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	<title>altrabenevento &#187; Giustizia</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Mensa scolastica di Benevento, uno scandalo nazionale ! Oggi Conferenza stampa di Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 07:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="600" height="405" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rossana-porcelli6001" title="rossana-porcelli6001" /></p><strong>Conferenza stam<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11619" title="rossana-porcelli6001" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>pa, Mercoledì 9 novembre  ore 16, Hotel President, Via Perasso - Benevento</strong>

Mensa scolastica di Benevento, per due anni:

“... tutto a posto, i controlli sono stati fatti dalle autorità competenti e hanno dato tutti esito negativo”;

“...non sono state confermate le violazioni denunciate da Altrabenevento”;

“da due anni il servizio mensa risente solo della strumentalizzazione mediatica di qualcuno...”

Oggi il Procuratore della Repubblica, dopo il sequestro di un milione di euro a danno degli amministratori della soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta, per truffa ai danni delle famiglie, ha dichiarato:

“Bambini, malati e anziani hanno mangiato cibo che non andava dato nemmeno agli animali”

Domani, alle ore 16,00, Conferenza stampa di Altrabenevento presso l’Hotel President in via Perasso- Benevento.

Il presidente – Gabriele Corona

<strong>Guarda:</strong>

<a href="http://video.corriere.it/costretti-lavorare-mensa-bambini-zolfo-vermi/d6ffb512-d16d-11e4-8608-3dead25e131d"><strong>Il Servizio del Corriere della Sera del 25 marzo 2015</strong> </a>

<a href="https://www.youtube.com/watch?v=s2NxW-0qV-k"><strong>Il Video di Altrabenevento e Rete sociale sulla mensa ai malati mentale</strong> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="405" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rossana-porcelli6001" title="rossana-porcelli6001" /></p><strong>Conferenza stam<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11619" title="rossana-porcelli6001" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>pa, Mercoledì 9 novembre  ore 16, Hotel President, Via Perasso - Benevento</strong>

Mensa scolastica di Benevento, per due anni:

“... tutto a posto, i controlli sono stati fatti dalle autorità competenti e hanno dato tutti esito negativo”;

“...non sono state confermate le violazioni denunciate da Altrabenevento”;

“da due anni il servizio mensa risente solo della strumentalizzazione mediatica di qualcuno...”

Oggi il Procuratore della Repubblica, dopo il sequestro di un milione di euro a danno degli amministratori della soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta, per truffa ai danni delle famiglie, ha dichiarato:

“Bambini, malati e anziani hanno mangiato cibo che non andava dato nemmeno agli animali”

Domani, alle ore 16,00, Conferenza stampa di Altrabenevento presso l’Hotel President in via Perasso- Benevento.

Il presidente – Gabriele Corona

<strong>Guarda:</strong>

<a href="http://video.corriere.it/costretti-lavorare-mensa-bambini-zolfo-vermi/d6ffb512-d16d-11e4-8608-3dead25e131d"><strong>Il Servizio del Corriere della Sera del 25 marzo 2015</strong> </a>

<a href="https://www.youtube.com/watch?v=s2NxW-0qV-k"><strong>Il Video di Altrabenevento e Rete sociale sulla mensa ai malati mentale</strong> </a>]]></content:encoded>
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		<title>Mensa scolastica, sequestrati beni per un milione di euro alla soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="443958073_pino20conzo20migliozzi" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11615" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BENEVENTO- COMUNICATO STAMPA

A seguito di articolate indagini dirette daiMagistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito perquisizioni localie un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta dell’autorità inquirente, dal Tribunale di Benevento su beni (mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie)del valore di oltre un milione di euro.

Le perquisizioni ed il sequestro sono stati eseguiti nei confronti di due persone beneventane, rispettivamente gestore di fatto e amministratore di una società con sede operativa nella zona industriale di Benevento e operante nel settore della ristorazione, che in passato si era aggiudicata gare di appalto indette dal Comune e dall’ASL del capoluogo sannita.

Il provvedimento scaturisce dalle attività investigative effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Beneventoin esito alle quali è statacontestata ai due soggetti la frode in pubbliche forniture e latruffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, in relazione a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie ASL di Benevento e provincia.

In particolare, la Guardia di Finanza accertava un disegno criminoso finalizzato ad aumentare i guadagni d'impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale.

Nello specifico, emergeva un sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, finanche addentato e non consumato del tutto, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie i quali, in più occasioni, constatato che la pietanza fosse immangiabile, si rifiutavano di consumarla.

Un ulteriore aspetto che denota la gravità delle azioni poste in essere concerne l’utilizzo anche di grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a soggetti che si alimentavano con il sondino.

Le condotte descritte erano attuate nella totale noncuranza che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi categorie di soggetti deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti.

Il provvedimento cautelare e le relative indagini costituiscono attuazione delle direttive investigative della Procura della Repubblica, finalizzate a colpire coloro che commettono reati a danno della Pubblica Amministrazione, peraltro accumulando patrimoni illeciti, con il sequestro dei patrimoni proventi di reato.

Il contrasto di tali attività illecite diventa una priorità assoluta in quanto tali fenomeni criminosi hanno un rilevante impatto sociale, con ripercussioni negative sull’intera collettività e, nel caso specifico, su fasce della cittadinanza particolarmente deboli e meritevoli di tutela.

Il sequestro dimostra ancora una volta l’elevatissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Benevento, avvalendosi delle specifiche professionalità e competenze della Guardia di Finanza, dedica ai patrimoni illecitamente accumulati ed ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria.

Benevento, 8/11/2016

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA f.f. Dott. Giovanni CONZO

<a href="http://www.ilvaglio.it/article/4476/mensa-degli-orrori-a-benevento-e-nel-sannio-la-procura-039bambini-malati-e-anziani-hanno-m.html">Articolo de Il Vaglio</a>

<a href="http://www.labtv.net/cronaca/2016/11/08/benevento-inchiesta-ristoro-storie-di-ordinaria-follia/">Lab TV</a>

<a href="http://www.ntr24.tv/2016/11/08/avanzi-di-cibo-e-grassi-di-scarto-per-la-mensa-di-bimbi-e-malati-sequestri-a-benevento/">  NTR 24  </a>

<a href="http://www.emozioninrete.com/reportage/servizio-mensa-pasti-avariati-e-cibi-riciclati-ai-malati-e-ai-bambini">Emozionirete  </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="443958073_pino20conzo20migliozzi" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11615" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BENEVENTO- COMUNICATO STAMPA

A seguito di articolate indagini dirette daiMagistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito perquisizioni localie un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta dell’autorità inquirente, dal Tribunale di Benevento su beni (mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie)del valore di oltre un milione di euro.

Le perquisizioni ed il sequestro sono stati eseguiti nei confronti di due persone beneventane, rispettivamente gestore di fatto e amministratore di una società con sede operativa nella zona industriale di Benevento e operante nel settore della ristorazione, che in passato si era aggiudicata gare di appalto indette dal Comune e dall’ASL del capoluogo sannita.

Il provvedimento scaturisce dalle attività investigative effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Beneventoin esito alle quali è statacontestata ai due soggetti la frode in pubbliche forniture e latruffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, in relazione a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie ASL di Benevento e provincia.

In particolare, la Guardia di Finanza accertava un disegno criminoso finalizzato ad aumentare i guadagni d'impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale.

Nello specifico, emergeva un sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, finanche addentato e non consumato del tutto, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie i quali, in più occasioni, constatato che la pietanza fosse immangiabile, si rifiutavano di consumarla.

Un ulteriore aspetto che denota la gravità delle azioni poste in essere concerne l’utilizzo anche di grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a soggetti che si alimentavano con il sondino.

Le condotte descritte erano attuate nella totale noncuranza che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi categorie di soggetti deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti.

Il provvedimento cautelare e le relative indagini costituiscono attuazione delle direttive investigative della Procura della Repubblica, finalizzate a colpire coloro che commettono reati a danno della Pubblica Amministrazione, peraltro accumulando patrimoni illeciti, con il sequestro dei patrimoni proventi di reato.

Il contrasto di tali attività illecite diventa una priorità assoluta in quanto tali fenomeni criminosi hanno un rilevante impatto sociale, con ripercussioni negative sull’intera collettività e, nel caso specifico, su fasce della cittadinanza particolarmente deboli e meritevoli di tutela.

Il sequestro dimostra ancora una volta l’elevatissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Benevento, avvalendosi delle specifiche professionalità e competenze della Guardia di Finanza, dedica ai patrimoni illecitamente accumulati ed ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria.

