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	<title>altrabenevento &#187; Centrale turbogas</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Pericolo Turbogas per colpa di politici ed affaristi viandanti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2021 15:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="383" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas-fumo-640" title="centrale-turbogas-fumo-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13384" title="centrale-turbogas-fumo-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-fumo-640-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" /></a>Per la centrale a turbogas Luminosa, il centrodestra e il centrosinistra dicono di essere contrari ma il realtà non si oppongono efficacemente e quindi si attribuiscono reciprocamente la responsabilità dell'ecomostro che si farà.</strong>

Comunicato stampa del 2 agosto 2021

Anche la discussione di questa mattina in consiglio provinciale ha confermato il gioco delle parti tra maggioranza ed opposizione sul pericolo turbogas a Benevento.

Tutti gli intervenuti assicurano di essere contrari alla centrale elettrica alimentata a metano che la società Luminosa vorrebbe costruire a Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, ma sanno che l'impianto si potrebbe fare a causa di vari ritardi ed errori politici e quindi si riducono a rimbalzarsi le responsabilità.

Premettono di voler evitare le "strumentalizzazioni politiche" ma poi ricostruiscono in modo distorto la storia degli atti e delle autorizzazioni.

Il centrodestra ricorda che il lotto alla Luminosa fu assegnato dal Consiglio di Amministrazione nel 2002 per alludere alla partecipazione di Mario Perifano, papà dell'attuale candidato sindaco Luigi Diego, ma dimenticano le responsabilità del commissario Luigi Abbate, per nomina imposta da Mastella e per questo finita nella vicenda giudiziaria sull'Udeur; i rappresentanti del centro sinistra accusano le amministrazioni attuali del Comune capoluogo e della Provincia di fare solo opposizione di facciata ma non riescono a nascondere le responsabilità del Governo e della Regione a traino PD; la Provincia ricorda le contraddizioni tra il Piano Urbanistico comunale e quello dell'ASI, ma dimentica i corridoi ecologici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e il Piano Territoriale Regionale.

Tutti dimenticano che l'iter di quella autorizzazione è stato varie volte bloccato solo grazie alla opposizione costante e decisa di Altrabenevento, come dimostrano i 130 articoli e i numerosi documenti pubblicati sul sito altrabenevento.org.

Dopo il consiglio provinciale di oggi, organizzeremo un nuovo Comitato Popolare per andare oltre il teatrino di centrodestra e centrosinistra ed impedire veramente la realizzazione della centrale a Turbogas sostenuta da imprenditori trasversali e viandanti.

La presidente Sandra Sandrucci

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		<title>Il pericolo Centrale Turbogas non può diventare occasione per velenosi messaggi cifrati tra Mastella e Perifano, ambedue corresponsabili.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 14:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale_termoelettrica_marzocc-640" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13228" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Sul sito altrabenevento.org  130 articoli contro l'impianto proposto dalla società Luminosa.  Le connessioni con la soc. I Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze. </strong>

Comunicato stampa del 25 aprile 2021

La società Luminosa srl insiste per costruire a Benevento una centrale a turbogas da 400 mega watt di potenza nella zona industriale di Ponte Valentino, gli amministratori della Provincia e del Comune di Benevento assicurano di essere contrari all'impianto ma non hanno fatto ancora niente per dimostrarlo.

Intanto, il sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco (non ufficiale) del centro sinistra, Luigi Diego Perifano si sono scambiati accuse velenose e messaggi cifrati sulle reciproche responsabilità senza chiarire, in realtà, come e perché il pericolo turbogas ricompare dopo diversi anni.

Mastella ricorda che la prima assegnazione del lotto di terreno sul quale edificare l'ecomostro alla confluenza dei fiumi Tammaro e Calore, fu rilasciata dal Consorzio ASI nel 2003 ma dimentica di precisare che nel 2006 il commissario dell'ASI, Luigi Abbate, allora segretario cittadino dell'Udeur, avrebbe potuto annullare quella concessione perché intanto erano cambiate le norme sulla tutela ambientale, ma non lo fece.

Anche Perifano dimentica che nel 2012, come presidente del Consorzio ASI, sostenne, anche in polemica con Altrabenevento e con il Comune di Benevento, che nei corridoi ecologi fluviali si poteva costruire, indebolendo di fatto l'opposizione alla Luminosa.

Per chi veramente vuole approfondire la questione, segnaliamo che sul sito Altrabenevento.org sono ancora pubblicati 130 articoli relativi alle decine di comunicati e documenti presentati ai Ministeri e alle autorità competenti per spiegare dettagliatamente perché ci siamo opposti dal 2004 a quell'ecomostro. Si trovano anche i riferimenti alla composizione societaria della Luminosa srl, alla partecipazione finanziaria della società svizzera BKW, alle vicende giudiziarie relative alla P4 e alle interrelazioni con il progetto della società i Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze.

Altrabenevento continuerà ad opporsi coerentemente alla centrale a Turbogas e denuncerà pubblicamente anche le ambiguità di molti politici locali, compresi Mastella e Perifano, che da anni si alternano al governo della città senza un vero progetto alternativo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="374" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale_termoelettrica_marzocc-640" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13228" title="centrale_termoelettrica_marzocc-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Centrale_termoelettrica_Marzocc-640-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" /></a>Sul sito altrabenevento.org  130 articoli contro l'impianto proposto dalla società Luminosa.  Le connessioni con la soc. I Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze. </strong>

Comunicato stampa del 25 aprile 2021

La società Luminosa srl insiste per costruire a Benevento una centrale a turbogas da 400 mega watt di potenza nella zona industriale di Ponte Valentino, gli amministratori della Provincia e del Comune di Benevento assicurano di essere contrari all'impianto ma non hanno fatto ancora niente per dimostrarlo.

Intanto, il sindaco Clemente Mastella e il candidato sindaco (non ufficiale) del centro sinistra, Luigi Diego Perifano si sono scambiati accuse velenose e messaggi cifrati sulle reciproche responsabilità senza chiarire, in realtà, come e perché il pericolo turbogas ricompare dopo diversi anni.

Mastella ricorda che la prima assegnazione del lotto di terreno sul quale edificare l'ecomostro alla confluenza dei fiumi Tammaro e Calore, fu rilasciata dal Consorzio ASI nel 2003 ma dimentica di precisare che nel 2006 il commissario dell'ASI, Luigi Abbate, allora segretario cittadino dell'Udeur, avrebbe potuto annullare quella concessione perché intanto erano cambiate le norme sulla tutela ambientale, ma non lo fece.

Anche Perifano dimentica che nel 2012, come presidente del Consorzio ASI, sostenne, anche in polemica con Altrabenevento e con il Comune di Benevento, che nei corridoi ecologi fluviali si poteva costruire, indebolendo di fatto l'opposizione alla Luminosa.

Per chi veramente vuole approfondire la questione, segnaliamo che sul sito Altrabenevento.org sono ancora pubblicati 130 articoli relativi alle decine di comunicati e documenti presentati ai Ministeri e alle autorità competenti per spiegare dettagliatamente perché ci siamo opposti dal 2004 a quell'ecomostro. Si trovano anche i riferimenti alla composizione societaria della Luminosa srl, alla partecipazione finanziaria della società svizzera BKW, alle vicende giudiziarie relative alla P4 e alle interrelazioni con il progetto della società i Normanni che vuole costruire sulla Rotonda delle Scienze.

Altrabenevento continuerà ad opporsi coerentemente alla centrale a Turbogas e denuncerà pubblicamente anche le ambiguità di molti politici locali, compresi Mastella e Perifano, che da anni si alternano al governo della città senza un vero progetto alternativo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<title>Con quali soldi si dovrebbe costruire la centrale a turbogas Luminosa?</title>
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		<pubDate>Thu, 30 May 2013 08:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="2585" height="1993" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas" title="centrale-turbogas" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10228" title="centrale-turbogas" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Altrabenevento- Comunicato stampa del 29 maggio 2013

<strong> Senza i soldi svizzero-tedeschi potrebbe la Luminosa costruire a Benevento la mega centrale a Turbogas da 300 milioni di euro?</strong>

Da marzo scorso la società svizzera BKW non possiede più quote azionarie della società Luminosa srl che da diversi anni insiste per realizzare a contrada ponte Valentino una mega centrale elettrica a turbogas della potenza di 385 mega watt.

La Luminosa srl costituita a Napoli per iniziativa di Marcello Fasolino, noto imprenditore partenopeo interessato anche alla costruzione di un complesso immobiliare nella Rotonda delle Scienze a Benevento, e di Gaetano Cola, legato a Forza Italia, nel 2002 ottenne dal Consorzio ASI di Benevento un lotto nella zona industriale di Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, per edificare una mega centrale elettrica.

