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	<title>altrabenevento &#187; Politica</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Convocata dal PD si è riunita la &#8220;sinistra sinistrata&#8221;, quella che pensa solo alle elezioni.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 16:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="590" height="340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/manifesti-abusivi-1-615x820-590x340.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" title="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12205" title="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/manifesti-abusivi-1-615x820-590x340-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" />

Comunicato stampa del 19 febbraio 2020

<strong>Si sente aria di elezioni e quindi si è riunito ieri il "tavolo del centrosinistra" costituito dai dirigenti provinciali del Partito Democratico, Italia Viva, Sinistra Italiana, Articolo 1-Leu, Partito Socialista, Più Europa.</strong>

<strong>Sono gli stessi  "dirigenti" politici di quella "sinistra sinistrata" che normalmente si riunisce solo per decidere candidature ed alleanze elettorali e mai per occuparsi di questioni di grande importanza per le comunità amministrate.</strong>

Non hanno fatto o detto niente per i pozzi contaminati da tetracloroetilene, oppure per la gestione del personale del Comune di Benevento, per gli incarichi alle ditte che si occupano della riscossione coattiva dei tributi, per l'ipermercato al posto dell'ex INPS ed infine per i progetti "cementificazione del Terminal Bus-Periferie" o PICS del Comune di Benevento.

Sono quei dirigenti politici che non fanno opposizione in attesa di ricomparire solo sotto elezioni e poi si lamentano dell'antipolitica o dell'astensione dal voto di molti cittadini. Adesso pretendono addirittura di 'coinvolgere' nelle loro strategie elettorali i movimenti civici o le associazioni che ogni giorno fanno cittadinanza attiva. progetti Terminal Bus-Periferie o PICS del Comune di Benevento.

Altrabenevento continuerà ad impegnarsi "per la città sostenibile contro il malaffare" e cercherà convergenze e collaborazioni con i consiglieri comunali che fanno opposizione, Italo Di Dio, Marianna Farese e Annamaria Mollica, e con i gruppi che quotidianamente lottano per i diritti dei cittadini, il contrasto alla malavita e alla corruzione, il rinnovamento della politica.

Il presidente Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="590" height="340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/manifesti-abusivi-1-615x820-590x340.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" title="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12205" title="manifesti-abusivi-1-615x820-590x340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/manifesti-abusivi-1-615x820-590x340-300x172.jpg" alt="" width="300" height="172" />

Comunicato stampa del 19 febbraio 2020

<strong>Si sente aria di elezioni e quindi si è riunito ieri il "tavolo del centrosinistra" costituito dai dirigenti provinciali del Partito Democratico, Italia Viva, Sinistra Italiana, Articolo 1-Leu, Partito Socialista, Più Europa.</strong>

<strong>Sono gli stessi  "dirigenti" politici di quella "sinistra sinistrata" che normalmente si riunisce solo per decidere candidature ed alleanze elettorali e mai per occuparsi di questioni di grande importanza per le comunità amministrate.</strong>

Non hanno fatto o detto niente per i pozzi contaminati da tetracloroetilene, oppure per la gestione del personale del Comune di Benevento, per gli incarichi alle ditte che si occupano della riscossione coattiva dei tributi, per l'ipermercato al posto dell'ex INPS ed infine per i progetti "cementificazione del Terminal Bus-Periferie" o PICS del Comune di Benevento.

Sono quei dirigenti politici che non fanno opposizione in attesa di ricomparire solo sotto elezioni e poi si lamentano dell'antipolitica o dell'astensione dal voto di molti cittadini. Adesso pretendono addirittura di 'coinvolgere' nelle loro strategie elettorali i movimenti civici o le associazioni che ogni giorno fanno cittadinanza attiva. progetti Terminal Bus-Periferie o PICS del Comune di Benevento.

Altrabenevento continuerà ad impegnarsi "per la città sostenibile contro il malaffare" e cercherà convergenze e collaborazioni con i consiglieri comunali che fanno opposizione, Italo Di Dio, Marianna Farese e Annamaria Mollica, e con i gruppi che quotidianamente lottano per i diritti dei cittadini, il contrasto alla malavita e alla corruzione, il rinnovamento della politica.

Il presidente Gabriele Corona

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		<title>L&#8217;UDEUR è ancora vivo e vegeta, in cassa 109 mila euro</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jan 2020 18:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Clemente Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[UDEUR]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="696" height="477" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-udeur.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" title="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12143" title="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-udeur-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" />

<strong>Mastella annuncia continuamente la fondazione di nuovi partiti e liste elettorali, ma l'UDEUR è tuttora attivo e approva il bilancio 2018 con proventi per 419.000 euro e disponibilità di cassa di 109.470 euro</strong>

Altrabenevento- Comunicato stampa del 13 gennaio 2020

L'on. Clemente Mastella a proposito di varie candidature in diverse elezioni, annuncia frequentemente la fondazione di nuove liste elettorali o partiti e pertanto molti hanno pensato che l'UDEUR fosse scomparso.

Ed invece il partito Popolari-Udeur è vivo, vegeta e il 10 giugno 2019 ha approvato il bilancio 2018 con notevoli incrementi di incassi rispetto agli anni precedenti.

Nel verbale pubblicato sul sito www.popolariudeur.it si legge che il Consiglio Nazionale del partito (non sappiamo da chi è costituito ma risulta un solo tesserato su tutto il territorio nazionale) si è riunito a Benevento presso la segreteria politica dell'on. Mastella in via Aldo Moro, n.5. L'assemblea considerata la "vacanza della carica di presidente del Consiglio nazionale" è stata presieduta dal segretario politico, Mastella il quale dopo aver salutato tutti i presenti ha dato la parola al segretario amministrativo, Mario Lattari (noto soprattutto come dirigente del Siena Calcio) che ha redatto e illustrato il bilancio.

Risulta dai documenti pubblicati che i ricavi nel 2018 assommano a 419.000 euro (compreso correzioni di dati contabili precedenti) ma in particolare emerge che l'Udeur ha incassato "€288.834,81 dalla Banca Carife a seguito di sentenza di condanna".

Grazie a questi soldi la "spesa per la gestione caratteristica" del partito è lievitata a €103.642 (a fronte dei 300 euro del 2017) per "acquisizioni di beni e servizi specificamente destinati all'attività politica e di propaganda di partito e dalle consulenze legali e professionali".

Non risulta, invece, alcuna spesa per il fitto della sede di Benevento, in via Aldo Moro, evidentemente concessa ad uso gratuito dal proprietario, la soc. Blue40 srl.

I maggiori introiti del 2018 hanno consentito all'Udeur di pagare anche una parte dei debiti verso i fornitori, esattamente € 62.355, ma nel 2018 sono rimasti quasi inalterati, i debiti verso gli ex dipendenti, i debiti tributari (contributi IRPEF) e quelli verso l'INPS e l'INAIL per un ammontare di € 31.686,72.

Risulta però, che al 31/12/2018 nelle casse dell'UDEUR c'erano 109.470 euro.

Ci può spiegare l'on Clemente Mastella, per il suo ruolo pubblico, se nel 2019 i debiti fiscali e tributari del'UDEUR sono stati pagati

Il presidente, Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="696" height="477" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-udeur.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" title="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12143" title="POLITICHE, MASTELLA: &quot;SENZA DI NOI IL CENTRODESTRA NON PUÒ VINCERE&quot;-FOTO1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-udeur-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" />

<strong>Mastella annuncia continuamente la fondazione di nuovi partiti e liste elettorali, ma l'UDEUR è tuttora attivo e approva il bilancio 2018 con proventi per 419.000 euro e disponibilità di cassa di 109.470 euro</strong>

Altrabenevento- Comunicato stampa del 13 gennaio 2020

L'on. Clemente Mastella a proposito di varie candidature in diverse elezioni, annuncia frequentemente la fondazione di nuove liste elettorali o partiti e pertanto molti hanno pensato che l'UDEUR fosse scomparso.

Ed invece il partito Popolari-Udeur è vivo, vegeta e il 10 giugno 2019 ha approvato il bilancio 2018 con notevoli incrementi di incassi rispetto agli anni precedenti.

Nel verbale pubblicato sul sito www.popolariudeur.it si legge che il Consiglio Nazionale del partito (non sappiamo da chi è costituito ma risulta un solo tesserato su tutto il territorio nazionale) si è riunito a Benevento presso la segreteria politica dell'on. Mastella in via Aldo Moro, n.5. L'assemblea considerata la "vacanza della carica di presidente del Consiglio nazionale" è stata presieduta dal segretario politico, Mastella il quale dopo aver salutato tutti i presenti ha dato la parola al segretario amministrativo, Mario Lattari (noto soprattutto come dirigente del Siena Calcio) che ha redatto e illustrato il bilancio.

Risulta dai documenti pubblicati che i ricavi nel 2018 assommano a 419.000 euro (compreso correzioni di dati contabili precedenti) ma in particolare emerge che l'Udeur ha incassato "€288.834,81 dalla Banca Carife a seguito di sentenza di condanna".

Grazie a questi soldi la "spesa per la gestione caratteristica" del partito è lievitata a €103.642 (a fronte dei 300 euro del 2017) per "acquisizioni di beni e servizi specificamente destinati all'attività politica e di propaganda di partito e dalle consulenze legali e professionali".

Non risulta, invece, alcuna spesa per il fitto della sede di Benevento, in via Aldo Moro, evidentemente concessa ad uso gratuito dal proprietario, la soc. Blue40 srl.

I maggiori introiti del 2018 hanno consentito all'Udeur di pagare anche una parte dei debiti verso i fornitori, esattamente € 62.355, ma nel 2018 sono rimasti quasi inalterati, i debiti verso gli ex dipendenti, i debiti tributari (contributi IRPEF) e quelli verso l'INPS e l'INAIL per un ammontare di € 31.686,72.

Risulta però, che al 31/12/2018 nelle casse dell'UDEUR c'erano 109.470 euro.

Ci può spiegare l'on Clemente Mastella, per il suo ruolo pubblico, se nel 2019 i debiti fiscali e tributari del'UDEUR sono stati pagati

Il presidente, Gabriele Corona

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		<title>Il grande oratore della massoneria per il fallimento della Dual Box</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 20:34:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Massoneria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dual box" title="dual box" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box-2.jpg"><img class="wp-image-10528 alignleft" title="dual box 2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Altrabenevento - Comunicato stampa del 25 marzo 2014

E’ andata deserta stamattina presso il Tribunale di Benevento, l’asta giudiziaria per la vendita di alcuni capannoni, un terreno e le attrezzature della ditta Dual Box di Paduli, fallita nel 2011. Nessuno ha presentato offerte per l’acquisto dei beni del valore di cinque milioni e quattrocento mila euro. Adesso comincia quella lunga serie di tentativi di vendita a ribasso del complesso produttivo e pertanto i creditori dovranno aspettare non si sa bene quanto tempo per recuperare almeno in parte il valore delle merci e dei servizi forniti.

La Dual Box srl, con un capitale sociale interamente versato di due milioni e settecento mila euro, (per quasi la metà sottoscritto da una società straniera), realizzava con successo scatole ed altri oggetti in plastica in alcuni capannoni costruiti in contrada Saglieta di Paduli, su aree agricole inserite nel perimetro dell’ASI di Benevento.

L’amministratore, Mennato Pedicini, da Foglianise, noto in città per essere stato presidente della locale squadra di Rugby e amministratore del Parco del Taburno nominato dalla Provincia, è attualmente membro del direttivo della associazione Futuridea. Insieme ad alcuni suoi familiari è socio o amministratore di altre società che producono scatole e materiali in PVC o che si dedicano ad attività immobiliari in diversi paesi della nostra provincia.

Insomma, un imprenditore di esperienza, una attività industriale ben avviata con capitale sociale e beni per quasi dieci milioni di euro, senza contare i crediti vantati e gli investimenti in altre attività, eppure la Dual Box fallisce!

