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	<title>altrabenevento &#187; Senza categoria</title>
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	<description>Associazione per la città sostenibile contro il malaffare</description>
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		<title>Palazzo sul terminal bus, clamoroso errore di Pasquariello: la Lumode non può investire il 25% e incassare il 100%.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 20:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="443" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella-pasquariello-640" title="mastella-pasquariello-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13055" title="mastella-pasquariello-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>L'assessore ai Lavori Pubblici sbaglia: il Bando Periferie non ha affatto apportato modifiche alle norme sul Project Financing. </strong>

Comunicato stampa del 4 febbraio 2021

E' davvero insolito l'armamentario di invenzioni che l'amministrazione Mastella utilizza da quattro anni per difendere la proposta della società Lumode di Gricignano d'Aversa che vuole costruire un palazzo sull'ex campo La Salle con sette milioni di euro destinati alla riqualificazione delle periferie.

Dopo la accorata difesa del sindaco, che normalmente non interviene mai direttamente quando si tratta di appalti e finanziamenti ad imprese, le prese di posizioni della senatrice Alessandrina Lonardo, e gli attacchi scomposti che i consiglieri Renato Parente e Molly Chiusolo hanno rivolto a tutti quelli che criticano il progetto, ieri è intervenuto l'avv. Mario Pasquariello, assessore alle Opere Pubbliche, con argomentazioni davvero sorprendenti.

Il vice sindaco, dopo i soliti insulti alle associazioni che hanno inviato esposti al Nucleo di Attuazione dei programmi Periferie, risponde all'ing. Fausto Pepe, dirigente del PD, il quale gli ha ricordato le norme sul Project Financing che non consentono ad una società privata di costruire su aree pubbliche con un investimento inferiore al 51% del costo totale.

Invece, la società Lumode vorrebbe realizzare l'edificio e il parcheggio interrato dal costo di 9 milioni e mezzo di euro con un investimento privato di appena 2 milioni e mezzo, meno del 25% del totale. La parte restante, sette milioni di euro, più del 75%, dovrebbe gravare su fondi pubblici, anticipati dal Comune di Benevento con apposito mutuo.

Pasquariello sostiene che "la percentuale di finanziamento pubblico del 75% non è una scelta o una errata valutazione dell’Amministrazione Mastella ma è contenuta nel Bando delle Periferie… Tale percentuale, molto vantaggiosa per gli imprenditori privati che decidevano di partecipare alla manifestazione di interessi, fu fissata al 75% proprio per favorirne la partecipazione in considerazione della grave crisi economica che attraversava allora il settore dell’edilizia. Si trattava, dunque, di una misura straordinaria."

Si tratta di un errore clamoroso, una grande schiocchezza, e stento davvero a credere che questo testo sia stato scritto da un avvocato, assessore alle Opere Pubbliche con esperienza amministrativa ventennale.

Quando gli amministratori comunali fanno dichiarazioni pubbliche, soprattutto a proposito di deroghe alle leggi, hanno il dovere di chiarire a quale testo si riferiscono.

Il Bando Periferie approvato con DPCM del 25 maggio 2016 non prevedeva affatto deroghe al Decreto Legislativo 50/2016, art. 165 (quote di partecipazione dei privati), art. 183 (project financing) o altri articoli connessi.

Gli unici riferimenti alle percentuali del 75% di investimenti pubblici e 25% di partecipazione dei privati, sono contenuti nell'art. 7- Criteri di valutazione dei progetti- del Bando Periferie che prevede: "Nella selezione dei progetti saranno applicati i seguenti criteri di valutazione, con relativi punteggi: a) tempestiva esecutività degli interventi (fino a 25 punti); b) capacità di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario alla realizzazione del progetto proposto (fino a 25 punti)".

Nella "FAQ- Risposta a quesiti richiesti" del 6 luglio 2016, il Governo ha chiarito che "Il contributo finanziario del privato (art. 7, comma 1 – punto b) della misura minima del 25% è riferita al costo complessivo dei progetti costituenti la proposta oggetto della richiesta di finanziamento".

E' evidente, quindi, che la compartecipazione dei privati di almeno il 25%, non obbligatoria, si deve riferire al costo di tutto il Progetto "la città di tutti, la città per tutti" presentato dal Comune di Benevento e non al costo del singolo intervento della Lumode e anche questa considerazione chiarisce che l'art. 7 del Bando Periferie non era, ne poteva essere, la "deroga" alle norme sul Project Financing.

Pasquariello, inoltre, ribadisce che il parcheggio interrato in piazza Risorgimento è stato deciso dal Consiglio comunale ma non indica quale sarebbe l'atto con il quale il civico consesso avrebbe così stabilito. In realtà, il Consiglio Comunale del 31 luglio ha solo discusso e neppure votato, una Mozione preparata dai consiglieri Lepore, Del Vecchio, De Pierro, che si limitava a chiedere genericamente una riduzione della volumetria del palazzo che la Lumode vorrebbe costruire sull'ex campo La Salle. Neppure i tre ex consiglieri di opposizione, da tempo a sostegno della maggioranza, hanno mai fatto alcun cenno al parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

*********************************************************

Da Gazzetta di Benevento del 3 febbraio 2021

<strong>Manca in tutti gli atti l'attestazione della Lumode che il suo impegno economico non sia inferiore al 51% dell'investimento. Qui siamo intorno al 25% e c'e' dunque un danno erariale.</strong> Fausto Pepe fa strame dell'iniziativa privata con la quale si intende intervenire su piazza Risorgimento e piazzale Vari

Redazione

Fausto Pepe, dirigente del Partito Democratico e già sindaco della città, fa strame dell'iniziativa privata con la quale si intende intervenire su piazza Risorgimento e piazzale Vari.

"Ho letto - scrive - l'ultima "puntata" di Altrabenevento relativamente alla vicenda del Progetto di Finanza di piazza Risorgimento e area Terminal, presentato dalla Lumode, e ricordo come io stesso in un Consiglio comunale del novembre 2016, espressi notevoli perplessità.

Di fatto il Progetto di Finanza ad iniziativa privata presentato dalla Lumode al Comune di Benevento, ha diversi problemi procedurali, nel senso che non ha di fatto ottemperato alle procedure più elementari della legge sui Lavori Pubblici, del Codice dei Contratti e direttive Autorità Nazionale Anti Coprruzione (Anac).

Innanzitutto manca la scelta del promotore privato, tramite atto di delibera di Giunta comunale, nella quale doveva essere allegato obbligatoriamente la relazione del Responsabile Unico del Procedimento (Rup) relativamente alla fattibilità tecnico economica del progetto, redatta secondo le disposizioni normative vigente (Codice dei Contratti).

Nella stessa Delibera di Giunta, si sarebbe dovuto inoltre dare atto, che la proposta della Lumode fosse inserita nel Programma triennale delle Opere Pubbliche, come Progetto di finanza ad iniziativa privata, che sulla stessa area non vi fosse mai stato un intervento previsto né pubblico né privato, e che ci fosse effettivamente un interesse pubblico.

Ma la cosa più importante, per alcuni versi sconvolgenti, è che manca in tutti gli atti proposti su questo argomento, l'attestazione che l'impegno economico del proponente, Lumode, non sia inferiore a quanto previsto dalla legge e cioè il 51%.

Nella fattispecie, ci troveremmo rispetto ad un finanziamento pubblico (Piano Periferie) di circa il 75%, a fronte di un impegno del promotore privato di circa 25% (danno erariale).

Lo stesso progetto proposto dalla Lumode, sempre ai sensi di legge, non è mai stato sottoposto al Consiglio Comunale, per prendere obbligatoriamente atto della proposta del promotore e delle relative dichiarazioni di parte circa il possesso dei requisiti tecnici ed economici.

Ma vi è di più, il Consiglio comunale avrebbe dovuto verificare, su proposta della Giunta comunale e quindi del Rup, la conformità degli atti proposti ai sensi di quanto previsto dalla norma, e quindi del Piano Economico Finanziario e dello schema di convenzione presentato, ed esprimersi obbligatoriamente in merito alla gestione del servizio proposto ed assegnato alla Lumode per i prossimo 30 anni (parcheggi e terminal), oltre che sulla variante al Piano Urbanistico Comunale (Puc) (progetto non conforme), e decretare "l'interesse pubblico" della proposta progettuale di Progetto di Finanza ad iniziativa privata.

Sempre nella deliberazione del Consiglio comunale, resta obbligatorio acquisire il parere dei revisori dei conti, che sono competenti ad esprimersi ai sensi del Testo Unico sugli Enti Locali (Tuel), sia relativamente al ricorso al project financing, da ritenersi strumento di finanza innovativa, sia relativamente alla modalità di gestione del servizio terminal e parcheggi.

Ricordo infine che l'Anac prevede per i progetti di finanza ad iniziativa privata, che il Consiglio comunale determini la effettiva "traslazione del rischio economico" in capo al gestore (concessionario), posto che "ai fini della corretta qualificazione giuridica, il contratto di concessione differisce dall'appalto perché il concessionario, a differenza dell'appaltatore, assume su di sé il rischio di non riuscire a recuperare gli investimenti effettuati ed a coprire i costi sostenuti per erogare i servizi oggetto del contratto in condizioni operative normali".

Di fatto il Consiglio comunale di Benevento ignora l'esistenza in atti di questa proposta privata di Progetto di Finanza "Lumode", che ricordiamolo a chi non vuole intendere, chiede con un finanziamento pubblico (bando delle periferie) addirittura del 75% del costo della singola opera (non dell'intero programma), cosa questa, come detto prima, assolutamente contro la norma".

************************

Gazzetta di Benevento del 3 febbraio 2021

<strong>Lettere di protesta e denunce di Comitati ed Associazioni, tutti arruolabili nei detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella</strong>

Tutti lamentano di diritti negati, leggi e regolamenti non rispettati a proposito del Piano Periferie. In realta' chiedono e sperano che il finanziamento venga revocato perche' l'opera non s'ha da fare! risponde Pasquariello a Pepe

Redazione

Mario Pasquariello, vicesindaco di Benevento, attraverso una nota, è intervenuto nuovamente in merito al progetto volto alla riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell'attuale Terminal bus, inserito nel programma "La Città di tutti, la Città per tutti" finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito del Piano Periferie.

"La mia replica - scrive - giunge dopo aver letto il comunicato dell'ex sindaco, Fausto Pepe il quale contesta, a parere dello scrivente strumentalmente, vizi procedurali ed amministrativi tali da inficiare la realizzazione dell'opera.

Le opere finanziate nell'ambito del Piano Periferie, in particolare il progetto di riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell’attuale Terminal bus, sembrano essere diventate un incubo per i "soliti" detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella.

Purtroppo per loro e per fortuna della nostra comunità si stanno tramutando in realtà posto che, proprio in questi giorni, sono partiti ben sei interventi di riqualificazione della nostra città (tra gli altri, interventi volti alla riqualificazione di quartieri come il Rione Libertà e il Rione Ferrovia, opere di messa in sicurezza del fiume Calore e dei suoi argini, della via Appia e di via Avellino).

Volendo entrare, poi, nel merito della proposta progettuale contestata cioè valutare la opportunità e necessità di provvedere alla riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell'attuale Terminal bus credo che non ci possano essere dubbi posto che ritengo sia un eufemismo attribuire valore di piazza ad un parcheggio quale è oggi ridotta piazza Risorgimento (portata ad esempio della architettura razionalista sui testi di architettura ma, nella realtà, ridotta ad un invaso spaziale contenente auto) o non considerare la situazione dell’attuale terminal bus (soluzione provvisoria diventata, nei fatti, definitiva).

Ma allora, mi domando, quale il problema?

Forse che mentre le precedenti amministrazioni guidate dal sindaco Pepe hanno provato a risolvere tali problematiche senza, però, concludere nulla, l'Amministrazione Mastella ci sta riuscendo, prevedendo la riorganizzazione del sistema di mobilità cittadina a mezzo: dello spostamento del Terminal bus in area più idonea, in prossimità della stazione centrale, come d'altronde avviene nella maggior parte delle città del mondo, così da realizzare una intermodalità del traffico su gomma e di quello su ferro in relazione anche alla prossima realizzazione dell'Alta Capacità Napoli-Bari; dello spostamento del parcheggio auto nell’area sottostante piazza Risorgimento con un numero doppio di disponibilità di posti auto rispetto ad oggi; della riqualificazione dell'area dell'attuale terminal bus e la restituzione della sua funzione originaria a piazza Risorgimento?