Nel 2008 il Ministero dell’Ambiente decretò la favorevole Valutazione di Impatto Ambientale e subito dopo la società svizzera BKW acquistò il 94% delle quote azionarie di Luminosa che trasferì la sua sede a Milano.

Nel 2010 la Centrale a Turbogas da realizzare a Benevento finì al centro della inchiesta dei Pubblici Ministeri napoletani, Curcio e Woodcock, sulla cosiddetta “P4” con gli interrogatori di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, e Marcello Fasolino promotore della Luminosa. Nel corso di quella inchiesta fu arrestato il senatore Alfonso Papa, accusato, tra l’altro, di aver tentato di estorcere a Fasolino quote azionarie della Luminosa in cambio di un suo interessamento per evitare fastidi giudiziari.

Nel 2011 la BKW esce dalla Holding Fortore Wind, composta da società di Cesena (gruppo polli Amadori), Lucera e San Giorgio del Sannio, di cui deteneva il 33% ed in cambio ottiene la proprietà di alcuni parchi eolici al confine tra le province di Benevento e Foggia.

A marzo 2013 la Luminosa srl si è trasformata in Luminosa Energia srl e si è trasferita di nuovo a Napoli. E’composta da una società di nuova costituzione appartenente sempre alla famiglia Fasolino e da una società di Carinaro.

In tutto il capitale sociale assomma a 10.000 euro. Come farà a realizzare una centrale che prevede un investimento da 300 milioni di euro?

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2585" height="1993" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="centrale-turbogas" title="centrale-turbogas" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10228" title="centrale-turbogas" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-turbogas-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a>Altrabenevento- Comunicato stampa del 29 maggio 2013

<strong> Senza i soldi svizzero-tedeschi potrebbe la Luminosa costruire a Benevento la mega centrale a Turbogas da 300 milioni di euro?</strong>

Da marzo scorso la società svizzera BKW non possiede più quote azionarie della società Luminosa srl che da diversi anni insiste per realizzare a contrada ponte Valentino una mega centrale elettrica a turbogas della potenza di 385 mega watt.

La Luminosa srl costituita a Napoli per iniziativa di Marcello Fasolino, noto imprenditore partenopeo interessato anche alla costruzione di un complesso immobiliare nella Rotonda delle Scienze a Benevento, e di Gaetano Cola, legato a Forza Italia, nel 2002 ottenne dal Consorzio ASI di Benevento un lotto nella zona industriale di Ponte Valentino, alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, per edificare una mega centrale elettrica.

Nel 2008 il Ministero dell’Ambiente decretò la favorevole Valutazione di Impatto Ambientale e subito dopo la società svizzera BKW acquistò il 94% delle quote azionarie di Luminosa che trasferì la sua sede a Milano.

Nel 2010 la Centrale a Turbogas da realizzare a Benevento finì al centro della inchiesta dei Pubblici Ministeri napoletani, Curcio e Woodcock, sulla cosiddetta “P4” con gli interrogatori di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, e Marcello Fasolino promotore della Luminosa. Nel corso di quella inchiesta fu arrestato il senatore Alfonso Papa, accusato, tra l’altro, di aver tentato di estorcere a Fasolino quote azionarie della Luminosa in cambio di un suo interessamento per evitare fastidi giudiziari.

Nel 2011 la BKW esce dalla Holding Fortore Wind, composta da società di Cesena (gruppo polli Amadori), Lucera e San Giorgio del Sannio, di cui deteneva il 33% ed in cambio ottiene la proprietà di alcuni parchi eolici al confine tra le province di Benevento e Foggia.

A marzo 2013 la Luminosa srl si è trasformata in Luminosa Energia srl e si è trasferita di nuovo a Napoli. E’composta da una società di nuova costituzione appartenente sempre alla famiglia Fasolino e da una società di Carinaro.

In tutto il capitale sociale assomma a 10.000 euro. Come farà a realizzare una centrale che prevede un investimento da 300 milioni di euro?

