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	<title>altrabenevento &#187; Polo Calzaturiero</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>1° maggio: lavoro e malaffare a Benevento.</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 08:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe]]></category>
		<category><![CDATA[Concorsi AMTS]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Gli Italiani del 1° maggio 2011 di Gabriele Corona Benevento è il capoluogo dell’entroterra campano che si vanta di essere isola felice assolutamente estranea a quella criminosa gestione della amministrazione pubblica che ha rovinato gran parte della regione. Di certo però, il capoluogo sannita non può nascondere uno dei tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/CONSORZI-RIFIUTI-17.2.11-61.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8055" title="CONSORZI RIFIUTI 17.2.11 6" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/CONSORZI-RIFIUTI-17.2.11-61-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Da Gli Italiani del 1° maggio 2011</p>
<p>di Gabriele Corona</p>
<p>Benevento è il capoluogo dell’entroterra campano che si vanta di essere isola felice assolutamente estranea a quella criminosa gestione della amministrazione pubblica che ha rovinato gran parte della regione. Di certo però, il capoluogo sannita non può nascondere uno dei tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile, più alto d’Italia e contestualmente una ferrea e scientifica gestione politico-clientelare dei pochi posti di lavoro disponibili nel settore pubblico o creati grazie a vari contributi regionali o europei. Ed ora, a poche settimane dal voto per il rinnovo del consiglio comunale, tornano alla mente episodi che sembravano oramai dimenticati, ma che i diretti interessati ricordano eccome. Non hanno perso la memoria, ad esempio, i 290 giovani che proprio durante l’ultima campagna elettorale del maggio 2006, furono chiamati dagli amministratori del centrodestra a firmare i contratti per essere inseriti in uno dei più grandi progetti che il Comune era stato capace di promuovere: il polo calzaturiero beneventano.</p>
<p>Per quel progetto elaborato nell’ambito del PRUSST (Programma di Riqualificazione Urbano e Sviluppo Sostenibile del Territorio), vanto dell’ex sindaco di AN, ora senatore nella galassia della maggioranza berlusconiana, Pasquale Viespoli, la Regione Campania aveva concesso un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la formazione e la successiva assunzione a tempo indeterminato dei giovani. I promotori locali dell’idea, tutti legati ad AN, avevano trovato le aziende marchigiane accredidate nella produzione di scarpe di qualità ed assicuravano anche di aver già individuato i partner americani disposti a vendere le nuove scarpe che avrebbero reso famosa Benevento oltre oceano.</p>
<p>Ed invece, dopo aver avviato la prima attività di formazione, le imprese marchigiane lasciarono il posto ad altre ditte che dopo aver incassato due milioni e mezzo di contributi regionali, hanno chiuso i battenti senza neanche finire di pagare le spettanze dei 290 lavoratori, rimasti senza occupazione e senza ammortizzatori sociali. Insomma, la solita truffa consumata grazie alla copertura degli amministratori locali desiderosi di promettere posti di lavoro in campagna elettorale.</p>
<p>Naturalmente l’amministrazione di centrosinistra che nel 2006 aveva vinto le elezioni, dopo lo scandalo del polo calzaturiero ha assicurato netta discontinuità con le precedenti politiche occupazionali. Ed in effetti, più che inventare altri progetti per l’insediamento di attività imprenditoriali assistite da corposi finanziamenti pubblici, la giunta comunale guidata dal sindaco Fausto Pepe, allora fedelissimo mastelliano, ha puntato decisamente a creare nuova occupazione incentivando le attività nel settore edile e gestendo i posti di lavoro nel Comune e nelle sue aziende partecipate. I risultati non sono meno disastrosi di quelli ottenuti dai predecessori che “hanno fatto le scarpe” ai 290 disoccupati.</p>
