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	<title>altrabenevento &#187; Servizi</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Pasti per bambini, anziani e disabili con cibi riciclati e cucinati senza misure di sicurezza. Prima udienza penale.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 15:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio per le amministratrici della società Ristorò. Una grande vergogna anche per tutte le autorità di controllo e i giornalisti che recitarono il &#8220;tuttapposto&#8221; accusando di strumentalizzazione l&#8217;associazione Altrabenevento, le dipendenti della CUB,  il comitato dei genitori e la Rete Sociale. Comunicato stampa del 23 febbraio 2021 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://video.corriere.it/video-embed/d6ffb512-d16d-11e4-8608-3dead25e131d" frameborder="no" scrolling="no" width="540" height="340"></iframe><br />
<strong>La Procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio per le amministratrici della società Ristorò. Una grande vergogna anche per tutte le autorità di controllo e i giornalisti che recitarono il &#8220;tuttapposto&#8221; accusando di strumentalizzazione l&#8217;associazione Altrabenevento, le dipendenti della CUB,  il comitato dei genitori e la Rete Sociale.</strong></p>
<p>Comunicato stampa del 23 febbraio 2021</p>
<p>La Procura della Repubblica di Benevento ha chiesto il rinvio a giudizio per Mariarosaria Favino, amministratore della Ristorò srl e Rossana Porcelli, amministratore di fatto della stessa società, per &#8220;frode nella esecuzione dei contratti&#8221; con i quali il Comune di Benevento e la ASL avevano affidato i servizi di mensa scolastica in città e la somministrazione dei pasti agli anziani e i disabili delle strutture assistenziali di Morcone, Puglianello, Bucciano, San Bartolomeo in Galdo e Molinara alcune Case di riposo.</p>
<p>Il Pubblico Ministero contesta la &#8220;utilizzazione di prodotti surgelati (verdure, cosce di pollo e nuggets di pollo)&#8221;; la &#8220;somministrazione di grammature del cibo inferiore a quello stabilito dal capitolato&#8221;; la &#8220;preparazione della carne e degli affettati uno o due giorni prima della distribuzione&#8221;; il &#8220;mancato utilizzo dell&#8217;abbattitore di temperatura per le carni, il cui utilizzo garantisce l&#8217;abbattimento delle crescita batterica delle carni e per la loro perfetta conservazione&#8221;; la &#8220;distribuzione dei pasti alle scuole non rispettando il termine di venti minuti dal confezionamento, con ciò comportando un&#8217; alterazione microbiologica e nutrizionale dell&#8217; alimento&#8221;; il &#8220;mancato rispetto delle norme in materia di igiene e sanificazione ovvero nell&#8217;utilizzo di una quantità insufficiente e non idonea di detersivo per il lavaggio delle stoviglie utilizzate per la preparazione dei pasti&#8221;; il &#8220;riciclaggio degli alimenti non consumati dai bambini delle scuole per farli mangiare ai disabili e agli anziani&#8221;; la &#8220;utilizzazione dei rimasugli della cucina di grasso di carne per preparare i pasti liquidi dei pazienti di tali strutture psichiatriche e per anziani&#8221;.</p>
<p>I fatti risalgono agli anni 2014-2015 e furono allora denunciati dall&#8217;associazione Altrabenevento insieme ad un gruppo di dipendenti della dittà Ristorò, iscritti al sindacato CUB, il comitato dei genitori e la Rete Sociale.</p>
<p>Allora tutti i funzionari addetti ai controlli del Comune di Benevento, la ASL, e l&#8217;ARPAC assicuravano che tutto era perfettamente normale e non si riscontravano anomalie nel servizio; buona parte della stampa locale, come capita di frequente, accompagnò il solito &#8220;coro del tuttapposto&#8221; che accusava le lavoratrici della mensa e le mamme di operazioni strumentali.</p>
<p>Alcune dipendenti della Ristorò, licenziate per ritorsione, sono state poi reintegrate dal giudice del lavoro e sono state chiuse le indagini a carico del presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona e del giornalista del Corriere della Sera, Antonio Crispino, ritenuti non colpevoli per i fatti raccontati e documentati anche con alcuni video diffusi a livello nazionale.</p>
<p>Domani 24 febbraio, al termine di una lunga indagine che conferma quanto sia difficile accertare in questa provincia i reati che coinvolgono la &#8220;pubblica amministrazione&#8221;, nonostante l&#8217;impegno della Procura della Repubblica, si terrà domani l&#8217;Udienza preliminare per decidere se cominciare il processo per i pasti forniti a bambini, anziani e disabili, ovvero i soggetti più deboli della società, la vergogna più grossa per questa &#8220;città tranquilla&#8221;.</p>
<p>La presidente Sandra Sandrucci</p>
<p>Aggiornamento:<br />
Il Giudice per l&#8217;Udienza Preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per Favino e Porcelli. Il Processo comincerà il 4 novembre 2021. E&#8217; stata accolta la costituzione di Parte Civile del Comune di Benevento e della Rete Sociale Onlus </p>
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		<title>Mensa scolastica, dopo 6 anni dalle denunce di Altrabenevento forse comincia il Processo alle amministratrici della Ristorò</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=13086#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 18:29:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="325" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mensa-scolastica-sannio-640" title="mensa-scolastica-sannio-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13088" title="mensa-scolastica-sannio-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 17 febbraio 2021
<h2>Scandalo Mensa, via al processo.</h2>
<strong>Imputate per frode nelle pubbliche forniture le amministratrici della Ristorò</strong>
<strong>Il Comune e la ASL di Benevento si sono costituite parti civili.</strong>
<strong>I capi di imputazione: rimasugli e cibo riciclato ad anziani e malati psichici, surgelati e carni senza abbattitore di temperatura per i bambini.</strong>

di Antonio Tretola

Caso mensa, parte il processo.
Il 24 febbraio parte uno dei processi più attesi, su uno scandalo che ebbe un'eco mediatica di rilevanza nazionale. Esattamente tra una settimana mercoledì davanti al giudice per l'udienza preliminare Loredana Camerlengo compariranno Maria Rosaria Favino e Rossana Porcelli. Entrambe sono imputate per il reato di frode nelle pubbliche forniture. La Favino, quale amministratrice unica della Ristorò e la Porcelli quale amministratrice di fatto, dunque dovranno rispondere di fatti che la Sostituto Procuratore Maria Colucci descrive con assoluta dovizia.

E sono quelle contestazioni che generarono un'ondata di indignazione in tutto il paese.

CIBO RICICLATO, RIMASUGLI, CARNE SENZA ABBATTITORE: I CAPI DESCRITTI DALLA SOSTITUTO PROCURATORE COLUCCI.

In particolare la Procura accusa le imputate di aver riciclato gli alimenti non consumati dai bambini delle scuole di Benevento per darli in pasto ai malati psichici e agli ospiti delle RSA di Morcone, Bucciano, Puglianello, San Bartolomeo in Galdo e Molinara.

Il cibo che i bambini non mangiavano, secondo l'accusa, veniva conservato all'interno di vaschette anche per interi giorni, prima del riutilizzo. Addirittura ai malati psichici sarebbe stato rifilato cibo con rimasugli della cucina di grasso animale.

Questo per ciò che riguarda il capo contesta la frode alla ASL.

Lo stesso reato sarebbe stato compiuto dalle due imputate nei confronti di Palazzo Mosti che aveva appaltato alla Ristorò la mensa scolastica. Le violazioni del capitolato d'appalto contestate dalla Procura sono l'aver utilizzato prodotti surgelati e ancora la fornitura di grammature inferiori. Il caso, che molti osservatori attenti ricorderanno, dei tre bastoncini invece che i quattro previsti. Ma la Sostituto Procuratore Colucci si sofferma sull'episodio che sarebbe ancora più grave, della carne servita ai piccoli allievi senza l'utilizzo dell'abbattitore di temperatura, necessario per azzerare la carica batterica e garantire una perfetta conservazione. E ancora, il mancato rispetto dei tempi previsti dal capitolato per il confezionamento (20 minuti) con il rischio di produrre alterazioni microbiologiche e nutrizionali.

Oltre a una serie di acquisizioni documentari e perquisizioni nell'allora sede della società a Ponte Valentino, gli inquirenti si sarebbero avvalsi anche dello strumento delle intercettazioni telefoniche. Il Comune di Benevento si è costituito parte civile nel processo.

LE TAPPE DI UN CASO CHE FECE IL GIRO D'ITALIA.

Fu un caso, quello della cattiva qualità della mensa scolastica a bambini, ammalati psichici anziani, che fece il giro d'Italia. I più fragili, finiti in un ingranaggio dai contorni infernali, tanto che la Procura, in una confer stampa del 2018 scalò le scalette dei notiziari nazionali, uso parole durissime: "Bimbi, anziani e malati hanno mangiato il peggio del cibo, che nemmeno gli animali" chiuse". Un atto di accusa come un macigno.

La storia era cominciata 4 anni prima.

Era dicembre 2014 quando l'associazione Altrabenevento sollevò il caso della pasta e ceci con larve di insetti. Qualcuno minimizzo altri presero molto sul serio la cosa. Il sodalizio di Corona continuerò energicamente l'inchiesta: la vaschetta di prosciutto cotto con il glutammato monosodico fine addirittura in Consiglio comunale, con un plateale sconto a muso duro tra Gabriele Corona e l'allora comandante della polizia municipale Moschella.

Nel marzo del 2015 un video girato da reporter del Corsera Crispino porto alla chiusura della mensa. Ormai i confini sanniti erano travalicati. A luglio 2015 Ristorò esce di scena: c'è la cessione di ramo d'azienda alla Quadrelle.

Prima dell'udienza preliminare in programma sul filone principale, il caso ha avuto appendici giudiziarie minori. La magistratura ha archiviato il fascicolo contro Corona e il giornalista del Corriere della sera indagati per diffamazione e violenza privata. Stessa sorte, l'archiviazione per un'altra denuncia stavolta per il solo Corona quella per stalking mediatico.

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="325" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mensa-scolastica-sannio-640" title="mensa-scolastica-sannio-640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13088" title="mensa-scolastica-sannio-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Mensa-scolastica-sannio-640-300x152.jpg" alt="" width="300" height="152" /></a>Da Il Sannio Quotidiano del 17 febbraio 2021
<h2>Scandalo Mensa, via al processo.</h2>
<strong>Imputate per frode nelle pubbliche forniture le amministratrici della Ristorò</strong>
<strong>Il Comune e la ASL di Benevento si sono costituite parti civili.</strong>
<strong>I capi di imputazione: rimasugli e cibo riciclato ad anziani e malati psichici, surgelati e carni senza abbattitore di temperatura per i bambini.</strong>

di Antonio Tretola

Caso mensa, parte il processo.
Il 24 febbraio parte uno dei processi più attesi, su uno scandalo che ebbe un'eco mediatica di rilevanza nazionale. Esattamente tra una settimana mercoledì davanti al giudice per l'udienza preliminare Loredana Camerlengo compariranno Maria Rosaria Favino e Rossana Porcelli. Entrambe sono imputate per il reato di frode nelle pubbliche forniture. La Favino, quale amministratrice unica della Ristorò e la Porcelli quale amministratrice di fatto, dunque dovranno rispondere di fatti che la Sostituto Procuratore Maria Colucci descrive con assoluta dovizia.

E sono quelle contestazioni che generarono un'ondata di indignazione in tutto il paese.

CIBO RICICLATO, RIMASUGLI, CARNE SENZA ABBATTITORE: I CAPI DESCRITTI DALLA SOSTITUTO PROCURATORE COLUCCI.

In particolare la Procura accusa le imputate di aver riciclato gli alimenti non consumati dai bambini delle scuole di Benevento per darli in pasto ai malati psichici e agli ospiti delle RSA di Morcone, Bucciano, Puglianello, San Bartolomeo in Galdo e Molinara.