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		</item>
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		<title>La Provincia finanzia con 1.800 euro le iniziative del Comitato No Luminosa.</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 21:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Sannio Quotidiano del 14 ottobre 2012 Ottocento euro anche per il pullman contro la Luminosa Anche la sentenza per la Centrale turbogas Luminosa, quella che si dovrebbe insediare a Ponte Valentino, ha i suoi costi. C&#8217;è un tribunale amministrativo che si pronuncia e la Provincia, su proposta dell&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, Gianluca Aceto, che fa? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pasquale-Basile-travestito-da-Gabriele-Corona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9401" title="Pasquale Basile travestito da Gabriele Corona" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pasquale-Basile-travestito-da-Gabriele-Corona-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 14 ottobre 2012</p>
<p><strong>Ottocento euro anche per il pullman contro la Luminosa</strong></p>
<p>Anche la sentenza per la Centrale turbogas Luminosa, quella che si dovrebbe insediare a Ponte Valentino, ha i suoi costi. C&#8217;è un tribunale amministrativo che si pronuncia e la Provincia, su proposta dell&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, Gianluca Aceto, che fa? Organizza un pullman per la trasferta a Roma per il quale stanzia un contributo di 800 euro. Insomma, anche la giustizia ha un suo costo e di mettere mano al proprio portafoglio non ci pensa nessuno. Così Aceto promuove e ottiene che la Giunta &#8211; niente di meno che la giunta &#8211; adotti una delibera che prevedi un contributo di poco meno di un migliaio di euro.</p>
<p>La Centrale Luminosa dovrebbe essere installata nell&#8217;area industriale di Ponte Valentino. Per contrastarla sono partiti ricorsi e controricorsi. Qualche mese fa intervenne un&#8217;ultima sentenza del giudice amministrativo che sembrava aver riacceso le speranze per un flop ancora lontano da essere definito. Per quella sentenza fu organizzato un autobus che da Benevento raccolse un pò di gente e che costò alla Provincia 800 euro. Quando si dice che l&#8217;ambientalismo ha un prezzo.</p>
<p>***********************</p>
<div id="attachment_1578" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/gianluca-aceto.jpg"><img class="size-medium wp-image-1578" title="gianluca-aceto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/gianluca-aceto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">Gianluca Aceto</p>
</div>
<p>La precisazione di Altrabenevento</p>
<p>Abbiamo letto in ritardo, purtroppo, l’articolo “Ottocento euro anche per il pulman contro la Luminosa” pubblicato sul Sannio Quotidiano del 14 ottobre, con il quale si da notizia della spesa sostenuta dalla Provincia per la “trasferta” a Roma di un gruppo di persone in occasione della discussione di un ricorso al Tar Lazio contro la Centrale a Turbogas.</p>
<p>L’articolo si conclude con la frase “fu organizzato un autobus che da Benevento raccolse un pò di gente che costò alla Provincia 800 euro. Quando si dice che l’ambientalismo ha un prezzo” che potrebbe ingenerare confusione per il riferimento generico ad “ambientalisti”.</p>
<p>A tal proposito devo precisare che l’associazione Altrabenevento, che presiedo, si batte da anni contro la Centrale a Turbogas ma non ha mai chiesto, nè incassato, alcun contributo da enti pubblici per le tante iniziative organizzate in città e in provincia sui numerosi temi trattati.</p>
<p>La spesa da Voi indicata, si riferisce effettivamente al noleggio di un autobus richiesto da <strong>Pasquale Basile del Comitato No Luminosa</strong> il quale così scriveva al presidente Aniello Cimitile e all’assessore all’ambiente Gianluca Aceto: <em>“Il sottoscritto &#8230;. chiede di organizzare la partecipazione dei cittadini di Benevento con un presidio nei pressi del Tar di Roma in occasione del pronunciamento della sentenza. Sarà infatti necessario prenotare pullman per portare le persone a Roma.”.</em></p>
<p><strong>Si comprende, anche dallo stile della lettera, che Altrabenevento è assolutamente estranea a tale iniziativa, perchè, tra l’altro, non ci sogneremmo mai di chiedere l’autorizzazione ad un qualunque assessore per organizzare una manifestazione di protesta.</strong></p>
<p>La giunta provinciale con la delibera n. 48 del 13 marzo 2012, proposta dall’assessore Aceto, accolse la richiesta impegnando la spesa di 800 euro con la seguente motivazione: <em>“l’iniziativa è meritevole ed in linea con gli obiettivi dell’Amministrazione provinciale e dell’assessorato di riferimento”.</em></p>
<p><strong>In verità la Provincia, qualche mese prima aveva già finanziato con altri 1.000 euro i volantini del Comitato Non Luminosa contro la Turbogas. La richiesta era stata presentata sempre dallo stesso Pasquale Basile e fu accolta con la delibera di Giunta n. 361 dell’8/11/2011, sempre su proposta dell’assessore Aceto.</strong></p>
<p>Grazie per l’attenzione.       Gabriele Corona</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Altrabenevento al Ministro Clini: &#8220;annulla le autorizzazioni rilasciate alla Luminosa&#8221;</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9655</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9655#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Sep 2012 15:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[Al termine del convegno della Società Botanica Italiana tenuto a Benevento il 21 settembre, Altrabenevento ha consegnato al Segretario Generale del Ministero dell&#8217;Ambiente, intervenuto il sostituzione del ministro Clini, la seguente lettera. Al Ministro dell’Ambiente , della Tutela del Territorio e del Mare Dott. Corrado Clini Signor Ministro, l’associazione Altrabenevento si rivolge a Lei perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-termoelettrica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8046" title="centrale-termoelettrica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-termoelettrica.jpg" alt="" width="299" height="269" /></a>Al termine del convegno della Società Botanica Italiana tenuto a Benevento il 21 settembre, Altrabenevento ha consegnato al Segretario Generale del Ministero dell&#8217;Ambiente, intervenuto il sostituzione del ministro Clini, la seguente lettera.</p>
<p><strong>Al Ministro dell’Ambiente , della Tutela del Territorio e del Mare</strong><br />
<strong> Dott. Corrado Clini</strong></p>
<p>Signor Ministro,</p>
<p>l’associazione Altrabenevento si rivolge a Lei perché impedisca la realizzazione della centrale elettrica a turbogas della Luminosa. Questo è, secondo noi, un dovere che il Ministro deve assumersi nei confronti della città di Benevento, che esige rispetto della tutela della salute pubblica, dell&#8217; ambiente e del paesaggio nonché il rispetto della volontà della cittadinanza che deve prevalere sulle logiche speculative. Tale risulta essere questa iniziativa imprenditoriale che oggi non ha ancor più ragione di essere realizzata alla luce delle mutate condizioni ambientali oltre che economiche per le quali gli impatti procurati da impianti di questo genere risultano essere ancor più devastanti ed ingiustificati.<span id="more-9655"></span></p>
<p><strong>Cronistoria </strong></p>
<p>Con istanza del 1.7.2003, la società Luminosa S.r.l., con sede legale in Milano al Largo Donegani n. 2, chiedeva al Ministero dello Sviluppo Economico di essere autorizzata, ex L. 55/2002, alla costruzione e all’esercizio di una centrale termoelettrica a ciclo combinato della potenza elettrica di circa 385 MW (equivalente ad una potenza termica di 680 MW) da realizzarsi nel territorio del Comune di Benevento, all’interno dell’agglomerato industriale A.S.I. di Ponte Valentino.</p>
<p>In relazione al citato progetto e alla citata proposta, veniva emesso dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, il decreto di compatibilità ambientale n. DSA-DEC-2008-0000708 del 1.8.2008, sulla base del parere della Commissione VIA n. 825 del 28.09.2006, del parere del Ministero per i Beni e le attività culturali n. 07.08.402/2674/2005 del 6.4.2008 e del parere della Regione Campania di cui al decreto assessorile n. 668 del 21.12.2005.</p>
<p>Nelle more della convocazione della nuova riunione della Conferenza di servizi, la Regione Campania con delibera della Giunta Regionale n. 691 del 8.10.2010, pubblicata sul BURC del 25.10.2010, esprimeva il proprio parere favorevole alla proposta, demandando all’Organo ministeriale, a cui la delibera veniva tempestivamente trasmessa, la valutazione degli altri presupposti per l’effettiva emanazione del provvedimento autorizzativo.  Quindi  con decreto n. 55/04/2010 del 21.12.2010 la società Luminosa s.r.l. veniva autorizzata alla costruzione e alla messa in esercizio della centrale termoelettrica nel Comune di Benevento.</p>
<p>Il Consiglio di Stato con Ordinanza  N. 05024/2011 del 16/11/11 accoglieva la sospensiva dei provvedimenti ministeriali emessi in favore della centrale termoelettrica Luminosa, impugnati dal Comune di Benevento, e rinviando la controversia alla procedura pendente presso il Tribunale amministrativo del Lazio, sede di Roma per la sua complessità e per l’evidente incidenza su primari interessi pubblici, che necessitava l’approfondimento proprio dell’esame nel merito, eventualmente insieme alla impugnazione proposta nei confronti degli atti successivi.</p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) con sentenza<strong> </strong>N. 05327/2012 del 12/06/12 a seguito del ricorso presentato dal WWF ha annullato l’Autorizzazione Integrata Ambientale, in quanto adottata sull’erroneo presupposto della sopravvenuta inefficacia della condizione n. 1 apposta al decreto VIA n . 708 dell’1.8.2008.</p>
<p><strong>L’inutilità della costruzione della centrale termoelettrica </strong></p>
<p>La prerogativa di opera pubblica di interesse nazionale che ancora continuano ad avere le centrali termoelettriche nel 2012 grazie alla L. 55/02 e s.m.i. è ormai di fatto un anacronismo. La suddivisione in macroaree interregionali del mercato elettrico italiano, la potenza installata di produzione elettrica stimata per tutte le fonti energetiche disponibili sul suolo nazionale, la diversa strutturazione del parco produttivo con l’importante ed efficace ausilio delle FER, nonché la riduzione del fabbisogno energetico causata, negli ultimi anni, dalla crisi economica perdurante ma anche ottenibile attraverso applicazioni di metodologie e tecnologie per il risparmio energetico  rendono appunto obsoleto il ricorso ad impianti di grande potenza alimentati con fonti energetiche non rinnovabili. Il tutto vale a maggior ragione se le centrali termoelettriche vengono installate in territori a bassa intensità elettrica come è quello della Provincia di Benevento che invece è caratterizzato da una massiva installazione di energia eolica tale da rappresentare da sola circa l’8% della produzione nazionale (dati agosto 2012). Le si chiede pertanto, in qualità di Ministro di un Governo “tecnico”, di intervenire sui termini di legge ed anche sulle procedure autorizzative per eliminare decisamente quelle che appaiono essere delle storture legislative dettate dalla  L. 55/02 e s.m.i. non più al passo con i tempi ed anzi apportatrici di conseguenze anche gravi per il rispetto degli accordi sul raggiungimento degli obiettivi di Kyoto sottoscritti dal Governo Italiano oltre che sulla gestione del dispacciamento di energia elettrica compromessi dai così detti “colli di bottiglia” presenti soprattutto, e guarda caso, nelle zone Appulo-campane dell’Appennino meridionale.</p>
