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	<title>altrabenevento &#187; ACQUA- Acea/Gesesa</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Acqua del Biferno alla contrada Pezzapiana grazie alle insistenze di Altrabenevento, ma Mastella se lo dimentica.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 17:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="504" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="acquedotto-640" title="acquedotto-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13362" title="acquedotto-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>I<strong>naugurazione elettorale di Mastella per il nuovo collegamento dell'acquedotto del Biferno alla rete idrica cittadina ma solo per gli stabilimenti industriali Pezzapiana e poche famiglie della zona. Agli abitanti di Ferrovia, Rione Libertà e Centro storico, ancora acqua contaminata da Tetracloroetilene.</strong>

Comunicato stampa del 16 luglio 2021

Il sindaco Clemente Mastella questa mattina è stato addirittura capace di inaugurare in via Mura della Caccia (foto di LabTv ) il lavoro di due (2 ) metri per il collegamento tra l'acquedotto del Biferno e la rete idrica che porta l'acqua solo ai capannoni industriali di Pezzapiana e a poche famiglie della zona.

Naturalmente Mastella ha dimenticato di ricordare che è stata Altrabenevento agli inizi di maggio scorso a segnalare nel corso di un lungo incontro con i vertici di Gesesa, che proprio in via Mura della Caccia era possibile collegare la conduttura del Biferno all'acquedotto cittadino ma avevamo proposto di effettuare lavori per circa 250 metri, fino alle pompe di Pezzapiana, per servire l'acqua buonissima delle sorgenti molisane anche agli abitanti della parte bassa della città.

Invece la Gesesa ha effettuato i lavori per fornire l'acqua del Biferno solo ai capannoni industriali e poche centinaia di abitanti, mentre i circa 25.000 abitanti della parte bassa della città continuano a ricevere acqua dei pozzi contaminata da tetracloroetilene miscelata al 30% con acqua del Biferno.

Alla ridicola manifestazione elettorale di questa mattina ha partecipato pure Marcello Palladino, ex presidente del comitato Pezzapiana che non si è mai attivato per risolvere il problema acqua contaminata da tetracloroetilene, il quale sarà tra i prossimi candidati del Partito Democratico a sostegno del sindaco Mastella.

La presidente, Sandra Sandrucci

&nbsp;

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="504" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="acquedotto-640" title="acquedotto-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13362" title="acquedotto-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/acquedotto-640-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a>I<strong>naugurazione elettorale di Mastella per il nuovo collegamento dell'acquedotto del Biferno alla rete idrica cittadina ma solo per gli stabilimenti industriali Pezzapiana e poche famiglie della zona. Agli abitanti di Ferrovia, Rione Libertà e Centro storico, ancora acqua contaminata da Tetracloroetilene.</strong>

Comunicato stampa del 16 luglio 2021

Il sindaco Clemente Mastella questa mattina è stato addirittura capace di inaugurare in via Mura della Caccia (foto di LabTv ) il lavoro di due (2 ) metri per il collegamento tra l'acquedotto del Biferno e la rete idrica che porta l'acqua solo ai capannoni industriali di Pezzapiana e a poche famiglie della zona.

Naturalmente Mastella ha dimenticato di ricordare che è stata Altrabenevento agli inizi di maggio scorso a segnalare nel corso di un lungo incontro con i vertici di Gesesa, che proprio in via Mura della Caccia era possibile collegare la conduttura del Biferno all'acquedotto cittadino ma avevamo proposto di effettuare lavori per circa 250 metri, fino alle pompe di Pezzapiana, per servire l'acqua buonissima delle sorgenti molisane anche agli abitanti della parte bassa della città.

Invece la Gesesa ha effettuato i lavori per fornire l'acqua del Biferno solo ai capannoni industriali e poche centinaia di abitanti, mentre i circa 25.000 abitanti della parte bassa della città continuano a ricevere acqua dei pozzi contaminata da tetracloroetilene miscelata al 30% con acqua del Biferno.

Alla ridicola manifestazione elettorale di questa mattina ha partecipato pure Marcello Palladino, ex presidente del comitato Pezzapiana che non si è mai attivato per risolvere il problema acqua contaminata da tetracloroetilene, il quale sarà tra i prossimi candidati del Partito Democratico a sostegno del sindaco Mastella.

La presidente, Sandra Sandrucci

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		<title>Scarso l&#8217;incremento di acqua del Biferno alla parte bassa della città</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 13:53:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="allaccio-biferno-pezzapiana-1" title="allaccio-biferno-pezzapiana-1" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13331" title="allaccio-biferno-pezzapiana-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Gli interventi di Gesesa per la qualità dell'acqua alla parte bassa della città sono insufficienti: il tetracloroetilene è ancora servito ai cittadini dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà. L'Acqua del Biferno è utilizzata per irrigare le aiuole, nonostante il divieto del sindaco.</strong>

Comunicato stampa del 3 luglio 2021

Agli inizi di maggio Altrabenevento ha chiesto, per l'ennesima volta, alla Regione Campania e alla Gesesa di aumentare la fornitura di acqua dal Biferno per servirla anche alla parte bassa della città mediante la realizzazione di un nuovo collegamento tra acquedotto regionale e rete idrica cittadina.

Nonostante l'impegno del nuovo presidente della Gesesa, l'avv. Domenico Russo, che ha chiuso il pozzo contaminato da Tetracloroetilene di Campo Mazzoni e preteso più acqua dal Biferno, il responsabile del servizio acquedotto della regione Campania, il geometra Ciro Pisacane, ha "concesso" solo l'aumento di 20 litri al secondo.

Non ci sono però atti amministrativi che giustificano tale decisione. È davvero insopportabile che la indispensabile fornitura di acqua di sorgente in sostituzione di quella di pozzo contaminata da tetracloroetilene a mezza città, debba dipendere dalle esternazioni di un funzionario regionale il quale a gennaio 2019 assicurava che poteva fornire solo 140-150 litri al secondo perché l'acquedotto non ne consentiva di più, poi nel 2020, dopo le proteste di Altrabenevento, sono stati forniti 200 litri/secondo dallo stesso impianto, a marzo 2021 ne assicurava 250 ma alla fine ne fornisce solo 220.

Inutile chiedere al consigliere regionale Luigi Abbate, ex presidente di Gesesa, e alla senatrice Sandra Lonardo, moglie del sindaco Mastella, di accertare con quale autorità e quali atti Pisacane decide quanta acqua del Biferno deve essere fornita alla città di Benevento, ma non si comprende il silenzio di altri consiglieri regionali, parlamentari, amministratori e rappresentati politici.

Dal canto suo, Gesesa, a fronte della nostra richiesta di lavori per circa 300 metri in via Mura della Caccia in modo da allacciare l'acquedotto regionale alla rete idrica cittadina per fornire più acqua del Biferno alla parte bassa della città, si è limitata ad effettuare lavori per soli 2 (due) metri (vedi foto) per fornire 6-8 litri al secondo di acqua di sorgente solo a Pazzapiana che è soprattutto zona industriale.

In tal modo, ai rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà viene ancora servita in gran parte (66%) l'acqua dei pozzi di Pezzapiana ancora contaminati da tetracloroetilene.

Ieri, nell'incontro con il presidente di Gesesa, Russo, abbiamo ribadito la richiesta di chiusura dei pozzi di Pezzapiana perché i filtri a carboni attivi, annunciati dalla azienda idrica, non sono affatto sufficienti ad evitare l'aumento improvviso di tetracloroetilene come accaduto a Campo Mazzoni. Tutta la città di Benevento deve essere servita subito da acqua di sorgente, come previsto dal Piano d'Ambito del 2003 (senza aspettare la chimera della potabilizzazione della diga di Campolattaro) ma questo dipende soprattutto dalla volontà degli amministratori locali che finora non hanno voluto scontrarsi con la Regione Campania.

Intanto, Russo ha garantito che cercherà di ridurre gli sprechi, anche quelli dovuti alla irrigazione delle aiuole che tuttora viene effettuata nella zona alta con acqua del Biferno, nonostante la ordinanza del sindaco Mastella.