Da qui si comprendono le strumentali contestazioni volte ad un unico obiettivo: Mastella non può attribuirsi il merito della risoluzione di questioni così importanti!

Dunque: l'opera non s'ha da fare!

Per cui a dispetto dei bisogni della città, della risoluzione dei suoi problemi... no, l'opera non s'ha da fare!

Ecco che al Comitato tecnico che segue per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il Piano Periferie e che dovrà esprimersi sulla variante progettuale voluta dalla civica Assise e condivisa dall'Amministrazione continuano ad arrivare lettere di protesta e denunce di comitati ed associazioni (tutti arruolabili nei detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella) che lamentano di diritti negati, leggi e regolamenti non rispettati...

Insomma che chiedono e sperano che il finanziamento venga revocato perché... l'opera non s'ha da fare!

Nel merito dei rilievi sollevati dall'ex sindaco, oggi "dirigente" del Pd, si deve far notare che la percentuale di finanziamento pubblico del 75% non è una scelta o una errata valutazione dell'Amministrazione Mastella ma è contenuta nel Bando delle Periferie pubblicato dal Governo Renzi (di cui il "dirigente" del Pd era fervente sostenitore) nel 2016.

Tale percentuale, molto vantaggiosa per gli imprenditori privati che decidevano di partecipare alla manifestazione di interessi, fu fissata al 75% proprio per favorirne la partecipazione in considerazione della grave crisi economica che attraversava allora (così come, d’altronde, oggi) il settore dell’edilizia.

Si trattava, dunque, di una misura straordinaria.

Ne consegue che anche l'attestazione relativa all’impegno economico dell'imprenditore proponente l'opera, di cui Pepe lamenta l'assenza, non ha ragione di esistere.

Più in generale, con riferimento alla procedura di approvazione adottata, non sono giunti rilievi dalla Commissione esaminatrice.

L'opera è stata finanziata nel 2017 dopo essere stata giudicata coerente con le finalità del bando governativo.

Dunque, dopo aver provveduto a far rielaborare il progetto in questione secondo le indicazioni dei consiglieri del Pd (partito di cui Pepe è dirigente) accolte dal Consiglio comunale, dopo aver fornito i chiarimenti e le integrazioni richieste dal Comitato tecnico, l'Amministrazione resta in attesa del parere positivo alla variante progettuale proposta.

Poi sarà pubblicato il bando per la realizzazione dell'opera proposta da quello che, ad oggi, resta solo e soltanto il soggetto proponente e tutte le imprese che vorranno partecipare potranno avanzare soluzioni migliorative.

In tal modo avremo, finalmente, una bella piazza, un parcheggio interrato per le autovetture di chi lavora, abita e frequenta il centro storico, la fermata dei bus per gli studenti nell’area dell’ex Collegio de la Salle, il Terminal bus vicino alla Stazione Centrale.

Noi operiamo perchè si realizzi tutto questo!

Cosa vuole invece il "dirigente" del Pd, Fausto Pepe? Cosa vogliono i detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella?

Se non si vuole che si realizzi tutto ciò perché non uscire allo scoperto?

Perché nascondersi dietro vizi procedurali ed amministrativi (quando non anche dietro vergognose calunnie...) o, addirittura, impegnarsi per trovarne di possibili in modo da non far finanziare l'opera?

Non è certo questo ciò che ci aspettiamo da un partito "di governo" come il Pd e dal suo "dirigente" Fausto Pepe.

Auspichiamo che il livello del dibattito si alzi. Non è "più" tempo di nascondersi. La città ed i suoi problemi lo esigono, lo meritano".

&nbsp;

&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="443" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="mastella-pasquariello-640" title="mastella-pasquariello-640" /></p><strong><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13055" title="mastella-pasquariello-640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/mastella-pasquariello-640-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>L'assessore ai Lavori Pubblici sbaglia: il Bando Periferie non ha affatto apportato modifiche alle norme sul Project Financing. </strong>

Comunicato stampa del 4 febbraio 2021

E' davvero insolito l'armamentario di invenzioni che l'amministrazione Mastella utilizza da quattro anni per difendere la proposta della società Lumode di Gricignano d'Aversa che vuole costruire un palazzo sull'ex campo La Salle con sette milioni di euro destinati alla riqualificazione delle periferie.

Dopo la accorata difesa del sindaco, che normalmente non interviene mai direttamente quando si tratta di appalti e finanziamenti ad imprese, le prese di posizioni della senatrice Alessandrina Lonardo, e gli attacchi scomposti che i consiglieri Renato Parente e Molly Chiusolo hanno rivolto a tutti quelli che criticano il progetto, ieri è intervenuto l'avv. Mario Pasquariello, assessore alle Opere Pubbliche, con argomentazioni davvero sorprendenti.

Il vice sindaco, dopo i soliti insulti alle associazioni che hanno inviato esposti al Nucleo di Attuazione dei programmi Periferie, risponde all'ing. Fausto Pepe, dirigente del PD, il quale gli ha ricordato le norme sul Project Financing che non consentono ad una società privata di costruire su aree pubbliche con un investimento inferiore al 51% del costo totale.

Invece, la società Lumode vorrebbe realizzare l'edificio e il parcheggio interrato dal costo di 9 milioni e mezzo di euro con un investimento privato di appena 2 milioni e mezzo, meno del 25% del totale. La parte restante, sette milioni di euro, più del 75%, dovrebbe gravare su fondi pubblici, anticipati dal Comune di Benevento con apposito mutuo.

Pasquariello sostiene che "la percentuale di finanziamento pubblico del 75% non è una scelta o una errata valutazione dell’Amministrazione Mastella ma è contenuta nel Bando delle Periferie… Tale percentuale, molto vantaggiosa per gli imprenditori privati che decidevano di partecipare alla manifestazione di interessi, fu fissata al 75% proprio per favorirne la partecipazione in considerazione della grave crisi economica che attraversava allora il settore dell’edilizia. Si trattava, dunque, di una misura straordinaria."

Si tratta di un errore clamoroso, una grande schiocchezza, e stento davvero a credere che questo testo sia stato scritto da un avvocato, assessore alle Opere Pubbliche con esperienza amministrativa ventennale.

Quando gli amministratori comunali fanno dichiarazioni pubbliche, soprattutto a proposito di deroghe alle leggi, hanno il dovere di chiarire a quale testo si riferiscono.

Il Bando Periferie approvato con DPCM del 25 maggio 2016 non prevedeva affatto deroghe al Decreto Legislativo 50/2016, art. 165 (quote di partecipazione dei privati), art. 183 (project financing) o altri articoli connessi.

Gli unici riferimenti alle percentuali del 75% di investimenti pubblici e 25% di partecipazione dei privati, sono contenuti nell'art. 7- Criteri di valutazione dei progetti- del Bando Periferie che prevede: "Nella selezione dei progetti saranno applicati i seguenti criteri di valutazione, con relativi punteggi: a) tempestiva esecutività degli interventi (fino a 25 punti); b) capacità di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario alla realizzazione del progetto proposto (fino a 25 punti)".

Nella "FAQ- Risposta a quesiti richiesti" del 6 luglio 2016, il Governo ha chiarito che "Il contributo finanziario del privato (art. 7, comma 1 – punto b) della misura minima del 25% è riferita al costo complessivo dei progetti costituenti la proposta oggetto della richiesta di finanziamento".

E' evidente, quindi, che la compartecipazione dei privati di almeno il 25%, non obbligatoria, si deve riferire al costo di tutto il Progetto "la città di tutti, la città per tutti" presentato dal Comune di Benevento e non al costo del singolo intervento della Lumode e anche questa considerazione chiarisce che l'art. 7 del Bando Periferie non era, ne poteva essere, la "deroga" alle norme sul Project Financing.

Pasquariello, inoltre, ribadisce che il parcheggio interrato in piazza Risorgimento è stato deciso dal Consiglio comunale ma non indica quale sarebbe l'atto con il quale il civico consesso avrebbe così stabilito. In realtà, il Consiglio Comunale del 31 luglio ha solo discusso e neppure votato, una Mozione preparata dai consiglieri Lepore, Del Vecchio, De Pierro, che si limitava a chiedere genericamente una riduzione della volumetria del palazzo che la Lumode vorrebbe costruire sull'ex campo La Salle. Neppure i tre ex consiglieri di opposizione, da tempo a sostegno della maggioranza, hanno mai fatto alcun cenno al parcheggio interrato in piazza Risorgimento.

Per Altrabenevento, Gabriele Corona

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Da Gazzetta di Benevento del 3 febbraio 2021

<strong>Manca in tutti gli atti l'attestazione della Lumode che il suo impegno economico non sia inferiore al 51% dell'investimento. Qui siamo intorno al 25% e c'e' dunque un danno erariale.</strong> Fausto Pepe fa strame dell'iniziativa privata con la quale si intende intervenire su piazza Risorgimento e piazzale Vari

Redazione

Fausto Pepe, dirigente del Partito Democratico e già sindaco della città, fa strame dell'iniziativa privata con la quale si intende intervenire su piazza Risorgimento e piazzale Vari.

"Ho letto - scrive - l'ultima "puntata" di Altrabenevento relativamente alla vicenda del Progetto di Finanza di piazza Risorgimento e area Terminal, presentato dalla Lumode, e ricordo come io stesso in un Consiglio comunale del novembre 2016, espressi notevoli perplessità.

Di fatto il Progetto di Finanza ad iniziativa privata presentato dalla Lumode al Comune di Benevento, ha diversi problemi procedurali, nel senso che non ha di fatto ottemperato alle procedure più elementari della legge sui Lavori Pubblici, del Codice dei Contratti e direttive Autorità Nazionale Anti Coprruzione (Anac).

Innanzitutto manca la scelta del promotore privato, tramite atto di delibera di Giunta comunale, nella quale doveva essere allegato obbligatoriamente la relazione del Responsabile Unico del Procedimento (Rup) relativamente alla fattibilità tecnico economica del progetto, redatta secondo le disposizioni normative vigente (Codice dei Contratti).

Nella stessa Delibera di Giunta, si sarebbe dovuto inoltre dare atto, che la proposta della Lumode fosse inserita nel Programma triennale delle Opere Pubbliche, come Progetto di finanza ad iniziativa privata, che sulla stessa area non vi fosse mai stato un intervento previsto né pubblico né privato, e che ci fosse effettivamente un interesse pubblico.

Ma la cosa più importante, per alcuni versi sconvolgenti, è che manca in tutti gli atti proposti su questo argomento, l'attestazione che l'impegno economico del proponente, Lumode, non sia inferiore a quanto previsto dalla legge e cioè il 51%.

Nella fattispecie, ci troveremmo rispetto ad un finanziamento pubblico (Piano Periferie) di circa il 75%, a fronte di un impegno del promotore privato di circa 25% (danno erariale).

Lo stesso progetto proposto dalla Lumode, sempre ai sensi di legge, non è mai stato sottoposto al Consiglio Comunale, per prendere obbligatoriamente atto della proposta del promotore e delle relative dichiarazioni di parte circa il possesso dei requisiti tecnici ed economici.

Ma vi è di più, il Consiglio comunale avrebbe dovuto verificare, su proposta della Giunta comunale e quindi del Rup, la conformità degli atti proposti ai sensi di quanto previsto dalla norma, e quindi del Piano Economico Finanziario e dello schema di convenzione presentato, ed esprimersi obbligatoriamente in merito alla gestione del servizio proposto ed assegnato alla Lumode per i prossimo 30 anni (parcheggi e terminal), oltre che sulla variante al Piano Urbanistico Comunale (Puc) (progetto non conforme), e decretare "l'interesse pubblico" della proposta progettuale di Progetto di Finanza ad iniziativa privata.

Sempre nella deliberazione del Consiglio comunale, resta obbligatorio acquisire il parere dei revisori dei conti, che sono competenti ad esprimersi ai sensi del Testo Unico sugli Enti Locali (Tuel), sia relativamente al ricorso al project financing, da ritenersi strumento di finanza innovativa, sia relativamente alla modalità di gestione del servizio terminal e parcheggi.