E’ successo a molte ditte in questa provincia negli ultimi anni, ma non sempre si tratta di sofferenza dovuta alla crisi economica. Sta di fatto che i fallimenti sono diventati numerosi e redditizi, non certo per i creditori o gli imprenditori colpiti dal provvedimento (tranne quelli che riescono a riappropriarsi bei beni all’asta giudiziaria attraverso un prestanome). Ci guadagnano invece i professionisti nominati curatori fallimentari, qualifica ultimamente molto ambita a Benevento. Ha quindi un bel da fare il presidente della sezione fallimentare, il giudice Michele Monteleone, proveniente dalla fallimentare del Tribunale di Bari ed assegnato a Benevento dopo l’avvio della indagine per “corruzione in atti giudiziari” che gli vengono contestati dalla Procura della Repubblica di Lecce.

Anche al dott, Monteleone, giudice di lunga esperienza, il fallimento della Dual Box dev’eseere sembrato un po’ particolare per la solidità dell’azienda, al punto da decidere di nominare come Curatore Fallimentare, un legale non beneventano, l’avv. Ruggero Stincardini di Perugia.

Si tratta di un avvocato notissimo anche all’estero perché è il numero due della massoneria italiana. E’ infatti “grande oratore aggiunto” del Grande Oriente d’Italia per conto del quale si è costituito in giudizio contro i “dissidenti” delle logge romane commissariate.

Vedremo come Stincardini e Monteleone riusciranno a sbrogliare la matassa Dual Box!

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1536" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dual box" title="dual box" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box-2.jpg"><img class="wp-image-10528 alignleft" title="dual box 2" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dual-box-2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Altrabenevento - Comunicato stampa del 25 marzo 2014

E’ andata deserta stamattina presso il Tribunale di Benevento, l’asta giudiziaria per la vendita di alcuni capannoni, un terreno e le attrezzature della ditta Dual Box di Paduli, fallita nel 2011. Nessuno ha presentato offerte per l’acquisto dei beni del valore di cinque milioni e quattrocento mila euro. Adesso comincia quella lunga serie di tentativi di vendita a ribasso del complesso produttivo e pertanto i creditori dovranno aspettare non si sa bene quanto tempo per recuperare almeno in parte il valore delle merci e dei servizi forniti.

La Dual Box srl, con un capitale sociale interamente versato di due milioni e settecento mila euro, (per quasi la metà sottoscritto da una società straniera), realizzava con successo scatole ed altri oggetti in plastica in alcuni capannoni costruiti in contrada Saglieta di Paduli, su aree agricole inserite nel perimetro dell’ASI di Benevento.

L’amministratore, Mennato Pedicini, da Foglianise, noto in città per essere stato presidente della locale squadra di Rugby e amministratore del Parco del Taburno nominato dalla Provincia, è attualmente membro del direttivo della associazione Futuridea. Insieme ad alcuni suoi familiari è socio o amministratore di altre società che producono scatole e materiali in PVC o che si dedicano ad attività immobiliari in diversi paesi della nostra provincia.

Insomma, un imprenditore di esperienza, una attività industriale ben avviata con capitale sociale e beni per quasi dieci milioni di euro, senza contare i crediti vantati e gli investimenti in altre attività, eppure la Dual Box fallisce!

E’ successo a molte ditte in questa provincia negli ultimi anni, ma non sempre si tratta di sofferenza dovuta alla crisi economica. Sta di fatto che i fallimenti sono diventati numerosi e redditizi, non certo per i creditori o gli imprenditori colpiti dal provvedimento (tranne quelli che riescono a riappropriarsi bei beni all’asta giudiziaria attraverso un prestanome). Ci guadagnano invece i professionisti nominati curatori fallimentari, qualifica ultimamente molto ambita a Benevento. Ha quindi un bel da fare il presidente della sezione fallimentare, il giudice Michele Monteleone, proveniente dalla fallimentare del Tribunale di Bari ed assegnato a Benevento dopo l’avvio della indagine per “corruzione in atti giudiziari” che gli vengono contestati dalla Procura della Repubblica di Lecce.

Anche al dott, Monteleone, giudice di lunga esperienza, il fallimento della Dual Box dev’eseere sembrato un po’ particolare per la solidità dell’azienda, al punto da decidere di nominare come Curatore Fallimentare, un legale non beneventano, l’avv. Ruggero Stincardini di Perugia.

Si tratta di un avvocato notissimo anche all’estero perché è il numero due della massoneria italiana. E’ infatti “grande oratore aggiunto” del Grande Oriente d’Italia per conto del quale si è costituito in giudizio contro i “dissidenti” delle logge romane commissariate.

Vedremo come Stincardini e Monteleone riusciranno a sbrogliare la matassa Dual Box!

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

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		<title>Oltre Fausto Pepe, ma contro la restaurazione delle famiglie e dei vecchi potentati</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10277</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Jul 2013 08:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1246" height="483" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pepe occasione persa" title="Pepe occasione persa" /></p>Comunicato stampa del 17 luglio 2013

Nei giorni scorsi Mario Zoino, consigliere comunale di Sel, e Rita Marinaro, dirigente di quel partito, sono intervenuti a mezzo stampa per esprimere, seppur con toni diversi, il disagio di Sinistra Ecologia e Libertà per i risultati dell’azione amministrativa al Comune di Benevento che finora hanno sostenuto.

Nella discussione, è intervenuto a sproposito Antonio Medici, candidato sindaco alle ultime amministrative, con una serie di insulti verso Zoino, colpevole di essere troppo vicino a Fausto Pepe e di esprimere posizioni che sarebbero state manovrate da me attraverso cattivi consigli “pro sindaco”. Non è la prima volta che Medici, che si dichiara ormai fuori dalla politica, intervenendo su qualche sito e su Facebook, tra i commenti sulle questioni più disparate e le allusioni ad aspetti misteriosi delle vicende giudiziarie, alimenta il solito teorema: Fausto Pepe è il nemico pubblico numero uno insieme ai suoi amici tra i quali io prima di tutti.

Medici da oltre un anno non spiega quali sarebbero le mie responsabilità, e neppure chiarisce i suoi riferimenti a fatti giudiziari che gli dovrebbero essere noti, come persona informata sui fatti. Continua a non dire nulla, ad esempio, sulla Cooperativa San Valentino coinvolta nella vicenda giudiziaria “mani sulla città” e che si è dichiarata vittima del sindaco malversatore. Come e da chi è nata quella società? Come ha fatto ad avere l’incarico dal Comune per la custodia dell’area archeologica dell’Arco del Sacramento o del parco di Cellarulo? Medici non spiega neppure qual è stato il suo ruolo nella società Kess destinataria di finanziamenti del Comune di Benevento e soprattutto di ingenti fondi ministeriali per un servizio sperimentale di vigilanza sull’arco di Traiano, che non ha mai funzionato nonostante il software dell’esercito israeliano.

Risulta oramai chiaro che le strumentali e misteriose polemiche di Antonio Medici nei miei confronti servivano solo a giustificare l’abbandono della politica, dopo la mancata elezione in consiglio comunale, per dedicarsi esclusivamente ad attività professionali. In questo modo egli ha mandato all’aria il progetto politico del movimento “Ora” sostenuto generosamente dai candidati nella lista, dai supporters e da oltre mille elettori per costruire un’ alternativa al duopolio centrodestra – centrosinistra.

Come ho dichiarato pubblicamente subito dopo le elezioni comunali, questa amministrazione non reggerà per l’intera consiliatura perchè lacerata da vicende giudiziarie, da debiti e dal cannibalismo del Pd. Ho sostenuto pure, nei miei interventi come Altrabenevento o come Slai Cobas, che dalle inchieste in corso non è finora emersa una responsabilità penale predominante a carico di Fausto Pepe ma enorme è la sua responsabilità politica.

Nel 2006 il centrosinistra e i movimenti furono capaci di mandare a casa il centrodestra ma anche di tenere in un ruolo non predominante quelle famiglie e quei potentati che si sono sempre richiamati ai partiti del centrosinistra. Quell’esperienza nasceva da due anni di opposizione in consiglio comunale e trovava coagulo intorno ad un programma di mandato. In questi anni Fausto Pepe ha mostrato di non essere capace di continuare quell’azione innovativa, il programma di mandato è stato tradito molte volte, le famiglie e i potentati hanno di nuovo preso il sopravvento. Confermo il giudizio stroncatorio nei confronti di questi amministratori: devono andare a casa, che siano artefici o collusi con il malaffare oppure incapaci di arginarlo, la differenza può contare sul piano giudiziario ma non su quello politico.

Che cosa succede però oltre Fausto Pepe? La domanda va posta e le risposte possono essere diverse.

Gli avversari politici ci stanno pensando da tempo al semplice avvicendamento; Mastella, che si è lamentato dei suoi rinvii a giudizio, spera che le indagini della magistratura sul Comune di Benevento gli possano consentire di riprendere in mano la città, magari con qualche nuovo accordo trasversale, dopo quello con Nardone, questa volta con Umberto Del Basso De Caro; nel Pd si ragiona da qualche mese sulla possibilità di presentare Fausto Pepe come capro espiatorio e di tenere unita la coalizione intorno ad un candidato sindaco che potrebbe essere Raffaele del Vecchio o Luigi Diego Perifano; i grillini, che finora non hanno mostrato grandi capacità di intervento sulle questioni amministrative, si accontentano di una lista che spunterebbe qualche consigliere di opposizione. E gli altri? Quelli che non vogliono la restaurazione delle famiglie e dei vecchi potentati, come si organizzano?

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10278" title="Pepe occasione persa" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa-300x116.jpg" alt="" width="300" height="116" /></a>Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1246" height="483" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Pepe occasione persa" title="Pepe occasione persa" /></p>Comunicato stampa del 17 luglio 2013

Nei giorni scorsi Mario Zoino, consigliere comunale di Sel, e Rita Marinaro, dirigente di quel partito, sono intervenuti a mezzo stampa per esprimere, seppur con toni diversi, il disagio di Sinistra Ecologia e Libertà per i risultati dell’azione amministrativa al Comune di Benevento che finora hanno sostenuto.

Nella discussione, è intervenuto a sproposito Antonio Medici, candidato sindaco alle ultime amministrative, con una serie di insulti verso Zoino, colpevole di essere troppo vicino a Fausto Pepe e di esprimere posizioni che sarebbero state manovrate da me attraverso cattivi consigli “pro sindaco”. Non è la prima volta che Medici, che si dichiara ormai fuori dalla politica, intervenendo su qualche sito e su Facebook, tra i commenti sulle questioni più disparate e le allusioni ad aspetti misteriosi delle vicende giudiziarie, alimenta il solito teorema: Fausto Pepe è il nemico pubblico numero uno insieme ai suoi amici tra i quali io prima di tutti.

Medici da oltre un anno non spiega quali sarebbero le mie responsabilità, e neppure chiarisce i suoi riferimenti a fatti giudiziari che gli dovrebbero essere noti, come persona informata sui fatti. Continua a non dire nulla, ad esempio, sulla Cooperativa San Valentino coinvolta nella vicenda giudiziaria “mani sulla città” e che si è dichiarata vittima del sindaco malversatore. Come e da chi è nata quella società? Come ha fatto ad avere l’incarico dal Comune per la custodia dell’area archeologica dell’Arco del Sacramento o del parco di Cellarulo? Medici non spiega neppure qual è stato il suo ruolo nella società Kess destinataria di finanziamenti del Comune di Benevento e soprattutto di ingenti fondi ministeriali per un servizio sperimentale di vigilanza sull’arco di Traiano, che non ha mai funzionato nonostante il software dell’esercito israeliano.