Il cibo che i bambini non mangiavano, secondo l'accusa, veniva conservato all'interno di vaschette anche per interi giorni, prima del riutilizzo. Addirittura ai malati psichici sarebbe stato rifilato cibo con rimasugli della cucina di grasso animale.

Questo per ciò che riguarda il capo contesta la frode alla ASL.

Lo stesso reato sarebbe stato compiuto dalle due imputate nei confronti di Palazzo Mosti che aveva appaltato alla Ristorò la mensa scolastica. Le violazioni del capitolato d'appalto contestate dalla Procura sono l'aver utilizzato prodotti surgelati e ancora la fornitura di grammature inferiori. Il caso, che molti osservatori attenti ricorderanno, dei tre bastoncini invece che i quattro previsti. Ma la Sostituto Procuratore Colucci si sofferma sull'episodio che sarebbe ancora più grave, della carne servita ai piccoli allievi senza l'utilizzo dell'abbattitore di temperatura, necessario per azzerare la carica batterica e garantire una perfetta conservazione. E ancora, il mancato rispetto dei tempi previsti dal capitolato per il confezionamento (20 minuti) con il rischio di produrre alterazioni microbiologiche e nutrizionali.

Oltre a una serie di acquisizioni documentari e perquisizioni nell'allora sede della società a Ponte Valentino, gli inquirenti si sarebbero avvalsi anche dello strumento delle intercettazioni telefoniche. Il Comune di Benevento si è costituito parte civile nel processo.

LE TAPPE DI UN CASO CHE FECE IL GIRO D'ITALIA.

Fu un caso, quello della cattiva qualità della mensa scolastica a bambini, ammalati psichici anziani, che fece il giro d'Italia. I più fragili, finiti in un ingranaggio dai contorni infernali, tanto che la Procura, in una confer stampa del 2018 scalò le scalette dei notiziari nazionali, uso parole durissime: "Bimbi, anziani e malati hanno mangiato il peggio del cibo, che nemmeno gli animali" chiuse". Un atto di accusa come un macigno.

La storia era cominciata 4 anni prima.

Era dicembre 2014 quando l'associazione Altrabenevento sollevò il caso della pasta e ceci con larve di insetti. Qualcuno minimizzo altri presero molto sul serio la cosa. Il sodalizio di Corona continuerò energicamente l'inchiesta: la vaschetta di prosciutto cotto con il glutammato monosodico fine addirittura in Consiglio comunale, con un plateale sconto a muso duro tra Gabriele Corona e l'allora comandante della polizia municipale Moschella.

Nel marzo del 2015 un video girato da reporter del Corsera Crispino porto alla chiusura della mensa. Ormai i confini sanniti erano travalicati. A luglio 2015 Ristorò esce di scena: c'è la cessione di ramo d'azienda alla Quadrelle.

Prima dell'udienza preliminare in programma sul filone principale, il caso ha avuto appendici giudiziarie minori. La magistratura ha archiviato il fascicolo contro Corona e il giornalista del Corriere della sera indagati per diffamazione e violenza privata. Stessa sorte, l'archiviazione per un'altra denuncia stavolta per il solo Corona quella per stalking mediatico.

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		<title>&#8220;Caro Pierantoni, lasciamo stare la panza e pensiamo alla sostanza&#8221;, risposta al direttore generale della Camera del Commercio che annuncia querele.</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 15:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="860" height="604" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pierantoni-e1531732432105.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pierantoni-e1531732432105" title="pierantoni-e1531732432105" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12102" title="pierantoni-e1531732432105" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pierantoni-e1531732432105-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" />

Altrabenevento - Comunicato stampa del 13 novembre 2019

Il Direttore Generale f.f. della Camera del Commercio, Roberto Pierantoni, ha inviato ad Altrabenevento, al blog Sanniopage e a tutta la stampa locale una lunga lettera con richiesta di pubblicazione ai sensi dell'art. 8 della Legge 8 febbraio 1948 n. 47, relativa al contenuto degli articoli sulla sua polemica con la giornalista Teresa Ferragamo a margine di una Conferenza stampa del 6 novembre.

In verità non si tratta di una "rettifica" perchè Pierantoni non contesta affatto quanto da noi asserito con il comunicato del 8 novembre con il quale così commentavamo le dichiarazioni di Ferragamo sulla mancata pubblicazione online di alcuni atti della Camera di Commercio "la giornalista ha proprio ragione perché si nota facilmente che il sito della Camera del Commercio non è aggiornato. Ad esempio, nella sezione Amministrazione Trasparente non è pubblicato alcun atto del 2019 e anche le notizie sugli "organismi" sono vecchie. Ad esempio, tra i componenti del Consiglio Camerale risulta ancora Bosco Fioravante che grazie al ruolo sindacale ha certamente ricoperto diversi incarichi in Enti e consigli di amministrazione ma che adesso, dopo la nomina a Comandante della Polizia Municipale, sono sicuramente decaduti. Però la segnalazione di Teresa Ferragamo ha sortito i suoi effetti. Infatti sull'albo Camerale sono state pubblicate oggi cinque delibere della Giunta tutte assunte il 9 ottobre ma finora rimaste nel cassetto. Perché? Dovrebbero spiegarlo il presidente della CCIAA, Antonio Campese e il Direttore Generale, Roberto Pierantoni..."

Con la lunghissima nota inviata alla stampa, Pierantoni non contesta le nostre affermazioni e neppure spiega perchè gli atti della Camera del Commercio vengono pubblicati con ritardo sul sito on line che non è aggiornato.

La lettera comincia con "Cara Ferragamo, Caro Corona, Non mi farò intimidire!" e serve ad annunciare querele per alcune frasi a noi attribuite e pubblicate solo da alcune testate. Pierantoni di tanto si lamenta ma poi pensa bene di pubblicizzare egli stesso le "frasi diffamanti" riportandole nel testo della lettera inviata a tutta la stampa.

La missiva contiene in realtà una lunga serie di insulti anche nei nostri confronti che Pierantoni tenta di giustificare come reazione alla definizione di "corrotto" che gli avremmo rivolto con il comunicato del 8 novembre. Quella accusa, però, noi non l'abbiamo mai fatta e di conseguenza tutte le affermazioni di Pieroni del tipo "Corona probabilmente è impazzito, […] ho letto dei suoi procedimenti disciplinari e delle polemiche che l'hanno costantemente vista protagonista, […] mi sono balzate agli occhi 'inquietanti colleganze' tra queste infamanti accuse e altri spiacevoli episodi, [….] io non mi faccio intimidire qualunque sia il movente di questi comportamenti" sono deliranti e diffamanti.

Evidentemente il Direttore Generale della Camera di Commercio è ancora troppo scosso dalla discussione con Teresa Ferragamo e di certo non per essere stato definito "panciuto".

Suvvia, caro Pierantoni, non siamo ridicoli! Alla nostra età la pancetta ci crea problemi, soprattutto quando ce la fa notare qualche giovane donna, ma di certo non basta a giustificare una querela per diffamazione.

E poi, illustre direttore generale, dopo le sue dotte citazioni di Turati, Oscar Wilde, Chladenius, mi consenta di ricordarle un detto popolare delle nostre parti: "Omm' e panz', omm' e sostanz' ! ".

Caro Pierantoni, stiamo alla sostanza, appunto, cioè alla pubblicazione degli atti sul sito della Camera del Commercio e alla concessione di contributi per le varie manifestazioni.

E si tranquillizzi, noi non vogliamo affatto "intimidirla" perchè vogliamo mantenere con lei una interlocuzione che ci consenta di capire come funziona la Camera del Commercio, da dove arrivano i soldi e come vengono spesi. Per esempio, ce lo spiega perchè avete concesso 14.000 euro ai costruttori che ieri, dopo il convegno sulle grandi opere, hanno consegnato "premi" a vari studenti e regalato caschi gialli?

Grazie.

Il presidente Gabriele Corona

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera di Roberto Pierantoni. In verità non siamo tenuti a farlo perchè non è una nota di diffida e contiene frasi ingiuriose e diffamatorie nei nostri confronti, ma noi non ci sottraiamo al "confronto" anche duro.

Pervenuta il 12 novembre 2019

<em>"Cara Ferragamo, Caro Corona </em><strong><em>Non mi farò intimidire!</em></strong>

Desidero rilasciare una dichiarazione a seguito dei fatti oggetto di (fantasiosa, inventata e travisante) pubblicazione ad opera dapprima di <em>Teresa FERRAGAMO</em> (articoli apparsi su <em>SannioPAGE</em> il 6.11.2019, il 7.11.2019 e il 9.11.2019) e subito dopo da <em>Gabriele CORONA</em> (articoli apparsi su <em>SannioPAGE</em> l’8.11.2019, su <em>Gazzetta di Benevento</em> l’8.11.2019, su <em>IL VAGLIO.IT</em> l’8.11.2019 e su <em>AltraBenevento</em> il 9.11.2019), sia su quanto avvenuto dopo la Conferenza stampa (e sottolineo dopo) tenuta presso la Camera di Commercio di Benevento in data 6.11.2019, per la presentazione del Protocollo di Intesa tra la Camera di commercio di Benevento e i Comuni di Bonea e Sant’Agata dei Goti, relativo al progetto <em>“Sannio Terra di Falanghina”</em>, sia sulle denunciate presunte illegittimità in tema di pubblicazione degli atti camerali.

Gli articoli contengono falsità storiche e fattuali, al di là dei clamorosi errori in punto di diritto (sui quali mi permetto di provare solo tenerezza) e saranno sottoposti, a mezzo di istanza di punizione, alla competente autorità giudiziaria.

Non ho partecipato ai lavori del tavolo ma solo a conferenza stampa terminata ad una foto di gruppo. Circostanza ignorata dalla Ferragamo perché la stessa non ha preso parte alla conferenza.

Non sapevo chi fosse la Ferragamo, sono intervenuto per difendere non solo la struttura che mi onoro di dirigere ma la verità quando la stessa ha affermato, a torto, che la Camera di commercio non pubblica e che occorre fare accesso agli atti per conoscerli. Un battibecco, nessuna aggressione. Erano presenti molte persone tra cui diversi giornalisti.

Se i due hanno detto il vero non hanno nulla da temere.

Se, come so e come è vero, essi hanno sostenuto il falso per non meglio precisati fini, perseguirò fermamente il loro comportamento forte dell'unica cosa che distingue le persone oneste: la <strong><em>Verità</em></strong>.

Io non mi lascio intimidire. Qualunque sia il movente di questi comportamenti e chiunque ne sia l'ispiratore.

Il diritto di cronaca e quello di critica sono sacrosanti. L'uso della comunicazione come mezzo di pressione non è invece lecito. I giornalisti professionisti conoscono i parametri della verità, della pertinenza e della continenza.

Quando le affermazioni giornalistiche sono false, esse generano responsabilità.

Lo ripeto perché sia chiaro.

Non mi lascerò intimidire dagli autori dei suddetti articoli, forte della verità.

La Magistratura è l'unico baluardo per simili situazioni.

Se la Ferragamo o Corona ritengono in buona fede che siano stati commessi illeciti mi denuncino.

Dubito che lo facciano: risponderebbero oltre che della diffamazione anche del delitto di calunnia, perché ambedue sanno perfettamente come stanno le cose.

Ad ogni articolo o commento contenente falsità seguirà una querela.

In Italia cara Ferragamo, caro Corona, vige lo stato di diritto.

Lo sanno bene coloro i quali hanno tentato simili strade invano e di recente contro chi come il Presidente Campese o come lo scrivente osserva solo la legge e difende il diritto non subendo condizionamenti.

La Magistratura ha il compito di stabilire dove sono le responsabilità.

Non i giornalisti o coloro i quali pensano di essere tali perché non agiscono secondo etica e regola d'arte travisando e strumentalizzando la comunicazione.