Ricordo infine che l'Anac prevede per i progetti di finanza ad iniziativa privata, che il Consiglio comunale determini la effettiva "traslazione del rischio economico" in capo al gestore (concessionario), posto che "ai fini della corretta qualificazione giuridica, il contratto di concessione differisce dall'appalto perché il concessionario, a differenza dell'appaltatore, assume su di sé il rischio di non riuscire a recuperare gli investimenti effettuati ed a coprire i costi sostenuti per erogare i servizi oggetto del contratto in condizioni operative normali".

Di fatto il Consiglio comunale di Benevento ignora l'esistenza in atti di questa proposta privata di Progetto di Finanza "Lumode", che ricordiamolo a chi non vuole intendere, chiede con un finanziamento pubblico (bando delle periferie) addirittura del 75% del costo della singola opera (non dell'intero programma), cosa questa, come detto prima, assolutamente contro la norma".

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Gazzetta di Benevento del 3 febbraio 2021

<strong>Lettere di protesta e denunce di Comitati ed Associazioni, tutti arruolabili nei detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella</strong>

Tutti lamentano di diritti negati, leggi e regolamenti non rispettati a proposito del Piano Periferie. In realta' chiedono e sperano che il finanziamento venga revocato perche' l'opera non s'ha da fare! risponde Pasquariello a Pepe

Redazione

Mario Pasquariello, vicesindaco di Benevento, attraverso una nota, è intervenuto nuovamente in merito al progetto volto alla riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell'attuale Terminal bus, inserito nel programma "La Città di tutti, la Città per tutti" finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell'ambito del Piano Periferie.

"La mia replica - scrive - giunge dopo aver letto il comunicato dell'ex sindaco, Fausto Pepe il quale contesta, a parere dello scrivente strumentalmente, vizi procedurali ed amministrativi tali da inficiare la realizzazione dell'opera.

Le opere finanziate nell'ambito del Piano Periferie, in particolare il progetto di riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell’attuale Terminal bus, sembrano essere diventate un incubo per i "soliti" detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella.

Purtroppo per loro e per fortuna della nostra comunità si stanno tramutando in realtà posto che, proprio in questi giorni, sono partiti ben sei interventi di riqualificazione della nostra città (tra gli altri, interventi volti alla riqualificazione di quartieri come il Rione Libertà e il Rione Ferrovia, opere di messa in sicurezza del fiume Calore e dei suoi argini, della via Appia e di via Avellino).

Volendo entrare, poi, nel merito della proposta progettuale contestata cioè valutare la opportunità e necessità di provvedere alla riqualificazione di piazza Risorgimento e dell'area dell'attuale Terminal bus credo che non ci possano essere dubbi posto che ritengo sia un eufemismo attribuire valore di piazza ad un parcheggio quale è oggi ridotta piazza Risorgimento (portata ad esempio della architettura razionalista sui testi di architettura ma, nella realtà, ridotta ad un invaso spaziale contenente auto) o non considerare la situazione dell’attuale terminal bus (soluzione provvisoria diventata, nei fatti, definitiva).

Ma allora, mi domando, quale il problema?

Forse che mentre le precedenti amministrazioni guidate dal sindaco Pepe hanno provato a risolvere tali problematiche senza, però, concludere nulla, l'Amministrazione Mastella ci sta riuscendo, prevedendo la riorganizzazione del sistema di mobilità cittadina a mezzo: dello spostamento del Terminal bus in area più idonea, in prossimità della stazione centrale, come d'altronde avviene nella maggior parte delle città del mondo, così da realizzare una intermodalità del traffico su gomma e di quello su ferro in relazione anche alla prossima realizzazione dell'Alta Capacità Napoli-Bari; dello spostamento del parcheggio auto nell’area sottostante piazza Risorgimento con un numero doppio di disponibilità di posti auto rispetto ad oggi; della riqualificazione dell'area dell'attuale terminal bus e la restituzione della sua funzione originaria a piazza Risorgimento?

Da qui si comprendono le strumentali contestazioni volte ad un unico obiettivo: Mastella non può attribuirsi il merito della risoluzione di questioni così importanti!

Dunque: l'opera non s'ha da fare!

Per cui a dispetto dei bisogni della città, della risoluzione dei suoi problemi... no, l'opera non s'ha da fare!

Ecco che al Comitato tecnico che segue per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il Piano Periferie e che dovrà esprimersi sulla variante progettuale voluta dalla civica Assise e condivisa dall'Amministrazione continuano ad arrivare lettere di protesta e denunce di comitati ed associazioni (tutti arruolabili nei detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella) che lamentano di diritti negati, leggi e regolamenti non rispettati...

Insomma che chiedono e sperano che il finanziamento venga revocato perché... l'opera non s'ha da fare!

Nel merito dei rilievi sollevati dall'ex sindaco, oggi "dirigente" del Pd, si deve far notare che la percentuale di finanziamento pubblico del 75% non è una scelta o una errata valutazione dell'Amministrazione Mastella ma è contenuta nel Bando delle Periferie pubblicato dal Governo Renzi (di cui il "dirigente" del Pd era fervente sostenitore) nel 2016.

Tale percentuale, molto vantaggiosa per gli imprenditori privati che decidevano di partecipare alla manifestazione di interessi, fu fissata al 75% proprio per favorirne la partecipazione in considerazione della grave crisi economica che attraversava allora (così come, d’altronde, oggi) il settore dell’edilizia.

Si trattava, dunque, di una misura straordinaria.

Ne consegue che anche l'attestazione relativa all’impegno economico dell'imprenditore proponente l'opera, di cui Pepe lamenta l'assenza, non ha ragione di esistere.

Più in generale, con riferimento alla procedura di approvazione adottata, non sono giunti rilievi dalla Commissione esaminatrice.

L'opera è stata finanziata nel 2017 dopo essere stata giudicata coerente con le finalità del bando governativo.

Dunque, dopo aver provveduto a far rielaborare il progetto in questione secondo le indicazioni dei consiglieri del Pd (partito di cui Pepe è dirigente) accolte dal Consiglio comunale, dopo aver fornito i chiarimenti e le integrazioni richieste dal Comitato tecnico, l'Amministrazione resta in attesa del parere positivo alla variante progettuale proposta.

Poi sarà pubblicato il bando per la realizzazione dell'opera proposta da quello che, ad oggi, resta solo e soltanto il soggetto proponente e tutte le imprese che vorranno partecipare potranno avanzare soluzioni migliorative.

In tal modo avremo, finalmente, una bella piazza, un parcheggio interrato per le autovetture di chi lavora, abita e frequenta il centro storico, la fermata dei bus per gli studenti nell’area dell’ex Collegio de la Salle, il Terminal bus vicino alla Stazione Centrale.

Noi operiamo perchè si realizzi tutto questo!

Cosa vuole invece il "dirigente" del Pd, Fausto Pepe? Cosa vogliono i detrattori di professione dell'Amministrazione Mastella?

Se non si vuole che si realizzi tutto ciò perché non uscire allo scoperto?

Perché nascondersi dietro vizi procedurali ed amministrativi (quando non anche dietro vergognose calunnie...) o, addirittura, impegnarsi per trovarne di possibili in modo da non far finanziare l'opera?

Non è certo questo ciò che ci aspettiamo da un partito "di governo" come il Pd e dal suo "dirigente" Fausto Pepe.

Auspichiamo che il livello del dibattito si alzi. Non è "più" tempo di nascondersi. La città ed i suoi problemi lo esigono, lo meritano".

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		<title>Chiusura scuole, il Codacons diffida il sindaco e l&#8217;assessore all&#8217;Istruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2020 16:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="388" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="290573013_mastella20del20prete640" title="290573013_mastella20del20prete640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12744" title="290573013_mastella20del20prete640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a><strong>Con la Ordiananza n. 90841 del 22 settembre il sindaco ha disposto la "immediata sospensione delle attività didattiche", ovvero la chiusura delle scuole fino al 30 settembre. Le motivazioni sono duramente contestate anche dal Codacons che ha inviato ieri al Comune di Benevento la richiesta di accesso agli atti  CON ASSOLUTA IMMEDIATEZZA, ANCHE IN DEROGA AI TEMPI PREVISTI DALLA NORMATIVA VIGENTE, di</strong>

- A) ogni documento detenuto da cui risultino le consultazioni avvenute tra l’Ente Locale ed i dirigenti scolastici della Città;

-B) ogni documento afferente l'affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte del Comune di Benevento per la messa in sicurezza delle scuole a seguito di emergenza Covid19.

Il responsabile provinciale del Codacons, avv. Maurizio Zeoli, <strong>"preavvisa che qualora gli atti richiesti, in particolare quelli di cui ai punti A, non vi fossero affatto, allora il Sindaco di Benevento è chiamato, in assenza di più specifiche ragioni non certo rapportabili all’aumento della curva epidemica nella Regione Campania ( ricordiamo come lo stesso aumento oggi richiamato, senza i moniti della Regione Campania non avrebbe impedito allo stesso Ente comunale di organizzare la più alta concentrazione di giovani in periodo COVID nel territorio campano per 2 concerti di musica pop solo 20 giorni orsono) A REVOCARE AD HORAS IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA GIA’ ADOTTATO CONSENTENDO LA RIPRESA REGOLARE DELL’ANNO SCOLASTICO.</strong>
Il Sindaco potrebbe anche spiegare quali sono le ragioni per le quali ha motivato la chiusura della scuole con la necessità di ridurre gli spostamenti ma non ha adottato alcun altro provvedimento per gli spostamenti da e per altri uffici pubblici o aperti al pubblico.
Ovviamente, in assenza di adeguato riscontro, la scrivente Associazione provvederà a chiedere all’Autorità competente di accertare eventuali responsabilità di ordine penale per l’intervenuta parziale compromissione del fondamentale diritto allo studio, garantito dall’art.34 della Costituzione; certamente tale diritto può essere costretto in presenza di circostanze straordinarie ed eccezionali. Ma nel caso di specie o il Sindaco è in possesso di dati che richiedono non solo la sospensione dell’attività didattica ma la creazione di una zona rossa oppure il rinvio così come motivato appare del tutto arbitrario."

<strong>Oggi, 24 settembre, il Codacons ha segnalato che "l'assessore alla Istruzione, Rossella Del Prete, con una stizzita dichiarazione alla stampa, dopo aver rimproverato i Genitori perché osano lamentarsi del ritardo di SOLI 8 giorni per l’apertura dell’anno scolastico, immemore che tale ritardo si somma a quello già accumulato in Campania rispetto al resto d’Italia, assicura che il sindaco ha rinviato al 1° ottobre l'apertura delle scuole per motivi che non dipendono dai lavori di adeguamento funzionale in conseguenza della emergenza Covid che sarebbero stati già completati.".</strong>

Pertanto l'avv. Maurizio Zeoli, ha chiesto all'assessore di pubblicare i collaudi dei lavori eseguiti.

Ecco i due documenti del Codacons:

*****

Benevento, 23.09.2020

spett.le COMUNE di BENEVENTO -  Al sig. SINDACO

oggetto: 1)- ISTANZA DI ACCESSO-

2)- INVITO E DIFFIDA REVOCA IMMEDIATA ORDINANZA SOSPENSIONE ATTIVITA’ DIDATTICA-

Lo scrivente CODACONS, sede provinciale di Benevento, in persona del suo responsabile avv. Maurizio Zeoli, con sede in Benevento al viale Martiri d’Ungheria 13,premesso che :

1)- il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, in data 22 settembre 2020 ha firmato la ordinanza prot- n. 90841 che qui si trascrive integralmente. “Città di Benevento- Via Annunziata n° 138 (Pal. Mosti) —82100 Benevento TeL 0824- 772240-- 220-- 253 Fax 0824-29243 gabsindacobn@gmail.com -egreteriasindaco@pec.comunebn.it- gabsindacobenevento@comune.benevento.it ORDINANZA prot. 90841/2020 del 22 settembre 2020 "Rettifica precedenti ordinanze prot. 90727/2020 e prot. 90727/2020 PRECISAZIONE" IL SINDACO VISTI: -Il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 aprile 2020-Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID- 19, applicabili sull'intero territorio nazionale.(20A02352) (GU n.108 del 27-4-2020), nel quale è prevista tra l'altro la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado..; IL DECRETO LEGGE 30 luglio 2020, n. 83, con il quale lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 ed è stato disposto che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, e comunque per non oltre dieci giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge, continua ad applicarsi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2020, n. 176;

VISTA l'ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CAMPANIA n. 70 dell' 8 settembre 2020 avente OGGETTO: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell'art. 3 del decreto- legge 25 marzo 2020, n. 19. Misure di prevenzione dei contagi in vista dell'avvio dell'anno scolastico.; VISTA la nota prot. 90706 del 22-09-2020 a firma dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, avente oggetto: Comunicazione avvio anno scolastico 2020/2021- differimento attività didattiche al 1/10/2020; CONSIDERATO che la curva dei contagi in Italia, pur ridotta rispetto ai mesi precedenti, dimostra che persiste una diffusione del virus che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, e che sussistono pertanto le condizioni oggettive per il mantenimento delle disposizioni emergenziali e urgenti dirette a contenere la diffusione del virus;

RILEVATO -che negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici;

RITENUTA la necessità e urgenza di adottare adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus;

RAVVISATA la necessità di ridurre il più possibile i motivi di spostamento delle persone per evitare in ogni modo la diffusione da virus Covid-19;

VISTI i DPCM e i DD. LL. vigenti in materia di Covid-19; VISTE le Ordinanze del Presidente della Regione Campania;

VISTO il TUEL 267/2000;

ORDINA -A RETTIFICA, "DELLE PROPRIE PRECEDENTI Ordinanze prot. 90727/2020 e prot. 90727/2020 PRECISAZIONE", quanto segue: è disposta la sospensione delle attività DIDATTICHE relative alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado fino a tutto il 30/09/2020.