<p><strong>Insostenibilità  paesaggistica della Centrale Termoelettrica Luminosa s.r.l.</strong></p>
<p>L&#8217;iter di approvazione della centrale termoelettrica proposta dalla società Luminosa srl è uno degli esempi italiani di mancata tutela delle componenti ambientali e paesaggistiche che sono state ignorate in tutto il corso del procedimento autorizzatorio. Infatti non si è tenuta in alcun conto la particolarità dell&#8217;area sulla quale è stata autorizzata la localizzazione della centrale termoelettrica, che è posta alla confluenza tra i fiumi Tammaro e Calore. Già nel 2002, in attuazione della Convenzione Europea sul Paesaggio, la Regione Campania aveva individuato le aree di tutela paesistica, tra le quali è ricompreso il fiume Calore per una fascia di 1000 mt dalle sponde proprio là dove invece è stata prevista ed autorizzata la realizzazione della Luminosa. Nel Piano Territoriale Regionale (PTR), approvato con la L.n.13/2009, gran parte del corso del fiume Calore costituisce il Corridoio Ecologico Regionale Trasversale, tratto fondamentale per il collegamento ecologico tra le sponde del mar Tirreno con quelle dell&#8217;Adriatico e non solo perché lo stesso corridoio sempre nel territorio beneventano interseca il corridoio ecologico nazionale dell&#8217;APE (Appenino Parco d&#8217;Europa) istituito attraverso accordi specifici di carattere nazionale ed europeo.</p>
<p>Si sottolinea che le reti ecologiche nella pianificazione del PTR della Campania sono considerate il mezzo attuatore della tutela del Paesaggio per contrastare efficacemente la frammentazione spaziale ed ecologica del territorio regionale, che costituisce una delle principali cause del degrado paesaggistico in ambito regionale. Nell’Allegato B del marzo 2003 denominato “Le reti ecologiche nella tutela e nella pianificazione del paesaggio in Campania” incluso nella Verifica di compatibilità tra gli strumenti di pianificazione paesistica e dell’Accordo Stato – Regioni del 19/04/01 si prevede che l’attuazione della pianificazione paesistica avvenga mediante la costruzione della RER (Rete Ecologica Regionale).</p>
<p>Nonostante le suddette previsioni, la Rete Ecologica, così come individuata ed istituita dalla pianificazione territoriale della Regione Campania, risulta compromessa dalle improvvide decisioni ministeriali  in sede di VIA ed AIA che hanno autorizzato la centrale da 385 MWe nell&#8217;ambito del corridoio ecologico.  L&#8217;associazione Altrabenevento, oltre ad inviare in primis numerose osservazioni, è intervenuta più volte per diffidare le Commissioni Ministeriali al rispetto della Pianificazione territoriale che tutela la rete ecologica, in applicazione anche della Convenzione Europea sul Paesaggio. In effetti, in sede ministeriale si è assistito alla vanificazione e violazione delle misure di tutela, laddove vengono autorizzate opere ed impianti in siti sottoposti ai vincoli paesaggistici.</p>
<p><strong>Insostenibilità ambientale &#8211; Qualità dell&#8217;Aria.</strong></p>
<p>Un capitolo centrale di opposizione alla costruzione della centrale termoelettrica Luminosa da parte dei cittadini sanniti è l’impatto sulla qualità dell’aria che l’esercizio della stessa provocherebbe esponendo di fatto la popolazione a più gravi rischi sanitari. Le valutazioni effettuate durante il procedimento di VIA risultano ormai datate in quanto risalenti a prima del 2005. Successivamente i monitoraggi effettuati a cura dell&#8217;ARPAC hanno accertato lo sforamento dei parametri del PM 10 e anche della frazione del PM 2,5. L’area beneventana nonostante le apparenze di città dedita al terziario, priva di grandi insediamenti industriali o anche di grandi correnti di traffico, è per la sua fisiografia luogo di scarso ricambio d’aria con conseguenti ristagni atmosferici che insistono per lunghi periodi durante l’anno. Non a caso l’area del comune di Benevento è stata dichiarata Zona di Risanamento della qualità dell’aria dal Piano Regionale del 2005. Inoltre in data 30 settembre 2010 è entrata in vigore la legge applicativa D.Lgs 155/10 della Direttiva Europea 2008/50 relativa alla qualità aria ambiente per un&#8217; aria più pulita in Europa. Si contesta pertanto che lo stato dell’aria della Città di Benevento deve essere valutato alla luce delle nuove disposizioni con particolare riferimento ai livelli di PM 2,5 di cui all’art.12 della norma citata. Durante tutto l&#8217;iter approvativo (VIA ed AIA) le commissioni hanno omesso di valutare qualsiasi riferimento a questa frazione più pericolosa per la salute dei cittadini che al contrario deve essere valutata nel suo livello di fondo che per la città di Benevento risulta già troppo elevato e quindi da risanare. Non è dunque possibile accettare ulteriori fonti di emissioni di grandi dimensioni quando i valori di PM 10 nello scorso anno sono stati superati per <strong>100 giorni e quest&#8217;anno già</strong> <strong>per 60 volte</strong>. A questo quadro va ad aggiungersi quest&#8217;anno il dato del superamento del valore dell&#8217;ozono (O3) che <strong>per nove volte</strong> è risultato superiore rispetto al limite orario. Il Ministero dell&#8217;Ambiente, in concerto con quello della Sanità, dovrebbe pertanto assicurare che in assoluto i livelli di inquinamento attuali a Benevento vengano ricondotti quanto meno e nel più breve tempo possibile nei limiti di legge così come disposto dalla Commissione Europea con la decisione del 1 febbraio 2010.</p>
<p>Signor Ministro, Le si chiede pertanto di disporre l&#8217;annullamento delle rilasciate autorizzazioni perché in evidente contrasto con le esigenze di tutela della Salute Pubblica.</p>
<p>Benevento, 21 settembre 2012</p>
<p align="center">Altrabenevento</p>
<p>Gabriele Corona                Alessandra Sandrucci                  Vincenzo Fioretti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PUC- PTCP, il pastificio Rummo deve abbattere mentre Luminosa e Mondosider possono costruire.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 14:15:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Mattino del 3 settembre 2012 Via libera per Luminosa e Mondosider mentre il pastificio Rummo dovrà essere delocalizzato.  Sono le conclusioni cui perviene Altrabenevento, dopo aver approfondito l&#8217;ultima versione di PTCP e PUC sarà stato un caso, ma . Dopo le proteste di Altrabenevento, la Provincia ha pubblicato sul suo albo online, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Rummo-da-abbattere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9608" title="Rummo da abbattere" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Rummo-da-abbattere-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a></p>
<p>Da Il Mattino del 3 settembre 2012</p>
<p>Via libera per Luminosa e Mondosider mentre il pastificio Rummo dovrà essere delocalizzato.  Sono le conclusioni cui perviene Altrabenevento, dopo aver approfondito l&#8217;ultima versione di PTCP e PUC sarà stato un caso, ma . Dopo le proteste di Altrabenevento, la Provincia ha pubblicato sul suo albo online, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato in consiglio lo scorso 26 luglio. Contemporaneamente il Consiglio Comunale approvava il Piano Urbanistico Comunale che però ancora rimane sconosciuto perchè la pubblicazione dell’atto e dei suoi allegati è stata “sbagliata” per tre volte.<span id="more-9607"></span></p>
<p>Allo stato, quindi, non è ancora possibile sapere se i due strumenti urbanistici sono tra loro compatibili. Agli inizi di maggio scorso, infatti, il presidente Aniello Cimitile, considerato che il suo ufficio urbanistica attestava l’incompatibilità del PUC al PTCP, convocava una conferenza dei servizi alla quale invitava solamente il Comune interessato e il Consorzio ASI, per trovare un accordo in merito alla edificazione nei Corridoi Ecologici dei fiumi Calore e Tammaro, in località Ponte Valentino. Il Comune di Benevento, per decisione sollecitata da Altrabenevento ed imposta dalla Regione Campania, ha classificato nel PUC le aree alla confluenza dei due fiumi come E1, cioè inedificabili. L’ASI ha insistito per ottenere la modifica di quella decisione per consentire l’ampliamento dello stabilimento Mondosider in zona alluvionale e nel pieno del corridoio ecologico del fiume Tammaro. La Provincia dopo aver convocato la Conferenza dei Servizi, alla fine di maggio scorso, ha modificato l’art. 17 delle Norme Tecniche di Attuazione del PTCP per rendere “possibile” l’edificazione in quelle aree. Il confronto-scontro tra il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, e il neo presidente del Consorzio ASI, Luigi Perifano, è durato circa un mese ma finora non si era compreso come si è concluso.</p>
<p>Pepe sostiene di non aver modificato il PUC confermando la inedificabilità per l’area Mondosider e quella assegnata per la costruzione della mega centrale a turbogas, ma anche Cimitile assicura che non ha modificato il PTCP. E quindi, se i due strumenti urbanistici prima erano incompatibili, come si armonizzano dopo la Conferenza dei Servizi se non sono stati modificati?</p>
<p>La pubblicazione del PTCP sul sito online della Provincia, e le NTA del PUC pubblicate sul sito di Altrabenevento, ci aiutano a capire.</p>
<p>Nel Piano urbanistico comunale il lotto assegnato alla Luminosa e quello interessato all’ampliamento della Mondosider, rimangono classificati E1 e secondo l’art. 122 delle NTA “sono inedificabili perchè costituite da: boschi, aree a rischio idroegeologico &#8230; corridoi ecologici”.</p>
<p>Per l’edificazione nei corridoi ecologici, però, bisogna anche tener conto dell’art. 38 delle stesse Norme tecniche che precisa “Sono aree inedificabili&#8230;.. ma in ogni caso si applicano le norme previste dall’art. 17 delle norme di attuazione del PTCP”.</p>
<p>Eccola la piccola modifica che spiega veramente tutto! Infatti, l’articolo 17 richiamato, al comma 2 relativo alle aree industriali comprese nei corridoi ecologici, precisa che l’edificazione non è più “vietata” e diventa possibile con una valutazione di impatto ambientale.</p>
<p>Insomma, adesso si capisce che il “conflitto” tra Provincia, Comune e ASI si è risolto con la definizione di norme intrecciate che non vietano le costruzioni alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro ma lasciano alla contrattazione e cioè alla discrezione dei politici, le decisioni in merito.</p>