Benevento, 8/11/2016

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA f.f. Dott. Giovanni CONZO

<a href="http://www.ilvaglio.it/article/4476/mensa-degli-orrori-a-benevento-e-nel-sannio-la-procura-039bambini-malati-e-anziani-hanno-m.html">Articolo de Il Vaglio</a>

<a href="http://www.labtv.net/cronaca/2016/11/08/benevento-inchiesta-ristoro-storie-di-ordinaria-follia/">Lab TV</a>

<a href="http://www.ntr24.tv/2016/11/08/avanzi-di-cibo-e-grassi-di-scarto-per-la-mensa-di-bimbi-e-malati-sequestri-a-benevento/">  NTR 24  </a>

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		<title>Grande festa per il fallimento delle imprese.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 00:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="2816" height="2112" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/camera-commercio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="camera commercio" title="camera commercio" /></p>C<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10110" title="tribunale-benevento1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>omunicato stampa del 13 novembre 2014

Comincia oggi a Benevento in pompa magna, il convegno “Giudici e professionisti: gli attori delle procedure per la crisi d’impresa negli Ordinamenti Europei e Latino Amercani a confronto” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti con il patrocinio e la compartecipazione organizzativa e finanziaria del Comune di Benevento, di altri Enti pubblici, Università, ordini professionali, numerose banche e sponsor privati.

Solo la Camera del Commercio ha contribuito con 43.900 euro ai quali si aggiungono altre decine di migliaia di euro elargiti da altri Enti pubblici e finanziatori vari. Lo scorso anno sempre la Camera del Commercio ha mantenuto il primato delle partecipazioni finanziarie con una spesa di 45.000 mila euro per un convegno sempre sul tema “fallimenti” organizzato dall’Osservatorio Crisi di Imprese costituito da diversi magistrati esperti della materia, rappresentato a Benevento dal dott. Michele Monteleone, presidente della sezione Fallimentare del locale tribunale.

Al convegno di quest’anno l’OCI figura tra i “partecipanti” ma il suo ruolo risulta tanto preminente che il Comune di Benevento nella delibera di patrocinio, per descrivere l’importanza della manifestazione, scrive: “L’Organizzazione dell’evento si avvale dell’attiva collaborazione di un Comitato Scientifico composto da Magistrati del Tribunale di Benevento ….”

Colpisce soprattutto lo sfarzo del programma della tre giorni che prevede, oltre al convegno, cene di gala, due spettacoli teatrali, un concerto jazz e addirittura una festa da ballo.

Era proprio necessario? Considerato il tema, cioè la “crisi delle imprese” che a Benevento determina il fallimento di molte società con vantaggi per i curatori fallimentari e gravi danni per i creditori e i lavoratori licenziati, non sarebbe stato meglio organizzare un solo concerto: una Messa da Requiem ?

E sempre considerando il tema, non poteva essere più sobria la Camera di Commercio con la partecipazione finanziaria garantita con quel famoso tesoretto racimolato proprio con i contributi e le quote delle imprese del Sannio, tutte in grave difficoltà?

Colpisce infine il fatto che una delle cene di gala viene organizzata a Masseria Roseto che viene presentata come “suggestiva dimora restaurata preservando e valorizzando l’antica struttura…”. Evidentemente agli organizzatori è sfuggita la notizia che la stampa ha dato varie volte: per quella masseria il Comune di Benevento ha emesso ordinanza di abbattimento e rimessa in pristino dopo aver contestato vari abusi edilizi. L’autorizzazione per l’attività di Bed &amp; Breakfast è stata annullata e la Procura della Repubblica ha aperto una indagine. Nessuno dei cultori della legalità o dei magistrati organizzatori della manifestazione, relatori o semplici frequentatori, si sente in imbarazzo per la scelta di questa struttura come prestigiosa location di charme, per la festa finale di questa manifestazione?

Per altrabenevento- Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2816" height="2112" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/camera-commercio.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="camera commercio" title="camera commercio" /></p>C<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10110" title="tribunale-benevento1" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/tribunale-benevento11-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>omunicato stampa del 13 novembre 2014

Comincia oggi a Benevento in pompa magna, il convegno “Giudici e professionisti: gli attori delle procedure per la crisi d’impresa negli Ordinamenti Europei e Latino Amercani a confronto” organizzato dall’Ordine dei Commercialisti con il patrocinio e la compartecipazione organizzativa e finanziaria del Comune di Benevento, di altri Enti pubblici, Università, ordini professionali, numerose banche e sponsor privati.

Solo la Camera del Commercio ha contribuito con 43.900 euro ai quali si aggiungono altre decine di migliaia di euro elargiti da altri Enti pubblici e finanziatori vari. Lo scorso anno sempre la Camera del Commercio ha mantenuto il primato delle partecipazioni finanziarie con una spesa di 45.000 mila euro per un convegno sempre sul tema “fallimenti” organizzato dall’Osservatorio Crisi di Imprese costituito da diversi magistrati esperti della materia, rappresentato a Benevento dal dott. Michele Monteleone, presidente della sezione Fallimentare del locale tribunale.

Al convegno di quest’anno l’OCI figura tra i “partecipanti” ma il suo ruolo risulta tanto preminente che il Comune di Benevento nella delibera di patrocinio, per descrivere l’importanza della manifestazione, scrive: “L’Organizzazione dell’evento si avvale dell’attiva collaborazione di un Comitato Scientifico composto da Magistrati del Tribunale di Benevento ….”

Colpisce soprattutto lo sfarzo del programma della tre giorni che prevede, oltre al convegno, cene di gala, due spettacoli teatrali, un concerto jazz e addirittura una festa da ballo.

Era proprio necessario? Considerato il tema, cioè la “crisi delle imprese” che a Benevento determina il fallimento di molte società con vantaggi per i curatori fallimentari e gravi danni per i creditori e i lavoratori licenziati, non sarebbe stato meglio organizzare un solo concerto: una Messa da Requiem ?

E sempre considerando il tema, non poteva essere più sobria la Camera di Commercio con la partecipazione finanziaria garantita con quel famoso tesoretto racimolato proprio con i contributi e le quote delle imprese del Sannio, tutte in grave difficoltà?

Colpisce infine il fatto che una delle cene di gala viene organizzata a Masseria Roseto che viene presentata come “suggestiva dimora restaurata preservando e valorizzando l’antica struttura…”. Evidentemente agli organizzatori è sfuggita la notizia che la stampa ha dato varie volte: per quella masseria il Comune di Benevento ha emesso ordinanza di abbattimento e rimessa in pristino dopo aver contestato vari abusi edilizi. L’autorizzazione per l’attività di Bed &amp; Breakfast è stata annullata e la Procura della Repubblica ha aperto una indagine. Nessuno dei cultori della legalità o dei magistrati organizzatori della manifestazione, relatori o semplici frequentatori, si sente in imbarazzo per la scelta di questa struttura come prestigiosa location di charme, per la festa finale di questa manifestazione?

Per altrabenevento- Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Fatto Quotidiano suggerisce l&#8217;ipotesi di reato per indagare la De Girolamo.</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2014 22:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[ASL Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Caso De Girolamo]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1134" height="737" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aspettando-giustizia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="aspettando-giustizia" title="aspettando-giustizia" /></p>Da Il Fatto Quotidiano del 28 gennaio 2014

<strong>De Girolamo e incarichi Asl Benevento, “l’ex ministro nel registro degli indagati”</strong>

di Marco Lillo e Vincenzo Iurillo

L'avvocato: "Allo stato non risulta nessuna comunicazione in merito da parte della procura". L’improvvisa accelerazione di domenica sera, quando la deputata Ncd ha lasciato l’incarico di ministro delle Politiche Agricole, ha tenuto banco nei discorsi degli addetti ai lavori. Il motivo ufficiale traballava davanti a un dato: l’inchiesta della Procura di Benevento ha sterzato verso le vicende contenute nelle registrazioni di Felice Pisapia

Non ci sono conferme ufficiali ma nemmeno smentite. L’ex ministro sarebbe indagato dalla Procura di Benevento. L’improvvisa accelerazione di domenica sera, quando Nunzia De Girolamo ha lasciato l’incarico di ministro delle Politiche Agricole, ha tenuto banco nei discorsi degli addetti ai lavori. Il motivo ufficiale (il governo non ha difeso la mia onorabilità) traballava davanti a un dato: l’inchiesta della Procura di Benevento sugli affari dell’Asl ha da giorni sterzato verso le vicende contenute nelle registrazioni a tratti difficilmente comprensibili di Felice Pisapia ma spiegate nei dettagli dalle inchieste del Fatto Quotidiano.

I magistrati hanno sentito una mezza dozzina di persone sulla storia del bar dell’ospedale Fatebenefratelli, infine affidato alla cugina e allo zio di Nunzia. E l’altro filone di indagine oggi dovrebbe entrare nel vivo. I pm Giovanni Tartaglia Polcini, Nicoletta Giammarino e Flavia Felaco hanno ascoltato la dirigente del Provveditorato Asl Emma Bianco e oggi sentiranno Giovanni de Masi, caposervizio provveditorato, sulla questione della gara da 4 milioni all’anno per il 118. Ed è stato anticipato a giovedì l’interrogatorio di Felice Pisapia. Forse porterà 30 ore di nuovi colloqui. In mattinata il procuratore capo Giuseppe Maddalena ha riuniti tutti gli inquirenti: i sostituti, il tenente colonnello della Finanza Luca Lauro, i due commercialisti Stefania Viscione e Massimo Zeno, firmatari della perizia sulle prime dodici pagine di trascrizioni delle conversazioni in villa De Girolamo ‘liberate’ dal segreto. Alcuni investigatori, di fronte alle domande dei giornalisti, lasciano filtrare ai cronisti consigli del tipo: “sarebbe più corretto scrivere che Nunzia De Girolamo non risulta indagata”.