La Ferragamo è stata legata alla Camera di Commercio in passato da una relazione professionale. Questo la pone in conflitto di interesse palese con l'Ente.

Gli articoli e i post della Ferragamo sono preordinati ed intrisi di falsità oltre che di ingiustificabili attacchi personali (non sono mai stato “licenziato”. Mi ha apostrofato come un <em>“burocrate panciuto”</em>, <em>“un omone che impostava il ventre uscito fuori misura come la sua testa usciva fuori di senno, proveniente da Macerata non da Washington”</em>)<em></em>

Gravissime falsità e affermazioni. Ne risponderà.

Corona mi ha dato del <em>corrotto</em>. Probabilmente è impazzito. Si rimangera' simili accuse davanti a un giudice.

Corrotto a chi? Ma come si permette? Ma conosce il significato del termine corruzione?

Ne dubito davvero fortemente, anche avendo speso un po' di tempo dopo il suo incredibile quanto agghiacciante intervento.

Ho letto delle sue denunce e degli esiti delle sue denunce.

Ho letto dei suoi procedimenti disciplinari e delle polemiche che l'hanno costantemente vista protagonista.

Al momento ancora non mi è chiaro il motivo di questo suo assurdo comportamento. Ma andrò a fondo, poiché approfondisco sempre le cose e sono certo che lo comprenderò e se si tratterà di un motivo giuridicamente rilevante lo disvelerò senza timore. Forte della verità.

Caro Corona, stia sicuro, nemmeno da Lei mi lascerò intimidire.

Perché a Benevento come ovunque negli ordinamenti giuridici vivaddio esistono Giudici e non prevalgono mai le pressioni e le intimidazioni per quanto scomposte esse siano.

Piuttosto un dubbio sorge spontaneo. Pur non essendo molto avvezzo a simili vicende mi sono balzate subito agli occhi delle <em>“inquietanti colleganze”</em> (non saprei come meglio definirle) tra queste infamanti accuse e altri spiacevoli episodi che ho registrato subito dopo l’assunzione dell’incarico di Segretario Generale Facente Funzioni della CCIAA sannita, che attengono proprio a scomposte denunce per mancato rispetto delle disposizioni in tema di pubblicità degli atti camerali in particolare relativi a contributi e sovvenzioni per iniziative promozionali (che stranissima coincidenza!), probabilmente lecite ma non proprio rassicuranti, che meriterebbero di essere approfondite. E che sicuramente approfondirò.

Con nota a parte eserciterò il mio diritto alla rettifica delle falsità storiche e fattuali contenute negli articoli sopra menzionati, anche in merito alle gravi ed ingiustificabili inesattezze evidenziate in tema di pubblicazione di atti camerali.

Questioni alterate nei contenuti e artatamente complicate per reconditi motivi che dopo ripetuti tentativi non riesco a cogliere.

Infatti le loro lacunose conoscenze del sistema che regola la complessa materia della <em>“Trasparenza della Pubblica Amministrazione”</em>, frutto forse del fatto che la stessa FERRAGAMO ha svolto solo per un periodo un’attività lavorativa presso la CCIAA sannita (troppo breve, forse, per poterla inserire nel proprio bagaglio culturale e professionale) e molto probabilmente non ben metabolizzata dal CORONA (come dovrebbe in qualità di dipendente comunale), non consentono loro di percepire minimamente la fondamentale distinzione che sussiste, ontologicamente, tra <em>“Pubblicazione dei provvedimenti amministrativi all’albo camerale on line”</em> di cui all’articolo 32 della Legge n. 69/2009 e la nuova accezione di <em>“Trasparenza”</em> di cui al D.Lgs. n. 33/2013, così come novellato dal D.Lgs. n. 97/2016 (cd FOIA), intesa come conoscibilità generalizzata (che costituisce un principio e non più un’ampia eccezione).

Al razionalista del settecento Johann Martin CHLADENIUS, autore di uno studio teorico sulla logica interpretativa, è attribuito il noto aforisma: <em>“in claris non fit interpretatio”</em>, ovvero <em>“le cose evidenti non necessitano di alcuna interpretazione”.</em>

Entrambi artatamente cercano di fornire una distorta e scorretta ricostruzione dell’intera vicenda, tentando fallacemente di interpretare i contorni storici e giuridici in misura difforme dal suo reale contenuto.

Addirittura viene preso a prestito il famoso <em>slogan</em> <em>‘casa di vetro’</em> che oltre 110 anni fa <em>Filippo TURATI</em> (illustre Politico, Giornalista e Politologo italiano, tra i primi e importanti leader del socialismo italiano, che, senza offendere nessuno e senza timore di smentita, posso affermare non avrebbe sicuramente gradito essere citato in questo contesto) richiamava.

Valutazioni di buon senso, oltre che di stretto diritto, pertanto, dovrebbero suggerire ad entrambi di astenersi dal gestire rapporti ed istituti dei quali sembrerebbero non possedere le necessarie cognizioni giuridiche, anche al fine di non esternare carenze e lacune che metterebbero a serio rischio non solo la Loro immagine personale, ma anche quella dell’intera Categoria dei Giornalisti o Pubblicisti a cui apparterrebbero.

<em>“Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno”</em> (<em>Oscar WILDE</em>).

Mi sia consentito, allora, fare solo una considerazione, per uscire dalla critica scontata <em>“di predicare bene e razzolare male”</em>: desidererei essere aiutato a capire perché (sicuramente per mia incapacità) non riesco dal sito istituzionale della “loro” Testata <em>On line</em> (<em>SannioPAGE</em>) e Associazione (<em>AltraBenevento</em>) anche a scorgere una sezione dedicata all’Anticorruzione e alla Trasparenza, una Sezione dedicata agli obblighi sulla <em>Privacy</em> (Reg. UE 2016/679), una Sezione dedicata agli obblighi imposti anche alle Testate on line dalle leggi sulla stampa, sull’editoria e sulle comunicazioni, una Sezione dedicata alle Fonti di Finanziamento o a scaricare lo Statuto, o a comprendere se è stato adottato, al pari di altre Testate e Associazioni, il codice etico o un modello di organizzazione e di gestione (<em>compliance</em>), ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 (normativa sulla Prevenzione di Fenomeni corruttivi e sulla Trasparenza molto simile a quella introdotta dalla Legge Severino n. 190/2012 per le PP.AA.), sulla base delle Linee Guida redatte da Associazioni di Categoria (ad es. AIE - Associazione Italiana Editori), approvate dal Ministero di Giustizia. Così come non scorgo la comunicazione resa obbligatoria ai fini della Trasparenza dalla Legge 4 agosto 2017 n. 124 (articolo 1, comma 125).

Sottolineo sin da subito che non essendomi mai occupato di Testate giornalistiche e di Associazioni mi “auto-dichiaro” incompetente.

Tanto dovevo.

Benevento lì 12 novembre 2019.
<p align="center"><em>Il Segretario Generale facente funzioni </em><em>della Camera di Commercio I.A.A. di Benevento </em><em>Dott. Roberto PIERANTONI"</em></p>
&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="860" height="604" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pierantoni-e1531732432105.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="pierantoni-e1531732432105" title="pierantoni-e1531732432105" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12102" title="pierantoni-e1531732432105" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Pierantoni-e1531732432105-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" />

Altrabenevento - Comunicato stampa del 13 novembre 2019

Il Direttore Generale f.f. della Camera del Commercio, Roberto Pierantoni, ha inviato ad Altrabenevento, al blog Sanniopage e a tutta la stampa locale una lunga lettera con richiesta di pubblicazione ai sensi dell'art. 8 della Legge 8 febbraio 1948 n. 47, relativa al contenuto degli articoli sulla sua polemica con la giornalista Teresa Ferragamo a margine di una Conferenza stampa del 6 novembre.

In verità non si tratta di una "rettifica" perchè Pierantoni non contesta affatto quanto da noi asserito con il comunicato del 8 novembre con il quale così commentavamo le dichiarazioni di Ferragamo sulla mancata pubblicazione online di alcuni atti della Camera di Commercio "la giornalista ha proprio ragione perché si nota facilmente che il sito della Camera del Commercio non è aggiornato. Ad esempio, nella sezione Amministrazione Trasparente non è pubblicato alcun atto del 2019 e anche le notizie sugli "organismi" sono vecchie. Ad esempio, tra i componenti del Consiglio Camerale risulta ancora Bosco Fioravante che grazie al ruolo sindacale ha certamente ricoperto diversi incarichi in Enti e consigli di amministrazione ma che adesso, dopo la nomina a Comandante della Polizia Municipale, sono sicuramente decaduti. Però la segnalazione di Teresa Ferragamo ha sortito i suoi effetti. Infatti sull'albo Camerale sono state pubblicate oggi cinque delibere della Giunta tutte assunte il 9 ottobre ma finora rimaste nel cassetto. Perché? Dovrebbero spiegarlo il presidente della CCIAA, Antonio Campese e il Direttore Generale, Roberto Pierantoni..."

Con la lunghissima nota inviata alla stampa, Pierantoni non contesta le nostre affermazioni e neppure spiega perchè gli atti della Camera del Commercio vengono pubblicati con ritardo sul sito on line che non è aggiornato.

La lettera comincia con "Cara Ferragamo, Caro Corona, Non mi farò intimidire!" e serve ad annunciare querele per alcune frasi a noi attribuite e pubblicate solo da alcune testate. Pierantoni di tanto si lamenta ma poi pensa bene di pubblicizzare egli stesso le "frasi diffamanti" riportandole nel testo della lettera inviata a tutta la stampa.

La missiva contiene in realtà una lunga serie di insulti anche nei nostri confronti che Pierantoni tenta di giustificare come reazione alla definizione di "corrotto" che gli avremmo rivolto con il comunicato del 8 novembre. Quella accusa, però, noi non l'abbiamo mai fatta e di conseguenza tutte le affermazioni di Pieroni del tipo "Corona probabilmente è impazzito, […] ho letto dei suoi procedimenti disciplinari e delle polemiche che l'hanno costantemente vista protagonista, […] mi sono balzate agli occhi 'inquietanti colleganze' tra queste infamanti accuse e altri spiacevoli episodi, [….] io non mi faccio intimidire qualunque sia il movente di questi comportamenti" sono deliranti e diffamanti.

Evidentemente il Direttore Generale della Camera di Commercio è ancora troppo scosso dalla discussione con Teresa Ferragamo e di certo non per essere stato definito "panciuto".

Suvvia, caro Pierantoni, non siamo ridicoli! Alla nostra età la pancetta ci crea problemi, soprattutto quando ce la fa notare qualche giovane donna, ma di certo non basta a giustificare una querela per diffamazione.

E poi, illustre direttore generale, dopo le sue dotte citazioni di Turati, Oscar Wilde, Chladenius, mi consenta di ricordarle un detto popolare delle nostre parti: "Omm' e panz', omm' e sostanz' ! ".

Caro Pierantoni, stiamo alla sostanza, appunto, cioè alla pubblicazione degli atti sul sito della Camera del Commercio e alla concessione di contributi per le varie manifestazioni.

E si tranquillizzi, noi non vogliamo affatto "intimidirla" perchè vogliamo mantenere con lei una interlocuzione che ci consenta di capire come funziona la Camera del Commercio, da dove arrivano i soldi e come vengono spesi. Per esempio, ce lo spiega perchè avete concesso 14.000 euro ai costruttori che ieri, dopo il convegno sulle grandi opere, hanno consegnato "premi" a vari studenti e regalato caschi gialli?

Grazie.

Il presidente Gabriele Corona

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della lettera di Roberto Pierantoni. In verità non siamo tenuti a farlo perchè non è una nota di diffida e contiene frasi ingiuriose e diffamatorie nei nostri confronti, ma noi non ci sottraiamo al "confronto" anche duro.

