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	<title>altrabenevento &#187; Multisala Gaveli</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Tentata estorsione ai danni del proprietario del Gaveli: tutti assolti.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2012 15:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Michele Spina, il suo socio Maurizio Ionico, la moglie di quest&#8217;ultimo Annamaria Villanacci, funzionario del Comune di Benevento e il cugino di Ionico, Luigi Giuliano, ex dirigente del Settore Legale dello stesso  Comune , sono stati assolti dal collegio presieduto dal giudice Rosario Baglioni, dall&#8217;accusa di tentata estorsione ai danni del proprietario della multisala Gaveli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9684" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Spina-e-Ionico1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9684" title="Spina e Ionico" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Spina-e-Ionico1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>
<p class="wp-caption-text">Michele Spina e Maurizio Ionico &#8211; foto da Il Quaderno</p>
</div>
<p>Michele Spina, il suo socio Maurizio Ionico, la moglie di quest&#8217;ultimo Annamaria Villanacci, funzionario del Comune di Benevento e il cugino di Ionico, Luigi Giuliano, ex dirigente del Settore Legale dello stesso  Comune , sono stati assolti dal collegio presieduto dal giudice Rosario Baglioni, dall&#8217;accusa di tentata estorsione ai danni del proprietario della multisala Gaveli. Si attendono ora le motivazioni della sentenza per esprimere un giudizio.</p>
<p>La nota di Michele Spina alla stampa.</p>
<p>Il fatto non sussiste». Ovvero: Assoluzione con formula piena. È questa la conclusione più ampiamente liberatoria del collegio .giudicante del Tribunale di Benevento di questo pomeriggio presieduto dal giudice Baglioni a latere Camerlengo Cuoco, del processo Gaveli che mi vedeva imputato con Maurizio Ionico, Annamaria Villanacci e Luigi Giuliano per tentata estorsione.</p>
<p>La formula di assoluzione perché il fatto non sussiste indica che al giudice non risulta provato nessuno degli elementi della fattispecie criminosa contestata, perché manca uno qualsiasi degli elementi oggettivi del reato (azione, evento, nesso di causalità). Michele Spina.</p>
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		<title>Processo Gaveli, l&#8217;imputato attacca a mezzo stampa Altrabenevento e il Pubblico Ministero.</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Spina Michele, imputato per tentata estorsione nel processo in corso presso il Tribunale di Benevento, ha inviato alla stampa il seguente comunicato che contiene affermazioni diffamanti nei confronti del presidente di Altrabenevento e del Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente. La maggior parte delle testate locali hanno ignorato tale comunicato, assolutamente estraneo alla discussione in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/274_tribunale.jpg"><img class="size-full wp-image-324 alignleft" title="274_tribunale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/274_tribunale.jpg" alt="" width="296" height="200" /></a>Spina Michele, imputato per tentata estorsione nel processo in corso presso il Tribunale di Benevento, ha inviato alla stampa il seguente comunicato che contiene affermazioni diffamanti nei confronti del presidente di Altrabenevento e del Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente. La maggior parte delle testate locali hanno ignorato tale comunicato, assolutamente estraneo alla discussione in atto sulle indagini relative agli appalti del  Comune di Benevento. Solo &#8220;Corriere del Sannio&#8221;, NTR24 e Gazzetta di Benevento hanno pubblicato la esternazione di Spina. Le prime due testate hanno però pubblicato anche la risposta di Altrabenevento, ignorata invece da Gazzetta di Benevento.</p>
<p>Questo il testo del Ccmunicato di Spina pubblicato integralmente <a href="http://www.corrieredelsannio.it/2012/01/09/caso-gaveli-spina-replica-ancora-alle-dichiarazione-di-corona/">da Corriere del Sannio </a>   (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Corriere-del-Sannio-PDF.pdf">Corriere del Sannio PDF</a>) con il titolo &#8220;Caso Gaveli, Spina replica ancora alle dichiarazioni di Corona&#8221;</p>
<p>“Ancora una volta sulle pagine dei giornali cartacei ed on line è apparso un articolo del sig. Corona che, nell’esplicitare chiarimenti da nessuno richiesti, continua a citare “alla Emilio Fede” tra i vari accertamenti giudiziari eseguiti dal sostituto procuratore Antonio Clemente anche il “CASO GAVELI” che riguarda da vicino la mia persona e la S.I.S.srl, società che rappresento.</p>
<p>In verità, questo caso giudiziario non ritengo possa ascriversi tra i “fiori all’occhiello” dell’attività di indagine del citato P.M., anzi oserei dire che nel caso in specie si possa tranquillamente parlare di “omissione di attività di indagine” e di “corruzione in atti giudiziari”, almeno per quanto riguarda l’aspetto urbanistico ed amministrativo della vicenda che ha consentito al titolare del Multisala Gaveli, tra omissioni, distrazioni ed errori di tanti funzionari e politici sia dell’amministrazione D’Alessandro che dell’ amministrazione Pepe, di poter impunemente concretizzare una macroscopica “lottizzazione abusiva” che, a tutt’oggi, solo il dott. Antonio Clemente non riesce a vedere.</p>
<p>Come amministratore della S.I.S. srl. ho denunciato queste cose e lo continuerò a fare, in ogni grado di giudizio, fin quando non verrà fatta piena luce sui tanti illeciti commessi “anche e in special modo da chi come lavoro, la legge dovrebbe farla rispettare” in questa “torbida vicenda”.</p>
<p>Mi preme comunque evidenziare che in tale articolo il sig. Corona, si preoccupa di far risultare il Sindaco del Comune di Benevento come persona all’oscuro delle tante malefatte, pardon “errori”, commessi da funzionari del comune di Benevento, quasi come se l’ing. Fausto Pepe fosse un semplice spettatore e non il Capo dell’amministrazione al centro dell’attività di indagine da parte della procura di Benevento, quindi per logica astringente coinvolto a pieno titolo in tutte le vicende che interessano l’Ente da lui amministrato.</p>
<p>È fin troppo evidente che il sig. Corona “paladino della legalità” con tale articolo tenta di dare copertura ai “suoi amici” indicandoli come estranei ai fatti.</p>
<p>Ad ogni buon conto, al di là delle corbellerie che scrive il sig. Corona, la Magistratura farà piena luce sui tanti aspetti inquietanti che hanno impregnato l’attività d’indagine riferita al “Caso Gaveli”..….e non solo!&#8221;</p>
<p>firmato Michele Spina</p>
<p>******************************</p>
<p><strong>Questa la risposta di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento.</strong></p>
<p>Benevento, 10 gennaio 2012</p>
<p>Al Direttore di Corriere del Sannio</p>
<p>Il portale da lei diretto ieri, 9 gennaio 2012, ha pubblicato integralmente un comunicato di Spina Michele con il titolo “Caso Gaveli, Spina replica ancora alle dichiarazioni di Corona” che necessita di alcune considerazione.</p>
<p>Innanzitutto, illustre direttore, devo farle notare che il titolo da lei attribuito all’articolo è totalmente fuorviante. Come può facilmente constatare, infatti, il mio comunicato del 7 gennaio, pubblicato sul suo portale, non faceva alcun riferimento a Spina Michele e pertanto non comprendo perché lei ritiene che la sua nota sia di “replica ulteriore” al sottoscritto.</p>
<p>Con il predetto comunicato ho commentato le fibrillazioni nella maggioranza al Comune di Benevento per le indagini in corso da parte della magistratura, ricordando che altre analoghe vicende giudiziarie non hanno mai prodotto reazioni così nervose. Ho anche precisato, ricordando le numerose inchieste della Procura della Repubblica sulle attività del Comune di Benevento concluse con archiviazione o rinvio a giudizio e seguite da diversi Pubblici Ministeri, e non solo dal dott. Antonio Clemente, anche quella relativa alla Multisala Gaveli che non ho affatto indicato tra “fiori all’occhiello del predetto PM” come erroneamente sostiene Spina.</p>
<p>Egli interviene sul portale da lei diretto per definire “corbellerie” le mie opinioni, precisando che il mio commento non è stato “richiesto”. Vorrei ricordare a lei, gentile direttore, che sono intervenuto come presidente dell’associazione Altrabenevento, dopo 12 (dodici) commenti espressi a mezzo stampa da vari rappresentati politici o della società civile, sulla polemica sorta tra il consigliere Aldo Damiano e l’assessore Gino Abbate. Perché tutti possono intervenire liberamente ed io no? E’ vero che in questa falsa “città tranquilla” la politica è in crisi profonda e le istituzioni sono spesso latitanti con grave compromissione per il sistema democratico, ma non le sembra eccessivo, illustre direttore, che io debba chiedere a Spina Michele l’autorizzazione per commentare le indagini della magistratura?</p>
<p>Egli si sente chiamato in causa, non perché citato direttamente nel mio comunicato, ma solo per il riferimento alla Multisala Gaveli che però non è una struttura di sua proprietà tanto da indurlo a intervenire ogni qualvolta viene citata.</p>
<p>Spina sostiene di aver denunciato una presunta lottizzazione abusiva che nessuno ha preso in considerazione perché, secondo le sue affermazioni pubblicate sul suo portale, vi sarebbero state, addirittura, “omissioni, distrazioni ed errori” di funzionari e politici ed inoltre “omissione di attività di indagine” e di “corruzione in atti giudiziari”.</p>
<p>Così rappresentato, gentile direttore, sembra che il ‘caso’ Gaveli si riduca alla denuncia di Spina non considerata dalla magistratura chissà per quale strano motivo. Invece, quella indagine condotta dal Pubblico Ministero Antonio Clemente, tanto antipatico a Spina, si è chiusa dando inizio ad un processo, tuttora in corso, che vede lo stesso Spina Michele imputato, insieme ad un socio e due funzionari pubblici, per tentata estorsione ai danni del titolare della multisala. Questo particolare non proprio insignificante, omesso da Spina Michele, poteva essere ricordato almeno da lei, gentile direttore, quantomeno per fornire ai suoi lettori una informazione corretta e completa.</p>
<p>Grazie per l’attenzione.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
<p>*********************************</p>
<p>Tale risposta è stata pubblicata su<a href="http://www.corrieredelsannio.it/2012/01/10/distrazioni-ed-errori-su-caso-gaveli-le-precisazioni-di-altrabenevento/"> Corriere del Sannio</a>   ( formato <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Corriere-del-Sannio-risposta-Corona-PDF.pdf">PDF</a> )  e   NTR24 [<a href="http://www.ntr24.tv/it/news/26402">comunicato di Spina</a> (PDF),   <a href="http://www.ntr24.tv/it/news/26488">risposta di Corona</a> (PDF)] . Invece Gazzetta di Benevento che ha <a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=40293&amp;vcercaCom=&amp;vTorna=elenco.php">pubblicato con qualche taglio il comunicato di Spina</a>   (<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Gazzetta-di-Benevento-Spina.pdf">PDF)</a> , non ha pubblicato la seguente nota di risposta.</p>