Per Altrabenevento, la presidente Sandra Sadrucci

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="allaccio-biferno-pezzapiana-1" title="allaccio-biferno-pezzapiana-1" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13331" title="allaccio-biferno-pezzapiana-1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Allaccio-Biferno-Pezzapiana-1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Gli interventi di Gesesa per la qualità dell'acqua alla parte bassa della città sono insufficienti: il tetracloroetilene è ancora servito ai cittadini dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà. L'Acqua del Biferno è utilizzata per irrigare le aiuole, nonostante il divieto del sindaco.</strong>

Comunicato stampa del 3 luglio 2021

Agli inizi di maggio Altrabenevento ha chiesto, per l'ennesima volta, alla Regione Campania e alla Gesesa di aumentare la fornitura di acqua dal Biferno per servirla anche alla parte bassa della città mediante la realizzazione di un nuovo collegamento tra acquedotto regionale e rete idrica cittadina.

Nonostante l'impegno del nuovo presidente della Gesesa, l'avv. Domenico Russo, che ha chiuso il pozzo contaminato da Tetracloroetilene di Campo Mazzoni e preteso più acqua dal Biferno, il responsabile del servizio acquedotto della regione Campania, il geometra Ciro Pisacane, ha "concesso" solo l'aumento di 20 litri al secondo.

Non ci sono però atti amministrativi che giustificano tale decisione. È davvero insopportabile che la indispensabile fornitura di acqua di sorgente in sostituzione di quella di pozzo contaminata da tetracloroetilene a mezza città, debba dipendere dalle esternazioni di un funzionario regionale il quale a gennaio 2019 assicurava che poteva fornire solo 140-150 litri al secondo perché l'acquedotto non ne consentiva di più, poi nel 2020, dopo le proteste di Altrabenevento, sono stati forniti 200 litri/secondo dallo stesso impianto, a marzo 2021 ne assicurava 250 ma alla fine ne fornisce solo 220.

Inutile chiedere al consigliere regionale Luigi Abbate, ex presidente di Gesesa, e alla senatrice Sandra Lonardo, moglie del sindaco Mastella, di accertare con quale autorità e quali atti Pisacane decide quanta acqua del Biferno deve essere fornita alla città di Benevento, ma non si comprende il silenzio di altri consiglieri regionali, parlamentari, amministratori e rappresentati politici.

Dal canto suo, Gesesa, a fronte della nostra richiesta di lavori per circa 300 metri in via Mura della Caccia in modo da allacciare l'acquedotto regionale alla rete idrica cittadina per fornire più acqua del Biferno alla parte bassa della città, si è limitata ad effettuare lavori per soli 2 (due) metri (vedi foto) per fornire 6-8 litri al secondo di acqua di sorgente solo a Pazzapiana che è soprattutto zona industriale.

In tal modo, ai rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà viene ancora servita in gran parte (66%) l'acqua dei pozzi di Pezzapiana ancora contaminati da tetracloroetilene.

Ieri, nell'incontro con il presidente di Gesesa, Russo, abbiamo ribadito la richiesta di chiusura dei pozzi di Pezzapiana perché i filtri a carboni attivi, annunciati dalla azienda idrica, non sono affatto sufficienti ad evitare l'aumento improvviso di tetracloroetilene come accaduto a Campo Mazzoni. Tutta la città di Benevento deve essere servita subito da acqua di sorgente, come previsto dal Piano d'Ambito del 2003 (senza aspettare la chimera della potabilizzazione della diga di Campolattaro) ma questo dipende soprattutto dalla volontà degli amministratori locali che finora non hanno voluto scontrarsi con la Regione Campania.

Intanto, Russo ha garantito che cercherà di ridurre gli sprechi, anche quelli dovuti alla irrigazione delle aiuole che tuttora viene effettuata nella zona alta con acqua del Biferno, nonostante la ordinanza del sindaco Mastella.

Per Altrabenevento, la presidente Sandra Sadrucci

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		<item>
		<title>Acqua del Biferno per tutta la città, gruppo di lavoro promosso da Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 14:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="250" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzi-650x250" title="pozzi-650x250" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13296" title="pozzi-650x250" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>Prima riunione operativa: perchè è necessaria la chiusura del pozzi di Pezzapiana </strong>

Comunicato stampa del 1 giugno 2021

Si è tenuta ieri nel salone del consorzio Sale della Terra, la prima riunione del gruppo di lavoro promosso e coordinato dall'associazione Altrabenevento che dovrà elaborare la proposta tecnica per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città.

I<strong>l geologo Rosario Natale ha relazionato sulle caratteristiche della falda di Benevento e la contaminazione da tetracloroetilene; l'ing. Salvatore Zotti ha illustrato le caratteristiche tecniche dei pozzi di Pezzapiana, dai quali ancora si attinge l'acqua che la Gesesa serve agli utenti della parte bassa della città, ha rimarcato la carenza delle autorizzazioni amministrative e la incompatibilità di quegli impianti con i vigenti strumenti urbanistici.</strong>

Sandra Sandrucci e Gabriele Corona hanno ribadito la necessità di chiudere i pozzi di Pezzapiana ed hanno relazionato sulla richiesta presentata alla Gesesa per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città.

<strong>Nella prossima riunione del gruppo di lavoro saranno definite le proposte tecniche per alcune modifiche alla rete idrica cittadina per consentire che l'acqua delle sorgenti molisane sia fornita anche agli abitanti dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà.</strong>

Le proposte del gruppo di lavoro saranno presentate alla città alla fine di Giugno, dopo l'incontro interlocutorio previsto per metà del mese con i vertici della Gesesa.

La presidente, Sandra Sandrucci]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="250" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzi-650x250" title="pozzi-650x250" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13296" title="pozzi-650x250" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzi-650x250-300x115.jpg" alt="" width="300" height="115" /></a>Prima riunione operativa: perchè è necessaria la chiusura del pozzi di Pezzapiana </strong>

Comunicato stampa del 1 giugno 2021

Si è tenuta ieri nel salone del consorzio Sale della Terra, la prima riunione del gruppo di lavoro promosso e coordinato dall'associazione Altrabenevento che dovrà elaborare la proposta tecnica per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città.

I<strong>l geologo Rosario Natale ha relazionato sulle caratteristiche della falda di Benevento e la contaminazione da tetracloroetilene; l'ing. Salvatore Zotti ha illustrato le caratteristiche tecniche dei pozzi di Pezzapiana, dai quali ancora si attinge l'acqua che la Gesesa serve agli utenti della parte bassa della città, ha rimarcato la carenza delle autorizzazioni amministrative e la incompatibilità di quegli impianti con i vigenti strumenti urbanistici.</strong>

Sandra Sandrucci e Gabriele Corona hanno ribadito la necessità di chiudere i pozzi di Pezzapiana ed hanno relazionato sulla richiesta presentata alla Gesesa per la fornitura di acqua del Biferno a tutta la città.

<strong>Nella prossima riunione del gruppo di lavoro saranno definite le proposte tecniche per alcune modifiche alla rete idrica cittadina per consentire che l'acqua delle sorgenti molisane sia fornita anche agli abitanti dei rioni Ferrovia, Centro Storico e Libertà.</strong>

Le proposte del gruppo di lavoro saranno presentate alla città alla fine di Giugno, dopo l'incontro interlocutorio previsto per metà del mese con i vertici della Gesesa.

La presidente, Sandra Sandrucci]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Disegno criminoso: sostituire l&#8217;acqua del Biferno con quella dei pozzi di San Salvatore Telesino</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13279</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2021 15:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cartello-san-salvatore-640" title="cartello-san-salvatore-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13280" title="cartello-san-salvatore-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Tacciono gli amministratori, i politici e i giornalisti impegnati a tifare per la concorrenza tra massoni</strong>

Comunicato stampa del 17 maggio 2021

Da qualche giorno a San Salvatore Telesino sono ripresi i lavori per collegare il campo pozzi all'acquedotto del Biferno, cominciati nel 2017 senza gara di appalto, con l'obiettivo dichiarato di "risolvere la crisi idrica di Benevento".