<p>E’ possibile quindi, la costruzione della Luminosa, considerato che la favorevole Valutazione di Impatto Ambientale è già stata concessa, ed è possibile l’ampliamento dello stabilimento Mondosider (infatti ad agosto il Comune ha già rilasciato il decreto ambientale per l’ampliamento della recinzione).</p>
<p>Deve essere invece abbattuto il pastificio Rummo che si trova lungo il Tammaro, perchè la Provincia, non avendo modificato l’art. 17 delle Norme di attuazione del PTCP, ha confermato anche il comma 1 che prevede “la delocalizzazione delle attività industriali poste a meno di 200 metri dalla sponda”. Evidentemente Perifano e il direttore dell’ASI. Giuseppe Rillo, durante la conferenza dei servizi con la provincia e l’ASI, si sono preoccupati di tutelare Mondosider che non ha mai funzionato, piuttosto che il pastificio attivo del vice presidente dell’ASI stesso. Ovviamente le opposizioni consiliari continuano a tacere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>Mentre l&#8217;ASI fa salotto, la Luminosa tratta con le aziende di Ponte Valentino per la Turbogas.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 08:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Mattino del 24 agosto 2012 Luminosa attacca: Asi e Comune inadempienti. La società invia una lettera al ministero: &#8220;Non ci consentonono di adeguarci alle vostre prescrizioni&#8221;. Luminosa all&#8217;attacco dell’Asi e del Comune di Benevento. In una lettera spedita al  Ministero dello Sviluppo Economico la società che da anni sta tentando di concretizzare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-termoelettrica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8046" title="centrale-termoelettrica" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/centrale-termoelettrica.jpg" alt="" width="299" height="269" /></a>Da Il Mattino del 24 agosto 2012</p>
<p><strong>Luminosa attacca: Asi e Comune inadempienti.</strong></p>
<p>La società invia una lettera al ministero: &#8220;Non ci consentonono di adeguarci alle vostre prescrizioni&#8221;.</p>
<p>Luminosa all&#8217;attacco dell’Asi e del Comune di Benevento. In una lettera spedita al  Ministero dello Sviluppo Economico la società che da anni sta tentando di concretizzare un progetto di centrale termoelettrica a gas della potenza di circa 400 megawatt a Ponte Valentino, evidenzia che il Consorzio e l&#8217;ente di palazzo Mosti non le consentirebbero di adeguarsi alle condizioni ministeriali per la costruzione delal centrale.</p>
<p>In una lettera pervenuta in questi giorni al  Comune di Bevenento con la quale Luminosa presenta il “rapporto semestrale sullo stato di avanzamento delle attività per la realizzazione della Centrale Termoelettrica di Benevento” autorizzata il 21 dicembre 2010 con un provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico.<span id="more-9598"></span></p>
<p>Con il documento, inviato anche ai Ministeri dell’Ambiente, dei Beni Culturali e della Salute, all’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, alla Regione Campania, alla Provincia di Benevento e infine ai comuni di Benevento e Pietrelcina, la società milanese ricostruisce innanzitutto lo stato dei diversi giudizi pendenti innanzi al TAR sui ricorsi della Provincia, del Comune capoluogo e del WWF.</p>
<p>Luminosa ricorda che il prossimo 25 ottobre il Tribunale Amministrativo della Campania si dovrà pronunciare sul ricorso della Provincia avverso il parere di alcuni funzionari regionali che avevano ritenuto possibile la costruzione di ambedue le Centrali a turbogas di Benevento e Flumeri.</p>
<p>Per il 19 dicembre di quest’anno è prevista invece l’udienza innanzi al TAR del Lazio, competente per gli atti dei ministeri, su ricorso proposto dal Comune di Benevento e dalla Provincia contro la autorizzazione per la costruzione dell’impianto rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico. La Luminosa ricorda invece che lo stesso TAR laziale lo scorso 23 maggio ha accolto il ricorso del WWF contro la Autorizzazione Integrata Ambientale che è stata annullata in quanto rilasciata senza attendere che terminasse l’iter per la eventuale autorizzazione alla centrale termoelettrica di Flumeri. Infatti, la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rilasciata nel 2006 in base agli atti di Programmazione Energetica della Regione Campania, prevedeva che la centrale di Benevento si sarebbe potuta autorizzare solo nel caso non fosse stata accolta la richiesta di costruire quella prevista nel comune irpino. La Luminosa a tal proposito informa che “avverso la predetta decisione, fondata su presupposti giuridici e fattuali errati, è in corso di predisposizione l’appello al Consiglio di Stato”.</p>
<p>Comunque la Luminosa fa notare, che tale condizione è di fatto decaduta perchè la società Edison non è più interessata a costruire l’impianto previsto a Flumeri ed infatti proprio il Ministero dello Sviluppo Economico, a seguito di formale rinuncia comunicata dalla predetta società, ha confermato l’autorizzazione rilasciata a dicembre 2010 per l’impianto previsto a Ponte Valentino di Benevento.</p>
<p>Rimangono però tuttora valide le altre due condizioni poste dal Ministero dell’Ambiente già con il Decreto Ambientale del 2008 e poi confermate dai provvedimenti successivi, e cioè l’obbligo di fornire calore/vapore ad almeno la metà delle aziende della zona industriale gestita dal Consorzio Asi ed infine fornire teleriscaldamento agli enti pubblici.</p>
<p>A tal proposito la Luminosa comunica al Ministero di aver “dato mandato ad una società esterna per la definizione del piano delle due prescizioni” e però aggiunge che per quanto concerne la fornitura di calore/vapore alle aziende di Ponte Valentino “la società incaricata ha trasmesso al Consorzio per lo Sviluppo Industriale un questionario allo scopo di raccogliere informazioni relativamente agli impianti di energia termica presenti all’interno del Consorzio ed alle aziende ad essi allacciate”. “Nel contempo- aggiunge la società milanese- sono stati avviati contatti con alcune aziende presenti nell’area industriale interessate a stipulare dei pre-accordi per la fornitura di energia elettrica e termica”. La Luminosa però non riferisce alcunchè sui risultati di questi contatti. Come si ricorderà anche l’assessore all’ambiente del Comune di Benevento, sollecitato da Altrabenevento, aveva organizzato insieme al Consorzio ASI la consultazione delle ditte, sperando ovviamente di verificare il loro disinteresse alla fornitura proposta dalla Luminosa, ma l’esito di quei colloqui non è stato reso noto.</p>
<p>E proprio all’assessorato all’ambiente del Comune è riservata la stoccata finale della Luminosa che scrive “Per quanto concerne la prescrizione 2b (la fornitura di calore/vapore alle strutture pubbliche n.d.r.) la società in data 21 dicembre 2011 ha inviato una seconda richiesta formale di incontro al Comune (assessorato Energia e Ambiente) e alla Provincia di Benevento (la prima era del 15 novembre 2011) ma anche a questa seconda comunicazione non è stato dato alcun riscontro da nessuno degli enti coinvolti”</p>
<p>***************</p>
<p>Il commento di Altrabenevento del 25 agosto 2012</p>
<p><strong>La soc. Luminosa tenta di convincere le aziende di Ponte Valentino ad accettare la fornitura di calore/vapore per rispettare l’unica condizione rimasta tra quelle imposte dal Ministero dell’Ambiente nel 2008 a seguito della Valutazione di Impatto Ambientale del 2006, per la costruzione della Centrale a Turbogas a Ponte Valentino.</strong></p>
<p>La commissione nazionale VIA aveva dato parere favorevole alla costruzione dell’impianto della Luminosa, nel caso non si fosse realizzato quello di pari potenza previsto a Flumeri, a condizione che si trovasse il modo di ridurre l’inquinamento prodotto della centrale a Ponte Valentino. I tecnici e gli esperti ministeriali, infatti, avevano preso atto che quella zona rientrava già dagli inizi degli anni 2000 tra le arre da risanare perchè il livello di inquinamento dell’aria era già arrivato ai limiti consentiti.</p>
<p>Era evidente, quindi, che la zona non poteva sopportare un impianto enorme come la Centrale a Turbogas da 385 mega watt di potenza ed allora fu inventata un’alchimia: le aziende già esistenti a Ponte Valentino chiudono i propri impianti per la produzione di acqua calda, in tal modo si riduce l’inquinamento e si autorizza la Luminosa a costruire la centrale che produrrà energia elettrica da immettere nella rete nazionale e il calore/vapore da vendere alle industrie presenti in zona.</p>
<p>Per dimostrare che la “magia” si potesse realizzare la Luminosa presentò al Ministero dell’Ambiente un documento con il quale il direttore del Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale, Giuseppe Rillo, il 18 settembre del 2006, concordava con la società il prezzo di cessione di calore/vapore per le aziende “associate” di Ponte Valentino.</p>
<p>Grazie a quel documento la Commissione Nazionale per la Valutazione di Impatto Ambientale si convinse a dare il parere favorevole per la costruzione della Turbogas di Benevento limitandosi ad imporre alla Luminosa, sempre nel caso non si fosse realizzata quella di Flumeri, la fornitura di calore/vapore alle aziende dell’area ASI, convincendole a chiudere gli impianti costruiti a proprie spese per la produzione di acqua calda e riscaldamento.</p>
<p>Le due condizioni sono state poi richiamate in tutte le autorizzazioni successive, ma recentemente la Edison ha rinunciato alla centrale di Flumeri e quindi per la Luminosa l’unica condizione da rispettare è quella di dover firmare con le imprese della zona Industriale e gli Enti pubblici, i contratti per la fornitura di acqua calda.</p>
<p><strong>E’ evidente, quindi, che la società nata da imprenditori napoletani che poi hanno venduto il 94% delle quote azionarie agli svizzeri della BKW, tenterà di tutto per convincere i suoi interlocutori, facilitata anche dal comportamento della Provincia e del Comune che da mesi annunciano le riunioni con gli industriali di Ponte Valentino per verificare davvero le loro intenzioni che però sono rimaste senza esito. Intanto i nuovi assetti del Consorzio ASI tutti di centrosinistra, nominati da Comune, Provincia e Camera di Commercio, tra i quali ci sono soggetti che tifano per l’affare da 300 milioni di euro proposto dalla Luminosa, non hanno provveduto ad annullare le autorizzazioni finora rilasciate alla società svizzero-partenopea e si limitano a fare “tavoli tecnici” o meglio “tavolini da salotto” con i rappresentanti del comitato “No Luminosa” del fratelli Basile, sostenuti dall’assessore all’ambiente della Provincia, Gianluca Aceto che finora ha concesso vari contributi per volantinaggi, convegni-passerelle per politici o gite Roma, che servono solo a menare fumo negli occhi perchè le cose serie da fare contro la Luminosa sono ben altre. Come ripetiamo da anni.</strong></p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’autorizzazione ministeriale alla Luminosa non è definitiva. Il Consorzio ASI può ancora concretamente impedirla.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jul 2012 00:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>