L’avvocato dell’ex ministro, Angelo Leone, sottolinea però che “allo stato non risulta nessuna comunicazione in merito da parte della procura”. Nessuna comunicazione però non vuol dire che il deputato del Ncd non sia stato iscritto in segreto. Una cautela dovuta non solo al ruolo pubblico ma anche alle difficoltà dell’inchiesta che deve affrontare subito un paio di salite non da poco. Un investigatore, lontano dai taccuini, fa notare che c’è un problema di utilizzabilità della registrazione a tradimento che incastra l’ex ministro: è difficile usare una conversazione registrata di nascosto da un privato cittadino per ipotizzare reati contro un parlamentare. La legge non lo vieta. Ma sarebbe costituzionalmente dubbia un’interpretazione che permettesse di usare la registrazione ambientale fatta da un privato contro un deputato mentre certamente non è utilizzabile, senza autorizzazione della Camera, quella fatta da un pm. Ben diversa la posizione degli altri partecipanti alle riunioni del ‘direttorio’che non possono pretendere che si estenda alle loro parole l’immunità del deputato.

Quale reato potrebbe entrare in gioco? Il pm Giovanni Tartaglia Polcini nell’interrogatorio, mentre Felice Pisapia gli raccontava le manovre del cosiddetto (dal Gip Cusani) direttorio partitico-politico di cui facevano parte i collaboratori del ministro e i manager della Asl nel luglio 2012, ragiona ad alta voce con l’indagato sulle ipotesi di reato possibili: voto di scambio o almeno abuso di ufficio. C’è però un altro reato che potrebbe essere contestato: si chiama “induzione indebita a dare o promettere utilità”. È stato introdotto a novembre dalla legge Severino, n. 190 del 2012, che ha inserito dopo la concussione il nuovo articolo 319 quater che punisce “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”. Grazie a una sentenza recente della Cassazione questo reato è ritenuto applicabile anche alle condotte precedenti al novembre 2012. Un magistrato che scrive sul Sole24Ore ha commentato quella sentenza: è proprio il pm Tartaglia Polcini. Se si considerasse applicabile quella norma, De Girolamo – è l’ipotesi -potrebbe essere considerata un pubblico ufficiale, in qualità di deputato, che abusa della sua qualità chiedendo di inviare i controlli all’ospedale per indurre il Fatebenefratelli a dare allo zio il bar.

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1134" height="737" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aspettando-giustizia.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="aspettando-giustizia" title="aspettando-giustizia" /></p>Da Il Fatto Quotidiano del 28 gennaio 2014

<strong>De Girolamo e incarichi Asl Benevento, “l’ex ministro nel registro degli indagati”</strong>

di Marco Lillo e Vincenzo Iurillo

L'avvocato: "Allo stato non risulta nessuna comunicazione in merito da parte della procura". L’improvvisa accelerazione di domenica sera, quando la deputata Ncd ha lasciato l’incarico di ministro delle Politiche Agricole, ha tenuto banco nei discorsi degli addetti ai lavori. Il motivo ufficiale traballava davanti a un dato: l’inchiesta della Procura di Benevento ha sterzato verso le vicende contenute nelle registrazioni di Felice Pisapia

Non ci sono conferme ufficiali ma nemmeno smentite. L’ex ministro sarebbe indagato dalla Procura di Benevento. L’improvvisa accelerazione di domenica sera, quando Nunzia De Girolamo ha lasciato l’incarico di ministro delle Politiche Agricole, ha tenuto banco nei discorsi degli addetti ai lavori. Il motivo ufficiale (il governo non ha difeso la mia onorabilità) traballava davanti a un dato: l’inchiesta della Procura di Benevento sugli affari dell’Asl ha da giorni sterzato verso le vicende contenute nelle registrazioni a tratti difficilmente comprensibili di Felice Pisapia ma spiegate nei dettagli dalle inchieste del Fatto Quotidiano.

I magistrati hanno sentito una mezza dozzina di persone sulla storia del bar dell’ospedale Fatebenefratelli, infine affidato alla cugina e allo zio di Nunzia. E l’altro filone di indagine oggi dovrebbe entrare nel vivo. I pm Giovanni Tartaglia Polcini, Nicoletta Giammarino e Flavia Felaco hanno ascoltato la dirigente del Provveditorato Asl Emma Bianco e oggi sentiranno Giovanni de Masi, caposervizio provveditorato, sulla questione della gara da 4 milioni all’anno per il 118. Ed è stato anticipato a giovedì l’interrogatorio di Felice Pisapia. Forse porterà 30 ore di nuovi colloqui. In mattinata il procuratore capo Giuseppe Maddalena ha riuniti tutti gli inquirenti: i sostituti, il tenente colonnello della Finanza Luca Lauro, i due commercialisti Stefania Viscione e Massimo Zeno, firmatari della perizia sulle prime dodici pagine di trascrizioni delle conversazioni in villa De Girolamo ‘liberate’ dal segreto. Alcuni investigatori, di fronte alle domande dei giornalisti, lasciano filtrare ai cronisti consigli del tipo: “sarebbe più corretto scrivere che Nunzia De Girolamo non risulta indagata”.

L’avvocato dell’ex ministro, Angelo Leone, sottolinea però che “allo stato non risulta nessuna comunicazione in merito da parte della procura”. Nessuna comunicazione però non vuol dire che il deputato del Ncd non sia stato iscritto in segreto. Una cautela dovuta non solo al ruolo pubblico ma anche alle difficoltà dell’inchiesta che deve affrontare subito un paio di salite non da poco. Un investigatore, lontano dai taccuini, fa notare che c’è un problema di utilizzabilità della registrazione a tradimento che incastra l’ex ministro: è difficile usare una conversazione registrata di nascosto da un privato cittadino per ipotizzare reati contro un parlamentare. La legge non lo vieta. Ma sarebbe costituzionalmente dubbia un’interpretazione che permettesse di usare la registrazione ambientale fatta da un privato contro un deputato mentre certamente non è utilizzabile, senza autorizzazione della Camera, quella fatta da un pm. Ben diversa la posizione degli altri partecipanti alle riunioni del ‘direttorio’che non possono pretendere che si estenda alle loro parole l’immunità del deputato.

Quale reato potrebbe entrare in gioco? Il pm Giovanni Tartaglia Polcini nell’interrogatorio, mentre Felice Pisapia gli raccontava le manovre del cosiddetto (dal Gip Cusani) direttorio partitico-politico di cui facevano parte i collaboratori del ministro e i manager della Asl nel luglio 2012, ragiona ad alta voce con l’indagato sulle ipotesi di reato possibili: voto di scambio o almeno abuso di ufficio. C’è però un altro reato che potrebbe essere contestato: si chiama “induzione indebita a dare o promettere utilità”. È stato introdotto a novembre dalla legge Severino, n. 190 del 2012, che ha inserito dopo la concussione il nuovo articolo 319 quater che punisce “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”. Grazie a una sentenza recente della Cassazione questo reato è ritenuto applicabile anche alle condotte precedenti al novembre 2012. Un magistrato che scrive sul Sole24Ore ha commentato quella sentenza: è proprio il pm Tartaglia Polcini. Se si considerasse applicabile quella norma, De Girolamo – è l’ipotesi -potrebbe essere considerata un pubblico ufficiale, in qualità di deputato, che abusa della sua qualità chiedendo di inviare i controlli all’ospedale per indurre il Fatebenefratelli a dare allo zio il bar.

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		<title>Falso allarme, il profilo facebook del dott. Tartaglia Polcini è vero</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10445#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Jan 2014 19:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Caso De Girolamo]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="800" height="500" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia3.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="falsoTartaglia3" title="falsoTartaglia3" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10453" title="falsoTartaglia" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia.jpg" alt="" width="1054" height="322" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartagliaok.jpg">
</a>Comunicato del 25 gennaio 2014

Mi è pervenuta questa mattina sul mio profilo Facebook, una richiesta di "amicizia" dal profilo "Giovanni Tartagliapolcini" che è apparso subito decisamente falso. Infatti, nonostante la foto indicata fosse proprio quella del noto magistrato beneventano, da altri elementi, tra i quali le foto dei figli minorenni, gli "amici" e i post pubblicati, è risultato evidente che si è trattava di un vero atto di pirateria. Ho presentato pertanto in mattinata una formale denuncia alla Digos. In serata il profilo falso "Giovanni Tartagliapolcini" è stato rimosso.

Si è trattato di un atto di sciacallaggio gravissimo. Succede anche questo nella "città tranquilla" dove pure i delinquenti sono diventati commentatori politici, soprattutto attraverso facebook. Sul falso profilo intestato al magistrato è stato pubblicato un commento ironico ad un articolo di Altrabenevento e probabilmente il pirata sperava in una mia risposta polemica per alimentare tensioni con la Procura della Repubblica.

