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	<title>altrabenevento &#187; Giudici e Politici</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Grande festa per il fallimento delle imprese.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 00:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="2816" height="2112" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/camera-commercio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="camera commercio" title="camera commercio" /></p>C<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10110" title="tribunale-benevento1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>omunicato stampa del 13 novembre 2014

Comincia oggi a Benevento in pompa magna, il convegno “Giudici e professionisti: gli attori delle procedure per la crisi d’impresa negli Ordinamenti Europei e Latino Amercani a confronto” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti con il patrocinio e la compartecipazione organizzativa e finanziaria del Comune di Benevento, di altri Enti pubblici, Università, ordini professionali, numerose banche e sponsor privati.

Solo la Camera del Commercio ha contribuito con 43.900 euro ai quali si aggiungono altre decine di migliaia di euro elargiti da altri Enti pubblici e finanziatori vari. Lo scorso anno sempre la Camera del Commercio ha mantenuto il primato delle partecipazioni finanziarie con una spesa di 45.000 mila euro per un convegno sempre sul tema “fallimenti” organizzato dall’Osservatorio Crisi di Imprese costituito da diversi magistrati esperti della materia, rappresentato a Benevento dal dott. Michele Monteleone, presidente della sezione Fallimentare del locale tribunale.

Al convegno di quest’anno l’OCI figura tra i “partecipanti” ma il suo ruolo risulta tanto preminente che il Comune di Benevento nella delibera di patrocinio, per descrivere l’importanza della manifestazione, scrive: “L’Organizzazione dell’evento si avvale dell’attiva collaborazione di un Comitato Scientifico composto da Magistrati del Tribunale di Benevento ….”

Colpisce soprattutto lo sfarzo del programma della tre giorni che prevede, oltre al convegno, cene di gala, due spettacoli teatrali, un concerto jazz e addirittura una festa da ballo.

Era proprio necessario? Considerato il tema, cioè la “crisi delle imprese” che a Benevento determina il fallimento di molte società con vantaggi per i curatori fallimentari e gravi danni per i creditori e i lavoratori licenziati, non sarebbe stato meglio organizzare un solo concerto: una Messa da Requiem ?

E sempre considerando il tema, non poteva essere più sobria la Camera di Commercio con la partecipazione finanziaria garantita con quel famoso tesoretto racimolato proprio con i contributi e le quote delle imprese del Sannio, tutte in grave difficoltà?

Colpisce infine il fatto che una delle cene di gala viene organizzata a Masseria Roseto che viene presentata come “suggestiva dimora restaurata preservando e valorizzando l’antica struttura…”. Evidentemente agli organizzatori è sfuggita la notizia che la stampa ha dato varie volte: per quella masseria il Comune di Benevento ha emesso ordinanza di abbattimento e rimessa in pristino dopo aver contestato vari abusi edilizi. L’autorizzazione per l’attività di Bed &amp; Breakfast è stata annullata e la Procura della Repubblica ha aperto una indagine. Nessuno dei cultori della legalità o dei magistrati organizzatori della manifestazione, relatori o semplici frequentatori, si sente in imbarazzo per la scelta di questa struttura come prestigiosa location di charme, per la festa finale di questa manifestazione?

Per altrabenevento- Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2816" height="2112" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/camera-commercio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="camera commercio" title="camera commercio" /></p>C<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10110" title="tribunale-benevento1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>omunicato stampa del 13 novembre 2014

Comincia oggi a Benevento in pompa magna, il convegno “Giudici e professionisti: gli attori delle procedure per la crisi d’impresa negli Ordinamenti Europei e Latino Amercani a confronto” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti con il patrocinio e la compartecipazione organizzativa e finanziaria del Comune di Benevento, di altri Enti pubblici, Università, ordini professionali, numerose banche e sponsor privati.

Solo la Camera del Commercio ha contribuito con 43.900 euro ai quali si aggiungono altre decine di migliaia di euro elargiti da altri Enti pubblici e finanziatori vari. Lo scorso anno sempre la Camera del Commercio ha mantenuto il primato delle partecipazioni finanziarie con una spesa di 45.000 mila euro per un convegno sempre sul tema “fallimenti” organizzato dall’Osservatorio Crisi di Imprese costituito da diversi magistrati esperti della materia, rappresentato a Benevento dal dott. Michele Monteleone, presidente della sezione Fallimentare del locale tribunale.

Al convegno di quest’anno l’OCI figura tra i “partecipanti” ma il suo ruolo risulta tanto preminente che il Comune di Benevento nella delibera di patrocinio, per descrivere l’importanza della manifestazione, scrive: “L’Organizzazione dell’evento si avvale dell’attiva collaborazione di un Comitato Scientifico composto da Magistrati del Tribunale di Benevento ….”

Colpisce soprattutto lo sfarzo del programma della tre giorni che prevede, oltre al convegno, cene di gala, due spettacoli teatrali, un concerto jazz e addirittura una festa da ballo.

Era proprio necessario? Considerato il tema, cioè la “crisi delle imprese” che a Benevento determina il fallimento di molte società con vantaggi per i curatori fallimentari e gravi danni per i creditori e i lavoratori licenziati, non sarebbe stato meglio organizzare un solo concerto: una Messa da Requiem ?

E sempre considerando il tema, non poteva essere più sobria la Camera di Commercio con la partecipazione finanziaria garantita con quel famoso tesoretto racimolato proprio con i contributi e le quote delle imprese del Sannio, tutte in grave difficoltà?

Colpisce infine il fatto che una delle cene di gala viene organizzata a Masseria Roseto che viene presentata come “suggestiva dimora restaurata preservando e valorizzando l’antica struttura…”. Evidentemente agli organizzatori è sfuggita la notizia che la stampa ha dato varie volte: per quella masseria il Comune di Benevento ha emesso ordinanza di abbattimento e rimessa in pristino dopo aver contestato vari abusi edilizi. L’autorizzazione per l’attività di Bed &amp; Breakfast è stata annullata e la Procura della Repubblica ha aperto una indagine. Nessuno dei cultori della legalità o dei magistrati organizzatori della manifestazione, relatori o semplici frequentatori, si sente in imbarazzo per la scelta di questa struttura come prestigiosa location di charme, per la festa finale di questa manifestazione?

Per altrabenevento- Gabriele Corona

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		<title>Archiviate le infamie di Mastella contro il giudice Clemente. Giornalisti locali distratti</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10342#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2013 14:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Clemente]]></category>
		<category><![CDATA[Clemente Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[I sanniti]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Zamparini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" /></p><p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10343" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L'Udeur lascia la maggioranza" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Comunicato stampa del 1 novembre 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fatto Quotidiano on-line ha pubblicato ieri 31 ottobre l’articolo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/31/nessun-riscontro-archiviata-denuncia-di-mastella-contro-pm-che-indago/761806/" target="_blank">‘Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: nessun riscontro’</a> , a firma di Vincenzo Iurillo. Il quotidiano di Marco Travaglio conferma che il magistrato Antonio Clemente è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di Clemente Mastella. La notizia era già stata data da Altrabenevento alla fine di agosto, quando il magistrato si è trasferito a Roma, ma la stampa locale, e soprattutto i cronisti velinari di giudiziaria, non hanno ritenuto di dover approfondire la questione. Lo ha fatto, come spesso succede per le questioni che imbarazzano i potentati locali, un giornale nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il Fatto, dopo aver esaminato il provvedimento di archiviazione, ha spiegato che l’ex ministro sosteneva di aver ricevuto dal magistrato un’oscena proposta: per non essere rinviato a giudizio per il caso Zamparini, Mastella avrebbe dovuto ritirare la querela presentata contro il fratello giornalista del pubblico ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura Generale di Roma ha esercitato l’azione penale obbligatoria e ha quindi sottoposto il magistrato ad indagine, conclusa con un’archiviazione. Infatti, non sono state trovate conferme, né prove, che riscontrassero le infamanti accuse rivolte da Clemente Mastella al giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex ministro a dicembre del 2011 fu rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra Lonardo, su richiesta del pm Antonio Clemente, con l’accusa di aver incassato una tangente versata da Maurizio Zamparini per favorire l’apertura del centro commerciale i Sanniti a Benevento. Il leader dell’Udeur aveva espresso parole di fuoco contro il pubblico ministero, commentando così ad una televisione privata il suo rinvio a giudizio: “<em>E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie’</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo ad Antonio Clemente fu impedito di sostenere le accuse nei processi ipermercato Zamparini e manifestazioni “Quattro notti e più di luna piena”, che vedono imputati il parlamentare europeo e la sua famiglia per vari reati.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa locale si limitò allora a dare la versione ufficiale, quella della ‘rinuncia volontaria’ da parte del magistrato a seguire quei processi. Solo Altrabenevento continuò a sostenere che quella decisione fosse connessa all’ira di Mastella. Adesso anche dagli atti giudiziari, che hanno dimostrato la totale estraneità di Clemente alle accuse rivoltegli dall’ex-guardiasigilli, arriva la conferma che quel magistrato è stato sottoposto a denunce ed esposti, oltre che lettere anonime e minacce, per la sua tenace attività investigativa contro la corruzione. Il magistrato è stato quindi costretto a lasciare l’incarico a Benevento e scegliere la capitale per continuare a svolgere il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica. Adesso i suoi colleghi magistrati beneventani, tranne quelli che hanno espresso solidarietà a Mastella per “l’ingiusto” rinvio a giudizio, dovrebbero esprimere una valutazione su questa pagina vergognosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Altrabenevento - Gabriele Corona</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" /></p><p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10343" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L'Udeur lascia la maggioranza" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Comunicato stampa del 1 novembre 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fatto Quotidiano on-line ha pubblicato ieri 31 ottobre l’articolo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/31/nessun-riscontro-archiviata-denuncia-di-mastella-contro-pm-che-indago/761806/" target="_blank">‘Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: nessun riscontro’</a> , a firma di Vincenzo Iurillo. Il quotidiano di Marco Travaglio conferma che il magistrato Antonio Clemente è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di Clemente Mastella. La notizia era già stata data da Altrabenevento alla fine di agosto, quando il magistrato si è trasferito a Roma, ma la stampa locale, e soprattutto i cronisti velinari di giudiziaria, non hanno ritenuto di dover approfondire la questione. Lo ha fatto, come spesso succede per le questioni che imbarazzano i potentati locali, un giornale nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il Fatto, dopo aver esaminato il provvedimento di archiviazione, ha spiegato che l’ex ministro sosteneva di aver ricevuto dal magistrato un’oscena proposta: per non essere rinviato a giudizio per il caso Zamparini, Mastella avrebbe dovuto ritirare la querela presentata contro il fratello giornalista del pubblico ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura Generale di Roma ha esercitato l’azione penale obbligatoria e ha quindi sottoposto il magistrato ad indagine, conclusa con un’archiviazione. Infatti, non sono state trovate conferme, né prove, che riscontrassero le infamanti accuse rivolte da Clemente Mastella al giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex ministro a dicembre del 2011 fu rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra Lonardo, su richiesta del pm Antonio Clemente, con l’accusa di aver incassato una tangente versata da Maurizio Zamparini per favorire l’apertura del centro commerciale i Sanniti a Benevento. Il leader dell’Udeur aveva espresso parole di fuoco contro il pubblico ministero, commentando così ad una televisione privata il suo rinvio a giudizio: “<em>E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie’</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo ad Antonio Clemente fu impedito di sostenere le accuse nei processi ipermercato Zamparini e manifestazioni “Quattro notti e più di luna piena”, che vedono imputati il parlamentare europeo e la sua famiglia per vari reati.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa locale si limitò allora a dare la versione ufficiale, quella della ‘rinuncia volontaria’ da parte del magistrato a seguire quei processi. Solo Altrabenevento continuò a sostenere che quella decisione fosse connessa all’ira di Mastella. Adesso anche dagli atti giudiziari, che hanno dimostrato la totale estraneità di Clemente alle accuse rivoltegli dall’ex-guardiasigilli, arriva la conferma che quel magistrato è stato sottoposto a denunce ed esposti, oltre che lettere anonime e minacce, per la sua tenace attività investigativa contro la corruzione. Il magistrato è stato quindi costretto a lasciare l’incarico a Benevento e scegliere la capitale per continuare a svolgere il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica. Adesso i suoi colleghi magistrati beneventani, tranne quelli che hanno espresso solidarietà a Mastella per “l’ingiusto” rinvio a giudizio, dovrebbero esprimere una valutazione su questa pagina vergognosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Altrabenevento - Gabriele Corona</p>]]></content:encoded>
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		<title>Indagini sui concorsi al Comune di Benevento, la magistratura non comprende.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 22:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dentro palazzo mosti" title="dentro palazzo mosti" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10267" title="dentro palazzo mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Slai Cobas- Comunicato stampa del 3 luglio 2013

<strong>Provvedimenti giudiziari per tre concorsi al Comune di Benevento: la magistratura lavora per compartimenti stagni e non comprende che cosa succede veramente.</strong>

Il provvedimento giudiziario che ha portato agli arresti del vice segretario del Comune di Benevento, dirigente del Settore Finanze e Personale, Andrea Lanzalone, non è l’atto di conclusioni delle indagini ma contiene già elementi sufficienti per comprendere il quadro delle accuse relative alla gestione illecita di tre concorsi per l’assunzione di dirigenti, tecnici e direttivi amministrativi.