DISPONE - che la presente ordinanza sia: • pubblicata all'Albo Pretorio on line del Comune di Benevento, nonché sul sito istituzionale vww. comune. benevento.it ; • notificata a mezzo flusso a tutti i Dirigenti Comunali; • comunicata al Dirigente Provinciale Scolastico, al Prefetto di Benevento, al Presidente della Giunta Regionale, alla Questura, al Comando dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale.

AVVERTE • fatte salve le più gravi sanzioni previste da norme di legge o di regolamento, l'inosservanza delle disposizioni di cui alla presente Ordinanza, è punita con le sanzioni dell'art.7 bis del TUEL e alla Deliberazione della Giunta Comunale n. 114 del 23.05.2017; • avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, entro 60 giorni dalla pubblicazione o, in ulteriore alternativa, entro 120 giorni dalla pubblicazione, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

F.to on. Mario Clemente Mastella

2)- In tale atto, il Sindaco cita la lettera prot. 90706 del 22 settembre con la quale l'assessore alla Cultura e alla Istruzione del Comune di Benevento, prof.ssa Rossella Del Prete, comunicava che "a seguito di consultazioni con i dirigenti scolastici cittadini sia degli istituti comprensivi che di quelli della scuola superiore, è emersa l'esigenza di differire le attività didattiche - anno scolastico 2020/2021- al 1° ottobre 2020 con il fine precipuo di garantire l'espletamento delle attività didattiche in sicurezza sia per il personale che per gli alunni nel rispetto delle norme ANTI-COVID19 previste per fronteggiare il rischio di contagio e di diffusione del virus.".

Tali consultazioni, invero, attenendo a diritti di primaria valenza costituzionale quali a) il diritto allo studio, b) il diritto alla salute NECESSARIAMENTE DEVONO ESSERSI SVOLTE IN SEDE ISTITUZIONALE, PRESSO L’ASSESSORATO O PRESSO IL PROVVEDITORIATO DI BENEVENTO. In ogni caso di esse è certo che debba risultare traccia documentale, visti gli effetti che hanno prodotto.

Di tanto è assolutamente necessario che i cittadini, attraverso le Associazioni di Consumatori ed Utenti, abbiano piena contezza.

In mancanza si tratterebbe di mero arbitrio, tanto più grave in ragione del fatto per cui con il provvedimento sindacale si è leso ancora una volta il diritto allo studio, nel presupposto per cui NON SAREBBERO STATI ANCORA APPRONTATI I NECESSARI DISPOSITIVI ANTI -COVID. DOPO UN GIA’ DISPOSTO PRECEDENTE RINVIO RISPETTO ALL’APERTURA NEL RESTO D’ITALIA (14/09/2020), SU BASE REGIONALE, AL 24/09.

E’ NECESSARIO PERTANTO ACQUISIRE COPIA DELLA DOCUMENTAZIONE DETENUTA PRESSO IL COMUNE DI BENEVENTO DA CUI SI EVINCA IL CONTENUTO DELLE CONSULTAZIONI AVVENUTE TRA L’ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE ED I DIRIGENTI SCOLASTICI CITTADINI.

DA QUESTI ATTI SARA’ CERTAMENTE POSSIBILE CHIARIRE AGLI UTENTI DELLA SCUOLA, SOPRATTUTTO GENITORI, GIA’ ANNIENTATI DAL COVID ED ORA COSTRETTI E NON POTER CONTARE NEMMENO SUL SUPPORTO SCOLASTICO, ED ALUNNI, QUALI SONO LE EFFETTIVE CRITICITA’ CARATTERIZZANTI LA CITTA’ DI BENEVENTO RISPETTO AL RESTO D’ITALIA E DELLA CAMPANIA (si ricorda che altrove in regione la ripartenza scolastica è stata rinviata al più tardi al 28/9 solo nei plessi sede elettorale per la necessaria disinfestazione).

3)- E comunque, il sindaco Mastella, nonostante abbia citato espressamente tra gli atti presupposti alla sua Ordinanza prot. 90841 del 22 settembre 2020, la lettera dell'assessore Del Prete prot. 90706 stessa data, ha adottato il provvedimento per tutt’altri motivi.

Infatti, ha ordinato la "sospensione delle attività didattiche" per la necessità di "ridurre il più possibile i motivi di spostamento delle persone per evitare in ogni modo la diffusione da virus Covid-19".

Nella stessa Ordinanza, però, il Sindaco non indica quale sarebbe il gravissimo grado di contaminazione da Covd19 in atto nella città al punto da costringerlo a limitare gli spostamenti delle persone.

Nella stessa ordinanza il primo cittadino si limita a ricordare "che negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici" ma la situazione regionale avrebbe potuto casomai giustificare un provvedimento del presidente della Regione e non certo del sindaco di un Comune.

Si segnala, inoltre, che alla fine di agosto scorso Clemente Mastella aveva adombrato la possibilità di rinviare l'apertura delle scuole per mancanza di banchi o di professori ma, in verità, questa è la stessa condizione di molte scuole in Italia aperte il 14 settembre o che apriranno domani 24 settembre. Per tale motivo, diversi genitori avevano fatto notare, anche a mezzo stampa, che in realtà i lavori a cura del Comune per la messa in sicurezza delle scuole a seguito della emergenza Covid19, finanziati con Fondi statali, sono cominciati con grave ritardo.

Tanto considerato e premesso il CODACONS, sede provinciale di Benevento, chiede di accedere CON ASSOLUTA IMMEDIATEZZA, ANCHE IN DEROGA AI TEMPI PREVISTI DALLA NORMATIVA VIGENTE in materia di ostensione a:

A)-ogni documento detenuto presso il Comune di Benevento da cui risultino le consultazioni avvenute tra l’Ente Locale ed i dirigenti scolastici della Città causa della comunicazione dell’Assessore all’Istruzione n. prot. 90706 del 22 settembre presupposta dall’ordinanza del Sindaco di Benevento di sospensione delle attività didattiche sino al 30.09.2020;

B-ogni documento afferente l'affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte del Comune di Benevento per la messa in sicurezza delle scuole a seguito di emergenza Covid19. Risulta infatti dagli organi di stampa come l’Ente non abbia dato luogo con la necessaria tempestività, nonostante la disponibilità dei fondi, a realizzare per tempo i lavori di sua competenza sulle scuole cittadine. Se non è così attraverso la pubblicazione degli atti l’Ente potrà facilmente smentire tali eventuali illazioni.

Sin da adesso si preavvisa che qualora gli atti richiesti, in particolare quelli di cui ai punti A, non vi fossero affatto, allora il Sindaco di Benevento è chiamato, in assenza di più specifiche ragioni non certo rapportabili all’aumento della curva epidemica nella Regione Campania ( ricordiamo come lo stesso aumento oggi richiamato, senza i moniti della Regione Campania non avrebbe impedito allo stesso Ente comunale di organizzare la più alta concentrazione di giovani in periodo COVID nel territorio campano per 2 concerti di musica pop solo 20 giorni orsono) A REVOCARE AD HORAS IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA GIA’ ADOTTATO CONSENTENDO LA RIPRESA REGOLARE DELL’ANNO SCOLASTICO.

Il Sindaco potrebbe anche spiegare quali sono le ragioni per le quali ha motivato la chiusura della scuole con la necessità di ridurre gli spostamenti ma non ha adottato alcun altro provvedimento per gli spostamenti da e per altri uffici pubblici o aperti al pubblico.

Ovviamente, in assenza di adeguato riscontro, la scrivente Associazione provvederà a chiedere all’Autorità competente di accertare eventuali responsabilità di ordine penale per l’intervenuta parziale compromissione del fondamentale diritto allo studio, garantito dall’art.34 della Costituzione; certamente tale diritto può essere costretto in presenza di circostanze straordinarie ed eccezionali. Ma nel caso di specie o il Sindaco è in possesso di dati che richiedono non solo la sospensione dell’attività didattica ma la creazione di una zona rossa oppure il rinvio così come motivato appare del tutto arbitrario.

CODACONS BN Avv.Maurizio Zeoli

******************************

Benevento 24 settembre - Comunicato alla stampa<span style="text-decoration-line: underline;"> </span>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>L'assessore Del Prete risponde stizzita ai genitori che protestano per la chiusura delle scuole, il Codacons chiede l'accesso agli atti relativi ai lavori eseguiti a seguito della emergenza Covid</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="right">Questa mattina il responsabile provinciale del Codacons, avvocato Maurizio Zeoli, ha inviato una nuova lettera al Comune di Benevento per integrare la richiesta di accesso agli atti, inoltrata ieri, per conoscere le motivazioni ufficiali che hanno determinato la "sospensione delle attività didattiche" ovvero la chiusura delle scuole fino al 1° ottobre.</p>
Il Codacons segnala che l'assessore alla Istruzione, Rossella Del Prete, con una stizzita dichiarazione alla stampa, dopo aver rimproverato i Genitori perché osano lamentarsi del ritardo di SOLI 8 giorni per l’apertura dell’anno scolastico, immemore che tale ritardo si somma a quello già accumulato in Campania rispetto al resto d’Italia, assicura che il sindaco ha rinviato al 1° ottobre l'apertura delle scuole per motivi che non dipendono dai lavori di adeguamento funzionale in conseguenza della emergenza Covid che sarebbero stati già completati.

In verità la stessa Del Prete con la lettera prot. 90706 del 22 settembre  ha comunicato al sindaco che la richiesta di rinvio dell'apertura delle scuole sarebbe pervenuta dai dirigenti scolastici ma non ha spiegato quali sarebbero le ragioni di tali misteriose istanze.

<strong>All</strong>’esito di autonoma verifica - aggiunge l'avvocato Zeoli- si è appreso che i lavori ai quali fa riferimento l'assessore Del Prete, approvati dalla Giunta Comunale con la delibera n. 120 del 20 luglio 2020, sono quelli per l'adeguamento funzionale conseguenti alla emergenza Covid19 (rifacimento di impianti elettrici, adeguamento impianti igienico-sanitari, diversa disposizione delle aule, creazione di pareti mobili, ecc) dal costo complessivo di € 310.000 (fondi ministeriali) per le seguenti scuole:  S. MODESTO II € 51.580,23; S. VITO € 24.103,71; S. FILIPPO € 33.996,72; PIETÀ € 37.995,90; F. TORRE € 23.544,42; N. SALA € 29.874,68; PASCOLI € 24.928,00; PEZZAPIANA € 30.639,80; FERROVIA € 53.336,48.

I progetti esecutivi sono stati redatti tra la fine di giugno e gli inizi di luglio 2020; la Delibera di Giunta per l'approvazione dei progetti e gli schemi di contratto è stata approvata  il 20 luglio ma  risulta che i lavori siano stati affidati alle singole ditte con molto ritardo (fine agosto-metà settembre).