<strong>La Regione Campania ha stanziato 10 milioni di euro per ripristinare otto pozzi, realizzati agli inizi degli anni '90 e mai entrati in funzione, da cedere alla Gesesa con relativa rete idrica per pompare acqua "dura" del bacino del Grassano verso la nostra città.</strong>

Ufficialmente questo sistema idrico dovrebbe entrare in funzione solo in caso di crisi dovuta a riduzione della portata dalle sorgenti molisane che però si è manifestata una sola volta in 14 anni. In realtà da alcuni decenni la Regione Campania tenta di ridurre o eliminare la fornitura di acqua buonissima dal Biferno per la città di Benevento e i pozzi di San Salvatore Telesino devono servire proprio a questo scopo.

<strong>A questo scellerato progetto si oppongono Altrabenevento per la scarsa qualità dell'acqua di quei pozzi (eccessivo grado di durezza) ma anche i contadini della zona e il Consorzio Idrico Termale di Telese che temono l'abbassamento della falda, ma i lavori, nonostante le denunce e le interruzioni, proseguono.</strong>

Il Comune di San Salvatore finora non si è opposto, limitandosi ad esprimere alcune osservazioni critiche sul tracciato della condotta idrica.

<strong>A settembre saranno completati i lavori e quindi l'acquedotto del Biferno, potenziato la scorsa settimana, porterà in città l'acqua dei pozzi di San Salvatore Telesino con costi enormi per le spese di pompaggio.</strong>

<strong>Questo pericolo è concreto ed imminente ma i consiglieri comunali della città capoluogo e le forze politiche tacciono, mentre si affannano a discutere, con l'aiuto di giornalisti tifosi e falsi opinionisti, solo di candidature e di giochi di potere tra massoni: quelli che già hanno acquisito un posto di assessore nella attuale giunta Mastella e quelli che puntano alla elezione del nuovo sindaco.</strong>

Invece, della qualità dell'acqua si preoccupano solo Altrabenevento, poche altre associazioni e i cittadini della parte bassa della città costretti ad utilizzare l'acqua dei pozzi al tetracloroetilene. I cittadini della parte alta che finora hanno utilizzato acqua di sorgente, rischiano di doversi accontentare, anch'essi, di acqua di pozzo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="cartello-san-salvatore-640" title="cartello-san-salvatore-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13280" title="cartello-san-salvatore-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cartello-San-Salvatore-640-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Tacciono gli amministratori, i politici e i giornalisti impegnati a tifare per la concorrenza tra massoni</strong>

Comunicato stampa del 17 maggio 2021

Da qualche giorno a San Salvatore Telesino sono ripresi i lavori per collegare il campo pozzi all'acquedotto del Biferno, cominciati nel 2017 senza gara di appalto, con l'obiettivo dichiarato di "risolvere la crisi idrica di Benevento".

<strong>La Regione Campania ha stanziato 10 milioni di euro per ripristinare otto pozzi, realizzati agli inizi degli anni '90 e mai entrati in funzione, da cedere alla Gesesa con relativa rete idrica per pompare acqua "dura" del bacino del Grassano verso la nostra città.</strong>

Ufficialmente questo sistema idrico dovrebbe entrare in funzione solo in caso di crisi dovuta a riduzione della portata dalle sorgenti molisane che però si è manifestata una sola volta in 14 anni. In realtà da alcuni decenni la Regione Campania tenta di ridurre o eliminare la fornitura di acqua buonissima dal Biferno per la città di Benevento e i pozzi di San Salvatore Telesino devono servire proprio a questo scopo.

<strong>A questo scellerato progetto si oppongono Altrabenevento per la scarsa qualità dell'acqua di quei pozzi (eccessivo grado di durezza) ma anche i contadini della zona e il Consorzio Idrico Termale di Telese che temono l'abbassamento della falda, ma i lavori, nonostante le denunce e le interruzioni, proseguono.</strong>

Il Comune di San Salvatore finora non si è opposto, limitandosi ad esprimere alcune osservazioni critiche sul tracciato della condotta idrica.

<strong>A settembre saranno completati i lavori e quindi l'acquedotto del Biferno, potenziato la scorsa settimana, porterà in città l'acqua dei pozzi di San Salvatore Telesino con costi enormi per le spese di pompaggio.</strong>

<strong>Questo pericolo è concreto ed imminente ma i consiglieri comunali della città capoluogo e le forze politiche tacciono, mentre si affannano a discutere, con l'aiuto di giornalisti tifosi e falsi opinionisti, solo di candidature e di giochi di potere tra massoni: quelli che già hanno acquisito un posto di assessore nella attuale giunta Mastella e quelli che puntano alla elezione del nuovo sindaco.</strong>

Invece, della qualità dell'acqua si preoccupano solo Altrabenevento, poche altre associazioni e i cittadini della parte bassa della città costretti ad utilizzare l'acqua dei pozzi al tetracloroetilene. I cittadini della parte alta che finora hanno utilizzato acqua di sorgente, rischiano di doversi accontentare, anch'essi, di acqua di pozzo.

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<title>Altrabenevento propone a Gesesa due soluzioni per fornire acqua del Biferno alla parte bassa della città</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2021 20:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="332" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pino-e-torre-belvedere" title="pino-e-torre-belvedere" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13277" title="pino-e-torre-belvedere" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>E' cominciato oggi il confronto con il presidente Domenico Russo e l'amministratore delegato Salvatore Rubbo. </strong>

Comunicato stampa del 14 maggio 2021

E' durato tre ore l'incontro di questa mattina tra l'associazione Altrabenevento e i vertici di Gesesa in merito all'utilizzo dell'acqua del Biferno per la parte bassa della città.

Sandra Sandrucci e Gabriele Corona, dell'associazione "per la città sostenibile contro il malaffare", preso atto che la Regione Campania si è impegnata, soprattutto su insistenza del presidente della azienda idrica di Benevento, avv. Domenico Russo, ad aumentare la fornitura dal Biferno, hanno chiesto di conoscere i tempi e la utilizzazione della risorsa.

Il presidente Russo ha chiarito che la Regione Campania ha effettuato nei giorni scorsi i lavori per consentire all'acquedotto che da Gioia Sannita fornisce l'acqua delle sorgenti molisane alla valle telesina e a Benevento di aumentare progressivamente, entro il mese di maggio, la portata fino a 250 litri al secondo. Contemporaneamente la Gesesa ha effettuato i lavori alla rete idrica cittadina necessari per utilizzare meglio la fornitura dal Biferno.

<strong>Altrabenevento ha chiesto, ancora una volta, che siano chiusi i pozzi di Pezzapiana tuttora utilizzati per il servizio idrico nei rioni Ferrovia, Centro Storico e Rione Libertà, nei quali è stata da tempo accertata la presenza di tetracloroetilene. Gesesa, precisato che al momento la presenza di tetracloroetilene in quei pozzi non supera la soglia di contaminazione, ritiene che l'acqua di Pezzapiana è ancora indispensabile per garantire la fornitura idrica in città ma è disposta a verificare altre possibilità, anche attraverso l'uso di pozzi di Solopaca.</strong>

Sandrucci e Corona hanno chiesto che sia ridotto lo spreco della buonissima acqua molisana, sopratutto per irrigazione delle aiuole, e che Gesesa verifichi la possibilità di completare alcuni tratti di acquedotto cittadino per utilizzare la torre piezometrica della collina Belvedere al fine di collegare efficacemente l'acquedotto del Biferno alla rete idrica della parte bassa della città. In alternativa, secondo Altrabenevento, si può verificare la possibilità di realizzate tale collegamento al termine di via Mura della Caccia, poco lontano dalla centrale di Pezzapiana.

<strong>L'ing. Salvatore Rubbo, amministratore delegato di Gesesa, si è impegnato a verificare le proposte di Altrabenevento e a comunicare quanto prima le soluzioni tecniche per garantire la maggiore fornitura di acqua del Biferno alla parte bassa della città.</strong>

Il presidente Russo, al termine della lunga riunione, ha assicurato che Gesesa entro la fine del mese di maggio convocherà di nuovo Altrabenevento per continuare il proficuo confronto.