<p>Per il suo primo grande progetto di sviluppo, il sindaco Fausto Pepe nel 2007 ha fatto un accordo con due grandi imprese edili della Lega delle Cooperative che a Benevento si era spesa non poco per l’apertura dell’ipermercato di Maurizio Zamparini ora in grave crisi e al centro di pesanti vicende giudiziarie. I consorzi Toscano Costruzioni ed Etruria Costruzioni nel 2007 assicuravano di avere rapporti con diversi soggetti privati, tra i quali il colosso svedese IKEA, interessati ad investire un miliardo di euro per una piattaforma logistica da realizzare alla periferia della città, lungo la superstrada che collega la A1 da Caianello alla Napoli Bari. Naturalmente a fronte di un investimento privato di tale entità la Regione avrebbe dovuto sborsare 250 milioni di euro per urbanizzazioni, obiettivo non facile ma possibile grazie all’accordo UDEUR e DS che all’epoca occupavano posti di rilievo nei governi regionale e nazionale. In più i due consorzi rossi si mostravano tanto determinati a realizzare il progetto che per convincere anche i più scettici amministratori e funzionari comunali, pagarono di tasca propria lo Studio di fattibilità curato dal Comune stesso con la collaborazione di giovani tecnici ingaggiati per l’occasione.</p>
<p>Poi nel 2008 il terremoto giudiziario che ha investito l’UDEUR ha fatto saltare gli accordi per i finanziamenti regionali e così è apparso a tutti evidente che la Piattaforma Logistica beneventana era un bluff perché a nessuno sarebbe venuto in mente di fare investimenti per lo stoccaggio delle proprie merci lungo una strada a due corsie in un area senza collegamento ferroviario.</p>
<p>I consorzi toscani però non vogliono tornare a casa a mani vuote ed ora puntano agli appalti per opere pubbliche e alla edilizia residenziale. Sono questi i due nuovi cavalli di battaglia del sindaco Fausto Pepe che però è stato sfiduciato proprio mentre stava per raggiungere, senza troppo clamore, un risultato clamoroso: concedere le autorizzazioni per la costruzione di 2000 alloggi, pari a quasi tutta la volumetria prevista dal nuovo PUC che ancora non è stato approvato. I due strumenti amministrativi da utilizzare per raggiungere l’ambizioso risultato che naturalmente viene giustificato con il nobile obiettivo di creare posti di lavoro, hanno nomi suggestivi: Piano Casa e Programma per l’edilizia sociale. Si tratta di disposizioni regionali che l’amministrazione comunale ha immeditamente sfruttato e in parte adeguato per rendere possibile la costruzione di alloggi e servizi commerciali anche in deroga agli strumenti urbanistici, in aree di grande pregio ambientale e di interesse storico o destinate ad esproprio. Il prematuro scioglimento del consiglio comunale, però, non ha consentito il rilascio delle necessarie concessioni edilizie.</p>
<p>Neppure per la occupazione dei posti nella pubblica amministrazione e le aziende partecipate, l’amministrazione uscente è stata più fortunata. Infatti, tranne gli incarichi di consulenza lottizzati grazie alla oscura gestione delle short list, il sindaco Pepe e i suoi assessori hanno prodotto non pochi danni per due concorsi pubblici oggetto di contenziosi e denunce in sede penale. Il primo riguarda l’assunzione di 13 impiegati presso la AMTS, l’azienda dei trasporti cittadini, vinto dal figlio del segretario generale del Comune, dalla figlia del direttore dell’azienda, dalla moglie del portavoce del sindaco, dalla sorella del dirigente alle finanze dell’Ente e dai figli dei sindacalisti confederali. Dopo le numerose proteste e le denunce, il concorso è stato annullato ma il contenzioso che già ha procurato danni alle casse pubbliche è destinato a durare. Il secondo concorso era riservato alla progressione di carriera per 41 dipendenti del Comune, anch’esso espletato ma sul quale pendono numerosi ricorsi al TAR ed una indagine della Procura della Repubblica.</p>
<p>Ma il caso recente più significativo per descrivere quali risultati produce la gestione corrotta del lavoro pubblico, è quello dei lavoratori dei Consorzi Rifiuti senza stipendio da molti mesi. Per legge devono essere utilizzati per la raccolta differenziata ma i comuni consorziati hanno affidato il servizio a ditte private. Anche l’ASIA , l’azienda del Comune di Benevento che raccoglie i rifiuti, ha utilizzato i lavoratori interinali ma non ha voluto adoperare quelli dei consorzi per i quali pure ha dovuto corrispondere il 52% degli stipendi pagati fino a luglio 2010. Ad agosto scorso, CGIL, CISL e UIL che mai hanno insistito per la utilizzazione di quei lavoratori per la raccolta differenziata dei rifiuti, hanno richiesto per loro la Cassa Integrazione pur trattandosi di dipendenti pubblici. A tale decisione si sono opposti tre lavoratori della FLAICA CUB che hanno vinto il ricorso dinanzi al giudice del lavoro e pertanto devono essere riassunti. Gli altri 124 sperano che i sindacati confederali decidano, magari oggi 1° maggio, di aprire una vertenza con la Provincia per la loro naturale utilizzazione.</p>