Sono gli stessi concorsi contestati a più riprese dallo SLAI COBAS e bloccati dal sindaco anche su nostre specifiche richieste.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, rappresenta efficacemente il “disegno criminoso” fatto di nomine illegittime nelle commissioni di concorso, falsi, minacce e pressioni a carico di alcune dipendenti, per favorire le nomine e gli incarichi a vantaggio di altre, anche in cambio di “prestazioni affettive”.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Flavio Cusani, stravolge il quadro accusatorio, ritenendo improbabili o non provate le relazioni amorose tra Lanzalone ed alcune funzionarie comunali favorite dal super dirigente, e considera “gravi indizi di colpevolezza” solo i fatti relativi al tentativo di “aiutare” la cognata dell’assessore Cosimo Lepore.

Così facendo, cioè considerando i fatti per capi di accusa totalmente scollegati o esaminati in indagini affidate a magistrati diversi, la magistratura beneventana rischia di non comprendere affatto che cosa succede veramente nel Comune di Benevento. Infatti, per accertare davvero qual è l’intricata rete di relazioni personali e scambi di favori in cambio di prestazioni di vario tipo, bisogna considerare anche altri elementi che pur emergono da denunce e segnalazioni, per esempio quelle relative agli incarichi senza gara di appalto alla ditta del fratello di una ex dirigente del Comune, oppure le nomine affettuate a seguito dei Concorsi interni, pure quelli oggetto di apposito dossier dello SLAI COBAS, e ancora i compensi scandalosi per il PRUSST.

Naturalmente, noi rimaniamo a disposizione degli organi investigativi interessati ad approfondire le questioni citate.

Intanto prendiamo atto con soddisfazione che il P.M. Antonio Clemente ha inviato copia del provvedimento giudiziario emesso ieri, al sindaco di Benevento affinchè, indipendentemente dai reati penali che sono di natura personale, si provveda a contestare le palesi illegimità con i conseguenti provvedimenti disciplinari a carico di dirigenti e funzionari dell’Ente.

Le responsabilità politiche ed amministrative sono però già chiare e necessitano di atti conseguenziali. Non è più possibile continuare a disquisire sui dirigenti dall’intelligenza luciferina capaci di abbindolare gli amministratori, oppure su politici furbi che usano i funzionari per atti illegittimi, o ancora sulla guerra dei ricatti incrociati degli uni contro gli altri per il proprio tornaconto.

Comunque il risultato non cambia: questi amministratori, di maggioranza o ex maggioranza ora all’opposizione, collusi o incapaci, devono dimettersi. Poi sarà necessario, però, fare in modo che il commissariamento non dia ancor più potere a funzionari disonesti.

&nbsp;

Per il coordinamento – Alberto Zollo e Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dentro palazzo mosti" title="dentro palazzo mosti" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10267" title="dentro palazzo mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Slai Cobas- Comunicato stampa del 3 luglio 2013

<strong>Provvedimenti giudiziari per tre concorsi al Comune di Benevento: la magistratura lavora per compartimenti stagni e non comprende che cosa succede veramente.</strong>

Il provvedimento giudiziario che ha portato agli arresti del vice segretario del Comune di Benevento, dirigente del Settore Finanze e Personale, Andrea Lanzalone, non è l’atto di conclusioni delle indagini ma contiene già elementi sufficienti per comprendere il quadro delle accuse relative alla gestione illecita di tre concorsi per l’assunzione di dirigenti, tecnici e direttivi amministrativi.

Sono gli stessi concorsi contestati a più riprese dallo SLAI COBAS e bloccati dal sindaco anche su nostre specifiche richieste.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, rappresenta efficacemente il “disegno criminoso” fatto di nomine illegittime nelle commissioni di concorso, falsi, minacce e pressioni a carico di alcune dipendenti, per favorire le nomine e gli incarichi a vantaggio di altre, anche in cambio di “prestazioni affettive”.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Flavio Cusani, stravolge il quadro accusatorio, ritenendo improbabili o non provate le relazioni amorose tra Lanzalone ed alcune funzionarie comunali favorite dal super dirigente, e considera “gravi indizi di colpevolezza” solo i fatti relativi al tentativo di “aiutare” la cognata dell’assessore Cosimo Lepore.

Così facendo, cioè considerando i fatti per capi di accusa totalmente scollegati o esaminati in indagini affidate a magistrati diversi, la magistratura beneventana rischia di non comprendere affatto che cosa succede veramente nel Comune di Benevento. Infatti, per accertare davvero qual è l’intricata rete di relazioni personali e scambi di favori in cambio di prestazioni di vario tipo, bisogna considerare anche altri elementi che pur emergono da denunce e segnalazioni, per esempio quelle relative agli incarichi senza gara di appalto alla ditta del fratello di una ex dirigente del Comune, oppure le nomine affettuate a seguito dei Concorsi interni, pure quelli oggetto di apposito dossier dello SLAI COBAS, e ancora i compensi scandalosi per il PRUSST.

Naturalmente, noi rimaniamo a disposizione degli organi investigativi interessati ad approfondire le questioni citate.

Intanto prendiamo atto con soddisfazione che il P.M. Antonio Clemente ha inviato copia del provvedimento giudiziario emesso ieri, al sindaco di Benevento affinchè, indipendentemente dai reati penali che sono di natura personale, si provveda a contestare le palesi illegimità con i conseguenti provvedimenti disciplinari a carico di dirigenti e funzionari dell’Ente.

Le responsabilità politiche ed amministrative sono però già chiare e necessitano di atti conseguenziali. Non è più possibile continuare a disquisire sui dirigenti dall’intelligenza luciferina capaci di abbindolare gli amministratori, oppure su politici furbi che usano i funzionari per atti illegittimi, o ancora sulla guerra dei ricatti incrociati degli uni contro gli altri per il proprio tornaconto.

Comunque il risultato non cambia: questi amministratori, di maggioranza o ex maggioranza ora all’opposizione, collusi o incapaci, devono dimettersi. Poi sarà necessario, però, fare in modo che il commissariamento non dia ancor più potere a funzionari disonesti.

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Per il coordinamento – Alberto Zollo e Gabriele Corona

