web della "Gazzetta di Benevento", la Ristorò, nello smentire categoricamente quanto riportato dagli organi di stampa, teso unicamente a screditare l'immagine e la comprovata credibilità dell'azienda in quanto fuorviante e non veritiero, la scrivente "a riguardo" precisa di essere una società che opera nel settore della ristorazione collettiva da svariati anni e di avere sempre erogato tutti i propri servizi di ristorazione con la massima efficienza e qualità dei prodotti somministrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si evidenzia, infatti, che la stessa è sottoposta al continuo controllo delle autorità sanitarie, Asl di Benevento, Nucleo Operativo Antisofisticazione dei Carabinieri e mai ha avuto contestazioni oppure rilievi negativi circa la qualità, la genuinità e l'utilizzo delle materie prime, per la preparazione dei pasti.</p>
<p style="text-align: justify;">In prima analisi, si intende chiarire, in modo preciso e puntuale, cosa è accaduto ieri, mercoledì 3 dicembre, nel Centro cottura della Ristorò durante la preparazione dei pasti destinati alle scuole dell'Infanzia e Primarie di Benevento.</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina del 3 dicembre, come sempre, erano stati messi i ceci in cottura in una brasiera, mentre in una seconda brasiera era in cottura il brodo necessario per completare la preparazione della minestra dei ceci con la pasta. Durante la cottura dei ceci, il cuoco si è accorto che la brasiera non era perfettamente funzionante, ma era accesa solo per metà, e che i ceci non risultavano ancora cotti al momento del confezionamento dei pasti.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, per poter distribuire il pasto nelle scuole ha dovuto immediatamente decidere per un cambio di menù improvviso, utilizzando il brodo della seconda brasiera per preparare la "pasta in brodo". Ciò ha comunque determinato un ritardo nella consegna dei pasti dovuto alla riorganizzazione della preparazione e confezionamento dei pasti. Oltre tutto è stato immediatamente contattato il manutentore addetto, che, al termine delle fasi di produzione e lavorazione, ha controllato la brasiera rilevando un guasto nella scheda della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, nel pomeriggio stesso ha riparato il guasto sostituendo la scheda danneggiata e rimettendo in funzione la macchina. Naturalmente, il cuoco ha proceduto a dismettere nel residuo umido la preparazione di ceci non utilizzata per la distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alle pretestuose illazioni circa la pulizia e l'igiene del Centro cottura, si precisa che un Centro cottura grande come quello della Ristorò non può essere sanificato e "ripulito" velocemente in poco tempo in occasione delle visite "impreviste" ed "improvvise" dell'Asl o di qualsiasi organo competente, così come dichiarato negli articoli pubblicati, e ancor di più, sicuramente non si può rifornire di quantità di merce di tipo industriale riempiendo i magazzini in breve tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tutto quanto innanzi, le autorità competenti, nella specie il Comune di Benevento e le scuole, sono stati prontamente avvertiti del disguido tecnico verificatosi e della consequenziale sostituzione del primo piatto.L'azienda sottolinea che tutto quanto innanzi risulta documentato e verificabile e ciò evidenzia la non veridicità e strumentalità delle notizie diffuse.</p>
<p style="text-align: justify;">Si preavvisa pertanto che qualsivoglia ulteriore notizia non veritiera troverà la più ferma opposizione dell'azienda, la quale fin d'ora si riserva di tutelare le proprie ragioni e diritti".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La replica di Altrabenevento- comunicato n.2
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<p style="text-align: justify;">La società Ristorò, che gestisce il servizio di mensa scolastica per le scuole elementari e materne di Benevento, ha inviato un comunicato per tentare di smentire la notizia che ho diffuso ieri relativa alla presenza di insetti nei ceci che ha comportato un cambio di menù.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ristorò, nota società della famiglia Barretta, sostiene di non aver potuto fornire la pasta e ceci, come previsto, a causa di un guasto alla brasiera che ha ritardato la cottura dei legumi. Per questo motivo è stata in tutta fretta preparata una pasta in brodo fornita alle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">I fatti sono andati diversamente, i ceci erano cotti ed erano già state preparate le vaschette per la consegna nelle scuole. I pasti sono stati buttati per la presenza di insetti. Confermo quindi il comunicato inviato ieri. La Ristorò ha, ovviamente, il diritto di avviare azioni di tutela sul piano legale e i cittadini hanno invece il diritto di pretendere le dovute verifiche da parte del Comune e della Procura della Repubblica. Per questo motivo, Altrabenevento presenterà la prossima settimana un dossier sul servizio di mensa che il Comune di Benevento paga lautamente.</p>]]></content:encoded>
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