Abbiamo espresso in questi anni, apprezzamenti e sostegno ai magistrati impegnati contro il malaffare, ma anche rilievi critici sulle scelte e le decisioni che non abbiamo condiviso. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, a viso aperto e per questo condanniamo e contrastiamo ogni tentativo chiaramente finalizzato ad intorbidire la discussione sulle recenti vicende giudiziarie. Esprimiamo solidarietà al magistrato e alla famiglia.

Altrabenevento - Gabriele Corona

**************************

<strong>FALSO ALLARME: il profilo facebook “Giovanni Tartagliapolcini” è stato attivato effettivamente dal magistrato.</strong>

<strong>Comunicato stampa del 26 gennaio 2014</strong>

Ieri ho segnalato alla Digos il profilo facebook “Giovanni Tartagliapolcini” che mi appariva falso per diversi motivi. Comparivano solo sei “amici” di cui quattro decisamente improbabili; il doppio cognome scritto con una sola parola; per l’anno 2013 era pubblicata solo una notizia di Altrabenevento; nel mese di gennaio 2014, quando l’indagine condotta dal noto pubblico ministero sulla ASL è stata al centro di discussioni, polemiche articoli della stampa nazionale, su quel profilo è stata pubblicata l’immagine di una pubblicazione straniera con la foto del magistrato e poi una sola parola “ATARASSIA”. Nessun’altra frase, né documento sulle attività del dott. Tartaglia Polcini, la sua partecipazione ai convegni o i libri presentati. Infine, una sola pagina facebook segnalata, un “Centro benessere”.

A parte queste le stranezze mi ero preoccupato perché su quel profilo, dal quale mi era arrivata una richiesta di “amicizia”, erano bel visibili le foto dei figli minorenni del magistrato. Al dott. Tartaglia Polcini un anno fa era pervenuta una lettera di minacce rivolte anche alla sua famiglia e per questo motivo mi ero allarmato per quelle immagine rese pubbliche, al punto da denunciare il fatto alla Polizia di Stato.

Nel pomeriggio, dopo la denuncia depositata alle 13,30, quel profilo per circa tre ore non è stato più visibile ma poi è ricomparso in serata dopo l’invio del comunicato di Altrabenevento con il quale si esprimeva anche solidarietà al magistrato e alla famiglia per l’atto di pirateria.

Stamattina sempre da quel profilo, sono state inviate diverse “richieste di amicizia”, (sono state invece cancellate quelle che ieri apparivano improbabili), ma le foto dei figli minori del magistrato sono ancora pubblicate.

Abbiamo inviato a “Giovanni Tartagliapolcini” un messaggio per accertare la autenticità del profilo che è stato ricevuto alle 15,18, ma finora (19,07) non abbiamo avuto alcuna risposta. Alcuni amici e collaboratori  del magistrato (Mariano Goglia) sostengono, però, che quel profilo facebook, sul quale oltre le foto, è stata pubblicata solamente una risata nel 2013 e la parola ATARASSIA nel 2014, è stato effettivamente attivato dal magistrato.

Un po’ increduli, ne prendiamo atto.

Altrabenevento - Gabriele Corona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="500" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia3.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="falsoTartaglia3" title="falsoTartaglia3" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10453" title="falsoTartaglia" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartaglia.jpg" alt="" width="1054" height="322" /></a><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/falsoTartagliaok.jpg">
</a>Comunicato del 25 gennaio 2014

Mi è pervenuta questa mattina sul mio profilo Facebook, una richiesta di "amicizia" dal profilo "Giovanni Tartagliapolcini" che è apparso subito decisamente falso. Infatti, nonostante la foto indicata fosse proprio quella del noto magistrato beneventano, da altri elementi, tra i quali le foto dei figli minorenni, gli "amici" e i post pubblicati, è risultato evidente che si è trattava di un vero atto di pirateria. Ho presentato pertanto in mattinata una formale denuncia alla Digos. In serata il profilo falso "Giovanni Tartagliapolcini" è stato rimosso.

Si è trattato di un atto di sciacallaggio gravissimo. Succede anche questo nella "città tranquilla" dove pure i delinquenti sono diventati commentatori politici, soprattutto attraverso facebook. Sul falso profilo intestato al magistrato è stato pubblicato un commento ironico ad un articolo di Altrabenevento e probabilmente il pirata sperava in una mia risposta polemica per alimentare tensioni con la Procura della Repubblica.

Abbiamo espresso in questi anni, apprezzamenti e sostegno ai magistrati impegnati contro il malaffare, ma anche rilievi critici sulle scelte e le decisioni che non abbiamo condiviso. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo, a viso aperto e per questo condanniamo e contrastiamo ogni tentativo chiaramente finalizzato ad intorbidire la discussione sulle recenti vicende giudiziarie. Esprimiamo solidarietà al magistrato e alla famiglia.

Altrabenevento - Gabriele Corona

**************************

<strong>FALSO ALLARME: il profilo facebook “Giovanni Tartagliapolcini” è stato attivato effettivamente dal magistrato.</strong>

<strong>Comunicato stampa del 26 gennaio 2014</strong>

Ieri ho segnalato alla Digos il profilo facebook “Giovanni Tartagliapolcini” che mi appariva falso per diversi motivi. Comparivano solo sei “amici” di cui quattro decisamente improbabili; il doppio cognome scritto con una sola parola; per l’anno 2013 era pubblicata solo una notizia di Altrabenevento; nel mese di gennaio 2014, quando l’indagine condotta dal noto pubblico ministero sulla ASL è stata al centro di discussioni, polemiche articoli della stampa nazionale, su quel profilo è stata pubblicata l’immagine di una pubblicazione straniera con la foto del magistrato e poi una sola parola “ATARASSIA”. Nessun’altra frase, né documento sulle attività del dott. Tartaglia Polcini, la sua partecipazione ai convegni o i libri presentati. Infine, una sola pagina facebook segnalata, un “Centro benessere”.

A parte queste le stranezze mi ero preoccupato perché su quel profilo, dal quale mi era arrivata una richiesta di “amicizia”, erano bel visibili le foto dei figli minorenni del magistrato. Al dott. Tartaglia Polcini un anno fa era pervenuta una lettera di minacce rivolte anche alla sua famiglia e per questo motivo mi ero allarmato per quelle immagine rese pubbliche, al punto da denunciare il fatto alla Polizia di Stato.

Nel pomeriggio, dopo la denuncia depositata alle 13,30, quel profilo per circa tre ore non è stato più visibile ma poi è ricomparso in serata dopo l’invio del comunicato di Altrabenevento con il quale si esprimeva anche solidarietà al magistrato e alla famiglia per l’atto di pirateria.

Stamattina sempre da quel profilo, sono state inviate diverse “richieste di amicizia”, (sono state invece cancellate quelle che ieri apparivano improbabili), ma le foto dei figli minori del magistrato sono ancora pubblicate.

Abbiamo inviato a “Giovanni Tartagliapolcini” un messaggio per accertare la autenticità del profilo che è stato ricevuto alle 15,18, ma finora (19,07) non abbiamo avuto alcuna risposta. Alcuni amici e collaboratori  del magistrato (Mariano Goglia) sostengono, però, che quel profilo facebook, sul quale oltre le foto, è stata pubblicata solamente una risata nel 2013 e la parola ATARASSIA nel 2014, è stato effettivamente attivato dal magistrato.

Un po’ increduli, ne prendiamo atto.