<p>Benevento, 10 gennaio 2012</p>
<p>Al Direttore di Gazzetta di Benevento</p>
<p>&#8220;GazzettaBenevento.it ha pubblicato ieri l’articolo dal titolo “Michele Spina controbatte a Gabriele Corona a proposito del &#8220;caso&#8221; Gaveli. Non è possibile iscriverlo sulle poste attive della magistratura inquirente” che merita qualche considerazione, a cominciare dal titolo. Che significa, gentile direttore, “Spina controbatte a Corona” considerato che nel mio comunicato pubblicato il 7 gennaio sul suo portale con il titolo “Sulle polemiche interne alla coalizione di centrosinistra interviene il presidente di Altrabenevento”, non ho neppure nominato Spina?</p>
<p>Ricordo che con il predetto comunicato ho commentato le fibrillazioni nella maggioranza al Comune di Benevento per le indagini in corso da parte della magistratura, ricordando che altre analoghe vicende giudiziarie non hanno mai prodotto reazioni così nervose. Ho anche precisato, ricordando le numerose inchieste della Procura della Repubblica sulle attività del Comune di Benevento concluse con archiviazione o rinvio a giudizio e seguite da diversi Pubblici Ministeri, e non da uno solo, anche quella relativa alla Multisala Gaveli che non ho affatto indicato tra “le poste attive della magistratura inquirente”.</p>
<p>Orbene, Spina Michele, che lei definisce imprenditore senza spiegare a quale attività d’impresa egli sia dedito, interviene sul suo portare per definire “corbellerie” le mie opinioni e per precisare che il mio commento non è stato “richiesto”.</p>
<p>Vorrei ricordare a lei, gentile direttore, che sono intervenuto come presidente dell’associazione Altrabenevento, dopo 12 (dodici) commenti espressi a mezzo stampa da vari rappresentati politici o della società civile, sulla polemica sorta tra il consigliere Aldo Damiano e l’assessore Gino Abbate. Perché tutti possono intervenire liberamente ed io no? E’ vero che in questa falsa “città tranquilla” la politica è in crisi profonda e le istituzioni sono spesso latitanti, ma non le sembra eccessivo, illustre direttore, che io debba chiedere a Spina Michele l’autorizzazione per commentare le indagini della magistratura?</p>
<p>Egli si sente chiamato in causa, non perché citato direttamente nel mio comunicato, ma solo per il riferimento alla Multisala Gaveli che però non è una struttura di sua proprietà tanto da indurlo a intervenire ogni qualvolta viene citata.</p>
<p>Spina ricorda di aver segnalato una presunta lottizzazione abusiva che nessuno ha preso in considerazione perché, secondo le sue affermazioni pubblicate sul suo portale, vi sarebbero state, addirittura, “omissioni, distrazioni ed errori” di funzionari e politici oltre a “tanti illeciti commessi anche e in special modo da chi come lavoro, la legge dovrebbe farla rispettare”.</p>
<p>Così rappresentato, gentile direttore, sembra che il ‘caso’ Gaveli si riduca alla denuncia di Spina non considerata dalla magistratura chissà per quale strano motivo. Invece, quella indagine condotta dal Pubblico Ministero Antonio Clemente, tanto antipatico a Spina, si è chiusa dando inizio ad un processo, tuttora in corso, che vede lo stesso Spina Michele imputato, insieme ad un socio e due funzionari pubblici, di tentata estorsione ai danni del titolare della multisala. Questo particolare non proprio insignificante, omesso da Spina Michele, poteva essere ricordato almeno da lei, gentile direttore, quantomeno per fornire ai suoi lettori una informazione corretta e completa.&#8221;</p>
<p>Grazie per l’attenzione.</p>
<p>Il presidente – Gabriele Corona</p>
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		<title>La &#8220;gogna mediatica&#8221; per il magistrato Antonio Clemente.</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 22:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA["Città Tranquilla"]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Spina e Ionico: perchè Corona difende il giudice Antonio Clemente ? La risposta di Gabriele Corona Comunicato stampa del 13 maggio 2010 Michele Spina e Maurizio Ionico hanno inviato ieri alla stampa l’ennesimo lunghissimo comunicato con il quale continuano a sostenere che io sarei tra i responsabili delle loro disavventure giudiziarie derivanti dal contenzioso instaurato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-di-benevento.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4994" title="tribunale-di-benevento" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-di-benevento-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=15223">Spina e Ionico: perchè Corona difende il giudice Antonio Clemente ? </a></p>
<p><strong>La risposta di Gabriele Corona</strong></p>
<p>Comunicato stampa del 13 maggio 2010</p>
<p>Michele Spina e Maurizio Ionico hanno inviato ieri alla stampa l’ennesimo lunghissimo comunicato con il quale continuano a sostenere che io sarei tra i responsabili delle loro disavventure giudiziarie derivanti dal contenzioso instaurato con il proprietario della Multisala Gaveli.</p>
<p>I due imprenditori dopo aver precisato che il Giudice per l’Udienza Preliminare li ha prosciolti da alcuni reati contestati dalla Procura della Repubblica, riconoscono che con la stessa sentenza, sono stati rinviati a giudizio per “tentata estorsione” nei confronti del titolare della sala cinematografica, come richiesto dal dott. Antonio Clemente, il magistrato che ha coordinato l’indagine. Per la precisione, il Sostituto Procuratore e il Giudice per l’Udienza Preliminare, si trovano d’accordo nel ritenere che Spina e Ionico &#8220;compivano atti idonei tutti diretti in modo non equivoco a costringere Giannuzzi Luigi a dare o promettere loro denaro” prospettando la chiusura della Multisala anche per “pretesa inagibilità e violazioni urbanistiche, inosservanze in realtà inesistenti e peraltro non ravvisate dallo stesso giudice amministrativo”. (tratto dalla sentenza del Gup del 25/11/2009).</p>
<p>In parole povere, i due magistrati ritengono che le continue iniziative di Spina e Ionico sul Comune di Benevento e segnatamente sul Settore Urbanistica, con la segnalazione di presunte illegittimità del Certificato di Agibilità o sulla esistenza di una presunta Lottizzazione Abusiva, erano in realtà finalizzate a minacciare la chiusura della Multisala al fine di pretendere dei soldi dal suo proprietario. Per questo motivo il processo, che dovrebbe avere inizio il prossimo 6 luglio, coinvolge alcuni dipendenti del Comune, me compreso, come parti offese o come testimoni.</p>
<p>In quella sede, Michele Spina, Maurizio Ionico, la moglie ed il cugino di quest&#8217;ultimo, dirigenti del Comune di Benevento, potranno far valere, con tutte le garanzia di legge, le proprie ragioni, ma i due imprenditori continuano ad alimentare la polemica fuori dalle aule del tribunale. Per la verità,  l’imprenditore Michele Spina, che assicura di avere fiducia nella magistratura, ha addirittura denunciato al Consiglio Superiore della Magistratura il Sostituto Procuratore, Antonio Clemente, accusandolo di avere svolto l’indagine “a senso unico” con un intento persecutorio nei suoi confronti e di non essersi astenuto dai suoi doveri di ufficio sulle denunce che Spina ha presentato nei confronti dei funzionari della Digos responsabili, secondo lui, di omissioni ed abusi, come molti altri amministratori e funzionari pubblici che lui pure ha denunciato.</p>
<p>Quindi, secondo Spina, i giudici o gli ufficiali di Polizia Giudiziaria, quando vengono denunciati per presunti abusi da un imputato o da un indagato, dovrebbero astenersi dal condurre l’azione penale obbligatoria. Sarebbe questa una novità del codice che di fatto consentirebbe a chi è sottoposto ad accertamenti per presunti illeciti, di scegliersi a piacimento, il giudice e gli investigatori.</p>
<p>Ma perché Spina non attende serenamente le decisioni delle autorità competenti anche su queste denunce? Perché ha inviato alla stampa la copia integrale dell’esposto contro il dott. Antonio Clemente? Non è questa la “gogna mediatica” che egli deplora? E perché lo stesso esposto l’ha inviato anche alla associazione Altrabenevento, di cui sono presidente, se poi si lamenta dei miei commenti?</p>
<p>Gabriele Corona</p>
<p>Notizie collegate.</p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=6629">L&#8217;attacco di Spina e Ionico a Gabriele Corona</a></p>
<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=6634">Grave atto intimidatorio contro il giudice Antonio Clemente</a></p>
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		<item>
		<title>Gabriele Corona risponde alle accuse di Michele Spina e  Maurizio Ionico.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 20:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Quaderno del 06/05/2010 di R.R. Spina e Ionico: dietro la vicenda Gaveli questioni molto più consistenti Nostro servizio &#8211; Questa mattina gli imprenditori Michele Spina e Maurizio Ionico hanno tenuto una conferenza stampa presso il Bar Novecento, al Corso Garibaldi di Benevento, sulla vicenda Gaveli, la multisala cinematografica in località Piano Cappelle. Una storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6630" class="wp-caption alignleft" style="width: 390px"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Michele-SPINA-e-Maurizio-IONICO.jpg"><img class="size-full wp-image-6630" title="Michele SPINA e Maurizio IONICO" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Michele-SPINA-e-Maurizio-IONICO.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>
<p class="wp-caption-text">Michele Spina e Maurizio Ionico &#8211; da Gazzetta di Benevento</p>
</div>
<p>Il Quaderno del 06/05/2010 di R.R.</p>
<p><strong>Spina e Ionico: dietro la vicenda Gaveli questioni molto più consistenti</strong></p>
<p>Nostro servizio &#8211; Questa mattina gli imprenditori Michele Spina e Maurizio Ionico hanno tenuto una conferenza stampa presso il Bar Novecento, al Corso Garibaldi di Benevento, sulla vicenda Gaveli, la multisala cinematografica in località Piano Cappelle.</p>
<p>Una storia lunga e intricata che si protrae da quattro anni e per la quale Spina e Ionico sono parte in giudizio civile e imputati con altre 2 persone in un processo. La prima udienza è stata, ieri, rinviata al prossimo 6 luglio, dopo che un primo rinvio c’era già stato a marzo. Entrambi i rinvii sono dovuti a problematiche legate all’astensione degli avvocati della Camera Penale.</p>