<strong>L'assessora Del Prete sostiene che i lavori sono già terminati- conclude il Codacons-  e quindi non avrà nessun problema a pubblicare ad horas i certificati di collaudo e/o le attestazioni di completa e corretta esecuzione degli interventi eseguiti. </strong>

&nbsp;
<p align="right">Avv.Maurizio Zeoli</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="388" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="290573013_mastella20del20prete640" title="290573013_mastella20del20prete640" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12744" title="290573013_mastella20del20prete640" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/290573013_mastella20del20prete640-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a><strong>Con la Ordiananza n. 90841 del 22 settembre il sindaco ha disposto la "immediata sospensione delle attività didattiche", ovvero la chiusura delle scuole fino al 30 settembre. Le motivazioni sono duramente contestate anche dal Codacons che ha inviato ieri al Comune di Benevento la richiesta di accesso agli atti  CON ASSOLUTA IMMEDIATEZZA, ANCHE IN DEROGA AI TEMPI PREVISTI DALLA NORMATIVA VIGENTE, di</strong>

- A) ogni documento detenuto da cui risultino le consultazioni avvenute tra l’Ente Locale ed i dirigenti scolastici della Città;

-B) ogni documento afferente l'affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte del Comune di Benevento per la messa in sicurezza delle scuole a seguito di emergenza Covid19.

Il responsabile provinciale del Codacons, avv. Maurizio Zeoli, <strong>"preavvisa che qualora gli atti richiesti, in particolare quelli di cui ai punti A, non vi fossero affatto, allora il Sindaco di Benevento è chiamato, in assenza di più specifiche ragioni non certo rapportabili all’aumento della curva epidemica nella Regione Campania ( ricordiamo come lo stesso aumento oggi richiamato, senza i moniti della Regione Campania non avrebbe impedito allo stesso Ente comunale di organizzare la più alta concentrazione di giovani in periodo COVID nel territorio campano per 2 concerti di musica pop solo 20 giorni orsono) A REVOCARE AD HORAS IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA GIA’ ADOTTATO CONSENTENDO LA RIPRESA REGOLARE DELL’ANNO SCOLASTICO.</strong>
Il Sindaco potrebbe anche spiegare quali sono le ragioni per le quali ha motivato la chiusura della scuole con la necessità di ridurre gli spostamenti ma non ha adottato alcun altro provvedimento per gli spostamenti da e per altri uffici pubblici o aperti al pubblico.
Ovviamente, in assenza di adeguato riscontro, la scrivente Associazione provvederà a chiedere all’Autorità competente di accertare eventuali responsabilità di ordine penale per l’intervenuta parziale compromissione del fondamentale diritto allo studio, garantito dall’art.34 della Costituzione; certamente tale diritto può essere costretto in presenza di circostanze straordinarie ed eccezionali. Ma nel caso di specie o il Sindaco è in possesso di dati che richiedono non solo la sospensione dell’attività didattica ma la creazione di una zona rossa oppure il rinvio così come motivato appare del tutto arbitrario."

<strong>Oggi, 24 settembre, il Codacons ha segnalato che "l'assessore alla Istruzione, Rossella Del Prete, con una stizzita dichiarazione alla stampa, dopo aver rimproverato i Genitori perché osano lamentarsi del ritardo di SOLI 8 giorni per l’apertura dell’anno scolastico, immemore che tale ritardo si somma a quello già accumulato in Campania rispetto al resto d’Italia, assicura che il sindaco ha rinviato al 1° ottobre l'apertura delle scuole per motivi che non dipendono dai lavori di adeguamento funzionale in conseguenza della emergenza Covid che sarebbero stati già completati.".</strong>

Pertanto l'avv. Maurizio Zeoli, ha chiesto all'assessore di pubblicare i collaudi dei lavori eseguiti.

Ecco i due documenti del Codacons:

*****

Benevento, 23.09.2020

spett.le COMUNE di BENEVENTO -  Al sig. SINDACO

oggetto: 1)- ISTANZA DI ACCESSO-

2)- INVITO E DIFFIDA REVOCA IMMEDIATA ORDINANZA SOSPENSIONE ATTIVITA’ DIDATTICA-

Lo scrivente CODACONS, sede provinciale di Benevento, in persona del suo responsabile avv. Maurizio Zeoli, con sede in Benevento al viale Martiri d’Ungheria 13,premesso che :

1)- il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, in data 22 settembre 2020 ha firmato la ordinanza prot- n. 90841 che qui si trascrive integralmente. “Città di Benevento- Via Annunziata n° 138 (Pal. Mosti) —82100 Benevento TeL 0824- 772240-- 220-- 253 Fax 0824-29243 gabsindacobn@gmail.com -egreteriasindaco@pec.comunebn.it- gabsindacobenevento@comune.benevento.it ORDINANZA prot. 90841/2020 del 22 settembre 2020 "Rettifica precedenti ordinanze prot. 90727/2020 e prot. 90727/2020 PRECISAZIONE" IL SINDACO VISTI: -Il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 aprile 2020-Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID- 19, applicabili sull'intero territorio nazionale.(20A02352) (GU n.108 del 27-4-2020), nel quale è prevista tra l'altro la sospensione delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado..; IL DECRETO LEGGE 30 luglio 2020, n. 83, con il quale lo stato di emergenza è stato prorogato fino al 15 ottobre 2020 ed è stato disposto che, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, e comunque per non oltre dieci giorni dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto legge, continua ad applicarsi il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 14 luglio 2020, n. 176;

VISTA l'ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE CAMPANIA n. 70 dell' 8 settembre 2020 avente OGGETTO: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 Ordinanza ai sensi dell'art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n.833 in materia di igiene e sanità pubblica e dell'art. 3 del decreto- legge 25 marzo 2020, n. 19. Misure di prevenzione dei contagi in vista dell'avvio dell'anno scolastico.; VISTA la nota prot. 90706 del 22-09-2020 a firma dell'Assessore alla Pubblica Istruzione, avente oggetto: Comunicazione avvio anno scolastico 2020/2021- differimento attività didattiche al 1/10/2020; CONSIDERATO che la curva dei contagi in Italia, pur ridotta rispetto ai mesi precedenti, dimostra che persiste una diffusione del virus che provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, e che sussistono pertanto le condizioni oggettive per il mantenimento delle disposizioni emergenziali e urgenti dirette a contenere la diffusione del virus;

RILEVATO -che negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici;

RITENUTA la necessità e urgenza di adottare adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus;

RAVVISATA la necessità di ridurre il più possibile i motivi di spostamento delle persone per evitare in ogni modo la diffusione da virus Covid-19;

VISTI i DPCM e i DD. LL. vigenti in materia di Covid-19; VISTE le Ordinanze del Presidente della Regione Campania;

VISTO il TUEL 267/2000;

ORDINA -A RETTIFICA, "DELLE PROPRIE PRECEDENTI Ordinanze prot. 90727/2020 e prot. 90727/2020 PRECISAZIONE", quanto segue: è disposta la sospensione delle attività DIDATTICHE relative alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado fino a tutto il 30/09/2020.

DISPONE - che la presente ordinanza sia: • pubblicata all'Albo Pretorio on line del Comune di Benevento, nonché sul sito istituzionale vww. comune. benevento.it ; • notificata a mezzo flusso a tutti i Dirigenti Comunali; • comunicata al Dirigente Provinciale Scolastico, al Prefetto di Benevento, al Presidente della Giunta Regionale, alla Questura, al Comando dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale.

AVVERTE • fatte salve le più gravi sanzioni previste da norme di legge o di regolamento, l'inosservanza delle disposizioni di cui alla presente Ordinanza, è punita con le sanzioni dell'art.7 bis del TUEL e alla Deliberazione della Giunta Comunale n. 114 del 23.05.2017; • avverso la presente ordinanza è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, entro 60 giorni dalla pubblicazione o, in ulteriore alternativa, entro 120 giorni dalla pubblicazione, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

F.to on. Mario Clemente Mastella

2)- In tale atto, il Sindaco cita la lettera prot. 90706 del 22 settembre con la quale l'assessore alla Cultura e alla Istruzione del Comune di Benevento, prof.ssa Rossella Del Prete, comunicava che "a seguito di consultazioni con i dirigenti scolastici cittadini sia degli istituti comprensivi che di quelli della scuola superiore, è emersa l'esigenza di differire le attività didattiche - anno scolastico 2020/2021- al 1° ottobre 2020 con il fine precipuo di garantire l'espletamento delle attività didattiche in sicurezza sia per il personale che per gli alunni nel rispetto delle norme ANTI-COVID19 previste per fronteggiare il rischio di contagio e di diffusione del virus.".

Tali consultazioni, invero, attenendo a diritti di primaria valenza costituzionale quali a) il diritto allo studio, b) il diritto alla salute NECESSARIAMENTE DEVONO ESSERSI SVOLTE IN SEDE ISTITUZIONALE, PRESSO L’ASSESSORATO O PRESSO IL PROVVEDITORIATO DI BENEVENTO. In ogni caso di esse è certo che debba risultare traccia documentale, visti gli effetti che hanno prodotto.

Di tanto è assolutamente necessario che i cittadini, attraverso le Associazioni di Consumatori ed Utenti, abbiano piena contezza.

In mancanza si tratterebbe di mero arbitrio, tanto più grave in ragione del fatto per cui con il provvedimento sindacale si è leso ancora una volta il diritto allo studio, nel presupposto per cui NON SAREBBERO STATI ANCORA APPRONTATI I NECESSARI DISPOSITIVI ANTI -COVID. DOPO UN GIA’ DISPOSTO PRECEDENTE RINVIO RISPETTO ALL’APERTURA NEL RESTO D’ITALIA (14/09/2020), SU BASE REGIONALE, AL 24/09.

E’ NECESSARIO PERTANTO ACQUISIRE COPIA DELLA DOCUMENTAZIONE DETENUTA PRESSO IL COMUNE DI BENEVENTO DA CUI SI EVINCA IL CONTENUTO DELLE CONSULTAZIONI AVVENUTE TRA L’ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE ED I DIRIGENTI SCOLASTICI CITTADINI.

DA QUESTI ATTI SARA’ CERTAMENTE POSSIBILE CHIARIRE AGLI UTENTI DELLA SCUOLA, SOPRATTUTTO GENITORI, GIA’ ANNIENTATI DAL COVID ED ORA COSTRETTI E NON POTER CONTARE NEMMENO SUL SUPPORTO SCOLASTICO, ED ALUNNI, QUALI SONO LE EFFETTIVE CRITICITA’ CARATTERIZZANTI LA CITTA’ DI BENEVENTO RISPETTO AL RESTO D’ITALIA E DELLA CAMPANIA (si ricorda che altrove in regione la ripartenza scolastica è stata rinviata al più tardi al 28/9 solo nei plessi sede elettorale per la necessaria disinfestazione).

3)- E comunque, il sindaco Mastella, nonostante abbia citato espressamente tra gli atti presupposti alla sua Ordinanza prot. 90841 del 22 settembre 2020, la lettera dell'assessore Del Prete prot. 90706 stessa data, ha adottato il provvedimento per tutt’altri motivi.

Infatti, ha ordinato la "sospensione delle attività didattiche" per la necessità di "ridurre il più possibile i motivi di spostamento delle persone per evitare in ogni modo la diffusione da virus Covid-19".

Nella stessa Ordinanza, però, il Sindaco non indica quale sarebbe il gravissimo grado di contaminazione da Covd19 in atto nella città al punto da costringerlo a limitare gli spostamenti delle persone.

Nella stessa ordinanza il primo cittadino si limita a ricordare "che negli ultimi giorni è stato registrato sul territorio regionale un sensibile incremento dei casi di positività al virus, per lo più connesso a soggetti asintomatici o paucisintomatici" ma la situazione regionale avrebbe potuto casomai giustificare un provvedimento del presidente della Regione e non certo del sindaco di un Comune.

Si segnala, inoltre, che alla fine di agosto scorso Clemente Mastella aveva adombrato la possibilità di rinviare l'apertura delle scuole per mancanza di banchi o di professori ma, in verità, questa è la stessa condizione di molte scuole in Italia aperte il 14 settembre o che apriranno domani 24 settembre. Per tale motivo, diversi genitori avevano fatto notare, anche a mezzo stampa, che in realtà i lavori a cura del Comune per la messa in sicurezza delle scuole a seguito della emergenza Covid19, finanziati con Fondi statali, sono cominciati con grave ritardo.