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		<title>Per il 2010, andare  “Oltrelapantomima”  Boccalone/Damiano</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 14:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[altrabenevento]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti opere pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Calzaturiero]]></category>
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		<description><![CDATA[ALTRABENEVENTO &#8211; Comunicato stampa del 1° gennaio 2010 Per due volte in pochi giorni, il consigliere Nicola Boccalone, intervenendo con il suo solito linguaggio criptato su alcune questioni relative ad appalti ed edilizia a Benevento, chiama in causa pure Altrabenevento  senza precisare quali quesiti pone.  Premesso che l’ex Direttore Generale del Comune di Benevento non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/damiano_boccalone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5484" title="damiano_boccalone" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/damiano_boccalone.jpg" alt="damiano_boccalone" width="450" height="169" /></a>ALTRABENEVENTO &#8211; Comunicato stampa del 1° gennaio 2010</p>
<p style="text-align: left;">Per due volte in pochi giorni, il consigliere Nicola Boccalone, intervenendo con il suo solito linguaggio criptato su alcune questioni relative ad appalti ed edilizia a Benevento, chiama in causa pure Altrabenevento  senza precisare quali quesiti pone.</p>
<p style="text-align: left;"> Premesso che l’ex Direttore Generale del Comune di Benevento non ha niente da insegnarci a proposito di coerenza e difesa della legalità, sarebbe il caso, se non altro per rispetto al ruolo che attualmente ricopre,  di parlare chiaro come noi siamo abituati a  fare.</p>
<p>Il primo oscuro riferimento lo ha fatto  commentando la decisione del TAR che ha annullato i risultati della gara di appalto, del  valore di 4 milioni di euro,  per  la strada Fondovalle Vitulanese, che la attuale amministrazione comunale di Benevento ha assegnato alla ditta Pietro Ciardiello, notoriamente legata ad AN e in modo particolare alla corrente di Nicola Boccalone, e che invece era stata vinta da altra ditta, Andrea Rillo, notoriamente legata all’Udeur.</p>
<p>E allora ? Non capisco di cosa si duole Boccalone e perché ci chiama in causa.  Possiamo mai essere sospettati di collusioni ed amicizie con ditte varie o con l’assessore ai Lavori Pubblici, Aldo Damiano ?</p>
<p>Piuttosto, siamo noi a chiedere: come mai proprio Boccalone che in quanto consigliere comunale ha accesso privilegiato anche agli atti del Settore Lavori Pubblici e vanta la collaborazione dell’ex dirigente di quell’ufficio,  non si era accorto dell’errore commesso dalla commissione della gara di appalto ?</p>
<p>Boccalone ci chiama in causa anche quando commenta, ancora con i suoi tipici messaggi cifrati, l’ultima conferenza stampa del Sindaco, lamentando una presunta nostra disattenzione sulle vicende locali, al punto da definirci  “Oltrebenevento”.</p>
<p>E’ probabile che egli si riferisca al fatto che negli ultimi giorni, dopo esserci occupati per un anno intero di Zamparini, Passarelli, via Galanti, Ipermercato Barletta, contrasto al traffico di droga e riciclaggio del denaro sporco e, in ultimo, della Centrale Luminosa, da lui contrastata a chiacchiere considerata la ridicola proposta di ordine del giorno approvato in Consiglio Comunale, stiamo organizzando la presentazione del libro “Il caso Genchi”  uno scandalo nazionale che però riguarda molto anche questa città e l’Udeur.  Pure di questo si dispiace Nicola Boccalone considerati i suoi nuovi rapporti di alleanza con Mastella ?</p>
<p>Vorremmo approfittare dell’occasione anche per ricordare all’attuale coordinatore cittadino del PdL, contestato da una parte del suo stesso partito, che ancora attendiamo risposte ad alcune domande che noi abbiamo fatto da tempo in modo chiaro e dirette e che lui ha fatto finta di dimenticare:</p>
<p>1)     Come commenta il fatto che al Consorzio Archè, collegato al sottosegretario Nicola Cosentino, coordinatore regionale del PdL, incaricato dei lavori a Piazza Roma, non è stato rescisso il contratto nonostante la interdittiva Antimafia   della Prefettura di Caserta ?</p>
<p>2)     Come commenta la truffa del Polo Calzaturiero  ?</p>
<p>3)     Che dice dello scandalo delle Concessioni Edilizie rilasciate sia dal centro destra che dal centrosinistra per edificare nelle aree di periferia  senza i dovuti servizi, come ad esempio per le ville in contrada Madonna  della Salute, vendute da una  sua agenzia immobiliare  ?</p>