<p>La lunga conferenza tenuta dai soci della Sis, società che aveva in fitto alcuni locali nel Gaveli da destinare a bar, pizzeria e sala giochi, è stata aperta da Michele Spina. Ha ricordato tutte le denunce fatte in questi anni nei confronti di persone e istituzioni, precisamente nei riguardi di Luigi Giannuzzi, titolare della multisala Gaveli, con il quale sono insorti dei contrasti che hanno aperto, oltre al giudizio penale, anche un contenzioso amministrativo, dell’Asl Bn1, della Commissione Prefettizia Vigilanza Pubblici Spettacoli, di dirigenti comunali della precedente e attuale Amministrazione Comunale, di Giunta e Consiglio Comunale, di due dirigenti della Digos di Benevento, di un sostituto procuratore della Repubblica di Benevento e di un altro magistrato.</p>
<p>Spina sostiene di essere stato oggetto, nell’ambito delle indagini scaturite a seguito di una denuncia presentata nel 2006 da Giannuzzi, di “un’attività persecutoria” e che non ci sia stata imparzialità nel valutare le due parti in causa. “Alle denunce da noi fatte &#8211; ha detto &#8211; sono seguite attività d’indagine tese a coprire e mascherare quanto avevamo esposto. Dietro questa vicenda ci sono interessi per milioni di euro ed ecco perché ci siamo trovati tanti personaggi contro”.</p>
<p>La denuncia di Giannuzzi sarebbe partita, ha aggiunto Spina, dopo che, in precedenza, la Sis aveva presentato una denuncia alla Guardia di Finanza su altre attività riconducibili a Giannuzzi, riguardanti apparecchiature per video poker e slot machine. “Ho fatto anche altre denunce &#8211; ha aggiunto -: in tutto ne sono 14. Ho prefigurato reati gravissimi: truffa, peculato, corruzione. Che indagini sono state fatte? Non sono mai stato ascoltato”. Spina ha quindi rimarcato il modo in cui, invece, a suo dire, siano state svolte le indagini a suo carico, successive alla denuncia presentata da Giannuzzi. “Possibile &#8211; ha detto &#8211; che fatti insussistenti rilevati dal Gup Cusani nell’udienza del novembre 2009 non fossero stati allo stesso modo rilevati da chi aveva condotto le indagini?”. Più volte, nel corso della conferenza, a tal proposito, ha fatto riferimento alle informative della Digos sulla vicenda, da cui è scaturita una successiva denuncia di Spina. In tali informative, Spina ha detto che numerose volte compare il nome di Gabriele Corona, presidente dell’associazione ambientalista contro il malaffare Altrabenevento, per informazioni fornite dallo stesso Corona. Qui Spina, ironicamente, si è chiesto, a proposito di Corona e mostrando ai giornalisti un’informativa della Digos: “E’ un dipendente del Comune di Benevento o un ufficiale di Polizia Giudiziaria, o un magistrato? In questa informativa compare il suo nome per 97 volte”.</p>
<p>Successivamente è intervenuto Maurizio Ionico che ha fatto alcune considerazioni sulla vicenda, spiegando in maniera più approfondita alcuni aspetti. Ha ricostruito brevemente la storia fin dall’inizio, ricordando come si sia arrivati al contenzioso legale e alla risoluzione del contratto di locazione. Poi ha fatto riferimento a quanto aveva affermato già in precedenza lo stesso Spina, ovvero a una denuncia fatta dalla Sis su un’altra attività legata a Giannuzzi, riguardante il mondo dei videopoker e delle slot machine.</p>
<p>“Per tale vicenda – ha sostenuto Ionico – la dinamica degli atti conseguenti in capo agli organi di controllo coordinati dalla Magistratura, ha ancora una volta eluso il merito di quello che raccontavano i fatti al punto tale che ci siamo visti costretti, nostro malgrado, a dover denunciare finanche un magistrato”.</p>
<p>“Il processo che sta per iniziare – ha concluso – non può essere semplicisticamente ricondotto alla ‘lite’ tra la Sis srl e la Gruppo Giannuzzi srl, ma necessariamente vedrà il coinvolgimento di tanti personaggi che sono stati a loro modo protagonisti, anche passivi. Una volta eliminato il ‘falso bersaglio’, siamo convinti che alla fine questo processo porterà alla luce la vera e scottante questione che non è la paventata ipotesi di tentata estorsione (di cui Spina e Ionico sono accusati NDR) o la lottizzazione abusiva (di cui accusano Giannuzzi NDR), ma i rilevanti interessi economici che ruotano intorno al mondo dei videogiochi. Speriamo che non intervengano altri fattori che impediscano l’avvio di questo processo, perché sono desideroso di capire perché qualcuno ha voluto che io e gli altri coindagati portassimo per oltre quattro anni la ‘targa di estorsore’ senza peraltro avvertire mai, in questo lungo lasso di tempo, il bisogno di ascoltare le ragioni degli indagati”.</p>
<p>L’inchiesta sul caso Gaveli è stata portata avanti dalla Procura della Repubblica di Benevento a seguito della denuncia presentata nell’autunno del 2006 dal titolare del Gaveli. La causa penale ha avuto alterne vicende che hanno anche portato all’emissione di provvedimenti di custodia cautelare domiciliare per Ionico e Spina (marzo 2008), poi revocati dal Tribunale del Riesame il successivo 6 maggio. Mercoledì 25 novembre 2009, presso il Tribunale di Benevento, si è tenuta l’udienza preliminare che, unitamente ad altri imputati, vedeva coinvolti Spina e Ionico. Il giudice Flavio Cusani aveva pronunciato sentenza di non luogo a procedere per cinque dei sei capi di imputazione a carico di Spina, disponendo il rinvio a giudizio per lo stesso Spina e Ionico, per i fatti originariamente denunciati da Luigi Giannuzzi.</p>
<p>In sede amministrativa il Comune dapprima ha negato l&#8217;agibilità al Gaveli, poi l’ ha concessa, nel luglio 2008, provvedendo, in esecuzione delle decisioni assunte dal Tar Campania, a ritirare i provvedimenti emessi nei confronti del Gruppo Giannuzzi (e già sospesi dal Tar).<span id="more-6629"></span></p>
<p>*************************</p>
<p>Gazzetta di Benevento, 06-05-2010</p>
<p><strong>La verità di Spina e Ionico sulla vicenda della &#8220;Multisala Gaveli&#8221; e sui loro rapporti con Giannuzzi.Esprimo disprezzo per chi si è servito dei poteri istituzionali per sottopormi a vessazioni</strong></p>
<p>Una lunghissima conferenza stampa, cominciata puntuale intorno alle 10.30 e finita poco dopo mezzogiorno, è stata tenuta da Michele Spina e Maurizio Ionico coinvolti, assieme ad altri, in una complessa vicenda che riguarda la Multisala &#8220;Gaveli&#8221; a Piano Cappelle.</p>
<p>Spina, che si è aiutato nella esposizione dei fatti con un computer che proiettava lettere, sentenze, dichiarazioni, su un maxi schermo, ha tenuto innanzitutto a ringraziare i presenti &#8220;coraggiosi&#8221;, che hanno preso parte alla conferenza stampa. Sono peraltro non a caso affianco alla fontana &#8220;Flans te alo&#8221; (soffiando ti alimento) perché ho proprio bisogno di &#8220;incendiarmi&#8221;.</p>
<p>E qui ha cominciato il suo lungo excursus, che ovviamente non sta a noi fedelmente riportare ma alle aule dei tribunali, e soprattutto le denunce da egli presentate nei confronti del titolare della Multisala, Luigi Giannuzzi e poi dell&#8217;Asl, di un magistrato, di un sostituto procuratore, di vari dirigenti del Comune e della Digos della Polzia di Stato, della giunta e dell&#8217;intero Consiglio comunale, della Commissione prefettizia di vigilanza sui locali di pubblici servizi e varie ditte.</p>
<p>Molti mi hanno consigliato ad abbandonare la partita, a non peggiorare la situazione.</p>
<p>Ma io sono una testa matta, ha detto, e le brache non le calo davanti a nessuno. Spina ha quindi espresso disprezzo per chi si è servito, a vario titolo, dei poteri istituzionali per sottoporlo a vessazioni.</p>
<p>Dietro questa vicenda ci sono alcune centinaia di milioni di euro di interesse ed è per questo che abbiamo tanti personaggi contro.</p>
<p>Io, è bene ricordarlo, in questo processo sono parte lesa, ha continuato. Non ho mai né chiesto né ricevuto una sola lira da chi poi mi ha denunciato e questo lo ha fatto solo dopo che io, a mia volta, avevo interessato la Guardia di Finanza su certe operazioni che non mi convincevano.</p>
<p>Spina era il rappresentante della Sis, una società che stipulò un contratto di locazione commerciale con il &#8220;Multisala Gaveli&#8221; del Gruppo Giannuzzi avviando, nel 2005 un&#8217;attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.</p>
<p>Da quel momento, ha detto Spina, sono cominciate le vicende che hanno portato anche al suo arresto assieme a quello di Maurizio Ionico.</p>
<p>Rispetto a tante azioni tese a turbare il nostro esercizio commerciale, dice Spina, esercitammo da subito le doti della tolleranza e della pazienza. Ma fu tutto vano&#8230;</p>
<p>La denuncia di tentata estorsione fatta loro dal proprietario della Multisala, li condusse all&#8217;arresto ai domiciliari su cui il Tribunale del Riesame fece subito giustizia, ha detto Spina, in quanto, oltre a rilasciarli entrambi, precisò anche i limiti delle vere questioni, ha detto Spina.</p>
<p>Spina è stato anche molto duro con Gabriele Corona, noto esponente ambientalista, che secondo lui è stato usato dagli inquirenti per descrivere persone e fatti non corrispondenti al vero.</p>
<p>**************************</p>
<p><a href="http://www.ntr24.tv/it/video/1114"><strong>Video: I nomi di tutti i denunciati</strong></a></p>
<p>**************</p>
<p><em>La risposta di Gabriele Corona del 7 maggio</em>.</p>
<p>Con la conferenza stampa di ieri, Michele Spina e Maurizio Ionico, hanno per l’ennesima volta, sostenuto di essere vittime di una congiura di cui io sarei uno degli attori principali insieme ad un vice prefetto, il direttore della ASL, alcuni dirigenti comunali, il sindaco, il segretario generale del Comune, numerosi consiglieri ed assessori, la direzione dei Monopoli di Stato, una società di video giochi, i funzionari e gli ispettori della Digos, la Guardia di Finanza ed infine due magistrati.</p>
<p>Stando ai fatti, per ora risulta solo che i due imprenditori sono stati rinviati a giudizio dalla Magistratura per tentata estorsione perché in concorso ed in riunione tra loro insieme a due dirigenti attualmente in servizio presso il Comune di Benevento, <em><strong>“con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi, con minacce esplicite e con minacce implicite, concretizzatesi nel prospettare la chiusura della Multisala GAVELI, per pretesi inadempimenti contrattuali, per pretese inosservanze della normativa igienica e della salute, per pretesa inagibilità e violazioni urbanistiche, inosservanze in realtà inesistenti e peraltro non ravvisate dallo stesso giudice amministrativo … compivano atti idonei tutti diretti in modo non equivoco a costringere Giannuzzi Luigi a dare o promettere loro denaro”</strong>. </em> (tratto dalla sentenza del Gup del 25/11/2009).</p>