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&nbsp;]]></content:encoded>
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		<title>Ingroia deve lasciare la politica per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella che coinvolge diversi magistrati.</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10215#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><img width="738" height="462" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio_ingroia1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio_ingroia1" title="antonio_ingroia1" /></p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Comunicato stampa del 22 maggio 2013</span></p>
<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10217" title="Ingroia Benevento Palazzo Mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>Ingroia dovrebbe rinunciare al ruolo di leader politico e fondare un movimento culturale per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella di troppi magistrati. </span></strong>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"> Nicola Sguera con una nota alla stampa, commentando le dichiarazioni rese lunedì scorso a Benevento da Antonio Ingroia, ha evidenziato che egli rimane un fondamentale punto di riferimento per la lotta alla mafia mentre appare veramente un “pesce fuor d’acqua” quando tenta di fare il politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Condivido totalmente il giudizio di Nicola e aggiungo che Ingroia in questo momento rischia di non rafforzare il movimento contro la criminalità e il malaffare, un pò sbandato, come lo è sinceramente una parte dell’opinione pubblica, per la confusione di ruoli tra il magistrato in carica e il leader politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">L’insuccesso della Lista Rivoluzione Civile che non è riuscita a raggiungere il quorum pur in presenza di un voto di protesta diffuso (25% solo al Movimento Cinque Stelle), è dovuto soprattutto alle ingenuità di Ingroia che ha tentato di mettere insieme movimenti e partiti senza neppure riuscire a controllare chi erano i suoi candidati locali e che posizione assumevano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Poche ore prima della chiusura delle liste ritirai la mia disponibilità alla candidatura in Rivoluzione Civile perchè il segretario di Italia dei Valori, che invece è stato candidato con quella lista, non volle neppure affrontare in un dibattito pubblico la discussione sulla necessità di uscire dalla maggioranza del Comune di Benevento a seguito delle note vicende giuziarie su gravi episodi di corruzione. Lunedì scorso Ingroia nella conferenza stampa a Palazzo Mosti, ha sottolienato che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>gli amministratori pubblici a seguito di indagini di questa natura, </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">dovrebbero dimettersi per “responsabilità politiche” indipendentemente dalle responsabilità penali, ma non ha spiegato perchè non fu questa la posizione assunta dalla sua Lista a Benevento durante la campagna elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Dopo il clamoroso insuccesso, Rivoluzione Civile caratterizzata e condizionata dalla presenza di Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, si trasforma in Azione Civile per marcare la distanza dai partiti. Però non disdegna di accogliere trombati dal sistema dei partiti in cerca di riciclaggio, con una linea politica confusa e contraddittoria perchè non punta davvero sui movimenti ma spera di aggregare pezzi di Partito Democratico<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e SEL con una operazione vecchia e già vista molte volte nella sinistra italiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con tutta franchezza non credo che Antonio Ingroia sia l’uomo politico giusto per questo tentativo destinato all’insuccesso, credo che egli dovrebbe fondare e coordinare un grande movimento culturale sulla lotta alla mafia e alla corruzione che ultimamente si sta perdendo nelle varie cerimonie, buone per tutti, sul rispetto della legalità da parte di associazioni troppo alla ricerca di finanziamenti pubblici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con un movimento di questa natura Ingroia potrebbe occuparsi, ad esempio, anche dei tanti, troppi casi di corruzione tra i magistrati, soprattutto quelli coinvolti in vicende della P3 o della P4 o della Operazione Malta che hanno riguardato e riguardano ancora questa “provincia tranquilla”, oppure <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>delle particolari relazioni tra politici e vicende giudiziarie che da sempre fanno discutere nel Tribunale di Benevento dove le incompatibilità vengono stanamente contestate solo ad alcuni. Non credo che di queste cose Ingroia si potà mai occupare con Azione Civile considerato che i vertici regionali su queste vicende sono sempre stati assenti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: right; line-height: normal;" align="right"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Per Altrabenevento- Gabriele Corona</span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="738" height="462" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio_ingroia1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio_ingroia1" title="antonio_ingroia1" /></p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Comunicato stampa del 22 maggio 2013</span></p>
<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10217" title="Ingroia Benevento Palazzo Mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>Ingroia dovrebbe rinunciare al ruolo di leader politico e fondare un movimento culturale per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella di troppi magistrati. </span></strong>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"> Nicola Sguera con una nota alla stampa, commentando le dichiarazioni rese lunedì scorso a Benevento da Antonio Ingroia, ha evidenziato che egli rimane un fondamentale punto di riferimento per la lotta alla mafia mentre appare veramente un “pesce fuor d’acqua” quando tenta di fare il politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Condivido totalmente il giudizio di Nicola e aggiungo che Ingroia in questo momento rischia di non rafforzare il movimento contro la criminalità e il malaffare, un pò sbandato, come lo è sinceramente una parte dell’opinione pubblica, per la confusione di ruoli tra il magistrato in carica e il leader politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">L’insuccesso della Lista Rivoluzione Civile che non è riuscita a raggiungere il quorum pur in presenza di un voto di protesta diffuso (25% solo al Movimento Cinque Stelle), è dovuto soprattutto alle ingenuità di Ingroia che ha tentato di mettere insieme movimenti e partiti senza neppure riuscire a controllare chi erano i suoi candidati locali e che posizione assumevano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Poche ore prima della chiusura delle liste ritirai la mia disponibilità alla candidatura in Rivoluzione Civile perchè il segretario di Italia dei Valori, che invece è stato candidato con quella lista, non volle neppure affrontare in un dibattito pubblico la discussione sulla necessità di uscire dalla maggioranza del Comune di Benevento a seguito delle note vicende giuziarie su gravi episodi di corruzione. Lunedì scorso Ingroia nella conferenza stampa a Palazzo Mosti, ha sottolienato che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>gli amministratori pubblici a seguito di indagini di questa natura, </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">dovrebbero dimettersi per “responsabilità politiche” indipendentemente dalle responsabilità penali, ma non ha spiegato perchè non fu questa la posizione assunta dalla sua Lista a Benevento durante la campagna elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Dopo il clamoroso insuccesso, Rivoluzione Civile caratterizzata e condizionata dalla presenza di Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, si trasforma in Azione Civile per marcare la distanza dai partiti. Però non disdegna di accogliere trombati dal sistema dei partiti in cerca di riciclaggio, con una linea politica confusa e contraddittoria perchè non punta davvero sui movimenti ma spera di aggregare pezzi di Partito Democratico<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e SEL con una operazione vecchia e già vista molte volte nella sinistra italiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con tutta franchezza non credo che Antonio Ingroia sia l’uomo politico giusto per questo tentativo destinato all’insuccesso, credo che egli dovrebbe fondare e coordinare un grande movimento culturale sulla lotta alla mafia e alla corruzione che ultimamente si sta perdendo nelle varie cerimonie, buone per tutti, sul rispetto della legalità da parte di associazioni troppo alla ricerca di finanziamenti pubblici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con un movimento di questa natura Ingroia potrebbe occuparsi, ad esempio, anche dei tanti, troppi casi di corruzione tra i magistrati, soprattutto quelli coinvolti in vicende della P3 o della P4 o della Operazione Malta che hanno riguardato e riguardano ancora questa “provincia tranquilla”, oppure <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>delle particolari relazioni tra politici e vicende giudiziarie che da sempre fanno discutere nel Tribunale di Benevento dove le incompatibilità vengono stanamente contestate solo ad alcuni. Non credo che di queste cose Ingroia si potà mai occupare con Azione Civile considerato che i vertici regionali su queste vicende sono sempre stati assenti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: right; line-height: normal;" align="right"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Per Altrabenevento- Gabriele Corona</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Trattativa stato-mafia, Del Basso De Caro è l&#8217;avvocato o il &#8220;testimone politico&#8221; di Mancino?</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 16:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Sannio Quotidiano del 22 agosto 2012 Nicola Mancino, rinviato a giudizio per falsa testimonianza sulla trattativa stato-mafia, sceglie come avvocato Umberto Del Basso De Caro. di Teresa Ferragamo E’ cominciata a Circello la rassegna di cineforum sul tema: “Senza memoria non c’è futuro” organizzata dalla associazione Cercellum. Ieri l’altro (20 agosto) la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7472" title="UMBERTO DEL BASSO DE CARO" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 22 agosto 2012</p>
<p><strong>Nicola Mancino, rinviato a giudizio per falsa testimonianza sulla trattativa stato-mafia, sceglie come avvocato Umberto Del Basso De Caro.</strong></p>
<p>di Teresa Ferragamo</p>
<p>E’ cominciata a Circello la rassegna di cineforum sul tema: “Senza memoria non c’è futuro” organizzata dalla associazione Cercellum. Ieri l’altro (20 agosto) la prima serata dedicata ad un approfondimento sul meta della trattativa stato-mafia con la proiezione del film “La Mattanza” di Carlo Lucarelli introdotto da un intervento di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento il quale ha avuto modo di soffermarsi anche sui recenti provvedimenti della Procura di Palermo che ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex colonnello dei carabineri, Mario Mori ed altri 11 tra capi di Cosa Nostra e politici per la trattativa stato-mafia. Corona si è anche soffermato sulla posizione processuale di Nicola Mancino, ex Ministro dell’Interno nominato subito dopo la uccisione di Falcone, accusato di falsa testimonianza per aver dichiarato di non essere a conoscenza della trattativa. Mancino è difeso dall’avvocato Umberto del Basso De Caro.</p>
<p>Ecco la sua dichiarazione:</p>
<p>“Francesco Messineo, il procuratore capo della Repubblica di Palermo di recente, smentendo le malelingue, ha confermato il pieno sostegno ai magistrati del suo ufficio che hanno chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio degli alti ufficiali dei carabinieri, Mario Mori, Giuseppe De Donni e Antonio Subranni, dei politici Marcello Dell’Utri, Calogero Mannino e Nicola Mancino, dei capi clan Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Leoluca Bagarella, Nino Cinà, Giovanni Brusca, per la cosiddetta trattativa stato-mafia.</p>
<p>I fatti sono oramai noti da tempo e si intrecciano con la morte di Falcone e Borsellino, la revisione del carcere duro per 441 mafiosi, il sistema del “tavolino a tre gambe” per la spartizione degli appalti tra politici, capi clan e imprese di costruzioni.</p>
<p>L’ex vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino è però accusato solo di falsa testimonianza per aver dichiarato ai magistrati di non essere a conoscenza della trattativa. Addirittura Mancino ha sostenuto di non ricordare affatto di aver incontrato Paolo Borsellino, 15 giorni dopo l’uccisione di Giovanni Falcone, e quindi di non aver presente che il magistrato gli avesse riferito di una inquietante “negoziato” in atto tra uomini dello stato e la mafia. L’affermazione meraviglia perchè in quei giorni, dopo la strage di Capaci, tutti sapevano chi erano e come erano fatti, i due magistrati uccisi dalla mafia e quindi è difficile immaginare che proprio il Ministro degli Interni, Nicola Mancino, non avesse riconosciuto Borsellino o non lo avesse affatto ascoltato quando gli parlava di questa “bazzecola”.</p>
<p>Sono ancora più sorprendenti le dichiarazioni del legale di Mancino, l’avvocato Umberto Del Basso De Caro, rilasciate agli inizi di questo mese alla emittente televisiva, canale 58 di Ariano Irpino.</p>
<p>Il consigliere regionale del PD, infatti, ha ricordato che Mancino era stato da poco nominato ministro degli Interni, in sostituzione di Vincenzo Scotti, e quindi di aver incontrato molte persone che passavano a salutarlo o fargli gli auguri e quindi è possibile che non ricordasse, tra i tanti, Paolo Borsellino. E’ vero che in quei giorni il governo aveva revocato l’incarico a Scotti e anche quello al ministro della Giustizia, Claudio Martelli (sostituito con Giovanni Conso) perché, a quanto sembra, ritenuti troppo determinati nella lotta alla mafia, ma rimane comunque il fatto che un uomo politico navigato, come era già all’epoca, Nicola Mancino non poteva confondere Borsellino con un qualunque personaggio passato a rendergli omaggio.</p>
<p>Del Basso poi, rispondendo ad una domanda del suo intervistatore Gianni Raviele, anche lui buon amico di Mancino, ha affermato che a suo avviso, la trattativa stato-mafia non c’è stata affatto e se l’ex colonnello Mori incontrò i capi clan, lo fece solo per sua autonoma iniziativa.</p>
<p>Ha quindi tuonato contro Antonio Ingroia, sostenendo che le conclusioni della sua indagine non si possono definire neppure come “teorema giudiziario” perché si tratterebbe solo una manifestazione onirica, cioè un sogno, o meglio di un incubo. Ha citato a tal proposito proprio le presunte divergenze del famoso magistrato con il capo della Procura, Messineo, poi smentite dai fatti.</p>