Pervenuta il 12 novembre 2019

<em>"Cara Ferragamo, Caro Corona </em><strong><em>Non mi farò intimidire!</em></strong>

Desidero rilasciare una dichiarazione a seguito dei fatti oggetto di (fantasiosa, inventata e travisante) pubblicazione ad opera dapprima di <em>Teresa FERRAGAMO</em> (articoli apparsi su <em>SannioPAGE</em> il 6.11.2019, il 7.11.2019 e il 9.11.2019) e subito dopo da <em>Gabriele CORONA</em> (articoli apparsi su <em>SannioPAGE</em> l’8.11.2019, su <em>Gazzetta di Benevento</em> l’8.11.2019, su <em>IL VAGLIO.IT</em> l’8.11.2019 e su <em>AltraBenevento</em> il 9.11.2019), sia su quanto avvenuto dopo la Conferenza stampa (e sottolineo dopo) tenuta presso la Camera di Commercio di Benevento in data 6.11.2019, per la presentazione del Protocollo di Intesa tra la Camera di commercio di Benevento e i Comuni di Bonea e Sant’Agata dei Goti, relativo al progetto <em>“Sannio Terra di Falanghina”</em>, sia sulle denunciate presunte illegittimità in tema di pubblicazione degli atti camerali.

Gli articoli contengono falsità storiche e fattuali, al di là dei clamorosi errori in punto di diritto (sui quali mi permetto di provare solo tenerezza) e saranno sottoposti, a mezzo di istanza di punizione, alla competente autorità giudiziaria.

Non ho partecipato ai lavori del tavolo ma solo a conferenza stampa terminata ad una foto di gruppo. Circostanza ignorata dalla Ferragamo perché la stessa non ha preso parte alla conferenza.

Non sapevo chi fosse la Ferragamo, sono intervenuto per difendere non solo la struttura che mi onoro di dirigere ma la verità quando la stessa ha affermato, a torto, che la Camera di commercio non pubblica e che occorre fare accesso agli atti per conoscerli. Un battibecco, nessuna aggressione. Erano presenti molte persone tra cui diversi giornalisti.

Se i due hanno detto il vero non hanno nulla da temere.

Se, come so e come è vero, essi hanno sostenuto il falso per non meglio precisati fini, perseguirò fermamente il loro comportamento forte dell'unica cosa che distingue le persone oneste: la <strong><em>Verità</em></strong>.

Io non mi lascio intimidire. Qualunque sia il movente di questi comportamenti e chiunque ne sia l'ispiratore.

Il diritto di cronaca e quello di critica sono sacrosanti. L'uso della comunicazione come mezzo di pressione non è invece lecito. I giornalisti professionisti conoscono i parametri della verità, della pertinenza e della continenza.

Quando le affermazioni giornalistiche sono false, esse generano responsabilità.

Lo ripeto perché sia chiaro.

Non mi lascerò intimidire dagli autori dei suddetti articoli, forte della verità.

La Magistratura è l'unico baluardo per simili situazioni.

Se la Ferragamo o Corona ritengono in buona fede che siano stati commessi illeciti mi denuncino.

Dubito che lo facciano: risponderebbero oltre che della diffamazione anche del delitto di calunnia, perché ambedue sanno perfettamente come stanno le cose.

Ad ogni articolo o commento contenente falsità seguirà una querela.

In Italia cara Ferragamo, caro Corona, vige lo stato di diritto.

Lo sanno bene coloro i quali hanno tentato simili strade invano e di recente contro chi come il Presidente Campese o come lo scrivente osserva solo la legge e difende il diritto non subendo condizionamenti.

La Magistratura ha il compito di stabilire dove sono le responsabilità.

Non i giornalisti o coloro i quali pensano di essere tali perché non agiscono secondo etica e regola d'arte travisando e strumentalizzando la comunicazione.

La Ferragamo è stata legata alla Camera di Commercio in passato da una relazione professionale. Questo la pone in conflitto di interesse palese con l'Ente.

Gli articoli e i post della Ferragamo sono preordinati ed intrisi di falsità oltre che di ingiustificabili attacchi personali (non sono mai stato “licenziato”. Mi ha apostrofato come un <em>“burocrate panciuto”</em>, <em>“un omone che impostava il ventre uscito fuori misura come la sua testa usciva fuori di senno, proveniente da Macerata non da Washington”</em>)<em></em>

Gravissime falsità e affermazioni. Ne risponderà.

Corona mi ha dato del <em>corrotto</em>. Probabilmente è impazzito. Si rimangera' simili accuse davanti a un giudice.

Corrotto a chi? Ma come si permette? Ma conosce il significato del termine corruzione?

Ne dubito davvero fortemente, anche avendo speso un po' di tempo dopo il suo incredibile quanto agghiacciante intervento.

Ho letto delle sue denunce e degli esiti delle sue denunce.

Ho letto dei suoi procedimenti disciplinari e delle polemiche che l'hanno costantemente vista protagonista.

Al momento ancora non mi è chiaro il motivo di questo suo assurdo comportamento. Ma andrò a fondo, poiché approfondisco sempre le cose e sono certo che lo comprenderò e se si tratterà di un motivo giuridicamente rilevante lo disvelerò senza timore. Forte della verità.

Caro Corona, stia sicuro, nemmeno da Lei mi lascerò intimidire.

Perché a Benevento come ovunque negli ordinamenti giuridici vivaddio esistono Giudici e non prevalgono mai le pressioni e le intimidazioni per quanto scomposte esse siano.

Piuttosto un dubbio sorge spontaneo. Pur non essendo molto avvezzo a simili vicende mi sono balzate subito agli occhi delle <em>“inquietanti colleganze”</em> (non saprei come meglio definirle) tra queste infamanti accuse e altri spiacevoli episodi che ho registrato subito dopo l’assunzione dell’incarico di Segretario Generale Facente Funzioni della CCIAA sannita, che attengono proprio a scomposte denunce per mancato rispetto delle disposizioni in tema di pubblicità degli atti camerali in particolare relativi a contributi e sovvenzioni per iniziative promozionali (che stranissima coincidenza!), probabilmente lecite ma non proprio rassicuranti, che meriterebbero di essere approfondite. E che sicuramente approfondirò.

Con nota a parte eserciterò il mio diritto alla rettifica delle falsità storiche e fattuali contenute negli articoli sopra menzionati, anche in merito alle gravi ed ingiustificabili inesattezze evidenziate in tema di pubblicazione di atti camerali.

Questioni alterate nei contenuti e artatamente complicate per reconditi motivi che dopo ripetuti tentativi non riesco a cogliere.

Infatti le loro lacunose conoscenze del sistema che regola la complessa materia della <em>“Trasparenza della Pubblica Amministrazione”</em>, frutto forse del fatto che la stessa FERRAGAMO ha svolto solo per un periodo un’attività lavorativa presso la CCIAA sannita (troppo breve, forse, per poterla inserire nel proprio bagaglio culturale e professionale) e molto probabilmente non ben metabolizzata dal CORONA (come dovrebbe in qualità di dipendente comunale), non consentono loro di percepire minimamente la fondamentale distinzione che sussiste, ontologicamente, tra <em>“Pubblicazione dei provvedimenti amministrativi all’albo camerale on line”</em> di cui all’articolo 32 della Legge n. 69/2009 e la nuova accezione di <em>“Trasparenza”</em> di cui al D.Lgs. n. 33/2013, così come novellato dal D.Lgs. n. 97/2016 (cd FOIA), intesa come conoscibilità generalizzata (che costituisce un principio e non più un’ampia eccezione).

Al razionalista del settecento Johann Martin CHLADENIUS, autore di uno studio teorico sulla logica interpretativa, è attribuito il noto aforisma: <em>“in claris non fit interpretatio”</em>, ovvero <em>“le cose evidenti non necessitano di alcuna interpretazione”.</em>

Entrambi artatamente cercano di fornire una distorta e scorretta ricostruzione dell’intera vicenda, tentando fallacemente di interpretare i contorni storici e giuridici in misura difforme dal suo reale contenuto.

Addirittura viene preso a prestito il famoso <em>slogan</em> <em>‘casa di vetro’</em> che oltre 110 anni fa <em>Filippo TURATI</em> (illustre Politico, Giornalista e Politologo italiano, tra i primi e importanti leader del socialismo italiano, che, senza offendere nessuno e senza timore di smentita, posso affermare non avrebbe sicuramente gradito essere citato in questo contesto) richiamava.

Valutazioni di buon senso, oltre che di stretto diritto, pertanto, dovrebbero suggerire ad entrambi di astenersi dal gestire rapporti ed istituti dei quali sembrerebbero non possedere le necessarie cognizioni giuridiche, anche al fine di non esternare carenze e lacune che metterebbero a serio rischio non solo la Loro immagine personale, ma anche quella dell’intera Categoria dei Giornalisti o Pubblicisti a cui apparterrebbero.

<em>“Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno”</em> (<em>Oscar WILDE</em>).

Mi sia consentito, allora, fare solo una considerazione, per uscire dalla critica scontata <em>“di predicare bene e razzolare male”</em>: desidererei essere aiutato a capire perché (sicuramente per mia incapacità) non riesco dal sito istituzionale della “loro” Testata <em>On line</em> (<em>SannioPAGE</em>) e Associazione (<em>AltraBenevento</em>) anche a scorgere una sezione dedicata all’Anticorruzione e alla Trasparenza, una Sezione dedicata agli obblighi sulla <em>Privacy</em> (Reg. UE 2016/679), una Sezione dedicata agli obblighi imposti anche alle Testate on line dalle leggi sulla stampa, sull’editoria e sulle comunicazioni, una Sezione dedicata alle Fonti di Finanziamento o a scaricare lo Statuto, o a comprendere se è stato adottato, al pari di altre Testate e Associazioni, il codice etico o un modello di organizzazione e di gestione (<em>compliance</em>), ai sensi del d.lgs. n. 231/2001 (normativa sulla Prevenzione di Fenomeni corruttivi e sulla Trasparenza molto simile a quella introdotta dalla Legge Severino n. 190/2012 per le PP.AA.), sulla base delle Linee Guida redatte da Associazioni di Categoria (ad es. AIE - Associazione Italiana Editori), approvate dal Ministero di Giustizia. Così come non scorgo la comunicazione resa obbligatoria ai fini della Trasparenza dalla Legge 4 agosto 2017 n. 124 (articolo 1, comma 125).

Sottolineo sin da subito che non essendomi mai occupato di Testate giornalistiche e di Associazioni mi “auto-dichiaro” incompetente.

Tanto dovevo.

Benevento lì 12 novembre 2019.
<p align="center"><em>Il Segretario Generale facente funzioni </em><em>della Camera di Commercio I.A.A. di Benevento </em><em>Dott. Roberto PIERANTONI"</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La Camera del Commercio finanzia un convegno dei costruttori invece di sostenere le attività dei giovani che non vogliono emigrare.</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=12096#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 23:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Camera Commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="605" height="423" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/MANIFESTO-Costruttori.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="manifesto-costruttori" title="manifesto-costruttori" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12097" title="manifesto-costruttori" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/MANIFESTO-Costruttori-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" />

Altrabenevento-Comunicato stampa del 11 novembre 2019

L'associazione nazionale dei costruttori edili ha organizzato per domani, 12 novembre, un convegno dal titolo "Sbloccare il paese per rilanciare il FUTURO".

L'obiettivo è il solito: presentarsi come imprenditori privati indispensabili per la crescita di tutto il paese ma chiedere altri finanziamenti pubblici per grandi opere.

Questa volta però, colpisce, soprattutto, il manifesto del convegno con l'immagine di un bambino che indica il cielo e la scritta FUTURO. Non c'è dubbio che si tratta di un messaggio provocatorio soprattutto per i tanti giovani che in tutto il mondo cominciano a mobilitarsi contro l'idea dissennata di sviluppo e cementificazione senza il rispetto dei vincoli per la ecosostenibilità.