<p>Spina e Ionico si difendono sostenendo di aver rotto i rapporti di affari con il proprietario della sala cinematografica e di aver denunciato, seppur in ritardo, diverse presunte irregolarità, non per estorcere qualche milione di euro, ma solo perché convinti della effettiva inagibilità della struttura ed anche della insanabile “lottizzazione abusiva”, non riscontrata dall’ufficio di Vigilanza Edilizia ma accertata, secondo loro, dal Giudice per l’Udienza Preliminare che li ha rinviati a processo.</p>
<p>Effettivamente la sentenza del GUP su questo aspetto è contraddittoria e confusa, ma di certo il magistrato non ha affatto sostenuto che si possa contestare la “lottizzazione abusiva”  tant’è che non ha rinviato gli atti alla Procura della Repubblica per i provvedimenti conseguenti.</p>
<p>Ma Ionico e Spina non si rassegnano e continuano a denunciare tutti quelli che non la pensano come loro;  se poi gli esposti presentati vengono archiviati, denunciano anche i magistrati per “Giustizia a senso unico”.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, confermo che sui fatti oggetto del processo, riferirò in Tribunale, soprattutto come dipendente del Comune di Benevento, secondo legge  quando sarò chiamato a testimoniare, ma sono d’accordo con Spina e Ionico quando affermano che gli interessi in campo sono molto più consistenti di quelli finora oggetto di indagini sulla Multisala. Per questo sono curioso di comprendere perché hanno annunciato alla stampa che <strong><em>“Il processo che sta per iniziare non può essere semplicisticamente ricondotto alla ‘lite’ tra la S.I.S.srl e la Gruppo Giannuzzi srl, ma necessariamente vedrà il coinvolgimento di tanti personaggi che sono stati a loro modo protagonisti, anche passivi”.</em></strong></p>
<p>Gabriele Corona</p>
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		<title>Giuseppe De Lorenzo condivide l&#8217;attacco di Michele Spina ad Antonio Clemente, il magistrato più impegnato contro corruzione e malaffare.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo  l&#8217;intervento di Altrabenevento a commento dell&#8217;esposto presentato da Michele Spina, amministratore della S.I.S. srl  contro il giudice Antonio Clemente che lo avrebbe &#8220;perseguitato e vessato&#8221;, è intervenuto con il seguente articolo pubblicato su Gazzetta di Benevento online, Giuseppe De Lorenzo, dirigente  del reparto psichiatrico dell&#8217;ospedale Rummo e assessore al traffico del Comune di Benevento. Pubblichiamo integralmente anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/de-lorenzo-giuseppe.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6203" title="de-lorenzo-giuseppe" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/de-lorenzo-giuseppe-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dopo  l&#8217;intervento di Altrabenevento a commento <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=6186">dell&#8217;esposto presentato da Michele Spina, amministratore della S.I.S. srl  contro il giudice Antonio Clemente </a>che lo avrebbe &#8220;perseguitato e vessato&#8221;, è intervenuto con il seguente articolo pubblicato su Gazzetta di Benevento online, Giuseppe De Lorenzo, dirigente  del reparto psichiatrico dell&#8217;ospedale Rummo e assessore al traffico del Comune di Benevento.</p>
<p>Pubblichiamo integralmente anche la risposta di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, inviata al portale <a href="http://www.gazzettadibenevento.it">www.gazzettadibenevento.it</a> .</p>
<p><strong>Giuseppe De LORENZO torna sulla recente denuncia fatta nei confronti di un sostituto procuratore della Repubblica.</strong> <strong>L&#8217;invito al procuratore è di andare fino in fondo</strong></p>
<p>Da Gazzetta di Benevento del 27 febbraio 2010</p>
<p>Da Giuseppe De LORENZO assessore alla Mobilità al Comune di Benevento, nonché responsabile del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell&#8217;Asl Bn1, riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>&#8220;Nei giorni scorsi abbiamo appreso di una denuncia gravissima mossa nei confronti di un sostituto procuratore della Repubblica di Benevento. A quest&#8217;ultima, poi, ha fatto seguito una doverosa e giusta presa di posizione da parte del presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona.<br />
Non è mia intenzione difendere alcuno, nè schierarmi a favore dell&#8217;estensore della denuncia e di quanti, alcuni dipendenti del Comune di Benevento, sono coinvolti nella vicenda.<br />
Ritengo, però, giusto soffermare, volutamente, l&#8217;attenzione su quanto afferma il denunciante, per esperienza personale, ne condivido appieno l&#8217;asserito. Molte cose, è ormai incarnato nel credo popolare della nostra terra, non vanno presso la Procura di Benevento ove operano anche magistrati degni di rispetto e fiducia.<br />
Ci sono alcuni, però, anche se si tratta di una sparuta minoranza, nei confronti dei quali il Consiglio Superiore della Magistratura, verso il quale anch&#8217;io mi rivolgerò, deve operare delle indilazionabili verifiche.<br />
L&#8217;attuale procuratore della Repubblica, è uomo d&#8217;indiscussa preparazione e di moralità ineccepibile, però, qui, a Benevento, malgrado gli sforzi da lui tesi ad operare un cambiamento, sembra essere un ineccepibile direttore di orchestra che, però, in ultimo, non raggiunge l&#8217;optimum nell&#8217;esecuzione dell&#8217;opera, perchè si imbatte nel violinista che non rispetta i tempi.<br />
Anche se mi ero chiuso in un religioso silenzio dopo le note vicende dei mesi scorsi, ancora oggi, malgrado la schiacciante realtà che, anche con l&#8217;ausilio delle intercettazioni, ha smantellato un&#8217;intera Asl, qui, a Benevento, come se nulla fosse accaduto, si continua ad archiviare e qualcuno viene protetto solo per essere amico o medico del sostituto di turno.<br />
Un magistrato, mesi fa, non si è degnato neanche di sfogliare il fascicolo e si è dilettato, prima del verdetto partorito per divina illuminazione, ho le dovute testimonianze, solo a criticare la stampa locale. Siamo a tanto! Parliamone! Discutiamone!<br />
No, il Procuratore deve andare sino in fondo anche perchè io, e con me tanti professionisti, attendo di sapere perchè la mia città abbia taciuto ed io sono stato costretto, fortunatamente, ad essere difeso da un&#8217;altra Procura. E&#8217; questa la lotta, fors&#8217;anche l&#8217;ultima della mia vita, che, dinanzi al comportamento di queste ultime ore della Magistratura sannita, io porterò avanti con tutte le mie forze.<br />
Ecco perchè, ieri mattina, mi sono rifiutato di rispondere in Procura ad una informativa del Procuratore della Repubblica. Indagare sino in fondo, senza perdite di tempo, costituirebbe per quei magistrati che lavorano con abnegazione, qui a Benevento, un riscatto dopo la figuraccia faccia con quanto è accaduto a Napoli.<br />
Ed, allora, non mi resta che associarmi alla denuncia. Sì, è vero, anch&#8217;io ho verificato la procedura a senso unico di quel sostituto e di qualche altro magistrato.<br />
Procuratore, lei è un magistrato oltremodo eccelso che ha operato a gomito a gomito con quei colleghi partenopei che mi hanno salvato e, quindi, sediamoci ed andiamo sino in fondo.<br />
Non si lasci travolgere in una realtà che non le appartiene. Se fosse stato per la Procura della mia città, dopo una vita professionale dalle mani pulite, oggi, io sarei stato licenziato solo perchè qualcuno intendeva difendere chi, per una vita intera, ha tenuto le mani intrise di marmellata. Le sembra giusto tutto questo? Io, da parte mia, non mi fermerò qui e denuncerò, qualora ancora inascoltato, a gran voce, le ingiustizie subite.&#8221;</p>
<p>****************************<br />
Da Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento al Direttore di Gazzetta di Benevento.</p>
<p>Benevento, 2 marzo 2010</p>
<p>Rientrato in città dopo alcun giorni di assenza, ho letto sul suo portale l’intervento integrale di Giuseppe De Lorenzo a commento di una recente denuncia presentata dall’amministratore della S.I.S. srl, Michele Spina contro il Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, il dott. Antonio Clemente.</p>
<p>De Lorenzo nel suo articolo ricorda un mio intervento sullo stesso argomento che egli definisce “doverosa e giusta presa di posizione” ma le sue conclusioni sono diametralmente opposte alle mie. Evidentemente un chiarimento si impone per evitare ulteriori equivoci.</p>
<p>Come presidente della associazione Altrabenevento, ho ricevuto la copia dell’esposto con il quale l’amministratore della S.I.S. srl ha denunciato al CSM il comportamento del magistrato che lo avrebbe “perseguitato e vessato” insieme ad altre tre persone che con lui sono state rinviate a giudizio per tentata estorsione a danno dell’amministratore della Multisala Gaveli. Ho rilevato, però, che con il predetto esposto, Spina si limita a lamentarsi, ancora una volta, per indagini che sarebbero state condotte “a senso unico”, ma non prova affatto le gravi accuse rivolte al dott. Clemente.</p>
<p>De Lorenzo approfitta dell’occasione per ribadire le critiche mosse alla Procura della Repubblica di Benevento già ad ottobre scorso, allorquando commentando con un articolo pubblicato dal portale di Gazzetta di Benevento i provvedimenti della Procura di Napoli contro il coniugi Mastella e i vertici della locale ASL, si era lamentato del comportamento di un Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento, di cui però non fa il nome, il quale non avrebbe preso in considerazione le sue dichiarazioni sull’argomento poi, invece, considerate importanti dai magistrati di Napoli.</p>
<p>De Lorenzo in quella occasione ha ricordato anche che sulle stesse questioni, “anni fa, un magistrato, una donna per la precisione, non si astenne quando, per ragioni personali, avrebbe dovuto farlo”, ma anche in questo caso non fa nomi.</p>
<p>Agli inizi di febbraio, il dirigente del reparto di psichiatria dell’Ospedale Rummo, intervenendo a commento di un articolo del presidente della Camera Penale, così scrive su Gazzetta di Benevento online: “L&#8217;ultima vicenda, che ha interessato la stampa nazionale, che mi ha visto protagonista, senza verun dubbio, dimostra che se non fosse intervenuta un&#8217;altra Procura, con l&#8217;ausilio dell&#8217;Arma dei Carabinieri, sempre di altra sede, io avrei pagato per colpe non commesse. Il che è gravissimo. Credo che sia giunto il momento di sollecitare l&#8217;attenzione del Csm, come anche il guardasigilli, sulla opportunità di evitare che magistrati, senza, è ovvio, nulla eccepire sulla preparazione di ognuno di loro, continuino a svolgere la propria attività nella stessa città ove sono vissuti, hanno studiato, mantengono rapporti di amicizia e così via”.</p>