<p>Infine il noto avvocato e politico beneventano, ha dichiarato che l’azione giudiziaria è stata fortemente condizionata dal fatto che sia Scotti che Martelli, erano notoriamente avversari politici di Mancino. Come a dire che le dichiarazioni dei due ex ministri sono state dettate da risentimento e quindi che il problema non è “processuale” bensì politico. E per questo Mancino si affidato a Del Basso De Caro, che oltre ad essere un conosciuto ed esperto avvocato, è anche uomo politico navigato che ha vissuto quegli anni in prima fila a fianco di Craxi?”</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettere anonime per diffamare il magistrato Antonio Clemente e intimidire Altrabenevento.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 23:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato stampa del 11 agosto 2012 Nella cassetta della posta di Altrabenevento troviamo mediamente tre lettere anonime ogni mese. In genere denunciano casi veri di corruzione che riguardano appalti, concorsi o gare per la forniture di servizi da parte di diverse amministrazioni pubbliche di Benevento e dei paesi della provincia, ma dagli inizi dell’anno riceviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/parte-di-lettera-non-tanto-anonima.jpg"><img class="size-full wp-image-9550 aligncenter" title="parte di lettera non tanto anonima" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/parte-di-lettera-non-tanto-anonima.jpg" alt="" width="560" height="176" /></a>Comunicato stampa del 11 agosto 2012</p>
<p>Nella cassetta della posta di Altrabenevento troviamo mediamente tre lettere anonime ogni mese. In genere denunciano casi veri di corruzione che riguardano appalti, concorsi o gare per la forniture di servizi da parte di diverse amministrazioni pubbliche di Benevento e dei paesi della provincia, ma dagli inizi dell’anno riceviamo anche lettere di minacce o di insulti per la nostra attività contro il malaffare. <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Lettera-non-tanto-anonima.pdf">Questa è l&#8217;ultima spedita l&#8217;11 luglio </a>e consegnata una settimana dopo nella cassetta della posta del mio domicilio in una busta a me indirizzata e con il mittente, certamente falso, “Università degli studi- Rettorato- Piazza Guerrazzi- 82100 Benevento”.</p>
<p>Questo è il testo integrale:</p>
<p>“EGREGIO CORONA, HO CAPITO PERCHE’ SEI SEMPRE AL CORRENTE DI TUTTO! LE NOTIZIE TE LE PASSA IL TUO “AMICO-COMPAGNO” P.M. CLEMENTE. NON PREOCCUPARTI PERCHE’ ANCH’IO HO QUALCHE BUON AMICO CHE MI HA GIA’ DATO QUALCHE INTERESSANTE NOTIZIA SU DI TE, SULLA FAMIGLIA “CORONA-UCCI” SULLA ASSOCIAZIONE “PER IL MALAFFARE” CHE TU PRESIEDI E SUI TUOI CARI “COMPAGNI DI MERENDA”- COME TU BEN SAI IL CONCORSO DI CUI SI DISCUTE E’ STATO TRUCCATO PER ESPRESSO VOLERE DEL TUO CARO AMICO AVV. UMBERTO DEL BASSO DE CARO UNITAMENTE AL SUO ACCOLITO- TUO CARISSIMO AMICO ING. FAUSTO PEPE- SINDACO DI BENEVENTO. LO SO CHE AMI FARE LE ESTORSIONI GIORNALISTICHE COME AMAVA FARE A CASERTA IL FRATELLO DEL TUO CARO AMICO P.M., MA CON ME NON ATTACCA PERCHE’ TI DENUNCERO’, MA NON A BENEVENTO. SEI UN LADRO.”</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=9421">Il Concorso al quale si riferisce il “non tanto anonimo” estensore della missiva, </a>è quello indetto dall’Università del Sannio per due posti di Elevata Professionalità, nell’Area amministrativa gestionale, contestato da una delle partecipanti con un ricorso al TAR che le ha dato ragione. Il Tribunale Amministrativo, infatti, ha annullato gli atti di nomina delle due vincitrici perchè gli elaborati scritti risultano copiati da una dispensa di un dirigente della stessa Università. La notizia è stata data dalla stampa dopo la pubblicazione della sentenza del TAR, e non da Altrabenevento che è intervenuta successivamente per commentare il caso. Non risulta da nessuna parte, ne è stato ipotizzato in alcun modo, il coinvolgimento nella vicenda dell’avv. Umberto Del Basso De Caro e del sindaco, Fausto Pepe, ai quali Altrabenevento non ha certamente risparmiato critiche anche aspre, quando li ha ritenuti responsabili di scelte e comportamenti censurabili.</p>
<p>Neppure le famiglie Corona e Ucci hanno alcun ruolo o sono in alcun modo interessate a tale concorso. <a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/crac-scaturchio-a-napoli-cominciano-gli-interrogatori-dopo-le-misure-interdittive-venerdi-tocca-a-ucci/">Un mio cugino è indagato per una vicenda giudiziaria di altra natura </a>che mi vede assolutamente estraneo e che è stata da me commentata negativamente, al pari di altre, nonostante le allusioni di alcuni presunti imprenditori locali a mezzo stampa.</p>
<p>E’ evidente, però, che il vero obiettivo di questa lettera anonima e di altre dello stesso tipo pervenute ad alcuni politici o giornalisti locali, è il Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, Antonio Clemente.</p>
<p>Il magistrato che ha condotto indagini scottanti su appalti a Telese Terme, corruzione a Calvi, massoneria deviata, gestione delle discariche, abusivismo edilizio, concorso AMTS, assunzioni alla Croce Rossa, inquinamento dei fiumi, multisala Gaveli, palazzo Passarelli, Ipermercato Zamparini, la manifestaziome “Quattro notti di luna piena”, il tentato sequestro della figlia di un maresciallo dei carabinieri, ed è attualmente impegnato a far luce sugli appalti al comune di Benevento, subisce da tempo attacchi che puntano a delegittimarlo anche attraverso continui esposti al Consiglio Superiore della Magistratura. Finora Antonio Clemente ha resistito continuando a fare il suo lavoro, a volte senza il dovuto sostegno di almeno metà del Tribunale di Benevento che pare non gradire il suo attivismo che scuote finalmente questa provincia troppo abituata a sopportare corrotti e malavitosi. Per questo motivo da qualche mese la “città tranquilla e perbene” dove tutti predicano la legalità e anche i pregiudicati sponsorizzati da alcuni personaggi politici diventano commentatori a mezzo stampa, quel magistrato è oggetto di attacchi velenosi attraverso lettere anonime con le quali gli vengono attribuiti comportamenti falsi e calunniosi che coinvolgono anche la sua famiglia assolutamente estranea.</p>
<p>Nella lettera anonima oggetto di questo comunicato, ad esempio, si fa riferimento ad un fratello del magistrato che “amava fare a Caserta estorsioni giornalistiche”.</p>
<p>Evidentemente il vigliacco estensore della lettera, si riferisce al fatto che l’anno scorso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato per estorsione a mezzo stampa, Maurizio Clemente di Montesarchio editore del “Corriere di Caserta” per vicende giudiziarie che avevano coinvolto anche il fratello Pasquale Clemente, giornalista, pure lui abitante a Montesarchio.</p>
<p>I due però, non sono parenti di Antonio Clemente, il magistrato, che ha un fratello Pasquale pure lui di Montesarchio, che invece è il giornalista della “Gazzetta di Caserta”, assolutamente estraneo ai fatti contestati al suo omonimo.</p>
<p>Inutile sottolineare che Altrabenevento non si intimidisce e continuerà a fare la sua parte come &#8220;associazione per la città sostenibile contro il malaffare&#8221; anche a sostegno di quei magistrati, come Antonio Clemente, che fanno fino in fondo il proprio dovere.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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		<title>Il magistrato Antonio Clemente: “Nel Sannio &#8216;tranquillo&#8217; dilaga la corruzione mentre le organizzazioni criminali controllano il territorio”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 11:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA["Città Tranquilla"]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia e informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Sannio Quotidiano del 22 aprile 2012 Intervista al Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente di Teresa Ferragamo “Non ci sono intoccabili. Ci sono politici che si considerano ancora così, ma la legge è uguale per tutti” “Quando si toccano certi poteri forti c’è chi reagisce in modo sproporzionato denunciando il magistrato che li [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/clemente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8006" title="clemente" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/clemente-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 22 aprile 2012</p>
<p><strong>Intervista al Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente</strong><br />
di Teresa Ferragamo</p>
<p><em>“<strong>Non ci sono intoccabili. Ci sono politici che si considerano ancora così, ma la legge è uguale per tutti”</strong></em></p>
<p><strong><em>“Quando si toccano certi poteri forti c’è chi reagisce in modo sproporzionato denunciando il magistrato che li indaga”</em></strong></p>
<p><strong><em>“A Benevento e provincia i reati contro la pubblica amministrazione sono più diffusi che a Napoli. Qui c’è una sorte di pax mafiosa, ci sono organizzazioni criminali che controllano il territorio senza avere rivali”</em></strong></p>
<p><strong><em>“Chi approfitta di posizioni pubbliche andrebbe emarginato senza esitazione”</em></strong></p>
<p>Venti passi separano l’ingresso della Procura della Repubblica dall’ufficio del sostituto procuratore Antonio Clemente. Ma prima di entrare, colpisce il cartello alla buona attaccato sul muro: “Vietato sedersi sulla scrivania”. Ma come, pensi, nel Palazzo della Giustizia c’è qualcuno a cui salta in mente di appollaiarsi su un tavolo? Chissà se quel divieto tanto esplicito quanto perentorio lo ha voluto lui.</p>
<p>Clemente, in un venerdì pomeriggio, è ancora barricato nel suo studio. Due scrivanie letteralmente sepolte da fascicoli, pile di carte, codici e testi di diritto. Sulle pareti, tutt’intorno, c’è però spazio per i ritratti in carboncino di Falcone e Borsellino, per alcuni riconoscimenti per una carriera iniziata vent’anni fa; mentre devi ruotare lo sguardo per cogliere tracce di vita privata e allora scopri che quasi nascoste dietro la porta ci sono le foto del sostituto procuratore mentre pratica sci di fondo o partecipa a una maratona. “Mi piace molto lo sport”, ammetterà dopo. Chissà chi glielo dà il tempo, visto che in Procura ci passa dalle 10 alle 12 ore al giorno.</p>
<p>Antonio Clemente da Montesarchio ha 25 anni (oggi di anni ne ha 45) quando entra in Magistratura. Ha frequentato il Liceo classico a Benevento, ma per l’Università preferisce trasferirsi a Milano e si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza della Cattolica.</p>
<p><strong>Dottore Clemente, quando ha cominciato a immaginarsi magistrato?</strong></p>
<p>“Già al liceo fare il magistrato era una mia aspirazione. L’ho perseguita con ostinazione e sono riuscito a realizzarla presto”.</p>
<p><strong>Quella di entrare di in magistratura è una scelta di campo, col senno di poi la rifarebbe?</strong></p>
<p>“La rifarei perché è stata una scelta ideale. Io vivo la magistratura come servizio. La nostra è un’attività che però va affrontata con umiltà, semplicità, cercando ogni giorno di fare fino in fondo il proprio dovere che è quello di applicare la legge. Anche se l’accertamento della responsabilità penale non può reggersi sui singoli. La lotta per la legalità deve poter contare non solo sul sistema giudiziario o delle forze dell’ordine, ma anche su quello politico e amministrativo, altrimenti è persa in partenza”.</p>
<p><strong>Lei è stato per 13 anni pubblico ministero alla Procura di Napoli. E’ a Benevento dal 2005. Qual è la differenza tra il tessuto criminale sannita e quello napoletano?</strong></p>
<p>“A Napoli c’è una criminalità da strada. I tanti fatti criminosi, i furti, le rapine, le estorsioni e gli omicidi, sono dovuti alla presenza di bande o organizzazioni camorristiche rivali, per cui si percepisce di più l’allarme sociale. Nel Sannio c’è invece una criminalità da strada meno cruenta anche per una sorta di pax mafiosa”.</p>
<p><strong>Pax mafiosa, che cosa vuol dire?</strong></p>
<p>“Che qui ci sono organizzazioni criminali che controllano il territorio senza avere rivali che possano mettere in discussione il loro potere. Mentre a Napoli e provincia insistono organizzazioni che lottano per l’affermazione del potere sul territorio. Una guerra civile di inaudita violenza. Quando sono arrivato a Benevento, pensavo che mi sarei trovato a vivere una realtà più tranquilla, meno votata al crimine e al malaffare Così non è stato. Ho dovuto constatare che, purtroppo, molti reati, soprattutto in materia economica o di pubblica amministrazione sono diffusi allo stesso modo, o forse anche di più. I reati di corruzione, di truffa in danno di enti pubblici, o i casi di turbativa di appalti pubblici e altri reati contro la pubblica amministrazione sono più frequenti nel Sannio. Come dice anche il procuratore capo Maddalena Benevento non è un’isola felice. Ci sono fenomeni di illegalità molto diffusi anche nei piccoli comuni, non solo nel capoluogo”.</p>
<p><strong>Un&#8217;illegalità &#8216;sommersa&#8217;, dunque?</strong></p>
<p>“Sono i fenomeni più nascosti, ma comunque preoccupanti e invasivi. E vanno fronteggiati con rigore. Senza cultura della legalità non c&#8217;è possibilità di rinascita, risanamento e sviluppo. Basti pensare che nei Paesi in cui più alto è il senso di legalità, e penso alla Germania o all’Inghilterra alla Francia, ci sono condizioni economiche e sociali migliori che in quei Paesi, come la Grecia per esempio, in cui più diffusi sono i fenomeni di criminalità. Bisogna essere coerenti con se stessi, e cominciare a essere uniti nel difendere, diffondere e insegnare il valore della legalità. E’ una battaglia culturale e politica, e la magistratura non può essere lasciata sola. Bisogna capire che chi pratica la corruzione, chi commette un reato contro la pubblica amministrazione danneggia l’intera collettività, pregiudica la possibilità di investire, di creare sviluppo e, quindi, occupazione”.</p>
<p><strong>E’ più difficile contrastare i casi di malaffare o malcostume ‘più nascosti’ o la criminalità organizzata?</strong></p>
<p>“Nei casi di criminalità organizzata è più facile ottenere un maggiore dispiegamento di forze e mezzi, si punta molto sull’attività di investigazione. Spesso invece accade che le indagini per reati di corruzione o concussione o truffa vengano trattati come figli di un dio minore. Ci si affida allo spirito di abnegazione e agli sforzi dei singoli. Ma le forze a disposizione sono ridotte all’osso”.</p>
<p><strong>Ci sono stati anni in cui in Procura sfilavano orde di persone comuni o imprenditori che denunciavano spontaneamente. Oggi che tasso di denuncia spontanea c’è nel Sannio?</strong></p>