Altrabenevento - Gabriele Corona]]></content:encoded>
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		<title>Archiviate le infamie di Mastella contro il giudice Clemente. Giornalisti locali distratti</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2013 14:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Clemente]]></category>
		<category><![CDATA[Clemente Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[I sanniti]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale di Benevento]]></category>
		<category><![CDATA[Zamparini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" /></p><p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10343" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L'Udeur lascia la maggioranza" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Comunicato stampa del 1 novembre 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fatto Quotidiano on-line ha pubblicato ieri 31 ottobre l’articolo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/31/nessun-riscontro-archiviata-denuncia-di-mastella-contro-pm-che-indago/761806/" target="_blank">‘Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: nessun riscontro’</a> , a firma di Vincenzo Iurillo. Il quotidiano di Marco Travaglio conferma che il magistrato Antonio Clemente è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di Clemente Mastella. La notizia era già stata data da Altrabenevento alla fine di agosto, quando il magistrato si è trasferito a Roma, ma la stampa locale, e soprattutto i cronisti velinari di giudiziaria, non hanno ritenuto di dover approfondire la questione. Lo ha fatto, come spesso succede per le questioni che imbarazzano i potentati locali, un giornale nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il Fatto, dopo aver esaminato il provvedimento di archiviazione, ha spiegato che l’ex ministro sosteneva di aver ricevuto dal magistrato un’oscena proposta: per non essere rinviato a giudizio per il caso Zamparini, Mastella avrebbe dovuto ritirare la querela presentata contro il fratello giornalista del pubblico ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura Generale di Roma ha esercitato l’azione penale obbligatoria e ha quindi sottoposto il magistrato ad indagine, conclusa con un’archiviazione. Infatti, non sono state trovate conferme, né prove, che riscontrassero le infamanti accuse rivolte da Clemente Mastella al giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex ministro a dicembre del 2011 fu rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra Lonardo, su richiesta del pm Antonio Clemente, con l’accusa di aver incassato una tangente versata da Maurizio Zamparini per favorire l’apertura del centro commerciale i Sanniti a Benevento. Il leader dell’Udeur aveva espresso parole di fuoco contro il pubblico ministero, commentando così ad una televisione privata il suo rinvio a giudizio: “<em>E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie’</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo ad Antonio Clemente fu impedito di sostenere le accuse nei processi ipermercato Zamparini e manifestazioni “Quattro notti e più di luna piena”, che vedono imputati il parlamentare europeo e la sua famiglia per vari reati.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa locale si limitò allora a dare la versione ufficiale, quella della ‘rinuncia volontaria’ da parte del magistrato a seguire quei processi. Solo Altrabenevento continuò a sostenere che quella decisione fosse connessa all’ira di Mastella. Adesso anche dagli atti giudiziari, che hanno dimostrato la totale estraneità di Clemente alle accuse rivoltegli dall’ex-guardiasigilli, arriva la conferma che quel magistrato è stato sottoposto a denunce ed esposti, oltre che lettere anonime e minacce, per la sua tenace attività investigativa contro la corruzione. Il magistrato è stato quindi costretto a lasciare l’incarico a Benevento e scegliere la capitale per continuare a svolgere il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica. Adesso i suoi colleghi magistrati beneventani, tranne quelli che hanno espresso solidarietà a Mastella per “l’ingiusto” rinvio a giudizio, dovrebbero esprimere una valutazione su questa pagina vergognosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Altrabenevento - Gabriele Corona</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L&#039;Udeur lascia la maggioranza" /></p><p style="text-align: left;" align="center"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10343" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="214019 Rai Uno - Porta a porta : L'Udeur lascia la maggioranza" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Comunicato stampa del 1 novembre 2013</p>
<p style="text-align: justify;">Il Fatto Quotidiano on-line ha pubblicato ieri 31 ottobre l’articolo <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/31/nessun-riscontro-archiviata-denuncia-di-mastella-contro-pm-che-indago/761806/" target="_blank">‘Mastella, archiviata denuncia contro il pm che lo indagò: nessun riscontro’</a> , a firma di Vincenzo Iurillo. Il quotidiano di Marco Travaglio conferma che il magistrato Antonio Clemente è stato prosciolto dall’accusa di tentata estorsione ai danni di Clemente Mastella. La notizia era già stata data da Altrabenevento alla fine di agosto, quando il magistrato si è trasferito a Roma, ma la stampa locale, e soprattutto i cronisti velinari di giudiziaria, non hanno ritenuto di dover approfondire la questione. Lo ha fatto, come spesso succede per le questioni che imbarazzano i potentati locali, un giornale nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il Fatto, dopo aver esaminato il provvedimento di archiviazione, ha spiegato che l’ex ministro sosteneva di aver ricevuto dal magistrato un’oscena proposta: per non essere rinviato a giudizio per il caso Zamparini, Mastella avrebbe dovuto ritirare la querela presentata contro il fratello giornalista del pubblico ministero.</p>
<p style="text-align: justify;">La Procura Generale di Roma ha esercitato l’azione penale obbligatoria e ha quindi sottoposto il magistrato ad indagine, conclusa con un’archiviazione. Infatti, non sono state trovate conferme, né prove, che riscontrassero le infamanti accuse rivolte da Clemente Mastella al giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex ministro a dicembre del 2011 fu rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra Lonardo, su richiesta del pm Antonio Clemente, con l’accusa di aver incassato una tangente versata da Maurizio Zamparini per favorire l’apertura del centro commerciale i Sanniti a Benevento. Il leader dell’Udeur aveva espresso parole di fuoco contro il pubblico ministero, commentando così ad una televisione privata il suo rinvio a giudizio: “<em>E’ una cosa ingiusta, una clamorosa ingiustizia, un fatto ingiustissimo. …. Al processo verranno fuori cose abbastanza clamorose alla presenza dei media….. C’è un pregiudizio nei miei riguardi… che si allunga fino a qua con qualche cattiveria. Il PM che mi insegue è uno che ho denunciato e che dal punto di vista etico si doveva astenere perché sono in vertenza con il padre e il fratello….. Autorevolissimi magistrati confidandosi mi hanno detto “veramente ti hanno fatto una serie di cattiverie’</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo ad Antonio Clemente fu impedito di sostenere le accuse nei processi ipermercato Zamparini e manifestazioni “Quattro notti e più di luna piena”, che vedono imputati il parlamentare europeo e la sua famiglia per vari reati.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa locale si limitò allora a dare la versione ufficiale, quella della ‘rinuncia volontaria’ da parte del magistrato a seguire quei processi. Solo Altrabenevento continuò a sostenere che quella decisione fosse connessa all’ira di Mastella. Adesso anche dagli atti giudiziari, che hanno dimostrato la totale estraneità di Clemente alle accuse rivoltegli dall’ex-guardiasigilli, arriva la conferma che quel magistrato è stato sottoposto a denunce ed esposti, oltre che lettere anonime e minacce, per la sua tenace attività investigativa contro la corruzione. Il magistrato è stato quindi costretto a lasciare l’incarico a Benevento e scegliere la capitale per continuare a svolgere il ruolo di sostituto procuratore della Repubblica. Adesso i suoi colleghi magistrati beneventani, tranne quelli che hanno espresso solidarietà a Mastella per “l’ingiusto” rinvio a giudizio, dovrebbero esprimere una valutazione su questa pagina vergognosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per Altrabenevento - Gabriele Corona</p>]]></content:encoded>
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		<title>Corona risponde a Damiano che lo accusa di manipolazioni giudiziarie.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 21:49:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="630" height="375" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="aldo-damiano-0412A" title="aldo-damiano-0412A" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10302" title="aldo-damiano-0412A" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Comunicato stampa del 13 settembre 2013

Aldo Damiano ha tenuto ieri una conferenza stampa, annunciando di voler svelare le sue clamorose verità sulle sue disavventura giudiziarie, ed invece ha rappresentato <a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/il-jaccuse-di-damiano-io-nella-tenaglia-tra-denunciante-e-puntuale-indagatore/">un teorema ridicolo che si regge su dimenticanze, omissioni e contraddizioni.</a>

In sintesi, l’ex-assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, nonché ex-capogruppo di se stesso in Lealtà per Benevento, sostiene di essere vittima dell’accanimento giudiziario del Sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Clemente, manovrato dal sottoscritto, benché innominato.

Damiano è imputato nel processo Zamparini e indagato in alcuni altri procedimenti penali per vari reati ed è stato sottoposto alla misura cautelare dell’arresto per corruzione. Per l’ex assessore tutto sarebbe cominciato nel 2006 quando, nel corso di un colloquio riservato, avrei tentato di imporgli alcune cose da fare come assessore all’Urbanistica, a proposito di Ipermercato Zamparini, alloggi Conca al Rione Libertà e palazzo Passarelli al Viale Atlantici. Al suo rifiuto sarebbe cominciata la guerra da parte mia con vari esposti e denunce che avrebbero indotto il pm Clemente a perseguitarlo.

La tesi è ridicola e volgare e la ricostruzione dei fatti è completamente falsa. Com’è noto lavoro al settore urbanistica e fu il neo assessore Damiano subito dopo le elezioni a giugno 2006 a chiedermi di fare il punto sulle quelle vicende, oggetto di dossier di Altrabenevento, che egli da consigliere comunale di opposizione, nel 2005, aveva seguito e condiviso: il dossier sul Pru del rione Libertà, quello sull’ipermercato Zamparini e quello su Piazza Duomo. Ho i documenti che posso esibire anche in tribunale se Damiano ritiene.

Nel corso della chiacchierata con Damiano, fatta durante l’orario di lavoro, parlammo di quelle vicende per gli aspetti che riguardavano il settore Urbanistica e poi anche di organizzazione del lavoro degli uffici, per i quali mi chiese un parere come sindacalista. Solo dopo 8 anni Damiano denuncia le mie presunte pressioni. Perché non fui sottoposto allora a provvedimento disciplinare o denuncia?

L’ex-assessore in verità una volta mi ha querelato, ma per diffamazione per il caso Conca e ha poi ritirato la querela perché gli conveniva.

Damiano accenna al conflitto con l’ufficio di Vigilanza edilizia su alcune questioni importanti come palazzo Passarelli e le sub-aree, ma non ne spiega le ragioni. Per palazzo Passarelli, quell’ufficio riteneva illegittima la concessione edilizia rilasciata perché non rispettava la sagoma dell’edificio preesistente. Il tribunale gli ha dato ragione ordinando l’abbattimento di una parte. Per le sub-aree, la Vigilanza edilizia segnalò la necessità di annullare circa 20 concessioni edilizie per edificare in aree periferiche perché non prevedevano la realizzazione e la cessione al Comune di aree e urbanizzazioni. Damiano non volle sentire ragioni e sotto la sua gestione furono rilasciate altre 20 concessioni, giudicate poi illegittime prima dalla Regione Campania e poi dal pm Clemente, che ha ipotizzato vari reati edilizi ed urbanistici. Lo scontro con la Vigilanza ha procurato a Damiano anche una condanna per aver diffamato il dirigente di quell’ufficio, Luigi Panella.