Tanto considerato e premesso il CODACONS, sede provinciale di Benevento, chiede di accedere CON ASSOLUTA IMMEDIATEZZA, ANCHE IN DEROGA AI TEMPI PREVISTI DALLA NORMATIVA VIGENTE in materia di ostensione a:

A)-ogni documento detenuto presso il Comune di Benevento da cui risultino le consultazioni avvenute tra l’Ente Locale ed i dirigenti scolastici della Città causa della comunicazione dell’Assessore all’Istruzione n. prot. 90706 del 22 settembre presupposta dall’ordinanza del Sindaco di Benevento di sospensione delle attività didattiche sino al 30.09.2020;

B-ogni documento afferente l'affidamento e l’esecuzione dei lavori da parte del Comune di Benevento per la messa in sicurezza delle scuole a seguito di emergenza Covid19. Risulta infatti dagli organi di stampa come l’Ente non abbia dato luogo con la necessaria tempestività, nonostante la disponibilità dei fondi, a realizzare per tempo i lavori di sua competenza sulle scuole cittadine. Se non è così attraverso la pubblicazione degli atti l’Ente potrà facilmente smentire tali eventuali illazioni.

Sin da adesso si preavvisa che qualora gli atti richiesti, in particolare quelli di cui ai punti A, non vi fossero affatto, allora il Sindaco di Benevento è chiamato, in assenza di più specifiche ragioni non certo rapportabili all’aumento della curva epidemica nella Regione Campania ( ricordiamo come lo stesso aumento oggi richiamato, senza i moniti della Regione Campania non avrebbe impedito allo stesso Ente comunale di organizzare la più alta concentrazione di giovani in periodo COVID nel territorio campano per 2 concerti di musica pop solo 20 giorni orsono) A REVOCARE AD HORAS IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE DELL’ATTIVITA’ DIDATTICA GIA’ ADOTTATO CONSENTENDO LA RIPRESA REGOLARE DELL’ANNO SCOLASTICO.

Il Sindaco potrebbe anche spiegare quali sono le ragioni per le quali ha motivato la chiusura della scuole con la necessità di ridurre gli spostamenti ma non ha adottato alcun altro provvedimento per gli spostamenti da e per altri uffici pubblici o aperti al pubblico.

Ovviamente, in assenza di adeguato riscontro, la scrivente Associazione provvederà a chiedere all’Autorità competente di accertare eventuali responsabilità di ordine penale per l’intervenuta parziale compromissione del fondamentale diritto allo studio, garantito dall’art.34 della Costituzione; certamente tale diritto può essere costretto in presenza di circostanze straordinarie ed eccezionali. Ma nel caso di specie o il Sindaco è in possesso di dati che richiedono non solo la sospensione dell’attività didattica ma la creazione di una zona rossa oppure il rinvio così come motivato appare del tutto arbitrario.

CODACONS BN Avv.Maurizio Zeoli

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Benevento 24 settembre - Comunicato alla stampa<span style="text-decoration-line: underline;"> </span>
<p style="text-align: left;" align="center"><strong>L'assessore Del Prete risponde stizzita ai genitori che protestano per la chiusura delle scuole, il Codacons chiede l'accesso agli atti relativi ai lavori eseguiti a seguito della emergenza Covid</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="right">Questa mattina il responsabile provinciale del Codacons, avvocato Maurizio Zeoli, ha inviato una nuova lettera al Comune di Benevento per integrare la richiesta di accesso agli atti, inoltrata ieri, per conoscere le motivazioni ufficiali che hanno determinato la "sospensione delle attività didattiche" ovvero la chiusura delle scuole fino al 1° ottobre.</p>
Il Codacons segnala che l'assessore alla Istruzione, Rossella Del Prete, con una stizzita dichiarazione alla stampa, dopo aver rimproverato i Genitori perché osano lamentarsi del ritardo di SOLI 8 giorni per l’apertura dell’anno scolastico, immemore che tale ritardo si somma a quello già accumulato in Campania rispetto al resto d’Italia, assicura che il sindaco ha rinviato al 1° ottobre l'apertura delle scuole per motivi che non dipendono dai lavori di adeguamento funzionale in conseguenza della emergenza Covid che sarebbero stati già completati.

In verità la stessa Del Prete con la lettera prot. 90706 del 22 settembre  ha comunicato al sindaco che la richiesta di rinvio dell'apertura delle scuole sarebbe pervenuta dai dirigenti scolastici ma non ha spiegato quali sarebbero le ragioni di tali misteriose istanze.

<strong>All</strong>’esito di autonoma verifica - aggiunge l'avvocato Zeoli- si è appreso che i lavori ai quali fa riferimento l'assessore Del Prete, approvati dalla Giunta Comunale con la delibera n. 120 del 20 luglio 2020, sono quelli per l'adeguamento funzionale conseguenti alla emergenza Covid19 (rifacimento di impianti elettrici, adeguamento impianti igienico-sanitari, diversa disposizione delle aule, creazione di pareti mobili, ecc) dal costo complessivo di € 310.000 (fondi ministeriali) per le seguenti scuole:  S. MODESTO II € 51.580,23; S. VITO € 24.103,71; S. FILIPPO € 33.996,72; PIETÀ € 37.995,90; F. TORRE € 23.544,42; N. SALA € 29.874,68; PASCOLI € 24.928,00; PEZZAPIANA € 30.639,80; FERROVIA € 53.336,48.

I progetti esecutivi sono stati redatti tra la fine di giugno e gli inizi di luglio 2020; la Delibera di Giunta per l'approvazione dei progetti e gli schemi di contratto è stata approvata  il 20 luglio ma  risulta che i lavori siano stati affidati alle singole ditte con molto ritardo (fine agosto-metà settembre).

<strong>L'assessora Del Prete sostiene che i lavori sono già terminati- conclude il Codacons-  e quindi non avrà nessun problema a pubblicare ad horas i certificati di collaudo e/o le attestazioni di completa e corretta esecuzione degli interventi eseguiti. </strong>

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<p align="right">Avv.Maurizio Zeoli</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Venerdì 7 febbraio, presentazione del dossier di Altrabenevento contro la realizzazione di un palazzo privato a ridosso delle mura longobarde e il trasferimento del Terminal Bus.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 22:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione Mastella]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonioreale.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonioreale" title="antonioreale" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12163" title="antonioreale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonioreale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

Comunicato stampa del 3 febbraio 2020

<strong>Il sindaco Clemente Mastella si è  dimesso ma la sua amministrazione rimane in carica e conferma la volontà di stravolgere il piano Urbanistico, quello per la mobilità e le previsioni sugli insediamenti commerciali della parte alta della città.</strong>

Infatti, è stato firmato il Permesso per consentire ad una società avellinese di abbattere e ricostruire il palazzo ex INPS con la realizzazione di un ipermercato da 5.000 metri quadrati in via Calandra da cedere ad una società casertana.

Mastella aveva promesso di difendere i piccoli esercenti e i negozi di vicinato ed invece il nuovo ipermercato creerà ulteriori ingorghi di traffico, l'aumento dell'inquinamento dell'aria e la crisi del commercio nella parte alta della città.

L'amministrazione comunale si appresta, inoltre, ad autorizzare la costruzione di un palazzo di cinque piani sull'area dell'attuale Terminal Bus, come da progetto presentato dalla società Lumode srl di Gricignano d'Aversa.

Secondo il preventivo l'opera costa nove milioni di euro, sette a carico del Governo (Programma per la riqualificazione delle periferie urbane) ma anticipati dal Comune, e solo due a carico della società che però avrà il diritto di incassare per trent'anni i fitti per gli appartamenti, i negozi e i servizi più gli introiti per il parcheggio e la pubblicità interna ed esterna.

Secondo l'assessore all'urbanistica, Antonio Reale (nella foto)  e il dirigente Antonio Iadicicco, il terminal degli autobus extraurbani dovrebbe essere trasferito in un'area vicino alla stazione ferroviaria senza chiarire, però, come saranno poi trasportati i duemila pendolari che ogni mattina vanno nella zona alta della città.

Le critiche al progetto che contiene anche clamorosi errori, saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà Venerdì, 7 febbraio, alle ore 16, nel salone del consorzio Sale della Terra in via S. Pasquale, 49.

Interverranno: Gabriele Corona e Sandra Sandrucci di Altrabenevento; Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione; Salvatore Zotti, ingegnere; Pasquale Basile di Civico 22.

Il coordinamento

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonioreale.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="antonioreale" title="antonioreale" /></p><img class="alignleft size-medium wp-image-12163" title="antonioreale" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/antonioreale-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />

Comunicato stampa del 3 febbraio 2020

<strong>Il sindaco Clemente Mastella si è  dimesso ma la sua amministrazione rimane in carica e conferma la volontà di stravolgere il piano Urbanistico, quello per la mobilità e le previsioni sugli insediamenti commerciali della parte alta della città.</strong>

Infatti, è stato firmato il Permesso per consentire ad una società avellinese di abbattere e ricostruire il palazzo ex INPS con la realizzazione di un ipermercato da 5.000 metri quadrati in via Calandra da cedere ad una società casertana.

Mastella aveva promesso di difendere i piccoli esercenti e i negozi di vicinato ed invece il nuovo ipermercato creerà ulteriori ingorghi di traffico, l'aumento dell'inquinamento dell'aria e la crisi del commercio nella parte alta della città.

L'amministrazione comunale si appresta, inoltre, ad autorizzare la costruzione di un palazzo di cinque piani sull'area dell'attuale Terminal Bus, come da progetto presentato dalla società Lumode srl di Gricignano d'Aversa.

Secondo il preventivo l'opera costa nove milioni di euro, sette a carico del Governo (Programma per la riqualificazione delle periferie urbane) ma anticipati dal Comune, e solo due a carico della società che però avrà il diritto di incassare per trent'anni i fitti per gli appartamenti, i negozi e i servizi più gli introiti per il parcheggio e la pubblicità interna ed esterna.

Secondo l'assessore all'urbanistica, Antonio Reale (nella foto)  e il dirigente Antonio Iadicicco, il terminal degli autobus extraurbani dovrebbe essere trasferito in un'area vicino alla stazione ferroviaria senza chiarire, però, come saranno poi trasportati i duemila pendolari che ogni mattina vanno nella zona alta della città.

Le critiche al progetto che contiene anche clamorosi errori, saranno illustrate nel corso di una conferenza stampa che si terrà Venerdì, 7 febbraio, alle ore 16, nel salone del consorzio Sale della Terra in via S. Pasquale, 49.

Interverranno: Gabriele Corona e Sandra Sandrucci di Altrabenevento; Italo Di Dio, commercialista e consigliere comunale di opposizione; Salvatore Zotti, ingegnere; Pasquale Basile di Civico 22.

Il coordinamento

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		<title>Riprendono le pubblicazioni bloccate dal 14 giugno 2016. A presto gli aggiornamenti arretrati.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 13:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<item>
		<title>Mensa scolastica, il sindaco si nasconde.</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 15:23:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="800" height="577" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/fausto-pepe-del-vecchio-800.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="fausto pepe, del vecchio 800" title="fausto pepe, del vecchio 800" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Fausto-pepe.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10852" title="Fausto pepe" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Fausto-pepe-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a>Mensa scolastica, seconda lettera aperta al sindaco Fausto Pepe:

<strong>“Il suo comportamento è gravissimo, invece di tutelare senza tentennamenti la salute dei bambini, lei si è nascosto dietro i procedimenti burocratici di Moschella. Così ha creato un dramma per migliaia di famiglie. Nonostante il divieto saremo presenti alla Conferenza stampa della Ristorò in attesa che lei si decida ad accettare il confronto che le stiamo chiedendo da tempo.”</strong>

Da diversi mesi i genitori di molti bambini segnalano che i pasti della mensa scolastica sono immangiabili o scadenti, ma lei non si è degnato di andare immediatamente sul posto ad ascoltare, assaggiare, verificare e chiedere spiegazioni.

Il 16 dicembre scorso, con il dossier “Scarpe e ceci”, abbiamo denunciato diverse “anomalie” ed irregolarità del servizio gestito dalla Ristorò, ma lei si è limitato ad annunciare che avrebbe approfondito la questione. Invece doveva recarsi subito al centro di cottura di ponte Valentino e constatare di persona, ad esempio, la presenza delle pentole indecenti.

Poi è emersa la non idoneità dei locali mensa, la mancanza del certificato di agibilità, i lavori abusivi per il secondo centro di cottura e la presenza di zolfo nei locali attigui alle cucine, ma lei non si è smosso dalla sedia.