<p>“Basso, purtroppo. Non ci sono molte denunce per casi di corruzione, concussione, o truffa, perché si temono gli ingranaggi giudiziari ma anche gli effetti sociali di una scelta. Continua a mancare quell’auspicabile spinta a denunciare fatti gravi che, per esempio, si ritrova nei Paesi del Nord Europa. Se non si verifica questa sorta di ribellione civile, la lotta contro il malaffare sarà destinata a fallire”.</p>
<p><strong>La corruzione spinge l’Italia in basso nelle classifiche che misurano la competitività di un Paese. Come lo spiega?</strong></p>
<p>“Il malcostume è un male difficile da estirpare. In Italia raggiunge però livelli patologici. Mentre la scommessa deve essere quella di riportarla a livelli fisiologici”.</p>
<p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/spataro-da-il-mattino1.jpg"><img class="alignleft" title="foto Il Mattino" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/spataro-da-il-mattino1-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Quali sono secondo lei le riforme urgenti della giustizia?</strong></p>
<p>&#8220;Per quanto riguarda il processo penale, la riforma più urgente è quella sulla prescrizione. I reati gravi, come corruzione, truffa in danni dello Stato, turbative negli appalti, si prescrivono entro sette anni e mezzo dal fatto, non dalla scoperta del fatto. Il che significa: nessuna conseguenza per chi ha commesso il reato. Il problema è che il reato viene scoperto anche due o tre anni dopo il fatto e il tempo per la prescrizione si consuma già quasi tutto in primo grado, poi nell’imbuto dell’appello o in Cassazione il reato si prescrive. Mentre nei paesi più evoluti, con la richiesta di rinvio a giudizio i reati non si prescrivono più, ma si viene o condannati o assolti. Non si può più giocare a impedimenti, rinvii degli avvocati, per evitare che si arrivi a una sentenza di condanna. Ci sono poi i ritardi dovuti a rinvii dei processi causati dalle malattie degli imputati, dalle assenze dei testi o dal cambiamento dei giudici. Questa è denegata giustizia. Anche l&#8217;annunciata riforma in materia di corruzione non risolve il problema”.</p>
<p><strong>Ma perché in Italia non si arriva a fare una vera riforma della Giustizia?</strong></p>
<p>“Perché una giustizia che non funziona fa comodo a tanti. Ma così non si può andare avanti. Se la giustizia funzionasse meglio, ci sarebbe meno criminalità. Un processo breve e una pena certa fungono da deterrente. Chi delinque in Italia pensa di poterla fare franca, proprio perché il processo conosce vie di fuga e diventa perfino difficile arrivare a una sentenza di condanna o di assoluzione. Occorrerebbe agevolare il compito di accertamento della responsabilità dei magistrati, penso per esempio all’anagrafe patrimoniale dei pubblici dipendenti che consentirebbe di verificare chi si arricchisce senza giustificazione. Così come sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione delle banche: non è accettabile che per un accertamento bancario occorrano mesi”.</p>
<p><strong>Insomma, lei immagina un altro paese.</strong></p>
<p>“Ha ragione, forse immagino un altro paese. Con processi che sfocino in sentenze. Con tempi celeri e pene certe. Ma anche con un sistema complessivo che emargini il corrotto. Gli ordini professionali o un ente pubblico dovrebbero prendere provvedimenti nei confronti di un iscritto o di un dipendente che è incriminato, non si può aspettare una sentenza di condanna di terzo grado per intervenire. Chi approfitta di posizioni pubbliche va subito isolato. Senza esitazioni o timidezze”.</p>
<p><strong>Un ragionamento che vale anche per i politici?</strong></p>
<p>“Dovrebbe. La Corte europea dei diritti dell’uomo, d&#8217;altro canto, per reati gravi come corruzione, la concussione o la truffa riconosce l’esecutività della pena già dopo una sentenza di condanna in primo grado. La responsabilità politica, poi, è altra cosa ed è affidata alle coscienze degli uomini”.</p>
<p><strong>E cosa pensa della responsabilità dei magistrati: il &#8216;chi sbaglia paga&#8217; dovrebbe valere per tutti o no ?</strong></p>
<p>“Sono favorevole alla responsabilità dei magistrati. Ma non a quella diretta. Negli altri paesi la causa si fa allo Stato e se il magistrato ha sbagliato paga di tasca propria. Non si può lasciare che un magistrato finisca nelle fauci di imputati più o meno in mala fede. E poi sul punto c&#8217;è molta retorica. Si raffrontino le sanzioni disciplinari ai magistrati con quelle di altri ordini professionali o delle pubbliche amministrazione e si scoprirà che i magistrati vengono sanzionati, spesso e anche gravemente, dalla sezione disciplinare del Csm”.</p>
<p><strong>Conflitto tra politica e magistratura. Come dovrebbe reagire un magistrato all’accusa di politicizzazione?</strong></p>
<p>“E&#8217; un&#8217;accusa infamante. Se l&#8217;accusa però fosse vera, il magistrato dovrebbe essere severamente sanzionato, ma se dovesse rivelarsi infondata dovrebbe essere sufficientemente tutelato. La magistratura non è in conflitto con la politica. Dovere del magistrato è applicare la legge e in Italia, peraltro, c’è l’obbligatorietà dell’azione penale. Quando, però, le inchieste o i processi coinvolgono politici, si parla di attacco alla politica”.</p>
<p><strong>Lei ha guidato e guida inchieste importanti che coinvolgono personaggi pubblici di Benevento e provincia. Quanto è difficile portarle avanti?</strong><br />
“Alcuni esponenti politici si ritengono intoccabili. Per la legge, però, gli intoccabili non esistono. Davanti a una notizia di reato, noi siamo chiamati a fare indagini verso chicchessia, accada quel che accada”.</p>
<p><strong>Cosa pensa dei magistrati che decidono di appendere la toga al chiodo e si danno alla politica?</strong></p>
<p>“Ogni cittadino ha diritto all’elettorato attivo e passivo. E un magistrato che è un tecnico, un conoscitore delle leggi, può dare un utile contributo anche in Parlamento. Certo vanno fissati dei paletti”.</p>
<p><strong>A 20 anni da Mani pulite, cosa è cambiato. A cosa è servita quell&#8217;inchiesta?</strong></p>
<p>“E&#8217; servita a far capire che il livello di corruzione in Italia è elevatissimo. Ma è stata un&#8217;occasione persa.</p>
<p><strong>In che senso?</strong></p>
<p>“Nel senso che abbiamo smarrito l&#8217;occasione di sconfiggere la corruzione, che è un cancro per la politica e per l&#8217;economia. Un’occasione mancata per il paese di voltare pagina”.</p>
<p><strong>Quanto tempo resterà ancora a Benevento?</strong></p>
<p>“Il ripristino della legalità non può essere affidato ai singoli. Anche il mio posto è fungibile. Ogni dieci anni un magistrato dovrebbe cambiare non solo funzioni, ma anche sedi. Ma quello che conta è la lontananza da determinate lobby o centri di potere. Livatino diceva: un magistrato non solo deve essere indipendente, ma deve apparire indipendente”.</p>
<p><strong>Si sente mai solo?</strong></p>
<p>“Ci sono scelte che il magistrato deve giocoforza assumere in solitudine. Anche se mi conforta molto il dialogo e il confronto con il Procuratore capo, Maddalena”.</p>
<p><strong>Ci sono inchieste che alimentano più di altre il senso di solitudine di un magistrato?</strong></p>
<p>“Le indagini sulla pubblica amministrazione e su politici sono più complesse di altre, proprio perché qualcuno si sente intoccabile e reagisce in modo spropositato, presentando denunce o esposti al Csm o alla Procura generale della Cassazione. Ma quando si toccano certi interessi, si scatenano reazioni anche forti. E&#8217; accaduto per De Magistris o per i magistrati di Salerno che indagavano su determinati poteri o con Tangentopoli”.</p>
<p><strong>Alle sue spalle, ha le foto di due giudici-simbolo della lotta alla criminalità organizzata, Falcone e Borsellino. Lottarono fino alla morte contro la mafia e dovettero pure difendersi dai veleni interni alle Procure. E&#8217; sempre così per i magistrati più esposti?</strong></p>
<p>“ Falcone e Borsellino sono stati i protagonisti di una &#8216;nuova Resistenza&#8217;, sono riferimenti forti.</p>
<p>Chi fa il proprio dovere fino in fondo corre il rischio di essere accusato ingiustamente. E’ un prezzo che tutti i magistrati che toccano interessi forti possono essere costretti a pagare; l’importante è continuare a fare il proprio dovere senza scoraggiarsi. Ma il singolo non può salvare l’Italia. Tutti devono concorrere all’emersione di una nuova etica dell’interesse pubblico, non si può pensare a coltivare il proprio orticello, altrimenti l’idea stesso di Stato e comunità smarrisce il suo valore” .</p>
<p>Borsellino disse “Non sono né un eroe né un kamikaze, ma una persona come tante altre”. Anche lei è un magistrato in trincea, ha subito intimidazioni, pedinamenti, minacce. Non ha mai paura?</p>
<p>“Un magistrato impegnato è consapevole dei rischi che corre ogni giorno. Ormai sono diventato fatalista. E poi bisogna servire il proprio paese fino all&#8217;ultimo respiro”</p>
<p><strong>Momenti di scoramento?</strong></p>
<p>“Ci sono. Come disse Borsellino, appunto: siamo persone come tante altre. Ma lo Stato con i suoi uomini non può arretrare di un centimetro nella lotta all&#8217;illegalità”.</p>
<div class="mceTemp">SCHEDA</div>
<div class="mceTemp">Antonio Clemente è in servizio alla Procura della Repubblica di Benevento dal 2005, Dopo il trasferimento dalla Procura di Napoli, dove aveva lavorato ininterrottamente per tredici anni, occupandosi di criminalità economica ed organizzata e di reati contro la pubblica amministrazione.  Ha guidato e guida inchieste importanti e delicate: dai rifiuti alle truffe ai danni del Sistema Sanitario, dell&#8217;Enel e delle compagnie assicurative, dall&#8217;urbanistica all&#8217;usura e all&#8217;esercizio dell&#8217;attività bancaria. Si è occupato e si occupa di reati contro la pubblica amministrazione e i suoi rapporti con il mondo dell&#8217;imprenditoria, della massoneria e di alcuni omicidi e tentativi di omicidio. E&#8217; Clemente che qualche settimana fa ascoltò il sindaco di Benevento , Fausto Pepe nell&#8217;ambito delle indagini su alcuni appalti a Palazzo Mosti. E&#8217; stato vittima in più occasioni di atti di intimidazione e minacce. L&#8217;otto maggio 2010 gli furono spediti per busta due proiettili. Non ha mai ottenuto la scorta e anche questo ha alimentato non poche polemiche.</div>
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		<title>Il Fatto Quotidiano: a Benevento il processo a Zamparini e Mastella senza giudici.</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 12:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Ipermercato Zamparini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Fatto Quotidiano del 22 aprile 2012 Benevento, processo Mastella senza pace. Dopo il pm ora bisogna cambiare giudici di Vincenzo Iurillo Non riesce a partire il procedimento per corruzione contro il presidente del Palermo Zamparini accusato di aver costruito un ipermercato pagando tangenti. L&#8217;inchiesta però certifica un pagamento di 50mila euro su una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/w-mastella_orgoglio.jpg"><img class="size-full wp-image-8965 aligncenter" title="w mastella_orgoglio" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/w-mastella_orgoglio.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a>Da Il Fatto Quotidiano del 22 aprile 2012</p>
<p><strong>Benevento, processo Mastella senza pace. Dopo il pm ora bisogna cambiare giudici</strong></p>
<p>di Vincenzo Iurillo<strong></strong></p>
<p>Non riesce a partire il procedimento per corruzione contro il presidente del Palermo Zamparini accusato di aver costruito un ipermercato pagando tangenti. L&#8217;inchiesta però certifica un pagamento di 50mila euro su una onlus riconducibile all&#8217;ex ministro dell&#8217;Udeur e alla moglie</p>
<p>E’ un processo senza pace. Cambiato il pm, adesso cambiano anche il collegio giudicante. E’ un processo senza giudici. I tre magistrati del Tribunale si sono dichiarati incompatibili. E’ un processo senza riflettori. I quotidiani locali lo seguono blandamente, senza il tam tam su internet di associazioni e blog come ‘Altrabenevento’ e ‘Sanniopress’ la vicenda sarebbe stata già dimenticata.</p>
<p>Benvenuti a Benevento al processo per corruzione a Maurizio Zamparini e ai coniugi Clemente e Sandra Mastella, e scusate il gioco di parole. Eccoci al gioco dell’oca della giustizia: lanci i dadi e ti ritrovi al punto di partenza. La sentenza è il traguardo. Lontanissimo. Siamo fermi a una prima udienza che slitta e a un fascicolo che passa di mano in mano. Con il rischio concreto che si resti lì fino a quando la prescrizione non spazzerà via le accuse. Le ricordiamo per dovere di cronaca. Secondo il pm Antonio Clemente, l’imprenditore-presidente del Palermo realizzò l’ipermercato ‘I Sanniti’ su un terreno paludoso e vincolato ‘lubrificando’ l’iter attraverso la promessa di assumere personale segnalato dai potentati locali. Ed è agli atti un bonifico di 50.000 euro di Zamparini a ‘Iside Nova’, l’onlus-cassaforte dei Mastella.</p>
<p>Imputazioni gravi, che meriterebbero un rapido accertamento della verità, pure nell’interesse degli indagati, che si proclamano innocenti. Ma c’è chi preferisce prendersela con l’accusatore che smontare le accuse. Così Mastella ha scritto un comunicato e una nota al Csm per ricordare che il pm che procedeva su di lui è il fratello di un giornalista da lui denunciato in sede civile per diffamazione.</p>
<p>In seguito il procuratore capo Giuseppe Maddalena, adducendo una riorganizzazione dei carichi di lavoro interni, ha avvicendato il pm Clemente dal processo ‘I Sanniti’ per affidarlo al sostituto Nicoletta Giammarino. Ma il dibattimento non è iniziato perché il presidente del collegio Marilisa Rinaldi ha recentemente sentenziato al Riesame sull’annullamento del sequestro delle azioni del Palermo, che fu uno dei provvedimenti cautelari dell’inchiesta. Mentre i giudici a latere Rosario Baglioni e Loredana Camerlengo hanno fatto parte del collegio che ha prosciolto Zamparini in un altro processo sulle violazioni urbanistiche dell’ipermercato. La palla passa il 10 maggio a un nuovo collegio presieduto da Daniela Fallarino. Anche lei però ha fatto parte di una sezione di Riesame che ha trattato le richieste di sequestro dei beni di Zamparini. Forse per trovare tre giudici estranei alle fasi preliminari del procedimento bisognerà attingere alla sezione civile. Sarebbe un caso senza precedenti.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/22/benevento-mastella-processo-senza-fine-dopo-bisogna-cambiare-giudice/206038/"><strong>LEGGETE l&#8217;articolo su Il Fatto Quotidiano con i commeti</strong></a></p>
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		<title>Costa Concordia, l&#8217;indagine affidata ad un magistrato di origini beneventane, sfiorato dalla P3.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 07:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[La P3 e il Sannio]]></category>