Il presidente, Sandra Sandrucci

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="332" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pino-e-torre-belvedere" title="pino-e-torre-belvedere" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13277" title="pino-e-torre-belvedere" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pino-e-torre-belvedere-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a>E' cominciato oggi il confronto con il presidente Domenico Russo e l'amministratore delegato Salvatore Rubbo. </strong>

Comunicato stampa del 14 maggio 2021

E' durato tre ore l'incontro di questa mattina tra l'associazione Altrabenevento e i vertici di Gesesa in merito all'utilizzo dell'acqua del Biferno per la parte bassa della città.

Sandra Sandrucci e Gabriele Corona, dell'associazione "per la città sostenibile contro il malaffare", preso atto che la Regione Campania si è impegnata, soprattutto su insistenza del presidente della azienda idrica di Benevento, avv. Domenico Russo, ad aumentare la fornitura dal Biferno, hanno chiesto di conoscere i tempi e la utilizzazione della risorsa.

Il presidente Russo ha chiarito che la Regione Campania ha effettuato nei giorni scorsi i lavori per consentire all'acquedotto che da Gioia Sannita fornisce l'acqua delle sorgenti molisane alla valle telesina e a Benevento di aumentare progressivamente, entro il mese di maggio, la portata fino a 250 litri al secondo. Contemporaneamente la Gesesa ha effettuato i lavori alla rete idrica cittadina necessari per utilizzare meglio la fornitura dal Biferno.

<strong>Altrabenevento ha chiesto, ancora una volta, che siano chiusi i pozzi di Pezzapiana tuttora utilizzati per il servizio idrico nei rioni Ferrovia, Centro Storico e Rione Libertà, nei quali è stata da tempo accertata la presenza di tetracloroetilene. Gesesa, precisato che al momento la presenza di tetracloroetilene in quei pozzi non supera la soglia di contaminazione, ritiene che l'acqua di Pezzapiana è ancora indispensabile per garantire la fornitura idrica in città ma è disposta a verificare altre possibilità, anche attraverso l'uso di pozzi di Solopaca.</strong>

Sandrucci e Corona hanno chiesto che sia ridotto lo spreco della buonissima acqua molisana, sopratutto per irrigazione delle aiuole, e che Gesesa verifichi la possibilità di completare alcuni tratti di acquedotto cittadino per utilizzare la torre piezometrica della collina Belvedere al fine di collegare efficacemente l'acquedotto del Biferno alla rete idrica della parte bassa della città. In alternativa, secondo Altrabenevento, si può verificare la possibilità di realizzate tale collegamento al termine di via Mura della Caccia, poco lontano dalla centrale di Pezzapiana.

<strong>L'ing. Salvatore Rubbo, amministratore delegato di Gesesa, si è impegnato a verificare le proposte di Altrabenevento e a comunicare quanto prima le soluzioni tecniche per garantire la maggiore fornitura di acqua del Biferno alla parte bassa della città.</strong>

Il presidente Russo, al termine della lunga riunione, ha assicurato che Gesesa entro la fine del mese di maggio convocherà di nuovo Altrabenevento per continuare il proficuo confronto.

Il presidente, Sandra Sandrucci

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		<title>Aumenta la fornitura di acqua buonissima del Biferno ma non chiudono i pozzi con il tetracloroetilene</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13270#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 May 2021 06:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="357" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="autobotte-acqua-potabile-640" title="autobotte-acqua-potabile-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13271" title="autobotte-acqua-potabile-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Dal Biferno 250 litri di acqua al secondo grazie alle proteste di Altrabenevento e del Comitato Qualità dell'Acqua, ma i quartieri Ferrovia, Libertà e centro storico saranno ancora serviti dai pozzi di Pezzapiana </strong>

Comunicato stampa del 9 maggio 2021

Martedì 11 maggio sarà interrotto il servizio idrico alla parte alta della città per effettuare alcuni lavori necessari ad aumentare la fornitura dall'acquedotto del Biferno di altri 50 litri di acqua al secondo in aggiunta ai 200 litri attuali.

<strong>La richiesta di incremento della portata del Biferno è stata avanzata più volte negli ultimi 2 anni da Altrabenevento e dal Comitato Qualità dell'Acqua per fornire acqua buonissima di sorgente anche agli abitanti dei quartieri Ferrovia, Libertà e Centro Storico serviti finora dai pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana nei quali è stata accertata più volte la presenza di tetracloroetilene oltre la soglia di contaminazione.</strong>

Per due anni l'amministrazione Mastella, la Gesesa e la Regione Campania hanno sempre risposto che la condotta idrica del Biferno non avrebbe potuto reggere una fornitura superiore ai 140 litri al secondo, sufficiente solo per la parte alta della città.

<strong>Il sindaco Mastella ha definito 'idioti' i cittadini che protestavano per la qualità dell'acqua ed ha denunciato Altrabenevento per diffamazione e "procurato allarme", ma la protesta non si è fermata. Sono stati effettuati alcuni lavori e la fornitura dal Biferno è aumentata ai 200 litri al secondo ma solo una piccolissima parte, circa 30 litri al secondo, viene servita alla parte bassa della città, -mischiata ai 120 litri prelevati dai pozzi.</strong>

Quindi, ai cittadini di Pacevecchia, Capodimonte, Mellusi-Atlantici e parte alta del centro storico arriva solo acqua dal Biferno, 100% della fornitura, mentre gli abitanti di Ferrovia, Libertà e basso Centro storico, che pagano la stessa tariffa, ricevono 20% di acqua del Biferno e 80% di acqua dei pozzi con tetracloroetilene.

<strong>A marzo scorso è stato chiuso definitivamente il pozzo di Campo Mazzoni per la presenza del pericoloso inquinante con concentrazioni superiori di 40 volte la soglia di Contaminazione e di conseguenza il nuovo presidente della Gesesa, l'avv. Domenico Russo, sicuramente più attivo dell'ex presidente Luigi Abbate, ha chiesto alla Regione un ulteriore aumento della fornitura dal Biferno.</strong>

Ma l'azienda idrica e l'amministrazione Mastella finora non hanno spiegato a chi saranno destinati anche questi ulteriori 50 litri al secondo di acqua buonissima delle sorgenti molisane ed hanno precisato che ai cittadini della parte bassa della città sarà ancora servita acqua dei pozzi di Pezzapiana con il tetrcoroetilene.

<strong>Questa decisione è inaccettabile !</strong>

<strong>Altrabenevento organizza ulteriori manifestazioni di protesta per chiudere i pozzi che pescano della falda sotto la città e fornire a tutti gli abitanti di Benevento la stessa acqua buonissima del Biferno.</strong>

Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="357" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="autobotte-acqua-potabile-640" title="autobotte-acqua-potabile-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13271" title="autobotte-acqua-potabile-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/autobotte-acqua-potabile-640-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Dal Biferno 250 litri di acqua al secondo grazie alle proteste di Altrabenevento e del Comitato Qualità dell'Acqua, ma i quartieri Ferrovia, Libertà e centro storico saranno ancora serviti dai pozzi di Pezzapiana </strong>

Comunicato stampa del 9 maggio 2021

Martedì 11 maggio sarà interrotto il servizio idrico alla parte alta della città per effettuare alcuni lavori necessari ad aumentare la fornitura dall'acquedotto del Biferno di altri 50 litri di acqua al secondo in aggiunta ai 200 litri attuali.

<strong>La richiesta di incremento della portata del Biferno è stata avanzata più volte negli ultimi 2 anni da Altrabenevento e dal Comitato Qualità dell'Acqua per fornire acqua buonissima di sorgente anche agli abitanti dei quartieri Ferrovia, Libertà e Centro Storico serviti finora dai pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana nei quali è stata accertata più volte la presenza di tetracloroetilene oltre la soglia di contaminazione.</strong>

Per due anni l'amministrazione Mastella, la Gesesa e la Regione Campania hanno sempre risposto che la condotta idrica del Biferno non avrebbe potuto reggere una fornitura superiore ai 140 litri al secondo, sufficiente solo per la parte alta della città.