Della necessità di rivedere le "politiche di sviluppo" e di sfruttamento senza limiti del pianeta, non c'è traccia in questo convegno. Anzi, i costruttori pretendono la sburocratizzazione cioè l'eliminazione anche delle poche regole che qualche volta consentono di contrastare gli abusi del "partito del mattone" o di controllare la qualità delle opere pubbliche.

Colpisce, inoltre, la richiesta di contributo che i costruttori beneventani hanno presentato alla Camera del Commercio per una presunta "attività promozionale" del Sannio attraverso il convegno per la quale prevedono la spesa di 28.426 euro. La richiesta è stata accolta dalla giunta camerale che con la delibera n. 60 del 9 ottobre (pubblicata però l'8 novembre dopo la strigliata ricevuta da Teresa Ferragamo) ha accertato la validità promozionale della manifestazione ed ha concesso un contributo di € 14.213 pari al 50% della spesa presunta.

Considerato che si tratta di un convegno di una sola giornata, con relatori che già godono di rimborso spese ministeriali o sindacali, non si capisce a cosa servono 14.213 euro. Per offrire un pranzo? Per regalare souvenir?

Crediamo che i costruttori edili, soprattutto quando si presentano come soggetti capaci di rilanciare l'economia di tutti i comparti produttivi d'Italia, dovrebbero rinunciare all'obolo della Camera del Commercio per offrire pranzi o regali ai partecipanti ai propri convegni.

Quei soldi potrebbero essere utilizzati per promuovere le attività dei giovani che con grande difficoltà e coraggio decidono di avviare una propria attività per non lasciare questa terra.

Speriamo, infine, che i costruttori beneventani, dopo aver discusso del tema del convegno, trovino un po’ di tempo per spiegare come mai le loro attività private a Benevento sono quasi del tutto ferme mentre un imprenditore avellinese investe 20 milioni di euro.

Il presidente Gabriele Corona

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="605" height="423" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/MANIFESTO-Costruttori.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="manifesto-costruttori" title="manifesto-costruttori" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12097" title="manifesto-costruttori" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/MANIFESTO-Costruttori-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" />

Altrabenevento-Comunicato stampa del 11 novembre 2019

L'associazione nazionale dei costruttori edili ha organizzato per domani, 12 novembre, un convegno dal titolo "Sbloccare il paese per rilanciare il FUTURO".

L'obiettivo è il solito: presentarsi come imprenditori privati indispensabili per la crescita di tutto il paese ma chiedere altri finanziamenti pubblici per grandi opere.

Questa volta però, colpisce, soprattutto, il manifesto del convegno con l'immagine di un bambino che indica il cielo e la scritta FUTURO. Non c'è dubbio che si tratta di un messaggio provocatorio soprattutto per i tanti giovani che in tutto il mondo cominciano a mobilitarsi contro l'idea dissennata di sviluppo e cementificazione senza il rispetto dei vincoli per la ecosostenibilità.

Della necessità di rivedere le "politiche di sviluppo" e di sfruttamento senza limiti del pianeta, non c'è traccia in questo convegno. Anzi, i costruttori pretendono la sburocratizzazione cioè l'eliminazione anche delle poche regole che qualche volta consentono di contrastare gli abusi del "partito del mattone" o di controllare la qualità delle opere pubbliche.

Colpisce, inoltre, la richiesta di contributo che i costruttori beneventani hanno presentato alla Camera del Commercio per una presunta "attività promozionale" del Sannio attraverso il convegno per la quale prevedono la spesa di 28.426 euro. La richiesta è stata accolta dalla giunta camerale che con la delibera n. 60 del 9 ottobre (pubblicata però l'8 novembre dopo la strigliata ricevuta da Teresa Ferragamo) ha accertato la validità promozionale della manifestazione ed ha concesso un contributo di € 14.213 pari al 50% della spesa presunta.

Considerato che si tratta di un convegno di una sola giornata, con relatori che già godono di rimborso spese ministeriali o sindacali, non si capisce a cosa servono 14.213 euro. Per offrire un pranzo? Per regalare souvenir?

Crediamo che i costruttori edili, soprattutto quando si presentano come soggetti capaci di rilanciare l'economia di tutti i comparti produttivi d'Italia, dovrebbero rinunciare all'obolo della Camera del Commercio per offrire pranzi o regali ai partecipanti ai propri convegni.

Quei soldi potrebbero essere utilizzati per promuovere le attività dei giovani che con grande difficoltà e coraggio decidono di avviare una propria attività per non lasciare questa terra.

Speriamo, infine, che i costruttori beneventani, dopo aver discusso del tema del convegno, trovino un po’ di tempo per spiegare come mai le loro attività private a Benevento sono quasi del tutto ferme mentre un imprenditore avellinese investe 20 milioni di euro.

Il presidente Gabriele Corona

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		</item>
		<item>
		<title>Mensa scolastica, la Coop. Quadrelle 2001, contestata e pignorata, non può gestire il servizio per altri cinque anni.</title>
		<link>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11826</link>
		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11826#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2018 11:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="750" height="421" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piatto-ricco" title="piatto-ricco" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11828" title="piatto-ricco" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>L'amministrazione Mastella insiste a trattare con la Coop. Quadrelle 2001 che non ha i requisiti per gestire il servizio.</strong>

Comunicato stampa del 1° gennaio 2018

Il sindaco Mastella da settembre continua ad annunciare l'imminente avvio del servizio di mensa scolastica che invece non comincia mai per diversi e clamorosi errori che consentono alla coop. Quadrelle 2001 di pretendere ancora di gestire la refezione per i bambini di questa città nonostante i risultati molto negativi dei due anni scolastici trascorsi.

La ditta di Quindici in provincia di Avellino, in affari con la società Ristorò della famiglia Barretta-Porcelli, ha ricevuto da diversi comuni contestazioni e rescissioni dei contratti di appalto per gravi violazioni , com'è accaduto anche a Benevento a maggio 2016 e marzo 2017, ma l'amministrazione Mastella l'ha riesumata e riabilitata grazie ad una oscura strategia politico- giudiziaria.

Infatti, dopo la contorta decisione del Consiglio di Stato che senza l'adeguata opposizione del Comune ha considerato esistente una SCIA sanitaria sospesa dalla ASL, l'amministrazione Mastella vuole affidare il servizio alla cooperativa avellinese per cinque anni per un compenso di cinque milioni di euro senza che la stessa abbia dimostrato di possedere i necessari requisiti organizzativi e finanziari.

Lo scorso 13 dicembre il Settore Servizi al Cittadino ha chiesto formalmente alla Quadrelle 2001 di presentare, improrogabilmente entro il 22 dicembre, i documenti relativi al centro di cottura (sempre quello della Ristorò nella zona industriale di Ponte Valentino), una adeguata cauzione e soprattutto "attestazione rilasciata da almeno due istituti primari di credito dalla quale risulti la capacità finanziaria e di solvibilità, nonché la correttezza ed affidabilità dell'impresa".

Entro la data fissata i documenti non sono stati consegnati al Comune che però ha intimato alla ditta di farlo, improrogabilmente (anche questa volta) entro il 28 dicembre. Neppure quest'ultima scadenza è stata rispettata ma l'amministrazione comunale, invece di prendere atto dell'ennesima inadempienza della Quadrelle 2001, ha concesso un ulteriore termine, sempre improrogabile, per il 3 gennaio 2018 perché il servizio, annuncia il Comune, dovrebbe cominciare l'8 gennaio "onde evitare il protrarsi del disagio agli utenti" (così testualmente si legge nella PEC prot. 112875 del 28 dicembre).

<strong>Siamo curiosi di sapere come farà il Comune di Benevento, dopo aver concesso inutilmente due rinvii di termini improrogabilissimi, a ritenere ancora la Quadrelle 2001 come una società corretta, affidabile e con capacità finanziaria e di solvibilità, considerato che la cooperativa avellinese non ha pagato gli stipendi del 2016 ai dipendenti della mensa a Benevento i quali sono stati costretti a pignorare, insieme ad alcuni fornitori, le somme spettanti sui conti in banca e tra i trasferimenti dei comuni di Benevento, Acerra, Torre Annunziata, Orta di Atella per un totale di circa 100.000 euro. Altre 15 azioni giudiziarie sono state avviate proprio in questi giorni per altri 30.000 euro per mancati pagamenti di stipendi dell'anno 2017. Inoltre, non risulta versata da Quadrelle 2001 la gran parte dei contributi INPS per l'anno 2016. Le proteste dei dipendenti non pagati da Quadrelle 2001 e la rescissione/rinuncia dei contratti ha riguardato recentemente anche i Comuni di Capodrise, Lagonegro, Latronico e Lauria.</strong>

I legali della ditta hanno dichiarato testualmente in Tribunale che il pignoramento di somme presso la sua banca,<em> <strong>"determina la completa paralisi dell'attività sociale e commerciale della Quadrelle 2001 visto che essa è di fatto impossibilitata ad acquistare le merci dai fornitori, a pagare gli stipendi agli oltre 200 lavoratori e ad affrontare regolarmente le spese quotidiane e/o correnti collegate alla propria attività commerciale (benzina negli automezzi, pagamento pedaggi autostradali, pagamento rate finanziamenti, etc.)"</strong></em>

<strong>Cosa s'inventerà ancora l'amministrazione Mastella per consentire alla cooperativa avellinese, diretta dal presunto avvocato Salvatore Balestrieri, di gestire il servizio di refezione scolastica per i bambini di questa città per altri cinque anni?</strong>

Il Coordinamento

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="421" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="piatto-ricco" title="piatto-ricco" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11828" title="piatto-ricco" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/piatto-ricco-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>L'amministrazione Mastella insiste a trattare con la Coop. Quadrelle 2001 che non ha i requisiti per gestire il servizio.</strong>

Comunicato stampa del 1° gennaio 2018

Il sindaco Mastella da settembre continua ad annunciare l'imminente avvio del servizio di mensa scolastica che invece non comincia mai per diversi e clamorosi errori che consentono alla coop. Quadrelle 2001 di pretendere ancora di gestire la refezione per i bambini di questa città nonostante i risultati molto negativi dei due anni scolastici trascorsi.

La ditta di Quindici in provincia di Avellino, in affari con la società Ristorò della famiglia Barretta-Porcelli, ha ricevuto da diversi comuni contestazioni e rescissioni dei contratti di appalto per gravi violazioni , com'è accaduto anche a Benevento a maggio 2016 e marzo 2017, ma l'amministrazione Mastella l'ha riesumata e riabilitata grazie ad una oscura strategia politico- giudiziaria.

Infatti, dopo la contorta decisione del Consiglio di Stato che senza l'adeguata opposizione del Comune ha considerato esistente una SCIA sanitaria sospesa dalla ASL, l'amministrazione Mastella vuole affidare il servizio alla cooperativa avellinese per cinque anni per un compenso di cinque milioni di euro senza che la stessa abbia dimostrato di possedere i necessari requisiti organizzativi e finanziari.

Lo scorso 13 dicembre il Settore Servizi al Cittadino ha chiesto formalmente alla Quadrelle 2001 di presentare, improrogabilmente entro il 22 dicembre, i documenti relativi al centro di cottura (sempre quello della Ristorò nella zona industriale di Ponte Valentino), una adeguata cauzione e soprattutto "attestazione rilasciata da almeno due istituti primari di credito dalla quale risulti la capacità finanziaria e di solvibilità, nonché la correttezza ed affidabilità dell'impresa".