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		<description><![CDATA[da La Voce delle Voci- 3 aprile 2012 COSTA CONCORDIA &#8211; IL FANTASMA DELLA P3 di Rita Pennarola A quasi tre mesi dal naufragio vengono a galla nomi, fatti e particolari impressionanti sulla tragica vicenda del Costa Concordia. Si comincia proprio dalle indagini. La Voce rivela in esclusiva come il nome di uno fra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7606" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-carboni-dellutri-lombardi-martino.jpg"><img class="size-medium wp-image-7606" title="02-carboni-dellutri-lombardi-martino" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/02-carboni-dellutri-lombardi-martino-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>
<p class="wp-caption-text">Marcello Dell&#39;Utri, Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino</p>
</div>
<p>da La Voce delle Voci- 3 aprile 2012</p>
<p><strong>COSTA CONCORDIA &#8211; IL FANTASMA DELLA P3</strong></p>
<p>di Rita Pennarola</p>
<p><strong>A quasi tre mesi dal naufragio vengono a galla nomi, fatti e particolari impressionanti sulla tragica vicenda del Costa Concordia. Si comincia proprio dalle indagini. La Voce rivela in esclusiva come il nome di uno fra i principali investigatori di Grosseto fosse comparso nelle carte dell&#8217;inchiesta sulla P3, senza conseguenze giudiziarie per lui, ma con tutta una serie di possibili imbarazzi. E poi la testimonianza choc di un turista spagnolo sui traffici durante gli accostamenti all&#8217;isola. Infine, la storia dei fratelli Onorato da Torre del Greco. Last but not least, la strana partnership siglata (e poi ritirata) fra Msc e un&#8217;impresa di Giggino Cesaro.</strong></p>
<p>Ma voi ve lo ricordate quel famoso , in Sardegna, sull&#8217;attuazione del federalismo fiscale? Chi sicuramente non l&#8217;ha dimenticato sono stati quei governatori e sindaci, come Roberto Formigoni e Gianni Alemanno, i quali per aver preso parte all&#8217;iniziativa si ritrovarono dentro le carte dell&#8217;inchiesta sulla Cricca P3, visto che fra le guest star della due giorni c&#8217;era Giacomo Caliendo, all&#8217;epoca potente sottosegretario di Stato alla Giustizia nel governo Berlusconi, insieme a numerosi altri vip che sarebbero poi stati indagati, come il primo presidente di Cassazione Vincenzo Carbone.</p>
<p>C&#8217;entra qualcosa, tutto questo, con la tragedia del Costa Concordia? Si&#8217;: per quanto in apparenza lontanissime, le due vicende risultano tra loro legate da un nome chiave. Perche&#8217; ad organizzare la convention del “Forte” era stato il Centro Studi Giuridici per l&#8217;Integrazione Europea Diritti e Liberta&#8217;, che vede fra i suoi fondatori lo stesso Caliendo. E che nel 2009 era presieduto da un altro magistrato: il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio. Lo stesso pubblico ministero che oggi coordina le complesse e delicate attivita&#8217; investigative sul naufragio dinanzi all&#8217;isola del Giglio.</p>
<p>Il mondo e&#8217; davvero piccolo. Piccolissimo, anzi, se solo si consideri che tanto il procuratore Verusio quanto l&#8217;ex sottosegretario Caliendo sono entrambi campani: nato a Benevento, il primo, e a Saviano di Nola, il secondo. Cosi&#8217; come beneventano doc e&#8217; Pasqualino Lombardi, anche lui fra i promotori del convegno, passato alle cronache giudiziarie come indiscusso protagonista della P3, proprio in veste di segretario generale del Centro Studi presieduto all&#8217;epoca dal procuratore Verusio. Secondo le accuse, infatti, il Centro avrebbe svolto un ruolo strategico di collegamento fra il coordinatore nazionale Pdl Denis Verdini, il faccendiere Flavio Carboni e molti vertici della magistratura italiana, contatti finalizzati in quel caso alla realizzazione in Sardegna del Parco eolico finito al centro delle indagini.</p>
<p>A settembre 2011, quando i carabinieri si recano nella sede romana del Centro Studi per sequestrare lo statuto, viene alla luce che tra i fondatori del sodalizio, autentico trait d&#8217;union per centinaia di magistrati italiani, c&#8217;erano stati anche altri vip, a cominciare dal presidente Agcom Corrado Calabro&#8217;. Ma, soprattutto, i documenti confermano il ruolo centrale dello stesso Pasqualino Lombardi e dell&#8217;altro indagato numero uno della P3, Arcangelo Martino. Quest&#8217;ultimo, insieme a Flavio Carboni e a Lombardi, era stato tratto in arresto a luglio 2010 nell&#8217;ambito delle prime indagini sul “sodalizio segreto P3”.</p>
<p>Durante la convention 2009 a Verusio, che sedeva al tavolo della presidenza, tocco&#8217; ovviamente il compito di indirizzare ai partecipanti il saluto dei padroni di casa, in quanto presidente del Centro Studi organizzatore dell&#8217;evento. Breve il suo incipit, con il ringraziamento preliminare ad ospiti e relatori come Vincenzo Carbone, Giacomo Caliendo ed Antonio Martone (padre dell&#8217;attuale viceministro del Lavoro, Michel). Prima di passare la parola a Carbone, che fara&#8217; da moderatore per l&#8217;intera sessione, il procuratore Verusio non manca di ricordare il precedente appuntamento organizzato dal suo Centro Studi, che si era tenuto a Milano nel marzo 2009.</p>
<p>Per la cronaca, a gennaio 2012 la Procura di Roma (pm Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli) ha chiesto il rinvio a giudizio di 20 persone fra cui gli stessi Martino, Lombardi, Carboni e Verdini. Secondo l&#8217;accusa Carboni e Verdini, con il senatore Marcello Dell&#8217;Utri, avevano «costituito l&#8217;organizzazione segreta e, allo scopo di gestirne l&#8217;attivita&#8217; e realizzarne gli scopi, sviluppavano una fitta rete di conoscenza nei settori della magistratura, della politica e dell&#8217;imprenditoria da sfruttare per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, e cio&#8217; anche grazie all&#8217;attivita&#8217; di promozione di convegni e incontri di studio realizzata per il tramite dell&#8217;associazione culturale denominata Centro studi giuridici per l&#8217;integrazione europea diritti e liberta&#8217;».</p>
<p>Nell&#8217;udienza del 15 marzo scorso il gip Giovanni De Donato ha ordinato ai pm nuove indagini su un ex componente del Csm. Il giudice si e&#8217; espresso inoltre sulla posizione dell&#8217;ex sottosegretario Caliendo, artefice del Centro Studi presieduto da Francesco Verusio. Le condotte di Caliendo sono state definite «al limite fra il penalmente rilevante e il deontologicamente censurabile», dentro un «quadro probatorio che non appare sufficientemente idoneo a esercitare efficacemente l&#8217;azione penale nei suoi confronti».</p>
<p>Caliendo, eletto al senato nel 2008 col Pdl, riveste tuttora un ruolo apicale al ministero della Giustizia.</p>
<p>NEL NOME DI DYANA</p>
<p>E ora possiamo tornare a Grosseto, dove il procuratore capo Verusio, che non e&#8217; mai stato indagato per i fatti della P3, sta cercando faticosamente di mettere insieme le tessere di un puzzle infernale per arrivare ad una verita&#8217; che, almeno sul piano giudiziario, possa dare pace alle 32 vittime del disastro, alcune delle quali forse resteranno a giacere per sempre su quei fondali marini. Erano le 21 e 42 esatte del 13 gennaio 2012 quando un gigante assoluto del mare, il Costa Concordia, vanto della marina italiana con le sue 114 mila tonnellate e passa di stazza, andava a schiantarsi contro gli scogli intorno all&#8217;isola del Giglio, tanto conosciuti da essere vistosamente segnalati nelle cartine turistiche degli alberghi isolani.</p>
<p>Il 13 marzo, a due mesi esatti di distanza dal piu&#8217; tremendo incidente che abbia mai coinvolto una nave italiana, sono stati identificati i corpi di otto fra le vittime ripescate dai sub, compreso quello della piccola Dyana Arlotti di Rimini, cinque anni. L&#8217;atroce, drammatico quesito che e&#8217; alla base di tutto &#8211; e sul quale sicuramente stanno cercando ancora di fare luce il procuratore Verusio, con i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stefano Pizza &#8211; riguarda i motivi per cui un comandante di lungo corso con trent&#8217;anni di esperienza a bordo, come Francesco Schettino, decide di salire in plancia e sostituirsi al pilota automatico, la cui rotta sarebbe stata di tutta tranquillita&#8217; per la nave e per i passeggeri. Poi si mette ai comandi, accelera il bisonte del mare fino a 16 nodi proprio mentre devia la rotta e, nel tentativo di passare radente alla costa, si schianta sugli arcinoti scogli delle Scole. Come la Voce aveva gia&#8217; ricostruito nel numero di marzo, l&#8217;ipotesi che si sia trattato del famoso “inchino” fa letteralmente acqua da tutte le parti, essendo stata clamorosamente smentita dalle diverse fonti indicate dal comandante, senza contare il fatto che appare di per se&#8217; illogica ed assurda, in una notte fredda e buia di gennaio, con l&#8217;isola deserta.</p>
<p>SILENZIO. PARLA JESUS</p>
<p>Alle circostanze indicate dalla Voce nell&#8217;inchiesta “La pista russa” sono arrivate alcune sbalorditive conferme. Che convergono intorno ad una sola ipotesi, dai contorni sempre piu&#8217; definiti: poteri malavitosi utilizzano da tempo navi da crociera per i loro traffici. E lo sbarco “al volo” di materiali o persone lungo certe determinate coste risulta tutt&#8217;altro che casuale.</p>
<p>Partiamo da un avvocato spagnolo, originario delle isole Canarie, viaggiatore abituale in navi da crociera di diverse compagnie. Si chiama Jesus Bethencourt. Sentite cosa dichiara sulla sciagura del 13 gennaio. «Quello che e&#8217; successo di fronte all&#8217;isola del Giglio potrebbe avere avuto me come protagonista involontario, nell&#8217;agosto del 2010, quando ho navigato con mia moglie e mia figlia lungo lo stesso itinerario nel Mediterraneo». Proprio a bordo del Costa Concordia. Capitanato anche in quell&#8217;occasione dal comandante Schettino.</p>
<p>Pare che il Giglio, per chi conosce certe rotte, non sia un posto qualsiasi. «La testimonianza di Bethencourt e di sua moglie &#8211; spiega Bernardo Sagastume, corrispondente alle Canarie del periodico ABC &#8211; riguarda non solo l&#8217;accostamento al Giglio da parte di Schettino, che lui stesso visse in prima persona durante quel viaggio del 2010, ma anche il fatto che, in tale occasione, il personale di bordo fece in modo da liberare tutte le cabine passeggeri che affacciavano sulla costa isolana».</p>
<p>Abbiamo capito bene? Anche due anni fa qualcuno, al comando del gigante marino, avrebbe prescelto l&#8217;orario di cene e ricevimenti, quando tutti gli ospiti si ritrovano nei saloni centrali, per effettuare l&#8217;accostamento forzato al Giglio, evitando cosi&#8217; che durante le manovre vi fossero occhi indiscreti sul lato della nave rivolto verso l&#8217;isola. L&#8217;avvocato e sua moglie avevano il numero di cabina 8300, una suite con balcone affacciato sul Giglio. Ma quella sera Nayra, la moglie dell&#8217;avvocato, rimane piu&#8217; a lungo sotto la doccia. E cosi&#8217;, mentre tutti gli altri passeggeri sono gia&#8217; nei saloni delle feste, i coniugi restano ancora in cabina. Jesus, in particolare, decide di uscire sulla balconata e riprendere con la telecamera le immagini della costa isolana. Giusto una decina di minuti, mentre aspetta che la moglie completi i suoi preparativi per il ricevimento a bordo. «Insomma alle 21 e 30 (orario “topico”, a quanto pare, ndr), mentre tutti i passeggeri erano nei saloni centrali per la festa, io mi trovavo sul balconcino della cabina a filmare il Giglio. Una cabina che probabilmente il personale di bordo riteneva vuota, visto che avevamo acquistato il biglietto all&#8217;ultimo momento».</p>
<p>Cosa vede e cosa filma Jesus Bethencourt in quei minuti? Lo racconta lui stesso: «Mi rendo conto subito che la nave Concordia viaggiava in strettissima prossimita&#8217; della costa, particolare che non poteva sfuggire a me, abituato come sono a vedere tutti i giorni navi da crociera intorno alle Canarie, ma sempre a distanze di sicurezza. Poi a un certo punto dal buio di una grotta, in un tratto della costa gigliese che pareva disabitato, spuntano le luci di una torcia elettrica». Era come se qualcuno stesse facendo segnali convenzionali. «Io filmo tutto e dico scherzando a mia moglie: “guarda, Cosa Nostra, la Mafia, stanno facendo il contrabbando”».</p>
<p>E certamente avrebbero continuato, se quella notte del 2 agosto 2010 non si fosse trovata in zona una pattuglia della Guardia costiera. «Con un segnale da tre squilli fermano l&#8217;accostamento del Concordia all&#8217;isola. La polizia &#8211; continua Bethencourt &#8211; costringe la nave a ruotare di 180 gradi e tornare a Palermo». «Dopo poco &#8211; aggiunge Nayra &#8211; dagli altoparlanti arriva un annuncio: si va a Palermo perche&#8217; e&#8217; la citta&#8217; di Schettino, dove hanno preparato una festa per lui. Mi domandai perche&#8217; dovessimo tornare in quella citta&#8217;…». Quando la famiglia arriva nei saloni, ecco un&#8217;altra sorpresa: membri del personale sequestrano la fotocamera di Jesus. Il giorno dopo l&#8217;apparecchio viene restituito: video e foto di quella sera erano stati cancellati. Ma l&#8217;avvocato aveva fatto in tempo a sfilare, prima del sequestro, la scheda removibile. Tanto che oggi pezzi di quelle immagini sono visibili sul sito del settimanale spagnolo ABC.</p>
<p>Scarsi poi, a detta dei Bethencourt, anche i dispositivi di sicurezza generale, «solo istruzioni e salvagente in camera ma, soprattutto, passeggeri delle cabine “per ricchi”, come noi, esentati dall&#8217;esercitazione obbligatoria per ordine di Schettino». «Non abbiamo alcuna intenzione di essere protagonisti in questa vicenda &#8211; dicono Nayra e Jesus &#8211; ma abbiamo negli occhi la tragedia, le immagini della bambina che non si e&#8217; riusciti a salvare. E vorremmo contribuire a far in modo che tutto questo non accada mai piu&#8217;».</p>
<p>LE VOCI DI DENTRO</p>