Risulta oramai chiaro che le strumentali e misteriose polemiche di Antonio Medici nei miei confronti servivano solo a giustificare l’abbandono della politica, dopo la mancata elezione in consiglio comunale, per dedicarsi esclusivamente ad attività professionali. In questo modo egli ha mandato all’aria il progetto politico del movimento “Ora” sostenuto generosamente dai candidati nella lista, dai supporters e da oltre mille elettori per costruire un’ alternativa al duopolio centrodestra – centrosinistra.

Come ho dichiarato pubblicamente subito dopo le elezioni comunali, questa amministrazione non reggerà per l’intera consiliatura perchè lacerata da vicende giudiziarie, da debiti e dal cannibalismo del Pd. Ho sostenuto pure, nei miei interventi come Altrabenevento o come Slai Cobas, che dalle inchieste in corso non è finora emersa una responsabilità penale predominante a carico di Fausto Pepe ma enorme è la sua responsabilità politica.

Nel 2006 il centrosinistra e i movimenti furono capaci di mandare a casa il centrodestra ma anche di tenere in un ruolo non predominante quelle famiglie e quei potentati che si sono sempre richiamati ai partiti del centrosinistra. Quell’esperienza nasceva da due anni di opposizione in consiglio comunale e trovava coagulo intorno ad un programma di mandato. In questi anni Fausto Pepe ha mostrato di non essere capace di continuare quell’azione innovativa, il programma di mandato è stato tradito molte volte, le famiglie e i potentati hanno di nuovo preso il sopravvento. Confermo il giudizio stroncatorio nei confronti di questi amministratori: devono andare a casa, che siano artefici o collusi con il malaffare oppure incapaci di arginarlo, la differenza può contare sul piano giudiziario ma non su quello politico.

Che cosa succede però oltre Fausto Pepe? La domanda va posta e le risposte possono essere diverse.

Gli avversari politici ci stanno pensando da tempo al semplice avvicendamento; Mastella, che si è lamentato dei suoi rinvii a giudizio, spera che le indagini della magistratura sul Comune di Benevento gli possano consentire di riprendere in mano la città, magari con qualche nuovo accordo trasversale, dopo quello con Nardone, questa volta con Umberto Del Basso De Caro; nel Pd si ragiona da qualche mese sulla possibilità di presentare Fausto Pepe come capro espiatorio e di tenere unita la coalizione intorno ad un candidato sindaco che potrebbe essere Raffaele del Vecchio o Luigi Diego Perifano; i grillini, che finora non hanno mostrato grandi capacità di intervento sulle questioni amministrative, si accontentano di una lista che spunterebbe qualche consigliere di opposizione. E gli altri? Quelli che non vogliono la restaurazione delle famiglie e dei vecchi potentati, come si organizzano?

<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10278" title="Pepe occasione persa" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pepe-occasione-persa-300x116.jpg" alt="" width="300" height="116" /></a>Gabriele Corona

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		<title>Nunzia De Girolamo e Il Consorzio Agrario, il primo conflitto di interessi del governo Letta</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 20:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La P3 e il Sannio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="630" height="432" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nunzia De Girolamo" title="Nunzia De Girolamo" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10208" title="Nunzia De Girolamo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Da Il Corriere del Mezzogiorno del 28 aprile 2013

<strong>Nunzia De Girolamo figlia d'arte.</strong>

La telefonata è arrivata poco prima delle 16. "Pronto, papà, voglio dirti che probabilmente fra poco ti ritroverai una figlia ministro della Repubblica. È  quasi fatta"

Così, ieri pomeriggio Nunzia De Girolamo, col pari grado Gaetano Quagliariello e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi tra i tre campani della compagine del governo Letta, al padre Nicola. E quest’ultimo alla figlia: "Speriamo allora che sia un ministero importante". La risposta: "Dovrebbe essere proprio quello che fa piacere a te, cioè quello alle Politiche agricole".

Nicola De Girolamo, 62 anni ben portati, è il direttore del Consorzio agrario di Benevento, proprietario della Cantina del Taburno, apprezzata per i suoi Falanghina e Aglianico. Non a caso, una delle prime telefonate di felicitazioni per il traguardo raggiunto dalla figlia Nunzia, più giovane ministro del governo Letta, gli è arrivata dal professore di Enologia Luigi Moio che alla Cantina di Foglianise presta la sua consulenza. "Per mia figlia - osserva a caldo De Girolamo senior - l’approdo al ministero rappresenta lo sbocco ideale di un impegno iniziato con l’ingresso nella commissione Agricoltura della Camera. Credo che per la Campania e per tutto il Sud avere un ministro meridionale rappresenti un fatto importante visto che l’agricoltura, in combinazione col turismo, può e deve rappresentare il volano per i rilancio dell’economia delle nostre terre.

Trentasette anni, sposata col collega parlamentare, ma di opposta fede politica, l’economista pugliese del Pd Francesco Boccia, e mamma di una bimba di pochi mesi che, nemmeno a farlo a posta, hanno chiamato Gea, cioè Terra, Nunzia De Girolamo ha sempre dimostrato grande determinazione. "Sono una secchiona, ha spesso ironizzato la neoministra."

Brava a scuola, brava all’università (è laureata in legge alla Sapienza di Roma), poi l’inizio di una brillante carriera di avvocato affiancata da incarichi sempre all’università.  All’improvviso la folgorazione politica, il grande amore per Silvio Berlusconi. Galeotta fu la "pigotta",  la bambola dell’Unicef che Nunzia regalò all’ex premier durante una manifestazione politica. Riuscì a farsi notare ed apprezzare.

Coordinatrice dei giovani di Forza Italia e poi dell’intero partito nella sua Benevento, fu candidata alla Camera nel 2008. Bella, colta, preparata, battagliera, ma mai sguaiata, divenne subito una delle facce "presentabili" del Pdl nazionale, ospite quasi fissa di importanti talk show televisivi, finché almeno la gravidanza non le ha imposto un provvisorio ritiro dalla scena mediatica. Il papà la abbraccerà a Roma stamattina i occasione del giuramento. E con lui ci saranno anche mamma Margherita e le due sorelle minori Francesca e Graziana alle quali la ministra è molto legata.

Primi commenti alla sua nomina. "Si tratta di una decisione importantissima - ha affermato Daniela Nunes la consigliera all’Agricoltura del governatore Caldoro - che riconosce alla Campania un ruolo strategico nella definizione delle Politiche agricole anche alla luce della programmazione comunitaria 2014/2020 ormai alle porte". Il deputato Pdl Paolo Russo invece ha affermato: «Attenta, preparata e volitiva, il ministro De Girolamo potrà farsi valere in Europa ed in Italia a tutela di quell’agricoltura distintiva che è la forza del nostro Paese». Congratulazioni a De Girolamo anche dal coordinatore campano del Pdl Nitto Palma. Altro campano al Governo un volto arcinoto della politica degli ultimi anni Gaetano Quagliariello, 53 anni, anche se a tre anni si è trasferito a Bari a seguito del padre. Laureato in Scienze politiche, è stato ordinario di Storia contemporanea alla Luiss. Le sue prime esperienze politiche nel Partito radicale, mentre l’esordio in Parlamento con Forza Italia nel 2006. Sposato con due figlie, Anna Elisa e Cecilia, è tifosissimo del Napoli. Come ministro si occuperà di riforme costituzionali. Il terzo campano è Filippo Patroni Griffi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è già stato ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione con Monti. Cinquantasette anni, anch’egli nato a Napoli, dopo la laurea in Giurisprudenza ha intrapreso una brillante carriera pubblica culminata nel 2009 con la nomina a Presidente di sezione del Consiglio di Stato.

**********************

Da Il Fatto quotidiano del 29 aprile 2013

<strong>De Girolamo, l'intreccio agricolo con papà Nicola</strong>

di Vincenzo Iurillo

Una "figlia d'arte" gongola il papà, fiero. Inconsapevole che in questo modo sta sottolineando il primo conflitto di interesse del governo Letta.

Si, perchè la neo ministra pidiellina delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo è la figlia di Nicola De Girolamo, 62 anni, direttore del Consorzio Agrario di Benevento, cooperativa con 112 anni di storia alle spalle, celebre per la produzione dei rinomatissimi vini "Cantina del Taburno", una collezione di premi lunga un chilometro (l'ultima coccarda risale al 2010, per i "Vini Buoni d'Italia", con il massimo riconoscimento per la Corona Falanghina Doc 2009). Sul loro sito internet puoi acquistare una Falanghina dop 2012 a 7 euro e 30 centesimi a altri bianchi, rossi e rosati tra i 6 e 8 euro, ma se non badi a spese puoi puntare sul Bue Apis Aglianico doc 2003/2004, prezzo di listino 45 euro.

Il Corriere del Mezzogiorno, l'inserto napoletano del Corriere della sera, insieme alla gioia di papà De girolamo riporta la telefonata della figlia un'ora prima della nomina: "Pronto, papà, voglio dirti che probabilmente fra poco ti ritroverai  una figlia Ministro: E dovrebbe essere proprio quello che piace a te, cioè quello alle Politiche Agricole".

Cuore di papà. Una grande soddisfazione per Nicola, il punto di riferimento di circa mille soci del Consorzio sparpagliati sul territorio della provincia beneventana. Nicola De Girolamo ne è direttore dopo una precedente nomina a commissario ministeriale che risale al 2001. Il Consorzio agrario beneventano è infatti in liquidazione coatta amministrativa dal 1964 e di consegenza è sotto la sorveglianza dei ministeri dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole. Doveva essere liquidato entro il 2007, ma una proposta in corcordato preventivo ne ha prolungato la procedura, come espressamente previsto dalla legge.

Dunque, il ministro De Girolamo vigilerà sulla liquidazione di un consorzio diretto dal padre. Peraltro, dalla visura camerale emergono altri intrecci interessanti. Nel 2003 il ministero delle Attività Produttive nominò il comitato di sorveglianza ed in rappresentanza del ministero delle Politiche Agricole  e Forestali "fu designato Pasquale Lombardi. L'uomo che "sussurrava ai giudici", sette anni prima di diventare famoso come tessitore delle trame della P3. E quando anche Nunzia De Girolamo finì nelle intercettazioni per una teefonata con Lombardi forse concernente il Lodo Mondadori, lei minacciò di querelare chiunque l'avesse associata a Flavio Carboni ed Arcangelo Martino ma ammise di conoscere il geometra di Cervinara. "Conosco Lombardi perchè ha avuto rapporti con mio padre". Nel consorzio, per l'appunto.

&nbsp;

Il Consorzio Agrario beneventano è infatti in liquidazione coatta amministrativa dal 1964 e di conseguenza è sotto la sorveglianza dei ministeri dello Sviluppo e del

le Politiche Agricole. Doveva essere liquidato entro il 2007, ma una proposta di concordato preventivo ne ha prolungato la procedura, come espressamente previsto dalla legge. Dunque, il ministro De Girolamo vigilerà sulla liquidazione di un Consorzio diretto dal padre."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="630" height="432" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nunzia De Girolamo" title="Nunzia De Girolamo" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10208" title="Nunzia De Girolamo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Nunzia-De-Girolamo-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Da Il Corriere del Mezzogiorno del 28 aprile 2013

<strong>Nunzia De Girolamo figlia d'arte.</strong>

La telefonata è arrivata poco prima delle 16. "Pronto, papà, voglio dirti che probabilmente fra poco ti ritroverai una figlia ministro della Repubblica. È  quasi fatta"

Così, ieri pomeriggio Nunzia De Girolamo, col pari grado Gaetano Quagliariello e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi tra i tre campani della compagine del governo Letta, al padre Nicola. E quest’ultimo alla figlia: "Speriamo allora che sia un ministero importante". La risposta: "Dovrebbe essere proprio quello che fa piacere a te, cioè quello alle Politiche agricole".