<p>Con l’ultimo intervento di due giorni orsono, De Lorenzo afferma “Anche se mi ero chiuso in un religioso silenzio dopo le note vicende dei mesi scorsi, ancora oggi, malgrado la schiacciante realtà che, anche con l&#8217;ausilio delle intercettazioni, ha smantellato un&#8217;intera Asl, qui, a Benevento, come se nulla fosse accaduto, si continua ad archiviare e qualcuno viene protetto solo per essere amico o medico del sostituto di turno. Un magistrato, mesi fa, non si è degnato neanche di sfogliare il fascicolo e si è dilettato, prima del verdetto partorito per divina illuminazione, ho le dovute testimonianze, solo a criticare la stampa locale.”</p>
<p>Poi l’assessore conclude associandosi alla denuncia di Spina per “aver verificato la procedura a senso unico di quel sostituto e di qualche altro magistrato” nella conduzione delle indagini.</p>
<p>Si tratta di accuse pesanti che necessitano di un chiarimento. Peppino De Lorenzo ha già dimostrato di non avere peli sulla lingua e certamente è consapevole che ora occorre fare i nomi dei Sostituti Procuratori più volte chiamati in causa in questi mesi per le mancate indagini sui vertici della ASL e soprattutto chiarire perché ritiene che il dott. Clemente, abbia effettivamente abusato delle sue funzioni per “perseguitare e vessare” un indagato. Ritengo che un chiarimento si impone innanzitutto perché si tratta di un magistrato tra i più attivi nella lotta alla corruzione e al malaffare, come auspica De Lorenzo, e per questo particolarmente esposto ad attacchi e tentativi di delegittimazione.</p>
<p>Articoli collegati:</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=7366&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">Peppino De Lorenzo</a><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=7366&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php"> chiede al procuratore Maddalena di trattare con celerità le denunce da lui presentate</a> da Gazzetta di Benevento del 29/10/2009</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=8095&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">De Lorenzo: ho fatto bene a credere nella magistratura</a> da Gazzetta di Benevento del 15/11/2009</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=8289&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">De Lorenzo denuncia per mobbing De Stafano, Luciano e Falato</a>.  da Gazzetta di Benevento del 19/11/2009</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=9666&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">Giuseppe De Lorenzo risponde alla &#8220;Rete sociale&#8221; e la dffida a gettare fango sul servizio psichiatrico. </a> da Gazzetta di Benevento del 19/12/2009</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=9748&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">Peppino De Lorenzo: mio malgrado ho dovuto denunciare un giornale</a> da Gazzetta di Benevento del 22/12/2009</p>
<p><a href="http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato.php?Id=11140&amp;vcercaCom=Lorenzo&amp;vTorna=elenco.php">De Lorenzo: sulla questione giustizia qui a Benevento è ora di sollecitare il CSM</a> da Gazzetta di Benevento del 2/02/2010</p>
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		<title>Multisala Gaveli: rinviati a giudizio per tentata estorsione, Michele Spina, Maurizio Ionico, Annamaria Villanacci e Luigi Giuliano.</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 23:20:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Il Quaderno.it del 25/11/2009) Benevento, vicenda Gaveli: 2 imprenditori e 2 dirigenti comunali rinviati a giudizio Il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, ha disposto il rinvio a giudizio degli imprenditori Maurizio Ionico e Michele Spina nonché dei dirigenti comunali Luigi Giuliano e Annamaria Villanacci per il procedimento Gaveli. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Il Quaderno.it del 25/11/2009)</p>
<p>Benevento, vicenda Gaveli: 2 imprenditori e 2 dirigenti comunali rinviati a giudizio<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/gaveli1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-951" title="gaveli1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/gaveli1-300x225.jpg" alt="gaveli1" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Benevento, Flavio Cusani, ha disposto il rinvio a giudizio degli imprenditori Maurizio Ionico e Michele Spina nonché dei dirigenti comunali Luigi Giuliano e Annamaria Villanacci per il procedimento Gaveli. Nella stessa circostanza, il magistrato ha stabilito il non luogo a procedere per il sindaco di Benevento Fausto Pepe nonché per l’ex assessore all’Urbanistica Aldo Damiano, il segretario generale del Comune Antonio Orlacchio, l’ex dirigente all’Urbanistica Mario De Lorenzo, il consulente legale del Comune Felice Casucci, il coredattore dei provvedimenti amministrativi Aniello Mele e il tenente dei vigili urbani Giovanni Fantasia.</p>
<p>L’inchiesta è stata portata avanti dalla Procura della Repubblica attraverso il pubblico ministero Antonio Clemente e chiusa il 2 febbraio scorso. Sono state avviate a seguito della denuncia presentata nell’autunno del 2006 dal titolare del Gaveli. La causa penale ha avuto alterne vicende che hanno anche portato all’emissione di provvedimenti di custodia cautelare domiciliare per Ionico e Spina, disposti dal Gip Marilisa Rinaldi, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente, poi revocati dal Tribunale del Riesame. In sede amministrativa il Comune dapprima ha negato l&#8217;agibilità al Gaveli, poi gliela ha concessa, nel luglio 2008, provvedendo, in esecuzione delle decisioni assunte dal Tar Campania, a ritirare i provvedimenti emessi nei confronti del Gruppo GIannuzzi (e già sospesi dal Tar).</p>
<p>L&#8217;indagine penale ebbe un sussulto lo scorso 28 marzo 2008 con la notifica d&#8217;un provvedimento di arresti domiciliari a Maurizio Ionico, con l’accusa di tentata estorsione, in concorso con Michele Spina. Il 6 maggio, però, tale ordinanza fu annullata dal Tribunale del Riesame. Per gli inquirenti che, nel marzo 2008 chiesero e ottennero gli ordini di custodia cautelare, sarebbe stato acclarato che con motivi pretestuosi e infondati, gli arrestati, Ionico e Spina, avevano posto in essere, oltre a specifiche ed esose richieste di denaro a titolo di risarcimento, un&#8217;attività volta a perseguire il loro disegno, coinvolgendo funzionari della pubblica amministrazione e mettendo in atto minacce nei confronti di chiunque non si allineava.</p>
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		<title>Maurizio Ionico della S.I.S. srl si risente con lo Slai Cobas che non sostiene la sua accusa di &#8220;lottizzazione abusiva&#8221; per la Multisala Gaveli.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 10:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il comunicato dello Slai Cobas sul processo all&#8217;assessore Aldo Damiano per la diffamazione a Luigi Panella, responsabile del Servizio di Vigilanza Edilizia, diventa un&#8217;altra occasione per Maurizio Ionico della S.I.S. srl per sostenere ossessivamente che vi sarebbe Lottizzazione Abusiva a carico dei titolari della Multisala Gaveli.  Pronta la risposta del Sindacato. Il Quaderno 08/07/2009 :: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2126" title="maurizio-ionico" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/maurizio-ionico.jpg" alt="maurizio-ionico" width="120" height="90" />Il comunicato dello Slai Cobas sul processo all&#8217;assessore Aldo Damiano per la diffamazione a Luigi Panella, responsabile del Servizio di Vigilanza Edilizia, diventa un&#8217;altra occasione per Maurizio Ionico della S.I.S. srl per sostenere ossessivamente che vi sarebbe Lottizzazione Abusiva a carico dei titolari della Multisala Gaveli.  Pronta la risposta del Sindacato.</p>
<p>Il Quaderno 08/07/2009 :: 11:10:29<br />
<strong>Gaveli, Ionico contesta lo Slai Cobas sull&#8217;esistenza della lottizzazione abusiva</strong></p>
<p>Si torna a parlare dell&#8217;intricata vicenda urbanistica e giudiziaria relativa al Gaveli, la multisala cinematografica di Piano Cappelle alle porte di Benevento. A sollevare nuovamente il caso è stato l&#8217;intervento di ieri di Massimo Morone, dirigente dello Slai Cobas, a proposito del processo per diffamazione a carico dell&#8217;assessore comunale Aldo Damiano che prenderà avvio domani. Nella nota, il sindacalista si è soffermato a parlare anche del caso Gaveli, a proposito dell&#8217;ipotizzata e denunciata lottizzazione abusiva. L&#8217;intervento dello Slai è contestato oggi dalla società S.I.S. srl, con una nota firmata da Maurizio Ionico, che, insieme a Michele Spina, è stata concessionaria di alcune attività all&#8217;interno della struttura di Pianno Cappelle di Luigi Giannuzzi.</p>
<p>&#8220;Sono costretto a constatare che ogni occasione è buona per fornire all&#8217;opinionista di turno lo spunto per esprimere gratuite opinioni su questioni di estrema rilevanza attinente il caso Gaveli &#8211; scrive Ionico -. In particolare Massimo Morone, qualificatosi coordinatore dello Slai Cobas del Comune di Benevento, nel riportare l&#8217;episodio che vede interessati il dottore Luigi Panella (responsabile dell&#8217;Ufficio di Vigilanza Edilizia del Comune, NDR) e l&#8217;assessore Aldo Damiano sulla questione Gaveli, nel sintetizzare il fatto oggetto della imputazione, si permette di esprimere, tra parentesi, anche una propria opinione su questioni prettamente di natura urbanistica, affermando che la lottizzazione abusiva, denunciata dalla S.I.S. Srl, in realtà non è stata realizzata&#8221;.</p>
<p>&#8220;Viene quindi spontaneo chiedersi &#8211; prosegue l&#8217;imprenditore &#8211; a che titolo il signor Morone esprime giudizi tecnici in materia urbanistica? E&#8217; improvvisamente diventato anche lui un urbanista di acclarata e rinomata fama? Se è così, ci dicesse in base a quali elementi tecnici si permette di dichiarare che la lottizzazione abusiva non è stata realizzata, atteso che la S.I.S. Srl e quindi lo scrivente, sulla scorta di consulenti e perizie tecniche elaborate da tecnici di sicura affidabilità e competenza, nonché su relazioni di tecnici comunali, tra cui anche quello dello stesso dottor Panella, hanno potuto affermare categoricamente e senza ombra di dubbio che per l&#8217;intervento Gaveli si è in presenza di un eclatante e palese caso di lottizzazione abusiva&#8221;.</p>
<p>&#8220;Cosa strana è che, nonostante le segnalazioni fatte dalla S.I.S. Srl, a tutt&#8217;oggi, né l&#8217;autorità giudiziaria, né il Comune di Benevento hanno adottato provvedimenti in merito. Sarebbe corretto &#8211; conclude Ionico &#8211; che, fino alla pronuncia della magistratura, gli opinionisti di turno evitassero di esprimere gratuite opinioni in merito, specie se non competenti in materia&#8221;.</p>