Entro la data fissata i documenti non sono stati consegnati al Comune che però ha intimato alla ditta di farlo, improrogabilmente (anche questa volta) entro il 28 dicembre. Neppure quest'ultima scadenza è stata rispettata ma l'amministrazione comunale, invece di prendere atto dell'ennesima inadempienza della Quadrelle 2001, ha concesso un ulteriore termine, sempre improrogabile, per il 3 gennaio 2018 perché il servizio, annuncia il Comune, dovrebbe cominciare l'8 gennaio "onde evitare il protrarsi del disagio agli utenti" (così testualmente si legge nella PEC prot. 112875 del 28 dicembre).

<strong>Siamo curiosi di sapere come farà il Comune di Benevento, dopo aver concesso inutilmente due rinvii di termini improrogabilissimi, a ritenere ancora la Quadrelle 2001 come una società corretta, affidabile e con capacità finanziaria e di solvibilità, considerato che la cooperativa avellinese non ha pagato gli stipendi del 2016 ai dipendenti della mensa a Benevento i quali sono stati costretti a pignorare, insieme ad alcuni fornitori, le somme spettanti sui conti in banca e tra i trasferimenti dei comuni di Benevento, Acerra, Torre Annunziata, Orta di Atella per un totale di circa 100.000 euro. Altre 15 azioni giudiziarie sono state avviate proprio in questi giorni per altri 30.000 euro per mancati pagamenti di stipendi dell'anno 2017. Inoltre, non risulta versata da Quadrelle 2001 la gran parte dei contributi INPS per l'anno 2016. Le proteste dei dipendenti non pagati da Quadrelle 2001 e la rescissione/rinuncia dei contratti ha riguardato recentemente anche i Comuni di Capodrise, Lagonegro, Latronico e Lauria.</strong>

I legali della ditta hanno dichiarato testualmente in Tribunale che il pignoramento di somme presso la sua banca,<em> <strong>"determina la completa paralisi dell'attività sociale e commerciale della Quadrelle 2001 visto che essa è di fatto impossibilitata ad acquistare le merci dai fornitori, a pagare gli stipendi agli oltre 200 lavoratori e ad affrontare regolarmente le spese quotidiane e/o correnti collegate alla propria attività commerciale (benzina negli automezzi, pagamento pedaggi autostradali, pagamento rate finanziamenti, etc.)"</strong></em>

<strong>Cosa s'inventerà ancora l'amministrazione Mastella per consentire alla cooperativa avellinese, diretta dal presunto avvocato Salvatore Balestrieri, di gestire il servizio di refezione scolastica per i bambini di questa città per altri cinque anni?</strong>

Il Coordinamento

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		<title>&#8220;A Quindici, a Quindici&#8221;. La coop. Quadrelle 2001 non può gestire la mensa scolastica per 5 anni.</title>
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		<comments>https://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11631#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 08:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="615" height="280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="balestrieri" title="balestrieri" /></p>La Quadrelle 2001 perde il ricorso p<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11632" title="balestrieri" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>er il servizio quinquennale di mensa scoastica. Rimane quindi fino alla fine di Gennaio prossimo grazie all'incarico affidato dalla amministrazione Mastella con una gara illegittima..

Comunicato stampa del 30 novembre 2016

Il TAR Campania ha rigettato il ricorso della coop. Quadrelle 2001 contro l'annullamento della gara per il servizio quinquennale di mensa scolastica. L'amministrazione Pepe l'aveva bandita ad agosto 2015 e poi annullata dopo tre mesi ritenendo che nessuna delle ditte partecipanti avesse i requisiti. Contro questa decisione avevano presentato ricorso le ditte concorrenti, Quadrelle 2001 e GLM, che il TAR non ha accolto confermando l'annullamento di quella gara.

La cooperativa avellinese, pertanto, potrà gestire il servizio fino alla fine di gennaio prossimo a seguito di una gara illegittima bandita dall'amministrazione Mastella, che in un primo momento non aveva invitato la Quadrelle 2001 a presentare offerte ma senza indicare i motivi di questa esclusione. Naturalmente il TAR ha censurato questo pedestre errore dell'amministrazione comunale e pertanto la ditta di Quindici (AV) è stata ammessa a gara e l'ha pure vinta grazie al criterio dell'offerta al prezzo più basso, che non è previsto dal nuovo codice degli appalti per i servizi di mensa scolastica. Questo "errore" ha prodotto un danno all'erario comunale di circa 6.000 euro che adesso qualcuno dovrà risarcire.

La soluzione per uscire da questa assurda situazione l'abbiamo già indicata da tempo. Il Comune deve ristrutturare il proprio centro di cottura per non dipendere dalle solite ditte che hanno la disponibilità di cucine industriali vicino alla città. Mastella si era impegnato solennemente in campagna elettorale ad adottare questa soluzione, poi se l'è rimangiata sostenendo di avere scoperto all'improvviso che il Comune è indebitato e non ha la possibilità di spendere 500.000 euro per risolvere definitivamente il problema della mensa scolastica. In verità questa spesa potrebbe essere facilmente sostenuta se davvero il sindaco vuole evitare che il servizio sia alla mercé di affaristi senza scrupoli. Mastella avrebbe potuto inserire la ristrutturazione del centro di cottura comunale di Capodimonte nel programma per la riqualificazione urbana finanziato dal governo con 18 milioni di euro. Invece se l'è scordato! Abbiamo quindi deciso di lanciare una sottoscrizione straordinaria per il centro di cottura comunale e chiudere così questo lungo capitolo della "mensa scolastica degli orrori" : vogliamo raccogliere 250.000 euro perché gli altri 250.000 li deve mettere il sindaco personalmente per imparare a rispettare gli impegni assunti anche quando manda le carezze ai bambini.

Il Coordinamento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="615" height="280" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="balestrieri" title="balestrieri" /></p>La Quadrelle 2001 perde il ricorso p<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11632" title="balestrieri" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/balestrieri-300x136.jpg" alt="" width="300" height="136" /></a>er il servizio quinquennale di mensa scoastica. Rimane quindi fino alla fine di Gennaio prossimo grazie all'incarico affidato dalla amministrazione Mastella con una gara illegittima..

Comunicato stampa del 30 novembre 2016

Il TAR Campania ha rigettato il ricorso della coop. Quadrelle 2001 contro l'annullamento della gara per il servizio quinquennale di mensa scolastica. L'amministrazione Pepe l'aveva bandita ad agosto 2015 e poi annullata dopo tre mesi ritenendo che nessuna delle ditte partecipanti avesse i requisiti. Contro questa decisione avevano presentato ricorso le ditte concorrenti, Quadrelle 2001 e GLM, che il TAR non ha accolto confermando l'annullamento di quella gara.

La cooperativa avellinese, pertanto, potrà gestire il servizio fino alla fine di gennaio prossimo a seguito di una gara illegittima bandita dall'amministrazione Mastella, che in un primo momento non aveva invitato la Quadrelle 2001 a presentare offerte ma senza indicare i motivi di questa esclusione. Naturalmente il TAR ha censurato questo pedestre errore dell'amministrazione comunale e pertanto la ditta di Quindici (AV) è stata ammessa a gara e l'ha pure vinta grazie al criterio dell'offerta al prezzo più basso, che non è previsto dal nuovo codice degli appalti per i servizi di mensa scolastica. Questo "errore" ha prodotto un danno all'erario comunale di circa 6.000 euro che adesso qualcuno dovrà risarcire.

La soluzione per uscire da questa assurda situazione l'abbiamo già indicata da tempo. Il Comune deve ristrutturare il proprio centro di cottura per non dipendere dalle solite ditte che hanno la disponibilità di cucine industriali vicino alla città. Mastella si era impegnato solennemente in campagna elettorale ad adottare questa soluzione, poi se l'è rimangiata sostenendo di avere scoperto all'improvviso che il Comune è indebitato e non ha la possibilità di spendere 500.000 euro per risolvere definitivamente il problema della mensa scolastica. In verità questa spesa potrebbe essere facilmente sostenuta se davvero il sindaco vuole evitare che il servizio sia alla mercé di affaristi senza scrupoli. Mastella avrebbe potuto inserire la ristrutturazione del centro di cottura comunale di Capodimonte nel programma per la riqualificazione urbana finanziato dal governo con 18 milioni di euro. Invece se l'è scordato! Abbiamo quindi deciso di lanciare una sottoscrizione straordinaria per il centro di cottura comunale e chiudere così questo lungo capitolo della "mensa scolastica degli orrori" : vogliamo raccogliere 250.000 euro perché gli altri 250.000 li deve mettere il sindaco personalmente per imparare a rispettare gli impegni assunti anche quando manda le carezze ai bambini.

Il Coordinamento]]></content:encoded>
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		<title>Mensa scolastica, la dietista Pedà conferma le denunce di altrabenevento</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 13:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="615" height="340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella bambini" title="mastella bambini" /></p><strong>Le dic</strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11673" title="mastella bambini" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a><strong>hiarazioni della dietista dott.ssa Pedà in Commissione Consiliare hanno confermato definitivamente le denunce di Altrabenevento: il servizio di mensa scolastica  continua  senza i controlli previsti per legge, d</strong><strong>i competenza del Comune. La nomina del sindaco per la dietista è illegittima</strong>

Altrabenevento - Comunicato stampa del 25 novembre 2016

L’assessora Ingaldi, prima ha sostenuto che “tutti i controlli per il servizio mensa vengono svolti regolarmente” ma poi, incalzata dalle domande della Commissione Consiliare ha dichiarato che non erano stati fatti quelli a carico del Comune perché la dietista Pina Pedà nominata dal sindaco, non aveva provveduto. Questa tesi sostenuta da alcuni organi di informazione in genere abituati solo ad amplificare acriticamente le dichiarazioni del potente di turno, è stata sviluppata a favore della Ingaldi da Sannio Report, il portale che si distingue per il sostegno totale al sindaco Mastella anche a costo di manipolare l’informazione.

Infatti, nell’articolo dal titolo “Caso mensa: se proprio dovete parlare, parlate con cognizione di causa” si legge che “qualche talpa della Commissione ha dato informazioni per sputare veleno sull’assessore Ingaldi e il dirigente Castracane. .... La Dottoressa Pedà (e qui casca l’asino!), era stata incaricata, ed abbiamo il documento che lo attesta, dallo stesso Sindaco Clemente Mastella, di svolgere ‘funzioni di monitoraggio capillare sulla qualità delle pietanze e la sicurezza complessiva legata ai cibi somministrati ai bambini, di tenere frequenti e costanti contatti con l’ASL BN1, con l’impresa vincitrice dell’appalto e la commissione mensa e le scuole’... . E con questo documento, di fatto, si solleva l’Assessore Ingaldi da qualsiasi responsabilità, di qualsiasi natura, attinente il caso mensa. Perché, di fatto, tutte le sue competenze sono passate sotto l’egida della dottoressa Pedà”.

Ieri però la dietista che è anche consigliere di maggioranza e quindi di certo non può essere sospettata di “strumentalizzazione politica”, ha dettagliatamente dimostrato di non aver potuto svolgere il compito assegnato proprio per i contrasti con la Ingaldi. Non è la prima volta che le tesi propagandistiche di questa amministrazione, sostenute da “operatori dell’informazione” vengono clamorosamente smentite dati fatti, ma è significativo che in questo caso il sostegno acritico all’assessore venga dall’animatore di Sannio Report, Felice Presta, che è anche un autorevole esponente del Movimento 5 stelle, addirittura membro del gruppo di lavoro sulla mensa scolastica dei grillini beneventani.

Dopo i gravi fatti emersi in Commissione Consiliare il sindaco Mastella si limita a convocare la ASL per concordare i controlli da fare ma questo adempimento andava fatto mesi fa come la istituzione della Commissione Mensa. Adesso il sindaco, constatato che i controlli obbligatori per legge di competenza del Comune, ancora oggi non vengono svolti, deve sospendere il servizio di refezione scolastica perché la salute dei bambini non può essere subordinata ad alchimie politico-amministrative. Mastella deve anche prendere atto che non può delegare un assessore e un consigliere ad occuparsi della stessa materia, la legge non glielo consente. E neppure può nominare una consigliere comunale a svolgere i compiti di dietista, trattandosi di incarico professionale che dovrebbe essere affidato dal Dirigente ma che in ogni caso è incompatibile con la contemporanea funzione di amministratore.