Nicola De Girolamo, 62 anni ben portati, è il direttore del Consorzio agrario di Benevento, proprietario della Cantina del Taburno, apprezzata per i suoi Falanghina e Aglianico. Non a caso, una delle prime telefonate di felicitazioni per il traguardo raggiunto dalla figlia Nunzia, più giovane ministro del governo Letta, gli è arrivata dal professore di Enologia Luigi Moio che alla Cantina di Foglianise presta la sua consulenza. "Per mia figlia - osserva a caldo De Girolamo senior - l’approdo al ministero rappresenta lo sbocco ideale di un impegno iniziato con l’ingresso nella commissione Agricoltura della Camera. Credo che per la Campania e per tutto il Sud avere un ministro meridionale rappresenti un fatto importante visto che l’agricoltura, in combinazione col turismo, può e deve rappresentare il volano per i rilancio dell’economia delle nostre terre.

Trentasette anni, sposata col collega parlamentare, ma di opposta fede politica, l’economista pugliese del Pd Francesco Boccia, e mamma di una bimba di pochi mesi che, nemmeno a farlo a posta, hanno chiamato Gea, cioè Terra, Nunzia De Girolamo ha sempre dimostrato grande determinazione. "Sono una secchiona, ha spesso ironizzato la neoministra."

Brava a scuola, brava all’università (è laureata in legge alla Sapienza di Roma), poi l’inizio di una brillante carriera di avvocato affiancata da incarichi sempre all’università.  All’improvviso la folgorazione politica, il grande amore per Silvio Berlusconi. Galeotta fu la "pigotta",  la bambola dell’Unicef che Nunzia regalò all’ex premier durante una manifestazione politica. Riuscì a farsi notare ed apprezzare.

Coordinatrice dei giovani di Forza Italia e poi dell’intero partito nella sua Benevento, fu candidata alla Camera nel 2008. Bella, colta, preparata, battagliera, ma mai sguaiata, divenne subito una delle facce "presentabili" del Pdl nazionale, ospite quasi fissa di importanti talk show televisivi, finché almeno la gravidanza non le ha imposto un provvisorio ritiro dalla scena mediatica. Il papà la abbraccerà a Roma stamattina i occasione del giuramento. E con lui ci saranno anche mamma Margherita e le due sorelle minori Francesca e Graziana alle quali la ministra è molto legata.

Primi commenti alla sua nomina. "Si tratta di una decisione importantissima - ha affermato Daniela Nunes la consigliera all’Agricoltura del governatore Caldoro - che riconosce alla Campania un ruolo strategico nella definizione delle Politiche agricole anche alla luce della programmazione comunitaria 2014/2020 ormai alle porte". Il deputato Pdl Paolo Russo invece ha affermato: «Attenta, preparata e volitiva, il ministro De Girolamo potrà farsi valere in Europa ed in Italia a tutela di quell’agricoltura distintiva che è la forza del nostro Paese». Congratulazioni a De Girolamo anche dal coordinatore campano del Pdl Nitto Palma. Altro campano al Governo un volto arcinoto della politica degli ultimi anni Gaetano Quagliariello, 53 anni, anche se a tre anni si è trasferito a Bari a seguito del padre. Laureato in Scienze politiche, è stato ordinario di Storia contemporanea alla Luiss. Le sue prime esperienze politiche nel Partito radicale, mentre l’esordio in Parlamento con Forza Italia nel 2006. Sposato con due figlie, Anna Elisa e Cecilia, è tifosissimo del Napoli. Come ministro si occuperà di riforme costituzionali. Il terzo campano è Filippo Patroni Griffi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, è già stato ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione con Monti. Cinquantasette anni, anch’egli nato a Napoli, dopo la laurea in Giurisprudenza ha intrapreso una brillante carriera pubblica culminata nel 2009 con la nomina a Presidente di sezione del Consiglio di Stato.

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Da Il Fatto quotidiano del 29 aprile 2013

<strong>De Girolamo, l'intreccio agricolo con papà Nicola</strong>

di Vincenzo Iurillo

Una "figlia d'arte" gongola il papà, fiero. Inconsapevole che in questo modo sta sottolineando il primo conflitto di interesse del governo Letta.

Si, perchè la neo ministra pidiellina delle Politiche Agricole, Nunzia De Girolamo è la figlia di Nicola De Girolamo, 62 anni, direttore del Consorzio Agrario di Benevento, cooperativa con 112 anni di storia alle spalle, celebre per la produzione dei rinomatissimi vini "Cantina del Taburno", una collezione di premi lunga un chilometro (l'ultima coccarda risale al 2010, per i "Vini Buoni d'Italia", con il massimo riconoscimento per la Corona Falanghina Doc 2009). Sul loro sito internet puoi acquistare una Falanghina dop 2012 a 7 euro e 30 centesimi a altri bianchi, rossi e rosati tra i 6 e 8 euro, ma se non badi a spese puoi puntare sul Bue Apis Aglianico doc 2003/2004, prezzo di listino 45 euro.

Il Corriere del Mezzogiorno, l'inserto napoletano del Corriere della sera, insieme alla gioia di papà De girolamo riporta la telefonata della figlia un'ora prima della nomina: "Pronto, papà, voglio dirti che probabilmente fra poco ti ritroverai  una figlia Ministro: E dovrebbe essere proprio quello che piace a te, cioè quello alle Politiche Agricole".

Cuore di papà. Una grande soddisfazione per Nicola, il punto di riferimento di circa mille soci del Consorzio sparpagliati sul territorio della provincia beneventana. Nicola De Girolamo ne è direttore dopo una precedente nomina a commissario ministeriale che risale al 2001. Il Consorzio agrario beneventano è infatti in liquidazione coatta amministrativa dal 1964 e di consegenza è sotto la sorveglianza dei ministeri dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole. Doveva essere liquidato entro il 2007, ma una proposta in corcordato preventivo ne ha prolungato la procedura, come espressamente previsto dalla legge.

Dunque, il ministro De Girolamo vigilerà sulla liquidazione di un consorzio diretto dal padre. Peraltro, dalla visura camerale emergono altri intrecci interessanti. Nel 2003 il ministero delle Attività Produttive nominò il comitato di sorveglianza ed in rappresentanza del ministero delle Politiche Agricole  e Forestali "fu designato Pasquale Lombardi. L'uomo che "sussurrava ai giudici", sette anni prima di diventare famoso come tessitore delle trame della P3. E quando anche Nunzia De Girolamo finì nelle intercettazioni per una teefonata con Lombardi forse concernente il Lodo Mondadori, lei minacciò di querelare chiunque l'avesse associata a Flavio Carboni ed Arcangelo Martino ma ammise di conoscere il geometra di Cervinara. "Conosco Lombardi perchè ha avuto rapporti con mio padre". Nel consorzio, per l'appunto.

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Il Consorzio Agrario beneventano è infatti in liquidazione coatta amministrativa dal 1964 e di conseguenza è sotto la sorveglianza dei ministeri dello Sviluppo e del