<p>Il 26 ottobre, ricordiamo, si svolgerà la prima udienza preliminare a carico di amministratori, dirigenti e docenti universitari indagati a seguito della denuncia presentata nell&#8217;autunno del 2006 dal titolare del Gaveli Lui Giannuzzi. Il gup dovrà decidere se mandare a giudizio il sindaco Fausto Pepe, l&#8217;ex assessore all&#8217;Urbanistica Aldo Damiano, il segretario generale del Comune Antonio Orlacchio, i dirigenti Annamaria Villanacci, Luigi Giuliano e Mario De Lorenzo, quest&#8217;ultimo ora non più in carica all&#8217;Urbanistica.</p>
<p>Sono indagati anche, insieme agli imprenditori Michele Spina e Maurizio Ionico, il consulente legale del Comune Felice Casucci, il correttore dei provvedimenti amministrativi Aniello Mele e il tenente dei vigili urbani Giovanni Fantasia. Oltre a questa vicenda in atto in sede penale, la prima multisala aperta in città è stata oggetto di un contenzioso amministrativo, relativo all&#8217;agibilità. La causa penale, invece, è legata alla gestione di alcune attività all&#8217;interno della struttura.</p>
<p>**********************************</p>
<p>La Risposta dello SLAI COBAS</p>
<p>Maurizio Ionico, socio della S.I.S. srl, interviene per lamentarsi di un comunicato dello SLAI COBAS che non lo riguarda, attribuendo a questo sindacato la responsabilità di aver sostenuto che nel caso della Multisala Gaveli vi sarebbe la lottizzazione abusiva adombrata dalla sua società. Il comunicato in questione riguardava la Udienza dibattimentale del processo a carico di Aldo Damiano accusato di aver diffamato un dipendente del Comune, il dott. Luigi Panella, responsabile del servizio di Vigilanza Edilizia per tre fatti specifici: due dichiarazioni nel corso del Consiglio Comunale del 30 maggio 2007 e una lettera del 25/6/2007.<br />
Nel dare la notizia, questo sindacato ha indicato i fatti contestati, riportati tra virgolette, ripresi precisamente dalla &#8220;Richiesta di fissazione di udienza dibattimentale e Decreto di citazione a giudizio&#8221; del Tribunale di Benevento, datato 11 aprile 2009.<br />
Relativamente al contenuto della lettera datata 25/6/2007 con la quale Damiano ha espresso giudizi che il PM ha ritenuto diffamatori nei confronti di Panella, il comunicato SLAI COBAS ha ricordato che si tratta di un documento relativo allo scontro tra imprenditori per la Multisala Gaveli, già esaminato da un altro PM il quale nella sua richiesta di rinvio a giudizio per Spina, Ionico ed altri 9, ha testualmente scritto a pag. 9, primo capoverso: &#8220;il DAMIANO quale assessore all&#8217;urbanistica, disponeva di procedere ad un ulteriore sopralluogo presso la struttura GAVELI, al fine di accertare la sussistenza di quanto denunciato dallo SPINA (lottizzazione abusiva, in realtà non realizzata), in violazione del Regolamento sull&#8217;Ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Comune di Benevento ,approvato &#8230;&#8230;., in quanto nonostante organo politico, impartiva indebite disposizioni all&#8217;Ufficio di Vigilanza Edilizia, prevaricando le funzioni del Dirigente&#8221;.<br />
Con questa motivazione al Damiano viene contestata la Calunnia sempre a danno di Panella, ma è chiaro che la frase &#8220;lottizzazione abusiva, in realtà non realizzata&#8221;, non gradita da Ionico,  non è una considerazione di questo sindacato, ma semplicemente una parte della contestazione del Sostituto Procuratore della Repubblica contenuta nella &#8220;Richiesta di Rinvio a Giudizio del 6 aprile 2009 per Spina Michele ed altri 10&#8243; che Ionico conosce bene perchè anche a lui notificata come indagato.  Se egli ritiene che la lottizzazione abusiva c&#8217;era, ne deve discutere in Tribunale e non certo con noi a mezzo stampa.</p>
<p>Il coordinatore- Massimo Morone</p>
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		<title>Gaveli: Ionico definisce &#8220;fumisticherie giustizialiste&#8221; per &#8220;adombrare foschi scenari di vita civile&#8221; le iniziative di Altrabenevento contro la corruzione e il malaffare.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[(Da Il Quaderno.it del 03/04/2009 ore 8:56:36) Polemica sul caso Gaveli, Ionico: Corona dovrebbe dirci se ha cambiato idea All&#8217;intervento di Gabriele Corona, presidente dell&#8217;associazione Altrabenevento, segue quello conclusivo della Sis Srl sugli ultimi sviluppi del caso Gaveli, la multisala cinematografica al centro di varie controversie amministrative e giudiziarie. A parlare nuovamente è Maurizio Ionico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Da Il Quaderno.it del 03/04/2009 ore 8:56:36)<br />
<strong>Polemica sul caso Gaveli, Ionico: Corona dovrebbe dirci se ha cambiato idea</strong></p>
<p>All&#8217;intervento di Gabriele Corona, presidente dell&#8217;associazione Altrabenevento, segue quello conclusivo della Sis Srl sugli ultimi sviluppi del caso Gaveli, la multisala cinematografica al centro di varie controversie amministrative e giudiziarie. A parlare nuovamente è Maurizio Ionico che ieri aveva chiesto a Corona di esprimere un parere tecnico sulla vicenda lasciando da parte le questioni di carattere penale. Corona ha replicato dicendo che sarà la Procura della Repubblica a pronunciarsi sull&#8217;ipotesi di lottizzazione abusiva quando deciderà se chiedere il rinvio a giudizio degli attuali indagati.</p>
<p>Una risposta che Ionico non ha gradito: &#8220;Per esprimere un giudizio tecnico sulla vicenda Gaveli &#8211; scrive Ionico nella nota &#8211; non c&#8217;è necessità di consultare atti giudiziari coperti da segreto istruttorio. Peraltro, il signor Gabriele Corona per fornire tale risposta non ha bisogno di consultare gli atti tecnici inerenti la questione, atteso che gli stessi sono a sua conoscenza da tempo immemore&#8221;. A questo punto Ionico ricorda un intervento di Corona apparso sul Quaderno.it il 28 giugno 2008 in cui si parlava di un&#8217;area, che eccedendo i 10mila metri quadri, doveva essere sottoposta a piano di lottizzazione.</p>
<p>&#8220;Se il signor Corona &#8211; prosegue Ionico -, nel frattempo, per un qualsiasi altro motivo, avesse cambiato idea in merito alla vicenda urbanistica Gaveli, per correttezza professionale dovrebbe avere cura di comunicarlo esplicitamente, se non altro per una forma di rispetto verso i lettori&#8221;. Ionico continua affermando che si associa &#8220;alla speranza del signor Corona affinché, in tempi brevi e senza intralci alla Giustizia, si possa giungere a fare completa chiarezza su questa ‘torbida&#8217; vicenda e che si arrivi serenamente all&#8217;attribuzione delle responsabilità nei confronti di coloro che hanno effettivamente commesso illeciti penali.</p>
<p>Ricordo al signor Corona che il Tribunale del Riesame di Napoli ha dissentito totalmente dall&#8217;impostazione accusatoria e ha annullato il provvedimento del Tribunale di Benevento emesso nei miei confronti nonché del signor Michele Spina (amministratore della Sis, NDR). Già questo dovrebbe suggerire al signor Corona maggiore cautela nell&#8217;esprimere, per il futuro, giudizi sulle persone coinvolte in questa vicenda che potrebbero risultare affrettati, inopportuni oltre che non rispondenti al vero e di attendere pazientemente l&#8217;esito del giudizio finale della Magistratura che è l&#8217;unico organo deputato a tanto&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ciò detto &#8211; conclude Ionico &#8211; sono fiducioso che il signor Corona, per il futuro, interverrà sulla questione solo per esporre problematiche tecnico &#8211; urbanistiche, e non di certo giudiziarie, che peraltro esonerano dalla sua competenza. Dopo tali precisazioni la vicenda può ritenersi chiusa, almeno per il momento&#8221;. La polemica sul caso Gaveli è riaffiorata lunedì dopo la denuncia della Digos fatta da Michele Spina. Corona aveva ipotizzato che le critiche possano anche sostanziarsi una manovra dilatoria da parte di Spina e Ionico, indagati nel giudizio penale. Nulla di tutto ciò ha spiegato la Sis che attende di giungere al più presto al giudizio sulla vicenda. Ionico e Spina, poi, hanno chiesto a Corona un pronunciamento tecnico sul caso Gaveli a partire dalla questione della lottizzazione abusiva.</p>
<p>*************************************</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo intervento di Corona parzialmente pubblicato da Il Quaderno.it</strong></p>
<p>Benevento, 3 aprile</p>
<p>Alla Redazione de Il Quaderno.it<br />
Mi dispiace dover tediare ancora i lettori, ma il nuovo intervento di Ionico sulla polemica per il caso Gaveli che avevo già considerata chiusa, mi impone una doverosa smentita. L&#8217;imprenditore della S.I.S., infatti sostiene che io avrei affermato, addirittura a mezzo stampa, che la Multisala sarebbe stata oggetto di Lottizzazione abusiva perchè realizzata su un lotto superiore ai 10.000 metri quadrati. Questo non è affatto vero. Ho sempre sostenuto che la S.I.S. la quale aveva attivato un contenzioso con il proprietario della Multisala per il fitto del Bar a causa della presunta mancanza del certificato di agibilità, non poteva limitarsi ad adombrare la ipotesi di Lottizzazione abusiva. La ditta, avendone gli elementi, avrebbe dovuto denunciare il caso alla autorità giudiziaria e lo stesso avrebbero dovuto fare l&#8217;assessore e il dirigente competente.<br />
Il Comune ha provveduto ad affidare ad un tecnico esterno una misurazione satellitare del lotto che è risultato inferiore a 10.000 metri quadrati, mentre la Procura della Repubblica ha avviato le verifiche di competenza di cui non posso conoscere i risultati perchè ancora coperti da segreto istruttorio.<br />
Voglio anche precisare a Ionico che non ritengo di dover chiedere il permesso ad alcuno per commentare le vicende giudiziarie quando gli atti sono pubblici o comunque pubblicizzati a mezzo stampa come è successo per la recente denuncia della S.I.S. nei confronti degli ispettori della DIGOS. In tal caso ho ricordato che quei poliziotti hanno condotto le indagini da poco concluse con ipotesi di reato per tentata estorsione, abuso d&#8217;ufficio, falso materiale ed ideologico, calunnia e minacce, a carico dei due imprenditori della S.I.S., cinque funzionari comunali, due amministratori e due consulenti legali, ma non ho espresso giudizi sugli indagati per i quali la Procura della Repubblica non ha ancora deciso se chiedere il rinvio a giudizio.</p>
<p>Il presidente- Gabriele Corona</p>
<p>***************************************</p>
<p>(Da Il Quaderno.it del 06/04/2009 ore 10:51:32)</p>
<p><strong>Caso Gaveli, Ionico: non voglio più polemizzare con Corona e con altri</strong></p>
<p>Nuova replica di Maurizio Ionico all&#8217;ultimo intervento di Gabriele Corona di Altrabenevento sul caso Gaveli, di venerdi 3 aprile. Anche il socio della S.I.S. dice, come aveva fatto Corona, nel suo penultimo intervento, di voler precisare una volta e per sempre la questione, relativa ai contenziosi penali e amministrativi legati all&#8217;apertura della multisala di Piano Cappelle.</p>