Nel tentativo di presentarsi vittima dell’accanimento giudiziario del dottor Antonio Clemente, Damiano dimentica che altri giudici ne hanno accolto le tesi e lo hanno rinviato a giudizio oppure ne hanno disposto l’arresto.

Quel <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10293">magistrato ha lasciato la città dopo i ripetuti attacchi di potentati e grumi di malaffare</a>, e adesso anche quelli, come Damiano, che finora hanno espresso fiducia nella magistratura, cominciano a spargere veleni. So che altre torbide operazioni si stanno preparando contro Clemente, contro Altrabenevento e contro il gruppo della Digos che ha condotto indagini importanti. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa l’Associazione magistrati di Benevento, che, secondo un giornalista bene informato, si sarebbe risentita per qualche mia dichiarazione sulle incompatibilità presso il tribunale di Benevento, ma non per gli attacchi ripetuti al collega giudice, ritenuto adesso addirittura un pupazzo nelle mani di un dipendente comunale.

Gabriele Corona

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="630" height="375" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="aldo-damiano-0412A" title="aldo-damiano-0412A" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10302" title="aldo-damiano-0412A" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/aldo-damiano-0412A1-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Comunicato stampa del 13 settembre 2013

Aldo Damiano ha tenuto ieri una conferenza stampa, annunciando di voler svelare le sue clamorose verità sulle sue disavventura giudiziarie, ed invece ha rappresentato <a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/il-jaccuse-di-damiano-io-nella-tenaglia-tra-denunciante-e-puntuale-indagatore/">un teorema ridicolo che si regge su dimenticanze, omissioni e contraddizioni.</a>

In sintesi, l’ex-assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, nonché ex-capogruppo di se stesso in Lealtà per Benevento, sostiene di essere vittima dell’accanimento giudiziario del Sostituto Procuratore della Repubblica Antonio Clemente, manovrato dal sottoscritto, benché innominato.

Damiano è imputato nel processo Zamparini e indagato in alcuni altri procedimenti penali per vari reati ed è stato sottoposto alla misura cautelare dell’arresto per corruzione. Per l’ex assessore tutto sarebbe cominciato nel 2006 quando, nel corso di un colloquio riservato, avrei tentato di imporgli alcune cose da fare come assessore all’Urbanistica, a proposito di Ipermercato Zamparini, alloggi Conca al Rione Libertà e palazzo Passarelli al Viale Atlantici. Al suo rifiuto sarebbe cominciata la guerra da parte mia con vari esposti e denunce che avrebbero indotto il pm Clemente a perseguitarlo.

La tesi è ridicola e volgare e la ricostruzione dei fatti è completamente falsa. Com’è noto lavoro al settore urbanistica e fu il neo assessore Damiano subito dopo le elezioni a giugno 2006 a chiedermi di fare il punto sulle quelle vicende, oggetto di dossier di Altrabenevento, che egli da consigliere comunale di opposizione, nel 2005, aveva seguito e condiviso: il dossier sul Pru del rione Libertà, quello sull’ipermercato Zamparini e quello su Piazza Duomo. Ho i documenti che posso esibire anche in tribunale se Damiano ritiene.

Nel corso della chiacchierata con Damiano, fatta durante l’orario di lavoro, parlammo di quelle vicende per gli aspetti che riguardavano il settore Urbanistica e poi anche di organizzazione del lavoro degli uffici, per i quali mi chiese un parere come sindacalista. Solo dopo 8 anni Damiano denuncia le mie presunte pressioni. Perché non fui sottoposto allora a provvedimento disciplinare o denuncia?

L’ex-assessore in verità una volta mi ha querelato, ma per diffamazione per il caso Conca e ha poi ritirato la querela perché gli conveniva.

Damiano accenna al conflitto con l’ufficio di Vigilanza edilizia su alcune questioni importanti come palazzo Passarelli e le sub-aree, ma non ne spiega le ragioni. Per palazzo Passarelli, quell’ufficio riteneva illegittima la concessione edilizia rilasciata perché non rispettava la sagoma dell’edificio preesistente. Il tribunale gli ha dato ragione ordinando l’abbattimento di una parte. Per le sub-aree, la Vigilanza edilizia segnalò la necessità di annullare circa 20 concessioni edilizie per edificare in aree periferiche perché non prevedevano la realizzazione e la cessione al Comune di aree e urbanizzazioni. Damiano non volle sentire ragioni e sotto la sua gestione furono rilasciate altre 20 concessioni, giudicate poi illegittime prima dalla Regione Campania e poi dal pm Clemente, che ha ipotizzato vari reati edilizi ed urbanistici. Lo scontro con la Vigilanza ha procurato a Damiano anche una condanna per aver diffamato il dirigente di quell’ufficio, Luigi Panella.

Nel tentativo di presentarsi vittima dell’accanimento giudiziario del dottor Antonio Clemente, Damiano dimentica che altri giudici ne hanno accolto le tesi e lo hanno rinviato a giudizio oppure ne hanno disposto l’arresto.

Quel <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10293">magistrato ha lasciato la città dopo i ripetuti attacchi di potentati e grumi di malaffare</a>, e adesso anche quelli, come Damiano, che finora hanno espresso fiducia nella magistratura, cominciano a spargere veleni. So che altre torbide operazioni si stanno preparando contro Clemente, contro Altrabenevento e contro il gruppo della Digos che ha condotto indagini importanti. Sarebbe interessante sapere che cosa ne pensa l’Associazione magistrati di Benevento, che, secondo un giornalista bene informato, si sarebbe risentita per qualche mia dichiarazione sulle incompatibilità presso il tribunale di Benevento, ma non per gli attacchi ripetuti al collega giudice, ritenuto adesso addirittura un pupazzo nelle mani di un dipendente comunale.

Gabriele Corona

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		<title>Antonio Clemente “esplulso” da Benevento dai “grumi di malaffare”.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 21:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="630" height="375" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio-clemente-0312A" title="antonio-clemente-0312A" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10294" title="antonio-clemente-0312A" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Comunicato stampa del 29 agosto 2013

Oggi il dottor Antonio Clemente ha lasciato il suo incarico di Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento e dopo le ipocrite frasi di ringraziamento per l’operato svolto, molti amministratori e funzionari pubblici, imprenditori e delinquenti a vario livello, tirano un sospiro di sollievo.

Quel magistrato ha condotto indagini delicate che hanno fatto tremare i palazzi del potere compreso lo stesso Tribunale per la presenza di diversi “operatori di giustizia” abituati ad atteggiamenti più morbidi nei confronti dei potenti di questa provincia.

Anche per questo motivo la lotta alla corruzione che Antonio Clemente ha condotto con grande impegno, ha prodotto risultati straordinari per questa provincia ma certamente non sufficienti a contrastare quei “grumi di malaffare”, cioè quelle aggregazioni tra criminali, affaristi senza scrupolo, politici e funzionari collusi, che condizionano di fatto il governo di questa città e della intera provincia.

Antonio Clemente ha chiesto di essere trasferito a Roma dopo aver subito attacchi e denunce con i conseguenti procedimenti dinanzi al CSM e alla Procura Generale. Lo hanno denunciato il sindaco di Montesarchio, per presunta inimicizia familiare, Michele Spina e Maurizio Ionico, che ancora si professano imprenditori, per presunto accanimento giudiziario nei loro confronti e infine Clemente Mastella che addirittura lo ha accusato di concussione. Il magistrato a seguito di ripetute indagini sul suo operato, è stato completamente prosciolto dalle accuse infamanti che però sono servite ad evitare che egli indagasse ancora sulle attività dei denuncianti e che svolgesse il compito di Pubblico Ministero nei processi che vedono imputati Clemente Mastella e la sua famiglia.

Adesso sarebbe doveroso il commento dell’ex ministro della Giustizia, attuale componente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo.

Antonio Clemente va ad occuparsi di grande corruzione a livello nazionale e del riciclaggio di denaro sporco mentre il Tribunale di Benevento, nonostante gli sforzi del Procuratore Capo, Giuseppe Maddalena tornerà ad essere il “porto delle nebbie” per le troppe incompatibilità ambientali sulle quali il CSM non si decide ad indagare e l’ignavia di buona parte dei giornalisti locali. Altrabenevento continuerà la sua battaglia contro il malaffare “a schiena dritta”.

Per il coordinamento - Gabriele Corona

<a href="http://www.ilvaglio.it/opinioni/lettere/maurizio-ionico-chiamato-in-causa-da-gabriele-corona-replica-e-riafferma-le-sue-critiche-al-pm-antonio-clemente/">Il Commento di Maurizio IONICO</a>

<a href="http://www.ilvaglio.it/cronaca/cronaca-giudiziaria/dopo-maurizio-ionico-anche-michele-spina-risponde-alla-nota-di-gabriele-corona-sul-trasferimento-di-clemente/">Il Commento di Michele SPINA</a>

<a href="http://www.tvsette.net/mediateca.php?codice=19&amp;tipo=V&amp;file=2775"> L'inervista di Gabriele Corona a TV del 29 agosto 2013</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="630" height="375" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio-clemente-0312A" title="antonio-clemente-0312A" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10294" title="antonio-clemente-0312A" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio-clemente-0312A-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>Comunicato stampa del 29 agosto 2013

Oggi il dottor Antonio Clemente ha lasciato il suo incarico di Sostituto Procuratore della Repubblica di Benevento e dopo le ipocrite frasi di ringraziamento per l’operato svolto, molti amministratori e funzionari pubblici, imprenditori e delinquenti a vario livello, tirano un sospiro di sollievo.