Il coordinamento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="615" height="340" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella bambini" title="mastella bambini" /></p><strong>Le dic</strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11673" title="mastella bambini" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-bambini-300x165.jpg" alt="" width="300" height="165" /></a><strong>hiarazioni della dietista dott.ssa Pedà in Commissione Consiliare hanno confermato definitivamente le denunce di Altrabenevento: il servizio di mensa scolastica  continua  senza i controlli previsti per legge, d</strong><strong>i competenza del Comune. La nomina del sindaco per la dietista è illegittima</strong>

Altrabenevento - Comunicato stampa del 25 novembre 2016

L’assessora Ingaldi, prima ha sostenuto che “tutti i controlli per il servizio mensa vengono svolti regolarmente” ma poi, incalzata dalle domande della Commissione Consiliare ha dichiarato che non erano stati fatti quelli a carico del Comune perché la dietista Pina Pedà nominata dal sindaco, non aveva provveduto. Questa tesi sostenuta da alcuni organi di informazione in genere abituati solo ad amplificare acriticamente le dichiarazioni del potente di turno, è stata sviluppata a favore della Ingaldi da Sannio Report, il portale che si distingue per il sostegno totale al sindaco Mastella anche a costo di manipolare l’informazione.

Infatti, nell’articolo dal titolo “Caso mensa: se proprio dovete parlare, parlate con cognizione di causa” si legge che “qualche talpa della Commissione ha dato informazioni per sputare veleno sull’assessore Ingaldi e il dirigente Castracane. .... La Dottoressa Pedà (e qui casca l’asino!), era stata incaricata, ed abbiamo il documento che lo attesta, dallo stesso Sindaco Clemente Mastella, di svolgere ‘funzioni di monitoraggio capillare sulla qualità delle pietanze e la sicurezza complessiva legata ai cibi somministrati ai bambini, di tenere frequenti e costanti contatti con l’ASL BN1, con l’impresa vincitrice dell’appalto e la commissione mensa e le scuole’... . E con questo documento, di fatto, si solleva l’Assessore Ingaldi da qualsiasi responsabilità, di qualsiasi natura, attinente il caso mensa. Perché, di fatto, tutte le sue competenze sono passate sotto l’egida della dottoressa Pedà”.

Ieri però la dietista che è anche consigliere di maggioranza e quindi di certo non può essere sospettata di “strumentalizzazione politica”, ha dettagliatamente dimostrato di non aver potuto svolgere il compito assegnato proprio per i contrasti con la Ingaldi. Non è la prima volta che le tesi propagandistiche di questa amministrazione, sostenute da “operatori dell’informazione” vengono clamorosamente smentite dati fatti, ma è significativo che in questo caso il sostegno acritico all’assessore venga dall’animatore di Sannio Report, Felice Presta, che è anche un autorevole esponente del Movimento 5 stelle, addirittura membro del gruppo di lavoro sulla mensa scolastica dei grillini beneventani.

Dopo i gravi fatti emersi in Commissione Consiliare il sindaco Mastella si limita a convocare la ASL per concordare i controlli da fare ma questo adempimento andava fatto mesi fa come la istituzione della Commissione Mensa. Adesso il sindaco, constatato che i controlli obbligatori per legge di competenza del Comune, ancora oggi non vengono svolti, deve sospendere il servizio di refezione scolastica perché la salute dei bambini non può essere subordinata ad alchimie politico-amministrative. Mastella deve anche prendere atto che non può delegare un assessore e un consigliere ad occuparsi della stessa materia, la legge non glielo consente. E neppure può nominare una consigliere comunale a svolgere i compiti di dietista, trattandosi di incarico professionale che dovrebbe essere affidato dal Dirigente ma che in ogni caso è incompatibile con la contemporanea funzione di amministratore.

Il coordinamento]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mensa scolastica di Benevento, uno scandalo nazionale ! Oggi Conferenza stampa di Altrabenevento</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 07:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="600" height="405" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rossana-porcelli6001" title="rossana-porcelli6001" /></p><strong>Conferenza stam<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11619" title="rossana-porcelli6001" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>pa, Mercoledì 9 novembre  ore 16, Hotel President, Via Perasso - Benevento</strong>

Mensa scolastica di Benevento, per due anni:

“... tutto a posto, i controlli sono stati fatti dalle autorità competenti e hanno dato tutti esito negativo”;

“...non sono state confermate le violazioni denunciate da Altrabenevento”;

“da due anni il servizio mensa risente solo della strumentalizzazione mediatica di qualcuno...”

Oggi il Procuratore della Repubblica, dopo il sequestro di un milione di euro a danno degli amministratori della soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta, per truffa ai danni delle famiglie, ha dichiarato:

“Bambini, malati e anziani hanno mangiato cibo che non andava dato nemmeno agli animali”

Domani, alle ore 16,00, Conferenza stampa di Altrabenevento presso l’Hotel President in via Perasso- Benevento.

Il presidente – Gabriele Corona

<strong>Guarda:</strong>

<a href="http://video.corriere.it/costretti-lavorare-mensa-bambini-zolfo-vermi/d6ffb512-d16d-11e4-8608-3dead25e131d"><strong>Il Servizio del Corriere della Sera del 25 marzo 2015</strong> </a>

<a href="https://www.youtube.com/watch?v=s2NxW-0qV-k"><strong>Il Video di Altrabenevento e Rete sociale sulla mensa ai malati mentale</strong> </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="405" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="rossana-porcelli6001" title="rossana-porcelli6001" /></p><strong>Conferenza stam<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11619" title="rossana-porcelli6001" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/rossana-porcelli60012-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>pa, Mercoledì 9 novembre  ore 16, Hotel President, Via Perasso - Benevento</strong>

Mensa scolastica di Benevento, per due anni:

“... tutto a posto, i controlli sono stati fatti dalle autorità competenti e hanno dato tutti esito negativo”;

“...non sono state confermate le violazioni denunciate da Altrabenevento”;

“da due anni il servizio mensa risente solo della strumentalizzazione mediatica di qualcuno...”

Oggi il Procuratore della Repubblica, dopo il sequestro di un milione di euro a danno degli amministratori della soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta, per truffa ai danni delle famiglie, ha dichiarato:

“Bambini, malati e anziani hanno mangiato cibo che non andava dato nemmeno agli animali”

Domani, alle ore 16,00, Conferenza stampa di Altrabenevento presso l’Hotel President in via Perasso- Benevento.

Il presidente – Gabriele Corona

<strong>Guarda:</strong>

<a href="http://video.corriere.it/costretti-lavorare-mensa-bambini-zolfo-vermi/d6ffb512-d16d-11e4-8608-3dead25e131d"><strong>Il Servizio del Corriere della Sera del 25 marzo 2015</strong> </a>

<a href="https://www.youtube.com/watch?v=s2NxW-0qV-k"><strong>Il Video di Altrabenevento e Rete sociale sulla mensa ai malati mentale</strong> </a>]]></content:encoded>
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		<title>Mensa scolastica, sequestrati beni per un milione di euro alla soc. Ristorò della famiglia Porcelli/Barretta.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 06:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Mensa Scolastica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="443958073_pino20conzo20migliozzi" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11615" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BENEVENTO- COMUNICATO STAMPA

A seguito di articolate indagini dirette daiMagistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito perquisizioni localie un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta dell’autorità inquirente, dal Tribunale di Benevento su beni (mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie)del valore di oltre un milione di euro.

Le perquisizioni ed il sequestro sono stati eseguiti nei confronti di due persone beneventane, rispettivamente gestore di fatto e amministratore di una società con sede operativa nella zona industriale di Benevento e operante nel settore della ristorazione, che in passato si era aggiudicata gare di appalto indette dal Comune e dall’ASL del capoluogo sannita.

Il provvedimento scaturisce dalle attività investigative effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Beneventoin esito alle quali è statacontestata ai due soggetti la frode in pubbliche forniture e latruffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, in relazione a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie ASL di Benevento e provincia.

In particolare, la Guardia di Finanza accertava un disegno criminoso finalizzato ad aumentare i guadagni d'impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale.

Nello specifico, emergeva un sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, finanche addentato e non consumato del tutto, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie i quali, in più occasioni, constatato che la pietanza fosse immangiabile, si rifiutavano di consumarla.

Un ulteriore aspetto che denota la gravità delle azioni poste in essere concerne l’utilizzo anche di grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a soggetti che si alimentavano con il sondino.

Le condotte descritte erano attuate nella totale noncuranza che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi categorie di soggetti deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti.

Il provvedimento cautelare e le relative indagini costituiscono attuazione delle direttive investigative della Procura della Repubblica, finalizzate a colpire coloro che commettono reati a danno della Pubblica Amministrazione, peraltro accumulando patrimoni illeciti, con il sequestro dei patrimoni proventi di reato.

Il contrasto di tali attività illecite diventa una priorità assoluta in quanto tali fenomeni criminosi hanno un rilevante impatto sociale, con ripercussioni negative sull’intera collettività e, nel caso specifico, su fasce della cittadinanza particolarmente deboli e meritevoli di tutela.

Il sequestro dimostra ancora una volta l’elevatissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Benevento, avvalendosi delle specifiche professionalità e competenze della Guardia di Finanza, dedica ai patrimoni illecitamente accumulati ed ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria.

Benevento, 8/11/2016

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA f.f. Dott. Giovanni CONZO

<a href="http://www.ilvaglio.it/article/4476/mensa-degli-orrori-a-benevento-e-nel-sannio-la-procura-039bambini-malati-e-anziani-hanno-m.html">Articolo de Il Vaglio</a>

<a href="http://www.labtv.net/cronaca/2016/11/08/benevento-inchiesta-ristoro-storie-di-ordinaria-follia/">Lab TV</a>

<a href="http://www.ntr24.tv/2016/11/08/avanzi-di-cibo-e-grassi-di-scarto-per-la-mensa-di-bimbi-e-malati-sequestri-a-benevento/">  NTR 24  </a>

<a href="http://www.emozioninrete.com/reportage/servizio-mensa-pasti-avariati-e-cibi-riciclati-ai-malati-e-ai-bambini">Emozionirete  </a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="443958073_pino20conzo20migliozzi" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11615" title="443958073_pino20conzo20migliozzi" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/443958073_pino20conzo20migliozzi-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a>PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BENEVENTO- COMUNICATO STAMPA

A seguito di articolate indagini dirette daiMagistrati della Procura della Repubblica di Benevento, il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento ha eseguito perquisizioni localie un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta dell’autorità inquirente, dal Tribunale di Benevento su beni (mobili e immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie)del valore di oltre un milione di euro.

Le perquisizioni ed il sequestro sono stati eseguiti nei confronti di due persone beneventane, rispettivamente gestore di fatto e amministratore di una società con sede operativa nella zona industriale di Benevento e operante nel settore della ristorazione, che in passato si era aggiudicata gare di appalto indette dal Comune e dall’ASL del capoluogo sannita.

Il provvedimento scaturisce dalle attività investigative effettuate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Beneventoin esito alle quali è statacontestata ai due soggetti la frode in pubbliche forniture e latruffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione, in relazione a condotte illecite nell’erogazione del servizio mensa alle scuole primarie e d’infanzia di Benevento e dei pasti ai pazienti psichiatrici ed anziani ospiti delle strutture sanitarie ASL di Benevento e provincia.