<p>Mi pare che i quesiti siano chiari e per questo mi auguro che come tali siano recepiti dalla stampa locale, in modo da non alimentare ed “andare oltre” la pantomima del falso ed ipocrita dibattito politico che lascia spazio agli inciuci di provincia.</p>
<p>Auguri.</p>
<p align="right"> Il presidente &#8211; Gabriele Corona</p>
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		<title>Qual&#8217;è il parere del consigliere comunale Ettore Martini sulla truffa del Polo Calzaturiero?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 18:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Polo Calzaturiero]]></category>

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		<description><![CDATA[ALTRABENEVENTO &#8211; Comunicato stampa del 28 novembre 2009 La Guardia di Finanza ha sequestrato i beni derivanti dalla truffa del Polo Calzaturiero. Che ne pensa il consigliere Ettore Martini? Nell’ambito di una indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Benevento sulla truffa del Polo Calzaturiero, la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per due milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-contro-polocalzaturiero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5293" title="conferenza contro polocalzaturiero" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conferenza-contro-polocalzaturiero-300x80.jpg" alt="conferenza contro polocalzaturiero" width="300" height="80" /></a>ALTRABENEVENTO &#8211; Comunicato stampa del 28 novembre 2009</p>
<p><strong>La Guardia di Finanza ha sequestrato i beni derivanti dalla truffa del Polo Calzaturiero. Che ne pensa il consigliere Ettore Martini?</strong></p>
<p>Nell’ambito di una indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Benevento sulla truffa del Polo Calzaturiero, la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per due milioni e mezzo di euro ai titolari delle ditte marchigiane che si sono arricchiti con fondi concessi dalla Regione Campania per la formazione professionale e l’acquisto delle attrezzature.</p>
<p>Prima l’ex assessore Antonio Medici nel 2007 e poi Altrabenevento nel 2008, hanno denunciato ripetutamente il comportamento delle ditte che hanno acquisito ingenti finanziamenti pubblici per  occupare 290 giovani che invece sono rimasti disoccupati.</p>
<p>Quel progetto, maturato nell’ambito del PRUSST, fu molto  sostenuto, anche come consulente,  soprattutto dall’attuale consigliere comunale Ettore Martini, che ora dovrebbe avvertire la responsabilità di esprimere almeno qualche commento.</p>
<p>Il Presidente- Gabriele Corona</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dossier: Il POLO CALZATURIERO di Benevento, ovvero &#8220;ci hanno fatto le scarpe&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 22:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[Polo Calzaturiero]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato alla stampa il 7 novembre 2008  da Gabriele Corona, Antonio Medici e Maurizio Zeoli. Il POLO CALZATURIERO di Benevento ha sperperato 2 milioni e 400 mila euro di finanziamenti regionali ed ha prodotto 290 disoccupati. Per il Polo Calzaturiero di Benevento la REGIONE CAMPANIA aveva concesso nel 2005 un finanziamento di oltre 3 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ci-hanno-fatto-le-scarpe.jpg"><img class="size-full wp-image-5350 aligncenter" title="Ci hanno fatto le scarpe" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ci-hanno-fatto-le-scarpe.jpg" alt="Ci hanno fatto le scarpe" width="413" height="550" /></a></strong></p>
<p>Presentato alla stampa il 7 novembre 2008  da Gabriele Corona, Antonio Medici e Maurizio Zeoli.</p>
<p><strong>Il POLO CALZATURIERO di Benevento ha sperperato 2 milioni e 400 mila euro di finanziamenti regionali ed ha prodotto 290 disoccupati.</strong></p>
<p>Per il Polo Calzaturiero di Benevento la REGIONE CAMPANIA aveva concesso nel 2005 un finanziamento di oltre 3 milioni di euro per la formazione e la successiva assunzione a tempo indeterminato di 290 giovani.</p>
<p>Dopo che l’Assessorato Regionale alla Formazione e Lavoro ha effettivamente elargito 2,493 milioni di euro le aziende hanno chiuso i battenti senza neanche finire di pagare le spettanze dei 290 lavoratori che sono rimasti senza occupazione.</p>