Quel magistrato ha condotto indagini delicate che hanno fatto tremare i palazzi del potere compreso lo stesso Tribunale per la presenza di diversi “operatori di giustizia” abituati ad atteggiamenti più morbidi nei confronti dei potenti di questa provincia.

Anche per questo motivo la lotta alla corruzione che Antonio Clemente ha condotto con grande impegno, ha prodotto risultati straordinari per questa provincia ma certamente non sufficienti a contrastare quei “grumi di malaffare”, cioè quelle aggregazioni tra criminali, affaristi senza scrupolo, politici e funzionari collusi, che condizionano di fatto il governo di questa città e della intera provincia.

Antonio Clemente ha chiesto di essere trasferito a Roma dopo aver subito attacchi e denunce con i conseguenti procedimenti dinanzi al CSM e alla Procura Generale. Lo hanno denunciato il sindaco di Montesarchio, per presunta inimicizia familiare, Michele Spina e Maurizio Ionico, che ancora si professano imprenditori, per presunto accanimento giudiziario nei loro confronti e infine Clemente Mastella che addirittura lo ha accusato di concussione. Il magistrato a seguito di ripetute indagini sul suo operato, è stato completamente prosciolto dalle accuse infamanti che però sono servite ad evitare che egli indagasse ancora sulle attività dei denuncianti e che svolgesse il compito di Pubblico Ministero nei processi che vedono imputati Clemente Mastella e la sua famiglia.

Adesso sarebbe doveroso il commento dell’ex ministro della Giustizia, attuale componente della Commissione Antimafia del Parlamento Europeo.

Antonio Clemente va ad occuparsi di grande corruzione a livello nazionale e del riciclaggio di denaro sporco mentre il Tribunale di Benevento, nonostante gli sforzi del Procuratore Capo, Giuseppe Maddalena tornerà ad essere il “porto delle nebbie” per le troppe incompatibilità ambientali sulle quali il CSM non si decide ad indagare e l’ignavia di buona parte dei giornalisti locali. Altrabenevento continuerà la sua battaglia contro il malaffare “a schiena dritta”.

Per il coordinamento - Gabriele Corona

<a href="http://www.ilvaglio.it/opinioni/lettere/maurizio-ionico-chiamato-in-causa-da-gabriele-corona-replica-e-riafferma-le-sue-critiche-al-pm-antonio-clemente/">Il Commento di Maurizio IONICO</a>

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<a href="http://www.tvsette.net/mediateca.php?codice=19&amp;tipo=V&amp;file=2775"> L'inervista di Gabriele Corona a TV del 29 agosto 2013</a>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Indagini sui concorsi al Comune di Benevento, la magistratura non comprende.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 22:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Pepe bis]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dentro palazzo mosti" title="dentro palazzo mosti" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10267" title="dentro palazzo mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Slai Cobas- Comunicato stampa del 3 luglio 2013

<strong>Provvedimenti giudiziari per tre concorsi al Comune di Benevento: la magistratura lavora per compartimenti stagni e non comprende che cosa succede veramente.</strong>

Il provvedimento giudiziario che ha portato agli arresti del vice segretario del Comune di Benevento, dirigente del Settore Finanze e Personale, Andrea Lanzalone, non è l’atto di conclusioni delle indagini ma contiene già elementi sufficienti per comprendere il quadro delle accuse relative alla gestione illecita di tre concorsi per l’assunzione di dirigenti, tecnici e direttivi amministrativi.

Sono gli stessi concorsi contestati a più riprese dallo SLAI COBAS e bloccati dal sindaco anche su nostre specifiche richieste.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, rappresenta efficacemente il “disegno criminoso” fatto di nomine illegittime nelle commissioni di concorso, falsi, minacce e pressioni a carico di alcune dipendenti, per favorire le nomine e gli incarichi a vantaggio di altre, anche in cambio di “prestazioni affettive”.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Flavio Cusani, stravolge il quadro accusatorio, ritenendo improbabili o non provate le relazioni amorose tra Lanzalone ed alcune funzionarie comunali favorite dal super dirigente, e considera “gravi indizi di colpevolezza” solo i fatti relativi al tentativo di “aiutare” la cognata dell’assessore Cosimo Lepore.

Così facendo, cioè considerando i fatti per capi di accusa totalmente scollegati o esaminati in indagini affidate a magistrati diversi, la magistratura beneventana rischia di non comprendere affatto che cosa succede veramente nel Comune di Benevento. Infatti, per accertare davvero qual è l’intricata rete di relazioni personali e scambi di favori in cambio di prestazioni di vario tipo, bisogna considerare anche altri elementi che pur emergono da denunce e segnalazioni, per esempio quelle relative agli incarichi senza gara di appalto alla ditta del fratello di una ex dirigente del Comune, oppure le nomine affettuate a seguito dei Concorsi interni, pure quelli oggetto di apposito dossier dello SLAI COBAS, e ancora i compensi scandalosi per il PRUSST.

Naturalmente, noi rimaniamo a disposizione degli organi investigativi interessati ad approfondire le questioni citate.

Intanto prendiamo atto con soddisfazione che il P.M. Antonio Clemente ha inviato copia del provvedimento giudiziario emesso ieri, al sindaco di Benevento affinchè, indipendentemente dai reati penali che sono di natura personale, si provveda a contestare le palesi illegimità con i conseguenti provvedimenti disciplinari a carico di dirigenti e funzionari dell’Ente.

Le responsabilità politiche ed amministrative sono però già chiare e necessitano di atti conseguenziali. Non è più possibile continuare a disquisire sui dirigenti dall’intelligenza luciferina capaci di abbindolare gli amministratori, oppure su politici furbi che usano i funzionari per atti illegittimi, o ancora sulla guerra dei ricatti incrociati degli uni contro gli altri per il proprio tornaconto.

Comunque il risultato non cambia: questi amministratori, di maggioranza o ex maggioranza ora all’opposizione, collusi o incapaci, devono dimettersi. Poi sarà necessario, però, fare in modo che il commissariamento non dia ancor più potere a funzionari disonesti.

&nbsp;

Per il coordinamento – Alberto Zollo e Gabriele Corona

&nbsp;

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="520" height="350" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="dentro palazzo mosti" title="dentro palazzo mosti" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10267" title="dentro palazzo mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/dentro-palazzo-mosti-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a>Slai Cobas- Comunicato stampa del 3 luglio 2013

<strong>Provvedimenti giudiziari per tre concorsi al Comune di Benevento: la magistratura lavora per compartimenti stagni e non comprende che cosa succede veramente.</strong>

Il provvedimento giudiziario che ha portato agli arresti del vice segretario del Comune di Benevento, dirigente del Settore Finanze e Personale, Andrea Lanzalone, non è l’atto di conclusioni delle indagini ma contiene già elementi sufficienti per comprendere il quadro delle accuse relative alla gestione illecita di tre concorsi per l’assunzione di dirigenti, tecnici e direttivi amministrativi.

Sono gli stessi concorsi contestati a più riprese dallo SLAI COBAS e bloccati dal sindaco anche su nostre specifiche richieste.

Il Sostituto Procuratore della Repubblica, Antonio Clemente, rappresenta efficacemente il “disegno criminoso” fatto di nomine illegittime nelle commissioni di concorso, falsi, minacce e pressioni a carico di alcune dipendenti, per favorire le nomine e gli incarichi a vantaggio di altre, anche in cambio di “prestazioni affettive”.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Flavio Cusani, stravolge il quadro accusatorio, ritenendo improbabili o non provate le relazioni amorose tra Lanzalone ed alcune funzionarie comunali favorite dal super dirigente, e considera “gravi indizi di colpevolezza” solo i fatti relativi al tentativo di “aiutare” la cognata dell’assessore Cosimo Lepore.

Così facendo, cioè considerando i fatti per capi di accusa totalmente scollegati o esaminati in indagini affidate a magistrati diversi, la magistratura beneventana rischia di non comprendere affatto che cosa succede veramente nel Comune di Benevento. Infatti, per accertare davvero qual è l’intricata rete di relazioni personali e scambi di favori in cambio di prestazioni di vario tipo, bisogna considerare anche altri elementi che pur emergono da denunce e segnalazioni, per esempio quelle relative agli incarichi senza gara di appalto alla ditta del fratello di una ex dirigente del Comune, oppure le nomine affettuate a seguito dei Concorsi interni, pure quelli oggetto di apposito dossier dello SLAI COBAS, e ancora i compensi scandalosi per il PRUSST.

Naturalmente, noi rimaniamo a disposizione degli organi investigativi interessati ad approfondire le questioni citate.