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		<description><![CDATA[altrabenevento &#8211; comunicato stampa del  28 luglio 2012 La conferma dell’autorizzazione ministeriale per la costruzione della Centrale a Turbogas a Benevento è stata accolta con toni catastrofici o di soddisfazione che sono comunque esagerati. Infatti il Ministero dello Sviluppo Economico, ricordando che a dicembre 2010 aveva già dato il suo assenso alla realizzazione dell’impianto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/consorzio-asi1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4041 alignleft" title="consorzio-asi1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/consorzio-asi1-300x174.jpg" alt="" width="300" height="174" /></a>altrabenevento &#8211; comunicato stampa del  28 luglio 2012</p>
<p>La conferma dell’autorizzazione ministeriale per la costruzione della Centrale a Turbogas a Benevento è stata accolta con toni catastrofici o di soddisfazione che sono comunque esagerati.</p>
<p>Infatti il Ministero dello Sviluppo Economico, ricordando che a dicembre 2010 aveva già dato il suo assenso alla realizzazione dell’impianto a condizione che non si realizzasse la centrale a turbogas prevista in provincia di Avellino, adesso ha confermato quella autorizzazione perchè il vincolo imposto è da ritenersi oramai superato in quanto <em>“con la lettera assunta al protocollo del Ministero con il n. 11803 del 13 giugno 2012, la Edison srl ha comunicato di rinunciare a proseguire nell’iter autorizzativo concernente la realizzazione della centrale termoelettrica da ubicarsi nel territorio del Comune di Flumeri”.</em> La notizia la conoscevamo già e quindi il comportamento del Ministero dello Sviluppo Economico non rappresenta affatto una novità o un “passo avanti” come qualcuno ha sostenuto.</p>
<p>La partita non è finita perchè è necessaria la nuova autorizzazione del Ministero dell’Ambiente, a seguito della sentenza del TAR su ricorso del WWF. Intanto si possono fare cose concrete da parte degli enti locali e soprattutto da parte del Consorzio ASI che in questi giorni ha di nuovo apparecchiato il “tavolo tecnico” al quale partecipa solo il comitato “No Luminosa” dei fratelli Basile, che dopo aver annunciato la lotta dura come i No Tav, è ansioso di partecipare al gioco politico.</p>
<p>Ed infatti la riunione non è servita a nulla se non a consentire al rinnovato Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di dichiarare, a chiacchiere, di essere contrario alla Centrale a Turbogas. Ed invece, il presidente Luigi Perifano e gli altri autorevoli componenti del consiglio, espressioni del PD, di SEL, della confindustria, della UIL e battitori liberi di centrosinistra, potrebbero cominciare a fare alcune cose concrete per impedire la costruzione della Luminosa.</p>
<p>Ad esempio potrebbero revocare l’assegnazione del lotto concessa prima nel 2002 e poi confermata definitivamente nel 2006. Sarebbe un atto di grande importanza, perchè l’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 55/2002 è in deroga agli strumenti urbanistici, ma solo per la parte sulla quale è stato apposto il vincolo all’esproprio. Con provvedimento ministeriale del settembre 2009, però, l’area da espropriare si limita solo ai suoli necessari per costruire l’impianto e la strada di accesso. Il Consorzio ASI quindi può revocare l’assegnazione della rimanente parte del lotto che comunque è necessaria alla Luminosa per realizzare gli impianti fognari, i servizi esterni e i parcheggi indispensabili per la messa in esercizio della centrale.</p>
<p>I partecipanti al “tavolo tecnico” invece di darsi le arie scimmiottando i summit politici, potrebbero decidere, ad esempio, di pretendere dal Consorzio ASI la revoca dell’autorizzazione concessa alla Luminosa per l’uso del Depuratore Consortile senza il quale la centrale non si può costruire.</p>
<p>Sconcertano, inoltre, le recenti dichiarazioni di Gigetto La Monaca, il quale interviene sulla stampa come rappresentante di Ekoclub per sollecitare gli ambientalisti a non dire solo di no, a non pretendere la chiusura degli stabilimenti produttivi, anche se inquinanti e contro legge, e ad indicare quali soluzioni si devono adottare per produrre energia. Evidentemente La Monica sollecitando gli ambientalisti a chiarire la loro posizione, si rende finalmente conto che Ekoclub, l’associazione che egli rappresenta non è affatto ambientalista. Sorprende però che Gigetto non ritenga di dover chiarire cosa pensa lui di queste questioni anche come autorevole rappresentante di SEL. Mi pare, infatti che egli sia, o sia stato fino alla ultima resa dei conti, responsabile ambiente di quel partito che vanta anche l’assessore provinciale all’ambiente, i cui dirigenti, magari ricordando che fare politica non vuol dire solo dedicarsi alla perenne guerra intestina, potrebbero spiegare che ne pensano delle nuove performance del Consorzio ASI nel quale siede anche un proprio rappresentante.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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		<title>Per difendere l&#8217;affare di un privato sostenuto dall&#8217;ASI, si modificano il PTCP e il PUC per costruire nei &#8220;corridoi ecologici&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 07:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[Redazione del Vaglio &#8211; Pubblicato il 19 giugno 2012 Basta alla politica per poche famiglie: colpiti ambiente e interesse generale. Duro attacco di Altrabenevento a Provincia e Asi per le concessioni fatte: che regalo alla centrale Luminosa e urbanistica paralizzata Altrabenevento ha parlato con tre persone ma ha usato una sola voce questa mattina nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pianta-Mondosider-area-alluvionale580.jpg"><img class="size-full wp-image-9350 aligncenter" title="Pianta Mondosider area alluvionale580" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pianta-Mondosider-area-alluvionale580.jpg" alt="" width="580" height="594" /></a>Redazione del Vaglio &#8211; Pubblicato il 19 giugno 2012</p>
<p><strong>Basta alla politica per poche famiglie: colpiti ambiente e interesse generale</strong>.<strong> Duro attacco di Altrabenevento a Provincia e Asi per le concessioni fatte: che regalo alla centrale Luminosa e urbanistica paralizzata</strong></p>
<p>Altrabenevento ha parlato con tre persone ma ha usato una sola voce questa mattina nella sala consiliare del Comune di Benevento. Il presidente, Gabriele Corona, e gli altri due noti esponenti del sodalizio ambientalista e contro il malaffare, Sandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti, si sono alternati, in modo ordinato, lasciandosi, l’un l’altra, la parola, man mano che i vari argomenti si susseguivano o meritavano uno specifico approfondimento. Più di un’ora a illustrare dati e documenti forniti, per dire in sostanza che bisogna smetterla a Benevento di usare la politica per tutelare gli interessi di pochi famiglie, lasciando lo spazio rimanente ai vuoti proclami. Anche perché hanno asserito, che si tratta di una delle vicende più vergognose con cui si sono confrontati nella loro attività di denuncia ambientalista e contro il malaffare.</p>
<p><strong> Modifiche all’articolo 17: una disgrazia…</strong></p>
<p>E’ stato posto in essere uno spietato atto di accusa essenzialmente contro la Provincia e il Consorzio Asi (Area di Sviluppo industriale) di Benevento che hanno portato in una situazione di stallo l’approvazione, dopo 30 anni, del Piano Urbanistico Comunale (Puc) di Benevento e del Piano territoriale di Coordinamento Provinciale (Ptcp), per poter dire di sì a un’impresa privata (la Mondosider) che ha chiesto il 29 luglio 2011 l’ampliamento del suo lotto a Ponte Valentino. In base a un contratto stipulato il 14 marzo dell’anno scorso tra tale impresa e l’Asi.</p>
<p>Per gli ambientalisti, la Provincia e l’Asi (il cui Consorzio è formato da Provincia, Comune e Camera di Commercio di Benevento) non hanno avuto problemi a mettere a rischio una delle poche conquiste, in materia ambientale, diramatasi normativamente dalla Regione Campania, per poi venire prima nel Ptcp e poi nel Puc.</p>
<p>Il riferimento è al colpo alla tutela di quei corridoi ecologici contenuto nelle ultime modifiche all’articolo 17 delle Norme Tecniche di Attuazione del Ptcp, decise dalla Rocca dei Rettori. Modifiche che, per di più, potrebbero dare una mano al temuto insediamento di una centrale a turbogas, proprio nell’area Asi, avversata da tutti: ambientalisti, Comune e Provincia di Benevento (perché ritenuta inquinante) che in opposizione hanno in essere anche dei ricorsi al Tar. Delle modifiche pericolose e pure contraddittorie perché mentre toglierebbero un divieto assoluto di nuova edificazione, imporrebbero ad altre aziende, come la Rummo, di delocalizzare alcune parti di quanto già edificato.</p>
<p><strong>Meglio presto che mai!</strong></p>
<p>Altrabenevento ha spiegato innanzitutto il perché di tanta insistenza, perché ora si sta decidendo la pianificazione urbanistica e ora bisogna intervenire, prevenendo gli errori irrimediabili poi. Del resto, hanno aggiunto Corona, Fioretti e Sandrucci, della materia così importante per la società e il territorio dovrebbero interessarsi tutte le forze sociali e politiche, mentre si è dovuto notare un disinteresse pressoché generale.</p>
<p>A cominciare dalle forze di opposizione di centrodestra che, prima, hanno disertato l’attento esame del PUC di Benevento in Consiglio, nel luglio 2011 quando venne discussa l’adozione, annunciando allora di contestarne, poi, in radice, la legittimità con un ricorso al Tar, un ricorso che però non c’è stato, compiendo così una diserzione totale dalla propria funzione di controllo.</p>
<p>Uno dei bersagli prescelti, però, è stato l’assessore provinciale all’Ambiente Gianluca Aceto, con il quale Altrabenevento da tempo è in polemica, rinfocolatasi ora con le modifiche apportate dalla Giunta Provinciale al Ptcp che per gli ambientalisti sono state la causa primaria del pericoloso pantano in cui gli enti si sono immersi.</p>
<p><strong> Dal divieto assoluto alla possibile edificazione</strong></p>