<strong>Il sindaco Mastella ha definito 'idioti' i cittadini che protestavano per la qualità dell'acqua ed ha denunciato Altrabenevento per diffamazione e "procurato allarme", ma la protesta non si è fermata. Sono stati effettuati alcuni lavori e la fornitura dal Biferno è aumentata ai 200 litri al secondo ma solo una piccolissima parte, circa 30 litri al secondo, viene servita alla parte bassa della città, -mischiata ai 120 litri prelevati dai pozzi.</strong>

Quindi, ai cittadini di Pacevecchia, Capodimonte, Mellusi-Atlantici e parte alta del centro storico arriva solo acqua dal Biferno, 100% della fornitura, mentre gli abitanti di Ferrovia, Libertà e basso Centro storico, che pagano la stessa tariffa, ricevono 20% di acqua del Biferno e 80% di acqua dei pozzi con tetracloroetilene.

<strong>A marzo scorso è stato chiuso definitivamente il pozzo di Campo Mazzoni per la presenza del pericoloso inquinante con concentrazioni superiori di 40 volte la soglia di Contaminazione e di conseguenza il nuovo presidente della Gesesa, l'avv. Domenico Russo, sicuramente più attivo dell'ex presidente Luigi Abbate, ha chiesto alla Regione un ulteriore aumento della fornitura dal Biferno.</strong>

Ma l'azienda idrica e l'amministrazione Mastella finora non hanno spiegato a chi saranno destinati anche questi ulteriori 50 litri al secondo di acqua buonissima delle sorgenti molisane ed hanno precisato che ai cittadini della parte bassa della città sarà ancora servita acqua dei pozzi di Pezzapiana con il tetrcoroetilene.

<strong>Questa decisione è inaccettabile !</strong>

<strong>Altrabenevento organizza ulteriori manifestazioni di protesta per chiudere i pozzi che pescano della falda sotto la città e fornire a tutti gli abitanti di Benevento la stessa acqua buonissima del Biferno.</strong>

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<item>
		<title>La fonte che inquina i pozzi è tuttora attiva. Tacciono i consiglieri comunali</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13172#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 08:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="397" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pozzo-Pezzapiana640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzo-pezzapiana640" title="pozzo-pezzapiana640" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-13174" title="pozzo-pezzapiana640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pozzo-Pezzapiana640-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" />

<strong>La società Artea aveva avvisato il Comune. Altrabenevento chiede alla Gesesa e al sindaco di applicare le norme per la prevenzione dei danni alla salute pubblica.  </strong>

Comunicato stampa del 7 aprile 2021

Altrabenevento ha chiesto oggi al sindaco di Benevento e al presidente di Gesesa di chiudere i pozzi di Pezzapiana ai sensi dell'art. 304 del Decreto Legislativo 152 del 2006 - "Azione di prevenzione" per evitare i danni causati dalla possibile somministrazione di acqua non potabile ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.

Ecco il testo: "La società Artea, incaricata dal Comune di Benevento di effettuare i controlli sulla contaminazione da tetracloroetilene nella falda della parte bassa di Benevento, a giugno del 2020 ha attestato che "le aree oggetto di indagine risultano essere contaminate" ed ha ipotizzato che all'accumulo del pericoloso inquinante in profondità si aggiunge "un insaturo di superficie ancora attivo nel rilascio".

<strong>Il recente ritrovamento nel pozzo di Campo Mazzoni di 47,4 microgrammi di tetracloroetilene, 40 volte superiore alla soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e quasi 5 volte il limite di potabilità (10 microgrammi/litro), conferma che il rilascio del pericoloso inquinante persiste e si può estendere, inevitabilmente, anche ai pozzi di Pezzapiana tuttora utilizzati per la fornitura idrica ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico.</strong>

<strong>Quindi la Gesesa potrebbe servire a circa 25.000 abitanti acqua non potabile per l'aumento ulteriore di tetracloroetilene che da tempo ha superato la Soglia di Contaminazione.</strong>

Pertanto sono necessarie adeguate misure di salvaguardia della salute pubblica, anche ai sensi dell'art. 304 del D. Lgs. 152/2006 che prevede "Quando un danno ambientale non si è ancora verificato, ma esiste una minaccia imminente che si verifichi, l'operatore interessato adotta, entro ventiquattro ore e a proprie spese, le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza".

In verità il danno ambientale, cioè l'inquinamento del suolo e delle acque profonde da tetracloroetilene si è già verificato, sono stati previsti altri esami per tentare di individuare la fonte dello sversamento ma non si possono rischiare ulteriori danni alla salute di metà della popolazione costretta ad utilizzare acqua già contaminata che può improvvisamente diventare non potabile".

La lettera è stata inviata per conoscenza al Prefetto, al Procuratore della Repubblica e <strong>ai "consiglieri comunali di Benevento, di maggioranza e di opposizione che continuano a rimanere in imbarazzato silenzio su questa gravissima situazione. E' vero che solo alcuni di essi abitano nella zona servita da acqua con tetracloroetilene, ma è altrettanto vero che tutti hanno chiesto voti agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico</strong>

Altrabenevento, Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="397" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pozzo-Pezzapiana640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzo-pezzapiana640" title="pozzo-pezzapiana640" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-13174" title="pozzo-pezzapiana640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pozzo-Pezzapiana640-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" />

<strong>La società Artea aveva avvisato il Comune. Altrabenevento chiede alla Gesesa e al sindaco di applicare le norme per la prevenzione dei danni alla salute pubblica.  </strong>

Comunicato stampa del 7 aprile 2021

Altrabenevento ha chiesto oggi al sindaco di Benevento e al presidente di Gesesa di chiudere i pozzi di Pezzapiana ai sensi dell'art. 304 del Decreto Legislativo 152 del 2006 - "Azione di prevenzione" per evitare i danni causati dalla possibile somministrazione di acqua non potabile ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.

Ecco il testo: "La società Artea, incaricata dal Comune di Benevento di effettuare i controlli sulla contaminazione da tetracloroetilene nella falda della parte bassa di Benevento, a giugno del 2020 ha attestato che "le aree oggetto di indagine risultano essere contaminate" ed ha ipotizzato che all'accumulo del pericoloso inquinante in profondità si aggiunge "un insaturo di superficie ancora attivo nel rilascio".

<strong>Il recente ritrovamento nel pozzo di Campo Mazzoni di 47,4 microgrammi di tetracloroetilene, 40 volte superiore alla soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e quasi 5 volte il limite di potabilità (10 microgrammi/litro), conferma che il rilascio del pericoloso inquinante persiste e si può estendere, inevitabilmente, anche ai pozzi di Pezzapiana tuttora utilizzati per la fornitura idrica ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico.</strong>

<strong>Quindi la Gesesa potrebbe servire a circa 25.000 abitanti acqua non potabile per l'aumento ulteriore di tetracloroetilene che da tempo ha superato la Soglia di Contaminazione.</strong>

Pertanto sono necessarie adeguate misure di salvaguardia della salute pubblica, anche ai sensi dell'art. 304 del D. Lgs. 152/2006 che prevede "Quando un danno ambientale non si è ancora verificato, ma esiste una minaccia imminente che si verifichi, l'operatore interessato adotta, entro ventiquattro ore e a proprie spese, le necessarie misure di prevenzione e di messa in sicurezza".

In verità il danno ambientale, cioè l'inquinamento del suolo e delle acque profonde da tetracloroetilene si è già verificato, sono stati previsti altri esami per tentare di individuare la fonte dello sversamento ma non si possono rischiare ulteriori danni alla salute di metà della popolazione costretta ad utilizzare acqua già contaminata che può improvvisamente diventare non potabile".