le Politiche Agricole. Doveva essere liquidato entro il 2007, ma una proposta di concordato preventivo ne ha prolungato la procedura, come espressamente previsto dalla legge. Dunque, il ministro De Girolamo vigilerà sulla liquidazione di un Consorzio diretto dal padre."]]></content:encoded>
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		<title>Cimitile ai bagni con l&#8217;auto blu, il commento di Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Aug 2012 16:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[istituzioni e Legalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da il Sannio Quotidiano del 16 agosto 2012 Cimitile va al mare con l&#8217;auto blu. Il presidente della Provincia si è fatto accompagnare a Tortora, in Calabria, con l&#8217;Audi A6 di proprietà dell&#8217;ente Ha prima partecipato a una riunione in Regione a Napoli e poi di corsa verso il mare di Teresa Ferragamo Una potente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cimitile-e-Aceto.jpg"><img class="size-medium wp-image-9566 alignleft" title="Cimitile e Aceto" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Cimitile-e-Aceto-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Da il Sannio Quotidiano del 16 agosto 2012</p>
<p><strong>Cimitile va al mare con l&#8217;auto blu.</strong><br />
<strong> Il presidente della Provincia si è fatto accompagnare a Tortora, in Calabria, con l&#8217;Audi A6 di proprietà dell&#8217;ente</strong><br />
<em> Ha prima partecipato a una riunione in Regione a Napoli e poi di corsa verso il mare</em></p>
<p>di Teresa Ferragamo</p>
<p>Una potente auto blu con autista e lampeggiante sfreccia ogni giorno lungo la rotta Benevento-Pomigliano d&#8217;Arco-Benevento. Non esattamente una berlina e nemmeno la vecchia Thesis che utilizzava il suo predecessore, Aniello Cimitile, presidente della Provincia, ha voluto un&#8217;Audi A6 per i suoi spostamenti. Un&#8217;auto presa a noleggio, al costo di 19mila euro l&#8217;anno, al netto del carburante che ogni giorno quella macchina che mangia chilometri è capace di succhiare. Cimitile è il &#8216;papa straniero&#8217; sul quale decise di puntare il Pd nel 2008, alle elezioni provinciali: ex rettore dell&#8217;Università del Sannio, originario di Pomigliano d&#8217;Arco dove ancora risiede, Cimitile guida l&#8217;ente dal 2008 e ora non si dà pace per la soppressione della Provincia di Benevento per mano del governo Monti.<span id="more-9565"></span></p>
<p>Tanto che l&#8217;ultima buccia di banana sulla quale scivola ha come concausa proprio la guerra senza quartiere che ha ingaggiato per la salvezza della Provincia sannita, nata per decreto di Giuseppe Garibaldi. Così mercoledì scorso, l&#8217;assessore regionale alle Autonomie locali, Pasquale Sommese, aveva convocato tutti i presidenti delle province per parlare del riordino di tutta la Campania, in vista dello scioglimento dell&#8217;ente sannita. Cimitile è in quel di Pomigliano d&#8217;Arco e cerca disperatamente un autista che lo raggiunga e lo accompagni a Napoli, a Palazzo Santa Lucia, per l&#8217;importante summit. Si attiva la segreteria e finalmente lo chaffeur è servito. L&#8217;A6 parte a tutta forza, arriva a Pomigliano, Cimitile si accomoda in auto e si fa accompagnare in Regione. Smaltita la riunione, il presidente dà l&#8217;ordine di servizio all&#8217;autista: nessun ritorno a casa, ma via in Calabria per raggiungere la famiglia a Tortora dove il presidente ha una casetta sul mare. Ed ecco la buccia di banana: utilizzo di mezzo pubblico per uso privato. Un viaggio che potrebbe anche costar caro. Molti amministratori, sindaci e presidenti, sono scivolati sulla stessa buccia di banana. Ricorrere a auto e autista pagati con i soldi dei contribuenti per andarsene in vacanza non è cosa da poco conto. Cimitile, come altri politici prima di lui, potrebbe anche incappare in guai giudiziari: concorso nel reato di peculato per distrazione. Eppure proprio in questi giorni Patroni Griffi, dopo il censimento 2011 sulle auto blu, è tornato a tuonare contro l&#8217;uso improprio di vetture di servizio. Intanto, si scopre che il presidente della Provincia di Benevento se ne va al mare con una super auto blu con tanto di autista.</p>
<p>****************</p>
<p>La giustificazione di Cimitile da Il Sannio Quotidiano del 17 agosto 2012</p>
<p><strong>“Ho perso il treno e sono andato al mare con l&#8217;auto blu&#8221;</strong></p>
<p>di Teresa Ferragamo</p>
<p>Cimitile ammette: ho perso il treno e sono andato al mare con l&#8217;auto blu. A distanza di 48 ore dall&#8217;articolo de Il Sannio Quotidiano che dava la notizia del viaggio privato con auto pubblica e autista, il presidente della Provincia esce allo scoperto e prova a spiegare, a circostanziare, a incastrare numeri, date e orari nel tentativo di derubricare il fatto. Ma sulla buccia di banana c&#8217;è scivolato: a Tortora, in Calabria, dove ha una casetta di proprietà che utilizza per le vacanze in famiglia, giovedì otto agosto c&#8217;è andato con l&#8217;Audi A6 di servizio e con l&#8217;autista dipendente dell&#8217;ente. Un utilizzo di mezzo pubblico per uso privato che diventa un caso che scotta perché nel fatto si ravviserebbero gli estremi di un reato. E Cimitile ieri ha cercato di ridimensionare l&#8217;episodio. Prima premettendo che “l’uso privato di strutture e strumenti della Provincia, ed in particolare delle auto, è estranea allo stile, alla cultura, all’etica ed alla pratica quotidiana dell’attuale amministrazione”, poi avvertendo che “l’uso della macchina presidenziale è stato sempre e strettamente dovuto all’espletamento di servizi e funzioni istituzionali e alle emergenze dalle stesse direttamente determinate”.</p>
<p>Ma sono le circostanze di quel giorno che fanno la differenza. Perché l&#8217;8 agosto, il presidente Cimitile prima si è fatto accompagnare a Napoli, in Regione, per partecipare a un vertice con l&#8217;assessore regionale Sommese sul riordino delle province, poi sempre in auto blu è tornato a Benevento dove ha incontrato i vertici del Pd, e infine, a fine giornata, sempre con l&#8217;A6 e con l&#8217;autista al seguito ha virato verso la Calabria, destinazione Tortora.</p>
<p>Un viaggio che Cimitile giustifica così: ho perso il treno e mi sono infilato in auto blu. “Il Presidente – racconta il lungo comunicato diramato nel pomeriggio di ieri &#8211; ha lasciato la Rocca dei Rettori alle ore 18.45 ed avendo preso atto lungo la strada di aver perso l’ultimo treno utile (partenza da Napoli alle ore 19.11), non avendo altre soluzioni praticabili (n.b. il presidente non guida) preso atto dell’emergenza determinata dalle sue attività istituzionali, ha ritenuto che fosse giusto e legittimo richiedere di raggiungere la propria famiglia servendosi dell’auto di servizio; inutile dire che vista l’ora e l’intensa giornata di lavoro, non stava certamente correndo per andare a mare”. Quindi, il presidente della Provincia di Benevento usa l&#8217;auto blu per andare al mare perché ha perso il treno.</p>
<p>Ma Cimitile fa anche notare come tante siano state le volte in cui è dovuto rientrare dalle vacanze per impegni istituzionali, come se non fosse normale per un rappresentante delle istituzioni.</p>
<p>“Vale la pena di precisare che prima di tale episodio e nel breve volgere di pochi giorni, il Presidente era rientrato già due volte dalle vacanze per emergenze e attività istituzionali (come ad esempio in occasione dell’incontro avuto con il sindaco Paragone e l’assessore Vetrella il 3 agosto) naturalmente sempre via treno a/r, a proprie spese e senza richiedere rimborsi. Ciò, peraltro che si verifica da anni. L’anno scorso – fanno notare dalla presidenza &#8211; è rientrato a Benevento perfino il 14 di agosto (addirittura? Sic!) ”.</p>
<p><strong>  Una giornata convulsa e Cimitile scivolò sulla buccia di banana</strong></p>
<p>L&#8217;auto blu di Cimitile, di fatto, treno o non treno, giovedì otto agosto sfrecciava, verso tarda sera, sulla Salerno Reggio Calabria per accompagnare il presidente al mare, a Tortora. Si chiudeva così una giornata convulsa, tra vertici, riunioni e incontri interlocutori. Un otto agosto che la presidenza della Provincia ieri ha raccontato così: “al fine di poter partecipare alla riunione indetta dall’assessore regionale Sommese sull&#8217;abolizione ed il riordino delle Province, il Presidente Cimitile è rientrato “dalle vacanze” via treno nella serata del 7 agosto (poiché, è sua abitudine, pur trattandosi di rientri di emergenza per assolvere a compiti istituzionali, effettuare tali rientri via treno e a spese proprie e senza mai richiedere rimborsi o spese di missione, non esistevano treni che gli consentissero di partire nella mattinata dell’8 agosto arrivando in tempo utile per la riunione); a tale riunione si è recato con l’auto di servizio (che ha coperto il percorso Benevento- Napoli)”. E fin qui, siamo alla cronaca di una giornata ordinaria. Anche perché l&#8217;Audi A6 ogni giorno segna la rotta Benevento- Pomigliano d&#8217;Arco- Benevento- Pomigliano d&#8217;Arco, visto che Cimitile risiede ancora oggi nel centro in provincia di Napoli. L&#8217;unica deviazione di quella giornata particolare, che si consuma tra impegni istituzionali e politici, arriva alla fine, quando il presidente deve ritornare a Tortora per raggiungere la famiglia per le vacanze. E&#8217; lì che sotto i piedi gli capita la buccia di banana: che vuoi che sia un viaggetto privato in una confortevole auto blu con tanto di autista e a portata di mano?Del resto, quel giorno, sottolineano sempre dalla presidenza, “il Presidente ha dovuto affrontare, in riunioni tenutesi alla Rocca dei Rettori, il problema della crisi Pd-Api-Bello” culminato con il decreto di revoca delle deleghe all&#8217;assessore”; e poi ha dovuto affrontare anche “il problema della sostituzione del compianto onorevole Abbate nel nucleo di valutazione”. E ancora l&#8217;otto agosto è sopraggiunto anche “il problema dello sblocco del progetto per l’impiego dei lavoratori dei Consorzi BN1, BN2, BN3 ( che ha comportato non solo riunioni con l’assessore Aceto ed il segretario provinciale, ma anche lunghi colloqui col liquidatore Santina Brancati e col Sindaco di Benevento; oltre a tali attività, facilmente riscontrabili, sono stati affrontati molte altre questioni urgenti e di grande rilevanza che qui non si ritiene opportuno riportare”. Insomma, tutto accadde quell&#8217;otto agosto, il giorno in cui Cimitile scivolò sulla buccia di banana.</p>
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<p>il commento di Altrabenevento</p>
<p>Il Sannio Quotidiano del 18 agosto 2012</p>
<p><strong>Cimitile in auto blu, la Procura apre un fascicolo</strong><br />
<strong> L&#8217;istruttoria a cura della Polizia giudiziaria prima dell&#8217;assegnazione definitiva al magistrato</strong></p>
<p>di Teresa Ferragamo</p>
<p>Il presidente della Provincia ha perso il treno e ha &#8216;trovato&#8217; ad attenderlo l&#8217;auto blu. Un&#8217;Audi A6 che, giovedì otto agosto, dopo aver imboccato l&#8217;autostrada per Napoli alla volta di Pomigliano d&#8217;Arco &#8211; dove Aniello Cimitile torna ogni giorno dopo la giornata sannita alla Rocca dei Rettori &#8211; e aver accompagnato il presidente a Palazzo Santa Lucia per l&#8217;importante vertice con l&#8217;assessore regionale Sommese e poi di nuovo a Benevento per smaltire altri appuntamenti, ha verso sera – intorno alle 19 per essere fedele alla ricostruzione fatta dalla ufficio di presidenza della Provincia, guidato dalla fedelissima Irma Di Donato – tirato dritto per la Calabria, destinazione Tortora dove Cimitile ha una casa di villeggiatura e dove anche l&#8217;otto agosto si trovava la sua famiglia. Come si è giustificato il presidente? “Avevo perso il treno” e l&#8217;auto blu è diventata “l&#8217;unica soluzione praticabile”, vista l&#8217;ora. Fatto sta che il presidente della Provincia ha utilizzato comunque un mezzo pubblico per un uso privato. Incorrendo in un reato (peculato) di cui spesso i politici abituati a privilegi, scorte, autisti e auto blu, finiscono col dimenticare l&#8217;esistenza.</p>
<p>Ma questa volta, per Cimitile lo scivolone sulla buccia di banana potrebbe lasciare strascichi giudiziari. La Procura di Benevento ha infatti aperto un Fascicolo provvisorio (modello 44 o 45) acquisendo la notizia criminis. Sarà la Polizia giudiziaria a portare avanti l&#8217;istruttoria, anche se il fascicolo è già nelle mani del magistrato di turno, prima dell&#8217;assegnazione definitiva.</p>
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<p><strong>“Cimitile restituisca i soldi alla Provincia”. Il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, commenta aspramente lo scivolone del numero uno della Rocca. “La risposta dimostra l&#8217;arroganza di questi amministratori”</strong></p>