<p>Sotto esame l’articolo 17 delle Norme Tecniche d’Attuazione del Piano Territoriale. Prevedeva, nella sua ultima versione del 2009, adottata in Giunta Provinciale il 16 luglio 2010, il divieto di edificazione nei corridoi ecologici. Nella recentissima nuova adozione dalla stessa Giunta Provinciale, il 29 maggio 2012, per Altrabenevento, consente l’edificazione sia agricola che industriale.</p>
<p>Lo stesso articolo al comma 4 ribadisce la possibilità di nuove edificazioni nelle zone industriali già infrastrutturate (Pip e Ai) e consente ai Comuni di ridurre la profondità della fascia di rispetto fluviale ‘per finalità di particolare rilevanza’.</p>
<p>Pertanto il Ptcp – ora – consente l’edificazione, sia nel lotto assegnato alla Luminosa sia in quello acquistato dalla Mondosider, nonostante il divieto posto dall’Autorità Ambientale della Regione Campania, con il decreto n. 332 del 17 marzo 2010. Tale decreto stralciava la zona precedentemente destinata ad altra destinazione e la riclassificava come zona E1, area di tutela ambientale mirata “e non agricola come erroneamente hanno dichiarato Aceto e il presidente dell’Asi Luigi Diego Perifano”.</p>
<p><strong> Puc da compatibile o incompatibile</strong></p>
<p>Tale area era così rientrata nel corridoio ecologico e comprendeva sia il lotto della Luminosa che il lotto venduto dall’Asi alla Mondosider il 14 marzo 2011, a 475mila euro, pagabili a rate in 8 anni. A queste prescrizioni e modifiche volute dalla Regione s’è conformato il Puc del Comune di Benevento, ora all’esame della Provincia per la verifica di compatibilità con il Ptcp, strumento di pianificazione sovraordinata.</p>
<p>E il Puc questa compatibilità con il Ptcp l’aveva, almeno fino a quando il 29 maggio scorso, tale Ptcp è stato modificato dalla Giunta Provinciale! Secondo Altrabenevento la vicenda è a dir poco paradossale.</p>
<p><strong>Il paradosso della Conferenza o la Conferenza paradossale</strong></p>
<p>La Provincia ad aprile ha convocato per il 4 giugno la Conferenza di servizi con il Comune per verificare la conformità del Puc con il suo Ptcp, ma il 29 maggio ha cambiato il Ptcp rendendo così incompatibile in Puc che, prima di tale modifica, compatibile lo era!</p>
<p>Oltre ai danni paventati per i corridoi ecologici e per la vicenda Luminosa, le modifiche della provincia al Ptcp sospenderanno il processo di approvazione del Puc, fino alla definitiva approvazione del Ptcp (che, ricordiamolo, deve ancora andare in Consiglio Provinciale) e che comunque potrà dirsi avvenuta solo a seguito del procedimento di approvazione regionale. E ricordiamo anche che contro le prescrizioni, in materia di corridoi ecologici dell’Autorità ambientale regionale, il Ptcp, nella ultima versione ritoccata, cozza. Un macello, insomma, per non complicare o fa saltare l’affare Asi-Mondosider.</p>
<p><strong>Corridoi? Ristretti!</strong></p>
<p>L’Asi infatti, a detta di Altrabenevento, completamente assente fino a queste ultime settimane nel processo di creazione del Ptcp, improvvisamente (il 24 aprile 2012 con il commissario Diasco) è intervenuta per chiedere che il Ptcp cambi per consentire alla Mondosider di ampliare la propria struttura. Autorizzando la edificazione dove l’articolo 17 prima versione del Ptcp, il Puc e le norme regionali sui corridoi ecologici non lo consentono, cioè, a meno di 300 metri dalla sponda del fiume Tammaro alla confluenza con Il Calore.</p>
<p>ppure, ricorda Altrabenevento che la tematica dei corridoi ecologici è decisiva: la biodiversità la si salva se di fronteggia la minaccia derivante dalla separazione fisica tra le popolazioni animali o vegetali rappresentata dalla barriere reali lineari (strade, ferrovie), barriere diffuse (città aree industriali) oppure dalla mancanza o dalla scarsa efficacia di aree naturali di collegamento. In tal senso, i fiumi sono i principali corridoi della rete ecologica.</p>
<p>a, denunciano Sandrucci, Fioretti e Corona, per gli amministratori pubblici chiamati in causa, Mondosider ha precedenza assoluta. Quel capannone si deve fare e pazienza se l’Autorità di bacino e la Protezione Civile, in una simulazione preventiva, di una possibile alluvione hanno stabilito che – già così com’è ora – queollo stabilimento dovrà essere immediatamente evacuato, per quanto è esposto alle piene.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_8565" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Progetto-ampliamento-Mondosider.jpg"><img class="size-medium wp-image-8565" title="Progetto ampliamento Mondosider" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Progetto-ampliamento-Mondosider-300x156.jpg" alt="" width="300" height="156" /></a>
<p class="wp-caption-text">Progetto ampliamento Mondosider</p>
</div>
<p><strong>Un giro intorno al Mondosider</strong></p>
<p>Il presidente Perifano, appena insediatosi, per gli ambientalisti è diventato ancora più pressante del commissario, fino a minacciare di inviare tutti gli atti relativi all’applicazione dei Piani urbanistici alla Regione per l’annullamento (dimenticando che Provincia e Comune sono parte fondamentale del Consorzio). E la Provincia si è lasciata persuadere, non il Comune, sebbene con una timida resistenza.</p>
<p>Chiede Altrabenevento: possono gli interessi di un singolo privato arrivare a prevalere e fino a questo punto sugli interessi diffusi e generali di Comue, Provincia e dell’ambiente?</p>
<p>Se si arriva a tanto qualcosa di strano vi deve essere. E allora Altrabenevento s’è andata a rivedere la storia di quel capannone, originariamente della Tari che realizzava profilati in plastica. Ebbe un cospicuo finanziamento (450mila euro) ai primi degli anni 2000 dalla Artigiancasse ma poi si fermò.</p>
<p>Ed è diventato oggetto di un’azione di pignoramento da parte della medesima Artigiancasse e di alcuni creditori privati (tre banche). Asi si è opposta al pignoramento e dopo tre anni di inattività, ai sensi della legge 448, ha d’imperio acquisito lotto e capannone. L’Asi ha poi, con una vendita diretta, venduto a 475 mila euro quel capannone a Mondosider in data 14 marzo 2011, affermando di aver piena titolarità sul bene e che l’ipoteca originariamente iscritta e il processo per il pignoramento di Artigiancasse e altri non avrebbe portato conseguenze (sullo stesso il giudice dell’esecuzione deciderà il prossimo 6 luglio). In ogni caso l’Asi, accantonando una somma di 600mila euro, ha garantito Mondosider manlevandola da ogni successivo sviluppo negativo.</p>
<p>Altrabenevento non ha omesso di far notare tutto quello che accadde il 29. 7. 2011, due giorni dopo l’adozione in Consiglio Comunale del Puc di Benevento che già inseriva l’area dove Mondosider vorrebbe espandersi nel corridoio ecologico. Ebbene, quel dì, Mondosider chiese all’Asi parere favorevole all’ampliamento, qualche ora dopo ci fu un’istruttoria favorevole presentata all’allora commissario che immediatamente si determinò a concederlo. Con questo parere favorevole, sempre il 29 luglio, Mondosider chiese al Comune l’ampliamento. Altrabenevento ha tenuto comunque a dire che l’attività di Mondosider da quando ha acquisito il lotto e il capannone non è iniziata.</p>
<p><strong> 3,2 milioni per urbanizzare… un campo di foraggio!</strong></p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/GIUSEPPE-RILLO-direttore-consorzio-ASI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5432" title="GIUSEPPE RILLO - direttore consorzio ASI" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/GIUSEPPE-RILLO-direttore-consorzio-ASI-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Altrabenevento ha confutato anche un’altra asserita affermazione di Perifano sull’aver l’Asi speso 3,2 milioni di euro per aver urbanizzato l’area ora destinata a corridoio ecologico. E che proprio lì vi dovrebbe costruire anche una cittadella dell’artigianato. Per Altrabenevento lì c’è solo campagna e coltivazioni di foraggio. E per di più ci sono decine di lotti più lontani che potrebbero essere presi in alternativa. Non va fatta confusione, quindi, perché la nuova delimitazione dei corridoi ecologici non riguarda tutta l’area industriale di Ponte Valentino, ma ma solo una fascia.</p>
<p>Perifano per Altrabenevento ha detto due grandi inesattezze: che le modifiche non renderanno possibile la costruzione della centrale e che non era mai stato rilasciata un’autorizzazione per l’uso del depuratore alla Luminosa. In realtà, l’Asi ben sa il contrario, per gli ambientalisti, e la Provincia l’autorizzò, ma solo a patto che i suoi reflui non venissero indiscriminatamente confusi con gli altri delle altre aziende. Questione emersa anche nella prima decisione di un Tar sulla vicenda Luminosa sul ricorso del Wwf.</p>
<p>Come se ne esce? Per Altrabenevento non v’è dubbio: facendo prevalere l’interesse generale e innanzitutto tutelando l’ambiente. E quindi: l’Asi deve revocare il lotto alla Luminosa, nel frattempo dimostrando che il gas prodotto dalla Luminosa non servirebbe il calore/vapore a più della metà delle aziende dell’area, e impedendo congiuntamente (Provincia e Asi) alla Luminosa di poter utilizzare il depuratore.</p>
<p>**********************************</p>
<p>Da Il Quaderno del 19/06/2012 ore 16:57:31</p>
<p><a href="http://www.ilquaderno.it/altrabenevento-muso-duro-con-asi-provincia-puc-bloccato-luminosa-puo-agire-73614.html"><strong>Altrabenevento a muso duro con Asi e Provincia: &#8216;Puc bloccato, Luminosa puo&#8217; agire&#8217;</strong></a></p>
<p>di Gaetano Vessichelli</p>
<p>***************************************</p>
<p>Gazzetta di Benevento, 19-06-2012</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=46637"><strong>Adesso si stabiliscono le regole degli interventi sui territori ed è questo il momento in cui bisogna occuparsi di queste questioni. Così il presidente di Altrabenevento Gabriele Corona che lamenta l&#8217;assenza, nel dibattito, delle forze politiche sia di maggioranza che di opposizione</strong></a></p>
<p>di Simone Razzano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Conferenza stampa su PTCP, PUC, ASI e Luminosa</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jun 2012 11:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale turbogas]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Urbanistico Comunale]]></category>