<p>Prima solo sussurri, mezze frasi isolate. Poi, man mano che girava l&#8217;inchiesta della Voce sulla “Pista russa” (compresa la nostra partecipazione a Uno Mattina, condotta da Franco Di Mare), sono cominciate ad arrivare sorprendenti segnalazioni alla nostra redazione e ai siti che avevano rilanciato l&#8217;articolo della Voce. Cominciamo da un blogger che scrive a Comedonchisciotte.net e si firma Matteo Gigli. Perche&#8217; lui ricorda «un&#8217;altra, singolare coincidenza». Quella del 6 maggio del 2011, quando cade in mare per cause «da accertare» un turista trentatreenne di nazionalita&#8217; russa, che viaggiava a bordo del Costa Concordia. L&#8217;uomo e&#8217; precipitato in acque francesi poco dopo la mezzanotte, incidente confermato dalla stessa compagnia Costa. L&#8217;equipaggio e&#8217; stato avvertito da un amico del turista (secondo altre fonti, la fidanzata), che viaggiava insieme a lui. Sono scattate tutte le procedure d&#8217;emergenza, ma il corpo dell&#8217;uomo non e&#8217; stato ritrovato.</p>
<p>La nave Concordia stava effettuando il rituale tour del Mediterraneo, lo stesso di quella maledetta notte del 13 gennaio 2012. Partita da Savona, era diretta a Barcellona nel momento della caduta in mare. Alle 6 del mattino, dopo vane ricerche del disperso, la nave e&#8217; ripartita alla volta della Spagna. Lanciata dall&#8217;Ansa, poi dal Secolo XIX e da numerose testate online, la notizia non e&#8217; stata seguita da particolari successivi. Il ritrovamento non c&#8217;e&#8217; mai stato. E il mare ha sepolto, con il giovane russo, le ragioni della sua caduta in mare.</p>
<p>«Una ventina d&#8217;anni fa &#8211; scrive intanto alla Voce un lettore &#8211; conobbi a Barcellona un marittimo della Costa che mi vendette dell&#8217;hashish. Ne aveva una quantita&#8217; enorme e mi disse che per loro era facilissimo imbarcarla, pare lo prendessero durante gli sbarchi in Marocco. Evidentemente &#8211; conclude &#8211; in vent&#8217;anni non e&#8217; cambiato niente».</p>
<p>E poi c&#8217;e&#8217; Radio Ies, l&#8217;emittente romana numero uno che, nella “Ouverture” quotidiana condotta da Davide Gramiccioli ed Elena Parisi, propone spesso l&#8217;altra faccia della notizia. Sull&#8217;affondamento del Concordia, arriva in radio il racconto della blogger Sofia Riccaboni. «Da numerosi elementi raccolti &#8211; spiega &#8211; il 13 gennaio a bordo del Concordia poteva essere in atto una “riunione” segreta cui partecipavano esponenti della mafia russa e di cosche nostrane. Argomento: traffico di rifiuti tossici ad alto rischio». Qualcuno avrebbe fatto affondare la nave per sabotare il summit e le sue finalita&#8217;. Non meno sospetta la questione dei “clandestini” a bordo, ammessa come ipotesi fin dai primi giorni dallo stesso commissario per l&#8217;emergenza Franco Gabrielli.</p>
<p>La loro presenza, se mai vi fu, ben difficilmente ormai potra&#8217; venire a galla.</p>
<p>L&#8217;AMICAe#8200;IRINA</p>
<p>Ancora, eccoci alla storia di Irina Nazarova, ufficialmente animatrice di bordo ma soprattutto amica della moldava Domnica Cemortan. Tanto somiglianti fra loro, le due ragazze, da essere frequentemente scambiate. Irina, che faceva parte dell&#8217;equipaggio durante la crociera maledetta, e&#8217; nata in Russia, a Samara, il 31 agosto del 1986. E&#8217; la stessa Domnica a fare il suo nome, nel lungo verbale della testimonianza resa alla Procura di Grosseto il 1 febbraio scorso. «Appena arrivata a bordo &#8211; dice &#8211; ho lasciato il bagaglio nella cabina della mia amica Irina Nazarova». Il verbale, in lingua moldava, e&#8217; stato pubblicato integralmente dal sito locale www.protv.md. Dinanzi ai magistrati, inoltre, la moldava afferma che il suo compito sulle navi era quello di effettuare le traduzioni in russo.</p>
<p>Chi sono davvero Domnica e Irina? E che ruolo hanno avuto in quello che veramente e&#8217; accaduto quella notte?</p>
<p>UN RAPPORTO ONORATO</p>
<p>Se sui suoi rapporti con Irina rilascia solo quelle scarne affermazioni, Domnica invece, durante la lunga testimonianza, si sofferma piu&#8217; volte sul nome di Ciro Onorato, altro rilevante personaggio di tutta la vicenda. Ciro, intanto, e&#8217; lo stesso uomo col quale Domnica dice di aver messo in salvo molte persone. Con lui a notte fonda lascia la nave, ormai prossima all&#8217;affondamento, a bordo di una delle ultime scialuppe partite per il Giglio. L&#8217;ordine, racconta la giovane ai pm, le viene dato dal comandante: «scendete, andate a mettervi in salvo».</p>
<p>Le cronache ci hanno raccontato che Ciro Onorato, manager della ristorazione a bordo del Concordia, quella fatale sera era a cena con il comandante Schettino e con il direttore Manrico Giampedroni. A loro si uni&#8217;, per un dessert, Domnica. Poi, ha spiegato la donna, il comandante invito&#8217; tutti loro a salire in plancia. Siamo a pochi minuti prima del tragico accostamento al Giglio. Cosa si dissero a tavola, durante la lunga cena, Schettino e Onorato? Racconta Domnica al settimanale “Oggi”, nel numero di meta&#8217; marzo: «Non so di cosa parlassero i miei superiori. Nominavano il Giglio, ma lo facevano alla svelta, con accento napoletano. Non ci capivo nulla».</p>
<p>Tanto Schettino quanto Onorato sono originari della costiera vesuviana: sorrentino il primo, nato nella vicina Torre del Greco, il secondo. Zone del napoletano in cui sono ancora in tanti a comunicare fra loro in stretto dialetto. Tanto stretto che ben difficilmente avrebbero potuto interpretarne il significato non solo la ragazza, ma nemmeno lo spezzino Giampedroni.</p>
<p>Imbarcato da numerosi anni sulle navi Costa, Ciro Onorato viene menzionato su molti blog dei crocieristi per la sua simpatia e cordialita&#8217;. Memorabili, a quanto pare, le sue performances gastronomiche sulla Costa Mediterranea. Ricorda un passeggero, Vincent Finelli, nel suo diario di bordo: «Le nostre serate sono state deliziose. Siamo stati inoltre molto felici di rivedere il nostro amico maitre Ciro Onorato, che e&#8217; salito a Tenerife».</p>
<p>Ne ha fatta tanta, Ciro, di gavetta, dai vicoli del centro storico torrese ai fasti delle navi da crociera dove, si sa, un bravo maitre diventa sempre una star delle serate. Ma ancor piu&#8217; strabiliante e&#8217; stata la carriera di suo fratello, Gianni Onorato. Gia&#8217;, perche&#8217; il manager dall&#8217;aplomb britannico di Costa Crociere spa, l&#8217;uomo di punta del board catapultato la mattina del 14 gennaio al Giglio, per rilasciare impossibili spiegazioni del disastro ai cronisti, non e&#8217; solo omonimo dello chef che era a tavola con Schettino e Domnica. E&#8217; suo fratello.</p>
<p>La rivelazione, che era stata fatta alla Voce da un anziano marittimo di Torre del Greco, trova peraltro conferma in alcuni blog, primo fra tutti proprio quello dei crocieristi Costa, amministrato da un&#8217;addetta alle pubbliche relazioni della Compagnia, Flora. La quale, in un post di maggio 2009, ricorda: «Ciro e Gianni Onorato sono fratelli. La loro e&#8217; una famiglia che ha sempre lavorato a bordo. Quando l&#8217;ho conosciuto tanto tempo fa, a meta&#8217; anni &#8217;90, il dott. Onorato (Gianni, ndr) si occupava, a terra, del settore enogastronomico delle navi Costa. Sono passati gli anni e ora Gianni e&#8217; direttore generale». Laureato in lingue all&#8217;Universita&#8217; Orientale di Napoli, Gianni Onorato e&#8217; direttore generale di Costa dal 2004. «Ha iniziato la sua attivita&#8217; nel 1986 &#8211; si legge nel profilo del top manager sul sito della statunitense Carnival, cui fa capo il Gruppo Costa &#8211; nel settore alberghiero della societa&#8217;. Nel 1998 e&#8217; stato nominato vicepresidente. Durante il suo mandato da direttore generale ha introdotto innovazioni nel prodotto Costa».</p>
<p>Di Torre del Greco, infine, e&#8217; anche Ciro Ambrosio, secondo ufficiale e vice di Schettino sul Concordia.</p>
<p>Ambrosio, che come Ciro Onorato ed altri membri dell&#8217;equipaggio era in plancia al momento dell&#8217;impatto, e&#8217; indagato dalla Procura di Grosseto. Per lui l&#8217;accusa e&#8217; di cooperazione col comandante in omicidio plurimo colposo e naufragio.</p>
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		<title>Sostituito il PM nei processi ai Mastella. Torna in mente la frase &#8220;Chi lo processa cerca rogne&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Il Fatto Quotidiano del 24 novembre 2010 Mastella, chi lo processa “cerca rogne”.  Senato, giudici, Porta a Porta: tutti gli ostacoli alle indagini. Il gip Marotta racconta: “Mi avvicinò una collega amica dell’imputato e mi consigliò di assolverlo”. Vespa intervista un anonimo che spara sull’inchiesta. Era il portavoce di Clemente, pure lui indagato Dunque, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Bacheca-Tina-Cardone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8948" title="Bacheca Tina Cardone" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Bacheca-Tina-Cardone.jpg" alt="" width="500" height="422" /></a>Da Il Fatto Quotidiano del 24 novembre 2010</p>
<p><strong>Mastella, chi lo processa “cerca rogne”.</strong></p>
<p><strong> Senato, giudici, Porta a Porta: tutti gli ostacoli alle indagini. Il gip Marotta racconta: “Mi avvicinò una collega amica dell’imputato e mi consigliò di assolverlo”. Vespa intervista un anonimo che spara sull’inchiesta. Era il portavoce di Clemente, pure lui indagato</strong></p>
<p>Dunque, come abbiamo raccontato ieri, il processo a Clemente Mastella e ai suoi cari (una cinquantina di coimputati, fra cui la moglie, il consuocero, il cognato e mezza Udeur), non s’ha da fare. Il 19 novembre la Camera, su richiesta dell’europarlamentare Pdl imputato per quattro concussioni, tre abuso d’ufficio, un’associazione per delinquere, un peculato, una truffa e un’appropriazione indebita, ha sollevato conflitto d’attribuzione alla Consulta contro i giudici di Napoli che osano processarlo senza il permesso preventivo (non richiesto, anzi esplicitamente escluso dalla legge) del Parlamento. Motivo: i reati di cui è accusato Mastella sarebbero “ministeriali”, cioè collegati alle funzioni di Guardasigilli del governo Prodi dal 2006 al 2008 (falso: Mastella è imputato “in qualità di segretario nazionale del partito politico Udeur” e alcuni reati li avrebbe commessi prima e dopo aver fatto il ministro). Ora spetta al Gip decidere se procedere con l’udienza preliminare, ormai agli sgoccioli, o congelarla per un paio d’anni in attesa della sentenza della Consulta. Nel secondo caso, il processo nascerebbe praticamente morto, e non solo a carico di Mastella, ma anche degli altri 50 coimputati che si sono affrettati ad associarsi alla sua richiesta di sospensione sine die.</p>
<p>Ma che il processo a Mastella non s’abbia da fare non è una novità. Un’incredibile campagna mediatica, alimentata anche da Porta a Porta e dal Corriere della Sera, martella da anni che Mastella sarebbe stato inquisito a Santa Maria Capua Vetere nel gennaio 2008 per rovesciare per via giudiziaria il governo Prodi, dopodiché tutte le accuse sarebbero finite nel nulla. Così del processo di Napoli nessuno si occupa perché quasi tutti pensano che non esista. Altri, invece, sanno benissimo che esiste e si prodigano perché non esista più.</p>
<p>Il 1° luglio 2009, durante l’udienza preliminare della prima tranche del processo (quella nata a Santa Maria Capua Vetere e poi passata per competenza a Napoli), il gip che la conduce, <strong>Sergio Marotta,</strong> viene avvicinato da una collega della Corte d’appello di Napoli, <strong>Tina Cardone</strong>, che gli consiglia caldamente di prosciogliere Mastella. Marotta la lascia dire, poi la denuncia. E racconta ai colleghi, a verbale, il 23 settembre 2009: “In data 1.07.2009 venni telefonicamente raggiunto da una collega, Tina Cardone, che io conoscevo bene in quanto seppure adesso è in servizio presso la Corte d’Appello di Napoli, anni fa ha ricoperto la funzione di Presidente aggiunto dei Gip di Napoli. Dunque è stata mio superiore gerarchico… La Cardone, senza specificarmene la ragione, mi chiese un appuntamento per il giorno successivo ed io non ebbi difficoltà ad accordarglielo invitandola a venire nel mio ufficio”. La giudice però preferisce un luogo più appartato. Marotta rimane “un poco sorpreso per questa strana cautela”, ma accetta di vedere la collega l’indomani alle 8.30 “presso l’edicola dei giornali della piazza coperta del Tribunale”. E lì scopre finalmente il motivo della convocazione: “Non appena ci vedemmo cominciò a parlare della sua amicizia con Clemente Mastella”, che aveva fatto tanto per lei. Che cosa? “Quando era ministro di Giustizia l’aveva chiamata al Ministero dandole un incarico”.</p>
<p>Lei aspirava a un ruolo direttivo, ma Mastella le spiegò che quello era riservato ad <strong>Augusta Iannini, moglie di Bruno Vespa.</strong> “Mi disse che lei disciplinatamente aveva condiviso questa scelta poiché si rendeva conto da sola che un incarico alla moglie del Vespa significava per Mastella avere maggiori opportunità di frequentare il talk show condotto dal predetto”. In ogni caso la Cardone è “contenta” per il posto ministeriale conquistato e continua a “frequentare con la solita assiduità casa Mastella a Ceppaloni”, anche dopo l’arresto della moglie <strong>Sandra Lonardo</strong> e l’indagine per concussione e altri reati a carico dell’ormai ex ministro. “Era particolarmente fiera di questa sua fedeltà in quanto a suo dire molti amici di Mastella, fra cui anche la moglie del Vespa, dopo le disavventure giudiziarie del 2008, avevano un poco preso le distanze da lui”. Poi finalmente la giudice mastelliana viene al punto: “Mi disse – racconta Marotta – che era stata di recente presso la villa di Ceppaloni e che Mastella le aveva chiesto un intervento presso di me per ‘spuntare’ una sentenza di non luogo a procedere”.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/RitrattodiSandra1.jpg"><img class="size-medium wp-image-8950 alignleft" title="&quot;Ritratto di Sandra&quot; di Tina Cardone" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/RitrattodiSandra1-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" /></a>E lei ha subito aderito, avvicinando il gip: “Per perorare nel modo più incisivo possibile la causa del Mastella, mi spiegò che sarebbe stata inutile una mia resistenza alle sue sollecitazioni in quanto il Mastella, con tutte la amicizie che aveva mantenuto, prima o poi, nei vari gradi del procedimento, avrebbe comunque trovato qualche giudice sensibile alle sue segnalazioni o a quelle di suoi amici”. Non è solo una richiesta, dunque, quella della giudice al collega. È anche -secondo Marotta – una velata minaccia: “Sempre con riferimento alle amicizie del Mastella vantate dalla Cardone, a detta di quest’ultima mi conveniva tener conto della sua segnalazione perché lo stesso Mastella nel corso degli anni aveva dimostrato che con gli amici era molto generoso, mentre era vendicativo con chi gli sbarrava la strada”. Insomma, meglio farselo amico, per evitare rappresaglie. Marotta racconta che la Cardone non si fermò neppure lì, ma aggiunse pure che Mastella, “dopo un periodo di sbandamento dovuto all’indagine giudiziaria, già da molti mesi stava ricominciando a tessere la sua tela, a rinsaldare le vecchie amicizie ed a costituirne di nuove. Usò l’espressione ‘Clemente sta tornando in sella’, dicendomi insomma che il potere di Mastella si stava ricostituendo”. Non a caso, dopo un anno di assenza dal Parlamento italiano, aveva agguantato un posto sicuro a Bruxelles nelle liste del Pdl.</p>