<p>“La risposta di Cimitile al Sannio Quotidiano per giustificare l’uso dell’auto pubblica per andare al mare, è veramente stupefacente e dimostra che il livello di arroganza di questi amministratori è davvero senza limite”, Gabriele Corona è l&#8217;unico capace di prendere il toro per le corna. Così mentre tutto intorno regna il silenzio, il presidente di Altrabenevento non le manda a dire e indugia in una serie di sottolineature che è come infilare un oggetto acuminato in una piaga che gronda sangue.</p>
<p>Cimitile, fa notare Corona con dovizia di particolari, sostiene di “essere stato &#8216;costretto&#8217; ad abusare dell’auto blu da Napoli a Tortora (Cosenza) per 240 chilometri, con la benzina pagata dai contribuenti, circa 150 euro (considerato il ritorno a Benevento) a cui si devono aggiungere i costi di autostrada, l’usura dell’auto e lo straordinario pagato all’autista della Provincia, perché aveva perso il treno”.</p>
<p>“E questa è una giustificazione?”, è la domanda retorica in cui incappa Cimitile per mano di Corona. Che incalza: “Possibile che non gli sia venuta in mente nessun’altra soluzione? Un qualunque cittadino avrebbe preso un taxi, o noleggiato un’auto con autista, oppure sarebbe rimasto a dormire in albergo per ripartire in treno il giorno dopo. Invece il presidente Cimitile non ci ha pensato su un minuto e subito ha ordinato all’autista di accompagnarlo immediatamente al mare, dove non lo attendeva alcun impegno istituzionale. E’ proprio questo il fatto più grave!”. Insomma, un cittadino qualsiasi, l&#8217;uomo della strada, quello dei 1000 euro al mese tirati fino al giorno 30, se avesse perso un treno avrebbe dovuto arrangiarsi in qualche modo, e pagare di tasca propria l&#8217;inconveniente. E invece Cimitile no, ha preferito impegnare auto e autista pagati con soldi pubblici. Ogni anno, il presidente incassa un compenso lordo di 56.809,20; 4.7734,10 ogni mese.</p>
<p>“Ai nostri amministratori – spiega bene Corona &#8211; risulta, in genere, “naturale” utilizzare auto pubbliche per qualunque viaggio, o i telefoni pagati dagli enti, oppure i biglietti omaggio per gli spettacoli, e pagare pranzi e cene o fare regali utilizzando il “fondo di rappresentanza”. Sanno bene che questi comportamenti configurano peculato ed altri reati penali, ma non possono farne a meno perché devono esibire la propria potenza. Devono dimostrare ai cittadini di avere anche il potere di abusare.</p>
<p>In fondo hanno capito che di questa dimostrazione di forza, come ad esempio quella di fare i concorsi o sistemare la carriera dei propri fedelissimi poco prima di sciogliere la Provincia, hanno bisogno i cittadini sudditi”. Ogni riferimento è puramente casuale, ma non questo: perché alla Rocca dei Rettori c&#8217;è un altro casus belli di cui si straparla dentro e fuori il palazzo, il concorso per dirigente a tempo indeterminato per il settore Affari istituzionale che è quello oggi guidato dalla potentissima Irma Di Donato.</p>
<p>“Per fortuna – chiosa Corona &#8211; ci sono anche quelli che si indignano per tanta arroganza, qualche giornalista attento e qualche magistrato che, appresa la “notizia criminis” sul Sannio Quotidiano e la confessione di Cimitile pubblicata dallo stesso quotidiano, aprirà un fascicolo di indagine, anche se in questi anni la Procura non è sembrata molto attenta alla gestione della Provincia”.</p>
<p>“Intanto il presidente della Rocca dei Rettori Cimitile, indipendentemente dagli accertamenti giudiziari e prima di uscire definitivamente dalla scena pubblica per tornare a Pomigliano ad usare solo l’auto privata – sentenzia il presidente di Altrabenevento &#8211; deve risarcire l’ente Provincia, cioè pagare di tasca propria, benzina, autostrada, straordinario all’autista e usura dell’auto”. E segue una bella chiamata alla &#8216;correità&#8217;: “Cimitile, visto il cattivo esempio che ha dato a tutti i cittadini, deve restituire anche i soldi spesi dalla Provincia per finanziare la “Settimana della Legalità” alla quale ha partecipato il delegato assessore Gianluca Aceto che non ha avuto ancora il coraggio di commentare il comportamento del suo presidente. E così ha fatto anche Sel, il suo partito, o Italia dei Valori che pure esprime un assessore alla Rocca dei Rettori e che altrove si batte per la corretta amministrazione della “cosa pubblica”.</p>
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		<title>Il L@P Asilo 31 pagasse il fitto con i 50.000 euro ricevuti dal Comune</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2012 09:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni comunali 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 7 aprile 2012 Gli occupanti dell’ex asilo di via Firenze, protestano vivacemente perché il Comune gli avrebbe chiesto, improvvisamente, di versare un fitto di 1.500 euro al mese, compreso i costi per acqua ed energia elettrica. Naturalmente sulla stampa locale fioccano comunicati di solidarietà o di indignazione, ma anche richieste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Movimento-allasilo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9084" title="Movimento all'asilo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Movimento-allasilo.jpg" alt="" width="425" height="346" /></a>Altrabenevento &#8211; Comunicato stampa del 7 aprile 2012</p>
<p>Gli occupanti dell’ex asilo di via Firenze, protestano vivacemente perché il Comune gli avrebbe chiesto, improvvisamente, di versare un fitto di 1.500 euro al mese, compreso i costi per acqua ed energia elettrica. Naturalmente sulla stampa locale fioccano comunicati di solidarietà o di indignazione, ma anche richieste di spiegazioni che finora non sono state raccolte dagli interessati. I fratelli Daniela e Pasquale Basile, animatori delle attività che si svolgono nella struttura, stanno facendo un po’ di confusione per teorizzare, secondo convenienza, la necessità di difendere la legalità e i diritti di tutti, o al contrario, la possibilità di derogare a questi principi attraverso una “trattativa politica” che dovrebbe consentire di eludere le norme sul pagamento del canone per l’uso di beni pubblici in concessione.</p>
<p>Sulla necessità della trattativa politica è intervenuto anche l’ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Benevento, Aldo Damiano, mentre gli amministratori competenti preferiscono, come al solito, parlare politichese. Il sindaco, Fausto Pepe, l’assessore alle Finanze e al Patrimonio, Cosimo Lepore e l’assessore ai Servizi Sociali, Luigi Scarinzi, rilasciano smozzicate dichiarazioni a qualche organo di stampa, dimenticando che hanno il dovere, non la facoltà, di utilizzare la “comunicazione istituzionale” cioè di emettere formali comunicati stampa, per spiegare i fatti e rendere noti i documenti.</p>
<p>Proviamo a fare un po’ di chiarezza per costringere le parti in causa a raccontare tutta la verità, non solo quella che conviene (sperando che non ci sia ancora qualcuno che invece di entrare nel merito di quanto riferiamo, si preoccupa di chiedere come facciamo a saperlo).</p>
<p>I fratelli Basile hanno sostenuto di aver firmato, nel 2010, con il sindaco una convenzione per l’uso gratuito dell’ex asilo al fine di svolgervi le varie attività dei gruppi che occupano la struttura. A sostegno di questa tesi hanno fornito alla stampa la copia dell’atto, che però, non è una convenzione, ma solo un “Protocollo di intesa” tra il Comune di Benevento e la Cooperativa Sociale no Profit R.A.P.P.S.S. (Rete Autorganizzazione Popolare Precari Scuola Sannita). Nella “Clausole finali” del documento si legge “copia conforme dell’originale verrà inviata all’Ufficio Patrimonio per la redazione del relativo contratto tenendo conto di tutti gli sgravi fiscali previsti per le associazioni senza scopo di lucro”. Era chiaro, quindi, che a quel Protocollo di Intesa doveva far seguito un contratto che avrebbe stabilito l’ammontare del fitto, seppure scontato. L’ufficio Patrimonio ha determinato il canone ridotto del 40% a giugno del 2011 ed ha invitato la cooperativa a sottoscrivere il contratto consegnando la lettera direttamente nelle mani di Pasquale Basile a settembre 2011. Non è recente, quindi, la decisione del Comune di pretendere il fitto e la firma del contratto e il L@P Asilo 31 lo sapeva da tempo.</p>
<p>Sempre nel “Protocollo di intesa”, all’articolo “1- Oggetto Sociale” si legge “Il presente accordo ha l’obiettivo di disciplinare le modalità di interazione tra il Comune e la Cooperativa Sociale R.A.P.P.S.S., per la concessione e l’utilizzo del piano primo, con annesso terrazzo, dell’asilo nido di via Firenze per l’attuazione di progetti didattico-educativi e tutto quanto contenuto nello statuto della stessa, conforme agli scopi del Comune di Benevento”.</p>
<p>Quindi, la struttura è stata concessa in uso alla cooperativa di insegnati precari della scuola per le attività educative previste dal loro statuto. E allora, perché è stata utilizzata come sede elettorale della Lista “Benevento in Movimento” che ha sostenuto il candidato sindaco Fausto Pepe? Quella lista, è stata capeggiata da Daniela, Vincenza, Grazia Basile che è anche vice presidente della R.A.P.P.S.S., ma stentiamo a credere che lo Statuto di quella cooperativa possa aver previsto che tutte le attività politiche dei soci, e dei loro familiari, siano da considerare “progetti didattico-educativi”. Eppure, in quella struttura sono state organizzate diverse manifestazioni di Rifondazione Comunista, Brigate della solidarietà, Collettivo Studentesco ed altri movimenti dichiaratamente politici.</p>
<p>Nell’ex asilo si svolge anche l’attività di doposcuola, certamente tra i compiti istituzionali della cooperativa RAPPSS, che i volontari renderebbero in modo del tutto gratuito, come attesta il geologo Vincenzo Portoghese con una toccante lettera aperta al sindaco. Il Comune di Benevento, però, per gli anni 2010 e 2011 ha assegnato a quelle insegnati precarie un finanziamento di 50.000 (cinquantamila euro) proprio per la realizzazione all’interno dell’ex asilo del progetto “SCU.DO.” che vuol dire “SCUOLA DOPO”.</p>
<p>Sempre gli occupanti dell’ex asilo sostengono che le altre attività aperte ai cittadini sono gratuite, ma non sempre è così. Basta controllare il programma di attività.</p>
<p>Alla luce di questi fatti, gli occupanti della struttura devono presentare il rendiconto dei finanziamenti ricevuti e delle attività rese conteggiando le quote pagate dagli utenti; devono pagare il fitto come fanno le altre cooperative sociali e pure i Boy Scouts e devono usare l’ex asilo solo per le attività educative degli insegnati precari. I gruppi politici si trovassero un’altra sede da pagare di tasca, come fanno gli altri partiti, movimenti o liste civiche.</p>
<p>Il Comune di Benevento deve spiegare perché l’ammontare del fitto è stato definito e comunicato, dopo le elezioni amministrative e chi ha concordato con i fratelli Basile che l’ex asilo poteva essere utilizzato anche per le attività politiche.</p>
<p>Il presidente, Gabriele Corona</p>
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		<title>Logge massoniche deviate o ufficiali: Benevento terra di ‘muratori’ – Video</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 22:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[La P3 e il Sannio]]></category>
		<category><![CDATA[Massoneria]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/massonelaloggiatorre.jpg"><img class="size-full wp-image-8733 alignleft" title="massonelaloggiatorre" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/massonelaloggiatorre.jpg" alt="" width="350" height="247" /></a>Da www.ilvaglio.it .  Pubblicato il 3 gennaio 2012</p>
<p><strong>Dopo l’ articolo apparso su “Venerdì di Repubblica”, il presidente di Altrabenevento spiega la questione al Vaglio.it</strong></p>
<p>Corona, nell’articolo del 30 dicembre, ha fatto anche riferimento alle logge massoniche deviate (Guarda il Video). In particolare, ha citato un tentativo di colpo di Stato in Angola. Si tratta di un’indagine di qualche anno fa, sfociata in un processo tuttora in corso a Milano.</p>
<p>Gli imputati, in parte originari di Benevento, devono rispondere della violazione dell’articolo 3 e 4 della legge 210/95 che ha ratificato la Convenzione Onu contro il reclutamento di mercenari per organizzare un colpo di stato nella regione Cabinda. Tra le accuse anche la truffa aggravata, la corruzione e la tentata truffa per aver cercato di frodare il fisco. Nel capo d’imputazione formulato dal procuratore aggiunto Armando Spataro, a capo del pool antiterrorismo della Procura di Milano, si legge che i 12 imputati “hanno finanziato il reclutamento e l’addestramento… di almeno 30 uomini da destinare alla guerra di secessione del Cabinda, e quindi al fine di far loro combattere un conflitto armato nel territorio controllato dall’Angola e al fine di farli partecipare ad azioni preordinate e violente dirette a mutare l’ordine costituzionale e a violare l’integrità territoriale dell’ Angola”.</p>