In particolare, la Guardia di Finanza accertava un disegno criminoso finalizzato ad aumentare i guadagni d'impresa, a discapito della qualità dei pasti in tutte le fasi di esecuzione degli appalti, violando palesemente le regole imposte dal capitolato contrattuale.

Nello specifico, emergeva un sistematico riciclo di cibo avanzato nelle scuole, finanche addentato e non consumato del tutto, che in seguito veniva destinato per la preparazione dei pasti serali agli ospiti delle strutture sanitarie i quali, in più occasioni, constatato che la pietanza fosse immangiabile, si rifiutavano di consumarla.

Un ulteriore aspetto che denota la gravità delle azioni poste in essere concerne l’utilizzo anche di grassi di scarto e rimasugli vari per la confezione di pasti liquidi a soggetti che si alimentavano con il sondino.

Le condotte descritte erano attuate nella totale noncuranza che i destinatari del servizio reso fossero scolari in tenera età, anziani e malati psichiatrici, e quindi categorie di soggetti deboli, non in grado di far valere le proprie ragioni e diritti.

Il provvedimento cautelare e le relative indagini costituiscono attuazione delle direttive investigative della Procura della Repubblica, finalizzate a colpire coloro che commettono reati a danno della Pubblica Amministrazione, peraltro accumulando patrimoni illeciti, con il sequestro dei patrimoni proventi di reato.

Il contrasto di tali attività illecite diventa una priorità assoluta in quanto tali fenomeni criminosi hanno un rilevante impatto sociale, con ripercussioni negative sull’intera collettività e, nel caso specifico, su fasce della cittadinanza particolarmente deboli e meritevoli di tutela.

Il sequestro dimostra ancora una volta l’elevatissimo livello di attenzione che la Procura della Repubblica di Benevento, avvalendosi delle specifiche professionalità e competenze della Guardia di Finanza, dedica ai patrimoni illecitamente accumulati ed ai fenomeni di criminalità economico-finanziaria.

Benevento, 8/11/2016

IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA f.f. Dott. Giovanni CONZO

<a href="http://www.ilvaglio.it/article/4476/mensa-degli-orrori-a-benevento-e-nel-sannio-la-procura-039bambini-malati-e-anziani-hanno-m.html">Articolo de Il Vaglio</a>

<a href="http://www.labtv.net/cronaca/2016/11/08/benevento-inchiesta-ristoro-storie-di-ordinaria-follia/">Lab TV</a>

<a href="http://www.ntr24.tv/2016/11/08/avanzi-di-cibo-e-grassi-di-scarto-per-la-mensa-di-bimbi-e-malati-sequestri-a-benevento/">  NTR 24  </a>

<a href="http://www.emozioninrete.com/reportage/servizio-mensa-pasti-avariati-e-cibi-riciclati-ai-malati-e-ai-bambini">Emozionirete  </a>]]></content:encoded>
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		<title>La vendetta del M5S dopo le polemiche per la nomina scandalosa del fratello del grillino</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 17:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="1202818322_sguera20farese" title="1202818322_sguera20farese" /></p>Comunicato stampa d<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11605" title="1202818322_sguera20farese" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></strong>el 4 novembre 2016

<strong>Squallida vendetta del Movimento 5 Stelle: dopo le polemiche sulla scandalosa nomina del fratello di Vittorio Giangregorio come consulente del PIU EUROPA, i consiglieri Nicola Sguera e Marianna Farese forniscono alla stampa le fotocopie dei mandati di pagamenti per gli incentivi ai dipendenti comunali.</strong>

Con la conferenza stampa di ieri il Movimento 5 Stelle di Benevento ha certificato da una parte la sua voluta insipienza come gruppo di opposizione e dall'altra la naturale propensione per lo sciacallaggio nei confronti di chi li critica.

Per cinque mesi li abbiamo visti all'opera e siamo rimasti senza parola, anche ascoltando gli interventi senza senso dei due consiglieri comunali. Sulla vicenda mensa scolastica che anche loro hanno molto cavalcato in campagna elettorale, hanno depositato agli atti del Consiglio un documento che non serve a niente se non a testimoniare la propria esistenza in vita. Ieri sono intervenuti sul cosiddetto "Programma per la riqualificazione urbana" con critiche banali e l'auspicio che il sindaco Mastella possa quanto prima indicare la sua idea di città.

In compenso sanno essere molto aggressivi con chi li critica, oppure li invita semplicemente a chiarire la loro posizione su aspetti particolari e significativi. E' successo così, ad esempio, per l'incarico dato dall'amministrazione comunale a due consulenti per il PIU EUROPA, tra i quali il fratello di uno degli attivisti grillini più noti in città, Vittorio Giangregorio. Commentando la notizia già comparsa sulla stampa, dopo aver escluso che la nomina fosse stata chiesta o lottizzata politicamente, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11565">avevo invitato il Movimento 5 Stelle ad esprimere una valutazione </a>sui criteri per le nomine e sull'ammontare degli incarichi davvero esagerati per un mese di attività.

Si è scatenata, soprattutto sul social network una polemica inaudita perché i grillini prima si sono dichiarati estranei a quegli incarichi, ma poi li hanno difesi.<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11558"> Ci ha pensato la segretaria generale dell'Ente a correggere gli importi scandalosi</a> di quegli incarichi riducendoli dell'84%.

Ma ai grillini la figuraccia non è bastata ed hanno annunciato che avrebbero pubblicato tutti ma proprio tutti, i documenti relativi allo scandalo PIU EUROPA. Ieri, però, al termine di una conferenza stampa hanno consegnato ai giornalisti gli elenchi dei consulenti del PIU Europa che in verità erano già stati pubblicati su qualche testata locale alcuni mesi fa e che compaiono anche sul sito del Comune di Benevento. Si tratta, com'è noto di incarichi discrezionali, cioè clientelari, che hanno destato polemiche e che ora saranno valutati da una Commissione di Indagine nominata dal consiglio Comunale. Ma neppure in questa occasione i grillini hanno espresso un giudizio sulla nomina, sempre discrezionale, fatta da Mastella a favore del fratello di un loro attivista e neppure hanno consegnato copia del curriculum o del contratto scandaloso, clamorosamente censurato dalla segretaria Generale del Comune.

Hanno invece fornito ai giornalisti, addirittura, le copie dei mandati di pagamento degli incentivi pagati ai dipendenti comunali per dimostrare la scandalosa gestione di quei fondi. Non hanno spiegato, però, quale malaffare vorrebbero così dimostrare al punto da rendere necessaria la pubblicazione di documenti che contengono anche gli estremi dei conti correnti bancari dei destinatari dei pagamenti. Premesso che io come dipendente del Comune non ho avuto alcun incarico del PIU Europa, né è stato nominato un mio familiare o parente tra i consulenti, devo ricordare che gli atti dati in pasto alla stampa fanno solo riferimento al pagamento di incentivi previsti per legge per la progettazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Ho avuto modo più volte di evidenziare che va completamente rivisto il sistema delle incentivazioni nel Comune di Benevento, ma questi pagamenti sono stati effettuati a seguito di incarichi conferiti. Se le attività pagate non sono state svolte, i consiglieri del Movimento 5 Stelle avrebbero dovuto spiegarlo ai giornalisti contestualmente alla consegna di atti di cui sono venuti in possesso come membri della Commissione di Inchiesta, prima di esporre tutti i dipendenti citati al pubblico ludibrio.

Il presidente Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="660" height="400" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="1202818322_sguera20farese" title="1202818322_sguera20farese" /></p>Comunicato stampa d<strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11605" title="1202818322_sguera20farese" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/1202818322_sguera20farese-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a></strong>el 4 novembre 2016

<strong>Squallida vendetta del Movimento 5 Stelle: dopo le polemiche sulla scandalosa nomina del fratello di Vittorio Giangregorio come consulente del PIU EUROPA, i consiglieri Nicola Sguera e Marianna Farese forniscono alla stampa le fotocopie dei mandati di pagamenti per gli incentivi ai dipendenti comunali.</strong>

Con la conferenza stampa di ieri il Movimento 5 Stelle di Benevento ha certificato da una parte la sua voluta insipienza come gruppo di opposizione e dall'altra la naturale propensione per lo sciacallaggio nei confronti di chi li critica.

Per cinque mesi li abbiamo visti all'opera e siamo rimasti senza parola, anche ascoltando gli interventi senza senso dei due consiglieri comunali. Sulla vicenda mensa scolastica che anche loro hanno molto cavalcato in campagna elettorale, hanno depositato agli atti del Consiglio un documento che non serve a niente se non a testimoniare la propria esistenza in vita. Ieri sono intervenuti sul cosiddetto "Programma per la riqualificazione urbana" con critiche banali e l'auspicio che il sindaco Mastella possa quanto prima indicare la sua idea di città.

In compenso sanno essere molto aggressivi con chi li critica, oppure li invita semplicemente a chiarire la loro posizione su aspetti particolari e significativi. E' successo così, ad esempio, per l'incarico dato dall'amministrazione comunale a due consulenti per il PIU EUROPA, tra i quali il fratello di uno degli attivisti grillini più noti in città, Vittorio Giangregorio. Commentando la notizia già comparsa sulla stampa, dopo aver escluso che la nomina fosse stata chiesta o lottizzata politicamente, <a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11565">avevo invitato il Movimento 5 Stelle ad esprimere una valutazione </a>sui criteri per le nomine e sull'ammontare degli incarichi davvero esagerati per un mese di attività.

Si è scatenata, soprattutto sul social network una polemica inaudita perché i grillini prima si sono dichiarati estranei a quegli incarichi, ma poi li hanno difesi.<a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/?p=11558"> Ci ha pensato la segretaria generale dell'Ente a correggere gli importi scandalosi</a> di quegli incarichi riducendoli dell'84%.

Ma ai grillini la figuraccia non è bastata ed hanno annunciato che avrebbero pubblicato tutti ma proprio tutti, i documenti relativi allo scandalo PIU EUROPA. Ieri, però, al termine di una conferenza stampa hanno consegnato ai giornalisti gli elenchi dei consulenti del PIU Europa che in verità erano già stati pubblicati su qualche testata locale alcuni mesi fa e che compaiono anche sul sito del Comune di Benevento. Si tratta, com'è noto di incarichi discrezionali, cioè clientelari, che hanno destato polemiche e che ora saranno valutati da una Commissione di Indagine nominata dal consiglio Comunale. Ma neppure in questa occasione i grillini hanno espresso un giudizio sulla nomina, sempre discrezionale, fatta da Mastella a favore del fratello di un loro attivista e neppure hanno consegnato copia del curriculum o del contratto scandaloso, clamorosamente censurato dalla segretaria Generale del Comune.

Hanno invece fornito ai giornalisti, addirittura, le copie dei mandati di pagamento degli incentivi pagati ai dipendenti comunali per dimostrare la scandalosa gestione di quei fondi. Non hanno spiegato, però, quale malaffare vorrebbero così dimostrare al punto da rendere necessaria la pubblicazione di documenti che contengono anche gli estremi dei conti correnti bancari dei destinatari dei pagamenti. Premesso che io come dipendente del Comune non ho avuto alcun incarico del PIU Europa, né è stato nominato un mio familiare o parente tra i consulenti, devo ricordare che gli atti dati in pasto alla stampa fanno solo riferimento al pagamento di incentivi previsti per legge per la progettazione e la realizzazione delle opere pubbliche. Ho avuto modo più volte di evidenziare che va completamente rivisto il sistema delle incentivazioni nel Comune di Benevento, ma questi pagamenti sono stati effettuati a seguito di incarichi conferiti. Se le attività pagate non sono state svolte, i consiglieri del Movimento 5 Stelle avrebbero dovuto spiegarlo ai giornalisti contestualmente alla consegna di atti di cui sono venuti in possesso come membri della Commissione di Inchiesta, prima di esporre tutti i dipendenti citati al pubblico ludibrio.

Il presidente Gabriele Corona

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