La lettera è stata inviata per conoscenza al Prefetto, al Procuratore della Repubblica e <strong>ai "consiglieri comunali di Benevento, di maggioranza e di opposizione che continuano a rimanere in imbarazzato silenzio su questa gravissima situazione. E' vero che solo alcuni di essi abitano nella zona servita da acqua con tetracloroetilene, ma è altrettanto vero che tutti hanno chiesto voti agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico</strong>

Altrabenevento, Gabriele Corona

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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;assessore Giorgione deve spiegare perchè non è stata ancora incaricata la ditta che da settembre 2020 doveva controllare i pozzi.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13168</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13168#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Apr 2021 06:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="639" height="482" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="gerardo-giorgione-e1596289308759" title="gerardo-giorgione-e1596289308759" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13169" title="gerardo-giorgione-e1596289308759" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Da luglio 2020 a marzo 2021 non sono stati effettuati controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana: l'Ufficio Ambiente non ha ancora incaricato la ditta. L'assessore Gerardo Giorgione, deve spiegare perchè non si è occupato della qualità della falda dalla quale si preleva l'acqua per il "suo" rione Libertà.</strong>

Comunicato stampa del 2 aprile 2021

Altrabenevento ha chiesto all'assessore all'ambiente del Comune di Benevento, Gerardo Giorgione con una lettera inviata oggi con Posta Elettronica Certificata, di spiegare perché non è stata ancora incaricata la ditta che avrebbe dovuto effettuare costanti controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana.

Ecco il testo della missiva inoltrata per conoscenza anche al presidente della Gesesa, al Prefetto e al Procuratore della Repubblica.

"Abbiamo appreso che da luglio 2020 a marzo 2021 il Comune di Benevento e la Gesesa non hanno effettuato controlli sulla presenza di tetracloroetilene nelle acque profonde dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana.

<strong>La notizia è davvero inquietante perché da novembre 2018, dopo le segnalazioni di Altrabenevento, tutti gli esami effettuati da vari laboratori, pubblici e privati, hanno sempre confermato la presenza del pericoloso inquinante nei pozzi utilizzati da Gesesa per fornire acqua ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.</strong>

Il 27 giugno 2020 la società Artea incaricata dal Comune di Benevento di effettuare esami anche con la realizzazione di pozzi piezometrici, a seguito dei controlli durati alcuni mesi in via Nuzzolo, via Mura della Caccia, via F. Paga ed altre aree del rione Ferrovia, ha confermato che "le aree oggetto di indagine risultano essere contaminate".

<strong>Artea ha ricordato che il tetracloroetilene (nome commerciale Percloroetilene), è utilizzato per "la produzione di oli e grassi alimentari, vernici, pigmenti e pesticidi; trattamenti per sgrassaggi, tempra per metalli, rottamazione ed autodemolizioni; lavaggio tessuti" ed ha segnalato che ad alte concentrazioni può "provocare irritazioni cutanee; è sospettato di provocare il cancro; è tossico per gli organismi acquatici".</strong>

<strong>La società incaricata dal Comune ha quindi indicato la necessità di effettuare controlli costanti sui terreni e acque profonde intorno ai pozzi di Campo Mazzoni, Pezzapiana, il pozzo dello stabilimento Strega Alberti, le aree del deposito ferroviario di via Valfortore e l'ex Monopoli Tabacchi, la rotonda I Sanniti e il lungo Calore, per verificare la presenza di tetracloroetilene ed altri 96 inquinanti.</strong>

La proposta di Artea è stata approvata a settembre 2020 dal Comune di Benevento, la Provincia, la Regione, la Gesesa, l'Arpac e la ASL ma i controlli sulle acque profonde non sono stati fatti.

Il Comune e la Gesesa hanno continuato a sostenere che "la situazione è sotto controllo" e che "la verifica sulla presenza del tetracloroetilene avviene continuamente" ma nessun esame è stato effettuato per misurare la presenza del pericoloso inquinante nella falda da luglio 2020.

Il 29 marzo, cioè il giorno in cui la Gesesa ha comunicato di aver trovato nel pozzo di Campo Mazzoni 47,4 microgrammi di tetracloroetilene, 40 volte superiore alla soglia di contaminazione e quasi 5 volte la soglia di potabilità, è stata pubblicata all'albo pretorio del Comune di Benevento la determina n. 5 del Dirigente del Servizio Ambiente, Gennaro Santamaria, che però riguarda solo la richiesta di preventivi a cinque ditte per effettuare i prelievi e i controlli proposti da Artea giugno 2020.

<strong>Perchè tanto ritardo?</strong>

Avvocato Giorgione, il 3 agosto 2020 lei è stato nominato Assessore all'Ambiente e quindi ha avuto tutto il tempo per rendersi conto della gravità della situazione, ma si è occupato molto solamente del presunto pericolo degli alberi del viale Atlantici con perizie, controperizie, interventi presso la magistratura e dichiarazioni alla stampa.

<strong>Adesso, per favore, vuole spiegare che cosa ha fatto per controllare la qualità della falda dalla quale si preleva l'acqua servita agli abitati dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico?</strong>

<strong>Si capisce l'imbarazzato silenzio di molti rappresentanti politici, di maggioranza e di opposizione, di centro sinistra e centrodestra, considerati gli affari trasversali sulla gestione dei servizi idrici, ma lei è l'assessore all'Ambiente, peraltro cresciuto al rione Libertà e quindi non può tacere.</strong>

Altrabenevento- Gabriele Corona

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="639" height="482" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="gerardo-giorgione-e1596289308759" title="gerardo-giorgione-e1596289308759" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13169" title="gerardo-giorgione-e1596289308759" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gerardo-Giorgione-e1596289308759-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Da luglio 2020 a marzo 2021 non sono stati effettuati controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana: l'Ufficio Ambiente non ha ancora incaricato la ditta. L'assessore Gerardo Giorgione, deve spiegare perchè non si è occupato della qualità della falda dalla quale si preleva l'acqua per il "suo" rione Libertà.</strong>

Comunicato stampa del 2 aprile 2021

Altrabenevento ha chiesto all'assessore all'ambiente del Comune di Benevento, Gerardo Giorgione con una lettera inviata oggi con Posta Elettronica Certificata, di spiegare perché non è stata ancora incaricata la ditta che avrebbe dovuto effettuare costanti controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana.

Ecco il testo della missiva inoltrata per conoscenza anche al presidente della Gesesa, al Prefetto e al Procuratore della Repubblica.

"Abbiamo appreso che da luglio 2020 a marzo 2021 il Comune di Benevento e la Gesesa non hanno effettuato controlli sulla presenza di tetracloroetilene nelle acque profonde dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana.

<strong>La notizia è davvero inquietante perché da novembre 2018, dopo le segnalazioni di Altrabenevento, tutti gli esami effettuati da vari laboratori, pubblici e privati, hanno sempre confermato la presenza del pericoloso inquinante nei pozzi utilizzati da Gesesa per fornire acqua ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.</strong>

Il 27 giugno 2020 la società Artea incaricata dal Comune di Benevento di effettuare esami anche con la realizzazione di pozzi piezometrici, a seguito dei controlli durati alcuni mesi in via Nuzzolo, via Mura della Caccia, via F. Paga ed altre aree del rione Ferrovia, ha confermato che "le aree oggetto di indagine risultano essere contaminate".

<strong>Artea ha ricordato che il tetracloroetilene (nome commerciale Percloroetilene), è utilizzato per "la produzione di oli e grassi alimentari, vernici, pigmenti e pesticidi; trattamenti per sgrassaggi, tempra per metalli, rottamazione ed autodemolizioni; lavaggio tessuti" ed ha segnalato che ad alte concentrazioni può "provocare irritazioni cutanee; è sospettato di provocare il cancro; è tossico per gli organismi acquatici".</strong>

<strong>La società incaricata dal Comune ha quindi indicato la necessità di effettuare controlli costanti sui terreni e acque profonde intorno ai pozzi di Campo Mazzoni, Pezzapiana, il pozzo dello stabilimento Strega Alberti, le aree del deposito ferroviario di via Valfortore e l'ex Monopoli Tabacchi, la rotonda I Sanniti e il lungo Calore, per verificare la presenza di tetracloroetilene ed altri 96 inquinanti.</strong>

La proposta di Artea è stata approvata a settembre 2020 dal Comune di Benevento, la Provincia, la Regione, la Gesesa, l'Arpac e la ASL ma i controlli sulle acque profonde non sono stati fatti.