<p>C’è poi il versante fiscale: per ricevere indebitamente fondi, gli imputati avrebbero creato due onlus, la ‘Freedom for Cabinda’ e la ‘Freedom for Cabinda confederation’. Le due onlus ricevevano denaro che, pero’, non finiva per aiutare la popolazione dello Stato africano, ma per abbattere gli utili di alcune società che poi ritornavano parte delle somme attraverso false fatturazioni agli imputati. Con questo meccanismo, gli imprenditori che facevano le donazioni usufruivano di un’Iva agevolata al 3% .</p>
<p>La massoneria Grande Oriente d’Italia (Goi) si è costituita parte civile, preannunciando richiesta di danni morali e di immagine. Il Goi è un ordine iniziatico – si legge proprio sul sito ufficiale – i cui membri operano per l’elevazione morale e spirituale dell’uomo e dell’umana famiglia. La natura della massoneria e delle sue istituzioni è umanitaria, filosofica e morale. La massoneria lavora con propri metodi, mediante l’uso di rituali e di simboli coi quali esprime ed interpreta i princìpi, gli ideali, le aspirazioni, le idee, i propositi della propria essenza iniziatica.</p>
<p>Essa stimola la tolleranza, pratica la giustizia, aiuta i bisognosi, promuove l’amore per il prossimo e cerca tutto ciò che unisce fra loro gli uomini ed i popoli per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale. I lavori di loggia sono di natura strettamente riservata, ma non segreta.Le finestre della Loggia massonica Federico Torre</p>
<p>Due le logge ufficiali a Benevento – dove la massoneria è radicata fin dall’800 – che appartengono al Grande Oriente d’Italia: la Raffaele De Caro e la Federico Torre, della Circoscrizione Campania Lucania. Proprio a proposito della loggia Federico Torre del Grande Oriente, Corona, nell’articolo di Repubblica, aveva parlato di tre finestre sempre chiuse, in Via Perasso, dove ci sarebbe la sede. In un’intervista video al Vaglio.it, il presidente di Altrabenevento ha approfondito e spiegato la questione.</p>
<p><a href="http://www.ilvaglio.it/?post_type=video&amp;p=20219">Il video intervista a Gabriele Corona</a></p>
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		<title>Se Benevento è una ‘città tranquilla’, perché Viespoli non rinuncia alla scorta?</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA["Città Tranquilla"]]></category>
		<category><![CDATA[Beni Culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[La P3 e il Sannio]]></category>
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		<description><![CDATA[La protesta scomposta di Pasquale Viespoli per l&#8217;articolo del Venerdì di Repubblica su Benevento: &#8220;L&#8217;articolo è superficiale, approssimativo, raccogliticcio: in una parola sola insultante. Tuttavia, il problema non riguarda tanto chi lo ha scritto, ma chi ha contribuito a scriverlo. Tra intellettualismo saccente, falso moralismo e balbettio propagandistico, ne scaturisce un&#8217;immagine autolesionistica ed offensiva della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La protesta <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/viespoli12.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8277" title="viespoli1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/viespoli12-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>scomposta di Pasquale Viespoli per l&#8217;articolo del <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=8712">Venerdì di Repubblica su Benevento</a>: &#8220;L&#8217;articolo è superficiale, approssimativo, raccogliticcio: in una parola sola insultante. Tuttavia, il problema non riguarda tanto chi lo ha scritto, ma chi ha contribuito a scriverlo. Tra intellettualismo saccente, falso moralismo e balbettio propagandistico, ne scaturisce un&#8217;immagine autolesionistica ed offensiva della città, che non lo merita, nonostante i problemi e le criticità che attraversa e nonostante l&#8217;attuale rappresentanza e rappresentazione della stessa&#8221;.</p>
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<p>il Comunicato di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, del 31 dicembre 2011.</p>
<p>Una trentina di anni fa, non ricordo esattamente la data, Rai2 trasmise un servizio di Sandro Ruotolo sulla storia d’amore di due ragazzi beneventani osteggiata dalla facoltosa famiglia di lei che usava il suo potere per impedire in ogni modo ai due di frequentarsi. Il servizio giornalistico fece infuriare Clemente Mastella che pretese un’intervista su Rai2 per spiegare che la sua città era stata mal rappresentata. La difesa del feudo da parte del leader di Ceppaloni incuriosì molti osservatori tra i quali Beniamino Placido, il quale su La Repubblica raccontò, incredulo, di aver assistito all’intervista “di un tal Clemente Mastella, autorevole deputato, mi dicono, di Benevento, il quale, roteando gli occhi bovini e muovendo la testa come il torello che si appresta a tirare una cornata,” sosteneva candidamente che “i panni sporchi si lavano in famiglia”. Come a dire che tra noi possiamo lamentarci del modo perverso con il quale vengono amministrate le nostre comunità ma nessuno dall’esterno deve sapere veramente che cosa succede. Dopo 30 anni, nell’era della comunicazione diffusa, tra il proliferare di giornali on-line, blog, televisioni private e social network, pensavo che questa sorta di ridicola censura fosse ormai cosa d’altri tempi. Ci ha pensato invece Pasquale Viespoli a confermare che le classi dirigenti di questa città non perdono un vecchio vizio ‘provinciale’. Il senatore ha fatto appello alla necessaria difesa del nostro buon nome per criticare chiunque si permetta semplicemente di notare le piccole, strane e assurde vicende che accadono a Benevento. Viespoli se l’è presa con la giornalista di La Repubblica per il pezzo pubblicato ieri su Il Venerdì dal titolo: ‘L’Unesco è arrivata, adesso aspettiamo gli italiani’. In sintesi l’articolo ci ricorda che a Benevento esiste un patrimonio storico culturale ed artistico di grande rilevanza che però è mal curato e non utilizzato, soprattutto dal punto di vista turistico. Questa è la pura verità, non capisco perchè Viespoli si risente. L’ex sindaco precisa di non avercela tanto con la giornalista, che pure lo ha completamente ignorato, ma piuttosto con coloro che le hanno dato le informazioni. È probabile che si riferisca alle mie dichiarazioni con le quali ho evidenziato, come sostengo da tempo, che in questa città, da molti considerata ‘tranquilla’, sono attivi 5 clan camorristici ed emerge sempre di più un tasso di corruzione davvero preoccupante. Diversi faccendieri, come hanno dimostrato recenti inchieste giudiziarie, hanno agito e continuano ad agire con truffe clamorose proprio in questa città e a livello nazionale. È questo che non si deve sapere?</p>
<p>Viespoli è davvero convinto che di questi fatti non si deve parlare perché la nomea di città tranquilla deve essere in ogni modo difesa? E allora perché non rinuncia alla scorta?</p>
<p>Quando era sindaco, cioè 17 anni fa, qualcuno sparò nei vetri della sua auto e poi da sotto segretario ricevette minacce da un gruppo di disoccupati organizzati campani. Ma ora che pericolo corre? Perché in periodi di ristrettezze economiche non rinuncia ad utilizzare l’auto pagata dallo stato, con la benzina pagata dai contribuenti e con una scorta che impiega 4 uomini a rotazione, che lo accompagnano anche a fare shopping, senza naturalmente porsi neppure il problema del parcheggio?</p>
<p>In periodi di crisi come questo il senatore Pasquale Viespoli con il lauto stipendio che percepisce dallo stato potrebbe pure farla la bella figura di rinunciare a questi privilegi! Questo gesto potrebbe convincere Clemente Mastella a fare lo stesso, rinunciando alla solita ‘parata’ per le vie del centro. La scorta che il prefetto non ha assegnato ad un magistrato beneventano, pedinato e minacciato da un serial killer, è invece confermata all’ex ministro più o meno ogni sei mesi quando riceve, puntualmente, le presunte minacce di un presunto nucleo delle brigate rosse che a quanto pare esiste solo per tenere di mira Mastella e che scompare ogni volta che la scorta viene confermata.</p>
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<p>La risposta dell’ufficio stampa di Pasquale Viespoli: &#8220;Corona non può interloquire con il senatore&#8221; .</p>
<p>&#8220;Gabriele Corona  si autocandida ad interlocutore del senatore Viespoli. E&#8217; l&#8217;ennesimo ruolo che si attribuisce. Corona, infatti, è contemporaneamente denunciante, inquirente e giudicante. Come se non bastasse, ora si attribuisce anche il ruolo assegnato ai Comitati per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica, all&#8217;Ufficio scorte e al ministro dell&#8217;Interno. Ad uno così, va solo augurato un 2012 di serenità, di equilibrio e di umiltà&#8221;.</p>
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<p>L’invito di Gabriele Corona: &#8220;Viespoli dia il buon esempio alla casta&#8221;.</p>
<p>“Auguro al senatore PasqualeViespoli un 2012 senza scorta, con la libertà di poter guidare l&#8217;auto da solo facendo rifornimento di tasca, finalmente liberato dall&#8217;assillo dei quattro poliziotti che lo accompagnano e che potranno essere utilizzati per altri scopi. Potremmo allora segnalare, con orgoglio, alla stampa nazionale che proprio dalla &#8220;Benevento di provincia&#8221; arriva un esempio e una lezione di buona politica: qualcuno della casta rinuncia a qualche odioso privilegio. Intanto, a proposito di denunce ed indagini, Viespoli, nell&#8217;esercizio delle sue funzioni di parlamentare che ogni tanto qualche spiegazione pure deve dare, potrebbe dirci cosa ne pensa dell&#8217;arresto di Alfonso Papa denunciato per i fatti connessi alla Centrale Luminosa prevista a Benevento, o del mancato arresto per Marco Milanese, denunciato da Paolo Viscione, beneventano già arrestato per la truffa delle false polizze assicurative, oppure della richiesta di arresto per Nicola Cosentino, coordinatore regionale del suo ex partito, i cui affari di famiglia si estendono anche a Benevento.</p>
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<p><strong>L&#8217;editoriale di Giancristiano Desiderio su Sanniopress del 1 gennaio 2012: &#8220;Benevento tra romanzo criminale e saggio politico&#8221;</strong></p>
<p>(Sanniopress) – Pasquale Viespoli ha la scorta perché è stato sottosegretario al Welfare e il nostro è il Paese in cui la Brigate rosse hanno ucciso giuslavoristi come Massimo D’Antona e Marco Biagi che prestarono il loro lavoro al ministero del Lavoro. Benevento può essere ex città tranquilla ma non è la odierna inquietudine sannita la ragione della scorta dell’ex sindaco. Se la difesa della vita di Viespoli dipendesse dalla condizione sociale di Benevento, allora, l’ex sindaco potrebbe rinunciare alla scorta. Non c’è dubbio. Ma non è proprio il caso di fare esperimenti sulla pelle degli altri e nessuno di noi si deve augurare per Benevento un nuovo martirio terroristico dopo quello di Raffaele Delcogliano e Aldo Iermano. La polemica di Gabriele Corona questa volta – è il caso di dire &#8211; è fuori bersaglio. Si ha l’impressione che il duello rusticano tra Corona e Viespoli sia dettato da motivi personali e da contrapposizioni datate, insomma, da ruggini del passato piuttosto che da vere ragioni del presente. Corona, che in altri casi è di una precisione e pazienza certosine nel puntare il dito e muovere il suo j’accuse, questa volta ha commesso un errore che come un boomerang può ritornare nel punto in cui è stato lanciato. Il lavoro che Corona e Altrabenevento compiono è meritorio ma proprio perché meritorio lo stesso Corona non deve svalutarlo e ne deve tener conto.</p>
<p>La stessa cosa vale per Viespoli. Ha un passato da custodire e un futuro da costruire, ma non così. Anche lui ha commesso il suo errore di valutazione. Siamo d’accordo: l’articolo comparso sul Venerdì di la Repubblica – ma certe cose non fatele dire a me &#8211; non era granché. C’era più di uno strafalcione ma guardiamo la sostanza: stava in piedi. Benevento non ne usciva bene, siamo d’accordo. Ma – e siamo al punto e siamo seri &#8211; Benevento può uscir bene da un articolo, da chiunque sia scritto? Come beneventano e come ex sindaco e come primo della classe Viespoli si è sentito ferito nell’onore e ha reagito. Forse, al suo posto avremmo fatto altrettanto. Avremmo sbagliato. Avremmo sbagliato due volte: la prima volta perché la polemica politica fa il gioco dell’ “avversario” e la seconda volta perché anche un articolo sbagliato ha il suo diritto all’esistenza. La reazione di Viespoli, invece, per quanto comprensibile, è sembrata proprio un fallo di reazione indirizzato più agli informatori beneventani che alla giornalista. Sembra quasi che la polemica che ne è nata tra Viespoli e Corona sia la prova provata delle accuse di provincialismo avanzate dal pezzo del settimanale scalfariano.</p>