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		<description><![CDATA[INVITO. E’ convocata per Martedì 19 giugno, alle ore 11,30, nella sala Consiliare del Comune di Benevento – Via Annunziata &#8211; Palazzo mosti, una Conferenza Stampa sui seguenti argomenti: 1. Le Norme Tecniche di Attuazione del PTCP che l’assessore provinciale Gianluca Aceto non riesce a leggere e che nel “corridoio ecologico” di Ponte Valentino, prevedono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pubblicit%C3%A0-Luminosa-quotidiani.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5182" title="Pubblicità Luminosa quotidiani" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pubblicit%C3%A0-Luminosa-quotidiani.jpg" alt="" width="550" height="282" /></a>INVITO.</p>
<p><strong>E’ convocata per Martedì 19 giugno, alle ore 11,30,</strong> nella sala Consiliare del Comune di Benevento – Via Annunziata &#8211; Palazzo mosti, una Conferenza Stampa sui seguenti argomenti:</p>
<p>1. Le Norme Tecniche di Attuazione del PTCP che l’assessore provinciale <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9364">Gianluca Aceto non riesce a leggere </a>e che nel “corridoio ecologico” di Ponte Valentino, prevedono, tra l’altro, l’abbattimento del pastificio Rummo mentre consentono la costruzione di nuovi stabilimenti.</p>
<p>2. La strana storia del capannone Tary, il suo fallimento, la acquisizione da parte del Consorzio ASI e <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9347">la vendita alla famiglia Varricchio per realizzare Mondosider.</a></p>
<p>3. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9381">Le misteriose spese del Consorzio ASI per il Villaggio delle PMI</a> e il progetto per costruire, sui lotti industriali, gli alloggi destinati a “giovani coppie che guardano al futuro”.</p>
<p>4. Le <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9397">“favole per sprovveduti” </a>raccontate dal presidente dell’ASI, Luigi Perifano a proposito di Z3, Z4 e la edificazione sul lotto assegnato alla Luminosa.</p>
<p>5. Le autorizzazioni che il direttore dell’ASI, Giuseppe Rillo, conosce bene, rilasciate alla Luminosa per l’uso del depuratore consortile.</p>
<p>Benevento, 15 giugno 2012</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>&nbsp;</p>
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