<p>E poi aveva mantenuto ottimi rapporti con Antonio Bassolino, governatore uscente della Campania, e con Nicola Mancino, vicepresidente del Csm. Bassolino lo aveva rassicurato che né lui (vittima, secondo l’accusa, di una tentata concussione di Mastella) né la regione Campania si sarebbero costituiti parte civile nel procedimento dinanzi al gip Marotta (“in effetti – osserva il gip – il giorno dopo e cioè il 3.07.2009, ho constatato che né Bassolino, parte offesa in un capo di imputazione, né la Regione Campania si sono costituiti parte civile”). Quanto a Mancino, Marotta ha buon gioco a fingersi interessato a saperne di più, visto che pende sul suo capo un procedimento disciplinare dinanzi al Csm: “Proprio per accertare a cosa specificamente alludesse la Cardone quando mi parlava di favori che potevo ottenere, avendo intuito che assai verosimilmente voleva riferirsi ad amicizie anche interne al Csm poiché attualmente pende a mio carico un procedimento disciplinare, chiesi se per caso Nicola Mancino era fra quelli che erano rimasti ancora amici di Mastella. Lei disse che Mancino era una delle persone che non aveva mai voltato le spalle a Mastella”.</p>
<p>A quel punto Marotta liquida la collega senza prometterle nulla e corre dal presidente del Tribunale e dal Procuratore generale a denunciare l’illecita pressione della collega per conto di Mastella. La Cardone, dal canto suo, ammette di essere una vecchia amica dei Mastella (Sandra Lonardo presentò addirittura una mostra di quadri della giudice pittrice) e di aver incontrato Marotta, ma nega recisamente di averlo voluto influenzare. Sui fatti, pare, indaga la competente Procura di Roma, oltre naturalmente al Csm.</p>
<p>*****************************</p>
<p>Da La Voce delli Voci del 10 febbraio 2011]</p>
<p><strong>MASTELLA &#8211; QUATTRO BOTTI E + DI LUNA PIENA</strong></p>
<p>di Antonio Esposito</p>
<p>Quattro inchieste pendono sulla sua famiglia, ma il leader non si da&#8217; per vinto. Lancia la sua candidatura a sindaco di Napoli, benche&#8217; il suo sogno segreto sia quello di tornare a Roma. «Come mi piacerebbe essere in Parlamento in questi tempi frenetici &#8211; gongola &#8211; mi sarei tanto divertito».</p>
<p>Al redivivo Clemente Mastella non basta lo scranno di europarlamentare. Rivuole un posto da protagonista sulla scena politica italiana e ci prova, questa volta, con “I popolari per il Sud”, l&#8217;ennesima sua formazione, per fare un po&#8217; il contro-canto al partito leghista.</p>
<p>Il suo futuro dipendera&#8217; dalle alleanze che tessera&#8217; e dall&#8217;andamento dei procedimenti giudiziari, che lo vedono coinvolto con accuse che vanno dalla concussione al peculato, fino alla associazione per delinquere.</p>
<p>La prima “bomba” esplose nel gennaio del 2008, quando scattarono gli arresti per una folta pattuglia di dirigenti dell&#8217;ex Udeur e Mastella, indagato per gli stessi reati, si dimise da ministro della giustizia, provocando la caduta del governo Prodi. L&#8217;indagine, partita dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e relativa alla spartizione di incarichi e posti negli ospedali, nelle aree industriali, nelle comunita&#8217; montane e nelle Asl, ha portato a decine di rinvii a giudizio, ma il processo non si e&#8217; ancora concluso.</p>
<p>Passiamo all&#8217;inchiesta sull&#8217;Arpac (Agenzia regionale per l&#8217;ambiente della Campania): Mastella si e&#8217; salvato, ma solo provvisoriamente, per il rotto della cuffia: il senato, all&#8217;unanimita&#8217;, ha sollevato il conflitto di attribuzione, ritenendo che Mastella debba essere giudicato dal Tribunale dei Ministri e non da una normale procura della repubblica, perche&#8217; al tempo dei reati contestati svolgeva la funzione di guardasigilli. Di tutt&#8217;altro avviso e&#8217; il pm Francesco Curcio, che lo ha inquisito, invece, come segretario nazionale dell&#8217;Udeur.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PIOVONO RACCOMANDATI</p>
<p>La sua posizione e&#8217; stata stralciata in attesa dell&#8217;autorizzazione del senato e dell&#8217;Europarlamento per l&#8217;utilizzo delle intercettazioni che lo riguardano. Per tutti gli altri imputati, tra cui la moglie Sandra Lonardo, il consuocero Carlo Camilleri, il cognato Pasquale Giuditta, gli ex consiglieri regionali Antonio Fantini, Nicola Ferraro e Fernando Errico, l&#8217;inchiesta va avanti, nonostante i tanti tentativi di congelamento, respinti dal Gup, Eduardo De Gregorio. Secondo i magistrati, il leader ceppalonese avrebbe gestito con altri l&#8217;assunzione di 158 raccomandati, distribuendo appalti, nomine e consulenze ad amici e supporter.</p>
<p>C&#8217;e&#8217; da chiarire inoltre la rocambolesca vicenda dell&#8217;appartamento di via Arenula a Roma che, secondo le testimonianze di Tancredi Cimmino, ex amministratore del partito, sarebbe stato acquistato da una societa&#8217; intestata ai figli di Mastella, «utilizzando anche fondi pubblici per l&#8217;editoria», dopo aver rilevato Il Campanile, giornale dell&#8217;Udeur.</p>
<p>Un&#8217;altra tegola e&#8217; arrivata nei mesi scorsi col processo a Maurizio Zamparini, patron del Palermo calcio e proprietario del centro commerciale “I Sanniti” di Benevento. Dalle carte dell&#8217;inchiesta risulta che l&#8217;imprenditore friulano ha versato 50 mila euro all&#8217;associazione onlus Iside Nova, fondata da lady Sandra, organizzatrice della kermesse “Quattro notti e piu&#8217; di luna piena”, fino al 2007. Secondo il pm Antonio Clemente, si tratterebbe di una tangente mascherata pagata ai Mastella, entrambi indagati, per ottenere dall&#8217;assessore all&#8217;urbanistica, Aldo Damiano, un rapido via libera all&#8217;apertura della megastruttura, scavalcando vincoli ed intoppi urbanistici.</p>
<p>L&#8217;ultimo botto scoppia qualche mese fa con l&#8217;inchiesta sulla gestione della rassegna “Quattro Notti”, diretta dal fedelissimo Renato Giordano e finanziata sia dalla Regione Campania che dalla Provincia di Benevento. Stavolta sotto accusa finiscono il figlio Elio Mastella, in qualita&#8217; di presidente di Iside Nova, e sua madre Sandra, come titolare di fatto dell&#8217;associazione. Per la procura di Benevento avrebbero commesso il reato di estorsione perche&#8217;, insieme al direttore della onlus, al tesoriere e a due collaboratrici, «mediante minacce e atteggiamenti prepotenti e violenti» costringevano numerosi espositori a versare somme di denaro, da 100 a 1500 euro, con la scusa che si trattasse della tassa per l&#8217;occupazione del suolo pubblico, concesso invece gratuitamente dal comune, ed obbligandoli infine a dichiarare che quelle erano donazioni. Con questo sistema avrebbero ricavato un ingiusto profitto di 343 mila euro. Il direttore artistico Giordano e&#8217; accusato, invece, di truffa aggravata per fatture false o gonfiate. Tra gli inquisiti anche il suo convivente Pasquale Tedesco, steward dell&#8217;Alitalia, responsabile dell&#8217;associazione Instrada.</p>
<p>LE  STAR “GONFIATE”</p>
<p>Fra i casi piu&#8217; clamorosi spiccano quelli dei concerti di Lucio Dalla e Cesare Cremonini. Per il cantante bolognese, l&#8217;Ente provinciale turismo versa l&#8217;importo di 72 mila euro, mentre gli agenti dichiarano di averne percepiti complessivamente 27 mila. Per l&#8217;ex Lunapop viene emessa una fattura di 55 mila euro, molto gonfiata, rispetto ad un analogo concerto tenuto a Conza della Campania per 37 mila euro. Per Monica Guerritore si registra un introito di 15 mila euro, a fronte dei circa 3500 realmente percepiti. Per l&#8217;attore Maurizio Micheli e la giornalista Rai, Tiziana Ferrario, risultano fatture rispettivamente di 14 mila e di 800 euro, ma entrambi hanno dichiarato di aver partecipato gratuitamente alla manifestazione. Cosi&#8217; pure per due scrittori locali come Ulisse Loni e Domenico Coduto, chiamati per presentare un libro, che si sono visti attribuire falsamente una somma di 1500 euro a testa, senza aver preso alcun compenso.</p>
<p>Il direttore artistico Giordano, titolare della societa&#8217; cooperativa Libero Spettacolo, avrebbe usufruito inoltre di un contributo della Provincia di 60 mila euro per sponsorizzare il suo film “Senza Amore” ed avrebbe truffato anche per le rassegne “Ridere al femminile” e “Il Gladiatore d&#8217;oro”, accaparrandosi illecitamente ben 400 mila euro.</p>
<p>Per tutti questi motivi il pm Clemente, titolare dell&#8217;inchiesta, ha chiesto il sequestro di un appartamento a Roma, per Elio Mastella, e di una casa a Benevento, per Giordano. «Ma ve lo immaginate &#8211; osserva con candore l&#8217;eurodeputato &#8211; mio figlio estorsore? Dovrei dimettermi da padre&#8230; Bastava leggere lo statuto dell&#8217;associazione: il presidente ha funzioni di cerimoniere. Mia madre e mio padre mi hanno insegnato che rubare e&#8217; peccato». Come ha fatto il presidente di Iside Nova &#8211; si domandano invece in procura &#8211; a non accorgersi di una truffa di quasi 800 mila euro? Perche&#8217; non ha presentato una memoria difensiva?</p>
<p>Il leader sannita, insomma, si sente perseguitato dai giudici. Dalle cronache recenti e&#8217; trapelato intanto che il magistrato Tina Cardone, beneventana, vecchia amica della famiglia Mastella, avrebbe fatto pressioni sul gip napoletano Sergio Marotta per chiedere il proscioglimento di Mastella. Il giudice avvicinato ha denunciato tutto. La vicenda e&#8217; stata raccontata da Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano. «La collega cerca di convincere Marotta &#8211; scrive il giornalista &#8211; con l&#8217;espressione “Clemente sta tornando in sella”. Quindi meglio farselo amico, per evitare rappresaglie. Insomma, chi lo processa cerca rogne».</p>
<p>LA RIVINCITA</p>
<p>Dopo l&#8217;elezione al Parlamento europeo nella lista del Pdl, Mastella sta pensando di presentarsi col nuovo partito in tutte le regioni meridionali gia&#8217; alle prossime amministrative. E con l&#8217;auto-candidatura a sindaco di Napoli punterebbe ad ottenere la nomination al comune di Benevento per il centrodestra. Segnali in questa direzione non mancano. I rapporti con la deputata berlusconiana Nunzia De Girolamo sono buoni. Al recente matrimonio del figlio Elio con la ligure Roberta Gasco, consigliere regionale del Pdl, c&#8217;era anche la coordinatrice sannita degli azzurri.</p>
<p>Di sicuro, comunque, sta preparando la vendetta contro i traditori. «Hanno provato a distruggerci senza riuscirci &#8211; proclama Vittorio Fucci, segretario provinciale del partito mastelliano, nonche&#8217; fratello del magistrato Carlo Fucci &#8211; ma arrivera&#8217; la resa dei conti e torneremo piu&#8217; forti di prima». La scuderia mastelliana, pero&#8217;, si e&#8217; molto indebolita. Sono andati via, tra gli altri, gli ex consiglieri regionali Bruno Casamassa e Fernando Errico, approdati l&#8217;uno in Noi Sud e l&#8217;altro nel Pdl. Anche il cognato Pasquale Giuditta ha preso un&#8217;altra strada entrando nel Pid (Popolari Italia Domani).</p>
<p>Per tornare alla ribalta, intanto, Clemente sfrutta ogni occasione televisiva. «Cerca di accreditare il nuovo partito come voce del sud contro il nord e la Lega &#8211; commentano in zona &#8211; ma poi sta con Berlusconi, che e&#8217; amico di Bossi». Bei tempi, quando era lui l&#8217;ago della bilancia della politica italiana. «Lo sgretolamento di Mastella &#8211; affermo&#8217; Giuditta qualche tempo fa &#8211; e&#8217; cominciato quando la moglie e&#8217; entrata in politica: da allora c&#8217;e&#8217; stato un corto circuito che lo ha rovinato».</p>
<p>Che fa, nel frattempo, la consigliera regionale Sandra Lonardo? Il tanto decantato punto d&#8217;ascolto al Rione Liberta&#8217; di Benevento, che serviva a «dissipare anche le liti familiari», e&#8217; stato chiuso. Fra le sue ultime iniziative, una conferenza stampa per chiedere al governatore del Veneto, Luca Zaia, di venirsi a prendere i rifiuti tossici trasportati a Bacoli, nel napoletano, da aziende della sua regione. A quando, allora, un intervento per far chiarezza sulle scorie industriali sepolte nel territorio di Ceppaloni dalla Frama, l&#8217;impresa di Giustino Tranfa, amico di famiglia dei Mastella, rinviato a giudizio per inquinamento ambientale nell&#8217;inchiesta denominata “Operazione Chernobyl”?</p>
<p>Per dimenticare le amarezze giudiziarie, Lady Mastella si consola con un concerto di canzoni napoletane al Museo del Sannio, organizzato da Iside Nova all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Alla fine, il cantante Mimi&#8217; Palmiero la omaggia con un mazzo di fiori, annunciando alla signora che «la sua voce di giustizia volera&#8217; alta». La beatificazione e&#8217; vicina.</p>
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