<p>Eppure il progetto “POLO CALZATURIERO DI BENEVENTO” era stato presentato già negli anni 2001/2002 come una delle grandi opzioni per lo sviluppo produttivo di Benevento e provincia. Nel contratto di programma del PRUSST CALIDONE, infatti, viene inserita la filiera “CALZATURE TESSILE” per la quale la Regione si impegna a compartecipare con 43 milioni di euro, di cui 8,2 (pari a 16 miliardi di lire) per la sola formazione. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-1.pdf">Allegato 1</a>)</p>
<p>Le aziende coinvolte vengono indicate come le più accreditate tra quelle marchigiane, quindi con grande esperienza nel settore, e tra esse il Calzaturificio R.P.M., il Calzaturificio Lady Blu, la G.I.R.A.M. srl, che producevano per marchi di primario rilievo nazionale quali Valleverde, Hogan e Puma. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-2.pdf"></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-21.pdf">Allegato 2</a>)</p>
<p>Vi è una fitta rassegna stampa relativa alle pressioni di queste ditte, associate nel Consorzio CALTES, affinché la Regione consenta l’avvio della formazione e dell’attività produttiva che viene data tra quelle di sicuro successo, al punto da rendere credibile la speranza di occupazione stabile addirittura per 533 giovani. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-3.pdf">Allegato 3</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-4.pdf">Allegato 4</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-5.pdf">Allegato 5</a> )</p>
<p>Tra i più convinti sostenitori del Polo Calzaturierio vi è Ettore Martini (attuale consigliere comunale di AN), il quale addirittura partecipa ad un viaggio di studio in Argentina, finanziato dall’U.P.I. (Unione Provincie Italiane), per approfondire le grandi opportunità offerte dal mercato sud americano. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/06-missione-in-argentina.JPG"> allegato 6</a>)</p>
<p>A luglio 2005 finalmente le attività formative per il polo calzaturiero hanno inizio in due capannoni di Ponte Valentino, dopo la presentazione al pubblico che si tiene in pompa magna all’hotel President il 23 giugno, alla presenza di Amleto Ocone ed Ettore Martini dell’API, del Sindaco Sandro D’Alessando e dell’Assessore Regionale Corrado Gabriele, il quale assicura che la Regione vigilerà sulla corretta utilizzazione dei fondi. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/07-intervista-gabriele.JPG">Documenti 7</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-8.pdf">Allegato 8</a>)</p>
<p>Ma le aziende che organizzano la formazione, impegnandosi poi alla <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-8.pdf"></a>successiva assunzione a tempo indeterminato di 290 lavoratori, non sono più quelle dell’accordo di programma; il consorzio CALTES non c’è il più e neppure ci sono più quelle ditte marchigiane produttrici per conto di primari marchi. Le due società, sempre marchigiane, sono la EUROCALZATURE srl e la TRANCERIA TOMAIFICIO srl, le quali avevano presentato un progetto per finanziamenti AIFA (Accordo di Inserimento Formativo per l’Assunzione – <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/09-progetto-aifa-a.JPG">Documento 9</a> e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/09b-progetto-aifa-b.JPG">documento 9b</a>).</p>
<p>Queste ditte non costruiscono stabilimenti né comprano macchinari limitandosi a fittare gli uni e gli altri. La Regione Campania a novembre 2005 eroga la prima parte del finanziamento ed esattamente € 1.531.000. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-10.pdf">Allegato 10</a>)</p>
<p>Dopo l’attività formativa, nel corso della quale si manifestano già le prime proteste dei giovani per la mancata percezione dei compensi, le aziende a maggio 2006, in piena campagna elettorale, firmano i contratti di assunzione con i 290 giovani. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/11-corso-di-formazione-aifa.JPG">Documenti 11</a> e   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/12-finanziamento-aifa.JPG">documento 12</a>).</p>
<p>L’attività produttiva, nonostante le annunciate grandi potenzialità del settore, addirittura con sbocchi di mercato all’estero, procede in modo estremamente limitato e a singhiozzo sino alla interruzione dell’agosto 2006. Le aziende si giustificano, accusando la Regione Campania di ritardi nel pagamento della seconda tranche di finanziamento. I giovani lavoratori chiedono sostegno al Comune di Benevento e alla Prefettura: ne scaturisce la necessità di un piano industriale con il quale le aziende devono dimostrare la loro reale capacità di investimento, di produzione e di gestione, per poter stare sul mercato. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-13.pdf">Allegato 13</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-14.pdf">Allegato 14</a> e  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-15.pdf">Allegato 15</a>).</p>