Il Comune e la Gesesa hanno continuato a sostenere che "la situazione è sotto controllo" e che "la verifica sulla presenza del tetracloroetilene avviene continuamente" ma nessun esame è stato effettuato per misurare la presenza del pericoloso inquinante nella falda da luglio 2020.

Il 29 marzo, cioè il giorno in cui la Gesesa ha comunicato di aver trovato nel pozzo di Campo Mazzoni 47,4 microgrammi di tetracloroetilene, 40 volte superiore alla soglia di contaminazione e quasi 5 volte la soglia di potabilità, è stata pubblicata all'albo pretorio del Comune di Benevento la determina n. 5 del Dirigente del Servizio Ambiente, Gennaro Santamaria, che però riguarda solo la richiesta di preventivi a cinque ditte per effettuare i prelievi e i controlli proposti da Artea giugno 2020.

<strong>Perchè tanto ritardo?</strong>

Avvocato Giorgione, il 3 agosto 2020 lei è stato nominato Assessore all'Ambiente e quindi ha avuto tutto il tempo per rendersi conto della gravità della situazione, ma si è occupato molto solamente del presunto pericolo degli alberi del viale Atlantici con perizie, controperizie, interventi presso la magistratura e dichiarazioni alla stampa.

<strong>Adesso, per favore, vuole spiegare che cosa ha fatto per controllare la qualità della falda dalla quale si preleva l'acqua servita agli abitati dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico?</strong>

<strong>Si capisce l'imbarazzato silenzio di molti rappresentanti politici, di maggioranza e di opposizione, di centro sinistra e centrodestra, considerati gli affari trasversali sulla gestione dei servizi idrici, ma lei è l'assessore all'Ambiente, peraltro cresciuto al rione Libertà e quindi non può tacere.</strong>

Altrabenevento- Gabriele Corona

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		<title>Falda contaminata, basta giochi di prestigio sui dati del tetracloroetilene. Acqua del Biferno a tutta la città</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13159#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 18:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="398" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzo-pezzapiana640" title="pozzo-pezzapiana640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13162" title="pozzo-pezzapiana640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>L'enorme quantitativo di tetracloroetilene di Campo Mazzoni si può estendere a tutta la falda. Altrabenevento annuncia manifestazioni di protesta per evitare il prelievo di acqua dai pozzi di Pezzapiana che la Provincia ha chiuso e subito riaperto. Mastella e Giorgione si preoccupano per gli alberi del viale Atlantici e non per l'utilizzo di acqua contaminata.</strong>

Comunicato stampa del 31 marzo 2021

<strong>Altrabenevento ha inviato a mezzo PEC una lettera al presidente della Gesesa, Domenico Russo, al sindaco Clemente Mastella, all'assessore all'ambiente, Gerardo Giorgione, trasmessa per conoscenza anche al Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro e al Prefetto, Carlo Torlontano, per chiedere la immediata chiusura dei pozzi di Pezzapiana. Ecco il testo.</strong>

"Con una nota alla stampa del 29 marzo la Gesesa ha comunicato che nel pozzo di Campo Mazzoni è stata accertata la presenza di 47,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene, un valore altissimo che supera di 40 volte la soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e di quasi 5 volte il limite di potabilità (10 microgrammi/litro).

<strong>La Gesesa, però, non ha comunicato per quanti giorni ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico è stata servita acqua Non potabile. Con il comunicato del 29 marzo l'azienda idrica si limita a dichiarare che il pozzo è stato chiuso a fine febbraio ma dalle tabelle sulla qualità dell'acqua pubblicate sul sito di Gesesa, risulta che il 4 marzo è stato effettuato un prelievo alla Fontana di piazza San Modesto alimentato con acqua Biferno-Pezzapiana-Campo Mazzoni. Quindi, sicuramente il pozzo di Campo Mazzoni era ancora aperto a marzo.</strong>

Ieri mattina, 30 marzo, il presidente della Provincia a seguito dei dati trasmessi da Gesesa, ha firmato apposita ordinanza per vietare l'emungimento e l'utilizzo delle acque di falda (interdizione dell’uso dei pozzi pubblici e privati) ricadenti nell’area di Campo Mazzone e anche di Pezzapiana. Quindi il divieto riguardava anche i pozzi del Comune di Benevento di via Mura la Caccia (località Pezzapiana) che pescano nella stessa falda di Campo Mazzoni contaminata da tetracloroetilene, utilizzati dalla Gesesa per fornire acqua alla parte bassa della città, ma quegli impianti ieri pomeriggio erano in funzione.

Nella serata di ieri il Presidente della Provincia a seguito di nuovi esami comunicati dalla Gesesa ha emesso una nuova ordinanza per limitare il divieto di utilizzo solo al pozzo di Campo Mazzoni.

<strong>Com'è possibile che il tetracloroetilene possa improvvisamente comparire e poi scomparire dalla falda? Il pericoloso inquinante non si diluisce facilmente in acqua ed infatti la sua presenza è stata accertata costantemente nella falda della parte bassa della città da almeno 15 anni per valori superiori alla soglia di contaminazione. Per questo motivo e facendo appello al principio di precauzione, abbiamo chiesto più volte da novembre 2018 la chiusura dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, ma Gesesa e Comune di Benevento si sono limitati a ribadire che l'acqua era contaminata ma ancora potabile.</strong>

Adesso i valori di tetracloroetilene nella falda hanno superato di molto anche la soglia di potabilità ma ancora si cincischia sul tetracloroetilene che compare e scompare pur di giustificare l'emungimento di acqua dai pozzi di Pezzapiana.

A novembre 2018 proponemmo al sindaco di farsi carico di una vertenza con la Regione Campania per fornire l'acqua buona del Biferno, finora servita solo alla parte alta della città, anche ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico, ma ci rispose annunciando una querela.

<strong>Rinnoviamo la stessa richiesta: chiudete anche i pozzi di Pezzapiana perché l'inquinamento da tetracloroetilene riscontrato a Campo Mazzoni si può estendere a tutta la falda ed utilizzate bene l'acqua del Biferno per alimentare tutta la città.</strong>

Il sindaco Mastella e l'assessore all'ambiente Giorgione considerano pericolosi per la pubblica incolumità gli alberi del viale Atlantici ma minimizzano i pericoli per l'acqua contaminata alla popolazione della parte bassa della città.
<h3>Non tollereremo ancora la fornitura di acqua dai pozzi di Pezzapiana e neppure reticenze ed informazioni distorte.</h3>
Firmato: Altrabenevento- Gabriele Corona"

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="398" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pozzo-pezzapiana640" title="pozzo-pezzapiana640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13162" title="pozzo-pezzapiana640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/pozzo-pezzapiana640-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>L'enorme quantitativo di tetracloroetilene di Campo Mazzoni si può estendere a tutta la falda. Altrabenevento annuncia manifestazioni di protesta per evitare il prelievo di acqua dai pozzi di Pezzapiana che la Provincia ha chiuso e subito riaperto. Mastella e Giorgione si preoccupano per gli alberi del viale Atlantici e non per l'utilizzo di acqua contaminata.</strong>

Comunicato stampa del 31 marzo 2021

<strong>Altrabenevento ha inviato a mezzo PEC una lettera al presidente della Gesesa, Domenico Russo, al sindaco Clemente Mastella, all'assessore all'ambiente, Gerardo Giorgione, trasmessa per conoscenza anche al Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro e al Prefetto, Carlo Torlontano, per chiedere la immediata chiusura dei pozzi di Pezzapiana. Ecco il testo.</strong>

"Con una nota alla stampa del 29 marzo la Gesesa ha comunicato che nel pozzo di Campo Mazzoni è stata accertata la presenza di 47,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene, un valore altissimo che supera di 40 volte la soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e di quasi 5 volte il limite di potabilità (10 microgrammi/litro).