<p>Su un punto sono tutti d’accordo: Benevento va raccontata in altro modo. Ma è proprio sulla modalità che iniziano le differenze. Tuttavia, al di là delle inevitabili differenze, che per fortuna ci sono, la vera novità sta proprio nella nascita di un racconto beneventano che ormai è diventato parte attiva della vita cittadina. Come ce la vogliamo raccontare Benevento? Ecco il punto. Corona scrive un romanzo criminale, mentre Viespoli offre una rilettura della saggistica meridionalistica. Ma sia il romanzo di Corona sia il saggio di Viespoli sono solo due modi di raccontare Benevento che non è né romanzo criminale né saggio meridionalistico o né solo l’uno né solo l’altro. La politica non ha più l’esclusiva del racconto beneventano, né la storia e la cronaca della città sono riducibili al crimine. Per rubare il marchio allo stesso Corona, c’è un’altra Benevento che va raccontata o, se volete rubare il mestiere a Viespoli, c’è bisogno di una narrazione diversa per capire Benevento. E’ un racconto che non sta nel crimine né nella politica ma nelle vite disperse in città e non ha ancora trovato il suo congeniale mezzo espressivo per raccontare Benevento. E’ un racconto che non è più controllabile né da un partito, né da una chiesa, né da un giornale. Questa è la vera novità su cui vale la pena lavorare.</p>
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<p><strong>La risposta di Gabriele Corona su Sanniopress del 3 gennaio 2012 &#8220;Desiderio si sbaglia, non polemizzo con Viespoli per motici personali&#8221;</strong></p>
<p>(Sanniopress) – Ho letto con l’attenzione che in genere riservo agli articoli pubblicati su Sanniopress, l’editoriale “Benevento tra romanzo criminale e saggio politico” di Giancristiano Desiderio. Già in altre occasioni ho avuto modo di apprezzare lo stile dei suoi commenti senza peli sulla lingua, ma questa volta confesso di non averlo capito.</p>
<p>Egli sostiene, innanzitutto che “il duello rusticano tra Corona e Viespoli sia dettato da motivi personali” ma si sbaglia: non ho motivi personali per polemizzare con l’ex sottosegretario. Certo non sono mancati motivi di frizione per scelte dell’ex sindaco Viespoli che non ho condiviso, come ad esempio il Piano di Recupero di via Galanti, l’edificazione in Piazza Duomo, la gestione del PRUSST, la ipotizzata Centrale dell’Ansaldo a Sagliete. Per altre cose, però, ho avuto parole di apprezzamento, come la scelta di puntare sul programma di valorizzazione turistica della città di Benevento del 1998. Forse qualcuno ancora ricorda l’Educational riservato a dieci Tour Operators internazionali che invitati dalla amministrazione comunale visitarono la città ed incontrarono gli agenti di viaggio e gli albergatori sanniti, alla presenza del presidente nazionale dell’ENIT (Ente Nazionale Italiano per il Turismo) per definire pacchetti di viaggio e la partecipazione a qualificate iniziative promozionali in Italia e all’estero.</p>
<p>Fu una scelta che Viespoli fece con consapevolezza, convinto che il nostro patrimonio storico-artistico da solo non basta per creare turismo perché servono servizi qualificati che le amministrazioni pubbliche devono concorrere a creare. Ma questa considerazione credo sia oramai ovvia e condivisa ed è propria quella che emerge dall’articolo “L’Unesco è arrivata, adesso aspettiamo gli italiani”. E allora che cosa ha scatenato la reazione scomposta di Viespoli, che addirittura lo considera un servizio giornalistico “insultante”? Il senatore non ritiene di doverlo spiegare limitandosi, con il frasario che gli è solito, a definire l’articolo “approssimativo e raccogliticcio” accusando chi ha “contribuito a scrivere” cioè gli intervistati, di “intellettualismo saccente, falso moralismo e balbettio propagandistico”.</p>
<p>Al contrario io credo che la giornalista, Paola Zanuttini, abbia riportato senza eccessi l’attuale condizione della città che vanta il bellissimo Arco di Traiano, un complesso longobardo patrimonio dell’umanità, reperti egizi di grande valore, l’Hortus Conclusus gioiello della transavanguardia, ancora non valorizzati e sfruttati.</p>
<p>La giornalista si è limitata a segnalare che ancora con si capisce perché i turisti aspettano invano di sapere quali siano e se esistono, gli orari di apertura della chiesa di Santa Sofia, ma non ha scritto, come denunciano da tempo i cittadini che ancora conservano un po’ di amore per questa terra, che dinanzi ai monumenti più importati si gioca a pallone, che i vicoli sono sporchi, che il centro storico è in balia delle bande di teppisti del sabato sera, che il parcheggio abusivo nell’isola pedonale dovrebbe farci vergognare come le cacce dei cani sparse su tutti i marciapiedi.</p>
<p>Nell’articolo queste cose non si leggono e quindi, ripeto la domanda, per che cosa protesta Viepoli?</p>
<p>Davvero continuo a non rendermene conto al punto da pensare che gli abbiano dato fastidio le mie dichiarazioni sul riciclaggio di denaro sporco a Benevento, o sui i faccendieri concittadini implicati negli scandali della P3 e gli incarichi per la vendita dei beni pignorati, gli intrighi della P4 che hanno portato all’arresto in carcere di Alfonso Papa, parlamentare e magistrato, oppure la loggia massonica deviata che raccoglieva fondi per liberare con un colpo di Stato il Cabinda, ed infine i traffici intorno alle false polizze assicurative e il mancato arresto di Marco Milanese.</p>
<p>Sono questioni delicatissime sulle quali, come avrà notato anche Desiderio, Viespoli non ha detto una parola e per questo confermo la provocazione “se il senatore ritiene che Benevento sia una città tranquilla dovrebbe rinunciare alla scorta”. Si tratta di servizi, a volte negati a magistrati ed imprenditori minacciati pubblicamente, che costano moltissimo ai contribuenti e per questo devono essere assegnati per esigenze reali e non sulla base di presunte minacce delle fantomatiche Brigate rosse o per i rischi connessi con passati incarichi.</p>
<p>Se proprio per motivi che non sono noti il privilegio della scorta a certi politici deve essere confermata, che almeno sia usata con parsimonia, magari con la benzina a carico del parlamentare, ed in modo più discreto quando si passeggia nella propria città tranquilla, come hanno fatto autorevoli magistrati minacciati di morte in visita a Benevento.</p>
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<p>Da Sanniopress del 2 gennaio 2012</p>
<p><strong>L&#8217;inviata di Repubblica e la città dell&#8217;Unesco.</strong></p>
<p>di Billy Nuzzolillo</p>
<p>(Sanniopress) – L’articolo di Paola Zanuttini sul Venerdì di la Repubblica non è piaciuto a molti politici nostrani. Il senatore Pasquale Viespoli, che di Benevento – ricordiamolo – è stato a lungo sindaco, lo ha addirittura definito “insultante”.</p>
<p>Il sospetto è, insomma, che l’inviata volesse a tutti i costi dare un’immagine negativa della città. In realtà, c’è un gustoso retroscena svelatoci dal presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, che sostanzialmente smentisce questa tesi.</p>
<p>“La giornalista di la Repubblica aveva visto il sito di Altrabenevento e voleva qualche informazione sulla criminalità a Benevento – spiega Corona -. Avevamo appuntamento all’hotel President ma è giunta con alcuni minuti di ritardo ed era visibilmente contrariata. Ho cercato di capire il motivo dello strano stato d’animo e mi ha raccontato di aver fatto colazione in un noto ristorante del centro storico e che, risalendo lungo corso Garibaldi, aveva notato che alcuni ragazzi giocavano a pallone davanti alla chiesa di Santa Sofia. Ha pensato che fossero in gita a Benevento e si è avvicinata per segnalare loro l’importanza della chiesa riconosciuta dall’Unesco. I ragazzi, incuranti, hanno continuato a giocare. Per questo motivo ha cercato un vigile o un poliziotto ma non l’ha trovato neppure dinanzi alla prefettura. Si è poi rivolta al metronotte che stazionava dinanzi alla Camera del Commercio ma neppure lui è voluto intervenire o telefonare ai vigili urbani. Vista l’ora, ha dovuto poi rinunciare al proposito di far porre fine all’oltraggio monumentale”.</p>
<p>Corona ci ha confessato di non aver avuto il coraggio di spiegare che una webcam del Comune posta sul teatro comunale, consente a chiunque, volendo anche i vigili, di controllare in diretta quello che succede nella piazza dell’Unesco e, magari, di mandare un’auto di servizio.</p>
<p>Di questo episodio nell’articolo non v’è traccia. Eppure avrebbe potuto offrire uno spaccato (“gustoso” e tagliente) su come i beneventani difendono il monumento entrato a far parte del patrimonio dell’umanità.</p>
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		<title>Sequestrata la discarica di Piano Borea. Adesso Lonardo finisce di fare lo spiritoso.</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 13:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni comunali 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da NTR24 del 7 ottobre 2011 Benevento, apposti i sigilli alla discarica di Piano Borea Il Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale e Forestale del Comando del Corpo Forestale di Benevento, agli ordini del vicequestore Angelo Marciano, ha apposto i sigilli alla discarica di Piano Borea. L&#8217;impianto cittadino, il cui valore strategico nella raccolta dei rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/percolato-Piano-Borea1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6257" title="percolato Piano Borea1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/percolato-Piano-Borea1.jpg" alt="" width="300" height="535" /></a>Da NTR24 del 7 ottobre 2011</p>
<p><strong>Benevento, apposti i sigilli alla discarica di Piano Borea</strong></p>
<p>Il Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale e Forestale del Comando del Corpo Forestale di Benevento, agli ordini del vicequestore Angelo Marciano, ha apposto i sigilli alla discarica di Piano Borea.</p>
<p>L&#8217;impianto cittadino, il cui valore strategico nella raccolta dei rifiuti è perfettamente comprensibile, è stato posto sotto sequestro perché sono state verificate alcune autorizzazioni improprie ma anche per fuoriuscita di percolato, con un ovvio e conseguente danno ambientale.</p>
<p>Sui cartelli posti tra le sbarre del cancello della discarica, si legge: area sottoposta a sequestro penale a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria.</p>
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<p>Le indagini condotte dagli uomini del NIPAF hanno evidenziato rischi di inquinamento ambientale, a causa della massiccia fuori uscita di percolato della vecchie vasche e dalla piazzola di stoccaggio dei rifiuti.</p>
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<p>L&#8217;autorità giudiziaria ha cosi ordinato il sequestro della discarica (sequestro preventivo di due vasche in gestione all’ASIA Spa e due vasche in gestione post-mortem al Consorzio BN1), con delle prescrizioni però a carico dell&#8217;Asia, che, se vorrà ancora utilizzare piano Borea, dovrà fare delle opere strutturali per garantire l&#8217;incolumità dell&#8217;ambiente.</p>
<p>Oltre al danno ambientale, sono emerso nel corso delle indagini delle autorizzazioni improprie detenute dall&#8217;Asia, che ricordiamo della discarica utilizza alcune piazzole per lo stoccaggio dei rifiuti.</p>
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<p><strong>il commento di Antonio Medici del movimento &#8220;ORA &#8211; occorre reagire adesso&#8221;</strong></p>
<p>L’ingentissimo danno ambientale ed il consistente pericolo per la salute dei cittadini derivante dalla Discarica di Piano Borea a causa delle disastrose condizioni in cui già da tempo versava, sono stati più volte denunciati dalla Lista ORA durante la campagna elettorale. Il Presidente Lucio Lonardo negando ogni addebito, rispose annunciando una querela nei confronti del sottoscritto e dei candidati della lista ORA, Sandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti e Renato Siciliano.</p>
<p>Poi l’ASIA ha addirittura impedito, fisicamente, ai lavoratori del Consorzio BN1, addetti proprio alla sorveglianza della discarica di Piano Borea, di riprendere l’attività lavorativa così come disposto dal Giudice del Lavoro di Benevento, sostenendo di essere l’unico soggetto abilitato alla gestione di quell’impianto. Quei lavoratori che hanno vinto la vertenza saranno pagati anche per il lavoro di gestione di quella discarica che non hanno potuto effettuare per la caparbia volontà dei vertici dell’ASIA. Intanto il percolato fuoriuscito dalla discarica ha continuato ad invadere le campagne circostanti densamente abitate.</p>
<p>Adesso il Sindaco, che ha emesso le ordinanze di autorizzazione all’utilizzo della discarica da parte dell’ASIA ed il Presidente di quella Azienda Speciale di Igiene Ambientale (sic!) dovranno rispondere dei gravissimi danni rilevati dal Nucleo Investigativo della Polizia Ambientale e Forestale.</p>
<p>Antonio Medici</p>
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