Ha fatto finta di non sentire quando le abbiamo raccontato che con i soldi del Comune, e quindi dei contribuenti, vengono pagati stipendi da fame a tutti i dipendenti tranne che ad un noto ingegnere membro della commissione edilizia comunale, figlio della signora factotum della Ristorò, e ad un consigliere comunale del suo partito.

Ha fatto il distratto quando abbiamo denunciato il ricorso al lavoro nero per quel servizio pubblico oppure quando sono state licenziate, sospese da servizio o raggiunte da provvedimenti disciplinari diverse signore che lavorano in mensa. Sono proprio quei dipendenti che dovranno testimoniare sulle condizioni di lavoro e l’organizzazione del servizio, insieme ad altri, compreso qualche pregiudicato e il parente di qualche magistrato.

Quando poi abbiamo segnalato diverse violazioni contrattuali, lei ha continuato a chiedere al comandante della Polizia Municipale, Moschella, di valutare i fatti e quindi anche il comportamento dello stesso dirigente Moschella che ha firmato il contratto con la Ristorò e avrebbe dovuto controllarne la corretta applicazione. E Moschella ha girato la domanda ai dirigenti scolastici che non possono controllare il rispetto del Capitolato di Appalto che, peraltro, non conoscono.

Se lei si fosse attivato personalmente, come fa quando la materia le interessa, avrebbe constatato facilmente che alle 9 del mattino le vaschette dei “secondi” sono confezionate e sigillate, quindi tre ore prima che quel pasto sia mangiato dai bambini (invece di 20 minuti come da contratto). Avrebbe anche potuto vedere da solo i tre bastoncini di pesce serviti al posto dei quattro indicati sul menù, e guardando le etichette si sarebbe accorto che le verdure sono sempre surgelate (le patate precotte), mentre il capitolato prevede che debbano essere FRESCHE. E sempre a proposito di etichette si sarebbe accorto, guardando le foto da noi pubblicate, che dopo la nostra segnalazione in quella relativa ai famigerati bastoncini di pesce è sparito l’addensante E464. Se si degnasse di guardarle, quelle etichette, scoprirebbe anche che non sono mai indicate le grammature dei cibi, contrariamente a quanto previsto da contratto.

Lei si è nascosto dietro la burocrazia di Moschella ed invece avrebbe potuto facilmente consentire l’accertamento della verità. Ad esempio, considerato che vuole organizzare l'osservatorio sulla legalità e che amministra un Ente dotato di un piano anticorruzione ispirato soprattutto alla trasparenza, avrebbe dovuto disporre la pubblicazione sul sito del Comune del Capitolato Speciale di Appalto per il servizio mensa e di tutti i documenti relativi al rapporto con la Ristorò. Avrebbe dovuto far pubblicare le etichette di ogni pasto, quelle che le mamme non possono fotografare; avrebbe dovuto far pubblicare l’elenco dei fornitori e così tutti avrebbero capito chi produce i misteriosi bastoncini.

Non lo ha fatto perché, evidentemente, dopo aver verificato che non sarà più candidato ad alcuna carica elettiva, il rapporto con i cittadini le interessa molto meno. Allora, perché non delega la questione mensa al suo vicesindaco, erede allo scanno?

26 febbraio 2015

Per Altrabenevento- Gabriele Corona

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="577" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/fausto-pepe-del-vecchio-800.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="fausto pepe, del vecchio 800" title="fausto pepe, del vecchio 800" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Fausto-pepe.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10852" title="Fausto pepe" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Fausto-pepe-300x251.png" alt="" width="300" height="251" /></a>Mensa scolastica, seconda lettera aperta al sindaco Fausto Pepe:

<strong>“Il suo comportamento è gravissimo, invece di tutelare senza tentennamenti la salute dei bambini, lei si è nascosto dietro i procedimenti burocratici di Moschella. Così ha creato un dramma per migliaia di famiglie. Nonostante il divieto saremo presenti alla Conferenza stampa della Ristorò in attesa che lei si decida ad accettare il confronto che le stiamo chiedendo da tempo.”</strong>

Da diversi mesi i genitori di molti bambini segnalano che i pasti della mensa scolastica sono immangiabili o scadenti, ma lei non si è degnato di andare immediatamente sul posto ad ascoltare, assaggiare, verificare e chiedere spiegazioni.

Il 16 dicembre scorso, con il dossier “Scarpe e ceci”, abbiamo denunciato diverse “anomalie” ed irregolarità del servizio gestito dalla Ristorò, ma lei si è limitato ad annunciare che avrebbe approfondito la questione. Invece doveva recarsi subito al centro di cottura di ponte Valentino e constatare di persona, ad esempio, la presenza delle pentole indecenti.

Poi è emersa la non idoneità dei locali mensa, la mancanza del certificato di agibilità, i lavori abusivi per il secondo centro di cottura e la presenza di zolfo nei locali attigui alle cucine, ma lei non si è smosso dalla sedia.

Ha fatto finta di non sentire quando le abbiamo raccontato che con i soldi del Comune, e quindi dei contribuenti, vengono pagati stipendi da fame a tutti i dipendenti tranne che ad un noto ingegnere membro della commissione edilizia comunale, figlio della signora factotum della Ristorò, e ad un consigliere comunale del suo partito.

Ha fatto il distratto quando abbiamo denunciato il ricorso al lavoro nero per quel servizio pubblico oppure quando sono state licenziate, sospese da servizio o raggiunte da provvedimenti disciplinari diverse signore che lavorano in mensa. Sono proprio quei dipendenti che dovranno testimoniare sulle condizioni di lavoro e l’organizzazione del servizio, insieme ad altri, compreso qualche pregiudicato e il parente di qualche magistrato.

Quando poi abbiamo segnalato diverse violazioni contrattuali, lei ha continuato a chiedere al comandante della Polizia Municipale, Moschella, di valutare i fatti e quindi anche il comportamento dello stesso dirigente Moschella che ha firmato il contratto con la Ristorò e avrebbe dovuto controllarne la corretta applicazione. E Moschella ha girato la domanda ai dirigenti scolastici che non possono controllare il rispetto del Capitolato di Appalto che, peraltro, non conoscono.

Se lei si fosse attivato personalmente, come fa quando la materia le interessa, avrebbe constatato facilmente che alle 9 del mattino le vaschette dei “secondi” sono confezionate e sigillate, quindi tre ore prima che quel pasto sia mangiato dai bambini (invece di 20 minuti come da contratto). Avrebbe anche potuto vedere da solo i tre bastoncini di pesce serviti al posto dei quattro indicati sul menù, e guardando le etichette si sarebbe accorto che le verdure sono sempre surgelate (le patate precotte), mentre il capitolato prevede che debbano essere FRESCHE. E sempre a proposito di etichette si sarebbe accorto, guardando le foto da noi pubblicate, che dopo la nostra segnalazione in quella relativa ai famigerati bastoncini di pesce è sparito l’addensante E464. Se si degnasse di guardarle, quelle etichette, scoprirebbe anche che non sono mai indicate le grammature dei cibi, contrariamente a quanto previsto da contratto.

Lei si è nascosto dietro la burocrazia di Moschella ed invece avrebbe potuto facilmente consentire l’accertamento della verità. Ad esempio, considerato che vuole organizzare l'osservatorio sulla legalità e che amministra un Ente dotato di un piano anticorruzione ispirato soprattutto alla trasparenza, avrebbe dovuto disporre la pubblicazione sul sito del Comune del Capitolato Speciale di Appalto per il servizio mensa e di tutti i documenti relativi al rapporto con la Ristorò. Avrebbe dovuto far pubblicare le etichette di ogni pasto, quelle che le mamme non possono fotografare; avrebbe dovuto far pubblicare l’elenco dei fornitori e così tutti avrebbero capito chi produce i misteriosi bastoncini.

Non lo ha fatto perché, evidentemente, dopo aver verificato che non sarà più candidato ad alcuna carica elettiva, il rapporto con i cittadini le interessa molto meno. Allora, perché non delega la questione mensa al suo vicesindaco, erede allo scanno?

26 febbraio 2015

Per Altrabenevento- Gabriele Corona

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		<title>Benevento i cittadini denunciano: centinaia di abitazioni sotto l&#8217;elettrodotto da 380.000 volt</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 23:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettrodotti]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="600" height="300" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/inquinamento-elettrodotto.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="inquinamento elettrodotto" title="inquinamento elettrodotto" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Logo_Terna_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10680" title="Logo_Terna_3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Logo_Terna_3-300x69.jpg" alt="" width="300" height="69" /></a>Comunicato stampa del 18 ottobre 2014
L'inizio dei lavori di costruzione dell'Elettrodotto a 380 KV. Benevento II^ - Foggia, nel tratto che attraversa la Contrada Pantano e la Contrada San Vitale, ha scatenato la reazione degli abitanti delle due contrade e di quelle confinanti, che si sono visti circondati dai lavori di costruzione dei numerosi tralicci previsti in quel tratto di territorio. I sostegni sono infatti a breve distanza l'uno dall'altro, sono collocati al centro di altre linee di elettrodotti, sono posizionati vicino alle abitazioni e in molti casi si trovano addirittura in mezzo tra una casa e l'altra. E' stato anche accertato che nelle planimetrie progettuali di Terna non sono riportati fabbricati esistenti in loco già da diversi anni e che pertanto le stesse rappresentano un inquadramento della situazione territoriale non corrispondente alla realtà. Tutto ciò è fonte di gravi timori per gli abitanti della zona, che saranno sottoposti alle onde elettromagnetiche generate dal potente elettrodotto. Per tale motivo, i comitati e le associazioni che finora si sono opposti alla realizzazione dell'elettrodotto hanno diffidato nei giorni scorsi il Sindaco di Benevento a sospendere con urgenza i lavori di costruzione dell'opera, soprattutto per il mancato aggiornamento delle planimetrie del progetto esecutivo presentato da Terna, che non comprendono numerose abitazioni da tempo presenti sul tracciato prescelto, che saranno inevitabilmente sottoposte all'elettrodotto e ai campi elettromagnetici in quanto ricadenti nella fascia di rispetto. E' inammissibile che sia la Terna che il Comune ignorino lo stato di fatto e procedano alla realizzazione dell'opera senza alcun rispetto della salute dei cittadini interessati, anche in considerazione del fatto che la Terna non ha mai comunicato i valori dei campi elettromagnetici impedendo con ciò l'individuazione delle fasce di rispetto.

Con la diffida,inoltre, i Comitati e le Associazioni rinnovano al Sindaco l'impegno per la tutela della pista ciclopedonale di C.da Pantano, in previsione dell' udienza al TAR fissata al 12 novembre p.v.

La denuncia dei comitati e associazioni è stata inoltrata anche al Ministero dello Sviluppo Economico per la verifica del rispetto da parte di Terna delle norme di legge a tutela della salute pubblica e all'ARPAC per il monitoraggio elettromagnetico, che deve essere esteso anche a tutta la linea già realizzata e a quella già esistente.

&nbsp;

Firmato: Altrabenevento, Associazione Nazionale Tutela Ambientale - ANTA

Comitato Pantano

Comitato San Vitale-Pantano

Comitato Voce per la Contrada Associazione Pro Vita

Comitato C.da Malecagna

Comitato Benevento Nord-Est

Comitato Contrade Nord-Est

Comitato C.da Corvacchini

Comitato Contrada Pezzapiana

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="300" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/inquinamento-elettrodotto.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="inquinamento elettrodotto" title="inquinamento elettrodotto" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Logo_Terna_3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10680" title="Logo_Terna_3" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Logo_Terna_3-300x69.jpg" alt="" width="300" height="69" /></a>Comunicato stampa del 18 ottobre 2014
L'inizio dei lavori di costruzione dell'Elettrodotto a 380 KV. Benevento II^ - Foggia, nel tratto che attraversa la Contrada Pantano e la Contrada San Vitale, ha scatenato la reazione degli abitanti delle due contrade e di quelle confinanti, che si sono visti circondati dai lavori di costruzione dei numerosi tralicci previsti in quel tratto di territorio. I sostegni sono infatti a breve distanza l'uno dall'altro, sono collocati al centro di altre linee di elettrodotti, sono posizionati vicino alle abitazioni e in molti casi si trovano addirittura in mezzo tra una casa e l'altra. E' stato anche accertato che nelle planimetrie progettuali di Terna non sono riportati fabbricati esistenti in loco già da diversi anni e che pertanto le stesse rappresentano un inquadramento della situazione territoriale non corrispondente alla realtà. Tutto ciò è fonte di gravi timori per gli abitanti della zona, che saranno sottoposti alle onde elettromagnetiche generate dal potente elettrodotto. Per tale motivo, i comitati e le associazioni che finora si sono opposti alla realizzazione dell'elettrodotto hanno diffidato nei giorni scorsi il Sindaco di Benevento a sospendere con urgenza i lavori di costruzione dell'opera, soprattutto per il mancato aggiornamento delle planimetrie del progetto esecutivo presentato da Terna, che non comprendono numerose abitazioni da tempo presenti sul tracciato prescelto, che saranno inevitabilmente sottoposte all'elettrodotto e ai campi elettromagnetici in quanto ricadenti nella fascia di rispetto. E' inammissibile che sia la Terna che il Comune ignorino lo stato di fatto e procedano alla realizzazione dell'opera senza alcun rispetto della salute dei cittadini interessati, anche in considerazione del fatto che la Terna non ha mai comunicato i valori dei campi elettromagnetici impedendo con ciò l'individuazione delle fasce di rispetto.