<strong>La Gesesa, però, non ha comunicato per quanti giorni ai cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico è stata servita acqua Non potabile. Con il comunicato del 29 marzo l'azienda idrica si limita a dichiarare che il pozzo è stato chiuso a fine febbraio ma dalle tabelle sulla qualità dell'acqua pubblicate sul sito di Gesesa, risulta che il 4 marzo è stato effettuato un prelievo alla Fontana di piazza San Modesto alimentato con acqua Biferno-Pezzapiana-Campo Mazzoni. Quindi, sicuramente il pozzo di Campo Mazzoni era ancora aperto a marzo.</strong>

Ieri mattina, 30 marzo, il presidente della Provincia a seguito dei dati trasmessi da Gesesa, ha firmato apposita ordinanza per vietare l'emungimento e l'utilizzo delle acque di falda (interdizione dell’uso dei pozzi pubblici e privati) ricadenti nell’area di Campo Mazzone e anche di Pezzapiana. Quindi il divieto riguardava anche i pozzi del Comune di Benevento di via Mura la Caccia (località Pezzapiana) che pescano nella stessa falda di Campo Mazzoni contaminata da tetracloroetilene, utilizzati dalla Gesesa per fornire acqua alla parte bassa della città, ma quegli impianti ieri pomeriggio erano in funzione.

Nella serata di ieri il Presidente della Provincia a seguito di nuovi esami comunicati dalla Gesesa ha emesso una nuova ordinanza per limitare il divieto di utilizzo solo al pozzo di Campo Mazzoni.

<strong>Com'è possibile che il tetracloroetilene possa improvvisamente comparire e poi scomparire dalla falda? Il pericoloso inquinante non si diluisce facilmente in acqua ed infatti la sua presenza è stata accertata costantemente nella falda della parte bassa della città da almeno 15 anni per valori superiori alla soglia di contaminazione. Per questo motivo e facendo appello al principio di precauzione, abbiamo chiesto più volte da novembre 2018 la chiusura dei pozzi di Campo Mazzoni e Pezzapiana, ma Gesesa e Comune di Benevento si sono limitati a ribadire che l'acqua era contaminata ma ancora potabile.</strong>

Adesso i valori di tetracloroetilene nella falda hanno superato di molto anche la soglia di potabilità ma ancora si cincischia sul tetracloroetilene che compare e scompare pur di giustificare l'emungimento di acqua dai pozzi di Pezzapiana.

A novembre 2018 proponemmo al sindaco di farsi carico di una vertenza con la Regione Campania per fornire l'acqua buona del Biferno, finora servita solo alla parte alta della città, anche ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico, ma ci rispose annunciando una querela.

<strong>Rinnoviamo la stessa richiesta: chiudete anche i pozzi di Pezzapiana perché l'inquinamento da tetracloroetilene riscontrato a Campo Mazzoni si può estendere a tutta la falda ed utilizzate bene l'acqua del Biferno per alimentare tutta la città.</strong>

Il sindaco Mastella e l'assessore all'ambiente Giorgione considerano pericolosi per la pubblica incolumità gli alberi del viale Atlantici ma minimizzano i pericoli per l'acqua contaminata alla popolazione della parte bassa della città.
<h3>Non tollereremo ancora la fornitura di acqua dai pozzi di Pezzapiana e neppure reticenze ed informazioni distorte.</h3>
Firmato: Altrabenevento- Gabriele Corona"

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		<item>
		<title>Acqua NON potabile nella parte bassa di Benevento. Sequestrare i pozzi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 10:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ACQUA- Acea/Gesesa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="594" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiuso-campo-mazzoni-640" title="chiuso-campo-mazzoni-640" /></p><h3><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13151" title="chiuso-campo-mazzoni-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a>La Gesesa ha chiuso il pozzo di Campo Mazzoni che ha fornito acqua contaminata e non potabile per la presenza di tetracloroetilene oltre i limiti di legge. Altrabenevento chiede alla Procura della Repubblica di sequestrare e chiudere anche i pozzi di Pezzapiana che pescano nella stessa falda per tutelare la salute dei cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.</h3>
Comunicato stampa del 30 marzo 2021

<strong>La Gesesa ha comunicato di aver chiuso il pozzo di Campo Mazzoni per la presenza di 47,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene, un valore altissimo pari a 40 volte la soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e quasi cinque volte la soglia di potabilità (10 microgrammi/litro).</strong>

Da novembre 2018 Altrabenevento e il Comitato Qualità dell'Acqua hanno chiesto ripetutamente di chiudere i pozzi che forniscono acqua alla parte bassa della città per l'accertata presenza del pericoloso inquinante ma i dirigenti della Gesesa e il sindaco Mastella hanno sempre ribadito che l'acqua era ottima e perfettamente potabile.
<h3>Un anno fa, un'industria del rione Ferrovia ha chiuso il pozzo utilizzato per le produzioni alimentari per la presenza di 2,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene ma l'acqua con la stessa concentrazione di inquinante è stata fornita agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico anche per bere, preparare dolci, fare la pasta in casa, lavare gli alimenti e cucinare.</h3>
Adesso Gesesa e Comune di Benevento sono stati costretti a chiudere Campo Mazzoni ma non hanno chiarito per quanto tempo la popolazione della parte bassa ha dovuto bere acqua contaminata e non potabile e soprattutto non spiegano perché rimangono in funzione i pozzi di Pezzapiana che pescano nella stessa falda contaminata e continuano a fornire acqua agli abitanti dei rioni popolari.
<h3>Altrabenevento chiede alla Procura della Repubblica di sequestrare e chiudere tutti i pozzi, pubblici e privati, che pescano nella falda sotto la città per tutelare la salute pubblica.</h3>
Altrabenevento, la presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="594" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="chiuso-campo-mazzoni-640" title="chiuso-campo-mazzoni-640" /></p><h3><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13151" title="chiuso-campo-mazzoni-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Chiuso-Campo-Mazzoni-640-300x278.jpg" alt="" width="300" height="278" /></a>La Gesesa ha chiuso il pozzo di Campo Mazzoni che ha fornito acqua contaminata e non potabile per la presenza di tetracloroetilene oltre i limiti di legge. Altrabenevento chiede alla Procura della Repubblica di sequestrare e chiudere anche i pozzi di Pezzapiana che pescano nella stessa falda per tutelare la salute dei cittadini dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico.</h3>
Comunicato stampa del 30 marzo 2021

<strong>La Gesesa ha comunicato di aver chiuso il pozzo di Campo Mazzoni per la presenza di 47,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene, un valore altissimo pari a 40 volte la soglia di contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e quasi cinque volte la soglia di potabilità (10 microgrammi/litro).</strong>

Da novembre 2018 Altrabenevento e il Comitato Qualità dell'Acqua hanno chiesto ripetutamente di chiudere i pozzi che forniscono acqua alla parte bassa della città per l'accertata presenza del pericoloso inquinante ma i dirigenti della Gesesa e il sindaco Mastella hanno sempre ribadito che l'acqua era ottima e perfettamente potabile.
<h3>Un anno fa, un'industria del rione Ferrovia ha chiuso il pozzo utilizzato per le produzioni alimentari per la presenza di 2,4 microgrammi/litro di tetracloroetilene ma l'acqua con la stessa concentrazione di inquinante è stata fornita agli abitanti dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico anche per bere, preparare dolci, fare la pasta in casa, lavare gli alimenti e cucinare.</h3>
Adesso Gesesa e Comune di Benevento sono stati costretti a chiudere Campo Mazzoni ma non hanno chiarito per quanto tempo la popolazione della parte bassa ha dovuto bere acqua contaminata e non potabile e soprattutto non spiegano perché rimangono in funzione i pozzi di Pezzapiana che pescano nella stessa falda contaminata e continuano a fornire acqua agli abitanti dei rioni popolari.
<h3>Altrabenevento chiede alla Procura della Repubblica di sequestrare e chiudere tutti i pozzi, pubblici e privati, che pescano nella falda sotto la città per tutelare la salute pubblica.</h3>
Altrabenevento, la presidente Sandra Sandrucci

&nbsp;]]></content:encoded>
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