Intanto prendiamo atto con soddisfazione che il P.M. Antonio Clemente ha inviato copia del provvedimento giudiziario emesso ieri, al sindaco di Benevento affinchè, indipendentemente dai reati penali che sono di natura personale, si provveda a contestare le palesi illegimità con i conseguenti provvedimenti disciplinari a carico di dirigenti e funzionari dell’Ente.

Le responsabilità politiche ed amministrative sono però già chiare e necessitano di atti conseguenziali. Non è più possibile continuare a disquisire sui dirigenti dall’intelligenza luciferina capaci di abbindolare gli amministratori, oppure su politici furbi che usano i funzionari per atti illegittimi, o ancora sulla guerra dei ricatti incrociati degli uni contro gli altri per il proprio tornaconto.

Comunque il risultato non cambia: questi amministratori, di maggioranza o ex maggioranza ora all’opposizione, collusi o incapaci, devono dimettersi. Poi sarà necessario, però, fare in modo che il commissariamento non dia ancor più potere a funzionari disonesti.

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Per il coordinamento – Alberto Zollo e Gabriele Corona

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&nbsp;]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ingroia deve lasciare la politica per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella che coinvolge diversi magistrati.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=10215</link>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antonio Ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici e Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="738" height="462" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio_ingroia1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio_ingroia1" title="antonio_ingroia1" /></p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Comunicato stampa del 22 maggio 2013</span></p>
<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10217" title="Ingroia Benevento Palazzo Mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>Ingroia dovrebbe rinunciare al ruolo di leader politico e fondare un movimento culturale per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella di troppi magistrati. </span></strong>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"> Nicola Sguera con una nota alla stampa, commentando le dichiarazioni rese lunedì scorso a Benevento da Antonio Ingroia, ha evidenziato che egli rimane un fondamentale punto di riferimento per la lotta alla mafia mentre appare veramente un “pesce fuor d’acqua” quando tenta di fare il politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Condivido totalmente il giudizio di Nicola e aggiungo che Ingroia in questo momento rischia di non rafforzare il movimento contro la criminalità e il malaffare, un pò sbandato, come lo è sinceramente una parte dell’opinione pubblica, per la confusione di ruoli tra il magistrato in carica e il leader politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">L’insuccesso della Lista Rivoluzione Civile che non è riuscita a raggiungere il quorum pur in presenza di un voto di protesta diffuso (25% solo al Movimento Cinque Stelle), è dovuto soprattutto alle ingenuità di Ingroia che ha tentato di mettere insieme movimenti e partiti senza neppure riuscire a controllare chi erano i suoi candidati locali e che posizione assumevano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Poche ore prima della chiusura delle liste ritirai la mia disponibilità alla candidatura in Rivoluzione Civile perchè il segretario di Italia dei Valori, che invece è stato candidato con quella lista, non volle neppure affrontare in un dibattito pubblico la discussione sulla necessità di uscire dalla maggioranza del Comune di Benevento a seguito delle note vicende giuziarie su gravi episodi di corruzione. Lunedì scorso Ingroia nella conferenza stampa a Palazzo Mosti, ha sottolienato che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>gli amministratori pubblici a seguito di indagini di questa natura, </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">dovrebbero dimettersi per “responsabilità politiche” indipendentemente dalle responsabilità penali, ma non ha spiegato perchè non fu questa la posizione assunta dalla sua Lista a Benevento durante la campagna elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Dopo il clamoroso insuccesso, Rivoluzione Civile caratterizzata e condizionata dalla presenza di Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, si trasforma in Azione Civile per marcare la distanza dai partiti. Però non disdegna di accogliere trombati dal sistema dei partiti in cerca di riciclaggio, con una linea politica confusa e contraddittoria perchè non punta davvero sui movimenti ma spera di aggregare pezzi di Partito Democratico<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e SEL con una operazione vecchia e già vista molte volte nella sinistra italiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con tutta franchezza non credo che Antonio Ingroia sia l’uomo politico giusto per questo tentativo destinato all’insuccesso, credo che egli dovrebbe fondare e coordinare un grande movimento culturale sulla lotta alla mafia e alla corruzione che ultimamente si sta perdendo nelle varie cerimonie, buone per tutti, sul rispetto della legalità da parte di associazioni troppo alla ricerca di finanziamenti pubblici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con un movimento di questa natura Ingroia potrebbe occuparsi, ad esempio, anche dei tanti, troppi casi di corruzione tra i magistrati, soprattutto quelli coinvolti in vicende della P3 o della P4 o della Operazione Malta che hanno riguardato e riguardano ancora questa “provincia tranquilla”, oppure <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>delle particolari relazioni tra politici e vicende giudiziarie che da sempre fanno discutere nel Tribunale di Benevento dove le incompatibilità vengono stanamente contestate solo ad alcuni. Non credo che di queste cose Ingroia si potà mai occupare con Azione Civile considerato che i vertici regionali su queste vicende sono sempre stati assenti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: right; line-height: normal;" align="right"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Per Altrabenevento- Gabriele Corona</span></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="738" height="462" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonio_ingroia1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonio_ingroia1" title="antonio_ingroia1" /></p><!--[if gte mso 9]><xml>
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<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Comunicato stampa del 22 maggio 2013</span></p>
<strong style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10217" title="Ingroia Benevento Palazzo Mosti" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Ingroia-Benevento-Palazzo-Mosti.jpg" alt="" width="256" height="192" /></a>Ingroia dovrebbe rinunciare al ruolo di leader politico e fondare un movimento culturale per contrastare le mafie e la corruzione, anche quella di troppi magistrati. </span></strong>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';"> Nicola Sguera con una nota alla stampa, commentando le dichiarazioni rese lunedì scorso a Benevento da Antonio Ingroia, ha evidenziato che egli rimane un fondamentale punto di riferimento per la lotta alla mafia mentre appare veramente un “pesce fuor d’acqua” quando tenta di fare il politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Condivido totalmente il giudizio di Nicola e aggiungo che Ingroia in questo momento rischia di non rafforzare il movimento contro la criminalità e il malaffare, un pò sbandato, come lo è sinceramente una parte dell’opinione pubblica, per la confusione di ruoli tra il magistrato in carica e il leader politico.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">L’insuccesso della Lista Rivoluzione Civile che non è riuscita a raggiungere il quorum pur in presenza di un voto di protesta diffuso (25% solo al Movimento Cinque Stelle), è dovuto soprattutto alle ingenuità di Ingroia che ha tentato di mettere insieme movimenti e partiti senza neppure riuscire a controllare chi erano i suoi candidati locali e che posizione assumevano.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';">Poche ore prima della chiusura delle liste ritirai la mia disponibilità alla candidatura in Rivoluzione Civile perchè il segretario di Italia dei Valori, che invece è stato candidato con quella lista, non volle neppure affrontare in un dibattito pubblico la discussione sulla necessità di uscire dalla maggioranza del Comune di Benevento a seguito delle note vicende giuziarie su gravi episodi di corruzione. Lunedì scorso Ingroia nella conferenza stampa a Palazzo Mosti, ha sottolienato che<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>gli amministratori pubblici a seguito di indagini di questa natura, </span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">dovrebbero dimettersi per “responsabilità politiche” indipendentemente dalle responsabilità penali, ma non ha spiegato perchè non fu questa la posizione assunta dalla sua Lista a Benevento durante la campagna elettorale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Dopo il clamoroso insuccesso, Rivoluzione Civile caratterizzata e condizionata dalla presenza di Italia dei Valori, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi, si trasforma in Azione Civile per marcare la distanza dai partiti. Però non disdegna di accogliere trombati dal sistema dei partiti in cerca di riciclaggio, con una linea politica confusa e contraddittoria perchè non punta davvero sui movimenti ma spera di aggregare pezzi di Partito Democratico<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>e SEL con una operazione vecchia e già vista molte volte nella sinistra italiana.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con tutta franchezza non credo che Antonio Ingroia sia l’uomo politico giusto per questo tentativo destinato all’insuccesso, credo che egli dovrebbe fondare e coordinare un grande movimento culturale sulla lotta alla mafia e alla corruzione che ultimamente si sta perdendo nelle varie cerimonie, buone per tutti, sul rispetto della legalità da parte di associazioni troppo alla ricerca di finanziamenti pubblici.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Con un movimento di questa natura Ingroia potrebbe occuparsi, ad esempio, anche dei tanti, troppi casi di corruzione tra i magistrati, soprattutto quelli coinvolti in vicende della P3 o della P4 o della Operazione Malta che hanno riguardato e riguardano ancora questa “provincia tranquilla”, oppure <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>delle particolari relazioni tra politici e vicende giudiziarie che da sempre fanno discutere nel Tribunale di Benevento dove le incompatibilità vengono stanamente contestate solo ad alcuni. Non credo che di queste cose Ingroia si potà mai occupare con Azione Civile considerato che i vertici regionali su queste vicende sono sempre stati assenti. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: right; line-height: normal;" align="right"><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Arial Unicode MS';">Per Altrabenevento- Gabriele Corona</span></p>]]></content:encoded>
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