Con la diffida,inoltre, i Comitati e le Associazioni rinnovano al Sindaco l'impegno per la tutela della pista ciclopedonale di C.da Pantano, in previsione dell' udienza al TAR fissata al 12 novembre p.v.

La denuncia dei comitati e associazioni è stata inoltrata anche al Ministero dello Sviluppo Economico per la verifica del rispetto da parte di Terna delle norme di legge a tutela della salute pubblica e all'ARPAC per il monitoraggio elettromagnetico, che deve essere esteso anche a tutta la linea già realizzata e a quella già esistente.

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Firmato: Altrabenevento, Associazione Nazionale Tutela Ambientale - ANTA

Comitato Pantano

Comitato San Vitale-Pantano

Comitato Voce per la Contrada Associazione Pro Vita

Comitato C.da Malecagna

Comitato Benevento Nord-Est

Comitato Contrade Nord-Est

Comitato C.da Corvacchini

Comitato Contrada Pezzapiana

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		<title>De Caro vuole dare soldi pubblici a Repower, Cimitile si imbarazza.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 05:46:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Centrale elettrica sotterranea]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta al malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="802" height="533" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convegno-acque-campolattaro-da-NTR-24.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Convegno acque campolattaro da NTR 24" title="Convegno acque campolattaro da NTR 24" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7472" title="UMBERTO DEL BASSO DE CARO" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Comunicato stampa del 21 settembre 2014
<strong>La Repower pretende soldi pubblici per la sua Centrale elettrica interrata, Del Basso De Caro la sostiene e mette in difficoltà Cimitile. Contrario l’assessore all’ambiente della Regione ma non il suo Dirigente.</strong>
Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha annunciato il suo deciso impegno affinchè il Governo e la Regione finanzino la società svizzera Repower che vuole realizzare una centrale elettrica interrata tra Morcone e Pontelandolfo dal costo di 600 (seicento) milioni di euro.

Il Commissario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile che finora ha sostenuto in ogni modo quel progetto non nasconde adesso l’imbarazzo per la sortita di De Caro e <a href="http://www.provincia.benevento.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=481:cimitile-sulla-diga-di-campolattaro-risorsa-da-utilizzare&amp;catid=7:notizie&amp;Itemid=279">precisa che i soldi pubblici devono servire per finanziare le opere pubbliche, cioè gli acquedotti e gli impianti per l’irrigazione e non la Centrale della Repower.</a>

Anche in Regione si apre qualche crepa nel fronte dei sostenitori degli svizzeri. Infatti l’assessore all’ambiente, Giovanni Romano, nel corso della audizione nella Commissione al ramo, ha confessato di essere contrario alla centrale degli svizzeri perché produce meno corrente di quella che consuma. La posizione di Romano preoccupa gli amministratori dei comuni di Morcone, Pontelandolfo e Campolattaro che continuano rincorrere Repower elemosinando “compensazioni”, invece di difendere il territorio sul quale sono previste 7 enormi gallerie con la distruzione di boschi, sorgenti e produzioni tipiche per costruire la centrale elettrica interrata a 500 metri di profondità. In quei comuni si sono zittiti anche i consiglieri di opposizione e i movimenti civici.

<a href="http://benevento5stelle.it/2014/09/17/diga-di-campolattaro-continua-lattacco-alla-nostra-terra/">Invece, il Movimento Cinque Stelle si è espresso contro quella centrale</a> e si appresta a presentare una interrogazione parlamentare anche per sapere dal Ministro alle Infrastrutture perché il suo sottosegretario si spinge a sostenere gli affari di un privato che vuole speculare sul costo dell’energia elettrica. Rimane invece in imbarazzato silenzio SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) il partito dell’ex assessore provinciale all’ambiente, Gianluca Aceto, grande sostenitore di quella centrale elettrica interrata su una faglia sismica attiva.

Intanto Altrabenevento ha inviato alla Regione Campania un atto di diffida per chiedere che sia annullato il Decreto n. 105 del 16 luglio scorso con il quale il Dirigente del Settore Ambiente (Romano, assessore) ha espresso "sentito favorevole relativo alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per il progetto "Impianto idroelettrico di regolazione sul bacino di Campolattaro (Bn)" proposto dalla Soc. Rec- Repower.

Tale decreto ha considerato unicamente la sussistenza di incidenze negative significative sul sito SIC (Sito di Interesse Comunitario) "Pendici Meridionali del Monte Mutria" di cui, però, ha escluso, arbitrariamente, il “carattere prioritario” previsto dal 5 D.P.R. 357/97 e dalle disposizioni comunitarie.

In questo SIC, infatti, sono censiti 7 habitat prioritari relativi alla faggeta storica, boschi e particolari ecosistemi e pertanto non sono ammessi interventi se non con riferimento "alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica” previo parere della Commissione Europea. La Regione Campania, pertanto, non è soggetto competente a modificare la classificazione di un sito SIC.

Il Decreto regionale, inoltre, ha escluso del tutto arbitrariamente la sussistenza di incidenze negative sugli altri due siti SIC "Invaso ed alta valle del Fiume Tammaro" e sulla ZPS (Zona Protezione Speciale) "Bosco di Castelpagano e Torrente Tammarecchia” dove sono presenti numerose specie di uccelli, mammifferi, pesci, anfibi e rettili per le quali sono previste misure speciali di conservazione, vietando, ad esempio, l’apertura di cave.

Adesso speriamo che anche le associazioni ambientaliste facciano finalmente sentire la loro voce.

Per Altrabenevento, Gabriele Corona, Sandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti.

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&nbsp;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="802" height="533" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/Convegno-acque-campolattaro-da-NTR-24.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="Convegno acque campolattaro da NTR 24" title="Convegno acque campolattaro da NTR 24" /></p><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7472" title="UMBERTO DEL BASSO DE CARO" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/UMBERTO-DEL-BASSO-DE-CARO-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a>Comunicato stampa del 21 settembre 2014
<strong>La Repower pretende soldi pubblici per la sua Centrale elettrica interrata, Del Basso De Caro la sostiene e mette in difficoltà Cimitile. Contrario l’assessore all’ambiente della Regione ma non il suo Dirigente.</strong>
Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro ha annunciato il suo deciso impegno affinchè il Governo e la Regione finanzino la società svizzera Repower che vuole realizzare una centrale elettrica interrata tra Morcone e Pontelandolfo dal costo di 600 (seicento) milioni di euro.

Il Commissario della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile che finora ha sostenuto in ogni modo quel progetto non nasconde adesso l’imbarazzo per la sortita di De Caro e <a href="http://www.provincia.benevento.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=481:cimitile-sulla-diga-di-campolattaro-risorsa-da-utilizzare&amp;catid=7:notizie&amp;Itemid=279">precisa che i soldi pubblici devono servire per finanziare le opere pubbliche, cioè gli acquedotti e gli impianti per l’irrigazione e non la Centrale della Repower.</a>

Anche in Regione si apre qualche crepa nel fronte dei sostenitori degli svizzeri. Infatti l’assessore all’ambiente, Giovanni Romano, nel corso della audizione nella Commissione al ramo, ha confessato di essere contrario alla centrale degli svizzeri perché produce meno corrente di quella che consuma. La posizione di Romano preoccupa gli amministratori dei comuni di Morcone, Pontelandolfo e Campolattaro che continuano rincorrere Repower elemosinando “compensazioni”, invece di difendere il territorio sul quale sono previste 7 enormi gallerie con la distruzione di boschi, sorgenti e produzioni tipiche per costruire la centrale elettrica interrata a 500 metri di profondità. In quei comuni si sono zittiti anche i consiglieri di opposizione e i movimenti civici.

<a href="http://benevento5stelle.it/2014/09/17/diga-di-campolattaro-continua-lattacco-alla-nostra-terra/">Invece, il Movimento Cinque Stelle si è espresso contro quella centrale</a> e si appresta a presentare una interrogazione parlamentare anche per sapere dal Ministro alle Infrastrutture perché il suo sottosegretario si spinge a sostenere gli affari di un privato che vuole speculare sul costo dell’energia elettrica. Rimane invece in imbarazzato silenzio SEL (Sinistra Ecologia e Libertà) il partito dell’ex assessore provinciale all’ambiente, Gianluca Aceto, grande sostenitore di quella centrale elettrica interrata su una faglia sismica attiva.

Intanto Altrabenevento ha inviato alla Regione Campania un atto di diffida per chiedere che sia annullato il Decreto n. 105 del 16 luglio scorso con il quale il Dirigente del Settore Ambiente (Romano, assessore) ha espresso "sentito favorevole relativo alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale per il progetto "Impianto idroelettrico di regolazione sul bacino di Campolattaro (Bn)" proposto dalla Soc. Rec- Repower.

Tale decreto ha considerato unicamente la sussistenza di incidenze negative significative sul sito SIC (Sito di Interesse Comunitario) "Pendici Meridionali del Monte Mutria" di cui, però, ha escluso, arbitrariamente, il “carattere prioritario” previsto dal 5 D.P.R. 357/97 e dalle disposizioni comunitarie.

In questo SIC, infatti, sono censiti 7 habitat prioritari relativi alla faggeta storica, boschi e particolari ecosistemi e pertanto non sono ammessi interventi se non con riferimento "alla salute dell'uomo e alla sicurezza pubblica” previo parere della Commissione Europea. La Regione Campania, pertanto, non è soggetto competente a modificare la classificazione di un sito SIC.

Il Decreto regionale, inoltre, ha escluso del tutto arbitrariamente la sussistenza di incidenze negative sugli altri due siti SIC "Invaso ed alta valle del Fiume Tammaro" e sulla ZPS (Zona Protezione Speciale) "Bosco di Castelpagano e Torrente Tammarecchia” dove sono presenti numerose specie di uccelli, mammifferi, pesci, anfibi e rettili per le quali sono previste misure speciali di conservazione, vietando, ad esempio, l’apertura di cave.

Adesso speriamo che anche le associazioni ambientaliste facciano finalmente sentire la loro voce.

Per Altrabenevento, Gabriele Corona, Sandra Sandrucci, Vincenzo Fioretti.

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		<title>Riattivato questo sito.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 13:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coordinatore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="650" height="195" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="logo altrabenevento senza nodo" title="logo altrabenevento senza nodo" /></p><p style="text-align: left;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10636" title="logo altrabenevento senza nodo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo-300x90.png" alt="" width="300" height="90" /></a>Per motivi tecnici ed organizzativi questo sito non è stato aggiornato dal 16 aprile.</p>
Riprendiamo oggi le pubblicazioni e prossimamente inseriremo anche le notizie arretrate.
Scusate l'iterruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="195" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo.png" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="logo altrabenevento senza nodo" title="logo altrabenevento senza nodo" /></p><p style="text-align: left;"><a href="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-10636" title="logo altrabenevento senza nodo" src="http://www.altrabenevento.org/altrabenevento/wp-content/uploads/logo-altrabenevento-senza-nodo-300x90.png" alt="" width="300" height="90" /></a>Per motivi tecnici ed organizzativi questo sito non è stato aggiornato dal 16 aprile.</p>
Riprendiamo oggi le pubblicazioni e prossimamente inseriremo anche le notizie arretrate.
Scusate l'iterruzione.]]></content:encoded>
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