<p>Maurizio Ionico ricorda di essere protagonista della vicenda penale e non &#8220;un&#8217;opinionista che con facile giustizialismo può alimentare l&#8217;ineusaribile sorgente delle fumisterie e della caccia alle streghe. Per questo, del ‘rilievo satellitare&#8217; inerente la misurazione del lotto, nonché delle verifiche di competenza avviate dalla Procura della Repubblica a cui il signor Corona fa cenno, ritengo di rinviare la discussione a tempo debito nella competente sede che non è certamente questa&#8230; Lascio pazientemente, malgrado i ritardi e gli appesantimenti procedurali che l&#8217;azione dei magistrati &#8211; ai vari livelli &#8211; possa e debba fare il suo corso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nel dichiararmi non più disponibile ad alimentare polemiche altre &#8211; continua Maurizio Ionico &#8211; con chicchessia men che meno con il signor Corona, mi accorgo molto onestamente di essere stanco nel dover sopportare i contenziosi che si sono aperti a seguito della ‘torbida vicenda Gaveli&#8217;, pur con le forti motivazioni che hanno animato e animano le mie irrinunciabili scelte, questo per concedermi la libertà di chiedermi e chiedere a Corona il motivo di tale ‘travaglio esistenziale&#8217; nell&#8217;adombrare foschi scenari di vita civile, fino al punto di dare il tempo, se non bacchettare, le istituzioni di competenza in gioco. E quale forza lo sostiene o lo anima nel contravvenire alle sue stesse opinioni rilasciate precedentemente in tempi e modi certi.</p>
<p>Mi rendo conto che mi è capitato che, a seguito di quella che immaginavo una semplice lite giudiziaria per la risoluzione di un contratto e conseguente azione di risarcimento danni, mi rendo conto di aver inconsapevolmente attivato la deflagrazione di una santabarbara inestimabile</p>
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		<title>Gaveli: Spina e Ionico denunciano gli ispettori della DIGOS e la Magistratura. Il commento di Altrabenevento.</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 18:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella Foto, Maurizio Ionico (Da Il Quaderno.it  del 30/03/2009  ore 21:47:9) Sulle indagini per il caso Gaveli, Spina denuncia la Digos di Benevento Oggi pomeriggio, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, Michele Spina, legale rappresentante della ditta Sis Srl, ha presentato una denuncia querela contro la Digos della Questura di Benevento. Spina denuncia di aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2127" title="maurizio-ionico1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/maurizio-ionico1.jpg" alt="maurizio-ionico1" width="320" height="240" /></p>
<p>Nella Foto, Maurizio Ionico</p>
<p>(Da Il Quaderno.it  del 30/03/2009  ore 21:47:9)</p>
<p><strong>Sulle indagini per il caso Gaveli, Spina denuncia la Digos di Benevento</strong></p>
<p>Oggi pomeriggio, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri, Michele Spina, legale rappresentante della ditta Sis Srl, ha presentato una denuncia querela contro la Digos della Questura di Benevento. Spina denuncia di aver subito delle ingiustizie relativamente alle indagini condotte dalla Digos sul caso Gaveli, multisala cinematografica sita in Contrada Piano Cappelle alla periferia di Benevento. La querela consta di un corposo fascicolo di 15 allegati che ripercorrono la vicenda sottolineando le presunte mancanze della Digos nel procedimento penale instauratosi dopo la denuncia, fatta ai danni di Spina e del suo socio Maurizio Ionico, dal gruppo Giannuzzi Srl, proprietario della multisala.</p>
<p>La Sis aveva in fitto alcuni locali nel Gaveli da destinare a bar &#8211; pizzeria e sala giochi. Poi sono insorti dei contrasti che hanno aperto, oltre al giudizio penale, anche un contenzioso amministrativo. Spina e Ionico, dopo la denuncia di Luigi Giannuzzi, rappresentante della proprietà del Gaveli, sono stati posti agli arresti domiciliari dal Gip di Benevento il 28 marzo 2008. Il 16 aprile successivo, però, il Tribunale del Riesame di Napoli ha annullato tale misura. E da questo provvedimento Spina parte per denunciare i presunti torti da lui subiti nella conduzione delle indagini.</p>
<p>Spina sostiene che essendo Giannuzzi in contenzioso con lui le sue accuse meritavano riscontri diversi da quelli forniti dalla Digos al magistrato inquirente. Anche perché, aggiunge Spina, il 23 maggio 2008 il Tribunale di Benevento ha condannato Giannuzzi a 8 mesi di reclusione e al risarcimento della parte civile, per aver falsificato il contratto che regolamentava i suoi rapporti con la Sis di Spina. Per il denunciante questa circostanza sarebbe stata ignorata dalla Digos. Spina asserisce anche che la Digos solo dopo 9 mesi che era stata emessa l&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Spina e Ionico si sarebbe fatta carico di riferire dei precedenti penali e giudiziari di Giannuzzi, omettendo (sempre secondo Spina) la condanna a 8 mesi di cui si è detto, nonostante fosse relativa a fatti strettamente connessi ai rapporti tra Giannuzzi e Spina.</p>
<p>Poi Spina entra nel merito della natura delle indagini svolte dalla Digos che a suo avviso avrebbe tentato di accreditare l&#8217;ipotesi che il caso Gaveli riguardasse vicenda di natura sanitaria e non urbanistica. Spina poi sostiene, nella denuncia ai Carabinieri, che Giannuzzi davanti al pubblico ministero avrebbe fatto delle dichiarazioni, poi dimostratesi non vere, ma che tutto ciò sarebbe stato omesso nell&#8217;informativa conclusiva della Digos del 2 dicembre 2008 (allegato 7 del voluminoso dossier presentato oggi ai Carabinieri). Tanto la Digos sarebbe stata morbida verso Giannuzzi tanto, per Spina, sarebbe stata severa verso Annamaria Villanacci, dirigente del Settore Igiene e Sanità del Comune di Benevento e moglie del citato socio della Sis Maurizio Ionico.</p>
<p>Ad esempio Spina fa riferimento sempre alla citata informativa del 2 dicembre 2008 in cui vi sarebbero dei rilievi erronei sul comportamento adottato dalla Villanacci per la revoca di un&#8217;autorizzazione nella vicenda Gaveli. Spina poi riferisce altri dettagli e scrive nella denuncia presentata ai Carabinieri che su altri episodi si riserva di riferire a voce agli inquirenti. La denuncia di Spina per conoscenza è stata inviata anche al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, al Ministro dell&#8217;Interno e al Ministro della Giustizia.<span id="more-2124"></span></p>
<p><p>  *******************************</p>
<p>(Da Il Quaderno.it del 01/04/2009 ore 17:8:49)</p>
<p><strong>Vicenda Gaveli, Corona: la Procura scopra cosa c&#8217;è dietro la denuncia di Spina</strong></p>
<p>Sulla vicenda Gaveli e i suoi ultimi sviluppi interviene Gabriele Corona, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Altrabenevento&#8221;. Lo fa commentando la recente denuncia della Digos fatta da Michele Spina, indagato nel procedimento penale legato all&#8217;attività della multisala di Contrada Piano Cappelle di Benevento, e pubblicata due giorni fa su questo Portale. Corona chiede alla Procura della Repubblica &#8220;di verificare immediatamente se ci sono reati da contestare agli uomini della Digos oppure se si tratta di generiche calunnie per ritardare procedimenti penali a carico del denunciante&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ho già avuto modo di definire ‘torbida e inquietante&#8217; la vicenda relativa alla Multisala Gaveli &#8211; esordisce nella nota Corona -, caratterizzata da uno scontro senza esclusione di colpi tra due imprenditori, il proprietario della struttura (Luigi Giannuzzi, NDR) e il gestore del bar-sala giochi (Michele Spina, NDR), i quali hanno coinvolto l&#8217;Amministrazione comunale che si è dimostrata incapace di assumere una posizione di equidistanza nell&#8217;accertare i fatti segnalati, soprattutto per la presunta lottizzazione abusiva&#8221;.</p>
<p>&#8220;La vicenda si è caratterizzata anche per la particolare attenzione della stampa &#8211; prosegue Corona &#8211; a seguito di manifesti pubblici, delle proteste durante il Consiglio Comunale e i continui pronunciamenti del Tribunale Amministrativo. Essa è stata oggetto di una indagine della Procura della Repubblica che si è conclusa agli inizi di febbraio per diverse ipotesi di reato: tentata estorsione, minacce e calunnia, abuso d&#8217;ufficio, falso ideologico e materiale a carico di 2 imprenditori della S.I.S. srl (con Spina anche il socio Maurizio Ionico, NDR), il segretario generale e tre dirigenti del Comune, un tenente dei Vigili Urbani, due amministratori comunali e due consulenti legali&#8221;.</p>
<p>&#8220;Insomma, si tratta di contestazioni gravi &#8211; continua il presidente di Altrabenevento &#8211; anche a carico di pubblici ufficiali e amministratori pubblici con dipendenti comunali individuati come parti offese, che quindi interessa tutta la città e non solo i soggetti direttamente coinvolti. In questi giorni, la Procura della Repubblica avrebbe dovuto decidere se chiedere il rinvio a giudizio degli undici indagati, compresi i due imprenditori della S.I.S. i quali però hanno denunciato (la denuncia, invero, è del solo Spina, NDR) i funzionari e gli ispettori della Digos che hanno condotto l&#8217;indagine a loro carico, accusandoli di aver compiuto gravi irregolarità addirittura di rilevanza penale e invocando pure l&#8217;intervento del Ministro della Giustizia&#8221;.</p>
<p>&#8220;Senza voler entrare nel merito dei fatti segnalati dagli imprenditori della S.I.S. &#8211; conclude Corona &#8211; che sono appena accennati nell&#8217;articolo sul Quaderno.it, ritengo che la loro denuncia sia di particolare gravità non solo perchè conferma la tendenza già riscontrata nel caso degli alloggi di via Galanti, cioè, dell&#8217;indagato che denuncia l&#8217;accusatore, ma anche perchè vengono ipotizzati presunti reati nei confronti degli uomini della Digos, gli stessi che stanno conducendo importati e impegnative indagini che fanno tremare i palazzi del potere.</p>
<p>Tra le quali quella su ‘Quattro notti e più di luna piena&#8217; e sull&#8217;apertura dell&#8217;Ipermercato Zamparini. Auspichiamo, infine, che le altre importanti indagini in corso che riguardano reati contro la pubblica amministrazione e che coinvolgono vari uomini politici, possano concludersi in tempi celeri senza che siano frapposti ostacoli attraverso strumentali ispezioni disposte dal Ministero della Giustizia, come accaduto a Catanzaro, a Salerno, a Potenza e a Bari&#8221;.</p>
<p> *************************************</p>
<p>( Da Il Quaderno.it del <span class="datanews">02/04/2009 ore 12:6:52)</span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Caso Gaveli. Ionico replica a Corona: vicenda torbida? Esci tu allo scoperto</strong></p>