<p>Le imprese, entrambe costituite nel 2002, senza quindi poter vantare grandi esperienze, dotate di un capitale sociale minimo ed irrisorio di 10.000 euro, certamente insufficiente ad affrontare gli investimenti e le assunzioni, presentano un documento molto approssimativo. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-visura-Tranceria-CPS-a.JPG">Documenti 16a</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-visura-Tranceria-CPS-b.JPG">documento 16b</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-visura-Tranceria-CPS-c.JPG"> documento 16c</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/16-visura-Tranceria-CPS-d.JPG"> documento 16d</a>,   e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-visura-Eurocalzature-a.JPG">documento 17a</a>, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-visura-Eurocalzature-b.JPG">documento 17b</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-visura-Eurocalzature-c.JPG">documento 17c</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/17-visura-Eurocalzature-d.JPG">documento 17d</a> )</p>
<p>La Regione Campania, nel frattempo, sollecitata dalla istituzioni locali e dai lavoratori concede la seconda tranche di finanziamento di € 962.367,74; l’attività, però, riprende sempre in modo limitato e saltuario fino alla completa interruzione a fine 2007. I lavoratori venivano pagati solo per una parte del 2006 e per 6 mesi del 2007 e nonostante un accordo con le aziende garantito dalla CISL non percepiscono neppure in modo rateizzato gli arretrati spettanti. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-accordo-di-programma-a.JPG">Documento 18a</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-accordo-di-programma-b.JPG">Documento 18b</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/18-accordo-di-programma-c.JPG">Documento 18c</a>)</p>
<p>La Regione Campania viste le inadempienze con il provvedimento del 13.07.07 revoca i finanziamenti e chiede alla GDF di accertare tutte le irregolarità e le responsabilità.(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/19-revoca-tranceria-CPS-a.JPG">Documenti 19a</a>,    <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/19-revoca-tranceria-CPS-b.JPG">Documento19b</a>,  <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/19-revoca-tranceria-CPS-c.JPG">documento 19c</a>,    <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-revoca-eurocalzature-a.JPG">documento 20a</a>,   <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-revoca-eurocalzature-b.JPG">documento 20b</a>,   e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/20-revoca-eurocalzature-c.JPG">documento 20c</a>)</p>
<p>Le aziende smantellano le unità produttive e non avviano neppure le richieste per gli ammortizzatori sociali – cassa integrazione e mobilità -. (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/21-dramma-occupazione.JPG">Documenti 21</a> e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/22-lavoratori-in-prefettura.JPG">documento 22</a>)</p>
<p>Sappiamo che è in corso un’indagine della magistratura su questo ennesimo caso di malaffare, questa volta ai danni dei giovani, illusi e disoccupati, ma rimangono le responsabilità politiche che i soggetti interessati hanno il dovere di assumersi.</p>
<p>Un gruppo di lavoratori si è rivolto al CODACONS per assistenza legale e per trovare una soluzione con la Regione Campania che preveda la possibilità di inserirli nelle liste di mobilità. Vi sono stati alcun incontri con l’Assessorato Regionale dai quali è emersa l’ipotesi di un possibile provvedimento in tal senso anche in mancanza di richiesta da parte delle aziende; il Comune pur senza alcuna competenza e responsabilità per quanto accaduto si può far carico di un’azione politico-amministrativa per limitare i danni.(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/23-speranze-per-la-mobilità.JPG">Documento 23)</a></p>
<p>La soluzione che proponiamo è oggi possibile anche grazie al recente accordo tra la Regione Campania e il Ministero del Lavoro che ha promesso 63 milioni di euro proprio per tali finalità.(<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allegato-24.pdf">Allegato 24</a>)</p>
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