<p>Puntuale è giunta pochi minuti fa dalla Sis Srl la replica a Gabriele Corona di Altrabenevento sugli ultimi sviluppi del caso Gaveli, la multisala alla periferia della città al centro di varie controversie penali e amministrative. Per la Sis questa volta parla Maurizio Ionico: non ha digerito l&#8217;intervento di ieri di Corona che ha sollecitato la Procura della Repubblica a far luce su questa vicenda da lui definita &#8220;torbida&#8221;.</p>
<p>Corona ha ipotizzato che dietro la denuncia della Digos, fatta lunedì scorso dall&#8217;altro socio della Sis Michele Spina, possa anche sostanziarsi una manovra dilatoria da parte di Spina e Ionico, indagati nel giudizio penale. La nota di Ionico si apre in maniera ironica: &#8220;Il signor Gabriele Corona è un burlone, e con il suo articolo datato 1° aprile , ha voluto fare il cosiddetto Pesce d&#8217;Aprile&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ringrazio comunque il signor Corona &#8211; continua Ionico &#8211; per aver sollecitato la Procura della Repubblica di Benevento a fare immediata chiarezza sulla denuncia del signor Spina e quindi sulla vicenda Gaveli. Solo ad onor di cronaca devo ricordare che la Sis Srl da oltre tre anni sta chiedendo la stessa cosa, ma purtroppo con scarsi risultati. Non posso comunque fare a meno di constatare che il signor Corona, a differenza della Sis, riceve maggiore ascolto e mi auguro quindi che il suo invito possa ricevere una diversa e più sollecita attenzione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Noi della Sis &#8211; prosegue Ionico &#8211; comunque &#8211; completamente fiduciosi nell&#8217;istituzione Giustizia &#8211; non disperiamo, anzi siamo fermamente convinti che il tempo farà chiarezza sull&#8217;intera ‘torbida vicenda&#8217;; nel frattempo, ove necessario, rivolgeremo le nostre istanze sempre più insistentemente unicamente alla Magistratura, nei suoi molteplici livelli&#8221;.</p>
<p>Poi Ionico passa al contrattacco e dice che anche Corona sulla ‘torbida&#8217; vicenda Gaveli &#8220;ha recitato un ruolo di non poco rilievo&#8221; e lo invita &#8220;a preoccuparsi non tanto degli aspetti giudiziari della vicenda, che sono e restano unicamente affidati al giudizio della Magistratura, ma di curare essenzialmente questioni prettamente tecniche, attese le sue ‘autoreferenziate&#8217; qualità di urbanista di comprovata fama, esprimendo finalmente un suo ‘autorevole&#8217; giudizio tecnico sulla vicenda Gaveli&#8221;.</p>
<p>&#8220;In particolare &#8211; conclude Maurizio Ionico &#8211; chiarisca all&#8217;opinione pubblica se l&#8217;intervento edilizio posto in essere dal Gruppo Giannuzzi Srl configura una ‘lottizzazione abusiva&#8217; o meno. Ciò sicuramente potrebbe rendere meno ‘torbida&#8217; la vicenda&#8221;.</p>
<p>Nella denuncia di lunedì Michele Spina ha criticato la condotta delle indagini della Digos nel procedimento penale, a suo dire, in modo sfavorevole per la Sis e i suoi due soci che hanno subito nella primavera 2008 anche gli arresti domiciliari ordinati dal gip di Benevento e poi revocati dal Tribunale del Riesame di Napoli.</p>
<p> *******************************</p>
<p> (Da Il Quaderno.it de 02/04/2009 ore 17:43:35)</p>
<p><strong>Benevento, Corona chiude la polemica sul caso Gaveli: mi affido alla Procura</strong></p>
<p>Gabriele Corona, presidente dell&#8217;associazione Altrabenevento, chiude la polemica sugli ultimi sviluppi del caso Gaveli, la multisala alla periferia della città al centro di varie controversie penali e amministrative. La vicenda è tornata d&#8217;attualità dopo la denuncia alla Digos di Michele Spina, amministratore della Sis Srl. Corona aveva già sollecitato la Procura della Repubblica a fare luce al più presto sulla vicenda ricevendo le critiche di Maurizio Ionico, socio di Spina. A questo intervento segue la replica del presidente di Altrabenevento.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Amministratore della società Sis, Michele Spina, ha denunciato gli ispettori della Digos per presunte gravi irregolarità &#8211; scrive Corona &#8211; che sarebbero state commesse nella conduzione delle indagini che finora hanno portato a ipotizzare diversi gravi reati a suo carico, del suo socio Maurizio Ionico e di cinque funzionari comunali, due amministratori e due consulenti legali. La notizia della denuncia è stata resa nota dallo stesso amministratore della Sis che, evidentemente, voleva che tutti sapessero a mezzo stampa delle accuse mosse ai poliziotti e che le potessero commentare&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono quindi intervenuto sulla questione &#8211; spiega Corona &#8211; perchè l&#8217;associazione che rappresento &#8220;Altrabenevento- per la città sostenibile contro il malaffare&#8221; è interessata, come credo tutti i cittadini, a sapere se veramente gli ispettori della Digos che si stanno occupando di diverse importanti indagini che riguardano reati contro la pubblica amministrazione, nel caso della Multisala avrebbero commesso reati penali, ad esempio omissioni o abuso di ufficio, tali da compromettere la loro credibilità, auspicando una indagine celere della Magistratura&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ora Maurizio Ionico &#8211; prosegue Corona -, lamentando ritardi nella azione della Procura della Repubblica mi chiede di pronunciarmi sulla presunta lottizzazione abusiva da contestare al proprietario del Gaveli. E&#8217; una ipotesi che Ionico ha già adombrato in precedenza ma senza mai spiegare perchè ritiene sia stato commesso tale reato che dovrebbe portare il Comune a confiscare la Multisala. Tale questione, è stata anche già posta all&#8217;attenzione della Procura della Repubblica che certamente comunicherà la sua valutazione allorquando deciderà se chiedere il rinvio a giudizio degli attuali indagati, rendendo noti i documenti che allo stato io non posso consultare, a differenza di Ionico, perchè coperti da segreto istruttorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Spero che ciò avvenga in tempi brevi e sono convinto che anche gli imprenditori della S.I.S. si augurano che non vi siano intralci alla Giustizia in modo che pure la loro posizione possa essere definita velocemente &#8211; chiude Corona -. Per quello che mi riguarda, la polemica finisce qui&#8221;</p>
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		<title>Indagini Gaveli: il Sindaco conferma la fiducia nei suoi collaboratori. Lo SLAI COBAS lo critica.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 07:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multisala Gaveli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sindaco Fausto Pepe, preoccupato per il risalto dato dalla stampa alla notizia delle Indagini concluse sulla Multisala Gaveli con ipotesi di reati a suo carico e di altri 10 imprenditori, funzionari pubblici e consulenti, emette un comunicato con il quale conferma la fiducia nei &#8220;suoi collaboratori&#8221;. Lo SLAI COBAS gli ricorda che il provvedimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-369 alignleft" title="conffineanno" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/conffineanno.jpg" alt="conffineanno" width="305" height="203" />Il Sindaco Fausto Pepe, preoccupato per il risalto dato dalla stampa alla notizia delle Indagini concluse sulla Multisala Gaveli con ipotesi di reati a suo carico e di altri 10 imprenditori, funzionari pubblici e consulenti, emette un comunicato con il quale conferma la fiducia nei &#8220;suoi collaboratori&#8221;.</p>
<p>Lo SLAI COBAS gli ricorda che il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica non può essere considerato come una condanna a priori, ma di certo non è una assoluzione. Le responsabilità penali sono individuali e pertanto occorre attendere l&#8217;eventuale Rinvio a Giudizio ed il Processo, ma intanto non servono le difese di ufficio.</p>
<p><a href="http://lnx.82cento.it/page/leggitutto.php?idNews=7478">82cento: il comunicato del Sindaco</a></p>
<p><strong>Sindacato  dei  Lavoratori  Autorganizzati  Intercategoriale </strong></p>
<p>Comunicato stampa del  4 febbraio 2009</p>
<p>La stampa locale, ha dato, con gran rilievo, la notizia di un provvedimento  di chiusura delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica sui fatti connessi al rilascio del Certificato di Agibilità per la Multisala Gaveli, con la relativa contestazione ad  undici persone (imprenditori, amministratori, funzionari pubblici e consulenti) di diverse ipotesi di reato, tra i quali la tentata estorsione, il falso, le minacce, la calunnia e l&#8217;abuso d&#8217;ufficio.<br />
Il provvedimento, è bene ripeterlo, non è una condanna e neppure una richiesta di rinvio a giudizio, ma ha destato l&#8217;attenzione della stampa soprattutto perchè tra gli indagati figura anche il Sindaco, seppure in modo marginale.<br />
Infatti, recentemente, vi sono stati altri provvedimenti di chiusura indagini per altri casi di abusi edilizi ed abuso di ufficio, a carico di costruttori, tecnici, funzionari pubblici ed un attuale Deputato della Repubblica, ma nessuno si è precipitato a cercare documenti presso il Tribunale per darne notizia.<span id="more-1348"></span><br />
Comprendo quindi il senso di fastidio espresso a caldo da Fausto Pepe, ma non condivido il comunicato emesso ieri con il quale pur esprimendo fiducia nella magistratura, egli respinge ogni addebito ed esprime la certezza che siano innocenti anche l&#8217;assessore, tre dirigenti, un tenente dei Vigili Urbani ed il Segretario Generale, anch&#8217;essi indagati.<br />
I reati penali sono personali e quindi non capisco perchè il Sindaco debba pronunciarsi facendo una difesa d&#8217;ufficio di tutti i &#8220;suoi collaboratori&#8221; destinatari del provvedimento giudiziario. Vorrei anche ricordare che dalla indagine condotta dalla Digos sulla torbida vicenda della Multisala Gaveli, emerge che vi sono anche funzionari pubblici, cioè quattro dipendenti del Settore urbanistica, che sono parti lese, cioè hanno subito i comportamenti ritenuti illeciti di altri, compreso un assessore. Allora perchè il sindaco non esprime solidarietà anche a questi &#8220;suoi&#8221; dipendenti ?<br />
Vorrei anche ricordare che per ben due volte negli ultimi due anni, la stessa Procura della Repubblica ha segnalato casi oggetto di indagini per comportamenti attribuiti a funzionari del Comune affinchè l&#8217;Ente, indipendentemente dalla azione penale, assumesse le sue determinazioni sul piano amministrativo.  Perchè la attuale Amministrazione, prima che arrivi analoga comunicazione per il caso Gaveli, non verifica se i comportamenti dei funzionari e degli Amministratori nel caso specifico, siano meritevoli di provvedimenti amministrativi ?</p>
<p>Per il coordinamento, Gabriele Corona</p>
<p><a href="http://www.ilquaderno.it/?categoria=103&amp;articolo=31770&amp;sezionenotizie=11"><br />
</a></p>
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